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Montalto di Castro, Sergio Caci rilancia la Banda: «Un festival musicale per coinvolgere ...
MONTALTO DI CASTRO – Sergio Caci raccoglie l’appello della Banda e rilancia: “Ho letto l'appello della Banda Montalto Di Castro e lo accolgo con convinzione, orgoglio e impegno.
Lo dico anche per una ragione personale: già nel 2019 la nostra amministrazione fu coinvolta al rilancio della nostra Banda. Ero e resto convinto che una comunità che perde le proprie tradizioni culturali perda anche un pezzo della propria identità. Dopo dodici anni di assenza, riportare la musica bandistica a Montalto significava restituire alla nostra comunità una ricchezza che non poteva andare dispersa.
Oggi, leggendo le parole del presidente, sento che quell'impegno deve continuare. Non basta custodire una tradizione: dobbiamo renderla viva, attrattiva e capace di parlare alle nuove generazioni.
Ricordo una riflessione spesso associata al Maestro Riccardo Muti, grande sostenitore del valore della formazione musicale: le bande rappresentano una straordinaria scuola di musica e di vita. Al di là della formulazione esatta della citazione, il concetto è chiarissimo: la banda è una vera orchestra, una palestra di talento, disciplina, amicizia e senso di appartenenza.
E allora, perché non trasformare questo appello in una nuova opportunità per Montalto di Castro?
La mia proposta è organizzare un Festival Delle Bande Musicali, coinvolgendo la nostra Banda, i complessi dei comuni vicini e, perché no, realtà provenienti da altre regioni. Una manifestazione capace di animare le nostre piazze, portare la musica tra la gente e far scoprire ai più giovani quanto possa essere entusiasmante suonare insieme.
Vorrei che fossero protagoniste anche le scuole di Montalto di Castro e Pescia Romana. Invitiamo studenti, insegnanti e famiglie a conoscere gli strumenti, assistere alle prove, partecipare a laboratori musicali e scoprire che entrare in una banda può essere l'inizio di un percorso bellissimo.
E c'è un'altra idea che potrebbe essere utile: costruiamo una mostra fotografica dedicata alla storia della nostra Banda.
Cominciamo subito, tutti insieme, a raccogliere fotografie, documenti, locandine e testimonianze custoditi nelle case dei nostri concittadini. Digitalizziamo le immagini, conserviamole e ristampiamole per realizzare una mostra che racconti le generazioni di musicisti, i maestri, le divise, le feste, le processioni e i momenti che hanno accompagnato la storia di Montalto.
Ogni fotografia potrebbe restituirci un nome, un ricordo, una storia di famiglia. E magari convincere un ragazzo di oggi a prendere in mano uno strumento, seguendo le orme di suo nonno.
Per questo rivolgo un invito al Comune, alla Banda, alle scuole, alle associazioni e a tutti i cittadini: raccogliamo l'appello e trasformiamolo in un progetto condiviso. Io sono pronto a fare la mia parte.
La Banda non appartiene a un'amministrazione, a un presidente o a una generazione. Appartiene a Montalto di Castro. Facciamo risuonare Montalto. Tutti insieme”.
Sergio Caci
Real Azzurra, weekend da incorniciare: nessuna sconfitta per il settore giovanile
VITERBO - Fine settimana ricco di soddisfazioni per il settore giovanile della Real Azzurra, che archivia gli ultimi incontri senza sconfitte e con tutte e tre le formazioni fuori dalla zona retrocessione. Un bilancio positivo per la società, che raccoglie punti importanti nelle rispettive categorie e si prepara ad affrontare il prossimo turno con maggiore serenità.
L’Under 16 guidata da Alessandro Manucci conquista un pareggio prezioso sul campo della W3 Maccarese. Nonostante una rosa fortemente condizionata dalle squalifiche, la squadra riesce a mantenere equilibrio e compattezza, chiudendo la partita sullo 0-0. Un risultato che permette ai giovani alto-viterbesi di raggiungere la zona play-out e, soprattutto, di presentarsi con maggiore fiducia al prossimo appuntamento.
Sabato 17 ottobre, alle 14.30, è in programma la gara casalinga contro l’ASD Santa Marinella 1947, anch’essa ferma a quota punti dopo la sconfitta per 3-2 contro la SS Vittoria Roma 108. La sfida rappresenta quindi un’occasione importante per entrambe le squadre, chiamate a conquistare punti preziosi nella lotta per la permanenza nella categoria.
Sorride anche l’Under 17 di Massimo Perazzi, protagonista di una vittoria per 3-1 che consolida il primato in classifica. A segno Gabriele Carletti, autore di una doppietta, e Flavio Cerquitelli, che completa il tabellino dei marcatori. Oltre alla vetta, il successo consente alla formazione di portare a cinque punti il margine sulla zona play-out e a sei quello sulla zona retrocessione.
Il prossimo impegno è fissato per domenica 18 ottobre alle 11. La Real Azzurra sarà ospite dell’ASD 1926 allo stadio “Piero Garbaglia A” di Fiumicino. Gli avversari arrivano all’appuntamento dopo aver conquistato la prima vittoria stagionale, imponendosi per 3-1 in trasferta sul Monterosi Calcio ASD. Una partita da affrontare con attenzione, contro una squadra rinfrancata dal recente risultato positivo.
Chiude il fine settimana l’Under 14 di Valerio Brinchi, che trova il primo successo in campionato con una netta affermazione casalinga per 5-1 contro l’ASD Santa Marinella 1947. Grande protagonista Luca Spinella, autore di una tripletta, mentre Davide Kurti firma una doppietta. Una vittoria larga che sblocca la classifica e restituisce entusiasmo al gruppo.
Grazie ai tre punti conquistati, la formazione Under 14 porta a tre lunghezze il vantaggio sulla zona retrocessione e a due quello sulla zona play-out. Sabato 17 ottobre, alle 18, i ragazzi di Brinchi saranno impegnati allo stadio Aldobrandeschi di Ostia Antica contro l’ASD 1926, avversaria che condivide gli stessi punti in classifica.
Per la Real Azzurra si apre dunque una settimana di appuntamenti importanti: l’obiettivo sarà dare continuità ai risultati ottenuti, consolidare le posizioni raggiunte e continuare ad allontanarsi dalle zone più delicate delle rispettive classifiche.
Rugby Viterbo Under 16, vittoria al cardiopalma: battuto il Nuovo Salario 29 a 27
VITERBO - Il Rugby Viterbo Under 16 conquista una vittoria importante nella terza giornata di campionato, superando in trasferta il Rugby Nuovo Salario, primo in classifica, con il punteggio di 29-27. Un successo maturato al termine di una sfida combattuta fino all'ultimo istante, decisa dalla meta della vittoria arrivata all'ultimo minuto, sull'ultima azione dell'incontro.
Per i ragazzi viterbesi si tratta di un risultato significativo sotto diversi aspetti: oltre ad aver battuto la capolista sul suo campo, la squadra ha conquistato anche il punto bonus offensivo grazie alle cinque mete realizzate.
Cinque mete e una difesa più efficace
La prestazione conferma i progressi del gruppo rispetto alle precedenti uscite. Nelle prime due partite, infatti, il Rugby Viterbo era sempre riuscito a segnare le quattro mete necessarie per ottenere il bonus offensivo, mostrando però alcune difficoltà nella fase difensiva.
Contro il Nuovo Salario la squadra ha risposto con una prova più completa, riuscendo a contenere meglio gli avversari e mantenendo elevata l'intensità del gioco per tutta la partita. Determinazione e voglia di vincere hanno accompagnato i giovani viterbesi fino all'azione decisiva, che ha permesso loro di portare a casa un successo costruito con carattere e spirito di squadra.
Soddisfazione anche da parte degli allenatori, che iniziano a raccogliere i frutti del lavoro svolto con un gruppo in gran parte rinnovato. La vittoria contro la prima della classe rappresenta un segnale incoraggiante per il percorso di crescita della formazione Under 16.
I marcatori e la formazione del Rugby Viterbo
Cinque le mete messe a segno dai viterbesi: due di Ubertini, due di Carelli e una di Pierfelice. Ottaviani ha completato il tabellino con due trasformazioni.
Questa la formazione iniziale del Rugby Viterbo: Celoni, Giannini, Mariani D., Amato, Zibellini, Frangioli, Fiorentini, Claudiani, Pierfelice, Cacchioli, Turchetti, Ottaviani, Ubertini, Oro e Spazzolini.
Nel corso della partita sono entrati Atzori, Di Pietro, Pellegrini, Carelli, Belli, Manzari e Mariani C.
Prossima sfida a Roma contro il Villa Pamphjli
Il campionato proseguirà domenica 25 ottobre con un'altra trasferta romana per il Rugby Viterbo Under 16, atteso dalla sfida contro il Villa Pamphjli.
La squadra viterbese cercherà di dare continuità al risultato ottenuto contro il Nuovo Salario e di chiudere questa fase di qualificazione in una posizione favorevole di classifica. La prestazione offerta contro la capolista rappresenta una base importante da cui ripartire per affrontare il prossimo appuntamento.
Luce e gas, stangata nel Lazio: 166 milioni in più in sei mesi. ...
VITERBO – Il caro energia torna a mettere sotto pressione i bilanci delle famiglie e il Lazio registra una spesa aggiuntiva stimata in 166 milioni di euro nell'arco di sei mesi. Un dato che fotografa l'impatto degli aumenti di elettricità e gas tra febbraio e agosto 2026 e che richiama l'attenzione anche sulla provincia di Viterbo, dove le bollette rappresentano una delle voci ricorrenti del bilancio domestico.
Secondo l'analisi pubblicata il 22 settembre da Confartigianato, basata sui dati Istat, i prezzi dell'energia per uso domestico nel Lazio sono cresciuti del 9,6% rispetto a febbraio. A livello nazionale, l'incremento complessivo di elettricità, gas e altri combustibili per la casa ha raggiunto l'11,4%, contro un aumento del 2,8% dei prezzi al consumo nello stesso periodo.
La crescita dei costi energetici è stata quindi circa quattro volte più rapida rispetto all'inflazione generale. Una differenza significativa, perché riguarda servizi essenziali ai quali le famiglie difficilmente possono rinunciare e che devono continuare a pagare anche quando il costo della vita aumenta in altri settori.
Lazio, 166 milioni di euro di spesa aggiuntiva
Il dato regionale evidenzia la dimensione economica del fenomeno. Nei sei mesi considerati, secondo la stima di Confartigianato, le famiglie del Lazio hanno sostenuto complessivamente 166 milioni di euro di spesa aggiuntiva per effetto dell'aumento dei prezzi dell'energia domestica.
A livello italiano, l'aggravio stimato arriva a circa 1,781 miliardi di euro per quasi 27 milioni di famiglie. Nel dettaglio, il gas ha registrato un incremento del 13,5%, mentre l'elettricità è aumentata del 10,1%.
Dietro queste cifre ci sono situazioni differenti: famiglie che utilizzano il gas per il riscaldamento e l'acqua calda, abitazioni riscaldate con sistemi elettrici e nuclei con consumi più elevati per le caratteristiche dell'immobile o per il numero di persone che vi abitano.
La stima dei 166 milioni riguarda l'intero Lazio e non consente di stabilire quale quota sia attribuibile alla provincia di Viterbo. Per conoscere l'impatto specifico sulla Tuscia servirebbero dati territoriali più dettagliati, così da distinguere la situazione del capoluogo da quella dei comuni della provincia.
Viterbo e Tuscia, perché il caro bollette pesa sui bilanci familiari
Per le famiglie di Viterbo e provincia, l'aumento dei prezzi dell'energia può tradursi in una riduzione delle risorse disponibili per le altre spese quotidiane. Il problema non riguarda soltanto l'importo della singola fattura, ma la continuità dell'aggravio nel corso dei mesi.
Le bollette si sommano infatti alle spese per alimentari, carburanti, affitti o mutui, manutenzione dell'abitazione e trasporti. Quando luce e gas diventano più costosi, una parte maggiore del reddito deve essere destinata alle utenze, lasciando meno margine per il risparmio o per le spese impreviste.
L'impatto può variare sensibilmente anche all'interno dello stesso territorio. Contano le dimensioni e l'efficienza energetica della casa, il tipo di riscaldamento utilizzato, le abitudini familiari e le condizioni economiche del contratto di fornitura.
In particolare, nelle abitazioni con consumi elevati per il riscaldamento, le variazioni del prezzo del gas possono avere un effetto rilevante sulla spesa complessiva. Per questo motivo, il dato regionale rappresenta un indicatore della pressione sui bilanci domestici, ma non può essere considerato una misura esatta dell'aumento registrato da ogni singola famiglia.
Quanto può aumentare la spesa in un anno
Per comprendere meglio le conseguenze del caro energia, è utile distinguere gli aumenti già registrati dalle possibili spese future.
L'ufficio studi di Manirent ha rapportato la stima nazionale di Confartigianato al numero di famiglie considerate, ottenendo un aggravio medio puramente indicativo di circa 66 euro in sei mesi, pari a circa 11 euro al mese.
Questa cifra non rappresenta una previsione per le famiglie del Lazio o della provincia di Viterbo. Si tratta di una media teorica nazionale che non tiene conto delle differenze nei consumi, nelle tariffe e nelle condizioni delle abitazioni.
Per capire quanto possa incidere un aumento che si ripete nel tempo, si possono considerare alcuni semplici scenari:
- 15 euro in più al mese: 180 euro di spesa aggiuntiva in un anno.
- 25 euro in più al mese: 300 euro in un anno.
- 30 euro in più al mese: 360 euro in un anno.
Sono esempi ipotetici, non previsioni sull'andamento delle tariffe. Mostrano però come anche un aumento mensile relativamente contenuto possa trasformarsi in una spesa significativa se permane per dodici mesi.
L'evoluzione dei prezzi dipenderà dall'andamento dei mercati energetici, dalle condizioni delle forniture e dalle componenti che concorrono alla formazione delle bollette.
Come capire se la bolletta è aumentata per i prezzi o per i consumi
Per valutare l'impatto reale sulle proprie finanze, il confronto più utile è quello tra due bollette riferite a periodi comparabili.
Non basta osservare l'importo finale: occorre verificare anche la quantità di energia consumata e il costo medio per unità di consumo. Per l'elettricità il riferimento è il kilowattora (kWh), mentre per il gas si utilizzano normalmente gli standard metri cubi (Smc).
Se la spesa aumenta mentre i consumi rimangono pressoché invariati, la differenza può dipendere soprattutto dai prezzi applicati e dalle altre componenti della fattura. Se invece cresce anche l'energia utilizzata, bisogna considerare pure le variazioni nei consumi, le condizioni climatiche e le abitudini domestiche.
È importante controllare anche le condizioni economiche del contratto, la presenza di eventuali modifiche tariffarie e le diverse voci che compongono l'importo finale.
Questo tipo di verifica consente alle famiglie di Viterbo e della Tuscia di comprendere meglio l'origine degli aumenti e di valutare se esistano offerte più convenienti rispetto al proprio profilo di consumo, senza basarsi esclusivamente sulle medie nazionali.
Lo shock energetico e il futuro dei bilanci familiari
I dati diffusi da Confartigianato segnalano una pressione significativa sui bilanci domestici italiani e la stima di 166 milioni di euro per il Lazio mostra la portata regionale del fenomeno.
Per la provincia di Viterbo non è possibile quantificare con precisione l'aggravio complessivo sulla base dei soli dati regionali. Resta però centrale il tema della sostenibilità delle spese energetiche, soprattutto per i nuclei che devono già affrontare costi elevati per l'abitazione, la mobilità e i beni di prima necessità.
Il punto non è soltanto quanto siano aumentate le tariffe in un determinato periodo, ma quanto di quell'incremento si traduca concretamente nelle bollette pagate ogni mese.
Per le famiglie della Tuscia, monitorare consumi e condizioni contrattuali può aiutare a individuare le cause degli aumenti e a gestire meglio le spese ricorrenti. Sullo sfondo resta l'incognita dell'andamento futuro dei mercati energetici, che determinerà se la pressione registrata nei primi mesi del 2026 sarà temporanea oppure destinata a incidere più a lungo sui bilanci domestici.
Tarquinia, venti sepolture anomale alla Civita: la ricerca degli archeologi svela i misteri ...
TARQUINIA – Chi erano le persone sepolte nell’area sacra della Civita di Tarquinia e perché ricevettero una sepoltura diversa da quella normalmente riservata ai defunti dell’epoca? Sono le domande al centro di una ricerca archeologica che, a distanza di migliaia di anni, continua a far emergere nuovi interrogativi sulla vita e sulle pratiche rituali dell’antica città etrusca.
In oltre quarant’anni di scavi e indagini condotti dall’Università degli Studi di Milano, nell’area del cosiddetto “complesso monumentale” sono stati individuati venti individui sepolti secondo modalità considerate anomale rispetto alle consuetudini funerarie del periodo.
Le loro storie saranno al centro dell’incontro Venti “cold cases” di migliaia di anni fa. Identità, violenza e inumazioni atipiche dell’area sacra del “complesso monumentale” della Civita di Tarquinia, in programma sabato 17 ottobre 2026, alle 17.30, nella Sala conferenze dell’Università Agraria, al secondo piano di Palazzo Vipereschi, in via Garibaldi 17.
A illustrare i risultati delle ricerche sarà Matilde Marzullo, responsabile del cantiere di scavo del complesso monumentale e professore aggiunto di Etruscologia all’Università degli Studi di Milano.
Civita di Tarquinia, un luogo centrale per la storia etrusca
Il complesso monumentale rappresenta uno dei siti più significativi del Pianoro della Civita, fondamentale per comprendere le origini e lo sviluppo dell’antica Tarchna, il nome della città in età etrusca.
Le indagini archeologiche dell’Università degli Studi di Milano, avviate nel 1982, hanno documentato una frequentazione dell’area già dal X secolo a.C. Intorno a una cavità naturale si sarebbe sviluppato uno dei primi luoghi di aggregazione della comunità, destinato a trasformarsi progressivamente in uno spazio strutturato e caratterizzato da una forte funzione sacra.
Nel corso dei secoli, l’area ha mantenuto un ruolo importante nella vita collettiva, come testimoniano le numerose attività rituali e le deposizioni rinvenute durante gli scavi. Un luogo legato non soltanto alla dimensione religiosa, ma anche alla memoria e all’identità della comunità tarquiniese.
È proprio in questo contesto che sono state individuate le venti sepolture al centro delle attuali indagini. La loro collocazione all’interno di uno spazio sacro e le modalità con cui gli individui furono deposti rappresentano elementi che richiedono ulteriori approfondimenti per comprenderne il significato storico e culturale.
Analisi scientifiche per ricostruire le storie dei venti individui
La conferenza presenterà in particolare i risultati delle ricerche condotte su sei dei venti individui rinvenuti nell’area sacra.
Lo studio si sviluppa nell’ambito di Science@Tarquinia, progetto internazionale realizzato in collaborazione con la University of Cambridge, con il coinvolgimento di Simon Stoddart, all’interno del Centro di Ricerca Coordinata “Progetto Tarquinia” dell’Università degli Studi di Milano, diretto da Giovanna Bagnasco Gianni.
Per ricostruire le vicende delle persone sepolte, gli studiosi hanno integrato l'indagine archeologica con diverse discipline scientifiche. Tra queste figurano le analisi osteologiche, utili a studiare i resti scheletrici, le indagini isotopiche per approfondire aspetti legati alla provenienza e alle abitudini di vita, la datazione al radiocarbonio e le analisi genetiche.
L'obiettivo è ottenere informazioni sull'identità biologica degli individui, sulle loro possibili origini e sulle condizioni in cui vissero, cercando al tempo stesso di comprendere le circostanze della morte e le ragioni della loro particolare collocazione funeraria.
Perché queste persone furono sepolte proprio nel cuore dell'area sacra? La loro presenza rispondeva a specifiche esigenze rituali oppure era legata a vicende eccezionali? E quale significato attribuiva la comunità etrusca a queste deposizioni?
Sono interrogativi ai quali la ricerca scientifica cerca di dare risposte attraverso l'analisi delle evidenze archeologiche. I risultati degli studi, pubblicati sulla rivista scientifica Scientific Reports del gruppo editoriale Nature, costituiscono la base delle riflessioni che saranno presentate durante l'incontro.
Archeologia e valorizzazione della Civita di Tarquinia
L'iniziativa si inserisce nel lavoro portato avanti da oltre quarant'anni dal Progetto Tarquinia, impegnato nello studio, nella conservazione e nella divulgazione del patrimonio archeologico della città etrusca.
La ricerca non si limita infatti alla raccolta di dati e alla ricostruzione del passato, ma mira anche a condividere con la comunità locale i risultati delle indagini, rafforzando il legame tra conoscenza scientifica e territorio.
In questo percorso svolge un ruolo importante l'Università Agraria di Tarquinia, ente che rappresenta la collettività nella gestione delle terre del demanio civico, comprese quelle del Pianoro della Civita. Nel corso degli anni, l'istituzione ha collaborato con l'Università degli Studi di Milano, sostenendo le attività di ricerca e valorizzazione dell'area archeologica.
Il presidente Alberto Riglietti e l'assessore delegato alle aree archeologiche Claudia Rossi hanno dato continuità a questo impegno, accompagnando il rapporto tra l'ente e il Progetto Tarquinia.
L'appuntamento di sabato rappresenta quindi un'occasione per avvicinare cittadini e appassionati alle nuove scoperte, mostrando come lo studio dei resti archeologici possa contribuire a ricostruire aspetti ancora poco conosciuti della storia etrusca.
Chi è Matilde Marzullo
Matilde Marzullo collabora con il Progetto Tarquinia dal 2009 ed è attualmente responsabile del cantiere di scavo presso il complesso monumentale della Civita, oltre a ricoprire il ruolo di professore aggiunto di Etruscologia all'Università degli Studi di Milano.
È membro corrispondente dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici e si occupa della ricostruzione storica della città antica e della sua necropoli. I suoi principali ambiti di ricerca comprendono la pittura funeraria tarquiniese, lo studio del territorio dell'abitato e della necropoli e la cartografia archeologica della Civita e del territorio di Tarquinia.
Informazioni sull'incontro
- Quando: sabato 17 ottobre 2026, alle ore 17.30.
- Dove: Sala conferenze dell'Università Agraria, Palazzo Vipereschi, secondo piano, via Garibaldi 17, Tarquinia.
- Ingresso: libero.
- Informazioni: 0766 856016.
- Email: ufficiourp@agrariatarquinia.it
Viterbo, Antonella Ferrante eletta presidente dell'Afesopsit
VITERBO - La mattina di sabato 10 ottobre 2026 si e' svolta a Viterbo, presso la 'Fattoria di Alice', l'assemblea dei soci dell''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia' (in sigla: Afesopsit).
E' stata la prima assemblea dei soci dopo la scomparsa del fondatore e storico presidente Vito Ferrante, deceduto improvvisamente il 29 aprile scorso.
L'assemblea, egregiamente ed impeccabilmente presieduta da Paola Lanchi, ha rinnovato le fondamentali cariche sociali dell'associazione: e' stata eletta la nuova presidente e gli otto membri del comitato direttivo.
Presidente e' stata eletta con voto unanime Antonella Ferrante, la figlia di Vito che ne prosegue l'azione con profondo rigore morale, forte passione civile e specifica competenza tecnica.
All'assemblea sono pervenuti, da parte di associazioni e personalita' da Viterbo ma anche da altre citta' come Foggia e Vicenza, numerosi messaggi di saluto, vicinanza ed auguri di buon lavoro; di tutti i messaggi e' stata data integrale lettura nel corso del'assemblea.
L''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia' e' nella provincia di Viterbo una delle piu' longeve e prestigiose associazioni di volontariato e di solidarieta', attiva fin dal 1993; promotrice di molte iniziative, protagonista di una efficace collaborazione con le istituzioni, i servizi pubblici, le altre associazioni di volontariato e molte esperienze della societa' civile, ha ricevuto unanime apprezzamento e numerosi prestigiosi riconoscimenti per la sua azione.
Tra le sue iniziative piu' note ed apprezzate la creazione della 'Fattoria di Alice', che costituisce un rilevante punto di riferimento a Viterbo e in tutto l'Alto Lazio.
Per informazioni e contatti
Per contattare l''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia' (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: afesopsit@libero.it, info@ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560@hotmail.it
Alla presidente Antonella Ferrante, alle persone che compongono il nuovo comitato direttivo, ed a tutte le socie ed i soci dell''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia' dichiariamo ancora una volta la nostra persuasa gratitudine e formuliamo con tutto il cuore i migliori auguri di buon lavoro.
Le amiche e gli amici di Vito Ferrante e dell''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia'
Clima, agricoltura ed energia: da San Martino al Cimino proposte per affrontare il cambiamento
SAN MARTINO AL CIMINO (VT) – Dal ritiro dei ghiacciai all’impatto sulla produzione agricola, dalle nuove soluzioni energetiche alla tutela della salute: il cambiamento climatico è stato affrontato attraverso punti di vista diversi al convegno «Il Clima, il Nostro Futuro», che si è svolto venerdì 9 ottobre al Balletti Park Hotel di San Martino al Cimino. Un confronto tra studiosi, professionisti e rappresentanti del mondo dell’informazione per mettere in relazione l’emergenza globale con le scelte da compiere nei territori.
L’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi ha richiamato l’attenzione sul valore delle evidenze scientifiche e sulla responsabilità di una corretta informazione sui cambiamenti climatici. L’ingegnere Giorgio Meroni ha illustrato le osservazioni maturate durante una spedizione in Groenlandia, soffermandosi sulla fusione dei ghiacci, sulle possibili conseguenze per la circolazione oceanica e sul progressivo sollevamento del suolo nelle aree liberate dal peso delle masse glaciali.
Particolare rilievo per la Tuscia ha assunto l’intervento del professor Roberto Bedini, dedicato all’agricoltura e alla necessità di costruire sistemi produttivi più resilienti. Scarsità d’acqua, riduzioni delle rese, salinizzazione dei suoli e crescente variabilità climatica sono alcune delle criticità richiamate. L’indicazione emersa è quella di investire in innovazione, nuove tecnologie e gestione più attenta delle risorse, superando modelli produttivi che faticano ad adattarsi alle condizioni ambientali attuali.
Collegato da remoto, il professor Luigi Campanella ha proposto una visione integrata delle questioni ambientali e approfondito il tema dell’idrogeno, distinguendo i diversi processi di produzione e il ruolo dell’idrogeno verde. La professoressa Annamaria Fausto, dell’Università della Tuscia, ha affrontato la diffusione di insetti alloctoni e i possibili effetti sulla salute delle persone, sugli animali e sugli ecosistemi forestali.
Al rapporto tra transizione ecologica, investimenti e tecnologie sono stati dedicati gli interventi di Franco Torchia, sui finanziamenti del PNRR, di Ezio Gagliardi, sull’impronta climatica della filiera alimentare, e di Paolo Motta e Piergiorgio Benvenuti, sulle prospettive d’impiego dell’idrogeno. Rosario Gara ha contribuito al confronto sui sistemi e sulle reti energetiche, mentre Danilo Micheli ha presentato immagini e testimonianze raccolte nei suoi viaggi.
Durante l’incontro è stato consegnato un riconoscimento al giornalista Alessandro Macina, della trasmissione Rai «Presadiretta», per un servizio dedicato alle energie alternative.
In chiusura è stata presentata la proposta di istituire una figura di «Assistente climatico ambientale» a supporto degli enti territoriali. Gli organizzatori hanno inoltre annunciato l’intenzione di promuovere, per il 26 marzo, un’iniziativa di sensibilizzazione sul clima rivolta anche alle scuole. Dal convegno è così emerso un indirizzo condiviso: tradurre conoscenze scientifiche e confronto pubblico in strumenti concreti per affrontare il cambiamento climatico.
Vetralla, Aquilani difende Gidari sulla vicenda Trenitalia: «Le accuse sono prive di fondamento»
VETRALLA - Il sindaco Sandrino Aquilani (foto) conferma la fiducia a Giovanni Gidari, confermando la sua fiducia, a seguito della vicenda Trenitalia: 'Dobbiamo tornare per dovere di cronaca e corretta informazione sulla vicenda Comune - Trenitalia.
La verità è documentata negli atti. Chi vuole fare politica ha il dovere di studiarli prima di diffondere accuse e volantini allarmistici, che offendono la dignità delle istituzioni e delle persone.
La richiesta di censura e di dimissioni del vicesindaco Giovanni Gidari (foto) è stata discussa e motivatamente respinta dal Consiglio comunale perché le accuse sono risultate prive di fondamento. Ripeterle non le rende vere, e per di più, la calunnia è annoverata tra le ipotesi di reato.
Confermo pienamente la mia stima e la mia fiducia a Giovanni Gidari per l'impegno, la trasparenza e gli eccellenti risultati del suo lavoro al servizio di Vetralla.
Il confronto politico si fa sui fatti. La verità non teme i volantini'.
Sandrino Aquilani
Sindaco di Vetralla
Peste suina africana, allarme ai confini della Tuscia: cosa rischiano Viterbo e gli allevamenti
VITERBO – La peste suina africana torna a far paura nel Lazio e accende i riflettori sulla Tuscia. Il ritrovamento di quattro carcasse di cinghiali risultate infette nella provincia di Roma, seguito dall'ordinanza regionale con nuove misure di contenimento, richiama l'attenzione sulla necessità di proteggere anche il territorio viterbese da una possibile diffusione del virus.
Per Viterbo e la sua provincia la questione riguarda soprattutto la tutela degli allevamenti suinicoli, ma anche la gestione della fauna selvatica e le attività svolte nelle aree rurali e boschive. La presenza della malattia nei cinghiali rappresenta infatti un potenziale fattore di rischio per gli allevamenti, qualora il virus raggiungesse animali domestici.
Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, la vicinanza dei casi non equivale a un focolaio nella Tuscia. Resta però fondamentale prevenire ogni possibile occasione di contagio, attraverso il monitoraggio degli animali e il rispetto delle misure sanitarie previste.
Che cos'è la peste suina africana e come si diffonde
La peste suina africana è una malattia virale che colpisce i suini domestici e i cinghiali selvatici. Può provocare forme cliniche gravi e un'elevata mortalità negli animali infetti. Non esistono, inoltre, vaccini utilizzabili in modo generalizzato che consentano di controllare facilmente la malattia negli allevamenti.
Un aspetto essenziale da chiarire riguarda la salute umana: la peste suina africana non si trasmette alle persone. Non è una zoonosi e non rappresenta un pericolo diretto per l'uomo. La sua gravità è legata soprattutto alle conseguenze sanitarie, produttive e commerciali che può determinare nel comparto suinicolo.
Il virus, tuttavia, presenta una notevole capacità di resistenza nell'ambiente e può diffondersi attraverso diversi veicoli. Il contagio può avvenire per contatto diretto tra animali infetti e sani, ma anche attraverso materiali contaminati, attrezzature, mezzi di trasporto, calzature e indumenti.
Un possibile veicolo è rappresentato anche dagli alimenti di origine suina contaminati, compresi gli scarti alimentari somministrati impropriamente agli animali. Per questo motivo, la gestione dei rifiuti e il divieto di utilizzare avanzi potenzialmente infetti per alimentare i suini sono aspetti importanti della prevenzione.
Anche chi frequenta boschi e campagne può contribuire involontariamente alla diffusione del virus, qualora entri in contatto con materiale contaminato e lo trasporti altrove. Non significa che una semplice passeggiata comporti automaticamente un contagio, ma che la pulizia e la disinfezione di calzature, attrezzature e veicoli possono assumere un ruolo importante nelle aree interessate dalla malattia.
I rischi per la Tuscia: allevamenti sotto osservazione
La principale preoccupazione per la provincia di Viterbo riguarda le possibili conseguenze di un eventuale ingresso del virus negli allevamenti. La diffusione della peste suina africana in un'azienda comporterebbe infatti l'attivazione di rigorose misure sanitarie, con l'obiettivo di impedire che l'infezione raggiunga altri stabilimenti.
In presenza di un focolaio, le autorità veterinarie possono disporre l'abbattimento dei suini presenti nell'allevamento infetto, oltre alla pulizia, alla disinfezione e alle altre misure previste dalla normativa. A seconda della situazione epidemiologica, vengono inoltre stabilite zone soggette a restrizioni, nelle quali possono essere limitati gli spostamenti degli animali e le attività commerciali connesse.
Le conseguenze non si fermerebbero agli allevatori direttamente coinvolti. Un'epidemia potrebbe ripercuotersi sull'intera filiera, dalla produzione alla trasformazione delle carni, fino alla commercializzazione e all'esportazione dei prodotti suinicoli.
Per un territorio come la Tuscia, dove le aziende agricole e zootecniche rappresentano una componente dell'economia locale, prevenire l'arrivo del virus significa proteggere posti di lavoro, investimenti e attività produttive. Le restrizioni commerciali, in particolare, possono avere effetti anche sulle imprese che non hanno registrato direttamente casi di infezione, qualora ricadano nelle aree sottoposte a limitazioni.
Cinghiali, caccia e contenimento: il nodo della prevenzione
La gestione dei cinghiali è uno degli aspetti più delicati nella lotta alla peste suina africana. Il dibattito riguarda le modalità più efficaci per limitare la circolazione del virus e contenere gli spostamenti degli animali selvatici.
Da una parte c'è chi sottolinea la necessità di evitare attività che possano disperdere i branchi e favorire movimenti incontrollati degli animali nelle zone interessate. Dall'altra, il contenimento della popolazione dei cinghiali viene considerato uno degli strumenti da valutare nell'ambito delle strategie di contrasto alla malattia.
Non esiste, tuttavia, una soluzione unica valida in ogni situazione. Le misure devono essere stabilite sulla base della diffusione del virus, delle caratteristiche del territorio e delle indicazioni delle autorità sanitarie competenti. Anche le attività venatorie devono quindi essere valutate nel quadro delle disposizioni adottate nelle singole aree.
Per la Tuscia, la priorità è impedire che il virus raggiunga nuovi territori e, soprattutto, che entri in contatto con gli allevamenti. Il monitoraggio delle carcasse di cinghiali, la segnalazione dei ritrovamenti sospetti e il rispetto delle prescrizioni rappresentano passaggi fondamentali.
Come comportarsi per ridurre il rischio
La prevenzione passa anche dai comportamenti quotidiani di chi frequenta le campagne, i boschi e le aree in cui sono presenti cinghiali.
In caso di ritrovamento di una carcassa o di un animale selvatico morto in circostanze sospette, è importante non toccarlo e non spostarlo, segnalando la presenza alle autorità competenti, come i servizi veterinari della Asl o gli enti indicati dalle disposizioni locali.
Chi lavora negli allevamenti deve attenersi alle procedure di biosicurezza, limitando gli accessi non necessari e assicurando la pulizia e la disinfezione di attrezzature, calzature e mezzi. È inoltre fondamentale evitare di trasportare o abbandonare scarti alimentari che potrebbero essere accessibili ai cinghiali.
La situazione richiede attenzione, ma anche informazioni corrette: la peste suina africana non mette direttamente in pericolo la salute delle persone. Il rischio da prevenire è soprattutto quello di una diffusione tra gli animali, con conseguenze potenzialmente pesanti per gli allevamenti e per l'economia del territorio.
Per Viterbo e la Tuscia, la sfida è dunque agire in anticipo, rafforzando la sorveglianza e la prevenzione affinché i casi registrati nelle aree vicine non si traducano in nuovi focolai nella provincia.
Orte, demolito con successo il viadotto Tevere: esplosione alle 10.12 per le prime 13 campate
ORTE – Demolizione eseguita con successo questa mattina, domenica 11 ottobre, sul viadotto Tevere, lungo la strada statale 675 “Umbro Laziale”, nel territorio comunale di Orte. Intorno alle 10.12 è avvenuta la detonazione controllata con cui Anas ha dato il via alla demolizione di una parte dell’impalcato della carreggiata in direzione Terni, nell’ambito del programma di risanamento straordinario dell’infrastruttura.
L’operazione ha interessato le prime 13 campate delle 33 complessive della carreggiata coinvolta, a partire dalla spalla sul lato Terni. La tecnica adottata è stata progettata per consentire la caduta verticale delle porzioni di impalcato, attraverso la creazione di apposite cerniere plastiche ottenute con cariche esplosive collocate in fori predisposti nelle travi esistenti.
L’obiettivo dell’intervento è demolire la struttura interessata riducendo al minimo le sollecitazioni sulle parti da conservare. In particolare, la procedura è stata studiata per salvaguardare le pile, le spalle del viadotto e l’impalcato della carreggiata adiacente.
Un intervento da oltre 41,5 milioni di euro
La demolizione rappresenta una fase significativa del primo lotto dei lavori straordinari sul viadotto Tevere. L’infrastruttura si estende per complessivi 1.353 metri ed è composta, per ciascuna carreggiata, da 33 campate, con una luce media di circa 41 metri.
Il progetto prevede la completa sostituzione dell’attuale impalcato della carreggiata interessata, oltre agli interventi di rinforzo e manutenzione delle strutture portanti esistenti. Al termine della demolizione si procederà con la realizzazione di una nuova struttura mista in acciaio e calcestruzzo.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla sicurezza sismica. La nuova opera sarà dotata di un sistema di isolamento con dispositivi a pendolo installati sulla sommità delle pile, una soluzione pensata per migliorare il comportamento della struttura in caso di terremoto e aumentarne sicurezza e durabilità.
La nuova sede stradale avrà una larghezza complessiva di 10,70 metri: 9,50 metri di superficie pavimentata e 1,20 metri destinati complessivamente ai cordoli laterali necessari per l’installazione delle barriere di sicurezza.
L’intero programma di risanamento del viadotto Tevere prevede un investimento superiore a 41,5 milioni di euro e si inserisce nelle attività di Anas per l’ammodernamento e la messa in sicurezza della rete stradale.
La demolizione di questa mattina segna dunque un passaggio importante nell’avanzamento dei lavori su una delle infrastrutture strategiche per i collegamenti stradali del territorio.
Vetralla, la piccola Gioia Lucreziotti brilla alla Uk International di danza sportiva
VETRALLA - La piccola Gioia Lucreziotti di Vetralla, della scuola Mister Mabo di Roma, a soli 8 anni porta in alto il nome dell'Italia nel Mondo. La bambina ha partecipato in questi giorni alla prestigiosa competizione di danza sportiva Uk International che si è svolta a Gillingham nel Kent. La giovane atleta è riuscita ad arrivare in finale, conquistando una prestigiosa medaglia dopo aver gareggiato con oltre 50 bambini, provenienti da tutto il mondo e lottando con tutte le sue forze per passare molteplici turni di gara. È un grande orgoglio essere rappresentanti da una bambina così piccola ma con tanta forza e determinazione.
'Vai Gioia continua a ballare con il cuore e a inseguire i tuoi sogni: ogni piccolo passo ti porterà lontano, fai sempre del tuo meglio e splendi, vedrai che questo è solo l'inizio! Tante sfide ti attendono e anche, altrettante, soddisfazioni e noi siamo tutti qui a fare il tifo per te'.
Jackpot slot su Golisimo: come leggerli
Come leggere jackpot fissi, a livelli e progressivi nelle slot su Golisimo
I jackpot delle slot si distinguono visivamente per diversi dettagli grafici e organizzativi. Nella panoramica di Golisimo, elementi come etichette, banner e pannelli dedicati aiutano a comprendere con un colpo d'occhio la tipologia di jackpot. Golisimo rende più immediata la lettura di questi indicatori durante l'esperienza di gioco.
Quando si sfoglia il catalogo delle slot online, è fondamentale riconoscere come viene presentato il jackpot sulla schermata principale. Golisimo aiuta ad individuare segnali come contatori, tabelle o diciture posizionate vicino ai rulli e nelle aree informative. Questo approccio diretto consente di determinare il formato del premio osservando l'interfaccia senza dover analizzare regole dettagliate. In pochi istanti si può capire se si tratta di un importo fisso, di una struttura con più livelli o di un jackpot a crescita progressiva.
La segnalazione dei diversi tipi di jackpot
I jackpot fissi vengono solitamente mostrati con un importo immutabile in evidenza nell'area informativa della slot. Spesso la cifra è accanto al nome del premio massimo e viene inserita nella tabella pagamenti, senza alcun elemento dinamico. Da un punto di vista grafico, l'assenza di animazioni o contatori indica chiaramente che il valore non cambia mentre si consulta la schermata. Golisimo facilita questa lettura immediata, soprattutto per chi desidera confrontare vari giochi rapidamente. Per una conferma, basta accedere alla sezione “Info” della slot, dove si ritrova la stessa cifra.
I jackpot a livelli presentano una serie di fasce, organizzate di solito come Mini, Minor, Major e Grand, ciascuna con un nome e un importo dedicato. Questa struttura è intuitiva grazie alla visualizzazione simultanea di tutti i livelli in una tabella separata o in un pannello colorato. Nomi diversi e icone specifiche segnalano la presenza di premi multipli disponibili nello stesso gioco. L'organizzazione dei livelli, facilmente leggibile in schermata, aiuta a comprendere immediatamente che si tratta di una scala di risultati possibili. Questa impostazione rende la consultazione della pagina informativa ancora più chiara e lineare per qualsiasi utente.
Dove individuare etichette, contatori e informazioni sui jackpot
Prima di entrare nella partita, una rapida occhiata alla scheda di presentazione della slot e allo schermo di anteprima permette già di riconoscere la tipologia di jackpot. Golisimo evidenzia bene se è presente un badge “jackpot” con cifra unica e fissa, se comparire più nomi di premi oppure se si nota un contatore dinamico. L'interfaccia tende sempre a mettere in risalto la modalità di erogazione del premio, rendendo il processo di identificazione immediato per ogni utente.
Una volta all'interno della slot, la sezione dedicata alle informazioni e la tabella dei pagamenti consentono una conferma puntuale della tipologia di jackpot. Nei giochi con jackpot progressivo si nota facilmente la presenza di un valore che cambia continuamente, spesso posizionato in una striscia sopra o sul lato dei rulli. Per i jackpot a livelli è evidente la lista simultanea di più importi, mentre per i fissi l'importo massimo risulta sempre uguale. Questa semplicità di lettura, resa possibile dalla chiarezza grafica, consente di orientarsi rapidamente tra le diverse opzioni a disposizione senza perdere tempo in lunghe consultazioni.
Infortuni sul lavoro nel Lazio, 24 morti in tre mesi: a Viterbo aumentano le denunce
VITERBO – Un bilancio che riaccende l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla necessità di rafforzare la prevenzione. Nel Lazio, tra giugno e agosto, 24 persone hanno perso la vita mentre lavoravano. A questo dato si aggiunge l’aumento degli infortuni denunciati nei primi otto mesi del 2026, con una crescita che coinvolge tutte le province della regione. A evidenziarlo è la Cgil di Roma e Lazio, che ha elaborato i dati dell’Inail e richiama l’attenzione su un fenomeno che continua a destare forte preoccupazione.
'È stata un’estate di sangue per il lavoro nel Lazio: 24 persone hanno perso la vita sul lavoro nei mesi di giugno, luglio e agosto. Un dato drammatico, che si accompagna a una crescita continua delle denunce di infortuni e conferma quanto la salute e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori siano ancora troppo spesso subordinate all’organizzazione e ai ritmi del lavoro”.
“Nel solo mese di agosto nel Lazio sono state presentate 2.498 denunce di infortunio, un’impennata dell’11,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta di un’accelerazione ancora più forte di quella registrata nei mesi precedenti. Nello stesso mese sono state 8 le denunce con esito mortale”, continua il sindacato.
“Guardando ai primi otto mesi dell’anno – spiega il sindacato -, le denunce complessive salgono da 28.141 a 30.417, con un incremento dell’8,1%. A crescere ancora di più sono gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che passano da 21.712 a 23.767, +9,5%. Il dato più grave riguarda le denunce con esito mortale, che passano da 53 a 62, +17%, mentre quelle avvenute in occasione di lavoro aumentano da 32 a 39, quasi il 22% in più”.
“L’aumento interessa tutte le province del Lazio. A Viterbo le denunce crescono del 13%, a Rieti del 10%, a Roma dell’8,3%, a Latina del 6,6% e a Frosinone del 3,3%. Anche sul fronte delle morti il quadro peggiora: Roma passa da 34 a 40 denunce con esito mortale, Latina da 7 a 10 e Rieti da 1 a 2”, prosegue la Cgil.
Tra le attività economiche che registrano il maggior numero di denunce di infortunio avvenuto in occasione di lavoro figurano il trasporto e il magazzinaggio, con 2.106 casi, la sanità e l’assistenza sociale, con 2.042, il commercio, con 1.633, e le costruzioni, con 1.505.
Alcuni comparti mostrano inoltre aumenti particolarmente elevati in termini percentuali. È il caso delle attività artistiche, sportive e di intrattenimento, cresciute del 42,2%, e delle attività professionali, scientifiche e tecniche, in aumento del 18,3%. Nel settore delle costruzioni, le denunce con esito mortale sono passate da cinque a otto.
Il sindacato segnala infine una crescita degli infortuni denunciati anche tra le donne e nelle fasce più giovani della popolazione lavorativa. Per le lavoratrici l’aumento è del 10,4%, mentre tra i ragazzi e i giovani adulti le variazioni più rilevanti riguardano la fascia tra i 15 e i 19 anni, con il 14,1% in più, quella tra i 20 e i 24 anni, con l’11,5%, e quella tra i 25 e i 29 anni, con il 10,9%.
“In forte crescita percentuale le attività artistiche, sportive e di intrattenimento, +42,2%, e le attività professionali, scientifiche e tecniche, +18,3%. Nelle costruzioni le denunce con esito mortale passano da 5 a 8 – conclude il sindacato -. A preoccupare è anche l’aumento tra le donne, per le quali le denunce salgono del 10,4%, e tra le fasce più giovani: tra i 15 e i 19 anni l’incremento è del 14,1%, tra i 20 e i 24 anni dell’11,5% e tra i 25 e i 29 anni del 10,9%”.
Ronciglione, Pinocchio arriva al teatro Petrolini, spettacolo gratuito il 18 ottobre
RONCIGLIONE - 'Pinocchio e il diritto a non essere un burattino' apre la serie di spettacoli organizzati dall’Ente Monti Cimini. Ancora pochi posti per prendere parte alla straordinaria rilettura dell’immortale operano di Pinocchio.
Domenica 18 ottobre alle 17, al teatro Ettore Petrolini di Ronciglione andrà in scena Il 'progetto Pinocchio' della Compagnia teatrale Lanciavicchio, uno spettacolo per tutte le età inserito nel programma delle iniziative dell'Ente Monti Cimini.
La rappresentazione propone una nuova lettura di un’antica favola, volta a trasformare l’incontro con Pinocchio: non il solito confronto con un pezzo di legno da scolpire, ma con un elemento della natura da ascoltare e comprendere.
Il 'progetto Pinocchio' si colloca in un contesto di particolare rilevanza culturale e simbolica, in occasione del bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini, in arte Collodi (1826–2026), figura centrale della letteratura italiana e autore di una delle opere più tradotte e rappresentate al mondo.
L’anniversario del 2026 rappresenta un’importante opportunità̀ di rilettura e valorizzazione del patrimonio letterario nazionale, non in chiave celebrativa, ma come occasione di riflessione critica sull’attualità̀ dell’opera e sulla sua straordinaria capacità di parlare al presente.
Le avventure di Pinocchio, infatti, sono un testo vivo, capace di interrogare ancora oggi i temi dell’infanzia, dell’educazione, della responsabilità̀ adulta e della giustizia sociale.
Inserendosi nel quadro delle iniziative dedicate al bicentenario collodiano, lo spettacolo intende contribuire alla diffusione e all’aggiornamento del repertorio classico attraverso il linguaggio del teatro contemporaneo, rafforzando il dialogo tra tradizione e presente e riaffermando il valore pubblico della cultura come strumento di crescita civile.
In questa prospettiva, Pinocchio viene proposto come progetto artistico coerente con le politiche culturali di valorizzazione degli autori fondamentali della letteratura italiana e con gli obiettivi del Ministero della Cultura, ponendo al centro il rapporto tra patrimonio, educazione e diritti.
Grazie ai fondi della Regione Lazio, nell'ambito del programma delle iniziative previste per l'Autunno, l'Ente Monti Cimini - Riserva Naturale Lago di Vico ha organizzato una serie di tre spettacoli che si apriranno con 'Pinocchio e il diritto a non essere un burattino', in scena al Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione grazie alla disponibilità e collaborazione offerte dal Comune.
La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento posti, prenotabili entro il 15 ottobre previo esaurimento, inquadrando il codice QR presente sulla locandina o tramite questo collegamento: https://forms.cloud.microsoft/e/sK4Em6f4qh
ENTE MONTI CIMINI
Terme Salus Viterbo, debutto in Serie B contro la Stella Azzurra Roma
VITERBO - Dopo quasi un mese e mezzo di preparazione, caratterizzato da tanto lavoro atletico, tecnico e tattico, e dopo cinque test amichevoli contro formazioni di pari categoria ma anche di categoria superiore, per le Terme Salus Viterbo è arrivato finalmente il momento di scendere in campo per disputare il primo match ufficiale della nuova stagione. Le ragazze allenate da Maria Chiara Scaramuccia saranno impegnate in questa domenica pomeriggio, sul parquet di Anagni, contro la Stella Azzurra Roma per il primo turno del campionato di serie B; un’occasione speciale per il basket laziale che vedrà disputarsi tutti e cinque gli incontri di questa giornata nella stessa sede, in un Opening Day che si annuncia come una festa della palla a spicchi regionale ma che, per la società viterbese, è soprattutto l’occasione per andare a caccia dei primi due punti stagionali.
“Finalmente arrivano le partite ufficiali - commenta la coach viterbese - che sanno offrire sempre stimoli particolari. Iniziamo il nostro cammino dopo una preparazione buona, senza troppi problemi fisici e con grande applicazione da parte di tutto il gruppo. Abbiamo lavorato per cambiare molti aspetti del nostro gioco, ci sono tante giocatrici nuove che si sono integrate pian piano nel gruppo e i passi avanti sono stati significativi, anche se non possiamo certamente essere al top. La Stella Azzurra è un’avversaria con cui ci siamo confrontati già in precampionato ma questa sarà tutta un’altra partita e sarà difficile; dovremo essere concentrate sin dalla palla a due e imporre il nostro modo di giocare, difendere forte e far circolare bene la palla in attacco, tutti aspetti che non sempre siamo riuscite a mettere in campo con continuità finora”.
La nota positiva è che la squadra sarà al completo, anche Elena Mallo che aveva accusato un problema al ginocchio nell’ultimo test contro Ancona ha ripreso ad allenarsi con le compagne e sarà regolarmente a disposizione. La palla a due è in programma alle ore 16 e la direzione di gara sarà affidata ai signori Gabriele Russo di Roma e Simone Bassi di Marino (RM). Tutte le gare saranno trasmesse in streaming sul canale Youtube del Comitato Regionale Lazio, denominato Dirette Fip Lazio.
Terremoto nel Viterbese, scossa di magnitudo 2.0 vicino a Vetralla
VETRALLA – Una scossa di terremoto è stata registrata nella mattinata di oggi, sabato 10 ottobre, nel territorio della Tuscia. Alle 9,01 i sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma hanno rilevato un evento sismico di magnitudo 2.0, con epicentro localizzato a circa sette chilometri a est di Vetralla, in prossimità del lago di Vico e del confine con il territorio comunale di Viterbo.
Secondo i dati rilevati, l’ipocentro è stato individuato a una profondità di circa dieci chilometri.
La lieve intensità della scossa non ha provocato particolari conseguenze. Il movimento tellurico sarebbe stato avvertito soltanto debolmente e non si sono registrate situazioni di allarme.
Non risultano richieste di intervento alla centrale operativa dei vigili del fuoco. Non si sono resi necessari neppure controlli o interventi da parte dei carabinieri e della polizia locale.
L’evento sismico non ha causato danni a persone o cose. La scossa si inserisce nel contesto geologico del distretto vulcanico dei Monti Cimini, nell’area della Tuscia, dove possono verificarsi fenomeni sismici di lieve entità.
Tarquinia, giovane fenicottero torna libero alle Saline dopo le cure
TARQUINIA – Alle prime luci dell'alba di oggi, un giovane esemplare di fenicottero ha ripreso il volo presso la Riserva Naturale Statale 'Saline di Tarquinia' (VT). La liberazione, effettuata dai Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità di Roma, rappresenta il felice epilogo di una complessa operazione di soccorso, cura e riabilitazione che ha visto uniti in sinergia i Reparti dell'Arma per la tutela della biodiversità.
La disavventura del giovane fenicottero (un esemplare nato nel corso di quest'anno) è iniziata lo scorso 22 settembre sul litorale di Fossacesia (CH). In questo periodo, i giovani fenicotteri affrontano la prima migrazione della loro vita: un viaggio estremamente impegnativo durante il quale può capitare che alcuni individui si mostrino disorientati o affaticati. Sebbene in natura la regola generale in questi casi sia quella di non interferire, l'animale in questione – segnalato da un cittadino – si presentava in uno stato di estrema debilitazione. Mentre gli altri individui del suo stormo si sono facilmente allontanati in volo all'avvicinarsi dei soccorsi, il giovane è rimasto a terra, consentendo un recupero facile e immediato.
Affidato alle cure del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Pescara, gestito dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Pescara, l'uccello è stato visitato dal medico veterinario convenzionato con la struttura, il Dott. Gianmaria Antonazzo.
Sottoposto a mirate cure mirate, il fenicottero ha trascorso il periodo di degenza all'interno di una speciale area progettata per garantirgli condizioni di semi-libertà presso la Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF “Lago di Penne”. Qui ha potuto alimentarsi in totale autonomia: un accorgimento fondamentale per minimizzare i rischi di imprinting (l'assuefazione all'essere umano) e preservare la sua naturale indole selvatica.
Una volta guarito dall'infezione e recuperato in pieno il peso forma, si è posta la delicata questione del rilascio. L'Abruzzo rappresenta un'importante area di passaggio e talvolta di sosta durante le migrazioni dei fenicotteri, ma non ospita colonie stabili o riproduttive. Essendo ormai rimasto solo, liberarlo sul luogo del ritrovamento lo avrebbe esposto a notevoli pericoli. Pertanto, di concerto con il parere del medico veterinario e sentiti esperti ornitologi, si è optato per un trasferimento strategico in un sito popolato da una colonia con giovani dell'anno, in modo da favorire la sua aggregazione.
La scelta ottimale è ricaduta sulla Riserva Naturale Statale 'Saline di Tarquinia', area protetta gestita dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Roma. La Riserva, che si estende su un'ex salina di circa 150 ettari dismessa nel 1997, costituisce oggi un habitat umido di inestimabile valore ecologico e ospita regolarmente piccoli stormi di questi eleganti volatili.
Questa mattina, l'apertura della gabbia di trasporto ha restituito il fenicottero al suo ambiente naturale. Nei prossimi giorni, il personale specializzato dei Carabinieri Forestali continuerà a monitorare a distanza l'animale, per seguire gli sviluppi del suo reinserimento in natura e accertare la sua completa integrazione con i consimili presenti in Riserva.
Acquapendente accoglie la Bicistaffetta Fiab: 40 ciclisti lungo la Via Romea Francigena
ACQUAPENDENTE - Presso la sala del Consiglio Comunale la Sindaca Alessandra Terrosi e l’Assessore all’Ambiente ed allo Sport Glauco Clementucci Sport hanno ricevuto i partecipanti della Bicistaffetta FIAB in occasione della quinta tappa del viaggio in bicicletta da Proceno a Viterbo. “Orgogliosi - ha sottolineato la prima cittadina - di accogliere una manifestazione giunta alla Edizione N° 22. Che si snoda per un totale di 421 chilometri lungo la EuroVelo5 – Via Romea Francigena. Ma soprattutto felicissimi di venire a conoscenza che ne hanno preso parte circa 40 cicloattivisti delle Associazioni aderenti alla Federazione'.
'La Bicistaffetta promuove il cicloturismo e offre anche occasioni di confronto con amministratori e operatori locali su itinerari, sicurezza e infrastrutture della via Francigena. Regaliamo al Presidente Fiab il libro dei Pugnaloni sperando che tutti i partecipanti abbiano voluto condividere la bellezza e la peculiarità dei nostri territori e paesaggi che hanno avuto modo di percorrere in bici. Ringraziamo la FIAB (Federazione Ambiente e Bicicletta) per l ' iniziativa e di aver scelto di attraversare i nostri territori”.
Vitorchiano, oltre 2 milioni di euro investiti nelle scuole dal 2016
VITORCHIANO - Sono già due anni che sono stati completati i lavori di ammodernamento della mensa della scuola primaria di Vitorchiano. Un intervento di rilievo che venne svolto durante la pausa estiva, per non interferire con le attività didattiche.
'Sono stati investiti circa 200.000 euro - ricorda l'assessore ai lavori pubblici Federico Cruciani - grazie ai fondi PNRR ottenuti dall'amministrazione comunale. I lavori hanno permesso il totale rinnovo di pavimentazioni, controsoffitti, impianti, servizi igienici, locali per lo sporzionamento e vetrate, elevando la qualità di un servizio essenziale per le famiglie'.
Il cantiere si è inserito in un piano strutturato di interventi che negli ultimi anni ha interessato il plesso di Via Manzoni, sede della scuola primaria e secondaria di primo grado dell'Istituto Comprensivo Pio Fedi, con l'obiettivo di migliorare sicurezza, sostenibilità e fruibilità. In particolare, è stata anche posata la nuova pavimentazione all'ingresso della scuola secondaria su Piazza San Pietro - eliminando la precedente superficie in ghiaia - in continuità con quanto già realizzato nell'area della primaria, dotata di pavimentazione morbida anti-trauma.
Quindi, nell'ambito dell'efficientamento energetico, sono stati sostituiti gli infissi nell'ala della secondaria inaugurata circa quindici anni fa dal sindaco Olivieri. La riduzione dei consumi energetici ha consentito e consentirà di liberare risorse da reinvestire nella scuola, come l'installazione di un nuovo impianto fotovoltaico sui tetti degli edifici.
Infine, tra i traguardi principali figura soprattutto l'adeguamento sismico concluso a settembre 2023 dal valore di circa 700.000 euro, finanziato dal Ministero dell'Istruzione. Un risultato frutto di un lungo iter procedurale, che rende Vitorchiano un'eccellenza nella Tuscia con un patrimonio scolastico interamente sicuro e a norma.
'Dal 2016 a oggi - precisa l'assessore alla scuola e ai servizi sociali Fabio Fanelli - la scuola è stata al centro dell'agenda amministrativa. Tra interventi realizzati, in corso e di prossimo avvio, sono stati investiti oltre 2 milioni di euro in messa in sicurezza, efficientamento energetico, sostituzione infissi e caldaie, riqualificazione degli spazi esterni e rinnovo degli arredi. Impegno che sale ulteriormente se si considerano i numerosi e importanti interventi che hanno interessato l'edificio della scuola dell'infanzia in località Pallone'.
'Risultati concreti - conclude il sindaco Ruggero Grassotti - che dimostrano come l'impegno verso i più giovani e le famiglie non sia un semplice slogan, ma una priorità concreta per il futuro del paese'.
'Vittorio, riprenditi', le parole di Salvo Di Noto riguardo a Vittorio Sgarbi
ROMA - 'Le ultime notizie sulle condizioni di salute di Vittorio Sgarbi parlano di un quadro clinico stabile. È una notizia che lascia spazio alla speranza e all'attesa. In momenti come questi viene spontaneo pensare all'uomo, Sgarbi, che è l'oltre invisibile di un personaggio pubblico'.
'L'ultima volta che vidi Vittorio Sgarbi fu due anni fa, lo chiamai alle tre di notte, era in una chiesa di Roma. Dall'altra parte del telefono sentivo la sua voce rimbombare nel silenzio, non perché stava pregando ma perché stava contemplando un quadro. Era la Vocazione di San Matteo di Caravaggio, nella chiesa di San Luigi dei Francesi, e anche nel cuore della notte, tra il silenzio del riposo della gente, lui continuava a cercare l'arte e la bellezza per le Chiese di Roma. Gli chiesi se avremmo potuto vederci la mattina dopo, anche soltanto per un saluto. Mi disse di sì e mi invitò al Ministero della Cultura'.
'La mattina arrivò accompagnato dall'autista e dallo storico amico Giuseppe D'Angelo. 'Buongiorno caprone, entriamo', mi disse Vittorio. Entrammo al Ministero e prendemmo l'ascensore. Poi, mentre salivamo, Sgarbi mi squadrò dalla testa ai piedi: 'Entri in casa mia con i jeans e con la camicia di fuori? Sei giovane, la prossima volta presentati con un vestito'.
'Una frase brevissima, che potrebbe sembrare insignificante, e invece io, con vent'anni di età e un cuore tenero di sapere, quella scena non l'ho mai dimenticata. In quel momento Vittorio non era né un critico d'arte né un politico, ma un uomo più grande che si prendeva cura di uno più giovane, insegnano il buon costume nel presentarsi in pubblico. Un gesto da padre verso un figlio. Forse è per questo che oggi, mentre Vittorio è ricoverato al Policlinico Gemelli, quel ricordo assume per me un significato profondo. Certe attenzioni, anche quando sembrano piccole, restano nel tempo e raccontano qualcosa di una persona che va oltre ciò che mostra al pubblico. Non conosco tutte le dinamiche della sua famiglia e non ho la presunzione di giudicarle. Conosco però Vittorio per quello che ho vissuto e so quanto possa lasciare il segno l'incontro con una persona capace di trasmetterti qualcosa'.
'Quel giorno, arrivati al piano del Ministero, iniziò una riunione. Poco dopo ci prendemmo un caffè con lui e il suo ufficio stampa Nino Ippolito, incontrai anche Giovanni Negri, una grande mente, un bravo oratore. Vittorio, nel mentre, continuava a parlare di arte, parlava dei quadri di Antonio Ligabue con quella capacità che aveva di trasformare una conversazione in una lezione. E penso a tutte quelle persone che negli anni sono rimaste accanto a Vittorio: persone che gli hanno voluto bene prima ancora degli incarichi e dei ruoli. Persone che hanno conosciuto l'uomo prima del personaggio. Un pensiero va a Sabrina Colle, una presenza profondamente legata a Vittorio, alla sua vita, alla sua fragilità di esser uomo, e alla forza di sapere che una donna ha sempre l'istinto di curare le ferite del proprio compagno. Anche questo, credo, vada riconosciuto. Forse è proprio questo che mi ha spinto a scrivere queste righe. Non la voglia di aggiungere una voce alle tante, che con più vicinanza e amicizia hanno parlato di Vittorio Sgarbi, né quella di raccontare un uomo che non ha certo bisogno di essere raccontato da me. Ma il bisogno, molto più semplice, di ricordare una persona che nella vita ha lasciato qualcosa'.
'Vittorio ha la capacità, forse senza nemmeno rendersene conto, di farti sentire piccolo davanti alla sua conoscenza e, nello stesso tempo, di farti venire voglia di crescere. Può essere brusco, ironico, ma ha la capacità di vedere nelle persone qualcosa che magari loro stesse non hanno ancora scoperto. Avevo vent'anni quando lo conobbi, adesso ne ho ventitré, e forse è anche per questo che alcune sue parole, alcuni suoi gesti, sono rimasti dentro di me più di quanto avrei immaginato allora. Oggi Vittorio è in ospedale. Le notizie sulla sua salute ci tengono con il fiato sospeso e forse proprio adesso sarebbe bene ricordare che dietro il nome Sgarbi c'è un uomo a regola d'arte. Un uomo che il tempo, come accade con le grandi opere, non ha reso meno importante. Anzi, ne ha fatto comprendere ancora di più il valore. E lo dimostrano i tanti messaggi di vicinanza che in queste ore stanno arrivando. Nella vita ci sono persone che ti insegnano qualcosa senza volerlo e Vittorio ha insegnato che la cultura non è soltanto saper riconoscere un capolavoro, ma essere un capolavoro e avere gli occhi per accorgersi che il bene esiste ovunque, bisogna però cercarlo per bene'.
'Vittorio, riprenditi'.
Salvo di Noto
