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Acquapendente rinnova la devozione a SantAntonio da Padova: processione per le vie del centro
ACQUAPENDENTE – Dopo le celebrazioni dedicate alla Madonna del Fiore e al Corpus Domini, la comunità di Acquapendente si prepara a vivere uno degli appuntamenti religiosi più sentiti e partecipati dell'anno: la festa di Sant'Antonio da Padova, patrono perpetuo della città.
Sabato 13 giugno, a partire dalle ore 18, la tradizionale processione guidata dal parroco don Enrico Castauro attraverserà le vie del centro storico accompagnata da centinaia di fedeli che, come vuole la tradizione, porteranno in mano i caratteristici ceri votivi. Al termine del corteo religioso sarà celebrata una Santa Messa in ricordo di quanti, pur non essendo più tra noi, hanno contribuito nel corso degli anni all'organizzazione della festa: Padre Alberto Bisconti, don Luigi Squarcia, Mario Ronchini e Bruno Bonamici.
La ricorrenza rappresenta molto più di una semplice celebrazione religiosa. Le sue origini affondano infatti in una pagina importante della storia cittadina. Secondo quanto riportato da Padre Marcello Bisconti nelle sue ricerche basate sulle 'Memorie storiche di Acquapendente' del Costantini, la devozione ufficiale a Sant'Antonio risale al 1631, anno in cui la terribile epidemia di peste che aveva colpito Mantova, Venezia e Modena minacciava di estendersi anche alla Toscana e all'Alta Tuscia.
Di fronte al pericolo imminente, il 6 luglio di quell'anno il Consiglio Generale di Acquapendente decise di eleggere Sant'Antonio da Padova patrono perpetuo della città, invocandone la protezione. La peste risparmiò il territorio aquesiano e la popolazione attribuì quella grazia all'intercessione del Santo, consolidando una devozione che probabilmente era già radicata fin dal XIII secolo, quando i Francescani assunsero la cura della Chiesa di Santa Maria del Borgo.
A testimoniare quella riconoscenza fu Fra Giulio Leonardi, religioso originario di Acquapendente e affermato teologo dell'epoca, che fece incidere nel chiostro di San Francesco una significativa epigrafe in latino. Nel testo Acquapendente veniva simbolicamente accostata a Padova, unita dalla protezione e dall'amore per Sant'Antonio. Alcuni anni più tardi, nel 1645, lo stesso frate commissionò al pittore Francesco Nasini un ciclo di affreschi dedicati alla glorificazione del Santo nel presbiterio della chiesa francescana.
La tradizione racconta inoltre un secondo episodio che contribuì a rafforzare il legame tra la città e il suo patrono. Nel 1696, a pochi giorni dalla festa di Sant'Antonio, un violento terremoto colpì numerosi centri dell'Italia centrale, provocando gravi danni a Bagnoregio, Orvieto e Tuscania. Acquapendente, secondo le cronache dell'epoca, uscì praticamente indenne dalla calamità. Anche in quell'occasione la popolazione attribuì la salvezza all'intercessione del Santo e organizzò una solenne processione di ringraziamento con la partecipazione delle autorità civili e religiose.
Una tradizione che si rinnova ancora oggi e che continua a rappresentare uno dei momenti più identitari per la comunità aquesiana. La processione dei ceri, le preghiere e la partecipazione popolare mantengono viva quella promessa formulata quasi quattro secoli fa da Fra Giulio Leonardi, che nell'epigrafe dedicata a Sant'Antonio scriveva come i benefici ricevuti sarebbero rimasti vivi «nel ricordo, nei monumenti, nelle ricorrenze festive, nei cuori nostri e dei posteri».
Un patrimonio di fede, memoria e appartenenza che anche quest'anno accompagnerà Acquapendente nel giorno dedicato al suo Santo protettore.
Turismo e Cultura, al via la selezione di 4 ristoranti nellAlto Lazio per gli shooking 2026
VITERBO – Valorizzare il patrimonio enogastronomico locale attraverso i canali digitali e le voci degli esperti del settore. Con questo obiettivo l’Azienda Speciale Centro Italia della Camera di Commercio Rieti Viterbo, con il contributo dell’Ente camerale e della Regione Lazio, lancia due Avvisi Pubblici per la ricerca di 4 attività di ristorazione (2 nella provincia di Rieti e 2 nella provincia di Viterbo) interessate a ospitare e co-organizzare gli eventi “Showcooking 2026”.
Le iniziative, programmate per il periodo ottobre - novembre 2026, si inseriscono nel più ampio e consolidato Progetto camerale “Turismo e Cultura”.
Divenuti ormai un appuntamento fisso e di successo del progetto, gli showcooking consistono in sessioni interattive da remoto. Gli chef delle strutture selezionate prepareranno un piatto tipico della tradizione locale, interagendo in diretta streaming con una platea selezionata di giornalisti e food blogger del settore agroalimentare e turistico. I partecipanti, oltre a replicare la ricetta a distanza sotto la guida dello chef, divulgheranno successivamente sui propri canali di comunicazione le peculiarità del piatto, i prodotti locali utilizzati e la storia del ristorante ospitante, garantendo così un'importante vetrina promozionale.
La call è rivolta ad attività di ristorazione (ristoranti, trattorie, attività di agriturismo e agri-ristoro che esercitano la somministrazione alimentare al pubblico) del territorio reatino e viterbese. La partecipazione per i soggetti individuati è a titolo gratuito, tuttavia l’Azienda speciale Centro Italia fornirà un supporto logistico ed economico completo: metterà a disposizione tutte le materie prime necessarie alla preparazione dei piatti per i partecipanti e si farà pieno carico dell'organizzazione e dei costi della diretta streaming.
Le strutture interessate a cogliere questa opportunità di promozione dovranno inviare il modulo di richiesta di partecipazione esclusivamente via PEC all'indirizzo aziendacentroitalia@pec.it entro e non oltre le ore 17.00 del 30 giugno 2026.
Per consultare il testo integrale dei due avvisi pubblici (Rieti e Viterbo), verificare i requisiti e scaricare i modelli di domanda di partecipazione, si invitano gli interessati a visitare il sito ufficiale dell'Azienda Speciale Centro Italia ai link https://www.aziendacentroitalia.it/showcooking-2026-viterbo/ e https://www.aziendacentroitalia.it/showcooking-2026-rieti/
Norchia, il Comune di Viterbo approva il parco
di Fabio Tornatore
VITERBO - Approvate in Giunta Comunale le linee guida per la costituzione del parco archeologico a rete che include Norchia, Grotta Porcina e Castel d'Asso. Il Comune di Viterbo elabora gli obiettivi necessarie alla salvaguardia e alla valoirizzazione dell'area che include insediamenti dall'era antica a quella medioevale. 'Queste sono le nosre radici, qiesta è la nostra storia' riferisce Roberto Oriolesi, archeologo e presidente dell'associazione Salviamo Norchia.
Le linee guida per la costituzione del parco includono la garanzia, la tutela e la conservazione del patrimonio archeologico e paesaggistico; la promozione e la fruizione pubblica e l’accessibilità dei siti; la valorizzazione turistica e culturale del territorio; lo viluppare attività di ricerca scientifica, didattica e di divulgazione; generare ricadute economiche e occupazionali per il territorio.
'Questo patrimonio è unico al mondo' spiega Roberto Oriolesi 'quando vado nei musei a fare ricerca e vedono dai documenti che sono di Vetralla saltano dalla sedia, mi chiedono di Norchia, chiedono a che punto sono i restauri, gli studi, lr attività'
L'approvazione delle linee guida per la costituzione di un parco archeologico a rete tra Norchia, Grotta Porcina e Castel d'Asso, è solo uno dergli impegni per la realizzazione del sito archeologici
Stazione Capranica-Sutri, pendolari senza ripari e servizi: chiesto l'intervento del Comune
CAPRANICA – Una stazione ferroviaria strategica per migliaia di cittadini della Tuscia, ma priva di servizi essenziali per garantire condizioni adeguate di attesa e accoglienza. È questa la denuncia contenuta in una comunicazione indirizzata al sindaco del Comune di Capranica e all'Ufficio Relazioni con il Pubblico, con la quale si chiede all'amministrazione comunale di farsi portavoce presso Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Regione Lazio delle criticità che interessano la stazione ferroviaria di Capranica-Sutri, situata a Capranica Scalo.
Al centro della segnalazione vi sono due problematiche considerate particolarmente gravi dagli utenti della linea ferroviaria FL3 Roma-Viterbo: l'assenza di adeguate pensiline lungo le banchine e la totale mancanza di servizi igienici pubblici.
Secondo quanto evidenziato nella richiesta, i passeggeri sono costretti ogni giorno ad attendere i treni completamente esposti alle intemperie, senza alcuna protezione dalla pioggia o dal sole, se non il sottopassaggio pedonale della stazione. Una situazione che si ripete quotidianamente e che diventa ancora più problematica durante i mesi invernali e nelle giornate di maltempo.
A ciò si aggiunge la totale assenza di toilette pubbliche utilizzabili, un disagio che colpisce in particolare anziani, bambini, persone con disabilità e tutti coloro che devono affrontare tempi di attesa prolungati a causa di ritardi o coincidenze.
La stazione di Capranica-Sutri rappresenta uno dei principali punti di accesso ferroviario della Tuscia lungo la linea FL3 e serve non solo il comune di Capranica, ma anche i territori di Sutri, Bassano Romano, Ronciglione, Barbarano Romano e Vejano. Un bacino d'utenza che supera i 25 mila residenti e che genera quotidianamente un significativo flusso di lavoratori pendolari e studenti diretti verso Roma, Viterbo e Bracciano.
Nella comunicazione si sottolinea come, pur essendo la gestione dell'infrastruttura di competenza di RFI, il ruolo delle istituzioni locali sia fondamentale per rappresentare le esigenze del territorio e promuovere interventi migliorativi. Per questo viene chiesto al Comune di Capranica di avviare un confronto formale con RFI e con la Regione Lazio affinché la stazione possa essere inserita nei futuri programmi di investimento infrastrutturale.
Tra le proposte avanzate figurano l'installazione di pensiline adeguate a protezione delle banchine e l'attivazione di servizi igienici permanenti o temporanei, attraverso l'impiego di bagni autopulenti automatizzati o moduli dedicati.
L'obiettivo è migliorare le condizioni di utilizzo di una stazione considerata fondamentale per la mobilità del territorio, garantendo maggiore comfort, sicurezza e dignità ai numerosi cittadini che ogni giorno scelgono il trasporto ferroviario per motivi di studio e lavoro.
Arduino Troili, il consiglio comunale ne onora la memoria
VITERBO – Palazzo dei Priori omaggia la memoria di Arduino Troili con il primo voto elettronico della nuova sala consiliare. Il consiglio comunale ha infatti deciso di intitolare all’ex consigliere, scomparso nei giorni scorsi, il Centro Sociale Anziani “La Torre” di Bagnaia.
Prima il ricordo da parte di molti consiglieri comunali, poi il minuto di silenzio. Successivamente è arrivata l’approvazione dell’intitolazione del Centro Sociale Anziani “La Torre” di Bagnaia, di cui Troili era stato anche presidente.
Storico il legame con il capogruppo del Pd, Alvaro Ricci, che lo ha ricordato soprattutto per la sua fede, che lo ha aiutato a superare molti dei momenti più drammatici della sua vita, legati a una malattia importante.
«Ricordiamo tutti Arduino come una persona autentica, capace di amare e di prodigarsi per il prossimo, in particolare verso l’ex Comune di Bagnaia», è stato sottolineato durante il ricordo in aula.
Con la decisione di oggi, Bagnaia fissa nella propria storia il nome di un cittadino che ha voluto bene alla sua comunità e che per anni si è speso al servizio del territorio.
L'olio della Tuscia trionfa ad Amsterdam
MONTEFIASCONE - Importante riconoscimento internazionale per il Frantoio Oleario Pierluigi Presciuttini di Montefiascone. L'olio extravergine di oliva 'Le Rose' ha ottenuto la Gold Medal alla quinta edizione dell'Amsterdam International Olive Oil Competition (AIOOC), uno dei più prestigiosi concorsi internazionali dedicati all'olio extravergine di oliva.
La cerimonia di premiazione si è svolta il 4 giugno presso il Campus di Amsterdam della Hotelschool Den Haag. Anche quest'anno la manifestazione ha registrato una significativa partecipazione, accogliendo circa 200 produttori provenienti da 20 Paesi.
L'AIOOC, oltre a rappresentare un importante riconoscimento per la qualità degli oli in concorso, costituisce una qualificata piattaforma di incontro tra produttori, importatori, distributori e professionisti della ristorazione, favorendo nuove opportunità di promozione e collaborazione commerciale nei Paesi Bassi.
Dopo quattro giornate di degustazioni effettuate da esperti assaggiatori e chef stellati, le 26 aziende italiane partecipanti hanno ottenuto risultati di assoluto rilievo: 3 riconoscimenti Platinum, 18 medaglie d'oro, 3 d'argento e 2 di bronzo. L'Italia si è inoltre aggiudicata il prestigioso premio 'Chef's Choice', assegnato da una giuria composta da sei chef dei migliori ristoranti olandesi.
Tra i premiati figura il Frantoio Presciuttini, che ha conquistato la medaglia d'oro con il suo extravergine 'Le Rose'.
«Sono felicissimo e desidero ringraziare gli organizzatori del prestigioso Amsterdam AIOOC. Questo premio rappresenta una conferma del valore del lavoro svolto quotidianamente, della qualità dei nostri oliveti e della professionalità che contraddistingue il territorio della Tuscia. L'olio extravergine 'Le Rose' sta dimostrando anche a livello internazionale quanto sia straordinaria la produzione olivicola della nostra terra, e questo mi riempie di orgoglio», commenta Pierluigi Presciuttini.
Da alcuni anni l'imprenditore è impegnato in un importante progetto di recupero degli oliveti abbandonati. Cresciuto nell'azienda di famiglia, fondata dai genitori nel 1962, dal 2016 prende in gestione gli oliveti non più coltivati nelle campagne circostanti Montefiascone, riportandoli in produzione e contribuendo al tempo stesso alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio rurale della Tuscia.
Oggi il Frantoio Presciuttini gestisce circa 5.000 piante di olivo, un patrimonio agricolo che coniuga tradizione, sostenibilità e qualità, portando l'eccellenza dell'olio extravergine della Tuscia sui mercati nazionali e internazionali.
Nucleare: 'No a depositi superficiali, meglio isolare i rifiuti dentro formazioni rocciose ...
CORCHIANO - I recenti interventi del governo in merito al disegno di legge sulla delega al nucleare sostenibile (attualmente in prima lettura alla Camera), hanno riacceso prepotentemente i riflettori su una delle questioni più spinose e irrisolte del nostro Paese, ovvero il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Mentre la politica torna a parlare di atomo, mini-reattori SMR e nuove strategie energetiche, si riapre inevitabilmente la ferita della gestione delle scorie. Un dibattito che si trascina dietro decenni di rinvii, proteste locali e un'urgenza ambientale che non si può più ignorare.
Al centro della tempesta c’è l’infrastruttura di superficie progettata da Sogin per mettere in sicurezza i residui dello smantellamento delle nostre vecchie centrali, ma anche i rifiuti prodotti ogni giorno dalla medicina nucleare, dalla ricerca, dall'industria e dallo smantellamento delle armi. Sulla carta, il progetto prevede una struttura a barriere ingegneristiche multiple concepita per resistere almeno 300 anni, il tempo necessario a far decadere i radionuclidi a bassa attività. In tutto, l'infrastruttura dovrebbe ospitare circa 95.000 metri cubi di materiali. La fetta più grande, circa 78.000 metri cubi, è composta da rifiuti a molto bassa e bassa attività, per i quali il deposito rappresenterà la tomba definitiva.
Ci sono però altri 17.000 metri cubi di scorie a media e alta attività, compreso il combustibile irraggiato delle vecchie centrali che attualmente si trova all'estero per il riprocessamento e che entro poco più di un decennio dovrà rientrare in Italia ed è proprio qui che incontriamo una delle contraddizioni che rendono questo progetto inaccettabile: per anni si è raccontato al pubblico che il sito sarebbe servito solo per le scorie a bassa attività e invece, a fine novembre 2020 – un mese prima della pubblicazione della Cnapi (Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee) – l'ISIN ha pubblicato la Guida Tecnica n. 30 che ha cambiato le carte in tavola regolamentando lo stoccaggio temporaneo di lunga durata – parliamo di 50 anni, ma sicuramente oltre i 100 – proprio per i rifiuti ad alta attività.
Si è creato così un paradosso: un sito giudicato idoneo per ospitare materiali leggeri in via definitiva viene considerato automaticamente sicuro per tenere in pancia, seppur 'temporaneamente', scorie altamente radioattive. Come se non bastasse la confusione normativa, a demolire la credibilità scientifica del piano ci si sono messi i criteri di selezione del territorio.
La guida tecnica n. 29 parla chiaro: un'area, per essere idonea, deve mostrare una piena rispondenza a tutti i livelli di sicurezza, senza sconti o deroghe su sismicità, idrologia o distanze. Eppure, la famigerata Cnapi (e la successiva Cnai) non è nata da campagne di scavo o studi aggiornati allo stato attuale dei luoghi, ma da vecchie analisi bibliografiche basate su documenti e mappe datati anche di sessanta anni.
Quando si è aperta la consultazione pubblica, i nodi sono venuti al pettine. Analisi dettagliate condotte da tecnici indipendenti ed enti locali hanno dimostrato che tutte le aree scelte nella Tuscia, semplicemente, non rispettavano alcuni dei criteri tassativi della Guida 29: falde acquifere superficiali, fragilità geomorfologiche, distanze non considerate e aspetti socioeconomici che i vecchi documenti adottati da Sogin avevano ignorato continuano ad essere inspiegabilmente ignorati anche oggi!
A conti fatti, appare come una scommessa decisamente audace e azzardata quella di voler collocare per ben 300 anni rifiuti radioattivi in superficie, in mezzo alle popolazioni, a due passi dalla Capitale e in aree che oggettivamente non hanno la piena rispondenza dei parametri di sicurezza, come previsto dalla Guida Tecnica 29. Il prezzo di questa scommessa, purtroppo, rischia di essere pagato interamente dai cittadini, costretti loro malgrado a subire una decisione calata dall'alto.
A completare questo quadro già critico è arrivato il radicale shock geopolitico degli ultimi anni. Eppure, la storia recente avrebbe dovuto insegnarci qualcosa: già nel 2003, sulla scia dell'emozione e dei timori globali scatenati dagli attentati alle Torri Gemelle dell'11 settembre, l'Italia aveva cercato una strada diversa. All'epoca, proprio per non esporre i materiali nucleari a speculazioni belliche o rischi terroristici, fu scelto di collocare i rifiuti radioattivi in un deposito geologico profondo, individuato nell'ex miniera di sale di Scanzano Jonico
. Quel tentativo poi fallì per via delle proteste popolari e della mancanza di concertazione, ma la logica di fondo di allora era strategica: togliere le scorie dalla superficie per sottrarle alla vista e alle minacce asimmetriche.
Oggi i recenti conflitti bellici hanno spazzato via ogni vecchio tabù: gli impianti nucleari non sono più zone franche, ma sono diventati bersagli militari, scudi tattici e strumenti di ricatto energetico e l'Italia ha già avuto i suoi campanelli d'allarme sul fronte della sicurezza, sia digitale che fisica. Quattro anni fa, un gruppo di hacker ha violato i server di Sogin, rubando una massiccia mole di dati sensibili poi messi in vendita su un sito russo; due anni fa, un drone non ben identificato ha sorvolato indisturbato il sito Sogin di Ispra, dimostrando quanto sia facile violare dall'alto la sicurezza di un'area nucleare. In un mondo segnato da guerre ibride, cyber-attacchi, spionaggio e droni suicidi, ha ancora senso ostinarsi a costruire un mega-deposito di superficie? Un bersaglio così ingombrante e facilmente individuabile situato a ridosso di centri abitati.
Non sarebbe più saggio, a questo punto, imitare i modelli europei più avanzati e isolare i rifiuti a centinaia di metri nel sottosuolo, dentro formazioni rocciose stabili e protette, lontano da qualsiasi minaccia aerea o cyber-sabotaggio?
Ma soprattutto, nel 2026 conviene davvero portare avanti questo progetto in superficie? E quanto costerà ai contribuenti la difesa militare di un sito del genere sia in termini economici che di rischio? Proteggere un obiettivo così sensibile richiederà inevitabilmente tecnologie anti-missile, no-fly zone permanenti, sistemi anti-drone e il dispiegamento costante di reparti delle forze armate. Viste le attuali contingenze geopolitiche, considerato l'avvio del nuovo programma atomico all'orizzonte, che oggi prevede un’accelerazione sulla procedura di individuazione dell’area dove costruire il deposito nazionale, e, soprattutto, considerata la realtà dei territori emersa dalla consultazione pubblica e dai ricorsi alla CNAPI e alla CNAI è evidente che sia necessario cambiare radicalmente programma.
Continuare ad ostinarsi su un progetto nato per un momento storico ormai passato, basato su studi obsoleti non ha più senso. È tempo di abbandonare l'idea del deposito unico di superficie e trovare una soluzione alternativa, definitiva e profonda, che metta realmente al sicuro il Paese.
Il Presidente Rodolfo Ridolfi
Aurora Viterbo, avanti con Ciorba, Delle Monache, Guagliardo e Puccica
VITERBO - L’Aurora Viterbo prosegue il lavoro sulla rosa in vista della nuova stagione e conferma altri quattro calciatori: Alberto Ciorba, Andrea Delle Monache, Federico Guagliardo e Luca Puccica.
Ciorba, attaccante classe 1999, resta a disposizione del reparto offensivo gialloblù. In difesa confermati Andrea Delle Monache, classe 1988, Federico Guagliardo, classe 2002, e Luca Puccica, classe 1994.
Quattro permanenze che permettono all’Aurora Viterbo di ripartire da un gruppo già conosciuto, mentre prende forma la squadra per la prossima stagione. Un lavoro portato avanti dal direttore sportivo Fabio Cavalletto in piena condivisione con mister Giovanni De Leo, con l’obiettivo di costruire una rosa equilibrata e coerente con il percorso tecnico avviato.
Ciorba, Delle Monache, Guagliardo e Puccica si aggiungono alle conferme di Mirko Cisterna, Lorenzo Cancelli, Edoardo Cavaliere, Gianlorenzo Bernini e Andrea Barlozzetti, oltre ai nuovi arrivi di Alessandro Gregori, portiere, e Francesco Medori, attaccante.
Megaparco eolico 'Energia Viterbo', il Consiglio dei Ministri revoca il via libera
VITERBO – Il Consiglio dei Ministri ha revocato il precedente via libera al progetto del megaparco eolico 'Energia Viterbo', che prevedeva la realizzazione di tredici aerogeneratori nei territori di Viterbo, Montefiascone e Celleno. Una decisione accolta con soddisfazione dal Coordinamento Ambientale Tuscia (CAT), da Italia Nostra e da numerose realtà associative e istituzionali che negli ultimi mesi si erano mobilitate contro un'opera ritenuta incompatibile con le caratteristiche paesaggistiche, agricole e storiche del territorio.
Per il Coordinamento Ambientale Tuscia si tratta di «una vittoria storica per la popolazione, per le imprese agricole e turistiche e per l'intero ecosistema locale». L'associazione ha voluto ringraziare il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca per il ruolo svolto nel percorso che ha portato alla revoca del provvedimento, insieme all'onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente della Camera, al capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Daniele Sabatini, all'assessore regionale Giancarlo Righini e al presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio Giulio Zelli.
Un riconoscimento è stato rivolto anche alla Provincia di Viterbo, ai sindaci della Tuscia e alle forze politiche di opposizione in Consiglio regionale, che secondo il CAT hanno contribuito a mantenere alta l'attenzione pubblica sulla vicenda, sostenendo le istanze provenienti dal territorio.
Determinante, secondo le associazioni, è stata la mobilitazione popolare culminata nell'assemblea pubblica del 28 marzo scorso alla Rocca dei Papi di Montefiascone, dove amministratori, associazioni agricole, operatori turistici, comitati e cittadini si erano ritrovati per ribadire la contrarietà al progetto. Un momento che viene ricordato come simbolo di una rara convergenza tra istituzioni, mondo economico e società civile nella difesa del territorio.
Il Coordinamento Ambientale Tuscia ha inoltre ribadito che la propria posizione non rappresenta un rifiuto ideologico delle energie rinnovabili, ma una richiesta di pianificazione equilibrata e di una distribuzione più equa degli impianti sul territorio regionale. Secondo il CAT, la provincia di Viterbo sostiene già una quota significativa della produzione energetica da fonti rinnovabili del Lazio e ospita una parte rilevante del comparto agrituristico regionale, elementi che renderebbero necessario un approccio più attento alla tutela del paesaggio e delle attività economiche locali.
Sulla stessa linea anche Italia Nostra, che ha definito la revoca «una decisione di enorme importanza per la salvaguardia della Tuscia». L'associazione ha ringraziato il Governo e la Regione Lazio per aver accolto le richieste provenienti dalle comunità locali, sottolineando come la vicenda dimostri che sviluppo energetico e tutela del territorio debbano procedere insieme, senza compromettere il patrimonio storico, culturale e ambientale dei luoghi.
Nel documento firmato dai rappresentanti nazionali e territoriali dell'associazione, Italia Nostra evidenzia come la Tuscia non possa essere considerata una semplice area destinata a ospitare infrastrutture energetiche industriali, ma un territorio unico, caratterizzato da borghi storici, siti archeologici, produzioni agricole di eccellenza e paesaggi che rappresentano una risorsa fondamentale per l'economia e l'identità locale.
Sia il Coordinamento Ambientale Tuscia sia Italia Nostra auspicano ora che la decisione del Consiglio dei Ministri possa costituire un precedente significativo anche per altre vertenze aperte sul territorio provinciale, chiedendo che la transizione energetica venga accompagnata da criteri di sostenibilità, equilibrio territoriale e tutela delle comunità locali.
Per le associazioni, la revoca del progetto 'Energia Viterbo' rappresenta la dimostrazione che la collaborazione tra cittadini, amministrazioni e istituzioni può incidere concretamente sulle scelte che riguardano il futuro del territorio. «Quando la politica reale si mette in moto e cammina accanto ai cittadini – conclude il CAT – il bene comune può prevalere su qualsiasi interesse speculativo».
Juppiter, da Roma a Finisterre: il viaggio che unisce fragilità e speranza
CAPRANICA – Un viaggio lungo le strade dell'Europa, ma soprattutto un percorso di crescita, inclusione e condivisione. È stata presentata nella Sala Aldo Moro della Farnesina la nuova carovana educativa di Juppiter, intitolata 'Viaggio alla fine del Mondo', che dal 18 al 26 giugno 2026 porterà ragazzi con disabilità, adolescenti, educatori e comunicatori lungo l'itinerario francese del Cammino di Santiago fino a Finisterre, l'antico 'confine del mondo' nell'estremo occidente europeo.
Alla presentazione ha partecipato il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, che ha accolto con particolare calore i giovani protagonisti dell'iniziativa. «La Farnesina è casa vostra, è la casa di tutti gli italiani, soprattutto di quelli che sono all'estero, che trovano qui un punto di riferimento in caso di necessità», ha dichiarato il ministro, ricevendo dai ragazzi la maglia ufficiale della carovana, simbolo di appartenenza e condivisione.
L'iniziativa nasce dall'esperienza ultratrentennale di Juppiter, associazione guidata da Salvatore Regoli e impegnata nel lavoro educativo con giovani e persone fragili. Un percorso costruito attorno ai valori che caratterizzano da sempre il metodo dell'associazione, ispirato all'insegnamento di don Antonio Mazzi e dell'Opera Don Calabria: musica, gioco, comunicazione e passione.
La carovana attraverserà l'Europa occidentale seguendo le tracce del Cammino di Santiago, con la figura di San Giacomo come riferimento simbolico. Un itinerario che vuole trasformarsi in occasione di incontro, riflessione e crescita personale, all'insegna di quelle parole che il presidente Regoli continua a indicare come bussola dell'impegno educativo: «Umanizzazione, fraternità, cambiamento e speranza». Gli stessi valori che erano stati richiamati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l'incontro con i ragazzi nel giugno del 2025.
Alla conferenza stampa erano presenti anche Maurizia Quattrone per l'Ufficio relazioni istituzionali della Polizia di Stato, Claudio Ciampi, presidente di Sport e Comunità, associazione benemerita del CONI, ed Ernesto Cordoni per l'ANAI, l'Associazione Nazionale Autieri d'Italia, che garantirà il supporto logistico attraverso la guida dei veicoli della spedizione.
La partenza simbolica è fissata per il 17 giugno dal Parco dell'Appia Antica, alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e del Capo della Polizia Vittorio Pisani. I partecipanti viaggeranno a bordo di auto storiche della Polizia di Stato, che accompagneranno la carovana lungo tutto il percorso fornendo assistenza e supporto organizzativo.
L'arrivo è previsto il 24 giugno a Santiago de Compostela, meta spirituale di milioni di pellegrini, mentre il giorno successivo il gruppo raggiungerà Finisterre, luogo simbolico che rappresenta la conclusione del cammino e, allo stesso tempo, l'inizio di nuove prospettive.
Dall'esperienza nasceranno inoltre un fotolibro e un docufilm destinati alla diffusione nazionale, con particolare attenzione al mondo della scuola e delle nuove generazioni. L'obiettivo è trasformare il racconto del viaggio in uno strumento di educazione, sensibilizzazione e inclusione, capace di testimoniare come la fragilità possa diventare una forza e come ogni traguardo raggiunto insieme possa aprire la strada a nuovi orizzonti di speranza.
Previsioni meteo per venerdì 12 giugno
Viterbo
Condizioni di tempo asciutto nel corso della giornata con cieli sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata nessuna variazione con tempo stabile e ampie schiarite. Temperature comprese tra +12°C e +28°C.
Lazio
Giornata all'insegna del tempo stabile su tutta la regione con cieli che saranno sereni o al più poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata non sono attese variazioni di rilievo con tempo asciutto e ampie schiarite ovunque.
NAZIONALE
AL NORD
Al mattino tempo per lo più stabile su tutte le regioni ma con molte velature in transito, maggiori addensamenti sulle Alpi centro-orientali con locali piovaschi. Al pomeriggio ancora addensamenti sulle Alpi centro-orientali con locali piogge, soleggiato sul resto del Nord. In serata e in nottata tempo asciutto ovunque con prevalenza di cieli sereni.
AL CENTRO
Al mattino tempo stabile su tutte le regioni con il transito di velature. Al pomeriggio attesi cieli soleggiati su tutti i settori. Tra la serata e la notte non sono attese particolari variazioni con tempo asciutto e prevalenza di cieli sereni.
AL SUD E SULLE ISOLE
Al mattino stabilità diffusa al Sud con cieli sereni o poco nuvolosi. Al pomeriggio nuvolosità in sviluppo nelle zone interne tra Calabria e Sicilia, con possibili acquazzoni o temporali sui rilievi calabri, per lo più soleggiato altrove. In serata torna il tempo asciutto ovunque con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi.
Temperature minime in generale diminuzione, massime in rialzo al Centro-Nord e sulla Sardegna ed in calo al Sud e sulla Sicilia.
Www.centrometeoitaliano.it
Video meteo domani: https://www.youtube.com/c/CentrometeoitalianoIt/videos
Megaparco eolico, Frontini esulta: «La Tuscia ha fatto sentire la propria voce»
VITERBO – «Ha vinto il buon senso». Con queste parole la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, ha commentato la decisione del Consiglio dei Ministri di revocare il via libera al progetto del megaparco eolico 'Energia Viterbo', un intervento che negli ultimi mesi aveva suscitato un ampio dibattito nel territorio della Tuscia.
Frontini ha accolto con soddisfazione la scelta del Governo, definendola un importante segnale di attenzione verso le istanze provenienti dalle comunità locali. «Benvenga la retromarcia del Governo davanti alle ragioni della Tuscia – ha dichiarato – un territorio che ha già dato il proprio contributo alla realizzazione dei grandi impianti, pagando un prezzo altissimo in termini di tutela del paesaggio e del suolo agricolo».
La sindaca ha spiegato che nelle prossime ore saranno analizzati nel dettaglio gli atti della revoca per comprendere se si tratti di una sospensione temporanea o di uno stop definitivo al progetto. Tuttavia, il provvedimento viene già considerato un risultato significativo per il territorio.
Il Comune di Viterbo, ha ricordato Frontini, si è opposto fin dall'inizio all'iniziativa, ritenendola incompatibile con le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e agricole dell'area. Una posizione condivisa dalla Provincia di Viterbo, da numerosi sindaci della Tuscia, dai comitati cittadini e dalle associazioni che in questi mesi hanno promosso mobilitazioni e iniziative di sensibilizzazione.
«La transizione ecologica è una sfida che sosteniamo convintamente – ha sottolineato la sindaca – ma non può tradursi in scelte calate dall'alto che deturpano un territorio già saturo da tempo». Per Frontini, il percorso verso le energie rinnovabili deve essere accompagnato da una pianificazione equilibrata e rispettosa delle peculiarità locali.
Nel suo intervento, la prima cittadina ha inoltre ringraziato tutti i soggetti che hanno contribuito alla battaglia contro il progetto: la Provincia, i sindaci della Tuscia, i comitati, le associazioni e i cittadini. Un riconoscimento è stato rivolto anche al deputato Mauro Rotelli per il lavoro svolto nel rappresentare le istanze del territorio presso il Governo e alla Regione Lazio, indicata come promotrice dell'iniziativa che ha portato alla revisione del provvedimento.
«Continueremo a vigilare – ha concluso Frontini – affinché il futuro energetico del Paese sia costruito nel rispetto delle comunità e delle peculiarità dei territori, difendendo l'identità della nostra provincia da qualsiasi futura speculazione».
Parco eolico Energia Viterbo, il Consiglio dei Ministri revoca il via libera
VITERBO – Il Consiglio dei Ministri ha revocato la deliberazione di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) favorevole al progetto per la realizzazione del Parco Eolico Energia Viterbo. Una decisione che viene accolta con soddisfazione dagli esponenti di Fratelli d'Italia del territorio, che da tempo esprimevano perplessità sull'intervento.
Tra i primi a commentare il provvedimento è stato Luigi Buzzi, coordinatore del Circolo Fratelli d'Italia Viterbo, che ha definito la scelta del Governo «una decisione di buonsenso», capace di tenere conto delle criticità ambientali e dell'impatto che il progetto avrebbe avuto sulle caratteristiche agricole, culturali e paesaggistiche della Tuscia.
«Pur riconoscendo il valore strategico delle energie rinnovabili e la necessità di promuoverne lo sviluppo – ha dichiarato Buzzi – riteniamo fondamentale che la pianificazione di nuovi impianti sia accompagnata da un confronto concreto con le comunità locali». Un principio che, secondo il coordinatore di FdI, assume particolare rilevanza in un territorio che negli anni ha già registrato una significativa occupazione di suolo.
Buzzi ha inoltre espresso un ringraziamento al Governo guidato da Giorgia Meloni per la decisione assunta, sottolineando il ruolo svolto da diversi rappresentanti istituzionali. In particolare, ha citato il presidente della Commissione Ambiente della Camera Mauro Rotelli, la Giunta regionale del Lazio presieduta da Francesco Rocca, l'assessore regionale Giancarlo Righini e i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli.
Secondo Fratelli d'Italia, il provvedimento rappresenta un segnale di attenzione verso le istanze provenienti dal territorio e conferma la volontà di conciliare la transizione energetica con la tutela del patrimonio ambientale, agricolo e paesaggistico della Tuscia.
Rievocazioni storiche, oltre 71mila euro alla Tuscia
VITERBO - La Tuscia ottiene un importante riconoscimento attraverso il Fondo nazionale per le rievocazioni storiche 2026. Sono infatti sette gli enti e le associazioni del territorio viterbese che beneficeranno di finanziamenti per un importo complessivo di 71.721 euro, destinati a sostenere iniziative volte alla tutela e alla valorizzazione delle tradizioni storiche locali.
A sottolineare il risultato è il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, che evidenzia come la graduatoria pubblicata dal Ministero rappresenti “una conferma dell’attenzione che il Governo Meloni riserva alle realtà che contribuiscono in maniera determinante alla promozione del patrimonio culturale, identitario e turistico della provincia di Viterbo”.
Le risorse sono state assegnate all’Ente Ottava Medievale di Orte (15.050 euro), all’Ente Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino (14.059 euro), all’Associazione di Promozione Sociale di Bolsena (5.390 euro), all’Ente Palio dei Borgia di Nepi (11.246 euro), al Comune di Ronciglione (10.088 euro), alla Pro Loco di Vetralla (5.800 euro) e alla Pro Loco di Vignanello (10.088 euro).
“Si tratta di un risultato significativo – ha dichiarato Rotelli – che premia il lavoro svolto da associazioni, enti locali, amministrazioni comunali e dai tanti volontari che, con passione e competenza, custodiscono e tramandano la memoria storica delle nostre comunità”.
Secondo il parlamentare, le rievocazioni storiche rappresentano un patrimonio di grande valore per il territorio, non solo dal punto di vista culturale ma anche economico. “Rafforzano il senso di appartenenza, preservano le tradizioni locali e costituiscono un importante volano per la promozione turistica e lo sviluppo economico di città e borghi della Tuscia”, ha concluso.
L’assegnazione dei fondi conferma il ruolo sempre più centrale delle manifestazioni storiche nella valorizzazione delle identità locali, contribuendo a mantenere vive tradizioni che rappresentano una risorsa strategica per il futuro del territorio.
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Heltruvizan
Tipo di bot
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Procedura di registrazione dell'account
Modulo di registrazione semplice che richiede nome, e-mail e numero di telefono
Verifica
Verifica di base dell'identità tramite e-mail e/o telefono
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Nessuno
Capitale minimo richiesto
$250
Prelievo di profitti
Disponibile in qualsiasi momento; in genere elaborato entro 24-72 ore
Professionisti
Facile da usare, trading automatizzato, supporto per i principianti ed esecuzione rapida
Contro
Nessuna app mobile disponibile
Opzioni di trading disponibili
Principalmente criptovaluta
Paesi ammissibili
La maggior parte dei paesi è supportata, con alcune restrizioni regionali
Metodi di pagamento supportati
Carte di credito/debito, bonifico bancario, eventualmente portafogli elettronici
Team di supporto clienti
Il supporto è disponibile tramite chat live o e-mail tramite i broker partner
Indirizzo del sito web ufficiale
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Come iniziare con Heltruvizan?
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2. Effettuare un deposito iniziale: Dopo la registrazione, gli utenti sono tenuti a depositare fondi sul proprio conto di trading. Il deposito minimo richiesto è di $250. Questo capitale verrà utilizzato esclusivamente per le vostre esigenze di trading.
3. Attivazione del sistema: Una volta finanziato il tuo conto, potrai attivare la funzionalità di trading automatico. Gli utenti possono scegliere di mantenere le impostazioni predefinite, progettate per adattarsi ai modelli di trading più comuni, oppure di modificare i livelli di rischio e i limiti di trading in base alle preferenze personali.
4. Monitoraggio e prelievo dei profitti: Una volta attivo, il sistema funziona in tempo reale, analizzando i mercati ed effettuando operazioni durante tutto il giorno. Puoi effettuare il login per monitorare l'attività, mettere in pausa il sistema o prelevare fondi in qualsiasi momento. I prelievi vengono generalmente elaborati entro pochi giorni lavorativi, a seconda del metodo di pagamento selezionato.
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Criptovalute disponibili su Heltruvizan
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● Bitcoin (BTC)
● Litecoin (LTC)
● Ripple (XRP)
● Montero (XMR)
● Ethereum (ETH)
● Moneta Binance (BNC)
● Trattino (DASH)
● Ethereum Classic (ETC)
● Cardano (ADA)
● Pois (DOT)
Paesi in cui è supportato Heltruvizan
Attualmente, l'uso del sistema Heltruvizan è legale in oltre cento paesi in tutto il mondo. Di seguito sono elencati alcuni dei principali paesi che supportano l'uso del sistema:
● Messico
● Brasile
● Spagna
● Germania
● Belgio
● Malaysia
● Singapore
● Taiwan
● Thailandia
● Hong Kong
● Giappone
● Vietnam
● Regno Unito
● Canada
● Australia
● Sudafrica
● Norvegia
● Svezia
● Paesi Bassi
● Finlandia
● Polonia
● Svizzera
● Slovenia
● Slovacchia
● Stati Uniti d'America
Per l'elenco completo delle regioni, visitare il sito web ufficiale dell'Heltruvizan.
Recensioni, opinioni di esperti e avvertenze importanti su Heltruvizan
Il feedback degli utenti suggerisce che Heltruvizan si è guadagnata una solida reputazione per aver semplificato il trading di criptovalute attraverso l'automazione. Molti trader ne elogiano la semplicità di configurazione, la rapida assistenza clienti e l'affidabilità nell'esecuzione delle operazioni. Anche chi ha poca esperienza di trading lo ha trovato utile, notando l'efficienza con cui il sistema si adatta ai cambiamenti del mercato e gestisce le transazioni una volta attivato.
Gli esperti del settore esprimono sentimenti simili, osservando Heltruvizan come una soluzione di trading legittima e affidabile che offre un trading automatizzato efficace con il minimo sforzo richiesto agli utenti. Dopo aver valutato l'usabilità, la trasparenza e le prestazioni della piattaforma, gli esperti hanno assegnato Heltruvizan una valutazione impressionante di 4,8 su 5, a dimostrazione della sua credibilità ed efficienza.
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Heltruvizan Pro e contro
Pro di Heltruvizan
● La piattaforma è facile da usare, anche per i principianti.
● Le negoziazioni vengono eseguite automaticamente e in tempo reale.
● Per iniziare non è richiesta alcuna precedente esperienza di trading.
● Supporta prelievi rapidi e opzioni flessibili di finanziamento del conto.
● Tempi di configurazione minimi con una rapida procedura di registrazione.
● Disponibile nella maggior parte dei paesi con ampia accessibilità da parte degli utenti.
● Offre un'esperienza di trading senza intervento umano, con una supervisione minima richiesta.
● Consente agli utenti di regolare le impostazioni di rischio e le preferenze di trading.
● Collabora con broker partner per garantire l'esecuzione delle negoziazioni.
● Fornisce accesso ai mercati delle criptovalute 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza dover rimanere online.
Contro di Heltruvizan
● Nessuna applicazione mobile
● Il sistema di trading non è supportato per l'uso in paesi come Iraq, Iran e Francia
Considerazioni finali su Heltruvizan: vale la pena utilizzarlo?
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Heltruvizan Domande frequenti
L'uso di Heltruvizan è sicuro?
Sebbene nessun sistema di trading sia completamente privo di rischi, Heltruvizan sembra essere una piattaforma legittima con processi di prelievo funzionanti e senza segnalazioni di gravi truffe.
Quanto costa registrarsi?
Non è prevista alcuna quota di iscrizione. Tuttavia, per attivare il sistema di trading è richiesto un deposito minimo di $250.
Heltruvizan è disponibile nel mio Paese?
Heltruvizan è disponibile nella maggior parte dei paesi del mondo. Puoi verificare se il sistema è supportato nei rispettivi paesi prima di registrare un account sul sito web.
Quali metodi di pagamento sono supportati?
La piattaforma supporta una vasta gamma di metodi di pagamento, tra cui carte di credito/debito, bonifici bancari e, in alcuni casi, portafogli elettronici.
Posso modificare le impostazioni di trading del sistema?
Sì, gli utenti hanno la possibilità di personalizzare i livelli di rischio e le preferenze di trading oppure di lasciare che il sistema funzioni con le impostazioni predefinite.
Cna Viterbo, Eblart amplia i sostegni: oltre 40 misure per lavoratori e imprese
VITERBO - 'In un momento difficile come quello attuale, abbiamo lavorato per garantire un sostegno ancora più incisivo. Sono state aggiunte tante nuove opportunità, tutte importanti: saranno un aiuto fondamentale per lavoratori, imprese e famiglie'. Eblart, si allunga la lista dei vantaggi: a darne notizia è Riccardo Pera, responsabile dell'area Politiche per il lavoro della Cna di Viterbo e Civitavecchia, membro del Consiglio di amministrazione dell'Ente bilaterale del Lazio per l'artigianato, di cui la Cna di Viterbo e Civitavecchia è sportello. Si passa dalle precedenti circa 30 alle oltre 40 tipologie di sostegno attuali: a tanto ammontano gli interventi oggi a disposizione. 'Tra le principali novità – dice Pera – figurano alcuni degli aspetti principali che negli ultimi periodi hanno riguardato un po' tutti. Parlo dell'assicurazione per gli eventi catastrofali, il Rentri, le nuove imprese femminili o under 35'.
Eblart ha però guardato anche ai bisogni di lavoratori e famiglie, aggiungendo capitoli importanti come i bonus per casa e psicologo, contributi sugli infortuni e le violenze di genere, o il sostegno ai ragazzi con bisogni educativi speciali. 'Insomma – spiega Pera – non si lascia indietro nessuno'
Tutto questo va ad aggiungersi a quanto già garantito. Tra le voci principali vale la pena ricordare i rimborsi per l'acquisto di veicoli commerciali o attrezzature e adeguamento impianti, la formazione e l'aggiornamento professionale, l'acquisto di libri scolastici, le attività sportive e i bonus cultura, energia elettrica e laurea.
'Ma ce ne sono molte altre. Stiamo parlando di sostegni che per le imprese possono arrivare a migliaia di euro. Personalmente – continua – ho sempre cercato di avanzare proposte le condizioni di artigiani, lavoratori e famiglie: sono i cardini che permettono all'impresa di essere più forte. Sono dunque molto soddisfatto delle novità appena introdotte, che vanno sempre più incontro alle esigenze della nostra categoria'.
A livello regionale, sul 2025 sono state presentate 6mila domande, cui Eblart ha risposto con sostegni pari a oltre 2 milioni di euro. Di queste, 500 per le imprese, cui sono giunti 600mila euro. A Viterbo la Cna, attraverso lo sportello Eblart, ha presentato circa 300 domande, cento delle quali per le imprese, alle quali sono arrivati 90mila euro.
Le domande possono essere presentate a sportelloeblart@cnavt-civ.it. Attenzione, cambiano le date: l'inoltro dovrà essere dal 16 gennaio dell'anno di riferimento al 15 gennaio (non più dunque entro il 31 marzo) dell'anno successivo.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la Cna di Viterbo e Civitavecchia ai numeri 0761.229214 e 0761.229233.
Queste le novità introdotte per il 2026:
Lavoratori:
-Sostegno alle vittime di violenza di genere: 1.200 euro una tantum.
-Bonus casa: 250 euro.
-Bonus psicologo: 300 euro.
-Infortunio sul lavoro: 500 euro una tantum.
-Spese funerarie: 1.000 euro.
Famiglie (lavoratori, titolari e soci):
-Sostegno a favore di ragazzi con bisogni educativi speciali: fino a 300 euro a nucleo familiare.
-Sostegno per infortunio mortale sul luogo di lavoro: 10.000 euro.
-Attività sportive e campi estivi, prima accorpate, ora sono scorporate per un importo di 300 euro a nucleo familiare per ognuna delle due voci.
Imprese:
-Certificazione Rentri: contributo del 50% fino a 200 euro.
-Nuova imprenditoria femminile e under 35: contributo del 30% fino a 1.500 euro.
-Assicurazione per eventi catastrofali: contributo del 50% fino a 200 euro.
-Formazione decreto legislativo 81/2000: il contributo del 50% fino a 500 euro ora contempla anche il corso per lavori in quota.
Tarquinia, Noi X il Piano: rilancio del confronto sul futuro urbanistico di San Giorgio
TARQUINIA - “San Giorgio non può più permettersi di restare immobile, sospesa tra attese, timori e soluzioni solo annunciate. Dopo anni di discussioni, il Piano di Lottizzazione resta oggi il percorso urbanistico concreto e già approvato per dare alla località opere, servizi, regole e una prospettiva ordinata di sviluppo. Anche la programmazione dei servizi primari non può che guardare alla San Giorgio prevista dagli atti di pianificazione vigenti, non a una fotografia ridotta e provvisoria dell’esistente”.
“Negli ultimi mesi, NOI X IL PIANO ha avviato un primo lavoro di informazione e contatto diretto con i proprietari, con l’obiettivo di riaprire un confronto serio su ciò che è stato deliberato nel corso del 2019 e 2020, sugli atti oggi vigenti e sulle scelte che riguardano il futuro dei lotti. La sentenza del TAR Lazio del 5 febbraio 2026 ha confermato la validità del Piano e ha chiarito anche un altro punto essenziale: la L.R. 28/80 non può essere indicata come una scorciatoia capace di risolvere ogni problema, non sana automaticamente eventuali situazioni abusive e, sotto il profilo economico-finanziario e organizzativo della pianificazione, non produce quegli effetti concreti che oggi servono a San Giorgio.”
“Per questo, ogni alternativa al Piano va discussa con serietà e documentata, evitando slogan, allarmismi o promesse generiche. Il tema non è creare divisioni tra proprietari, né contrapporre una parte all’altra. Il tema è evitare che altri anni passino senza decisioni utili, mentre i terreni perdono valore, la località resta senza servizi adeguati e continua a non esprimere il proprio potenziale. Oggi la domanda è semplice: vogliamo lasciare San Giorgio ferma, oppure vogliamo partecipare a un percorso chiaro, responsabile e verificabile?”
“NOI X IL PIANO nasce per dare voce a chi non vuole restare alla finestra: proprietari, residenti, simpatizzanti e cittadini interessati a un futuro ordinato, legale e dignitoso per San Giorgio. Informarsi. Confrontarsi. Partecipare. È da qui che bisogna ripartire”.
-Gruppo Facebook: facebook.com/groups/2310999769301448/
-Per informazioni email: noiperilpiano@gmail
Canepina, successo per La Poco Divina Molto Commedia dei giovani allievi di Laura Leo
CANEPINA - È andato in scena il 9 giugno 2026 in Piazza Garibaldi a Canepina, nell'ambito dei festeggiamenti di Santa Corona, lo spettacolo 'La Poco Divina Molto Commedia', tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, con testo e regia di Laura Leo e con aiuto regia e supporto di Valentina Paolocci. L'evento ha riscontrato un ottimo successo di pubblico, facendo seguito alla rappresentazione avvenuta domenica 7 giugno sempre a Canepina, presso il Teatro Momo Pesciaroli.
'La Poco Divina Molto Commedia' consiste in una rivisitazione comica e intelligente dell'opera dantesca e, rappresentato in qualità di spettacolo di fine anno scolastico, ha visto protagonisti sul palco bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni che frequentano il corso avanzato di recitazione e canto tenuto da Laura Leo, cantante, attrice e regista di base a Bassano in Teverina e attiva da molti anni nella Tuscia.
Articolato in due rami - principianti (circa 15 allievi) e avviamento (circa 20 allievi) - il corso di Laura Leo tenuto al Pesciaroli coinvolge bambini e ragazzi provenienti non soltanto da Canepina ma anche dai centri del territorio circostante e prevede inoltre una serie di attività di approfondimento e perfezionamento con attori e registi professionisti, tra cui un prossimo campus in Toscana.
In occasione delle ultime feste natalizie, il gruppo ha rappresentato il 'Canto di Natale' di Charles Dickens, subito dopo il quale si è messo al lavoro per realizzare 'La Poco Divina Molto Commedia'. Un ringraziamento va al Gruppo Spontaneo Canepinese, affermata formazione dedita al teatro dialettale, che non ha mai fatto mancare il proprio supporto a livello tecnico e logistico.
Viterbo, segnalato lo striscione con la scritta Remigrazione in piazza Antonio Gramsci
VITERBO - Peppe Sini del “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” ha inviato una lettera indirizzata alla Sindaca di Viterbo e al Prefetto, con copia alle istituzioni locali e nazionali per segnalare la presenza di uno striscione con la scritta “Remigrazione” in piazza Antonio Gramsci, chiedendone la rimozione e l’intervento delle autorità competenti:
Alla Sindaca del Comune di Viterbo
al Prefetto di Viterbo
e per opportuna conoscenza:
al Presidente della Provincia di Viterbo
al Presidente della Regione Lazio
ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica
al Ministro dell'Interno
e sempre per opportuna conoscenza:
a tutte le istituzioni democratiche viterbesi
a tutte le associazioni democratiche viterbesi
ai mezzi d'informazione
Oggetto: segnalazione concernente la scritta 'Remigrazione' collocata con grande visibilità in piazza Antonio Gramsci a Viterbo, e richiesta di intervento di rimozione
A Viterbo, in piazza Antonio Gramsci, nella parte superiore della facciata di un edificio dinanzi a Porta Fiorentina, è stato collocato uno striscione con una scritta a caratteri cubitali consistente di una sola parola: 'Remigrazione'.
Tale scritta fa evidente riferimento alle tesi sostenute nel libro di un personaggio che non fa mistero dei suoi trascorsi neonazisti e delle sue posizioni razziste.
Il libro è: Martin Sellner, Remigrazione, prima edizione italiana: Passaggio al Bosco, Firenze 2025, seconda edizione: Panorama, Milano 2026.
Quel ripugnante libro è chiarissimo ed inequivocabile negli intenti (ed insieme, ovviamente, anche colmo di grotteschi sofismi, di espedienti retorici, di dichiarazioni ipocrite e di formulazioni ambigue, come è tipico delle pubblicazioni che pretendono di rendere accettabile e ordinario ciò che è invece abominevole: la negazione della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani).
La parola 'remigrazione' diffusa con quel libro è sostanzialmente una maschera per promuovere un'ideologia, ovvero il razzismo, e un concetto e una proposta d'azione per i quali in italiano esistono già due parole specifiche e precise: 'xenofobia' e 'deportazione'.
Ovviamente nessun criminale nazista sarebbe così stupido, a oltre ottanta anni dall'orrore assoluto della Shoah, da confessare pubblicamente che propugna il razzismo e la deportazione di esseri umani, ed allora si fa uso di questo grottesco neologismo che è 'remigrazione' (poi, naturalmente, ci possono anche essere persone ignare che usano questa parola senza rendersi conto di ciò che effettualmente significa, ennesima dimostrazione del fatto che - come ebbe a dire un filosofo tedesco - l'ignoranza non ha mai fatto bene a nessuno).
Non ci dovrebbe essere bisogno di ricordare che la Costituzione della Repubblica italiana riconosce e difende i diritti umani di tutti gli esseri umani e prevede esplicitamente il diritto d'asilo.
E non ci dovrebbe essere bisogno di ricordare che la Costituzione e la conseguente legislazione italiana considerano il razzismo, e la propaganda del razzismo, per quello che è: un crimine contro la dignità umana.
Chiedo pertanto:
a) alla Sindaca del Comune di Viterbo se il Comune ha autorizzato la collocazione di quella scritta; e sia in caso negativo che positivo chiedo che ne disponga l'immediata rimozione affinché sulla piazza intitolata al martire antifascista Antonio Gramsci non siano ostentate scritte di propaganda razzista che offendono la dignità umana di tutti gli esseri umani;
b) al Prefetto se ritenga che la cosa sia di pubblica rilevanza (come fermamente credo), ed in caso positivo chiedo quale eventuale posizione intenda assumere, e quali eventuali comunicazioni e quali eventuali interventi intenda trasmettere e proporre agli organi pubblici variamente competenti.
Distinti saluti,
Peppe Sini, responsabile del 'Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera'
Cimici dei letti: come riconoscerle, distinguere le punture e cosa fare subito
Svegliarsi con puntini rossi e prurito può far pensare subito alle cimici dei letti. È una reazione comprensibile, ma non sempre corretta. Le punture sono un indizio, non una prova definitiva: possono somigliare a quelle di altri insetti o a irritazioni cutanee di diversa origine. Per capire se il problema è davvero una infestazione, bisogna osservare anche l’ambiente: letto, materasso, testiera, mobili vicini e oggetti entrati di recente in casa.
Il punto non è farsi prendere dal panico, ma seguire un metodo. Prima si riconoscono i segnali, poi si limita il rischio di diffusione, infine si valuta se bastano misure domestiche o se serve un intervento professionale.
Il problema non sono solo le punture: perché serve osservare anche la stanza
Uno degli errori più comuni è partire dalla pelle e arrivare subito a una conclusione. Le cimici dei letti pungono, ma le reazioni variano molto da persona a persona: c’è chi sviluppa pomfi evidenti e chi quasi nulla. Per questo due persone che dormono nello stesso letto possono avere segnali molto diversi.
Se noti puntini rossi su braccia, gambe o collo, la domanda giusta non è solo “sono punture di cimici?”, ma “ci sono altri indizi nella stanza?”. Le punture possono orientare il sospetto, ma la conferma passa dall’osservazione di tracce più concrete: insetti, macchioline, esuvie, segni sul materasso o nei punti vicini al letto.
Questo approccio evita due estremi: ignorare un problema reale o trattare come infestazione qualunque irritazione cutanea.
Cosa sono le cimici dei letti e dove si nascondono davvero
Le cimici dei letti sono piccoli insetti che si nutrono di sangue e tendono a uscire soprattutto quando le persone dormono. Non sono legate automaticamente alla scarsa igiene: possono arrivare anche in case pulite, trasportate in modo accidentale attraverso valigie, vestiti, biancheria, mobili usati o altri oggetti.
La loro forza è proprio la capacità di nascondersi. Il corpo appiattito consente loro di infilarsi in fessure molto strette, spesso vicino ai luoghi in cui le persone riposano. Non bisogna cercarle solo sopra il materasso: possono trovarsi nelle cuciture, nella rete, nella testiera, nei comodini, dietro i battiscopa, vicino alle prese o dentro piccole crepe.
Pensare che il problema riguardi “solo il letto” è riduttivo. Il letto è il punto di partenza dell’ispezione, non l’unico luogo da controllare.
Come riconoscere le punture: segnali frequenti e limiti da considerare
Le punture di cimici dei letti possono presentarsi come piccoli pomfi rossi, spesso pruriginosi. Di frequente compaiono sulle parti del corpo rimaste scoperte durante il sonno: braccia, mani, collo, gambe, viso. A volte i segni sembrano distribuiti in piccoli gruppi o lungo una linea, ma questo non basta per identificarli con certezza.
Il limite principale è che l’aspetto delle punture non è specifico. Possono ricordare quelle di zanzare, pulci o altri insetti, oppure essere confuse con reazioni allergiche e irritazioni. Inoltre, i segni possono comparire anche con ritardo, non necessariamente appena svegli.
Per gestire il fastidio, è utile mantenere pulita la zona, evitare di grattarsi e applicare impacchi freddi se il prurito è intenso. Se la pelle si gonfia molto, compaiono segni di infezione o il disturbo peggiora, è meglio chiedere consiglio a un medico o a un farmacista.
Tracce nel letto e in camera: gli indizi più affidabili
Per capire se ci sono cimici dei letti, gli indizi ambientali contano più delle sole punture. Una piccola torcia può essere molto utile per controllare i punti giusti: cuciture del materasso, angoli, rete, testiera, comodini, battiscopa e fessure vicine al letto.
Le tracce da cercare sono diverse. Le più significative sono insetti vivi o morti, piccole uova, ninfe, resti della muta e puntini scuri lasciati dalle feci. Possono comparire anche macchie color ruggine o piccole tracce di sangue su lenzuola, materasso o superfici vicine.
L’assenza di segni visibili non esclude sempre il problema, soprattutto nelle fasi iniziali, ma trovare più indizi insieme rende il sospetto molto più concreto. In caso di dubbi, fotografare le tracce può aiutare a confrontarle o mostrarle a un professionista.
Cosa fare subito se sospetti le cimici dei letti
La prima regola è non spostare oggetti a caso. Portare coperte, cuscini, valigie o vestiti da una stanza all’altra può diffondere il problema. Se sospetti la presenza di cimici, isola biancheria e tessili in sacchi chiusi e trattali con attenzione.
Quando i materiali lo consentono, il calore è uno degli strumenti domestici più utili: lavaggio e asciugatura ad alte temperature possono aiutare a trattare indumenti, lenzuola e tessili idonei. Il solo lavaggio, però, non è sempre sufficiente; l’asciugatrice ad alta temperatura può essere più efficace per gli oggetti compatibili.
Anche l’aspirazione può ridurre la presenza di insetti e residui, ma va fatta con metodo: materasso, rete, pavimento, tappeti, mobili imbottiti, crepe e zone sotto il letto. Dopo l’uso, il sacchetto o il contenitore dell’aspirapolvere va gestito con cautela, sigillando i residui prima di eliminarli.
Rimedi fai da te: cosa può aiutare e cosa rischia di peggiorare il problema
I rimedi fai da te possono contenere il problema, ma raramente dovrebbero essere presentati come soluzione definitiva. Lavare i tessuti, usare l’asciugatrice ad alta temperatura, aspirare con precisione, ridurre il disordine e isolare gli oggetti sospetti sono azioni sensate. Servono però metodo e continuità.
Il rischio maggiore è affidarsi a scorciatoie: oli essenziali, spray usati a caso, prodotti non adatti a materassi o divani, trattamenti improvvisati con fonti di calore domestiche. Alcuni interventi possono dare l’impressione di aver risolto, mentre le cimici restano nascoste in punti difficili da raggiungere.
In città con alta mobilità abitativa e turistica, il supporto di operatori specializzati, come la ditta di disinfestazioni Roma, Zucchet Service, può essere utile quando i segnali si ripetono o l’infestazione sembra estesa.
L’approccio più affidabile è integrato: ispezione, contenimento, trattamenti mirati e controllo successivo. Non basta spruzzare un prodotto e sperare che il problema scompaia.
Quando chiamare una disinfestazione professionale
Un semplice sospetto non richiede sempre un intervento immediato, ma ci sono situazioni in cui aspettare può peggiorare le cose. Se trovi insetti visibili, macchie ricorrenti, tracce in più punti della stanza o punture che si ripetono per più notti, il fai da te potrebbe non bastare.
La soglia si abbassa ulteriormente se il problema riguarda più stanze, un appartamento condiviso, una struttura ricettiva o un condominio. In questi casi non serve solo “eliminare qualche insetto”, ma capire l’estensione dell’infestazione e impedire che si allarghi.
Un professionista può identificare correttamente il problema, valutare i punti critici e scegliere trattamenti adeguati. È importante anche seguire le istruzioni prima e dopo l’intervento: una preparazione sbagliata degli ambienti può ridurre l’efficacia del trattamento.
Come prevenire nuove infestazioni dopo viaggi, traslochi o acquisti usati
La prevenzione non elimina ogni rischio, ma riduce le probabilità di portare cimici in casa. I momenti più delicati sono viaggi, traslochi, soggiorni in strutture diverse e acquisto di mobili o tessili usati.
In hotel o B&B, evita di appoggiare subito la valigia sul letto. Un controllo rapido di materasso e testiera può bastare per intercettare segnali evidenti. Al rientro, se hai dubbi, controlla il bagaglio prima di portarlo in camera e tratta i vestiti con calore quando possibile.
Con mobili usati, soprattutto imbottiti, serve prudenza: controlla cuciture, retro, giunti, cassetti e fessure prima di portarli dentro casa. Anche sigillare crepe e piccoli passaggi vicino a battiscopa e prese può aiutare a limitare gli spostamenti degli insetti.
La regola finale è semplice: le cimici dei letti si gestiscono meglio quando il sospetto viene verificato presto. Guardare solo la pelle non basta; osservare bene la stanza è il primo vero passo per intervenire senza errori.
