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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 1 ora 14 min fa

La Tuscia cerca il salto di qualità, Rotelli: 'Serve un catalogo di esperienze per ogni Comune'

1 ora 14 min fa
2026-09-15

VITERBO – Un catalogo di esperienze per ogni Comune, una maggiore collaborazione tra le amministrazioni e una strategia capace di mettere a sistema borghi, terme, laghi, cammini, artigianato ed enogastronomia.

Questo è il cuore del confronto tenuto da Fratelli d'Italia sul futuro della Tuscia. L'obiettivo? Trasformare le eccellenze del territorio in un'offerta riconoscibile, in grado di competere con le grandi destinazioni turistiche internazionali.

Se ne è parlato alle Terme dei Papi durante “L'Italia dei borghi: radici, turismo e sviluppo per le aree interne”, con amministratori e rappresentanti di FdI chiamati a fare il punto su quanto fatto negli ultimi anni, ma soprattutto su cosa manca ancora al territorio.

Rotelli: “Rendere la Tuscia desiderabile”

A partire dal deputato Mauro Rotelli: “Dobbiamo raccogliere le idee, capire cosa ci contraddistingue davvero e creare un desiderio di venirci a trovare a Viterbo”.

L'esempio arriva da realtà come Grecia, Portogallo e Stati Uniti, capaci secondo Rotelli di creare nel turista il desiderio di visitarle. “Dobbiamo pretendere molto dal territorio, bonificarlo, renderlo attraente e desiderabile. Soprattutto è necessario che tu possa fare qualcosa nel luogo dove vai”.

Da qui la proposta agli amministratori: “Ogni luogo della nostra provincia deve avere un catalogo di esperienze”. Viterbo città termale, medievale, ma anche artigianato ed enogastronomia. Tante realtà diverse che, messe insieme, possono costruire un'offerta più ampia; così se un turista si chiede “cosa posso fare oggi a Viterbo?” ha subito una risposta, ma questa cosa deve valere anche per gli altri Comuni della Tuscia.

Sabatini: “18 interventi in tre anni”

Una strada già intrapresa dalla Regione, come spiegato dal capogruppo FdI Daniele Sabatini: “Portiamo avanti a Roma un claim: “C'è tutta una Tuscia intorno”, grazie a Elena Palazzo”.

Dalla Macchina di Santa Rosa ai Comuni del lago di Bolsena, passando per terme, birrifici, Parco dei Mostri, lago di Vico e cammini religiosi. “A volte ci vergogniamo di raccontare la storia del nostro territorio”, ha aggiunto Sabatini.

In tutto sono 18 gli interventi portati avanti in tre anni, con un lavoro che ora guarda anche al turismo del mare. “Abbiamo ancora un anno e mezzo, siamo pronti ad accogliere nuove idee e sollecitazioni”.

A parlare sono anche i numeri. Marco De Carolis, membro del Consiglio dell'Osservatorio nazionale del Turismo, ha ricordato come nel 2025 le presenze nei borghi siano aumentate del 5%, con un +4% negli arrivi. Per il responsabile nazionale del Dipartimento Turismo FdI Gianluca Caramanna, invece, nei primi due mesi del 2026 la crescita ha raggiunto l'8%, e che se continua cosi, quest’anno supererà anche i dati dell’anno scorso”.

La parola ai Comuni

E poi ci sono le esperienze degli amministratori. A Bagnoregio, ad esempio, si sfiora ormai il milione di visitatori l'anno. “Le bellezze non si tengono sotto vetro, le bellezze si abitano”, ha spiegato il sindaco Luca Profili, ricordando l'importanza degli investimenti sul turismo lento, sui percorsi e sui piccoli Comuni.

Per il sindaco di Castel Sant'Elia Vincenzo Girolami, invece, il patrimonio storico deve tornare ad avere un utilizzo attivo, mentre il vicesindaco di Tuscania Leopoldo Liberati ha posto l'attenzione sulla necessità di creare una rete tra i Comuni, superando il turismo “mordi e fuggi”.

Spazio, infine, al rapporto tra turismo e agricoltura, con l'agriturismo come possibile risorsa per le aziende del territorio e la difesa dei terreni dalle speculazioni, come predicato dal consigliere regionale Giulio Zelli.

Presenti anche Ubaldo Fusco, responsabile Turismo FdI Lazio, Giuseppe Cesetti, sindaco di Canino, Laura Italiano di Unindustria e Francesco Aliperti, presidente di Stay in Tuscia, oltre ai numerosi amministratori presenti. Un saluto è arrivato anche dall'europarlamentare Antonella Sberna.

Categorie: RSS Tuscia

Pasolini “abusivo” nella Torre di Pasolini. Sembra il titolo di una provocazione

1 ora 14 min fa
2026-09-15

 

VITERBO - La casa di Chia è stata acquistata, restaurata e aperta al pubblico confidando nelle certificazioni delle istituzioni. Oggi il proprietario deve lasciarla prima che l’appello stabilisca definitivamente a chi appartenga. La vicenda non mette in discussione gli usi civici: interroga la credibilità dello Stato.

Sembra il titolo di una provocazione: Pasolini abusivo nella Torre di Pasolini. Eppure è la conseguenza paradossale di una vicenda giudiziaria reale, nella quale uno dei luoghi più importanti della cultura italiana rischia di essere sottratto a chi lo ha acquistato e restaurato prima ancora che la controversia sulla proprietà sia stata decisa definitivamente.

La Torre di Chia non è soltanto un rudere medievale associato a un nome celebre. Fu l’ultima dimora e lo studio di Pier Paolo Pasolini, il rifugio nel quale lavorò a Petrolio e scrisse molte delle Lettere luterane. Era una casa vissuta, frequentata da intellettuali, registi e artisti; un luogo nel quale la vicenda personale del poeta si è depositata negli ambienti, nel paesaggio e perfino nella luce che entra dalle grandi vetrate volute dallo stesso Pasolini.

Dopo la sua morte, gli eredi cercarono a lungo una soluzione che consentisse di conservare il complesso. Le istituzioni non lo acquistarono e la proprietà venne messa in vendita. Nel 2021 arrivò Gabriele Gallinari, che decise di comprare la Torre e, per farlo, vendette la propria abitazione di Roma.

Non si trattò di un acquisto clandestino o concluso ignorando i controlli. Il Comune di Soriano nel Cimino certificò l’assenza di usi civici; le verifiche svolte in occasione del rogito non evidenziarono ostacoli; il Ministero, pur essendo il complesso sottoposto a vincolo culturale, non esercitò il diritto di prelazione. Gallinari entrò così in possesso del bene, avviò un restauro seguito dalla Soprintendenza e lo aprì al pubblico, mettendo a disposizione della comunità una casa che avrebbe potuto legittimamente conservare come residenza privata.

Tutto, fino a quel momento, parlava il linguaggio della legalità. Il Comune certificava, il notaio stipulava, il Ministero non acquistava, la Soprintendenza controllava i lavori. Gallinari non si era fidato di una voce o di una promessa informale: si era fidato degli atti dello Stato.

Poi l’Università Agraria di Chia ha rivendicato l’intero complesso, sostenendo che non fosse una proprietà privata, ma una parte del demanio collettivo appartenente alla comunità locale. Il nome dell’ente può confondere: non si tratta di un’università, ma del soggetto che rappresenta il dominio collettivo e gestisce i terreni sui quali esistono diritti della popolazione.

Gli usi civici sono un istituto antico e importante. Permettono agli abitanti di una comunità di utilizzare determinati terreni per il pascolo, la raccolta della legna e altre attività tradizionali. Quando un fondo appartiene al demanio civico, non può essere liberamente venduto, usucapito o sottratto alla sua destinazione collettiva. Proteggere questi diritti significa difendere un patrimonio che non appartiene a un singolo, ma alle generazioni di una comunità.

Nessuno chiede di cancellarli o di considerarli un residuo medievale privo di valore. Il problema è stabilire se gravino davvero sulla Torre e sulle particelle che compongono la proprietà.

Per accertarlo, il giudice ha nominato un consulente tecnico d’ufficio. La sua analisi ha concluso che quattro delle cinque particelle interessate fossero private. Non si tratta di un dettaglio marginale: significa che il tecnico scelto dal giudice ha escluso la natura collettiva della parte largamente prevalente del complesso.

Il Commissario per la liquidazione degli usi civici è arrivato però a una conclusione differente. Ha riconosciuto l’intera proprietà come appartenente al demanio collettivo, ha dichiarato nulla la compravendita del 2021 e ne ha disposto la reintegra nel patrimonio gestito dall’Università Agraria.

Un giudice può discostarsi dalle conclusioni del proprio consulente. La consulenza tecnica non lo vincola e la decisione spetta soltanto a lui. Quando, però, quattro particelle su cinque vengono qualificate come private dal tecnico incaricato e la sentenza le considera tutte collettive, il passaggio merita una motivazione particolarmente rigorosa. È proprio questo uno dei punti che dovranno essere esaminati in appello.

Gallinari ha impugnato la sentenza davanti alla Corte d’Appello di Roma. L’udienza per decidere il merito è fissata al luglio 2028. La richiesta di sospenderne provvisoriamente gli effetti, intanto, è stata respinta.

È qui che la vicenda assume il carattere di un incubo kafkiano. La giustizia si prenderà quasi due anni per stabilire definitivamente a chi appartenga la Torre, mentre la procedura per allontanare chi oggi vi abita è già cominciata. La Regione Lazio ha disposto la reintegra e ha ordinato a Gallinari di consegnare il complesso entro trenta giorni, libero da persone e cose. Da proprietario riconosciuto da un rogito è diventato, nella terminologia del provvedimento, un “occupante”.

La Regione non parla di espropriazione. Sostiene di stare restituendo alla comunità un bene che non avrebbe mai cessato di appartenerle. Dal punto di vista tecnico la distinzione è corretta: se il complesso è demanio civico, nessuno può essere espropriato di una proprietà che non ha mai validamente acquistato.

Per Gallinari, tuttavia, l’effetto materiale non cambia. Perde senza indennizzo una casa comprata con il ricavato della propria abitazione, sulla quale ha investito altro denaro e che ha restaurato sotto il controllo degli organi pubblici. Potrebbe inoltre essere chiamato a pagare una somma per avere “occupato” lo stesso bene che le istituzioni gli avevano consentito di acquistare, recuperare e abitare.

La domanda, allora, non riguarda soltanto la titolarità della Torre. Riguarda la responsabilità dello Stato quando i suoi uffici producono certezze che altri uffici, anni dopo, cancellano.

Una certificazione comunale può essere sbagliata. Un controllo notarile può non individuare un vincolo remoto. Il mancato esercizio della prelazione non garantisce da solo la validità assoluta di un titolo. Ma se un cittadino compie tutte le verifiche richieste, acquista pubblicamente, restaura un bene vincolato insieme alla Soprintendenza e lo apre alla comunità, è ragionevole che sopporti da solo ogni conseguenza dell’eventuale errore delle istituzioni?

La tutela dei beni collettivi non dovrebbe trasformarsi nella punizione di chi ha agito in buona fede. Se la Torre appartiene davvero alla comunità di Chia, quel diritto dovrà essere riconosciuto al termine del processo. Nel frattempo, però, esistono una consulenza tecnica favorevole alla natura privata di quattro particelle, una sentenza impugnata e un appello ancora da discutere. Attendere il giudizio definitivo non significherebbe cancellare gli usi civici. Significherebbe evitare che la decisione venga eseguita nelle sue conseguenze più traumatiche prima di essere sottoposta a un esame completo.

Anche lo slogan “Pasolini abusivo” va inteso in questo senso. Nessuno sostiene che il poeta abbia costruito illegalmente la sua casa. Il paradosso riguarda il titolo di proprietà: se il complesso è sempre appartenuto al demanio collettivo, allora anche Pasolini, i suoi eredi e tutti coloro che per decenni sono stati considerati proprietari lo avrebbero posseduto senza esserlo realmente. Lo Stato avrebbe vincolato come proprietà privata un bene collettivo, avrebbe consentito che passasse attraverso successioni e atti, avrebbe rinunciato ad acquistarlo e avrebbe scoperto soltanto dopo cinquant’anni che quella lunga storia giuridica era fondata su un errore.

C’è poi un secondo elemento che rende necessaria una valutazione trasparente sul futuro della Torre. L’Università Agraria gestisce nel bosco circostante il Parco delle Cascate di Chia, un’attrazione a pagamento che utilizza ampiamente il nome di Pasolini e la presenza della Torre nella propria promozione. Parallelamente, secondo gli atti richiamati dalla parte privata, il Comune avrebbe contestato numerosi manufatti realizzati nell’area, disponendone la demolizione e applicando una sanzione di 20mila euro. Il TAR avrebbe inoltre respinto la richiesta cautelare presentata dall’ente contro quei provvedimenti.

Questo contenzioso urbanistico è distinto dalla causa sulla proprietà e non dimostra che Gallinari abbia ragione. Pone, però, una questione politica che non può essere elusa: prima di consegnare un bene culturale tanto delicato a un nuovo gestore, la Regione ha verificato quale progetto esista per la sua conservazione, chi sosterrà i costi, come sarà garantita la fruizione pubblica e quale uso verrà fatto dell’eredità di Pasolini?

Una Torre non viene salvata semplicemente cambiando il nome sulla porta. Servono manutenzione, competenza, risorse e una responsabilità quotidiana. Gallinari sostiene di avere già garantito tutto questo, investendo denaro personale, lavorando con la Soprintendenza e consentendo le visite. Se dovrà perdere il bene, almeno si attenda che un giudice abbia stabilito definitivamente che non gli è mai appartenuto e si riconosca, nei limiti previsti dalla legge, il valore delle opere compiute in buona fede.

La petizione nata attorno alla Torre non chiede di sacrificare i diritti della comunità. Chiede alla Regione di sospendere la reintegra fino alla sentenza definitiva, di valutare le garanzie offerte dal futuro gestore e di evitare che un uomo venga allontanato dalla propria casa mentre il processo destinato a stabilire se quella casa sia davvero sua deve ancora cominciare nel merito.

La legalità non può diventare una trappola nella quale ogni istituzione compie formalmente il proprio atto e nessuna risponde del risultato complessivo. Se il cittadino deve rispettare lo Stato, anche lo Stato deve essere coerente con le certezze che produce. Altrimenti il vero abusivo non sarà Pasolini, né chi ha salvato la sua Torre: sarà il dubbio, lasciato entrare dalle istituzioni e diventato padrone di casa.

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Palio di Canino, dura presa di posizione dell'ENPA dopo l'incidente

1 ora 14 min fa
2026-09-15

 

CANINO – L'ennesimo incidente lungo le vie del paese riaccende con forza la polemica sui palii storici e sulla tutela degli animali. A prendere una posizione durissima dopo i fatti accaduti domenica scorsa durante il Palio di San Clemente è l'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) della sezione di Viterbo e provincia, che definisce l'accaduto non come un’imprevedibile fatalità, ma come la cronaca annunciata di una manifestazione ormai superata e pericolosa.

Gli attimi di paura vissuti lungo Corso Matteotti — con un fantino disarcionato e travolto dagli zoccoli, il panico tra gli spettatori e un cavallo terrorizzato in fuga — sono stati il fulcro della nota di protesta emessa dal sindacato e dall'associazione protezionista. L'ENPA sottolinea il confine netto tra il folklore e la sicurezza degli animali, evidenziando una differenza fondamentale: mentre i fantini scelgono consapevolmente di gareggiare, i cavalli vengono costretti a correre in contesti urbani del tutto inadeguati, tra asfalto, urla e transenne.

«Dire che questa volta non ci sono state lesioni gravi è la solita scusa per sminuire l'accaduto», evidenziano i rappresentanti dell'associazione viterbese, denunciando i rischi sistematici a cui sono sottoposti gli animali in questo tipo di tracciati. «Non va bene niente: questa volta è andata bene, ma non possiamo aspettare l'ennesimo cavallo sacrificato per fare finta che il problema non esista».

Dall'associazione arriva quindi un appello accorato e perentorio alle istituzioni e al legislatore per mettere la parola fine alle corse di animali su tracciati cittadini, sollecitando un passaggio definitivo verso forme di rievocazione storica che non impieghino o mettano a rischio la vita degli animali.

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Truffe agli anziani, a Vasanello tre colpi messi a segno e tre arresti

1 ora 14 min fa
2026-09-15

VASANELLO – Non vergognarsi di raccontare e denunciare. È questo il messaggio che arriva da Vasanello dopo gli ultimi episodi di truffa ai danni di anziani. Dall’inizio dell’anno, sul territorio sono state tre le truffe messe a segno, con tre persone arrestate, mentre un tentativo è stato sventato e un altro, purtroppo, è andato a buon fine.

Tra le vittime anche una donna di 85 anni, che nei giorni scorsi è finita nel mirino di una banda di truffatori. Per tutelarne la privacy, la chiameremo “Anna”. I malviventi avrebbero utilizzato il classico stratagemma del falso coinvolgimento dei Carabinieri, facendo credere alla donna che fosse in corso un’indagine e che fosse necessario consegnare gioielli e denaro per metterli al sicuro.

Solo successivamente, grazie al confronto con la figlia, l’anziana ha compreso di essere stata raggirata. Una presa di coscienza che ha lasciato spazio alla rabbia, ma soprattutto al senso di colpa e alla vergogna che spesso accompagnano le vittime di questo tipo di reati.

Proprio per questo, durante una visita alla donna, è stato ribadito un concetto fondamentale: chi viene truffato non deve sentirsi colpevole. I malviventi sono spesso persone esperte nella manipolazione e fanno leva sulla paura, sull’affetto per i propri familiari e sulla fiducia nelle istituzioni.

«Raccontare è il primo modo per difendersi» è il messaggio rivolto alla vittima e, più in generale, a tutti gli anziani. Parlare dell’accaduto con familiari, amici, vicini e conoscenti può infatti contribuire a mettere in guardia altre potenziali vittime e interrompere la catena dei raggiri.

A contribuire all’individuazione dei responsabili è stato anche il sistema di videosorveglianza comunale, sul quale l’amministrazione di Vasanello ha investito negli ultimi anni. Le immagini hanno permesso di individuare e segnalare rapidamente il veicolo utilizzato dai malviventi alle centrali operative delle forze dell’ordine.

La collaborazione tra Polizia e Carabinieri ha quindi consentito di fermare il mezzo e arrestare i due componenti della banda. Nel corso dell’intervento, oltre agli oggetti in oro e al denaro sottratti alla donna, sarebbero stati trovati anche circa 10mila euro, ritenuti provento di altre truffe commesse nella zona.

Una vicenda che, nonostante il trauma per la vittima, si è dunque conclusa con un risultato importante sul fronte delle indagini. Ma il fenomeno resta una minaccia concreta, soprattutto per le persone anziane.

Per questo il messaggio che arriva da Vasanello è chiaro: denunciare, parlare e fare rete. Perché il silenzio alimenta la paura, mentre la condivisione delle esperienze può diventare uno degli strumenti più efficaci per impedire che altri cadano nella stessa trappola.

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La sfida della pausa pranzo nelle PMI: oltre la mensa tradizionale

1 ora 14 min fa
2026-09-15

Nel panorama economico italiano, il tessuto produttivo è storicamente dominato dalle piccole e medie imprese. Queste realtà, pur rappresentando il motore trainante dell'economia nazionale, si trovano oggi ad affrontare sfide complesse legate alla gestione delle risorse umane e all'ottimizzazione del welfare aziendale. Tra i servizi più richiesti e apprezzati dai collaboratori spicca senza dubbio la ristorazione collettiva. Tuttavia, garantire una pausa pranzo in ufficio che sia al contempo sana, bilanciata, varia e di alta qualità rappresenta un ostacolo logistico ed economico non indifferente per le organizzazioni di dimensioni medio-piccole.

La mensa aziendale classica, intesa come un refettorio con cucina interna e personale dedicato alla preparazione dei pasti sul momento, è un modello concepito per le grandi industrie o per i complessi direzionali con centinaia di dipendenti. Per una PMI, questo schema si scontra con insormontabili vincoli strutturali e normativi. Il primo e più evidente ostacolo è la disponibilità di spazio. Realizzare una cucina professionale conforme alle rigide normative igienico-sanitarie richiede una metratura generosa, che spesso le aziende preferiscono destinare alla produzione, agli uffici o allo stoccaggio delle merci.

In secondo luogo, vi sono barriere tecniche spesso insuperabili. L'installazione di una cucina calda richiede la presenza di canne fumarie certificate, sistemi di aerazione forzata, impianti idraulici ed elettrici dedicati, nonché sistemi avanzati per la prevenzione degli incendi. Molti uffici situati in centri storici, condomini o parchi commerciali non dispongono della predisposizione per tali impianti, rendendo di fatto impossibile l'ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità sanitarie locali (ASL).

A queste difficoltà strutturali si aggiunge la complessità burocratica legata alla sicurezza sul lavoro e all'igiene degli alimenti. Gestire una cucina interna significa assumersi la responsabilità diretta di complessi piani di autocontrollo HACCP, della manutenzione delle attrezzature e della gestione di personale specializzato nel settore alimentare. Per una piccola o media impresa, il cui core business è focalizzato su tutt'altro, disperdere energie e risorse nella gestione di una simile infrastruttura risulta inefficiente.

Ciononostante, ignorare il problema della pausa pranzo non è una strategia lungimirante. La qualità del cibo consumato durante le ore di lavoro influisce direttamente sulla produttività, sulla concentrazione e sul benessere psicofisico dei dipendenti. Limitarsi a proporre soluzioni frammentarie, come i distributori automatici di snack o il ricorso sistematico a bar e tavole calde limitrofe, non solo grava sul budget dei lavoratori, ma non garantisce un apporto nutrizionale equilibrato. È in questo scenario che la moderna ristorazione aziendale deve trovare una via alternativa, capace di coniugare la qualità del servizio con la flessibilità logistica.

 

Esternalizzare il servizio mensa: perché conviene alle piccole e medie realtà

Di fronte all'impossibilità di realizzare un'infrastruttura di ristorazione interna, la scelta strategica più logica e vantaggiosa per una PMI è quella di esternalizzare il servizio mensa. Questo approccio consente di trasformare un potenziale problema logistico in un'opportunità di welfare strutturato, trasferendo interamente la complessità operativa a un partner specializzato. I vantaggi di questa transizione si riflettono sia sul bilancio aziendale sia sulla qualità della vita lavorativa all'interno dell'organizzazione.

Il primo grande beneficio economico risiede nel passaggio da costi fissi a costi variabili. La creazione di una mensa interna comporta investimenti iniziali elevatissimi (CapEx) per l'acquisto di cucine industriali, banchi di distribuzione, stoviglie e sistemi di refrigerazione, a cui si sommano i costi fissi di gestione (OpEx) legati al personale e alle utenze. Al contrario, l'outsourcing della mensa aziendale permette di pagare esclusivamente per il servizio effettivamente erogato, ovvero per il numero di pasti realmente consumati. Questo modello 'pay-per-use' è particolarmente virtuoso in un'epoca caratterizzata da modalità di lavoro ibride, come lo smart working, in cui la presenza fisica dei dipendenti in ufficio varia di giorno in giorno.

Un altro aspetto fondamentale riguarda la drastica riduzione delle responsabilità burocratiche e legali. Quando si decide di esternalizzare la gestione della mensa aziendale, tutti gli adempimenti normativi in materia di sicurezza alimentare, la tracciabilità degli ingredienti e la gestione delle intolleranze o allergie ricadono sul fornitore del servizio. L'azienda cliente deve semplicemente mettere a disposizione un'area idonea al consumo dei pasti, senza doversi preoccupare di controlli sanitari complessi o di aggiornamenti normativi continui.

La convenienza dell'esternalizzazione si misura anche in termini di efficienza organizzativa. Gestire un servizio di ristorazione interno richiede tempo e risorse umane: dalla selezione dei fornitori di materie prime alla gestione dei turni del personale di cucina, fino alla risoluzione di eventuali imprevisti. Delegare queste attività a professionisti del settore consente al management della PMI di rimanere focalizzato esclusivamente sulle attività strategiche dell'azienda, con la certezza che i propri collaboratori ricevano un servizio impeccabile. Attraverso questa scelta, l'impresa dimostra una forte attenzione al benessere dei dipendenti, migliorando l'employer branding e la capacità di attrarre nuovi talenti sul mercato.

 

Il modello Mensa senza cucina: come funziona il delivery pasti in azienda

Per superare definitivamente i limiti fisici delle strutture aziendali, la moderna tecnologia alimentare e la logistica avanzata hanno dato vita a un modello innovativo: la mensa senza cucina. Questa soluzione rappresenta l'evoluzione digitale e flessibile della ristorazione collettiva tradizionale, poiché scardina il concetto stesso di preparazione in loco del cibo, pur mantenendo intatta la qualità gastronomica di un piatto cucinato al momento.

Il funzionamento del servizio si basa su un ecosistema digitale semplice e intuitivo, progettato per integrarsi perfettamente nella routine quotidiana dell'ufficio. Attraverso una piattaforma web o un'applicazione mobile dedicata, ogni dipendente può visualizzare il menu del giorno o della settimana e prenotare il proprio pasto entro un orario stabilito. I menu sono studiati da nutrizionisti per garantire il giusto apporto calorico e una corretta ripartizione dei nutrienti, offrendo un'ampia varietà di opzioni che includono piatti vegetariani, vegani, gluten-free e soluzioni pensate per chi soffre di specifiche intolleranze alimentari.

Una volta raccolte le ordinazioni, la preparazione vera e propria avviene all'interno di centri di cottura centralizzati ad alta tecnologia. Qui, chef professionisti preparano le ricette utilizzando materie prime fresche e selezionate, spesso legate al territorio e alla stagionalità. Subito dopo la cottura, i piatti vengono porzionati e sigillati in monoporzioni termoresistenti o in atmosfera protettiva.

In questo scenario, un servizio strutturato di delivery pasti in azienda come quello di Felsinea Ristorazione rappresenta la perfetta sintesi tra tecnologia e arte culinaria. La logistica del trasporto è il vero cuore pulsante del sistema: i pasti vengono caricati su mezzi attrezzati che mantengono rigorosamente la temperatura corretta fino alla consegna presso la sede del cliente.

All'arrivo in azienda, i dipendenti trovano i loro pasti pronti per aziende ordinati, identificabili tramite etichette personalizzate con il nome del richiedente e le informazioni nutrizionali. Per consumare il pranzo, è sufficiente disporre di un'area break minimale, dotata semplicemente di forni a microonde per il riscaldamento veloce dei piatti caldi e di un frigorifero per la conservazione di insalate e dessert. Non sono necessarie canne fumarie, non vi sono odori di cottura persistenti negli uffici e le operazioni di pulizia sono ridotte al minimo, poiché i contenitori monouso sono spesso realizzati in materiali compostabili o facilmente riciclabili.

 

Sicurezza igienico-sanitaria e rispetto della catena del freddo e del caldo

Quando si parla di alimentazione in ambito lavorativo, la qualità del gusto deve necessariamente andare di pari passo con i più elevati standard di sicurezza igienico-sanitaria. Nel modello della mensa esternalizzata senza cucina, la tutela della salute del consumatore è garantita da protocolli rigorosi che coprono l'intero ciclo di vita del prodotto, dalla selezione delle materie prime fino al momento del consumo finale.

Il pilastro fondamentale di questo processo è il rigoroso rispetto delle procedure HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point). Ogni fase della preparazione nei centri di cottura è monitorata costantemente per prevenire qualsiasi rischio di contaminazione biologica, chimica o fisica. Tuttavia, la sfida più complessa per un servizio di consegna pasti riguarda il mantenimento delle corrette temperature di conservazione durante la fase di trasporto, un aspetto cruciale noto come gestione della catena del freddo e del caldo.

Per preservare l'integrità organolettica e la sicurezza microbiologica dei cibi, si utilizzano principalmente due metodologie di conservazione e trasporto:

La catena del freddo (Cook & Chill): Questo metodo prevede che il cibo, subito dopo essere stato cotto ad alte temperature, venga sottoposto a un abbattimento rapido di temperatura, portandolo a meno di 4 °C in tempi brevissimi. Questo shock termico blocca la proliferazione batterica senza danneggiare la struttura cellulare degli alimenti. I pasti vengono poi trasportati su veicoli refrigerati certificati ATP e mantenuti a temperatura controllata fino alla rigenerazione termica in azienda;

La catena del caldo (Cook & Serve): In questo caso, i piatti caldi vengono porzionati immediatamente dopo la cottura e inseriti in contenitori isotermici sigillati. Il trasporto avviene tramite mezzi dotati di vani riscaldati che mantengono costantemente la temperatura del cibo al di sopra dei 65 °C, soglia di sicurezza che impedisce lo sviluppo di microrganismi patogeni.

Un ruolo altrettanto determinante è svolto dalle tecnologie di confezionamento. L'utilizzo del confezionamento in atmosfera protettiva (ATM) consiste nel sostituire l'aria all'interno della vaschetta con una miscela di gas inerti (azoto e anidride carbonica) che rallenta i processi di ossidazione e deterioramento naturale del cibo. Questa tecnologia permette di conservare i piatti freschi per diversi giorni senza l'aggiunta di conservanti artificiali, mantenendo inalterati i sapori, i colori e le consistenze originarie delle preparazioni. Al momento della pausa pranzo, il dipendente ha la certezza di consumare un pasto sicuro, igienico e qualitativamente paragonabile a quello di un ristorante.

 

I vantaggi organizzativi e fiscali di una mensa esternalizzata e flessibile

Oltre ai benefici logistici e di benessere per i collaboratori, l'adozione di una soluzione di mensa diffusa ed esternalizzata comporta rilevanti vantaggi di natura amministrativa e fiscale per le imprese. Lo Stato italiano, infatti, promuove attivamente il welfare aziendale legato alla nutrizione, offrendo agevolazioni fiscali mirate che rendono questo servizio estremamente conveniente rispetto ad altre forme di sussidio, come i tradizionali buoni pasto.

Dal punto di vista della fiscalità d'impresa, le spese sostenute dal datore di lavoro per il servizio di mensa esternalizzata o per la fornitura di pasti pronti sono interamente deducibili ai fini IRES (imposta sul reddito delle società). Inoltre, l'IVA applicata su questa tipologia di servizi di ristorazione è agevolata al 4%, a differenza dell'aliquota ordinaria applicata ad altre prestazioni di servizi. Questo si traduce in un immediato risparmio economico per l'azienda rispetto all'erogazione di indennità sostitutive in busta paga, che sarebbero invece soggette a tassazione ordinaria e a contribuzione previdenziale.

Un altro aspetto di grande interesse riguarda la deducibilità fiscale e l'esclusione dal reddito di lavoro dipendente. Secondo la normativa vigente (Articolo 51 del TUIR), le somme destinate alla gestione del servizio di mensa aziendale, sia essa interna o esternalizzata sotto forma di 'mensa diffusa', non concorrono a formare il reddito imponibile del dipendente. Ciò significa che il lavoratore riceve un beneficio netto di altissimo valore, completamente esente da tasse e contributi, aumentando di fatto il suo potere d'acquisto reale senza incrementare il cuneo fiscale per l'azienda.

Sotto il profilo organizzativo, la digitalizzazione del servizio azzera i costi di gestione amministrativa. Gli uffici delle risorse umane non devono più occuparsi della distribuzione fisica dei ticket cartacei o della rendicontazione manuale delle presenze. Le moderne piattaforme di gestione integrano la fatturazione in modo automatico: a fine mese, l'azienda riceve un'unica fattura dettagliata basata sui pasti effettivamente ordinati ed erogati. Questa trasparenza amministrativa elimina gli sprechi finanziari e consente un controllo di gestione preciso e in tempo reale sul budget destinato al welfare, confermando la mensa esternalizzata come la scelta più razionale e moderna per la crescita sostenibile delle piccole e medie imprese.

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Gestione dei bilanci familiari nella Tuscia: la ricerca di stabilità nelle spese per luce e gas

1 ora 14 min fa
2026-09-15

Mantenere in equilibrio le spese di casa rappresenta una priorità costante anche per le famiglie del territorio viterbese, specie di fronte all'andamento altalenante dei costi energetici. Dai centri urbani della Tuscia fino ai comuni della provincia, la gestione delle fatture di elettricità e metano incide in modo significativo sulla pianificazione mensile. Proprio per questo motivo, la comprensione dei meccanismi che regolano le tariffe diventa fondamentale per individuare soluzioni capaci di limitare l'impatto dei picchi stagionali e garantire maggiore serenità economica.

 

L'impatto delle oscillazioni di mercato sulle spese di casa

L'andamento dei prezzi della materia prima influenza in modo diretto l'importo finale registrato in fattura. Nei periodi invernali, l'uso intensivo dei sistemi di riscaldamento determina un aumento fisiologico dei volumi di gas impiegati, mentre le stagioni estive vedono un incremento dell'utilizzo dell'energia elettrica legato alla climatizzazione. Quando a tali aumenti volumetrici si sommano le fluttuazioni dei listini all'ingrosso, le somme da saldare possono subire variazioni considerevoli da un mese all'altro.

Questa discontinuità rende difficoltoso stabilire un piano di spesa accurato. La presenza di voci di costo composite e l'insidia di conguagli applicati a distanza di tempo generano ulteriore incertezza, trasformando la ricezione della bolletta in un momento di preoccupazione per la stabilità finanziaria della casa.

 

Quando conviene orientarsi verso il prezzo bloccato

Di fronte a un contesto caratterizzato da costante fluttuazione, l'adozione di contratti basati su criteri di maggior equilibrio costituisce una scelta strategica. Valutare le migliori offerte luce e gas prezzo fisso risponde all'esigenza di chi desidera congelare il corrispettivo della materia prima per un arco temporale definito. Tale approccio consente di isolare la spesa domestica dalle tensioni dei mercati energetici, assicurando un costo unitario costante indipendentemente dalle dinamiche esterne.

La scelta del prezzo bloccato risulta idonea per le famiglie che prediligono la chiarezza e intendono eliminare le sorprese legate a improvvisi rialzi tariffari. Conoscere in anticipo il valore attribuito alla materia prima dà più sicurezza e permette di organizzare i conti casalinghi con più serenità, permettendo di distribuire le risorse economiche con tranquillità durante tutto l'anno.

 

Un approccio digitale e pianificato con la rata fissa

In questo scenario, emergono modelli operativi pensati per semplificare la relazione tra utente e servizio energetico. Tra i fornitori operanti sul mercato, NeN propone una modalità di fruizione orientata alla massima prevedibilità attraverso lo strumento della rata fissa. Questo sistema definisce un importo mensile unico e costante, basato sui consumi storici dell'abitazione e comprensivo di ogni voce di spesa.

L'azzeramento della variabilità mensile consente di eliminare la sovrapposizione tra picchi di consumo e picchi di spesa. Ogni dodici mesi, la quota viene aggiornata tenendo conto dei consumi registrati nel periodo precedente, mantenendo la gestione della fornitura lineare, ordinata e priva di conguagli inattesi. La semplicità dell'esperienza digitale completa una proposta incentrata sulla trasparenza.

 

Elementi utili per una scelta adatta alle proprie esigenze

L'individuazione della formula di fornitura più adeguata richiede l'esame consapevole delle proprie abitudini. Il controllo dei consumi storici offre un quadro chiaro del fabbisogno reale dell'abitazione. Tale valutazione permette di comprendere se la preferenza debba orientarsi verso la stabilità di una rata predeterminata oppure verso modelli esposti alle variazioni del mercato.

La linearità delle condizioni applicate, la facilità d'uso degli strumenti di monitoraggio online e l'assenza di clausole nascoste si confermano parametri essenziali per compiere una scelta informata, in grado di restituire un sereno controllo sul bilancio domestico.

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Civita Castellana, 'Lost in Civita X' incorona Le Stroliche: grande successo per la caccia al ...

Lun, 14/09/2026 - 20:29
2026-09-14

CIVITA CASTELLANA – Una città trasformata in un'immensa scacchiera a cielo aperto, dove intuito, velocità e affiatamento hanno fatto da padroni. Domenica 13 settembre Civita Castellana si è accesa con la decima edizione di Lost in Civita, la caccia al tesoro ormai diventata uno degli appuntamenti più amati e partecipati dei festeggiamenti in onore dei santi patroni Marciano e Giovanni.

A spuntarla su un tabellone record di ben 48 squadre in gara sono state Le Stroliche, ovvero la coppia composta da Giorgia Angeli ed Eliza Manole. Con determinazione e astuzia, la formazione femminile ha risolto ogni enigma e superato le prove sul campo, iscrivendo il proprio nome nell'albo d'oro della manifestazione. Sul secondo gradino del podio si sono piazzate Los Terapistes (Lia Brocchi e Benedetta Quintiliani), mentre la medaglia di bronzo è andata ai Candidati d’Onore (Edoardo Moroni e Hariz Baltic).

La competizione, nata nel ricordo di Ivan Rossi, ha festeggiato il traguardo del decennale confermando un trend di crescita straordinario. Dopo i trionfi degli Scocco nel 2023, dei Cugini di Campagna nel 2024 e dei Ritardatari nel 2025, il testimone è passato ufficialmente nelle mani delle Stroliche.

Tra vicoli, piazze e scorci caratteristici, la corsa contro il tempo ha regalato un'altra pagina indimenticabile di sano agonismo e spensieratezza, riaffermando Lost in Civita come una colonna portante della tradizione e della festa cittadina.

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Civita Castellana in festa per Roberto Catena: la comunità celebra i 25 anni di diaconato

Lun, 14/09/2026 - 20:29
2026-09-14

CIVITA CASTELLANA – Una giornata di profonda commozione e intensa partecipazione spirituale ha unito ieri la comunità locale intorno a Roberto Catena. Nella chiesa gremita di fedeli è stata celebrata la Santa Messa di ringraziamento in occasione del suo 25° anniversario di ordinazione diaconale, un traguardo importante che testimonia un quarto di secolo di servizio, dedizione e guida pastorale.

La solenne liturgia è stata presieduta da S.E.R. Mons. Marco Salvi, che durante l'omelia ha voluto sottolineare il valore della vocazione e il costante impegno di don Roberto a favore della comunità e dei più bisognosi. Un momento di raccoglimento che ha visto la partecipazione di numerose autorità locali, confratelli e tanti cittadini desiderosi di stringersi attorno al proprio pastore per manifestare affetto e gratitudine.

A rendere ancor più suggestiva la funzione è stata la cura e il pregio dell'accompagnamento musicale. Il servizio liturgico dei canti è stato magnificamente eseguito dalle voci unite del Coro della Cattedrale e del Coro di Rignano Flaminio, diretti con maestria dal figlio Andrea Catena. Ad arricchire l'atmosfera della celebrazione sono state le note di Leonardo Bastianelli all'organo, accompagnato dal delicato flauto traverso di Benedetta Piunti e dal violino di Simona Bruzziches.

Al termine della funzione, Roberto Catena ha espresso commosso i suoi ringraziamenti al Vescovo, ai musicisti e a tutti i presenti, rinnovando la propria dedizione al cammino pastorale al fianco della comunità.

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Viterbo capitale del calcio paralimpico: successo per la seconda edizione del Torneo Nazionale ...

Lun, 14/09/2026 - 20:29
2026-09-14

VITERBO – Due giornate di sport, emozioni, amicizia e inclusione hanno trasformato Viterbo nella capitale del calcio paralimpico. Si è conclusa domenica 13 settembre la seconda edizione del Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese, manifestazione che ha riunito in città circa 200 atleti, insieme a tecnici, accompagnatori e familiari, organizzata dall’Associazione Zucchero Filato APS, presieduta da Fabio Barzellotti, con il sostegno di Angelo Moracci, delegato provinciale LND.

Un appuntamento che ha avuto nel calcio il proprio punto di partenza, ma che è andato ben oltre la competizione sportiva. Il torneo è stato infatti costruito attorno ai valori dell’inclusione, dell'amicizia, della solidarietà, del divertimento e del rispetto, trasformando la due giorni in una vera esperienza di condivisione e di promozione del territorio.

A scendere in campo sono state le formazioni special di alcune delle più importanti società calcistiche italiane: Juventus, Milan, Hellas Verona, Udinese, Parma, Bologna, Lazio, Napoli, Lecce e Frosinone, insieme ai ragazzi viterbesi dell’ASD Lo Zucchero Filato e alle altre formazioni partecipanti.

Alcune partite si sono disputate allo Stadio del Centro Sportivo Universitario di via Camillo De Lellis, mentre le finali e le premiazioni al campo Don Armando Marini di Villanova gestito da Don Emanuele, con le squadre suddivise nei gironi Blu, riservato al secondo livello, e Yellow, dedicato al terzo livello.

Frosinone e Juventus sul podio

La giornata conclusiva di domenica è stata dedicata alle finali e alle premiazioni. A conquistare il successo nel Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese è stato il Frosinone, che ha chiuso al primo posto, mentre la Juventus ha conquistato la seconda posizione.

Ma la classifica non è stata l'unico criterio utilizzato per celebrare i protagonisti della manifestazione. La filosofia scelta dagli organizzatori è stata quella di considerare ogni atleta e ogni squadra vincente per ciò che è riuscita a trasmettere dentro e fuori dal campo.

Sono stati quindi istituiti diversi riconoscimenti legati ai valori che hanno caratterizzato il torneo.

Il Joy of Football Award, dedicato alla gioia e al divertimento nel giocare, è stato assegnato a Lizzana Udine per il terzo livello e a Don Pino Puglisi per il secondo livello.

Il Friendship Award, dedicato all'amicizia, è andato al Napoli per il terzo livello e al Milan per il secondo.

Il Beyond All Limits Award, destinato alle formazioni capaci di andare oltre ogni limite, è stato conquistato dal Lecce e dal Verona, entrambe quarte classificate.

L'Inspiration Award ha premiato la capacità di essere un esempio per gli altri partecipanti: i riconoscimenti sono andati alla Lazio White per il secondo livello e al Parma per il terzo.

Infine, il Fair Play Award, dedicato alla correttezza e al rispetto delle regole, è stato assegnato allo Zucchero Filato APS e al Bologna.

Missori e Alei migliori giocatori

Sono stati premiati anche i migliori interpreti individuali del torneo.

Il riconoscimento di miglior giocatore del terzo livello è stato assegnato a Francesco Missori del Frosinone, mentre quello del secondo livello è andato a Edoardo Alei della Lazio White.

Premiati anche i migliori portieri: per il secondo livello il riconoscimento è stato conquistato da Francesco Zaniboni del Bologna, mentre per il terzo livello è stato premiato Francesco Piobello del Napoli.

Un riconoscimento è stato inoltre dedicato alla terna arbitrale e agli arbitri che hanno garantito il regolare svolgimento delle gare. A premiare gli arbitri è stato l'ex arbitro Umberto Fusco, insieme a Ennio Mariani, presidente provinciale dell'AIA, per l'attività svolta durante l'intero torneo.

“Una Rosa in Campo”, premiati i valori dell'inclusione

Uno dei momenti più significativi della manifestazione è stata la seconda edizione di “Una Rosa in Campo”, il riconoscimento ideato per premiare personalità che hanno saputo promuovere attraverso lo sport i valori dell'aggregazione, della solidarietà e dell'inclusione.

Tutta la cerimonia si è svolta al campo Don Armando Marini di Villanova e ha visto protagonisti Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti; Maurizio Borgo, Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità; Claudio Galieti, segretario del Comitato Regionale Lazio della LND, Cristina Mezzaroma, dirigente della S.S. Lazio; il giornalista Rai Massimiliano Mascolo e Luigi Pasqualetti, presidente della Fondazione Carivit.

Dal campo alla scoperta di Viterbo

Il torneo ha coinvolto anche la città. Atleti, staff e familiari non sono rimasti confinati agli impianti sportivi, ma hanno avuto la possibilità di conoscere alcune delle bellezze del capoluogo della Tuscia.

Nel programma sono state inserite una visita al quartiere medievale di Viterbo, una cena in piazza nel centro cittadino e un momento particolarmente suggestivo dedicato alla Macchina di Santa Rosa.

Dopo le gare del sabato, la comitiva ha attraversato le vie del centro storico con i colori delle diverse società sportive, raggiungendo il sagrato della chiesa di Santa Rosa. Qui, grazie alla collaborazione del costruttore Vincenzo Fiorillo e del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, i partecipanti hanno potuto assistere all'accensione straordinaria della Macchina Dies Natalis e conoscere più da vicino la storia della tradizione del Trasporto.

Un momento che ha unito sport e identità cittadina, permettendo agli ospiti arrivati da tutta Italia di conoscere una delle eccellenze più rappresentative di Viterbo.

L'Alto Patrocinio del Parlamento Europeo

La rilevanza dell'iniziativa è stata sottolineata anche dall'Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.

Numerose sono state le istituzioni, associazioni e realtà che hanno collaborato alla realizzazione della manifestazione: Regione Lazio, Fondazione Carivit, Comune di Viterbo, FIGC, Dipartimento Calcio Paralimpico, Lega Nazionale Dilettanti, Comitato Italiano Paralimpico, Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, AIA Viterbo, Avis, Croce Rossa Italiana, Ance Viterbo e Confartigianato, oltre a numerose aziende e associazioni del territorio.

Alla manifestazione hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo sportivo che hanno contribuito alle premiazioni finali, tra cui la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, il capogruppo di maggioranza alla Regione Lazio Daniele Sabatini, don Emanuele Germani, il presidente CIP Lazio Giuseppe Andreanna, il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, il responsabile Avis comunale e provinciale Sandro Politini, il presidente del Consiglio comunale Marco Ciorba, Vincenzo Chiavetta, responsabile dell'area psicologi della S.S. Lazio, e il segretario generale della Lega Nazionale Dilettanti Massimo Ciaccolini.

“Tutti vincenti se si dà il meglio di sé”

Il risultato più importante del torneo, però, non è stato soltanto quello maturato sui campi.

A sintetizzare lo spirito della manifestazione è stato il messaggio lanciato dagli organizzatori: “Sarete sempre vincenti e d'ispirazione per tutti se darete sempre il meglio di voi stessi in campo, vi divertirete giocando, se i vostri avversari lo saranno solo in campo e soprattutto se rispetterete tutte le regole del gioco”.

Parole che racchiudono il senso di una manifestazione nella quale il risultato sportivo è stato soltanto una parte dell'esperienza.

Il Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese ha infatti dimostrato come il calcio possa diventare uno strumento concreto di inclusione, capace di mettere insieme società, istituzioni, famiglie, volontari e atleti e di trasformare una competizione in un'occasione di incontro.

A Viterbo, per due giorni, hanno vinto soprattutto lo sport, l'amicizia, la solidarietà e la possibilità di stare insieme senza barriere.

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Tuscania, traguardo decennale per il Trofeo PM&B: sabato grande volley al Palazzetto dell'Olivo

Lun, 14/09/2026 - 20:29
2026-09-14

 

TUSCANIA – Un appuntamento ormai diventato una certezza nel calendario di preparazione della Maury’s Com Cavi Tuscania si appresta a festeggiare un prestigioso traguardo. Sabato 19 settembre 2026, i riflettori del Palazzetto dell'Olivo si accenderanno per la decima edizione del Trofeo PM&B, tappa fondamentale per affinare la condizione atletica e laintesa di squadra a poche settimane dall'inizio ufficiale della stagione.

Il parquet tuscanese si prepara a ospitare un triangolare di ottimo livello tecnico, con tre formazioni pronte a dar battaglia per aggiudicarsi il trofeo dell'anniversario: oltre ai padroni di casa del Tuscania Volley, scenderanno in campo i toscani dell’Invicta Grosseto e i capitolini del Roma 7.

La formula della manifestazione si preannuncia rapida e avvincente. Le gare si disputeranno al meglio dei tre set, con l'eventuale tie-break ai 15 punti. Il programma prenderà il via alle ore 15:30 con la prima sfida che vedrà opposte Grosseto e Roma 7. A seguire, attorno alle 16:30, farà il suo esordio la Maury’s Com Cavi Tuscania, che incrocerà prima la formazione perdente di Gara 1 per poi chiudere il torneo nel match decisivo contro la vincente.

Per celebrare il decennale della manifestazione e spingere la squadra in questo primo test probante, la società invita tutti i tifosi e gli appassionati di pallavolo a riempire gli spalti dell'impianto di via dell'Olivo. Risultati, foto e aggiornamenti in tempo reale saranno consultabili sui canali ufficiali Facebook e Instagram del Tuscania Volley.

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Grande volley e solidarietà a Civita Castellana: al PalaSmargiassi torna il Memorial 'Andrea ...

Lun, 14/09/2026 - 20:29
2026-09-14

 

CIVITA CASTELLANA – Lo sport di alto livello e la forza del ricordo si preparano a riempire gli spalti del PalaSmargiassi. Sabato 19 settembre andrà in scena la decima edizione del Memorial di pallavolo 'Andrea Mecucci', lo storico appuntamento dedicato alla memoria del giovane prematuramente scomparso, il cui ricordo resta indelebile nel cuore dei genitori, degli amici e di tutta la comunità sportiva locale.

A contendersi il trofeo, in un pomeriggio che unisce grande agonismo e affetto, saranno tre formazioni di spessore. Oltre ai padroni di casa dell’Ecosantagata Civita Castellana — al lavoro per preparare la nuova stagione di Serie B —, scenderanno sul parquet due tra le realtà più interessanti della Serie A3 del Centro Italia: l'Altotevere Volley San Giustino (PG) e la Terni Volley Academy. Un triangolare di alto profilo tecnico organizzato per onorare la grande passione di Andrea per la pallavolo.

L'evento, promosso con il patrocinio del Comune di Civita Castellana e la collaborazione delle associazioni sportive del territorio, prenderà il via alle ore 15:30 con il match d'apertura tra i padroni di casa dell'Ecosantagata e la Terni Volley Academy. Alle 17:00 farà il suo esordio l'Altotevere Volley San Giustino contro Terni, mentre alle 18:30 la sfida conclusiva vedrà opposti Civita Castellana e San Giustino.

Al termine del torneo si svolgerà la cerimonia di premiazione alla presenza delle autorità locali, dei familiari di Andrea e degli sponsor, durante la quale verrà assegnato anche il riconoscimento speciale al miglior giocatore della manifestazione. Gli organizzatori invitano la cittadinanza a riempire le tribune per trasformare questo decennale in un grande abbraccio di vicinanza e sportività.

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Bonifica dei rifiuti a Graffignano, trovate altre 8.868 tonnellate di rifiuti pericolosi

Lun, 14/09/2026 - 17:28
2026-09-14

GRAFFIGNANO – La bonifica dei rifiuti interrati nel territorio di Graffignano si trova a fare i conti con una nuova e importante criticità. Nel corso degli scavi avviati per rimuovere i materiali presenti nelle aree di Pascolaro, Casettone e Bivio del Pellegrino, sono state individuate ulteriori 8.868,19 tonnellate di rifiuti classificati come pericolosi.

Una scoperta che modifica in maniera significativa le dimensioni dell'intervento e che ha reso necessario un aggiornamento del quadro economico della bonifica. Il finanziamento complessivo destinato all'operazione passa infatti da 13 a 14,5 milioni di euro, grazie alla rimodulazione delle risorse approvata nell'ambito del procedimento che coinvolge Regione Lazio e ministero dell'Ambiente.

La nuova situazione emerge dalla determinazione regionale G11104 del 5 agosto 2026, firmata dalla dirigente della Direzione Ambiente Wanda D'Ercole. Nel provvedimento viene riportata la presenza, durante le attività di scavo, di una quantità maggiore e non prevedibile di rifiuti pericolosi rispetto a quanto inizialmente stimato.

La segnalazione dopo l'apertura del cantiere

A evidenziare per prima la nuova criticità era stata Sogesid, la società pubblica impegnata nelle attività di ingegneria ambientale e nella gestione tecnica dell'intervento di bonifica.

Il 13 maggio, a meno di due settimane dall'avvio del cantiere, Sogesid aveva trasmesso una comunicazione urgente agli enti competenti, segnalando quanto stava emergendo durante le operazioni di scavo. Le verifiche avevano portato a stimare la presenza di 8.868,19 tonnellate aggiuntive di rifiuti pericolosi.

La quantità rinvenuta ha quindi reso necessario intervenire anche sul piano finanziario, dal momento che la rimozione, il trattamento e lo smaltimento del materiale richiedono risorse aggiuntive rispetto a quelle previste inizialmente.

Il nuovo finanziamento da 1,5 milioni

Per far fronte alla maggiore quantità di materiale da rimuovere, la Regione Lazio ha richiesto al ministero dell'Ambiente un'integrazione del finanziamento pari a 1,5 milioni di euro.

Il ministero ha successivamente autorizzato la rimodulazione delle risorse, portando così la dotazione complessiva dell'intervento destinato alla bonifica di Graffignano a 14,5 milioni di euro.

L'incremento dei costi è direttamente collegato alla maggiore quantità di rifiuti individuata durante le attività sul campo, emersa soltanto dopo l'apertura del cantiere.

Una storia ambientale che arriva da lontano

La vicenda dei rifiuti interrati nel territorio di Graffignano affonda le proprie radici nelle indagini condotte quasi vent'anni fa, quando gli accertamenti della Forestale portarono alla luce la presenza di ingenti quantitativi di materiali sepolti.

Il sito interessato dalla bonifica comprende il Pascolaro e altri sei siti situati nelle zone di Casettone e Bivio del Pellegrino. Le attività per la rimozione dei rifiuti sono entrate nella fase operativa alla fine di aprile 2026, dopo un lungo percorso amministrativo e progettuale.

Le indagini effettuate negli anni passati avevano evidenziato nei materiali analizzati la presenza, tra l'altro, di idrocarburi e metalli, mentre la ricostruzione investigativa aveva riguardato l'interramento di fanghi industriali, ceneri e altri rifiuti speciali.

Ancora da chiarire la natura dei nuovi rifiuti

Resta però un elemento ancora da definire con precisione. La documentazione regionale quantifica le nuove quantità rinvenute, classificandole come rifiuti pericolosi, ma non fornisce al momento ulteriori dettagli sulla loro composizione e sulla provenienza.

Non è quindi possibile stabilire, sulla base degli elementi disponibili, se le 8.868,19 tonnellate emerse durante gli scavi siano riconducibili ai materiali già individuati nelle precedenti indagini oppure se appartengano a conferimenti differenti.

Saranno dunque le successive attività di caratterizzazione e gli accertamenti tecnici a fornire un quadro più preciso.

Intanto, la bonifica del territorio di Graffignano prosegue con un impegno economico complessivo che raggiunge 14,5 milioni di euro, mentre la scoperta di nuovi rifiuti amplia ulteriormente le dimensioni di una vicenda ambientale che il territorio attende da anni di vedere definitivamente risolta.

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Rugby, Serie C: ufficiali i gironi e il calendario. Al via la nuova stagione per i Lions Alto Lazio

Lun, 14/09/2026 - 17:28
2026-09-14

VITERBO – Il Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana Rugby ha ufficialmente alzato il sipario sul campionato di Serie C, pubblicando gironi e calendari della stagione. Sarà un torneo lungo e avvincente: diciannove le formazioni ai nastri di partenza (sedici laziali e tre abruzzesi), con il fischio d'inizio fissato per il 18 ottobre e la conclusione prevista il 18 maggio.

La formula della competizione non concede sconti. Le vincitrici dei due gironi si affronteranno in uno scontro diretto decisivo, e la vincente si giocherà poi la promozione in Serie B nella finale contro la prima classificata del girone sardo.

I Lions Alto Lazio sono stati inseriti in un raggruppamento a nove squadre che si preannuncia agguerrito e imprevedibile. Insieme alla formazione viterbese ci saranno Aniene, Arieti Rieti, Arnold, Civitavecchia, Luiss, Primavera, Avezzano e L'Aquila. Un girone caratterizzato dalla presenza di ben quattro squadre 'cadette' (Lions, Primavera, Avezzano e L'Aquila), dove il livello tecnico e la consistenza delle rose variano di anno in anno, rendendo ogni pronostico della vigilia un'incognita.

I Lions si affacciano alla nuova avventura con entusiasmo e solida sostanza. Club e staff tecnico possono infatti contare su un ampio roster di circa ottanta giocatori seniores distribuiti tra Serie A e Serie C. L'organico della seconda squadra appare decisamente rafforzato sia sotto il profilo numerico che qualitativo, grazie anche al rientro alla base di diversi elementi tornati a vestire la maglia viterbese.

Il cammino ufficiale inizierà il 18 ottobre con l'insidiosa trasferta sul campo dell'Avezzano. Tuttavia, per vedere all'opera la squadra non si dovrà attendere molto: il primo test veritiero è in programma già questo sabato alle ore 13:00 sul terreno di casa del 'Sandro Quatrini', dove i Lions affronteranno il CUS Pisa in occasione del prestigioso Torneo del Capitano. Un banco di prova immediato per saggiare la condizione e scaldare i motori in vista del campionato.

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Bassano in Teverina, il fascino del vintage conquista il borgo per il Car Boot Sale

Lun, 14/09/2026 - 17:28
2026-09-14

BASSANO IN TEVERINA – Un’atmosfera speciale ha avvolto il cuore di Bassano in Teverina, trasformando le sue suggestive vie storiche in un vivace mercato a cielo aperto. La nuova edizione del Car Boot Sale ha registrato un’affluenza straordinaria, confermandosi come un appuntamento imperdibile per appassionati, curiosi e famiglie.

Dalle prime luci del mattino fino al tramonto, il borgo si è popolato di visitatori giunti anche dai paesi limitrofi per passeggiare tra la variegata offerta degli espositori. Dai mobili d’epoca alle chicche d’antiquariato, dai vinili da collezione fino alle creazioni dell’artigianato locale e alle cianfrusaglie d'altri tempi, ogni bancarella ha saputo regalare un piccolo tesoro da scoprire.

Oltre a promuovere il riuso e la cultura del recupero, la manifestazione si attesta ancora una volta come una vetrina fondamentale per la valorizzazione del centro storico. L'evento ha offerto la cornice perfetta per riscoprire gli scorci più antichi del paese, unendo la passione per il vintage all'accoglienza unica della comunità locale. Un bilancio pienamente positivo per l'amministrazione e i cittadini, a testimonianza di una formula che sa rinnovarsi e fare centro ogni volta.

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Bagnoregio, via al progetto di riqualificazione: 1,1 milioni di euro dal Ministero della Cultura

Lun, 14/09/2026 - 17:28
2026-09-14

BAGNOREGIO – Un finanziamento da 1,1 milioni di euro per migliorare l’accessibilità, la mobilità e la qualità degli spazi urbani. È il risultato ottenuto dal Comune di Bagnoregio, che ha presentato questa mattina alla stampa il progetto di riqualificazione del Quarticciolo, di Viale Agosti e dell’intera area dell’ex Cantina Didattica.

Il progetto, finanziato dal Ministero della Cultura, rappresenta un risultato di particolare rilievo per il territorio: Bagnoregio è infatti uno dei soli cinque Comuni italiani ad aver ottenuto il contributo e l’unico nel Lazio.

Alla presentazione erano presenti il sindaco Luca Profili e gli onorevoli Mauro Rotelli, Antonella Sberna, Daniele Sabatini e Giulio Zelli, a testimonianza della collaborazione istituzionale che ha accompagnato la realizzazione del progetto.

Un nuovo collegamento pedonale verso Civita

L’intervento prevede la realizzazione di circa 800 metri di percorso pedonale, con l’obiettivo di colmare l’attuale interruzione e creare una continuità tra il centro storico e l’area che conduce al belvedere su Civita di Bagnoregio.

Il nuovo percorso sarà realizzato nel rispetto delle norme sulla sicurezza e sull’abbattimento delle barriere architettoniche, così da garantire una maggiore accessibilità a cittadini, famiglie, visitatori e persone con disabilità.

L’obiettivo è completare e qualificare la passeggiata che attraversa il centro storico, da piazza Sant’Agostino fino al belvedere su Civita, creando un collegamento più sicuro e facilmente fruibile.

Non stiamo semplicemente costruendo un marciapiede”, ha sottolineato il sindaco Luca Profili. “Stiamo migliorando la qualità urbana di Bagnoregio e creando un collegamento che sarà fondamentale per cittadini e visitatori”.

L’ex Cantina diventa uno spazio per la comunità

Una parte importante del progetto riguarda anche l’ex Cantina Didattica, che sarà recuperata e restituita alla comunità attraverso nuovi spazi dedicati alla socialità.

L’area ospiterà infatti spazi per eventi, un’area giochi e una zona fitness, trasformando una zona oggi non pienamente utilizzata in un nuovo punto di aggregazione per residenti e visitatori.

Significa arrivare al nostro borgo in maniera unitaria, in sicurezza, con spazi accessibili e pensati per tutti: un salotto di accoglienza per Civita”, ha dichiarato Profili.

Per il sindaco, l’intervento rappresenta un investimento sulla qualità della città e sulla sua capacità di accogliere, coniugando riqualificazione urbana, accessibilità e valorizzazione turistica.

Rotelli: “La fortuna aiuta gli audaci”

L’onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati, ha evidenziato il carattere eccezionale del finanziamento.

La fortuna aiuta gli audaci”, ha affermato, sottolineando come l’amministrazione comunale e il sindaco Profili abbiano dimostrato la capacità di “pensare in grande”.

Soltanto cinque Comuni in tutta Italia hanno ottenuto questo contributo da 1,1 milioni di euro. Bagnoregio è l’unico Comune e l’unico borgo del Lazio ad aver ricevuto questo importante finanziamento dal MiC”, ha aggiunto Rotelli.

Sberna: “Dal rilancio di Civita a un futuro per tutto il territorio”

Per la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il progetto si inserisce nel percorso di trasformazione che ha interessato Bagnoregio in un'opportunità turistica per molti degli ultimi anni.

Da ‘Civita che muore’ alla copertina di Lonely Planet: Bagnoregio dimostra che un territorio può cambiare il proprio destino”, ha dichiarato.

Secondo Sberna, la nuova sfida sarà trasformare il successo turistico di Civita in un'opportunità per l’intero territorio, attraverso nuovi servizi, lavoro e una migliore qualità della vita.

Contrastare lo spopolamento significa soprattutto garantire il diritto a restare, offrendo ai giovani e alle famiglie la possibilità di costruire qui il proprio futuro”, ha aggiunto.

“La fragilità si è trasformata in forza”

Il consigliere regionale del Lazio Giulio Zelli ha invece posto l’accento sulla capacità di programmare il futuro.

Demolire un vecchio stabile per lasciare spazio a qualcosa di nuovo significa avere una visione del futuro”, ha dichiarato, definendo il progetto un intervento capace di valorizzare ulteriormente uno spazio con vista su Civita.

Fino a qualche anno fa si parlava della fragilità di Bagnoregio; oggi possiamo affermare che quella fragilità si è trasformata nella sua più grande forza”, ha concluso Zelli.

Il consigliere regionale Daniele Sabatini ha ricordato inoltre gli altri interventi realizzati recentemente sul territorio, dalla nuova sede della Protezione civile alla postazione ARES 118 per l’emergenza sanitaria, passando per il nuovo ufficio postale e il progetto di riqualificazione dell’ex Palazzo ENAL.

Una strategia più ampia per la città

Il nuovo intervento si inserisce dunque in una strategia più ampia di riqualificazione e valorizzazione urbana di Bagnoregio, con l’obiettivo di rendere la città più sicura, accessibile e vivibile, migliorando al tempo stesso l’esperienza dei numerosi visitatori diretti verso Civita.

Il sindaco Profili ha infine voluto ringraziare l’intera amministrazione comunale e gli uffici per il lavoro svolto nella progettazione e nell’ottenimento del finanziamento.

Per un Comune come Bagnoregio, essere riusciti a ottenere uno dei cinque finanziamenti assegnati in tutta Italia e l’unico nel Lazio è motivo di grande orgoglio”, ha concluso.

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Paura al Palio di Canino: fantino cade e viene travolto da un cavallo in corsa

Lun, 14/09/2026 - 17:28
2026-09-14

CANINO – Attimi di paura domenica 13 settembre durante il tradizionale Palio di San Clemente, uno degli appuntamenti più attesi delle festività dedicate al compatrono di Canino. Nel corso della competizione un fantino è stato protagonista di una violenta caduta dopo un contatto con un cavallo rivale.

L'incidente si è verificato in prossimità di una curva del percorso di corso Matteotti. A seguito del contatto, il fantino è stato disarcionato ed è finito sulla pista, venendo successivamente travolto dal cavallo dell'avversario e rimanendo a terra.

Sono stati momenti di forte apprensione per il pubblico presente e per le persone che stavano assistendo alla gara lungo il percorso. I soccorsi sono intervenuti immediatamente per prestare assistenza al fantino e verificare le sue condizioni.

Secondo le prime informazioni, fortunatamente l'incidente non avrebbe provocato conseguenze particolarmente gravi. Per il fantino si sarebbe registrata una lussazione alla spalla destra. Nessuna conseguenza, invece, per il cavallo coinvolto, che ha proseguito la propria corsa senza il fantino, nella cosiddetta condizione di cavallo “scosso”.

Superato il momento di apprensione, la manifestazione è quindi ripresa regolarmente, permettendo al Palio di arrivare alla sua conclusione.

VIDEO CADUTA FANTINO

Quattro contrade in gara

La competizione ha visto protagoniste le quattro contrade cittadine, con otto cavalli mezzosangue ai nastri di partenza: Aramis King, montato da Gianluca Cecaloni; Asia Grey, con Christian Di Napoli; Donna, con Angelo Citti; Donna Rosanna, con Nino Manca; Eracorona, con Mario Mocci; Rissoso, con Giulio Chioffi; Sor Giuseppe, nuovamente affidato a Nino Manca; Valyrya, con Stefano Olivetti.

Il programma della giornata è entrato nel vivo con le quattro batterie di qualificazione, che hanno stabilito i protagonisti delle semifinali. A conquistare l'accesso alla fase successiva sono stati Rissoso, Aramis King, Valyrya ed Eracorona.

La corsa verso la finale ha quindi ristretto ulteriormente il gruppo, con Rissoso ed Eracorona, entrambi della contrada Sant'Antonio, capaci di conquistare i due posti disponibili per l'ultimo atto della competizione.

Rissoso conquista il Palio

La finale ha visto il successo di Rissoso, con Giulio Chioffi in sella. Il cavallo ha tagliato per primo il traguardo, regalando la vittoria alla contrada Bonaparte.

Una giornata iniziata con la tradizionale atmosfera di festa e con l'attesa per una delle manifestazioni più sentite della città, segnata per alcuni minuti dalla paura per la caduta del fantino, ma conclusasi poi con il regolare svolgimento della competizione e la festa della contrada vincitrice.

Per Bonaparte è arrivato così il trionfo al Palio di San Clemente, al termine di una gara combattuta che ha richiamato lungo il percorso numerosi spettatori.

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Ottimo bilancio per la Lxthrowdown: a Vasanello oltre 200 atleti da tutta Italia

Lun, 14/09/2026 - 17:28
2026-09-14

VASANELLO – Due giornate all’insegna dello sport, dell’agonismo e della partecipazione hanno animato Vasanello nel fine settimana appena concluso. Si è chiusa domenica 13 settembre la LXTHROWDOWN, competizione dedicata al crossfit che ha portato all’Arena del paese oltre 200 atleti provenienti da tutta Italia, insieme a numerosi spettatori e appassionati.

La manifestazione, organizzata dall’Independent Box SXE della palestra MA88 di Vignanello, con il patrocinio del Comune di Vasanello, ha trasformato per l’intero weekend l’Arena in un grande spazio dedicato allo sport.

Le gare sono iniziate nella serata di sabato e sono proseguite per tutta la giornata di domenica, con una serie di prove caratterizzate da elevati livelli di difficoltà e impegno fisico. Al termine delle sfide sono stati decretati i vincitori delle diverse categorie.

La LXTHROWDOWN si è confermata così un appuntamento capace di richiamare partecipanti da numerose regioni italiane, trasformando Vasanello per due giorni in un punto di riferimento per gli appassionati di questa disciplina.

Sport e promozione del territorio

Grande soddisfazione è stata espressa dall’amministrazione comunale, che ha sottolineato anche la ricaduta dell’iniziativa sul territorio.

“La nostra amministrazione fin dal suo insediamento ha puntato ai valori dello sport come volano di crescita del territorio e iniziative come LXTHROWDOWN sono la manifestazione tangibile del raggiungimento di quest’obiettivo”, hanno dichiarato il sindaco Igino Vestri e l’assessore allo Sport Profeta Pieri.

La presenza di oltre 200 atleti, insieme ad accompagnatori e spettatori, ha infatti rappresentato non soltanto un'importante occasione sportiva, ma anche uno strumento di promozione per Vasanello.

“Attirare in due giorni un così elevato numero di persone, tra sportivi ed accompagnatori, significa far conoscere in maniera esponenziale il nostro paese in tutta Italia, oltre a rappresentare anche un introito importante per le attività locali”, hanno aggiunto gli amministratori.

Il successo della manifestazione, concludono Vestri e Pieri, rappresenta quindi un ulteriore incentivo a proseguire sulla strada intrapresa, rafforzando l’impegno del Comune nella promozione dello sport come strumento di crescita sociale, aggregazione e valorizzazione del territorio.

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Inizia l'anno scolastico, il messaggio di Frontini e Giliberto: “Mettere la persona al centro, ...

Lun, 14/09/2026 - 17:28
2026-09-14

VITERBO – In occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini e l’assessore all’Educazione Rosanna Giliberto hanno rivolto un messaggio alla comunità educante degli istituti di ogni ordine e grado del Comune, richiamando il valore della scuola e il ruolo dell’educazione di fronte alle trasformazioni della società e della tecnologia.

Desideriamo rivolgere un augurio a tutta la comunità educante di Viterbo, con la consapevolezza del valore straordinario che la scuola rappresenta per la nostra città”, scrivono Frontini e Giliberto, sottolineando come quello appena iniziato sia un anno particolare anche per la ricorrenza, nel 2026, degli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.

L’Anno Francescano, spiegano, offre l’occasione per tornare a riflettere su una figura capace ancora oggi di parlare alle nuove generazioni attraverso valori universali come fraternità, cura, rispetto, pace e responsabilità verso gli altri e verso il mondo.

La “creaturalità” come responsabilità

Al centro della riflessione proposta dall’amministrazione comunale c'è il concetto di “creaturalità”, inteso come consapevolezza di essere parte di qualcosa che precede e supera l'individuo.

Un concetto che, secondo Frontini e Giliberto, assume un significato particolarmente attuale davanti alle grandi trasformazioni tecnologiche. L'intelligenza artificiale, infatti, offre possibilità fino a pochi anni fa impensabili, ma pone anche interrogativi fondamentali sul tipo di intelligenza, di persona e di futuro che si vuole consegnare alle nuove generazioni.

È proprio in questo scenario che la scuola assume, secondo le due amministratrici, una responsabilità decisiva: non limitarsi alla trasmissione di conoscenze e competenze, ma aiutare ragazze e ragazzi a sviluppare pensiero critico, capacità di relazione, empatia, autonomia e senso di responsabilità.

Nel messaggio viene citata anche una riflessione di Davide Rondoni sul Cantico delle creature: “La poesia nasce qui: nel sentire che la vita è più grande di noi, misteriosa”.

Da questa capacità di meravigliarsi e di riconoscere che la vita non può essere completamente controllata o posseduta dovrebbe partire anche l'educazione.

“La persona al centro”

Un altro tema centrale del messaggio è quello della “Magnifica humanitas”, attraverso cui Frontini e Giliberto ribadiscono la necessità di mettere la persona al centro, proprio in un'epoca nella quale la tecnologia rischia di misurare ogni cosa attraverso dati, prestazioni e risultati.

Educare significa invece riconoscere ciò che non può essere ridotto a un algoritmo: la dignità, la libertà, la sensibilità, la capacità di prendersi cura e di dare significato alle proprie scelte”, sottolineano.

L'amministrazione comunale conferma quindi la volontà di sostenere il lavoro delle scuole insieme alle famiglie e alle diverse realtà della città, nella convinzione che una vera comunità educante possa esistere soltanto attraverso una responsabilità condivisa.

“Nessuno può educare da solo”

Il messaggio si conclude con un augurio rivolto a tutto il personale scolastico, agli studenti e alle loro famiglie: un anno all'insegna di curiosità e coraggio, innovazione e attenzione alle persone.

L'obiettivo, spiegano Frontini e Giliberto, è guardare al futuro senza perdere il senso del limite, della relazione e della cura.

Il futuro che vogliamo costruire non sarà fatto soltanto di ciò che sapremo fare, ma soprattutto di persone capaci di scegliere che cosa vale davvero la pena fare”, è la riflessione conclusiva delle rappresentanti dell'amministrazione comunale. “Buon anno scolastico a tutte e a tutti!”.

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Soriano nel Cimino verso la Sagra delle Castagne 2026: il weekend di anteprima

Lun, 14/09/2026 - 17:28
2026-09-14

SORIANO NEL CIMINO – È iniziato il conto alla rovescia per la 59ª Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino, una delle manifestazioni storico-rievocative più importanti e conosciute della Tuscia. L'edizione 2026 si svolgerà dal 2 al 18 ottobre, mentre il prossimo weekend, sabato 19 e domenica 20 settembre, sarà dedicato agli appuntamenti di anteprima di “Aspettando la Sagra”.

La manifestazione, organizzata dall'Ente Sagra delle Castagne, presieduto da Antonio Tempesta, in collaborazione con il Comune e con le realtà associative del territorio, affonda le proprie radici nella tradizione sorianese e propone ogni anno un ricco programma che unisce storia, cultura, spettacolo e gastronomia.

Un appuntamento che negli anni ha saputo conquistare un pubblico sempre più ampio, attirando visitatori provenienti da diverse parti d'Italia e dall'estero. La Sagra fa inoltre parte dell'Associazione Rievocazioni Storiche del Lazio, è iscritta all'albo regionale delle rievocazioni storiche e da diversi anni figura tra le prime venti manifestazioni della graduatoria del Ministero della Cultura.

Quattro contrade protagoniste

La Sagra delle Castagne va ben oltre la componente gastronomica. Al centro della manifestazione ci sono infatti le quattro contrade di Soriano – Papacqua, Rocca, San Giorgio e Trinità – protagoniste di sfide, cortei e rievocazioni in costume storico.

Tra gli appuntamenti più attesi dell'edizione 2026 figurano la benedizione e investitura di arcieri e cavalieri, con l'offerta dei ceri e dei doni alla Chiesa, in programma il 2 ottobre, il Palio, con la giostra degli anelli e il torneo degli arcieri, il 4 ottobre, la rievocazione “Soriano tra storia e leggenda” il 10 ottobre e il grande Corteo Storico “Soriano e i suoi rioni”, previsto per l'11 ottobre.

Il programma proseguirà con il Convivium Secretum, giunto alla diciannovesima edizione, il 15 e 16 ottobre, e con i Giochi Popolari del 17 ottobre.

Confermata anche la presenza di Gianluca Foresi, attore, regista e direttore creativo impegnato in alcune delle principali rievocazioni storiche italiane, che sarà il cantore delle atmosfere medievali durante la cerimonia del 2 ottobre e la rievocazione del 10.

Il weekend di anteprima

Il primo appuntamento è fissato per sabato 19 settembre. Alle 10.30, nella sala consiliare, si terrà la presentazione ufficiale della 59ª edizione, insieme alla presentazione del volume “Fidelitas” e del Palio 2026.

Nel pomeriggio, alle 15.30, sempre nella sala consiliare, prenderà il via il convegno “La Regola e la Rocca. Soriano nel Cimino tra memoria orsiniana e spiritualità francescana”. Interverranno lo storico e caporedattore del TG1 Mario Prignano, il tenore Frate Alessandro Brustenghi e lo storico locale Marco Fanti.

La giornata si concluderà alle 21, al Teatro Cinema Florida di Piazza Marconi, con lo spettacolo “Il fantasma Marcello. La triste morte di Marcello Capece e Violante Diaz: un caso non risolto”, liberamente tratto da La Duchessa di Paliano di Stendhal.

La rappresentazione sarà curata da Maurizio Annesi, con Sebastian Serafini, Bruno Tarantino, Gabriele Ludovici, Simona Nicolamme, Gianni Luniddi, Eva Fanti, Mario Orlandi e Vincenzo Mazza. Gli abiti sono di Antonio Marcucci e il trucco di Andrea Marchi.

Domenica 20 settembre, a partire dalle 10.30, il convegno proseguirà con gli interventi della storica della cultura del cibo Maria Salemi, dello storico Federico Canaccini e della storica vestimentaria Elisabetta Gnignera.

Dalla storia alla solidarietà

Il programma proseguirà anche nei giorni successivi. Da sabato 26 settembre alle ore 11, presso il Castello Orsini, sarà possibile visitare la mostra “Vestimenta Historiae”, dedicata ad abiti e gioielli storici dal Trecento al Cinquecento.

Non mancheranno inoltre gli appuntamenti dedicati alla solidarietà, con tre cene di beneficenza organizzate a favore di altrettante realtà del territorio: AIDO, il 1° ottobre alla Taverna del Drago della Contrada San Giorgio; Croce Rossa Italiana – Sezione di Soriano, l'8 ottobre alla Taverna dell'Orso del Rione Rocca; e AVIS, il 13 ottobre alla Taverna delle Acque della Contrada Papacqua.

Tra rievocazioni, cortei, spettacoli, sbandieratori, musici, spadaccini, falconieri, conferenze, mostre, visite guidate e mercatini, Soriano nel Cimino si prepara dunque a vivere ancora una volta settimane all'insegna della storia e della tradizione, fino alla grande degustazione finale di caldarroste in piazza.

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Tarquinia punta sulla mobilità sostenibile: arriva il nuovo servizio di bike sharing

Lun, 14/09/2026 - 17:28
2026-09-14

TARQUINIA – Tarquinia punta sull’innovazione e sulla mobilità sostenibile con l’approvazione, da parte della Giunta comunale, del progetto per l’attivazione di un nuovo servizio di bike sharing con biciclette elettriche a pedalata assistita.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione con E-bike Tarquinia, realtà imprenditoriale locale che utilizzerà la piattaforma digitale Bike Boom. Il servizio permetterà a cittadini e visitatori di utilizzare le e-bike disponibili in diversi punti del territorio attraverso una modalità semplice e digitale: sarà sufficiente scaricare l’app Bike Boom per accedere alle biciclette.

L’obiettivo è offrire un’alternativa all’utilizzo dell’automobile, sia per gli spostamenti quotidiani sia per il tempo libero, favorendo al tempo stesso un modo diverso e più autonomo di conoscere Tarquinia e le sue bellezze.

Il servizio sarà rivolto anche ai turisti che soggiornano in hotel, B&B e agriturismi situati fuori dal centro storico. In base alla disponibilità, sarà infatti possibile richiedere la consegna delle biciclette elettriche direttamente presso la struttura ricettiva.

Itinerari cicloturistici con QR Code

Il progetto prevede inoltre la realizzazione di itinerari cicloturistici accessibili tramite QR Code. Residenti e visitatori potranno così consultare direttamente i percorsi e ottenere informazioni sui principali luoghi di interesse.

La rete degli itinerari permetterà di collegare idealmente il centro storico, il litorale, le aree archeologiche e la campagna, trasformando la bicicletta anche in uno strumento per scoprire il patrimonio storico, culturale, paesaggistico e rurale del territorio.

Con l'approvazione di questo progetto compiamo un nuovo passo nel percorso di innovazione della nostra città”, dichiara l’assessore all’Innovazione Andrea Andreani.

Vogliamo promuovere una mobilità sostenibile che permetta di vivere Tarquinia e il suo territorio in maniera diversa e innovativa”, aggiunge l’assessore, sottolineando come le e-bike possano diventare non soltanto una nuova modalità di spostamento, ma anche uno strumento per migliorare i collegamenti tra centro storico, litorale, strutture ricettive e luoghi di interesse.

Per Andreani, innovazione e sostenibilità devono tradursi in servizi concreti e nuove opportunità, capaci di migliorare la fruibilità della città e, allo stesso tempo, valorizzarne le risorse.

Un progetto nato da un’iniziativa locale

E-bike Tarquinia nasce dall’iniziativa di un’imprenditrice del territorio che, dopo un’esperienza professionale internazionale nella gestione di progetti di sviluppo, ha scelto di investire nuovamente su Tarquinia, puntando sulla mobilità sostenibile e su un modo innovativo di vivere e conoscere la città.

L’avvio del bike sharing rappresenta così un ulteriore tassello nel percorso di innovazione e sostenibilità intrapreso dal territorio, con l’obiettivo di rendere Tarquinia sempre più accessibile e connessa e di utilizzare le nuove tecnologie per migliorare i servizi e valorizzare il patrimonio locale.

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