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Organo sotto le stelle, la Rocca Monaldeschi si trasforma in un concerto a cielo aperto
BOLSENA - Tra gli appuntamenti più suggestivi del ventennale di BolsenArte arriva “Organo sotto le stelle”, il recital organistico in programma il 2 agosto alle 21.30 nel cortile della Rocca Monaldeschi di Bolsena. Un evento speciale (ingresso libero) in cui la musica, l'architettura medievale e l'atmosfera della notte si incontrano in un'esperienza immersiva e fuori dal tempo. Protagonista della serata sarà Nello Catarcia, organista del Duomo di Orvieto, che porterà eccezionalmente nel cortile della Rocca un vero organo a doppia tastiera e pedaliera, trasformando uno spazio storico e monumentale in una straordinaria sala da concerto a cielo aperto. L'appuntamento, concepito come un Candle Concert illuminato dalla luce di centinaia di candele, nasce dall'idea di restituire all'organo una dimensione nuova: non soltanto strumento legato alla tradizione sacra e agli spazi liturgici, ma voce capace di dialogare con il paesaggio, la storia e l'immaginazione. Nella cornice della Rocca Monaldeschi, tra le mura medievali, il silenzio della notte e il panorama del lago di Bolsena, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio musicale attraverso epoche e linguaggi differenti.
Il programma attraverserà il grande repertorio organistico, dal periodo classico fino ad aperture verso la contemporaneità, mettendo in luce la straordinaria ricchezza timbrica dello strumento: dalla potenza monumentale alla dimensione più intima e poetica. Un concerto pensato come un incontro tra luce e ombra, spiritualità e spettacolo, memoria e innovazione, dove l'organo diventa protagonista di una narrazione sonora capace di coinvolgere ed emozionare. Il festival è promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Bolsena, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, la collaborazione della Pro Loco Bolsena e di Europa Musica e la direzione artistica del maestro Francesco Traversi.
Guerriero Il Contest torna in piazza nel segno di Marco Mengoni
RONCIGLIONE - “Guerriero – Il Contest”: stasera in Piazza Principe di Napoli la quarta edizione nel segno di Marco Mengoni
Piazza Principe di Napoli si prepara ad accendere i riflettori su una delle serate più attese dell’estate. Stasera, 1° agosto 2026, va in scena la quarta edizione di “Guerriero – Il Contest”, la manifestazione canora interamente ispirata alla musica e all'energia di Marco Mengoni.
A contendersi la vittoria saranno talentuosi cantanti suddivisi in tre agguerrite categorie:
•Junior
•Over
•Inediti
In palio per i primi classificati di ogni categoria ci saranno i prestigiosi premi realizzati dal Maestro Stefano Cianti, oltre alle attesissime menzioni speciali assegnate dalla giuria di qualità.
Ospiti d'eccezione e una sigla speciale
La serata non sarà solo una sfida all'ultima nota, ma un vero e proprio spettacolo. Sul palco saliranno:
•I Miami Blue con la loro travolgente carica musicale.
•Alice Ghione e Nicolò Puccica, vincitori uscenti delle categorie Junior e Over della scorsa edizione.
Uno dei momenti più emozionanti della serata sarà la presentazione ufficiale della sigla del contest: 'Una stella in più', un brano scritto da Costanza Luzzitelli e interpretato dai ragazzi delle passate edizioni, a testimonianza di una grande famiglia artistica che continua a crescere anno dopo anno.
La conduzione
A guidare il pubblico e a scandire i ritmi dello show saranno i padroni di casa: il Direttore Artistico Francesco Laurenti e la Co-direttrice Artistica Martina Chiossi.
L'appuntamento è per stasera in Piazza Principe di Napoli. Una notte di musica, emozioni e grande spettacolo dove la domanda sorge spontanea: quale stella brillerà nel firmamento del talento? Non mancate!
Morte don Antonio Mazzi, il cordoglio di Sabatini: Ha ridato speranza a tanti giovani
VITERBO - 'Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, realtà con cui ha ridato dignità e speranza a tanti giovani in condizione di disagio sociale, ragazzi che sembravano perduti, aiutandoli a tornare alla vita. Un sacerdote, un educatore, un grande comunicatore, che ci ha insegnato il valore dell'inclusione sociale e ci ha soprattutto aiutato a capire che le fragilità sono una risorsa da valorizzare. Il suo insegnamento si è tradotto essenzialmente nel prendersi cura degli altri e nel camminare al fianco di tutti quei soggetti che la società rischiava di emarginare e che lui, con amore e autentico spirito cristiano, ha recuperato e reinserito”.
“In questo momento il mio pensiero va a tutti i suoi collaboratori, ma in particolare a Salvatore Regoli e a tutti gli amici dell'associazione Juppiter che ringraziamo per aver portato sul territorio la missione, gli insegnamenti e il grande esempio di solidarietà che ha caratterizzato la vita e l'opera di don Mazzi, assicurando un grande contributo alle Istituzioni nella definizione delle più efficaci ed innovative politiche sociali', così il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Lazio Daniele Sabatini
Viterbo anticipa Bologna: da oltre dieci anni visite gratuite per i più fragili
VITERBO - In un’epoca segnata dal preoccupante incremento della rinuncia alle cure per motivi economici — una piaga che in Italia coinvolge ormai circa quattro milioni di persone — emergono dal Terzo Settore risposte concrete e di straordinario valore umano. Due esperienze italiane, diverse per scala e storia ma unite dal medesimo rigore etico, tracciano una rotta virtuosa: il recentissimo progetto dei 'Buoni Dottori' a Bologna e la storica attività di 'ABC Adulti e Bambini con Cardiopatie ODV' a Viterbo.
L'esempio di Bologna: il dovere di restituire l'eccellenza
A Bologna ha fatto recentemente scalpore, raccogliendo un coro di ammirazione, la notizia dell'approvazione della convenzione tra il Comune e la neonata ODV “Buoni Dottori”. L'iniziativa nasce dal gesto generoso di dieci cattedratici e primari in pensione — tra cui figure di spicco della medicina cittadina come Pietro Cortelli, Gaetano Domenico Gargiulo, Gilberto Poggioli, Claudio Borghi e Pierluigi Viale — che hanno scelto di rimettersi in gioco gratuitamente.
'L’idea nasce dalla volontà di restituire tempo, impegno e professionalità alla città di Bologna, che attraverso l'Università e gli ospedali ci ha offerto opportunità straordinarie nel corso della nostra carriera'.
I luminari opereranno al Pilastro, in un ex locale bancario di via Trauzzi concesso da Acer, offrendo visite specialistiche, diagnostica complessa (endoscopie, doppler) e consulti multidisciplinari gratuiti per oltre 250 pazienti l'anno inviati dai servizi sociali. Un gesto dal profondo valore simbolico ed etico, destinato a diventare un presidio fondamentale per l'area metropolitana.
Viterbo: la provincia che anticipa la grande città da oltre un decennio
Se il capoluogo emiliano festeggia oggi questo prezioso avvio, volgendo lo sguardo verso il Centro Italia si scopre che in una realtà territoriale più piccola come Viterbo, la solidarietà sanitaria non è una promessa per il futuro, ma una realtà operativa e strutturata da oltre un decennio.
Attraverso l'associazione ABC - Adulti e Bambini con Cardiopatie ODV (costituita nel 1999), la città dei Papi ha sviluppato una rete di protezione sociale capace di intercettare a 360 gradi i bisogni della popolazione più fragile:
1. Lo Studio Medico Sociale “Gente di Cuore” (attivo dal 2018): Un vero studio medico di quartiere che eroga diagnostica strumentale ed esami specialistici gratuiti con oltre mille prestazioni all’anno, avvalendosi anch'esso di grandi professionalità. A ciò si affianca un servizio cruciale: la distribuzione gratuita di farmaci e presidi medici non dispensati dal S.S.N.
2. Lo Studio Odontoiatrico Sociale “Gente di Cuore” (dal 2023): Una risposta concreta a uno dei bisogni sanitari più penalizzanti e costosi. Lo studio viterbese garantisce “gratuitamente” visite, cure conservative, devitalizzazioni e protesi per restituire la salute orale e la dignità personale a chi non ha le risorse per accedere agli studi privati.
La lezione della periferia: sinergie e un appello agli ex primari viterbesi Ben vengano iniziative meritorie come quelle nate a Viterbo e a Bologna: dimostrano che il Terzo Settore è un motore insostituibile di civiltà e coesione sociale. Il confronto tra queste due esperienze non intende stilare classifiche, ma evidenziare come la sensibilità verso le fragilità possa generare modelli complementari di straordinaria efficacia.
Proprio per questo, il modello bolognese rappresenta un'ispirazione e un prezioso punto di partenza: Viterbo intende cogliere l'esempio di Bologna per lanciare un accorato appello e sensibilizzare gli ex primari e i medici specialisti in pensione che vivono nel territorio viterbese. L'auspicio è che anche loro possano scegliere di donare qualche prestazione specialistica all'anno in favore dei pazienti in carico allo Studio Medico Sociale “Gente di Cuore”. Unire l'esperienza consolidata di una rete decennale come quella di Viterbo all'altissimo profilo specialistico degli ex primari locali permetterebbe di ampliare ulteriormente l'offerta sanitaria gratuita, trasformando il dono delle competenze in un ponte di speranza e dignità per i cittadini meno abbienti.
Caldo record, boom di visite a Viterbo Sotterranea: è il rifugio dell'estate
VITERBO – L'estate entra nel vivo e, con l'innalzamento delle temperature, la Viterbo Sotterranea registra un vero e proprio record di presenze. Sono sempre più numerose le famiglie, i gruppi dei centri estivi ed i gruppi turistici in genere che scelgono gli affascinanti cunicoli scavati nel tufo per le proprie attività, trasformando il percorso sotterraneo in una meta educativa e di svago irrinunciabile.
Nel cuore del centro storico, il complesso ipogeo si conferma un eccezionale 'rifugio anti-calura'. A pochi metri di profondità, i partecipanti possono godere di un microclima ideale e di temperature fresche e costanti. Questo permette alle guide turistiche ma anche a educatori e animatori di organizzare le gite in tutta sicurezza e comfort, allontanando i ragazzi dall'afa estiva.
'Siamo entusiasti di accogliere ogni giorno numerosi turisti e tanti bambini anche dei centri estivi' – sottolineano gli organizzatori – 'perché unire l'apprendimento della storia etrusca e medievale al benessere di un ambiente fresco crea un'esperienza indimenticabile. È un modo per far vivere la città in modo sano e stimolante'.
E così mentre il termometro sale ed i gruppi in gita a Viterbo ed i campi estivi cercano un'oasi di refrigerio, la soluzione perfetta si trova proprio sotto i nostri piedi, nel cuore della città. Viterbo Sotterranea offre il rifugio ideale per sfuggire al caldo opprimente, permettendo agli adulti ed ai bambini di vivere un'avventura istruttiva al riparo dalle temperature roventi. Molto richiesto anche il Museo Storico dei Cavalieri Templari: famiglie e ragazzi potranno scoprire i segreti dei misteriosi monaci guerrieri attraverso armature, plastici ed esposizioni pensate appositamente per catturare la loro immaginazione.
Il percorso è guidato e adatto a tutte le età, trasformando una giornata troppo calda in un'indimenticabile esperienza ricca di emozioni nel sottosuolo.
E così oltre ai turisti i bambini dei centri estivi hanno la possibilità di esplorare questi ambienti unici, diventando piccoli archeologi e speleologi per un giorno. Accompagnati da guide esperte, i giovani visitatori possono scoprire i segreti degli antichi Etruschi e i passaggi segreti medievali, imparando la storia della città in modo interattivo e divertente.
Infatti, la Viterbo Sotterranea non offre solo un riparo dall'afa, ma propone un percorso didattico che stimola la fantasia e la curiosità, dimostrando che la cultura può essere fresca, dinamica e a misura di bambino. E così mentre le temperature esterne superano i livelli di guardia, a pochi metri sotto il suolo si respira un'aria completamente diversa. Bambini e turisti possono rifugiarsi in un microclima ideale, immersi in una bellezza storica unica al mondo.
È possibile scegliere tra i 2 persorsi di Viterbo Sotterranea: quello di mezz'ora (tutti i giorni con orario continuato) e non occorre la prenotazione, e quello di un'ora (con prenotazione).
La musica dell'antica Grecia fa tappa a Tarquinia e approda a Hollywood per LOdissea
TARQUINIA - Per l'adattamento cinematografico dell'opera “L’Odissea”, la produzione hollywoodiana, con il compositore premio Oscar Ludwig Göransson, ha scelto di dare spazio alle vibrazioni autentiche dell'antichità; pertanto, si è avvalso di due tra i migliori archeomusicologi: Rosa Fragorapti per la lira a 7 corde e Callum Armstrong per l'aulos.
Insieme, i due compositori guidano anche l'Echo Ensemble, una formazione d'eccellenza che unisce archeologia, ricerca filologica e sperimentazione musicale contemporanea.
Il successo cinematografico di Fragorapti e Armstrong non è nato dal nulla, ma è frutto di un percorso di ricerca internazionale che ha visto anche nella provincia di Viterbo un polo di sperimentazione. I due artisti e i loro strumenti di pregio hanno risuonato in Tuscia in molteplici e suggestive occasioni.
Sono stati protagonisti anche presso l'Università di Oxford a fine febbraio per delle lezioni e un concerto finale sulla musica dell'antica Grecia organizzato da AMO project. Anche qui la Tuscia in qualche modo è stata protagonista tramite la partecipazione della ricercatrice e coreografa Elisa Anzellotti che tra l'altro collabora da diversi anni con questi eccellenti musicisti. Un ponte culturale unico.
La presenza dei compositori di The Odyssey nel viterbese dimostra come la Tuscia non sia solo uno scrigno di reperti storici passivi, ma un laboratorio culturale vivo. Gli stessi identici strumenti che oggi fanno tremare le sale cinematografiche di tutto il mondo hanno vibrato tra le valli e i siti della Tuscia, connettendo il patrimonio archeologico locale direttamente con l'avanguardia del cinema mondiale.
Addio a don Antonio Mazzi, il padre spirituale di Juppiter aveva 96 anni: la Tuscia perde una ...
VITERBO - La scomparsa di don Antonio Mazzi lascia un vuoto profondo anche nella Tuscia. Il sacerdote, fondatore della comunità Exodus e tra le figure più autorevoli dell'educazione giovanile italiana, si è spento nel pomeriggio di venerdì 31 luglio, all'età di 96 anni. Per Viterbo e per l'associazione Juppiter non era soltanto un punto di riferimento nazionale, ma una presenza costante, un maestro e una guida capace di ispirare generazioni di educatori, volontari e giovani.
Il legame tra don Mazzi e Juppiter affonda le radici nei primi anni Novanta, quando Salvatore Regoli diede vita all'associazione a Capranica. Fin dall'inizio il progetto educativo si è sviluppato seguendo la filosofia del sacerdote veronese, fondata sulla relazione, sull'ascolto e sulla convinzione che ogni persona, anche la più fragile, possa sempre trovare una nuova possibilità.
Nel corso degli anni don Mazzi ha seguito da vicino la crescita di Juppiter, partecipando a incontri, confronti e iniziative, fino a diventarne il principale punto di riferimento ideale. L'associazione ha portato avanti il suo metodo educativo attraverso lo sport, la musica, il teatro, il volontariato e le cosiddette 'carovane educative', trasformando la Tuscia in un laboratorio permanente di inclusione sociale.
La vicinanza tra il sacerdote e il territorio viterbese si è consolidata negli anni grazie ai numerosi eventi organizzati insieme a Juppiter e ai continui momenti di dialogo con migliaia di ragazzi, famiglie e volontari. Un rapporto riconosciuto anche dalle istituzioni: il 6 marzo 2025, l'Università della Tuscia gli conferì la laurea honoris causa in Informazione digitale, rendendo omaggio a una vita dedicata all'educazione e alla comunicazione come strumenti di crescita.
Il ricordo di Juppiter è affidato alle parole pubblicate dall'associazione subito dopo la notizia della scomparsa: «Juppiter è don Antonio Mazzi. Grazie per aver camminato con noi e averci insegnato a scegliere il bene. Ora è abbracciato dal Padre Buono. Noi continueremo a camminare sulla strada che ci hai indicato. Ci hai insegnato a sporcarci le mani, a camminare insieme e a sognare. Oggi salutiamo un profeta e rinnoviamo il nostro impegno a costruire comunità, mettendo al centro il bene, l'amicizia e l'“Aman-donarsi”, come amavi definirlo tu».
Chi era don Antonio Mazzi
Nato a Verona il 23 novembre 1929, don Antonio Mazzi è stato sacerdote, educatore, scrittore e comunicatore. Nel 1984 fondò la comunità Exodus, un progetto destinato a diventare una delle più importanti realtà italiane nel recupero delle dipendenze, del disagio giovanile e dell'emarginazione sociale. Il suo metodo educativo, basato sulla responsabilità, sulla vita comunitaria e sulla fiducia nella persona, ha permesso a migliaia di giovani di ricostruire il proprio futuro.
Con il suo stile diretto, spesso controcorrente, è stato anche un volto noto della televisione e della stampa italiana, senza mai perdere il contatto con le persone più fragili. La sua idea di educazione non si limitava all'assistenza, ma puntava a restituire dignità, autonomia e speranza.
Il cordoglio della Tuscia
Numerosi i messaggi arrivati dal territorio viterbese. Anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso il proprio dolore, definendolo «un sacerdote capace di camminare accanto agli ultimi, senza giudicare nessuno». Rocca ha ricordato come con Exodus abbia restituito «una famiglia e una possibilità a migliaia di giovani», invitando tutti a custodire la sua eredità continuando a credere nelle persone e a non considerare mai nessuno irrecuperabile.
Con la scomparsa di don Antonio Mazzi, Viterbo perde un amico sincero e una guida morale che ha contribuito a formare intere generazioni attraverso Juppiter. Un'eredità che continuerà a vivere nelle attività dell'associazione e nell'impegno quotidiano di educatori, volontari e giovani che, seguendo il suo esempio, continueranno a costruire comunità fondate sull'accoglienza, sulla solidarietà e sulla speranza.
Civita cardioprotetta, Laugeni: 'Tutto il territorio comunale va messo in sicurezza'
CIVITA CASTELLANA – Essere un Comune 'cardioprotetto' non significa soltanto installare defibrillatori sul territorio, ma garantirne il corretto funzionamento, la manutenzione costante e la formazione di chi potrebbe essere chiamato a utilizzarli in caso di emergenza. È questo il messaggio lanciato da Franco Laugeni della lista civica Civita Viva, che ha presentato una richiesta formale all'amministrazione comunale per verificare lo stato dei defibrillatori Dae presenti sul territorio e avviare un piano di adeguamento alle normative vigenti.
'Nel 2021 - spiega Laugeni - Civita Castellana è stata proclamata comune “cardioprotetto”. In realtà, ad oggi, alcuni defibrillatori o non si trovano nelle apposite postazioni (vedi via Petrarca presso la farmacia comunale; Borghetto presso la stazione e presso la sede della Croce Rossa), alcuni presentano date di scadenza preoccupanti (come quello in via Enrico Minio presso la scuola elementare e quello a Sassacci presso la chiesa “San Luigi Gonzaga”). Si fa presente che tutto ciò che è presidio medico, va incontro a scadenza; il defibrillatore in sé non scade, ma le piastre che vengono applicate sul torace del malcapitato e le batterie si, ed è per questo che deve essere effettuata una opportuna e puntuale manutenzione'
La richiesta lanciata dal Laugeni richiama anche il quadro normativo che disciplina la diffusione dei Dae. In particolare, la legge 116 del 2021 ha introdotto l'obbligo progressivo di installazione dei defibrillatori nei luoghi pubblici e nelle pubbliche amministrazioni con almeno quindici dipendenti, mentre il decreto ministeriale del 18 marzo 2011 definisce i criteri per la loro distribuzione sul territorio. Già la legge 120 del 2001, inoltre, aveva consentito l'utilizzo del defibrillatore anche da parte di personale non sanitario in situazioni di emergenza.
'Ogni anno - ha spiegato l'ex candidato sindaco - l'arresto cardiaco improvviso colpisce circa 60mila persone in Italia. La possibilità di intervenire entro i primi tre-cinque minuti con un Dae può aumentare le probabilità di sopravvivenza dal 5 al 70 per cento, rendendo determinante la presenza di dispositivi efficienti e facilmente accessibili. Per questo Civita Viva propone un piano articolato in tre punti. Il primo riguarda una mappatura completa dei defibrillatori, accompagnata dalla verifica dello stato di manutenzione e dall'eventuale installazione di nuovi dispositivi nei punti ritenuti strategici come la sede municipale, gli uffici aperti al pubblico, scuole, impianti sportivi, parchi, piazze principali e aree commerciali, anche attraverso totem cardioprotetti accessibili ventiquattr'ore su ventiquattro. Poi bisogna provvedere alla formazione del personale comunale e della cittadinanza con corsi Blsd (Basic life support and defibrillation). Il terzo punto riguarda gli adempimenti amministrativi, dalla registrazione dei Dae presso la centrale operativa del 118 e la nomina di un responsabile incaricato del controllo periodico delle scadenze di batterie ed elettrodi, fino all'installazione di una segnaletica conforme agli standard internazionali per rendere i dispositivi facilmente individuabili. Come Italia Viva - conclude - ci rendiamo disponibili ad aprire un tavolo tecnico con l'amministrazione comunale e a collaborare alla predisposizione di un progetto operativo, mettendo a disposizione anche il contributo del dottor Daniele Paolini'.
Lavori pubblici, la maggioranza replica al Pd: «Sugli appalti servono regole, non favoritismi»
MONTALTO DI CASTRO - Botta e risposta sul tema degli appalti pubblici a Montalto di Castro. La maggioranza comunale interviene con una nota per replicare alle recenti dichiarazioni del Partito Democratico di Montalto di Castro e Pescia Romana, contestando le posizioni espresse dal circolo locale in merito agli affidamenti dei lavori pubblici.
«Abbiamo letto con stupore il comunicato del Partito Democratico – afferma la maggioranza –. La domanda è una sola: come può il secondo partito nazionale consentire che una propria sezione locale diffonda un messaggio che dimostra una così evidente scarsa conoscenza delle regole che disciplinano gli appalti pubblici?».
Nel comunicato viene contestata, in particolare, la richiesta avanzata dal Pd di adottare una strategia volta a favorire le imprese del territorio.
Secondo la maggioranza, una simile impostazione si scontrerebbe con la normativa vigente. «Il Partito Democratico afferma di conoscere i principi della trasparenza e della concorrenza, salvo poi chiedere all'Amministrazione di favorire le imprese locali. Eppure la legge è chiara».
La nota richiama infatti il Testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000), che impone agli amministratori di operare nel rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento, e il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), che disciplina gli affidamenti secondo i principi di concorrenza, parità di trattamento, trasparenza e non discriminazione.
«Tradotto in termini semplici – prosegue la maggioranza – un Comune non può scegliere un'impresa soltanto perché ha sede a Montalto di Castro o a Pescia Romana. Sarebbe contrario alla legge».
Da qui anche una stoccata politica nei confronti del Pd locale.
«Chi oggi si candida a governare questo territorio dovrebbe conoscere queste regole fondamentali prima di impartire lezioni all'Amministrazione comunale. La competizione politica è legittima, così come dovrebbe esserlo la conoscenza delle norme che regolano la Pubblica Amministrazione».
La maggioranza conclude ribadendo l'impegno dell'Amministrazione a proseguire nella gestione degli affidamenti nel rispetto della normativa vigente.
«Continueremo ad amministrare applicando il Codice dei Contratti Pubblici con serietà, imparzialità e trasparenza, perché questi non sono indirizzi politici, ma precisi obblighi di legge».
La Quercia, proteste per il campo da basket acceso oltre l'orario: un cittadino scrive alla sindaca
VITERBO – Una segnalazione indirizzata alla sindaca di Viterbo riaccende l'attenzione sulla gestione del campo di pallacanestro del quartiere La Quercia. A firmarla è Roberto Bandini, residente in via della Fiera, che lamenta il mancato rispetto degli orari previsti dal regolamento dell'impianto e la permanenza dell'illuminazione accesa anche durante la notte.
Secondo quanto riferisce Bandini, nella serata di ieri, dopo le 21 – orario oltre il quale, in base al regolamento allegato alla segnalazione, dovrebbe essere garantita la quiete – il campo era ancora utilizzato da numerose persone impegnate a giocare a basket, con il conseguente rumore dei palloni, degli impatti sui tabelloni e degli schiamazzi che, a suo dire, hanno impedito il riposo ai residenti della zona.
A destare ulteriore preoccupazione è stato il fatto che l'impianto di illuminazione fosse regolarmente acceso. Il cittadino si chiede se la fornitura elettrica sia ancora attiva e sottolinea i costi che, a suo avviso, il Comune sostiene anche quando il campo non viene utilizzato.
Nella lettera, Bandini propone all'amministrazione comunale di valutare la cessazione della fornitura elettrica dell'impianto, riattivandola solo in occasione delle poche manifestazioni serali autorizzate, così da evitare sprechi di risorse pubbliche e scongiurare eventuali utilizzi notturni non consentiti.
Il residente riferisce inoltre di aver tentato di contattare la Polizia locale nella serata, senza ricevere risposta, precisando di aver scelto di non rivolgersi al numero unico di emergenza 112 e chiedendo invece un intervento diretto dell'amministrazione.
La mattina successiva, Bandini ha inviato una seconda comunicazione alla sindaca, segnalando che le luci del campo risultavano ancora accese all'alba. Nella nuova nota rinnova la richiesta di un intervento immediato per spegnere l'illuminazione e ribadisce la proposta di sospendere la fornitura elettrica, ritenendola la soluzione più efficace per evitare il ripetersi di episodi analoghi e contenere gli sprechi di denaro pubblico. Il cittadino conclude chiedendo un riscontro ufficiale da parte dell'amministrazione comunale sulle decisioni che intenderà adottare in merito alla vicenda.
L'agricoltura guida l'economia della Tuscia, e per un terzo è rosa
di Fabio Tornatore
VITERBO - L'agricoltura rimane il punto di forza della provincia di Viterbo, e guida la fragile economia della Tuscia. A rappresentare oltre un terzo del settore sono le donne, che hanno la percentuale più alta di imprese del Lazio.
Sono 10 mila 911 le aziende agricole attive nella provincia di Viterbo, il 30% delle imprese della Tuscia, numero importante in una provincia che arranca nel far quadrare i conti economici, con deboli zero virgola, quando le stime e i consuntivi non sono in rosso. A seguire il settore agricolo è il commercio, con circa 6 mila 500 imprese, e le costruzioni, con 4800 imprese. I servizi di alloggio e ristorazione, dopo il boom del 2023 e 2024, si attesta a 2400 aziende, nonostante i numeri in forte crescita del turismo.
A segnare una vera novità è il dato relativo all'imprenditoria femminile della Tuscia, che supera il 27,4% del totale delle imprese, sopra la media regionale, che si ferma al 23,3%. Le imprese 'rosa' nella Tuscia sono infatti 9 mila 980 al 31 dicembre 2025, con una concentrazione nel settore dell'agricoltura pari al 36,5%, il 19,7% nel commercio e l'8,3% nel settore degli alloggi e la ristorazione.
Verde pubblico, il Comune prepara il nuovo appalto: via alla pianificazione con un anno di anticipo
VITERBO – Il Comune di Viterbo avvia con largo anticipo il percorso per il rinnovo del servizio di manutenzione del verde pubblico. La giunta comunale ha infatti approvato l'atto di indirizzo che dà il via alle attività tecniche e amministrative necessarie alla predisposizione del nuovo appalto, in vista della scadenza dell'attuale affidamento fissata per luglio 2027.
L'obiettivo dell'amministrazione è garantire continuità nella gestione del patrimonio verde cittadino, migliorando al tempo stesso l'efficienza del servizio, la qualità degli interventi e la tempestività delle operazioni sia nel capoluogo sia nelle frazioni.
Il nuovo modello organizzativo conferma la suddivisione del territorio in tre lotti funzionali, una scelta ritenuta efficace per assicurare un controllo più capillare delle prestazioni e una migliore distribuzione delle attività di manutenzione.
Tra le principali novità introdotte dall'atto di indirizzo c'è la possibilità di affidare direttamente al personale comunale la cura di una o più aree verdi. La decisione è resa possibile dal recente potenziamento dell'organico con l'assunzione di nuovi operai e giardinieri specializzati, che consentirà di valorizzare le professionalità interne e, allo stesso tempo, ridurre parte dei costi legati all'esternalizzazione del servizio.
«Con questo provvedimento – spiega la sindaca Chiara Frontini – dimostriamo l'importanza della programmazione. Non attendiamo la scadenza del contratto, ma iniziamo con un anno di anticipo a costruire un servizio ancora più efficiente. L'investimento sul personale comunale rappresenta una scelta strategica che permetterà di migliorare i servizi legati al decoro urbano e alla cura del verde pubblico, patrimonio fondamentale per la qualità della vita dei cittadini».
Sulla stessa linea l'assessore al Verde pubblico Giancarlo Martinengo, che sottolinea come il nuovo percorso consentirà di progettare il servizio sulla base dell'esperienza maturata negli ultimi anni e delle esigenze emerse sul territorio.
«La conferma dei tre lotti garantirà un'organizzazione capillare degli interventi – afferma Martinengo – mentre il coinvolgimento diretto del personale comunale rappresenta un'opportunità per valorizzare le competenze interne, migliorare la rapidità delle operazioni e ottimizzare le risorse disponibili. L'obiettivo è offrire ai cittadini una città sempre più curata e un servizio di manutenzione del verde sempre più efficiente».
Deindustrializzazione, prorogato il bando da 100 milioni: più tempo per le imprese del ...
CIVITA CASTELLANA – Più tempo per accedere ai finanziamenti destinati al rilancio del comparto manifatturiero. È stato prorogato al 28 novembre 2026 il termine per la presentazione delle domande relative al Fondo per il contrasto alla deindustrializzazione, promosso dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e gestito da Invitalia.
La misura mette a disposizione 100 milioni di euro destinati alle imprese dei territori che fanno parte del Consorzio Industriale del Lazio, rappresentando un'importante opportunità anche per il distretto della ceramica di Civita Castellana. Le richieste potranno essere presentate a partire dal 28 settembre.
A sottolineare l'importanza dell'iniziativa è Antonio Sini, presidente dell'Apea (Area produttiva ecologicamente attrezzata) del distretto ceramico, che evidenzia come il fondo sia destinato a sostenere interventi di potenziamento e riqualificazione delle unità produttive manifatturiere.
Le risorse potranno essere utilizzate per progetti di ammodernamento e ampliamento degli impianti, innovazione di prodotto e di processo, introduzione di tecnologie avanzate, digitalizzazione delle attività produttive, investimenti immateriali e riconversione verso modelli produttivi più sostenibili sotto il profilo ambientale ed economico.
Il bando è rivolto alle imprese manifatturiere con sede nei Comuni aderenti al Consorzio Industriale del Lazio e prevede contributi a fondo perduto fino a 300 mila euro, che potranno coprire anche il 100% delle spese ammissibili sostenute tra l'8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028.
Tra gli interventi finanziabili figurano l'acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, arredi, beni materiali e immateriali, oltre alle opere murarie e impiantistiche strettamente collegate ai progetti di investimento.
Secondo Sini, il risultato è stato reso possibile grazie all'ingresso di tutti i Comuni del distretto nel Consorzio Industriale del Lazio, un passaggio che consente oggi alle aziende del territorio di accedere a strumenti di finanziamento strategici e di rafforzare la competitività del comparto.
Il presidente dell'Apea guarda inoltre ai prossimi obiettivi: già da settembre prenderà il via un lavoro con i Comuni per la riperimetrazione della Zona Logistica Semplificata (ZLS), con l'intento di estendere le agevolazioni a una parte sempre più ampia del distretto, favorendo nuovi investimenti e aumentando l'attrattività del territorio per le imprese.
Viterbo, torna potabile l'acqua nella rete di San Martino Campo Sportivo
VITERBO – Torna potabile l'acqua nelle aree servite dalla rete idrica San Martino Campo Sportivo. A comunicarlo è il Comune di Viterbo dopo che la Asl di Viterbo, sulla base delle analisi effettuate da Arpa Lazio, ha certificato il rientro nei limiti di legge dei valori di arsenico e fluoruri.
A seguito dell'esito favorevole dei controlli, la sindaca Chiara Frontini ha firmato l'ordinanza n. 32 del 31 luglio 2026, con la quale vengono revocati i precedenti provvedimenti di divieto di utilizzo dell'acqua per uso alimentare (ordinanze n. 28 del 16 luglio e n. 29 del 17 luglio 2026).
Con effetto immediato, i cittadini residenti nelle zone servite dalla rete distributrice San Martino Campo Sportivo possono quindi tornare a utilizzare regolarmente l'acqua anche per bere e cucinare.
Le aree interessate comprendono piazza Donna Olimpia, strada Madonnina dei Cimini, strada Erodiano, via Cadutella, strada Chiesa Nuova, strada Case Nuove, strada Pian di Legname, strada Canepinetta, strada Campolungo, strada Giuseppe Signorelli, strada Bigini, strada Fonte e le rispettive zone limitrofe.
Il provvedimento pone fine alle limitazioni introdotte nelle scorse settimane a tutela della salute pubblica, restituendo la piena fruibilità della risorsa idrica ai residenti delle aree coinvolte.
Milan Club a Capodimonte: il ristorante Pepe Nero farà da cornice alla serata commemorativa ...
CAPODIMONTE – Una serata all'insegna della passione rossonera, della storia del Milan e della solidarietà. Il Milan Club Capodimonte – Diavoli Etruschi, nato ufficialmente nel 2024 ma già presente nel 2007 alla finale di Atene, si prepara a vivere uno degli appuntamenti più importanti della sua giovane storia con un grande evento ospitato al Pepe Nero Ristòria, raffinato locale affacciato sul Lago di Bolsena scelto come prestigiosa vetrina per accogliere la Coppa della Champions League conquistata dal Milan nel 2007.
Il trofeo, affidato dall'Associazione Italiana Milan Club, sarà il grande protagonista della serata che richiamerà tra 300 e 400 tifosi, confermando il ruolo del club di Capodimonte come uno dei più importanti al mondo. Con 1.469 iscritti, infatti, il Milan Club Capodimonte è in corsa per diventare ufficialmente il più grande Milan Club internazionale, superando il precedente record di 1.153 soci detenuto da un club croato.
La Champions esposta è quella conquistata ad Atene il 23 maggio 2007, quando il Milan superò il Liverpool per 2-1 grazie alla doppietta di Filippo Inzaghi, con il capitano Paolo Maldini che sollevò al cielo il settimo trofeo europeo della storia rossonera.
La manifestazione sarà presentata dal giornalista Vincenzo Matrone, affiancato da uno dei più noti creator del mondo Milan sui social. Durante la serata sono previste interviste ai tifosi, momenti di intrattenimento e la proiezione di un video celebrativo dedicato proprio alla finale di Atene, prima dell'ingresso in scena della Coppa, che tutti i presenti potranno ammirare da vicino e con la quale potranno scattare una foto ricordo.
Non mancherà anche un momento particolarmente emozionante dedicato a Franco Baresi, scomparso prematuramente questa mattina all’età di 66 anni, ricordato con un video commemorativo e un lungo applauso da parte dei tifosi presenti.
A rendere ancora più speciale la festa sarà una lotteria con premi esclusivi messi a disposizione dall'Associazione Italiana Milan Club: una maglia di Luka Modrić autografata e un pallone firmato dall'intera rosa del Milan.
Ma il Milan Club Capodimonte non è soltanto passione sportiva. L'associazione, infatti, porta avanti durante tutto l'anno numerose iniziative benefiche a favore del territorio. Negli ultimi mesi ha sostenuto l'Emporio Solidale, associazioni che assistono bambini con autismo, una casa famiglia con minori e il reparto di Pediatria dell'ospedale di Belcolle. Solo nell'ultimo anno sono stati raccolti e destinati alla solidarietà circa 3.000 euro, grazie anche alle iniziative natalizie e alle raccolte fondi organizzate dai soci.
L'attività del club proseguirà anche nei prossimi mesi. Il 26 settembre, infatti, è già in programma a Viterbo un nuovo grande appuntamento con ospite d'eccezione Gianni Rivera, storica bandiera del calcio italiano e del Milan, per un incontro che si preannuncia come un altro momento di grande richiamo per il popolo rossonero della Tuscia.
La scelta del Pepe Nero Ristòria come sede dell'evento rappresenta un ulteriore elemento di prestigio per una manifestazione che unisce sport, convivialità e valorizzazione del territorio. Per una sera il ristorante affacciato sul Lago di Bolsena diventerà il cuore della passione milanista, ospitando uno degli eventi più attesi dell'estate rossonera nel Centro Italia.
Legalità e turismo, firmati in Prefettura i protocolli con Montalto di Castro e Tarquinia
VITERBO – Rafforzare la tutela della legalità in uno dei comparti più strategici dell'economia della Tuscia, quello turistico-alberghiero e della ristorazione. È questo l'obiettivo dei 'Protocolli di legalità nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione', sottoscritti il 31 luglio 2026 dal prefetto di Viterbo Sergio Pomponio e dai sindaci dei Comuni di Montalto di Castro e Tarquinia.
L'intesa si inserisce nel percorso avviato dalla Prefettura per potenziare il sistema di prevenzione amministrativa antimafia, con particolare attenzione ai settori economici maggiormente esposti al rischio di infiltrazioni criminali. La provincia di Viterbo, caratterizzata da una forte vocazione turistica, rappresenta infatti un territorio dove la tutela dell'economia sana e della concorrenza leale assume un'importanza strategica.
In linea con le direttive del Ministero dell'Interno, il protocollo estende il monitoraggio alle attività turistico-alberghiere, alla ristorazione, agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, agli stabilimenti balneari, alle strutture ricettive, ai locali di pubblico spettacolo e alle attività di intrattenimento, comparti che, secondo le autorità, possono essere oggetto di interessi illeciti sia nella gestione delle attività sia nella fornitura di beni e servizi.
Tra le principali novità previste dall'accordo figura l'istituzione di un Osservatorio provinciale presso la Prefettura, incaricato di raccogliere dati, monitorare l'evoluzione del settore ed elaborare indicatori di rischio utili a individuare eventuali fenomeni di infiltrazione mafiosa.
Il protocollo introduce inoltre una più stretta collaborazione tra Prefettura e amministrazioni comunali. I Comuni potranno infatti richiedere, attraverso la Banca Dati Nazionale Antimafia (BDNA), le comunicazioni antimafia anche per le attività soggette a Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), indicando anche i dati anagrafici dei familiari maggiorenni conviventi.
Le verifiche saranno svolte dalla Prefettura con il supporto delle Forze dell'Ordine e della Direzione Investigativa Antimafia – Centro Operativo di Roma. I casi ritenuti più delicati saranno esaminati dal Gruppo Interforze Antimafia e, qualora emergano elementi di rischio, potranno essere adottati i conseguenti provvedimenti antimafia, ai quali seguiranno gli eventuali atti comunali di revoca di licenze, autorizzazioni o concessioni.
Al termine della firma, il prefetto Sergio Pomponio e i sindaci di Montalto di Castro e Tarquinia hanno espresso soddisfazione per un accordo che punta a creare una vera e propria 'filiera della legalità', rafforzando la collaborazione tra istituzioni per proteggere il tessuto economico del territorio e garantire trasparenza, sicurezza e corretto sviluppo del settore turistico.
Open di Valentano, cadono due teste di serie: Rossi e Fiordomi firmano le sorprese di giornata
VALENTANO – Giornata ricca di emozioni e colpi di scena al Torneo Open di Valentano 'Memorial Aldo Mariani e Gianni Pesci', dove il tabellone di qualificazione di IV categoria ha regalato un giovedì all'insegna delle sorprese. Due delle principali teste di serie sono infatti uscite di scena, confermando l'equilibrio e l'alto livello della competizione.
Il risultato più clamoroso arriva nella parte alta del tabellone, dove il 4.3 Daniele Rossi del Tennis Club Viterbo Giorgio Barili elimina la testa di serie numero 2, il 4.1 Mario Biagini, portacolori del circolo organizzatore. Dopo un avvio difficile, con il primo set perso nettamente per 6-0, Rossi cambia marcia, conquista il secondo parziale al tie-break per 7-6 e chiude il super tie-break decisivo sul 10-5.
Le sorprese proseguono nella parte bassa del tabellone con la netta affermazione del rappresentante locale Alessandro Fiordomi (4.6), che supera con un perentorio 6-0, 6-2 la testa di serie numero 3, Angelo Meschini (4.1) del Cus Viterbo, concedendogli appena due giochi.
Per il resto, il programma ha rispettato i pronostici. La testa di serie numero 1, Daniele Battisti (4.1), ha dominato il confronto con Paolo Caci (4.3) del Tennis Club Montalto, imponendosi con un convincente 6-2, 6-0.
Successo anche per la testa di serie numero 6, Marco Rossi (4.2) del Tennis Club Viterbo Giorgio Barili, che ha avuto la meglio sul beniamino di casa Paolo Bigiotti (4.4) con il punteggio di 6-4, 6-3.
Molto più combattuto il match che ha visto protagonista la testa di serie numero 5, Matteo Gobbini (4.2) del Cus Viterbo. Contro Paolo Venanzi (4.5) del Circolo Tennis Piancastagnaio è servito il super tie-break decisivo dopo due set speculari, conclusi entrambi sul 6-3 ma a favore di un giocatore diverso. Nel finale Gobbini ha trovato lo spunto vincente imponendosi per 11-9.
Chiude il quadro dei qualificati Emiliano Di Biagio (4.2), testa di serie numero 4 e rappresentante del circolo di Valentano, che supera con autorità Maurizio Papacchini (4.3) del Cus Viterbo per 6-0, 6-2.
Si conclude così un'altra intensa giornata di gare, gestita con la consueta professionalità dallo staff arbitrale composto dal giudice di gara Fabio Mosci, dal direttore di gara Angelo Di Biagio e dal giudice arbitro Bernardino Di Biagio, protagonisti di un'organizzazione impeccabile del torneo.
Il tuo no diventa noi: la Uil Fp Viterbo lancia la campagna contro le discriminazioni di genere
VITERBO – “Il tuo no diventa noi” è il nome della nuova campagna promossa dalla Uil contro le discriminazioni di genere, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e lavoratori sul tema della parità tra donne e uomini e contrastare ogni forma di differenza sociale, economica e salariale.
A presentare l’iniziativa sul territorio è il segretario generale della Uil Fp Viterbo, Diego Basile, che sottolinea il valore di un percorso volto ad affrontare la violenza contro le donne partendo dalle sue cause più profonde.
“La violenza di genere non nasce da un raptus o da un momento di follia, come ancora troppo spesso viene raccontata – spiega Basile –. È un fenomeno strutturale, che affonda le proprie radici in una società ancora segnata da stereotipi, discriminazioni, rigidi ruoli di genere e da una misoginia spesso invisibile, ma presente”.
La campagna è stata lanciata dal segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri durante l’ultimo congresso nazionale del sindacato e sarà portata avanti dalla Uil Fp e dalla segretaria generale nazionale Rita Longobardi in tutti i territori.
Il simbolo dell’iniziativa sono due mani che si incontrano sulla punta delle dita, un gesto ispirato al linguaggio italiano dei segni e scelto come rappresentazione della necessità di costruire insieme una società fondata sull’uguaglianza.
“Il messaggio è chiaro – sottolinea la Uil –: la parità deve essere un valore riconosciuto da tutti, perché una società più giusta per le donne è una società più giusta per tutti”.
Sul tema interviene anche la segretaria provinciale per le pari opportunità della Uil Fp, Silvia Breccola, che richiama la necessità di un impegno collettivo.
“Per sradicare davvero le differenze non basta dire no alla violenza – afferma Breccola –. Serve un impegno concreto per costruire una cultura fondata sulla parità tra uomini e donne: nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, nelle istituzioni, nel linguaggio e in ogni ambito della vita quotidiana”.
La campagna punta quindi a promuovere un cambiamento culturale capace di superare le disuguaglianze e creare ambienti più inclusivi, dove il rispetto e le pari opportunità diventino principi condivisi nella società e nel mondo del lavoro.
La Fondazione Paola Pesci dona 13mila euro al Comune di Vasanello: il grazie dellamministrazione
VASANELLO – Un importante gesto di solidarietà è stato al centro dell’ultimo Consiglio comunale di Vasanello. Al termine della seduta del 30 luglio 2026, il sindaco Igino Vestri ha voluto rivolgere pubblicamente un ringraziamento per la donazione di 13mila euro effettuata dalla Fondazione Paola Pesci a favore del Comune.
L’istituzione, intitolata alla memoria di una cittadina scomparsa tragicamente venti anni fa, dopo la chiusura avvenuta nel mese di marzo ha deciso di destinare i fondi raccolti a diverse associazioni e realtà del territorio, tra cui proprio l’amministrazione comunale di Vasanello.
Durante il suo intervento in aula, il primo cittadino ha espresso il proprio rammarico per l’assenza del consigliere comunale Massimiliano Creta, al quale avrebbe voluto rivolgere personalmente il ringraziamento per il gesto di liberalità compiuto insieme alla moglie Anna, sorella di Paola Pesci.
“È stato un gesto nobile ed encomiabile – ha sottolineato il sindaco Vestri –. A nome mio e di tutta l’amministrazione comunale desidero ringraziare il nostro concittadino e consigliere per la generosità dimostrata e per aver condiviso questa scelta con la famiglia”.
La somma ricevuta dal Comune sarà utilizzata per sostenere la realizzazione di progetti a beneficio della comunità locale, contribuendo così a trasformare il ricordo di Paola Pesci in un’opportunità concreta per il territorio.
La donazione rappresenta un esempio di attenzione e vicinanza alla collettività, confermando il valore della solidarietà e della partecipazione civica come strumenti fondamentali per rafforzare il legame tra cittadini e istituzioni.
Caldo estremo nei cantieri stradali, la Filca Cisl Lazio Nord denuncia: Ordinanza regionale ...
VITERBO – Lavori stradali sotto il sole cocente e operai impegnati nella stesura dell'asfalto anche durante le ore più calde della giornata. È la denuncia lanciata dalla Filca Cisl Lazio Nord, che richiama l'attenzione sul mancato rispetto dell'ordinanza della Regione Lazio, firmata dal presidente Francesco Rocca, che vieta le attività lavorative all'aperto nelle fasce orarie a maggior rischio quando la piattaforma Worklimate segnala un livello di pericolo elevato.
Secondo il sindacato, nei cantieri aperti per gli interventi di riqualificazione, rifacimento del manto stradale e messa in sicurezza di alcune delle principali arterie del Comune di Viterbo, le lavorazioni proseguirebbero regolarmente anche quando il rischio da stress termico è classificato come 'alto'. L'ordinanza regionale prevede invece la sospensione delle attività tra le 12.30 e le 16 nei giorni in cui vengono registrate condizioni climatiche particolarmente critiche.
La Filca Cisl denuncia che gli operai sarebbero costretti a lavorare con temperature superiori ai 35 gradi, senza un'adeguata rimodulazione degli orari, senza pause per il recupero termico e senza sufficienti misure di protezione, in contrasto con quanto previsto dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il sindacato ricorda inoltre che ogni impresa è obbligata a integrare nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) le misure necessarie per prevenire o ridurre il rischio da stress termico, come stabilito dal Decreto Legislativo 81/2008. Tali strumenti, sottolinea la Filca, risultano però efficaci soltanto se accompagnati da controlli puntuali e dal rispetto delle prescrizioni da parte delle aziende.
A intervenire è anche il segretario generale della Filca Cisl Lazio Nord, Marco Fazioli, che punta il dito contro quella che definisce una carenza di verifiche ispettive.
'Il profitto non deve mai prevalere sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori. Nella nostra provincia registriamo una quasi totale assenza di controlli nei cantieri edili e stradali, soprattutto proprio nella fascia oraria tra le 12.30 e le 16, quando il rischio da calore è più elevato. Leggi, protocolli e ordinanze rischiano di rimanere lettera morta se non sono accompagnati da controlli efficaci e da una reale cultura della sicurezza'.
Per questo la Filca Cisl Lazio Nord rinnova l'appello agli organi competenti affinché vengano intensificate le attività ispettive nei cantieri durante i periodi di maggiore esposizione al caldo, garantendo il pieno rispetto delle disposizioni regionali e nazionali e tutelando il diritto dei lavoratori a operare in condizioni di sicurezza.
