News da viterbonews24.it
La Tuscia del vino in vetrina internazionale. ...
NEW YORK – Una vetrina prestigiosa per promuovere le eccellenze vitivinicole della Tuscia e rafforzare la presenza del Made in Italy sui mercati internazionali. È questo il valore della partecipazione al Vinitaly 2026, in corso a New York, dove sono presenti cinque aziende della provincia di Viterbo. 'La presenza a un appuntamento internazionale come questo rappresenta un'importante opportunità per le nostre imprese, chiamate a confrontarsi con nuovi mercati e a valorizzare la qualità delle proprie produzioni. Il vino è un simbolo del Made in Italy e racconta, attraverso ogni bottiglia, la storia, la cultura e l'identità dei nostri territori'. Così, l'onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati, presente alla manifestazione, insieme all'onorevole Gianluca Caramanna, all'assessore regionale all'Agricoltura Giancarlo Righini, al presidente di Crea Andrea Rocchi e al presidente di Ita Airways Sandro Pappalardo.
Le aziende della Tuscia partecipanti sono Antonella Pacchiarotti di Grotte di Castro, Azienda Agricola Biologica Ciucci di Civitella d'Agliano, Famiglia Cotarella tra Montefiascone e Castiglione in Teverina, Tenuta La Pazzaglia di Castiglione in Teverina e Terre di Marfisa di Farnese.
'Queste realtà testimoniano la capacità del Viterbese di esprimere qualità, competenza e tradizione. Sostenere il comparto vitivinicolo significa investire nell'economia locale, nell'occupazione e nell'attrattività turistica del territorio. La sfida è trasformare la visibilità internazionale in concrete opportunità di crescita per le nostre imprese, rafforzando il legame tra produzioni di qualità e sviluppo territoriale', aggiunge il deputato. 'Ringrazio Federico Bricolo e Matteo Zoppas, alla guida rispettivamente di Veronafiere e di ITA – Italian Trade Agency, per l'organizzazione, i ministri dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e del Turismo, Gianmarco Mazzi, e la Regione Lazio per il supporto a un appuntamento strategico per la promozione del vino italiano e delle nostre eccellenze', conclude il presidente Rotelli.
Sorianese, arrivano le dimissioni di Maurizio e Massimiliano Casadidio
SORIANO NEL CIMINO - L’ASD Sorianese comunica che Maurizio Casadidio ha rassegnato le dimissioni dalla carica di direttore generale e che Massimiliano Casadidio ha rassegnato le dimissioni dagli incarichi di segretario e tesoriere. Entrambi avevano assunto i rispettivi incarichi all’inizio dell’estate 2026.
La società ringrazia entrambi per il lavoro svolto e l’impegno dedicato ai colori rossoblù, augurando loro il meglio per il futuro.
Furti a San Lorenzo Nuovo, la sindaca: 'Prestate la massima attenzione'
SAN LORENZO NUOVO - Dopo una serie di furti che si sono verificati sul territorio di San Lorenzo Nuovo, l'amministrazione comunale guidata dalla sindaca Simona Fabi, attraverso la pagina social del Comune, ha fornito una serie di raccomandazioni rivolte alla cittadinanza
'Questo comunicato - esordisce - non è per allarmare ma per informare. In questi giorni sono stati segnalati furti in zone limitrofe al nostro Comune. Si chiede di prestare la massima attenzione, chiudere bene porte e finestre e di non lasciare oggetti di valore in vista. Nel caso in cui vengano avvistate macchine o persone sospette è fondamentale chiamare subito il 112 o avvisare il comando dei carabinieri di Montefiascone al numero 0761-832200. E' importante non intervenire mai da soli e non segnalare sui social auto sospette, con relativa targa, colore, in modo da fornire fondatezza della segnalazione'.
Ritrovata Masha, la cagnolina smarrita tra Tuscania e Marta
TUSCANIA - La cagnolina Masha è stata ritrovata, si era allontanata da Tuscania lungo la strada verso Marta, nella mattinata di sabato 24 ottobre mentre si trovava con il proprietario in campagna. Era regolarmente microchippata ed era abituata a stare sempre insieme al suo proprietario, proprio per questo la sua scomparsa ha destato particolare preoccupazione.
Pubblichiamo il messaggio di Teresa mandato alla nostra redazione per avvertirci che Masha è stata ritrovata:
“Buongiorno alla redazione, Ci tenevo a darvi una bellissima notizia: la piccola Masha è stata finalmente ritrovata e sta bene! Desidero ringraziarvi di cuore per la disponibilità, la sensibilità e la tempestività con cui avete pubblicato l'articolo sul vostro giornale. Il vostro aiuto è stato fondamentale per far girare l'appello e mantenere alta l'attenzione sul suo smarrimento. Un grazie davvero di cuore per il supporto che ci avete dato in questi giorni così difficili. Un cordiale saluto. Teresa”
Per qualunque segnalazione potete inviare una mail a redazione@viterbonews24.it o su WhatsApp al 389 9050340
Cimitero, Parroccini: 'Per i permessi temporanei la parola spetta al custode secondo quanto ...
CIVITA CASTELLANA - A Civita Castellana, per entrare in auto al cimitero, sembra che oltre a un impedimento temporaneo serva anche un piccolo pellegrinaggio burocratico: prima all'ufficio, poi — forse — al cimitero. Peccato che il regolamento comunale indichi già una procedura diversa.
Con una richiesta protocollata abbiamo chiesto al Comune di riesaminare in autotutela l'ordinanza sindacale n. 47 del 22 ottobre 2026, che disciplina l'accesso dei veicoli al cimitero. Tra i punti sollevati c'è una questione molto concreta: per le persone con impedimenti temporanei alla deambulazione, l'articolo 2 del Regolamento comunale di polizia mortuaria demanda al custode il rilascio del permesso di accesso con veicolo.
L'ordinanza, invece, prevede una certificazione medica e una preventiva autorizzazione scritta dell'ufficio servizi cimiteriali. E così ai cittadini arrivano indicazioni diverse: il regolamento dice custode, l'ordinanza dice ufficio. Non è un dettaglio, soprattutto per chi ha difficoltà a camminare e ha bisogno di sapere con chiarezza a chi rivolgersi.
Per questo, finché il Comune non chiarirà formalmente la procedura, invitiamo i cittadini a fare riferimento al regolamento vigente e a chiedere al custode del cimitero informazioni sul permesso previsto per gli impedimenti temporanei. Se venisse loro indicato di rivolgersi necessariamente all'ufficio, è legittimo chiedere quale disposizione regolamentare abbia modificato quella competenza.
Una precisazione è doverosa: la nostra contestazione riguarda la procedura prevista dal regolamento per gli impedimenti temporanei, non ogni categoria di deroga introdotta dall'ordinanza. Proprio per evitare confusione, abbiamo chiesto al Comune di fornire le disposizioni organizzative impartite al custode e agli uffici e di chiarire come intenda coordinare i due testi.
Il principio è semplice: un'ordinanza può dare attuazione alle regole, ma non dovrebbe modificarle o sostituirle quando la materia è disciplinata da un regolamento comunale. Se l'Amministrazione ritiene necessario cambiare la procedura, lo spieghi ai cittadini e proceda con gli atti appropriati; nel frattempo, eviti di diffondere indicazioni che rischiano di essere fuorvianti.
Abbiamo chiesto anche il fascicolo istruttorio, gli atti sulla segnaletica e le disposizioni rivolte agli uffici. Attendiamo una risposta chiara: al cimitero il raccoglimento dovrebbe essere la parte più complicata, non capire quale sportello autorizza un permesso che il regolamento affida al custode.
Claudio Parroccini
La zucca: testa dura, cuore dolce
Arriva grande, colorata, tondeggiante, a volte bitorzoluta, spesso un po’ teatrale. Eppure, dietro quell’aria da personaggio di fiaba, c’è una coltura molto concreta, legata al ciclo primaverile-estivo e alla tavola autunnale e invernale.
Con il termine zucca si indicano frutti raccolti a maturazione completa appartenenti a diverse specie del genere Cucurbita. Tra le più note ci sono Cucurbita moschata e Cucurbita maxima, apprezzate per la polpa abbondante, tenera e zuccherina. La pianta è erbacea annuale, con apparato radicale sviluppato, fusti striscianti o cespugliosi, grandi foglie lobate e fiori unisessuali. Il frutto è un peponide: fuori una scorza coriacea, dentro polpa carnosa, semi e una cavità centrale che sembra fatta apposta per alimentare leggende.
Dal punto di vista agronomico, la zucca ama il caldo, lo spazio e il tempo. Si semina generalmente tra aprile e maggio, con sesti ampi, perché la pianta non è esattamente una coinquilina riservata: si allarga, corre, occupa terreno e pretende luce. La raccolta avviene quando il frutto è pienamente maturo, con buccia indurita e peduncolo ben lignificato. Non bisogna avere fretta: una zucca raccolta troppo presto perde in sapore, consistenza e conservabilità.
Ma la zucca non è solo ortaggio. È anche simbolo. In italiano è diventata “testa”, spesso con tono scherzoso: avere sale in zucca è una virtù, avere la zucca vuota un piccolo disastro domestico. Treccani ricorda proprio l’uso figurato di zucca come testa, anche in Dante. E qui nasce la sua meravigliosa ambivalenza: simbolo di stupidità, ma anche contenitore del senno; guscio vuoto, ma pieno di semi; apparenza buffa, ma sostanza nutriente.
Nelle fiabe la zucca diventa carrozza, come in Cenerentola: una trasformazione perfetta, perché nessun altro ortaggio sembra così predisposto alla metamorfosi. Nella tradizione di Halloween, invece, la lanterna di Jack O’Lantern nasceva dalle rape intagliate in Irlanda; furono poi gli emigrati irlandesi in America a trovare nella zucca un materiale più grande e scenografico. Anche la satira antica la conosceva bene: Seneca scrisse l’Apocolocyntosis, la “trasformazione in zucca” dell’imperatore Claudio.
Insomma, la zucca ha una scorza dura, ma una biografia morbidissima. Sta nell’orto, nella cucina, nei proverbi, nei fumetti e nelle notti illuminate. E forse il suo segreto è proprio questo: sembra vuota, ma dentro conserva semi, storie e una dolcezza che arriva solo a chi sa aspettare.
Orte, salta il sit-in degli agricoltori, la protesta nella Tuscia non si farà
ORTE – Salta il sit-in degli agricoltori previsto per oggi a Orte, nei pressi della rotatoria del casello autostradale. La mobilitazione spontanea, annunciata per richiamare l’attenzione sulla crisi del settore, non si svolgerà. L’appuntamento, che avrebbe riportato i mezzi agricoli nella Tuscia, è dunque annullato.
Immagine di repertorio
Al centro dell’iniziativa c’erano le difficoltà che da tempo interessano il comparto agricolo: dall’aumento del costo della vita al caro carburante, passando per il rincaro dell’energia e dei concimi, fino al peso della burocrazia e alla riduzione dei margini di guadagno per le imprese.
A farsi portavoce del malcontento è Tonino Monfeli, presidente del Conca, che ha più volte denunciato le difficoltà con cui gli imprenditori agricoli sono costretti a fare i conti. Il timore è che i costi sempre più elevati e i ricavi insufficienti possano mettere a rischio soprattutto le aziende di dimensioni più piccole, favorendo una progressiva concentrazione del mercato nelle mani dei grandi gruppi.
Tra le questioni sollevate anche il divario tra i prezzi riconosciuti ai produttori e quelli pagati dai consumatori. Una situazione che, secondo le rivendicazioni degli agricoltori, penalizza entrambe le parti della filiera, dove chi coltiva fatica a coprire le spese, mentre chi acquista si trova ad affrontare prezzi sempre più alti.
Nel mirino restano inoltre le politiche agricole europee, ritenute insufficienti a tutelare le piccole e medie imprese e a garantire condizioni di concorrenza adeguate. Preoccupazioni che si inseriscono in un quadro più ampio di incertezza per il futuro dell’agricoltura e delle produzioni locali.
Con l’annullamento del sit-in di Orte, viene meno l’appuntamento annunciato nella Tuscia, ma le criticità denunciate dal comparto restano aperte. Le prossime iniziative e gli eventuali sviluppi della mobilitazione saranno da verificare.
La protesta degli agricoltori arriva nella Tuscia, i trattori si fermano a Orte
ORTE - Si riaccende la protesta degli agricoltori nella Tuscia. Oggi, al casello autostradale di Orte, nei pressi della rotatoria, gli imprenditori agricoli hanno indetto un sit-in spontaneo, senza la presenza di sigle sindacali, per denunciare una crisi che da troppo tempo mette a rischio la sopravvivenza delle aziende.
Al centro della mobilitazione ci sono l’aumento del costo della vita, il caro carburante, il rincaro dell’energia e dei concimi, ma anche l’incertezza economica e le scelte politiche che, secondo i manifestanti, stanno penalizzando pesantemente il comparto agricolo.
Tonino Monfeli
'Siamo di nuovo in piazza - ha affermato Tonino Monfeli, presidente del Conca - perché non ce la facciamo più ad andare avanti. Di questo passo le aziende agricole chiuderanno tutte, rimarranno solo le grosse multinazionali'. Le previsioni sono tutt'altro che rosee: 'I costi del carburante sono alle stelle, per non parlare di quelli energetici - ha detto ancora Monfeli -. Anche il prezzo dei concimi è aumentato a dismisura e la burocrazia strozza i nostri ricavi'. C'è poi il problema legato al prezzo delle materie prime: 'Siamo vittime - ha continuato Monfeli - di una grossa speculazione che penalizza noi produttori e gli stessi consumatori, le materie prime che produciamo ci vengono pagate al ribasso e rivendute nei supermercati a prezzi esorbitanti. Questo crea un problema per noi, perché non ci permette di rientrare coi costi, e al consumatore finale, costretto a fare i conti con prezzi sempre più alti. Basti pensare ai pomodori, che possono arrivare a costare anche dieci euro al chilo. E' una situazione inaccettabile, l'agricoltore deve tornare a stabilire i prezzi dei prodotti se vogliamo ristabilire il giusto equilibrio'
Il sit-in dello scorso anno
Nel mirino della protesta anche le politiche europee, accusate di non tutelare adeguatamente le piccole e medie imprese agricole, 'Continuiamo - ha detto ancora il presidente del Conca - a subire un attacco da parte dei poteri forti e l'unione europea ha deliberatamente deciso di assecondare questo stato di cose, distruggendo progressivamente l'economia familiare per lasciare spazio alle multinazionali. A quel punto cosa rimarrà della nostra agricoltura?'.
La protesta degli agricoltori nella Tuscia, in particolare a Orte dove negli ultimi anni si sono concentrate proteste e scioperi del settore, racconta di una difficoltà che non riguarda più soltanto i bilanci delle singole aziende, ma chiama in causa il futuro delle produzioni locali e il lavoro di filiera. Una protesta che non intende arretrare di un centimetro. Dopo il sit-in di Orte, infatti, gli agricoltori si sono dati appuntamento a Roma per una manifestazione generale indetta per venerdì 30 ottobre con partenza da piazza dei cinquecento.
ULTIMI AGGIORNAMENTI --> Orte, salta il sit-in degli agricoltori, la protesta nella Tuscia non si farà
Lazio, detenuti e volontari ripuliscono tre comuni: raccolte 1,2 tonnellate di rifiuti
VITERBO - Circa 1,2 tonnellate di rifiuti raccolti, 91 partecipanti e 28 persone coinvolte in percorsi penali, tra detenuti e soggetti sottoposti a misure alternative. È il bilancio delle tre iniziative ambientali che sabato 24 ottobre hanno interessato Sermoneta, Pofi e Viterbo, nell’ambito della mobilitazione nazionale promossa da Plastic Free Onlus e Seconda Chance APS.
La giornata ha coinvolto complessivamente 21 località in dieci regioni italiane e rappresenta la prima mobilitazione nazionale successiva alla firma del protocollo d’intesa tra le due associazioni e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. L’accordo prevede almeno due iniziative nazionali all’anno per promuovere l’educazione ambientale, la cittadinanza attiva e il reinserimento sociale attraverso attività di volontariato.
Viterbo, raccolti 350 chili di rifiuti a Valle Faul
Nel capoluogo della Tuscia, l’intervento di pulizia ha interessato Valle Faul, dove sono stati rimossi circa 350 chilogrammi di rifiuti tra vetro, plastica e materiali indifferenziati. All’iniziativa hanno preso parte tre referenti di Plastic Free, 21 volontari e una persona impegnata in un percorso di messa alla prova attraverso l’associazione GAVAC.
L’attività è stata coordinata dalla referente di Plastic Free Annika Kumlien, con la collaborazione di Seconda Chance e delle associazioni del territorio. Un’azione concreta a tutela dell’ambiente che ha unito la cura degli spazi comuni alla partecipazione e alla responsabilizzazione individuale.
A Sermoneta e Pofi coinvolti 27 detenuti
Le altre due iniziative si sono svolte a Sermoneta, in provincia di Latina, e a Pofi, nel Frusinate. Nel comune pontino sono stati raccolti circa 500 chilogrammi di rifiuti, tra cui 150 chilogrammi di materiali ingombranti. L’intervento ha coinvolto 40 persone, compresi 21 detenuti della Casa circondariale di Frosinone, impegnati nella pulizia delle strade nei pressi del borgo medievale, lungo via Nuova, via Sermonetana e via Madonna delle Grazie.
A coordinare l’attività è stato il referente di Plastic Free Antonio D’Alessandro, in collaborazione con Seconda Chance e l’amministrazione comunale. Al termine della raccolta, i partecipanti hanno condiviso un pranzo offerto dal Comune e visitato il centro storico.
A Pofi sono stati invece rimossi circa 400 chilogrammi di rifiuti, tra plastica, vetro, indifferenziato, pneumatici e materiali ingombranti. Alla pulizia di via Castagneto e via Fraginale hanno preso parte sei detenuti provenienti dal carcere di Cassino, affiancati da venti volontari. L’iniziativa è stata coordinata dalla referente di Plastic Free Aurora Ricci.
La giornata è proseguita con un pranzo offerto dai volontari della Parrocchia di San Rocco, una passeggiata nel borgo medievale e una visita guidata al Museo Preistorico di Pofi, organizzata dall’amministrazione comunale.
Ambiente e inclusione, il valore della collaborazione
«Le iniziative di Sermoneta, Pofi e Viterbo hanno dimostrato quanto sia importante creare occasioni concrete di partecipazione alla vita della comunità», dichiara Lorenzo Paris, referente regionale di Plastic Free Lazio. «Persone detenute e volontari hanno lavorato fianco a fianco per prendersi cura del territorio, condividendo responsabilità e obiettivi».
Paris sottolinea anche il valore dei momenti di socializzazione e delle visite culturali organizzate dopo le raccolte, occasioni per conoscersi e vivere un’esperienza che va oltre l’impegno ambientale. Il referente regionale ringrazia le amministrazioni comunali, gli istituti penitenziari, Seconda Chance, gli organizzatori e tutti i volontari coinvolti.
Il bilancio del Lazio contribuisce al risultato nazionale della mobilitazione, che ha visto la partecipazione di circa 150 detenuti e persone affidate, 250 volontari e la rimozione di oltre sette tonnellate di rifiuti e materiali. La collaborazione tra Plastic Free e Seconda Chance proseguirà nell’ambito del protocollo con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con l’obiettivo di ampliare le opportunità di partecipazione e reinserimento sociale attraverso attività di utilità collettiva.
Ecosistema Urbano 2026, Viterbo al 79° posto in Italia: bene acqua e rifiuti, ma il verde ...
VITERBO - Viterbo si piazza al 79° posto su 106 capoluoghi italiani nell’edizione 2026 di Ecosistema Urbano, il rapporto annuale di Legambiente e Ambiente Italia realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore, che misura le performance ambientali delle città italiane. Un risultato che colloca il capoluogo della Tuscia nella parte bassa della graduatoria nazionale, pur con alcuni dati positivi, soprattutto sul fronte della gestione delle risorse idriche e della produzione di rifiuti.
La classifica fotografa una situazione complessivamente difficile per il Lazio: Roma è al 67° posto, Rieti all’80°, Frosinone all’88° e Latina al 98°, tra gli ultimi capoluoghi italiani. Viterbo, dunque, si trova davanti a Rieti, Frosinone e Latina, ma resta lontana dalle posizioni di vertice.
Acqua, Viterbo registra la dispersione più bassa nel Lazio
Tra gli indicatori che riguardano direttamente il territorio viterbese emerge il dato sulla dispersione idrica. Secondo il rapporto, a Viterbo si perde il 19,2% dell’acqua immessa nella rete, una percentuale nettamente inferiore a quella degli altri capoluoghi laziali: Roma si attesta al 27,8%, Frosinone al 41,4%, Rieti al 60,6% e Latina al 68,6%.
Il dato del capoluogo della Tuscia è quindi il migliore tra le cinque città della regione. All’estremo opposto si trova la provincia pontina, dove quasi sette decimi dell’acqua immessa nella rete non arrivano a essere contabilizzati come consumi, una criticità che, sottolinea Legambiente, si protrae da anni.
Per quanto riguarda i consumi idrici domestici, Viterbo registra 118 litri per abitante al giorno, un valore inferiore a quello di Roma, pari a 178 litri, e di Frosinone, che raggiunge 146 litri. Rieti si attesta a 144 litri, mentre Latina registra 117 litri.
Rifiuti, produzione contenuta ma raccolta differenziata da migliorare
Un altro elemento favorevole per Viterbo riguarda la produzione di rifiuti urbani: con 426 chilogrammi per abitante all’anno, il capoluogo registra il valore più basso tra le cinque città laziali considerate. Roma è invece quella con la produzione pro capite più elevata, pari a 613 chilogrammi, seguita da Rieti con 515, Frosinone con 512 e Latina con 504.
Più articolato il quadro della raccolta differenziata. Viterbo raggiunge il 54,9%, un risultato superiore a quello di Roma, ferma al 48,8%, e di Latina, al 51,4%, ma inferiore a Rieti, che arriva al 55%, e soprattutto a Frosinone, prima nel Lazio con il 67,5%.
Verde urbano e qualità dell’aria, luci e ombre
Tra le criticità che emergono per Viterbo c’è la disponibilità di verde accessibile in area urbana: il rapporto indica 5,7 metri quadrati per abitante, il dato più basso tra i cinque capoluoghi laziali. Rieti raggiunge 18,7 metri quadrati, Roma 16,9, Frosinone 12,8 e Latina 10,9.
Sul fronte della qualità dell’aria, Viterbo presenta alcuni valori relativamente contenuti. La concentrazione media annua di biossido di azoto (NO₂) è pari a 12 microgrammi per metro cubo, il dato più basso tra le città laziali riportate. Anche per le polveri sottili PM10 il capoluogo registra il valore più basso della regione, con una media annua di 17 microgrammi per metro cubo. Per il PM2,5 il valore è di 9 microgrammi per metro cubo, in linea con Rieti e inferiore a quello delle altre tre città. Il dato relativo ai giorni di superamento della soglia dell’ozono risulta invece non disponibile.
Mobilità, troppe auto anche nella Tuscia
La mobilità rappresenta una delle questioni più problematiche a livello regionale. Viterbo conta 79 automobili ogni 100 abitanti, un tasso elevato e superiore alla media europea indicata da Legambiente, pari a 58. Il dato è peggiore di quello di Roma, che registra 69 auto ogni 100 abitanti, ma migliore rispetto a Frosinone, che con 85 auto ogni 100 abitanti è il capoluogo con il valore più alto d’Italia. Rieti si attesta a 77 e Latina a 75.
Anche il trasporto pubblico evidenzia margini di miglioramento: a Viterbo si registrano 14 viaggi per abitante all’anno, contro i 42 di Rieti e i 300 di Roma. La percorrenza del servizio pubblico è pari a 12 vetture-chilometro per abitante all’anno, il valore più basso tra i capoluoghi laziali riportati. Per le piste ciclabili, il rapporto indica 2,5 metri quadrati ogni 100 abitanti, mentre le aree pedonalizzate raggiungono 19,6 metri quadrati ogni 100 abitanti. La superficie delle zone a traffico limitato è pari a 23,4 metri quadrati ogni 100 abitanti.
Sul fronte del verde, Viterbo conta 11 alberi ogni 100 abitanti nelle aree di proprietà pubblica. Per la produzione pubblica di energia rinnovabile, invece, il capoluogo registra 7,15 kW installati su edifici pubblici ogni mille abitanti, il valore più alto tra le cinque città laziali prese in esame.
Il quadro regionale e l’allarme di Legambiente
Nel complesso, il rapporto evidenzia performance ambientali ancora deboli per tutti i capoluoghi del Lazio. Roma mantiene una posizione sostanzialmente stabile, al 67° posto rispetto al 65° della precedente edizione citata nel rapporto, e migliora la raccolta differenziata, passata dal 46,5% al 48,8%. La crescita del numero di automobili rispetto alla popolazione resta però un problema.
Frosinone, pur migliorando la propria posizione generale rispetto al rapporto precedente, si distingue negativamente per il tasso di motorizzazione. Latina, invece, scivola al 98° posto, mentre Rieti perde terreno e Viterbo guadagna alcune posizioni, passando dall’83° al 79° posto.
«I numeri di Ecosistema Urbano raccontano performance ambientali basse per tutti i capoluoghi del Lazio», commenta Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio e responsabile nazionale mobilità dell’associazione. Scacchi sottolinea i progressi di Roma nella raccolta differenziata, ma richiama la necessità di accelerare le politiche di mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico, le tramvie, le metropolitane, le piste ciclabili e le aree pedonali.
L’associazione evidenzia inoltre la necessità di ridurre l’inquinamento atmosferico e di intervenire sulle perdite delle reti idriche, con particolare riferimento alla provincia di Latina. Per la Tuscia, i dati restituiscono quindi un quadro fatto di risultati incoraggianti nella gestione dell’acqua, nella produzione di rifiuti e in alcuni parametri della qualità dell’aria, ma anche di criticità significative sul fronte del verde urbano e della dipendenza dall’automobile.
Fondazione per il centenario della Provincia, primo passo per ladesione del Comune di Viterbo
VITERBO – Il Comune di Viterbo si prepara a entrare nella Fondazione Centenario Provincia di Viterbo 1927-2027. La proposta di adesione ha ottenuto il via libera all’unanimità in Prima commissione e dovrà ora essere votata dal Consiglio comunale.
Nel 2027 ricorreranno i cento anni dall’istituzione della Provincia e dalla nomina di Viterbo a capoluogo. “È una bella opportunità per la città, quella di essere parte integrante e fondativa delle celebrazioni”, ha detto la sindaca Chiara Frontini, auspicando che l’anniversario possa valorizzare “il territorio, le sue radici e una parte molto importante della sua storia”.
Il confronto sul Cda
In commissione si è discusso anche di chi rappresenterà il Comune nel consiglio di amministrazione della Fondazione. Lo statuto prevede che l’incarico, gratuito, sia affidato a una persona con esperienza pertinente e incompatibile con le cariche di sindaco, assessore e consigliere comunale, oltre che con altri ruoli istituzionali e politici.
Alvaro Ricci ha chiesto che la designazione venga condivisa in Consiglio: “Un passaggio per sapere chi ci rappresenterà dentro questa Fondazione sarebbe stato di gradimento”. Perché, ha aggiunto, “non rappresenta il sindaco e la maggioranza, rappresenta tutta la città”.
Tra le ipotesi è stata avanzata quella di coinvolgere un ex presidente della Provincia. Matteo Achilli si è trovato d’accordo con la proposta di Gianluca Grancini: “Non ci sono persone migliori degli ex presidenti”. Frontini ha spiegato di aver già valutato il coinvolgimento di chi ha ricoperto ruoli nell’ente: “Sarebbe assurdo non prevedere un qualsivoglia tipo di coinvolgimento”.
La scelta spetterà formalmente alla sindaca, sulla base degli indirizzi fissati dal Consiglio. La proposta di delibera le attribuisce infatti l’individuazione del componente del Cda, ma Frontini ha aperto al confronto prima della nomina.
Dopo la fabbrica clandestina di sigarette: come l'industria legale tutela tracciabilità e ...
La scoperta di una fabbrica clandestina di sigarette nel Viterbese ha riportato l'attenzione su un fenomeno che spesso resta nell'ombra: la produzione illegale di tabacchi. Dietro capannoni anonimi possono nascondersi linee di produzione capaci di immettere sul mercato grandi quantità di prodotto senza alcun controllo sulla qualità, sugli ingredienti o sul pagamento delle imposte.
Il contrasto tra questa realtà e quella dell'industria legale è netto. Negli stabilimenti autorizzati ogni pacchetto attraversa una serie di verifiche rigorose. Lungo le linee, una telecamera industriale acquisisce immagini di sigarette, confezioni ed etichette, mentre il software di visione verifica che ogni elemento sia conforme e che i codici di tracciabilità siano presenti e leggibili.
Una scoperta che riaccende i riflettori
Le fabbriche clandestine di sigarette non sono un fenomeno nuovo, ma ogni nuovo caso ricorda quanto possa essere organizzato questo tipo di attività. Macchinari industriali, materie prime e manodopera vengono messi insieme lontano da ogni controllo, con l'obiettivo di produrre a basso costo e vendere sul mercato nero.
Per le comunità locali, scoprire un'attività di questo tipo sul proprio territorio solleva interrogativi sulla legalità, sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro. Ma pone anche una domanda più tecnica: come fa l'industria legale a garantire che i propri prodotti siano riconoscibili e tracciabili?
Perché la produzione illegale è un problema per tutti
La produzione illegale di sigarette sottrae risorse allo Stato, perché sfugge alle imposte, e alimenta circuiti criminali. Ma c'è anche una questione di tutela dei consumatori: un prodotto realizzato senza controlli non offre alcuna garanzia su ciò che contiene né sul rispetto delle norme che regolano il settore.
Proprio per questo l'industria legale è soggetta a regole molto stringenti, che riguardano la composizione dei prodotti, le avvertenze sanitarie, il confezionamento e la tracciabilità di ogni singola unità.
Cosa controlla l'industria legale su ogni pacchetto
Negli stabilimenti autorizzati il controllo qualità è distribuito lungo tutta la linea, dalla produzione della singola sigaretta al confezionamento finale. Ecco alcune delle verifiche più importanti.
- Integrità delle sigarette. Si verifica che ogni sigaretta sia completa, con riempimento uniforme e filtro correttamente applicato, prima che venga inserita nel pacchetto.
- Composizione del pacchetto. Il sistema controlla che ogni confezione contenga il numero corretto di sigarette, disposte nel modo previsto.
- Avvertenze sanitarie. Le avvertenze combinate di testo e immagine previste dalla normativa europea devono essere presenti, corrette e ben leggibili.
- Chiusura e cellophane. La confezione deve essere sigillata correttamente, con l'involucro esterno integro e privo di difetti.
- Codici di tracciabilità. Ogni pacchetto deve riportare l'identificativo univoco richiesto dalla normativa, che viene letto e registrato automaticamente.
Questi controlli avvengono a velocità molto elevate e senza fermare la linea. Le confezioni non conformi vengono espulse automaticamente, mentre ogni esito viene registrato per garantire la tracciabilità della produzione.
Il sistema europeo di tracciabilità
La direttiva europea 2014/40/UE sui prodotti del tabacco ha introdotto un sistema di tracciabilità che, per sigarette e tabacco trinciato, è operativo dal 20 maggio 2019. Ogni confezione unitaria deve riportare un identificativo univoco che permette di seguirne il percorso dalla fabbrica fino al primo punto vendita.
La stessa direttiva prevede anche un elemento di sicurezza, cioè un insieme di caratteristiche visibili e invisibili che consentono di verificare l'autenticità del prodotto. In Italia, il controllo del settore rientra tra le competenze dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Velocità industriale e precisione
Le linee di produzione delle sigarette sono tra le più veloci dell'intera industria manifatturiera. Lavorare a questi ritmi senza rinunciare alla precisione è possibile solo grazie a sistemi automatici di controllo, capaci di esaminare ogni prodotto in una frazione di secondo.
Il controllo umano resta importante per la supervisione delle macchine, la gestione delle anomalie e le verifiche a campione in laboratorio. Ma la verifica pezzo per pezzo, a queste velocità, è affidata ai sistemi di ispezione.
Il ruolo delle autorità e dei controlli sul territorio
La tecnologia da sola non basta a contrastare la produzione illegale. Fondamentale resta il lavoro delle forze dell'ordine e delle autorità di controllo, che individuano le attività clandestine e ne interrompono la filiera. Le informazioni raccolte grazie ai sistemi di tracciabilità possono aiutare a distinguere rapidamente i prodotti legali da quelli di provenienza sospetta.
Anche i cittadini hanno un ruolo: acquistare solo nei canali autorizzati significa non alimentare un mercato che danneggia l'economia legale e la salute pubblica.
Tecnologia contro la contraffazione
L'industria legale e le autorità utilizzano diversi strumenti per rendere più difficile la contraffazione e più semplice il riconoscimento dei prodotti autentici.
Codici univoci e lettura automatica
L'identificativo univoco stampato su ogni pacchetto viene letto automaticamente durante la produzione e registrato nel sistema di tracciabilità. Questo permette di ricostruire il percorso di ogni confezione e di individuare eventuali anomalie nella distribuzione.
Elementi di sicurezza sulle confezioni
Agli identificativi si aggiungono elementi di sicurezza difficili da replicare, che consentono alle autorità di verificare l'autenticità del prodotto. Una fabbrica clandestina può imitare l'aspetto di un pacchetto, ma difficilmente riesce a riprodurre in modo credibile l'intero sistema di identificazione.
Una filiera trasparente come difesa
Il caso emerso nel Viterbese mostra che la produzione illegale continua a rappresentare un rischio. Ma mostra anche, per contrasto, quanto la filiera legale abbia investito in controlli, tracciabilità e trasparenza.
Ogni pacchetto prodotto legalmente porta con sé una storia documentata: dove è stato fatto, quando, su quale linea. È questa trasparenza, costruita con tecnologia e regole precise, la principale difesa contro chi cerca di produrre e vendere al di fuori della legge.
Viterbo, nuovo abbandono di eternit nellarea dellAcquarossa
VITERBO - Nuovo episodio di abbandono illecito di rifiuti nell’area dell’Acquarossa, a Viterbo, dove è stata segnalata la presenza di una quantità consistente di materiale presumibilmente contenente eternit e amianto. Un episodio che riporta l’attenzione sul degrado ambientale e sulla necessità di individuare i responsabili di comportamenti che possono avere conseguenze anche sulla sicurezza ambientale del territorio.
A sollevare maggiori interrogativi sarebbe soprattutto la presenza di telecamere comunali nella zona. La loro installazione dovrebbe contribuire a scoraggiare gli scarichi abusivi e, quando possibile, a consentire l’identificazione di chi abbandona rifiuti. Resta però da chiarire se e con quali modalità le immagini vengano effettivamente monitorate. Un aspetto che richiederebbe una verifica da parte dell’amministrazione.
La responsabilità dell’abbandono resta naturalmente in capo a chi deposita illegalmente i materiali. Tuttavia, la presenza di sistemi di videosorveglianza rende necessario interrogarsi anche sulla loro effettiva funzionalità e sull’esistenza di procedure di controllo capaci di prevenire nuovi episodi e risalire agli autori.
Panathlon Viterbo celebra 60 anni di storia: «La casa di tutti gli sportivi al servizio del ...
VITERBO - Sessant’anni di impegno nella promozione della cultura sportiva, dell’etica e del fair play. Il Panathlon Club di Viterbo ha celebrato un importante anniversario alla presenza del presidente di Panathlon International, Giorgio Chinellato, e del presidente del club viterbese, Giancarlo Bandini, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e dello sport.
«Siamo la casa di tutti gli sportivi al servizio di istituzioni e territorio», ha dichiarato Chinellato, sottolineando il ruolo dell’organizzazione nella diffusione dei valori sportivi e nella collaborazione con le amministrazioni pubbliche.
«Da 75 anni mettiamo a disposizione la nostra cultura e passione e il nostro essere volontari nel mondo dello sport delle pubbliche amministrazioni. Il Panathlon è una risorsa per tutta la comunità», ha aggiunto il presidente internazionale, riconoscendo al club di Viterbo la capacità di ripartire e mantenere viva la propria attività soprattutto dopo la pandemia. Un segnale di vitalità, ha evidenziato, che testimonia anche il riconoscimento del territorio per il lavoro svolto.
Bandini: «Sessant’anni di impegno e passione»
Il presidente Giancarlo Bandini ha ripercorso il significato di una storia costruita attraverso la partecipazione e la dedizione dei soci, con l’obiettivo di diffondere i principi fondanti dello sport.
«Sessant’anni di storia rappresentano un traguardo di straordinaria importanza, capace di testimoniare la solidità di un percorso costruito giorno dopo giorno grazie all’impegno, alla passione e alla dedizione di tutti coloro che hanno creduto nei principi e nelle finalità del Panathlon», ha affermato Bandini.
Nel corso dei decenni, il club è diventato un punto di riferimento per la promozione della cultura sportiva, della lealtà e del fair play, affiancando all’attività agonistica iniziative dedicate all’educazione, all’inclusione, alla crescita personale e alla solidarietà. Attraverso incontri, riconoscimenti e collaborazioni con istituzioni e associazioni, il Panathlon ha contribuito a rafforzare il legame tra sport e comunità viterbese, con particolare attenzione alle giovani generazioni.
A testimoniare il percorso compiuto è anche il volume realizzato per il sessantesimo anniversario, che raccoglie immagini, testimonianze, iniziative e storie dei protagonisti che hanno contribuito a costruire il patrimonio umano, sportivo e culturale del club.
Le istituzioni celebrano il traguardo
Numerose le voci istituzionali che hanno voluto rendere omaggio all’anniversario.
Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, ha sottolineato il valore della rete costruita nel tempo e la capacità del club di promuovere iniziative locali diventate parte della programmazione nazionale del Panathlon, contribuendo alla crescita delle comunità attraverso valori e obiettivi condivisi.
La sindaca di Viterbo Chiara Frontini, panathleta da dieci anni, ha espresso orgoglio per aver preso parte a una parte significativa della storia dell’associazione, evidenziando la capacità del club di radicarsi nel territorio e promuovere iniziative a sostegno del movimento sportivo.
Il consigliere regionale Daniele Sabatini ha rivolto un riconoscimento ai soci che, in sessant’anni, hanno messo a disposizione del territorio passione, competenze e umanità. Giuseppe Andreana, presidente del Comitato regionale Lazio del Comitato italiano paralimpico, ha invece evidenziato la collaborazione tra Panathlon Viterbo e Cip, auspicando la prosecuzione delle attività di sensibilizzazione nelle scuole sui valori del paralimpismo.
Alla cerimonia erano presenti anche Alessandro Romoli, presidente della Provincia di Viterbo; Rita Custodi, consigliere del Distretto Italia Panathlon; Giorgio Costa, che ha letto il messaggio di Carlo Fagiolino, presidente del Collegio di garanzia statutaria di Panathlon International; Cesare Sagrestani, governatore dell’Area XIV Lazio del Distretto Italia; Ennio Mariani, presidente della sezione Aia di Viterbo; e Silvia Somigli, vicepresidente del Rotary Club Viterbo.
Hanno partecipato inoltre i presidenti dei Panathlon Club di Latina, Umberto Martone, di Roma, Stefania Lella, di Rieti, Maurizio Simonetti, e di Orvieto, Lucia Custodi.
Onorificenze ai soci storici e agli atleti
Uno dei momenti più significativi della giornata è stata la consegna delle onorificenze e delle targhe celebrative ai soci storici e agli atleti che hanno contribuito alla storia sportiva del territorio. I riconoscimenti sono stati assegnati a Massimo Salcini, Domenico Palazzetti, Salvatore Fratejacci, Andrea Stefano Marini Balestra, Carlo Pucciatti, Sebastiano La Spina, Chiara Frontini e Luca Pizzitola.
Speciali riconoscimenti per gli eccezionali meriti agonistici e associativi sono stati conferiti anche ad Alessandro Lupino, per il motocross, Alessandro Lanzi, per il rugby, ed Enzo Colonna, per il basket.
La celebrazione dei sessant’anni ha così rappresentato non soltanto un’occasione per ricordare il cammino compiuto dal Panathlon Viterbo, ma anche un momento per rinnovare l’impegno nella promozione di uno sport fondato su rispetto, inclusione, responsabilità e partecipazione, al servizio delle nuove generazioni e dell’intera comunità.
In cammino con gli alberi: 70 camminatori e 60 querce sulle strade bianche di Villa San ...
VILLA SAN GIOVANNI IN TUSCIA - Domenica 18 ottobre quasi 70 persone sono partite dalla sede di Freedom APS, in piazza Savoia a Villa San Giovanni in Tuscia, ognuna con un albero nello zaino. Hanno camminato per circa 10 km sulle strade bianche e nei boschi intorno al paese.
La camminata fa parte del progetto “In cammino con gli alberi”, che Freedom APS ha ideato e autofinanziato e che propone per la prima volta in Italia. Da anni l’associazione lavora per promuovere il territorio e la tutela del patrimonio naturale. Con questo progetto vuole avvicinare le persone agli alberi: chi ha camminato, arrivando da diverse parti della provincia, e chi vedrà crescere quegli alberi nel proprio paese.
Ogni albero sarà piantato in un comune diverso. Il primo è stato messo a dimora a Villa San Giovanni in Tuscia subito dopo la camminata. Altri sono già stati piantati a Sutri, Monte Romano e Civita Castellana, e ora stanno partendo quelli per Nepi, Viterbo, Tuscania, Soriano nel Cimino e Allumiere. Ai comuni non si chiede nessun contributo economico. Devono solo impegnarsi a piantare l’albero in uno spazio di uso pubblico, anche insieme a Pro Loco e associazioni del posto.
Gli alberi sono roverelle (Quercus pubescens), una quercia autoctona adatta ai suoli della Tuscia. Le piante hanno 2-3 anni, sono alte tra 1,5 e 2 metri e sono coltivate in vaso, così si possono portare a piedi. Le ha fornite il Vivaio Vignolini di Vetralla, che sostiene il progetto fin dall’inizio. Durante le soste si è parlato delle piante, dei luoghi dove verranno messe a dimora e di come crescono.
L’iniziativa ha il patrocinio del Dipartimento Ambiente, clima e salute dell’ASL di Viterbo. Alla camminata hanno partecipato alcuni componenti del Dipartimento, coordinato da Annarita Castrucci. Il gruppo lavora secondo l’approccio One Health, che considera collegate la salute delle persone, quella degli animali e quella dell’ambiente e chiede di affrontarle insieme, mettendo in comune competenze diverse. Gli alberi sono un esempio pratico di questo legame. Migliorano l’aria che respiriamo, fanno ombra e abbassano la temperatura di strade e piazze d’estate, danno rifugio a uccelli e insetti impollinatori, invitano a stare all’aperto e fanno bene anche all’umore. Per la ASL prendersi cura del verde pubblico significa prendersi cura della salute di chi vive in quel luogo.
Freedom APS vuole rendere la camminata un appuntamento annuale, coinvolgendo ogni anno nuovi comuni e piantando più alberi.
Hanno partecipato le associazioni Dove passano le nuvole più belle (Monte Romano), Kathairo (Tuscania), Menica Alta (Soriano nel Cimino), Cammino dei Minatori (Allumiere) e Alice Nova. Gli organizzatori ringraziano anche il Vivaio Vignolini per il suo sostegno di lunga data e la Trattoria Pizzeria Da Peppone per l’accoglienza.
Tommaso Longobardi a Bolsena presenta Senza Maschera: i retroscena della comunicazione di ...
BOLSENA - Come si costruisce una strategia di comunicazione politica capace di raggiungere direttamente i cittadini e accompagnare un leader fino alla Presidenza del Consiglio? A raccontarlo è Tommaso Longobardi, consulente strategico della comunicazione digitale di Giorgia Meloni, nel libro “Senza Maschera”, che ripercorre l’evoluzione della comunicazione della premier dal 2018 fino all’approdo a Palazzo Chigi.
Il volume offre uno sguardo dall’interno sul lavoro che accompagna la costruzione di una strategia comunicativa, attraverso retroscena, episodi e scelte che hanno contribuito a definire linguaggi, format e community nell’era digitale. Un percorso che permette di approfondire i cambiamenti nel rapporto tra politica e cittadini e il ruolo assunto dai nuovi strumenti di comunicazione nella costruzione del consenso.
La presentazione è in programma giovedì 29 ottobre, alle ore 18.30, a Palazzo Cozza Caposavi, in piazza San Rocco 12, a Bolsena.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti dell’onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati, e di Francesco Cozza Caposavi, presidente della Commissione Cultura del Comune di Bolsena.
A dialogare con l’autore sarà il professor Luigi Di Gregorio, docente di Comunicazione politica all’Università degli Studi della Tuscia.
L’appuntamento offrirà l’occasione per approfondire le dinamiche della comunicazione politica contemporanea, analizzando strategie e strumenti digitali attraverso l’esperienza di chi ha seguito da vicino il percorso comunicativo della presidente del Consiglio.
Sorianese, conclusi gli incarichi di Chirieletti, Cervini, Coni e Cusi
SORIANO NEL CIMINO - L’ASD Sorianese comunica di aver risolto consensualmente il rapporto con l’allenatore della prima squadra Christian Chirieletti e con l’allenatore in seconda Manuel Cervini.
La società rende inoltre note le dimissioni di Luigi Coni dall’incarico di direttore sportivo e la conclusione dell’incarico di Francesco Cusi nel ruolo di team manager.
La Sorianese ringrazia Chirieletti, Cervini, Coni e Cusi per il lavoro svolto e augura loro il meglio per il futuro personale e professionale.
Tuscia in Arte 2026, la bassa Tuscia diventa un itinerario dedicato allarte contemporanea
SUTRI - La bassa Tuscia si prepara ad accogliere la prima edizione di Tuscia in Arte – Settimana dell’Arte Contemporanea, in programma dal 7 al 15 novembre 2026. Il progetto coinvolgerà gli spazi espositivi di Bassano Romano, Calcata e Sutri, dando vita a un itinerario diffuso tra mostre ed eventi dedicati alle molteplici espressioni dell’arte contemporanea. La manifestazione è promossa dall’associazione culturale blowart, con il patrocinio della Provincia di Viterbo.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere in relazione spazi indipendenti, artisti e pubblico, valorizzando le esperienze culturali già presenti sul territorio e favorendone la conoscenza. Al centro del progetto c’è la volontà di costruire una rete tra realtà espositive che, pur operando in contesti differenti, condividono l’impegno nella ricerca artistica e nella promozione della cultura.
Una rete che valorizza le differenze
Tuscia in Arte si fonda sul principio della pluralità: ogni spazio manterrà la propria identità, autonomia curatoriale e libertà nella scelta di artisti, opere e contenuti, senza essere vincolato a un tema comune o a una linea estetica prestabilita. L’intento non è uniformare le proposte, ma mettere in risalto le differenze e la varietà dei linguaggi artistici, considerate una risorsa per l’intero territorio.
Attraverso una promozione condivisa, la manifestazione punta ad ampliare la visibilità delle singole realtà espositive e a incoraggiare il pubblico a scoprire luoghi e percorsi di ricerca artistica che si sviluppano al di fuori dei principali centri urbani. L’iniziativa si inserisce in un contesto di grande valore paesaggistico, storico e archeologico, proponendo una prospettiva contemporanea capace di affiancare patrimonio e creatività.
Inaugurazione il 7 novembre: visite gratuite fino al 15
L’apertura ufficiale è prevista per sabato 7 novembre, dalle ore 11 alle 17. Per l’occasione, il pubblico potrà visitare le diverse mostre seguendo una mappa dedicata, pensata per accompagnare i visitatori da uno spazio all’altro e facilitare la scoperta delle proposte artistiche. Nei giorni successivi, fino al 15 novembre, gli spazi saranno visitabili su appuntamento.
La rete comprende realtà indipendenti attive da almeno cinque anni, affiancate da un nuovo spazio espositivo che aprirà proprio in occasione della manifestazione. Un incontro tra esperienze consolidate e nuove iniziative che intende dimostrare come la ricerca e la promozione dell’arte contemporanea possano crescere anche lontano dai grandi poli urbani, grazie alla collaborazione e al radicamento territoriale.
Tuscia in Arte si propone così non soltanto come una settimana di mostre, ma come un’occasione per mettere in relazione le energie culturali della bassa Tuscia e offrire al pubblico un’esperienza di visita gratuita. L’obiettivo è favorire la crescita di una rete aperta e dinamica, nella quale ogni spazio possa esprimere la propria specificità contribuendo, al tempo stesso, a un progetto culturale condiviso.
Attività regolamentate ed ex ruoli, il 29 ottobre incontro organizzato dalla Camera insieme ...
VITERBO – E’ alle attività regolamentate ed ex ruoli che è dedicato il nuovo appuntamento organizzato per il prossimo giovedì 29 ottobre dalle 15 alle 17 nell’ambito del Piano Formativo Congiunto 2026, intitolato 'Il Registro Imprese, le Opportunità e gli Adempimenti Telematici: Strumenti e Casi Pratici per i Professionisti', promosso dalla Camera di Commercio di Rieti-Viterbo in stretta collaborazione con l'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rieti e l'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Viterbo.
L’incontro, accreditato dai due ordini professionali, si svolgerà presso la Sala Consiglio (secondo piano) della sede camerale di Rieti (via Paolo Borsellino, 16), oltre che online su piattaforma Zoom, e si concentrerà su 'Attività regolamentate ed ex ruoli”, facendo il punto sui requisiti morali e professionali per l'accesso alle attività, sulla gestione delle incompatibilità alla luce delle ultime circolari ministeriali, sulle procedure di revisione dinamica e sui principali adempimenti REA (SCIA, modifiche, trasferimenti e polizze assicurative), offrendo un'ampia disamina di casi reali ed errori ricorrenti.
La partecipazione agli incontri è gratuita, con prenotazione obbligatoria. Per consultare il programma completo e accedere ai link di registrazione ai singoli appuntamenti, è possibile visitare la pagina dedicata sul sito istituzionale della Camera di Commercio di Rieti Viterbo al seguente indirizzo: https://www.rivt.camcom.it/it/news/camera-e-ordini-commercialisti-di-rieti-e-viterbo-al-via-il-piano-formativo-congiunto-2026_2819.htm
Per ulteriori informazioni ed assistenza, le segreterie organizzative sono raggiungibili agli indirizzi e-mail: registro.imprese@rivt.camcom.it, segreteria@odcecviterbo.it e info@odcec.rieti.it.
Edilizia scolastica, la Provincia fa il punto sui lavori al Ruffini: «Oltre 300mila euro lanno ...
VITERBO - La Provincia di Viterbo fa il punto sugli interventi di edilizia scolastica negli istituti superiori della Tuscia, tra lavori conclusi, cantieri in corso e nuove opere in programma. Il presidente Alessandro Romoli ha incontrato i responsabili del settore per fare il punto sulle condizioni degli edifici e sulle risorse necessarie per la loro manutenzione, soffermandosi in particolare sul liceo Paolo Ruffini di Viterbo e sul problema dei danneggiamenti alle strutture scolastiche.
Nel corso del 2025 e del 2026, al Ruffini sono stati realizzati diversi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Nella sede centrale di piazza Dante Alighieri i lavori hanno riguardato le coperture, i servizi igienici, gli impianti e la riparazione di porte, finestre e pavimentazioni. Nella sede distaccata di via della Verità, invece, sono stati affidati interventi di manutenzione straordinaria dei bagni.
Sono inoltre in corso opere di consolidamento statico, mentre sono state avanzate richieste di finanziamento per ulteriori interventi di riqualificazione energetica e adeguamento strutturale.
Il nodo dei danneggiamenti
Accanto agli interventi di manutenzione, durante l’incontro è emersa nuovamente la questione dei continui danneggiamenti agli edifici scolastici della provincia. Secondo quanto riferito dall’amministrazione, le riparazioni comportano una spesa superiore ai 300mila euro all’anno, sottraendo risorse che potrebbero essere destinate al miglioramento degli istituti.
«Le condizioni delle nostre scuole meritano attenzione e siamo i primi a riconoscere la necessità di intervenire dove persistono delle criticità – dichiara il presidente della Provincia, Alessandro Romoli –. Gli interventi effettuati al Ruffini e nelle altre scuole della provincia dimostrano che l’amministrazione sta lavorando. Ma non possiamo ignorare un problema altrettanto concreto: ogni anno i danneggiamenti agli edifici scolastici costano alla Provincia oltre 300mila euro. Risorse che potrebbero essere destinate a investimenti migliorativi negli istituti e che invece siamo costretti a utilizzare per riparare danni evitabili. È una situazione insostenibile».
Annunciato un confronto con i dirigenti scolastici
Romoli ha annunciato la volontà di affrontare la questione attraverso un incontro urgente con l’Ufficio scolastico provinciale e i dirigenti degli istituti superiori, chiedendo maggiore responsabilità nella prevenzione degli episodi e nell’individuazione dei responsabili.
«Su questo sono intransigente. Chiederemo un incontro urgente con l’Ufficio scolastico provinciale e i dirigenti degli istituti superiori, perché è necessario che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, a partire da chi ha il compito di guidare le comunità scolastiche. Non possiamo continuare ad assistere a danneggiamenti senza che vengano individuati i responsabili e adottati provvedimenti esemplari», ha affermato il presidente.
Romoli ha infine richiamato il ruolo educativo della scuola e l’importanza del rispetto delle regole e del patrimonio pubblico, sottolineando la necessità di contrastare atteggiamenti permissivi di fronte agli atti vandalici. L’obiettivo, ha ribadito, è evitare che le risorse destinate alla riparazione dei danni sottraggano ulteriori possibilità di investimento per rendere gli edifici scolastici più sicuri e funzionali.
