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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 1 ora 2 min fa

Tragedia a Ronciglione, donna precipita dal secondo piano, gravi le condizioni

1 ora 2 min fa
2026-09-14

RONCIGLIONE – Momenti di grande apprensione nella serata di sabato 12 settembre, a Ronciglione, dove una donna di 52 anni è precipitata dal secondo piano di un'abitazione in zona San Giovanni.

L'allarme è scattato intorno alle 20.30, facendo scattare immediatamente la macchina dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri e il personale sanitario del 118, intervenuto con un'ambulanza e successivamente con l'eliambulanza.

Le operazioni di soccorso sono proseguite per circa un'ora. La donna è stata trovata in condizioni molto gravi e, considerata la criticità della situazione, i sanitari hanno disposto il trasferimento d'urgenza in eliambulanza al Policlinico Gemelli di Roma.

Nel frattempo, i carabinieri hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto e chiarire le circostanze che hanno preceduto la caduta.

Al momento non sono note le cause dell'episodio. Saranno gli accertamenti condotti dai militari a stabilire l'esatta dinamica di quanto avvenuto nella serata di sabato.

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Il maggiore Angelo Fazzi va in congedo dopo quarant’anni di servizio

1 ora 2 min fa
2026-09-14

 

 

RONCIGLIONE - Il Maggiore Angelo Fazzi è stato collocato in congedo al termine di quarant’anni di servizio attivo nell’Arma dei Carabinieri. La cerimonia di saluto, presieduta dal Comandante Provinciale, Colonnello Alfredo Antro, si è svolta la mattina del 31 agosto presso la sede del Comando Provinciale di Viterbo, alla presenza di Ufficiali, militari in servizio e in congedo, Autorità civili e militari, familiari e amici.

Arruolatosi il 23 ottobre 1986, il Maggiore Fazzi ha svolto molteplici incarichi operativi, investigativi e di comando nei settori della polizia giudiziaria, del contrasto ai reati patrimoniali e al traffico di sostanze stupefacenti, oltre che nella pianificazione del controllo del territorio. Dopo un lungo periodo al Nucleo Informativo del Comando Provinciale di Viterbo, nel marzo 2012 gli è stata affidata, con il grado di Luogotenente, la guida del Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM) della Compagnia di Ronciglione, ruolo ricoperto per oltre sei anni.

A Ronciglione ha diretto indagini orientate al contrasto del traffico di droga, dei reati predatori, degli incendi dolosi, della ricettazione e della detenzione illecita di armi, coordinando le operazioni denominate “Ovuli di Pasqua”, “New Generation”, “Grisù”, “Mammutones”, “Jackpot” e “Tsunami”. Nello specifico, l’indagine “Mammutones” si è conclusa con l’esecuzione di misure cautelari per rapine, estorsioni, furti, incendi dolosi, spaccio, ricettazione e reati in materia di armi.

Nominato Sottotenente, ha prestato servizio alla Compagnia di Bracciano partecipando ad ulteriori attività investigative, tra cui l’operazione “Gerione”, culminata in provvedimenti cautelari e nel sequestro di droga, armi e beni patrimoniali. Il 1° settembre 2023, con la promozione a Capitano, ha assunto la guida del NORM della Compagnia di Viterbo fino al termine del servizio, sovrintendendo alla Sezione Operativa, alla Sezione Radiomobile e alla Centrale Operativa per i servizi di prevenzione e le indagini di polizia giudiziaria. In questa sede ha guidato l’operazione “Athena” contro lo spaccio, sfociata in numerosi arresti e nella ricostruzione documentata di centinaia di cessioni di stupefacenti.

Nel corso del momento conviviale, il Colonnello Alfredo Antro ha ripercorso le tappe salienti della carriera dell'Ufficiale, esprimendo apprezzamento per il lungo servizio e la dedizione dimostrata. Nel suo saluto, il Maggiore Fazzi ha espresso gratitudine ai colleghi ricordando in particolare l'attività svolta nelle sedi di Viterbo, Ronciglione e Bracciano, evidenziando il valore decisivo del lavoro di squadra e della professionalità dei militari che lo hanno affiancato. Pur concludendosi il servizio attivo, il legame con l’Istituzione proseguirà con l’adesione all’Associazione Nazionale Carabinieri.

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Di Battista ricoverato al Gemelli dopo il rientro da Cuba: 'non venite in ospedale'

7 ore 2 min fa
2026-09-14

ROMA - Alessandro Di Battista è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, dove è stato trasferito ieri mattina subito dopo l’atterraggio all’aeroporto di Ciampino. L’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle proseguirà qui gli accertamenti clinici, dopo settimane particolarmente complesse dal punto di vista sanitario.

A comunicarlo è stata Schierarsi, l’associazione da lui fondata, che attraverso i propri canali social ha rivolto un appello diretto a sostenitori, amici e giornalisti: “Non venite in ospedale. Alessandro e la sua famiglia hanno bisogno di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità.”

Il volo che ha riportato Di Battista in Italia da Cuba è durato circa dodici ore ed è stato organizzato seguendo un protocollo di sicurezza particolarmente rigido, necessario per le sue condizioni di salute. Il trasferimento ha previsto più scali e un viaggio a bassa quota, così da garantire una pressurizzazione adeguata dell’abitacolo.

Di Battista era ricoverato sull’isola dal 28 agosto, dopo un malore accompagnato da forti mal di testa. Il rientro, inizialmente previsto per il 4 settembre, era stato rinviato a causa di un peggioramento che aveva reso necessario un intervento neurochirurgico d’urgenza. Il buon esito dell’operazione ha permesso di riprogrammare la partenza e organizzare il trasferimento verso Roma.

Ora Di Battista si trova al Gemelli, dove i medici proseguiranno gli approfondimenti clinici. L’associazione Schierarsi ha ribadito la necessità di rispettare la privacy dell’ex deputato e dei suoi familiari, invitando tutti a evitare visite non autorizzate e a non affollare la struttura ospedaliera.

Un messaggio che punta a garantire un clima di serenità in un momento delicato, mentre prosegue il percorso di recupero dopo le settimane difficili vissute a Cuba.

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Un ultimo saluto al Prof, la comunità del Blue & Blue Dive Club si stringe attorno a Marco

7 ore 2 min fa
2026-09-14

VITERBO - Il Blue & Blue Dive Club annuncia con profonda commozione le date in cui amici, allievi e conoscenti potranno dare un ultimo saluto a Marco, figura amatissima del club e punto di riferimento per tanti appassionati del mondo subacqueo.

Prima della cerimonia funebre, prevista per martedì 15 settembre alle ore 15:00, sarà possibile rendere omaggio a Marco nella giornata di oggi, lunedì 14 settembre, a partire dalle ore 14:00, presso la camera ardente allestita nel tempio crematorio del Cimitero di Viterbo.

Un momento intimo e raccolto, pensato per permettere alla comunità di stringersi ancora una volta attorno al “Prof”, come tutti affettuosamente lo chiamavano. Un uomo che ha saputo trasmettere passione, rispetto per il mare e un profondo senso di appartenenza, lasciando un segno indelebile in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

Il club, insieme ai suoi istruttori e ai tanti amici che negli anni hanno condiviso immersioni, viaggi e ricordi, invita chi lo desidera a partecipare a questo ultimo saluto, nel rispetto della famiglia e del grande affetto che circonda Marco.

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Le pennette sotto la Macchina fanno impazzire i viterbesi

7 ore 2 min fa
2026-09-14

di Fabio Tornatore 

VITERBO - La fila dei viterbesi in attesa di 'consumare' quella che ormai è una tradizione imprescindibile per la Città dei Papi è arrivata quasi a piazza del Teatro. Neanche l'apertura delle scuole previsto per oggi ha scoraggiato l'entusiasmo dei cittadini. Anche quest'anno le 'pennette sotto la Macchina' hanno conquistato i cuori, e le pance, degli abitanti del capoluogo.

Quasi due quintali tra mezze maniche, sugo e pancetta, più di 1500 coperti distribuiti, circa 700 pizzette fritte e 70 litri di vino. Il bilancio dell'ultima serata di Dies Natalia, per il 2026, è all'insegna della convivialità e dell'allegria.

Oggi, dunque, è previsto lo.smontaggio della Macchina di Santa Rosa, che rivedrà la luce la prossimo, lontanissima, estate.Nel frattempo le serate sul sagrato del monastero dedicato alla Patrona dei viterbesi ha registrato sempre il tutto esaurito, con il naso all'insù e le bocche spalancate, con l'apnea nel cuore nel momento dell'accensione delle luci.

La serata offerta ai viterbesi dalla famiglia Fiorillo, costruttori di Dies Natalis, ormai tradizione fissa dal 2011, è arrivata quest'anno alla 16esima edizione. Quella che era nata come una serata privata, dedicata ai tecnici e agli addetti che avevano lavorato duramente per la costruzione, le impalcature e lo.smontaggio, e tutti gli.adempimenti legati al Trasporto, è diventato via via sempre più un evento pubblico, fino a diventare un appuntamento fisso nell'ultimo giorno di esposizione della Macchina.

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In occasione della Festa di San Marciano, Olivia XX racconta del rapporto con la sua città d’origine

7 ore 2 min fa
2026-09-14

CIVITA CASTELLANA - Torna a cantare nella città in cui è nata e cresciuta Arianna Silveri, in arte Olivia XX, uno dei due ospiti del concerto in programma il 19 settembre in occasione della festa di San Marciano. Per la cantautrice civitonica si tratta di un ritorno particolarmente significativo, anche alla luce del rapporto che negli anni ha mantenuto con la propria città.

“Mi sento molto felice e onorata di esser stata chiamata durante le feste di San Marciano e Giovanni, che, dopo il Carnevale, sono l’evento più importante che c'è a Civita Castellana. Soprattutto perché ogni volta che ho avuto a che fare con la mia città a livello artistico, non ho avuto un grande riscontro e questa cosa mi è sempre dispiaciuta; quindi, ho alte aspettative per il 19”.

Arianna Silveri, in arte Olivia XX, è una cantautrice originaria di Civita Castellana. Dopo tanti anni, ha deciso di lasciare la città, per trasferirsi a Terni. Ma non ha mai interrotto il legame con il luogo in cui è nata e cresciuta.

Parlando di Civita Castellana, l'artista descrive una città alla quale è profondamente legata, ma che negli anni ha percepito come carente dal punto di vista culturale. Oggi, tuttavia, guarda con maggiore fiducia al futuro.

“Adesso sento un po' odore di un rinnovo culturale che mi fa piacere”, ha raccontato.

Secondo la sua visione, Civita Castellana potrebbe avere importanti possibilità di crescita sul piano culturale, essendo una delle città più grandi della provincia.

Nel corso degli anni, però, ha avvertito la mancanza di alcuni spazi e occasioni di aggregazione culturale, citando in particolare l'assenza di un cinema e di un teatro. Una situazione che, a suo avviso, ha contribuito a rendere più povera la vita culturale della città.

È proprio nei luoghi più quotidiani di Civita, però, che Olivia XX racconta di aver trovato una parte importante della propria ispirazione. Da quello che ha raccontato si comprende facilmente che i bar frequentati negli anni sono diventati per lei importanti luoghi di incontro e confronto, dove conoscere persone diverse e ascoltare le loro storie. Un'abitudine che la cantante ha mantenuto anche dopo aver lasciato Civita. Il rapporto con le persone e l'ascolto delle loro esperienze sono infatti diventati una componente importante del suo modo di scrivere musica.

“Immagazzino le loro storie nella mia mente e quando mi metto al piano e scrivo una canzone, istintivamente vado a parlare di qualcosa che ho ‘rubato’, nel senso buono, a queste persone. Infatti, penso che i punti di vista siano fondamentali per scrivere qualcosa di nuovo. Se dicessimo tutti le stesse cose basterebbe una persona sola”.

Per Silveri anche le conversazioni più scomode possono trasformarsi in materiale creativo. È il caso di “Quelle come me”, una canzone nata anche da un episodio vissuto in un locale con un uomo che aveva insistito nel corteggiarla nonostante i suoi rifiuti. Un'esperienza vissuta con fastidio che è riuscita a trasformare successivamente in materia per una canzone.

“Meno male” che quell'esperienza è accaduta, racconta oggi con ironia.

Parlando più approfonditamente del ruolo che Civita ha avuto nel suo percorso musicale, Silveri ricorda in particolare Roberto Cabrari, il civitonico che per primo la incoraggiò a dedicarsi al canto e alla scrittura delle canzoni. Prima della musica c'era stata la danza, praticata per diversi anni, ma fu proprio lui a spingerla verso un percorso artistico diverso.

“È stato praticamente il mio Pippo Baudo, quello che mi ha detto: ‘Fa' sta roba perché è roba tua’”.

Non sono però mancate le delusioni. Silveri racconta infatti di aver vissuto in passato alcuni episodi nei quali il pubblico della sua città non ha risposto come avrebbe sperato. Tra questi ricorda un concerto organizzato a Sassacci, dopo la partita degli Europei: terminato l'incontro, nonostante la vittoria dell'Italia, gran parte delle persone presenti lasciò la piazza prima dell'inizio della sua esibizione.

“Lì mi sono sentita profondamente ferita”, racconta, precisando però di non essersela presa sul personale.

È anche per questo che il concerto del 19 settembre assume per Olivia XX un significato particolare. Tornare a esibirsi nella città dove tutto è iniziato significa confrontarsi nuovamente con il proprio pubblico e con un luogo che, nonostante le difficoltà e le delusioni, continua a rappresentare una parte importante della sua storia.

E questa volta, almeno nelle aspettative della cantautrice, potrebbe essere diverso. “L'aspettativa è alta da parte mia”.

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Porta Fiorita conquista il 47° Palio delle Botti: Pianoscarano in festa per la tradizionale ...

13 ore 2 min fa
2026-09-13

Viterbo – La piazza della Polveriera si è trasformata, come ogni anno, nel cuore pulsante della festa dell’Uva di Pianoscarano, ospitando il 47° Palio delle Botti, una delle competizioni più amate e sentite dal quartiere. A trionfare è stata la contrada Porta Fiorita, rappresentata da Mauro Baiocco e Federico Ricci, che hanno conquistato il gradino più alto del podio al termine di una gara combattuta e ricca di entusiasmo.

Alle loro spalle si è piazzata la contrada San Carlo, con Luca Bagiani e Alberto Ciorba, mentre il terzo posto è andato alla contrada Fontan di Piano, grazie alla prova di Daniele Celestini e Luca Nardi. A chiudere la classifica la contrada Sant’Andrea, con Francesco Spolverini e Alessandro Gagliardo, che ha ottenuto il quarto posto.

La giornata è stata aperta dalla competizione dedicata ai piccoli bottaroli, che ha visto primeggiare Mattia Baiocco, seguito da Alessandro Marucci e Mattia Civilotti, protagonisti di una gara che ha emozionato il pubblico e confermato la vitalità della tradizione.

La partecipazione è stata altissima: la piazza era gremita di residenti, curiosi e sostenitori delle varie contrade, che hanno accompagnato la competizione con cori, applausi e un clima di festa autentica. A premiare i vincitori sono state la consigliera regionale Alessandra Troncarelli, l’assessora Elena Angiani e la consigliera comunale Maria Rita De Alexandris, presenti per celebrare uno degli appuntamenti più identitari della comunità di Pianoscarano.

Il Palio delle Botti si conferma così un evento capace di unire sport, tradizione e appartenenza, rinnovando ogni anno un legame profondo tra il quartiere e la sua storia.

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La banda musicale di Celleno celebra 30 anni di musica e passione

Dom, 13/09/2026 - 20:27
2026-09-13

CELLENO - “Tra i piaceri della vita, la musica è seconda solo all’amore. Ma l’amore stesso è musica. La musica crea uno spiraglio nel cielo.”

A concludere la prima delle serate dedicate ai festeggiamenti in onore del SS. Crocefisso, nella cornice di piazzale Luigi Razza, la splendida esibizione concertistica della Banda Musicale di Celleno.

A ricordarci la bellezza della musica, che evoca ed entusiasma la nostra vita e che ci anima, nella convivialità, nello spettacolo e nei momenti emozionali e liturgici.

A ricordarci che anche la musica ha una spiritualità: essa risiede nell’amore di chi la orchestra, nei respiri e nel tocco delle mani dalle quali prende forma.

Grazie al Corpo Bandistico di Celleno, che con la Sua Musica ha compiuto ben 30 anni di spartiti! Ma la musica è un valore senza tempo. E non smetterà mai!

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Corchiano nasce il nuovo Polo per l’Infanzia 0-6

Dom, 13/09/2026 - 17:27
2026-09-13

CORCHIANO - Nella giornata di ieri con l’inaugurazione del Nido Comunale abbiamo realizzato un grande sogno: quello di avere a Corchiano un Polo per l’infanzia, che racchiude nello stesso istituto l’Asilo Nido e la Scuola Materna (0-6 anni) oltre alla Scuola Elementare.

Realizzare un Polo per l’infanzia significa superare la vecchia idea dell'asilo nido come semplice servizio di custodia. Significa credere in una visione pedagogica unitaria, dove la prima infanzia e la scuola materna dialogano costantemente. Dove i nostri bambini potranno crescere, sperimentare e imparare nello stesso ambiente, stimolante e sicuro, attraversando le diverse tappe della loro crescita senza fratture, ma con la continuità di un'équipe educativa che lavora in completa sintonia.

Questo Polo nasce per essere un punto di riferimento per l'intera comunità: uno spazio aperto, inclusivo e a misura di famiglia, pensato per sostenere la genitorialità e offrire a ogni bambino le stesse opportunità di partenza.

Tutto questo è stato possibile grazie ad un finanziamento ottenuto dal Comune di Corchiano attraverso la Misura PNNR “Piano per gli asili nido e scuole per l’infanzia” di 480.000€.

Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno permesso di progettare e realizzare questo luogo, a partire dagli amministratori (con menzione particolare all’Ass. G. Bernabei e all’Ass. C. Nardi) e al personale degli uffici comunali, in particolare l’ufficio lavori pubblici (M. Chiani e A. Bacchiocchi) in sinergia con l’ufficio scuola e educazione (F. Peciaroli), allo Studio di Architettura Fortuna per la progettazione e all’Az. Edile So.Ma.Co per la realizzazione e a tutto il team educativo della Coop. Sociale Onlus Avvenire che da oggi se ne prenderà cura.

Ai nostri piccoli e alle loro famiglie auguriamo di esplorare questo spazio con gioia e meraviglia.

Buon inizio a tutti!!!

 

L’Amministrazione Comunale

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Civita Castellana, tre serate di teatro per le feste dei Santi Marciano e Giovanni

Dom, 13/09/2026 - 17:27
2026-09-13

CIVITA CASTELLANA - Per le festività patronali 2026 dei Santi Marciano e Giovanni sono in programma 3 spettacoli teatrali in Piazza Matteotti. Civita Castellana avrà la sua settimana di spattacolo dal 14 al 18 settembre: si inizia lunedì 14 Settembre alle 21.00 con 'Mater Fortasse... Pater Quoque”, dell’Officina teatrale “Il Ponte” con in scena “Quelli del Lunedì”, si prosegue martedì 15 alle 21.00 con lo spettacolo musicale “Sa(n)remo Vecchi” dei “I Nunseponnoguardà” con l’orchestra “Kramp”. Infine venerdì 18 Settembre alle 21.00 si esibirà “La Bottega delle Chiacchiere” con “Per volontà della cara estinta”.

Tutti gli spettacoli sono patrocinati dal Comune di Civita Castellana e hanno ingresso libero.

 

- Lunedì 14 Settembre - ore 21.00:

'Mater Fortasse... Pater Quoque”, dell’Officina teatrale “Il Ponte” con “Quelli del Lunedì”

Regia: Adolfo Squitieri

Coordinamento: Paola Gezzi

In scena

Rosetta: Danila di Loreto

Eva: Gloria Verdecchia

Nonna Emma: Amalia Cesarini

Anna: Patrizia Moretti

Nina: Alice Nelli

Dottoressa: Stefania Piccolo

Signora Angelica: Mariella Perini

Leonardo: Lorenzo Brocchi

Andrea: Guido Palomba

Nicola: Mauro Campanile

Suor Margherita: Cinzia Molinari

Andreina: Luciana Angeletti

Panettiere: Lorenzo Gioiosi

 

- Martedì 15 Settembre – ore 21.00:

Spettacolo Musicale “Sa(n)remo Vecchi” dei “I Nunseponnoguardà” con l’orchestra “Kramp”

Canzoni di Sanremo interpretate dai cantanti amatoriali civitonici, animate dalle scenette dei ragazzi speciali dell’Associazione Pungiglione: Alessandro, Stefano, Alessandra, Luana e Paola

Direttore Artistico: Francesco Paolelli

Presentatori: Francesco Soli e Irene Spitoni

 

- Venerdì 18 Settembre – ore 21.00:

“Per volontà della cara estinta”, de “La Bottega delle Chiacchiere”

Commedia comica brillante in due atti di Raffaele Caianiello.

Regia: Meri Formichetti e Rebecca Aschi

In scena

Teresa: Francesca Antonini

Marta: Letizia Zallocco

Vittorio Rimessa: Federico Valori

Arturo: Luca Fegatello

Adele: Manuela Mezzanotte

Nando: Saverio Dentico

Adriana/Eliana: Monia Rossi

Tommaso: Nicolò Valori

Clarissa: Marzia Ottaviani

Alonso: Mauro Zenoni

Mendoza: Adolfo Squitieri

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Bagnoregio, cane ferito dopo un incidente: gara di solidarietà per salvarlo

Dom, 13/09/2026 - 14:27
2026-09-13

BAGNOREGIO – Un cane rimasto ferito in seguito a un incidente è stato soccorso grazie alla collaborazione tra cittadini, forze dell’ordine, volontari e personale veterinario. L’animale, che ha riportato lesioni agli arti posteriori, ha ricevuto le prime attenzioni prima di essere affidato alle cure specialistiche.

A raccontare quanto accaduto è stato il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, che ha voluto rivolgere un ringraziamento a tutte le persone intervenute per prestare soccorso al cane.

“Un ringraziamento sincero a tutti coloro che sono intervenuti per soccorrere un cane rimasto coinvolto in un incidente, riportando purtroppo delle lesioni agli arti posteriori”, ha scritto il primo cittadino.

Il sindaco ha quindi riconosciuto il ruolo svolto dalla cittadina Corinna Pernigotto Cego, che è rimasta al fianco dell’animale fino al momento del trasferimento, insieme ai carabinieri, al servizio veterinario della Asl, ad Alessandro Napoli della Protezione civile e a Fernando Marasca.

A tutti loro Profili ha rivolto parole di apprezzamento per “la tempestività, la disponibilità e la collaborazione”.

Dopo il primo intervento, per il cane si apre ora la fase delle cure. L’animale verrà infatti trasferito presso una clinica veterinaria, dove potrà essere sottoposto agli accertamenti e alle terapie necessarie.

Il sindaco ha inoltre fatto sapere che seguirà l’evolversi della situazione e aggiornerà la cittadinanza sulle condizioni dell’animale.

“Quando un animale è in difficoltà, la tempestività e la collaborazione tra cittadini, volontari e istituzioni possono davvero fare la differenza. Grazie a tutti”, ha concluso Luca Profili.

L’episodio ha così messo in evidenza l’importanza dell’intervento tempestivo e del lavoro congiunto tra cittadini e istituzioni quando si tratta di prestare soccorso a un animale in difficoltà.

Bagnoregio, cane ferito dopo un incidente: gara di solidarietà per salvarlo L’animale ha riportato lesioni agli arti posteriori. Sul posto cittadini, carabinieri, veterinari della Asl e volontari della Protezione civile
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Vignanello, il Circolo Arci Il Cantinone rinnova il direttivo: Angelo Anselmi presidente

Dom, 13/09/2026 - 14:27
2026-09-13

VIGNANELLO - Venerdì 11 settembre 2026, presso la sede di via San Rocco a Vignanello, l'assemblea del Circolo ARCI Il Cantinone, alla presenza della presidente provinciale ARCI Sandra Gasbarri.

L'assemblea ha dato avvio al percorso congressuale provinciale e ha rappresentato un momento di confronto sulle attività svolte dal Circolo negli ultimi anni e sulle prossime iniziative.

Nel corso dell'incontro sono state ripercorse le principali attività realizzate grazie alla partecipazione e all'impegno dei soci: dai laboratori e dalle iniziative rivolte alla cittadinanza, finalizzate a favorire l'integrazione e il coinvolgimento della popolazione, alle attività di sensibilizzazione e raccolta fondi a sostegno della popolazione di Gaza.

In questo ambito, il Circolo ha promosso la nascita del Comitato Zona Cimini, contribuendo a mettere in rete persone, associazioni e amministrazioni comunali del territorio attorno a iniziative di solidarietà e sensibilizzazione.

Tra le attività svolte sono state ricordate anche quelle legate alla sensibilizzazione contro il deposito di scorie nucleari, in collaborazione con il Comitato 'NO Scorie', nonché i banchetti informativi e le iniziative di sensibilizzazione realizzate in occasione del referendum del 22 marzo 2026.

Un altro importante ambito di attività è stato quello della collaborazione con il Comune di Vignanello e la Pro Loco per la gestione del Museo DiVino, con l'obiettivo di contribuire alla promozione del territorio e alla realizzazione di iniziative culturali e didattiche.

Il bilancio delle attività è stato quindi l'occasione per sottolineare il valore del lavoro collettivo svolto dal Circolo. I risultati raggiunti sono infatti il frutto della partecipazione dei soci e della collaborazione con le realtà del territorio, che hanno permesso di dare continuità alle iniziative e di costruire nuove occasioni di incontro, cultura e partecipazione.

 

A conclusione dei lavori sono stati nominati i membri del nuovo consiglio direttivo:

Presidente: Angelo Anselmi

Vicepresidente: Fabio Erasmi

Componenti Consiglio direttivo:

Agostina Narduzzi

Marco Natili

Giacinta Ciambella

Marco Rita

Argenta Alfei

Alvaro Olivieri

Pino Mechelli

Silvestro Bracci

Eva Pellegrini

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Acquapendente celebra la Santa Croce, devozione nella Cripta del Santo Sepolcro

Dom, 13/09/2026 - 14:27
2026-09-13

ACQUAPENDENTE – Si rinnova il profondo legame tra la comunità di Acquapendente e le sue radici storiche e spirituali in occasione della Festa dell'Esaltazione della Santa Croce. Un appuntamento di grande rilievo liturgico e culturale che valorizza uno dei luoghi più suggestivi ed emblematici del territorio: la Cripta della Basilica Concattedrale del Santo Sepolcro, custode della più antica riproduzione del Sacello e delle reliquie della morte di Cristo.

L'evento, promosso dall'Associazione Culturale Arisa - Via Francigena, si terrà lunedì 14 settembre alle ore 18:00all'interno della rassegna 'Suoni in Cripta'. La manifestazione intende sottolineare l'importanza delle ricorrenze liturgiche visceralmente connesse alla storia di Acquapendente e al legame storico con l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro.

Il programma della serata prevede la presentazione dell'opera 'Golgota' di Stefano Zazzera e la lettura e narrazione della celebre sequenza dello 'Stabat Mater' di Jacopone da Todi, a cura di Orlando e Francesca Araceli. A fare da guida e curatore dell'incontro sarà l'architetto e storico Renzo Chiovelli, che accompagnerà i presenti in un viaggio tra memoria, arte e devozione.

Gli organizzatori desiderano esprimere un sentito e doveroso ringraziamento al parroco, Don Enrico, per la disponibilità e la fondamentale accoglienza pastorale, e all'Amministrazione Comunale di Acquapendente per il costante supporto, il patrocinio e la vicinanza dimostrata verso le iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio storico-religioso del paese.

Un'occasione preziosa per tutta la cittadinanza e per i visitatori della Via Francigena per riscoprire la bellezza e la sacralità di uno dei tesori più preziosi della Tuscia. La cittadinanza è cordialmente invitata a partecipare.

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Monterosi ricorda gli eroi del 1943: celebrato l’83° anniversario del sacrificio di Ettore Rosso

Dom, 13/09/2026 - 14:27
2026-09-13

MONTEROSI - Si è svolta ieri mattina, sabato 12 settembre 2026, presso il Sacrario Militare di Monterosi (VT), la celebrazione dell'83° anniversario dell'eroico sacrificio del Sottotenente Ettore Rosso e dei suoi soldati.

Dopo l'annuncio dell'armistizio, il 9 settembre 1943 una colonna motocorazzata tedesca mosse da Ronciglione in direzione della Capitale, ma giunta a Monterosi trovò la strada sbarrata da alcuni veicoli militari italiani.

Un gruppo di Genieri, guidati dal Sottotenente Rosso stava minando la strada per fermare i germanici. I militari italiani rifiutarono l'ultimatum tedesco e pur di impedire l'avanzata della colonna tedesca fecero esplodere gli ordigni. Nella deflagrazione rimasero uccisi il Sottotenente del Genio Ettore Rosso, quattro Genieri Pietro Colombo, Gino Obici, Gelindo Trombini, Augusto Zaccanti, e due Cavalleggeri Angelo Gargantini e Paolo Muci.

La cerimonia, organizzata dall'Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori d'Italia e dal Comune di Monterosi ha visto la partecipazione del Sindaco Sandro Giglietti, del Presidente di Assoarma e dell'Associazione Arma di Cavalleria Generale di Corpo d'Armata Paolo Gerometta e del Presidente dell'ANGET Generale di Brigata Luigi Infussi.

Quest'ultimo ha presentato un'agile pubblicazione, dal titolo 'Gli Eroi che Monterosi ha consegnato alla Storia', edita dall'ANGET, nella quale viene ripercorsa la vicenda bellica e la cerimonia della definitiva traslazione delle salme dei cinque eroi nel Sacrario avvenuta il 20 ottobre 1974.

Durante la cerimonia al Sacrario è stata deposta una corona d'alloro e il cappellano militare Don Salvatore Nicotra ha letto la Preghiera del Geniere. Successivamente i partecipanti si sono spostati nel centro cittadino, dove è stata officiata la Santa Messa davanti alla Chiesa di Santa Croce ed è stato reso omaggio al Monumento ai Caduti in guerra di Monterosi.

 

 

ANGET, Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori d'Italia

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Sorianese, riecco Christian Spolverini, l’esterno torna in rossoblù

Dom, 13/09/2026 - 14:27
2026-09-13

SORIANO NEL CIMINO - L'ASD Sorianese comunica il ritorno in rossoblù di Christian Spolverini, esterno di fascia classe 2003.

Cresciuto nel settore giovanile della Viterbese, Spolverini ha successivamente vestito la maglia della FAVL Cimini Viterbo, prima di approdare alla Sorianese, con cui ha disputato le ultime due stagioni. Dopo una breve parentesi alla Vigor Campagnano Gialloblù, torna al Celso Perugini e si mette nuovamente a disposizione di mister Chirieletti.

La Società accoglie con soddisfazione il ritorno di Christian e gli rivolge i migliori auguri per questa nuova esperienza in rossoblù.

Contestualmente, l'ASD Sorianese saluta e ringrazia François Sgrò per il periodo trascorso in rossoblù, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera.

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Viterbo, martedì l’ultimo saluto a Marco De Falco

Dom, 13/09/2026 - 14:27
2026-09-13

VITERBO - Martedì l'ultimo saluto a Marco De Falco.

I funerali si terranno martedì 15 settembre, alle 15, nella basilica di Santa Maria della Quercia. La celebrazione sarà presieduta da don Flavio Valeri.

De Falco è morto l'8 settembre a Favignana, alle Egadi.

Aveva 61 anni. Istruttore ed esperto subacqueo, insegnava educazione fisica al liceo Santa Rosa.

Dopo un'immersione, quando era già tornato in superficie, era stato colpito da un infarto. Il malore aveva fatto scattare immediatamente i soccorsi. Trasportato in codice rosso al presidio sanitario di Favignana, era stato sottoposto a manovre di rianimazione andate avanti a lungo. I tentativi dei sanitari di salvarlo non erano però riusciti.

In questi giorni la notizia ha attraversato Viterbo e i messaggi pubblicati sui social hanno raccontato quanto Marco fosse conosciuto e amato.

Non solo parole di condoglianze, ma ricordi che riportano alla piscina, alle aule, ai ragazzi e al mare.

'Ciao Marco, ci mancherai da morire. I tuoi ragazzi sono distrutti', ha scritto Francesca. Laura ha ricordato il suo istruttore di nuoto e 'la tua carica, motivazione e simpatia', insieme alle staffette e ai tanti giovani che gli stavano attorno.

Per Tiziana era 'il migliore prof. di sempre'. Elisa ha scritto: 'Che immenso dispiacere. Quanti bei ricordi. Ciao prof'. Eleonora lo ha ricordato così: 'Per me andare in piscina era andare da Marco'. E Genny ha parlato di 'un vuoto incolmabile a bordo piscina per tutti i tuoi ragazzi'.

Poi gli ex studenti. Viola ha ripensato alle ore di educazione fisica e alla speranza di rincontrarlo un giorno a scuola. Maddalena ha ricordato l'affetto di Gaia e i progetti che Marco aveva per lei. Daniele, infine, ha legato il ricordo all'isola dove è avvenuta la tragedia: le sue prime immersioni le aveva fatte proprio a Favignana con Marco e Paolo.

Sono voci diverse, ma tutte rivolte a Marco o al prof.

Martedì, alla Quercia, quella rete di affetti si ritroverà accanto alla moglie Federica, alla madre Antonia, alla sorella Silvia, al fratello Paolo, ai cognati Carlo, Federica, Roberto e Marisa, ai nipoti Daniele, Giulia, Luca, Gabriele e Ludovica.

La famiglia chiede non fiori, ma offerte durante la funzione, che saranno devolute a opere di bene.

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Viterbo, tragedia nella notte, donna precipita dal quinto piano e muore

Dom, 13/09/2026 - 14:27
2026-09-13

VITERBO – Dramma nella notte in via De Gasperi, dove una donna di circa 40 anni ha perso la vita dopo essere precipitata dal quinto piano di un edificio.

La tragedia si è consumata tra la notte di venerdì 11 e le prime ore di sabato 12 settembre. La donna, A. R. M., residente a Viterbo, è stata trovata ormai senza vita dagli agenti della squadra volante, intervenuti sul posto a seguito della segnalazione.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, la quarantenne sarebbe caduta dal quinto piano del palazzo. L'impatto al suolo non le avrebbe lasciato scampo.

Quando sul posto è arrivato il personale sanitario del 118, per la donna non c'era purtroppo più nulla da fare: i soccorritori hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

Restano da chiarire le circostanze che hanno portato alla caduta. Gli agenti della polizia stanno svolgendo tutti gli accertamenti necessari per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare ogni possibile ipotesi.

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Tante parole, nessun fatto: la Viterbo 'immaginaria' di Filippo Rossi e il solito show (forse) ...

Dom, 13/09/2026 - 08:27
2026-09-13

di SDA

 

VITERBO - Un fiume in piena, come da copione. Filippo Rossi torna a parlare di Viterbo per presentare il suo nuovo libro ('Pensare la città, Viterbo immaginaria, leggere il futuro'), ma quello che doveva essere uno sforzo intellettuale o un momento di confronto sul futuro del capoluogo si è trasformato nell'ennesimo esercizio di parvenza di retorica politicante. Un lungo elenco di ciò che la città 'non è', infarcito di diagnosi impietose, ma desolatamente privo di uno straccio di soluzione pratica.

La sala dello spazio Bic Lazio a Valle Faul si riempie, tra cittadini curiosi e una folta schiera di esponenti politici — in gran parte di Fratelli d'Italia e del centrodestra — pronti ad applaudire il 'ritorno'. Eppure, la sensazione che resta a fine serata è la solita: un’abile operazione di fascino teorico che vive del più classico atteggiamento da campagna elettorale permanente.

La formula di Rossi è collaudata: prendere i punti di forza del territorio e trasformarli nel rosario delle occasioni perdute. 'Viterbo ha le terme ma non è una città termale, ha l’università ma non è universitaria'. E ancora: Villa Lante non valorizzata, San Martino al Cimino trattato come periferia, la città 'depressa' perché priva di un multisala in centro e incapace di protestare.

Analisi facili, che solleticano la pancia di una cittadinanza stanca. Ma dove sono i progetti? Dove sono le coperture finanziarie? Dove sono le soluzioni fattibili?

L'autore si affretta a mettere le mani avanti spiegando che il suo 'non è un programma elettorale' e che si tratta solo di 'una possibile proposta'. Salvo poi avventurarsi in ricette amministrative a dir poco discutibili, come l'idea di tagliare i fondi alla manutenzione ordinaria e al verde pubblico per finanziare cinema o festival gestiti dal Comune. Una provocazione da salotto che si scontra frontalmente con la realtà quotidiana di chi la città la vive e la deve amministrare.

Non manca la stoccata generalizzata alla politica e alla gestione del Pnrr ('speso male'), l'attacco ai cantieri cittadini come piazza Crispi o l'ascensore al Sacrario, e la tesi secondo cui la mancanza di infrastrutture e collegamenti sia solo una scusa.

Poi il discorso cade immancabilmente su Caffeina, ferita ancora aperta nel dibattito cittadino. Rossi attacca la 'bandocrazia' e accusa la scarsità di imprenditori disposti a investire rispetto al Nord, sostenendo che l'amministrazione pubblica dovrebbe farsi 'imprenditore culturale' sul modello di Bagnoregio. Un'analisi che suona quasi come un'auto-assoluzione, dove la responsabilità del passato viene fatta cadere sul sistema dei bandi e sulla mancanza di coraggio della politica locale.

Il pubblico applaude, la platea politica incassa e ringrazia. Ma al netto dell'esibizione dialettica e dei toni accorati, la Viterbo di Filippo Rossi resta per l'appunto 'immaginaria'. Una narrazione suggestiva che indica con facilità cosa non va, ma che continua a non spiegare come, con quali risorse e con quali competenze si dovrebbe costruire il futuro. L'ennesima dimostrazione che criticare dal palco è un'arte semplice; offrire risposte reali, invece, è tutta un'altra storia.

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Acqua salata per i portafogli viterbesi: le cinque sfide del territorio

Dom, 13/09/2026 - 08:27
2026-09-13

di Fabio Tornatore

VITERBO - Una bolletta di 93 euro per 5 metri cubi di acqua, una di oltre 1000 euro per 182. Sembrano numeri impazziti quelli che ci si può trovare davanti agli occhi aprendo una bolletta dell'acqua pubblica nella provincia di Viterbo.

In realtà, paradossalmente, il consumo di acqua incide sul costo della bolletta in misura parziale, mentre invece intervengono costi accessori che sono la parte principale della spesa: ogni bolletta include una quota fissa per la disponibilità del servizio, l'acquedotto, la fognatura e la depurazione. Questi però non dovrebbero essere calcolati in base al numero di abitandi del territorio, visto il numero esiguo di abitanti del territorio della Tuscia, ma andrebbe integrato dal pagamento dei cittadini nelle regioni più popolose.

L'avvocato Gabriele Sabato spiega quali sono le cinque sfide che attendono la Tuscia in tema di fornitura idrica e bollette.

'I principi che ho menzionato in questo breve contributo ruotano sostanzialmente intorno a un obiettivo, che è quello di non far sopportare agli utenti né il costo delle inefficienze (soprattutto quelle fisiologiche legate a ragioni geomorfologiche del nostro territorio) né quello dei ritardi e degli squilibri che il gestore non può oggettivamente controllare'.

'Come si può trasformare una regolazione sempre più esigente in una leva di modernizzazione del servizio, soprattutto in una realtà come la nostra?' Si chiede Gabriele Sabato 'Le opportunità principali che andrebbero esplorate da Arera, l’autorità nazionale di regolazione per energia reti e ambiente, che regola tra gli altri il servizio idrico integrato, sono a mio avviso almeno cinque: 1) riconoscere gli extracosti sostenuti dal gestore per ragioni squisitamente territoriali e affrontare, attraverso strumenti di perequazione più ampi, la sostenibilità tariffaria delle aree interne come il viterbese; 2) regolare più efficientemente il recupero dei crediti del gestore verso gli enti locali, anche mediante adeguati meccanismi perequativi; 3) incentivare l’aumento della quota di investimenti coperta da risorse esterne alla tariffa a carico degli utenti; 4) distinguere, nell’applicazione delle penalità, i ritardi imputabili al gestore da quelli determinati da cause esterne documentate; 5) favorire strumenti finanziari che consentano di anticipare le somme in attesa dell’erogazione concreta dei contributi pubblici'.

'Vengo al merito, partendo da precondizioni non negoziabili grazie alle quali possiamo affermare che l’accesso all’acqua costituisce un diritto universale e che la regolazione, anche quella approvata da Arera, deve essere funzionale al pieno esercizio di questo diritto.

Specificità territoriali e solidarietà tariffaria, di bacino o nazionale, per gli utenti della Tuscia

In primo luogo, dovrebbero a mio avviso essere riconosciute stabilmente le specificità di territori quale il nostro. Contaminazioni da arsenico e fluoruri, abitati sparsi, reti estese rispetto alla popolazione, dislivelli e numerosi piccoli impianti accrescono da sempre i costi di potabilizzazione, adduzione, sollevamento, controllo e manutenzione. Arera dovrebbe riconoscere gli extracosti efficienti e inevitabili non già coperti, confrontando gestori realmente comparabili e riesaminando periodicamente il riconoscimento. Si proteggerebbero così investimenti sanitari e infrastrutturali ed equilibrio della gestione, legando i maggiori costi a miglioramenti verificabili del servizio. Senza contributi esterni o solidarietà, tuttavia, l’onere, che rischia di aumentare in misura esponenziale, resterebbe sugli utenti locali. E ovviamente il costo non può rimanere a carico della sola utenza. Le previsioni ISTAT, base 1° gennaio 2025, stimano nello scenario mediano un calo da 58,9 milioni di abitanti nel 2025 a 55,0 nel 2050 e 45,8 nel 2080: oltre 13 milioni in meno, con perdite più rapide nelle aree interne. Il Quaderno del Blue Book “Scenari demografici e servizio idrico”, della Fondazione Utilitatis, segnala che maggiori investimenti e minore popolazione accresceranno le tariffe pro capite nelle aree in spopolamento. Eppure vi abiteranno ancora milioni di cittadini, ai quali deve essere assicurata la stessa dignità di accesso all’acqua delle aree metropolitane. È ragionevole pensare che gli extracosti di territori sempre meno popolati gravino esclusivamente su chi continua ad abitarli? La domanda investe la dimensione stessa della solidarietà tariffaria e la capacità di salvaguardare le aree interne, nonché il pieno esercizio del diritto universale che richiamavo poco fa.

Per una quota dei costi strutturali e degli investimenti strategici, la perequazione dovrebbe quindi superare il singolo Ato, raggiungendo il bacino distrettuale e, per determinate componenti, persino la scala nazionale. Clima, siccità, scarsità della risorsa e trasformazioni territoriali rendono sempre meno sostenibile affidare tutti i costi ai soli utenti rimasti all’interno di un singolo Ato, “debole” come il nostro. Una solidarietà più ampia attenuerebbe le disparità territoriali, riconoscendo ai gestori i costi inevitabili senza riversarli interamente sulla tariffa locale. Una disciplina Arera ad hoc non premierebbe gestioni inefficienti, ma si limiterebbe a rendere sostenibile un servizio universale anche dove il contesto ne accresce inevitabilmente il costo unitario. Si socializzerebbero soltanto differenziali strutturali, verificabili e non controllabili, spezzando il circuito fra spopolamento, maggior costo unitario, tariffe crescenti e perdita di attrattività, a tutela dell’universalità del servizio, della coesione territoriale e delle gestioni.

Regolare i crediti che il gestore vanta verso gli enti locali, al fine di salvaguardare entrambi

In secondo luogo, Arera potrebbe rafforzare gli strumenti disponibili con un protocollo nazionale di ricognizione e rientro dei crediti del gestore verso gli enti locali (che sono al contempo soci, in casi di società a totale partecipazione pubblica, come nel viterbese). I capisaldi dovrebbero essere riconciliazione delle partite, separazione fra pregresso e servizio corrente, piani vincolanti, monitoraggio dell’Ente d’ambito e strumenti eccezionali per squilibri strutturali. Il recupero migliorerebbe liquidità e fabbisogno finanziario del gestore. Esso non ridurrebbe quindi automaticamente le tariffe, ma potrebbe contenere gli oneri finanziari successivamente riconosciuti.

Nei casi più gravi e accertati, una perequazione dovrebbe poi impedire non solo che la crisi del Comune si trasmetta al gestore, ma anche che un recupero immediato aggravi il dissesto pubblico senza risolvere stabilmente la liquidità del servizio. Arera potrebbe promuovere, nell’ambito delle proprie competenze, un protocollo nazionale. A tal fine l’eventuale istituzione di un fondo richiederebbe una specifica base legislativa e il coinvolgimento delle amministrazioni competenti. Tale fondo potrebbe anticipare al gestore le somme riconosciute, recuperandole dall’ente locale attraverso piani pluriennali sostenibili, condizionati alla riconciliazione e al regolare pagamento del servizio corrente. Senza cancellare debiti né socializzare inefficienze, si tutelerebbero continuità, investimenti ed equilibri di entrambi.

Incentivare gli investimenti nei segmenti della fognatura, dei fanghi e della depurazione

In terzo luogo, venendo ai segmenti ultimi del servizio idrico integrato (fognatura, fanghi e depurazione; centrali per il raggiungimento di obiettivi ambientali e di qualità delle acque), Arera potrebbe favorire con gli enti competenti l’impiego coordinato di contributi, finanza agevolata e tariffa, attraverso anche il FoNI (Fondo Nuovi Investimenti) ed eventuali meccanismi perequativi specificamente disciplinati. Ricordo che il FoNI costituisce un’anticipazione tariffaria vincolata agli investimenti e non va confuso con i contributi pubblici a fondo perduto. Nel piano operativo 2025 del gestore viterbese, per il triennio 2025-2027 i contributi pubblici in questi segmenti sono molto limitati, se non inesistenti. Trasferire sulla tariffa tutti i costi da sostenere, per il raggiungimento degli standard di qualità, sarebbe ovviamente improponibile, mentre rinviare gli interventi aggraverebbe le criticità ambientali, sanitarie e sanzionatorie. Di qui la necessità di una chiara presa di coscienza del tema da parte dell’Autorità.

Regolare gli effetti dei ritardi nelle opere, evitando di penalizzare il gestore

In quarto luogo, Arera dovrebbe evitare penalizzazioni per ritardi non imputabili al gestore, nella realizzazione delle opere. Il documento in consultazione indica, per il successivo sviluppo della regolazione a partire dal 2030, un rafforzamento della responsabilizzazione rispetto agli investimenti e agli standard di qualità, che potrà tradursi in specifici meccanismi penalizzanti. È un indirizzo coerente con il diritto dei cittadini a vedere opere tempestive e risultati verificabili. Come sperimentato nella nostra provincia, però, anche per il raggiungimento degli standard di qualità dell’acqua, i ritardi possono dipendere dal tardivo rilascio di autorizzazioni, tempi fin troppo lunghi per gli espropri, indisponibilità delle aree, interferenze, ricorsi o tardivi trasferimenti pubblici. Una matrice predisposta da Arera dovrebbe quindi distinguere responsabilità dirette, concorrenti e cause esterne documentate e non controllabili, accertando la quota imputabile al gestore. Si eviterebbero in questo modo penalizzazioni tariffarie ingiustificate, mantenendo ferma la responsabilità per le omissioni effettive.

Una liquidità ponte per realizzare le opere, per i gestori efficienti

In quinto luogo, Arera dovrebbe favorire, entro le proprie competenze, strumenti standard di liquidità ponte erogati da finanziatori. Parlo in questo caso di anticipazioni sui SAL (stati di avanzamento dei lavori), cessioni di crediti certificati ove consentite, garanzie pubbliche o convenzioni con soggetti finanziari istituzionali. Come noto, infatti, il riconoscimento di un contributo pubblico si trasforma in denaro in cassa solo dopo lungo tempo. E così spesso il gestore paga le imprese, presenta i SAL e ne attende la validazione prima del trasferimento. Per il gestore viterbese, le cui fragilità l’ultimo bilancio descrive come attenuate ma non superate, questo intervallo può rallentare anche opere integralmente finanziate sulla carta.

Arera potrebbe valutare, entro il quadro tariffario vigente, se e in quale misura ammettere una copertura standardizzata degli oneri finanziari efficienti, effettivi e strettamente necessari. L’Ente d’ambito dovrebbe calcolare e verificare l’onere per gli utenti. Se fosse la tariffa ad anticipare temporaneamente il costo dell’opera, il contributo successivamente incassato dovrebbe essere integralmente considerato nei conguagli e nelle predisposizioni tariffarie successive, evitando qualsiasi duplicazione di copertura.

In conclusione, caro direttore, auspico che queste proposte possano essere sviluppate dal regolatore Arera attorno a tre profili verificabili. Faccio riferimento al riconoscimento di costi realmente inevitabili; all’accertamento di inefficienze eliminabili dal gestore e ai risultati ottenibili. La vera sfida, in altri termini, è tenere insieme efficienza e solidarietà, ovverosia coniugare costi efficienti misurati sulle reali condizioni territoriali, tariffe sostenibili per gli utenti e strumenti perequativi abbastanza ampi da garantire il servizio anche laddove demografia e geografia lo rendono oggi, e lo renderanno ancor di più in futuro, strutturalmente più oneroso'.

'Con un documento pubblicato il 14 luglio scorso' conclude Sabato 'Arera, l’autorità nazionale di regolazione per energia reti e ambiente, che regola tra gli altri il servizio idrico integrato, ha posto in consultazione il “Quadro Strategico 2026-2029”. Questo documento contiene un insieme di indirizzi per i settori regolati, come quello idrico, che interessano cittadini, gestori, enti d’ambito e tutti coloro che operano nel settore. Fino al 15 settembre, chi vorrà potrà inviare osservazioni all’Autorità, che le valuterà in vista di future decisioni. Come cittadino e utente vorrei offrire questi spunti, che ho illustrato in misura necessariamente sintetica, affinché l’autorità possa considerare attentamente anche le specificità dell’Ato viterbese e valutare l’adozione di soluzioni capaci di migliorare concretamente il servizio che riceviamo quotidianamente nelle nostre abitazioni'.

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Job Day a Sant’Oreste: il territorio si prepara all’apertura del nuovo Roma Outlet Village

Dom, 13/09/2026 - 08:27
2026-09-11

SANT'ORESTE - Sant’Oreste si prepara a cogliere una delle più importanti opportunità occupazionali degli ultimi anni: l’apertura, prevista per novembre, del Roma Outlet Village, la nuova shopping destination premium nata dalla riqualificazione dell’ex Soratte Outlet grazie a un investimento di circa 100 milioni di euro da parte di Arcus Real Estate, società del Gruppo Percassi.

 

In vista dell’avvio del Village, che nella fase iniziale genererà circa 400 posti di lavoro destinati a diventare 800 a regime, il Comune di Sant’Oreste, Arcus Real Estate e CVing organizzano per mercoledì 16 settembre una giornata interamente dedicata all’orientamento professionale: il Job Day “Roma Outlet Village – Lavora con noi”, in programma dalle 10 alle 16 presso Palazzo Caccia Canali e il Teatro Comunale in Piazza Cavalieri Caccia.

 

Un evento per prepararsi alle nuove opportunità

Durante la giornata i partecipanti potranno conoscere nel dettaglio il progetto Roma Outlet Village, approfondire i profili professionali ricercati dai brand che apriranno nel nuovo centro e comprendere il processo di selezione attraverso la piattaforma di recruiting dedicata, attiva da giugno e che ha già raccolto oltre 1.600 candidature per ruoli di Store Manager e Addetti Vendita.

 

Il Job Day non prevede colloqui di selezione, ma offrirà strumenti concreti per valorizzare il proprio profilo professionale: dal workshop “Il CV perfetto per il retail” alle sessioni individuali di revisione del curriculum, fino al supporto nella candidatura e alla possibilità di realizzare gratuitamente uno scatto fotografico professionale, utile per presentarsi al meglio ai brand.

 

Le dichiarazioni

«Con Roma Outlet Village vogliamo creare valore che rimanga sul territorio, generando nuove opportunità professionali e accompagnando le persone nel percorso verso il lavoro», afferma Luca Nasi, General Manager di Arcus Real Estate. «L’obiettivo è favorire il dialogo tra i brand e i talenti del territorio».

 

Soddisfazione anche da parte del Comune: «Roma Outlet Village rappresenta una grande opportunità di crescita per Sant’Oreste e per l’intero territorio», sottolinea il sindaco Gregory Paolucci. «Preparare i cittadini alle nuove possibilità occupazionali significa favorire ricadute positive per la comunità. Orientamento, formazione e collaborazione tra pubblico e privato sono elementi fondamentali per sostenere lo sviluppo locale».

 

Un settore in crescita

Il Job Day si inserisce in un contesto in cui il settore del commercio e dei servizi continua a esprimere una domanda di lavoro sostenuta. Secondo il Bollettino Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro (luglio–settembre 2026), il retail è tra i comparti con il maggior numero di assunzioni previste, rendendo sempre più importante favorire un incontro efficace tra domanda e offerta.

 

Programma della giornata

10:00 – Apertura e saluti istituzionali

 

10:15 – Presentazione del progetto Roma Outlet Village

 

10:30 – Profili ricercati e processo di selezione

 

10:45 – Workshop “Il CV perfetto per il retail”

 

11:30 – 16:00 – Revisione CV e supporto candidature

 

13:00 – Pausa pranzo

 

16:00 – Chiusura

 

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti coloro che desiderano conoscere le opportunità professionali legate al nuovo Village e prepararsi al meglio per le future selezioni.

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