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Viabilità, da lunedì 25 maggio senso unico su tratto via della pila
VITERBO - Viabilità, dal prossimo lunedì 25 maggio senso unico in via della Pila, nel tratto compreso tra l'intersezione con via Sabotino e l'intersezione con via Monte Bianco, nella medesima direzione.
Su via Monte Bianco verrà istituito l'obbligo di arresto all'intersezione e l'obbligo di svolta a sinistra all'intersezione con via della Pila. I suddetti provvedimenti, che rientrano nell'ambito degli interventi di modifica e implementazione delle infrastrutture viarie in itinere di realizzazione, sono stati disposti con apposita ordinanza del settore VI (ord. n. 316 del 20 maggio 2026) e faranno seguito alla posa in opera della idonea segnaletica orizzontale e verticale, il cui intervento è già in corso. L'ordinanza è consultabile sul sito istituzionale www.comune.viterbo.it sezione albo pretorio.
Finti incidenti e rapine per spillare soldi agli anziani: tre denunciati a Civita Castellana
CIVITA CASTELLANA – Prima la telefonata concitata, poi la richiesta di raccogliere soldi e gioielli “per evitare guai”. Ma questa volta qualcosa è andato storto per i truffatori. In due diversi episodi avvenuti nei giorni scorsi a Civita Castellana, infatti, gli anziani presi di mira hanno intuito il raggiro e l’intervento tempestivo dei Carabinieri ha portato alla denuncia di tre persone per tentata truffa.
Continua la stretta dei Carabinieri contro l’odioso fenomeno delle truffe agli anziani.
I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Civita Castellana, in due distinte operazioni, hanno denunciato 3 persone per tentata truffa ad anziani.
Nel primo caso, un 40enne ha contattato una signora 80enne di Civita Castellana segnalando il finto coinvolgimento del marito in una rapina presso una gioielleria del posto e inducendola a raccogliere gioielli e contanti in vista di una imminente perquisizione domiciliare. Non pago, il malfattore ha parlato anche con il figlio della donna nel tentativo di allontanarlo dall’abitazione con il pretesto di presunte frodi al conto corrente postale: quest’ultimo, sospettando il tentativo di truffa, ha prontamente telefonato ai Carabinieri, che sono riusciti a rintracciare il 40enne non lontano dall’abitazione dell’anziana vittima.
Dopo pochi giorni un uomo e una donna 40enni hanno contattato una 90enne civitonica, simulando il presunto coinvolgimento di un nipote in un sinistro stradale e inducendo la donna a raccogliere contanti e preziosi in vista dell’arrivo di un carabiniere, che sarebbe passato a ritirarli per risolvere la situazione. L’anziana vittima, avvedutasi del tentativo di truffa, ha chiamato subito i Carabinieri che hanno individuato e bloccato la donna proprio di fronte la casa della vittima e, poco distante, il complice che era in attesa a bordo di un’autovettura.
L’Arma dei Carabinieri esorta a prestare la massima attenzione a queste tipologie di truffa, invitando i cittadini, in caso di dubbi, a contattare sempre il numero di emergenza 112, a rivolgersi alle 56 Stazioni presenti in provincia e a consultare la specifica sezione del proprio sito web dedicata alla prevenzione delle truffe.
Dieci anni di passi nel cuore della Tuscia: torna la Scarpinata della Teverina
GROTTE SANTO STEFANO – La Tuscia si prepara a rimettersi in cammino. Domenica 31 maggio 2026, si terrà l'attesa decima edizione della 'Scarpinata della Teverina', manifestazione ludico-sportiva dedicata a tutti gli amanti del trekking e della camminata al passo libero.
L'evento, che vede la stretta collaborazione tra la Misericordia di Grotte Santo Stefano, che gestisce la sicurezza sui percorsi, e la Pro Loco di Grotte Santo Stefano, con il suo prelibato pranzo finale, festeggia quest'anno un traguardo importante, coinvolgendo i territori di Grotte Santo Stefano, Celleno, Graffignano, Sipicciano e Viterbo in un connubio perfetto tra sport, folklore e riscoperta delle tradizioni locali.
I Percorsi: per tutti i passi e per tutte le sfide La Scarpinata offre la possibilità di cimentarsi in tre diversi itinerari di trekking, studiati per accogliere sia le famiglie che i camminatori più esperti:
12 km: per chi desidera una passeggiata rigenerante tra i paesaggi della Teverina.
18 km: un percorso intermedio per chi cerca un impegno fisico moderato.
42 km (Marathon): la sfida definitiva per i camminatori di lunga distanza.
Il Criterium '120 miglia in Tuscia' La decima edizione della Scarpinata è ufficialmente abbinata al Criterium '120 miglia in Tuscia'. Questa iniziativa speciale premierà tutti i camminatori che porteranno a termine le cinque principali Marathon della zona, sia nella versione lunga che in quella media, valorizzando la costanza e la passione degli atleti del territorio.
Iscrizioni e Partecipazione Le iscrizioni sono aperte e possono essere effettuate attraverso due modalità:
Online: sul sito ufficiale www.tusciatrekkingexperience.it
Presso il punto vendita fisico: Negozio 'Runnner' a Viterbo, sito in Via del Campo Sportivo Scolastico a Viterbo.
Sport e Comunità 'La Scarpinata non è solo una camminata, ma un momento di riscoperta delle proprie radici,' spiegano gli organizzatori. Grazie al supporto dei volontari e delle associazioni locali, la manifestazione continua a promuovere uno stile di vita sano e la valorizzazione turistica della Teverina.
Trail dei Papi, Viterbo rilancia sul turismo lento: presentata la terza edizione
VITERBO – Un viaggio in bicicletta lungo le antiche vie percorse dai pontefici, tra storia, paesaggi e turismo lento. È stata presentata nella sala consiliare di Palazzo dei Priori la terza edizione del “Trail dei Papi”, l’evento cicloturistico che dal 29 maggio al 3 giugno attraverserà Roma, Viterbo e Anagni seguendo i percorsi della Via Francigena, della Romea Strata e delle storiche consolari romane.
Alla conferenza sono intervenuti la sindaca Chiara Frontini, l’assessore allo sport Emanuele Aronne, la consigliera delegata alla Via Francigena Alessandra Croci, insieme agli organizzatori Giorgio Sigillò, Riccardo La Bella e Nicolò Muraro.
Le Novità di quest'anno!
La principale novità dell’edizione 2026 riguarda la suddivisione del percorso in tre formule differenti: il tracciato completo da 617 chilometri e due nuove tratte indipendenti, Nord e Sud, pensate per rendere l’esperienza accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta al cicloviaggio su lunga distanza. Una scelta che punta ad ampliare il numero dei partecipanti e a rafforzare il carattere inclusivo della manifestazione.
Gli interventi
Nel corso dell’incontro, la sindaca Frontini ha sottolineato come il Trail dei Papi sia ormai diventato parte integrante della strategia di valorizzazione turistico-sportiva della città, evidenziando la crescita del turismo lento ed esperienziale come risorsa sempre più importante per il territorio.
Sulla stessa linea anche l’assessore Aronne, che ha parlato di un progetto nato tre anni fa quasi da zero e oggi diventato un appuntamento consolidato: “Il successo di oggi nasce dalle scelte di ieri”, ha spiegato, ricordando l’importanza di investire su iniziative pensate nel lungo periodo.
La consigliera Alessandra Croci ha invece evidenziato il valore culturale e ambientale dell’iniziativa, spiegando come il Trail dei Papi rappresenti un’occasione per promuovere borghi, tradizioni, aree naturalistiche e attività locali, coinvolgendo associazioni, volontariato e operatori turistici in un progetto condiviso di promozione del territorio.
L’ideatore dell’evento Giorgio Sigillò ha ribadito la volontà di mostrare ai partecipanti “un altro modo di andare in bici”, fatto di scoperta e relazione con i luoghi attraversati. Tra le novità di quest’anno ci saranno anche checkpoint nei borghi lungo il percorso, pensati per favorire soste e momenti di incontro con le realtà locali.
Riccardo La Bella ha invece illustrato il villaggio dell’evento, che ospiterà meccanici, stand gastronomici, sponsor e una rete di volontari impegnati nell’assistenza e nella sicurezza dei partecipanti, attesi da tutta Italia e anche dall’estero.
Tra i progetti collegati alla manifestazione anche un documentario dedicato al Trail dei Papi, firmato da Pietro Francese e già disponibile online, pensato come strumento di promozione permanente del territorio.
Trentanni di Croce Rossa a Nepi: volontariato, memoria e nuovi progetti per il territorio
NEPI – Trent’anni di volontariato, emergenze, assistenza e presenza costante sul territorio. La Croce Rossa di Nepi ha celebrato domenica 17 maggio un traguardo importante, ripercorrendo tre decenni di attività attraverso una giornata fatta di ricordi, progetti e nuovi impegni per il futuro della comunità.
Nella sede del comitato locale si sono alternati momenti istituzionali, inaugurazioni e testimonianze, in un clima che ha unito celebrazione e volontà di guardare avanti. A ricordare il senso di questo percorso è stato il presidente Carlo Marchionni, che ha richiamato i “Sette Principi” del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa – umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità e universalità – come guida quotidiana per l’attività dei volontari.
La giornata si è aperta con l’inaugurazione di uno dei quattro DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) donati dall’azienda Great Lengths S.P.A., partner del progetto “Comune Cardioprotetto”. Un’iniziativa nata per rafforzare la presenza di dispositivi salvavita sul territorio e diffondere la formazione sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare, coinvolgendo lavoratori e cittadini.
Spazio poi anche al tema della sensibilizzazione contro la violenza di genere con l’inaugurazione di una “panchina rossa”, simbolo del progetto “Rompi il silenzio”, promosso dalla Croce Rossa Lazio con il sostegno di Poste Italiane. Il progetto accompagnerà il territorio fino a maggio 2027 attraverso iniziative informative e attività dedicate alla cultura del rispetto e dell’inclusione, coinvolgendo Comune, assessorati, servizi pubblici e realtà locali.
Il momento tanto atteso, la festa!
Dopo il programma istituzionale, la giornata è proseguita con un momento di festa e condivisione dedicato a volontari, cittadini e associazioni che negli anni hanno sostenuto il percorso della Croce Rossa nepesina.
Presenti anche i rappresentanti delle amministrazioni locali, tra cui il sindaco di Nepi Franco Vita, il rappresentante del Comune di Monterosi Sandro Giglietti e il sindaco di Castel Sant’Elia Vincenzo Girolami, oltre ai presidenti di numerosi comitati della Croce Rossa della Tuscia e ai rappresentanti delle realtà territoriali coinvolte nelle attività di assistenza e solidarietà.
Nel corso della giornata sono state consegnate targhe di riconoscimento ad aziende, associazioni e persone che collaborano stabilmente con il comitato locale, tra cui Acqua di Nepi, Great Lengths, Rotary Club Flaminia Romana, Avis Nepi e Avis Castel Sant’Elia, oltre ai supermercati coinvolti nelle raccolte alimentari e alle realtà che sostengono i progetti sociali e i laboratori dedicati ai giovani.
Foto, ricordi, abbracci e testimonianze hanno accompagnato una celebrazione che, come sottolineato dagli organizzatori, rappresenta non un punto di arrivo ma una tappa di un cammino destinato a proseguire anche nei prossimi mesi con nuove iniziative dedicate ai 30 anni di attività.
Viterbo Baseball, domenica da leggenda: gli U12 piegano Nettuno 21-20
VITERBO - Una domenica di baseball da ricordare, fatta di emozioni continue, punteggi incredibili e partite decise soltanto negli ultimi istanti. Sul diamante di Viterbo è andata in scena una doppia sfida spettacolare tra la Stella Carni Viterbo e il Nettuno 1945, che ha regalato al pubblico una vera maratona di punti e colpi di scena. Il bilancio finale racconta di un pareggio nella serie, ma il successo conquistato dai ragazzi viterbesi in gara due ha il sapore di una vera impresa sportiva.
𝑮𝒂𝒓𝒂 𝟏: Battaglia totale, il Nettuno la spunta di misura (15-17)
Il primo incontro della giornata ha subito chiarito che non sarebbe stata una domenica come le altre.
Le mazze di entrambe le squadre si sono presentate infuocate, dando vita a un festival di valide e punti.
I ragazzi del Viterbo si sono impegnati tantissimo, ribattendo colpo su colpo ai blasonati avversari.
Nonostante una prestazione generosa e un attacco capace di mettere a segno ben 15 punti, la prima sfida è scivolata via a favore del Nettuno 1945, capace di imporsi con un pirotecnico 15-17 al termine di una vera e propria maratona.
𝐆𝐚𝐫𝐚 𝟐: Il capolavoro dei Leoncini del 𝐕𝐢𝐭𝐞𝐫𝐛𝐨 𝐁𝐚𝐬𝐞𝐛𝐚𝐥𝐥, finisce 21-20!
Invece di subire il contraccolpo psicologico, nella seconda partita il Viterbo ha gettato il cuore oltre l'ostacolo, alzando ulteriormente il ritmo.
Ne è scaturito un match leggendario, vietato ai deboli di cuore, in cui le difese e i lanciatori hanno dovuto fare gli straordinari contro attacchi implacabili.
In un altalena di emozioni infinita, gli U12 del 𝐕𝐢𝐭𝐞𝐫𝐛𝐨 𝐁𝐚𝐬𝐞𝐛𝐚𝐥𝐥 hanno dimostrato un carattere d'acciaio, riuscendo a spuntarla con l'incredibile punteggio di 21-20.
Un successo arrivato grazie a una determinazione feroce, che ha fatto esplodere di gioia il pubblico viterbese.
La gioia dello staff: «𝘖𝘳𝘨𝘰𝘨𝘭𝘪𝘰𝘴𝘪 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪 𝘳𝘢𝘨𝘢𝘻𝘻𝘪, 𝘢𝘷𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘴ì»
Al termine della giornata, la stanchezza ha lasciato subito il posto all'entusiasmo.
Tutto lo staff tecnico e societario ha celebrato questo gruppo straordinario per la maturità e l'impegno dimostrati:
«È 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘢𝘵𝘢 𝘮𝘦𝘮𝘰𝘳𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦. 𝘐 𝘳𝘢𝘨𝘢𝘻𝘻𝘪 𝘴𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘢𝘵𝘪 𝘵𝘢𝘯𝘵𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘰 𝘦 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘢𝘱𝘱𝘳𝘰𝘤𝘤𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘭𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘵𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘧𝘢𝘮𝘦 𝘪𝘯𝘤𝘳𝘦𝘥𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦. 𝘝𝘪𝘯𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘢 𝘨𝘢𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘭 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘦𝘨𝘨𝘪𝘰 (𝟤𝟣-𝟤𝟢), 𝘥𝘰𝘱𝘰 𝘢𝘷𝘦𝘳 𝘭𝘰𝘵𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘧𝘪𝘯𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢, 𝘥𝘪𝘮𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘭𝘢 𝘧𝘰𝘳𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘨𝘳𝘶𝘱𝘱𝘰. 𝘛𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘧𝘧 è 𝘧𝘦𝘭𝘪𝘤𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪 𝘳𝘢𝘨𝘢𝘻𝘻𝘪; 𝘴𝘦 𝘭𝘰 𝘮𝘦𝘳𝘪𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘪 𝘴𝘢𝘤𝘳𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘧𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰. 𝘚𝘱𝘦𝘳𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘤𝘶𝘰𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘪𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘴ì 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘢𝘮𝘮𝘪𝘯𝘰, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩é 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢 𝘯𝘰𝘯 𝘩𝘢 𝘭𝘪𝘮𝘪𝘵𝘪».
Con una vittoria di questo calibro in tasca e la consapevolezza di poter guardare negli occhi chiunque, gli U12 del Viterbo Baseball lanciano un messaggio chiaro al campionato.
𝐼𝑙 𝑐𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑜 è 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑔𝑜, 𝑚𝑎 𝑖𝑙 𝑓𝑢𝑡𝑢𝑟𝑜 è 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒.
Ultimo saluto a Domenico Di Basilio: comunità sotto choc per la scomparsa del 45enne
CIVITA CASTELLANA – Una comunità ancora incredula e profondamente colpita si stringe oggi attorno alla famiglia di Domenico Di Basilio, scomparso improvvisamente all’età di 45 anni. La notizia della sua morte, avvenuta nella serata di martedì 19 maggio nella sua abitazione, ha lasciato sgomenta l’intera città di Civita Castellana, dove Domenico era molto conosciuto, soprattutto per essere stato per moltissimi anni il proprietario insieme al padre, di uno storico bar nel centro storico.
Questa mattina, giovedì 21 maggio, amici, parenti e conoscenti si ritroveranno per l’ultimo saluto nella chiesa di San Giuseppe Operaio, dove alle ore 10:30 saranno celebrati i funerali.
In queste ore il dolore si è riversato anche sui social, dove tantissime persone stanno condividendo ricordi, fotografie e messaggi di affetto per un uomo descritto da tutti come gentile, intelligente e sempre disponibile. Tra i messaggi più toccanti quello di un amico storico che scrive: “Lasci un vuoto enorme, una crepa nel cuore difficile da spiegare”.
Profondo il cordoglio del paese, degli amici, della Classe 80, degli ex compagni del liceo scientifico di Civita Castellana, che si stringono attorno alla famiglia ricordando Domenico come un ragazzo brillante, troppo simpatico, ironico, molto ironico e capace di lasciare il segno nei rapporti umani. In molti parlano di lui come di una presenza autentica, legata ai valori dell’amicizia e della semplicità.
La sua scomparsa lascia nel dolore la moglie, il padre, le nipoti e tutti coloro che gli hanno voluto bene. Questa mattina Civita Castellana si fermerà così per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, in un clima di grande commozione e partecipazione collettiva.
Il candidato consigliere Alessandro Perelli in pista: Civita prima di tutto
CIVITA CASTELLANA – Per le elezioni comunali di Civita Castellana del 24 e 25 maggio, Alessandro Perelli ha deciso di mettersi in gioco il suo paese: “Il mio impegno politico nasce dalle scuole superiori, da quando iniziai a partecipare a comizi e riunioni studentesche appassionandomi sempre di più alla politica.
La mia passione per la politica è stata sempre maggiore, ma sempre con un ruolo marginale o lavorando ed aiutando i partiti della coalizione di centro destra ma senza aver mai avuto un ruolo in prima linea.
Sono nato e vivo a Civita da Sempre, ho una mia attività di libero professionista ed un’attività familiare di materassi e tappezzeria dal 1983, famiglia storica di Civita dove siamo molto conosciuti. Ho sempre dedicato molto tempo ad attività che potevano e potranno portare Civita ad essere conosciuta.
La mia passione per lo sport mi porta ad essere impegnato a livello nazionale nel modo del motosport, oggi sono il titolare di un team di Moto, partecipante al campionato Italiano Velocità nel trofeo monomarca Ducati V2 Future Camp, la passione per lo sport divenuta lavoro. Con Claudio abbiamo avuto sempre un bellissimo rapporto collaborativo ed abbiamo realizzato un'opera urbanistica di primo livello.
Grazie all'impegno di Claudio Parroccini e del Presidente della Provincia Alessandro Romoli, persona prima e politico poi, di altissimo valore sociale, culturale e politica, ci siamo seduti a tavolino, io da presidente del comitato Quartaccio, zona di Civita in cui vivo, ed abbiamo portato avanti un progetto arenato da 20 anni, arenato nelle stanze della provincia per la mala gestione delle giunte precedenti. Con la nostra caparbietà sono state ritrovate le carte del progetto, le hanno fatte modificare, accettare ed è stata realizzata una rotatoria, la rotatoria del Quartaccio, che è andata a sostituire un incrocio quadrivia, tra i più pericolosi del Lazio Nord, ed ha risolto non pochi problemi di incidenti alla viabilità.
La mia candidatura è dettata dal fatto concreto che con la volontà e l'impegno si possono realizzare opere che nessuno si è mai preso la briga di portare avanti e organizzare eventi, sia sportivi che culturali, dove Civita venga messa in risalto con un progetto di crescita. In questo ultimo anno abbiamo parlato molto di progetti e di valori per Civita, ma con un solo intento: Civita Prima Di Tutto”.
Vita in frantumi è il nuovo singolo di Firelight: un inno alla fragilità e alla forza di ...
UMBRIA - È disponibile su tutti i digital store “Vita in frantumi”, il nuovo singolo di Firelight, nome d’arte del giovane cantautore umbro Riccardo Ricci, che torna sulla scena musicale con un brano intenso e carico di significato.
La nuova produzione, realizzata dal producer Etrusko in collaborazione con Orangle Records, affronta tematiche profonde e attuali legate alle fragilità interiori e alle difficoltà che molti giovani si trovano ad affrontare nel proprio percorso di vita.
“Vita in frantumi” racconta infatti le prove dure e spesso silenziose che la vita mette davanti ai ragazzi, tra insicurezze, cadute e momenti di smarrimento. Un brano che vuole parlare direttamente a chi si sente fragile, trasformando il dolore in consapevolezza e forza.
Al centro del messaggio della canzone c’è l’importanza di restare fedeli a sé stessi, senza cambiare per compiacere gli altri o per sentirsi accettati. Un invito all’autenticità, all’accettazione personale e al coraggio di affrontare le difficoltà senza perdere la propria identità.
Con questo nuovo singolo, Firelight conferma la volontà di portare avanti un percorso artistico capace di unire sonorità contemporanee e contenuti emotivi profondi, parlando soprattutto alle nuove generazioni attraverso esperienze reali e sentimenti condivisi.
Vieni a vedere come stai: parte da Nepi la prevenzione del SaniDays Tuscia 2026
NEPI – Partito il SaniDays Tuscia 2026: da oggi giovedì 21 fino a sabato 23 maggio, l’evento porterà la cultura della salute, del benessere e della prevenzione direttamente nel cuore delle comunità locali della provincia di Viterbo.
L’iniziativa si svolgerà ogni giorno dalle ore 10:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 20:00, offrendo ai cittadini la possibilità di accedere gratuitamente a un’ampia area check-up con screening e controlli specialistici ad accesso libero.
Il momento centrale dell’evento sarà alle ore 18:00, con talk, tavole rotonde e incontri dedicati alla salute, alla prevenzione, al benessere e alla qualità della vita, che vedranno protagonisti medici, professionisti, imprenditori ed esperti del territorio. Gli appuntamenti saranno moderati dai giornalisti Serena D’Ascanio e Marco Cassinis.
Il SaniDays Tuscia 2026 toccherà tre tappe strategiche del territorio, ciascuna patrocinata e sostenuta dalle rispettive amministrazioni comunali.
Giovedì 21 maggio – Nepi
Presso il Polo Culturale “L’Acquedotto”, apertura ufficiale della manifestazione con i saluti istituzionali del sindaco Franco Vita. Per tutta la giornata screening gratuiti dedicati a diabete, pressione arteriosa, udito, osteoporosi, vista, nutrizione e salute orale, insieme ai punti informativi di AVIS e Croce Rossa Italiana.
Nel pomeriggio spazio agli approfondimenti su odontoiatria moderna, obesità e metabolismo, alimentazione consapevole, screening colon-retto, nutrizione e rapporto tra medicina e ambiente.
Venerdì 22 maggio – Bolsena
La seconda tappa, in Piazza Matteotti, si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco Andrea Di Sorte. Previsti controlli audiometrici, screening nutrizionali, prevenzione orale e dermatologica, oltre alle dimostrazioni pratiche di primo soccorso e BLSD.
Tra i temi protagonisti degli incontri pomeridiani: salute della donna, menopausa, benessere psicologico e spesa consapevole.
Sabato 23 maggio – Civita Castellana
Gran finale presso la Curia Vescovile di Civita Castellana con i saluti istituzionali del sindaco Luca Giampieri. Anche qui screening gratuiti dedicati a diabete, udito, postura, dolore cranio-cervicale, nutrizione e salute orale, insieme a spazi dedicati alla solidarietà, alla sicurezza e alla sostenibilità.
Nel panel conclusivo interverranno specialisti del mondo medico e rappresentanti di importanti realtà imprenditoriali del territorio, affrontando temi che spaziano dalla prevenzione alla qualità della vita, fino al rapporto tra salute, sostenibilità e identità territoriale.
“Vieni a vedere come stai” è il claim scelto per questa edizione, sintetizzando perfettamente la missione dell’iniziativa: abbattere le distanze tra sanità e cittadini, portando medici e professionisti direttamente nei luoghi di vita quotidiana delle persone.
SaniDays Tuscia si conferma così un modello virtuoso di sanità e informazione di prossimità, grazie al sostegno di partner e realtà del territorio e ai numerosi patrocini istituzionali e associativi.
L’ingresso a tutte le aree e la partecipazione ai talk sono completamente gratuiti.
Per maggiori informazioni e per consultare il programma completo: Tuscia - SANIDAYS
Via della Pila, strada a senso unico
di Fabio Tornatore
VITERBO - Emanata l'ordinanza per l'istituzione del senso unico in via della Pila: dopo l'installazione del cordolo di separazione tra la ciclabile e le corsie delle automobili, il Comune trasforma il tratto di strada da doppio senso a senso unico di marcia. L'ordinanza scatterà non appena saranno terminate le apposizioni delle segnaletiche necessarie.
Infine la modifica è stata fatta: dopo le infinite polemiche per la posa del cordolo giallo che separa la pista ciclabile dal resto della carreggiata, arriva l'ordinanza. Nei giorni scorsi, infatti, era stata denunciata da alcuni cittadini la difficoltà di transito delle vetture, che ora, evidetemente, non possono più passare con l'auto sopra la pista ciclabile, vista la delimitazione fisica composta dai bloccheti gialli.
Il senso unico scaterà dunque dopo l'installazione della segnaletica orizzontale e verticale, nel tratto compreso tra via Sabotino e via Monte Bianco, e su questa sarà installato il segnale di stop e l'obbligo di svolta sinistra.
Zucchina o zucchino: lortaggio che cresce mentre ti distrai
La zucchina è uno di quei prodotti che sembrano semplici solo perché li incontriamo spesso. Sta sul banco del mercato con aria tranquilla, entra in cucina senza fare storie e si lascia tagliare, grigliare, friggere, lessare, riempire, frullare e infilare in una frittata senza mai protestare. Verde chiara, scura, striata, tonda o allungata, cambia forma e colore ma conserva sempre quell’aria leggera da ortaggio educato. Anche sul nome non si irrigidisce: zucchino o zucchina, vanno bene entrambi. Una vera lezione di tolleranza vegetale.
Dal punto di vista botanico appartiene alla specie Cucurbita pepo L., una cucurbitacea annuale di origine americana, anche se lo zucchino moderno, tenero e raccolto giovane, ha assunto una forte identità italiana. La sua particolarità è proprio questa: si mangia prima che diventi adulto. In pratica è un ortaggio che ha fatto carriera restando adolescente. Se cresce troppo, infatti, perde fascino: la buccia si indurisce, i semi aumentano, la polpa diventa meno delicata e la zucchina, da simpatica presenza domestica, rischia di trasformarsi in un corpo contundente da orto.
La coltivazione è diffusa in tutta Italia, nonostante la pianta ami il caldo e non gradisca troppo gli sbalzi di temperatura. Si adatta a diversi terreni, ma dà il meglio nei suoli di medio impasto, fertili, profondi, ricchi di sostanza organica e ben drenati. Il ristagno idrico, invece, non è il suo ambiente ideale: la zucchina vuole acqua, sì, ma senza sentirsi in una piscina.
La sua importanza agronomica dipende soprattutto dalla rapidità del ciclo colturale. Può essere coltivata in pieno campo, in coltura anticipata con piccole protezioni o in ambiente protetto, così da arrivare sul mercato per lunghi periodi dell’anno. Ma attenzione: quando parte, parte davvero. La raccolta è una delle operazioni più impegnative, perché i frutti crescono a vista d’occhio e vanno staccati prima del completo sviluppo. Nei momenti di piena produzione il passaggio può diventare quotidiano: ci si distrae un attimo e la zucchina ha già cambiato taglia.
Non a caso, nelle campagne si scherzava dicendo che le zucchine crescono “mentre ci si gira un attimo” o che “chi pianta zucchine non resta mai senza cena”. Dietro la battuta c’è una verità tecnica: quando la coltura funziona, la produzione è generosa, continua e quasi insistente. La zucchina resta così un piccolo paradosso agricolo: richiede caldo, cure, terreno ben preparato e raccolte attente, ma poi arriva in tavola con l’aria innocente
Distretto ceramico di Civita Castellana: al via il tavolo ministeriale per il riconoscimento ...
CIVITA CASTELLANA - Arriva una novità di rilievo per il distretto industriale ceramico di Civita Castellana. È giunta infatti la notizia che i lavoratori del settore, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali attendevano da tempo.
Ai sensi dell'articolo 1, comma 946, della legge finanziaria numero 199/2025, è stato formalmente istituito un tavolo interistituzionale presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la partecipazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. L'obiettivo del tavolo è valutare le questioni legate alla gravosità della professione dei ceramisti e dei conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta.
Dopo un primo incontro organizzativo svoltosi nei mesi scorsi, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fissato una nuova riunione per il prossimo 26 maggio alle ore 11:00. Si tratterà di un confronto tecnico su questa misura fondamentale, che vedrà il coinvolgimento diretto degli istituti previdenziali e assicurativi. Successivamente, l'esito di questo secondo incontro sarà la base per un confronto aperto con la convocazione delle parti sociali e dei sindaci dei comuni del distretto ceramico.
Le aspettative del territorio sono altissime per quello che si preannuncia come un provvedimento epocale per l'intero polo industriale. Si tratta di una misura attuativa concreta, capace di incidere positivamente sulla tutela della salute di chi opera quotidianamente in condizioni professionali impegnative, e al contempo di uno strumento indispensabile per garantire il necessario turnover generazionale all'interno delle aziende.
Da Viterbo a Hollywood: il sogno internazionale di Simone Terranova accende una nuova era del ...
VITERBO - Viterbo diventa il cuore italiano di una nuova visione cinematografica internazionale
Tra le strade medievali della Tuscia e l’energia creativa di Chicago sta nascendo un grandioso progetto destinato a creare un ponte concreto tra il cinema italiano e quello americano. A guidarlo è Simone Terranova, attore, regista e sceneggiatore siciliano “adottato” da Viterbo, da sempre legato artisticamente e idealmente agli Stati Uniti e oggi protagonista di una nuova alleanza culturale e produttiva senza precedenti.
Accanto a lui ci sono l’attrice protagonista e compagna di vita Eliana Manvati, l’attore e produttore italoamericano John Campanile e l’attore e produttore esecutivo John David Castilla. Insieme stanno sviluppando un lungometraggio internazionale che punta a unire produzioni indipendenti, talenti emergenti e professionisti provenienti da realtà cinematografiche differenti.
L’obiettivo del progetto è ambizioso e di larghe vedute. Si tratta infatti di costruire una stretta e stabile collaborazione tra Italia e Stati Uniti, creando opportunità artistiche e professionali capaci di superare i tradizionali confini produttivi.
Nasce MET Studios Inc.: la nuova corporation americana che punta sui giovani talenti
Parallelamente allo sviluppo del film, il team formato da Simone Terranova, Eliana Manvati e Marco Esposito sta avviando negli Stati Uniti una nuova corporation: la MET Studios Inc., realtà pensata per accompagnare giovani attori, attrici e creativi nel mercato cinematografico americano. La società offrirà servizi di: acting coaching, management artistico, sviluppo professionale, supporto produttivo, agenzia e formazione per attori emergenti.
L’idea è quella di creare un vero e proprio canale operativo tra Italia e America, offrendo ai talenti italiani la possibilità di confrontarsi direttamente con il panorama internazionale e, allo stesso tempo, attirando produzioni e professionisti statunitensi sul territorio italiano.
MET Studios Inc. nasce dunque non soltanto come società di produzione, ma come piattaforma culturale capace di favorire scambi artistici, crescita professionale e nuove sinergie creative.
Viterbo tra le scelte come location italiana del film
Tra le diverse location italiane prese in considerazione, Viterbo si è rapidamente trasformata nella candidata principale per ospitare gran parte delle riprese.
Una scelta dettata da più fattori, come la straordinaria forza visiva del centro storico medievale, il fascino cinematografico della Tuscia, e, come vedremo più avanti, la disponibilità dimostrata dalle istituzioni locali e la nascita di nuovi strumenti dedicati al cinema e all’audiovisivo.
Negli ultimi mesi infatti Simone Terranova ha avviato un dialogo costante con l’assessore Patrizia Notaristefano, delegata a “Viterbo città del Cinema” e con la quale si sta già lavorando a supporto dell’ambizioso progetto, con Carlo Cozzi — produttore e collaboratore esterno dello Sportello Cinema del Comune di Viterbo — e con Simona Tartaglia, figura di riferimento per le produzioni audiovisive sul territorio.
Il confronto con le istituzioni ha confermato la volontà comune di trasformare Viterbo in un polo sempre più attrattivo per cinema, serie televisive e produzioni internazionali, alimentando così il fuoco della macchina organizzativa cinematografica.
I professionisti viterbesi coinvolti nel progetto
A rafforzare ulteriormente il legame con il territorio della Tuscia ci sono anche importanti professionisti viterbesi che prenderanno parte al progetto cinematografico targato Simone Terranova.
Tra questi spiccano diversi nomi interessanti: il direttore della fotografia Gabriele Bizzoni, l’operatore Andrea Bizzoni e Mattia Marcucci, aiuto regia, autore teatrale ed esperto di sceneggiatura e regia.
Figure artistiche e tecniche che contribuiranno a dare al film un’identità fortemente radicata nel territorio della Tuscia, mantenendo però una visione internazionale.
Il riconoscimento a Las Vegas e la crescita internazionale del progetto
Il progetto arriva in un momento particolarmente positivo, reduce da un importante riconoscimento ottenuto a Las Vegas durante il Festival Indie Vegas. Un risultato che non solo ha aumentato la credibilità internazionale dell’iniziativa, ma ha anche contribuito a rafforzare l’interesse verso il futuro lungometraggio da parte di produzioni americane.
Eliana Manvati ha raccontato così l’esperienza vissuta dal gruppo: “Fin dal primo istante abbiamo creduto profondamente in questo progetto. Non ci siamo mai tirati indietro, abbiamo messo tutto ciò che avevamo, energie, tempo e cuore per dare vita a un cortometraggio che fosse vero, intenso, nostro. Ora ci prepariamo al lungometraggio con lo stesso entusiasmo, ma con un’emozione ed una consapevolezza ancora più grande.”
Un cast internazionale con cameo di star mondiali
Tra i protagonisti del film figurano John Campanile, Eliana Manvati e John David Castilla, ai quali si aggiungeranno cameo di star internazionali attualmente in fase di definizione. Notizia dell’ultima ora quella che vede protagonista proprio John Campanile, presente al festival Red a Parigi dove era in nomination come best actor.
Scelte che confermano la portata e l’ambizione internazionale del progetto, oltre la volontà di creare un’opera capace di parlare ad un pubblico globale.
John Campanile, attore pluripremiato italoamericano residente a Chicago da oltre trent’anni, descrive così il significato personale del film: “Questo film è un ritorno a casa, anche se non ho mai smesso di sentirmi italiano. Il mio sogno è emozionare il pubblico italiano con una storia che parla anche di noi.”
Anche John David Castilla ha raccontato il forte coinvolgimento emotivo nato attorno al progetto: “Ho amato il corto dal primo momento. Non vedo l’ora di interpretare il mio personaggio nel film. Questo progetto è diventato una famiglia.”
Il nuovo Sportello Cinema di Viterbo e il ruolo strategico della Tuscia
Il progetto cinematografico si inserisce perfettamente in un momento storico particolarmente favorevole per Viterbo e per tutta la Tuscia. Il 27 aprile è stato infatti inaugurato il nuovo Media Desk Lazio presso lo Spazio Attivo di Lazio Innova in via Faul, il primo sportello territoriale della Film Commission dedicato proprio al supporto delle produzioni audiovisive.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Lazio Innova e Fondazione Roma Lazio Film Commission con l’obiettivo di facilitare le produzioni nazionali e internazionali, supportare le imprese dell’audiovisivo, semplificare permessi e logistica, promuovere le location del territorio e non ultimo valorizzare le competenze dei professionisti locali.
Un progetto che nasce da una visione condivisa. Chiunque ha sottolineato l’importanza di questo cambiamento culturale, un cambiamento che darebbe nuova linfa alla città di Viterbo, considerata da sempre città del cinema. Ora con questa opportunità è arrivato il momento di fare un passo in avanti, concretizzando questa occasione, e dando modo alla città di diventare parte integrante di una narrazione. Inoltre questi sportelli territoriali rappresentano uno strumento fondamentale per creare occupazione, attrarre investimenti e favorire la crescita culturale della regione, un dato da non sottovalutare.
La Tuscia sempre più terra di cinema
I numeri confermano una crescente vocazione cinematografica della provincia di Viterbo, che ha visto la realizzazione di 24 opere audiovisive, 10 serie televisive, produzioni italiane, statunitensi e co-produzioni internazionali, 18 schermi cinematografici presenti sul territorio, e comuni come Viterbo, Sutri e Nepi sempre più richiesti come set.
Negli ultimi anni infatti la Tuscia ha ospitato produzioni importanti, confermando il proprio potenziale come grande set naturale capace di attrarre cinema, televisione e piattaforme internazionali, non ultima quella che ha visto Vitorchiano come set a cielo aperto della produzione di Assassin's creed.
Una nuova alleanza creativa tra due mondi
Il titolo del lungometraggio e il cast completo saranno annunciati nei prossimi mesi, ma il progetto rappresenta già oggi qualcosa di più di una semplice produzione cinematografica.
Si tratta di una vera alleanza creativa tra Italia e Stati Uniti, tra due mondi così vicini ma così lontani capaci di fondersi e contaminarsi vicendevolmente, un’alleanza costruita sulla collaborazione tra artisti, istituzioni, professionisti e nuove generazioni di talenti.
Se Viterbo verrà confermata come location principale, la città potrebbe diventare il simbolo di questa nuova stagione del cinema internazionale: un luogo dove cultura, formazione, turismo e audiovisivo si incontrano per dare vita a un modello innovativo destinato a guardare oltre i confini della realtà.
Fondazione Carivit per lUniversità della Tuscia, 150 mila euro per il rilancio dei laboratori ...
VITERBO – La capacità di reagire alle avversità definisce la forza di una comunità. A seguito del grave incendio che nel giugno 2025 ha danneggiato le strutture dell’Università della Tuscia, la Fondazione Carivit interviene con un sostegno concreto per la rinascita del polo di Agraria. L’Ente ha infatti stanziato un contributo di 150 mila euro destinato all’acquisto di strumentazioni d'avanguardia per i laboratori del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali.
L’operazione, di particolare valenza strategica, è stata resa possibile grazie alla lungimiranza del Consiglio di indirizzo e dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Carivit anche grazie al proficuo lavoro di raccordo svolto dai Consiglieri, il Prof. Bruno Cirica e il Dott. Andrea Vergati, che hanno collaborato attivamente per il buon esito del progetto e per definire le priorità d'intervento a favore dell'Ateneo.
L’intervento non rappresenta solo un sussidio economico, ma un atto di responsabilità verso il futuro del territorio. I laboratori universitari sono officine del sapere e presidi di innovazione dove la ricerca si trasforma in tutela ambientale e crescita professionale per le nuove generazioni. Questo sostegno consolida la storica sinergia tra Fondazione Carivit e l’Università degli Studi della Tuscia, restituendo operatività alla didattica e alla sperimentazione scientifica.
“La Fondazione Carivit – dichiara il Presidente Luigi Pasqualetti – ha ritenuto doveroso intervenire con una risorsa significativa, consapevoli che la ferita inferta ai laboratori di Agraria ha colpito l'intero tessuto sociale della nostra provincia e non solo. Ringrazio i componenti del Consiglio di Indirizzo e del Consiglio di Amministrazione per l'impegno profuso in questa iniziativa. Quando si danneggiano i luoghi della conoscenza, si colpisce il futuro di una comunità. Con questo stanziamento vogliamo favorire la ripresa delle attività scientifiche, certi che investire nell'Università significhi investire sull'innovazione, sui giovani e sulla vocazione autentica della Tuscia, cosa che la Fondazione Carivit ha fatto sin dai primi anni ’90 sostenendo con impegno e costanza le attività scientifiche dell’Università degli Studi della Tuscia in moltissimi progetti”.
'Questo contributo della Fondazione Carivit – dichiara la Magnifica Rettrice Tiziana Laureti - rappresenta un atto di fiducia nell'Università della Tuscia e nella sua missione. Ricostruire i laboratori di Agraria significa restituire alla comunità studentesca e alle ricercatrici e ai ricercatori gli strumenti per lavorare in ambienti di eccellenza. È con questo spirito che, insieme alle realtà del territorio, stiamo trasformando una pagina difficile in un'opportunità di rilancio per l'intero sistema universitario viterbese.'
Con questa ulteriore iniziativa, la Fondazione Carivit riafferma il proprio ruolo di attore centrale nello sviluppo del territorio, trasformando il superamento di un'emergenza nell'avvio di una nuova stagione di ricerca e fiducia condivisa.
Palio dellAnello di Tarquinia 2026, dopo il successo delle prime serate arriva il gran finale
TARQUINIA - Il Palio dell'Anello di Tarquinia 2026 entra nel vivo dopo due serate che hanno registrato una grande partecipazione di pubblico, riportando nel centro storico un'atmosfera carica di entusiasmo, storicità ed emozioni.
La giornata inaugurale del 15 maggio ha aperto ufficialmente la manifestazione con gli spettacoli dei musici, dei focolieri e degli armigeri della Contrada San Giorgio di Soriano nel Cimino, regalando alla città una serata intensa e suggestiva. Il 16 maggio, invece, il grande corteo storico ha attraversato le vie del centro cittadino tra applausi e scenografie curate nei minimi dettagli dalle contrade, riportando in scena il fascino della rievocazione storica e uno dei momenti più attesi della manifestazione: il matrimonio tra Sante Vitelleschi e Costanza degli Anguillara.
Ora l'attenzione si sposta verso il gran finale, con due giornate decisive.
Il 22 maggio, alle 21, in piazza Giacomo Matteotti, gli arcieri della Compagnia Arcieri Viterbiensis si sfideranno per determinare l'ordine di gara delle contrade. Ad arricchire la serata saranno anche gli spettacoli dei musici e degli sbandieratori della Contrada Santa Maria di Nepi.
Il 23 maggio, alle 17, lo stadio 'Giuseppe Cardoni' ospiterà la sfida tra le contrade con il Palio dell'Anello, momento culminante della manifestazione che decreterà la contrada vincitrice. Una gara in cui saranno fondamentali affiatamento, precisione e intesa tra cavaliere e cavallo, rinnovando una tradizione profondamente sentita dalla comunità tarquiniese.
La premiazione, prevista al termine della competizione all'interno dell'impianto sportivo, vedrà l'assegnazione del drappo realizzato dalla pittrice fiorentina Paola Imposimato.
Tarquinia, il sindaco Sposetti replica alle polemiche: Nessun bando fantasma
TARQUINIA - “In merito alle ricostruzioni diffuse nelle ultime ore sulla procedura relativa al canile comunale di Tarquinia, si rende necessario ristabilire alcuni fatti oggettivi, troppo spesso sacrificati alla polemica politica”.
“L'amministrazione comunale ha operato nel pieno rispetto delle normative vigenti e delle procedure previste dalla legge. Il percorso amministrativo relativo al nuovo affidamento del servizio è stato svolto attraverso gli strumenti previsti dalla normativa ANAC, con atti pubblici, tracciabili e consultabili da chiunque. Si continua a parlare impropriamente di 'bando fantasma', quando in realtà tutta la documentazione è stata regolarmente pubblicata nelle sezioni competenti del sito istituzionale del Comune, compresa l'area 'Amministrazione Trasparente', come previsto dalla normativa vigente”.
“Definire 'nascosto' un bando regolarmente pubblicato significa ignorare il funzionamento della macchina amministrativa oppure voler deliberatamente alimentare una narrazione distorta”.
“Va inoltre chiarito un elemento fondamentale che alcuni omettono volutamente: durante la procedura sono stati effettuati sopralluoghi anche da parte di altri soggetti interessati. Questo dimostra in maniera evidente che la gara era conosciuta e accessibile. Se alla scadenza è pervenuta una sola offerta, ciò non può in alcun modo essere attribuito a una presunta mancanza di pubblicità del bando”.
“Ogni soggetto economico in possesso dei requisiti previsti ha il diritto di partecipare a una gara pubblica. Le insinuazioni costruite esclusivamente su vicinanze politiche presunte o su trasformazioni societarie pienamente legittime appartengono più alla propaganda che al merito amministrativo”.
“Sorprende, infine, che chi oggi ricopre un ruolo pubblico e siede in consiglio comunale non riesca ad individuare sul sito dell'Ente le sezioni ove poter consultare gli atti amministrativi”, così si è espresso il sindaco di Tarquinia Francesco Sposetti.
Corchiano senzacqua da quasi 24 ore: scuole chiuse e cittadini esasperati
CORCHIANO – Un intero paese senz’acqua da quasi 24 ore, scuole chiuse, attività in difficoltà e cittadini esasperati. È emergenza idrica a Corchiano, dove dalla serata del 19 maggio migliaia di residenti sono rimasti senza erogazione idrica a causa di un grave guasto alla rete.
Secondo quanto riferito dai cittadini, l’interruzione sarebbe iniziata intorno alle ore 19 del 19 maggio e, ancora nel tardo pomeriggio del giorno successivo, la situazione non risultava risolta. Nel frattempo il Comune di Corchiano ha disposto, con ordinanza n.24 del 19 maggio stesso, la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per la giornata del 20 maggio, proprio a causa della mancanza d’acqua.
La vicenda ha provocato forte malcontento tra la popolazione locale. Nel mirino finiscono Talete, il gestore del servizio idrico, e l’amministrazione comunale, accusati dai residenti di ritardi e gestione inadeguata dell’emergenza.
Particolarmente contestata la gestione delle autobotti arrivate in paese nella notte. Secondo numerose testimonianze, le due cisterne predisposte sarebbero risultate insufficienti rispetto alle necessità di una comunità di circa 4mila abitanti, esaurendosi nel giro di pochi minuti.
“È una questione di igiene pubblica – raccontano alcuni residenti –. Non si può lasciare un intero paese senza acqua per così tanto tempo nel 2026. Ci sono famiglie, anziani, bambini e attività commerciali in enorme difficoltà”.
Oltre ai disagi domestici, la mancanza d’acqua sta infatti creando pesanti ripercussioni economiche. Diverse attività del territorio avrebbero lavorato a rilento o sarebbero rimaste parzialmente chiuse per l’impossibilità di garantire servizi essenziali.
Nelle ultime ore sarebbe inoltre circolato un comunicato relativo a problemi alle tubature, senza però indicazioni precise sui tempi necessari per il completo ripristino del servizio. Una situazione che sta aumentando ulteriormente la tensione tra i cittadini.
La protesta monta anche sui social, dove molti utenti lamentano bollette elevate a fronte di un servizio ritenuto insufficiente e chiedono interventi strutturali sulla rete idrica per evitare il ripetersi di simili emergenze.
Intanto Corchiano resta in attesa del ritorno alla normalità, mentre cresce la richiesta di chiarezza sulle cause del guasto e sui tempi effettivi di risoluzione del problema.
Carnevale, l'esposizione debitoria della Fondazione sotto la lente del consiglio comunale
CIVITA CASTELLANA - Durante l'ultimo consiglio comunale a tenere banco è stata la questione legata al carnevale e i debiti maturati dalla fondazione negli ultimi due anni. Su richiesta di comunicazione da parte del Partito democratico il dirigente comunale Tomassetti ha sviscerato i numeri delle ultime edizioni del carnevale. A sorpresa (ma non per tutti) è stato annunciato che l'esposizione debitoria dell'Ente non sarebbe limitato ai 91mila euro comunicati in precedenza dalla stessa Fondazione tramite una nota stampa (leggi qui), ma raggiungerebbe complessivamente i 133mila euro, considerando anche l’erosione del fondo di dotazione iniziale. E' stato inoltre ribadito che la scelta di recuperare l'ultima sfilata non solo era stata condivisa e non imposta dall'amministrazione, ma che non avrebbe comportato ulteriori spese e che, infine, il cda non era stato commissionato come invece riferito nella nota. O almeno fino ad allora, visto che su domanda diretta del consigliere Brunelli il sindaco ha risposto che 'a norma di statuto ci riserviamo di commissionare la fondazione', evitando una risposta secca e lasciando aperta ogni possibilità. Intanto all'orizzonte si affacciano le elezioni. E nubi minacciose incombono sul palazzo comunale. In aula, oltre a tanti cittadini, era presente anche il presidente Luca Bobboni che ha scelto la via del silenzio. Sul piatto la posta in gioco è alta: il futuro del carnevale civitonico e la sua organizzazione a venire.
Tra i banchi dell'opposizione Brunelli non ha lesinato accuse: 'In questi anni - ha detto - abbiamo segnalato una serie di criticità che andavano da scelte decisionali discutibili e piani finanziari irrealizzabili, senza che sindaco e vicesindaco prendessero posizioni concrete. E poi cosa ancora più grave è che alcuni esponenti della Fondazione sono candidati in liste elettorali di centrodestra, a dimostrazione di una cosa molto semplice, ossia che la fondazione è stata gestita con criteri politici'.
Lapidari anche Biondi, Cavalieri e Pinardi: 'La giunta di Forza Italia e Fratelli d'Italia ha approvato e fatto proprio, al fine di concedere il proprio patrocinio, un previsionale di spesa, realistico, proposto dalla Fondazione per 156mila euro, ed un molto meno realistico previsionale di entrate da 174,500 mila euro, sapendo che avrebbero potuto provocare un buco nel caso di mancato realizzo delle previsioni di entrata. Ora è troppo facile scaricare tutte le responsabilità sul Cda della Fondazione che purtroppo ne ha, quantomeno per inesperienza tecnica e perchè si è fidato di certa politica, dimenticando di dire che è proprio di nomina, ed in gran parte di scelta, del Sindaco. Ed un consiglio di amministrazione che presenta tale budget e poi sembra volersi tirare indietro per non far recuperare una sfilata forse lo ha fatto perché sapeva che le previsioni di entrata indicate nel budget di previsione erano un po' troppo fantasiose o comunque difficili da realizzare, e magari anche storcendo il naso perché ha dovuto “accogliere” le richieste di certa politica'.
Insomma, alla fine l'incontro si è concluso lasciando aperti diversi interrogativi: come verrà risanato questo buco di bilancio? Come mai nessuno ha ragionato sul fatto che le previsioni erano azzardate? Perché nessuno ha chiesto lumi al dirigente dell'area contabile? L'assessora Coletta (assente al confronto) che per anni si è occupata del carnevale fino alla rinuncia della delega per 'una divergenza di vedute', sarebbe stata in grado di dare risposte più esaustive? Ai posteri l'ardua sentenza
Pecorino Romano DOP: il respiro del Lazio e i valori del marchio in uno spot responsabile
Pecorino Romano DOP - 'In Europa, un formaggio buono e tipico per natura'. Link allo spot: https://www.youtube.com/watch?v=3SYVFWA7VWQ
VITERBO - Immaginiamo il più amato formaggio laziale: un prodotto caseario di antica lavorazione, che germoglia come un fiore nell’autenticità della terra. La generosità della natura ne accende il gusto, ma è la scelta del consumatore che ne estende le qualità. Un pecorino che è abbraccio, semplicità e scambio: è sinergia con gli allevatori ed è constatazione di salute ambientale.
Questo, nella sua fattispecie, sembra essere il contenuto dello spot promozionale: in un consorzio di figure incaricate di tutelarlo, il brand del Pecorino Romano DOP spicca invece per altre doti, quelle che si delineano fuori dalle scrivanie. Quali sono?
Ecco la prima: la tipicità. La voce over femminile introduce quel che umanizza (e vivifica) il buon prodotto, asserendo che ciò che si sussegue nel video sia tipico. Sono tipici, nell’ordine, “un paesaggio incontaminato”, “vedere le pecore pascolare nella loro zona di origine”, “usare il loro latte fresco”, in una continuità non casuale che spedisce al formaggio tipico.
Ma l’aggettivo “tipico” ha sempre un impiego felice? L’idea cardine della tipicità è abbastanza forte da inserirlo nel common use? Ciò che è tipico è normale, regolare, usuale per qualsiasi situazione o contesto esistente.
È chiaro che la dicitura “prodotto tipico” rappresenti una garanzia di qualità e aderenza al vero, scaturendo da principi e tradizioni da eternare: a rafforzare questo quadro di geoetnicità, relazione con l’ambiente e associazione a un consumo sano è l’avverbio “qui”. Ci parla del Lazio, della regione in cui abitiamo e in cui si è esattamente custodi dei panorami produttivi che originano il Pecorino.
Le immagini che incontriamo sono utili e coraggiose: avrebbero potuto registrare premi, di cui il Pecorino Romano è senz’altro meritevole, ma abbattono le barriere del prestigio e ci riportano alla natura. Il prato con il pascolo, ad esempio, è Lazio puro, nella sua accezione contadina e accogliente.
La vegetazione dei campi stabilisce una transizione, ricordandoci che le pecore hanno bisogno di alimentarsi.
Poi, i processi produttivi primari: il focus ravvicinato sul latte, la salatura del formaggio e il confezionamento di un cibo prelibato che è condiviso e per tutti, come un verace accompagnamento.
Seguono il pecorino disposto sul tagliere (e la dolce espressione di una pecora): l’happy ending, o meglio, la continuità di una favola italiana che profuma di lavoro.
Cosa dire, invece, sulla realizzazione del girato? Nonostante la sua aperta selettività tematica e l’apporto minimo della persona umana, se non quando indispensabile – la mansione della salatura ci fa entrare negli schermi – questa idea pubblicitaria mantiene una linea dritta, utilizzando toni cromatici chiari e indirizzati a richiamare il latte. Il prodotto è evidenziato, ma ciò che lo origina è cardine del suo utilizzo: la chiusura con un animale felice certifica la missione positiva del lavoro.
Per par condicio di naturalezza e bontà, qualche addetto ai mestieri, con la sua dedizione, avrebbe ben reso rappresentanza all’elemento del sacrificio, che il montaggio sorvola e comprende con delicatezza: il lavoro è concerto di forze, e il placement finito può limitarlo nel suo senso umano.
Non pare essere questo il caso, perché un buon formaggio è orgoglio per la gente, e, soprattutto, per le politiche di valorizzazione: il fermo immagine finale ci fa capire che il prodotto è italiano, ma è europeo l’impegno di custodirne il senso. Uno spot che scava nel nostro immaginario, proponendoci una traccia comune in chiave alternativa: tutto è bello se lo sentiamo scorrere, ma è guardarlo da fuori che ci aiuta ad apprezzarlo.
