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Vitorchiano e Rapa Nui, un legame che si rinnova nel nome del Moai
VITORCHIANO – Un legame nato oltre trent’anni fa e destinato a rafforzarsi ulteriormente. Mercoledì 26 agosto 2026 Vitorchiano accoglierà una delegazione della comunità di Rapa Nui, il nome nativo dell’Isola di Pasqua, per una giornata dedicata all’incontro tra le due comunità e al simbolico ritorno al Moai che da anni caratterizza il belvedere del paese.
La visita si inserisce nel progetto “Hakamahana Matou Arinja Ora”, promosso dalla comunità di Rapa Nui con l’obiettivo di consolidare i rapporti culturali e umani con Vitorchiano e avviare un percorso di collaborazione destinato a svilupparsi anche attraverso iniziative dedicate alla musica, all’arte e alle tradizioni dell’isola cilena.
La proposta è stata presentata al sindaco Ruggero Grassotti da Enzo Moglia, corrispondente consolare d’Italia a Rapa Nui, insieme alla lettera di Lenky Atan Hito, nipote del maestro scultore Pedro Atan Pakomio, che nel 1990 guidò il gruppo di artisti indigeni impegnato nella realizzazione del celebre Moai in peperino.
Un simbolo tra due culture
Per la comunità di Rapa Nui il Moai rappresenta molto più di una semplice opera scultorea: è espressione di identità, memoria e spiritualità. A Vitorchiano la statua è diventata invece nel tempo un simbolo concreto dell'amicizia tra due realtà lontanissime geograficamente, ma unite da una particolare storia culturale.
Il programma del 26 agosto prevede un incontro istituzionale con l'Amministrazione comunale, seguito da una cerimonia tradizionale presso il Moai.
«Il Moai di Vitorchiano rappresenta un simbolo di amicizia tra i nostri popoli e un patrimonio di straordinario valore culturale e identitario», sottolinea il sindaco Grassotti, evidenziando la volontà di trasformare questo rapporto in una collaborazione «stabile e duratura» per la promozione della cultura materiale e immateriale di Rapa Nui.
L'obiettivo: fare di Vitorchiano un punto di riferimento
L'appuntamento di agosto viene considerato il primo passo di un percorso più ampio. L'Amministrazione punta infatti a sviluppare scambi culturali e iniziative capaci di valorizzare le tradizioni di Rapa Nui e, contemporaneamente, promuovere Vitorchiano e il territorio della Tuscia.
L'idea è quella di trasformare il rapporto con l'Isola di Pasqua in un appuntamento ricorrente, fino a fare di Vitorchiano un punto di riferimento in Italia per la conoscenza della cultura di Rapa Nui.
Una connessione nata nel 1990 attorno a un Moai di peperino che, oggi, potrebbe diventare il punto di partenza per una nuova stagione di incontri e collaborazioni tra due comunità divise dall'oceano ma unite dalla cultura.
Montefiascone rafforza lassistenza sul territorio: accordo tra Comune e Società Falisca
MONTEFIASCONE – Il Comune di Montefiascone rafforza il proprio impegno sul fronte dell'assistenza alla popolazione e della sicurezza durante le iniziative organizzate sul territorio. La Giunta guidata dalla sindaca Giulia De Santis ha approvato, con la deliberazione numero 171 del 21 agosto, l'avvio dell'iter per la convenzione con l'associazione di volontariato Società Falisca, responsabile Algerina Moanchini.
L'obiettivo dell'accordo è mettere a disposizione dell'amministrazione un supporto qualificato in occasione di manifestazioni ed eventi, affiancando alle attività organizzative un servizio di assistenza sanitaria non medica.
Ambulanza e personale di soccorso
Come previsto dallo schema di convenzione, l'associazione potrà garantire servizi di assistenza sanitaria in occasione di manifestazioni sportive, culturali, turistiche e di promozione del territorio, quando organizzate direttamente dal Comune o patrocinate dall'Ente.
Il servizio prevede la disponibilità di un'ambulanza di primo soccorso, completa dei relativi presidi sanitari, insieme a un equipaggio composto da un autista soccorritore, un infermiere o infermiera soccorritore e un barelliere soccorritore.
La collaborazione sarà assicurata compatibilmente con le attività ordinarie dell'associazione. Per consentire una corretta organizzazione del servizio, le richieste dovranno essere trasmesse al sodalizio con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data dell'evento.
Nel caso in cui fosse necessaria la presenza di un medico, la relativa disponibilità e i costi saranno invece a carico esclusivo del Comune.
Consegna a domicilio di beni essenziali
La convenzione prevede inoltre un'attività di supporto direttamente rivolta ai cittadini. La Società Falisca potrà occuparsi della consegna a domicilio di beni di prima necessità di valenza vitale, come generi alimentari e medicinali.
Il servizio sarà destinato ai beneficiari che ne faranno richiesta, mentre l'acquisto dei prodotti resterà a carico del richiedente.
L'iniziativa punta dunque a creare una collaborazione più strutturata tra amministrazione comunale e volontariato, valorizzando le competenze e la disponibilità dell'associazione a sostegno della comunità.
Una rete di supporto per cittadini ed eventi
L'accordo si inserisce nell'azione dell'amministrazione comunale finalizzata a qualificare i servizi rivolti alla popolazione e a garantire maggiori condizioni di sicurezza durante gli appuntamenti pubblici.
La presenza di un'ambulanza e di personale formato rappresenta infatti un elemento importante soprattutto in occasione delle manifestazioni che richiamano un numero significativo di persone.
Con la deliberazione approvata dalla Giunta prende quindi ufficialmente il via l'iter per definire la convenzione con la Società Falisca, mettendo a sistema la collaborazione tra istituzioni e volontariato per offrire un ulteriore servizio alla comunità di Montefiascone.
Emergenza abitativa, Rotelli al Meeting di Rimini: «Il Piano Casa per risposte concrete e ...
VITERBO – Il tema dell'emergenza abitativa sarà al centro dell'intervento dell'onorevole Mauro Rotelli al Meeting di Rimini. Il presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera sarà protagonista domani, domenica 23 agosto, di un panel dedicato al diritto all'abitare e alle politiche per affrontare una delle principali questioni sociali del Paese.
«Il diritto all'abitare è una priorità che richiede risposte concrete e una visione di lungo periodo», afferma Rotelli, sottolineando il ruolo del Piano Casa approvato dal Governo.
Secondo il deputato, il provvedimento rappresenta la volontà dell'Esecutivo guidato da Giorgia Meloni di intervenire con strumenti strutturali, puntando sulla semplificazione delle procedure, sulla capacità di attrarre investimenti e sull'aumento dell'offerta abitativa.
L'appuntamento del Meeting offrirà l'occasione per confrontarsi sulle misure messe in campo per rispondere alle difficoltà legate all'accesso alla casa, con particolare attenzione alle esigenze delle famiglie e dei giovani.
Tra gli argomenti al centro del dibattito anche il recupero del patrimonio immobiliare esistente e la necessità di ampliare la disponibilità di abitazioni, attraverso politiche capaci di guardare non soltanto all'emergenza immediata ma anche alle prospettive dei prossimi anni.
Un confronto tra politica e territori
Rotelli parteciperà al confronto insieme al sottosegretario al Ministero dell'Economia Lucia Albano, alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, al sindaco di Parma Michele Guerra e al presidente della Regione Liguria Marco Bucci.
A moderare l'incontro sarà Lorenzo Margiotta, architetto della Fondazione B.Live - Lombardini22.
«Il confronto sarà l'occasione per approfondire le misure messe in campo dall'Esecutivo per affrontare una delle principali questioni sociali del Paese», spiega Rotelli, indicando nell'accessibilità alla casa, nel recupero degli immobili e nell'incremento dell'offerta abitativa alcuni dei principali fronti sui quali intervenire.
La partecipazione al Meeting di Rimini rappresenta quindi per il deputato viterbese un'occasione per portare nel dibattito nazionale un tema che riguarda direttamente famiglie, giovani e territori, in un momento nel quale il costo e la disponibilità delle abitazioni rappresentano una delle questioni più sentite sul piano sociale ed economico.
Wiplanet Baseball, i Tigers Montefiascone U12 guardano al futuro: estate di tornei e crescita
MONTEFIASCONE – Per i giovani Tigers Montefiascone l’estate non è sinonimo di pausa. Per la formazione U12 di Wiplanet Baseball, luglio e agosto sono stati mesi intensi, caratterizzati da tornei, Camp e nuove esperienze sportive che hanno permesso ai ragazzi di confrontarsi con realtà differenti e compiere un ulteriore passo nel percorso di crescita.
Terminati tradizionalmente a giugno i campionati giovanili, la società ha scelto di proseguire l'attività durante l'estate, sfruttando le numerose occasioni di confronto offerte dai tornei e dai Camp.
I Tigers hanno partecipato alle competizioni di Viterbo e Cupramontana, chiudendo rispettivamente al secondo e al sesto posto. Per diversi giocatori sono arrivate inoltre esperienze individuali nei Camp settimanali di Rimini e Castiglione della Pescaia.
Non sono mancate nemmeno occasioni di confronto di livello internazionale. Alcuni rappresentanti della formazione montefiasconese hanno infatti partecipato con la squadra del Nettuno al Torneo Internazionale di Crocetta, in provincia di Parma, per poi essere invitati a vestire la maglia dell'Anzio in un altro torneo disputato sul Tirreno.
Un calendario impegnativo per ragazzi, società e famiglie, ma che consente ai giovani atleti di giocare numerose partite ravvicinate e di misurarsi con avversari e situazioni sempre differenti.
La soddisfazione dello staff
Il manager Roberto Fortunati guarda con soddisfazione al percorso compiuto dalla squadra: «Sono stati eventi giocati ad alto livello e ricevere i complimenti sinceri degli avversari, soprattutto essere invitati ufficialmente ad altri tornei con diverse squadre, è una grande gratificazione».
Per Fortunati, i risultati rappresentano un segnale positivo anche considerando l'età dei giocatori: «Per il gioco espresso e considerando l'età media della squadra penso che possiamo essere soddisfatti. Tutti i ragazzi in campo sono stati fantastici, siamo una bellissima squadra e tutti insieme ci toglieremo bellissime soddisfazioni».
Sulla stessa linea il coach Costantino Russo, che sottolinea soprattutto la crescita personale dei giovani atleti: «Questi eventi sono stati la cartina di tornasole della crescita emotiva collettiva e dei singoli giocatori».
Il tecnico evidenzia poi un aspetto particolarmente importante per una formazione giovanile: «Vedere i ragazzi giocare senza timore reverenziale nei confronti di nessuno è stato emozionante. Queste sono le occasioni che aumentano la consapevolezza dei propri mezzi e che danno quel boost di autostima che ti consente di crescere, come giocatori ma soprattutto come persone».
Ora il Memorial Paoletti
Archiviati i tornei estivi, per i Tigers si avvicina un appuntamento particolarmente importante: il 21° Memorial Celestino Paoletti, in programma nell'ultimo weekend di agosto.
La manifestazione vedrà ai nastri di partenza otto squadre e rappresenterà non soltanto un'altra importante occasione di confronto, ma anche un banco di prova in vista dell'appuntamento successivo.
La domenica seguente, infatti, i giovani giallo-verdi saranno impegnati a Milano nella prima fase delle finali nazionali.
Un'estate dunque vissuta sul diamante con un obiettivo preciso: crescere, accumulare esperienza e arrivare agli appuntamenti più importanti della stagione con maggiore consapevolezza e fiducia nei propri mezzi.
Gallese, due incendi in poche ore: fulmine su un casaletto, poi il rogo del fieno
GALLESE – Due incendi nel giro di poche ore hanno segnato una giornata di forte apprensione per la comunità di Gallese, con i vigili del fuoco di Civita Castellana impegnati prima nei pressi del centro storico e successivamente a Gallese Scalo.
Il primo allarme è scattato nel tardo pomeriggio, intorno alle 18, quando un fulmine ha colpito il tetto di un casaletto di campagna situato in una zona impervia, di fronte alla chiesa di San Famiano e a ridosso del centro abitato.
Il forte boato è stato avvertito anche dal sindaco Danilo Piersanti, che in quel momento si trovava in Comune. Poco dopo il fulmine, dal casaletto ha iniziato a levarsi del fumo, diventato progressivamente più intenso.
All'interno della struttura erano presenti un piccolo deposito di gasolio e alcuni attrezzi da lavoro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Civita Castellana con due mezzi, impegnati nelle operazioni di spegnimento e nella successiva messa in sicurezza dell'area.
Il secondo rogo a Gallese Scalo
Quando il primo intervento non era ancora completamente concluso, è arrivata una nuova richiesta di soccorso. Poco prima delle 20 un incendio è divampato a Gallese Scalo, nella zona vicina al Tevere.
Questa volta le fiamme hanno interessato un capannone agricolo all'interno del quale, secondo le prime informazioni riferite dal sindaco, erano custoditi circa 2mila quintali di fieno.
Una quantità ingente di materiale che ha reso particolarmente complesse le operazioni di spegnimento. I vigili del fuoco, già impegnati sul primo incendio, hanno raggiunto anche il secondo fronte per cercare di contenere le fiamme ed evitare che il rogo potesse propagarsi alle strutture vicine.
A preoccupare inizialmente era stata anche la presenza, nella zona, di alcune attività industriali. Una volta arrivato sul posto, però, il sindaco ha potuto verificare che l'incendio riguardava una struttura agricola.
Fortunatamente, al momento dell'incendio, all'interno del capannone non si trovava nessuno. Non si registrano persone ferite.
Cause ancora da accertare
Se per il primo episodio l'origine è riconducibile al fulmine che ha colpito il casaletto, resta invece da chiarire cosa abbia provocato l'incendio del capannone a Gallese Scalo.
La particolare successione temporale dei due episodi ha inevitabilmente suscitato preoccupazione tra i residenti, alimentando anche numerosi commenti sui social. Tra le ipotesi avanzate dagli utenti anche quella dell'autocombustione del fieno e quella di un possibile incendio doloso, ma nessuna di queste ipotesi risulta al momento accertata.
Saranno gli eventuali approfondimenti e gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire l'origine delle fiamme.
Scavo irregolare per la fibra a Bassano Romano, bloccato il cantiere e sanzionata la ditta
BASSANO ROMANO - Nella giornata di ieri, venerdì 21 agosto, gli agenti della Polizia Locale di Bassano Romano, nel corso dei consueti servizi di controllo del territorio, sono intervenuti in Via Leonardo da Vinci dove l’impresa appaltatrice per la posa di infrastrutture in fibra ottica, stava eseguendo uno scavo sul marciapiede pubblico.
Dai controlli effettuati è emerso che l'intervento veniva realizzato con tecnica di 'microtrincea', mediante taglio a fresa della pavimentazione, in evidente e totale difformità rispetto a quanto autorizzato dal Comune: la documentazione tecnica allegata al titolo, infatti, prescriveva espressamente per quel tratto l'esecuzione mediante 'trincea tradizionale', proprio a tutela della pregiata pavimentazione in betonelle autobloccanti presente sul marciapiede. La tecnica adottata dall'impresa ha invece provocato il danneggiamento diretto della pavimentazione.
Alla luce di quanto accertato, gli agenti hanno immediatamente sospeso i lavori. È stata contestata alla ditta esecutrice la violazione dell'articolo 21 del Codice della Strada, che disciplina l'esecuzione di opere e cantieri sulle strade pubbliche e prevede, per chi violi le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni, una sanzione amministrativa fino a un massimo di 3.464 euro. È stato inoltre disposto, a carico dell'impresa e a sue spese, l'obbligo di ripristino integrale dello stato dei luoghi, con rimozione e riposa a regola d'arte delle betonelle danneggiate.
L'Ufficio Tecnico Comunale, prontamente coinvolto dal Comando di Polizia Locale, seguirà l'iter di ripristino verificandone la corretta esecuzione secondo le prescrizioni tecniche originariamente autorizzate.
'Il controllo del territorio non si ferma alla viabilità: vigiliamo con la stessa attenzione sui cantieri che interessano il suolo pubblico, a tutela del patrimonio della nostra comunità. Le autorizzazioni non sono una formalità: le prescrizioni tecniche vanno rispettate, e chi non lo fa risponde dei danni causati', dichiara il Dott. Riccardo Valentini, Responsabile della Polizia Locale del Comune di Bassano Romano.
L'Amministrazione Comunale ricorda che tutti gli interventi sul suolo pubblico da parte di operatori di rete devono essere preventivamente autorizzati e realizzati nel pieno rispetto delle modalità tecniche prescritte, a garanzia della sicurezza stradale e della qualità del patrimonio pubblico.
Parroccini: Bando illegittimo lanciato a Ferragosto, va annullato
CIVITA CASTELLANA – Una profonda spaccatura procedurale e amministrativa scuote il Comune di Civita Castellana. In data 21 agosto 2026, i consiglieri comunali Claudio Parroccini, Simonetta Coletta e Giuseppe La Bella hanno depositato un'articolata e formale istanza di annullamento in autotutela (ai sensi dell'art. 21-nonies della Legge n. 241/1990) contro la Determinazione n. 855/2026 del Dirigente dell'Area Tecnica ed il relativo Avviso Pubblico, avente ad oggetto gli «Interventi per la cura, la valorizzazione, la rigenerazione e la gestione degli ingressi urbani del Comune».
L'atto, indirizzato al Segretario Generale, al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e al Dirigente dell'Area Tecnica, mette sotto la lente d'ingrandimento l'intero impianto procedurale seguito dall'ufficio tecnico, contestando una gravissima difformità rispetto alle norme del Regolamento comunale per la gestione condivisa dei beni comuni urbani (approvato con Delibera di Consiglio n. 29/2023) e ai principi costituzionali di trasparenza e buon andamento della Pubblica Amministrazione.
Per comprendere la portata della contestazione occorre ricostruire le tappe della vicenda:
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26 Ottobre 2023: Il Consiglio Comunale approva il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e gestione dei beni comuni (in attuazione della L.R. Lazio 10/2019). Un atto normativo di secondo grado, vincolante per tutti gli uffici dell'Ente.
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20 Agosto 2026: La Giunta Comunale adotta la deliberazione n. 137, un atto di indirizzo politico-amministrativo per la rigenerazione di sei ingressi urbani (Via San Salvatore, Via Nepesina, Via Falerina, Via Corchiano, Loc. Sassacci, Loc. Borghetto), demandando all'Area Tecnica l'attivazione delle procedure «secondo quanto previsto dal Regolamento».
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20 Agosto 2026 (stesso giorno): Il Dirigente dell'Area Tecnica emana la Determina n. 855/2026 e pubblica l'Avviso, fissando la scadenza per la presentazione dei progetti al 31 agosto 2026 alle ore 12:00.
L'analisi condotta dai tre consiglieri individua ben 13 punti di illegittimità e gravità amministrativa:
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Termini feriali e irrisori: Concedere soli 11 giorni feriali in pieno agosto per redigere progetti quinquennali su 6 aree urbane viola l'art. 8 c. 4 del Regolamento (che richiede almeno 20 giorni) e lede i principi di inclusività e massima partecipazione.
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Mancata qualificazione del patto: L'Avviso non specifica se si tratti di un patto ordinario o complesso, creando una figura idrida non prevista dalle norme.
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Incompetenza dell'organo procedente: Viene attribuito al Dirigente il potere di affidamento, scavalcando la Giunta Comunale a cui il Regolamento riserva in via esclusiva la valutazione dell'interesse generale e l'approvazione dei patti complessi.
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Istituzione di organi non previsti: La gestione è stata interamente avocata dall'Area Tecnica istituendo una Commissione valutatrice non prevista, scavalcando l'Ufficio per l'Amministrazione Condivisa (art. 6 Regolamento).
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Logica concorsuale ed escludente: È stata introdotta una graduatoria a punteggio (100 punti) anziché favorire il confronto collaborativo tra i proponenti previsto dalla sussidiarietà orizzontale.
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Criteri di valutazione generici: I punteggi sono assegnati su macro-criteri privi di sub-descrittori oggettivi, in contrasto con l'art. 97 della Costituzione.
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Durata e rinnovi fuorilegge: È prevista una durata di 5 anni rinnovabili (totale 10 anni), superando il limite massimo di 9 anni fissato dall'art. 9 c. 8 del Regolamento.
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Omessa previsione dell'assicurazione obbligatoria: L'Avviso tace sulla polizza per la copertura di infortuni e responsabilità civile dei cittadini attivi (art. 18 c. 3), aspetto critico data la pericolosità delle lavorazioni di manutenzione verde stradale.
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Assenza di verifiche antimafia e di moralità: Non vengono richieste le dichiarazioni sui requisiti di moralità e sull'assenza di cause ostative ex D.Lgs. 159/2011.
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Modulistica limitante e inadeguata: Il modello allegato limita la descrizione dell'intervento a soli 1.500 caratteri e non permette di indicare risorse, cronoprogrammi o l'ingresso prescelto.
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Errata qualificazione giuridica: Definire l'atto come 'affidamento di servizio' contrasta con l'art. 4 del Regolamento, che esclude qualsiasi rapporto di lavoro o committenza commerciale.
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Violazione della normativa Privacy (GDPR): Viene nominato impropriamente l'affidatario come 'Responsabile del Trattamento dei Dati' e si citano decreti abrogati.
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Mancanza di regole su pubblicità e monitoraggio: Manca una disciplina chiara sulle sponsorizzazioni private (col rischio di trasformare il patto in un contratto a prestazioni corrispettive) e sui controlli periodici.
I consiglieri Parroccini, Coletta e La Bella chiedono formalmente e con effetto immediato:
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La sospensione cautelare d'urgenza della scadenza fissata per il 31 agosto 2026.
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L'annullamento d'ufficio in autotutela della Determina n. 855/2026 e del relativo Avviso.
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Il riavvio della procedura nel pieno rispetto del Regolamento consiliare, con termini non inferiori a 20 giorni effettivi, l'eliminazione delle graduatorie concorsuali, l'integrazione delle tutele assicurative e la corretta attribuzione delle competenze alla Giunta e all'Ufficio Amministrazione Condivisa.
In caso di mancato riscontro o diniego da parte dell'Amministrazione, i promotori dell'istanza hanno già preannunciato il ricorso presso le sedi giurisdizionali competenti del TAR del Lazio.
Viterbo «Una buca piena dacqua davanti alla Farmacia del Pilastro»
VITERBO – Una buca profonda, l’acqua che ristagna nell’area di sosta, l’asfalto fortemente deteriorato e una segnaletica orizzontale ormai quasi invisibile. È la situazione denunciata per uno stallo riservato alle persone con disabilità davanti alla Farmacia del Pilastro, in via Minciotti.
Le condizioni del parcheggio sollevano interrogativi sulla reale accessibilità dello spazio, destinato proprio a facilitare la sosta e la discesa dall’auto delle persone con difficoltà motorie.
Il problema diventa particolarmente evidente nelle giornate di pioggia, quando la depressione presente nell’asfalto si trasforma in una vera e propria pozza d’acqua. Una situazione che può rendere difficoltoso l'utilizzo dello stallo per chi deve muoversi con stampelle, deambulatori o carrozzine.
A peggiorare il quadro c'è anche la segnaletica: le strisce gialle che delimitano il parcheggio risultano fortemente scolorite e quasi indistinguibili.
Non si tratta soltanto di una questione di decoro urbano, ma di sicurezza e fruibilità di uno spazio che dovrebbe garantire condizioni adeguate proprio alle persone più vulnerabili.
Da qui la richiesta all'amministrazione comunale di intervenire rapidamente, attraverso un sopralluogo e il ripristino della pavimentazione e della segnaletica dello stallo.
La segnalazione si accompagna inoltre a una richiesta più ampia: effettuare una verifica straordinaria degli stalli riservati alle persone con disabilità presenti sul territorio comunale, controllando lo stato dell'asfalto, la visibilità della segnaletica e le effettive condizioni di accessibilità.
«Un posto per disabili non può essere soltanto due righe gialle disegnate sull'asfalto», è il senso della denuncia. Lo spazio deve essere concretamente utilizzabile e consentire di scendere dall'automobile senza incontrare ulteriori ostacoli.
L'auspicio è quindi che il Comune possa verificare la situazione di via Minciotti e intervenire per restituire piena sicurezza e funzionalità allo stallo, trasformando un parcheggio oggi problematico in uno spazio realmente accessibile.
Stemmi di Porta della Verità, cosa succederà adesso?
VITERBO – Ultime notizie per gli stemmi di Porta della Verità; non sono abbandonati in qualche magazzino. Al contrario, sono attualmente custoditi all’interno del Museo Civico e nei prossimi mesi saranno sottoposti a un intervento di restauro, prima di tornare nella loro collocazione originaria.
A fare il punto sulla situazione è stata la sindaca Chiara Frontini, intervenuta attraverso i propri canali social per spiegare cosa accadrà ai due stemmi rimossi dalla porta.
“Gli stemmi sono stati temporaneamente rimossi da Porta della Verità e sono conservati al momento all’interno del Museo Civico. Saranno restaurati nei prossimi mesi”, ha spiegato la sindaca. Il motivo di tale procedimento riguarda l’impossibilità di eseguire questo tipo di intervento direttamente sul posto.
Il restauro, inoltre, era già stato finanziato nel bilancio dello scorso dicembre. Porta della Verità inizialmente non rientrava però tra gli interventi individuati, anche perché l’ultima manutenzione risaliva al 2021. Gli eventi delle ultime settimane hanno inevitabilmente cambiato le priorità.
Il crollo dello stemma e la rimozione del secondo
Tutto ha avuto inizio lo scorso 26 luglio, quando uno dei due stemmi collocati sulla porta è improvvisamente crollato. Successivamente si è ritenuto opportuno rimuovere anche lo stemma gemello, ancora presente sull'altro lato della facciata, così da poter verificare le sue condizioni e procedere con il restauro di entrambi.
L’obiettivo, come ribadito dalla sindaca, è quello di “riportarli sul loro trono, sopra Porta della Verità” una volta conclusi gli interventi necessari.
Nel frattempo, l’amministrazione sta portando avanti un monitoraggio generale che interesserà anche Porta Romana, Porta Fiorentina e piazza del Comune, con l’obiettivo di verificare le condizioni degli elementi presenti e programmare eventuali interventi di ripristino in sicurezza.
Tarquinia, al via la 20° edizione del DiVino Etrusco, oltre 100 etichette da degustare
TARQUINIA – Oltre 50 cantine partecipanti e più di 100 etichette da degustare. Accanto ai vini della Dodecapoli etrusca e della Sardegna, quest'anno si aggiungono quelli della Calabria e della Sicilia. È stata inaugurata ieri, a Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, la 20ª edizione del DiVino Etrusco, la rassegna che celebra il legame tra il vino e gli Etruschi attraverso enogastronomia, storia e cultura.
'Il DiVino Etrusco è una storia di passione, identità e collaborazione, nata dall'intuizione e dall'entusiasmo di un gruppo di giovani – ha detto il sindaco Francesco Sposetti -. Un momento significativo è stato l'incontro con Carlo Zucchetti. Negli anni le amministrazioni che si sono susseguite hanno contribuito alla sua crescita. Organizzare una manifestazione di queste dimensioni richiede impegno. Anche in questa edizione assessori e consiglieri comunali hanno svolto un ruolo importante. Un ringraziamento particolare va alla consigliera comunale Patrizia Giorgini e ai volontari della Pro Loco Tarquinia. Il DiVino Etrusco è Tarquinia che vuole raccontarsi, accogliere i visitatori e mostrarsi nel suo volto più bello'.
Al taglio del nastro hanno partecipato, tra gli altri, il prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, i consiglieri regionali Enrico Panunzi, Enzo D'Antò e Giulio Menegali Zelli Iacobuzi e il consigliere provinciale Francesco Ciarlanti. Erano presenti i sindaci di Volterra, Giacomo Santi, di Santa Marinella, Alessio Manuelli, di Montalto di Castro, Emanuela Socciarelli, e di Monte Romano, Maurizio Testa, di Arlena di Castro, Publio Cascianelli, il vicesindaco di Civitavecchia Stefania Tinti, il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, il presidente dell'Università Agraria Alberto Sabino Riglietti, oltre ad assessori e consiglieri comunali, rappresentanti dell'associazionismo e delle forze dell'ordine. Alla proposta enologica si affianca ogni sera un ricco programma di concerti, installazioni artistiche, il Salotto Letterario, mostre e spettacoli dal vivo. Ampio spazio è dedicato allo street food di qualità, con proposte gastronomiche pensate per accompagnare e valorizzare i vini in degustazione.
Il DiVino Etrusco è organizzato dal Comune di Tarquinia, in collaborazione con la Pro Loco Tarquinia e l'enogastronomo con il cappello Carlo Zucchetti, con il patrocinio della Regione Lazio, dell'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio (ARSIAL), della Provincia di Viterbo, della Camera di Commercio Rieti-Viterbo e del Ministero della Cultura – Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, e con il supporto della FISAR Tuscia Viterbese e dell'associazione culturale Viva Tarquinia.
Auto fuori strada sulla Cimina
VITERBO - Durante la giornata di oggi, venerdì 21 agosto, un’automobile è finita fuori strada intorno al km 7 della strada Cimina in direzione di Ronciglione.
Fortunatamente l’incidente ha provocato solo ferite lievi.
Sul posto sono arrivati la polizia locale, i vigili del fuoco e l’ambulanza.
Liceo Buratti, Venturi: La scritta Casa del Balilla non deve tornare visibile
VITERBO - Sulla vicenda della scritta “Casa del Balilla” comparsa sulla facciata del Liceo Buratti interviene con una lunga riflessione l’ex docente Carlo Venturi, che invita a non lasciare cadere nel silenzio il dibattito e propone un confronto istituzionale per arrivare a una soluzione condivisa:
Scrivo questa riflessione perché temo che la vicenda del Liceo Buratti si stia avviando verso un silenzioso oblio, quando invece è proprio ora che dovremmo tenere un atteggiamento attento e tuttavia propositivo. Vorrei però iniziare una considerazione sui toni che hanno caratterizzato alcuni interventi. Senza entrare nel merito, osserverò che all’interno del “discorso pubblico” la forma è inevitabilmente sostanza. Vorrei dire cioè che gli interventi dovrebbero attenersi ad alcuni principi quali il rispetto istituzionale e la distinzione tra idee e persone. Ciò detto, con dispiacere devo osservare che le cariche istituzionali non sempre si sono dimostrate all’altezza. Il Presidente Romoli ha esordito dicendo di nulla sapere della questione della riapposizione della scritta “Casa del Balilla” sulla facciata del Liceo Buratti ma di considerarla “inopportuna”; ha poi mantenuto un silenzio discretamente assordante fino a quando si è appigliato al provvidenziale escamotage della “detonalizzazione”, che vale a dire: la scritta la facciamo altrimenti abbiamo speso denaro inutilmente e perdiamo anche la faccia, tuttavia per non offendere la sensibilità dei cittadini usiamo un colore più chiaro, una nuance pastello di rosso pompeiano che questa estate è al top dei trend. Ovvero, me lo consenta Presidente, “detonalizzare” sarebbe come dire di essere un pochino incinta. Quello che forse le sfugge è che, quale che siano il colore e il tono, la scritta resterà ben visibile. Quanto alla Sovrintendente Eichberg, ha anch’essa dichiarato di non sapere nulla sulla questione, la qual cosa suona sorprendente, vista la presenza in cantiere di un restauratore all’opera e di una funzionaria responsabile dell’Alta Sorveglianza. Come se nel momento della sua prima dichiarazione fosse incolpevolmente male e poco informata o in possesso di notizie fuorvianti. Nella stessa dichiarazione, senza dirlo apertamente ha ammesso poi che la scelta verterà esclusivamente sul modo con il quale rendere visibile la scritta, non se renderla tale. Si è poi scagliata in modo non proprio garbato contro la Dirigente, i docenti e il personale del Liceo Buratti, rei di aver diffuso un comunicato nel quale si chiedeva la copertura della iscrizione medesima in quanto incompatibile con il nome di Buratti e con la funzione dell’edificio. Funzione sulla quale ritorneremo. La Sovrintendente Eichberg ha poi in modo assolutamente improvvido a mio avviso, elevato una “laudatio” a Renato Ricci del quale per chiarezza riassumo la biografia: Renato Ricci, squadrista convinto, aderì al Partito Nazionale Fascista (PNF) nel maggio del 1921 ed un mese dopo fondò il Fascio della sua città. A maggio venne arrestato dalle forze dell'ordine a Sarzana come responsabile degli atti di violenza e degli omicidi che stavano compiendo nella zona gli squadristi sotto il suo comando, e nel luglio seguente una colonna fascista comandata da Amerigo Dumini ovvero il futuro assassino di Giacomo Matteotti si recò a Sarzana per liberarlo con la forza e illegalmente dalla prigione. Da questo avvenimento ebbero luogo gli episodi di violenza che passarono alla storia come i fatti di Sarzana. Riveste poi varie cariche all’interno del partito fascista, e lo ricordiamo come ideatore ed artefice dell’obelisco del Foro Mussolini, oggi Foro Italico. Sorvoliamo sul suo “cursus honorum” ricco di incarichi prestigiosi che lo avvicinano sempre di più a Mussolini e arriviamo alla caduta di Mussolini il 25 luglio 1943 e ai mesi successivi e successivi nei quali Ricci, riparato in Germania, fu tra coloro che confermarono con convinzione la loro fedeltà a Mussolini. La notte fra l'8 ed il 9 settembre 1943 diffuse, dalla radio di Monaco, insieme con Alessandro Pavolini, Roberto Farinacci e Giovanni Preziosi, l'appello agli italiani e “ai valorosi soldati dell'esercito, della marina, dell'aeronautica e della milizia” nell'intento di sostenere l'appoggio a Mussolini. Nella dichiarazione si affermava: “il tradimento non si compirà”. Tra gli altri incarichi fu designato comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN), più o meno l’equivalente italiano delle SS naziste. a vecchia MVSN confluì presto, su progetto di Ricci, influenzato anche dalle posizioni di Heinrich Himmler, nella Guardia Nazionale Repubblicana (GNR), istituita il 24 novembre 1943 “con compiti di polizia interna e militare”, vale a dire il contenimento dell'antifascismo e la repressione della resistenza insorgente. Restò commissario della ricostituita ONB fino all'aprile 1945. A guerra ormai ultimata, poté scampare all'arresto grazie alla notizia del suo suicidio, diffusasi tra i partigiani: catturato tra il 24 e il 26 giugno, fu condannato due volte a trenta anni di detenzione, ma nel 1950 uscì dal carcere grazie all'Amnistia Togliatti. Nel 1954, divenne vicepresidente dell''Associazione ex Combattenti della RSI'. Invece lei sembra considerare il Ricci un grande pedagogista e un filantropo di stato, alla stregua per stare al presente dei Sergio Neri (Per coloro che volessero approfondire suggerisco di iniziare dalla relativa voce che gli dedica Wikipedia oppure: Sandro Setta, Renato Ricci: dallo squadrismo alla Repubblica sociale italiana, Il Mulino, 1986. R.J.B. Bosworth Mussolini’s Italy, journals. Sagepub.com Simone Caffaz, Renato Ricci, l'uomo che Hitler voleva al posto di Mussolini, Meiattini, 2006. Fiorenzo Sicuri, Gli anni del littorio, il regime fascista a Parma dalle leggi eccezionali alla guerra d'Etiopia, Edizioni Mattioli 1885, 2014).
Ciò detto vorrei esprimere la mia convinzione che il problema e la relativa soluzione vadano cercate non in una contrapposizione sterile sulla legislazione relativa all’apologia del fascismo, oppure attraverso il ricorso al TAR come da taluni prospettato quanto piuttosto con un confronto sereno su possibili alternative nelle metodologie di restauro. Ferme restando le ragioni esposte nel suo intervento dalla Costituzionalista Giovanna Montella di cui citerò alcuni passi che reputo illuminanti. “La ricomparsa e la valorizzazione artatamente eseguita di simboli fascisti tra le mura di una scuola intitolata a un martire partigiano non è solo un paradosso storico; è uno sfregio all’ordinamento repubblicano”. “In questo quadro, l’immobilità delle autorità preposte alla tutela — e in particolare della soprintendenza — configura un’omissione non solo amministrativa, ma dei doveri costituzionali di fedeltà alla Repubblica (articolo 54 della Costituzione). Il dovere di tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione, sancito dall’articolo 9, non può essere interpretato come un cieco feticismo delle pietre, avulso dal sistema di valori della Costituzione. L’articolo 9 fa parte dei principi fondamentali e va letto in combinato disposto con l’antifascismo intrinseco della Repubblica”. “…Inoltre, la discrezionalità amministrativa e tecnica della soprintendenza non può spingersi fino a tollerare lo sfregio visivo della memoria di un martire della Resistenza. Permettere che i simboli del regime oppressore convivano con il nome di chi per la libertà ha sacrificato la vita significa generare un corto circuito pedagogico e giuridico intollerabile.”
Si tratta quindi di una questione costituzionale, etica, pedagogica, che Giovanna Montella enuncia con ammirevole chiarezza e competenza giuridica. Riportare in luce l’iscrizione viola se non la lettera sicuramente lo spirito di più leggi: le Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale all’art. 4 secondo comma; gli articoli 54 e 97, della Costituzione; gli Articoli 1 e 4 della Legge 645/1952 che punisce chiunque con parole, gesti o simboli compia manifestazioni fasciste ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito; la Legge 205/1993 n.205 all’articolo 4, comma secondo che vieta l’esposizione di simboli o emblemi propri di organizzazioni nazifasciste. Ma soprattutto a me sembra pertinente il Testo Unico della Scuola (D.Lgs 297/1994), il quale stabilisce che la scuola pubblica ha come fine Costituzionale lo sviluppo della personalità degli studenti in un ambiente democratico, pluralista e libero. E rispetto al quale esporre la dicitura “Casa del Balilla” ne viola almeno tre principi fondativi: contrasta radicalmente con l’obbligo di trasmettere e rispettare i principi della Carta Costituzionale; manca al dovere di tutelare la libertà di coscienza degli alunni in quanto la scuola DEVE essere un luogo privo di condizionamenti ideologici o celebrativi di regimi totalitari; contrasta insanabilmente con le finalità educative della comunità scolastica, essendo la scritta in insanabile contrasto con l’identità stessa dell’istituto. Permettere la preminenza visiva di un marchio del regime fascista nega la missione stessa di educazione alla democrazia e alla legalità prevista dalla normativa del 1994. Per quanto invece attiene alle scelte teoriche e metodologiche del restauro mi pare di capire che la scelta sia caduta sulla teoria del palinsesto, ovvero sulla stratificazione temporale, il valore delle aggiunte, la riconoscibilità. Nel caso del Buratti però non si tratta di mera conservazione, quanto di una realizzazione quasi ex novo di un elemento giacente ormai da decenni sotto due strati di tinteggiatura. Quella che apparirà, non sarà quindi la scritta originale, ma una copia di nessun valore documentale, che per quanto decolorata (sic!), apparirà perfettamente leggibile e percepita da tutti come realizzata ex novo. Aggiungerò che gli organi della Pubblica Amministrazione (Provincia e Sovrintendenza in questo caso) hanno l’obbligo ineludibile di mantenere la neutralità degli spazi pubblici, impedendo che un bene della collettività venga usato per veicolare messaggi incompatibili con i valori costituzionali, repubblicani e democratici.
Forse allora un aiuto potrebbe venire dalle considerazioni del celebre saggio di Cesare Brandi “Teoria del Restauro”, nel quale si definiscono due principi guida: l’istanza storica ovvero la considerazione dell’opera come prodotto del fare umano in un certo tempo e un certo luogo di cui rispetta tutte alterazioni, le aggiunte, i passaggi storici subiti. E l’istanza estetica, che considera l’opera per il suo valore artistico e la sua bellezza visiva. L’opera d’arte è infatti tale solo se l’artisticità viene salvaguardata. L’iscrizione in questo caso è quindi parte integrante del valore artistico intrinseco, oppure ha solo valore documentario? L’opera, senza l’iscrizione, perde il suo valore artistico o quello storico? E quel particolare periodo storico ha valore maggiore rispetto ad altri e perché? Credo che in questo caso si possa tranquillamente convenire che la sua assenza non influisce sulla coerenza del linguaggio architettonico, non altera i volumi dell’edificio, non sottrae o modifica la percezione delle articolazioni volumetriche, degli elementi stilistici, dei particolari decorativi.
Se queste premesse come io credo sono corrette, l’insegna identificativa di una associazione, ONB o GIL che sia, espressioni di un regime dittatoriale feroce e l’aggiunta barocca in una chiesa romanica sono da trattare concettualmente allo stesso livello? In presenza dell’iscrizione la teoria del restauro imporrebbe la conservazione delle parti originali, poche o tante che siano e la “integrazione” delle parti mancanti con la tecnica della selezione cromatica detta anche “rigatino”. Ridipingere l’iscrizione con vernice rossa, come è stato fatto per l’altra sul fianco dell’edificio è invece semplicemente un falso, che la rende un apocrifo, e che nessuna attenuazione cromatica può giustificare. Come afferma Brandi: “L'adagio nostalgico come era, dove era, è la negazione del principio stesso del restauro, è un'offesa alla storia e un oltraggio all'estetica, ponendo il tempo reversibile, e l'opera d'arte riproducibile a volontà.”
Il tutto ammesso che una insegna possa definirsi comunque un manufatto artistico.
L’edificio di cui parliamo è stato destinato: dal 1930 o 1931 e fino al 1937 quale sede della Opera Nazionale Balilla (7 anni), dal 1937 al 1943/44 (7 anni) è stato sede della Gioventù italiana del Littorio. Fine del periodo fascista. Poi dal 1943 al 1952 (8 anni) ha accolto uffici e servizi pubblici per divenire dal 1952 e per 73 anni sede di una scuola e ininterrottamente per ben 62 di questi anni (dal 1964 e fino ai giorni nostri) la scuola si è chiamata Liceo Ginnasio Mariano Buratti. Quindi quell’edificio è stato per 14 anni sede di istituzioni organiche l’una allo stato fascista, l’altra direttamente al partito fascista, per i restanti 82 ha accolto altro. Per 62 anni è stata intitolata a Mariano Buratti.
Inoltre l’edificio è stato restaurato e ricostruito nel dopoguerra con i fondi del piano Marshall, come recita la piccola targa apposta sull’edificio: “From the United States of America from Freedom of Europe”: chissà se un governo statunitense diverso dall’attuale sarebbe d’accordo con la riapparizione di un simbolo del PNF. Quanto al cosiddetto “Principio del palinsesto” invocato dalla Sovrintendenza, nel caso del Buratti non si tratta di mera conservazione; quella che apparirà non è la scritta originale, è una copia di nessun valore documentale, che per quanto decolorata (sic!), sarà perfettamente leggibile e percepita come realizzata ex novo. E apparirà inevitabilmente come una iscrizione celebrativa. Contraddicendo così all’obbligo costituzionale delle Pubbliche Amministrazioni (Provincia e Sovrintendenza) di mantenere la neutralità degli spazi pubblici, impedendo che un bene della collettività venga usato per veicolare messaggi incompatibili con i valori Costituzionali, Repubblicani e democratici. Personalmente credo che l’unica scelta che salvaguardi le ragioni di tutte le parti in causa, che rispetti le metodologie del restauro e non offenda la sensibilità democratica della cittadinanza, sia quella di documentare, proteggere infine coprire l’iscrizione con una tecnica reversibile senza renderla visibile, ma garantendone al contempo la conservazione. Un pannello esplicativo corredato di didascalie e foto storiche per raccontare anche a mezzo di immagini la storia dell’edificio sarà più che appropriato. Credo anche che nella tempesta mediatica sia stato dimenticato un interrogativo fondamentale: davvero l’edificio smarrisce la sua identità storica se la scritta scompare? E un uso dogmatico delle regole del restauro può ignorare e offendere i valori costituzionali, la sensibilità dei cittadini e la memoria di Mariano Buratti. Sarei anche curioso di sapere se il Presidente Romoli e la Sindaca Frontini parteciperanno alla celebrazione del prossimo 25 aprile del 2027 ottantesimo anniversario della approvazione del testo definitivo della Costituzione antifascista; oppure delegheranno a rappresentarli un loro “avatar” opportunamente “detonalizzato”.
Oppure sarebbe forse utile un tavolo istituzionale di confronto tra Amministrazione Provinciale, Comune di Viterbo, Sovrintendenza, Associazioni della società civile, convocato magari da un figura terza come il Prefetto per cercare una soluzione condivisa.
Carlo Venturi
Lions Alto Lazio, riparte la stagione: squadra e valori al centro
VITERBO - Manca solamente una settimana alla ripresa degli allenamenti delle squadre di Serie A, Serie C e Under 18 dei Lions Alto Lazio. L’appuntamento è per martedì 25 agosto al Sandro Quatrini.
Il neo presidente dei Lions, Marco Lanzi, ha scelto un palcoscenico innovativo per la presentazione delle squadre e degli staff tecnici: quello della Cena di Piazza dei Facchini di Santa Rosa, in programma la sera del 26 agosto.
Il rapporto tra i due sodalizi ha una base le cui fondamenta risalgono ad almeno settanta anni fa. Molti dei giocatori di rugby sono stati, nel corso di questi decenni, contemporaneamente anche facchini, raggiungendo ruoli di rilievo, come l’ex capofacchino Sandro Rossi e Marcello Sensi, per anni esperta guida della macchina.
Esiste, inoltre, oltre alla comunanza data dalla fatica, dalla coesione e dal sostegno reciproco, anche una condivisione piena e convinta di alcuni valori, come la solidarietà. Il ricavato delle cene dei facchini è destinato alla beneficenza, così come quello della Cena da Palo a Palo che il rugby organizza al termine di ogni campionato e i proventi del calendario che viene pubblicato ogni anno.
Dal palco della cena, solitamente utilizzato per l’intrattenimento musicale, verrà illustrato il programma dei campionati, che partiranno per l’Under 18 il 13 settembre contro il Benevento, nel barrage di accesso al campionato Elite, e per la Serie A il 18 ottobre a Paganica.
Ma quello che interessa di più è l’illustrazione della filosofia che governa la società: giocatori tutti del territorio, prodotti dell’impegno nelle categorie del minirugby e in quelle juniores, che giocano per il solo piacere di farlo, senza riconoscimenti economici. Una filosofia applicata in Italia solo dai Lions e dal CUS Genova.
In una stagione nella quale una decina di squadre hanno dovuto rinunciare al campionato per difficoltà economiche, è un esempio concreto di attaccamento alle radici territoriali ed ai valori ai quali il rugby si ispira.
Macchina di Santa Rosa, ultimi biglietti: sabato vendita per categorie fragili
VITERBO - Trasporto Macchina di Santa Rosa: dopo l'odierna vendita di 120 biglietti riservati alle persone con disabilità per le quali si rende necessario il posizionamento sulle apposite pedane predisposte dal Comune, e di 40 posti (non su pedane), destinati esclusivamente ai possessori di disability card (con relativi accompagnatori per entrambe le categorie di utenza), sabato 22 agosto, senza prenotazione, dalle ore 8 alle ore 19 (orario continuato), sempre presso il Museo dei Portici di Palazzo dei Priori (sale Luigi Petroselli, sede distaccata del museo civico), piazza del Plebiscito 14 (ingresso giardino, seconda porta a destra), si procederà con la vendita di 160 biglietti (complessivi), destinati ad altre categorie fragili, ovvero donne in stato di gravidanza, over 75 e persone con disabilità rimaste escluse dalla precedente vendita (del 21 agosto).
Ogni persona potrà acquistare al massimo due biglietti.
Gli over 75 dovranno esibire la carta di identità o il passaporto per attestare l'età, le donne incinte, laddove lo stato di gravidanza non risulti evidente, dovranno fornire certificato che ne attesti la gravidanza stessa, le persone con disabilità dovranno esibire disability card o certificato attestante la disabilità.
Il costo del singolo biglietto per over 75 e per donne in stato di gravidanza, è di euro 28,00 + 4,00 euro di prevendita. L'eventuale accompagnatore, pagante (costo biglietto 28,00 euro + 4,00 euro di prevendita), dovrà essere obbligatoriamente maggiorenne.
Il costo del biglietto per persone con disabilità rimaste escluse dalla precedente vendita rimane di 10,00 euro, comprensivo della quota accompagnatore, fino a esaurimento dei posti dedicati al settore categorie fragili.
Al momento dell'acquisto dovrà essere esibito inoltre documento di riconoscimento sia della persona con disabilità, sia dell'accompagnatore.
Eventuali ticket riservati ai possessori di disability card rimasti invenduti il giorno 21 agosto potranno essere acquistati al costo di 10,00 euro comprensivo della quota dell'accompagnatore fino a esaurimento dei posti assegnati. L'acquisto dei biglietti potrà essere effettuato anche da un delegato esibendo copia della stessa disability card o certificato di invalidità.
Nella suddetta fattispecie, i posti a disposizione saranno assegnati dalla piattaforma informatica con lo stesso criterio riservato alle categorie non protette.
Sono inoltre previsti posti dedicati alle persone sorde e agli iscritti ai centri sociali polivalenti del comune di Viterbo, le cui modalità di acquisto e consegna sono state precedentemente concordate tra i presidenti delle stesse realtà associative e l'assessorato alle politiche sociali del Comune di Viterbo.
-Il giorno 24 agosto, dalle ore 8 alle ore 19 (orario continuato), saranno acquistabili i biglietti per i residenti del comune di Viterbo. Saranno messi in vendita 200 biglietti. Ogni residente potrà acquistare al massimo 4 biglietti. La persona che effettua l'acquisto dovrà essere residente a Viterbo (territorio comunale), i restanti intestatari (al massimo 3) potranno anche non essere residenti. Il costo del singolo biglietto è di euro 28,00 + 4,00 euro di prevendita. Al momento dell'acquisto dovrà essere esibito documento che attesti la residenza del richiedente e copia dei documenti delle persone per le quali si acquistano i ticket.
-Dalle ore 00,00 del 25 agosto (ovvero la notte tra lunedì 24 e martedì 25 agosto), la vendita sarà aperta a tutti esclusivamente sul circuito online https://eventi.archeoares.it , al costo di 28,00 euro + 4,00 euro di prevendita.
Qualora restassero invenduti biglietti appartenenti a una delle categorie riservate (over 75, donne in stato di gravidanza e residenti) sopra menzionate, la vendita sarà riaperta il giorno 25 agosto, direttamente sul circuito online, con le modalità e le tempistiche previste per la vendita online.
Si precisa che eventuali posti riservati alle persone con disabilità, se ancora disponibili, resteranno a disposizione della categoria assegnata, con vendita in loco, fino al 24 agosto.
Si ribadisce che, come da prescrizioni dettate dagli organi preposti alla sicurezza, i biglietti saranno nominativi. Pertanto, al momento dell'acquisto va presentata copia del documento di riconoscimento in corso di validità di ogni singolo intestatario dei biglietti che si intende acquistare (richiesta valida per tutte le categorie di appartenenza), oltre alla documentazione accessoria nel caso di particolari categorie (persone con disabilità, donne in stato di gravidanza non evidente, over 75, residenti).
Gli acquirenti si assumeranno ogni responsabilità in ordine all'occupazione dei posti.
Per tutti vale l'obbligo, la sera del 3 settembre, al momento di accedere al posto prenotato, di presentare un documento di identità insieme al biglietto.
L'eventuale cambio del nominativo sul biglietto sarà possibile nei giorni 28, 29 e 31 agosto, e dal 1° al 2 settembre, dalle ore 10 alle ore 14 sempre presso il Museo dei Portici – piazza del Plebiscito, al costo di € 3,00 per ciascun nominativo. I possessori di biglietto che intendono cambiare il nominativo dovranno presentarsi muniti del biglietto cartaceo o ticket online con ID dell'ordine, copia del documento di identità della persona che subentra. Nel caso in cui il biglietto si riferisca a tagliandi riservati a persone con disabilità, dovrà altresì essere prodotta una certificazione che attesti la disabilità anche del subentrante.
Per ulteriori informazioni/chiarimenti, assistenza tecnica piattaforma acquisto online a partire dal 25 agosto: tel 351 2428135 (dalle ore 10 alle ore 19) mail support@archeoares.com .
Per tutte le ulteriori informazioni in merito alla vendita dei biglietti e al Trasporto della Macchina di Santa Rosa consultare la sezione dedicata sulla home page del sito istituzionale www.comune.viterbo.it .
Ulteriori aggiornamenti saranno tempestivamente pubblicati sui canali istituzionali del Comune di Viterbo (sezione dedicata in home page sito www.comune.viterbo.it alla voce Informazioni biglietti sedie) e sulla pagina Facebook Comune di Viterbo Informa.
Gasolio agricolo, +50% per il 2026: Una boccata dossigeno per Montalto
MONTALTO DI CASTRO - “Una buona notizia per tutta la filiera agricola del Lazio e, in modo particolare, per territori come Montalto di Castro e Pescia Romana, dove l'agricoltura rappresenta ancora una parte fondamentale dell'economia, dell'occupazione e dell'identità locale. La Regione Lazio ha accolto la richiesta avanzata da Coldiretti Lazio e ha autorizzato un aumento del 50% del gasolio agricolo ad accisa agevolata assegnato per il 2026. Il provvedimento nasce da una difficoltà concreta: il caldo eccezionale e la scarsità di precipitazioni stanno costringendo le aziende a consumare più energia per irrigare i campi e per raffrescare gli animali negli allevamenti. Costi che si sommano a quelli già molto pesanti che il settore sta sostenendo e che incidono su produzioni fondamentali, dall'ortofrutta al mais, dal latte alla soia. Il supplemento di carburante potrà essere utilizzato non soltanto per l'irrigazione, ma anche per aratura, zappatura, erpicatura, fresatura e per le attività legate al bestiame. Le imprese potranno presentare la richiesta entro metà novembre, dopo aver utilizzato il carburante già assegnato per quest'anno”.
“L'assessore regionale all'Agricoltura Giancarlo Righini ha parlato della necessità di dare 'risposte rapide' di fronte alle difficoltà e di trasformare le esigenze provenienti dal territorio in atti concreti. Ed è forse proprio questo il punto politico più importante. Viviamo una stagione in cui soffia forte il vento dell'antipolitica. Spesso, va detto, anche per responsabilità della politica stessa. Ma provvedimenti come questo dimostrano che quando esiste un ascolto vero, quando le categorie economiche riescono a rappresentare i problemi e quando tra territori e istituzioni rimane aperto un rapporto reale, qualcosa si può ancora cambiare”.
“Coldiretti ha portato una richiesta concreta. La Regione l'ha ascoltata e l'ha trasformata in un provvedimento. Può sembrare poco. In realtà dovrebbe essere la normalità. Mi auguro che a questo ne seguano molti altri, perché oggi le nostre imprese agricole hanno bisogno di essere sostenute non con slogan, ma con misure di buon senso. E soprattutto credo sia fondamentale continuare a costruire un rapporto con i territori capace di fare una cosa semplicissima e insieme difficilissima: far entrare le istanze di chi lavora, produce e vive ogni giorno i problemi reali dentro i palazzi, dentro i tavoli decisionali, dentro i luoghi in cui quelle esigenze possono diventare atti amministrativi. La buona politica, alla fine, è anche questo: accorciare la distanza tra una strada di campagna e una stanza della Regione. E quando ci riesce, è giusto riconoscerlo”.
Sergio Caci
Virtus Acquapendente, Nico Sacco è il nuovo preparatore dei portieri
ACQUAPENDENTE - Lo staff Tecnico della Virtus Acquapendente si arricchisce di un nuovo elemento in vista del Campionato di Seconda Categoria. “Diamo il benvenuto a Nico Sacco - sottolineano dalla Società - nuovo preparatore dei portieri per la stagione 2026/27! Aquesiano DOC e portiere di lunga esperienza, Nico ha difeso i pali tra Prima Categoria, Promozione ed Eccellenza, prima di essere costretto a interrompere la sua carriera da giocatore a causa di un infortunio alla spalla. La passione per il ruolo, però, non si è mai fermata. Da due anni ha intrapreso il percorso da preparatore dei portieri, maturando esperienze in Toscana, prima a Castell’Azzara e, nell’ultima stagione, a Chianciano Terme. Ora il ritorno a casa e una nuova avventura in rossoblù! Una scelta nata dalla voglia di ritrovare tanti amici e di entrare a far parte di un gruppo importante, mettendo a disposizione della squadra tutta la sua esperienza e la sua passione. Nico, benvenuto nella famiglia Virtus! Non vediamo l’ora di iniziare questa nuova stagione insieme!”
Lo stesso preparatore sottolinea come “Spero di poter dare il mio supporto e la mia esperienza per raggiungere tutti insieme obiettivi importanti.”
Civitavecchia, più sicurezza in porto: potenziato il servizio dei rimorchiatori
CIVITAVECCHIA - ll porto di Civitavecchia prosegue a innalzare gli standard di sicurezza per affrontare le nuove sfide e un traffico marittimo in costante crescita. Grazie alla sinergia tra Capitaneria di Porto e società Rimorchiatori Laziali s.p.a., lo scalo traianeo si prepara a garantire manovre ancora più sicure, specialmente durante le ore più movimentate della giornata.
La novità riguarda il potenziamento dell'operatività dei rimorchiatori, unità navali di grande potenza che – sotto la supervisione della Capitaneria di Porto - assistono le grandi navi nelle fasi di ormeggio, disormeggio e cambio banchina. A fronte di condizioni meteomarine avverse, oramai sempre più frequenti ed improvvise, l'Autorità Marittima ha ravvisato la necessità di rafforzare il servizio di rimorchio proprio nelle fasce orarie 'critiche', a partire dalle prime luci dell'alba.
La flottiglia di Civitavecchia conta attualmente cinque mezzi, con due rimorchiatori pronti a intervenire 24 ore su 24. La vera svolta riguarda però il terzo rimorchiatore: finora operativo dalle 08:00 alle 17:00, che ha visto il suo turno esteso. La modifica prevede infatti l'inizio del servizio anticipato alle 06:00 e il termine posticipato alle 18:00 nelle giornate con condimeteo meteomarine avverse.
Questo ampliamento che interessa le “ore di punta” del traffico marittimo, soprattutto quello crocieristico e di linea, del mattino e del tardo pomeriggio, garantisce che ogni nave in arrivo e partenza possa manovrare in sicurezza con il massimo supporto tecnico.
La modifica realizzata, di intesa con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, non inciderà sulle tariffe vigenti per le compagnie di navigazione, in quanto a seguito del complesso iter amministrativo svolto, il provvedimento emanato dall’Autorità Marittima ha garantito 'benefici operativi' immediati senza riflessi economici negativi per chi scala il porto.
Con questo ulteriore passo in avanti, che prosegue sul solco delle misure adottate dall’Autorità Marittima in occasione del recente rifornimento di GNL a navi da crociera, il porto di Civitavecchia si conferma uno scalo sempre più all'avanguardia, capace di coniugare l'efficienza commerciale con la sostenibilità ambientale e i più elevati standard di sicurezza.
Previsioni meteo per sabato 22 e domenica 23 agosto
VITERBO
Sabato. Tempo stabile e soleggiato nel corso dell'intera giornata con cieli sereni dalla mattina fino alla serata. Nessuna perturbazione in transito, condizioni di piena stabilità atmosferica. Temperature comprese tra +19°C e +32°C.
Domenica. Giornata all'insegna del bel tempo con sole prevalente sia al mattino che al pomeriggio. Tra la serata e la notte poche variazioni con prevalenza di cieli sereni. Temperature comprese tra +17°C e +35°C.
LAZIO
Sabato. Giornata stabile su tutta la regione con cieli sereni e soleggiati dalla mattina fino alla serata e all'inizio della nottata. Nessun fenomeno segnalato sul territorio regionale, condizioni tipicamente estive con sole prevalente ovunque.
Domenica. Giornata pienamente estiva su tutta la regione con cieli soleggiati sia al mattino che al pomeriggio, salvo locali addensamenti pomeridiani in Appennino. Sereno o poco nuvoloso anche tra la serata e la notte.
NAZIONALE
AL NORD
Tempo stabile al mattino con qualche innocuo addensamento sulla pianura; sereno o poco nuvoloso altrove. Al pomeriggio ampie schiarite su quasi tutti i settori, con possibilità di isolati rovesci sul Friuli-Venezia Giulia; non sono previsti cambiamenti sostanziali in serata con maggiori addensamenti al nord-est.
AL CENTRO
Al mattino tempo stabile con cieli sereni o poco nuvolosi su tutte le regioni. Al pomeriggio e in serata condizioni invariate, con qualche addensamento in più sul versante adriatico tra Marche e Abruzzo; asciutto altrove.
AL SUD E SULLE ISOLE
Al mattino tempo stabile con cieli sereni su tutta l'area, salvo qualche addensamento sulla Calabria in rapido dissolvimento. Al pomeriggio e in serata nessun fenomeno di rilievo atteso; sereno o poco nuvoloso ovunque, con nuvolosità in aumento sul Molise in nottata. Temperature minime in diminuzione al centro-nord e sulla Sardegna, in rialzo altrove. Massime in generale rialzo, stabili o in calo sulla Sardegna e sulle coste Adriatiche.
Montalto di Castro, evento di grande importanza con legittologo Zahi Hawass
MONTALTO DI CASTRO - Zahi Hawass a Montalto di Castro: il grande egittologo presenta 'L'uomo con il cappello', un evento culturale di rilievo internazionale con la partecipazione dell'egittologa Prof.ssa Stefania Sofra. Al termine della presentazione sarà possibile acquistare il volume e partecipare al firmacopie con l'autore.
Montalto di Castro si prepara ad accogliere uno dei protagonisti più celebri e autorevoli dell'archeologia mondiale. Il 23 agosto 2026, alle ore 21.30, in Piazza Felice Guglielmi, il grande egittologo Zahi Hawass presenterà la propria autobiografia 'L'uomo con il cappello', pubblicata da FAS Editore.
Un appuntamento di eccezionale prestigio per Montalto di Castro e per tutto il territorio, che avrà l'opportunità di ospitare una personalità conosciuta a livello internazionale per le sue straordinarie scoperte, per l'impegno nella tutela del patrimonio archeologico egiziano e per la capacità di avvicinare milioni di persone alla storia e ai misteri dell'antico Egitto.
Nel corso della serata, Zahi Hawass accompagnerà il pubblico attraverso le pagine della sua autobiografia, raccontando una vita dedicata all'archeologia, alla ricerca e alla difesa di uno dei patrimoni culturali più affascinanti del mondo. Sarà un'occasione unica per conoscere da vicino lo studioso, l'archeologo e il divulgatore, ma anche l'uomo che ha trasformato la propria passione in una missione conosciuta e apprezzata in ogni continente.
Alla presentazione parteciperà l'egittologa italiana Prof.ssa Stefania Sofra, curatrice della traduzione italiana del volume, che dialogherà con l'autore e accompagnerà il pubblico nell'approfondimento dei temi, delle esperienze e dei racconti contenuti nel libro.
Al termine dell'incontro sarà possibile acquistare 'L'uomo con il cappello' direttamente sul posto. Zahi Hawass sarà inoltre a disposizione dei lettori per il firmacopie, offrendo ai presenti l'opportunità di ricevere una copia autografata e di condividere un momento personale con una delle figure più rappresentative dell'egittologia contemporanea.
La realizzazione di un evento di tale importanza è stata possibile grazie alla Fondazione Vulci, guidata dalla Presidente Laura Allegrini, al sostegno del Comune di Montalto di Castro e all'organizzazione dell'Associazione Antiqua Res, presieduta da Alessandro Maria Barelli.
Un ringraziamento particolare va all'Avv. Giacomo Barelli, il cui prezioso interessamento ha permesso di mettere Zahi Hawass in contatto con gli organizzatori, contribuendo in maniera determinante alla nascita e alla concreta realizzazione dell'iniziativa.
L'Associazione Antiqua Res esprime inoltre il proprio ringraziamento al Comune di Canino per aver concesso il patrocinio e per la sensibilità dimostrata nei confronti di un progetto capace di valorizzare culturalmente l'intero territorio.
Un ringraziamento speciale è rivolto all'Azienda Agricola Le 3 Montagne di Canino, sponsor della serata, il cui sostegno ha contribuito in modo significativo alla realizzazione dell'evento.
La presenza di Zahi Hawass a Montalto di Castro rappresenta molto più della presentazione di un libro: è un incontro con la grande storia, con l'archeologia e con il racconto diretto di una vita straordinaria. Una serata destinata a lasciare un segno nella programmazione culturale del territorio e a confermare la capacità di Montalto di Castro di accogliere eventi e personalità di assoluto rilievo internazionale.
Associazione Antiqua Res
Il Presidente Alessandro Maria Barelli
Ospedale Santa Rosa, il grazie di una mamma al reparto di Ostetricia
VITERBO – Una paziente dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo ringrazia il reparto di Ostetricia e Ginecologia per la cura con cui è stata trattata: “Cinque anni fa scrissi dell'eccellenza del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'allora ospedale Belcolle. Oggi, con la nascita del mio secondo figlio, non posso far altro che ribadire tutto ciò. Desidero ringraziare ed esprimere il mio più sincero plauso al primario del reparto, dottor Giorgio Nicolanti, per la professionalità, la competenza, l'umanità, la scrupolosità e l'affidabilità dimostrate, oltre che, evidentemente, per la capacità di dirigere nel migliore dei modi il reparto. Complimenti anche alle ostetriche, alle infermiere, alle dottoresse, alle pediatre, alle tirocinanti, al personale tutto”.
“Nomino, simbolicamente, l'ostetrica Elena, che mi ha accompagnata durante il parto nel migliore dei modi possibili, insieme alla tirocinante Camilla, alla quale auguro tutto il meglio per la tesi che discuterà a novembre. Un abbraccio enorme a Giulia, che sarebbe stata al mio fianco anche questa volta, come cinque anni fa, se fosse stata presente. Nella gioia immensa di accogliere una nuova vita, il clima di serenità che ho respirato e vissuto ha contribuito a regalarmi una bellissima sensazione di nostalgia, che ho portato con me a casa”.
E.P.
