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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 52 min 30 sec fa

Caprarola, successo per la cena solidale di 'Liberi di Volare': una serata di inclusione, ...

52 min 30 sec fa
2026-07-20

CAPRAROLA - Sabato 18 luglio, in Piazza P. Cuzzoli a Caprarola, si è svolta una cena solidale a favore dell'associazione 'Liberi di Volare'.

In quella serata così calda, le numerose persone presenti hanno potuto respirare una ventata fresca e ristoratrice di amore, amicizia, solidarietà, vicinanza e disponibilità.

Sì, ognuno nel proprio 'ruolo' di 'attore'.

 

Grazie:

- Agli operatori e alle volontarie dell'associazione e ai 'ragazzi'* che insieme a tanti altri hanno servito le pietanze della serata e per ognuno dei presenti hanno realizzato un segnaposto artigianale con scritto: _'Niente Limiti, Solo Orizzonti'_.

Hanno voluto ribadire e augurare a tutti che ogni giorno è l'occasione di lasciare un limite alle spalle e aprire un nuovo orizzonte!

- Ai commensali*, per la loro sensibilità, partecipazione e sostegno.

- Ai magnifici componenti della Pro Loco di Caprarola*, con il loro presidente Luca Cristofori, che ci sostengono con un lavoro professionale, ineccepibile e unico.

- Al Comune e alla Polizia Municipale*, per la disponibilità e la puntualità nel risolvere le varie esigenze per la realizzazione dell'evento.

- Al Comitato Soci Coop Etruria di Caprarola*, che ha donato l'occorrente per la preparazione delle varie portate.

- Ai commercianti e ai privati* che hanno donato i premi per la piccola lotteria.

- Alla Protezione Civile*, per la fornitura del gruppo elettrogeno.

- Alle instancabili e disponibili volontarie della Caritas e ai parrocchiani* intervenuti.

 

Uno spazio particolare va alla 'C'era una Nota Band', un gruppo musicale che ha allietato magistralmente la serata con svariati generi e brani musicali.

I suoi componenti, giovanissimi liceali, ragazze e ragazzi dei Comuni di Fabbrica di Roma, Carbognano, Civita Castellana e Formello hanno suonato e cantato in modo straordinario, lasciando tutti a bocca aperta: 

Edoardo Fratoni

Enrico Fratoni

Alessandro Cafolla

Sofia Selli

Gabriele Di Michele

Marika Rinchi

Natalia Giaccio

Vittoria Cerreti

Letizia Passini

Dario Mazzasette

Martina Ambrosio

Vincenzo Nizi

Presentatore Pierluigi Paesani

Ospite il chitarrista Alessio Lodesani

 

Sono questi i ragazzi che, secondo noi, vanno valorizzati e pubblicizzati: per il loro talento, per la costanza e per il 'sacrificio' nelle ore di prova.

Il loro entusiasmo e la loro gioia hanno contagiato tutti!

I loro occhi pieni di vivacità, voglia di stare insieme, di esserci e di aiutare gratuitamente sono stati l'esempio di tanti giovani che abbiamo e di cui vorremmo si parlasse di più.

Grazie anche ai loro genitori, presenti e attenti, e al simpatico amico delle famiglie, bravo presentatore del gruppo, che credono nel sostenere queste esperienze: proposte alternative per i loro figli e utili contro l'isolamento e le dipendenze virtuali attuali.

'Liberi di Volare' augura a questi giovani talenti di 'volare sempre più in alto', di continuare a 'spolverare' e diffondere sempre di più questi valori fondamentali e stupendi che sono alla base della società in cui vorremmo tutti vivere.

 

Sì! NIENTE LIMITI, SOLO ORIZZONTI!

Niente limiti definiti, ma mossi dagli orizzonti che tutti insieme scegliamo e speriamo di raggiungere!

 

Il Direttivo, i Soci - Genitori dell'Associazione LDV

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Ospedale di Acquapendente, il segretario del PD Loriano Ronca: 'Servono battaglie vere, non ...

52 min 30 sec fa
2026-07-20

ACQUAPENDENTE - A chiusura di una settimana caratterizzata da un acceso dibattito sul futuro dell'ospedale di Acquapendente, torna a intervenire il Partito Democratico. Dopo le prese di posizione che hanno coinvolto Asl Viterbo, Comune e Comitato a difesa dell'ospedale, è il segretario del PD di Acquapendente, Loriano Ronca, a diffondere un nuovo comunicato per ribadire la posizione del partito. 

Secondo Ronca, nelle ultime settimane si sarebbe assistito a un tentativo di alimentare confusione sul destino del presidio ospedaliero. Nel comunicato il segretario dem osserva come vi sia chi si presenta come un 'comitato spontaneo' a difesa della sanità ma che, a suo giudizio, 'non si è mai distinto per una vera opposizione alle scelte che hanno progressivamente indebolito la sanità dell'Alta Tuscia'.

Per il segretario del PD, difendere l'ospedale significa chiedere con determinazione il mantenimento dei servizi, opporsi a qualsiasi ipotesi di depotenziamento e pretendere investimenti concreti per il territorio. 'Non basta organizzare conferenze stampa o alimentare polemiche', afferma Ronca nella nota.

Il segretario dem rivendica quindi l'azione portata avanti dall'amministrazione comunale guidata dalla sindaca Alessandra Terrosi, sottolineando il percorso di confronto istituzionale con Asl e Regione. Un lavoro che, secondo il PD, ha già prodotto risultati come l'avvio della progettazione del nuovo ospedale, l'arrivo dell'unità mobile per lo screening mammografico e l'apertura di un confronto sul futuro della struttura sanitaria esistente.

Ronca richiama inoltre l'attenzione sulla vicenda relativa alla guardia medica, ritenendo che sia proprio su decisioni come questa che debbano concentrarsi gli sforzi di chi vuole difendere la sanità dell'Alta Tuscia.

'La salute dei cittadini non può diventare terreno di propaganda', conclude il segretario del Partito Democratico, invitando a rivolgere le richieste agli enti competenti in materia sanitaria e a lavorare insieme alle istituzioni locali per rafforzare i servizi. 'La battaglia per la sanità dell'Alta Tuscia è troppo importante per essere ridotta a uno scontro politico', conclude il comunicato.

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Terminillo, stanziati 200mila euro dalla Regione Lazio per l’offerta sciistica

52 min 30 sec fa
2026-07-20

ROMA – La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, di concerto con l’assessore alla Tutela del Territorio, Fabrizio Ghera, ha approvato una delibera che stanzia 200 mila euro per interventi e iniziative che possano rafforzare l’offerta sciistica del Terminillo e migliorare la promozione per la stagione invernale, con l’obiettivo di rendere l’area più attrattiva, più fruibile e maggiormente in grado di sostenere il movimento turistico e sportivo che caratterizza questo importante comprensorio.

Nel territorio del Comune di Rieti si concentrano le principali infrastrutture sciistiche e le aree operative di accesso, servizio e manutenzione del comprensorio del Terminillo e per questo l'amministrazione comunale reatina è quella maggiormente competente e strutturata per garantire la gestione, la sicurezza e la piena operatività degli impianti, assicurando al contempo la funzionalità dell’intera area sciistica, anche a beneficio dei Comuni limitrofi sui cui territori insistono porzioni minori del comprensorio.

Gli interventi, sui quali verte la richiesta di finanziamento del Comune di Rieti, riguarderanno ristrutturazione, ammodernamento, messa in sicurezza, manutenzione straordinaria e funzionalizzazione delle infrastrutture e degli impianti sciistici del comprensorio del Monte Terminillo.

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Al Castello Baglioni Santacroce va in scena 'Il Fiume e la Spada'

52 min 30 sec fa
2026-07-20

GRAFFIGNANO – Venerdì 24 luglio 2026, alle ore 18.30, il suggestivo scenario del Castello Baglioni Santacroce ospiterà 'Il Fiume e la Spada', il racconto teatrale scritto e interpretato da Jean Bruschini, scrittore, divulgatore e autore teatrale.

Uno spettacolo che conduce il pubblico in un viaggio sorprendente tra documenti, curiosità e vicende realmente accadute, riportando in vita uomini e donne che hanno segnato la storia di Graffignano e del suo castello.

Ogni storia raccontata è vera. Ogni personaggio è realmente esistito. Ogni episodio è tratto da documenti d'archivio dell'epoca, atti notarili, processi, cronache e testimonianze storiche. Nulla è inventato: ciò che rende queste vicende straordinarie è proprio il fatto che siano realmente accadute.

Il pubblico incontrerà così il medico che medico non era, il ladro di polli che fece tremare Sipicciano e Graffignano, la principessa che scambiò un bidet per un raffinato piatto da portata, donne accusate di avvelenare i mariti, cardinali innamorati, intrighi di corte, duelli, tradimenti e colpi di scena che sembrano usciti da un romanzo, ma che appartengono tutti alla storia.

Con uno stile brillante, coinvolgente e ricco di ironia, Jean Bruschini accompagnerà gli spettatori attraverso pagine poco conosciute della storia locale, trasformando antichi documenti in racconti vivi, emozionanti e spesso divertenti. Tra questi spiccano anche le celebri vicende del cardinale François-Joachim de Bernis e della principessa Giuliana Falconieri Santacroce, protagonisti di una delle storie più affascinanti e chiacchierate del Settecento romano.

'Il Fiume e la Spada' non è una conferenza di storia, ma uno spettacolo di narrazione che unisce il rigore della ricerca storica al piacere del racconto. Un'occasione per scoprire come gli archivi conservino storie capaci ancora oggi di sorprendere, divertire e commuovere.

L'evento è organizzato dalla Pro Loco di Graffignano, con il patrocinio del Comune di Graffignano.

L'appuntamento è per venerdì 24 luglio, alle ore 18.30, presso il Castello Baglioni Santacroce di Graffignano. Ingresso libero.

Perché la storia non è fatta soltanto di date: è fatta di persone vere, passioni, scandali, misteri, processi e colpi di scena. E alcuni dei più incredibili sono rimasti nascosti per secoli tra le pagine degli archivi, in attesa di essere raccontati.

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Leonessa, positivo al test antidroga, rifiuta gli accertamenti clinici: i carabinieri ...

52 min 30 sec fa
2026-07-20

LEONESSA - I Carabinieri della Stazione di Leonessa hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria un uomo di 45 anni, originario di Roma e già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile della violazione prevista dal Codice della Strada in materia di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

L’episodio si è verificato durante la notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio, quando i militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio e della circolazione stradale nel comune di Leonessa finalizzato alla prevenzione degli incidenti e al contrasto delle condotte di guida pericolose, hanno intimato l'alt a un’autovettura. 

Fin dai primi momenti del controllo, il conducente ha manifestato atteggiamenti e sintomi chiaramente compatibili con un possibile stato di alterazione psicofisica. Sottoposto immediatamente agli accertamenti preliminari su strada mediante dispositivo 'Drugwipe', l’uomo è risultato positivo alla cocaina.

Come previsto dalla normativa vigente, il conducente è stato quindi invitato a sottoporsi agli ulteriori accertamenti sanitari presso l’Ospedale Civile di Rieti, necessari per confermare ufficialmente lo stato di alterazione dovuto all’assunzione di stupefacenti. L’uomo, tuttavia, si è rifiutato di sottoporsi agli esami clinici.

Tale condotta costituisce essa stessa reato ed è equiparata dalla legge alla guida in stato di alterazione psicofisica, comportando pesanti conseguenze penali e amministrative. Per il 45enne è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell'art. 187 comma 8 del Codice della Strada, con contestuale ritiro immediato della patente di guida.

L’attività svolta dai militari di Leonessa si inserisce nel più ampio piano di controlli predisposto dal Comando Provinciale per garantire la sicurezza sulle strade, soprattutto nelle ore notturne e nei fine settimana, periodi in cui aumenta in modo esponenziale il rischio di incidenti legati all’abuso di alcol o all'assunzione di sostanze stupefacenti.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

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Diego Sileoni commemora Falcone e Borsellino

52 min 30 sec fa
2026-07-20

TARQUINIA - Il 19 luglio 1992 l'Italia ha perso un servitore dello Stato. In via D'Amelio, a Palermo, la mafia uccise Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. 

A trent'anni da quella strage, la loro memoria continua a chiamarci all'impegno. Borsellino ha incarnato la giustizia, il coraggio, la fedeltà alle istituzioni. Ha scelto di non arretrare, di non tacere, di non scendere a compromessi.

Domenica 19 luglio abbiamo ricordato il suo sacrificio con rispetto e con fermezza. La lotta alla criminalità organizzata non è un ricordo: è un dovere quotidiano. La verità non è un traguardo da celebrare, ma un percorso da difendere. La Repubblica vive anche grazie a chi ha dato la vita per proteggerla. Paolo Borsellino è ancora qui: nelle scelte di chi crede nella legalità, nella voce di chi non accetta l'indifferenza, nella coscienza di un Paese che non dimentica.

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Concluso il restauro del murale dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

52 min 30 sec fa
2026-07-20

VITERBO - Si è concluso nella giornata di ieri, domenica 19 luglio, in occasione del 34° anniversario della strage di via D'Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, il restauro del murale dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, al quartiere Riello

L'intervento, finanziato dall'amministrazione comunale di Viterbo, ha riportato alla sua originaria forza espressiva i volti dei due magistrati simbolo della lotta alla mafia. Il restauro è stato eseguito dall'artista Luca Oroni di Grafflab Studio, autore anche del rinnovamento grafico dell'opera, che ha scelto di rappresentare Falcone e Borsellino con un'espressione sorridente, mantenendo anche il ricordo degli agenti delle loro scorte caduti nelle stragi del 1992.

'Abbiamo voluto che questo restauro si concludesse proprio il 19 luglio – dichiara la sindaca Chiara Frontini – perché la memoria non può essere confinata alle ricorrenze, ma ha bisogno di gesti concreti che la rendano viva e visibile ogni giorno. Restituire decoro a questo murale, realizzato nel 2020 su volontà dell'on. Mauro Rotelli, significa restituire forza a un messaggio che continua a parlarci: quello del coraggio, del senso dello Stato e della responsabilità individuale. Falcone e Borsellino – prosegue la sindaca – non appartengono soltanto alla storia italiana, ma rappresentano un patrimonio morale da consegnare alle nuove generazioni. La legalità non si celebra soltanto con le parole: si costruisce quotidianamente attraverso le istituzioni, l'educazione civica, il rispetto delle regole e la cura dei luoghi che custodiscono la nostra memoria. Per questo il Comune ha scelto di investire nel recupero di questo murale, affinché continui a essere uno spazio di riflessione, di testimonianza e di impegno civile. Ringrazio gli assessori Aronne e Martinengo e la consigliera Croci per il lavoro svolto su questa importante iniziativa'.

Un sentito e sincero ringraziamento al comando provinciale dei Carabinieri per la collaborazione e la disponibilità dimostrata.

Con questo intervento Viterbo rinnova il proprio impegno nel custodire la memoria di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e degli uomini e delle donne delle loro scorte, affinché il loro esempio continui a ispirare la comunità e a ricordare che la lotta alla mafia è una responsabilità collettiva che riguarda ogni cittadino. 

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Pestaggio all'alba sul litorale di Tarquinia, giovane aggredito da un gruppo: al vaglio video e ...

52 min 30 sec fa
2026-07-20

TARQUINIA - Nel corso delle prime ore della mattinata di domenica 19 luglio, il litorale di Tarquinia è stato teatro di una violenta aggressione che ha coinvolto diversi giovani. L'episodio si è verificato nelle vicinanze di uno stabilimento balneare, proprio mentre numerosi ragazzi stavano lasciando i locali della zona dopo aver trascorso la serata.

Secondo quanto emerso finora, una discussione, le cui cause sono ancora oggetto di accertamento, sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in una rissa. Nel parapiglia, un ragazzo sarebbe stato preso di mira da più persone, riportando una serie di violenti colpi.

Alcuni presenti hanno ripreso la scena con i propri telefoni cellulari. I video, diffusi successivamente sui social network, mostrano il giovane mentre viene raggiunto da pugni che lo fanno cadere a terra. Anche una volta riverso sull'asfalto, la vittima continuerebbe a essere colpita con calci nel tentativo di rialzarsi.

Tra le immagini circolate online si distingue anche un ragazzo con capelli ricci, maglietta bianca e pantaloncini corti che, dopo essersi avvicinato alle spalle della vittima, la colpisce prima di allontanarsi. Poco dopo torna sui propri passi e, mentre il giovane è ancora a terra, gli sferra un calcio al volto.

Le registrazioni amatoriali rappresentano uno degli elementi al centro dell'attività investigativa, ma da sole non sono sufficienti a chiarire l'esatta successione dei fatti. Gli inquirenti stanno infatti analizzando anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell'area e raccogliendo eventuali testimonianze per identificare tutti i partecipanti e ricostruire con precisione quanto accaduto. Restano ancora da chiarire le ragioni che hanno dato origine allo scontro.

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Movimento 5 Stelle: “Quella scritta non racconta la storia. ...

52 min 30 sec fa
2026-07-20

VITERBO - C’è chi difende la scritta “Casa del Balilla” ricomparsa sulla facciata del liceo Mariano Buratti sostenendo che si tratti semplicemente di “storia”.

Ma quale storia?

Quella scritta non racconta il fascismo. Racconta il modo in cui il fascismo voleva essere raccontato.

Racconta le uniformi, non i cadaveri.

Racconta la disciplina, non la libertà cancellata.

Racconta i bambini schierati, non gli adulti che sarebbero diventati carne da macello.

Racconta l’ordine delle parate, non il disordine delle macerie.

“Casa del Balilla” non è la storia del fascismo.

È la réclame del regime, è il fascismo visto dal balcone, non dalle carceri.

Visto nelle fotografie ufficiali, non nelle camere di tortura.

Visto prima della guerra, senza mostrare la distruzione e la morte prodotte da quella pedagogia fondata sull’obbedienza, sul culto del capo e sulla militarizzazione dei giovani.

Per questo il problema non può essere ridotto alla falsa alternativa tra conservare e cancellare.

 

Il problema è che, lasciata lì da sola, quella scritta cancella tutto ciò che venne dopo.

Trasforma uno spaventoso progetto politico di indottrinamento in una curiosità architettonica.

Trasforma una dittatura in un’epoca storica come un’altra.

Trasforma il simbolo dei carnefici in un elemento decorativo, mentre il nome della vittima rischia di diventare soltanto la targa appesa all’ingresso di una scuola.

 

E non stiamo parlando di una vittima qualsiasi.

Stiamo parlando di Mariano Buratti, docente, antifascista e partigiano, torturato e fucilato dai nazifascisti.

Riportare in evidenza la propaganda del regime sull’edificio che porta il suo nome, senza raccontare ciò che quel regime fece e dove condusse il Paese, non è neutralità storica.

È una scelta.

Una scelta culturale, politica e simbolica.

Chi continua a ripetere che “è storia” dovrebbe avere almeno il coraggio di raccontarla tutta, perché la storia non finisce con una scritta restaurata sulla facciata. Continua con le leggi liberticide, le persecuzioni, la guerra, le torture, le fucilazioni e le città ridotte in macerie.

 

Mariano Buratti non ha bisogno che nascondiamo la storia.

Ha bisogno che nessuno la riscriva sopra il suo nome.

Chiediamo quindi alla Provincia di Viterbo e alla Soprintendenza di rendere immediatamente pubblici il progetto, le autorizzazioni, le relazioni tecniche, la documentazione fotografica e i criteri storici utilizzati per l’intervento.

E chiediamo che, fino a quando non sarà chiarito ogni passaggio, quella scritta non venga presentata alla città come un innocente recupero del passato.

Perché salvare la facciata del fascismo cancellandone le rovine non significa tutelare la memoria.

Significa tradirla.

 

Massimo Erbetti

Coordinatore provinciale Movimento 5 Stelle

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Regione, Sabatini (Fdi): 'Avanzamento Rocca nei sondaggi conferma buon lavoro del centrodestra'

52 min 30 sec fa
2026-07-20

ROMA - 'Accogliamo con favore il monitoraggio condotto da Lab21 per 'Affaritaliani' che registra un avanzamento del gradimento del presidente Francesco Rocca, settimo nella classifica dei governatori più apprezzati al 60,1% con il miglior progresso percentuale. (+0,9%).

Quella di Rocca è la crescita più marcata dell'intera classifica grazie soprattutto al lavoro intenso e senza sosta per migliorare una sanità che solo tre anni fa era allo sbando più totale.

Non siamo ossessionati dalle rilevazioni e l'unico sondaggio che ci interessa davvero sarà il voto degli elettori alla fine del mandato. Il grande lavoro del presidente Rocca, della Giunta e di tutta la maggioranza di centrodestra, proprio in questi ultimi giorni ha portato a casa risultati eccellenti; in primo luogo la parifica della Corte dei Conti sull'esercizio 2025, con un avanzo di circa 322 milioni, e in secondo i bilanci della sanità chiusi in positivo per il terzo anno consecutivo dopo anni di disavanzi strutturali. Risultati che si tradurranno in maggiori investimenti sul territorio e i servizi.

I numeri odierni ci dicono che i cittadini vogliono risposte concrete ai propri bisogni e vogliono soprattutto vedere i risultati, che nel caso del Lazio stanno progressivamente arrivando. Andremo avanti con il massimo impegno'.

 

Capogruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Lazio Daniele Sabatini

 

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Scritta fascista al Liceo Buratti, Rifondazione Comunista e Sinistra Europea: “E’ un insulto ...

52 min 30 sec fa
2026-07-20

VITERBO - La riproduzione ex novo di una scritta fascista sul frontone dell’attuale Liceo Buratti, che ‘qualcuno’ vorrebbe giustificata da fumosi quanto insostenibili criteri filologici, è un insulto intollerabile.

È gravissimo che su una scuola intitolata a un eroico partigiano vengano ridisegnati da zero i simboli del ventennio. A chi sventola la retorica del 'pezzo di storia da tutelare', ricordiamo che anche l'intenzionale cancellazione di quella scritta, avvenuta dopo la Liberazione, costituisce un atto storico: quella rimozione, espressione della riconquistata democrazia, andava e va preservata per il suo valore di testimonianza fondamentale della rinascita del nostro Paese, senza nostalgici e arbitrari ripristini. 

Se una ‘innovazione’ è giusto fare, deve piuttosto riguardare la pluridecennale e continuativa destinazione dell’edificio, mediante la semplice intitolazione: “Liceo Mariano Buratti”.

Ogni diversa determinazione (da parte di chi? presa dove e quando?) sarebbe un inaccettabile scempio, peraltro non isolato, che si inserisce in un clima cittadino preoccupante.

Da mesi, infatti, in piazzale Gramsci (!) campeggia uno striscione con il truffaldino neologismo 'remigrazione' — esibito da un ‘comitato’ spudoratamente razzista — rimasto al suo posto nonostante un’ordinanza di rimozione, che l’Amministrazione comunale non è ancora riuscita – o non vuole – rendere esecutiva. A ciò si aggiunga lo spazio concesso da Ombre Festival al conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani, noto per le sue reiterate posizioni sessiste e discriminatorie.

Come comunisti, torniamo ad unire la nostra voce alle prese di posizione di denuncia – già espresse in città – di un degrado culturale e istituzionale ormai intollerabile.

Nel denunciare tale deriva, chiediamo con forza l’immediata rimozione della scritta arbitraria dalla facciata del liceo e dell’altrettanto arbitrario striscione xenofobo.

La memoria della Resistenza e l’antifascismo non si toccano.

 

Irene Massimi

Circolo di Viterbo della Rifondazione Comunista /Sinistra Europea

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Dies Natalis svetta e illumina San Sisto

6 ore 53 min fa
2026-07-20

VITERBO - Alle 10.10 di domenica 19 luglio, dopo un conto alla rovescia guidato dalla sindaca Chiara Frontini, Dies Natalis si è accesa sotto gli occhi di centinaia di Viterbesi che si erano radunati su piazza San Sisto per l’evento.

“Una prova accensione luci perfetta”, ha dichiarato la stessa sindaca, sancendo la prima accensione della macchina di Santa Rosa.

La prova luci è il secondo e decisivo passo sul cammino che terminerà la sera dl tre settembre, quando la macchina sfilerà per le strade di una Viterbo immersa nel buio.

Ed è proprio per questo che le varie prove del sistema di illuminazione sono fondamentali. Esse, infatti, consentono tutta quella serie di piccoli aggiustamenti necessari per far si che la sera del trasporto la bianca signora risplenda di luce propria.

“Un altro passo verso il traporto è stato fatto - ha continuato Frontini -. La macchina illuminata è splendida, ora vivremo questo tempo di attesa con le altre manifestazioni che si svolgeranno in attesa del tre settembre”. 

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'Scomode verità': le guerre sono davvero come ce le raccontano?

6 ore 53 min fa
2026-07-20

VITERBOScomode verità. È questo il titolo dell’ultimo libro di Alessandro Di Battista, presentato ieri sera, domenica 19 luglio, all’Ombre Festival in un dialogo con l’assessore all’Urbanistica del Comune di Viterbo, Emanuele Aronne. Un volume che affronta alcuni dei temi più controversi dell’attualità internazionale, dalla guerra in Ucraina alla situazione nella Striscia di Gaza, passando per il ruolo dell’informazione, della politica e della finanza nella costruzione del dibattito pubblico.

Un incontro durato oltre un’ora, durante il quale l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ha ripercorso alcuni dei passaggi centrali del libro, soffermandosi sul modo in cui vengono raccontati i conflitti, sul rapporto tra potere e informazione e sul peso degli interessi economici nelle scelte dei governi.

Guerra o massacro, il peso delle parole

A dare il via al confronto è stata proprio la scelta delle parole contenute nel libro. Guerra in Ucraina, massacro a Gaza: due definizioni differenti che, secondo Di Battista, descrivono situazioni altrettanto diverse.

«Una guerra è quando ci sono due eserciti che si fronteggiano – ha spiegato –. A Gaza, invece, da una parte c’è l’esercito più armato del Medio Oriente, sostenuto dagli Stati Uniti, e dall’altra una popolazione che vive sotto occupazione».

Per spiegare l’origine della propria posizione, Di Battista è tornato a un ricordo dell’infanzia, risalente al 1987 e alla Prima Intifada. Viveva a Roma e, mentre avrebbe voluto guardare i cartoni animati, il padre seguiva al telegiornale le immagini delle rivolte palestinesi.

«Mi disse di stare attento, perché quelli che il sistema mediatico descriveva come coloro che avevano ragione potevano essere i carnefici, mentre gli altri potevano essere le vittime».

Un episodio che, ha raccontato, lo avrebbe spinto negli anni a non fermarsi mai alla prima ricostruzione dei fatti. «Ognuno ha le proprie verità e le proprie opinioni, giuste o sbagliate che siano. Credo però che sia dovere di tutti fare uno sforzo e andare a cercare le informazioni».

 

Quando la verità arriva troppo tardi

Da qui il passaggio a uno dei temi centrali di Scomode verità: il modo in cui l’informazione contribuisce a costruire il consenso attorno alle scelte politiche e militari.

Di Battista ha ricordato l’invasione dell’Iraq del 2003, giustificata dalla presunta presenza di armi di distruzione di massa, mai ritrovate. Un caso diventato, a suo giudizio, l’esempio più evidente di come una narrazione possa condizionare l’opinione pubblica e rendere accettabile una guerra.

«La verità può venire a galla quando diventa comoda e non più scomoda – ha affermato –. Oggi sappiamo che quelle armi in Iraq non c’erano, ma lo sappiamo quando ormai non è più possibile cambiare il corso degli eventi».

Nel corso del dialogo, Aronne ha ricordato anche il discorso tenuto il 5 febbraio 2003 dall’allora segretario di Stato americano Colin Powell davanti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, quando mostrò una fialetta sostenendo che rappresentasse una prova dei programmi iracheni per la produzione di armi proibite.

Di Battista ha quindi affiancato il caso iracheno alla guerra in Vietnam, facendo riferimento all’incidente del Golfo del Tonchino, utilizzato dall’amministrazione statunitense per ottenere dal Congresso l’autorizzazione ad ampliare l’intervento militare.

«Se hanno mentito sul Vietnam e sull’Iraq – si è chiesto – perché dovremmo prendere per oro colato tutte le versioni che vengono fornite oggi dalla Casa Bianca e riprese dal nostro sistema politico e mediatico?».

 

Le notizie non bastano senza approfondimento

Il problema, secondo l’ex deputato, non sarebbe soltanto la mancata diffusione delle notizie, ma soprattutto l’assenza di un vero approfondimento.

«Le notizie vengono anche date – ha spiegato –. Ogni giorno i siti pubblicano centinaia di articoli e magari, tra questi, compare anche la notizia di una scuola bombardata. Ma manca l’approfondimento, quello che trasforma una vicenda in un titolo del telegiornale, in un argomento discusso nei programmi e permette al cittadino di comprenderla e prendere posizione».

È proprio questo, secondo Di Battista, il passaggio che spesso viene meno: il cittadino riceve un’informazione, la consuma e nel giro di poche ore la dimentica, senza avere il tempo e gli strumenti per farla propria.

«Un cittadino informato può comprendere e agire. Un consumatore di notizie usa e getta, invece, dopo ventiquattro ore ha già dimenticato tutto».

 

Dietro le guerre anche gli interessi economici

Ampio spazio è stato dedicato al rapporto tra conflitti, industria bellica e finanza internazionale.

Di Battista ha citato alcune delle maggiori aziende produttrici di armamenti al mondo, ricordando come molte di queste abbiano sede negli Stati Uniti e vedano tra i propri investitori grandi fondi finanziari e banche d’affari.

«Le guerre, purtroppo, arricchiscono molte persone», ha sostenuto, richiamando l’immagine degli imprenditori intercettati dopo il terremoto dell’Aquila mentre immaginavano gli affari legati alla successiva ricostruzione.

Da qui il parallelo con le distruzioni provocate dai conflitti in Ucraina e nella Striscia di Gaza. «Immaginate quante persone potenti possano arricchirsi grazie a disastri di queste dimensioni».

Secondo Di Battista, il potere economico e finanziario avrebbe ormai assunto un peso maggiore rispetto alle stesse istituzioni politiche, riducendo l’autonomia dei governi e condizionandone le scelte.

Una critica che ha rivolto anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, descritta come una figura che in passato aveva percepito come autonoma, ma che oggi, a suo giudizio, avrebbe sacrificato alcune delle proprie posizioni per convenienza politica.

Le critiche all’Europa

Nel corso della serata non sono mancate le critiche all’Unione Europea e al diverso atteggiamento assunto nei confronti dei conflitti internazionali.

«L’Europa ha approvato numerosi pacchetti di sanzioni contro la Federazione Russa e nessuno nei confronti di Israele», ha osservato Di Battista, contestando quella che considera una doppia morale nell’applicazione dei valori democratici occidentali.

Un ragionamento che lo ha riportato ancora una volta sulla Striscia di Gaza e sulle vittime civili, in particolare i bambini, ricordando come la tragedia si stia consumando sulle sponde dello stesso Mediterraneo che bagna le coste italiane.

Parole nette, attraverso le quali Di Battista ha espresso apertamente la propria solidarietà nei confronti della popolazione palestinese, ribadendo di non considerare quanto sta accadendo un conflitto tra forze equivalenti.

 

Destra e sinistra, categorie ormai superate

Nella parte finale dell’incontro, il confronto si è spostato sulla politica italiana e sulle tradizionali divisioni tra destra e sinistra.

Di Battista ha spiegato di non credere più in queste categorie, anche alla luce della propria esperienza in Parlamento e delle scelte compiute negli anni dai principali schieramenti.

Ha citato, tra gli esempi, l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori da parte di governi di centrosinistra e la trasformazione del finanziamento pubblico ai partiti in rimborsi elettorali, sostenuta anche da forze politiche che si dichiaravano liberiste.

«Ha ancora senso parlare di destra e di sinistra?», ha domandato al pubblico, sostenendo che il vero potere sia ormai altrove, nei grandi interessi internazionali, economici e finanziari.

Una serata che, seguendo il filo conduttore del libro, ha portato sul palco alcune delle questioni più controverse dell’attualità, senza la pretesa di fornire risposte definitive ma con l’obiettivo, dichiarato dallo stesso Di Battista, di spingere il pubblico a dubitare, approfondire e non accontentarsi della prima verità che viene raccontata.

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Bonaccini: 'La remigrazione non risolve i problemi dell'Italia'

6 ore 53 min fa
2026-07-20

VITERBO – Sicurezza, immigrazione, demografia e futuro dell'Europa. Sono stati questi i temi affrontati da Stefano Bonaccini, ospite ieri sera di Ombre Festival nel cortile di Palazzo dei Priori, durante un incontro moderato dalla consigliera comunale Alessandra Troncarelli al quale ha preso parte anche il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi.

Ad aprire il confronto è stato proprio Panunzi, che ha richiamato il valore della politica di prossimità: “Una persona eletta non deve mai perdere il contatto con la gente. Bisogna essere presenti, non bisogna negarsi, bisogna ascoltare, in un periodo in cui si ascolta poco”, spiegando cosi come il rapporto diretto con i cittadini rappresenti la base di ogni buona amministrazione.

Spazio anche a uno dei temi più discussi del momento del viterbese, quello della remigrazione. Bonaccini ha definito questa proposta una risposta ideologica che, a suo giudizio, non affronta i reali problemi del Paese, invitando invece a guardare ai dati che raccontano il progressivo calo demografico e la crescente difficoltà delle imprese nel reperire lavoratori.

 

'La sicurezza non si garantisce solo con la repressione'

L'europarlamentare del Partito Democratico ha affrontato anche il tema della sicurezza, sostenendo che il principio debba essere semplice: “Chi sbaglia paga”, senza distinzioni legate alla nazionalità, alla religione o al colore della pelle.

Secondo Bonaccini, però, aumentare pene e reati non basta, o per lo meno, non è la strada giusta. Accanto alla repressione, ha spiegato, servono anche prevenzione e integrazione, oltre a maggiori investimenti nelle forze dell'ordine, sia sul fronte degli organici sia su quello degli stipendi. Una riflessione accompagnata dalla critica a quella che ha definito una politica più orientata alla propaganda che alla ricerca di soluzioni concrete.

 

Demografia e lavoro

Gran parte dell'intervento è ruotata attorno ai cambiamenti demografici che stanno interessando l'Italia. Bonaccini ha ricordato come il Paese sia passato da circa un milione di nuovi nati alla fine degli anni Sessanta a meno di 360 mila negli ultimi anni, sottolineando che il problema non riguarda soltanto i numeri, ma anche la tenuta futura del sistema economico e del welfare.

Da qui la critica alla remigrazione, che secondo l'ex presidente dell'Emilia-Romagna non può rappresentare una risposta a un mercato del lavoro che già oggi fatica a trovare personale in numerosi settori. La proposta avanzata è quella di una gestione programmata dei flussi migratori, accompagnata da accordi con i Paesi d'origine per formare lavoratori in base alle esigenze produttive.

 

Lo sguardo all'Europa

Un ultimo sguardo anche al ruolo dell'Unione Europea, ricordando come il progetto europeo abbia garantito decenni di pace e continui a rappresentare uno spazio di tutela dei diritti e delle libertà. Allo stesso tempo, ha evidenziato la necessità di rendere l'Europa più rapida nelle decisioni, superando quei meccanismi che oggi, a suo avviso, ne rallentano l'azione.

L'incontro si è concluso con un confronto tra Bonaccini, Panunzi e il pubblico presente, nell'ambito del programma di Ombre Festival dedicato ai grandi temi dell'attualità, tra sicurezza, immigrazione, istituzioni e futuro dell'Europa.

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Guardia medica, San Lorenzo Nuovo si sfila dalla protesta: 'Prima i servizi, poi le polemiche'

12 ore 53 min fa
2026-07-19

SAN LORENZO NUOVO - Mentre ad Acquapendente continua la mobilitazione contro il trasferimento della Guardia Medica a Bolsena, il Comune di San Lorenzo Nuovo rompe il fronte delle contestazioni e prende le distanze dalle proteste, sostenendo che la priorità debba essere la continuità dell'assistenza sanitaria piuttosto che lo scontro politico.

Con una nota diffusa nelle ultime ore, l'amministrazione comunale chiarisce di non aver aderito alla lettera di protesta promossa contro la decisione della Asl di Viterbo, spiegando che al momento della richiesta mancavano elementi sufficienti per esprimere una valutazione completa. 

Secondo quanto riferito dal Comune, il trasferimento della sede sarebbe stato reso necessario dalla carenza di medici ad Acquapendente. La presenza di un solo professionista, a fronte di un organico completo a Bolsena, avrebbe infatti reso inevitabile lo spostamento temporaneo della Guardia Medica per evitare il rischio di lasciare i cittadini privi del servizio.

L'amministrazione evidenzia inoltre che il provvedimento riguarda esclusivamente il periodo estivo e che la situazione dovrebbe tornare alla normalità nel mese di settembre, precisando anche che l'attività del pronto soccorso non subirà alcuna modifica.

San Lorenzo Nuovo rivendica quindi la scelta di non firmare un documento di contrarietà senza aver prima partecipato all'incontro convocato dalla Asl con i sindaci del territorio, svoltosi soltanto successivamente alla diffusione della lettera.

Una posizione destinata ad alimentare il dibattito già acceso sulla vicenda, perché se da una parte Acquapendente continua a denunciare l'ennesimo ridimensionamento dei servizi sanitari, dall'altra emerge chi ritiene che, di fronte alla cronica carenza di personale medico, la priorità sia garantire comunque la presenza della Guardia Medica, anche attraverso soluzioni temporanee come il trasferimento della sede.

Il confronto tra istituzioni, cittadini e Asl resta quindi aperto, in attesa di capire se il trasferimento rimarrà limitato ai mesi estivi o se la vicenda potrà avere ulteriori sviluppi nei prossimi mesi.

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Infrastrutture, l'Alto Lazio prova a fare squadra: a Viterbo gli Stati Generali per rilanciare ...

Dom, 19/07/2026 - 19:21
2026-07-19

VITERBO - La provincia di Viterbo torna a mettere al centro del dibattito il tema delle grandi infrastrutture. Lunedì 20 luglio, nella sede di Unindustria Viterbo, si svolgeranno gli Stati Generali delle Infrastrutture dell'Alto Lazio, un appuntamento che punta a riunire istituzioni, enti e rappresentanti del mondo economico per definire una strategia condivisa sul futuro della mobilità e dello sviluppo del territorio.

L'iniziativa, promossa dal presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, Mauro Rotelli, nasce con l'obiettivo di trasformare quello che viene presentato come un tavolo operativo capace di individuare priorità e accelerare la realizzazione delle opere considerate decisive per la crescita dell'Alto Lazio.

Tra i temi che saranno affrontati figurano il completamento delle infrastrutture stradali, il potenziamento della rete ferroviaria, le prospettive dell'aeroporto di Viterbo e i collegamenti con il porto di Civitavecchia e l'Interporto Centro Italia di Orte, nodi ritenuti fondamentali per rafforzare il ruolo strategico della provincia nel sistema logistico nazionale.

Alla riunione prenderanno parte numerosi rappresentanti delle istituzioni. Oltre a Rotelli, sono attesi la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, l'assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera, l'assessore ai Lavori Pubblici Manuela Rinaldi, insieme ai consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli.

Nutrita anche la presenza dei vertici di enti e aziende coinvolti nella pianificazione infrastrutturale. Saranno presenti il presidente di Unindustria Viterbo Andrea Belli, padrone di casa dell'iniziativa, il prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, il presidente di Ita Airways Sandro Pappalardo, il commissario di Anas Ilaria Coppa, il presidente dell'Interporto Centro Italia di Orte Lorenzo Cardo, il direttore Strategie e Pianificazione Sviluppo Infrastrutture di RFI Christian Colaneri, l'amministratore unico di Enac Servizi Marco Trombetti, il presidente di Cotral Manolo Cipolla e il presidente di Ferrovie dello Stato Italiane Tommaso Tanzilli.

Secondo gli organizzatori, l'incontro non vuole limitarsi a un confronto istituzionale, ma rappresentare un'occasione concreta per verificare lo stato di avanzamento delle opere già programmate, individuare gli ostacoli ancora presenti e definire una visione condivisa per migliorare la mobilità di persone e merci nell'intero Alto Lazio.

Tra i temi destinati a occupare una parte importante del dibattito c'è la riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia-Orte, considerata da tempo una delle infrastrutture strategiche per il territorio. A rilanciare con forza questa richiesta è Raimondo Chiricozzi, che auspica come dagli Stati Generali possano emergere indicazioni operative per riportare in funzione il collegamento ferroviario.

Secondo Chiricozzi, il recupero della linea rappresenterebbe un tassello fondamentale per realizzare il corridoio ferroviario mediterraneo tra Barcellona, Civitavecchia, Orte, Terni, Ancona e la Croazia, favorendo il collegamento tra i porti di Civitavecchia e Ancona, l'integrazione con l'Alta Velocità a Orte e l'inserimento nelle reti europee TEN-T.

A sostegno della riapertura vengono ricordati anche gli investimenti già effettuati negli anni passati. Per la sistemazione del sedime ferroviario tra Capranica e Civitavecchia furono destinati dallo Stato 220 miliardi di lire, mentre altri 123 miliardi vennero finanziati per l'elettrificazione dell'intera tratta tra Civitavecchia e Orte. Successivamente l'Unione Europea, la Regione Lazio, l'Autorità Portuale di Civitavecchia e l'Interporto Centro Italia hanno contribuito al cofinanziamento del progetto di ripristino predisposto da Italferr.

La linea è inoltre stata inserita nella legge 128 del 2017 dedicata alle ferrovie turistiche e, negli ultimi mesi, RFI ha avviato interventi di pulizia lungo il tratto compreso tra Capranica e Ronciglione, operazioni considerate un primo segnale di attenzione verso un possibile recupero dell'infrastruttura.

Secondo i sostenitori del progetto, la riattivazione della ferrovia avrebbe effetti che andrebbero ben oltre il semplice trasporto ferroviario. La linea potrebbe infatti favorire lo sviluppo della logistica integrata, ridurre il traffico pesante sulle strade, migliorare la sostenibilità ambientale e valorizzare il patrimonio turistico dei comuni attraversati, creando un collegamento diretto tra il porto di Civitavecchia e le aree interne della Tuscia.

L'idea è quella di trasformare la tratta in un vero corridoio multifunzionale, capace di sostenere sia il trasporto merci sia nuove forme di turismo legate ai treni storici, ai cammini e al cicloturismo, generando ricadute economiche per le imprese locali e nuove opportunità di sviluppo per il territorio.

Gli Stati Generali delle Infrastrutture rappresentano quindi un momento di confronto dal quale amministratori, imprese e cittadini si attendono indicazioni concrete. L'auspicio è che il tavolo possa tradursi in un'accelerazione dei progetti attesi da anni e contribuire a rafforzare il ruolo della provincia di Viterbo come snodo strategico tra il Tirreno, il Centro Italia e i corridoi europei.

 

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La Trattoria del Cimino premiata “Miglior Azienda” al Gran Premio Internazionale di Venezia per ...

Dom, 19/07/2026 - 19:21
2026-07-19

CAPRAROLA - Un prestigioso riconoscimento è stato assegnato ad una delle realtà storiche della ristorazione caprolatta e della Tuscia: “La Trattoria del Cimino da Colombo dal 1895”. Il ristorante ha ricevuto il Riconoscimento Speciale “Miglior Azienda” per Meriti Professionali nell’ambito del Gran Premio Internazionale di Venezia - Leone d’Oro, un’onorificenza dedicata alle eccellenze che contribuiscono alla valorizzazione della cultura enogastronomica italiana, l'unico ristorante della Tuscia sul podio!

Il Leone d’Oro per la Cultura Enogastronomica è stato assegnato alla storica gestione della famiglia Calistri e alla chef Maria Assunta Stacchiotti che da generazioni portano avanti la tradizione della cucina tipica della Tuscia viterbese, custodendone ricette, sapori e identità.

Un lavoro riconosciuto anche attraverso la valorizzazione di preparazioni legate al territorio, come il rinomato Paté di coniglio leprino viterbese, inserito in prestigiosi circuiti culinari.

“La Trattoria del Cimino da Colombo dal 1895 è motivo di orgoglio per l’intera comunità di Caprarola” commenta l’Amministrazione comunale che esprime le più sincere congratulazioni alla famiglia Calistri, alla chef Maria Assunta Stacchiotti e a tutto lo staff per questo importante traguardo. 

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Santa Marinella: sequestrati 1.500 ricci di mare, sanzionato pescatore abusivo

Dom, 19/07/2026 - 19:21
2026-07-19

SANTA MARINELLA - Il personale della Guardia Costiera di Santa Marinella ha portato a termine un'importante attività di controllo a tutela dell'ambiente marino, sequestrando un ingente quantitativo di ricci di mare prelevati illecitamente lungo il litorale della nota località laziale.

L'intervento nella giornata di sabato 18 luglio è scaturito dalla tempestiva segnalazione di un bagnante, cui si è aggiunta la preziosa collaborazione del bagnino in servizio presso uno stabilimento balneare della zona. Ricevuta la segnalazione, i militari della Guardia Costiera, già impegnati nelle attività di pattugliamento previste dall'operazione 'Mare e Laghi Sicuri', hanno raggiunto in pochissimi minuti il luogo indicato, sorprendendo il responsabile, che aveva già occultato una prima cesta contenente i ricci appena raccolti.

Inutile il tentativo dell'uomo di sottrarsi al controllo: i militari lo hanno fermato e accertato la presenza di due ceste contenenti complessivamente circa 1.500 esemplari di riccio di mare, un quantitativo di gran lunga superiore al limite massimo consentito dalla normativa vigente, fissato in 50 esemplari per persona.

Al termine delle operazioni, il personale della Guardia Costiera ha proceduto al sequestro dell'intero quantitativo di ricci di mare e dell'attrezzatura utilizzata per il prelievo, elevando nei confronti del trasgressore la sanzione amministrativa prevista per il superamento dei limiti di cattura, che può arrivare ad un massimo di 6000 euro. Gli esemplari, ancora allo stato vitale, sono stati rigettati in mare.

L'attività svolta conferma l'impegno quotidiano della Guardia Costiera nella tutela dell'ecosistema marino e delle risorse ittiche, anche grazie alla fondamentale collaborazione dei cittadini, il cui senso civico rappresenta un prezioso contributo per la salvaguardia del patrimonio naturale del territorio.

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Alla consigliera Croci la delega alla promozione della Via Francigena

Dom, 19/07/2026 - 19:21
2026-07-19

VITERBO - La sindaca di Viterbo Chiara Frontini ha conferito alla consigliera comunale Alessandra Croci la delega alla promozione della Via Francigena, dei Cammini e del Giubileo Francescano e alla relativa promozione turistica, con l'obiettivo di consolidare e sviluppare il lavoro avviato in occasione del Giubileo 2025 e valorizzare ulteriormente il ruolo di Viterbo quale tappa strategica dei grandi itinerari di fede, cultura e turismo lento.

L'assegnazione della delega arriva in un anno di particolare rilevanza spirituale e culturale, segnato dalle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi, ricorrenza che richiama l'attenzione internazionale sui luoghi francescani e sui cammini che attraversano il nostro territorio.

Negli ultimi anni il Comune di Viterbo ha investito con convinzione nella valorizzazione della Via Francigena e del turismo dei cammini, promuovendo iniziative, collaborazioni istituzionali e percorsi di accoglienza che hanno rafforzato l'immagine della città come porta della Tuscia e crocevia di pellegrini e viaggiatori.

'La scelta di affidare questa delega ad Alessandra Croci – dichiara la sindaca Chiara Frontini – nasce dalla volontà di dare continuità a un percorso che ha prodotto risultati importanti durante il Giubileo 2025 e che oggi può crescere ulteriormente. La consigliera Croci ha seguito con competenza, passione e costanza tutte le attività legate al Giubileo, costruendo relazioni preziose con istituzioni, associazioni e realtà del territorio. Oggi vogliamo trasformare quell'esperienza in una strategia strutturale di promozione turistica, capace di mettere sempre più al centro Viterbo come città dei cammini, della spiritualità e dell'accoglienza. L'ottavo centenario di San Francesco rappresenta un'occasione straordinaria per raccontare la nostra città a un pubblico nazionale e internazionale e per creare nuove opportunità di sviluppo economico e culturale'.

Soddisfazione viene espressa anche dalla consigliera Alessandra Croci.

'Ringrazio la sindaca per la fiducia che ha voluto accordarmi. Il lavoro svolto durante il Giubileo 2025 ha dimostrato quanto sia importante fare rete tra istituzioni, associazioni, operatori turistici e mondo del volontariato per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale della nostra città. Accolgo questa delega con grande senso di responsabilità, consapevole del valore che la Via Francigena e i Cammini del Giubileo Francescano rappresentano non solo dal punto di vista religioso, ma anche culturale, ambientale ed economico. In un anno così significativo come quello dell'ottavo centenario di San Francesco continueremo a lavorare affinché Viterbo sia sempre più riconosciuta come una tappa imprescindibile dei grandi itinerari di pellegrinaggio e del turismo lento, capace di offrire esperienze autentiche e di qualità'.

Con il conferimento della delega, l'amministrazione comunale conferma la volontà di proseguire un percorso di valorizzazione dei cammini come leva di sviluppo sostenibile, promozione del territorio e rafforzamento dell'identità di Viterbo, facendo del patrimonio storico, spirituale e paesaggistico della città uno degli elementi centrali della propria strategia di crescita e attrattività turistica.

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Trofeo tennis Banca Lazio Nord, Mantovani e Moggi conquistano il tabellone di quarta categoria

Dom, 19/07/2026 - 19:21
2026-07-19

VITERBO – Si è conclusa la fase di qualificazione della quarta categoria del Trofeo Banca Lazio Nord, in corso sui campi del Tennis Club Viterbo 'Giorgio Barili'. A conquistare i due posti disponibili per il tabellone successivo sono stati Gianluca Mantovani (ASD Blera, classifica 4.4) e Matteo Moggi (CUS Viterbo, classifica 4.1), che da sabato 18 luglio accedono ufficialmente al tabellone di terza categoria.

Mantovani ha ottenuto il pass dopo una finale di qualificazione ricca di emozioni contro Michele Mazzoni (Tennis Club Fabrica di Roma, 4.2). Dopo aver ceduto il primo set per 6-4, il tennista dell'ASD Blera ha reagito vincendo il secondo 7-5, per poi imporsi al super tie-break con il combattutissimo punteggio di 15-13.

Nel turno precedente Mantovani aveva beneficiato del ritiro del portacolori del Tennis Club Viterbo Marco Bernacchi, quando era avanti 6-4, 4-2. Mazzoni, invece, aveva sorpreso eliminando con un netto 6-1, 6-1 il più quotato Michelangelo Meschini del CUS Viterbo.

Molto equilibrata anche l'altra finale di qualificazione, che ha visto prevalere Matteo Moggi su Gabriele Mohamed Michelini (CUS Viterbo). Dopo aver perso il primo set 7-5, Moggi ha ribaltato il match aggiudicandosi il secondo per 6-4 e il super tie-break finale per 10-8.

Nel percorso verso la qualificazione, Moggi aveva superato Leonardo Delle Monache (Tennis Club Viterbo) con il punteggio di 6-4, 6-0, mentre Michelini aveva eliminato Christian Scoparo (CUS Viterbo) con un convincente 6-2, 6-0.

La manifestazione prosegue ora con il tabellone di terza categoria. La direzione del torneo è affidata a Massimiliano Affinita, mentre il ruolo di giudice arbitro è svolto da Fabio Mosci, che hanno coordinato regolarmente lo svolgimento degli incontri. 

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