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Tragedia nella Tuscia: 39enne perde la vita sotto un cavalcavia nel Reatino
VITERBO - Un dramma si è consumato nel tardo pomeriggio di venerdì 2 gennaio lungo la strada statale Salto Cicolana, in provincia di Rieti. Un uomo di 39 anni è stato rinvenuto senza vita ai piedi di un cavalcavia, all’altezza della frazione di Capradosso, nel comune di Petrella Salto. L’uomo, originario di Bagnoregio ma da tempo residente a Viterbo, è Claudio Valentini, sposato e padre di un bambino di quasi quattro anni.
L’allarme è stato lanciato intorno alle ore 18. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Purtroppo, all’arrivo dei soccorsi, per il 39enne non c’era già più nulla da fare: il personale medico ha potuto soltanto constatare il decesso.
Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri, che stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, compresa quella di un gesto volontario. Dopo le verifiche di rito, la salma è stata restituita ai familiari per consentire lo svolgimento delle esequie.
La tragedia arriva a breve distanza da un altro grave lutto che ha colpito la Tuscia. Solo due giorni prima, il 31 dicembre, un giovane di 27 anni era stato trovato morto sulle rive del lago di Bolsena, nel territorio di Montefiascone, con accanto un’arma da fuoco. Il ragazzo, molto conosciuto e stimato in paese, risultava irreperibile dalla sera precedente ed era figlio del comandante di una stazione dei carabinieri della provincia di Viterbo. I funerali si sono svolti nel pomeriggio di ieri nella basilica di San Flaviano, gremita di persone.
FLAVIO DE ALESSANDRIS
Acquapendente, centro storico ghiacciato il 1° gennaio: il Comune chiarisce, “Fenomeno imprevedibile, amministrazione presente”
Proposta d’azione per la messa in sicurezza e la tutela delle cave dismesse nella Tuscia come strumento di difesa ambientale e sanitaria
Amalgama, viaggio dentro la materia: a Blera un laboratorio scientifico per tutte le età
Calza della Befana e Harley-Davidson unite dal cuore: il Viterbo Chapter protagonista della solidarietà
Previsioni meteo per il week end del 3 e 4 gennaio
Viterbo
Sabato. Nuvolosità in transito nel corso della giornata su tutti i settori ma con tempo asciutto sia al mattino che al pomeriggio. Poche variazioni in serata con molte nuvole, deboli fenomeni nella notte. Temperature comprese tra +6°C e +11°C.
Domenica. Giornata all'insegna del tempo instabile con cieli nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio associati a piogge e acquazzoni diffusi. In serata e nottata si rinnovano condizioni di instabilità con precipitazioni moderate. Temperature comprese tra +5°C e +10°C.
Lazio
Sabato. Molte nuvole in transito su tutta la regione nel corso della giornata con piogge sparse soprattutto sui settori centro-meridionali sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata nessuna variazione con cieli nuvolosi e fenomeni diffusi.
Domenica. Giornata all'insegna dell'instabilità su tutta la regione con cieli nuvolosi associati a piogge e acquazzoni diffusi sia al mattino che al pomeriggio. Nessuna variazione nelle ore serali e notturne con precipitazioni su tutti i settori e neve fino a 1500-1600 metri sui rilievi.
NAZIONALE
AL NORD
Al mattino tempo stabile su tutte le regioni con nuvolosità bassa in Pianura Padana e sereno altrove. Al pomeriggio non sono attese particolari variazioni. In serata e nottata nuvolosità in aumento tra Liguria, Emilia Romagna e Triveneto con locali fenomeni sulla Romagna, sereno o poco nuvoloso altrove.
AL CENTRO
Al mattino nuvolosità irregolare in transito su tutte le regioni con piogge sul Lazio. Al pomeriggio precipitazioni anche nelle zone interne dell'Abruzzo con neve oltre i 1600-1700 metri. Tra la serata e la notte tempo in peggioramento con piogge ed acquazzoni sparsi, specie sul versante tirrenico, con neve in Appennino oltre i 1700-2000 metri.
AL SUD E SULLE ISOLE
Nuvolosità irregolare in transito con locali piovaschi su Sardegna e regioni tirreniche, sereno o poco nuvoloso altrove. Al pomeriggio non sono attese variazioni di rilievo. Tra la serata e la notte nuvolosità in generale aumento ma con precipitazioni ancora soprattutto sulla Campania e locali fenomeni sulla Sardegna.
Temperature minime e massime stabili o in calo al Nord e in aumento al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori.
Strage di Capodanno, il Silb Fipe di Viterbo: ''Da noi più regole di tutti''
VITERBO - La strage di Capodanno nel locale Constellation a Crans Montana, con 47 morti e più di un centinaio di feriti, accende anche in Italia il dibattito sul problema della sicurezza dei locali.
Mentre le autorità svizzere hanno avviato un'indagine per chiarire, tra l'altro, la regolarità delle vie di fuga e i materiali da costruzione utilizzati nel locale, il Silb Fipe di Viterbo, nell'esprimere il proprio cordoglio per le vittime, ricorda che ''l'Italia è la nazione europea che ha più regole di tutti''.
Il presidente provinciale Luca Talucci, sottolinea che ''per aprire un locale dove si balla, dove c'è aggregazione, dove c'è musica ci sono regole specialmente in materia di sicurezza: antincendio, uscite di sicurezza in base alle capienze, materiali con resistenza al fuoco, impianti denominati Evak per segnalare acusticamente l'eventuale evacuazione e altro ancora. E' la commissione vigilanza comunale ad esprimere parere nonché a rilasciare l'eventuale licenza. Tutto ha un costo''.
Il Silb Fipe di Viterbo ricorda il ''personale qualificato, personale addetto alla sicurezza, al primo soccorso, innumerevoli frequentazioni di corsi di aggiornamento, tutto questo fa si che un locale è certificato sicuro''. Il sindacato dei locali da ballo e di pubblico intrattenimento sottolinea che c'è ''differenza tra chi balla in bar, pizzeria, ristorante c'è e di gran lunga''.
''Ballare in sicurezza è un diritto e un dovere, lo slogan che nato a Viterbo da questa presidenza - ricorda Talucci - pian piano viene citato in tutte le province Italiane. Quando ai Comuni viene comunicato un esposto sarebbe giusto andare a controllare quell'attività che presumibilmente non è in regola , forse si potrebbe salvare un'ulteriore vittima''.
Risarcimento record: chiesti 160 milioni per le nocciole della Tuscia
VITERBO - La Regione Lazio ha chiesto il maxi risarcimento di 160 milioni di euro al Ministero dell'Agricoltura per indennizzare i produttori di nocciole della Tuscia dopo il crollo della produzione del 2025.
La calamità principale è stata rilevata nella Cascola Anomala delle nocciole, ma le cause sono molteplici e più complesse, per la maggior parte legate, a quanto pare, ai cambiamenti climatici.
a Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato, su proposta dell'assessore all'Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, Giancarlo Righini, la delibera che propone la declaratoria di eccezionalità dei danni causati dalla calamità naturale legata alla cascola anomala delle nocciole e alla forte incidenza di frutti vuoti o danneggiati, verificatasi nel corso del 2025 nel territorio della provincia di Viterbo. Il provvedimento è finalizzato a richiedere al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste il riconoscimento ufficiale dell’evento calamitoso, condizione necessaria per l’attivazione degli interventi di sostegno a favore delle imprese agricole danneggiate. Dalle verifiche tecniche condotte dall’Area Decentrata Agricoltura di Viterbo, infatti, è emerso un quadro particolarmente grave: l’evento calamitoso ha interessato l’intera superficie corilicola provinciale, pari a circa 28.000 ettari, con una perdita media dell’80% della produzione ordinaria. Il danno economico complessivo stimato ammonta a 160,8 milioni di euro. Le cause del fenomeno sono riconducibili a una concomitanza di fattori climatici e biotici, tra cui gelate tardive, anomalie termiche, eccessi di pioggia, stress idrici e fitopatie, che hanno compromesso in modo significativo l’allegagione e lo sviluppo dei frutti, con effetti estesi sia sulle produzioni convenzionali sia su quelle biologiche. A seguito del riconoscimento ministeriale, le aziende agricole ricadenti nel territorio delimitato potranno presentare domanda per accedere alle misure previste dalla legislazione vigente, che comprendono contributi in conto capitale e agevolazioni previdenziali, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo di solidarietà nazionale. «La corilicoltura rappresenta una colonna portante dell’agricoltura laziale e in particolare dell’economia della Tuscia. I danni subiti nel 2025 dalle aziende della provincia di Viterbo hanno superato ampiamente il rischio ordinario d’impresa, mettendo in seria difficoltà centinaia di produttori. Con questa deliberazione la Regione Lazio compie un passo fondamentale per consentire l’attivazione degli strumenti di sostegno previsti dalla normativa nazionale. Continueremo a lavorare con il Ministero affinché il riconoscimento dell’eccezionalità arrivi in tempi rapidi e le imprese possano ottenere il supporto necessario per superare questa fase critica e guardare con fiducia alla ripresa produttiva», ha dichiarato l’assessore Giancarlo Righini.'La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato, su proposta dell'assessore all'Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, Giancarlo Righini, la delibera che propone la declaratoria di eccezionalità dei danni causati dalla calamità naturale legata alla cascola anomala delle nocciole e alla forte incidenza di frutti vuoti o danneggiati, verificatasi nel corso del 2025 nel territorio della provincia di Viterbo' fanno sapere da via della Pisana.
'Il provvedimento è finalizzato a richiedere al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste il riconoscimento ufficiale dell’evento calamitoso, condizione necessaria per l’attivazione degli interventi di sostegno a favore delle imprese agricole danneggiate.Dalle verifiche tecniche condotte dall’Area Decentrata Agricoltura di Viterbo, infatti, è emerso un quadro particolarmente grave: l’evento calamitoso ha interessato l’intera superficie corilicola provinciale, pari a circa 28.000 ettari, con una perdita media dell’80% della produzione ordinaria. Il danno economico complessivo stimato ammonta a 160,8 milioni di euro. Le cause del fenomeno sono riconducibili a una concomitanza di fattori climatici e biotici, tra cui gelate tardive, anomalie termiche, eccessi di pioggia, stress idrici e fitopatie, che hanno compromesso in modo significativo l’allegagione e lo sviluppo dei frutti, con effetti estesi sia sulle produzioni convenzionali sia su quelle biologiche. A seguito del riconoscimento ministeriale, le aziende agricole ricadenti nel territorio delimitato potranno presentare domanda per accedere alle misure previste dalla legislazione vigente, che comprendono contributi in conto capitale e agevolazioni previdenziali, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo di solidarietà nazionale.
«La corilicoltura rappresenta una colonna portante dell’agricoltura laziale e in particolare dell’economia della Tuscia. I danni subiti nel 2025 dalle aziende della provincia di Viterbo hanno superato ampiamente il rischio ordinario d’impresa, mettendo in seria difficoltà centinaia di produttori. Con questa deliberazione la Regione Lazio compie un passo fondamentale per consentire l’attivazione degli strumenti di sostegno previsti dalla normativa nazionale. Continueremo a lavorare con il Ministero affinché il riconoscimento dell’eccezionalità arrivi in tempi rapidi e le imprese possano ottenere il supporto necessario per superare questa fase critica e guardare con fiducia alla ripresa produttiva», ha dichiarato l’assessore Giancarlo Righini'.
Il tricolore che sventola lacerato sulla torre dellorologio di Bagnaia
VITERBO – La bandiera è da sempre considerata il simbolo per antonomasia di identità, unità e valori condivisi da una nazione, un gruppo o un’organizzazione. Oggi, sopra la torre dell’orologio di Bagnaia, il tricolore italiano sventola, ma non nella sua interezza.
A causa, molto probabilmente, del maltempo degli scorsi giorni, la bandiera presente sulla sommità della torre risulta priva di una parte del drappo, quello rosso. A occhio nudo è visibile una lacerazione netta del tessuto, probabilmente provocata dalle forti raffiche di vento che, insieme alla naturale usura meccanica a cui la bandiera è sottoposta quotidianamente, hanno causato lo strappo.
L’appello da parte dei cittadini bagnaioli è quello di procedere alla sostituzione della bandiera sulla torre dell’orologio prima di mercoledì 7 gennaio, data in cui ricorre la Festa del Tricolore, affinché anche Bagnaia possa celebrare questa importante giornata con il proprio simbolo nazionale.
Aspettando la befana, la calza più lunga del mondo torna a Viterbo
VITERBO – Una tradizione che conta ventiquattro edizioni alle spalle. Torna anche quest’anno la calza più lunga del mondo. Con i suoi 52 metri di lunghezza, la calza verrà trasportata da oltre 100 befane, tutte made in Tuscia, e da 15 Fiat 500 storiche.
Ad introdurre la giornata del 5 gennaio è la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini: 'Una festa fatta dalle persone, per le persone. Funziona perché nasce per stare assieme ed è ormai diventata una delle ricorrenze più rappresentative per la città'.
Una giornata che ha anche un importante valore sociale, come spiega l’assessore alle politiche sociali, Rosanna Giliberto: 'Una tradizione che fa comunità, capace di unire più generazioni. Oltre ad essere conosciuta deve essere condivisa con le nuove generazioni, grazie anche alle collaborazioni con le scuole, che promettono di portare più befane e spazzacamini nella tradizione del 5'.
L’evento nel dettaglio
Una calza della Befana lunga 52 metri, trasportata da 15 Fiat 500 storiche e da oltre 100 befane, è questa la formula magica con cui la giornata prenderà vita.
Il percorso – La partenza è prevista da Porta Romana alle 15:45, per poi proseguire lungo via Garibaldi, piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza del Plebiscito, via Ascenzi, piazza dei Caduti, via Cairoli, piazza San Faustino, via Signorelli e viale Bruno Buozzi. L’arrivo è previsto presso la chiesa del Sacro Cuore.
Le associazioni presenti
A dare linfa vitale alla manifestazione saranno la Banda Musicale, le majorette di Grotte Santo Stefano, il gruppo musicale e gli sbandieratori dell’associazione culturale Pilastro, insieme a Confartigianato, Aido, Anteas, Acli e Avis.
Il quartiere che da sempre accoglie e vive questa festa è quello del Pilastro, come spiega Luciano Barozzi, presidente del Centro sociale Pilastro: 'Una manifestazione che fa parte del nostro DNA viterbese, una manifestazione folcloristica con un obiettivo chiaro: la solidarietà. I primi due anni la calza era portata da 50 anziane del centro sociale, oggi servono nuove partecipazioni. La Banda musicale di Viterbo sarà accompagnata, a partire da quest’anno, dall’inno della calza della Befana, redatto dal maestro Pierluigi De Santis, riadattato e “infiocchettato” per l’occasione'.
Sulla stessa linea di pensiero Paola Massarelli, consigliere regionale della Fondazione ADMO Lazio: 'Verrà dedicata la donazione della Befana per far conoscere l’importanza di donare il midollo osseo. Sempre più giovani si iscrivono: l’obiettivo rimane lo stesso, salvare vite'.
Presenti all’iniziativa anche Luigi Ottavio Mechelli, vicepresidente Avis comunale, Mara Piergentili, presidente del 500 Tuscia Club di Viterbo, e don Flavio Valeri, parroco della parrocchia del Sacro Cuore. I dolciumi saranno offerti da Todis, mentre la sicurezza dell’evento sarà assicurata dalla Polizia locale.
Vuoi partecipare? ecco come fare!
Per l’occasione è attivo anche l’appello A.A.A. cercasi befane per l’edizione di quest’anno. Per partecipare è possibile recarsi presso il Centro sociale Pilastro, in via Cristofori 8, e fornire le proprie generalità dal lunedì al venerdì, nel pomeriggio, dalle 15:30 alle 18:30.
La conferenza è stata dedicata al ricordo di Rosanna De Marchi.
Civitavecchia, Nave di linea urta la banchina durante lormeggio
CIVITAVECCHIA – Mattinata movimentata oggi nel porto di Civitavecchia, dove una nave di linea, durante le manovre di ormeggio, ha urtato la banchina a causa dei forti venti di Libeccio che stanno interessando il litorale tirrenico. L’impatto ha provocato alcuni danni allo scafo dell’unità, senza tuttavia causare feriti né situazioni di pericolo per l’equipaggio o per i passeggeri né tantomeno problematiche ambientali.
La situazione è stata prontamente gestita dalla Capitaneria di porto di Civitavecchia, intervenuta sul posto con proprio personale tecnico.
Le operazioni si sono svolte in condizioni di sicurezza e l’evento è rimasto sotto controllo fin dalle prime fasi.
Sono attualmente in corso da parte degli Ispettori specializzati in sicurezza della navigazione della Guardia costiera di Civitavecchia, in collaborazione con gli Ispettori dell’ente di classifica RINA SERVICE, gli accertamenti tecnici per valutare l’entità dei danni riportati dalla nave e la ripresa in sicurezza del servizio da parte dell’unità danneggiata.
Per quanto riguarda il servizio ai viaggiatori, la compagnia di navigazione ha attivato immediatamente le procedure di assistenza.
I passeggeri che non potranno partire questa sera con la nave coinvolta nell’urto sono stati infatti riprotetti su un’altra nave di linea in partenza dal porto di Livorno, garantendo così la prosecuzione del viaggio, seppur con una variazione dello scalo. Il traffico portuale non ha subito rallentamenti.
Avviata l’inchiesta tecnico-amministrativa sulle cause del sinistro da parte della Guardia costiera di Civitavecchia per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, anche in relazione alle avverse condizioni meteo-marine che hanno reso più complesse le manovre di attracco.
Capranica, nessuna area coperta per la linea Roma-Viterbo
CAPRANICA - Molte persone utilizzano quotidianamente il treno sulla linea Roma–Viterbo, sia per motivi di lavoro che di studio. Tuttavia, la stazione risulta priva di pensiline o aree coperte, offrendo come unico spazio di attesa il marciapiede, senza alcuna possibilità di sedersi o di ripararsi dalle intemperie.
Nei giorni di pioggia questa situazione costringe i viaggiatori ad attendere il treno sotto l'acqua, con evidenti disagi e possibili rischi per la salute, in particolare per anziani, bambini e persone con difficoltà motorie.
Si richiede pertanto un intervento volto all'installazione di pensiline o di adeguate strutture di riparo, al fine di garantire condizioni minime di sicurezza e comfort per tutti gli utenti della stazione.
Circolare senza assicurazione: ecco cosa prevede il Codice della Strada
In Italia, la legge è chiara e inequivocabile: ogni veicolo a motore che circola su strade pubbliche o aree equiparate deve essere coperto da un’assicurazione RC Auto.
Tale obbligo trova fondamento nel Codice delle Assicurazioni Private (D.lgs. 209/2005, art. 122), che impone la stipula di una polizza di responsabilità civile per coprire i danni causati a terzi durante la circolazione.
Negli ultimi anni, il legislatore ha rafforzato ulteriormente questo principio. Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 22 novembre 2023, n. 184, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 13 dicembre 2023, l’obbligo assicurativo è stato esteso anche ai veicoli non in uso, in sosta o parcheggiati, purché in condizioni di poter funzionare. Il provvedimento recepisce la Direttiva (UE) 2021/2118, che mira a garantire una tutela uniforme per le vittime di incidenti in tutta l’Unione Europea.
Prima di questa modifica, la normativa lasciava spazio a interpretazioni più flessibili, consentendo in alcuni casi di non assicurare i veicoli fermi o non utilizzati. Oggi, invece, la copertura assicurativa è obbligatoria per quasi tutti i veicoli a motore, indipendentemente dal fatto che circolino effettivamente o meno. L’unica eccezione riguarda i mezzi formalmente ritirati dalla circolazione, quelli sottoposti a sequestro, fermo amministrativo o confisca, nonché i veicoli che, per caratteristiche tecniche, non sono più idonei a muoversi autonomamente.
Il decreto ha inoltre aggiornato la definizione di “veicolo”, includendo non solo automobili e motocicli, ma anche altri mezzi a motore come quadricicli leggeri, veicoli elettrici ad alte prestazioni e rimorchi. Sono esclusi soltanto i mezzi con velocità massima inferiore a 25 km/h o, se elettrici, con peso inferiore a 25 kg e velocità massima sotto i 14 km/h.
La ratio di questa riforma è duplice: da un lato, garantire che ogni potenziale vittima di incidente possa ricevere un risarcimento, evitando che il responsabile si sottragga agli obblighi solo perché il veicolo era “fermo”; dall’altro, ridurre il numero di veicoli non assicurati in circolazione. Si stima infatti che in Italia ci siano ancora oltre 2,8 milioni di veicoli privi di copertura assicurativa, una cifra significativa che comporta rischi economici e sociali non trascurabili.
La violazione dell’obbligo assicurativo comporta sanzioni severe. In caso di controllo da parte delle autorità, la mancanza di una polizza valida è punita con una multa che va da 866 a 3.464 euro, ai sensi dell’articolo 193 del Codice della Strada. Alla sanzione pecuniaria si aggiunge il sequestro del veicolo, che viene trasferito in un deposito autorizzato fino a quando il proprietario non dimostra di aver stipulato una nuova polizza e pagato la multa. Nei casi di recidiva o qualora il veicolo non venga regolarizzato, può essere disposta la confisca definitiva del mezzo.
Per evitare questi rischi, è fondamentale mantenere sempre attiva la propria polizza RC Auto. Oggi molte compagnie offrono la possibilità di sospendere temporaneamente l’assicurazione fino a dieci mesi l’anno (undici per i veicoli storici), purché tale sospensione sia formalmente comunicata all’impresa e registrata.
La responsabilità civile verso terzi rappresenta la base obbligatoria della copertura assicurativa, ma chi desidera una protezione più completa può aggiungere garanzie accessorie come la tutela legale, l’assistenza stradale o la protezione contro furto, incendio e danni al proprio veicolo. Queste opzioni, pur non essendo obbligatorie, offrono una maggiore sicurezza economica e tranquillità nella gestione quotidiana del mezzo.
Nel panorama delle assicurazioni online, Allianz Direct si distingue per l’attenzione al cliente e per la possibilità di gestire ogni fase della polizza in modo digitale: dalla stipula al rinnovo, fino alla personalizzazione delle garanzie aggiuntive. La semplicità di gestione e la trasparenza delle condizioni contrattuali permettono di mantenere sempre la copertura attiva, evitando dimenticanze o ritardi che potrebbero tradursi in sanzioni.
In conclusione, rispettare l’obbligo assicurativo non è solo un dovere imposto dalla legge, ma anche un gesto di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri utenti della strada. Circolare in regola significa contribuire alla sicurezza collettiva e proteggere il proprio futuro economico da rischi potenzialmente molto gravi.
Candolini: la purezza che illumina i tuoi momenti speciali
Grappa Candolini è luce. Una luce chiara, limpida, che attraversa ogni goccia e racconta la bellezza della semplicità. È una grappa che non ha bisogno di artifici, perché la sua forza è tutta nella purezza, nella trasparenza, nella grazia con cui si presenta. Da oltre un secolo, Candolini parla il linguaggio dell’essenzialità: linee morbide, colore cristallino, gusto equilibrato. È femminile nel suo modo di essere decisa, forte nella sua delicatezza, autentica in ogni dettaglio.
La sua storia nasce nel cuore del Friuli, a Tarcento, nel 1898, tra il Torrente Torre e le Cascate di Crosis. Lì, dove l’acqua è pura e l’aria tersa, ha preso forma una tradizione destinata a durare nel tempo. Fin dagli inizi, la filosofia di Giovanni Giustino Candolini è stata chiara: creare una grappa che esprimesse limpidezza e armonia, rispettando la materia prima e valorizzando ogni nota del distillato. Da allora, ogni bottiglia è un omaggio all’arte della distillazione, all’amore per il territorio e al saper fare italiano.
Nel corso degli anni, due donne, Domenica e Giuditta, hanno portato avanti l’eredità del fondatore, imprimendo alla distilleria una sensibilità nuova, più morbida ma sempre rigorosa. È anche grazie a loro se Candolini ha assunto quella doppia anima che la contraddistingue ancora oggi: pulita ma intensa, elegante ma sincera, capace di unire forza e grazia in un equilibrio perfetto. È una grappa che racconta un modo di essere: discreto ma luminoso, gentile ma deciso.
Oggi, nelle Fratelli Branca Distillerie, Candolini prosegue il suo percorso con lo stesso spirito, affinando la tecnica senza però tradire mai la propria identità. La cura nella selezione delle materie prima e nella lavorazione garantiscono una qualità costante, riconoscibile dal primo sguardo e dal primo sorso. La sua bottiglia, ispirata ai flaconi di profumo, è una dichiarazione di stile: sinuosa, raffinata, essenziale. Un oggetto che cattura la luce come la grappa che contiene.
Le sue tre espressioni raccontano sfumature diverse di una stessa filosofia. Candolini Bianca è trasparente, pura, cristallina. Al naso sprigiona note di fiori bianchi e frutta fresca, mentre al palato si rivela pulita e decisa, con un finale piacevolmente persistente di mandorla amara. È la grappa che seduce e conquista per la sua raffinatezza che si trasforma in piacere. Candolini Classica è dal gusto delicato ma allo stesso tempo intenso grazie a un blend che unisce grappe giovani e grappe invecchiate per almeno 18 mesi in botti di rovere francese. È una carezza calda e morbida, che racconta il passaggio del tempo senza mai perdere limpidezza. Candolini Riserva, infine, è la massima espressione della maturità: una grappa estremamente equilibrata ed elegante, invecchiata oltre 18 mesi in grandi tini di rovere. I profumi di frutta secca, vaniglia e scorze d’agrumi si intrecciano in una sinfonia armoniosa, dove ogni nota è chiara, nitida, perfettamente riconoscibile.
Candolini illumina i momenti speciali perché sa essere discreta e preziosa allo stesso tempo. È la scelta di chi ama la bellezza semplice, la trasparenza che rivela e non nasconde, la purezza che non ha bisogno di essere spiegata. Ogni sorso è un piccolo atto di eleganza, un gesto di cura verso sé stessi e verso ciò che conta davvero.
Candolini è così: limpida, pura, femminile. Essenziale come la luce che la attraversa, intensa come il piacere che lascia. Una grappa che non promette, ma mantiene. E che, con la sua trasparenza, continua a illuminare e a far risplendere i momenti più belli.
Montefiascone in lutto, lultimo saluto per Salvatore Colonna
MONTEFIASCONE – Si è tenuto oggi il funerale di Salvatore Colonna, il giovane ventisettenne di Montefiascone scomparso durante la sera del 30 dicembre, ritrovato senza vita il giorno dopo sulla spiaggia del Lago di Bolsena.
Accanto al corpo del ragazzo è stata rivenuta una pistola; poco distante si trovava la sua auto. Momentaneamente le forze dell’ordine sono più inclini sull’ipotesi del suicidio.
La tragedia ha colpito profondamente l’intera comunità, lasciando incredulità e sgomento per la perdita di una persona ricordata come sempre disponibile e dal cuore d’oro. Salvatore era un ragazzo amato e molto conosciuto, aveva frequentato l’Istituto “Carlo Alberto Dalla Chiesa” e lavorato in un negozio di elettrodomestici.
I funerali si sono tenuti nella giornata di oggi, venerdì 2 gennaio, alle ore 15:00 presso la Basilica di San Flavio, in cui parenti e amici hanno avuto la possibilità di dirgli addio per l’ultima volta.
L’appello della famiglia a tutti coloro che hanno partecipato: “Niente fiori, ma donazioni all’Avis di Montefiascone”. Un gesto di solidarietà per trasformare il dolore in qualcosa di utile alla comunità.