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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 3 min 57 sec fa

Fondazione Carnevale civitonico, nominato il nuovo consiglio di amministrazione

3 min 57 sec fa
2026-11-03

CIVITA CASTELLANA - La notizia era già nell'aria da tempo, poi nei giorni scorsi è arrivata l'ufficialità: il Comune ha reso noti i nomi dei cinque componenti che andranno a formare il Cda della fondazione, attualmente commissariata.

Si tratta di Fabrizio Del Frate, Enrico Meraglia, Benedetta Costa, David Sugoni e Carlo Pecoraro, tutti individuati dal primo cittadino sulla base dei curricula presentati e delle competenze ritenute adeguate a ricoprire l'incarico. Tra i criteri presi in considerazione figurano la conoscenza della storia e degli aspetti socioculturali del Carnevale civitonico, oltre alle capacità professionali, organizzative e artistiche.

La ricostituzione del Cda arriva dopo una fase abbastanza turbolenta che ha interessato la Fondazione, prima con la rinuncia della delega al carnevale da parte dell'allora assessora Simonetta Coletta, poi con il successivo commissariamento dell'ente, voluto dal sindaco Corazza per fare chiarezza sulla situazione economico-finanziaria lasciata in 'eredità' dal precedente Cda.

Per arrivare alla nuova composizione del consiglio, il sindaco aveva inizialmente coinvolto il comitato consultivo, chiedendo di indicare una rosa di cinque nominativi dalla quale selezionare due componenti. Il Comitato, con una comunicazione del 27 ottobre, ha però manifestato l'indisponibilità dei propri membri ad assumere l'incarico.

Una circostanza che ha portato il primo cittadino ad avvalersi di quanto previsto dall'articolo 13 dello statuto, che consente al sindaco di procedere direttamente alla nomina anche degli ulteriori due componenti nel caso in cui il comitato non avesse trasmesso la rosa di candidati richiesta.

Nel decreto viene infine espressamente indicato che il commissariamento straordinario proseguirà in affiancamento al Cda.

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Marco Boseggia e Massimo Sabbatini celebrano i 40 anni della B.S. Dental

3 min 57 sec fa
2026-11-03

VITERBO - Quando si entra in qualsiasi attività, essere accolti con un sorriso non è affatto scontato. E invece loro non solo lo fanno, ma il sorriso lo curano pure. Marco Boseggia e Massimo Sabbatini rappresentano un sodalizio che funziona benissimo, tanto che la loro impresa, la B.S. Dental, festeggia 40 anni, 10 dei quali al fianco della Cna di Viterbo e Civitavecchia. Li trovate in via delle Croci 67, a Tarquinia.

Premessa: niente canali social. 'Andiamo di passaparola – dicono – perché se si opera con i giusti propositi funziona, come dimostrano i nostri 40 anni di attività'. Vecchia scuola. Old school, direbbero gli inglesi. Il destino sembrava comunque già segnato. 'Ci siamo conosciuti a scuola, poi facevamo i ragazzetti di bottega nel 1982 in un laboratorio odontotecnico'. L'anno successivo il diploma, nel 1986 l'inizio della cavalcata lunga 40 anni.

'Quell'anno infatti – spiegano Massimo e Marco – abbiamo aperto il nostro primo laboratorio. Eravamo in affitto, poi ci siamo trasferiti in un appartamento nel centro storico di Tarquinia'. Circa metà del percorso lo hanno svolto in vicolo del Forno 4, ma a un certo punto sono stati costretti, in positivo, a dare una svolta. 'Nel 2008 la clientela stava aumentando in maniera esponenziale e per dare un servizio migliore abbiamo deciso di cambiare'. Un palazzo ancora in costruzione si è dimostrata la soluzione ideale, 'perché abbiamo potuto realizzato tutto a nostro piacimento. E così ora siamo in 150 metri quadrati, due appartamenti: uno studio e un laboratorio'.

I loro servizi? Si riassumono così: 'Facciamo tutto, ovvero il dente a 360 gradi. Abbiamo quattro medici, un igienista dentale e tre assistenti'.

Curiosità: nei 40 anni in cui sono riusciti a tenere unito questo sodalizio ne avranno vissute di tutti i colori. Ci sono state difficoltà? 'Quotidiane, è come un rapporto tra moglie e marito – scherzano – la discussione c'è ma poi si cerca sempre di andare avanti. Uno supporta l'altro e uno sopporta l'altro'. Insomma, 'è una reciproca 'supportazione' e sopportazione. Sulla bilancia chiaramente prevale la prima ed è questa la chiave del nostro successo. A volte abbiamo sbagliato, ma ci siamo sempre rimboccati le maniche'.

Per celebrare il quarantennale le loro mogli hanno scritto una bellissima lettera. Quindi anche le famiglie li supportano? 'No, loro ci sopportano. Ci vediamo più noi due che le nostre famiglie: passiamo qui dalle 8 alle 10 ore'.

Okay, il traguardo dei 40 anni tagliato. E adesso? 'Si comincia a sentire un po' di stanchezza, ma continuiamo a lavorare'. Hanno 62 anni e all'anagrafe solo tre mesi di differenza.

Il sodalizio però è anche con la Cna: di questi 40 anni, gli ultimi 10 hanno camminato fianco a fianco con l'associazione. 'Prima non sapevamo che la Cna lavorasse a questi livelli e ora ci troviamo benissimo, abbiamo qui tutti i servizi. Abbiamo inoltre partecipato a corsi e incontri'.

Non possono mancare dunque i complimenti del segretario Attilio Lupidi. 'Traguardi importanti come questi – commenta – sono possibili solo quando la professionalità e l'esperienza si incontrano con l'amore e la passione per il proprio lavoro. Marco e Massimo incarnano perfettamente tutto questo. Nell'anno in cui la Cna spegne 70 candeline e loro 40, dunque, auguri a entrambi per tanti successi ancora'.

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Previsioni meteo per mercoledì 4 novembre

3 min 57 sec fa
2026-11-03

Viterbo

 

Condizioni di tempo asciutto nel corso della giornata con nuvolosità in transito alternata a schiarite sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata poche variazioni con cieli irregolarmente nuvolosi ma senza fenomeni di rilievo associati. Temperature comprese tra +9°C e +14°C.

 

Lazio

 

Giornata all'insegna del tempo stabile su tutta la regione con nuvolosità in transito alternata a schiarite sia al mattino che al pomeriggio. Si rinnovano condizioni di tempo asciutto anche in serata e nottata con cieli irregolarmente nuvolosi.

 

NAZIONALE

 

AL NORD

 

Al mattino molte nubi su tutte le regioni ma con tempo asciutto, salvo dei fenomeni sulle Alpi occidentali con neve fin verso i 1300 metri. Al pomeriggio instabilità in aumento al Nord-Ovest con piogge sparse e quota neve in rialzo sui 1400-1600 metri. In serata e in nottata ancora dei fenomeni sulle Alpi occidentali, asciutto altrove con schiarite tra Friuli e Veneto.

 

AL CENTRO

 

Al mattino molte nubi specie tra Toscana, Umbria e Marche con locali piogge sulle coste Toscane, parzialmente nuvoloso tra Lazio e Abruzzo. Al pomeriggio non sono previste variazioni di rilievo. In serata e in nottata tempo per lo più asciutto su tutte le regioni con molta nuvolosità, anche bassa e compatta specie sul versante adriatico.

 

AL SUD E SULLE ISOLE

 

Al mattino tempo stabile su tutte le regioni con cieli poco o irregolarmente nuvolosi. Al pomeriggio non sono previste variazioni di rilievo, con maggiori addensamenti lungo l'Appennino ma senza fenomeni di rilievo associati. In serata e nella notte nuvolosità in aumento su tutte le regioni, con piogge sparse attese su Sicilia e Sardegna.

 

 

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Spaccio a Civita Castellana, arrestato 48enne

3 min 57 sec fa
2026-11-03

CIVITA CASTELLANA - Nella serata del 29 ottobre 2026 i militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Civita Castellana hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 48enne del posto per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L'intervento si è sviluppato nell'ambito dell'esecuzione di un decreto di perquisizione locale e personale emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo: l’uomo è stato colto in flagranza mentre cedeva una dose di cocaina del peso di circa 1 grammo a un acquirente, sopraggiunto sul posto. La perquisizione, immediatamente estesa all'abitazione dell'indagato, ha consentito di rinvenire e porre sotto sequestro circa 5 grammi di cocaina, frazionata in 6 dosi pronte allo smercio, e materiale vario specificamente destinato al confezionamento e alla pesatura dello stupefacente.

L'arrestato, al termine delle formalità di rito espletate presso la sede della Compagnia Carabinieri, è stato posto a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, mentre l'acquirente è stato contestualmente segnalato alla Prefettura di Viterbo per le determinazioni amministrative di competenza.

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Gli anni d’oro della musica tornano a suonare all’Arabesk di Civita Castellana, una notte ...

3 min 57 sec fa
2026-11-03

CIVITA CASTELLANA – Ci sono canzoni che non si limitano a fare da sottofondo a una serata, ma diventano la colonna sonora esatta di un’epoca. Brani capaci di rievocare istantaneamente il sapore dei primi amori, la spensieratezza delle uscite in compagnia, il mito del motorino e quel senso di invincibilità che solo i vent'anni sanno regalare. Per un’intera generazione – e per chiunque abbia continuato a cantarle a squarciagola negli anni – quelle canzoni portano un marchio inconfondibile: quello degli 883 e di Max Pezzali.

Proprio a queste emozioni e a un'epoca indimenticabile è dedicata la serata evento “Gli Anni d’Oro – Speciale 883”, in programma per venerdì 6 novembre nella storica cornice della discoteca Arabesk di Civita Castellana (via Nepesina, 20). Un appuntamento unico nel suo genere, pensato appositamente per un pubblico adulto (evento esclusivamente Over 25) che ha voglia di ritrovarsi, fare un tuffo nel passato e rivivere l'energia autentica della club culture a cavallo tra i decenni '90 e 2000.

L'apertura dei cancelli è fissata per le ore 22:30. Ad accendere la pista e dare il via al viaggio nostalgico sarà il live concert dei 'Loschi Individui', rinomata tribute band degli 883 capaci di riprodurre con fedeltà ed energia tutti i più grandi successi del gruppo: da 'Nord Sud Ovest Est' a 'Sei un mito', passando per 'Hanno ucciso l'Uomo Ragno', 'Come mai' e l'intramontabile 'Gli anni'.

A seguire, la consolle passerà nelle mani di DJ Fabio Di Matteo, che salirà in cattedra con un dj set interamente focalizzato sulle hit iconiche degli anni ’90 e 2000, per continuare a ballare e cantare fino a tarda notte.

L'organizzazione ha previsto diverse formule d'ingresso per garantire la massima accessibilità e comfort ai partecipanti:

  • Prevendita (fisica e online): 20 € (con 1 drink incluso).

  • Ingresso in cassa la sera dell'evento: 20 € (senza drink) oppure 25 € (con 1 drink incluso).

  • Tavoli Privé: 150 € (comprensivi di Twin Set al tavolo, ingresso saltafila, braccialetto dedicato e tavolo riservato).

Trattandosi di una data unica per la stagione e riservata ad un pubblico Over 25, la direzione consiglia la prenotazione anticipata o l'acquisto delle prevendite.

  • Dove: Discoteca Arabesk – Via Nepesina 20, Civita Castellana (VT)

  • Quando: Venerdì 6 novembre 2026 – Start ore 22:30

  • Target: Evento riservato ai maggiori di 25 anni (+25)

  • Info e Prenotazioni Tavoli/Prevendite: 388 822 4653

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Notte di Mezzo, bilancio positivo: Halloween richiama visitatori anche da fuori provincia

3 min 57 sec fa
2026-11-03

VITERBO - Un fine settimana caratterizzato da un andamento complessivamente positivo per il turismo e le attività commerciali, anche se condizionato dal maltempo, seppur sparso. È il quadro tracciato da Vincenzo Peparello, di Confesercenti Viterbo, che sottolinea come il periodo tra Halloween e la ricorrenza di Ognissanti abbia contribuito a mettere in movimento il territorio, favorendo iniziative, consumi e occasioni di festa e divertimento. Un bilancio che trova una conferma nella partecipazione registrata dalla Notte di Mezzo – Halloween Il Passaggio, il festival che nel fine settimana ha animato il quartiere medievale di San Pellegrino e contestualmente tutta la città di Viterbo.

«Il trend, rispetto anche a qualche giorno fa, sia a Roma sia nel Lazio in generale, evidenzia un aumento di qualche punto rispetto al 2025», spiega Peparello, precisando tuttavia che non sono disponibili dati complessivi tali da consentire stime in termini assoluti. La situazione, osserva, è differente tra la Capitale e le realtà della provincia: Roma continua ad attrarre anche visitatori stranieri, mentre nel territorio viterbese prevalgono gli spostamenti interni e di prossimità.

A incidere sull'andamento del fine settimana è stato soprattutto il fattore meteorologico. Il freddo e le condizioni atmosferiche poco favorevoli hanno frenato in particolare le iniziative all'aperto e gli spostamenti legati agli eventi enogastronomici e alle sagre organizzate nei diversi centri della Tuscia. «Purtroppo il maltempo non ha favorito il movimento», rileva Peparello, ricordando come le previsioni del tempo condizionino sempre più le decisioni di chi programma brevi soggiorni o gite fuori porta.

Il periodo di Ognissanti, inoltre, non ha coinciso quest'anno con un ponte particolarmente favorevole. Una parte degli spostamenti è stata legata soprattutto alla visita ai familiari e ai propri cari nei luoghi d'origine, generando comunque occasioni di movimento e ricadute sulle attività del territorio. Tra i comparti che possono beneficiare maggiormente di queste giornate ci sono ristoranti, bar e pasticcerie, anche grazie ai prodotti tipici e alle specialità legate alla stagione.

Halloween entra nelle abitudini e sostiene le attività locali

Accanto alla ricorrenza di Ognissanti, anche Halloween si è ormai consolidato nelle abitudini di molte famiglie italiane, coinvolgendo tutti, dai più grandi fino ai ragazzi e bambini. Una festa che, pur non avendo origine nel nostro Paese, ha trovato spazio anche nei centri della provincia, dove Comuni, associazioni e operatori commerciali organizzano iniziative, feste e appuntamenti a tema.

«Ormai è entrata un po' nella tradizione e nelle abitudini degli italiani, anche nelle province», osserva Peparello. Un fenomeno che non riguarda soltanto gli eventi, ma coinvolge direttamente il sistema imprenditoriale locale: dai ristoranti alle pasticcerie, con dolci e prodotti dedicati, fino ai locali che propongono serate e occasioni di intrattenimento.

In questo contesto si inserisce la Notte di Mezzo – Halloween Il Passaggio, che nel fine settimana del 31 ottobre ha richiamato un pubblico numeroso nel quartiere medievale di San Pellegrino. La giornata di Halloween ha fatto registrare il tutto esaurito, con visitatori arrivati da Viterbo, dalla provincia e anche da altre zone del territorio. Un risultato significativo per la manifestazione organizzata dall'associazione culturale Argot, giunta alla nona edizione, che punta a consolidarsi come appuntamento capace di attrarre pubblico anche oltre i confini della Tuscia.

San Pellegrino tra fantasy, cultura e attrazioni

Il festival ha proposto una formula capace di unire atmosfere fantastiche, letteratura dell'immaginario, miti e leggende, andando oltre i tradizionali temi dell'horror. Le vie e le piazze di Viterbo si sono trasformate in uno scenario popolato da personaggi e ambientazioni ispirati alle fiabe e alla narrativa fantasy, con mostre, incontri e approfondimenti culturali.

Tra le iniziative più apprezzate c’è stata soprattutto la “Caccia al mostro”, organizzata dall'associazione Scarladia, che ha coinvolto numerosi bambini in un'avventura tra le vie del centro storico. Grande interesse, inoltre, per le attrazioni e i percorsi tematici allestiti nei palazzi storici, tra cui quelli dedicati al regno di Camelot.

La manifestazione proseguirà fino all'8 novembre, con nuovi appuntamenti nel fine settimana del 6, 7 e 8 novembre. Resteranno disponibili alcune delle principali attrazioni, tra cui il volo virtuale sulla scopa della Notte di Mezzo e il cappello parlante ispirato al mondo magico di Harry Potter. Confermate anche le aperture di Palazzo degli Alessandri e Palazzo Scacciaricci, con i percorsi narrativi dedicati a Camelot, l'esposizione delle zucche in ceramica realizzate da Lab33 di Elena Urbani e le ambientazioni ispirate alla mela avvelenata di Biancaneve.

Gli orari previsti sono dalle 16 alle 19, con possibilità di prolungare le aperture in base all'affluenza e alle decisioni dell'organizzazione.

Il bilancio del fine settimana restituisce dunque un quadro di grande partecipazione e interesse, nonostante le difficoltà legate al maltempo. Per la Notte di Mezzo, il riscontro ottenuto fin qui rappresenta un ulteriore stimolo a proseguire il percorso di crescita della manifestazione, che continua a puntare sulla valorizzazione del quartiere medievale e sull'attrattività culturale e turistica di Viterbo.

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Vetralla, sei anni di attesa per la Casa di Comunità: «Che fine ha fatto il progetto di ...

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2026-11-03

VETRALLA - Sei anni di attesa e un progetto sanitario che, nonostante gli annunci e gli atti ufficiali, non è ancora diventato realtà. A Vetralla torna al centro del dibattito la realizzazione della Casa di Comunità, con i consiglieri comunali di minoranza che chiedono chiarezza sul percorso seguito dall’opera, inizialmente prevista a piazzale Bellucci e oggi orientata verso una nuova soluzione nell’immobile INAIL di località Campetta, Le Capannacce.

La ricostruzione parte dal 6 agosto 2020, quando la Regione Lazio, con la deliberazione n. 592, approvò il programma di edilizia sanitaria denominato Stralcio 1.B.2_A. Nel comunicato diffuso nella stessa giornata erano stati indicati 3 milioni e 723 mila euro per la Cittadella della Salute di Vetralla.

All’epoca, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franco Coppari aveva messo a disposizione un'area di proprietà comunale in piazzale Bellucci, nel centro del paese e facilmente raggiungibile dalla cittadinanza. L’obiettivo era realizzare una nuova struttura sanitaria, superando le criticità degli attuali locali ASL, considerati ormai fatiscenti e inadeguati.

«Non si trattava, dunque, di un progetto inventato o di un plastico mai esistito», sottolineano i consiglieri di minoranza, ricordando la presenza di un impegno regionale, di una previsione economica e di un terreno individuato dal Comune.

La vicenda è proseguita negli anni successivi. Il 28 giugno 2022, nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 54, il programma relativo alle Case della Salute risultava ancora nell'iter di approvazione ministeriale. Un ulteriore passaggio risale al 22 dicembre 2023, quando la ASL di Viterbo, con deliberazione n. 1628, inserì nuovamente la Casa di Comunità di Vetralla nel programma degli investimenti 2024-2026, prevedendo risorse per un milione di euro nel 2024 e 1.355.596 euro nel 2025.

Nel frattempo, la Regione intervenne sulla programmazione degli investimenti in edilizia sanitaria attraverso le deliberazioni n. 378 del 2023 e n. 198 del 2024. Secondo i consiglieri, gli allegati a questi provvedimenti dovrebbero essere esaminati per comprendere le eventuali modifiche apportate alla voce relativa a Vetralla.

Il capitolo più recente si è aperto con la deliberazione n. 109 del 1° ottobre 2026 del Consiglio di amministrazione dell'INAIL, che ha autorizzato l'esclusione dal programma di dismissione di un immobile di proprietà dell'Istituto situato a Vetralla, in località Campetta, Le Capannacce.

Nel provvedimento, riferiscono i consiglieri, viene riportato che il 30 aprile 2026 la ASL di Viterbo aveva formalmente manifestato all'INAIL la volontà di realizzare proprio in quell'edificio una Casa di Comunità. L'Azienda sanitaria si sarebbe impegnata a prendere in locazione l'immobile una volta completati i lavori di riqualificazione e messa a norma, che saranno eseguiti a cura e spese dell'INAIL.

Si profila quindi una nuova strada rispetto al progetto originario di piazzale Bellucci. La minoranza precisa di non essere contraria a priori alla soluzione dell'immobile INAIL, purché sia in grado di garantire un servizio sanitario adeguato, ma ritiene necessario conoscere le ragioni che hanno portato al cambiamento di sede e chiarire il destino delle risorse inizialmente previste.

Da qui una serie di interrogativi rivolti alle istituzioni: che fine hanno fatto i 3 milioni e 723 mila euro annunciati nel 2020? I finanziamenti sono stati confermati, rimodulati, trasferiti ad altri interventi oppure revocati? Per quale motivo non è stato portato avanti il progetto di piazzale Bellucci e quando è stata presa la decisione di individuare una nuova sede?

Tra le questioni sollevate c'è anche quella relativa alla continuità dei servizi durante i lavori di ristrutturazione dell'immobile INAIL. I consiglieri chiedono di sapere dove saranno temporaneamente trasferiti gli ambulatori, lo sportello e il PUA, il Punto Unico di Accesso, quali prestazioni resteranno garantite e a quali strutture potranno rivolgersi i cittadini. Restano inoltre da chiarire i tempi effettivi per la riqualificazione dell'edificio e per l'apertura della Casa di Comunità.

Un aspetto, quest'ultimo, ritenuto particolarmente importante dalla minoranza, perché durante il periodo dei lavori dovrà essere assicurata la continuità dell'assistenza, evitando ulteriori disagi agli utenti. Secondo i consiglieri, la realizzazione della struttura originariamente prevista a piazzale Bellucci avrebbe potuto consentire di organizzare diversamente il trasferimento dei servizi esistenti.

«Non vogliamo trasformare una questione sanitaria in una sterile contrapposizione politica, ma non possiamo neppure accettare che un progetto documentato negli atti regionali e della ASL venga per anni descritto come inesistente», affermano i rappresentanti dell'opposizione.

La richiesta conclusiva è quella di ottenere risposte precise e documentate su un'opera considerata fondamentale per il territorio. «I cittadini non hanno bisogno di polemiche, ma di risposte. Hanno diritto di sapere perché un'opera annunciata sei anni fa non sia stata ancora realizzata, dove saranno garantiti i servizi durante i lavori e quando potranno finalmente usufruire di una Casa di Comunità degna di questo nome».

La minoranza annuncia infine che continuerà a chiedere trasparenza e chiarimenti sul futuro della struttura, ribadendo che il diritto alla salute dei cittadini di Vetralla deve restare la priorità, al di là delle appartenenze politiche.

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Scarabeo Ceramiche, il saper fare italiano ottiene la certificazione Italyx

3 min 57 sec fa
2026-11-03

 

FABRICA DI ROMA - Importante riconoscimento per Ceramica Scarabeo, nei giorni scorsi l'azienda con sede a Fabrica di Roma ha ottenuto l'ambita certificazione Italyx, il progetto de Il Sole 24 Ore promosso in collaborazione con Confindustria e rilasciata da Bureau Veritas Italia, che premia competenza, qualità e identità italiana.

L'azienda guidata dall'amministratore delegato Gianpaolo Calisti è stata cosi promossa a pieni voti come impresa che incarna i più alti standard dell’italianità, garantendo la tracciabilità della filiera, la trasparenza dei processi e l'eccellenza del saper fare d'autore.

'Questo premio - ha spiegato Calisti - conferma la nostra passione nel portare il vero design Made in Italy nel mondo. Rappresenta un importante motivo di orgoglio e, allo stesso tempo, un’occasione per sottolineare il ruolo delle persone che ogni giorno contribuiscono alla realizzazione delle collezioni. Competenze, passione, cura dei dettagli e attenzione ai processi sono infatti elementi che accompagnano ogni fase del lavoro e contribuiscono a dare forma alle ceramiche dell’azienda. Infatti, ci sono traguardi che vanno oltre il semplice risultato e che raccontano il valore di un lavoro costruito giorno dopo giorno'.

'Un risultato - conclude Calisti - che Scarabeo sceglie di condividere con tutte le persone che lavorano al suo fianco, ma anche con progettisti, professionisti, partner e clienti che ogni giorno scelgono il brand per dare forma ai propri spazi e progetti. Questo riconoscimento è per noi la testimonianza di un percorso fondato sulla valorizzazione delle competenze e sull’identità produttiva italiana'.

Insomma, un traguardo che celebra il saper fare italiano e che Scarabeo Ceramiche guarda al futuro con la volontà di continuare a trasformare esperienza, ricerca e passione in nuove espressioni della ceramica.

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Spaccio nei boschi della Tuscia, il caso arriva anche su Mediaset

3 min 57 sec fa
2026-11-03

VITERBO – I boschi della Tuscia finiscono sotto i riflettori di Mediaset. Due video pubblicati da “Fuori dal coro”, programma di Rete 4, tornano sul fenomeno dello spaccio nelle aree boschive della provincia. Un tema che la cronaca locale segue da tempo e che era già stato affrontato dalle autorità durante un incontro sulla sicurezza.

Nel servizio, l’inviata Valeria D’Este si addentra nella vegetazione e mostra alcuni oggetti che presenta come segnali della presenza di una postazione per lo spaccio: batterie, una sedia, un telo e altri materiali lasciati nel bosco. In uno dei filmati la giornalista indica anche un sacchetto appeso a un cancello, descritto come un segnale che l’area sarebbe attiva. Le immagini sono accompagnate dal racconto di una persona intervistata in forma anonima, che parla di una «guerra» per il controllo del territorio.

(Valeria D'Este, report per Fuori Dal Coro)

Prevenzione e domanda di stupefacenti

La questione era stata affrontata durante l’incontro di area vasta che si è svolto a Caprarola, nella Sala Giove di Palazzo Farnese. Il prefetto Sergio Pomponio aveva indicato le aree boschive tra i luoghi favorevoli allo spaccio. Il questore Giorgio Di Munno aveva richiamato la necessità di affiancare alla repressione anche la prevenzione e la collaborazione con i sindaci.

Il colonnello Alfredo Antro, comandante provinciale dei carabinieri, aveva posto l’attenzione anche sulla domanda di stupefacenti. Il contrasto nei boschi, aveva spiegato, è complesso: quando uno spacciatore viene fermato, può essere sostituito da un altro. Per questo, accanto ai controlli, è importante intervenire prima che i ragazzi entrino in contatto con le sostanze, cominciando dalle scuole medie e dalla fascia tra gli 11 e i 14 anni. Ridurre il consumo significa agire anche sulla domanda che alimenta il mercato.

Il servizio di “Fuori dal coro” riporta così l’attenzione su un fenomeno già noto alle istituzioni e seguito sul territorio. La trasmissione ne offre una nuova rappresentazione; il lavoro di contrasto, secondo quanto emerso dall’incontro, passa anche dalla prevenzione e dalla collaborazione tra forze dell’ordine, scuole e amministrazioni locali.

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Women for Oncology Italy: a Viterbo le principali novità dell’oncologia internazionale

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

VITERBO - Il 5 novembre Viterbo ospiterà il meeting Post-ESMO di Women for Oncology Italy, appuntamento annuale dedicato alle principali novità della ricerca oncologica internazionale e alle loro ricadute sulla pratica clinica italiana. L’incontro, patrocinato dalla Asl di Viterbo, si terrà nell’Aula Magna di Santa Maria in Gradi dell’Università degli Studi della Tuscia e riunirà esperti di riferimento provenienti da tutta Italia.

Responsabile scientifica dell’evento è Fabiana Letizia Cecere, direttrice della U.O.C. Oncologia e Rete Oncologica della ASL Viterbo. «Sarà un’occasione di confronto sulle nuove frontiere della ricerca, sui risultati più significativi presentati al congresso ESMO e sulle prospettive che si aprono per la cura dei pazienti», sottolinea Cecere.

«Portare a Viterbo alcuni dei massimi esperti dell’oncologia italiana ha anche un forte valore simbolico: così come le competenze scientifiche di eccellenza possono convergere in una realtà territoriale, anche le innovazioni diagnostiche e terapeutiche devono poter raggiungere capillarmente i pazienti, indipendentemente dal luogo in cui vivono. È questo il significato più profondo delle reti oncologiche: trasformare il progresso della ricerca in opportunità concrete di cura, accessibili a tutti».

Ad aprire i lavori sarà la professoressa Valentina Guarneri, presidente di Women for Oncology Italy. Porterà inoltre il proprio saluto la professoressa Rossana Berardi, presidente eletta dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).

L’edizione 2026 del congresso ESMO ha visto un contributo significativo della ricerca italiana, con protagonisti che saranno presenti anche all’incontro di Viterbo. Accanto alle novità cliniche, il congresso ha dedicato spazio anche alla leadership femminile in oncologia: nella sessione “The Leadership Futures Arena: From Visibility to Power – Designing the Next Generation of Oncology Leadership”, esponenti della task force ESMO Women for Oncology hanno discusso di leadership, empowerment e percorsi di crescita professionale. Per Women for Oncology Italy sono intervenute la dottoressa La Verde e la professoressa Garassino, fondatrice del gruppo.

Tra i risultati scientifici di maggiore interesse figura lo studio randomizzato di fase III TroFuse-005, presentato in sessione plenaria dalla professoressa Domenica Lorusso, componente del direttivo di Women for Oncology. Lo studio ha mostrato un miglioramento della sopravvivenza globale con sacituzumab tirumotecan, un anticorpo farmaco-coniugato, rispetto alla chemioterapia nelle pazienti con carcinoma dell’endometrio avanzato o recidivato, già trattate con platino e immunoterapia.

Nella stessa sessione plenaria sono stati presentati dati rilevanti anche per l’osteosarcoma, un tumore raro per il quale le opzioni terapeutiche sono limitate. Nello studio di fase III ARTEMIS-011, condotto in Cina su pazienti con osteosarcoma recidivato o refrattario dopo almeno due precedenti linee di terapia, l’anticorpo farmaco-coniugato risvutatug rezetecan ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione rispetto a gemcitabina e docetaxel: 5,5 contro 1,4 mesi. I dati sulla sopravvivenza globale sono ancora immaturi.

Particolarmente rilevanti sono i risultati nel tumore polmonare a piccole cellule in stadio esteso, una malattia caratterizzata da prognosi severa e limitate opzioni terapeutiche. Nello studio di fase III DeLLphi-305, l’aggiunta di tarlatamab a durvalumab nella fase di mantenimento, dopo il trattamento iniziale di prima linea, ha determinato un importante miglioramento della sopravvivenza globale rispetto al mantenimento con il solo durvalumab: 21,1 mesi contro 12,7 mesi di sopravvivenza mediana, con una riduzione relativa del rischio di morte del 58%. Un risultato di grande interesse, che apre nuove prospettive proprio nella fase di mantenimento della terapia.

Numerosi aggiornamenti hanno interessato anche i tumori polmonari con mutazioni di EGFR. Le nuove opportunità terapeutiche si accompagnano a una crescente complessità diagnostica e all’esigenza di identificare con precisione i meccanismi di resistenza, per orientare le successive scelte di trattamento.

Grande interesse hanno suscitato anche i risultati dello studio di fase III INTerpath-001 nel melanoma operato ad alto rischio di recidiva. L’aggiunta a pembrolizumab di un vaccino terapeutico personalizzato a mRNA, sviluppato sulla base delle caratteristiche molecolari del tumore di ciascun paziente, ha ridotto significativamente il rischio di recidiva o morte. Si aprono così nuove prospettive per il trattamento postoperatorio, sebbene siano necessari dati di follow-up più maturi per valutarne l’impatto sulla sopravvivenza globale e sulle possibilità di guarigione definitiva.

In plenaria ha trovato spazio anche la ricerca accademica con lo studio MOIO, che ha valutato la possibilità di ridurre la frequenza delle somministrazioni di immunoterapia nei pazienti con malattia avanzata che avevano risposto al trattamento. La strategia di de-escalation non ha dimostrato la non inferiorità rispetto alla somministrazione standard e ha evidenziato un segnale sfavorevole sulla sopravvivenza globale, che ha contribuito all’interruzione anticipata dello studio. Un risultato che sottolinea l’importanza di sottoporre a una valutazione rigorosa anche le strategie finalizzate a ridurre l’intensità dei trattamenti.

«L’incontro di Viterbo sarà l’occasione per discutere non soltanto ciò che la ricerca rende oggi possibile, ma anche come portare queste innovazioni nella pratica clinica e garantire condizioni di accesso eque», conclude Cecere. «Il vero traguardo del progresso scientifico è fare in modo che le opportunità di diagnosi e cura non dipendano dal territorio in cui una persona vive».

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Viterbo, al via nuove asfaltature: lavori sulla circonvallazione Almirante e su viale Capocci

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

VITERBO - Proseguono a Viterbo gli interventi di riqualificazione della rete stradale cittadina. Come annunciato dalla sindaca Chiara Frontini e dall’assessore ai Lavori pubblici Stefano Floris, tra mercoledì 4 e giovedì 5 novembre prenderà il via una nuova serie di asfaltature, salvo imprevisti legati soprattutto alle condizioni meteorologiche.

Il primo intervento, in programma dal 4 novembre, riguarderà la circonvallazione Almirante. I lavori proseguiranno per circa dieci giorni lavorativi consecutivi e comporteranno restringimenti della carreggiata in alcuni tratti, in entrambe le direzioni di marcia.

Le operazioni interesseranno il segmento compreso tra via della Palazzina, all’altezza dell’ex Pesci, e il cavalcavia di via Garbini, davanti al cimitero. Ulteriori lavori sono previsti nei tratti a ridosso delle rampe Ellera, fino alla rotatoria di via Genova compresa. Lungo il percorso sarà installata un’apposita segnaletica per informare gli automobilisti degli interventi in corso.

Una volta conclusa questa fase, le asfaltature si sposteranno per circa quattro giorni su alcuni tratti di strada Teverina, dall’altezza di strada Santissimo Salvatore fino alla zona Ci.pro.vit., in prossimità delle fonderie.

Il 5 novembre, inoltre, sono previsti lavori su viale R. Capocci, nel tratto compreso tra piazzale Gramsci e piazza Crispi. Al termine si procederà in via Vico Squarano, tra via San Paolo e via Agostini Solieri.

Per questi interventi non sono previste interruzioni della circolazione veicolare, ma restringimenti di carreggiata. Il traffico sarà regolato attraverso impianti semaforici o la presenza di movieri e, dove necessario, con il supporto di una pattuglia della Polizia locale. Sulle strade interessate potranno quindi verificarsi rallentamenti.

Nei prossimi giorni, verosimilmente nel corso della settimana successiva, è previsto infine un intervento su strada Bagni, nel rispetto delle ulteriori lavorazioni già programmate da Anas.

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Viterbo, un viaggio nella memoria del cinema con il libro “Luci spente, cuori accesi”

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

VITERBO - Un viaggio nella storia del cinema e nella memoria collettiva di Viterbo, per riscoprire le sale che per anni hanno animato la vita culturale e ricreativa della città. Mercoledì 4 novembre 2026, alle 17.30, l’Auditorium della Fondazione Carivit, in via Faul 24-26, ospiterà la presentazione di Luci spente, cuori accesi, il nuovo libro di Silvio Cappelli.

Il volume, sottotitolato Vite, storia e memoria del Cinema Teatro Nazionale di Viterbo e della sua arena, ricostruisce, attraverso lo studio dei borderò dell’epoca, l’elenco dei film proiettati dal 1949 al 1961 nelle sale del capoluogo della Tuscia. Una ricerca che restituisce non soltanto una filmografia di migliaia di titoli, ma anche uno spaccato della comunità viterbese e delle sue abitudini culturali.

«Questa pubblicazione nasce con l’intento di sottrarre all’oblio la memoria del Cinema Teatro Nazionale di Viterbo, una sala di “quarta categoria” che, tra proiezioni cinematografiche, incontri culturali, concertini e piccole rappresentazioni teatrali, ha animato per decenni la vita ricreativa e culturale della città», spiega l’autore, ricercatore, storico, scrittore e collezionista attivo a Viterbo e nella Tuscia. «Insieme alle altre sale viterbesi, il Nazionale ha scritto una pagina fondamentale della storia locale recente, lasciando, con la sua chiusura, un vuoto profondo nel cuore della comunità».

La ricostruzione è stata resa possibile grazie ai registri SIAE ancora disponibili, dai quali Cappelli ha ricavato le informazioni sulle pellicole proiettate sia al Cinema Teatro Nazionale sia all’Arena Nazionale. Il lavoro ha preso in esame un arco temporale che va dall’inaugurazione dell’arena, avvenuta il 27 luglio 1949, fino all’ultima compilazione del borderò del Nazionale, nel 1961.

All’incontro, insieme all’autore, interverranno il giornalista Rai Massimiliano Mascolo, il cultore di storia locale Giovanni De Caro e lo scrittore e storico Franco Grattarola, autore di La Tuscia nel cinema.

A moderare la presentazione sarà Mauro Morucci, direttore organizzativo del Tuscia Film Fest. L’appuntamento sarà preceduto dai saluti di Luigi Pasqualetti, presidente della Fondazione Carivit.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Via Sant’Andrea, Ciambella: «I cittadini chiedono risposte, non giustificazioni»

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

VITERBO - «L’Amministrazione Frontini trova sempre un modo per allontanare da sé le responsabilità ed evitare il confronto». È un duro attacco quello rivolto da Luisa Ciambella alla maggioranza di Palazzo dei Priori, dopo il rinvio dell’interrogazione urgente presentata sulla situazione della palazzina interessata dall’incendio in via Sant’Andrea, nel quartiere di Pianoscarano.

La consigliera aveva chiesto chiarimenti e interventi su una vicenda che, sottolinea, coinvolge direttamente la sicurezza, la salute e la serenità di alcune famiglie viterbesi. La risposta ricevuta dagli uffici del Consiglio comunale, secondo quanto riferito da Ciambella, è che l’interrogazione non può essere considerata urgente perché non presentata durante la prima seduta utile, alla quale la stessa consigliera risultava assente. La richiesta dovrà quindi essere rinviata, anche in considerazione dei limiti regolamentari previsti per le interrogazioni scritte.

Una decisione che Ciambella contesta, definendola «una sorta di alchimia burocratica» che finirebbe per spostare l’attenzione dalle esigenze dei cittadini alle procedure, senza affrontare il problema concreto.

«Vorrei ricordare all’Amministrazione Frontini che i cittadini non sono pratiche burocratiche, non sono numeri di protocollo e soprattutto non possono essere considerati un fastidio da gestire attraverso cavilli regolamentari», dichiara la consigliera. «Sono persone che hanno bisogno di risposte, responsabilità e vicinanza».

Nel suo intervento, Ciambella distingue il rispetto delle procedure dalla responsabilità politica e amministrativa di affrontare tempestivamente le questioni che riguardano la comunità. «Il rispetto delle regole è doveroso, ma non può diventare il paravento dietro il quale nascondere l'assenza di risposte politiche e amministrative», afferma.

La consigliera critica inoltre quello che considera un progressivo allontanamento dell’Amministrazione dai bisogni quotidiani dei cittadini, contestando anche l’attenzione riservata all’autocelebrazione rispetto alla risoluzione dei problemi.

«Amministrare una città significa assumersi responsabilità, affrontare i problemi e dare risposte. Non significa cercare continuamente occasioni per esaltare il proprio operato, gratificarsi e autocelebrarsi», prosegue Ciambella, secondo cui «l’autocelebrazione non è un metodo di governo e, soprattutto, non può sostituire il bene comune».

La consigliera assicura infine che continuerà a chiedere chiarimenti sulla situazione delle famiglie coinvolte nell’incendio di via Sant’Andrea: «Dietro ogni interrogazione ci sono cittadini che meritano attenzione e rispetto. E nessun cavillo burocratico può cancellare questa responsabilità».

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L’Aviazione dell’Esercito ricorda i Caduti: cerimonie commemorative a Viterbo

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

VITERBO - In occasione della commemorazione dei defunti, il Comando Aviazione dell’Esercito (AVES) ha celebrato a Viterbo il 2 novembre con due momenti dedicati alla memoria dei Caduti, militari e civili, di tutte le guerre. Un’occasione per rendere omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita al servizio della Patria e rinnovare il valore della riconoscenza e del ricordo.

La prima cerimonia si è svolta presso il monumento dedicato ai Caduti della Specialità, dove è stata deposta una corona in segno di rispetto per il loro sacrificio e per i valori che continuano a rappresentare per le nuove generazioni.

Un momento particolarmente intenso, segnato anche dalla recente scomparsa in Bosnia di due baschi azzurri. La loro perdita ha reso il raccoglimento ancora più carico di commozione, richiamando il senso di fratellanza che unisce gli appartenenti alle Forze Armate.

Il secondo appuntamento, alla presenza delle autorità civili e militari locali, si è tenuto presso il cimitero cittadino. Anche in questa occasione è stata deposta una corona ai piedi del Monumento dedicato ai Caduti di tutte le guerre, un gesto simbolico che ha rinnovato il legame tra le istituzioni militari e la comunità locale, nel segno della memoria e dei valori di pace e libertà.

La commemorazione è proseguita con la celebrazione di una Santa Messa in suffragio dei defunti, momento di preghiera e riflessione nel rispetto di una ricorrenza che invita a riscoprire il valore degli affetti, del sacrificio e della gratitudine.

Ricordare i Caduti, sottolinea l’Aviazione dell’Esercito, significa custodire la memoria della storia e riconoscere l’esempio di quanti hanno lasciato un segno destinato a durare nel tempo. Un dovere etico e istituzionale che l’AVES rinnova ogni anno, con l’obiettivo di trasmettere alle future generazioni i principi di valore, coraggio e senso del dovere che costituiscono parte del patrimonio morale del Paese.

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Assistente telefonico AI: quali richieste automatizzare e quando coinvolgere un operatore

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

Non tutte le telefonate che arrivano a un’azienda richiedono lo stesso livello di attenzione. Alcune riguardano informazioni semplici e ricorrenti, altre servono per prenotare un appuntamento o verificare una disponibilità, mentre determinate situazioni richiedono una valutazione che difficilmente può essere ricondotta a un percorso standard.

Per questo, introdurre un assistente telefonico AI non significa necessariamente affidargli ogni conversazione. Il punto è piuttosto stabilire quali richieste possono essere gestite in autonomia, quali informazioni deve raccogliere e in quali circostanze è preferibile coinvolgere direttamente un operatore.

Quali richieste si prestano maggiormente all’automazione

Le attività più adatte sono generalmente quelle frequenti, riconoscibili e caratterizzate da un risultato preciso. Rispondere a domande sugli orari o sulle sedi, fornire informazioni su prodotti e servizi, raccogliere i dati di un contatto o verificare una disponibilità sono esempi di conversazioni che possono seguire un percorso relativamente definito.

Lo stesso vale per alcune operazioni che non si limitano alla semplice risposta. Un assistente può raccogliere le informazioni necessarie per qualificare una richiesta, fissare o confermare un appuntamento, indirizzare il chiamante verso il reparto corretto oppure registrare i dati che serviranno nelle fasi successive.

Prima di automatizzare un’attività, è quindi utile chiedersi quanto sia prevedibile la conversazione e quali azioni debbano essere svolte al termine della chiamata. Più obiettivo e informazioni necessarie sono chiari, più diventa semplice definire il ruolo dell’AI.

Quando la conversazione richiede una persona

Esistono però situazioni nelle quali il valore dell’operatore rimane centrale. Un reclamo particolarmente delicato, una richiesta non prevista, una negoziazione o un caso che richiede una valutazione specifica possono superare il perimetro assegnato all’assistente.

Anche il comportamento del chiamante può rappresentare un segnale. Se una persona chiede esplicitamente di parlare con qualcuno, manifesta frustrazione oppure continua a porre domande che il sistema non riesce a risolvere, insistere con l’automazione rischia di peggiorare l’esperienza.

Per questo il confine tra AI e operatore non dovrebbe essere definito soltanto sulla base dell’argomento della chiamata. Può dipendere anche dall’andamento della conversazione e dalla capacità del sistema di raggiungere l’obiettivo per cui è stato configurato.

Progettare il passaggio dall’AI all’operatore

Stabilire che una telefonata debba passare a una persona è solo una parte del lavoro. È altrettanto importante decidere come deve avvenire il trasferimento.

Un handoff efficace dovrebbe conservare le informazioni già raccolte: motivo della chiamata, dati forniti, eventuali operazioni eseguite e passaggi che hanno preceduto l’escalation. In questo modo l’operatore può entrare nella conversazione conoscendo già il contesto, senza obbligare il cliente a ripetere tutto dall’inizio.

Le regole di trasferimento possono inoltre essere definite in anticipo. Argomento della richiesta, intento, necessità espressa dal cliente o altri segnali emersi durante la telefonata possono diventare criteri utili per stabilire quando l’automazione deve lasciare spazio alla gestione umana.

Definire il ruolo dell’assistente telefonico con Spoki Voice

La distinzione tra richieste automatizzabili e conversazioni da affidare a una persona dipende anche da come viene configurato l’agente vocale. Occorre stabilire cosa deve sapere, quali obiettivi può perseguire e quali condizioni devono invece attivare il passaggio al team.

Con Spoki Voice, l’agente AI può essere configurato utilizzando script di chiamata, FAQ, policy, servizi e altre informazioni aziendali. Durante la telefonata comprende l’intento della persona e può utilizzare i dati disponibili attraverso le integrazioni per rispondere e svolgere azioni collegate alla richiesta.

Tra le attività gestibili rientrano risposte alle FAQ, raccolta di informazioni, qualificazione dei lead, prenotazione di appuntamenti, aggiornamento del CRM e instradamento verso il reparto corretto. Una singola conversazione può inoltre attivare workflow o comunicazioni successive su WhatsApp, SMS ed e-mail.

Quando l’intervento umano diventa necessario, Spoki Voice permette di impostare regole di handoff basate sull’intento, sull’argomento della chiamata, sul sentiment o sugli orari di apertura. Il trasferimento può avvenire mentre la telefonata è ancora in corso e l’operatore riceve un riepilogo del contesto raccolto, così da proseguire dal punto in cui l’AI si è fermata.

L’automazione può quindi essere costruita per gradi. Le richieste più definite vengono gestite dall’assistente, quelle più complesse vengono preparate raccogliendo le informazioni necessarie e i casi che richiedono attenzione personale arrivano al team con un contesto già disponibile. Il ruolo dell’AI non è prendere indistintamente il posto dell’operatore, ma decidere e svolgere bene tutto ciò che può essere gestito prima che il suo intervento diventi realmente necessario.

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Bagnaia, successo per “Borgo Stregato”: il paese si trasforma in un grande palcoscenico di Halloween

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

VITERBO - Anche quest’anno “Borgo Stregato” ha conquistato Bagnaia, trasformando le vie del paese in un grande palcoscenico a tema Halloween. La manifestazione, organizzata dal Comitato spontaneo delle Mamme, ha registrato una partecipazione straordinaria, confermando la crescita di un appuntamento che, edizione dopo edizione, si arricchisce di nuove iniziative e proposte.

Il programma ha coinvolto grandi e piccoli con truccabimbi, spettacoli di artisti di strada, bolle di sapone, parate e balli coreografici. A chiudere la serata è stata la musica dal vivo di Riccardo Scorsino, che ha accompagnato il pubblico tra canti e divertimento fino a tarda notte.

Per l’occasione, il borgo si è trasformato in uno scenario da film horror: strade, piazze, balconi e scorci sono stati allestiti con grande attenzione ai dettagli, dando vita a un’atmosfera suggestiva e in linea con la notte più spaventosa dell’anno. Numerosi anche i partecipanti che hanno scelto di indossare costumi a tema, contribuendo a rendere ancora più coinvolgente la festa.

Come nelle precedenti edizioni, la gestione della somministrazione di cibo e bevande è stata affidata all’associazione di volontariato La Rosa. I volontari hanno accolto i visitatori con un ricco assortimento di specialità, tra cui panini con salsiccia e hamburger, arrosticini, hot dog, pizzette fritte, patatine e supplì.

Accanto al divertimento, anche quest’anno non è mancato un importante risvolto solidale. L’intero ricavato della somministrazione sarà infatti destinato alla beneficenza. Nel mese di novembre, durante la tradizionale cena sociale, verranno consegnati gli assegni con i proventi raccolti nel corso dell’anno ad alcune associazioni di volontariato.

“Borgo Stregato” si conferma così non soltanto un’occasione di festa e aggregazione, ma anche un esempio di collaborazione e impegno a favore della comunità. Un risultato reso possibile dal lavoro del Comitato spontaneo delle Mamme, dell’associazione La Rosa e di tutti i volontari che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.

     

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Sanità pubblica, Basile (Uil Fp): «Difendere il diritto alla salute e tutelare i lavoratori»

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

VITERBO - Difendere il carattere universale della sanità pubblica, tutelare i diritti dei lavoratori e programmare il futuro dei servizi sanitari. Sono questi i temi al centro dell'incontro “Curare la sanità”, che si è svolto nella sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, con la partecipazione della Uil Fp Viterbo.

All'appuntamento ha preso parte il segretario generale della Uil Fp Viterbo, Diego Basile, che ha portato all'attenzione del dibattito le esigenze del territorio e la necessità di un impegno concreto per il rilancio del sistema sanitario locale.

«Un momento di dibattito fondamentale, focalizzato sulla difesa del valore universale della sanità pubblica, sulla tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e sulla programmazione futura dei servizi sanitari territoriali», ha dichiarato Basile, sottolineando il contributo della delegazione sindacale viterbese.

L'incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali e delle organizzazioni sindacali. Tra i partecipanti il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, il segretario confederale Uil, Santo Biondo, la segretaria generale Uil Fp, Rita Longobardi, il segretario generale Uil Fp Roma e Lazio, Claudio Benedetti, e il segretario generale Uil Lazio, Maurizio Lago.

«La presenza di rappresentanti istituzionali e sindacali ha sottolineato la trasversalità e la gravità delle sfide che il settore sanitario sta affrontando, rendendo indispensabile un dialogo aperto e costruttivo», ha aggiunto Basile.

Nel corso del confronto sono stati affrontati alcuni dei principali nodi che riguardano il futuro del welfare regionale. Tra questi, la difesa dell'universalità del servizio sanitario, affinché il diritto alle cure sia garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dalle condizioni economiche e dal territorio di residenza.

Ampio spazio anche alla valorizzazione del personale sanitario, con particolare attenzione alla tutela dei diritti, al miglioramento delle condizioni lavorative e alla necessità di affrontare le carenze di organico. Un altro tema centrale è stato il rafforzamento della sanità territoriale, attraverso una riorganizzazione dei servizi di prossimità capace di rispondere in maniera tempestiva ed efficace ai bisogni assistenziali delle comunità.

«L'appuntamento è stato un passaggio per tracciare una rotta condivisa, in cui la cooperazione tra istituzioni e parti sociali rappresenta lo strumento efficace per garantire il diritto alla salute e tutelare il futuro della sanità pubblica nel Lazio e nella provincia di Viterbo», ha concluso Basile.

La Uil Fp Viterbo ribadisce così la necessità di mantenere alta l'attenzione sulle criticità del sistema sanitario locale, puntando sul confronto tra istituzioni e rappresentanze dei lavoratori per individuare soluzioni in grado di rafforzare i servizi e garantire il diritto alla salute.

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Tarquinia, “Le vie dell’horror” da record: 5.000 ingressi per la notte di Halloween

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

TARQUINIA - Cinquemila ingressi e il record di presenze mai registrato dalla manifestazione. Si chiude con un risultato da primato l'edizione 2026 di “Le vie dell'horror”, l'evento organizzato in occasione di Halloween che ha animato il centro storico di Tarquinia dal primo pomeriggio fino a tarda sera.

La giornata si è aperta alle 15.30 con la tradizionale sfilata in maschera dedicata ai più piccoli, che ha richiamato numerose famiglie. La festa è poi proseguita in piazza Cavour con le attività di Konsu Animazione, tra musica, truccabimbi e giochi, offrendo ai bambini un pomeriggio all'insegna del divertimento e della creatività.

A partire dalle 18, il percorso “Le vie dell'horror” ha trasformato le stradine e le piazze del quartiere San Martino in uno scenario popolato da creature mostruose e personaggi inquietanti. Scenografie curate nei dettagli, giochi di luci e suoni, effetti speciali e decine di figuranti hanno accompagnato i visitatori in un itinerario tra mistero e paura, con scheletri, vampiri, fantasmi e zombie pronti a sorprendere il pubblico lungo il tragitto.

Tra le novità dell'edizione 2026, la parata in maschera delle 21.30, che ha concluso la serata. Al termine del percorso, i figuranti hanno dato vita a un corteo accompagnato dalla musica, partito dall'arco del palazzo comunale in piazza Giacomo Matteotti e diretto verso piazza Cavour. Qui il gruppo ha ricevuto l'applauso del numeroso pubblico ancora presente.

Soddisfazione da parte dell'Amministrazione comunale e dell'associazione Hinsette, che hanno rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa. Un riconoscimento particolare è andato ai volontari, impegnati per settimane nella preparazione dell'evento, e ai figuranti, il cui lavoro e la cui passione hanno permesso di realizzare un percorso capace di coinvolgere migliaia di persone.

Un ringraziamento è stato rivolto anche alle forze dell'ordine, alla Polizia Locale, ai volontari dell'AEOPC e della Croce Rossa Italiana – Comitato di Tarquinia, per il presidio e il supporto garantiti durante la manifestazione. L'Amministrazione ha inoltre sottolineato la collaborazione e la disponibilità dimostrate dai residenti del centro storico.

L'iniziativa è stata organizzata dall'associazione Hinsette, con il sostegno del Comune di Tarquinia e la collaborazione del Centro di Aggregazione Giovanile e di Evensound 2.0. Il risultato di quest'anno conferma la capacità della manifestazione di attrarre pubblico e valorizzare il centro storico attraverso un appuntamento dedicato a una delle ricorrenze più partecipate dell'autunno.

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Viterbo, concerto di beneficenza per i 90 anni della Schola Cantorum Santa Maria della Quercia

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

VITERBO - Musica, tradizione e solidarietà si incontrano a Viterbo in occasione del 90° anniversario della fondazione della Schola Cantorum Santa Maria della Quercia. Per celebrare questo importante traguardo, il coro propone un “Concerto di Beneficenza”, un appuntamento che unisce la storia della tradizione corale cittadina a un'iniziativa di sostegno al territorio.

L'evento, organizzato dall'Associazione Ex Facchini di Santa Rosa in collaborazione con Anteas Viterbo, si terrà domenica 15 novembre 2026, alle ore 17.30, presso il Salone delle Farine, in Strada Cassia Sud, al chilometro 79. La manifestazione gode del patrocinio della Provincia e del Comune di Viterbo e di Federcori, la Federazione dei Cori Italiani.

La serata sarà accompagnata da un repertorio musicale eseguito sotto la direzione del maestro Laura Scarponi, con John Mac Donald al pianoforte. La voce narrante di Maria Morena Lepri guiderà il pubblico nel corso dell'appuntamento, arricchendo il percorso musicale.

L'ingresso sarà a offerta libera e l'intero ricavato verrà devoluto all'Associazione APS Ruben Ciarlanti, realtà impegnata nella promozione della cardioprotezione e della prevenzione sanitaria sul territorio.

Il concerto rappresenterà quindi un'occasione per rendere omaggio ai novant'anni di attività della Schola Cantorum Santa Maria della Quercia e, allo stesso tempo, contribuire concretamente a una causa di interesse collettivo. Una serata in cui la musica diventa strumento di partecipazione e solidarietà.

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Giustizia, Viterbo diventa un modello per il Paese: dal Bilancio sociale alla mappatura dei processi

Lun, 02/11/2026 - 20:26
2026-11-02

VITERBO - Un percorso che punta a rendere più trasparente il lavoro degli uffici giudiziari, misurarne i risultati e migliorarne l'organizzazione partendo dall'analisi concreta delle attività. È questa la strada intrapresa dal Tribunale di Viterbo, al centro del convegno “Innovare la Giustizia: dal Bilancio sociale alla mappatura dei processi”, ospitato dall'Università degli Studi della Tuscia.

L'incontro ha riunito magistrati, dirigenti del Ministero della Giustizia, rappresentanti del Consiglio d'Europa e docenti universitari, offrendo un'occasione di confronto su un'esperienza che si distingue nel panorama nazionale e che le istituzioni presenti hanno indicato come un modello da consolidare e diffondere.

La collaborazione tra Università e Tribunale

Ad aprire i lavori, coordinati dalla professoressa Rosa Ruggiero, sono stati i saluti istituzionali. Il presidente del Tribunale di Viterbo, Francesco Oddi, ha ringraziato l'Ateneo per la collaborazione portata avanti su diversi progetti, mentre Anna Maria Pagliari ha sottolineato il valore della coesione e della sinergia che da anni caratterizzano l'attività dell'ufficio giudiziario.

Il procuratore della Repubblica di Viterbo, Mario Palazzi, ha invece anticipato il prossimo obiettivo: la redazione del Bilancio sociale della Procura. Un passaggio che testimonia la volontà di estendere l'esperienza all'intero sistema giudiziario del territorio.

Il Bilancio sociale come strumento di trasparenza e gestione

Una parte del convegno è stata dedicata al Bilancio sociale, considerato non soltanto uno strumento di rendicontazione e trasparenza, ma anche un supporto per valutare e migliorare l'organizzazione degli uffici giudiziari. L'analisi si basa su indicatori che riguardano, tra gli altri aspetti, la disponibilità di magistrati e l'andamento dei procedimenti pendenti e da definire.

Stefano Fapperdue, dell'Università della Tuscia, ha illustrato metodologia, criteri e risultati del lavoro, soffermandosi sugli elementi di innovazione introdotti dal documento realizzato a Viterbo.

Particolarmente significativo il riconoscimento arrivato dalla dimensione europea. Federica Viapiana, della Commissione europea per l'efficienza della giustizia (CEPEJ) del Consiglio d'Europa, ha evidenziato come il Bilancio sociale si differenzi da una valutazione esclusivamente statistica, dando spazio anche alla dimensione umana e alle esperienze degli operatori. Tra gli aspetti apprezzati, l'impiego dei focus group, che consentono di affiancare ai dati quantitativi informazioni di carattere qualitativo.

Fabio Monteduro, presidente dell'Organismo indipendente di valutazione (OIV) del Ministero della Giustizia, ha sottolineato come lo strumento possa andare oltre il semplice obbligo di rendicontare l'utilizzo delle risorse pubbliche, diventando un supporto alla governance degli uffici e alla creazione di valore pubblico attraverso il coinvolgimento degli stakeholder. Monteduro ha inoltre riconosciuto al documento del Tribunale di Viterbo una qualità superiore agli standard predefiniti per contenuti, struttura e impostazione grafica.

La mappatura dei processi, il progetto innovativo del Tribunale

Il momento centrale della giornata è stato dedicato alla mappatura dei processi del Tribunale di Viterbo, progetto che punta a rappresentare in modo sistematico le attività degli uffici per individuare possibili margini di miglioramento organizzativo.

Durante la sessione coordinata dal professor Maurizio Benincasa, Alessandro Ruggieri ha ripercorso il percorso di collaborazione avviato con il Tribunale, illustrando metodologia, obiettivi e primi risultati. Il lavoro confluirà nella prossima edizione del Bilancio sociale e prevede l'utilizzo di diagrammi di flusso per descrivere le diverse attività, individuando passaggi e relazioni tra i processi. Un intervento che, secondo Ruggieri, potrà incidere positivamente sia sul clima interno sia sull'efficacia dell'organizzazione.

Il dirigente del Tribunale, Paolo Stavagna, ha approfondito il tema del nuovo Ufficio per il Processo e la situazione dei funzionari ex AUPP, oggi funzionari giudiziari. Al centro del suo intervento la necessità di conciliare il supporto alla giurisdizione con le esigenze amministrative, all'interno di una visione unitaria del servizio giustizia.

Le direttrici indicate sono l'organizzazione per processi e la costituzione di team di lavoro integrati. Stavagna ha evidenziato, in particolare, l'importanza di trasformare i semplici gruppi di lavoro in vere squadre, valorizzando la dimensione collettiva e le competenze dei singoli attraverso un approccio manageriale moderno.

Rosa Patrizia Sinisi, vicecapo del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia, che segue l'esperienza viterbese da circa tre anni, ha proposto un confronto con i modelli di Irlanda e Spagna. Sinisi ha auspicato che la mappatura dei processi possa diventare una pratica ordinaria negli uffici giudiziari, anche per monitorare le attività trasversali dell'Ufficio per il Processo in vista delle sfide legate al piano strutturale di rilancio dell'efficienza.

Nel suo intervento ha inoltre riconosciuto al Tribunale di Viterbo originalità nella progettazione e capacità di garantire sostenibilità e prospettive future alle iniziative avviate, inserendole in un percorso di continuità ed evoluzione.

L'obiettivo: estendere il modello a livello nazionale

Le conclusioni sono state affidate a Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d'Appello di Napoli, che, nel precedente ruolo di presidente del Tribunale di Viterbo, aveva firmato insieme all'allora rettore Ruggieri la convenzione da cui ha preso avvio il progetto.

Covelli ha definito il Tribunale di Viterbo una realtà particolarmente virtuosa, sottolineando il ruolo di una dirigenza lungimirante e di una collaborazione con l'Università non comune nel panorama giudiziario. Il Bilancio sociale è stato indicato come una buona pratica da consolidare e diffondere, anche per il contributo che può offrire all'attuazione dei principi costituzionali di trasparenza e al rafforzamento della coesione interna.

La presidente ha inoltre evidenziato il valore scientifico e formativo della mappatura dei processi, capace di rappresentare provvedimenti, effetti e profili normativi in un ambito particolarmente complesso, auspicandone l'utilizzo anche nella didattica universitaria.

Tra le proposte emerse, la creazione di una banca dati nazionale dei Bilanci sociali, da istituire presso il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministero della Giustizia, accompagnata da un modello omogeneo che consenta di confrontare i risultati dei diversi uffici. Un obiettivo da affiancare al rafforzamento strutturale della collaborazione tra università e amministrazione giudiziaria.

Dal convegno emerge dunque il riconoscimento del percorso avviato a Viterbo, fondato sulla collaborazione tra Tribunale e Università della Tuscia e destinato a coinvolgere anche la Procura. Un'esperienza che unisce rendicontazione sociale e analisi dei processi organizzativi e che, secondo le istituzioni intervenute, può rappresentare un riferimento per l'evoluzione dell'intero sistema giudiziario nazionale.

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