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Santa Rosa, Ciacciarelli: La Macchina è patrimonio della città e del Lazio
VITERBO - “La tradizionale festa del Trasporto della Macchina di Santa Rosa rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti e identitari della città di Viterbo e dell'intero territorio della Tuscia”.
“Si tratta di uno storico evento culturale e religioso che, anno dopo anno, richiama nel Viterbese e nel Lazio migliaia di visitatori, fedeli e turisti, confermando il valore di una tradizione capace di coniugare fede, cultura, storia e senso di comunità.
Rivolgo le mie più sincere congratulazioni ai Facchini di Santa Rosa, autentici protagonisti di questa straordinaria manifestazione, e a tutte le persone, le associazioni e le realtà che con passione e impegno lavorano ogni anno affinché questa preziosa tradizione possa continuare a vivere e a essere tramandata alle nuove generazioni.
La Macchina di Santa Rosa è un patrimonio della città e del Lazio, un simbolo di identità e appartenenza che merita di essere valorizzato e promosso anche sotto il profilo turistico e culturale”.
“Desidero inoltre ringraziare il Coordinatore Provinciale della Lega Viterbo, Andrea Micci, e la Coordinatrice Comunale della Lega Viterbo, Elisa Cepparotti, per la loro ospitalità e per l'impegno quotidiano a favore del territorio”, lo dichiara Pasquale Ciacciarelli, Assessore regionale del Lazio.
Oleksandra Telefus sul lungolago di Capodimonte: tra trampolini e nuovi progetti
CAPODIMONTE - Questa caldissima estate sta volgendo al termine, le temperature si sono abbassate di qualche grado e diventa piacevole passeggiare per il lungolago di Capodimonte. L'ombra dei grandi platani, il prato verde e le onde delicate che arrivano a riva costituiscono uno scenario piacevolissimo.
Non c'è solo la Natura intorno a noi, ma anche la Cultura attraverso una delle sue espressioni più belle, cioè quella del gioco e dello sport: nella nostra passeggiata vediamo bambini di ogni età saltare su e giù e librarsi in aria. Risate, impegno, genitori che osservano attenti. I bimbi volano in tutta sicurezza grazie alla splendida struttura di trampolini elastici che come ogni anno il suo proprietario Jonni Degl'Innocenti ha allestito sul lungolago: 5 grandi trampolini circolari disposti in cerchio, dotati di imbracature collegate ad elastici che garantiscono la sicurezza. Ed altri sei trampolini rettangolari, di quelli usati nelle competizioni specialistiche, protetti dalle imbottiture e dalle reti perimetrali. Per ovvi motivi non possiamo documentare con le fotografie il gioco dei piccoli. Ma vogliamo raccontare un solo episodio di grande tenerezza: una bambina aveva da poco iniziato a saltare ma appena ci ha visto ha esclamato orgogliosa: “Ciao, sono Aurora e ho quattro anni”. L'abbiamo incoraggiata a impegnarsi ancora di più e saltare sempre più in alto. Ma poco dopo ci siamo accorti che le sue spinte si riducevano, fino a fermarsi. Aurora adesso dondolava leggermente con le gambette staccate dalla base del grande attrezzo, sorretta dagli elastici collegati alla imbracatura. Cosa era successo? Incredibile ma vero, dopo una giornata di giochi la piccolina si era... addormentata mentre saltava! Un momento di commovente tenerezza. L'abbiamo chiamata, ha sgranato gli occhioni e ha ripreso a saltare, fino a un nuovo sonnellino e alla conseguente decisione dei genitori di portarla a nanna!
Questi trampolini elastici costituiscono un “punto sport” di grande interesse e bellezza. Non certamente soltanto da un punto di vista estetico, ma per quello che rappresentano per bambini e ragazzi: un luogo dove possono divertirsi in maniera sana, sperimentando situazioni non abituali del corpo con l'ambiente circostante (la spinta, il volo, l'equilibrio in fase di volo, la possibilità di fare delle figurazioni acrobatiche grazie al sistema di elastici collegati con le imbracature) e quindi sviluppare gli schemi motori e la coordinazione psicomotoria. I ragazzi apprendono movimenti complessi divertendosi in tutta sicurezza. Constatiamo che si tratta di una attrazione che va ben oltre l'aspetto ludico e del puro divertimento ed è invece uno strumento per lo sviluppo e il miglioramento di importanti capacità motorie.
Ma c'era anche qualcun altro a saltare sui trampolini, in questo pomeriggio estivo. Qualcuno che abbiamo potuto fotografare e le cui foto pubblichiamo con orgoglio! Non a caso si tratta di una persona assolutamente abituata a stare davanti alle lenti degli obiettivi: l'indossatrice Oleksandra Telefus che, in gita al nostro lago di Bolsena, ha approfittato dei trampolini elastici per ritrovarsi anche lei un po' bambina!
Dall'alto dei suoi 185 centimetri di altezza non possono essere scambiati per una ragazzina, ma l'espressione felice del suo volto esprimeva la bellezza della gioventù e qualche momento di spensieratezza in una vita che invece è stata toccata dal dramma della guerra: Oleksandra è una cittadina ucraina e vive pertanto un periodo terribile. È stata costretta a rifugiarsi in Italia all'inizio dell'invasione russa e la sua carriera di indossatrice si è quindi interrotta.
Le chiediamo come mai è qui e cosa stia facendo adesso: “Sì, sono quattro anni che vivo in Italia da rifugiata e che non calco più le pedane delle passerelle, come facevo nel mio Paese. Ma ho deciso di ricominciare, di rimettermi ancora in gioco. A settembre avrò una serie di appuntamenti con alcune grandi agenzie del settore della moda, a Milano, per definire il mio programma. Ma nel frattempo sono qui per interpretare la protagonista della copertina di un libro che uscirà tra breve, e nel quale sembra che si parlerà anche di me! Abbiamo appena finito le riprese fotografiche”.
Le chiediamo allora se possiamo vedere una anteprima di questa copertina. Ma lei si mette a ridere e risponde: “Ahahah! Ancora no, ma non perché sia un segreto, ma perché dovendo interpretare il ruolo di una strega medievale... non ho ancora deciso se quella immagine mi piace oppure no! Debbo ancora abituarmi all'idea di rappresentare un personaggio che, insomma, non è proprio un prototipo di bellezza e positività!”
La sua bellezza come potete vedere dalle foto è indiscutibile, ma il tratto migliore del suo carattere è sicuramente l'intelligenza e la curiosità intellettuale. Parla perfettamente la nostra lingua e quando l'abbiamo incontrata aveva con sé un volume di grammatica italiana “advanced”. È attenta alla nostra vita sociale e culturale e non si accontenta di quello che finora ha studiato ma vuole giungere alla perfezione nella espressione linguistica. “Dopo le scuole superiori ho conseguito una laurea di primo livello presso l'Università Statale di Commercio ed Economia di Vinnytsia, nel settore delle tecniche per il turismo”, ci racconta. “Sono stata accolta molto bene in Italia. Vivo in un piccolo paese della Toscana dove mi sento protetta dall'affetto delle persone, e questa bella sensazione compensa un pochino il dolore per il mio popolo in guerra e per le nostre vite interrotte. Ma non posso dimenticare, e lo faccio in ogni momento, che il mio Paese viene distrutto ogni giorno. Ma la nostra gente è forte e ogni mattina si sveglia e continua a vivere, a lavorare e a difendersi”.
Oleksandra è stata anche accolta e salutata dal Sindaco di Capodimonte Mario Fanelli che ci ha ricordato che la sua presenza è l'ultima di una lunga serie di artisti e di personaggi dello spettacolo che hanno visitato la sua splendida cittadina e le ha augurato tutto il bene possibile per il proseguimento della sua carriera nel mondo della moda. Noi speriamo di vedere ancora presto Oleksandra Telefus sul nostro lago a tuffarsi nell'acqua e a saltare piena di gioia di vivere, anche perché ha promesso, al prossimo incontro, di mostrarci la sua foto in “versione strega”! E noi immaginiamo già che sarà bellissima!
Fagiolino: raccolto giovane, mangiato intero
Il fagiolino è il baccello immaturo del fagiolo comune, Phaseolus vulgaris, raccolto quando i semi interni sono ancora poco sviluppati e le pareti del legume risultano tenere. A differenza del fagiolo destinato alla granella, quindi, viene consumato interamente. In Italia assume nomi diversi a seconda delle aree: cornetto, tegolina, mangiatutto.
La specie ha origine nel continente americano, dove il fagiolo era coltivato già in epoche molto antiche. Dopo l’arrivo in Europa, tra XVI e XVII secolo, si diffuse rapidamente negli orti e nell’alimentazione. Per molto tempo fu apprezzato soprattutto per il seme maturo, facilmente essiccabile e conservabile. La selezione varietale ha poi favorito anche tipi destinati al consumo del baccello giovane, con pareti meno fibrose e prive del caratteristico “filo” che accompagnava molte vecchie varietà.
Dal punto di vista alimentare, fagiolini e fagioli secchi derivano dalla stessa specie ma presentano caratteristiche molto diverse. Il fagiolino contiene una quota elevata di acqua, un apporto energetico contenuto e quantità inferiori di carboidrati e proteine rispetto alla granella secca. Fornisce inoltre fibra, folati e altri micronutrienti. La differenza dipende soprattutto dallo stadio di maturazione al momento della raccolta.
In coltivazione è una specie tipicamente primaverile-estiva, sensibile alle basse temperature. Germinazione, crescita e produzione richiedono condizioni termiche favorevoli, mentre temperature troppo elevate durante la fioritura possono ridurre l’allegagione e compromettere la regolarità dei baccelli.
Anche la disponibilità idrica deve essere costante. Carenze d’acqua durante fioritura e ingrossamento possono determinare produzioni meno uniformi e baccelli maggiormente fibrosi; ristagni e irrigazioni eccessive aumentano invece il rischio di problemi all’apparato radicale. La gestione dell’irrigazione incide quindi direttamente sulla qualità commerciale.
Il momento della raccolta è particolarmente importante. Il baccello deve aver raggiunto le dimensioni tipiche della varietà, mantenendo però semi interni ancora poco pronunciati. Con l’avanzare della maturazione aumentano consistenza e fibrosità e diminuisce la qualità percepita al consumo. Per questo nelle produzioni destinate al mercato fresco le raccolte vengono effettuate con grande frequenza.
Al banco dell’ortofrutta la freschezza si riconosce soprattutto da consistenza e aspetto. I fagiolini devono essere turgidi, integri, con colore uniforme e senza zone molli, macchie o estremità disseccate. Un baccello fresco tende a spezzarsi nettamente quando viene piegato; con la perdita di acqua diventa progressivamente più flessibile.
Dopo l’acquisto è preferibile conservarli in frigorifero, limitando il più possibile la perdita di umidità e consumandoli in tempi brevi. La qualità diminuisce infatti rapidamente dopo la raccolta, soprattutto quando il prodotto rimane esposto a temperature elevate o ad ambienti troppo secchi.
Tutte le foto del Trasporto di Dies Natalis su Viterbonews24
FOTOGALLERY DEL TRASPORTO DI DIES NATALIS EDIZIONE 2026
Foto di Michela Pasqualetti
Clooney e la fotoreporter viterbese Tiziana Fabi, il simpatico scambio sul red carpet
VITERBO – Un simpatico scambio sul red carpet del Festival internazionale del cinema di Venezia ha visto protagonisti George Clooney e la fotoreporter viterbese Tiziana Fabi.
Dopo aver ricevuto il Leone alla carriera, l’attore ha scherzato con la professionista che lavora per France Presse, scambiando il riconoscimento con la sua macchina fotografica.
Clooney ha quindi utilizzato la fotocamera di Fabi per scattarle una foto. La fotoreporter, sorridendo, ha sollevato il Leone, dando vita a un momento particolarmente divertente.
Tiziana Fabi ha poi condiviso sui social lo scatto per immortalare l’incontro con l’attore.
La scena è stata fotografata anche dai numerosi colleghi presenti sul red carpet. Nel corso della sua presenza a Venezia, Clooney ha inoltre salutato i fan e firmato autografi, tra le immancabili foto di rito.
Tiziana Fabi è una fotoreporter conosciuta e apprezzata a livello internazionale. I suoi lavori sono pubblicati sulle principali testate internazionali.
Montalto di Castro, al via gli scavi a Regisvilla
MONTALTO DI CASTRO – Partiranno lunedì 7 settembre, alle ore 15, gli scavi nell’area di Regisvilla, l’antico porto marittimo della città etrusca di Vulci, in località Le Murelle.
L’avvio delle attività darà inizio a un lungo lavoro che interesserà terreni per circa 20 ettari. Le prospezioni effettuate nell’area hanno evidenziato l’esistenza della città-porto.
Il nome Regisvilla, “Città del Re”, richiama il mito del re dei Pelasgi, Maleos. L’insediamento sorgeva sulla costa tirrenica, tra la foce del fiume Fiora e quella del torrente Arrone.
Nel VI e V secolo a.C., durante il periodo di massimo splendore di Vulci, Regisvilla funzionava come snodo per i commerci e per l’importazione di ceramiche attiche.
Gli scavi saranno condotti dalla Fondazione Vulci e dalla Soprintendenza, con la collaborazione di numerose realtà accademiche italiane e internazionali.
Tra le università coinvolte figurano quelle di Friburgo, Mainz, Sassari e Ferrara, l’UCL di Londra, La Sapienza di Roma e la Federico II di Napoli.
Canepina celebra il fungo porcino: due giorni tra sapori, boschi e tradizione
CANEPINA - Seconda edizione a Canepina per la Sagra del Fungo Porcino, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre 2026. Un'occasione per stare insieme e gustare i piatti tipici della tradizione culinaria locale, il tutto accompagnato da musica dal vivo e passeggiate nella natura dei Monti Cimini.
Il programma inizia nel pomeriggio del sabato alle ore 15:30 con la passeggiata tra i castagneti di Canepina alla ricerca di funghi, organizzata da AMEVIT - Associazione Micologica Ecologica Viterbese APS. Alle ore 20 è il momento della cena, con apertura dello stand unico presso la Cantina di Santa Corona. Dalle 21 spettacolo musicale con Anna e Max.
La giornata di domenica 20 settembre inizia alle ore 8:30 con la terza edizione di 'Tuteliamo il paesaggio vivendolo. Cammino della speranza da croce a croce', camminata nei boschi cimini con il patrocinio di Comune di Canepina e Provincia di Viterbo e in collaborazione con CAI Viterbo, Archeotuscia, Comitato Festeggiamenti Santa Corona 2026-2027, Pro Loco Canepina, Gruppo MTB Pedalare di Canepina, Parrocchia di Santa Maria Assunta (per informazioni contattare Alessandro al numero 327.3607289). Nelle passate edizioni, l'evento ha riscosso un'elevata partecipazione.
Al termine è previsto il pranzo presso la Cantina di Santa Corona, dove lo stand unico della sagra è aperto dalle 12:30. Intrattenimento musicale con Armando dalle 13:30.
In entrambe le date della 2ª Sagra del Fungo Porcino, realizzata in collaborazione con il Comune di Canepina è inoltre possibile visitare il Museo delle Tradizioni Popolari e la Chiesa di San Michele Arcangelo.
Per informazioni e prenotazioni alla cena e al pranzo: 0761.1871003. Anche su WhatsApp.
RomaViterbo, dal 7 settembre torna attiva lintera linea ferroviaria
VITERBO - A partire da lunedì 7 settembre il servizio ferroviario sulla tratta urbana della Roma–Civita Castellana–Viterbo torna a essere effettuato sull'intera linea: con la conclusione dei lavori tra Acqua Acetosa e Saxa Rubra, la tratta riapre integralmente.
Dal lunedì al venerdì l'orario di servizio sarà inoltre prolungato fino alle 22:00, con ultime partenze dai capolinea alle 21:40 e alle 21:50.
Nella fascia serale, dalle 22:00 alle 23:30, il servizio ferroviario non sarà attivo e il collegamento sarà garantito da bus sostitutivi, con frequenza ogni 30 minuti.
Novità anche sulla tratta extraurbana: con la sospensione dei lavori tra Vignanello e Viterbo, il servizio ferroviario torna a essere effettuato sull'intera tratta Viterbo–Catalano, con corse fino alle 22:00.
Gli orari e le fermate del servizio bus sostitutivi sono disponibili sul sito web di Cotral, nella sezione dedicata alla ferrovi Roma–Civita Castellana–Viterbo.
Previsioni meteo per sabato 5 e domenica 6 settembre
Viterbo
Sabato. Tempo stabile nel corso della giornata con cieli sereni al mattino e al più poco nuvolosi nel pomeriggio. In serata e nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto ma con ampie schiarite ovunque. Temperature comprese tra +18°C e +33°C.
Domenica. Condizioni di tempo asciutto nel corso della giornata con cieli sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata poche variazioni con nubi sparse alternate a schiarite. Temperature comprese tra +18°C e +35°C.
Lazio
Sabato. Giornata all'insegna del tempo asciutto con cieli sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata nessuna variazione con tempo stabile e ampie schiarite ovunque.
Domenica. Tempo stabile al mattino con cieli sereni o poco nuvolosi su tutta la regione. Tra pomeriggio e sera non sono attese variazioni di rilievo con tempo asciutto e ampie schiarite ovunque.
NAZIONALE
AL NORD
Al mattino tempo stabile con cieli in prevalenza sereni salvo qualche innocuo addensamento sui rilievi alpini. Al pomeriggio locale instabilità in sviluppo sulle Alpi orientali; sereno o poco nuvoloso altrove. In serata non sono previsti cambiamenti sostanziali, con qualche addensamento in più sul Triveneto.
AL CENTRO
Tempo stabile e soleggiato per l'intera giornata su tutti i settori, dal mattino alla sera. Nessuna variazione nel corso delle ore notturne con assenza prevalente di nuvolosità.
AL SUD E SULLE ISOLE
Condizioni di tempo stabile e soleggiato dal mattino alla sera su tutte le regioni meridionali e sulle isole maggiori. Non si prevedono fenomeni né addensamenti significativi nel corso della giornata.
Temperature minime e massime stazionarie o in rialzo da nord a sud.
Incidente in superstrada e traffico in tilt sulla strada Ortana, sbottano i residenti
ORTE - Incidente in superstrada e traffico in tilt sulla strada Ortana, una cittadina scrive a Viterbonews24 per raccontare l'accaduto e invitare le autorità competenti a provvedere alla messa in sicurezza delle strade: 'Volevo segnalare - spiega M.G.S. - che da ieri sera il traffico della Superstrada causa il rovesciamento del camion è stato deviato sulla strada Ortana. All'incrocio del Pallone con via della Stazione la situazione è tragicomica, con mezzi pesanti che addirittura sostano o si superano.
Forse non è stata allertata la protezione civile locale o le forze dell'ordine?
Non è la prima volta, infatti meno di un anno fa è già successo un episodio analogo.
Ecco perché poi collocare lì una scuola a pochissimi metri di distanza dalla Ortana non era proprio opportuno.
Forse sarebbe stato più importante sistemare le strade'.
La situazione non è migliorata durante la mattinata di oggi, pare infatti che ci sia stato un altro incidente sull'altro lato direzione Orte prima di Vitorchiano. 'E' ora di mettere in sicurezza queste strade', è l'appello che fa la donna alle autorità competenti.
Riaprono le porte del dojo a Gallese: al via la nuova stagione dell'ASD Judo Gallese
GALLESE – La stagione sportiva ed educativa di Gallese si arricchisce con il gradito ritorno delle attività dell'ASD Judo Gallese affiliata FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali). La palestra comunale si prepara ad accogliere nuovamente atleti di ogni età a partire da martedì 15 settembre 2026, riprendendo le lezioni sul tatami sotto la guida attenta dell'insegnante tecnico Giorgio Riccioni, 4° dan con qualifica di allenatore.
Il judo si conferma una disciplina completa capace di coniugare sport, gioco, divertimento e acrobatica con aspetti fondamentali quali la tecnica, la difesa personale, la disciplina e il rispetto reciproco. L'obiettivo principale del percorso è la ricerca dell'equilibrio corporeo e dello sviluppo motorio, coltivando un'armonia profonda nei movimenti e nelle relazioni con gli altri.
Gli orari dei corsi e le novitàLe lezioni si terranno regolarmente due volte a settimana presso la Palestra Comunale di Gallese:
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Martedì: dalle ore 18:30 alle ore 21:00
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Venerdì: dalle ore 18:30 alle ore 21:00
All'interno dell'offerta formativa confermati anche i corsi di difesa personale dedicati alle donne, pensati per fornire strumenti pratici e consapevolezza motoria. Gli incontri si svolgeranno nei medesimi giorni (martedì e venerdì) nella fascia oraria dalle 19:30 alle 21:00.
Per ricevere ulteriori informazioni o iscriversi alle lezioni è possibile contattare direttamente i recapiti telefonici dedicati: 3939598147 oppure 3290021852.
'Santa Rosa è sempre una grande emozione, e voi facchini ci fate partecipi di questa ...
VITERBO - Santa Rosa e il legame profondo con i suoi facchini. Ieri sera durante il trasporto di Dies Natalis il prefetto di Viterbo Sergio Pomponio ha accolto nelle stanze del palazzo una piccola delegazione di facchini insieme al presidente del sodalizio Massimo Mecarini, il capofacchino Luigi Aspromonte e la sindaca di Viterbo Chiara Frontini. A loro il prefetto ha rivolto un saluto particolare: 'Questo momento è solenne - ha detto durante il brindisi - e giunge dopo quello dell'anno scorso in cui tutti abbiamo penato (per il sospetto terroristico turco rivelatosi poi infondato ndr) ma non i facchini, perché sono riusciti a tenere lontano il pericolo grazie alle loro capacità, alla loro passione e al loro entusiasmo. E questa ripetizione, questo continuo girare di sentimenti, questa sorpresa che si rinnova può soltanto entusiasmarci e renderci profondamente partecipi di questa avventura, un'avventura che non ha termine, che coinvolge tutti, quest'anno ancora più degli altri anni. Ringrazio anche le associazioni e le amministrazioni locali per la sensibilità dimostrata nel voler ospitare persone con difficoltà, perché la macchina di Santa Rosa è veramente un patrimonio dell'umanità e grazie al lavoro e alla devozioni di tutti questa sera è stato ampiamente dimostrato'.
'Per questo motivo - ha concluso - non posso che ringraziare i facchini e tutta la macchina organizzativa che si muove dietro questo grande evento, anche se il sentimento di amicizia che in questo momento prevale su di voi facchini mi porta anche ad emozionarmi un po' e a voler continuare a vivere questa emozione e a prolungarla quasi senza fine'.
La serata
Sindaci, imprenditori, rappresentanti dell'associazionismo, consiglieri regionali, alte cariche religiose e militari hanno preso parte all'evento ospitati nelle eleganti sale del palazzo prefettizio. Un ricco buffet preprarato con prodotti tipici locali è stato servito su tre piani: dal giardino fino alle sale sovrastanti.
Numerosi gli ospiti, tra questi sono giunti in visita al prefetto la vicepresidente della regione Lazio Roberta Angelilli, il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, la rettrice dell'università della Tuscia Tiziana Laureti, l'ex prefetto Antonio Cananà. Anche il vescovo Orazio Piazza ha salutato il massimo rappresentante del governo trattenendosi fino all'arrivo dei facchini per il brindisi finale.
Il vescovo Piazza
Il vescovo Piazza e la rettrice Laureti
La stilista Benedetta Bruziches
Giuseppe Biazzo e Andrea Belli - Unindustria
La vicepresidente regione Lazio Roberta Angelilli
Il consigliere regionale Daniele Sabatini
Il prefetto saluta Italo Leali
L'onorevole Mauro Rotelli
Tutte le foto del trasporto su Viterbonews24
FOTOGALLERY DEL TRASPORTO DI DIES NATALIS EDIZIONE 2026
Foto di Michela Pasqualetti
Incidente a Soriano nel Cimino, tratto chiuso sulla statale Umbro Laziale
SORIANO NEL CIMINO - La statale 675 'Umbro Laziale' è temporaneamente chiusa al km 49,500, a Soriano nel Cimino a causa di un mezzo ribaltato che ha perso il carico. Uscita obbligatoria a Bomarzo per chi proviene da Terni e a Vitorchiano per chi proviene da Viterbo.
Sul posto sono presenti le squadre Anas e le Forze dell'Ordine per la gestione della viabilità, al fine di consentire il ripristino della normale viabilità nel più breve tempo possibile.
Dies Natalis vola sulle ali dei Facchini: Viterbo abbraccia Santa Rosa
VITERBO – È il giorno in cui Viterbo si ferma, aspetta e guarda in alto. È il giorno in cui una città intera si riconosce nei suoi facchini e nella sua Santa. È il giorno in cui quelle parole, pronunciate dal Capofacchino Luigi Aspromonte, diventano un rito capace di far battere all'unisono il cuore di migliaia di persone: “Facchini di Santa Rosa, sollevate e fermi. Santa Rosa avanti!”
Alle 21 in punto, da piazza San Sisto, è iniziato il terzo Trasporto di Dies Natalis, la Macchina ideata da Raffaele Ascenzi e realizzata da Vincenzo Fiorillo, pronta ad attraversare le strade di Viterbo alla volta del Santuario di Santa Rosa.
Una piazza San Sisto gremita, un'atmosfera carica di attesa e una città pronta ad accompagnare i facchini nel momento più importante dell'anno. Al fianco del Capofacchino Luigi Aspromonte il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, insieme alla sindaca Chiara Frontini, alle istituzioni cittadine, al costruttore Vincenzo Fiorillo e all'ideatore della Macchina Raffaele Ascenzi.
Prima della partenza, la sindaca Frontini ha voluto rivolgere un pensiero direttamente al Capofacchino e ai Facchini.
“Vedere tutti voi qui schierati in attesa di portare Rosina a casa riempie, prima che i nostri occhi, il nostro cuore. Voglio dire una cosa a Gigi Aspromonte, al Capofacchino: tu sei un dono per questa città e i ragazzi stasera sono un dono per questa città, perché rappresentate in una sola sera tutto quello per cui vale la pena fare servizio, tutto quello per cui vale la pena avere passione”.
Parole accolte dall'applauso della piazza, prima che il rito prendesse il sopravvento e la Macchina si alzasse nel cielo di Viterbo.
Anche il vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza, ha affidato al momento della partenza un messaggio di forte significato, dedicando il Trasporto alle vittime delle guerre e delle tragedie che continuano a colpire il mondo.
“Questo Trasporto è dedicato a tutte quelle vittime delle guerre e delle disgrazie. Ieri ho chiesto a voi Facchini uno sguardo, oggi chiedo spirito e vicinanza a tutti. Impariamo ad allargare nella vita questo sguardo a tutti”.
Poi l'invito alla concordia e al sostegno reciproco, nel segno di Santa Rosa: “Rosa ci ha insegnato che nella debolezza è possibile dare risposte che creano forza e diventano coesione sociale”.
Infine la benedizione e la preghiera. Poi il silenzio, l'ordine del Capofacchino e il sollevamento.
“Facchini di Santa Rosa, sollevate e fermi!”, così Luigi Aspromonte da inizio al trasporto. E subito dopo: “Santa Rosa avanti”. La Macchina ha iniziato il suo cammino.
Il viaggio che attraversa il cuore della città
Da piazza San Sisto, Dies Natalis ha attraversato il centro storico di Viterbo, percorrendo quelle strade che ogni anno si trasformano nel teatro di una devozione popolare che dura da secoli.
Prima tappa piazza Fontana Grande, poi piazza del Plebiscito, dove la folla ha accompagnato il passaggio della Macchina con applausi e grida di entusiasmo.
Il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, aveva annunciato per questo Trasporto tre particolari dediche: una alla pace, una al ricordo del Trasporto del 1946, il primo dopo la fine della Seconda guerra mondiale, e una terza dedicata ai 40 anni dal Trasporto del 1986, quando la Macchina rischiò di cadere. Un viaggio nella memoria, dunque, oltre che nella tradizione.
Le girate, invece, sono state dedicate ai numerosi Facchini scomparsi e ad alcune delle figure che hanno segnato la storia della città. La novità di quest’anno, come sottolineato dal presidente Mecarini e dalla sindaca Frontini, ha riguardato l’abbattimento di un tabù: permettere a tutti, grandi e piccini, cittadini e famiglie, di avvicinarsi alla Macchina ammirandola da vicino. Un messaggio forte e chiaro: coesione e fede, come sottolineato anche dal vescovo Piazza.
Dopo piazza del Plebiscito, la Macchina ha proseguito tra due ali di folla verso piazza delle Erbe. Poi ancora avanti, fino a piazza del Teatro, dove ad attendere Rosa c'era una folla immensa.
Ad ogni fermata il medesimo spettacolo: i facchini sotto il peso della Macchina, la voce del Capofacchino a scandire ogni movimento come un metronomo, la folla a rispondere con applausi e grida. Un unico sentimento collettivo. Tutti uniti nel “sentimento” per Rosa.
Dopo tre ore di passione, Rosa torna a casa
Il Trasporto del 2026 ha coinvolto tutta la città. Presenti le istituzioni, con la sindaca Chiara Frontini che ha seguito da vicino il percorso dei facchini, passo dopo passo. Ma soprattutto presenti i viterbesi, accorsi lungo tutto il tragitto per accompagnare Dies Natalis nel suo ultimo grande viaggio.
La Macchina ha attraversato le vie del centro volando sulle ali dei facchini, custodi di una fede e di una sacralità che da secoli rappresentano una parte fondamentale dell'identità di Viterbo.
A piazza del Teatro, dopo una sosta carica di emozione ed entusiasmo, Rosa è ripartita verso il Santuario. I facchini erano stanchi, provati dalle ore di trasporto, ma ancora più carichi, orgogliosi e determinati a compiere l'ultimo tratto: riportare Rosa a casa.
Poi la salita. Quella salita che ogni anno sembra impossibile e che ogni anno diventa realtà. E infine l'arrivo al Santuario di Santa Rosa.
L'ultima girata ha regalato un'altra emozione fortissima. La Macchina si è fermata e la folla si è riversata verso il Santuario. Facchini e cittadini si sono stretti in un abbraccio collettivo, liberando tutta la tensione e la gioia accumulate durante il lungo percorso.
Alle 24 in punto, dopo quasi tre ore di trasporto, Viterbo ha vissuto ancora una volta la sua notte più attesa. Una notte fatta di fede, tradizione, appartenenza, fatica e orgoglio.
Il terzo Trasporto di Dies Natalis entra nella storia. Come ogni anno, così come nei secoli, ancora una volta, Santa Rosa è tornata a casa.
Vedere Santa Rosa da Palazzo dei Priori? Forse era meglio scendere in piazza
VITERBO – Santa Rosa è qui, è oggi, è il 3 settembre. E mentre i viterbesi più previdenti si sono già accaparrati il proprio posto lungo il percorso, c'è anche chi il Trasporto lo attende da una posizione decisamente particolare, forse privilegiata? Palazzo dei Priori. Ma vi siete mai chiesti cosa significhi vedere la Macchina di Santa Rosa dalla “casa” del sindaco? Palazzo dei Priori, simbolo della storia e della vita istituzionale della città, questa sera ha accolto centinaia di persone. Tra il continuo viavai degli invitati, tavoli imbanditi, cibo e bevande, arriva inevitabilmente anche il momento più atteso: il passaggio di Dies Natalis. Vedere la Macchina da Palazzo dei Priori Ma cosa significa, concretamente, assistere al Trasporto da Palazzo dei Priori? La risposta è forse più semplice di quanto si possa immaginare. Le finestre dalle quali è possibile affacciarsi e avere una buona visuale su piazza del Plebiscito sono poche e, con l'avvicinarsi della Macchina, diventano inevitabilmente le postazioni più ambite. C'è chi le presidia con largo anticipo e chi, all'arrivo di Dies Natalis, prova a ritagliarsi uno spazio, a suon di spinte e gomitate, per riuscire almeno a intravedere la Macchina affacciandosi dalla finestra. La cornice è sicuramente suggestiva: Palazzo dei Priori, il ricevimento e, pochi metri più sotto, una delle piazze simbolo del Trasporto. Per chi non riesce a conquistare una delle poche finestre resta lo streaming, trasmesso anche all’interno del palazzo. Utile, certo, ma se l’obiettivo è vedere Santa Rosa da un televisore, tanto vale rimanere sul divano di casa. Per godersi davvero Dies Natalis, quindi, forse la scelta migliore resta la più semplice, scelta dalla maggior parte dei viterbesi: scendere in piazza e aspettarla insieme agli altri.
VITERBO – Santa Rosa è qui, è oggi, è il 3 settembre. E mentre i viterbesi più previdenti si sono già accaparrati il proprio posto lungo il percorso, c'è anche chi il Trasporto lo attende da una posizione decisamente particolare, forse privilegiata? Palazzo dei Priori.
Ma vi siete mai chiesti cosa significhi vedere la Macchina di Santa Rosa dalla “casa” del sindaco?
Palazzo dei Priori, simbolo della storia e della vita istituzionale della città, questa sera ha accolto centinaia di persone. Tra il continuo viavai degli invitati, tavoli imbanditi, cibo e bevande, arriva inevitabilmente anche il momento più atteso: il passaggio di Dies Natalis.
Vedere la Macchina da Palazzo dei Priori
Ma cosa significa, concretamente, assistere al Trasporto da Palazzo dei Priori?
La risposta è forse più semplice di quanto si possa immaginare. Le finestre dalle quali è possibile affacciarsi e avere una buona visuale su piazza del Plebiscito sono poche e, con l'avvicinarsi della Macchina, diventano inevitabilmente le postazioni più ambite.
C'è chi le presidia con largo anticipo e chi, all'arrivo di Dies Natalis, prova a ritagliarsi uno spazio, a suon di spinte e gomitate, per riuscire almeno a intravedere la Macchina affacciandosi dalla finestra.
La cornice è sicuramente suggestiva: Palazzo dei Priori, il ricevimento e, pochi metri più sotto, una delle piazze simbolo del Trasporto.
Per chi non riesce a conquistare una delle poche finestre resta lo streaming, trasmesso anche all’interno del palazzo. Utile, certo, ma se l’obiettivo è vedere Santa Rosa da un televisore, tanto vale rimanere sul divano di casa.
Per godersi davvero Dies Natalis, quindi, forse la scelta migliore resta la più semplice, scelta dalla maggior parte dei viterbesi: scendere in piazza e aspettarla insieme agli altri.
Il ricordo di Vito Ferrante nel cuore dei Facchini di Santa Rosa: «Grazie per aver fatto volare ...
VITERBO – Ci sono legami che il tempo non riesce a spezzare, perché affondano le proprie radici in valori condivisi come la solidarietà, la fede, l’altruismo e il senso di comunità. È il legame tra Vito Ferrante, fondatore dell’Afesopsit, e il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, rinsaldato ancora una volta dall’emozionante omaggio che i Facchini gli hanno dedicato durante il Trasporto della Macchina di Santa Rosa del 3 settembre.
Una “girata” nel ricordo di Vito, scomparso il 29 aprile scorso, che ha profondamente commosso la famiglia. A esprimere la gratitudine è stata la figlia Antonella Ferrante, con un messaggio nel quale ha ripercorso una storia fatta di amicizia, stima e impegno comune a favore delle persone più fragili.
«L’emozionante omaggio della “girata” a lui dedicata – scrive Antonella – ci riempie il cuore di commozione e profondo orgoglio».
Un rapporto, quello tra Vito Ferrante e i Facchini, nato molti anni fa. Già nel 1988, infatti, Vito volle rendere omaggio al Sodalizio realizzando una scultura in legno e gesso capace di rappresentare l’essenza stessa del Trasporto: l’unione fisica e spirituale dei Facchini come simbolo di forza, solidarietà e condivisione.
La scultura è oggi custodita nel Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e rappresenta la testimonianza concreta di un’amicizia che negli anni si è trasformata in una collaborazione profonda.
Quando Ferrante fondò l’Afesopsit – Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia e diede vita alla sua amata Fattoria di Alice, quel rapporto trovò infatti una nuova dimensione.
Il Sodalizio divenne un alleato prezioso nelle iniziative dell’associazione, sostenendola attraverso donazioni e iniziative benefiche rivolte alle persone più fragili.
Un impegno che rispecchiava pienamente la visione di Vito Ferrante, da sempre convinto della necessità di costruire una società libera da barriere e pregiudizi, nella quale nessuno dovesse essere lasciato indietro o giudicato per le proprie fragilità.
«Il vostro omaggio sia un esempio per tutti – sottolinea Antonella Ferrante –: le fasce più deboli della società vanno protette e sostenute, sempre, proprio come voi sostenete il peso della Macchina».
Ed è proprio nel simbolismo del Trasporto che la famiglia individua il messaggio più forte lasciato da Vito: la capacità di farsi carico insieme di un peso enorme, sostenendosi reciprocamente e procedendo uniti verso un obiettivo comune.
«Credo che l’esempio dei Facchini, capaci di farsi carico di un peso immenso restando uniti, debba spingerci a riflettere sulla necessità di abbattere ogni forma di stigma e di sostenere concretamente le fasce più deboli e fragili della nostra comunità, senza lasciare indietro nessuno».
Al termine del suo messaggio, Antonella Ferrante ha rivolto un sentito ringraziamento al presidente del Sodalizio, al Capofacchino e a tutti i Facchini di Santa Rosa: «Grazie per la vostra vicinanza, per il vostro supporto costante e per aver fatto volare alto, ancora una volta, il ricordo di mio padre».
Sabato 5 settembre torna l'appuntamento dell'Afesopsit alla Fattoria di Alice
Il ricordo di Vito Ferrante proseguirà anche sabato 5 settembre 2026, quando alla Fattoria di Alice, storica sede dell’Afesopsit in strada Tuscanese 20, nei pressi di Viterbo, si terrà il consueto incontro settimanale dell’associazione.
L’appuntamento, completamente gratuito e aperto a tutti, rappresenta uno dei momenti attraverso i quali l’Afesopsit continua a mantenere vivo lo spirito del suo fondatore: un luogo di incontro, condivisione, solidarietà e riflessione sui diritti umani e sulla tutela delle persone più fragili.
A ogni partecipante verrà donata una pubblicazione dedicata ai temi della pace, della solidarietà, del rispetto dei diritti umani, della difesa del mondo vivente, realizzata in memoria di Vito Ferrante.
Come da tradizione, l'incontro prenderà il via intorno alle 13 con la condivisione del pasto, per proseguire con lo scambio di doni e concludersi con il consueto colloquio corale, generalmente a partire dalle ore 14.
I temi affrontati saranno, come sempre, diversi: dalla musica alla poesia, dalla riflessione morale e civile alla progettazione di nuove iniziative di solidarietà per difendere, promuovere e rendere concreti i diritti di tutte e di tutti.
Un appuntamento che assume quest'anno un significato ancora più profondo, perché si svolge nel ricordo di Vito Ferrante, scomparso lo scorso 29 aprile dopo aver dedicato gran parte della propria vita alla costruzione di percorsi di solidarietà e inclusione.
La “girata” dei Facchini e l'incontro alla Fattoria di Alice diventano così due momenti diversi ma legati dallo stesso filo conduttore: continuare a far vivere, attraverso gesti concreti, l'idea di una comunità capace di sostenersi, accogliere e non lasciare indietro nessuno.
È questa, in fondo, l'eredità più forte di Vito Ferrante: non soltanto il ricordo di una persona, ma un impegno da raccogliere e portare avanti ogni giorno.
Il miracolo di Rosina e il gigante di luce al cielo, il grazie di Luigi Aspromonte ai suoi 170 eroi
VITERBO – Quando le stanghe toccano finalmente il suolo davanti al Santuario e il peso immane di Dies Natalis si stacca dalle spalle, la fatica non scompare: si trasforma in un'esplosione di lacrime, abbracci e devozione pura. È al termine dell'ultima, estenuante salita che il Trasporto di quest'anno ha regalato il suo momento di massima commozione, guidato dalle parole vibranti del Capofacchino Luigi Aspromonte.
Di fronte alla Basilica, Aspromonte ha preso la parola per rivolgere un pensiero profondo alla storia del Sodalizio e alla figura di Rosa, rievocando un episodio scolpito nella memoria della città: il quarantesimo anniversario di quel drammatico 3 settembre 1986, quando la Macchina rischiò di cadere.
'Rosina quel giorno ha evitato una tragedia,' ha ricordato con voce rotta dall'emozione il Capofacchino, tra il silenzio partecipe della folla e dei Facchini visibilmente provati. 'Quel 3 settembre di quarant'anni fa poteva cambiare per sempre la storia della Macchina di Santa Rosa e della nostra città. Se siamo ancora qui, lo dobbiamo anche a quel miracolo'.
Un ricordo vissuto non come semplice rievocazione, ma come atto di viva gratitudine. Per questo, Aspromonte ha chiamato i suoi uomini all'ultimo, maestoso sforzo: 'Per ringraziarla, stasera la alziamo di nuovo al cielo, proprio come avete fatto a Piazza Fontana Grande. Per te, Rosina!'.
Sotto il comando del Capofacchino, i 170 Facchini – stremati da ore di sforzo sovrumano, ma sorretti da una fede incrollabile – hanno trovato nelle gambe e nel cuore l'energia per un ultimo, perfetto sollevamento, spingendo la torre illuminata verso le stelle nel tripudio generale.
Un gesto d'amore immenso che chiude un Trasporto impeccabile, reso possibile unicamente dal sacrificio, dalla disciplina e dal valore dei 170 leoni di Viterbo, che anche quest'anno hanno compiuto il miracolo di riportare la loro Rosina a casa.
Santa Rosa a Palazzo dei Priori tra buffet, brindisi e caccia allultima bottiglia dacqua
VITERBO – Palazzo dei Priori, durante la sera più attesa dell'anno, quella del 3 settembre, accoglie un po' tutti i suoi frequentatori abituali. Ad essere accolti da molto cibo e, almeno con il passare delle ore, non proprio altrettanta acqua sono stati consiglieri comunali, assessori e rappresentanti delle istituzioni. Nessun grande ospite, quindi, ma soprattutto molte facce note, tanto da creare quasi un ambiente familiare per i presenti. Il buffet non delude Sul fronte del cibo, difficile lamentarsi. Durante il 'pre-serata' sono stati serviti stuzzichini, fritti e rustici salati dai camerieri che, per l'occasione, si muovevano tra le diverse sale del Palazzo. Poi, intorno alle 22:30, l'apertura del buffet e il conseguente assalto ai tavoli: tante, ma tante forchette si sono alternate per riempire la pancia di chi era ancora presente, mentre la Macchina aveva ormai raggiunto la zona di piazza delle Erbe. E da bere? Inizialmente era stata predisposta la sala adiacente a quella delle Colonne per servire acqua, spumante e succo di frutta. Una postazione simile era stata allestita anche lungo il balcone di Palazzo dei Priori. Questo almeno fino alle 21:30/22 circa. Successivamente sono rimaste poche bottiglie nella sala, alla mercé di chi riusciva ad accaparrarsele per primo. Insomma, forse anche questo piccolo dettaglio, sfuggito all'occhio dell'organizzazione, ha contribuito al successo dell'apertura del buffet. Tutto sommato, però, la serata trascorsa aspettando Rosa è riuscita. Con il passare delle ore Palazzo dei Priori ha iniziato lentamente a svuotarsi, lasciando quanto rimasto del buffet come piccolo tesoro per gli ultimi presenti: vuoi per lavoro, vuoi per comodità, vuoi semplicemente per godersi fino in fondo la notte più lunga dei viterbesi.
VITERBO – Palazzo dei Priori, durante la sera più attesa dell'anno, quella del 3 settembre, accoglie un po' tutti i suoi frequentatori abituali. Ad essere accolti da molto cibo e, almeno con il passare delle ore, non proprio altrettanta acqua sono stati consiglieri comunali, assessori e rappresentanti delle istituzioni.
Nessun grande ospite, quindi, ma soprattutto molte facce note, tanto da creare quasi un ambiente familiare per i presenti. Il buffet non delude
Sul fronte del cibo, difficile lamentarsi. Durante il 'pre-serata' sono stati serviti stuzzichini, fritti e rustici salati dai camerieri che, per l'occasione, si muovevano tra le diverse sale del Palazzo.
Poi, intorno alle 22:30, l'apertura del buffet e il conseguente assalto ai tavoli: tante, ma tante forchette si sono alternate per riempire la pancia di chi era ancora presente, mentre la Macchina aveva ormai raggiunto la zona di piazza delle Erbe. E da bere?
Inizialmente era stata predisposta la sala adiacente a quella delle Colonne per servire acqua, spumante e succo di frutta. Una postazione simile era stata allestita anche lungo il balcone di Palazzo dei Priori.
Questo almeno fino alle 21:30/22 circa.
Successivamente sono rimaste poche bottiglie nella sala, alla mercé di chi riusciva ad accaparrarsele per primo. Insomma, forse anche questo piccolo dettaglio, sfuggito all'occhio dell'organizzazione, ha contribuito al successo dell'apertura del buffet.
Tutto sommato, però, la serata trascorsa aspettando Rosa è riuscita. Con il passare delle ore Palazzo dei Priori ha iniziato lentamente a svuotarsi, lasciando quanto rimasto del buffet come piccolo tesoro per gli ultimi presenti: vuoi per lavoro, vuoi per comodità, vuoi semplicemente per godersi fino in fondo la notte più lunga dei viterbesi.
Sotto il cielo di 'Dies Natalis', il soffio di luce, la fatica sacra e il cuore di una città
foto di Massimiliano Vismara
VITERBO – Ci sono notti in cui la fisica cede il passo al miracolo, in cui la pietra e il metallo sembrano farsi piuma e la fatica umana si trasforma in pura trascendenza. Il Trasporto di Dies Natalis non è stato soltanto una manifestazione di maestria e devozione: è stato uno spettacolo luminoso di rara bellezza, un fiume di luce che ha attraversato le vene strette del centro medievale, scaldando gli animi di una città intera.
Un Trasporto carico di pathos, vibrante di un’emozione viscerale che ha unito le migliaia di persone presenti lungo il percorso e le migliaia collegate da ogni angolo del mondo. Perché la verità di questa notte risiede in quell'antica, potentissima certezza che a Viterbo si tramanda di generazione in generazione: 'Semo tutti d'un sentimento'.
Sotto le stanghe, i Facchini hanno dato fondo a ogni singola goccia di energia. Visibilmente stremati, con i volti segnati dallo sforzo immane, dal sudore e dalla sofferenza fisica, hanno avanzato passo dopo passo sorretti da una gioia incontenibile: quella di riportare la loro piccola Rosa a casa.
A guidare questa forza della natura, il Capofacchino Luigi Aspromonte, rivelatosi un vero e proprio vulcano di energia, carisma e positività. Le sue urla di incitamento, i suoi sguardi penetranti e la sua grinta contagiosa hanno infuso coraggio agli uomini del Sodalizio nei momenti di massimo sforzo.
È stata una prova tattica e di altissima precisione. Il gigante di luce ha camminato a ritmo sostenuto e veloce nel primo tratto, per poi rallentare vistosamente e muoversi pianissimo una volta superata Piazza delle Erbe. Un cambio di passo necessario per affrontare il tratto storicamente più stretto e pericoloso del percorso, dove ogni millimetro fa la differenza tra la perfezione e il rischio. In questi passaggi delicati è stata fondamentale la collaborazione composta e responsabile del pubblico, che ha facilitato il lavoro dei soccorsi e degli addetti alla sicurezza senza creare intralci.
A confermare l'eccellente condotta della prima fase è stato Massimo Mecarini, Presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, che a caldo non ha nascosto la propria soddisfazione: 'Il primo tratto è andato benissimo, siamo venuti veloci, con un doppio 'sollevate e fermi'. È sempre una grande emozione e sono estremamente orgoglioso dei miei ragazzi'.
Intensa e partecipata anche la commozione della Sindaca Chiara Frontini, che ha vissuto la notte più importante dell'anno con il peso e l'onore della fascia tricolore: 'È l'emozione della responsabilità,' ha confidato con gli occhi lucidi. 'Vivo questo Trasporto con estrema responsabilità, lo sento con un carico emotivo diverso. E sì, stasera si piange, e anche parecchio'.
A fare da cassa di risonanza a questo flusso continuo di pathos è stata la conduzione della diretta streaming curata da Cristina Pallotta, addetta stampa del Comune di Viterbo, capace di raccontare ogni istante con un registro vivo, vibrante ed ematico, restituendo anche a chi era lontano il battito cardiaco della piazza.
Quando le luci di Dies Natalis hanno illuminato l'ultimo tratto della salita, la fatica si è sciolta nelle lacrime di gioia dei Facchini e nell'abbraccio collettivo della cittadinanza. Santa Rosa è tornata a casa, e Viterbo, ancora una volta, ha ritrovato se stessa nel suo rito più bello.
