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Tarquinia, Sinistra Italiana contro laumento dellIrpef: Prima la spesa, poi le tasse
TARQUINIA - “Prima aumentano la spesa, poi aumentano le tasse: il conto lo pagano i cittadini”.
Sinistra Italiana vota contro l’aumento dell’addizionale IRPEF.
“Se si chiedono nuovi sacrifici ai cittadini, la prima cosa da fare è dimostrare di aver amministrato con rigore. A Tarquinia, invece, accade esattamente il contrario.”
Con queste motivazioni Sinistra Italiana ha espresso voto contrario all’aumento dell’addizionale IRPEF, contestando una scelta che considera politicamente sbagliata e profondamente incoerente.
L’amministrazione giustifica l’aumento dell’aliquota con la necessità di compensare la perdita, dal 2027, del contributo annuale ENEL. Una circostanza conosciuta da anni, che avrebbe richiesto una programmazione seria e lungimirante.
La risposta, invece, è stata quella più semplice: aumentare la pressione fiscale su lavoratori, pensionati e famiglie. Non possiamo fare a meno di sottolineare che nella gestione delle risorse pubbliche il Sindaco ha una curiosa interpretazione, a corrente alternata e a convenienza, del principio del “buon padre di famiglia”.
Perché è proprio qui che emerge la contraddizione politica. Mentre si sostiene che il bilancio necessita di nuove entrate e che è inevitabile chiedere ai cittadini di pagare di più, con l’assestamento di bilancio vengono reperiti ulteriori 130 mila euro per incrementare le risorse destinate agli spettacoli estivi e ai selfie.
Nessuno mette in discussione il valore della promozione del territorio. Il punto è un altro: quando si sostiene di non avere risorse, le priorità dovrebbero essere ben diverse. Prima si riducono le spese non essenziali, poi, solo se davvero inevitabile, si chiedono sacrifici ai cittadini. Fare il contrario significa far pagare ai cittadini il prezzo di precise scelte amministrative.
Le incongruenze, secondo Sinistra Italiana, non finiscono qui.
Anche l’accordo sottoscritto con Talete sul recupero di un credito superiore ai due milioni di euro lascia molte perplessità. L’amministrazione ha accettato un piano di rientro lungo, con un tetto ai rimborsi annuali che non può superare i centomila euro e senza pretendere interessi, rinunciando di fatto a una tutela più incisiva degli interessi economici del Comune. Una scelta difficile da comprendere mentre i cittadini continuano a fare i conti con bollette dell’acqua sempre più elevate. Così come resta senza una convincente spiegazione la rinuncia a esercitare il diritto di prelazione sull’immobile di via dei Granari 28, nonostante vi fossero margini per ottenere condizioni economiche più favorevoli nell’ambito dell’accordo con la regione.
“Il problema ̶- sottolinea Sinistra Italiana - non è il singolo spettacolo estivo o il singolo accordo. Il problema è un metodo di governo che sembra applicare il rigore soltanto quando bisogna aumentare le tasse. Quando invece si tratta di contenere le spese, recuperare risorse o difendere con fermezza gli interessi economici della collettività, quello stesso rigore sembra improvvisamente sparire”.
Per Sinistra Italiana il principio del “buon padre di famiglia” (un modo di dire che - detto tra parentesi - è retaggio di un’idea dell’amministrazione della cosa pubblica patriarcale e discriminatoria nei confronti delle donne) non può essere evocato solo quando si chiedono sacrifici ai cittadini. Significa programmare, fare scelte coraggiose, eliminare ciò che non è prioritario e difendere fino in fondo ogni risorsa pubblica.
“La credibilità di un’Amministrazione - conclude Sinistra Italiana - non si misura dalla facilità con cui aumentano le imposte, ma dalla capacità di dimostrare ai cittadini che prima di chiedere nuovi sacrifici ha fatto tutto il possibile per evitarli. Per questo abbiamo votato contro una manovra che riteniamo ingiusta sul piano sociale e incoerente sul piano politico”.
Le risorse pubbliche non possono essere amministrate con una curiosa interpretazione, a corrente alternata e a convenienza, del patriarcale principio del “buon padre di famiglia”.
La Segreteria del Circolo di Sinistra Italiana “Luigi Daga” di Tarquinia
Viterbo, arrestato 45enne, in casa nascondeva quasi 100 grammi di cocaina
VITERBO - Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa di giudizio, si comunica quanto segue.
Nel pomeriggio del 28 luglio, nell’ambito di uno specifico servizio antidroga realizzato nel centro storico del capoluogo, personale della Polizia di Stato della Questura di Viterbo in servizio alla Squadra Mobile ha proceduto all’arresto in flagranza di un cittadino italiano di 45 anni per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’uomo, con precedenti specifici, è stato fermato nei pressi della propria abitazione e, al controllo di polizia, trovato in possesso di alcune dosi di cocaina, un coltellino a scatto con 6 cm di lama e la somma di 250 euro in contanti suddivisa in banconote di diverso taglio.
La successiva perquisizione nell’abitazione e nelle sue pertinenze ha consentito di rinvenire e sequestrare una ciotola in plastica contenente ulteriori 95 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
Per tali fatti l’uomo, su disposizione della locale Autorità Giudiziaria, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di residenza.
Automobile Club Viterbo, Sandro Zucchi confermato presidente
VITERBO – L’Assemblea dei Soci dell’Automobile Club Viterbo, riunitasi il 25 luglio 2026, ha eletto i componenti degli organi dell’Ente per IL quadriennio 2026-2030.
Il nuovo Consiglio Direttivo è composto da Enrico Angiani, Flavio Becca, Pietro Ranaldi e Sandro Zucchi, eletti in rappresentanza dei soci ordinari, e da Marlenny Vargas, eletta in rappresentanza dei soci speciali appartenenti alle categorie FacileSarà, ACI Storico e ACI Club.
Sono stati inoltre eletti, quali componenti effettivi Del Collegio dei revisori dei conti, Luca Serpieri e Andrea Usai.
Alla guida dell’Automobile Club Viterbo è stato confermato il dottor Sandro Zucchi, chiamato a proseguire il proprio impegno alla Presidenza dell’Ente in una fase caratterizzata da importanti trasformazioni nel mondo dell’automobile, dello sport e della mobilità, Vicepresidente Flavio BECCA.
Di particolare rilievo è l’ingresso nel Consiglio Direttivo di Flavio Becca, imprenditore lussemburghese di origini italiane, da tempo impegnato in iniziative sportive di livello internazionale e proprietario del Leopard Circuit Viterbo. Grazie agli investimenti realizzati negli ultimi anni, il circuito viterbese è stato profondamente rinnovato e ha assunto una dimensione internazionale, diventando sede di importanti competizioni e punto di riferimento per il karting.
All’elezione nell’organo di amministrazione dell’Automobile Club Viterbo si aggiunge un secondo incarico di particolare prestigio. Il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, avvocato Geronimo La Russa, d’intesa con il presidente della Commissione Nazionale Karting, Riccardo Patrese, ha infatti nominato Flavio Becca Consigliere della Commissione Nazionale Karting di ACI Sport.
La duplice nomina assume un significato rilevante per l’intero movimento sportivo nazionale e, nello stesso tempo, per la provincia di Viterbo. La presenza di Becca nei due organismi potrà favorire un collegamento diretto tra le strategie federali per la crescita del karting, l’esperienza maturata nella gestione di un impianto di livello internazionale e le iniziative sportive e formative promosse sul territorio viterbese.
Il nuovo Consiglio Direttivo sarà chiamato ad affrontare numerose sfide nei settori associativo e sportivo e nella diffusione della cultura della sicurezza stradale, tema che riveste oggi un’importanza prioritaria, soprattutto per la tutela dei giovani e dei neopatentati.
“Il rinnovo degli organi dell’Ente – dichiara il presidente Sandro Zucchi – apre una nuova fase nella vita dell’Automobile Club Viterbo. Ringrazio i soci per la fiducia accordata e rivolgo il mio augurio di buon lavoro a tutti i componenti del Consiglio Direttivo e del Collegio dei revisori dei conti. Metteremo esperienze e competenze diverse al servizio di un obiettivo comune: rafforzare il ruolo dell’Automobile Club quale presidio istituzionale vicino agli automobilisti, agli sportivi e all’intera comunità provinciale”.
“Nel prossimo quadriennio – prosegue Zucchi – dovremo essere capaci di custodire la tradizione e l’autorevolezza dell’ACI, guardando nello stesso tempo alle trasformazioni che interessano la mobilità, la tecnologia e lo sport automobilistico. Una particolare attenzione sarà riservata alla sicurezza stradale e alla formazione dei giovani conducenti. Gli incidenti che continuano a verificarsi sulle nostre strade ci ricordano che non basta intervenire sulle conseguenze: occorre investire nella prevenzione, nell’educazione e nella conoscenza dei rischi”.
Il presidente Zucchi sottolinea inoltre il particolare valore della duplice nomina: “Nel momento in cui annunciamo con soddisfazione l’elezione di Flavio Becca a Vice Presidente dell’Automobile Club Viterbo, accogliamo con altrettanto favore la decisione del presidente dell’ACI, avvocato Geronimo La Russa, assunta d’intesa con il presidente della Commissione Nazionale Karting, Riccardo Patrese, di nominarlo Consigliere della Commissione Nazionale Karting di ACI Sport. Si tratta di un riconoscimento autorevole alla sua competenza, agli investimenti compiuti e all’impegno dimostrato a favore del motorsport e, in particolare, del karting”.
“I due incarichi – prosegue Zucchi – possono produrre una positiva convergenza tra la dimensione nazionale dello sport automobilistico e le potenzialità della nostra provincia. La presenza di Flavio Becca come Vicepresidente nel Consiglio Direttivo dell’Ente e nella Commissione Nazionale Karting rafforza il ruolo di Viterbo all’interno del sistema ACI Sport e apre la strada a nuove progettualità. Il Leopard Circuit costituisce una realtà di grande valore, attorno alla quale potranno essere sviluppate iniziative rivolte allo sport, ai giovani, alla formazione, alla guida sicura e alla promozione dell’intera Tuscia”.
Soddisfazione viene espressa anche da Flavio Becca: “Accolgo questi due incarichi con orgoglio e con un forte senso di responsabilità. Ringrazio i soci dell’Automobile Club Viterbo per la fiducia che mi è stata accordata e il presidente dell’ACI, avvocato Geronimo La Russa, insieme al presidente Riccardo Patrese, per avermi chiamato a collaborare con la Commissione Nazionale Karting. Sono riconoscimenti che considero soprattutto un impegno a lavorare con serietà, concretezza e spirito di servizio per la crescita del movimento sportivo”.
“Viterbo e la Tuscia – aggiunge Becca – possiedono potenzialità straordinarie. Gli investimenti compiuti nel Leopard Circuit nascono dalla volontà di costruire una struttura moderna, sicura e capace di accogliere eventi nazionali e internazionali. Ora si apre la possibilità di sviluppare una collaborazione ancora più ampia con l’Automobile Club Viterbo, mettendo in relazione sport, formazione, sicurezza stradale, turismo e promozione del territorio”.
Secondo il nuovo Vice Presidente l’attività sportiva deve essere accompagnata da un forte impegno educativo: “Il karting rappresenta spesso il primo incontro dei giovani con lo sport motoristico. Proprio per questo può diventare anche una scuola di correttezza, rispetto delle regole, controllo del mezzo e consapevolezza del rischio. La velocità appartiene alle piste e agli impianti autorizzati; sulla strada devono prevalere prudenza, responsabilità e rispetto per la vita propria e degli altri. Su questo principio potremo costruire iniziative concrete insieme all’Automobile Club”.
La collaborazione tra l’Automobile Club Viterbo, la Commissione Nazionale Karting di ACI Sport potrà dunque tradursi nella definizione di strategie comuni e nella realizzazione di iniziative politiche, sportive e formative, con particolare riferimento alla valorizzazione dell’automobilismo e del karting, all’avvicinamento dei giovani allo sport praticato in condizioni controllate e alla diffusione di comportamenti responsabili alla guida.
Il programma del Consiglio Direttivo per il quadriennio 2026-2030 comprenderà inoltre il rafforzamento della base associativa, il sostegno alle strutture e ai servizi ACI presenti sul territorio, la promozione del patrimonio automobilistico storico e l’elaborazione di proposte sulle nuove forme di mobilità sostenibile e sicura.
Il rinnovato assetto dell’Automobile Club Viterbo pone così le basi per una collaborazione capace di produrre benefici non soltanto per l’Ente provinciale, ma per l’intera Federazione ACI, per le sue strutture, per gli automobilisti e per tutti coloro che operano nel mondo dello sport automobilistico e del karting.
AUTOMOBILE CLUB VITERBO
Detenuti tossicodipendenti, il Sappe: 'Bene la nuova norma'
ROMA - Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) esprime grande soddisfazione per l'approvazione, oggi alla Camera dei Deputati, del provvedimento che introduce la possibilità per i detenuti tossicodipendenti di accedere alla detenzione domiciliare in casi particolari, nell'ambito di un percorso terapeutico socioriabilitativo residenziale o semiresidenziale.
La norma, fortemente voluta dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, prevede una modalità differenziata di esecuzione della pena, consentendo ai condannati a una pena detentiva, anche residua e congiunta a pena pecuniaria, non superiore a otto anni, di espiare la pena al di fuori del carcere, purché aderiscano a un programma di recupero certificato.
“Accogliamo con vivo apprezzamento questo importante passo avanti - dichiara Donato Capece, segretario generale del SAPPE -. Da anni sosteniamo con convinzione che i detenuti tossicodipendenti non dovrebbero scontare la pena in carcere, così come coloro che sono affetti da gravi patologie psichiatriche. Si tratta di persone che necessitano innanzitutto di cure, assistenza sanitaria e percorsi terapeutici specialistici, che l'istituzione penitenziaria, per sua natura, non può e non deve sostituire”.
“Le carceri italiane – prosegue Capece – sono chiamate a garantire sicurezza, legalità e trattamento rieducativo, ma non possono trasformarsi in strutture sanitarie improprie. Affidare al sistema sanitario la presa in carico dei soggetti affetti da dipendenze patologiche e da gravi disturbi psichici significa assicurare loro interventi più efficaci e, nello stesso tempo, alleggerire una pressione gestionale che oggi grava pesantemente sugli istituti penitenziari e sul personale di Polizia Penitenziaria”.
Per il SAPPE, il provvedimento rappresenta una risposta concreta anche alle esigenze di sicurezza interna degli istituti. “Una quota significativa delle tensioni, delle aggressioni, degli atti di autolesionismo e delle criticità quotidiane nelle carceri è riconducibile proprio alla presenza di detenuti con dipendenze o con importanti fragilità psichiatriche, che richiedono interventi sanitari specialistici e continui”, evidenzia il leader del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria.
“Restituire sicurezza alle carceri – conclude Capece – significa tutelare la dignità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, dei detenuti che rispettano le regole e, soprattutto, rafforzare la sicurezza dell'intero Paese. Il carcere deve tornare a essere il luogo nel quale lo Stato esercita pienamente la propria autorità nel rispetto della legge, senza essere gravato da funzioni che appartengono al sistema sanitario. Auspichiamo che questo sia il primo passo di una più ampia riforma dell'esecuzione penale, capace di coniugare sicurezza, legalità, cura e reale reinserimento sociale, a cominciare dai detenuti con malattie mentali che dovrebbero anch'essi uscire dalle carceri per andare nelle REMS”.
Case di comunità, D'Amato: 'Nel Lazio meno del 5% è pienamente operativa'
ROMA - 'Il giudizio sullo stato delle Case di comunità nel Lazio è fortemente negativo, oggi solamente meno del 5% delle strutture è conforme agli standard e ai servizi previsti dal DM 77. Il punto non è quante strutture risultino formalmente aperte, ma quante siano realmente conformi e operative. Nell'accreditamento delle strutture pubbliche vengono valutati sia gli aspetti strutturali sia quelli organizzativi, le strutture accreditate devono quindi disporre obbligatoriamente dell'organico necessario al loro funzionamento. Occorre chiarire quale sia oggi il divario da colmare e quali figure professionali manchino. Con una programmazione che negli ultimi anni ha consentito soltanto di coprire il turnover, servono meccanismi straordinari, un accordo quadro con i professionisti e nuove regole. Finora è stato perso tempo prezioso, è necessaria una forte accelerazione'. Lo ha dichiarato il consigliere regionale di Azione, Alessio D'Amato, durante il Consiglio straordinario sullo stato delle Case e degli Ospedali di comunità.
Sanità, Battistoni: 'Il rinnovo del contratto valorizza il personale'
ROMA - 'Il rinnovo del contratto nazionale del comparto Sanità rappresenta un risultato importante per dare piena dignità al trattamento economico a oltre 590 mila professionisti che ogni giorno garantiscono il diritto alla salute dei cittadini. È un segnale concreto per il lavoro del personale infermieristico, tecnico-sanitario, operatori della riabilitazione e prevenzione. Oltre al personale amministrativo e dei servizi di supporto. Ognuno di loro è un protagonista silenzioso della tenuta del nostro sistema sanitario”.
“È un risultato importante del confronto avviato dal governo, a partire dal ministro Paolo Zangrillo, che ha perseguito con determinazione l'obiettivo di assicurare continuità ai rinnovi contrattuali e una valorizzazione reale del pubblico impiego. Dietro le cifre ci sono donne e uomini che, negli ospedali, nei pronto soccorso, nei distretti sanitari e nelle strutture territoriali, garantiscono ogni giorno assistenza, professionalità e vicinanza alle comunità. Investire su chi opera nei territori significa rafforzare il Servizio sanitario nazionale e offrire ai cittadini una risposta sempre più efficiente. È questa la strada giusta: riconoscere il merito di chi si prende cura dei cittadini'. Lo dichiara il deputato e responsabile nazionale organizzazione di Forza Italia Francesco Battistoni
Lavoro usurante, svolta storica nel distretto: si muovono le segreterie nazionali
CIVITA CASTELLANA - Per la prima volta nella storia del distretto ceramico civitonico la battaglia per il riconoscimento del lavoro usurante arriva direttamente sul tavolo delle segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.
Le tre organizzazioni sindacali hanno infatti inviato una richiesta formale al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per conoscere lo stato di attuazione dell'articolo 1, comma 946, della legge, che prevede l'istituzione di un tavolo interistituzionale, con la partecipazione anche del Ministero dell'economia e delle finanze, incaricato di valutare la gravosità delle professioni dei ceramisti e dei conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica.
Nel dettaglio, i sindacati sollecitano il Ministero a fornire informazioni sullo stato di attuazione della norma, a definire modalità e tempi per l'insediamento del tavolo interistituzionale e a convocare un incontro con le segreterie nazionali per avviare un confronto sulle finalità del percorso delineato dalla legge.
L'obiettivo è arrivare all'individuazione di criteri oggettivi per il riconoscimento della gravosità delle lavorazioni del comparto e definire strumenti di tutela adeguati, anche sul piano previdenziale, coerentemente con lo spirito della norma approvata dal Parlamento.
L'iniziativa rappresenta un momento senza precedenti per il comparto. Nei giorni scorsi anche il sindaco Danilo Corazza ha avviato una richiesta di incontro al presidente della Commissione permanente lavoro pubblico e privato della Camera, Walter Rizzetto, ma mai prima d'ora le segreterie nazionali avevano promosso un'azione congiunta di questo livello. Nella lettera inviata al Ministero, i segretari Ugo Cherubini (Filctem), Fabrizio Framarini (Femca) e Vittorio Caleffi (Uiltec) hanno evidenziato come l'istituzione del tavolo rappresenti un importante riconoscimento istituzionale della necessità di approfondire le condizioni di particolare gravosità che interessano migliaia di addetti del settore.
'Le lavorazioni ceramiche - ricordano - espongono quotidianamente i lavoratori a molteplici fattori di rischio, tra cui la presenza di silice libera cristallina respirabile, l'esposizione ad agenti chimici, le elevate temperature degli impianti e un intenso impegno fisico, elementi che incidono in maniera significativa sulla salute e sulla sicurezza'.
'Per questo motivo - proseguono - chiediamo che il percorso previsto dal legislatore venga avviato senza ulteriori ritardi e che si sviluppi attraverso un confronto strutturato con le parti sociali maggiormente rappresentative, valorizzando l'esperienza maturata nei luoghi di lavoro e le evidenze tecnico-scientifiche disponibili'.
L'intervento delle segreterie nazionali apre così una nuova fase per il distretto ceramico. Il riconoscimento del lavoro usurante, che sul territorio ha visto l'impegno costante delle segreterie provinciali, entra ora ufficialmente nell'agenda del confronto istituzionale nazionale, con la prospettiva di tradurre in misure concrete una delle rivendicazioni più significative per il futuro del settore.
Silice e tumore ai polmoni, Rifondazione accelera: 'Serve uno studio ad hoc'
CIVITA CASTELLANA - Avviare uno studio e una collaborazione costante tra il Comune, lo Spresal e i rappresentanti dei lavoratori con il fine di avere a disposizione tutti i dati necessari per riconoscere nel nostro territorio la connessione tra silice e cancro ai polmoni.
E' la mozione che il gruppo consigliare di Rifondazione comunista intende presentare all'amministrazione comunale, per dare il proprio contributo nella battaglia del riconoscimento del lavoro usurante. L'ex consigliere comunale Yuri Cavalieri si fa portavoce della richiesta partita dal Circolo Enrico Minio e ne spiega le ragioni: 'Abbiamo accolto con soddisfazione le parole del sindaco Corazza che invita a riavviare al più presto il percorso parlamentare per il riconoscimento di lavoro usurante per gli operai ceramisti del nostro distretto industriale. In tal senso, visto che mancano ancora i decreti attuativi, e che in una legge del genere questi non rappresentano un semplice corollario all'approvazione finale ma ne costituiscono una parte determinante, vogliamo dare il nostro contributo al fine di raggiungere l'obiettivo nel più breve tempo possibile'.
'La connessione tra silice e cancro ai polmoni - ha sottolineato - è stata già certificata da una direttiva dell'Unione europea recepita dall'Italia nel 2020. Prima di questa data, però, non ci sono studi legati a questa correlazione. E' fondamentale mettere a disposizione una serie di dati su cui ragionare, dove il Comune finanzia lo studio e mette a disposizione i dati anagrafici per confrontarli con quelli dello Spresal (il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) e delle organizzazioni sindacali'
'Data l'importanza e l'attualità del tema - conclude - crediamo che sia opportuno che tale mozione sia oggetto di discussione in commissione, in modo da poter essere accolta da tutti i soggetti politici e sociali del territorio'.la correlazione silice-cancro ai polmoni: 'In modo - spiegano - da concludere positivamente l'iter già aperto per il riconoscimento del lavoro usurante agli operai ceramisti e garantire un'occupazione che salvaguardi anche la salute di chi ,con il proprio sudore, crea la ricchezza di cui beneficia tutto il territorio'.
Spazio ai giovani: nasce il nuovo Leo Club Viterbo Tuscia
di Fabio Tornatore
VITERBO - “Al servizio di un mondo che ha bisogno”, con questo motto l’associazione Lions Clubs International dà il benvenuto al nuovo club dei giovani viterbesi. Di fatto il Lion Club Viterbo si sdoppia: dalla costola dell’associazione viterbese nasce il gruppo dedicato ai giovani, il Leo Club Viterbo Tuscia, chiuso dal 2022.
L’attenzione per le nuove generazioni è stato il marchio distintivo del presidente del Lions Club Viterbo, Gabriele Sabato, fin dal suo insediamento a fine giugno. Il neopresidente, infatti, nella cerimonia di insediamento aveva ricordato “l’importanza, in una città come Viterbo, di avere un service club che sappia affiancare il territorio nella comprensione e nella risoluzione di numerosi problemi di natura civile e sociale' aveva fatto sapere in una nota 'ha enfatizzato il percorso attualmente in essere di crescita dell’associazione, che proseguirà sotto la sua presidenza, e ha presentato al Club numerosi nuovi giovani, esordienti in sala, pronti a ricostituire a breve il Leo Club, sezione giovanile del Lions Club, dopo un’assenza di molti anni”.
La parola, a poche settimane dall’insediamento, è stata mantenuta: solo alcuni giorni fa, infatti, è stata annunciata la riunione con i nuovi giovani iscritti: “si è tenuta la prima riunione operativa del (ri)costituendo Leo Club di Viterbo” aveva annunciato via social il presidente Sabato “alla presenza del Presidente del Lions Club e della Leo Advisor Raffaella Puri. Oltre ai presenti, altri aspiranti Leo collegati da remoto, tutti motivati e curiosi di intraprendere questa nuova avventura nel mondo dei service clubs. Mettersi a servizio degli altri è un privilegio che questi giovani hanno deciso di non lasciarsi sfuggire. A rendere omaggio all'avvio dei lavori e a supportare tutti fin dal principio, anche il Presidente distrettuale Leo Alberto Maniscalco, collegato da remoto, che ha salutato con grande vicinanza questa nuova rinascita del Club viterbese”.
E la conclusione non si è lasciata attendere: “In data odierna” ha comunicato Gabriele Sabato martedì scorso “il Club ha con gioia ed entusiasmo presentato alla sede centrale del Lions Clubs International, in Oak Brook, Illinois, una domanda per il rilascio di una Charter per la costituzione di un nuovo Leo Club, connesso al Lions Club Viterbo. La nuova associazione giovanile si chiamerà Leo Club Viterbo Tuscia e il suo primo Presidente sarà il ventisettenne commercialista Alessio Mecozzi. Il Presidente del futuro Leo Club guiderà, fino al 30 giugno 2027, un gruppo composto inizialmente da Candida Conti, Eleonora Augusti, Eleonora Sassara, Federico Bucaccio, Francesco Parenti, Giorgia Sensi, Jennifer Orsimarsi, Lara Crocicchia e Vittoria Fazzi'.
'Altre adesioni non mancheranno nei prossimi mesi, ne siamo certi' continua Sabato 'man mano che il Leo Club si strutturerà e inizierà a compiere i suoi service a supporto della comunità e della cittadinanza. La procedura di costituzione, avallata dal Consiglio direttivo del Lions Club il 16 luglio scorso, è stata curata, come richiesto dalle regole internazionali, dal Presidente del Club, che ha beneficiato della costante presenza del Presidente distrettuale Leo Alberto Maniscalco e dell'attenzione immancabile della Leo Advisor del Club, Raffaela Puri. Solo successi e traguardi per le nostre ragazze e i nostri ragazzi Leo, sempre e soltanto al motto We Serve”.
Scritta 'Casa del Balilla' sul Liceo Buratti, Dottarelli: «Va rimossa, è uno sfregio alla ...
VITERBO - Prosegue il dibattito sulla ricomparsa della scritta 'Casa del Balilla' sulla facciata del Liceo Classico 'Mariano Buratti' di Viterbo, emersa in seguito ai lavori di restauro dell'edificio. A intervenire è Luciano Dottarelli, presidente del Club per l'Unesco Viterbo Tuscia, che propone una riflessione sul rapporto tra tutela del patrimonio storico e memoria civile.
Nel suo intervento, Dottarelli prende spunto dalle considerazioni espresse da Peppe Sini, animatore del Centro di ricerca per la pace, condividendone la richiesta di rimuovere la scritta e, al tempo stesso, esprimendo comprensione nei confronti della soprintendente Margherita Eichberg, che ritiene non debba essere oggetto di attacchi personali.
«Non ho motivo di dubitare – scrive Dottarelli – che la sua azione sia ispirata al principio costituzionale di adempiere le proprie funzioni con disciplina e onore e non riesco a immaginare una volontà di rivalsa storico-politica».
L'interrogativo, secondo il presidente del Club per l'Unesco, riguarda piuttosto il percorso che ha portato alla ricostruzione della scritta senza un confronto pubblico o un'adeguata riflessione sul significato culturale dell'intervento.
Dottarelli osserva come la questione non possa essere affrontata esclusivamente attraverso i principi della teoria del restauro, ricordando che lo stesso edificio ha assunto nel tempo configurazioni differenti, come documentato dalle fotografie storiche conservate nell'archivio di Mauro Galeotti, dove si susseguono iscrizioni diverse, da 'Opera Balilla' a 'Gioventù Italiana del Littorio'.
Al centro della riflessione viene posto il valore simbolico assunto dall'edificio dopo l'intitolazione a Mariano Buratti, insegnante, finanziere e partigiano ucciso durante la Resistenza, al quale il liceo è dedicato da oltre cinquant'anni.
Richiamando il pensiero di Friedrich Nietzsche contenuto nell'opera Sull'utilità e il danno della storia per la vita, Dottarelli invita a non limitarsi a una lettura puramente filologica del passato, ma a considerare la storia nella sua dimensione viva e nel rapporto con la coscienza collettiva.
Secondo il presidente del Club per l'Unesco, proprio la mancata considerazione della nuova identità storica e civile dell'edificio avrebbe portato a una scelta che oggi appare profondamente controversa.
«Se si fosse riflettuto in profondità su questa nuova, viva storicità – afferma – non sarebbe venuto in mente a nessuno, in buona fede, di progettare quello che non può apparire come uno sfregio».
Per Dottarelli, la soluzione è chiara: la scritta deve essere rimossa, senza cancellare la memoria storica, ma utilizzando gli strumenti della ricerca e del restauro per conservarla in modo appropriato.
«Uno sfregio che, senza dissipare la memoria come lo studio e le tecniche del restauro consentono, va semplicemente rimosso, nel rispetto della coscienza civile, della storia e del suo legame con la vita di una comunità», conclude il presidente del Club per l'Unesco Viterbo Tuscia.
Salute è apprezzamento dei momenti sociali: Enterolactis Plus va on air con uno spot mirato
Enterolactis Plus (Alfasigma) - 'Intestino in equilibrio, vita che riparte'. Link allo spot: https://www.youtube.com/watch?v=Cht_MY6Y7MU
VITERBO - Una donna è disgiunta da un tavolo festivo, forse solo conviviale: a disallinearla, con impeto improvviso, dall’auspicabile contesto è una cortina di disturbi intestinali, in forma di sliding door trasparente.
Si può scegliere di rimanere imbrigliati nel disagio o di combatterlo con una terapia di supporto: questa è la strada per cui opta la figura, senza dubitare della bontà della soluzione e senza esitare nell’annunciare il suo fastidio.
Enterolactis Plus, assumibile in una sola dose giornaliera, puntualizza le proprietà farmacologiche attraverso una chiara promessa: “E ti riconnetti alla tua vita!”, chiosa che echeggia alla circolazione di informazioni, stati d’animo e desideri nel nostro mondo formalmente sociale e intrinsecamente informatizzato. I collegamenti che contano, però, sono quelli naturali e insopprimibili della famiglia, delle relazioni spontanee e dei contesti veraci e genuini.
Nonostante il nostro spot, una creazione che sembra rimandare a una comunicazione elegante e compassata, subisca contaminazioni da concept visuali classici, è innovativo il tentativo di avvolgere la protagonista in un tunnel che la scardina, ma non la colpevolizza.
Mirata è la scelta per la stessa di far calzare un look bianco e senza contrasti cromatici con il background, quasi a preconizzare un’identità tra la trasparenza dell’anima e la salute del corpo.
La donna appare sola nel far fronte al suo malessere, fisico e situabile nella digestione, ma l’atteso riconciliarsi con la famiglia è parte di un percorso interiorizzato: non è necessario banalizzare sé stessi attraverso l’elargizione di red flag, soprattutto in contesti felici e partecipati, ma è giusto saper rivoluzionare in autonomia le situazioni critiche e provanti.
Questo è quello che la casa produttrice Alfasigma, con la sua esperienza e una notevole delicatezza, pare suggerirci.
In sostanza, vediamo una persona che è debilitata da un affanno, ma non denuncia in modo invadente o prevaricante il suo stato: vacilla, vi cammina, lo affronta e lo stravolge. E torna madre, complice, figlia, moglie e commensale alla tavola della vita: una gioia che si riequilibra e che transita in uno spazio sicuro, senza attendere definizioni affrettate, compatimento o emarginazione.
Ovviamente, una dose di elaborazione grafica più alta è presente nell’illustrazione dell’azione del farmaco sull’intestino, con tanto di calendario alla fine sull’attività del principio contenuto.
La mensa a cui la donna ritorna è qualcosa di nuovo e piacevole, rigenerato, con presenze che esemplificano l’unica figlia, l’uomo amato e i genitori. Un’Itaca fragile, ma mai fossile o dimenticata, che spesso è la medicina a richiamare con orgoglio, presidiandone l’integrità e la diffusa unicità.
Alfasigma, dunque, non brandizza con un payoff all’ultimo grido la sua campagna, né la indicizza con peculiari feature valide per il dibattito, ma ricorda che tutti possiamo essere testimoni della fragilità. Che sia la nostra, quella di un altro che supportiamo nel suo emergere o appartenga a chi ci ha allevato e continua a custodirci, il suo prezioso valore è nel viverla e superarla. È nell’essere consapevoli di avere, talune volte, “un’ala soltanto”.
Lo cantava Mr. Rain nel 2023, nella colossale per semplicità “Supereroi”, e continua a proporlo il nostro pontefice nei suoi impegnati scritti, compresa l’enciclica “Magnifica Humanitas”: se ci sorreggiamo sulla fiducia ci chi ci comprende, invece di annientarci nelle mancanze di chi ci estromette, troveremo il primo alleato nel nostro coraggio personale e nella nostra dedizione a un benessere spassionato.
Incidente sulla Sammartinese, giovane finisce fuori strada e viene soccorso
VITERBO – Incidente lungo la strada Sammartinese, dove un giovane automobilista è rimasto ferito dopo aver perso il controllo della vettura.
L’episodio si è verificato mentre il ragazzo procedeva in direzione Viterbo: per cause ancora in fase di accertamento, il mezzo è uscito dalla carreggiata terminando la propria corsa fuori dalla normale traiettoria di marcia.
Il conducente è stato immediatamente soccorso dal personale sanitario del 118 e trasferito in ospedale in codice giallo. Le sue condizioni sono state valutate dai medici, ma al momento non sarebbe in pericolo di vita.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Viterbo, impegnati nei rilievi necessari a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e nella gestione del traffico durante le operazioni di soccorso. Presenti anche i Vigili del Fuoco per le attività di supporto e messa in sicurezza dell’area.
Carceri, il Sappe attacca il ministro Nordio: Ascoltare anche la Polizia Penitenziaria
VITERBO - “Abbiamo appreso con autentico stupore e profonda amarezza che il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha ricevuto ieri, in via informale, Gianni Alemanno, accompagnato dal proprio legale, per affrontare la situazione delle carceri italiane. È una notizia che lascia sinceramente sconcertati”, lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).
“Da mesi – denuncia Capece – chiediamo un incontro al Guardasigilli per rappresentargli la realtà delle carceri italiane vista con gli occhi di chi il carcere lo vive ogni giorno, non da detenuto ma da servitore dello Stato. Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria operano ventiquattro ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni l'anno, nelle sezioni detentive, affrontando aggressioni, tensioni, rivolte, carenze di organico, sovraffollamento e condizioni operative sempre più difficili. Eppure, nonostante le nostre reiterate richieste, il Ministro non ha mai ritenuto di ricevere il SAPPE, il sindacato maggiormente rappresentativo del Corpo. Leggiamo che l'incontro con Alemanno si sarebbe svolto 'in un clima di attenta condivisione dei temi e reciproca soddisfazione e che si è parlato della situazione delle carceri, del trattamento dei detenuti, del sovraffollamento e perfino del sistema di calcolo degli spazi nelle celle. Temi certamente importanti, ma ci chiediamo come sia possibile affrontarli senza ascoltare chi garantisce ogni giorno la sicurezza degli istituti penitenziari e dello Stato”.
“Non contestiamo il diritto di chiunque, compreso un ex detenuto, ancorché già parlamentare e sindaco di Roma, di rappresentare le proprie valutazioni. Contestiamo invece una scelta istituzionale che continua a ignorare la voce della Polizia Penitenziaria. Per comprendere davvero la crisi delle carceri occorre ascoltare anche, e soprattutto, chi quella crisi la affronta quotidianamente indossando un'uniforme dello Stato”. Capece ricorda che il SAPPE attende da mesi risposte concrete su questioni ormai non più rinviabili. “Vorremmo poter dire direttamente al Ministro che chi indossa una divisa e garantisce ogni giorno la sicurezza dello Stato non può essere lasciato privo di adeguati strumenti di difesa. È indispensabile intervenire immediatamente dotando il personale di strumenti di autotutela, a partire dallo spray al peperoncino, già ampiamente sperimentato come presidio efficace e non letale. Le continue aggressioni contro gli appartenenti al Corpo dimostrano che non bastano più le rituali manifestazioni di solidarietà dopo ogni episodio di violenza. Servono decisioni immediate, coraggiose e concrete”.
“L'inerzia delle istituzioni rischia di produrre un pericoloso effetto emulativo, alimentando nei detenuti più violenti la convinzione che aggredire il personale sia un comportamento sostanzialmente privo di conseguenze. È un messaggio devastante che mina l'autorevolezza dello Stato all'interno degli istituti penitenziari”.
Il segretario generale del SAPPE conclude con un appello diretto al Guardasigilli: “Proteggere chi ogni giorno protegge la collettività è un dovere dello Stato. La sicurezza degli operatori della Polizia Penitenziaria deve diventare una priorità assoluta, perché senza la sicurezza di chi lavora nelle carceri non può esserci la sicurezza degli istituti penitenziari né quella dell'intero sistema Paese. Per questo rivolgiamo ancora una volta un invito pubblico al Ministro Nordio: convochi finalmente il SAPPE. Perché le carceri italiane non si cambiano ascoltando una sola voce, ma confrontandosi anche con chi, ogni giorno, ne sostiene il peso, le responsabilità e i rischi al servizio delle istituzioni”.
Cambio al vertice del 72° Stormo di Viterbo: Fiorini lascia, arriva Pasqualucci
VITERBO - Venerdì 31 luglio 2026, con inizio alle ore 09:25, presso il 72° Stormo di Viterbo, si terrà la cerimonia di passaggio di consegne tra il Colonnello Pilota Alessandro Fiorini, Comandante uscente, e il Colonnello Pilota Giovanni Maria Pasqualucci, Comandante subentrante.
La cerimonia, che rappresenta uno dei momenti più significativi della vita del Reparto, si svolgerà alla presenza delle Autorità civili e militari e sarà presieduta dal Generale di Squadra Aerea Francesco Vestito, Comandante delle Scuole dell'Aeronautica Militare e della 3ª Regione Aerea.
Il Colonnello Alessandro Fiorini lascia il comando del 72° Stormo dopo un mandato iniziato il 13 luglio 2023, nel corso del quale ha guidato il Reparto in un periodo di particolare rilevanza, culminato con il trasferimento del 72° Stormo da Frosinone all’attuale sede di Viterbo, avvenuto il 1° gennaio 2026.
Il Colonnello Giovanni Maria Pasqualucci proviene dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, dove ha ricoperto l'incarico di Vice Capo del 5° Ufficio 'Addestramento, Esercitazioni, Modelling & Simulation' del 3° Reparto dello Stato Maggiore, operando contestualmente nell'ambito dell'Ufficio di Programma dell'International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu. Dal 31 luglio sarà chiamato ad assumere il comando del 72° Stormo, punto di riferimento nazionale per la formazione al volo su ala rotante.
Il 72° Stormo, costituito il 1° febbraio 1960, è l'Istituto dell'Aeronautica Militare deputato alla formazione e all'addestramento dei piloti militari di elicottero delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato. Attraverso la Scuola Elicotteri Interforze, il Reparto assicura la formazione iniziale, avanzata e il mantenimento delle qualifiche operative degli equipaggi di volo, contribuendo inoltre allo sviluppo delle capacità addestrative nazionali e alla cooperazione internazionale nel settore del volo ad ala rotante.
Tuscania, la guardia medica trasferita a Canino: il Pd attacca
TUSCANIA - “Negli ultimi due giorni, il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) affidato alla postazione di Canino. Ancora problemi per la sanità a Tuscania”
“Per poter accedere al servizio di continuità assistenziale - parliamo della ex guardia medica -, negli ultimi due giorni i cittadini di Tuscania hanno dovuto rivolgersi alla postazione di Canino. Nel campo della sanità, davvero i problemi non finiscono mai”. Così il Circolo del Partito Democratico di Tuscania.
“Che succede? A causa del prolungarsi dell’indisponibilità di medici di assistenza primaria ad attività oraria, la Direzione UOC Cure Primarie della Asl di Viterbo ha emanato una disposizione urgente: per garantire i livelli essenziali di assistenza primaria dalle ore 20 di lunedì 27 luglio alle ore 8 di questa mattina, la postazione di continuità assistenziale di Tuscania è stata coperta da quella di Canino”.
“Si continua a parlare, da parte del centrodestra, a tutti i livelli, di miglioramento delle prestazioni sanitarie. Quale film stanno vedendo? La realtà nel nostro comune è ben diversa. Abbiamo ripetutamente segnalato le gravi criticità strutturali e organizzative presenti nell’ambulatorio dell’Unità di Cure Primarie in via Verona e la mancanza di un presidio sanitario per i servizi di prossimità moderno ed efficiente. Oltre al fatto, gravissimo, che nel 2023 è stato perso il finanziamento Pnrr di 1.562.727 euro per la realizzazione, nel nostro comune, della Casa di Comunità. E adesso si affacciano problemi per il servizio di continuità assistenziale”, sottolinea il Circolo del PD.
“Su questi temi andremo fino in fondo - conclude -. C’è bisogno di risposte all’altezza delle esigenze di una realtà di ottomila abitanti”.
Anziana cade in casa a Viterbo, salvata dai vigili del fuoco
VITERBO – Momenti di apprensione questa mattina in via San Pellegrino, dove una donna di oltre 80 anni è rimasta ferita dopo una caduta all’interno della propria abitazione, senza riuscire a raggiungere la porta per permettere ai soccorritori di entrare.
L’allarme è stato lanciato dal personale del 118, arrivato sul posto ma impossibilitato ad accedere all’appartamento e senza riuscire a ottenere risposta dall’anziana. Per questo motivo è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.
I pompieri hanno provveduto ad aprire l’ingresso dell’abitazione, consentendo ai sanitari di raggiungere la donna e prestarle le prime cure. Sul luogo dell’intervento è arrivata anche la polizia locale.
L’episodio ha riportato l’attenzione sulla condizione di fragilità dell’anziana, che vive da sola. Secondo quanto emerso, pur avendo il supporto di una badante, al momento della caduta non aveva nessuno accanto e la situazione potrebbe richiedere un livello di assistenza più continuativo.
Viterbo, scomparso Emanuele Maffia, scattano le ricerche
VITERBO – Sono in corso le ricerche di Emanuele Maffia, 42 anni, del quale non si hanno più notizie dal 25 luglio, quando si è allontanato da una struttura situata a Viterbo. L’associazione Penelope ha lanciato un appello alla cittadinanza chiedendo la massima collaborazione per contribuire al suo ritrovamento.
L’uomo viene descritto come alto circa un metro e ottanta, con corporatura robusta, capelli brizzolati e occhi marroni. Al momento dell’allontanamento indossava pantaloni di colore chiaro, una camicia a quadri gialla e azzurra, scarpe da ginnastica gialle e aveva con sé uno zaino.
Le attività di ricerca stanno interessando diverse aree della città, in particolare viale Trento, la zona del Sacrario e il quartiere San Faustino. Le verifiche riguardano anche stazioni ferroviarie, mezzi di trasporto, metropolitane e strutture ospedaliere.
L’associazione ricorda che Emanuele Maffia necessita di seguire una terapia farmacologica e invita chiunque abbia avvistamenti o informazioni utili a segnalarli tempestivamente.
Per comunicazioni è possibile contattare Pronto Penelope al numero 339 6514799 oppure il numero unico di emergenza 112.
Il Terminal Intermodale di Orte entra nella rete di FS Logistix
ORTE - Terminali Italia, società di FS Logistix, gestirà il Terminal Intermodale di Orte a partire da gennaio 2027. L'operazione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento dell'offerta integrata di FS Logistix, con particolare attenzione allo sviluppo dell'intermodalità ferro-gomma, e conferma il ruolo strategico del trasporto ferroviario merci per una logistica più efficiente, competitiva e sostenibile. Con questo ingresso, salgono a 23 i terminal gestiti da FS Logistix in Europa.
Situato in una posizione baricentrica lungo le principali direttrici di collegamento nazionali, il terminal di Orte si candida a diventare un nodo di riferimento per i traffici merci tra Nord e Sud del Paese, con potenzialità di connessione verso il versante adriatico e i principali corridoi europei. La nuova infrastruttura contribuirà ad ampliare la capacità della rete di terminal e servizi di FS Logistix nel Centro Italia, mettendo a disposizione del mercato un impianto in grado di supportare nuovi collegamenti ferroviari e intermodali nazionali e internazionali.
'L'ingresso del Terminal Intermodale di Orte nel network di Terminali Italia si inserisce nella visione sistemica a completamento delle infrastrutture strategiche del Lazio e rappresenta un'opportunità concreta per rafforzare la nostra presenza nel Centro Italia e accompagnare le imprese nella transizione verso modelli logistici più sostenibili, intermodali e integrati - ha dichiarato Sabrina De Filippis, AD di FS Logistix. -. Il nostro obiettivo è lavorare fin da subito insieme al mercato per costruire nuovi collegamenti e servizi capaci di rispondere alle esigenze delle filiere produttive e distributive del territorio, valorizzando il ruolo della ferrovia come leva di competitività e sostenibilità'.
La posizione dello scalo rappresenta uno dei principali fattori distintivi dell'iniziativa. Il terminal è collegato direttamente al nodo ferroviario di Orte, punto di intersezione tra la direttrice Roma–Firenze, la linea Orte–Falconara e il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, ed è prossimo ai principali assi stradali, tra cui l'autostrada A1 Milano–Napoli e la E45/SS675. La vicinanza a Roma, al porto di Civitavecchia e ai principali distretti produttivi dell'Italia centrale rafforza il potenziale dello scalo come piattaforma a servizio delle filiere industriali e distributive.
Il Terminal dispone di circa 96.000 metri quadrati di piazzali, tre binari dedicati alle operazioni intermodali, gru semoventi, locomotori di manovra e attrezzature specializzate per la gestione delle unità di trasporto intermodale. L'hub nasce per servire un bacino logistico e produttivo ampio e diversificato: dalla logistica distributiva e GDO dell'area romana, anche in ottica di retroporto della Capitale, al polo siderurgico di Terni, al polo chimico di Narni, al distretto della ceramica di Civita Castellana e al comparto agroalimentare della Tuscia.
Caso 'Dottor D', Federconsumatori Lazio: assistenza ai pazienti coinvolti
ROMA - 'Abbiamo ricevuto una prima richiesta di assistenza agli sportelli Federconsumatori di Roma. Metteremo in campo ogni risorsa disponibile per tutelare i cittadini danneggiati', lo afferma in una nota Federconsumatori del Lazio.
'Potrebbe ripetersi quello che sta avvenendo in alcune province d'Italia con la sospensione improvvisa dell'attività del centro odontoiatrico 'Dottor D', che sta lasciando decine di pazienti in una situazione di grande incertezza. Cure interrotte senza alcun preavviso, appuntamenti annullati, telefoni che squillano a vuoto, email senza risposta e finanziamenti ancora attivi per prestazioni che non vengono più erogate: è questo lo scenario denunciato da numerosi cittadini che si sono rivolti agli sportelli di tutela dei consumatori. Federconsumatori Lazio sta seguendo con attenzione la vicenda perché potrebbe crescere il numero di richieste di assistenza da parte di utenti che si trovano improvvisamente senza riferimenti e con il timore di dover continuare a pagare rate relative a cure mai completate”.
“L'Associazione ricorda che è fondamentale intervenire tempestivamente per tutelare i propri diritti. I pazienti devono contestare formalmente l'interruzione delle prestazioni, diffidare la società affinché adempia agli obblighi contrattuali e attivare le procedure di contestazione, anche nei confronti della finanziaria, qualora le cure siano state pagate tramite finanziamento. È importante sottolineare che il contratto di finanziamento non si interrompe automaticamente con la sospensione delle cure: senza le necessarie contestazioni, le rate potrebbero continuare a essere richieste, nonostante il servizio non venga più erogato. Qualora la società non dovesse riprendere l'attività o si aprissero procedure concorsuali, sarà inoltre necessario valutare ogni ulteriore iniziativa utile alla tutela dei consumatori e al recupero delle somme eventualmente dovute.'
'Comprendiamo la preoccupazione di chi si ritrova con cure sospese e finanziamenti ancora in corso. Federconsumatori del Lazio metterà in campo ogni risorsa disponibile per assistere i clienti danneggiati, fornendo supporto nella predisposizione delle diffide, nei rapporti con le finanziarie e nell'avvio di tutte le azioni necessarie per la tutela dei loro diritti. Invitiamo tutti i consumatori interessati a rivolgersi ai nostri sportelli senza attendere ulteriormente, perché la tempestività può risultare determinante', conclude Federconsumatori del Lazio.
Danilo Rea in concerto a Bolsena per il Tuscia in Jazz for Sla
BOLSENA - Sul Lago di Bolsena si prepara a risuonare un’atmosfera quasi sospesa, dove l'acqua incontra la grande musica d'autore per un appuntamento dal valore artistico e umano straordinario. Venerdì 31 luglio, alle ore 21:00, la suggestiva cornice della riva del lago, presso la rotonda situata al termine di Viale Armando Diaz a Bolsena, farà da palcoscenico a un evento imperdibile targato dalla sinergia tra il Tuscia in Jazz for SLA e il Bolsenarte Festival.
Il celebre pianista italiano Danilo Rea regalerà al pubblico una serata indimenticabile a ingresso libero, durante la quale sarà possibile offrire donazioni facoltative interamente destinate a sostenere la ricerca scientifica contro la SLA. Questa preziosa collaborazione segna l'ingresso del ventennale festival di Bolsena nella rete di manifestazioni sostenitrici del Tuscia in Jazz for SLA; una partnership solida che, dopo lo straordinario successo riscosso dal concerto Gospel durante le festività natalizie e la grande attesa per l'evento di questo venerdì, vede già le due organizzazioni al lavoro per pianificare insieme i progetti futuri.
Protagonista assoluto della serata sarà Danilo Rea, figura di spicco nel panorama jazzistico internazionale e tra i musicisti più eclettici e raffinati della scena contemporanea. Nato a Vicenza nel 1957 ma romano d'adozione, Rea si è diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, sviluppando fin da giovanissimo un'impeccabile preparazione classica che ha poi fuso con la passione per l'improvvisazione. Nel 1975 ha fondato il Trio di Roma insieme a Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto, imponendosi rapidamente all'attenzione della critica. Nel corso di una carriera ultraquarantennale, la sua straordinaria sensibilità e versatilità lo hanno portato a collaborare con i più grandi giganti del jazz mondiale, da Chet Baker a Joe Lovano, da Lee Konitz a Michael Brecker, oltre a divenire il pianista di riferimento per i mostri sacri della musica leggera italiana, tra cui Mina, Gino Paoli, Claudio Baglioni, Fabrizio De André, Fiorella Mannoia e Renato Zero. Famoso per la sua capacità univa di scompaginare i confini tra i generi, Rea è maestro nel rivisitare in chiave jazzistica sia le arie dell'opera lirica italiana sia le pietre miliari del rock e del pop internazionale, trasformando ogni sua esibizione solista in una vera e propria narrazione poetica ed estemporanea.
Concluso l'evento sul lungolago bolsenese, la carovana del festival si sposterà a Monterosi per rendere un accorato omaggio a Massimo Urbani, unanimemente considerato uno dei più grandi e geniali sassofonisti della storia del jazz italiano. Il legame tra l'indimenticato artista e la cittadina è profondo e viscerale, essendo Monterosi il luogo d'origine della sua famiglia nonché il posto in cui il musicista riposa. Per celebrare degnamente la sua memoria e il suo immenso valore artistico, la direzione del festival è riuscita nell'impresa di riunire per l'occasione la sezione fiati dell'iconico quintetto di Michel Petrucciani, richiamando sul palco due autentici fuoriclasse del jazz italiano e internazionale come il trombettista Flavio Boltro e il sassofonista Stefano Di Battista.
