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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 2 ore 29 min fa

Violenza sulle donne nel Viterbese, tre misure cautelari della polizia: arrestato uno stalker, ...

2 ore 29 min fa
2026-07-27

VITERBO - Nuovo intervento della Polizia di Stato contro i reati riconducibili al Codice Rosso nella provincia di Viterbo. Negli ultimi giorni gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito tre distinte misure cautelari emesse dall'autorità giudiziaria nei confronti di altrettanti cittadini italiani, tutti indagati per episodi di violenza nei confronti di donne.

Il provvedimento più grave ha riguardato un 32enne residente nella provincia di Viterbo, già noto alle forze dell'ordine. L'uomo è stato posto agli arresti domiciliari con l'accusa di atti persecutori nei confronti dell'ex fidanzata.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il trentaduenne non avrebbe mai accettato la conclusione della relazione sentimentale, dando vita a una serie di comportamenti ritenuti ossessivi e intimidatori. La donna sarebbe stata ripetutamente insultata e minacciata, oltre a essere controllata nei propri spostamenti e aggredita fisicamente.

L'episodio che ha portato alla richiesta della misura cautelare sarebbe avvenuto dopo un incontro casuale in strada. In quell'occasione, secondo l'ipotesi accusatoria, l'uomo avrebbe afferrato l'ex compagna per il collo, scaraventandola a terra. Gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica e il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari.

Nello stesso periodo gli investigatori hanno dato esecuzione ad altri due provvedimenti nell'ambito della normativa a tutela delle vittime di violenza domestica.

Il primo riguarda un 72enne, indagato per maltrattamenti in famiglia. Per lui è stato disposto l'allontanamento dall'abitazione familiare, accompagnato dal divieto di avvicinarsi alla moglie e dall'applicazione del braccialetto elettronico. Secondo le accuse, l'uomo avrebbe più volte insultato, minacciato di morte e aggredito la coniuge con calci e spinte.

Un'ulteriore misura cautelare è stata notificata a un altro uomo residente nella provincia di Viterbo, nei cui confronti il Gip del Tribunale di Roma ha disposto il divieto di avvicinamento e di comunicazione con l'ex compagna.

Gli accertamenti della Polizia hanno evidenziato una lunga serie di comportamenti persecutori successivi alla fine della relazione. L'indagato avrebbe contattato ripetutamente la donna attraverso messaggi ed e-mail, avrebbe tentato di raggiungerla tramite persone a lei vicine, si sarebbe presentato senza preavviso nei pressi della sua abitazione e dei luoghi abitualmente frequentati e le avrebbe persino inviato somme di denaro non richieste.

Secondo gli investigatori, queste condotte avrebbero provocato nella vittima un forte stato di ansia, inducendola a modificare le proprie abitudini quotidiane per timore di ulteriori incontri e per la propria sicurezza.

La Questura di Viterbo ricorda che i provvedimenti eseguiti rappresentano misure cautelari adottate nel corso delle indagini e che, come previsto dall'ordinamento, la responsabilità degli indagati potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva.

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Crolla uno stemma da Porta della Verità: area transennata, sfiorata la tragedia

2 ore 29 min fa
2026-07-27

VITERBO - Momenti di grande apprensione nella tarda serata di domenica 26 luglio a Viterbo, dove uno degli elementi decorativi in pietra di Porta della Verità si è improvvisamente staccato precipitando al suolo. L'episodio è avvenuto poco prima delle 23 e, solo per una fortunata coincidenza, non ha provocato feriti.

Il manufatto lapideo, cadendo, si è frantumato completamente sull'asfalto. Considerato che Porta della Verità rappresenta uno dei principali accessi al centro storico ed è frequentata anche nelle ore serali, l'episodio avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Intervento di Vigili del Fuoco e Polizia Locale

Dopo l'allarme, sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e gli agenti della Polizia Locale di Viterbo, che hanno immediatamente delimitato l'area con transenne e nastro di sicurezza.

Per consentire gli accertamenti tecnici e mettere in sicurezza il monumento, è stato vietato il transito sia ai pedoni sia ai veicoli attraverso Porta della Verità. I pompieri hanno inoltre recuperato i frammenti dello stemma caduto e avviato un primo controllo degli altri elementi architettonici presenti sulla facciata.

Ceduto uno degli stemmi storici della porta

Le prime verifiche indicano che a staccarsi sarebbe stato lo stemma attribuito al governatore Giacomo Oddi, collocato sul lato destro della parte superiore del monumento.

Secondo una prima ipotesi, il cedimento potrebbe essere stato provocato dal distacco del sistema di ancoraggio posto sul retro dello stemma. Saranno però gli approfondimenti tecnici a stabilire con precisione le cause del crollo e a verificare se esistano criticità anche per gli altri elementi lapidei.

Porta della Verità, uno dei simboli del centro storico

Porta della Verità è uno degli ingressi monumentali più importanti del centro storico di Viterbo e conserva numerosi elementi di valore storico e artistico.

Sulla parte superiore della struttura campeggia il grande stemma della famiglia Orsini, realizzato in occasione del pontificato di Benedetto XIII, affiancato da altri simboli araldici e da un'epigrafe marmorea che ricorda il restauro e l'ampliamento della porta eseguiti nel 1728 per iniziativa del Comune di Viterbo.

Ai lati dell'iscrizione sono collocati gli stemmi del governatore Giacomo Oddi e del vescovo Adriano Sermattei, mentre sopra l'arco d'ingresso è presente anche lo stemma civico con la sigla S.P.Q.V.

In corso le verifiche sulla sicurezza

L'area resterà interdetta fino al completamento delle verifiche strutturali. L'obiettivo è accertare le condizioni di conservazione degli altri elementi decorativi presenti sulla porta ed escludere ulteriori rischi per cittadini e turisti.

L'episodio riporta l'attenzione sul tema della manutenzione e della tutela del patrimonio monumentale cittadino, soprattutto per quei manufatti storici esposti quotidianamente al passaggio di migliaia di persone.

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Da impiegato a Iena, la storia di Filippo Roma a Ombre festival

11 ore 29 min fa
2026-07-27

VITERBO – Ombre Festival porta durante la sua terz’ultima serata a Viterbo Filippo Roma, giornalista d’inchiesta de Le Iene, che da oltre vent’anni racconta storie, conduce inchieste e porta alla luce verità che altrimenti, troppo spesso, rimarrebbero nell’ombra.

Da cornice per questo incontro è stato ancora una volta il cortile di Palazzo dei Priori, dove Filippo ha raccontato ai presenti il dietro le quinte delle telecamere, delle indagini, delle difficoltà e del coraggio necessario per essere una Iena, moderato da Michele Trotta.

Cosa fa oggi un giornalista d’inchiesta?

Al centro dell'incontro il ruolo del giornalismo d'inchiesta e il rapporto con il potere. “La forza del nostro programma – ha spiegato Roma – è andare a fare quelle domande che i cittadini vorrebbero porre ai potenti. A volte mi vergogno anche un po', ma metto da parte la mia dignità perché sento di rappresentare le persone e di fare qualcosa di importante per loro”.

Un lavoro che non ha mai avuto una connotazione politica. “Non mi sono mai sentito un grillino. Il nostro obiettivo è sempre stato raccontare la realtà e dare ai cittadini gli strumenti per capire chi li governa”.

Come nascono le Iene?

Ampio spazio anche alla storia de Le Iene, programma che nel 1997 rischiò la chiusura per i bassi ascolti, salvo poi diventare un cult della televisione italiana grazie alla scelta di puntare sulle inchieste. Decisivo, ha ricordato Roma, fu uno storico servizio di Marco Berry, che fece scalpore al tempo, essendo qualcosa di completamente diverso dal solito “la storia nasce da un ladro che cercò di vendere un motorino rubato, al posto dei carabinieri ci presentammo noi, e le scene che seguirono furono esilaranti, lui scappò noi riperdemmo tutto, un successo”.

Il giornalista ha poi raccontato il suo ingresso nel programma nel 2004. All'epoca aveva un posto fisso, un figlio piccolo e una seconda figlia in arrivo. Fu l'amico e collega Alessandro Sortino a mostrargli una possibilità inattesa. “Mi chiamò dicendomi che un mio filmato era perfetto per Le Iene. Dopo due giorni mi dissero di iniziare subito. Ho lasciato tutto e non me ne sono mai pentito”.

Nel finale il momento più toccante, dedicato al ricordo di Nadia Toffa. Roma ha raccontato gli ultimi mesi trascorsi accanto alla collega, che continuò a lavorare nonostante la malattia. “Affrontò tutto con un coraggio incredibile. Nell'ultima puntata ci disse soltanto: 'Fatemi divertire'. È un ricordo che ancora oggi mi porto dentro”. Un racconto accolto dal lungo applauso del pubblico presente nel cortile di Palazzo dei Priori, che concluse cosi la terzultima serata di questa edizione di Ombre festival.

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Il re dei colori in tavola: viaggio, miti e segreti botanici del peperone

11 ore 29 min fa
2026-07-27

Quadrato, allungato, tondeggiante, appuntito, rosso, verde, giallo o arancione. Il peperone sembra progettato da qualcuno che non riusciva a scegliere una forma e ha deciso di conservarle tutte. Al mercato viene trattato come una verdura, ma dal punto di vista botanico è un frutto: nasce dal fiore e contiene i semi. Appartiene al genere Capsicum e alla famiglia delle Solanacee, la stessa di pomodoro, melanzana e patata.

Peperoni dolci e peperoncini sono parenti molto stretti. Molte delle tipologie più comuni appartengono infatti alla specie Capsicum annuum. La differenza più evidente è la presenza dei capsaicinoidi, le sostanze responsabili del piccante. Nei peperoni dolci sono assenti o presenti in quantità quasi impercettibili; nei peperoncini possono trasformare un piccolo assaggio in un’esperienza piuttosto impegnativa. La parte che produce queste sostanze non è il seme, come spesso si crede, ma soprattutto il tessuto chiaro interno al quale i semi sono attaccati. I semi possono entrarvi in contatto e diventare piccanti, ma non sono loro la fabbrica del bruciore.

La storia del peperone comincia nel continente americano. Una ricerca coordinata dal CREA ha analizzato oltre 10.000 campioni provenienti da più di 130 Paesi, ricostruendo una diffusione molto più complessa di un semplice viaggio dall’America all’Europa. Le forme selvatiche sono legate alla regione andina, mentre la domesticazione avvenne nell’area dell’attuale Messico e in altre zone dell’America meridionale. Dopo l’arrivo in Europa, peperoni dolci e piccanti seguirono rotte differenti, passando anche per l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia. Gusti e abitudini delle popolazioni contribuirono a selezionare forme, colori e livelli di piccantezza diversi.

In Italia il peperone non conquistò subito tutti. Le prime testimonianze gastronomiche risalgono al Seicento, mentre nel secolo successivo Vincenzo Corrado lo descriveva ancora come un alimento “rustico e volgare”. Non fu una bocciatura definitiva. Nel tempo il peperone si adattò bene alle coltivazioni e alle tradizioni italiane, fino a diventare uno dei prodotti più riconoscibili dell’estate mediterranea.

Anche il colore ha una spiegazione. Il peperone verde è generalmente un frutto raccolto prima della piena maturazione. In questa fase conserva più clorofilla e presenta un sapore maggiormente vegetale, talvolta leggermente amarognolo. Restando sulla pianta, secondo la varietà, può diventare giallo, arancione, rosso, marrone e perfino violaceo. Durante la maturazione il verde diminuisce, emergono altri pigmenti e il sapore tende a diventare più dolce. Un peperone verde e uno rosso possono quindi essere lo stesso frutto osservato in due momenti diversi, anche se esistono varietà selezionate per colori finali specifici.

La forma dipende invece dalla varietà. Ci sono peperoni quadrati, con tre o quattro lobi ben visibili; tipologie grandi e allungate come il Lamuyo; forme strette e appuntite come il corno di toro; piccoli peperoni tondeggianti o schiacciati. Nelle coltivazioni professionali forma, spessore della polpa, consistenza e regolarità del colore sono caratteristiche importanti quanto la quantità prodotta.

A proposito di lobi, circola da anni una curiosa leggenda: i peperoni con tre sporgenze alla base sarebbero maschi, quelli con quattro femmine, più dolci e ricchi di semi. Non è vero. I frutti del peperone non sono maschi o femmine e il numero dei lobi dipende dalla varietà e dalle condizioni nelle quali il frutto si è sviluppato. Tre gobbe o quattro non permettono quindi di prevedere il sapore.

Il termine “crusco”, associato ai peperoni, non identifica una varietà botanica: descrive la consistenza croccante ottenuta mediante la lavorazione (esistono varietà più vocate). È quindi possibile partire dallo stesso tipo di peperone e ottenere un prodotto con aspetto, durata e consistenza completamente diversi.

La pianta ha esigenze abbastanza precise. Ama temperature elevate, molta luce e disponibilità regolare di acqua. Soffre il freddo, soprattutto durante la fioritura, ma anche il caldo eccessivo può provocare scottature sui frutti. Le irrigazioni irregolari possono invece favorire la comparsa di zone scure all’estremità del peperone. Non è sempre una malattia: spesso è una conseguenza degli squilibri idrici e del cattivo trasporto del calcio all’interno della pianta.

Il peperone è composto in gran parte da acqua e contiene fibre, vitamina C e pigmenti antiossidanti. La composizione cambia con la maturazione: nei frutti rossi e arancioni aumenta generalmente la presenza di carotenoidi, mentre il gusto diventa meno erbaceo e più dolce. Colore, aroma e consistenza non sono quindi semplici caratteristiche estetiche, ma il risultato della varietà, del grado di maturazione e delle condizioni di coltivazione.

Dietro la superficie lucida di un peperone si trovano una lunga storia di viaggi, selezioni e adattamenti. Il verde racconta una raccolta anticipata, il rosso una maturazione più avanzata, la forma rivela il lavoro genetico svolto nel tempo e la piccantezza dipende da pochi tessuti nascosti al suo interno. Per questo due peperoni possono sembrare prodotti completamente diversi pur appartenendo alla stessa specie.

 

 

 

 

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Traffico da Viterbo verso mare, montagna e Roma: weekend da bollino rosso, ecco le strade più ...

Dom, 26/07/2026 - 22:29
2026-07-26

VITERBO - L'ultimo fine settimana di luglio conferma l'avvio dell'esodo estivo anche per gli automobilisti della provincia di Viterbo. Migliaia di residenti della Tuscia hanno scelto di mettersi in viaggio verso il mare, la montagna o altre destinazioni turistiche, contribuendo all'aumento del traffico registrato sulla rete stradale nazionale.

Secondo i dati diffusi da Anas, il weekend del 26 luglio 2026 è stato caratterizzato dal bollino rosso, con flussi elevati sia per le partenze sia per i rientri di chi ha trascorso alcuni giorni fuori casa.

Chi parte da Viterbo: le destinazioni più frequentate

Per gli automobilisti viterbesi le direttrici principali restano quelle verso Roma, il litorale laziale e toscano e le località di montagna dell'Italia centrale.

Tra gli itinerari più utilizzati figurano:

  • la SS2 Cassia, principale collegamento tra Viterbo e Roma;
  • la SS675 Umbro-Laziale (Orte-Viterbo-Civitavecchia), utilizzata sia per raggiungere il porto di Civitavecchia sia l'autostrada A1;
  • la SS1 Aurelia, scelta da chi è diretto verso la Maremma toscana o il litorale laziale;
  • l'Autostrada A1, raggiungibile dal casello di Orte per gli spostamenti verso il Nord e il Sud Italia.

Molto frequentati anche i percorsi verso il lago di Bolsena, il Monte Amiata, l'Argentario e le principali località balneari della costa laziale e toscana.

Traffico intenso anche verso Roma

Chi dalla Tuscia si è diretto nella Capitale ha trovato un traffico sostenuto sul Grande Raccordo Anulare, uno dei punti più congestionati dell'intera rete Anas.

I maggiori flussi sono stati registrati tra:

  • Laurentina ed Eur;
  • Pisana e Aurelia;
  • Cassia Tomba di Nerone e Cassia Veientana.

Si tratta di tratti percorsi quotidianamente anche da numerosi pendolari della provincia di Viterbo, ai quali nel fine settimana si sono aggiunti i vacanzieri diretti verso aeroporti, mare e località turistiche.

Incendi e viabilità: attenzione anche nel Lazio

La giornata è stata resa più complessa anche da diversi incendi che hanno interessato alcune infrastrutture stradali italiane.

Nel Lazio le criticità maggiori si sono registrate sul Grande Raccordo Anulare, dove un incendio ha comportato limitazioni temporanee alla circolazione tra Laurentina e Pontina.

Anche nelle scorse ore il territorio viterbese è stato interessato da numerosi roghi, con disagi alla circolazione lungo la Cassia Bis e la Cassia Vecchia tra Roma e Viterbo, dove il traffico è stato deviato per consentire le operazioni di spegnimento.

Aumentano gli spostamenti estivi

Anas evidenzia come i flussi di traffico risultino in crescita rispetto ai fine settimana precedenti, soprattutto verso le località balneari, le isole e le destinazioni montane.

Anche rispetto allo stesso periodo del 2025 si registra un lieve incremento della mobilità nazionale, segno di una stagione estiva caratterizzata da un numero maggiore di viaggi su strada.

I consigli per chi viaggia dalla Tuscia

Per chi deve ancora partire da Viterbo e provincia, Anas raccomanda di:

  • verificare in anticipo le condizioni della viabilità;
  • evitare, quando possibile, le fasce orarie di maggiore traffico;
  • informarsi sull'eventuale presenza di incendi o cantieri lungo il percorso;
  • mantenere prudenza nelle tratte più trafficate verso Roma, il litorale e l'autostrada A1.

Resta inoltre in vigore fino alle 22 di oggi il divieto di circolazione per i mezzi pesanti, misura adottata per agevolare gli spostamenti dei veicoli privati durante uno dei weekend più intensi dell'estate.

Con l'arrivo di agosto, tradizionalmente il periodo più critico per la mobilità estiva, è previsto un ulteriore aumento del traffico anche sulle principali arterie utilizzate dai cittadini della Tuscia, in particolare lungo la Cassia, la SS675 Orte-Viterbo-Civitavecchia e i collegamenti verso Roma e le località balneari. 

Il calendario dei bollini per l'estate è disponibile sul sito di Anas (https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo) e su quello di Viabilità Italia (https://www.poliziadistato.it/articolo/28345).

 

Consigli per un viaggio sicuro

Per chi si mette in viaggio è importante, più che mai nei giorni di esodo, seguire una serie di accortezze:

- Dotarsi di generi di prima necessità e di una scorta d'acqua per evitare disidratazione durante il viaggio soprattutto nei giorni in cui è previsto grande caldo

- Controllare il veicolo, in particolare pressione degli pneumatici, efficienza delle luci, livelli di olio e acqua

- Consultare il meteo e il calendario dei giorni critici, quando i tempi di percorrenza potranno essere maggiori della norma, valutando eventuali percorsi alternativi

- Non assumere sostanze alcoliche o droghe prima o durante la guida

- Tutti i passeggeri e il guidatore, senza eccezioni, devono indossare la cintura e assicurare i bambini nei seggiolini o negli adattatori (fino a 1,50 metri di altezza)

- Rispettare i limiti di velocità e tenersi sempre sulla corsia libera a destra mantenendo la distanza di sicurezza

- In caso di stanchezza o sensazione di sonno fermarsi subito, in sicurezza nelle aree di servizio, per riposarsi e recuperare le energie

- Non distrarsi mai alla guida. Sono tre i tipi di distrazione da evitare quando si conduce un veicolo: distrazione visiva, non guardare la strada; distrazione cognitiva, non porre attenzione alla guida; distrazione manuale, avere le mani impegnate sul volante.

 

 

 

 

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Viterbo, strada di Santa Barbara utilizzata da 30 anni come pubblica ma è privata: il Tar dà ...

Dom, 26/07/2026 - 22:29
2026-07-26

VITERBO - Per oltre trent'anni è stata percorsa come una normale strada comunale, ma dal punto di vista catastale una parte dell'area è rimasta di proprietà privata. È quanto emerso a Santa Barbara, quartiere di Viterbo, dove una controversia tra il Comune e i proprietari di due particelle di terreno si è conclusa, almeno per il momento, con una sentenza favorevole ai privati.

Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) ha accolto il ricorso presentato dai proprietari e ha condannato Palazzo dei Priori al pagamento delle spese di giudizio. La vicenda è approdata anche in Commissione Bilancio, dove è stato approvato il riconoscimento del debito fuori bilancio necessario a coprire i costi derivanti dalla sentenza.

Il caso della strada di Santa Barbara

L'area interessata si trova nelle vicinanze del campo da rugby di Santa Barbara e riguarda due piccole particelle che, pur essendo rimaste formalmente private, sono state utilizzate per decenni come parte della viabilità pubblica.

Secondo la ricostruzione illustrata dall'assessore ai Lavori pubblici Stefano Floris, il tratto faceva parte della vecchia strada di Santa Barbara, successivamente modificata con la realizzazione del semianello. In seguito la carreggiata è stata collegata con via del Campo Scolastico, asfaltata e utilizzata stabilmente dalla collettività come strada pubblica.

La contestazione durante i lavori

La situazione è emersa durante alcuni interventi infrastrutturali collegati allo svincolo verso il semianello e alla realizzazione di una rotatoria.

Nel momento in cui il cantiere ha iniziato le operazioni di delimitazione dell'area, i proprietari hanno contestato l'occupazione del terreno, sostenendo che una parte della superficie interessata non appartenesse al patrimonio comunale.

Per sanare la situazione il Comune ha avviato le procedure di esproprio e di occupazione d'urgenza. Tuttavia, il Tar ha ritenuto che l'iter amministrativo seguito non fosse conforme alla normativa vigente.

Il Tar: procedura non corretta

Secondo quanto evidenziato nella decisione dei giudici amministrativi, il procedimento adottato dall'amministrazione non avrebbe rispettato le competenze previste dalla legge.

Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo del Partito Democratico Alvaro Ricci, che ha sottolineato come la dichiarazione di pubblico interesse di un bene privato debba essere approvata dagli organi competenti e non possa essere definita esclusivamente attraverso un provvedimento dirigenziale.

Ricci ha inoltre osservato che, nel caso specifico, non sussistevano i presupposti dell'urgenza, considerando che le particelle non risultavano direttamente coinvolte dall'opera principale.

Ora il Comune valuta come chiudere la vicenda

Oltre alle spese processuali già poste a carico dell'amministrazione comunale, resta aperta la questione relativa alla regolarizzazione definitiva dell'area.

Secondo quanto emerso durante il dibattito in Commissione, una possibile soluzione potrebbe essere l'apertura di un confronto con i proprietari per trovare un accordo che consenta di definire la situazione senza proseguire il contenzioso.

L'ipotesi di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato è stata giudicata da parte dell'opposizione poco conveniente, ritenendo che un nuovo procedimento potrebbe comportare ulteriori costi per il Comune senza garantire un esito differente.

La vicenda riporta l'attenzione sulla necessità di verificare con precisione lo stato patrimoniale delle aree interessate da opere pubbliche, soprattutto nei casi in cui infrastrutture utilizzate da decenni risultino, sotto il profilo catastale, ancora di proprietà privata.

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Acquapendente punta sulla Via Francigena: approvato il progetto per la messa in sicurezza del ...

Dom, 26/07/2026 - 22:29
2026-07-26

ACQUAPENDENTE - Il Comune di Acquapendente compie un nuovo passo verso il miglioramento della viabilità cittadina e della sicurezza della Via Francigena. La giunta comunale ha infatti approvato il progetto esecutivo relativo all'intervento di messa in sicurezza del tratto urbano della SP Torre Alfina, dal valore complessivo di 121.890,04 euro, avviando contestualmente la procedura per richiedere il finanziamento previsto dalla Regione Lazio.

L'approvazione del progetto consente all'amministrazione di partecipare all'avviso pubblico regionale destinato ai Comuni del Lazio per la concessione di contributi dedicati alla realizzazione di opere nelle aree delle infrastrutture pubbliche sociali e della viabilità e mobilità.

L'iniziativa rientra nel Programma straordinario regionale di investimenti pubblici, istituito dalla Legge Regionale n. 22 del 30 dicembre 2024, che mette a disposizione dei Comuni contributi a fondo perduto per sostenere interventi strategici sul territorio.

L'obiettivo del programma è favorire la crescita delle comunità locali attraverso investimenti destinati a migliorare le infrastrutture pubbliche, la rete viaria, la mobilità sostenibile, la tutela ambientale e l'innovazione tecnologica.

Nel caso di Acquapendente, il progetto riguarda uno dei tratti urbani della Via Francigena, itinerario di rilevanza internazionale percorso ogni anno da migliaia di pellegrini e turisti. L'intervento punta ad aumentare i livelli di sicurezza e fruibilità del percorso, migliorando al tempo stesso la mobilità cittadina e valorizzando un'infrastruttura di grande importanza per il territorio.

Con la presentazione della domanda di contributo, il Comune punta ora a ottenere le risorse regionali necessarie per avviare i lavori e completare un'opera considerata strategica sia per i residenti sia per lo sviluppo turistico di Acquapendente e dell'intera Alta Tuscia.

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Tragici eventi al carcere 'Nicandro Izzo', Romoli: 'Solidarietà al personale e cordoglio per la ...

Dom, 26/07/2026 - 16:29
2026-07-26

VITERBO - Desidero rivolgere il ringraziamento dell'amministrazione provinciale agli agenti di Polizia Penitenziaria. Il loro coraggio e la loro eccezionale prontezza hanno evitato conseguenze ben più gravi in un contesto di assoluta emergenza.

La nostra gratitudine abbraccia con la stessa intensità tutto il personale civile, medico e amministrativo operante nella struttura, così come i Vigili del Fuoco e gli operatori del 118 intervenuti senza sosta. Lavorare in prima linea, fronteggiando criticità estreme, richiede un senso dello Stato e una dedizione fuori dal comune. Questi uomini e queste donne rappresentano un orgoglio per il nostro territorio.

Un carcere rimane un luogo dove la Repubblica amministra la giustizia e promuove la rieducazione. Questo delicato equilibrio si regge unicamente sulla tutela della dignità umana: la dignità di chi sconta una pena e quella, altrettanto sacra, di chi vi presta servizio quotidiano. Le note difficoltà strutturali e la gestione degli spazi impongono interventi chiari e tempestivi a livello centrale. Dietro le statistiche sul sovraffollamento troviamo volti, famiglie e storie che meritano risposte.

La Provincia di Viterbo assicura il proprio impegno per mantenere altissima l'attenzione nei tavoli istituzionali preposti, affinché chi lavora alla casa circondariale 'Nicandro Izzo' possa operare in totale sicurezza.

 

Alessandro Romoli

Presidente della Provincia di Viterbo

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Il Rione Fontana Grande vince il Palio Città di Ronciglione 2026 con la protagonista assoluta ...

Dom, 26/07/2026 - 16:29
2026-07-26

RONCIGLIONE – Il Rione Fontana Grande conquista il Palio Città di Ronciglione 2026. A regalare la vittoria ai colori bianco e azzurro è stata la regina Ninfa da Clodia, protagonista assoluta di una finalissima emozionante nella prima storica edizione in notturna delle Corse a Vuoto.

La cavalla, che nel corso degli anni ha segnato più volte la storia del Palio, ha dimostrato ancora una volta tutto il proprio valore. Nonostante i suoi quattordici anni, Ninfa da Clodia ha guidato la corsa finale, affrontando con sicurezza e determinazione il tradizionale percorso cittadino e tagliando per prima il traguardo con il tempo di 46,80 secondi, in una delle finali più equilibrate di sempre.

Un'autentica prova da regina, capace di regalare spettacolo ed emozioni al numeroso pubblico presente e, soprattutto, a tutto il popolo di Fontana Grande, che subito dopo l'arrivo ha dato inizio ai festeggiamenti tra bandiere, cori e abbracci.

Alle spalle di Ninfa da Clodia si sono classificate Zenia Zoe, in gara per il Rione San Severo, e Boera da Clodia, portacolori del Rione Campanone.

La finale di consolazione è andata al rione Montecavallo con Futura De Bonorva, seguita da Enigma Da Clodia del rione Casenove, terza Eruledda portacolori del rione Campanone.

La serata di sabato 25 luglio si era aperta con la Banda cittadina, il Corteo storico dei nove Rioni, l'esibizione degli Sbandieratori e la tradizionale Galoppata degli Ussari. Sono poi seguite le batterie di qualificazione, la finale di consolazione e l'attesissima finalissima per l'assegnazione del Palio.

L'edizione 2026 resterà nella storia della manifestazione per essersi svolta, per la prima volta, nella suggestiva cornice della notte. Le vie e le piazze del centro storico di Ronciglione hanno accolto migliaia di appassionati, rionali e visitatori, offrendo uno scenario particolarmente emozionante a una delle tradizioni più sentite e identitarie della città.

Al Rione Fontana Grande è stato consegnato il drappo realizzato dalla giovane artista ronciglionese Chiara Grisaffi, intitolato 'L'eleganza in una mano'. L'opera è dedicata al cavallo e al lavoro della comunità che, durante tutto l'anno, si impegna per custodire e tramandare la tradizione delle Corse a Vuoto.

'È stato il Palio delle emozioni e la vittoria di Fontana Grande con la straordinaria prova di Ninfa da Clodia concludono un'edizione che resterà nella storia di Ronciglione – dichiara il sindaco Mario Mengoni –. La prima edizione in notturna ha mostrato ancora una volta la forza di una tradizione capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici, grazie all'esempio di collaborazione ed unità dimostrati da tutto il popolo del Palio. Rivolgo le mie congratulazioni a Fontana Grande e ringrazio tutti i nove Rioni, la squadra di amministratori, gli uffici comunali, gli sponsor pubblici e privati, i volontari, le forze dell'ordine, gli operatori sanitari e quanti hanno lavorato in maniera instancabile per la riuscita della manifestazione'.

L'Amministrazione comunale esprime le proprie congratulazioni a tutto il Rione Fontana Grande, ringraziando gli altri otto Rioni – Campanone, Casenove, La Pace, Madonna di Loreto, Montecavallo, Monumento, Sant'Anna e San Severo – che, con la loro partecipazione, il loro impegno e la loro passione, continuano a mantenere viva una tradizione capace di unire storia, competizione, appartenenza e partecipazione popolare.

La festa bianco-azzurra è proseguita per le vie del centro storico, chiudendo una notte destinata a rimanere impressa nella memoria della comunità ronciglionese: la notte di Fontana Grande e della sua regina, Ninfa da Clodia.

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Bassano in Teverina celebra Sant'Anna: partecipata la Santa Messa nella cappella dell'ex ...

Dom, 26/07/2026 - 13:29
2026-07-26

BASSANO IN TEVERINA - Una sentita partecipazione della comunità ha accompagnato la celebrazione della Santa Messa in occasione della festa di Sant'Anna, svoltasi nella cappella dell'ex convento delle Figlie di Sant'Anna, oggi parte del Palazzo Comunale di Bassano in Teverina.

L'iniziativa, promossa congiuntamente dal comune di Bassano in Teverina e dalla Parrocchia, ha rappresentato un momento di fede e riconoscenza nei confronti di una congregazione religiosa che ha lasciato un segno profondo nella storia del paese.

La celebrazione si è svolta nella storica cappella delle Figlie di Sant'Anna, preservata e valorizzata durante i lavori di restauro dell'edificio che oggi ospita la sede comunale, a testimonianza della volontà di conservare e tramandare un luogo di grande valore storico, religioso e identitario per la comunità bassanese.

Nel corso dell'omelia, il parroco don Alfredo Di Napoli ha ripercorso oltre un secolo di presenza delle Figlie di Sant'Anna a Bassano in Teverina, ricordandone il prezioso servizio educativo, assistenziale e spirituale svolto a favore di intere generazioni. Don Alfredo ha inoltre richiamato la figura del cardinale Verga, benefattore che donò il palazzo all'Istituto delle Figlie di Sant'Anna, consentendo alla congregazione di svolgere la propria missione a servizio della comunità.

Al termine della celebrazione è intervenuto il sindaco Alessandro Romoli, che ha ricordato con gratitudine l'opera svolta dalle religiose, in particolare attraverso la scuola materna, sottolineando come il loro impegno abbia rappresentato per decenni un punto di riferimento educativo e umano per tante famiglie bassanesi.

La numerosa presenza di cittadini ha confermato il forte legame che continua a unire Bassano in Teverina alla storia e all'opera delle Figlie di Sant'Anna.

 

Amministrazione comunale di Bassano in Teverina

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Incendio nel carcere, la Fns Cisl Lazio lancia l'allarme: 'Organico insufficiente e ...

Dom, 26/07/2026 - 13:29
2026-07-26

VITERBO - L' incendio di ieri sera nella Casa Circondariale di Viterbo 'Nicandro Izzo' dove 23 persone risultano intossicate, tra cui 6 agenti di polizia penitenziaria all'interno del reparto precauzionale richiama nuovamente il dibattito sulle condizioni all'interno delle carceri italiane dove oltre al sovraffollamento e la carenza di personale, manca un vero progetto poiché vivono da anni in una condizione di sofferenza strutturale.

Il carcere di Viterbo 'Nicandro Izzo' è una struttura con una capienza regolamentare di 440 posti e ne ospita 669 detenuti.

Attualmente il personale di polizia penitenziaria previsto dovrebbe essere di n. 330 unità mentre quello effettivo è di 286 unità ma a tale dato vanno sottratti il personale del gruppo operativo mobile (GOM) e, quindi, la carenza e' circa 70 unità.

Per la Fns Cisl Lazio vi è la necessità di compensare le perdite di personale e completare gli organici e garantire un numero di agenti sufficiente a garantire la sicurezza e l'operatività degli istituti penitenziari. La discrepanza significativa tra gli organici previsti e le forze effettivamente in servizio, crea uno sbilanciamento sul personale esistente. La carenza di personale costringe il personale a carichi di lavoro eccessivi e un numero di detenuti per agente non sostenibile, aumentando i rischi e lo stress lavorativo

 

Ultimamente ci sono state varie criticità tra cui:

in data 7/4/2026 un detenuto aggredisce un sovrintendente di Sorveglianza Generale, colpendolo con violenza riportando 25 giorni di prognosi dopo aver fatto ricorso al Pronto Soccorso

in data 13/04/2026 detenuto aggredisce un agente

in data 4 /6/ 2026 un detenuto aggredisce un agente scelto con relativa prognosi di 30 giorni

lo scorso 16 luglio ha perso la vita un detenuto marocchino di 26 anni, rimasto gravemente ferito durante una violenta rissa

Per la Fns Cisl Lazio servono urgentemente correttivi per evitare il ripetersi di tali criticità , compreso quella di ieri sera dell'incendio all'interno del reparto precauzionale , ribadendo la necessità di un cambiamento del sistema penitenziario, affinché gli agenti di Polizia penitenziaria, possano lavorare in un ambiente più sicuro - La sicurezza nei luoghi di lavoro non è un privilegio, ma un diritto fondamentale.

 

Il Segretario Generale Fns Cisl Lazio, Massimo Costantino

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Allerta vento in provincia di Viterbo domenica 26 luglio: forti raffiche, temporali e brusco ...

Dom, 26/07/2026 - 13:29
2026-07-26

VITERBO - La provincia di Viterbo si prepara ad affrontare una domenica all'insegna del maltempo. Per la giornata di oggi, 26 luglio 2026, le previsioni indicano un deciso peggioramento delle condizioni meteorologiche, con raffiche di vento, possibili temporali e un sensibile calo delle temperature rispetto ai giorni precedenti. Il Lazio settentrionale rientra infatti tra le aree interessate dall'avviso di criticità emesso dalla Protezione Civile per il passaggio di una perturbazione atlantica.

Vento forte e temporali sulla Tuscia

Secondo gli ultimi aggiornamenti meteorologici, sulla Tuscia sono attese condizioni di instabilità che potranno favorire la formazione di rovesci e temporali, localmente accompagnati da forti raffiche di vento. I fenomeni potranno risultare più probabili nelle zone interne e collinari della provincia, con possibili ripercussioni anche sulla viabilità e sulle attività all'aperto.

Le correnti, associate al transito della perturbazione, potrebbero intensificarsi soprattutto durante il passaggio dei temporali, con improvvisi rinforzi del vento e un rapido cambiamento delle condizioni atmosferiche.

Le aree della provincia di Viterbo più esposte

L'instabilità interesserà gran parte del territorio provinciale, con particolare attenzione ai comuni dell'entroterra, tra cui Viterbo, Montefiascone, Vetralla, Soriano nel Cimino, Ronciglione, Caprarola, Tuscania, Civita Castellana e Orte. Nelle aree più esposte non si escludono precipitazioni localmente intense e raffiche di vento durante gli episodi temporaleschi.

Possibili disagi alla circolazione

Le raffiche di vento potrebbero creare criticità soprattutto lungo le principali arterie stradali della provincia, come la Cassia, la Superstrada Orte-Viterbo, la SS675 Umbro-Laziale e le strade provinciali attraversate da alberature. La presenza di pioggia intensa potrebbe inoltre ridurre la visibilità e aumentare il rischio di allagamenti localizzati nei punti più vulnerabili.

Le raccomandazioni della Protezione Civile

In presenza di vento forte e temporali è consigliabile:

• evitare di sostare sotto alberi, ponteggi e strutture instabili;

• mettere in sicurezza oggetti presenti su balconi e terrazzi;

• prestare particolare attenzione durante gli spostamenti in auto e moto;

• limitare le attività all'aperto durante il passaggio dei temporali;

• seguire gli aggiornamenti delle autorità competenti sull'evoluzione delle condizioni meteo.

Dopo le elevate temperature registrate nelle ultime settimane, il peggioramento previsto per oggi porterà un temporaneo abbassamento dei valori termici su gran parte della provincia di Viterbo. Secondo gli esperti, si tratterà però di una fase di instabilità destinata a durare poco: da metà della prossima settimana è infatti atteso il ritorno di condizioni più stabili e di un nuovo aumento delle temperature.

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Rogo nel carcere di Viterbo, Rocca: «Grazie a chi ha garantito i soccorsi con straordinario ...

Dom, 26/07/2026 - 13:29
2026-07-26

ROMA – «Esprimo la mia vicinanza agli agenti della Polizia Penitenziaria e ai detenuti coinvolti nell’incendio che si è sviluppato nella Casa circondariale “Nicandro Izzo” di Viterbo, con l’augurio che tutti possano ristabilirsi nel più breve tempo possibile.

Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutti gli operatori del Servizio sanitario regionale che sono intervenuti nell’emergenza. Agli equipaggi dell’Ares 118, al personale dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo, ai medici, agli infermieri, agli operatori socio-sanitari e a tutti i professionisti che hanno preso parte alle operazioni di soccorso va la gratitudine dell’intera Regione Lazio. La tempestività dell’intervento, il coordinamento tra i diversi servizi e l’elevata professionalità dimostrata nella gestione di un’emergenza così complessa hanno consentito di assicurare un’assistenza immediata e qualificata a tutte le persone coinvolte.

Ancora una volta, le donne e gli uomini del nostro Servizio sanitario regionale hanno dimostrato, con competenza, dedizione e spirito di servizio, di essere un presidio fondamentale per la sicurezza e la tutela della salute dei cittadini. A ciascuno di loro rivolgo il mio più sentito ringraziamento».

 

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca

 

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Notte da incubo a Mammagialla: incendio, un detenuto morto e 23 intossicati

Dom, 26/07/2026 - 13:29
2026-07-26

VITERBO - Una notte drammatica ha sconvolto il carcere di Mammagialla, a Viterbo, dove un incendio scoppiato all'interno della struttura ha innescato una lunga emergenza culminata con la morte di un detenuto e il ferimento di numerose persone.

Il bilancio è pesante: un detenuto deceduto e 23 persone intossicate, tra reclusi e agenti della polizia penitenziaria, a seguito del rogo sviluppatosi nella serata di sabato 25 luglio all'interno della sezione precauzionale dell'istituto.

Detenuto si toglie la vita durante l'emergenza

La vittima è Thalha Abdelkakir, cittadino marocchino di 29 anni. Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, il giovane avrebbe approfittato della confusione generata dall'incendio e delle concitate operazioni di soccorso per togliersi la vita.

Le circostanze del decesso sono ora al centro degli accertamenti della Procura della Repubblica di Viterbo, che ha aperto un fascicolo per chiarire quanto accaduto. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica, incaricati dei rilievi e della ricostruzione della dinamica.

 

L'incendio nel carcere di Mammagialla

L'allarme è scattato intorno alle 20, quando un incendio è divampato nella sezione precauzionale del penitenziario. Le fiamme hanno rapidamente saturato gli ambienti di fumo, rendendo necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco, del personale sanitario dell'Ares 118 e delle forze dell'ordine.

Il reparto interessato è stato evacuato per consentire le operazioni di spegnimento e mettere in sicurezza detenuti e personale.

Secondo le prime ipotesi investigative, il rogo potrebbe avere origine dolosa. Gli inquirenti stanno verificando se l'incendio sia stato appiccato da alcuni detenuti presenti nel reparto, ma al momento non sono state formulate conclusioni definitive. 

Ventitré persone intossicate

L'incendio ha provocato numerosi casi di intossicazione da fumo.

Il bilancio complessivo parla di 23 persone coinvolte:

• 17 detenuti;

• 6 agenti della Polizia Penitenziaria.

Per sette persone è stato necessario il trasferimento al Pronto Soccorso dell'ospedale Santa Rosa di Viterbo. Tra queste figura un paziente ricoverato in codice rosso, mentre altri sei sono stati classificati in codice giallo.

Ulteriori dieci detenuti sono stati assistiti direttamente all'interno dell'istituto penitenziario: uno in codice giallo e nove in codice verde.

Secondo quanto riferito dal segretario della Fns Cisl, Massimo Costantini, la maggior parte degli intossicati è stata dimessa dopo le cure ricevute. Restano tuttavia ancora sotto osservazione un detenuto e un agente della Polizia Penitenziaria.

 

Indagini sulle cause del rogo

L'attività investigativa prosegue per ricostruire con precisione quanto accaduto all'interno della casa circondariale.

Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, analizzando le immagini del sistema di videosorveglianza e svolgendo tutti gli accertamenti necessari per individuare l'origine dell'incendio e verificare eventuali responsabilità.

La tragedia riporta l'attenzione sulla situazione del carcere di Mammagialla, già al centro delle cronache nei giorni scorsi per l'omicidio di un detenuto durante una violenta rissa. Nel giro di pochi giorni, il penitenziario viterbese è stato teatro di due gravissimi episodi che hanno riacceso il dibattito sulle condizioni di sicurezza e sulla gestione dell'istituto.

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“Trump è già una caricatura: è difficile renderlo più grottesco”

Dom, 26/07/2026 - 07:29
2026-07-26

VITERBO – Quando la realtà supera la satira, anche il lavoro di un vignettista cambia. È da questa riflessione che è partita la serata di Federico Palmaroli, autore del celebre progetto social “Le più belle frasi di Osho”, ospite di Ombre Festival per presentare il suo ultimo libro 'Awanagana. Cronaca surreale di un mondo reale'.

Nel corso dell'incontro, Palmaroli ha accompagnato il pubblico attraverso alcune delle vignette e dei meme che negli ultimi anni hanno raccontato la politica italiana e internazionale, spiegando come nasca l'idea dietro una battuta e perché oggi fare satira sia, per certi versi, più complicato che in passato.

Quando la realtà supera la fantasia

Il punto di partenza è proprio il sottotitolo del libro. Secondo Palmaroli, infatti, oggi potrebbe essere letto anche al contrario: 'Cronaca reale di un mondo surreale'.

“Personaggi come Donald Trump – ha spiegato – sono talmente sopra le righe da rendere difficile perfino la caricatura. A volte la realtà è già più strampalata della satira”.

Una riflessione che lo ha portato a raccontare come negli ultimi tempi abbia trovato nella politica internazionale molti più spunti rispetto a quella italiana, oggi giudicata meno vivace rispetto alle stagioni caratterizzate da campagne elettorali e continui scontri tra partiti.

Come nasce una vignetta

Durante la presentazione, il pubblico ha potuto ripercorrere alcune delle immagini satiriche più conosciute dell'autore, proiettate sul palco e commentate dallo stesso Palmaroli.

L'ispirazione, ha raccontato, nasce spesso da una fotografia, da una dichiarazione o da un dettaglio apparentemente insignificante. Il lavoro consiste poi nel trovare quel punto di vista capace di trasformare un fatto di cronaca in una battuta immediata, senza mai perdere il legame con la realtà.

Ridere anche delle tragedie

Nel corso della serata si è parlato anche dei limiti della satira, soprattutto quando si confronta con eventi drammatici come guerre o pandemie.

Per Palmaroli, però, ignorare questi temi significherebbe rinunciare a raccontare il presente. La chiave è piuttosto trovare un punto di osservazione diverso, che permetta di sorridere senza colpire il dramma in sé. Durante il lockdown, ad esempio, la satira si concentrò sulle autocertificazioni, sui 'congiunti' e sulle situazioni paradossali vissute dagli italiani, più che sulla malattia stessa.

La politica e i social

Un altro tema affrontato è stato il rapporto tra satira e social network. Secondo Palmaroli, oggi il successo di una vignetta dipende anche dalla forte polarizzazione politica: spesso un contenuto viene condiviso non solo perché fa sorridere, ma perché colpisce l'avversario politico.

Una dinamica che, negli anni, ha contribuito a rendere Le più belle frasi di Osho uno dei fenomeni satirici più seguiti del panorama italiano, trasformando i meme in uno degli strumenti più immediati per raccontare l'attualità.

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'Duomo sotto le Stelle': moda, arte e storia incantano Piazza San Lorenzo

Dom, 26/07/2026 - 07:29
2026-07-26

VITERBO – Piazza San Lorenzo si è trasformata in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto per “Duomo sotto le Stelle”, l’evento andato in scena sabato 25 luglio nell’ambito di Ombre Festival, capace di fondere moda, arte, storia e spettacolo nella straordinaria cornice del Duomo di Viterbo.

Ad aprire la serata è stata la presentatrice, che ha accolto il pubblico sottolineando il privilegio di poter vivere una serata in un luogo unico come Piazza San Lorenzo. Un evento che, ha spiegato, rappresenta l’incontro tra passato e futuro, dove arte, talento e bellezza dialogano con il patrimonio storico della città. Un ringraziamento è stato rivolto agli organizzatori dell’Ombre Festival per la passione con cui da anni promuovono Viterbo e la Tuscia attraverso cultura, spettacolo e confronto.

A fare gli onori di casa anche Fabio Caso, che ha ricordato come la manifestazione continui a crescere, aprendosi sempre di più al mondo della moda e valorizzando le eccellenze del territorio.

La prima a salire sul palco è stata l’artista viterbese Silvana Pagliaccia, autrice dei riconoscimenti consegnati nel corso della serata ai protagonisti dell’evento e ai giovani talenti emergenti. Per l’occasione ha realizzato opere originali ad acquerello ispirate agli scorci più suggestivi della Viterbo medievale, dal Palazzo dei Papi al quartiere di San Pellegrino, trasformando ogni riconoscimento in una vera opera d’arte.

Momento centrale della manifestazione è stata la sfilata dell’Istituto di moda Fotu di Viterbo, fondata da Jeana Fotu, che ha presentato la collezione “Ombre dell’Io”, un progetto nato per raccontare la libertà espressiva e la possibilità, per ogni giovane stilista, di dare spazio alla propria individualità attraverso la moda.

Gli abiti, creati e confezionati interamente dalle stiliste e dagli allievi dell’Accademia Fotu, hanno sfilato sulla passerella allestita in Piazza San Lorenzo, raccontando emozioni, personalità e visioni differenti. Ogni creazione è stata realizzata seguendo tutte le fasi del percorso creativo, dal bozzetto alla scelta dei tessuti fino alla confezione finale, dando vita a una collezione che ha esaltato originalità, ricerca e identità personale.

Jeana Fotu ha ringraziato gli insegnanti, le famiglie e gli studenti per il lavoro svolto, evidenziando l’impegno e la dedizione che hanno permesso di realizzare una collezione esclusiva pensata appositamente per “Duomo sotto le Stelle”.

Nel corso della serata è intervenuto anche un rappresentante dell’amministrazione comunale, l’assessore Katia Scardozzi, che ha ribadito il valore di iniziative capaci di valorizzare il patrimonio storico di Viterbo attraverso cultura, arte e creatività.

Lo sguardo dell’evento si è poi aperto alla scena internazionale con la partecipazione di altri illustri imprenditori e consulenti di moda, che hanno presentato sul palco le proprie creazioni, con la volontà di avviare nuove collaborazioni con accademie di Viterbo e per favorire scambi formativi e opportunità dedicate ai giovani talenti della moda.

“Duomo sotto le Stelle” ha confermato così la propria vocazione a trasformare Piazza San Lorenzo in un teatro a cielo aperto, dove spettacolo, moda, arte e storia si incontrano, offrendo al pubblico una serata di grande fascino dedicata alla creatività e ai talenti emergenti.

   

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Acqua pubblica, Bengasi Battisti scrive alla sindaca Frontini: «Cortesemente restituiscimi il voto»

Dom, 26/07/2026 - 07:29
2026-07-26

 

VITERBO – Una lettera aperta dai toni diretti e fortemente critici quella indirizzata alla sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, da Bengasi Battisti, coordinatore nazionale degli enti locali per l'acqua pubblica. Al centro dell'intervento, la gestione del servizio idrico nella Tuscia e il ruolo dell'amministrazione comunale all'interno del sistema Talete.

Battisti ricorda il percorso condiviso durante la stagione del referendum sull'acqua pubblica e spiega di aver sostenuto politicamente l'attuale sindaca proprio per l'impegno manifestato in quegli anni.

«Cara Chiara, mi permetto di darti del tu e di usare un tono amichevole, ricordando la straordinaria stagione del referendum per l'acqua pubblica e per i beni comuni. Una stagione in cui avevamo creduto, insieme, che l'acqua potesse davvero essere tolta dalle logiche di mercato e restituita alle comunità».

L'esponente del coordinamento nazionale afferma di aver riposto fiducia nella possibilità che Frontini promuovesse un cambiamento nella governance del servizio idrico.

«Ti ho votato credendo sinceramente che avresti portato quell'esperienza, quella visione e quella sensibilità all'interno del governo delle acque della Tuscia. Ero convinto che, con il peso e la responsabilità del tuo ruolo di sindaca del comune capoluogo, avresti dato una spallata definitiva al sistema Talete, battendoti per superare un modello societario fallimentare e lottando per una vera gestione pubblica e partecipata».

Secondo Battisti, però, le aspettative sarebbero state deluse. Nella lettera vengono elencate le principali criticità che, a suo giudizio, continuano a caratterizzare il servizio.

«Tariffe sempre più alte a fronte di un servizio inefficiente e discontinuo. Recidive emergenze sulla potabilità tra sforamenti di arsenico, fluoruri e problemi di rete che continuano a mortificare i cittadini. Una gestione strutturale incapace di garantire trasparenza e tutela del territorio, dove lo spettro dei processi di privatizzazione o dell'entrata dei privati torna ciclicamente a minacciare i nostri servizi essenziali».

L'accusa rivolta alla sindaca è quella di aver progressivamente abbandonato gli obiettivi iniziali.

«La spinta al cambiamento che avevi promesso si è diluita nei compromessi del governo locale e nell'inerzia delle assemblee dell'ATO. L'acqua non è un business, né una merce, ed era tuo dovere difenderla come bene comune prioritario. Così non è stato».

La lettera si conclude con una frase dal forte valore simbolico. «Ridammi cortesemente il mio voto».

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“Il Buratti non si tocca”: oltre 500 persone in piazza contro la scritta “Casa del Balilla” sul ...

Sab, 25/07/2026 - 22:28
2026-07-25

VITERBO – Una piazza gremita per chiedere la rimozione della scritta “Casa del Balilla” dalla facciata del liceo classico Mariano Buratti. Sono state oltre 500 le persone che hanno partecipato al presidio organizzato dall’Anpi davanti allo storico istituto di via Tommaso Carletti, in una mobilitazione che ha coinvolto partiti, sindacati, associazioni, insegnanti, studenti e cittadini.

Al centro della protesta la ricomparsa, durante i lavori di rifacimento della facciata, della scritta risalente al periodo fascista, tornata visibile sull’edificio intitolato a Mariano Buratti, partigiano, medaglia d’oro al valore e docente proprio del liceo, fucilato dai nazifascisti nel 1944.

“Il Buratti non si tocca” è stato lo slogan della manifestazione, con i partecipanti che hanno contestato quella che viene definita una scelta incompatibile con la storia e la funzione educativa della scuola.

A prendere la parola anche Paolo Bianchini, nipote di Mariano Buratti, che ha annunciato una forma di protesta simbolica: “Mi incateno al cancello del liceo classico perché la scritta Casa del Balilla deve essere cancellata”. Secondo Bianchini, la presenza della scritta rappresenterebbe un rischio per la memoria democratica dell’istituto: “Qui si vuole tornare ad insegnare in camicia nera. Qui rischiamo di tornare all’inquinamento della mente”.

Alla manifestazione hanno partecipato anche il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi, rappresentanti della Cgil e della Uil, associazioni del territorio, amministratori locali, docenti e studenti. Presenti anche rappresentanti del Comune di Viterbo e del Comune di Bassano Romano, paese natale di Buratti.

“Una scritta fascista su una scuola intitolata a un partigiano è un’offesa che va contrastata con ogni mezzo – ha dichiarato Enrico Panunzi –. La storia è una, ed è quella dell’Italia repubblicana fondata sull’antifascismo”.

Il presidente provinciale dell’Anpi Enrico Mezzetti ha ribadito la contrarietà dell’associazione: “La decisione di riscrivere Casa del Balilla non è una scelta tecnica ma ideologica. Questa scritta deve scomparire oppure deve essere sotterrata per almeno due secoli, quando il fascismo non sarà più una minaccia”.

Durante il presidio è intervenuto anche Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb, il giornale che ha sollevato il caso dando il via al dibattito pubblico. “Chiediamo le dimissioni della soprintendente Margherita Eichberg – ha dichiarato –. La decisione di autorizzare questa scritta rappresenta una scelta che riteniamo gravissima”.

Sul tema è intervenuta anche la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, che in una lettera agli organizzatori ha invece espresso sostegno alla linea adottata da Provincia e Soprintendenza, definendo la scelta di mantenere la testimonianza storico-architettonica con una diversa calibrazione cromatica come un punto di equilibrio tra tutela del bene e sensibilità democratica.

La mobilitazione ha visto anche la partecipazione degli studenti del liceo Buratti, che hanno espresso il proprio dissenso: “Ci siamo sentiti feriti”, ha dichiarato la rappresentante degli studenti Clio Venanzi.

A chiudere gli interventi il professor Aurelio Rizzacasa, che ha definito la scritta “un simbolo di propaganda politica” chiedendone la cancellazione.

La vicenda resta dunque al centro del dibattito cittadino e istituzionale, con una contrapposizione tra chi rivendica la tutela della memoria antifascista e chi sostiene invece la conservazione della testimonianza storica dell’edificio.

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Scritta “Casa del Balilla” al liceo Buratti, Panunzi presenta una mozione in Regione: «Va rimossa»

Sab, 25/07/2026 - 22:28
2026-07-25

 

VITERBO – La vicenda della scritta “Casa del Balilla” comparsa sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti arriva in Consiglio regionale del Lazio. Il vicepresidente dell’assemblea regionale Enrico Panunzi ha presentato una mozione con cui chiede un intervento istituzionale per fare chiarezza sulle modalità che hanno portato alla ricomparsa della scritta e sollecitare la rimozione del simbolo.

«La storia è una. L’Italia è una. È quella repubblicana, fondata sulla Costituzione e sui valori dell’antifascismo», afferma Panunzi, sottolineando come la presenza della scritta su un edificio scolastico intitolato a Mariano Buratti rappresenti, a suo giudizio, una contraddizione con l’identità dell’istituto.

Il vicepresidente del Consiglio regionale ricorda infatti la figura di Buratti, partigiano, militare italiano e medaglia d’oro al valore, che sacrificò la propria vita nella lotta contro il nazifascismo.

«Ritengo inaccettabile che la scritta “Casa del Balilla” campeggi sulla facciata di una scuola intitolata a Mariano Buratti, partigiano, militare italiano e medaglia d’oro al valore, che ha sacrificato la propria vita per la libertà del nostro Paese».

Nella mozione presentata in Consiglio regionale, Panunzi chiede che venga sollecitato il Ministero della Cultura, competente sulla vicenda, affinché venga chiarita la documentazione storica alla base del ripristino della scritta e siano verificate le modalità con cui si è arrivati alla sua ricomparsa.

«La ricomparsa della scritta “Casa del Balilla” sulla facciata del liceo Mariano Buratti non può lasciarci indifferenti. Parliamo di una scuola, un luogo dove ogni giorno si formano coscienze e cittadini».

Secondo Panunzi, il riferimento non sarebbe a un semplice elemento storico, ma a un simbolo legato alla propaganda fascista.

«La scritta non richiama un semplice fatto storico, ma uno degli strumenti della propaganda fascista. Riproporla su un edificio dedicato a Mariano Buratti, ucciso da quel regime, rappresenta una contraddizione inaccettabile».

Il consigliere regionale auspica quindi un percorso istituzionale condiviso tra Regione, Ministero e comunità locale per ristabilire un collegamento coerente tra il nome della scuola, la sua funzione educativa e i principi costituzionali.

«Con questa mozione chiedo che la Regione Lazio si faccia promotrice nei confronti del Ministero della Cultura di un percorso istituzionale che restituisca piena coerenza tra l’identità del liceo, la sua funzione educativa e i principi della nostra Costituzione».

Panunzi conclude ribadendo il valore della memoria storica e del ruolo educativo delle scuole.

«Sono convinto che questa battaglia vada combattuta. Lo dobbiamo a chi ha dato la vita per la libertà e alle nuove generazioni, che nelle scuole devono trovare luoghi capaci di educare alla democrazia, al rispetto e alla convivenza civile».

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'Casa del Balilla', Rifondazione Comunista al presidio: «No al ritorno dei simboli del fascismo»

Sab, 25/07/2026 - 22:28
2026-07-25

 

VITERBO – Rifondazione Comunista interviene sul dibattito riguardante il ripristino della scritta 'Casa del Balilla' sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti, esprimendo il proprio sostegno alla manifestazione promossa dall'Anpi che si è svolta davanti all'istituto.

Secondo quanto riportato in una nota firmata dalla segretaria provinciale Loredana Fraleone, al presidio hanno partecipato centinaia di persone.

«Centinaia di persone hanno risposto alla chiamata dell'Anpi, radunandosi sotto il liceo classico di Viterbo intitolato a Mariano Buratti. Nel corso del rifacimento della facciata, l'edificio rischia di vedere 'riesumata' una scritta di epoca fascista, resa invisibile ormai da decenni».

Nel comunicato viene ricordata la figura di Mariano Buratti, insegnante di filosofia dell'istituto, medaglia d'oro della Resistenza, che dopo l'8 settembre 1943 diede vita a una formazione partigiana nel territorio viterbese e fu successivamente torturato e fucilato a Forte Bravetta nel 1944.

Rifondazione Comunista critica inoltre la posizione della soprintendente Margherita Eichberg, che ha difeso il ripristino della scritta richiamando motivazioni di carattere storico-artistico.

«La reazione della soprintendente Margherita Eichberg alle proteste dei docenti del liceo, da lei arrogantemente invitati a studiare la Storia, è stata di difesa del 'ripristino' della scritta Casa del Balilla, accampando ragioni di carattere storico artistico, che di storico e di artistico non hanno nulla, se non la voglia di riabilitare un regime che ha prodotto violenze, repressioni e una guerra disastrosa per l'Italia».

Nel documento si sottolinea inoltre che, se davvero l'attenzione fosse rivolta alla tutela del patrimonio culturale, sarebbe opportuno affrontare anche altre questioni che riguardano il centro storico cittadino.

Per Rifondazione Comunista, il ripristino della scritta rappresenterebbe «una duplice ferita»: da una parte alla memoria di una scuola che richiama i valori della democrazia e dell'antifascismo, dall'altra alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà.

Il partito evidenzia infine il significato della partecipazione registrata durante la manifestazione.

«Le presenze alla manifestazione, superiori alle aspettative, hanno dimostrato che anche in una città che dall'opposizione armata ai fascisti impegnati nella Marcia su Roma è passata successivamente a premiare gli eredi del fascismo, esistono risorse per una tenuta democratica del suo territorio».

La nota si conclude con un impegno politico ribadito dalla segretaria provinciale Loredana Fraleone: «Noi di Rifondazione Comunista oggi, come allora, lavoriamo anche per questo».

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