News da viterbonews24.it
Straordinaria scoperta a due passi da Ferento, riaffiora una necropoli di 25 tombe tra ...
VITERBO / VITORCHIANO – Il sottosuolo della Tuscia regala un'altra preziosa pagina di storia antica. Una campagna di archeologia preventiva in località Casalaccio, lungo il territorio che separa Viterbo da Vitorchiano, ha portato alla luce una vasta necropoli finora sconosciuta, composta da 25 tombe tra tipologie a camera e a fossa.
La scoperta s'inserisce nel quadro storico-archeologico delle vicine aree di Ferento e Acquarossa. Il cantiere d'indagine – che ha coperto una superficie di circa 600 metri quadrati tra il 9 settembre 2024 e il 23 maggio 2025 durante i lavori per la posa di un cavidotto ad alta tensione diretto alla stazione elettrica Terna – ha spinto il Ministero della Cultura a decretare il vincolo di tutela, dichiarando l'area 'di interesse culturale particolarmente importante'.
Sette tombe a camera e l'ipotesi di un'antica stradaL'arco cronologico del sito si estende per oltre sette secoli, dal V secolo a.C. fino al II secolo d.C. Di particolare rilievo è l'allineamento delle sette tombe a camera identificate dagli esperti: tutte presentano l'accesso orientato verso sud e si sviluppano lungo la medesima direttrice. Secondo le archeologhe Beatrice Casocavallo e Chiara Giatti, questa disposizione coerente 'suggerisce l’esistenza di un’arteria stradale di accesso alla necropoli', un asse viario antico che serviva il sepolcreto.
I reperti del nucleo più anticoIl settore orientale del sito custodisce la fase più arcaica dell'area funeraria. Qui sono state riportate alla luce tre piccole camere del V secolo a.C. adibite al rito della cremazione.
Come evidenziato nella relazione tecnica della Soprintendenza, le stanzette funerarie 'erano sigillate da lastre quadrangolari in tufo rosso'. Al loro interno gli archeologi hanno recuperato un prezioso corredo composto da urne cinerarie in tufo, frammenti di ossa combuste e raffinati frammenti di ceramica a figure rosse, elementi che confermano l'importanza del sito per la ricostruzione dei popolamenti antichi nell'area viterbese.
Tra lago, natura e storia: a Montefiascone sbarca il 'Triathlon della Tuscia'
MONTEFIASCONE – “Tra le colline ed il mare del Lazio, un circuito dove la passione per lo sport incontra natura e storia”: è con questo slogan che gli organizzatori lanciano l'appuntamento finale del Circuito Etruscan Athlon. Domenica 13 settembre Montefiascone farà da cornice al 'Triathlon della Tuscia', evento sportivo promosso da ASD Green Hill Roma, ASD Scuola Indoor Cycling FitnessMania e Pyrgy Sporting Club, con il patrocinio della Federazione Italiana Triathlon.
Dopo i successi del Duathlon dell’Ecologia a Viterbo e dell'Aquathlon del Castello di Santa Severa, la manifestazione taglia il traguardo dell'ultima tappa con un obiettivo chiaro: promuovere la cultura del benessere, valorizzare il territorio in chiave sostenibile e creare una sinergia concreta tra grande sport, rispetto dell'ambiente e promozione turistica locale.
Il percorso della garaIl settembre montefiasconese regalerà uno scenario mozzafiato per gli atleti di tutte le categorie coinvolte (dalle Senior S1-S4 alle Master M1-M8), impegnati in un tracciato tecnico e suggestivo:
-
Nuoto (750 metri): La prima frazione prenderà il via nello specchio d’acqua del lago di Bolsena antistante il camping “Amalasunta”.
-
Ciclismo (20 chilometri): I partecipanti si sfideranno lungo la strada costiera del lago su un circuito di 10 chilometri, da ripetere due volte (andata e ritorno), con giro di boa fissato all'altezza del Ristorante il Faro.
-
Corsa (5 chilometri): Frazione finale su un tracciato pianeggiante e in parte sterrato, anch'esso articolato su due giri.
La base logistica dell'evento sarà allestita presso il Ristorante Onasis. Qui i concorrenti potranno ritirare i pacchi gara sabato 12 settembre (dalle ore 16.00 alle 19.30), mentre domenica 13 settembre, a partire dalle 12.40, si terrà la cerimonia finale di premiazione.
Previsioni meteo per martedì 18 agosto
Viterbo
Mattinata con cielo sereno. Dal pomeriggio aumento della nuvolosità che si manterrà anche in serata con cieli nuvolosi. Temperature nella norma comprese tra 18°C e 32°C.
Lazio
Bel tempo al mattino su tutta la regione con cielo sereno. Il pomeriggio si manterrà soleggiato, salvo qualche piovasco sul basso Lazio. In serata tempo nuovamente stabile con cieli sereni o poco nuvolosi.
Italia
AL NORD
Al mattino cieli sereni o poco nuvolosi. Al pomeriggio non sono previsti cambiamenti di rilievo; isolati fenomeni possibili sul Veneto; in serata e in nottata velature in transito su Piemonte e Lombardia, stabilità diffusa su tutti i settori.
AL CENTRO
Al mattino sole prevalente su tutti i settori salvo qualche isolato piovasco sulle coste Marchigiane. Al pomeriggio locale instabilità tra Abruzzo e basso Lazio, nessuna variazione altrove; in serata e in nottata tempo stabile ovunque con cieli sereni o poco nuvolosi.
AL SUD E SULLE ISOLE
Al mattino cieli sereni o parzialmente nuvolosi su tutte le regioni. Al pomeriggio instabilità in sviluppo con piogge diffuse sulle zone interne delle regioni peninsulari; in serata rapido miglioramento con cieli sereni o poco nuvolosi ovunque, Sardegna asciutta per tutta la giornata.
Temperature minime e massime stabili o in lieve calo da nord a sud.
Scuola, 500 docenti devono lasciare la Tuscia
VITERBO – Un bilancio in chiaroscuro segna l'imminente avvio del nuovo anno scolastico per gli insegnanti della Tuscia. Se da un lato sono 182 i docenti che riescono a riavvicinarsi a casa grazie ai movimenti di assegnazione provvisoria e utilizzazione, dall'altro sono circa 500 i professori e maestri viterbesi costretti a prendere la strada dell'esodo fuori provincia per ottenere l'agognata cattedra.
A fare il punto sul saldo migratorio è Brunella Marconi, segretaria provinciale dello Snals, a margine della consueta informativa del provveditorato. Per comprendere le dinamiche in atto occorre distinguere gli strumenti: le assegnazioni provvisorie consentono ai docenti titolari fuori provincia di avvicinarsi alla famiglia per un anno, mentre le utilizzazioni riguardano il personale impiegato su posti differenti dalla propria titolarità (come i soprannumerari o i titolari su materia che chiedono di spostarsi sul sostegno).
I numeri dei rientri nella TusciaComplessivamente, sono 182 i movimenti in entrata o riposizionamento autorizzati sul territorio provinciale.
Nello specifico, la ripartizione del sostegno registra 102 rientri totali:
-
24 per la scuola dell'infanzia;
-
26 per la primaria;
-
39 per la secondaria di primo grado (scuola media);
-
13 per la secondaria di secondo grado (scuola superiore).
Sul posto comune si aggiungono ulteriori 80 docenti:
-
27 maestri della primaria;
-
25 professori delle medie;
-
28 docenti delle superiori.
Accanto ai 182 rientri e alle 151 immissioni in ruolo assegnate all'interno della Tuscia, spicca il dato amaro dei 500 docenti viterbesi – ben tre su quattro tra i vincitori di concorso – costretti ad accettare l'incarico lontano da casa. Una fuga forzata che alimenta quel ciclo annuale di mobilità destinato a riproporsi puntualmente ogni estate.
Efficienza da primato per il ProvveditoratoNonostante le criticità strutturali, la macchina amministrativa locale incassa un importante riconoscimento: l'Ufficio scolastico provinciale di Viterbo è stato infatti il primo in tutto il Lazio a completare le operazioni di mobilità, chiudendo le pratiche con ben due settimane di anticipo rispetto all'inizio delle lezioni.
«Va riconosciuto al provveditorato di Viterbo il grande lavoro svolto – evidenzia Brunella Marconi –. Tempistiche così rapide permettono a docenti e famiglie di programmare l'anno scolastico con la dovuta serenità. L'ufficio prosegue a pieno ritmo per far sì che dal primo settembre in molti siano già regolarmente in cattedra».
La tabella delle prossime scadenzeLa roadmap verso il suono della prima campanella prevede ancora tappe fondamentali per il completamento degli organici:
-
Dal 18 al 20 agosto: Apertura delle istanze per le immissioni in ruolo del personale Ata (13 assistenti amministrativi, 4 assistenti tecnici e 52 collaboratori scolastici);
-
29, 30 e 31 agosto: Attese le nomine da graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), con scorrimento ed eventuali interpelli per i posti residui;
-
Nei prossimi giorni: Ufficializzazione delle reggenze per coprire le sedi dirigenziali rimaste scoperte, tra cui gli istituti Ruffini, Capranica ed Egidi.
Il mare del Lazio in un click, il Consiglio regionale lancia il progetto digital per ...
TUSCIA - Valorizzare il patrimonio costiero della regione attraverso una narrazione digitale moderna, capace di intrecciare paesaggi, storia, cultura e identità delle comunità che si affacciano sul Tirreno. È questo il cuore di “Il Lazio del Mare: coste, paesaggi, identità marine”, il nuovo progetto di comunicazione istituzionale promosso dal Consiglio regionale del Lazio.
L’iniziativa si inserisce nel solco delle strategie di promozione territoriale avviate negli ultimi anni e punta a ridefinire l’immagine della regione: non solo culla di un inestimabile patrimonio storico-artistico interno, ma anche terra dal profondo legame con la risorsa mare.
Comunicazione visiva e sostenibilitàAttraverso un piano di contenuti grafici e digitali ad alto impatto – studiati appositamente per il sito web e i canali social ufficiali dell’ente – la campagna offrirà una vetrina alle principali località costiere, ai borghi marinari e alle eccellenze produttive e culturali del litorale.
Tra le finalità strategiche del progetto spiccano:
-
La valorizzazione del patrimonio costiero e la promozione delle realtà balneari e portuali;
-
L'innovazione della comunicazione visiva del Consiglio regionale verso cittadini e turisti;
-
La promozione di un turismo sostenibile, stimolando una fruizione più consapevole e rispettosa dell'ambiente marittimo.
L'itinerario narrativo coprirà l'intero sviluppo costiero laziale, suddiviso per l'occasione in tre grandi macro-aree, ognuna portatrice di una specifica identità paesaggistica e storica:
-
La Costa della Tuscia: con i suoi scorci vulcanici, i siti etruschi a ridosso del mare e l'anima selvaggia del viterbese;
-
Il Litorale romano: il cuore nevralgico degli scambi, tra storia antica, la foce del Tevere e la tradizione balneare della capitale;
-
La Costa pontina: caratterizzata da dune naturali, dall'arcipelago delle Isole Ponziane e dai miti legati al Promontorio del Circeo.
Dopo 2 lunghi anni di restauri, riapre il Santuario di Santa Rosa
VITERBO - Durante la giornata di sabato 22 agosto, il Santuario di Santa Rosa riaprirà le porte dopo due lunghi anni di chiusura, causati da alcuni lavori urgenti di restauro alla cupola.
La Chiesa dedicata a Santa Rosa, patrona della città è ora più bella che mai ed è pronta ad accogliere i fedeli e i devoti di Santa Rosa che arriveranno in città per le festività del 2, del 3 e del 4 settembre.
Il Santuario si arricchisce di un nuovo ambone, della nuova sede e del coro ligneo collocato sul presbiterio della chiesa
A presiedere la celebrazione sarà il Vescovo di Viterbo monsignor Orazio Francesco Piazza.
Le sorelle clarisse, insieme alla diocesi, invitano la cittadinanza a partecipare a questo momento di grande importanza.
Lavori a Villa Lante: 'peperino pulito troppo a fondo e siepi già seccate'
di Fabio Tornatore
VITERBO - 'Peperino delle fontane e delle statue riportato al grado zero, sembra essere stato appena estratto, così è stata persa la magia del tempo e la pietra è diventata nuovamente sensibile alle intemperie, con il rischio di sgretolamento'. Critiche intorno ai lavori PNRR eseguiti in uno dei giardini più belli d'Italia. Provengono da un esperto di Storia dell'Arte e di restauro viterbese, docente universitario in diversi atenei della penisola e scrittore.
'Le teorie di Cesare Brandi, il maggiore teroico del resturo, parlano chiaro a riguardo, non si cancellano le tracce del tempo. Il peperino è stato riportato a pitra vergine, che lo espone ai patogeni e alle intemperie. Inoltre le siepi e i prati sono già ingiallite e presto seccheranno'.
Perplessi sulla critica altri esperti del settore, di altrettanta caratura, che ricordano che non esistono solo le teorie di Cesare Brandi: 'c'è una soggettività nella teoria del restauro, ricordiamo gli insegnamenti di Umberto Baldini, o altri. Il presupposto è sempre il rispetto per il monumento, il progetto di resturo è un progetto, non ci fermiamo alla pelle, alla pulitura, è un lavoro enorme, che include rilievi, ricostruzioni storiche, consolidamento, riempimento delle fessure. La pulizia è l'ultimo atto. Quando si va a fare un lifting non rispettoso' continua l'esperto 'pulire è attacare la pietra, perché il peperino vergine è un materiale molto poroso, ma se hanno pulito a fondo avranno sicuramente trattato la pietra con un protettivo adatto, a spruzzo o a pennello. Dietro i lavori ci sono stati molti esperti, e tavoli tecnici, nessuno si è improvvisato'.
'Non si può dire giusto o sbagliato' continua 'quando hanno restaurato il Sacro Bosco di Bomarzo si è deciso di mentenere sulla pietra il segno del tempo, perché era adatto al contesto, ma quando è stata restaurata la Cappella Sistina, riportando i colori allo stato originario, dopo secoli di sbiadimento, e oscuramento da fumo di candele e sporcizia, in molti si sono levati con critiche perché si cancellava il passare del tempo. Quando però il lavoro è stato completato, e sono emersi colori brillanti, sfumature originali, chi aveva criticato si è docuto ricredere dalla bellezza dell'opera che ne era riemersa'.
Anche per quanto riguarda le critiche a prati, aiuole e siepi, i tecnici si mostrano cauti nell'esprimere un giudizio tranchant: 'oggi quando si piantano nuove alberature, si progetta un prato o delle siepi si sta bene attenti a ciò che viene messo a dimora: le piante devono essere adatte al luogo e devono richiedere poca manutenzione e soprattutto poca acqua. Il fatto che il bosso sia ingiallito, così come il prato è del tutto normale in estate, si tratta di una precisa scelta di rispoarmio dell'acqua, esenziale soprattutto alla luce di ciò che sta accadendo a livello climatico. La pianta non muore, ingiallisce soltanto, per poi riprendere il colore quando inizia a piovere. Sarebbe folle in questo quadro climatico piantare pratino inglese, che richiederebbe enormi quantitativi di acqua. Le progettazioni odierne putano a soluzioni più naturali possibile, sia dal punto di vista professionale, sia etico ed economico'.
Tarquinia Lido, torna il Carnevale estivo, questa sera la seconda sfilata
TARQUINIA - Il comune di Tarquinia annuncia che durante la serata di oggi, alle 21:30, sul lungomare di Traquinia Lido, si terrà la seconda sfilata del carnevale estivo
Telecamere intelligenti, a Viterbo la rivoluzione della sicurezza resta a metà
VITERBO - Le nuove telecamere installate sui pali dell'illuminazione pubblica erano state presentate come uno strumento innovativo per rafforzare la sicurezza in città, grazie a una serie di funzioni avanzate. Nella pratica, però, alcune delle caratteristiche annunciate non sono ancora pienamente operative.
A sollevare il caso è la consigliera comunale del Pd Francesca Sanna, dopo un episodio che l'ha riguardata direttamente. Tempo fa, nel parcheggio del Sacrario, Sanna aveva perso la targa della propria automobile. Per recuperarla è stato necessario l'intervento del personale di Francigena, che ha effettuato una ricerca manuale. L'aspettativa della consigliera era invece quella di poter ricorrere rapidamente alle immagini registrate dalle telecamere.
La possibilità, almeno fino a qualche settimana fa, non era disponibile. Gli impianti erano infatti già installati, ma non avevano ancora iniziato a registrare per via delle autorizzazioni e delle procedure necessarie.
A confermare la situazione è l'assessore all'Urbanistica Emanuele Aronne, che spiega come il sistema sia attualmente sfruttato solo parzialmente. Le telecamere sono operative, ma per arrivare alla piena funzionalità è stato necessario completare un iter complesso con la Prefettura.
Ancora più delicata è la questione del riconoscimento facciale, una delle funzioni più innovative previste dal progetto. In questo caso l'attivazione non è al momento possibile: la normativa sulla privacy pone infatti limiti stringenti all'utilizzo di questa tecnologia. Gli apparati sono predisposti, ma la funzione non è stata attivata.
Il risultato è quindi un sistema che può contare sulle immagini per ricostruire ciò che è avvenuto, ma che non può utilizzare la tecnologia di riconoscimento per identificare automaticamente le persone coinvolte.
Un limite che ridimensiona, almeno per ora, le aspettative legate alle nuove telecamere. L'obiettivo iniziale era dotare la città di uno strumento tecnologicamente avanzato per la sicurezza, ma una parte delle potenzialità resta ancora inutilizzata, in attesa degli eventuali passaggi autorizzativi necessari.
Castiglione in Teverina, acqua con arsenico oltre i limiti: cresce la protesta dei residenti
CASTIGLIONE IN TEVERINA - A Castiglione in Teverina torna al centro dell’attenzione la qualità dell’acqua potabile. I risultati di alcuni campionamenti avrebbero evidenziato la presenza di arsenico fino a 18 microgrammi per litro, a fronte del limite di legge di 10 µg/l. Un dato che alimenta la preoccupazione tra i cittadini e riaccende il dibattito sulla gestione della rete idrica comunale.
La situazione, secondo quanto denunciato dall’associazione di tutela dei consumatori A.Ba.Co., si trascinerebbe da più di due anni. L’organizzazione contesta in particolare i tempi degli interventi e le modalità con cui l’emergenza sarebbe stata comunicata alla popolazione.
Uno dei punti ritenuti più critici riguarda le numerose fontane pubbliche presenti sul territorio. Secondo A.Ba.Co., in diversi casi mancherebbero indicazioni sufficientemente visibili sulla non potabilità dell’acqua. Una carenza che, secondo l’associazione, potrebbe creare rischi soprattutto per chi non è a conoscenza della situazione, compresi bambini e visitatori che durante l’estate frequentano il territorio.
Nel mirino finisce anche il rapporto tra amministrazione comunale e gestore del servizio idrico. A.Ba.Co. sollecita un'assunzione di responsabilità da parte del Comune e chiede che vengano adottate tutte le misure necessarie per tutelare la salute pubblica, evitando ulteriori ritardi.
Sul fronte dell'informazione, l'associazione chiede che ogni fontanella e punto pubblico di approvvigionamento venga contrassegnato in maniera chiara con la dicitura “Acqua NON Potabile”. Viene inoltre sollecitata la pubblicazione tempestiva e facilmente accessibile dei risultati delle analisi effettuate sulla rete.
La vicenda non riguarda però soltanto la sicurezza dell'acqua. A.Ba.Co. annuncia infatti l'intenzione di intervenire anche sul piano economico, chiedendo alla società Talete spa il ricalcolo delle bollette per il periodo nel quale sarebbe rimasto in vigore il divieto di utilizzo dell'acqua per scopi potabili.
L'associazione chiede inoltre misure di sostegno per le attività commerciali del territorio, che avrebbero dovuto affrontare direttamente i costi legati all'emergenza idrica e alle conseguenze sui rispettivi esercizi.
La richiesta è dunque quella di un intervento complessivo che riguardi sicurezza, trasparenza e tutela economica degli utenti. A.Ba.Co. fa sapere infine di voler continuare a monitorare la situazione e di essere pronta a intraprendere ulteriori iniziative nelle sedi competenti per ottenere risposte e interventi concreti.
Ecosantagata Civita Castellana, al via una stagione da protagonista
CIVITA CASTELLANA - “Ci siamo. Si è alzato il sipario su quella che sarà la stagione 2026/27 dell’Ecosantagata Civita Castellana, e le premesse sono cariche di entusiasmo e speranze. L’Ecosantagata Civita Castellana è pronta a cominciare quella che si presenta come una stagione importante, che la vede ai nastri di partenza come sempre tra le squadre di prima fascia, sicuramente con l’obiettivo non nascosto di essere tra i protagonisti dell’intero campionato di serie B”.
“Tante le novità per la stagione, a partire dal nuovo girone F, che vedrà i colori rossoblù confrontarsi con compagini romane e laziali, con l’ormai consueto derby con Tuscania e con ben 5 squadre campane. Il calendario ha previsto l’esordio per l’Ecosantagata Civita Castellana il 17 ottobre a Roma contro Roma 7, per poi ospitare la settimana successiva Sora al PalaSmargiassi, in quella che sarà la prima partita casalinga del campionato. Le novità proseguono sui protagonisti in campo: a guidare la squadra è stato scelto Alberto Desideri, tecnico ex Anguillara che arriva a Civita carico di entusiasmo e di voglia di fare bene: “Arrivo in una piazza importante riconosciuta in tutto il Lazio e sono pronto a dare il 200%, perché il 100 non basta”
“Quale è l’obiettivo per questa stagione? Il mio obiettivo è molto ambizioso - prosegue il tecnico rossoblù - ed è in linea con quello della società”
Ambizioni societarie che si riflettono sul roster costruito insieme al ds Carloni: in cabina di regia arriva Edoardo Paolucci, quotatissimo e conosciutissimo palleggiatore ex Genzano. A lui affidate le chiavi per far girare la squadra, a cominciare dall’opposto scelto per completare la diagonale: l’acquisto di Jakub Petras è quello che più stuzzica e incuriosisce tutto il pubblico della serie B. L’opposto slovacco con tanta esperienza europea promette esplosività e imprevedibilità al gioco rossoblù.
Rinforzo anche nel reparto centrale con l’arrivo di Michele Orazi, che porta un bagaglio di esperienza maturata sui campi di A2 e A3.
A completare la possibile formazione titolare le conferme importanti di Ottaviani, Sorgente, Di Cerbo e Galliani che insieme alla profondità di una panchina di primo ordine collocano l’Ecosantagata inevitabilmente tra le formazioni da battere del girone F.
Appuntamento per l’inizio degli allenamenti il 26 agosto. Tra gli impegni precampionato da segnalare l’ormai consueto trofeo Andrea Mecucci il 19 settembre al PalaSmargiassi e sempre nel palazzetto comunale la grande festa di presentazione prevista per sabato 3 ottobre.
Francesco Soli, Ufficio Stampa JVC Civita Castellana
Terme Salus, terzo colpo: a Viterbo arriva Giorgia Silvestri
VITERBO - Terzo importante innesto per le Terme Salus che, dopo aver perfezionato nelle scorse settimane gli arrivi di Elena Mallo da Ragusa e Rachele Albano da Alcamo, si sono assicurate per la prossima stagione di serie B le prestazioni di Giorgia Silvestri, guardia di 162 centimetri proveniente da Battipaglia.
Nata il 6 maggio 2009 a Fondi (LT), dopo aver mosso i primi passi nella MG Basket Fondi, si è poi trasferita al Formia Basket con cui ha disputato il campionato regionale under 15 prima di spostarsi a Battipaglia dove, in tre stagioni, ha raggiunto le finali nazionali sia con l’under 15 che con l’under 17 ed ha poi partecipato quest’anno all’avventura della Next Gen under 19, dividendosi tra settore giovanile, prima squadra in serie A1 e campionato di serie B. Tanti minuti in campo nel campionato cadetto e qualche apparizione anche con il team che ha disputato la serie A1, oltre ad un impegno costante con la formazione giovanile.
Adesso per lei è il momento di una nuova avventura: “Conosco Viterbo per averci giocato quando ero al Formia Basket – dichiara la neo gialloblù – e mi è piaciuto molto l’ambiente e le persone che ne fanno parte. Sono sicura che non avrò problemi ad ambientarmi perché ho un carattere aperto, mi piace molto fare gruppo e mettermi a disposizione delle compagne per coinvolgerle il più possibile. Ho iniziato come play, poi nelle ultime due stagioni ho giocato più che altro come guardia per sfruttare il tiro da fuori. Arrivo a Viterbo con grandi stimoli per fare bene, so che è una squadra con tante giovani ma anche con giocatrici più esperte e sono sicura che potremo essere protagoniste anche in un campionato difficile e di alto livello come quello che ci attende”.
Tarquinia Lido, scontro tra minicar e Panda, due feriti
TARQUINIA – Momenti di apprensione questa mattina a Tarquinia Lido per un incidente stradale che ha coinvolto una minicar e una Fiat Panda. Lo scontro è avvenuto poco prima delle 9 all’incrocio tra la strada provinciale Porto Clementino e via Andrea Doria.
La dinamica dell’impatto è ancora al vaglio degli agenti intervenuti sul posto. Nell’incidente sono rimaste ferite due persone, entrambe soccorse dal personale sanitario e trasferite all’ospedale di Civitavecchia per gli accertamenti e le cure necessarie. Al momento non sono state rese note le loro condizioni.
Sul luogo del sinistro sono arrivati i sanitari del 118 e due pattuglie della polizia locale di Tarquinia, impegnate nei rilievi e nella ricostruzione dell’accaduto.
Per garantire la sicurezza della circolazione e gestire il traffico sono intervenuti anche gli agenti del commissariato di Tarquinia e i carabinieri, che hanno supportato le operazioni.
A seguito dell’incidente si sono registrati rallentamenti alla circolazione nella zona.
Vallerano, Maria Mazzotta apre la XXVI edizione delle Piccole Serenate Notturne
VALLERANO - Vallerano si prepara ad accogliere la XXVI edizione del Festival Piccole Serenate Notturne, uno degli appuntamenti culturali più longevi e rappresentativi della Tuscia, in programma dal 17 al 26 agosto nel suggestivo scenario del centro storico del paese.
La manifestazione, promossa dal Comune di Vallerano, è realizzata con il contributo del Consiglio regionale del Lazio e in collaborazione con l'associazione Piccole Serenate Notturne – Notte delle Candele, che fin dalla prima edizione ne cura la direzione artistica attraverso il maestro Maurizio Gregori.
In oltre un quarto di secolo il Festival ha saputo costruire una propria identità, diventando un punto di riferimento per gli appassionati della musica d'autore, della world music e delle grandi produzioni orchestrali. Un percorso che ha contribuito a valorizzare il patrimonio storico e culturale di Vallerano, trasformando il borgo in un palcoscenico a cielo aperto dove musica, arte e territorio dialogano in un'esperienza culturale unica.
La rassegna rappresenta oggi uno degli eventi culturali di maggiore continuità della Tuscia, capace di richiamare ogni anno spettatori provenienti dalla provincia di Viterbo, da Roma e dall'intero territorio regionale, generando importanti ricadute sul turismo e sulle attività economiche locali e contribuendo a promuovere l'immagine di Vallerano e dell'intero comprensorio attraverso una proposta artistica di alto livello.
Il cartellone dell'edizione 2026 si aprirà il 17 agosto con il concerto di Maria Mazzotta, tra le voci più autorevoli della world music italiana ed europea. Il 19 agosto sarà la volta di Stefano Saletti e Banda Ikona, protagonisti di un viaggio musicale attraverso le culture e le sonorità del Mediterraneo. La rassegna si concluderà il 26 agosto con la Evergreen Swing Orchestra, formazione composta da diciannove musicisti che accompagnerà il pubblico in un omaggio ai grandi classici dello swing internazionale.
'Il Festival Piccole Serenate Notturne rappresenta uno degli appuntamenti più prestigiosi della nostra estate e uno dei simboli dell'identità culturale di Vallerano – dichiara il sindaco Adelio Gregori –. Ventisei edizioni raccontano una storia fatta di passione, competenza e continuità, ma soprattutto testimoniano la capacità della nostra comunità di investire nella cultura come motore di crescita, valorizzazione del territorio e promozione del borgo. Desidero inoltre rivolgere un sincero ringraziamento al Consiglio regionale del Lazio per il contributo concesso, che rappresenta un importante riconoscimento del valore culturale della manifestazione e ci consente di continuare a offrire un programma artistico di assoluto livello'.
'Questo Festival è il risultato di una visione che, anno dopo anno, ha saputo consolidarsi fino a diventare un punto di riferimento per l'offerta culturale della Tuscia – afferma l'assessore alla Cultura Luca Poleggi –. La collaborazione con l'associazione Piccole Serenate Notturne – Notte delle Candele e con il maestro Maurizio Gregori, che da ventisei anni ne cura con passione e competenza la direzione artistica, rappresenta uno degli elementi che hanno reso possibile questo percorso. Anche per l'edizione 2026 proponiamo un cartellone di grande qualità, convinti che investire nella cultura significhi creare occasioni di crescita per la comunità, attrarre visitatori e valorizzare il patrimonio storico e identitario di Vallerano'.
Tutti gli spettacoli saranno a ingresso gratuito e si svolgeranno nella suggestiva Piazza dell'Oratorio. Il Festival Piccole Serenate Notturne si conferma così uno degli eventi di punta dell'estate culturale della Tuscia, capace di coniugare qualità artistica, promozione del territorio e valorizzazione di uno dei borghi più suggestivi del Lazio.
VALLERANO - Vallerano si prepara ad accogliere la XXVI edizione del Festival Piccole Serenate Notturne, uno degli appuntamenti culturali più longevi e rappresentativi della Tuscia, in programma dal 17 al 26 agosto nel suggestivo scenario del centro storico del paese.
La manifestazione, promossa dal Comune di Vallerano, è realizzata con il contributo del Consiglio regionale del Lazio e in collaborazione con l'associazione Piccole Serenate Notturne – Notte delle Candele, che fin dalla prima edizione ne cura la direzione artistica attraverso il maestro Maurizio Gregori.
In oltre un quarto di secolo il Festival ha saputo costruire una propria identità, diventando un punto di riferimento per gli appassionati della musica d'autore, della world music e delle grandi produzioni orchestrali. Un percorso che ha contribuito a valorizzare il patrimonio storico e culturale di Vallerano, trasformando il borgo in un palcoscenico a cielo aperto dove musica, arte e territorio dialogano in un'esperienza culturale unica.
La rassegna rappresenta oggi uno degli eventi culturali di maggiore continuità della Tuscia, capace di richiamare ogni anno spettatori provenienti dalla provincia di Viterbo, da Roma e dall'intero territorio regionale, generando importanti ricadute sul turismo e sulle attività economiche locali e contribuendo a promuovere l'immagine di Vallerano e dell'intero comprensorio attraverso una proposta artistica di alto livello.
Il cartellone dell'edizione 2026 si aprirà il 17 agosto con il concerto di Maria Mazzotta, tra le voci più autorevoli della world music italiana ed europea. Il 19 agosto sarà la volta di Stefano Saletti e Banda Ikona, protagonisti di un viaggio musicale attraverso le culture e le sonorità del Mediterraneo. La rassegna si concluderà il 26 agosto con la Evergreen Swing Orchestra, formazione composta da diciannove musicisti che accompagnerà il pubblico in un omaggio ai grandi classici dello swing internazionale.
'Il Festival Piccole Serenate Notturne rappresenta uno degli appuntamenti più prestigiosi della nostra estate e uno dei simboli dell'identità culturale di Vallerano – dichiara il sindaco Adelio Gregori –. Ventisei edizioni raccontano una storia fatta di passione, competenza e continuità, ma soprattutto testimoniano la capacità della nostra comunità di investire nella cultura come motore di crescita, valorizzazione del territorio e promozione del borgo. Desidero inoltre rivolgere un sincero ringraziamento al Consiglio regionale del Lazio per il contributo concesso, che rappresenta un importante riconoscimento del valore culturale della manifestazione e ci consente di continuare a offrire un programma artistico di assoluto livello'.
'Questo Festival è il risultato di una visione che, anno dopo anno, ha saputo consolidarsi fino a diventare un punto di riferimento per l'offerta culturale della Tuscia – afferma l'assessore alla Cultura Luca Poleggi –. La collaborazione con l'associazione Piccole Serenate Notturne – Notte delle Candele e con il maestro Maurizio Gregori, che da ventisei anni ne cura con passione e competenza la direzione artistica, rappresenta uno degli elementi che hanno reso possibile questo percorso. Anche per l'edizione 2026 proponiamo un cartellone di grande qualità, convinti che investire nella cultura significhi creare occasioni di crescita per la comunità, attrarre visitatori e valorizzare il patrimonio storico e identitario di Vallerano'.
Tutti gli spettacoli saranno a ingresso gratuito e si svolgeranno nella suggestiva Piazza dell'Oratorio. Il Festival Piccole Serenate Notturne si conferma così uno degli eventi di punta dell'estate culturale della Tuscia, capace di coniugare qualità artistica, promozione del territorio e valorizzazione di uno dei borghi più suggestivi del Lazio.
Lavoro, in provincia di Viterbo sempre più addii dopo poche settimane
VITERBO – Trovare un posto di lavoro e lasciarlo dopo poche settimane. È una dinamica che sembra trovare sempre più spazio anche nella provincia di Viterbo, dove diversi rapporti di lavoro si interrompono già durante il periodo di prova, entro i primi novanta giorni dall'assunzione.
Le comunicazioni obbligatorie trasmesse ai centri per l'impiego del territorio restituiscono un quadro caratterizzato da una certa instabilità occupazionale. Il fenomeno riguarda soprattutto alcuni settori, dalla grande distribuzione alla logistica, fino alle mansioni tecniche richieste dalle imprese locali. Un contesto nel quale pesa anche la diffusione di contratti di breve durata, che continua a rappresentare una delle caratteristiche del mercato del lavoro della Tuscia.
I dati dell'Osservatorio del mercato del lavoro della Regione Lazio consentono di ampliare lo sguardo e comprendere le dimensioni del fenomeno. A livello regionale, le dimissioni volontarie rappresentano la componente più consistente delle cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, arrivando al 63% del totale.
Le procedure telematiche attraverso cui vengono comunicate le interruzioni dei rapporti certificano dunque una significativa mobilità dei lavoratori, sempre più propensi a lasciare un impiego quando le condizioni offerte non corrispondono alle aspettative.
Nel Viterbese, questa situazione si inserisce in un mercato caratterizzato dalla forte presenza di agricoltura e servizi, settori nei quali i rapporti di lavoro risultano spesso maggiormente frammentati e soggetti a una durata limitata.
Dietro le dimissioni arrivate a distanza di poche settimane dall'assunzione ci sarebbero diverse ragioni. Tra gli elementi segnalati dalle organizzazioni sindacali figurano innanzitutto turni particolarmente impegnativi e mansioni che, in alcuni casi, non corrisponderebbero a quelle prospettate durante il colloquio.
Ma a incidere è anche la difficoltà negli spostamenti. La distanza tra i centri abitati della provincia e le aree industriali, unita a una rete di trasporto pubblico non sempre adeguata, può trasformarsi in un ostacolo concreto per chi accetta un nuovo impiego.
Per alcuni lavoratori, soprattutto quelli appena assunti, il costo degli spostamenti quotidiani finisce così per pesare in maniera significativa sullo stipendio. Benzina, manutenzione dell'auto e tempi necessari per raggiungere il posto di lavoro possono rendere poco conveniente mantenere un'occupazione che, sulla carta, sembrava rappresentare una nuova opportunità.
Il risultato è un mercato nel quale non basta più creare un posto di lavoro: per trattenerlo, secondo quanto emerge dalle segnalazioni del territorio, diventano fondamentali anche condizioni economiche adeguate, organizzazione dei turni, coerenza tra mansioni promesse e mansioni effettivamente svolte e collegamenti efficienti con i luoghi di lavoro.
Incendio a Mammagialla, un detenuto: Lagente mi ha salvato la vita
VITERBO - “Durante l’incendio un agente capo scelto mi ha salvato la vita”. È il racconto di L.S., detenuto nel carcere di Mammagialla, che ha deciso di ricostruire i momenti di forte tensione vissuti all’interno dell’istituto penitenziario in occasione del rogo divampato lo scorso 25 luglio.
Nella sua testimonianza, L. descrive l’incendio come un episodio di “grande e gravissima entità”, sviluppatosi nel reparto precauzionale rosso, collocato di fronte alla sezione blu.
Secondo quanto riferito dal detenuto, alcuni reclusi avrebbero aspettato la chiusura del reparto precauzionale blu prima di barricarsi all’interno della sezione rossa utilizzando materassi, televisori, sedie e altri oggetti. Sarebbero quindi state appiccate le fiamme.
Un particolare del racconto riguarda la presunta preparazione precedente all’incendio. L. sostiene infatti che alcuni detenuti avrebbero provveduto a mettere al riparo vestiti ed effetti personali, raccogliendoli in alcuni borsoni sistemati in una zona ritenuta sicura, così da preservarli dalle conseguenze del rogo.
La situazione sarebbe poi rapidamente degenerata. Sempre secondo la testimonianza, alcuni detenuti si sarebbero spostati in un locale che L. definisce non adeguato a fronteggiare una situazione di emergenza, mentre il fumo e le fiamme rendevano sempre più difficili le condizioni all’interno del reparto.
È in questo momento che, nel racconto del detenuto, assume un ruolo centrale l'intervento della polizia penitenziaria. L. indica in particolare l’agente capo scelto S.A. come protagonista dei soccorsi.
“Spinto dal dovere del ruolo assegnatogli, si è gettato con grande coraggio in mezzo a una situazione a dir poco critica, senza arrendersi”, racconta il detenuto, sottolineando la determinazione dimostrata dall’agente durante l’emergenza.
Parole che diventano ancora più significative quando L. attribuisce proprio ad S. il merito di avergli permesso di salvarsi: secondo la sua testimonianza, l’agente sarebbe intervenuto in modo decisivo, arrivando a “salvare letteralmente la vita” al detenuto.
Il racconto di L. non si limita quindi alla ricostruzione di quelle drammatiche ore, ma rappresenta soprattutto un riconoscimento pubblico nei confronti degli agenti della polizia penitenziaria intervenuti durante l’incendio.
Una testimonianza che porta alla luce, dal punto di vista di chi si trovava all’interno del carcere, la concitazione e la pericolosità di quei momenti e che, allo stesso tempo, mette in evidenza il ruolo svolto dagli agenti impegnati nei soccorsi in una situazione di estrema emergenza.
Per L., il nome di S.A. rimane legato a quei momenti come quello dell’agente che, mettendo a rischio la propria incolumità e intervenendo nel mezzo dell’incendio, gli avrebbe consentito di uscire vivo da una situazione che il detenuto descrive come drammatica.
Cocaina tra Roma e Civita Castellana, confermato il carcere per il 33enne
CIVITA CASTELLANA – La Corte di Cassazione ha respinto, lo scorso 20 maggio, il ricorso presentato dalla difesa di un 33enne di origine tunisina, ritenuto dagli inquirenti uno degli uomini di fiducia al vertice di un'organizzazione accusata di gestire un articolato traffico di cocaina tra Roma e Civita Castellana. Per l'uomo resta dunque confermata la custodia cautelare in carcere.
Il 33enne, conosciuto con il soprannome di “Kiki”, è coinvolto nell'inchiesta che ha portato, lo scorso gennaio, all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare da parte del Tribunale di Roma. L'accusa è di associazione finalizzata al narcotraffico, nell'ambito di un'indagine condotta dai carabinieri.
Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe sviluppato una struttura organizzata per la distribuzione della cocaina, con un giro d'affari stimato in circa 150mila euro al mese. La rete avrebbe operato tra la Capitale e Civita Castellana, disponendo di luoghi utilizzati per il confezionamento delle dosi, automobili impiegate per le consegne e diversi pusher attivi sul territorio.
Sempre secondo gli investigatori, l'organizzazione avrebbe previsto anche forme di sostegno economico e assistenza legale per gli affiliati finiti nei guai con la giustizia.
Il 33enne avrebbe ricoperto un ruolo considerato particolarmente delicato. Oltre alla presunta attività di distribuzione della droga, gli sarebbero stati affidati compiti legati alla gestione del denaro e alla ripartizione dei proventi con il fratello, indicato dagli inquirenti come figura di vertice del gruppo e all'epoca sottoposto agli arresti domiciliari.
La sua posizione sarebbe stata inoltre sfruttata, sempre secondo l'accusa, per intestargli un'attività di ristorazione che sarebbe stata utilizzata come copertura per le attività illecite. Una circostanza che, per gli investigatori, avrebbe consentito al gruppo di disporre di un'apparente attività commerciale regolare.
La difesa aveva contestato la ricostruzione accusatoria, chiedendo di ricondurre i fatti nell'ipotesi dello spaccio di lieve entità. Tra gli elementi evidenziati dai legali anche l'assenza di precedenti penali a carico del 33enne, il tempo trascorso dai fatti, risalenti al periodo 2023-2024, e la natura delle prove raccolte, comprese le intercettazioni.
La Suprema Corte, tuttavia, ha ritenuto coerente il quadro cautelare delineato dai giudici di merito, escludendo la possibilità di ricondurre la vicenda a un'attività di spaccio occasionale o di modesta entità.
A pesare, secondo quanto riportato nel provvedimento, sarebbero stati soprattutto la continuità delle forniture, la disponibilità di quantitativi significativi di cocaina e il livello di organizzazione raggiunto dal gruppo. Elementi ritenuti incompatibili con una gestione improvvisata dello spaccio.
La Cassazione ha inoltre considerato il ruolo attribuito al 33enne all'interno della presunta organizzazione, evidenziando come avrebbe continuato a svolgere le proprie attività anche durante il periodo in cui il fratello, indicato come capoclan, si trovava agli arresti domiciliari.
Per il 33enne, dunque, resta confermata la misura cautelare in carcere, mentre l'inchiesta continua a delineare i contorni di una presunta rete criminale strutturata tra Roma e Civita Castellana.
Fuochi dartificio sul lago di Bolsena, lEnpa attacca: Uno scempio ambientale
BOLSENA - “L'ennesimo scempio di Ferragosto: il lago di Bolsena bombardato per il vostro becero divertimento! Ancora una volta, puntuale come l'afa di agosto, va in scena il solito, deprimente spettacolo. Ieri sera, a Capodimonte, dalle ore 23:00, il cielo del borgo si è illuminato a giorno. Peccato che dietro la facciata dello scenario mozzafiato si nasconda l'ennesimo, intollerabile scempio ambientale. I fuochi d'artificio lanciati direttamente dalle acque del lago di Bolsena. Avete capito bene. Nel 2026, nel bel mezzo di una crisi climatica ed ecologica senza precedenti, un ecosistema fragile e prezioso come quello lacustre viene letteralmente trattato come un poligono di tiro per il vostro intrattenimento. Chiamiamo le cose con il loro nome: questa non è tradizione, questo è un bombardamento autorizzato. Cosa c'è di suggestivo nel lanciare tonnellate di metalli pesanti, bario, perclorati e plastica direttamente dentro l'acqua che teoricamente dovreste proteggere?”
“Quale mente illuminata può pensare che far esplodere petardi sopra un lago sia un'ottima idea per valorizzarlo? Quei riflessi di luce tanto ammirati dai turisti ignari sono fumo tossico che ricade sulla fauna ittica, particelle sottili che avvelenano l'aria e detriti che finiranno sul fondale. Per non parlare del terrore della fauna selvatica. Gli uccelli che popolano le sponde del lago e i canneti verranno colti dal panico, abbandonando i nidi nel cuore della notte, morendo di infarto o schiantandosi contro gli alberi per lo spavento causato dai botti. Un massacro silenzioso in nome del 'folclore'. È semplicemente vergognoso che le amministrazioni locali continuino a spacciare per 'magia' ciò che a tutti gli effetti è un insulto alla natura. Esistono i droni, esistono gli spettacoli laser, esistono alternative silenziose e a impatto zero se proprio si vuole guardare il cielo col naso all'insù. Ma no, si preferisce spendere soldi pubblici per fare rumore, inquinare e spaventare a morte gli animali, sia selvatici che domestici. Il vero scenario 'mozzafiato' sarebbe vedere un lago rispettato, tutelato e amato per la sua bellezza naturale, non usato come palcoscenico per i deliri pirotecnici di chi non ha ancora capito in che secolo vive. È ora di finirla con questo scempio. Il lago di Bolsena merita rispetto, non i vostri botti”.
ENPA SEZIONE DI VITERBO E PROVINCIA
Acquapendente, il Comitato Un Ospedale per il territorio incontra la Asl
ACQUAPENDENTE - Settimana ferragostana di lavoro per il Comitato aquesiano “Un Ospedale per il territorio”. Raccordata dal Presidente Dottor Sergio Iacoponi. “Il Nostro continuo ed incessante confronto – sottolinea - è planato martedì 11 agosto presso la Direttrice Sanitaria Aziendale, dott.ssa Assunta De Luca. L’incontro è stato un ulteriore momento di confronto, in continuità con quello già avuto in precedenza con il Direttore Generale, dott. Egisto Bianconi. Anche questa volta ho trovato un clima molto cordiale e, soprattutto, una concreta disponibilità ad ascoltare le nostre richieste e a confrontarci sul futuro dell’Ospedale di Acquapendente. Abbiamo affrontato diversi aspetti, soprattutto di carattere tecnico e organizzativo, soffermandoci su alcune delle criticità che riguardano il nostro presidio. È importante sottolineare che alcune di queste difficoltà devono essere inserite in un quadro più generale che riguarda la sanità a livello nazionale, dove in alcuni settori è diventato molto difficile reperire personale qualificato”.
'Abbiamo affrontato anche il tema del Direttore Sanitario del Presidio di Acquapendente. La ASL sta portando avanti una riorganizzazione della Direzione Medica dei presidi periferici e, al momento, per Acquapendente questa funzione viene garantita attraverso la collaborazione e supervisione costante sul posto con il polo centrale di Viterbo Santa Rosa, in base alle necessità del nostro Ospedale. Ad oggi i medici del Santa Rosa si recano periodicamente presso l'Ospedale di Acquapendente per vigilare da vicino su attività organizzate e sul buon andamento delle prestazioni sanitarie eseguite in Pronto Soccorso, nei reparti e nei servizi diagnostici interfacciandosi con i responsabili di tali servizi che lavorano presso il nostro ospedale. A mio avviso, pur trattandosi di una soluzione che dovrà trovare in futuro una sistemazione più stabile, si tratta di un primo passo importante e concreto per garantire una maggiore organizzazione e attenzione al nostro presidio. Naturalmente ci sono ancora altri problemi da affrontare. Su questi abbiamo concordato di proseguire il confronto nei prossimi incontri, perché riteniamo fondamentale non fermarsi e continuare a lavorare per trovare soluzioni concrete. Voglio ringraziare la ASL di Viterbo e, in particolare, la dott.ssa Assunta De Luca, per la disponibilità, l'attenzione e la cortesia dimostrate durante l'incontro. Per il Comitato è molto importante aver creato un canale diretto di comunicazione con la Direzione Aziendale, che ci permetterà di continuare a confrontarci in modo costante sulle problematiche e sulle prospettive dell'Ospedale di Acquapendente. Il nostro impegno continua, con l'obiettivo di tutelare e rafforzare un servizio fondamentale per tutto il nostro territorio”.
Botti di Ferragosto a Lido di Tarquinia: scatta l'allarme per gli animali spaventati. ...
di DAS
TARQUINIA - La magia dei fuochi d'artificio che come ogni anno illuminano la notte di Ferragosto a Lido di Tarquinia porta con sé, puntuale e drammatica, l'altra faccia della medaglia: il terrore degli animali domestici e selvatici. Tra detonazioni a raffiche e bagliori improvvisi, le festività estive si trasformano spesso in un incubo per i nostri amici a quattro zampe, spinti dal panico a scappare e a far perdere le proprie tracce.
L'ultimo episodio è stato segnalato proprio nelle ultime ore da una cittadina, che ha lanciato un appello sui social dopo aver avvistato un cane simil Border Collie visibilmente terrorizzato. L'animale, spaesato e in evidente stato di agitazione a causa dei continui scoppi dei pirotecnici, è stato visto nei pressi della rotonda di Lido di Tarquinia.
L'udito degli animali, infinitamente più sviluppato di quello umano, percepisce le esplosioni dei fuochi d'artificio come una minaccia di morte imminente. Il panico che ne consegue annulla l'orientamento e l'istinto di conservazione: molti cani riescono a scavalcare recinzioni, spezzare guinzagli o fuggire dai giardini, correndo alla cieca lungo le strade con il fortissimo rischio di essere investiti dalle auto in transito.
Il caso di questo simil Border Collie si aggiunge alla lunga lista di appelli che ogni Ferragosto mettono in luce la necessità di una maggiore sensibilità e tutela verso i nostri animali, affinché la festa di pochi non si traduca nel dramma di tanti.
