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Viterbo, a San Martino al Cimino la cerimonia in ricordo di Norma Cossetto
Acqua non potabile a Viterbo, A.Ba.Co. e Comitato: «Un’ordinanza non è una risposta»
In archivio il precampionato delle Terme Salus, ora l’esordio in serie B
Visitare la Tuscia: guida completa per una gita fuori porta tra borghi, laghi vulcanici, terme ...
TUSCIA - La Tuscia, cuore autentico del Lazio settentrionale, è una delle destinazioni più affascinanti per chi desidera una gita fuori porta ricca di storia, natura, borghi medievali e sapori locali. Un territorio che sorprende a ogni passo: dalle città etrusche alle terme naturali, dai laghi vulcanici ai borghi arroccati sul tufo, fino ai paesaggi incontaminati che si estendono tra Viterbo, l’Umbria e la Toscana.
Viterbo: la Città dei Papi e le terme naturaliLa tua esplorazione può partire da Viterbo, città medievale perfettamente conservata, famosa per il quartiere di San Pellegrino, il Palazzo dei Papi e le sue terme naturali. Il Parco Termale del Bagnaccio è uno dei luoghi più amati per rilassarsi immersi nella natura oltre le Terme dei Papi, iconiche e conosciute in tutta Italia
Borghi medievali e città etrusche: un viaggio nel tempoLa Tuscia è un mosaico di borghi:
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Civita di Bagnoregio, la “città che muore”, sospesa su un colle di tufo
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Vitorchiano, con il celebre Moai
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Bomarzo e il suo Sacro Bosco, noto come Parco dei Mostri
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Tarquinia, capitale dell’arte etrusca con le sue necropoli dipinte
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Proceno, uno dei borghi più suggestivi e meno turistici della Tuscia, perfetto per chi cerca autenticità
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Calcata, il borgo degli artisti, immerso nella Valle del Treja
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Civita Castellana, con la via Merina, il Forte San Gallo e il Duomo dei Cosmati
Questi luoghi raccontano un Lazio diverso, lontano dai circuiti di massa, dove ogni vicolo custodisce una storia.
Laghi vulcanici: Bolsena, VicoLa Tuscia è ricca di laghi di origine vulcanica:
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Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa
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Lago di Vico, circondato da una faggeta vetusta patrimonio naturale
Ideali per una gita fuori porta tra natura, trekking e degustazioni.
Ecco alcune tappe che rendono la Tuscia unica:
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Villa Lante a Bagnaia, capolavoro rinascimentale
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Parco Archeologico di Vulci, dove natura e archeologia si incontrano
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Sacro Bosco di Bomarzo, con statue grottesche e sculture surreali
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Palazzo Farnese di Caprarola, una delle dimore più spettacolari del Lazio
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Forre di Corchiano, canyon naturali perfetti per escursioni
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Cascate di Chia, amate anche da Pasolini
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Cascata del Picchio e Cascata Cavatera, mete perfette per chi ama l’acqua e il trekking
La Tuscia è anche terra di gusto:
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Vini di Montefiascone, tra cui l’iconico Est! Est!! Est!!!
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Olio extravergine locale
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Aglio rosso di Proceno, presidio Slow Food
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Miele, tartufo, zafferano, lavanda, prodotti che raccontano la biodiversità del territorio
Un percorso sensoriale che unisce tradizione e qualità.
Dove mangiare a Viterbo-
Il Molino ristorante – cucina tipica viterbese
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Il Lab Ristorante – perfetto per chi ama fare un viaggio nel mondo, pur restando a Viterbo
La “città che muore” è uno dei luoghi più iconici della Tuscia. Raggiungibile solo tramite un ponte, Civita regala scorci mozzafiato e un’atmosfera fuori dal tempo.
Dove mangiare a Civita di Bagnoregio-
Alma Civita – cucina gourmet in un palazzo storico
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Il Pozzo dei Desideri – perfetto per un pranzo tipico con vista
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PepeNero Ristorante – cucina creativa, pesce di lago, prodotti della Tuscia e una vista spettacolare
Il Sacro Bosco di Bomarzo, con le sue statue enigmatiche e sculture grottesche, è una tappa imperdibile per chi ama luoghi misteriosi e ricchi di fascino.
Dove mangiare a Bomarzo-
Ristorante Il Quadrifoglio – cucina casereccia
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La Locanda del Borgo – piatti tipici e atmosfera familiare
Tarquinia è la capitale dell’arte etrusca, con la sua Necropoli dei Monterozzi, il Museo Nazionale Etrusco e le spiagge vicine per chi vuole unire cultura e relax.
Dove mangiare a Tarquinia-
Il Boccone del Prete – cucina locale e pesce
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Ristorante Arcadia – perfetto per un pranzo nel centro storico
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È vicina a Roma e facilmente raggiungibile
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Offre itinerari brevi ma ricchi di contenuti
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È perfetta per famiglie, coppie, escursionisti e appassionati di storia
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Non è sovraffollata: ideale per chi cerca autenticità
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Unisce borghi, natura, terme, archeologia, laghi, cibo e arte
Che tu voglia scoprire un borgo medievale, rilassarti alle terme, visitare una città etrusca, passeggiare tra laghi vulcanici o perderti in un parco surreale, la Tuscia è la destinazione perfetta. Un territorio che si vive lentamente, assaporando ogni dettaglio, ogni panorama, ogni storia.
Carnevale 2027, carri, coriandoli e debiti da risolvere
CIVITA CASTELLANA - Il Carnevale storico civitonico 2027 rischia di partire sotto una fitta coltre di incertezze. Il 2 settembre il sindaco Danilo Corazza, con decreto approvato dal consiglio comunale, ha nominato Marino Venditti commissario straordinario della Fondazione Carnevale, dopo aver accertato una situazione di squilibrio economico che richiede un intervento immediato per tutelare il patrimonio pubblico e garantire la continuità della manifestazione.
Il commissario, incaricato di affiancare il consiglio di amministrazione fino al ripristino dell’equilibrio finanziario, però sembrerebbe non essere ancora presentatosi in città. Nel frattempo, in Comune si sono già svolti diversi incontri per analizzare la situazione e capire come impostare la prossima edizione del Carnevale.
Il nodo principale è uno: i debiti. Le verifiche interne hanno evidenziato un ammanco che si aggira intorno agli 80mila euro, una cifra che pesa come un macigno sul futuro dell’evento. Anche ipotizzando di ottenere circa 100mila euro tra fondi ministeriali, regionali, comunali e sponsor privati, la maggior parte delle risorse verrebbe assorbita dal pagamento dei creditori, lasciando ben poco per organizzare la festa del 2027.
In altre parole, il Carnevale si farà solo se prima si riuscirà a mettere ordine nei conti. E finché il commissario non entrerà in azione, la macchina organizzativa resta ferma ai blocchi di partenza.
Tarquinia, acqua non potabile per arsenico oltre soglia
TARQUINIA - A Tarquinia scatta il divieto di utilizzare l’acqua per il consumo umano nelle aree del centro storico e delle zone Pantano, Farnesiana e Montericcio, dopo che le analisi della Asl hanno rilevato un valore di arsenico superiore ai limiti consentiti. Il controllo, effettuato il 30 settembre su campioni prelevati alle fontanelle pubbliche, ha evidenziato una concentrazione di 11 microgrammi per litro, oltre la soglia massima di 10 µg/l prevista dalla normativa.
L’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Sposetti vieta l’utilizzo dell’acqua per bere e cucinare, consentendone invece l’impiego per l’igiene domestica e gli impianti tecnologici.
L’arsenico inorganico è classificato come cancerogeno di classe 1 dall’Oms e dallo Iarc, e un’esposizione prolungata oltre i limiti può provocare lesioni cutanee, disturbi cardiovascolari, neuropatie e un aumento del rischio di tumori.
Per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile ai residenti, Talete S.p.A. ha predisposto un’autobotte nel parcheggio adiacente a viale Bruschi Falgari, mentre i tecnici sono al lavoro per individuare le cause del superamento e riportare i valori entro la norma.
Ulteriori controlli sono attesi nei prossimi giorni, con aggiornamenti che verranno comunicati non appena disponibili.
'Gli alberi abbattuti aspettano ancora di essere sostituiti'
di Fabio Tornatore
TARQUINIA - Pini abbattuti e mai sostituiti: i recenti lavori di asfaltatura nelle zone litorali non avrebbero previsto i nuovi alberi in sostituzione di quelli tagliati, come previsto dalla legge. In merito, l'associazione di categoria dei balenari chiede spiegazioni: 'gli alberi abbattuti aspettano ancora di essere sostituiti' riferiscono da AssoLidi.
'Ci chiediamo perché, nei lavori di rifacimento del manto stradale attualmente in corso, non sia stata prevista la messa a dimora di nuovi alberi in sostituzione di quelli abbattuti in precedenza' dichiarano dall'associazione di categoria 'Durante l’esecuzione dei lavori, infatti, sarebbe più semplice intervenire rispetto a condizioni ordinarie, potendo effettuare con maggiore facilità gli scavi necessari e predisporre gli spazi destinati alle nuove piantumazioni, senza dover successivamente riaprire o modificare superfici appena sistemate'.
L'associazione già precedentemente aveva richiamato, attraverso note agli organi di stampa, il mancato intervento sulle radici durante l'esecuzione dei lavori.
'Anche dal nostro punto di vista è indispensabile intervenire sugli alberi che presentano problemi di sicurezza' spiegano 'tutelare quelli che possono essere conservati e programmare nel tempo il rinnovo delle alberature. Come noto un grande numero di alberi non è stato sottoposto da lunghi anni alle necessarie manutenzioni soprattutto a carico delle chiome cariche di ramaglie che compattando il volume determinano un pericoloso effetto vela. Poi qualcuno rimane sorpreso che le radici non ne riescono a contenere la forza flettente e qualche albero particolarmente gravato cade a terra'.
'Tra le intenzioni annunciate e quanto si vede oggi al Lido, però, resta una distanza da colmare' spiegano da AssoLidi 'come noto gli alberi di Pino, che si trovano, o trovavano, lungo le strade, specie del settore sud, provengono dalla pineta di bonifica che si trova a lato della attuale via Axia. Fu una precisa scelta fatta col piano di lottizzazione in quanto il Pinus Pinea è la tipica essenza caratterizzante il nostro territorio fin dai tempi antichi. Nel corso degli anni molti pini sono stati abbattuti sia all’interno delle proprietà private sia lungo le strade perché valutati come non più sicuri a causa di malattie o di sopravvenute instabilità'.
'Le autorizzazioni agli abbattimenti nelle proprietà private sono condizionate alla piantumazione di altri alberi' concludono 'Per quale motivo allo stillicidio di alberi avvenuto, negli anni, lungo le vie non sono seguite le ovvie sostituzioni? Il tema torna d’attualità con i lavori di rifacimento del manto bituminoso in corso nelle strade laterali a viale del Porto Clementino'.