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GIUSTIZIA ED INGIUSTIZIA – PARLA GIOVANNI FALCONE
Civita Castellana, è allarme sicurezza al Liceo artistico Midossi
CIVITA CASTELLANA – Da tempo la sede del Liceo artistico di Civita Castellana dell’IIS U. Midossi versa in condizioni strutturali preoccupanti, tali da mettere seriamente a rischio la sicurezza, la salute e il diritto allo studio di studenti e studentesse. A denunciarlo è la Rete degli Studenti Medi, che torna a puntare l’attenzione su una situazione definita “inaccettabile” e ormai non più rinviabile.
Le criticità riguardano diversi aspetti dell’edificio scolastico. In numerose aule, durante le piogge, l’acqua filtra dal soffitto provocando allagamenti, umidità diffusa e la formazione di muffa sulle pareti e sui soffitti. Una condizione che, oltre a compromettere la salubrità degli ambienti, espone al rischio di incidenti gravi, soprattutto per la presenza di prese elettriche e cavi che possono bagnarsi, con il pericolo di folgorazioni.
Non mancano, inoltre, episodi di distacco e crollo di parti del soffitto, segnale evidente di problemi strutturali e di una manutenzione carente. Le infiltrazioni incidono pesantemente anche sulla didattica: essendo un liceo artistico, spesso disegni, tele e materiali prodotti dagli studenti vengono danneggiati dall’acqua che cade durante le lezioni, costringendo gli alunni a rifare il proprio lavoro.
Critica anche la situazione in cui versano i servizi igienici. Su otto bagni presenti nell’edificio, solo quattro risultano effettivamente utilizzabili: due per le ragazze e due per i ragazzi, un numero insufficiente rispetto alla popolazione scolastica. A ciò si aggiungono problemi legati alla sicurezza: per alcuni mesi, a partire da quest’anno, la presenza di impalcature avrebbe limitato o bloccato la maggior parte delle uscite di emergenza.
Secondo quanto riferito dagli studenti, invece di interventi strutturali risolutivi, le problematiche sarebbero state spesso “mascherate” con semplici mani di vernice, talvolta applicate dagli stessi alunni, soprattutto in vista degli open day, per restituire almeno un’apparenza di decoro alla scuola.
“La situazione che si respira nel liceo artistico Midossi non è affatto delle migliori, anzi sembra aggravarsi sempre di più – afferma la rappresentante della Rete degli Studenti Medi di Viterbo –. Parliamo di problemi strutturali ed edilizi seri, legati a infiltrazioni d’acqua, muffa, umidità e caduta di pezzi di soffitto. Non si tratta solo di disagio, ma di sicurezza e dignità”.
Le fotografie, spiegano gli studenti, sono molto recenti e risalgono agli ultimi mesi dell’anno scorso e ai primi giorni di gennaio. Nonostante le numerose segnalazioni effettuate nel tempo, denunciano, non si sarebbe mai intervenuti in modo concreto e definitivo, limitandosi a soluzioni temporanee che non risolvono il problema alla radice.
“La situazione del Midossi – conclude la Rete degli Studenti Medi – è emblematica di una condizione diffusa in molte scuole della provincia, aggravata dal periodo invernale e dalle piogge. Chiediamo alla Provincia interventi rapidi e strutturali: il diritto allo studio passa da edifici sicuri, salubri e dignitosi. Non accetteremo ulteriori soluzioni tampone”.
Gli alunni della Gianni Rodari a lezione in Antartide
CIVITA CASTELLANA - Un’esperienza didattica fuori dal comune, anzi fuori dal 'Continente', attende gli alunni della scuola primaria “Gianni Rodari”. Mercoledì 21 gennaio, infatti, è in programma una lezione speciale che collegherà i bambini della 4a A e B direttamente con i ricercatori impegnati in Antartide.
Grazie a un collegamento a decine di migliaia di chilometri di distanza, gli studenti parteciperanno a un incontro con gli scienziati che operano presso la stazione Mario Zucchelli, nell’ambito del programma di ricerca dell’Enea. Un’occasione unica per avvicinarsi al mondo della scienza e conoscere da vicino uno dei continenti più affascinanti e inospitali del pianeta. Durante la lezione, i ragazzi avranno l’opportunità di scoprire le caratteristiche dell’Antartide, approfondire il lavoro quotidiano di ricercatori e scienziati e interagire direttamente con il personale impegnato nella missione, ponendo domande e soddisfacendo curiosità.
Il progetto è stato reso possibile grazie al contributo di Mirco Di Niccola che, con la sua disponibilità e collaborazione, ha sostenuto la realizzazione di questa importante iniziativa educativa, capace di unire scuola, ricerca e innovazione.
stazione Mario Zucchelli
Il Programma nazionale di ricerche in Antartide (PNRA) è un programma nazionale antartico italiano che ha lo scopo di sviluppare e supportare la ricerca scientifica e di contribuire alla governance e alla protezione del territorio dell'Antartide, nello spirito del Trattato antartico. Il PNRA è diretto dal Ministero dell'università e della ricerca attraverso due diversi organismi: il consiglio nazionale delle ricerche (CNR) per il coordinamento scientifico e dall'Enea per l'implementazione delle spedizioni, la logistica e il mantenimento delle due spedizioni antartiche e dall'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica per le attività in nave.
L'Italia iniziò il suo programma di ricerche in Antartide nel 1985 con la formazione del Programma nazionale di ricerche in Antartide e della Commissione scientifica nazionale guidata dal 2020 dal professore dell'Università della Tuscia Silvano Onofri.
Sono presenti due stazioni permanenti di ricerca. La prima, costruita nel 1986, è la Stazione Mario Zucchelli a Baia Terra Nova, l'altra è la Concordia.
I campi di ricerca attualmente attivi presso la stazione Mario Zucchelli sono: biologia marina, biologia terrestre, oceanografia, osservazioni geomagnetiche, geodesia, geologia, glaciologia, osservazioni meteorologiche, osservazione della ionosfera/aurore, osservazione dei raggi cosmici, sismologia e monitoraggio della zona.
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Sit-in ad Orte: agricoltori e cittadini in piazza contro truffe, crisi economica e corsa al riarmo
ORTE – Un sit-in per denunciare truffe, difficoltà economiche e una gestione del Paese ritenuta sempre più distante dai cittadini. È quello annunciato ad Orte da un gruppo di promotori che si rivolgono in particolare ad agricoltori, lavoratori e famiglie, invitati a partecipare a una mobilitazione definita “pacifica e propositiva”.
Alla base dell’iniziativa c’è la volontà, spiegano gli organizzatori, di richiamare al rispetto della Costituzione repubblicana e di dare voce a quella parte di cittadinanza che si sente esclusa dalle scelte che incidono sull’economia e sulle attività produttive. Settori che, secondo i promotori, starebbero subendo un progressivo impoverimento, tra chiusure di imprese, difficoltà nel lavoro agricolo e un generale aumento delle disuguaglianze.
Nel mirino della protesta una classe dirigente accusata di rispondere a interessi esterni e alle lobby economiche internazionali, a scapito della sovranità nazionale e del benessere dei cittadini. “La nostra economia – affermano – dovrebbe essere fondata sul lavoro, sulla neutralità e su una vocazione non belligerante che per decenni ha garantito pace e sviluppo. Oggi invece rischia di essere travolta da interessi bellici e da una corsa al riarmo che impoverisce i popoli e produce conseguenze drammatiche”.
Il messaggio lanciato dal sit-in è netto e chiaro: stop a politiche che, secondo gli organizzatori, stanno affamando i cittadini e mettendo sempre più in crisi il tessuto produttivo del Paese. Da qui nascerebbe la richiesta di un cambiamento radicale, che passi attraverso l’allontanamento di una classe dirigente ritenuta “collusa” e l’apertura di una nuova fase politica affidata a persone competenti, ma soprattutto oneste, che sappiano guidare il paese verso un futuro più roseo.
“Il popolo italiano – concludono – chiede giustizia sociale, dignità per chi lavora e la possibilità di vivere senza il rischio di scivolare nella povertà. È necessario ricostruire, in modo pacifico, una partecipazione reale dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, per salvaguardare il futuro di quella che resta una delle terre più belle del mondo”.
Via libera all'acquisito di nuove telecamere per le frazioni
VITERBO - Il Comune di Viterbo ha dato il via libera all'acquisto di nuove telecamere nelle frazioni per una spesa complessiva di 32mila euro. La determina è firmata dal dirigente Mauro Vinciotti e individua nella Secur Impianti, che ha già ha curato la realizzazione del sistema comunale di videosorveglianza “Vedetta Civica” e ha presentato l'offerta più congrua, la ditta incaricata della fornitura e posa dei nuovi sistemi di videosorveglianza.
Le telecamere saranno collocate nelle frazioni di Bagnaia, San Martino al Cimino e Grotte Santo Stefano.
L'implementazione e il potenziamento delle telecamere risponde sia alle richieste dei cittadini che alla volontà dell'amministrazione di rafforzare la sicurezza.
Nella determina è specificato, infatti, che: ''nell’ambito delle politiche comunali di sicurezza integrata, risulta prioritario procedere all’implementazione e al potenziamento del sistema di videosorveglianza comunale, con particolare riferimento alla tutela delle frazioni di Bagnaia, San Martino al Cimino e Grotte Santo Stefano, fatto salvo quanto già realizzato, mediante l’installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza, anche dotati di funzionalità di lettura targhe, nel territorio delle predette frazioni, al fine di estendere in modo organico, omogeneo e funzionalmente coerente il presidio del territorio e rafforzare le condizioni di sicurezza urbana''.
Decoro urbano, stop alle polemiche: nessuna multa per i cittadini vittime di vandalismi
VITERBO - Decoro urbano, la capogruppo Perazzini: 'Chiarezza sull'articolo 15. Nessuna sanzione per i cittadini vittime di atti vandalici: siamo un'amministrazione civica, dalla parte dei viterbesi'
«L'articolo 15 del regolamento sul decoro urbano afferma un principio semplice e di buon senso: tutti i luoghi pubblici, aperti o esposti al pubblico devono essere mantenuti puliti e in uno stato decoroso, vietando ogni forma di imbrattamento, danneggiamento o deturpamento, anche quando causati da incuria. Si tratta del minimo indispensabile se vogliamo lavorare seriamente sul decoro della nostra città, in particolare del centro storico».
Così la capogruppo di maggioranza Melania Perazzini, che interviene per fare chiarezza dopo il dibattito emerso in Commissione consiliare.
«Durante i lavori – spiega la Consigliera – è stato sollevato un interrogativo specifico, non previsto dall'articolo, relativo al caso in cui lo stato di degrado di un immobile sia causato da atti vandalici e il responsabile non sia stato individuato. È una riflessione legittima, ma è bene chiarirlo con forza: il regolamento non prevede in alcun modo che il proprietario danneggiato venga sanzionato, né questo sarebbe mai concepibile secondo buonsenso».
«Mi sorprende – prosegue Perazzini – che da un semplice approfondimento svolto in Commissione, che è esattamente la sede deputata a sollevare dubbi e migliorare i testi, si sia generato un dibattito su ipotesi che non sono scritte nel regolamento. In Consiglio comunale proporremo comunque alcune modifiche e precisazioni per eliminare ogni possibile ambiguità e fugare definitivamente qualsiasi dubbio».
«Voglio essere assolutamente chiara – conclude –: i cittadini non pagheranno mai per danni subiti a causa di atti vandalici. Siamo un'amministrazione civica, dalla parte dei viterbesi, e non potremmo mai immaginare di penalizzare chi è vittima di un danno. Il nostro obiettivo è una città più decorosa, ma anche più equa e giusta».
Montalto di Castro, scontro istituzionale: lopposizione chiede lintervento del Prefetto
MONTALTO DI CASTRO - Sale la tensione politica a Montalto di Castro, dove i consiglieri comunali di minoranza accusano l’amministrazione di ignorare da settimane le loro richieste di chiarimento su temi ritenuti di interesse pubblico. Una situazione che, secondo l’opposizione, avrebbe ormai superato il livello del confronto politico, trasformandosi in una violazione delle regole istituzionali.
Nonostante una diffida formale inviata al Segretario comunale e al Presidente del Consiglio comunale, il silenzio dell’amministrazione sarebbe proseguito senza risposte ufficiali. Da qui la decisione dei consiglieri di minoranza di rivolgersi direttamente al Prefetto di Viterbo, chiedendo un suo intervento affinché venga richiamato il Comune al rispetto della legalità e dei diritti dei consiglieri eletti.
Secondo quanto espresso in una nota firmata da Eleonora Sacconi, Francesco Corniglia, Angelo Brizi e Luca Benni, ignorare sistematicamente l’opposizione non rappresenterebbe solo un atto di arroganza politica, ma una scelta precisa che rischia di tenere i cittadini all’oscuro delle decisioni amministrative. Un comportamento che, a loro avviso, finisce per svuotare il ruolo stesso del Consiglio comunale, riducendolo a un organo privo di reale funzione di controllo e indirizzo.
I consiglieri di minoranza ribadiscono di non avere intenzione di fermarsi e annunciano che continueranno a denunciare pubblicamente ogni omissione, chiedendo chiarezza, trasparenza e assunzione di responsabilità da parte di chi governa. “I cittadini hanno il diritto di sapere – sottolineano – e chi amministra ha il dovere di rispondere”. Una presa di posizione netta che apre ora un nuovo fronte istituzionale, in attesa delle eventuali determinazioni del Prefetto.
Piazza Luigi Concetti, parcheggi ridotti allosso
VITERBO – Direttamente dai social arriva l’ultimo, nonchè ennesimo, grido di allarme per quel che riguarda il problema dei parcheggi nel centro storico.
A sollevare la questione è un utente che ha scelto l’anonimato, intervenendo all’interno del gruppo Facebook “Viterbo Civica”, segnalando la situazione in piazza Luigi Concetti, divenuta ormai fuori controllo in seguito agli ultimi lavori che hanno messo sotto cantiere quattro dei pochi parcheggi disponibili nella piazza.
Un commento semplice, quanto efficace, racchiude perfettamente il nocciolo della questione: “Dietro questi lavori non c’è logica, non c’è programmazione e soprattutto non c’è rispetto per i residenti”. Un messaggio che suona come uno sfogo per una situazione che va avanti da circa 6 mesi. Dalla scorsa estate, infatti, sarebbero iniziati i cantieri delle Scuole Rosse, che avrebbero così bloccato quattro stalli per le auto. A questo si è aggiunta, nei giorni scorsi, una nuova ordinanza che ne elimina altri quattro, senza – lamenta l’utente – “specificare neanche una data di fine lavori”.
Nel post si prova comunque ad avanzare una soluzione: “Chiediamo una gestione dei cantieri più intelligente; ad esempio, nei fine settimana, visto che i cantieri sono chiusi, perché impedire l’uso dei parcheggi? Inoltre, le imprese devono calendarizzare i lavori anche per motivi di sicurezza: com’è possibile che venga concesso uno spazio pubblico ad oltranza anche quando non necessario?”.
Il messaggio ha quindi generato numerose risposte sui social, nell’attesa di quella più importante: una risposta da parte della sindaca Frontini.
Lago di Bolsena, i sindaci incontrano il presidente Rocca: confronto in Regione sul futuro del territorio
Viterbo, inaugurato il nuovo parcheggio di via Falcone e Borsellino: 256 posti auto al servizio del quartiere Riello e del Tribunale
Lago di Bolsena, i sindaci incontrano il presidente della Regione Rocca
VITERBO - I sindaci dei Comuni del Lago di Bolsena sono stati ricevuti oggi dal Presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, in un incontro istituzionale dedicato all'analisi delle principali criticità che interessano il lago e alla condivisione di proposte progettuali strategiche, con l'obiettivo di avviare un dialogo strutturato e costruttivo sul futuro dell'intero comprensorio.
Nel corso del confronto sono stati affrontati temi di vitale importanza per le amministrazioni locali e per le comunità del lago, tra cui la realizzazione della pista ciclabile circumlacuale, la gestione delle aree portuali, il rilascio delle concessioni demaniali, le questioni legate alla sicurezza e alla gestione del patrimonio arboreo, nonché il supporto alle attività di pulizia e manutenzione delle spiagge.
I sindaci hanno evidenziato come le problematiche poste sul tavolo rappresentino nodi centrali per lo sviluppo sostenibile, la tutela ambientale e la valorizzazione turistica del Lago di Bolsena, incidendo direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulle prospettive economiche dei territori rivieraschi.
Nel corso dell'incontro, i primi cittadini hanno inoltre espresso un ringraziamento alla Regione Lazio per il lavoro svolto negli anni a supporto delle amministrazioni locali, in particolare sul tema della gestione delle aree portuali, grazie al quale, da ultimo, sono state messe a disposizione alcune misure di finanziamento.
L'incontro si è concluso con un ringraziamento al Presidente Rocca per l'attenzione dimostrata, per l'avvio di un dialogo concreto e per l'impegno a valutare le proposte avanzate, esprimendo fiducia nelle azioni che la Regione intenderà intraprendere nei prossimi mesi a sostegno dei Comuni del Lago di Bolsena e del loro futuro.
Andrea Di Sorte, sindaco di Bolsena
Giulia De Santis, sindaco di Montefiascone
Simona Fabi, sindaco di San Lorenzo Nuovo
Antonio Rizzello, sindaco di Grotte di Castro
Carlo Benedettucci, sindaco di Gradoli
Mario Fanelli, sindaco di Capodimonte
Capranica, un nastro bianco e rosso per fermare la roccia che cade
CAPRANICA - A Capranica, lungo la Via Francigena, sotto le mura del centro storico, è stato adottato un originale sistema di sicurezza: un nastro bianco e rosso come deterrente per una roccia che, giorno dopo giorno, continua a staccarsi dalla parete.
Immaginiamo che l'idea sia quella di convincere la roccia a fermarsi da sola, magari leggendo il nastro e prendendo coscienza del pericolo. Tuttavia, riteniamo che non sia prudente attendere che cada spontaneamente per confermare ciò che è già evidente.
Le soluzioni, per fortuna, esistono: o si rimuove il materiale pericolante oppure si installa una rete di ancoraggio alla parete, mettendo finalmente in sicurezza un tratto di strada quotidianamente percorso da automobili, ciclisti e pedoni.
Confidiamo nelle autorità, certi che abbiano realmente a cuore la sicurezza dei cittadini e che preferiscano prevenire un incidente piuttosto che intervenire dopo.
Decreto flussi, la Uila di Viterbo chiede labolizione del click day
VITERBO - Il decreto flussi non funziona e alimenta irregolarità, sfruttamento e inefficienze burocratiche. A denunciarlo è la Uila di Viterbo, che chiede una profonda revisione del sistema di ingresso dei lavoratori stranieri.
'Decreto flussi, aboliamo il click day'. A chiederlo è la Uila lega intercomunale di Viterbo.
'il decreto flussi – spiega Aoua Ouologuem, segretaria della Uila Viterbo responsabile del settore immigrazione – ha ormai dato vita a un meccanismo inefficace che crea irregolarità, disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e inefficienze burocratiche. Solo una piccola parte delle quote disponibili si traduce in posti effettivi'.
'Non solo – continua Ouologuem –, ma molti lavoratori stranieri, arrivati in Italia con il visto per lavorare, non riescono a completare l'iter burocratico per ottenere il posto disponibile trovandosi così in una situazione di irregolarità. Non per colpa loro, ma per la complessità del sistema. Alcuni datori di lavoro approfittano inoltre del nulla osta per fare lavorare in nero i dipendenti evitando di completare le pratiche'.
'Le quote stabilite dal decreto – spiega poi Ouologuem – sono spesso insufficienti rispetto all'effettiva domanda di manodopera in specifici settori come agricoltura, turismo, assistenza domiciliare, mentre la rigida indicazione dei settori in cui è possibile assumere i lavoratori non riflette pienamente la dinamicità del lavoro e le reali necessità delle imprese'.
Un'altra criticità evidenziata da Ouologuem è il click day. 'Il meccanismo rimane critico – fa notare la segretaria della Uila Viterbo –. I sistemi telematici del ministero spesso subiscono malfunzionamenti o sovraccarichi, rendendo difficile l'invio delle domande. Questo crea una corsa frenetica basata sulla velocità e non sulla qualità delle proposte di lavoro'.
'Visto che il decreto flussi non ha aiutato a regolarizzare gli stranieri – chiede Ouologuem –, la nostra prima proposta è la sanatoria di tutte le persone che si trovano sul territorio. Va anche abolito il click day, così come la richiesta di manodopera da parte dei datori di lavoro va spalmata lungo tutta la durata dei flussi. Le imprese devono oltretutto dimostrare la propria solidità aziendale e conoscere i lavoratori di cui fanno richiesta, inserendoli in un progetto che comprende anche la lingua italiana. Vanno inoltre previste delle sanzioni penali per le aziende che fanno richiesta dei lavoratori e poi scompaiono'.
'Le istituzioni infine – conclude Ouologuem – devono fare in modo che l'autorizzazione dei flussi avvenga in tempi certi, come pure il governo deve intervenire sulle ambasciate italiane all'estero, e le agenzie che fanno da tramite, per garantire il rilascio, nei tempi più rapidi possibili, della documentazione necessaria al lavoratore per venire in Italia'.
Anguilla, pesca ferma e redditi a rischio
VITERBO - I pescatori delle acque interne del Lazio chiedono un indennizzo per il fermo obbligatorio della pesca all’anguilla.
I pescatori professionali delle acque interne del Lazio lanciano un appello urgente alla Regione Lazio affinché venga riconosciuto un contributo per il mancato guadagno causato dal prolungato fermo della pesca all’anguilla, imposto dal 1° gennaio al 30 giugno di ogni anno.
Il blocco, in vigore ormai da diversi anni, deriva da direttive comunitarie legate alla tutela dell’anguilla europea, specie considerata in difficoltà riproduttiva a livello continentale. Tuttavia, nei bacini lacustri e fluviali del Lazio, in particolare in questo periodo caratterizzato da piogge abbondanti, acque torbide e livelli idrici elevati, si registrano condizioni ambientali ideali e una presenza significativa di anguille, che tradizionalmente garantirebbero un’importante fonte di reddito per i pescatori.
“Ci troviamo - spiega Tonino Pandolfi, socio Copagri Lazio e portavoce dei pescatori - di fronte a una contraddizione evidente: mentre l’ambiente naturale offre condizioni ottimali e la risorsa è presente, a noi è impedito di lavorare. Questo comporta perdite economiche gravissime per decine di famiglie che vivono esclusivamente di pesca professionale nelle acque interne”.
I pescatori non mettono in discussione la necessità di tutelare la specie, ma chiedono che le istituzioni si facciano carico delle conseguenze economiche di una misura che viene imposta per motivi ambientali di interesse generale.
Per questo motivo viene formalmente richiesta alla Regione Lazio l’istituzione di un fondo di compensazione per il mancato reddito, destinato ai pescatori professionali singoli e alle cooperative di pesca delle acque interne.
Un sostegno economico è indispensabile per evitare la scomparsa di una categoria storica, che svolge anche un ruolo di presidio ambientale e di gestione sostenibile delle acque.
“Non chiediamo privilegi - sottolinea Pandolfi - ma equità. Se una risorsa viene tutelata nell’interesse collettivo, chi subisce il danno economico non può essere lasciato solo'.
I pescatori auspicano un incontro urgente con la Regione Lazio per individuare strumenti concreti che permettano di coniugare tutela ambientale e sopravvivenza economica delle imprese di pesca.
Un sì all'empatia vicendevole: realtà o storytelling? Lo spot longevo di Fruittella in TV
Fruittella, caramelle e snack dolci - Guarda qui lo spot: https://www.youtube.com/watch?v=mKHVbQRrcMk
VITERBO - Un bambino è nella serenità della sua casa, avvolto – anche se indirettamente – dalla guida irrinunciabile della mamma. È il primo scorcio che si palesa nello spot degli snack Fruittella, marchio di proprietà di Perfetti Van Melle e faro nella distribuzione di caramelle.
Lei, unico genitore ad affacciarsi nel girato, esaudisce con tenerezza le richieste del piccino: è pronta a sorprenderlo e avverare i suoi dolci sogni, in capo a input semplici ma speciali.
Una mamma, quindi, decisamente atipica, posta di fronte a un desiderio singolare per i nostri giorni: quello, da parte del figlio, di trascorrere insieme del tempo. Qualcosa di già magico e auspicabile per suo conto, figuriamoci se fosse arricchito da giochi divertenti e sane amicizie!
Il toccasana d’affetto continua, e il bimbo esplora una festa in maschera, il parkour e un calcetto amatoriale: verrebbe da dire, assodata la profondità dell’amore materno, che sappia sbaragliare ogni confine di sorta, compreso il vincolo generazionale. La scena di rottura, però, rappresenta il genitore nell’offerta degli snack dolci: certo, eliminare una simile premura o ricalcare situazioni ben più realistiche – l’informazione, ad esempio, sulla proposta dei dolcetti, da riportare alle famiglie degli altri bimbi – avrebbe potuto trasformarsi in autogol.
L’ambientazione di scenario e la morale dello spot, in ogni modo, descrivono un amore che non conosce imbarazzo, limiti, scansioni orarie e stanchezza. I gesti gentili sono vicendevoli: è il bimbo, nell’ultima scena, a chiedere alla mamma assopita se sia felice, ma tutto ciò rischia di cozzare con la scelta di un payoff peculiare. Quest’ultimo, “Il potere di un Sì”, pare standardizzare e ricondurre la poesia delle immagini, una miniera di intense suggestioni, a circostanze risolvibili da tutti e con risposte sempre affermative.
La mamma non afferma, né impone: accompagna, ed è per questo essenziale e insostituibile il suo supporto. L’unicità della sua figura e la sua solidità, nonostante le premesse positive e il coinvolgimento di ciascun protagonista nelle emozioni dell’altro, fanno fatica a rimanere centrali a payoff esibito: è vero, la caramella è speciale perché è la mamma a porgerla al bimbo, ma il jolly del sì può fungere da sfizio anche se si acquistano i dolcetti per sé stessi.
Di certo, prevedere o programmare con esattezza il soggetto dell’acquisto, nonché il destinatario, rischia di indirizzare il prodotto a una gamma finita, né è possibile accusare l’”autoregalo” di sfrontato egoismo: concedere abituali gratificazioni alla propria persona, soprattutto se immateriali, è un caposaldo del vivere in salute, da non liquidare come velleitario.
Il tema iniziale del progetto, tuttavia, sembra essere il legame speciale, in tutte le straordinarie sfumature di sentimento che ogni mamma tributa ai suoi figli. Piazzare una caramella in un momento difficile, dunque, non ha lo stesso valore aggregante che servirsela per noia sul divano, dicendo, in tal caso, di sì più alla brama di un piccolo rinforzo che alla gioia di vivere attività quotidiane.
Un rinforzo di cui accontentarsi alla svelta, anziché un piacevole regalo per noi stessi o una gradita sorpresa di chi ci affianca: né un’occasionale caramella da godersi, né qualsiasi altro gesto delicato devono diventarlo.
Intanto, tutto il visibile entusiasmo di Fruittella è concentrato in un bambino che ancora crede nel tempo libero: padre della noia, ingiustamente demonizzata, e figlio del dovere, il “dolce far niente” è prodigo di soluzioni che dovremmo ascoltare più spesso. Quella del contatto con chi ci vuole bene, ad esempio, è un jolly intramontabile, e vale – ci arrischiamo a dirlo – più di ogni “sì” che ci viene concesso.
Terme Salus, colpo di mercato, Valtcheva torna a Viterbo
VITERBO - Importante colpo di mercato per le Terme Salus che, dalla formazione del Salerno Basket, ingaggiano la guardia Diana Valtcheva per questa seconda parte della stagione di serie A2. Classe 2003, nata in Bulgaria dove ha iniziato a giocare a basket con la maglia del Levski Sofia, si è poi trasferita giovanissima in Italia per indossare proprio la maglia di Viterbo con cui ha disputato i campionati giovanili e la serie B mettendo subito in mostra eccellenti qualità offensive e notevole personalità.
Dopo quattro stagioni a Viterbo, Valtcheva si è trasferita alla Virtus Cagliari con cui è stata protagonista della promozione in serie A2 e, lo scorso anno, della salvezza a cui ha contribuito con 7,4 punti e 3,2 rimbalzi risultando tra le giocatrici più affidabili della formazione sarda.
Durante l’estate il suo trasferimento a Salerno con cui ha realizzato 9,1 punti di media, catturato 4,4 rimbalzi e servito quasi 3 assist a partita. Cifre in netta crescita rispetto alla stagione precedente, con un high stagionale di punti pari a 17 proprio in occasione della gara del primo turno contro le Terme Salus Viterbo, a dimostrazione dei tanti progressi compiuti sul piano tecnico e della personalità.
Adesso il ritorno a Viterbo, per la soddisfazione del tecnico Carlo Scaramuccia: “Per prima cosa voglio ringraziare la società di Salerno, in particolare la presidente Angela Somma, per la sensibilità e la disponibilità dimostrata nel rendere possibile la conclusione positiva di questa trattativa. Siamo felicissimi per il ritorno di Valtcheva che è stata tanti anni qui e per noi è quasi di famiglia; ritroviamo una giocatrice cresciuta moltissimo in queste ultime stagioni, un’atleta in grado di avere subito un impatto importante e di garantirci tante opzioni offensive in più, specialmente nel tiro da fuori. Le sue cifre parlano chiaro, è una ragazza che sa essere pericolosa in vari modi in attacco ma anche di aiutarci in entrambe le metà campo, è in forma e sarà una giocatrice molto importante per noi sin dalla prossima gara e da quelle successive che saranno determinanti per la nostra rincorsa alla salvezza”.
Valtcheva debutterà con la sua nuova maglia già nella trasferta di domenica prossima sul difficile parquet di Torino; per questa sfida è stata designata la coppia arbitrale composta dai signori Marcello Martinelli di Brescia e Claudio Marconetti di Rozzano (MI).
Bolsena, 235mila euro dalla Regione per porto turistico e dimore storiche
BOLSENA - 235mila euro assegnati al comune di Bolsena per intervenire su due punti focali: 185 mila euro per l'implementazione del porto turistico e 50 mila euro per la valorizzazione delle dimore storiche, grazie all'impegno e all'attivismo dei due assessori della Lega, Pasquale Ciacciarelli e Simona Baldassarre. L'assessore al comune di Bolsena, Claudia de Vincentiis, ringrazia i due esponenti della giunta regionale 'per l'interesse e l'attenzione dimostrata nei confronti dei territori', commenta. 'L'assessore Pasquale Ciacciarelli è riuscito a creare per la prima volta un bando anche per i comuni lacuali. Un'opportunità che Bolsena ha saputo cogliere, partecipando con un interessante progetto di ampliamento per il porto. Grazie al cospicuo finanziamento ottenuto, riusciremo a dare seguito e concreta realizzazione a una delle priorità fissate fin dall'insediamento della nostra maggioranza con il sindaco Andrea di Sorte'. 'Grazie anche all'assessore della Lega Simona Baldassarre', prosegue De Vincentiis, 'per la cura e l'impegno che sta dimostrando verso il patrimonio storico culturale della Regione Lazio, che ha permesso anche a Bolsena di cogliere l'altra importante occasione delle dimore storiche, ottenendo 50 mila per la valorizzazione del complesso monumentale di viale Colesanti, un prezioso tassello del patrimonio culturale di Bolsena e di tutta la Tuscia dalla fine del 1800'. L'azione a sostegno della Tuscia da parte della filiera istituzionale della Lega è sottolineata anche dal segretario provinciale di Viterbo, Andrea Micci. 'La conferma dell'attenzione del partito verso il nostro territorio arriva puntualmente e in modo continuativo con azioni precise e risorse strategiche decisive. La serietà e l'affidabilità degli uomini e delle donne della Lega all'interno delle istituzioni si dimostra ogni giorno con i fatti. Il loro non è un semplice senso del dovere, ma un desiderio convinto di diventare il motore di crescita e di cambiamento delle realtà territoriali. In tal senso, va rilevata anche la capacità del nostro partito di mettere a terra misure e azioni non fini a sé stesse, ma opportunamente pensate per ampliare e innalzare la visione strategica dei nostri territori, puntando su qualità, competitività e benessere delle comunità locali'.
Giubileo 2025, al Sottopasso di piazza Crispi la mostra Iubilate
VITERBO - Inaugurata lo scorso sabato 10 gennaio, presso il Sottopasso di piazza Crispi, la mostra fotografica Iubilate, di Tiziano Ionta. La mostra, che rientra tra le iniziative realizzate dal Comune di Viterbo in occasione del Giubileo 2025, rappresenta un cammino fotografico attraverso le emozioni e le suggestioni della Giornata Mondiale della Gioventù di Tor Vergata.
Presenti alla cerimonia la sindaca Chiara Frontini, la consigliera delegata alla Via Francigena e al Giubileo Alessandra Croci e il consigliere comunale Umberto Di Fusco, Tiziana Lagrimino per ST Sinergie, partner tecnico del Comune di Viterbo per l'organizzazione degli eventi giubilari, e Antonio Obino, della Panta CZ, ideatore della Galleria Sottopasso.
'Una mostra fotografica che invita alla gioia, alla rinascita e alla celebrazione della vita – ha affermato la sindaca Frontini –. Un emozionante reportage della Giornata mondiale della gioventù, durante l'anno santo, che ha lasciato una bellissima traccia anche nella nostra città'.
'Questa mostra fotografica – spiega la consigliera comunale delegata Croci - nasce dal desiderio di raccontare, attraverso lo sguardo delle immagini, l'intensità del giubileo dei giovani e il valore profondo del coinvolgimento del territorio nei grandi eventi giubilari. Il percorso espositivo mette in luce il ruolo attivo del Comune di Viterbo, che ha saputo cogliere, accogliere e accompagnare l'esperienza giubilare valorizzando la propria identità storica, spirituale e culturale. Viterbo, città dei papi e tappa significativa della Via Francigena, si è trasformata in luogo di passaggio e di sosta, di ascolto e di dialogo tra generazioni e popoli diversi. Le immagini raccontano non solo gli eventi, ma soprattutto l'atmosfera che li ha animati: la gioia dei giovani pellegrini, la partecipazione della comunità locale, la bellezza degli spazi urbani che diventano scenario di spiritualità viva. In questo intreccio di volti e luoghi, la mostra restituisce il senso più autentico del giubileo: un tempo straordinario capace di lasciare tracce durature nel cuore delle persone e nella memoria della città'.
La mostra, ospitata nel mese di dicembre nella sala Regia di Palazzo dei Priori, si concluderà il prossimo 8 febbraio.
Riforma della Giustizia, allarme a Viterbo: A rischio lautonomia della Magistratura
VITERBO - Secondo appuntamento di approfondimento sulla Riforma della Giustizia promosso da Articolo 3, Centro studi europei e internazionali e fondazione Gualtiero Sarti, nell'Aula Magna dell'Università della Tuscia gremita al completo. “Riforma della Giustizia o della Costituzione? Diritti fondamentali a rischio?” il tema dell'incontro nel quale gli organizzatori con il contributo dell'Avvocata Generale presso la Procura Generale della Cassazione Rita Sanlorenzo, del professore Maurizio Ridolfi dell'Unitus e degli avvocati Raffaella Valeri e Roberto Bruno hanno portato elementi puntuali di valutazione sulla vera natura di questa riforma.
Nel dibattito è stato evidenziato che la stessa punta, modificando ben 7 articoli della Costituzione, unicamente a condizionare la libertà dei giudici, ridimensionando la funzione e il ruolo del terzo potere previsto dalla Costituzione Italiana: quello Giudiziario, che insieme a quello Politico ed Esecutivo, garantisce l'equilibrio della nostra Democrazia, impedendo che un Potere prevalga o sia subordinato all'altro. Le novità normative non riguardano il funzionamento della giustizia o la velocizzazione delle procedure e dei processi; vengono invece introdotte modifiche molto rilevanti all'ordinamento della Magistratura, intervenendo sulla protezione costituzionale del principio di autonomia ed indipendenza, principale garanzia dei diritti fondamentali dei cittadini.
I relatori hanno evidenziato come le nuove norme introdotte potranno condizionare pesantemente la libertà di giudizio dei magistrati che non saranno più protetti come oggi dalle conseguenze delle loro eventuali decisioni sfavorevoli al potere. Viene infatti smembrato l'organo di autogoverno, (denominato CSM Consiglio Superiore della Magistratura e volutamente inserito nella Carta dai costituenti per ottenerne una protezione inattaccabile), creandone due e sottraendo a tali organi il più importante potere, ovvero quello disciplinare, che viene anche affidato ad un giudice speciale (vietato dalla Costituzione) istituito allo scopo. Viene poi stabilito un meccanismo di elezione dei nuovi organi per estrazione, eliminando la possibilità dei magistrati di eleggere i propri rappresentanti che, invece, verranno sorteggiati a caso. I membri laici nominati dal Parlamento, saranno estratti da un elenco predisposto su indicazione delle forze politiche di maggioranza, quindi con una maggiore omogeneità e forza rispetto al singolo magistrato.
Con l'istituzione dell'Alta Corte, la cui competenza disciplinare e composizione verrà ulteriormente definita da leggi ordinarie, si stabilisce anche una gerarchia nella Magistratura, fino ad oggi vietata, attraverso l’estrazione dei componenti togati esclusivamente fra quelli della Corte di Cassazione. Sulle decisioni disciplinari dell’Alta Corte non è poi ammessa la possibilità di ricorso per Cassazione fino ad oggi sempre possibile. Altri aspetti non ancora definiti sono come detto rimessi a leggi ordinarie, in grado di condizionare ulteriormente l’autonomia ed indipendenza della Magistratura, ovvero la garanzia costituzionale fondamentale dei cittadini, prevista per l’attuazione concreta del principio di uguaglianza di fronte alla legge. Infine, nonostante presieda tutti e tre i consigli della Magistratura (CSM Giudicante, CSM Inquirente e Alta Corte Disciplinare) il ruolo del Presidente della Repubblica viene indebolito perdendo la sua caratteristica di arbitro super partes. Per tutti questi motivi e per tutti i gravi rischi di libertà ad essi connessi le associazioni dei cittadini promotori invitano tutti ad andare a votare (il Referendum è senza QUORUM, vince chi ha un voto in più) ed a salvaguardare i principi democratici previsti dalla nostra Costituzione votando NO