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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 1 ora 30 min fa

Il cuore in campo a Canepina: inaugurato un nuovo defibrillatore al centro sportivo comunale

1 ora 30 min fa
2026-07-12

CANEPINA – Sport, solidarietà e sicurezza viaggiano sullo stesso binario a Canepina. Nella serata di ieri, la cornice del campo sportivo comunale ha ospitato l'inaugurazione di un nuovo defibrillatore di ultima generazione, un tassello fondamentale che va a potenziare la rete di cardioprotezione locale.

L'evento si inserisce all'interno dell'iniziativa “Il Cuore in Campo – Un defibrillatore per la comunità”, nata dalla stretta sinergia tra il Comune di Canepina, l’Atletico Cimina Falisca, la Pro Loco e l’Associazione APS Ruben Ciarlanti.

Giovani atleti in campo e festa con i 'Maccaroni'

A dare il via alla manifestazione sono stati i giovanissimi calciatori della società locale, che si sono sfidati in un match all’insegna dell'entusiasmo e del sano spirito sportivo. Al fischio finale si è tenuta la cerimonia di premiazione: per tutti i piccoli atleti è arrivata una gradita sorpresa, un buono sconto da spendere alla 13esima Sagra dei Maccaroni Canepinesi, il celebre evento enogastronomico che sta animando il borgo proprio in questo fine settimana.

Una sinergia solida nel segno della prevenzione

Subito dopo la partita si è passati al momento istituzionale con il taglio del nastro del nuovo DAE, arrivato al campo sportivo grazie a una donazione ricevuta dall'Associazione Ruben Ciarlanti. L'installazione garantisce standard di sicurezza elevatissimi in un'area frequentata ogni giorno da decine di ragazzi e sportivi.

Il sodalizio tra l’Associazione Ruben Ciarlanti e l’amministrazione comunale si conferma un modello virtuoso per l'intera provincia. Negli anni, questo percorso condiviso non si è limitato alla sola donazione dei macchinari, ma ha puntato tantissimo sulla cultura della prevenzione: ad oggi sono circa cento i cittadini di Canepina formati e abilitati all'utilizzo dei dispositivi salvavita tramite corsi specifici.

Alla serata hanno preso parte le massime autorità, tra cui il sindaco di Canepina Aldo Maria Moneta, il presidente dell’Associazione Ruben Ciarlanti APS Francesco Ciarlanti, e il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi, a cui gli organizzatori hanno rivolto un sentito ringraziamento per la costante vicinanza e l'attenzione dimostrata verso le esigenze del territorio.

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Dalle ceneri alla rinascita: la palestra Next di De Carolis riapre dopo l'incendio doloso

1 ora 30 min fa
2026-07-12

MONTEROSI – Le saracinesche che tornano a sollevarsi, il rumore dei pesi, l'energia degli atleti che ripopola le sale. Mercoledì 8 luglio la palestra Next, di proprietà del noto pugile Giovanni De Carolis, ha finalmente riaperto i battenti, mettendo la parola 'fine' (o meglio, 'nuovo inizio') a un incubo durato oltre due mesi.

Era il 26 aprile scorso quando un violentissimo incendio doloso aveva devastato la struttura, mandando in fumo locali, attrezzi e sacrifici, e rendendo completamente inagibile il secondo piano dell'edificio e parte della sala pesi. Per quel rogo è stato fermato e accusato un ragazzo siriano di 28 anni, frequentatore del centro, ritenuto il presunto responsabile del disastro.

L'annuncio della tanto attesa ripartenza è affidato a un toccante post sulla pagina Facebook ufficiale della palestra, un messaggio che unisce la paura passata alla determinazione del presente:“Ci sono porte che, quando si richiudono, fanno paura. E poi ci sono porte che, quando si riaprono, hanno un significato completamente diverso”, si legge sul social.

La distruzione materiale delle attrezzature e degli spazi destinati agli allenamenti è stata immensa, ma la risposta della comunità è stata ancora più forte. Una mobilitazione di solidarietà che ha spinto lo staff a non mollare la presa: “Il 26 aprile pensavamo di aver perso tutto. In questi mesi abbiamo scoperto che l’anima della Next non era fatta di muri, ma delle persone che ogni giorno continuavano a crederci”.

Il lavoro per rimettere in sesto la struttura e renderla nuovamente sicura e fruibile è stato mastodontico, eppure l'8 luglio ha segnato il giorno del riscatto. La dirigenza della palestra, tuttavia, tiene i piedi per terra, consapevole che la strada per cancellare del tutto i segni di quella notte è ancora lunga: “Non è ancora il traguardo. È un nuovo inizio”.

L'articolo e la comunicazione della palestra si chiudono con un enorme ringraziamento collettivo a tutta la cittadinanza e agli iscritti che non hanno abbandonato la barca nel momento più buio: “Grazie a chi ci è stato vicino, a chi ha aspettato con pazienza, a chi non ha mai smesso di sentirsi parte di questa famiglia. Vi aspettiamo in palestra. Ripartiamo. Insieme”. La Next è tornata sul ring.

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Civita Castellana Boschetto 1° Maggio, dove i cani non possono entrare (ma non sanno leggere)

1 ora 30 min fa
2026-07-12

CIVITA CASTELLANA – C’è un cartello, grande, chiaro, affisso proprio all’ingresso del Boschetto 1° Maggio a Civita Castellana. Sopra c’è scritto, senza troppi giri di parole: vietato l’ingresso ai cani e vietato l’ingresso ai cavalli. Ora, sul fatto che non si vedano destrieri galoppare tra le altalene possiamo rassicurare la cittadinanza: l’ordinanza, almeno sul fronte equino, sta tenendo botta. Il problema sorge quando si parla dei nostri amati amici pelosi.

Una lettrice ci ha inviato una segnalazione che fa sorridere, ma che in realtà dovrebbe far riflettere parecchio sul nostro senso civico.

La signora in questione, durante la sua consueta passeggiata mattutina all'interno del Boschetto, si è trovata immersa in un'atmosfera che ricordava più un documentario del National Geographic che un parco cittadino. Cani ovunque. Cani con il collare, cani senza guinzaglio, cani liberi di scorrazzare felici, annusare ed espletare le proprie funzioni vitali in assoluta libertà.

Il dettaglio ironico? Gli animali domestici, com’è noto, non possiedono ancora la capacità di leggere i cartelli della pubblica amministrazione. I loro padroni, invece, teoricamente sì.

Eppure, il Boschetto 1° Maggio nasce e rimane un parco pensato per i bambini. È il luogo dove i più piccoli corrono, cadono, giocano e – come tutti i bambini del mondo – mettono continuamente le mani a terra per poi, due secondi dopo, portarsele alla bocca. Trasformare i vialetti e i prati delle aree giochi in un campo minato di deiezioni (e pipì) canine non è esattamente il massimo dell’igiene, né della sicurezza.

Ma la vera perla di questa storia è un'altra, e rasenta il capolavoro della pigrizia umana. Chi frequenta la zona sa benissimo che a soli 20 metri di distanza dal Boschetto – venti metri, il tempo di fare dieci passi – esiste un parco specifico e attrezzato per i cani. Un'area pensata appositamente per farli correre felici e liberi, senza guinzaglio e in totale sicurezza per loro e per gli altri.

E allora la domanda sorge spontanea: perché ostinarsi a violare una regola nata per proteggere la salute dei bambini, quando la terra promessa dei quattro zampe si trova letteralmente a un tiro di schioppo?

L’amore per i propri animali domestici è sacrosanto, ma l'educazione e il rispetto per gli spazi dei più piccoli dovrebbero esserlo altrettanto. Cari padroni, la prossima volta allungate il passo di venti metri: i vostri cani si divertiranno di più, i bambini giocheranno sul pulito e i cartelli all'ingresso del Boschetto smetteranno di sentirsi terribilmente inutili.

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In prima mondiale 'Magnifica Humanitas', successo per il concerto delle sorelle Sabatini

1 ora 30 min fa
2026-07-12

VITERBO – Successo di pubblico e arte venerdì 3 luglio alla Galleria d'Arte del maestro Claudio Morucci, dove si è tenuto il concerto dell'ensemble francescano 'Strumenti di Pace', formato dalle sorelle Daniela e Raffaella Sabatini, rispettivamente pianista e violinista.

La serata ha visto la prima esecuzione mondiale di 'Magnifica Humanitas', composizione di Daniela Sabatini ispirata all'omonima enciclica di Papa Leone XIV e dedicata allo stesso Pontefice.

L'appuntamento rientrava nel festival 'Franciscus – Pellegrinaggi musicali francescani nell'VIII centenario della morte di San Francesco d'Assisi', ideato e promosso dalle stesse sorelle Sabatini. Il progetto era stato presentato nei mesi scorsi a Papa Leone XIV nel corso di un'udienza in Vaticano, durante la quale il Pontefice aveva espresso il proprio apprezzamento per l'iniziativa.

Nel presentare il concerto, Daniela Sabatini ha spiegato come la composizione rappresenti la prima traduzione musicale dell'enciclica 'Magnifica Humanitas', affrontandone i principali temi attraverso il linguaggio della musica. Tra questi la tutela del Creato, la pace, la dignità della persona, la famiglia, il fenomeno delle migrazioni, il rapporto con l'intelligenza artificiale e il rispetto della vita.

Al termine dell'esibizione il pubblico presente ha tributato un lungo applauso alle due musiciste, decretando il successo della serata. La composizione sarà riproposta anche nei prossimi appuntamenti del festival 'Franciscus'.

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A Proceno torna 'Ad Arte', il festival tra teatro, musica e riflessione

Sab, 11/07/2026 - 19:13
2026-07-11

PROCENO - L'eudaimonia (dal greco eu = 'bene' e daimōn = 'spirito guida') è un concetto centrale della filosofia aristotelica e indica la 'fioritura' dell'essere umano: non un semplice stato di felicità momentanea, ma il pieno compimento della propria natura attraverso la pratica della virtù, della consapevolezza e dell'azione. Per Aristotele non si tratta di 'sentirsi bene', ma di vivere bene, cioè di realizzare nel tempo una forma di vita significativa, coerente e condivisa.

È proprio in questa prospettiva che il festival Ad Arte, in programma a Proceno dal 31 luglio al 7 agosto 2026 presso Palazzo Ascanio Sforza, può essere letto come uno spazio contemporaneo di eudaimonia collettiva: un luogo in cui il teatro e la musica diventano pratica di crescita, incontro e trasformazione, uno spazio in cui la persona può esplorare sé stessa, incontrare l'altro e dare forma a nuove possibilità di senso. Perché l'arte non è solo spettacolo, ma occasione di fioritura umana.

Le opere selezionate non offrono risposte definitive, ma aprono domande, mettendo in scena fragilità, desideri, conflitti e possibilità di senso.

Il cartellone del festival costruisce infatti un percorso che attraversa identità, memoria e immaginazione, restituendo allo spettatore l'occasione di riconoscersi e, forse, di 'fiorire' attraverso lo sguardo sull'altro.

 

BREVE STORIA DEL FESTIVAL

Nato nel 2014 a Calcata, il suggestivo borgo della Valle del Treja arroccato su una rupe tufacea, il Festival si è affermato nel tempo come un appuntamento capace di trasformare vicoli, piazze e scorci del paese in un grande palcoscenico diffuso. Dopo cinque edizioni che hanno intrecciato arte, territorio e partecipazione, nel 2020 inaugura una nuova fase del suo percorso: per la prima volta varca i confini della sua sede originaria e apre nuovi spazi all'aperto, portando sotto i riflettori il teatro e il cinema emergenti e indipendenti. Una scelta che rafforza la vocazione del Festival a valorizzare linguaggi contemporanei e progetti fuori dai circuiti tradizionali, creando occasioni di incontro tra artisti, pubblico e territorio.

Dal 2014, ogni edizione del Festival è stata identificata da un titolo-manifesto, una dichiarazione poetica e politica capace di raccontarne la visione e la tensione culturale:

2014 – In direzione ostinata e contraria: l'esordio dedicato a chi sceglie percorsi non convenzionali e sfida le rotte prestabilite.

2015 – Diversi si nasce: un inno alla diversità come ricchezza, linguaggio artistico e possibilità di incontro.

2016 – Eretico: spazio alle voci fuori dal coro, al pensiero critico che mette in discussione dogmi e certezze.

2017 – Resilienza: il racconto di un'arte capace di resistere, trasformarsi e generare nuovi immaginari dopo la crisi.

2018 – Utopia: l'ultima edizione a Calcata, dedicata alla costruzione di mondi possibili e visioni future.

Dopo l'esperienza calcatese, il Festival approda a Proceno, borgo medievale al confine tra Lazio e Toscana, trasformando il margine geografico in un luogo privilegiato di incontro tra artisti, comunità e pubblico. La prima edizione procenese, nel 2023, porta il titolo LÌMEN, dal latino 'soglia' e 'confine': un invito ad attraversare frontiere culturali, linguistiche e creative.

Dal 31 luglio al 7 agosto 2026, il Festival torna a Proceno con la sua seconda edizione, dopo aver esplorato il tema del confine, il percorso approda a una domanda essenziale: quale ruolo può avere l'arte nella costruzione di una vita piena, consapevole e condivisa? Un interrogativo che attraverserà spettacoli, incontri e momenti di confronto, ponendo il teatro al centro di una riflessione collettiva sul senso dell'esistere.

Le ultime due edizioni si concentrano esclusivamente sulla sezione teatrale, affiancata ogni sera da una proposta musicale che prolunga il dialogo con il pubblico oltre la scena. A fare da cornice è la storica dimora di Palazzo Guido Ascanio Sforza, che apre i propri spazi alla ricerca e alla produzione indipendente.

Da Calcata a Proceno, il Festival continua così il suo percorso 'ostinato e contrario': portare il teatro emergente e indipendente nei luoghi meno battuti dai circuiti culturali, facendo dei borghi non semplici scenografie, ma protagonisti attivi della creazione artistica e della vita culturale del territorio.

 

IL PROGRAMMA DELLA VII EDIZIONE

 

TEATRO & MUSICA:

 

Venerdì 31 Luglio 2026

-ore 21.00: SU TUTTE LE FURIE, storia della figlia

Regia di e con Giuditta Cambieri

 

-ore 22.30: LA BOSSANOVA INCONTRA L'ITALIA

Chico Miceli: Chitarra e Voce

Marco D'Anelli: Flauto e Sax

 

Domenica 02 Agosto 2026

 

-ore 21.00: ALFONSINA PANCIAVUOTA

Di e con Fabio Marceddu

Regia di Antonello Murgia

 

-ore 22.30: BLUE 42

Trio Swing Italiano

Valeria Paci: Voce e batteria

Maurizio Chiani: Chitarra

Daniele Carlani: Contrabbasso

 

Lunedì 03 Agosto 2026

 

-ore 21.00: FRAMƎ

Penelope - Alda Merini - Frida Kahlo

Ideazione, regia e scenografie: Lisa Rosamilia

Con: Chiara Marchesano, Francesca Orlandi, Miriam Frosoni

 

-ore 22.30 LOCURA DE GUITARRAS DUO

Riccardo Ascani: Chitarra

Roberto Ippoliti: Chitarra

 

Martedì 04 Agosto 2026

 

-ore 21.00 STORIA DI ANNA LA PAZZA

Di e con Marco Valeri

 

-ore 22.30 TRISKELL

Celtic Folk Trio

Matteo Colasanti: Voce, Armonica, Chitarra Acustica 6 e 12 corde, Bouzouchi Irlandese, Mandolin Banjo, Stomp Box, Percussioni

Mauro De Angelis: Voce, Violino, Flauti Tin Wistle, Mandolino

Gerardo Iannaccone: Basso Acustico

 

Mercoledì 05 Agosto 2026

 

-ore 21.00: SANTA SMERALDA

Regia di e con Smeralda Capizzi

 

-ore 22.30: THE EMPRESS SPELL

Magia e Rivoluzione delle donne del Blues

 

Ilenia Appicciafuoco: Voce narrante, Canto, Tastiera Synth

 

Antonio Gambacorta: Chitarra, Canto, Voce narrante

 

Giovedì 06 Agosto 2026

 

-ore 21.00 'O MISTERO BUFFO

di Dario Fo e Franca Rame – versione in dialetto napoletano

(riduzione a cura di Nicola Mariconda)

Con Nicola Mariconda

Regia di Nicola Mariconi

 

-ore 22.30: SĪRĒN

Incantevole neo-politan world music

Maria Gerarda Cavezza: Voce, Tamburi, Loop Station

Carmen Mariconda: Danza e Perfomance

Alessandro Arcella: Chitarra, Fisarmonica e Loop Station

 

Venerdì 07 Agosto 2026

 

-ore 21.00 FAVOLE INSOSTENIBILI

Di e con Giorgio Cardinali – Regia: Caterina Mannello

Musiche: Antonio D'Amore – Illustrazioni: Chiara Mela

 

-ore 22.30 COLETIVO BEIJA FLOR

Nord-est Brazilian Band

Livia Clemente: Vocals & Triangle

Giovanni Belia: Accordion & Vocals

Alessandro Amato: Zabumba

Gianluigi Capone: Pandeiro, Trombone & Vocals

 

Tutti gli spettacoli si terranno presso Palazzo Ascanio Sforza in Corso Regina Margherita, 2 - Proceno (VT)

 

COME ARRIVARE:

-IN MACCHINA: Autostrada A1: Uscita Orvieto seguire le indicazioni per Siena/Acquapendente per poi seguire le indicazioni per Proceno.

-IN TRENO: Stazione di Orvieto.

 

Informazioni:

-associazioneculturaledillinger@gmail.com

-cell. 347 732 7201

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Ombre Festival, Emanuele Filiberto presenta 'La Regina di Maggio'

Sab, 11/07/2026 - 19:13
2026-07-11

VITERBO - Prosegue con grande successo ad ogni appuntamento il cartellone di Ombre Festival a Viterbo.

Lunedì 13 luglio 2026 grande attesa per l’incontro con Emanuele Filiberto membro di Casa Savoia.

Emanuele Filiberto, volto televisivo ed imprenditore di successo, presenterà il suo libro “La Regina di Maggio” edito da Sperling & Kupfer, un memoriale intimo dedicato a sua nonna Maria José, l’ultima regina d’Italia.

In dialogo con Marina Bernini e Paolo Casini racconterà quel che resta di una famiglia quando la storia ne travolge il destino.

Ombre Festival, diretto da Alessandro Maurizi, è sostenuto da Comune di Viterbo, Regione Lazio, Consiglio regionale del Lazio, Comune di Tuscania, Polizia di Stato, Comitato nazionale per le celebrazioni francescane, Ance, Unindustria, Fondazione Carivit ed è partner dell’iniziativa Viterbo Tuscia 2033 Capitale Europea della Cultura.

Ore 21,15 Cortile Palazzo dei Priori, ingresso libero.

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Viterbo, la protesta: 'Gabbia anti-cinghiali, ma i rifiuti restano lì'

Sab, 11/07/2026 - 19:13
2026-07-11

VITERBO - “Con l'ennesima incursione dei cinghiali, dopo la tanta esasperazione e con la non risolutezza del problema, in una palazzina di via Fantappiè, ci siamo organizzati, seguendo le norme impartite, installando una gabbia dove conferire i secchi dei rifiuti e sacchi della plastica. Questo impedisce alla fauna selvatica di fare scorribande e riversare i rifiuti. Agli operatori di Viterbo Ambiente questo probabilmente non piace perché i rifiuti non vengono più ritirati, eppure nei cancelletti non ci sono chiavi o combinazioni d'apertura. Che siano tanto ligi alle disposizioni impartite o manchino di sensibilità o buon senso, ai più è difficile capire. Rimane il fatto che si preferisce foraggiare i cinghiali, creare disagi e alimentare la sofferenza dei cittadini che pagano per un servizio latitante”, così si è espresso il cittadino Marco Costantini

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Vignanello in festa per San Biagio e Santa Giacinta: ecco il programma

Sab, 11/07/2026 - 19:13
2026-07-11

VIGNANELLO – Vignanello è pronto ad accendersi di nuovo. Dal 29 luglio al 2 agosto 2026 il paese vivrà uno degli appuntamenti più attesi dell'estate: i festeggiamenti in onore di San Biagio e Santa Giacinta, una festa che ogni anno rinnova il legame tra tradizione, partecipazione popolare e voglia di stare insieme. Non si tratta soltanto di un calendario di appuntamenti, ma di un momento identitario per tutta la comunità. Per cinque giorni Vignanello diventerà luogo di incontro, memoria e condivisione, accogliendo cittadini, visitatori, famiglie e turisti in un clima di entusiasmo e partecipazione. Il tutto con un elemento importante: l'ingresso sarà libero, per permettere a tutti di vivere pienamente le serate in programma. A rendere ancora più significativo il percorso di quest'anno è il ruolo del Comitato Festeggiamenti, affidato alla Classe 1986. Come da tradizione, a Vignanello questa responsabilità passa di anno in anno, di classe in classe: un testimone simbolico e concreto che tiene viva la festa, la cura dei dettagli e il senso di appartenenza. I ragazzi e le ragazze del 1986 raccolgono così un incarico importante: organizzare non solo eventi, ma occasioni di comunità, momenti capaci di restare nella memoria del paese. Ad aprire i festeggiamenti, mercoledì 29 luglio, sarà l'omaggio a uno degli artisti più iconici della musica italiana: sul palco arriverà la Renato Zero Tribute Band, pronta a far rivivere l'universo musicale, teatrale ed emotivo di Renato Zero. Una serata pensata per cantare, ricordare e lasciarsi coinvolgere da brani che hanno attraversato generazioni. Il giorno successivo, giovedì 30 luglio, spazio all'energia pop degli anni Novanta e Duemila con Max Mania 883 & DJ Django. Un appuntamento dal forte impatto nostalgico, capace di riportare il pubblico dentro le canzoni che hanno segnato un'epoca: melodie immediate, ritornelli da cantare a voce alta e un'atmosfera tutta da ballare.

La giornata di venerdì 31 luglio sarà invece dedicata a uno dei momenti più sentiti della festa: la Processione e Bengalata. Un appuntamento che conserva il cuore più profondo della tradizione patronale, dove fede, devozione e partecipazione collettiva si incontrano in una cornice suggestiva e carica di emozione. È uno di quei momenti in cui la festa torna a essere rito, appartenenza e memoria condivisa. Sabato 1 agosto il programma porterà a Vignanello un nome amatissimo dal grande pubblico: Cristiano Malgioglio. Artista, autore, personaggio televisivo e icona pop, Malgioglio sarà protagonista di una serata destinata a richiamare grande attenzione, tra musica, spettacolo e quella presenza scenica inconfondibile che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili del panorama italiano. La chiusura dei festeggiamenti, domenica 2 agosto, sarà una serata ricca e pensata per coinvolgere pubblici diversi. Da una parte la comicità di Alberto Farina, volto noto e apprezzato per il suo stile diretto, popolare e irresistibile; poi la Tombola a cura della Classe 1986, con un montepremi da 1.500 €, uno dei momenti più attesi e partecipati della festa; e infine la carica travolgente di 90 Mania Live Performance, uno spettacolo dedicato ai grandi successi degli anni Novanta, tra musica, colori, ritmo e divertimento. I festeggiamenti patronali di Vignanello 2026 si presentano così come un appuntamento capace di tenere insieme più anime: la devozione religiosa, l'intrattenimento, la musica dal vivo, la comicità, le attività per bambini, lo sport, il mercatino, lo street food e il senso autentico della piazza. Una festa costruita per essere vissuta da tutti, non solo come spettatori, ma come parte di una comunità che si ritrova. Dal 29 luglio al 2 agosto 2026 Vignanello invita dunque il territorio a partecipare, a esserci, a condividere serate di festa e momenti di emozione collettiva. Perché una festa patronale non è mai soltanto un evento: è il racconto vivo di un paese, della sua storia e della sua capacità di guardare avanti restando unito alle proprie radici. Per informazioni e aggiornamenti: festapatronalevignanello.it - canali Facebook e Instagram ufficiali della Festa Patronale di Vignanello.

Ingresso libero. Il programma potrà essere oggetto di aggiornamenti attraverso il sito festapatronalevignanello.it e i canali social ufficiali della festa.

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Etruria Musica Festival, quattro concerti sul mare a Montalto Marina

Sab, 11/07/2026 - 19:13
2026-07-11

MONTALTO DI CASTRO - Dopo il successo degli appuntamenti ospitati a Tarquinia, l'Etruria Musica Festival conferma il proprio percorso di crescita e torna anche quest'anno a fare tappa a Montalto di Castro. La XXIII edizione della rassegna, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Montalto di Castro, organizzata dall'Associazione Culturale Musicale SoundGarden e dal Mac Lab, con il sostegno della Regione Lazio, porterà quattro concerti a Montalto Marina, trasformando il Molo del fiume Fiora in un suggestivo palcoscenico affacciato sul mare.

Un luogo unico, sospeso tra il blu del Tirreno e il profilo della costa, dove il pubblico potrà vivere la musica praticamente circondato dall'acqua. Un contesto capace di rendere ogni concerto un'esperienza immersiva, in cui il tramonto, la brezza marina e le note dei protagonisti del festival si fondono in un'atmosfera particolarmente evocativa.

Il programma prenderà il via il 24 luglio, alle 21.30, con il concerto del sassofonista Javier Girotto e del fisarmonicista Vince Abbracciante, protagonisti di un dialogo musicale tra jazz, tango e sonorità mediterranee. Il giorno successivo, 25 luglio, salirà sul palco il Lorenzo De Finti Quartet, formazione composta da Lorenzo De Finti al pianoforte, Stefano Dall'Ora al contrabbasso, Alberto Mandarini alla tromba e Marco Castiglioni alla batteria, con un repertorio che unisce scrittura contemporanea e improvvisazione jazzistica.

La rassegna riprenderà il 10 agosto con il Nico Gori Trio, formato da Nico Gori al clarinetto e sassofono, Ellade Bandini alla batteria e Francesco Pierotti al contrabbasso. Un incontro tra tre musicisti di assoluto rilievo, capaci di attraversare con naturalezza il jazz tradizionale e quello contemporaneo. Gran finale l'11 agosto con il recital per pianoforte solo di Jacopo Mai, che chiuderà il cartellone con una serata dedicata all'espressività del pianoforte in uno degli scenari più affascinanti del litorale laziale.

Tutti i concerti si svolgeranno alle 21.30 presso il Molo del fiume Fiora, con ingresso libero.

La tappa di Montalto di Castro rappresenta la naturale estensione di un progetto culturale che, anno dopo anno, amplia il proprio raggio d'azione mantenendo elevata la qualità artistica e la capacità di valorizzare luoghi di particolare fascino.

L'Etruria Musica Festival è promosso dal Comune di Montalto di Castro, attraverso l'Assessorato al Turismo e agli Eventi, ed è organizzato dall'Associazione Culturale Musicale SoundGarden insieme al Mac Lab, con il sostegno della Regione Lazio. Una collaborazione che contribuisce a consolidare la manifestazione come uno degli appuntamenti musicali più significativi dell'estate nel territorio dell'Alto Lazio, capace di coniugare grandi interpreti, paesaggio e valorizzazione culturale.

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Sanità, Sabatini: 'Lazio verso l'uscita dal piano di rientro'

Sab, 11/07/2026 - 16:13
2026-07-11

VITERBO - 'Per il terzo anno consecutivo la Regione Lazio chiude i bilanci della sanità in attivo, invertendo una tendenza che al momento del nostro insediamento registrava un disavanzo di 130 milioni. Un risultato importante, che ci consentirà di chiedere e ottenere dal Governo l'uscita dal piano di rientro, per programmare e attuare politiche sempre più rivolte alla riduzione della pressione fiscale in favore di famiglie e redditi bassi. È stato premiato il grande lavoro del presidente Francesco Rocca, dell'assessore al Bilancio Giancarlo Righini, della struttura tecnica guidata da Andrea Urbani, di tutta la Giunta regionale e della maggioranza di centrodestra, un lavoro che ha permesso di rimettere ordine nei conti della sanità e risanare i bilanci, tornando nel contempo ad investire sulla qualità e sul rafforzamento della medicina territoriale. Un percorso che ha saputo coniugare rigore finanziario e sviluppo. Una sanità che per anni ha soltanto prodotto disavanzi e tagli, oggi torna ad essere finalmente un investimento per i cittadini, che si è tradotto nel potenziamento e ammodernamento degli ospedali, nell' acquisto di apparecchiature tecnologiche all' avanguardia, nelle nuove assunzioni di medici, infermieri e operatori sanitari, in una maggiore offerta di prestazioni e servizi di prossimità per le comunità locali con un'attenzione particolare alle fragilità. L' uscita dal piano di rientro rappresenta un obiettivo ambizioso a lungo inseguito, che grazie ad una politica seria e responsabile oggi è ancora più vicino. Stiamo davvero voltando pagina, scrivendo una nuova storia per la nostra Regione'.

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Sanità, Bertucci: 'Bilanci in attivo per il terzo anno consecutivo'

Sab, 11/07/2026 - 16:13
2026-07-11

VITERBO - 'I bilanci della sanità in attivo per il terzo anno consecutivo, come ha annunciato il Presidente Rocca oggi, rappresentano una notizia di assoluta importanza, per i cittadini e questa amministrazione regionale, che vede sempre più vicino il traguardo dell'uscita dal piano di rientro del debito sanitario della Regione Lazio. Un crescendo reso ancora più significativo dalla situazione trovata al momento del nostro insediamento, con un passivo di 130 milioni di euro nei conti della sanità del 2022: da quel momento in poi però tutti i bilanci degli anni successivi si sono chiusi in positivo”.

“L'ammodernamento delle tecnologie sanitarie, il potenziamento delle strutture sanitarie, il piano di assunzione del personale, sono pezzi di un mosaico che racconta come il rigore e la prudenza hanno portato ai risultati sperati, un triennio di 'segni più' che ci porta vicinissimi all'uscita del piano di rientro. E con i bilanci in ordine, possiamo aumentare sempre di più l'attenzione verso le categorie fragili, l'implemento dei servizi a disposizione dei cittadini e il prosieguo delle assunzioni nel settore. Il lavoro del Presidente Rocca sulla sanità è stato encomiabile, così come quello dell'Assessore Righini nelle politiche di bilancio: continuiamo a raccoglierne i frutti, di cui saranno i cittadini a beneficiare', così Marco Bertucci, Presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Lazio.

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Tarquinia, arrestata per atti persecutori nei confronti di un'ex collega

Sab, 11/07/2026 - 16:13
2026-07-11

TARQUINIA - Una donna quarantenne di origine moldave è stata tratta in arresto dagli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Tarquinia per essersi resa protagonista di atti persecutori ai danni di una sua conoscente.

La vittima, ex collega di lavoro della donna arrestata, aveva depositato, nel tempo, diverse querele presso il Commissariato di Polizia di Tarquinia e presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia, con le quali aveva lamentato comportamenti petulanti e persecutori messi in atto nei suoi confronti da due conoscenti, che le avevano procurato un crollo emotivo e psicologico obbligandola a modificare le sue abitudini di vita per evitare di incontrarle.

Lo scorso 25 giugno un equipaggio della volante del Commissariato di Tarquinia era intervenuto a seguito di richiesta al Numero Unico di Emergenza 112 inoltrata dalla vittima che, ancora una volta, si era trovata costretta a subire un’aggressione da parte della donna moldava mentre si trovava al lavoro.

L’immediata ricostruzione dei fatti avviata dai poliziotti del Commissariato, anche attraverso la visione dei filmati acquisiti delle registrazioni dalle telecamere di videosorveglianza interna del locale, ha poi consentito di procedere all’arresto in flagranza differita della donna, la quale, su disposizione dell'A.G. della Procura della Repubblica di Civitavecchia, è stata sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

 

 

Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della Costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

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Ombre Festival, il delitto di Garlasco al centro del dibattito: esperti a confronto sulla scena ...

Sab, 11/07/2026 - 16:13
2026-07-11

VITERBO – Una delle pagine più controverse della cronaca giudiziaria italiana è stata protagonista della sesta serata di Ombre Festival, che nel suggestivo Cortile di Palazzo dei Priori ha dedicato un incontro all''Esame della scena del crimine – Nel sangue di Garlasco', richiamando un pubblico numeroso e attento.

Moderata dalla giornalista Elena Angiani, la serata ha visto alternarsi sul palco Alessandra Stefanoni, responsabile del Laboratorio di Criminologia, Criminalistica e Scienze delle Investigazioni (Unitus), il criminologo investigativo ed ex dirigente della Polizia di Stato e della DIA Vincenzo Cianchella e il giornalista d'inchiesta Gianluca Zanella, autore del libro Nel sangue di Garlasco.

L'evento, organizzato con la collaborazione del Laboratorio dell'Università della Tuscia e della Croce Rossa Italiana – Comitato di Viterbo, è stato arricchito dall'allestimento sul palco di una ricostruzione di una scena del crimine con manichini e materiale tecnico, pensata per mostrare al pubblico il lavoro degli investigatori durante i rilievi.

La scena del crimine spiegata dagli esperti

Ad aprire la serata è stata Elena Angiani, che ha ringraziato volontari e organizzatori, sottolineando come Ombre Festival sia diventato negli anni un appuntamento culturale di rilievo nazionale.

«Siete tantissimi e questo dimostra quanto questo tema continui a interessare. Non siamo qui per riscrivere una sentenza, ma per comprendere come nasce e si sviluppa un'indagine complessa», ha spiegato la moderatrice introducendo il caso dell'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco.

Successivamente Alessandra Stefanoni ha illustrato il lavoro svolto dal Laboratorio di Criminologia dell'Università della Tuscia, nato nel 2021 dopo l'esperienza del curriculum universitario 'Investigazione e Sicurezza'. La docente ha descritto il percorso formativo che integra teoria e pratica attraverso esercitazioni, simulazioni e attività dedicate alla genetica forense, alla balistica, alla medicina legale e alla criminalistica.

Particolare attenzione è stata dedicata alla scena del crimine permanente realizzata all'interno del complesso universitario di Santa Maria in Gradi e riprodotta simbolicamente durante la manifestazione.

A seguire è intervenuto Vincenzo Cianchella, già dirigente della Polizia di Stato e della Direzione Investigativa Antimafia, che ha illustrato le procedure operative adottate nelle prime fasi di un'indagine per omicidio.

Il criminologo ha spiegato l'importanza della corretta conservazione della scena del delitto, dell'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e del rigoroso repertamento delle prove, soffermandosi anche sul principio di Locard, secondo cui ogni autore di un reato lascia inevitabilmente tracce sul luogo del delitto e porta con sé elementi provenienti dalla scena del crimine.

Ampio spazio è stato riservato anche all'evoluzione delle tecniche investigative moderne, dal DNA alle impronte digitali, fino al funzionamento delle banche dati genetiche nazionali.

Zanella: 'Mi sono convinto che Stasi non dovesse essere condannato con quella sentenza'

La seconda parte della serata è stata dedicata al caso Garlasco con l'intervento di Gianluca Zanella.

Il giornalista ha raccontato come il proprio interesse per il delitto sia nato soltanto molti anni dopo i fatti, nel 2017, quando venne a conoscenza dell'esistenza di un altro indagato, Andrea Sempio.

«Fino ad allora avevo seguito il caso come tutti. Poi ho iniziato a leggere gli atti, le sentenze e il materiale delle indagini. È stato studiando il processo d'appello bis del 2014 e la Cassazione del 2015 che ho maturato la convinzione che Alberto Stasi non avrebbe dovuto essere condannato sulla base di quella sentenza», ha spiegato.

Secondo Zanella, il punto di svolta dell'intero iter giudiziario sarebbe rappresentato proprio dal processo d'appello bis, durante il quale alcuni elementi indiziari sarebbero stati rivalutati senza che emergessero nuove prove materiali.

Tra gli aspetti sui quali il giornalista ha espresso le proprie perplessità figurano la teoria dello scambio dei pedali della bicicletta, la vicenda dei presunti graffi sulle braccia di Alberto Stasi, l'assenza dell'arma del delitto e la mancanza di un movente chiaramente dimostrato.

Le piste alternative e il 'Mister X'

Nel corso dell'incontro è stato affrontato anche il tema delle cosiddette piste alternative.

Zanella ha spiegato di non ritenere credibile un collegamento tra l'omicidio e presunte sette sataniche o riti esoterici, pur riconoscendo che negli anni siano emerse testimonianze riferite a gruppi di giovani affascinati da quel mondo.

Diverso, invece, il ragionamento sviluppato nel suo libro riguardo a una possibile pista informatica.

Il giornalista ha illustrato una propria ricostruzione, precisando più volte che si tratta esclusivamente di un'ipotesi personale basata sull'analisi degli atti processuali.

Secondo questa interpretazione, Chiara Poggi potrebbe essere venuta a conoscenza di informazioni delicate e qualcuno avrebbe avuto accesso ai suoi dispositivi informatici, utilizzando materiale privato come possibile strumento di pressione.

Al centro dell'ipotesi figurano alcune email scambiate con una collega di lavoro, file presenti su una chiavetta USB, fotografie archiviate sul computer e i tentativi della giovane di contattare l'amica nei giorni precedenti l'omicidio.

«È una ricostruzione basata su elementi concreti ma resta una mia ipotesi. Se avessi la verità non saremmo qui a discuterne», ha ribadito Zanella.

Il caso Andrea Sempio e le nuove indagini

L'ultima parte del confronto si è concentrata sulla riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia e sulla posizione di Andrea Sempio.

Alla domanda della moderatrice se Alberto Stasi possa essere considerato una seconda vittima della vicenda giudiziaria, Zanella ha risposto che il progressivo emergere di nuovi elementi sta portando a rivalutare aspetti ritenuti per anni definitivi.

Il giornalista ha ricordato di essersi interessato alla figura di Sempio già molto tempo prima della recente riapertura dell'inchiesta, spiegando di aver sempre nutrito dubbi su alcuni elementi, tra cui le telefonate effettuate nei giorni del delitto, il cosiddetto alibi dello scontrino e gli accertamenti genetici svolti nel 2017.

Secondo Zanella, se gli approfondimenti fossero stati completati allora, oggi si sarebbe potuto evitare di riaprire il caso.

Pur manifestando le proprie perplessità investigative, il giornalista ha ribadito un principio fondamentale.

«Andrea Sempio non è stato rinviato a giudizio ed è innocente fino a prova contraria. Sarà eventualmente il processo a stabilire il valore degli elementi raccolti.»

Particolare attenzione è stata dedicata alla cosiddetta impronta 33, ritenuta uno degli elementi principali della nuova inchiesta.

«Se quell'impronta dovesse perdere valore probatorio, Andrea Sempio rischierebbe di risultare nuovamente estraneo alla vicenda», ha osservato.

Una vicenda che continua a interrogare il Paese

La serata si è conclusa con le domande del pubblico e il firmacopie del volume Nel sangue di Garlasco.

L'appuntamento ha confermato come il caso dell'omicidio di Chiara Poggi continui, a quasi vent'anni dai fatti, a suscitare interesse e dibattito, intrecciando aspetti scientifici, investigativi e giudiziari. Tra l'analisi della scena del crimine illustrata dagli esperti dell'Università della Tuscia e le riflessioni di Gianluca Zanella sulle criticità dell'inchiesta e sugli sviluppi delle nuove indagini, Ombre Festival ha offerto al pubblico un'occasione di approfondimento su uno dei casi più complessi e discussi della cronaca italiana, ricordando al tempo stesso che ogni ricostruzione alternativa resta distinta dalle verità accertate nelle sedi giudiziarie e che gli sviluppi dell'indagine sono tuttora in corso.

 

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InCastro, la candidatura della Tuscia a Capitale europea della Cultura entra nel festival

Sab, 11/07/2026 - 16:13
2026-07-11

GROTTE DI CASTRO - Si è aperta sotto il segno di un’ambizione territoriale inattesa la prima giornata della seconda edizione di InCastro – Festival del Pensare. Venerdì 10 luglio, in piazza Matteotti a Grotte di Castro, il festival ha ospitato un momento che va oltre la divulgazione scientifica. La candidatura di Viterbo Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 è entrata con forza nella piazza, con gli interventi del sindaco di Grotte di Castro Antonio Rizzello, del presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli e del vicesindaco di Viterbo e assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi.

“Questo festival rappresenta un grande abbraccio tra i territori della Tuscia, che si stringono attorno a Viterbo per traguardare un obiettivo epocale”, ha dichiarato il sindaco Antonio Rizzello. “È la prima progettazione che mette al centro la Tuscia e Viterbo e che sprovincializza il territorio. Viterbo Tuscia Capitale significa non siamo più la gita fuori porta, il territorio che vive di riflesso, ma un territorio che vuole essere capitale. Capitale della cultura, che fin dall’epoca etrusca è al centro della vita di tutti noi”. Rizzello ha poi voluto ringraziare pubblicamente il presidente Romoli e l’assessore Antoniozzi: “Potevano tenere il progetto per loro, l’hanno condiviso e Grotte di Castro gliene è grata”.

Il presidente della Provincia Alessandro Romoli ha parlato di “rivoluzione copernicana che ci permette di riappropriarci della nostra identità. Sarà un risultato di tutta la Tuscia”.

Alfonso Antoniozzi, vicesindaco di Viterbo e assessore alla candidatura europea, ha spiegato la filosofia del progetto: “L’Europa non premia quello che c’è già. La bellezza di questo processo è che costringe le comunità a inventare il proprio futuro, a chiedersi come immaginano il proprio territorio nel 2033. Il dossier viene giudicato su questo. È un metodo bottom-up: si parte dalla cittadinanza e tutti i comuni della provincia sono dentro”

 

La prima giornata: dal cervello al pensiero

Dopo i saluti istituzionali, il pomeriggio ha preso il via con quattro conferenze di grande densità scientifica. La professoressa Francesca Grassi (Fisiologia umana alla Sapienza) ha aperto esplorando il legame tra pensiero e attività elettrica cerebrale. Il professor Neri Accornero (Neurologia alla Sapienza) ha affrontato il tema della convergenza evolutiva tra biologia e tecnologia, tra opportunità e pericoli. Ha chiuso il pomeriggio il professore Alessandro Zocchi (Neuroscienze educative a Roma Tre), con un viaggio nel ragionamento nell’incertezza tra Bayes, Occam e il pensiero moderno.

La serata si è conclusa con lo spettacolo Stand up for Science – Ma cosa ti dice la testa? di Alberto Agliotti e Francesco Giorda, che ha mescolato divulgazione scientifica e comicità davanti a una piazza gremita.

 

Il programma di sabato

La seconda giornata si è aperta al mattino alla Casa di Comunità con quattro laboratori interattivi: Nicoletta Lanciano su come pensare noi stessi e gli altri sul pianeta Terra; Giacinto Sabellotti con Neurons – Get in the game; Valentina Simonetti sulla cognizione vegetale; FabLab Lazio Innova su come la tecnologia modifica il pensiero.

Il pomeriggio in piazza Matteotti propone a partire dalle 16:20 cinque conferenze: il ricercatore internazionale Mahmoud Abu Aisha su neuroscienze e marketing; Enrico Alleva (Accademico dei Lincei) sul pensiero degli uccelli in città; il professor Maurizio Balistreri (Filosofia morale all’Università della Tuscia) su amore e intelligenza artificiale; la professoressa Elena Gagliasso (Filosofia della scienza alla Sapienza) sul ruolo delle metafore nella scienza; il matematico e giurista Mauro Palma sulla privazione della libertà personale e la fragilità dei diritti.

Alle 21:30 lo spettacolo di illusionismo Reality is optional del campione italiano di magia Luca Terranova, in arte Mago Novas.

Il festival è condotto dal professor Francesco Orzi e dal divulgatore scientifico Paolo Conte (Progetto Theia – RAI Radio3). InCastro – Festival del Pensare è realizzato con il patrocinio dell’Università della Tuscia e con il contributo non condizionante di Caffè Menerva, Fondazione Emmanuel Miraglia e Coop Amiatina.

Tutte le conferenze sono a ingresso libero. Programma completo su www.incastro-festival.com

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Maxi frode nella grande distribuzione, chiuse le indagini: 36 verso il processo

Sab, 11/07/2026 - 16:13
2026-07-11

VITERBO - L'inchiesta della procura di Roma sulla presunta maxi frode fiscale nel settore della grande distribuzione è arrivata a una svolta. Il pubblico ministero Gianfranco Gallo ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a 36 persone, passaggio che anticipa l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

L'indagine, coordinata dalla magistratura capitolina ma avviata grazie a un controllo della Guardia di finanza di Viterbo, aveva già portato nell'agosto dello scorso anno all'arresto dell'imprenditore Rosario Timpani, 71 anni, e dei figli Massimiliano, 49 anni, e Manuel, 40 anni. Rosario e Massimiliano si trovano ancora agli arresti domiciliari. Contestualmente erano stati raggiunti da misure interdittive anche un avvocato e un commercialista.

Tra i destinatari dell'avviso di fine indagine figura anche Ercole Mattiussi, 74 anni, residente a Montefiascone, al quale vengono contestati reati fiscali e previdenziali relativi al periodo compreso tra il 2018 e il 2020.

Secondo l'ipotesi accusatoria, il gruppo avrebbe costruito un articolato sistema fraudolento nel settore della grande distribuzione attraverso una rete di società operative, immobiliari e logistiche riconducibili alla famiglia Timpani. Il meccanismo contestato si sarebbe basato sull'utilizzo di contratti di appalto e di rete ritenuti fittizi per mascherare la somministrazione di manodopera, consentendo così l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l'evasione dell'Iva e il mancato versamento di imposte, contributi previdenziali e assistenziali.

Gli investigatori ritengono che al vertice dell'organizzazione vi fossero Rosario Timpani e i figli Massimiliano e Manuel, indicati come promotori e organizzatori dell'associazione per delinquere ipotizzata dalla procura.

Per quanto riguarda Mattiussi, gli inquirenti gli contestano anche l'omesso versamento di ritenute previdenziali per oltre 108 mila euro nel 2019 e circa 150 mila euro nel 2020. Per il solo anno d'imposta 2019 gli vengono inoltre attribuiti costi fittizi per oltre 549 mila euro, con un'evasione Iva quantificata in oltre 120 mila euro. Nel fascicolo vengono richiamate anche fatture ritenute false per un valore complessivo di quasi 1,35 milioni di euro.

L'indagine era partita da verifiche effettuate dalle Fiamme gialle di Viterbo su un supermercato di Civita Castellana, per poi estendersi ad altri punti vendita della provincia e ad alcuni esercizi specializzati nella vendita di prodotti surgelati.

Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe consentito di ridurre il costo del lavoro attraverso il ricorso a personale formalmente assunto da cooperative o società esterne, mentre nella realtà avrebbe operato stabilmente per le aziende del gruppo. In questo modo, sempre secondo l'accusa, sarebbero stati omessi i versamenti contributivi e previdenziali a danno dei lavoratori.

Tra gli indagati compare anche un avvocato romano, accusato di aver fornito assistenza professionale alle società coinvolte pur essendo, secondo la procura, consapevole del sistema fraudolento. In cambio avrebbe ricevuto compensi e la disponibilità di una Porsche Macan intestata a una delle società riconducibili al gruppo.

Nel corso dell'inchiesta la Guardia di finanza ha eseguito sequestri per un valore superiore a 7 milioni di euro nei confronti di 21 società e 22 persone fisiche. Il provvedimento ha riguardato anche 13 complessi aziendali tra supermercati e società immobiliari, affidati a un amministratore giudiziario per garantirne la continuità, oltre a 36 immobili, quote societarie, 15 orologi di lusso e una Porsche.

Come previsto dalla legge, gli avvisi di conclusione delle indagini rappresentano un atto di garanzia e consentono agli indagati di presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati prima delle eventuali richieste di rinvio a giudizio. Le accuse sono al momento formulate nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere vagliate dall'autorità giudiziaria nel corso dell'eventuale processo.

 

Presunzione di innocenza

Si ricorda che, in base all'articolo 27 della Costituzione, ogni persona è da considerarsi innocente fino a una sentenza di condanna definitiva.

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Vitorchiano-Paparano, il completamento del marciapiede entra nella fase operativa

Sab, 11/07/2026 - 16:13
2026-07-11

VITORCHIANO - L'iter per il completamento del marciapiede tra il centro di Vitorchiano e la frazione Paparano prosegue, entrando nella fase più avanzata. A fine giugno, con la determinazione dell'Ufficio tecnico comunale in seguito all'approvazione del bilancio consuntivo, sono state confermate le risorse necessarie che al termine del 2025 erano state già individuate, pari a oltre 311.000 euro. A breve sarà convocata la conferenza dei servizi per l'acquisizione di tutti i pareri definitivi degli enti interessati, a cui seguirà la pubblicazione della gara d'appalto e l'affidamento dei lavori.

'Il collegamento pedonale tra il centro del paese e Paparano - afferma l'assessore ai lavori pubblici Federico Cruciani - è un'opera lasciata inspiegabilmente incompiuta circa venti anni fa e che l'amministrazione comunale nel 2011 non poté completare a causa della complessa situazione finanziaria emersa in quegli anni. Ora le cose sono cambiate: stiamo portando a termine un impegno preso con i cittadini'.

“I fondi per realizzare l'opera sono già stati allocati e 'blindati' da tempo, 'come dimostrano - prosegue Cruciani - i voti favorevoli in consiglio al bilancio di dicembre 2025, oltre a quello di maggio 2026 che ha confermato l'importo integrale destinato al completamento del marciapiede Vitorchiano-Paparano'.

'Possiamo affermare che l'iter amministrativo - interviene il sindaco Ruggero Grassotti - sia ormai entrato nella sua fase più operativa. Dopo la conferenza dei servizi, che convocheremo a breve, prenderà il via la gara d'appalto per l'affidamento dei lavori e l'avvio effettivo del cantiere. Una pianificazione tecnica seria e trasparente per dare finalmente il via ad un'infrastruttura sicura e attesa da molto tempo'.

'Dopo l'ultimazione del progetto esecutivo - conclude l'assessore Cruciani - e dopo aver trovato le risorse necessarie che ci condurranno verso la gara pubblica, possiamo essere soddisfatti che il collegamento pedonale tra Vitorchiano e Paparano, uno dei punti del nostro programma elettorale, stia finalmente per divenire realtà'.

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Trasporto pubblico, Astral: 'Sulle Udr stiamo correggendo gli errori della Giunta Zingaretti'

Sab, 11/07/2026 - 10:13
2026-07-11

VITERBO - 'Il progetto delle Udr (Unità di Rete) nasce con la legge regionale 28/2019 durante la presidenza di Nicola Zingaretti - Lo scrive in una nota il Dott. Giuseppe Simeone, Amministratore Unico di Astral Spa - La Regione Lazio, per elaborare il progetto, si rivolse all'Università La Sapienza che fece audizioni coi comuni (Dgr 912/2019 e 617/2020). Con Dgr 740 del 2022, la Giunta Zingaretti ha trasmesso all'Astral tutta la documentazione con la precisa disposizione di avviare le procedure di gara.

Abbiamo, pertanto, ereditato un pacchetto già pronto, chiuso, la cui modifica non era nelle nostre possibilità. Astral, pubblicando la gara, ha adempiuto a quanto disposto e solo a gara conclusa, con le aggiudicazioni fatte, è emersa una forte discordanza tra il progetto e le reali esigenze dei comuni e dei cittadini. Appena affidate le prime Udr, infatti, ne abbiamo scoperto tutte le criticità e che la riforma era totalmente lacunosa. Avremmo potuto scaricare la responsabilità su altri, che l'avevano davvero, invece ci siamo messi a lavorare a testa bassa e abbiamo iniziato le audizioni con ogni singolo comune per adeguare il progetto. Avremmo potuto fare polemica, invece abbiamo operato con grande senso di responsabilità; responsabilità che spesso manca proprio a chi questa riforma la critica pur avendola ideata. Oggi ci siamo noi e, su mandato del Presidente Rocca, faremo tutto il possibile per correggere gli errori fatti in passato e rendere questa riorganizzazione del Tpl davvero rispondente alle esigenze dell'utenza' conclude la nota

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Postazione Ares 118 a Bagnoregio, il plauso di Sabatini

Sab, 11/07/2026 - 10:13
2026-07-11

BAGNOREGIO - 'Bene l'apertura a Bagnoregio della postazione Ares 118 che partirà nelle prossime settimane. Un intervento atteso da tempo, una struttura che sarà operativa sette giorni su sette per l'intero arco della giornata, garantendo così un pronto intervento e costituendo un presidio strategico per la sicurezza e la salute dei cittadini di Bagnoregio e del comprensorio. Dopo l'apertura della Casa della Comunità, ora l'attivazione di questo nuovo servizio che andrà ad incrementare l'offerta di una sanità sempre più vicina e rispondente ai bisogni della comunità, e perfettamente integrata in un territorio ad alta affluenza turistica. Un risultato che abbiamo ottenuto grazie all' impegno e alla sensibilità del presidente Francesco Rocca e del direttore generale di Ares 118 Narciso Mostarda, e naturalmente al grande lavoro del sindaco di Bagnoregio Luca Profili che ha creduto in questo progetto e si è speso, in stretta sinergia con la Giunta Rocca, per realizzarlo', così si è espresso il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Lazio Daniele Sabatini, componente della Commissione Sanità

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Caldo estremo e agricoltura in crisi: la Tuscia senza una strategia sul clima

Sab, 11/07/2026 - 10:13
2026-07-11

VITERBO - Dalle prime ondate di caldo anomalo di giugno, la città di Viterbo e la sua provincia sono state dai primi giorni tra le zone d'Italia con allerta massima per il raggiungimento di temperature estreme, condizione seguita da fenomeni alquanto distruttivi per strutture e colture, a seguito delle perturbazioni violente che si sono abbattute anche sulle aspettative delle aziende del settore agricolo, motore economico della Tuscia. È di qualche giorno fa, infatti, un appello di Condiretti rivolto ai Sindaci dei comuni più colpiti, che ha richiesto di attivare le procedure di riconoscimento dello stato di calamità, per far fronte alle ingenti perdite dovuta, appunto, alle condizioni climatiche avverse.

Per capire come la nostra provincia si stia muovendo sul tema climatico, quali piani siano stati predisposti o siano allo studio, è necessario rivolgersi ai canali istituzionali ufficiali che, tuttavia, deludono tutte le aspettative e le domande legittime di quanti, come noi, si stanno chiedendo cosa stiano pensando di fare le amministrazioni pubbliche locali per gestire la situazione e, nei limiti del possibile, contrastare la deriva climatica in atto. Oltre ai generici piani emergenziali, non abbiamo trovato alcun passaggio che provi a ragionare su quali misure di tutela o ripristino ambientale potrebbero determinare una inversione di tendenza a lungo termine, forse senza nessun effetto immediato, cosa quest'ultima che però non può determinare l'assurda circostanza di non preoccuparsi affatto della questione, affidandosi al fato.

Tuttavia, la cosa non può sorprendere dal momento che la nostra provincia è ormai l'accreditata roccaforte delle istanze che si definiscono 'conservatrici' ma che invece non conservano proprio nulla e si permettono perfino di fare della puerile, quanto inopportuna, ironia su un clima assai lontano da quello tipico delle nostre zone. Se i leader politici delle organizzazioni attualmente al potere, fortemente sostenute nella nostra provincia, ritengono che ci si possa abituare al 'clima caraibico', dovrebbero spiegare ai loro sostenitori, anche quelli locali, come pensano di trasformare l'economia del viterbese, dal momento che le nostre tradizionali colture hanno caratteristiche diverse dai banani, dalle palme da dattero, ecc. Gli agricoltori viterbesi non si meritano questa superficialità istituzionale, a nostro avviso altamente offensiva, soprattutto da parte di chi dovrebbe, come aveva promesso, difendere le produzioni italiane, la loro varietà e peculiarità anche in termini regionali e localistici. La banalizzazione di ogni questione, invece, sta trasformando anche le politiche ambientali ed economiche in un cabaret, dove i danneggiati non sanno forse più con chi prendersela, in un teatro politico che inventa ogni giorno un nemico, invece di dare risposte concrete o attuare politiche volte a darne anche a medio e lungo termine.

Se il nostro Paese resterà ancora intrappolato nelle mani di chi pensa di poter sfruttare le varie situazioni solo per fare i propri interesse che troppo spesso coincidono solo con la difesa dei propri privilegi, prepariamoci a 'bere molta acqua, non uscire nelle ore centrali del giorno, non lasciare i bambini in macchina sotto al sole...' per difenderci da quel clima caraibico che potrebbe far venire in mente a qualche farneticante politico di vendere il nostro territorio per trasformarlo in un immenso resort ad un'ora da Roma o, come seriamente temiamo, un'arida discarica.

 

 

 

Valeria Bruccola, segretaria della Federazione provinciale di Sinistra Italiana AVS

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'No' all'impianto fotovoltaico a ridosso di Norchia

Sab, 11/07/2026 - 10:13
2026-07-11

di Fabio Tornatore

VITERBO - La Regione Lazio delibera parere non favorevole alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per un impianto fotovoltaico a ridosso del sito archeologico di Norchia, tra Vetralla e Viterbo, per il quale è appena iniziato l'iter per la costituzione di un grande parco archeologico tra i siti di Norchia, Grotta Porcina e Castel d'Asso. Parco e paesaggio salvati, per il momento, ma di certo la perdita di un investimento e di un impianto di produzione di energia dal sole non può essere una vittoria per nessuno. Intanto, diniego dopo diniego, gli investimenti in FER si stanno spostando sempre più al Sud Italia, abbandonando Viterbo.

L'iter in realtà non è finito, visto che la procedura è di competenza, in questo caso, dello Stato, mentre la Regione delibera solo il parere per ciò che gli è di competenza; dunque l'ultima parola non è ancora stata detta sul progetto. Inoltre ci sono sempre le possibilità di ricorso, come per tutti gli atti amministrativi, che potrebbero rivedere una delibera favorevole o contraria.

L'impianto in questione prevede 33 ettari di panelli fotovoltaici, con tecnologia innovativa capace di ruotare in base al movimento del sole, così da ottimizzare la produzione di energia.

L'area in cui è prevista l'installazione, tra impianto e cavidotto di collegamento con la rete elettrica, attraversa le aree vicino al sito archeologico di Norchia, detta la 'Petra d'Italia', ma tutta l'area è un museo a cielo aperto, tra tombe e antichi insediamenti, forre, ossia gallerie scavate nel tufo, a mano, altre diversi metri, e che attraversano il territorio.

Dall'altra parte la produzione di energia elettria da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, è indispensabile a livello locale e nazionale, e il diniego ad un investimento sul territorio della Tuscia, dunque, non può essere visto come una vittoria, ma una delibera nella quale tutti hanno perso.

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