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CBD, evoluzione della domanda e fattori di scelta
Negli ultimi anni il mercato del CBD ha vissuto un’evoluzione significativa. L’interesse verso prodotti derivati dalla canapa cresce grazie alla diffusione di informazioni e alla ricerca di soluzioni legate al benessere quotidiano. I consumatori attenti valutano qualità, sicurezza e trasparenza prima dell’acquisto: facciamo chiarezza.
CBD, evoluzione della domanda moderna
La richiesta di prodotti legati alla cannabis light in Italia attraversa una fase di cambiamento continuo. La diffusione di informazioni online e il crescente interesse verso soluzioni naturali hanno modificato il comportamento dei consumatori.
Molti clienti cercano articoli derivati dalla canapa per integrare routine legate al relax e alla gestione dello stress quotidiano. Questa tendenza emerge soprattutto nelle grandi città, dove il pubblico dimostra attenzione verso qualità della vita e nuove abitudini di consumo.
La domanda moderna segue alcuni criteri chiari. I consumatori analizzano vari fattori prima di scegliere un prodotto o un punto vendita online di CBD.
Tra gli elementi che influenzano la scelta emergono:
• qualità certificata delle materie prime;
• tracciabilità della coltivazione della canapa;
• analisi di laboratorio disponibili al pubblico;
• chiarezza delle informazioni sul contenuto di CBD e THC.
I negozi specializzati costruiscono fiducia attraverso comunicazione chiara, assistenza ai clienti e trasparenza sulle caratteristiche dei prodotti.
Ovviamente, il prezzo ha un ruolo importante nella decisione finale. Ciò nonostante, una parte della clientela preferisce articoli premium con standard elevati di coltivazione e lavorazione.
Normative e informazione per ogni prodotto
Il settore del CBD in Italia si sviluppa all’interno di un quadro normativo articolato. Le aziende devono seguire regolamenti precisi che riguardano produzione, distribuzione e comunicazione dei prodotti derivati dalla canapa.
L’ingresso nel mercato richiede investimenti economici e una pianificazione attenta delle attività commerciali. Le stime di settore indicano che un negozio specializzato può raggiungere nel primo anno ricavi intorno a centomila euro. Il raggiungimento dell’equilibrio economico dipende dalla gestione dei costi operativi e dalla capacità di attrarre una clientela stabile.
Tra le principali spese iniziali possono esserci:
• affitto o allestimento dello spazio commerciale;
• approvvigionamento dei prodotti;
• attività di marketing e comunicazione;
• gestione delle piattaforme di vendita online.
Parallelamente alla dimensione economica, il settore affronta continui aggiornamenti legislativi. Le normative riguardano soprattutto i limiti di THC presenti nei prodotti derivati dalla canapa industriale.
Le autorità introducono periodicamente chiarimenti o nuove indicazioni che influenzano la vendita e la distribuzione degli articoli. Un altro tema rilevante riguarda la comunicazione commerciale, con le aziende che devono rispettare regole precise nella promozione dei prodotti, evitando messaggi fuorvianti o affermazioni non supportate da dati scientifici.
Per questo motivo molte imprese investono nella formazione del personale e nella consulenza legale.
Necessità dei clienti per il CBD
I consumatori che acquistano prodotti a base di CBD mostrano esigenze sempre più specifiche. L’attenzione verso qualità, sicurezza e trasparenza guida la maggior parte delle decisioni di acquisto.
Chi entra in un negozio o visita un e-commerce cerca informazioni chiare sulla provenienza della canapa, sulle tecniche di coltivazione e sui livelli di cannabinoidi presenti nei prodotti, oltre alle:
• certificazioni di laboratorio disponibili alla consultazione;
• indicazioni precise sulla percentuale di CBD e THC;
• informazioni sulla provenienza delle materie prime;
• packaging chiaro e facilmente comprensibile.
Un’altra esigenza riguarda la personalizzazione dell’esperienza di acquisto. I negozi specializzati offrono spesso assistenza diretta attraverso personale formato. La frequenza di acquisto varia in base al livello di familiarità con il prodotto. Gli utenti abituali tendono a tornare in negozio con una certa regolarità, spesso ogni settimana o ogni due settimane.
Chi scopre il CBD per la prima volta preferisce invece acquisti occasionali. Con il tempo acquisiscono fiducia e iniziano a conoscere meglio le caratteristiche dei prodotti disponibili sul mercato.
Un segnale positivo per le aziende emerge dalla fidelizzazione dei consumatori che tendono a condividere la propria esperienza con amici e conoscenti.
Oltremodo, le recensioni online, i consigli tra utenti e le esperienze condivise sui social network contribuiscono alla crescita del settore.
Recensione dell'app HuB Play ID: strumenti mobili per il controllo del portafoglio in movimento
HuB Play ID ha una versione mobile della piattaforma. Gli utenti possono gestire depositi, prelievi e impostazioni del conto direttamente dal telefono. Non serve accendere un computer. L'app offre le stesse funzioni della versione desktop, tra cui saldo, stato delle transazioni e verifica dell'identità. Chi ha bisogno di controllare i propri fondi in qualsiasi momento può farlo attraverso il pannello PlayID senza perdere nessuna funzionalità. Le transazioni tramite e-wallet avvengono in pochi secondi, anche da mobile. Le carte di credito seguono gli stessi tempi della versione desktop. Questo articolo analizza cosa offre l'app e come funziona nella pratica quotidiana.
Cosa si può fare con l'app mobile di PlayID
L'app di PlayID non è una versione ridotta della piattaforma. Funziona con le stesse opzioni che un utente trova sul desktop. La differenza è che tutto si trova nello schermo del telefono. Ecco cosa è disponibile.
Funzioni principali dell'app mobile di PlayID:
- Depositi tramite portafoglio elettronico. L'utente può depositare fondi in pochi secondi senza dover passare dalla versione desktop.
- Prelievi. Le richieste di prelievo partono dall'app con gli stessi tempi di elaborazione del sito.
- Controllo del saldo. Il saldo aggiornato è visibile in tempo reale ogni volta che l'utente apre l'app.
- Stato delle transazioni. Ogni operazione ha un indicatore di stato che si aggiorna automaticamente all'interno del pannello HuB Play ID senza bisogno di ricaricare la pagina.
- Verifica dell'identità. L'utente può caricare documenti per la Customer Due Diligence direttamente dal telefono.
- Impostazioni valutarie. Chi lavora con più valute può cambiare la valuta base del conto dall'app.
- Notifica. L'app invia avvisi quando una transazione viene completata, quando si avvicina una soglia AML o quando è necessario un documento.
L'app non richiede passaggi aggiuntivi rispetto al desktop. Chi è già registrato sulla piattaforma accede con le stesse credenziali. La verifica in due passaggi funziona allo stesso modo. Non ci sono funzioni riservate alla versione desktop. L'utente ha accesso a tutto dal telefono.
Come l'app di PlayID funziona nella vita di tutti i giorni
Nella pratica, l'app di PlayID serve a chi non vuole aspettare di tornare al computer per controllare i propri fondi. Un deposito tramite e-wallet parte dal telefono in pochi secondi. Un prelievo segue lo stesso percorso. La richiesta viene inviata dalla piattaforma e, nel caso dell'e-wallet, i fondi arrivano quasi subito. Per le carte di credito, il tempo dipende dalla banca.
L'app mostra lo stato di ogni transazione in tempo reale. Se qualcosa si blocca, l'utente lo vede subito. Non deve chiamare nessuno per sapere a che punto è un pagamento. Basta aprire l'app e controllare. Lo stesso vale per la verifica dell'identità. Se la piattaforma richiede un documento, l'utente riceve una notifica e può caricare il file direttamente dal telefono. Non serve scannerizzare nulla su un computer.
Le impostazioni del conto sono tutte accessibili da cellulare. Valuta base, metodo di pagamento e storico delle transazioni si trovano all'interno del pannello HuB Play ID che funziona allo stesso modo su telefono e desktop. Chi usa più valute può controllare il tasso di cambio prima di confermare una transazione. L'app mostra il tasso in anticipo, proprio come la versione desktop. Non ci sono differenze nei costi né nei tempi tra le due versioni.
L'app mobile di PlayID riproduce tutte le funzionalità della versione desktop. Depositi, prelievi, verifica e impostazioni sono accessibili dal telefono. I tempi di elaborazione restano gli stessi. Le notifiche mantengono l'utente aggiornato su ogni operazione. Non ci sono funzioni mancanti rispetto al sito.
Noleggio Lamborghini a Dubai: evita errori costosi
Noleggio Lamborghini a Dubai: documenti necessari, età minima e deposito
Quando parlo con italiani che cercano noleggio lamborghini dubai online, vedo sempre lo stesso errore: guardano solo il prezzo al giorno. Nessuno pensa davvero a età minima, documenti e deposito finché non si trova davanti al banco noleggio.
Qui ti spiego, in modo pratico, cosa serve avere in regola prima di cliccare “prenota”, così non butti via tempo, soldi e ferie.
Perché noleggiare una Lamborghini a Dubai non è come prendere una citycar
Noleggiare una citycar in aeroporto è una cosa. Prendere una Lamborghini è un’altra categoria: più soldi in gioco, più rischi, più controlli. Le agenzie non ti vedono come “turista simpatico”, ti vedono come persona alla guida di un’auto da centinaia di migliaia di euro.
Cosa cambia rispetto a un noleggio normale
- Età minima più alta e controllata in modo puntuale
- Verifica più severa di patente, passaporto e carta di credito
- Depositi molto più alti, bloccati per settimane
- Regole più rigide su dove, come e da chi può essere guidata l’auto
L’idea di questo articolo è semplice: farti arrivare preparato, così non ti rifiutano il noleggio per un dettaglio burocratico.
Età minima per noleggiare una Lamborghini a Dubai
Qui molti italiani restano sorpresi. In generale, per le auto normali a Dubai spesso basta avere almeno 21 anni. Per una Lamborghini, nella pratica, molte agenzie fissano limiti più alti, perché il rischio assicurativo è molto diverso.
Io, prima di considerare un modello, guardo sempre la riga “minimum age” sul sito dell’agenzia. A volte cambia addirittura da modello a modello, anche dentro la stessa flotta.
Schema concreto che vedo spesso
- Auto standard / economiche: età minima tipica 21 anni
- Sportive e supercar: età minima tipica fra 23 e 25 anni
- Modelli top o serie limitate: alcune agenzie richiedono 25+ e storico di guida “pulito”
Dettaglio importante: se hai meno di 25 anni, molte compagnie possono rifiutarti oppure applicare un supplemento “young driver”. Non è sempre dichiarato in grande, quindi va chiesto in anticipo.
Documenti necessari per turisti italiani
Qui è dove vedo saltare più prenotazioni. C’è chi arriva con solo carta di credito e contanti, convinto che “tanto basta la patente”. In realtà, il pacchetto documenti per un turista italiano che vuole una Lamborghini è più strutturato.
Quello che in genere ti chiedono come visitatore
- Passaporto valido, con timbro di ingresso o visto dove previsto
- Patente italiana valida, leggibile in caratteri latini e non scaduta
- Permesso Internazionale di Guida (IDP) se richiesto dall’agenzia (alcune lo vogliono per policy interna)
- Carta di credito fisica intestata al conducente principale, non solo carta virtuale o prepagata leggera
In più, molte agenzie a Dubai ti chiedono di mandare tutto in anticipo in digitale. È normale ricevere una richiesta di:
- Foto o scansione di passaporto e patente via e-mail o WhatsApp
- A volte un secondo documento di identità per ulteriore verifica
Errore tipico che vedo spesso
Prenotare online, non leggere la sezione “Required documents”, arrivare al desk e scoprire che manca il Permesso Internazionale o che la carta usata è una prepagata non accettata per il deposito. Risultato: niente chiavi, giornata rovinata.
Documenti per residenti in UAE
Se chi legge vive a Dubai o negli Emirati, le regole cambiano. In quel caso, non sei più trattato come turista di passaggio, ma come residente.
Per un residente la base è diversa
- Patente UAE valida, perché la patente estera in molti casi non è più sufficiente
- Emirates ID come documento principale di identità
- Patente italiana e permesso internazionale diventano utili in altri contesti, non per guidare in UAE come residente
Se ti sei trasferito e continui a ragionare “da turista”, rischi di presentarti con la documentazione sbagliata.
Come funziona il deposito cauzionale per una Lamborghini a Dubai
Il punto che spaventa di più, e a ragione, è il deposito. Qui non parliamo dei soliti 300–500 euro per un’utilitaria. Per una Lamborghini, il deposito è pensato per coprire franchigia, multe e rischi vari.
Quando prenoto, tratto il deposito come se fosse parte del budget totale, non come dettaglio a fondo pagina.
In pratica, il deposito:
- È una somma bloccata sulla carta di credito come garanzia
- Serve a coprire potenziali danni, multe, pedaggi e altri addebiti collegati al noleggio
- Viene di solito “pre-autorizzato” e riduce il plafond anche se non lo vedi come spesa addebitata
Per le supercar e le Lamborghini a Dubai è normale vedere depositi nell’ordine di più migliaia di AED, con importo che cambia molto tra un coupé, un SUV sportivo o una serie speciale.
Altro punto critico sono i tempi di sblocco. In molti casi:
- Il deposito viene mantenuto per alcune settimane dopo la riconsegna
- Questo serve a coprire eventuali multe o pedaggi che arrivano in ritardo nel sistema
Per evitare sorprese, io chiedo sempre
- Importo esatto del deposito in AED
- In quali casi possono trattenere una parte o tutto (danni, fumo in auto, infrazioni)
- Tempi di sblocco dichiarati e modalità (storno su carta o altra procedura)
- Assicurazione, franchigia e collegamento con il deposito
Il deposito non è l’assicurazione. Lavora insieme alla franchigia. Più è alta la franchigia, più il deposito diventa “sensibile” in caso di problemi.
Di solito:
- Nel prezzo base c’è una copertura standard, ma con franchigia importante
- Puoi spesso pagare un extra giornaliero per ridurre la franchigia
- Se succede qualcosa, fino alla franchigia paghi tu, ed è qui che entra in gioco il deposito bloccato
Esempio pratico: un italiano che noleggia una Lamborghini per un giorno
Per farti vedere tutto in fila, prendiamo uno scenario concreto. Immagina un italiano in vacanza a Dubai per cinque giorni. Vuole la Lamborghini solo per 24 ore, giusto per togliersi lo sfizio.
La sequenza tipica che vedo sul campo è questa:
- Prenotazione online del modello, scelta del giorno e fascia oraria
- Invio anticipato di passaporto, patente e, se richiesto, Permesso Internazionale
- Verifica della carta di credito: a volte fanno una pre-autorizzazione di prova
- Arrivo in ufficio o consegna in hotel, con controllo documenti originali
- Firma del contratto, spiegazione rapida di regole, km inclusi e franchigia
- Ispezione dell’auto insieme: foto e video di carrozzeria, cerchi, interni
- Blocco del deposito sulla carta del conducente principale
- Consegna chiavi e breve briefing sul comportamento alla guida e sulle aree da evitare
- Riconsegna, nuovo giro di foto e registrazione km finali
- Chiarimento finale su multe, pedaggi e tempi di sblocco del deposito
Dove di solito esplodono i problemi
- Carta che non accetta la pre-autorizzazione per mancanza di plafond reale
- Età del conducente sotto il limite richiesto per quel modello
- Permesso Internazionale richiesto e non disponibile sul momento
- Contratto firmato senza leggere bene le clausole su km, franchigia e zone vietate
Errori comuni da evitare (documenti, età, deposito)
Questi sono gli errori che vedo ripetersi quasi in fotocopia. Se li eviti, sei già avanti rispetto alla media.
Errori classici da non fare
- Guardare solo l’età minima generica e non quella specifica per la Lamborghini scelta;
- Arrivare con una carta di credito quasi al limite, senza spazio per il deposito;
- Dare per scontato che la patente italiana basti sempre, senza verificare se l’agenzia vuole anche l’IDP;
- Non farsi scrivere nero su bianco importo del deposito, condizioni di trattenuta e tempi di rimborso;
- Non controllare prima cosa succede in caso di multa o eccesso di velocità.
Il prefetto Pomponio visita la Croce Rossa di Viterbo e ringrazia i volontari
Caso Viterbo Clean Up, la Sindaca Frontini chiarisce: 'Quella diffida non rappresenta ...
VITERBO – Dopo il brusco stop ai lavori annunciato dall'associazione Viterbo Clean Up, scaturito da una diffida formale inviata da un dirigente comunale, la Sindaca Chiara Frontini ha deciso di intervenire personalmente per gettare acqua sul fuoco e ribadire il valore del volontariato cittadino.
La prima cittadina ha espresso una posizione netta, distanziandosi dai toni burocratici che hanno portato alla sospensione delle attività di decoro urbano portate avanti dai volontari.
Attraverso una nota ufficiale, la Sindaca ha voluto chiarire che il documento tecnico ricevuto dall'associazione non riflette l'orientamento politico e umano della sua giunta:
'Quel documento NON RAPPRESENTA questa amministrazione. L'attivismo civico è un dono inestimabile per Viterbo. Anche qualora vi fossero delle mancanze tecniche, il modo scelto per comunicarle è, a mio avviso, irricevibile.'
Frontini non ha nascosto il proprio rammarico per l'accaduto, sottolineando come spesso i cittadini attivi arrivino 'là dove il pubblico servizio non riesce a giungere'. Per questo motivo, ha già provveduto a:
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Contattare personalmente il Presidente di Viterbo Clean Up, Fabrizio Rocchi.
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Manifestare la propria vicinanza a tutti gli attivisti del gruppo.
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Ribadire che il dialogo deve prevalere sulla burocrazia punitiva.
La speranza espressa dalla Sindaca è che lo strappo possa essere ricucito in tempi brevi per il bene della città. 'Auspico che l'associazione ritorni sulla decisione di sospendere gli interventi', ha dichiarato Frontini. 'Sarebbe una perdita per tutti noi e, personalmente, mi dispiacerebbe molto'.
La Tuscia del Vino celebra le sue eccellenze tra le mura di Caprarola
CAPAROLA - Il fascino delle mura cinquecentesche ha fatto nuovamente da cornice a La Tuscia del Vino, un evento che ha saputo riunire oltre 100 produttori e la totalità delle 214 cantine presenti in guida. Più che una semplice degustazione, la giornata si è rivelata un’occasione preziosa per dialogare con i vignaioli, scoprire le realtà emergenti del territorio e immergersi in un'identità enogastronomica sempre più definita e orgogliosa.
Ad accompagnare i calici, l'eccellenza non si è fermata al vino. Gli ospiti hanno potuto apprezzare i sapori autentici dei panini dell’Agristorante Il Casaletto e la competenza del sommelier delle acque Pietro Passini, affiancato da Marco Gatti, a conferma di un’attenzione ai dettagli che va oltre l’etichetta.
Un brindisi alla memoria e al futuroSotto la conduzione di Francesco Corsi (direttore di carlozucchetti.it) e dei curatori Carlo Zucchetti e Francesca Mordacchini Alfani, la premiazione ha vissuto un momento di profonda commozione. Un brindisi speciale è stato dedicato a Luigi Barberani, Tonino Pellegrino, Vittorio Puri e Leonardo Zanchi. La scomparsa di questi vignaioli lascia un’eredità fatta di lavoro e riflessioni che l’intero comparto si impegna oggi a custodire e onorare.
L’eccellenza a tavola e il talento dei giovaniDopo il debutto dello scorso anno, è tornata con successo La Tuscia del Vino a Cena. Il percorso gustativo ha visto alternarsi ai fornelli nove cuochi e cuoche, capaci di interpretare i prodotti locali con estro e tecnica.
Un plauso particolare va ai ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Caprarola, che hanno gestito brillantemente il servizio per oltre 120 persone sotto la guida esperta dei loro docenti. La sinergia tra il Comune di Caprarola, la Dirigente Scolastica Paola Adami, il Sindaco Angelo Borgna e i sommelier di FISAR e AIS ha trasformato l'evento in un modello di collaborazione territoriale.
Il Menù della Serata-
L’Antipasto di Mare: Maria Giovanna Mele (La Bomboniera) ha proposto uno strudel di pesce bianco con zucchine e carote, impreziosito da purea di cipolle al vino e caviale di vino rosso.
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La Tradizione: Loretta Agostini con Daniele e Francesco Ferrari (Al Poggio) hanno servito ceciliani fatti a mano con pachino, rucola e ricotta salata Buonatavola Sini.
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La Maremma nel Piatto: Barbara Cannarsa (La Filanda) ha interpretato il Ciaffagnone con Manzo Maremmano su fondente di pecorino di Manciano.
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L’Orto d’Autore: Enzo Pelliccia (Osteria del Grillo) ha presentato un involtino di patate vitelotte con caprino e vellutata di Fagioli del Purgatorio.
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La Chiusura: La dolcezza è stata affidata a Paola Bonavia (Pavì Pasticcerì) con un raffinato Café Gourmand accompagnato dalla selezione di Caffè Pe-Fè.
Viterbo Clean Up sospende le attività dopo la diffida ricevuta dal Comune
VITERBO -Dopo oltre un decennio di attività ininterrotta nelle strade e nei parchi della città, l’associazione Viterbo Clean Up annuncia ufficialmente la sospensione delle proprie attività di raccolta rifiuti sul territorio comunale. La decisione, sofferta ma inevitabile, arriva a seguito di una diffida formale ricevuta dal Settore Ambiente del Comune di Viterbo.
L’associazione, composta da volontari che da undici anni dedicano tempo e risorse alla tutela del decoro urbano senza alcuno scopo di lucro, non ha nascosto il proprio sconcerto. Nella nota ufficiale, i rappresentanti di Viterbo Clean Up sottolineano il paradosso di un provvedimento restrittivo giunto da un ufficio che, nel corso degli anni, non avrebbe mai fornito supporto materiale, nemmeno minimo.
'Proviamo sorpresa e amarezza per una diffida proveniente da un settore che non ha mai fornito nemmeno strumenti minimi – come un paio di guanti – a supporto di un lavoro svolto interamente nell’interesse della collettività.'
Nonostante il rammarico, l'associazione mantiene un profilo di grande onestà intellettuale, riconoscendo che il percorso non è stato privo di inciampi burocratici o procedurali.
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Trasparenza: L'associazione ribadisce di aver sempre operato con responsabilità.
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Autocritica: Viene ammesso esplicitamente che in alcune occasioni sono stati commessi degli errori operativi.
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Apertura: L'obiettivo non è lo scontro, ma la risoluzione dei problemi per tornare a operare nella legalità e nella collaborazione.
Un punto fermo della comunicazione riguarda il rifiuto categorico di vedere la propria vicenda utilizzata come arma di scontro elettorale o politico. Viterbo Clean Up chiede che le proprie parole non vengano strumentalizzate: il dialogo deve restare tecnico e civico, finalizzato esclusivamente al bene della città e alla ripresa delle attività di pulizia.
Mentre la città capoluogo vede fermarsi le pinze e i sacchi verdi dei volontari, l'associazione comunica che restano attive tutte le collaborazioni e le attività previste nel resto della provincia.
La speranza ora risiede in un tavolo di confronto immediato con il Settore Ambiente, per definire nuove modalità che permettano di inquadrare correttamente il valore del volontariato civico e restituire ai cittadini un servizio che, per oltre dieci anni, ha sopperito a molte carenze nel decoro urbano.
Emergenza viabilità alla stazione di Montebello e nuove variazioni del servizio bus
VITERBO - La stazione ferroviaria di Montebello non è attualmente raggiungibile dagli autobus a causa dello sprofondamento dei tombini sulla strada di accesso allo scalo ferroviario.
In conseguenza di tale situazione, la Polizia Locale di Roma Capitale ha emanato un'ordinanza di divieto di transito per i mezzi superiori alle 3,5 tonnellate, rendendo impossibile l'ingresso degli autobus nello scalo ferroviario di Montebello.
Impatto sul servizio. L'impossibilità di raggiungere la stazione di Montebello comporta la necessità di introdurre modifiche temporanee alle percorrenze e alle fermate dei bus.
Nuova organizzazione del servizio:
Tutte le corse Cotral vengono anticipate e prolungate fino alla stazione di Prima Porta.
Il servizio sostitutivo del treno extraurbano Montebello – Morlupo (Cialone) viene anch'esso prolungato fino alla stazione di Prima Porta.
Per il solo servizio sostitutivo serale del treno (Beebus) rimane attiva la fermata provvisoria sulla SR Flaminia, in prossimità dell'ingresso del Cimitero Flaminio.
Questa riorganizzazione del servizio è una scelta resa necessaria dall'emergenza viaria e totalmente indipendente dalla volontà di Cotral, che si è immediatamente attivata per individuare e adottare una soluzione operativa efficace, con l'obiettivo di Ngarantire la piena mobilità degli utenti nonostante la chiusura della strada di accesso alla stazione di Montebello; superare le difficoltà operative della fermata provvisoria, resa poco praticabile dalla presenza di veicoli in sosta e dal mercato settimanale.
Il prolungamento del servizio è già operativo da ieri per i bus Cotral.
A partire da venerdì mattina, sia i bus Cotral sia i bus del servizio extraurbano sostitutivo del treno (Cialone) non effettueranno più la fermata provvisoria situata all'altezza del Cimitero Flaminio. La fermata resterà attiva esclusivamente per il servizio sostitutivo serale del treno (Bebus).
Disturbi alimentari, la Asl di Viterbo promuove iniziative per il Fiocchetto Lilla
Referendum, incontro pubblico a Viterbo per spiegare le motivazioni del Si
VITERBO - Viterbo ospiterà mercoledì 18 marzo alle ore 17:00, presso il Teatro San Leonardo, un incontro pubblico dal titolo “Sì Riforma – Una battaglia di civiltà giuridica”, promosso dal Comitato Sì Riforma per approfondire e discutere i temi della riforma della giustizia e il loro impatto sul sistema giuridico italiano.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire ai cittadini un momento di confronto e riflessione su una delle questioni centrali del dibattito pubblico: la necessità di riformare il sistema della giustizia per renderlo più efficiente, equilibrato e vicino ai principi di uno Stato di diritto moderno. Il titolo dell’incontro richiama proprio l’idea di una “battaglia di civiltà giuridica”, intesa come percorso di rinnovamento istituzionale e di rafforzamento delle garanzie democratiche.
All’incontro interverranno esperti e protagonisti del mondo accademico e giuridico:
• Alessandro Sterpa, professore associato di diritto pubblico presso l’Università degli Studi della Tuscia (Unitus)
• Giuseppe Valentino, avvocato penalista del Foro di Roma
• Luigi Di Gregorio, professore associato di comunicazione politica all’Università degli Studi della Tuscia
A moderare e concludere il dibattito sarà Daniele Capezzone, direttore del quotidiano Il Tempo.
L’appuntamento rappresenta un’importante occasione di dialogo tra giuristi, studiosi, operatori del diritto e cittadini, con l’intento di approfondire le ragioni e le prospettive delle riforme in corso e il loro significato per il futuro della giustizia in Italia.
L’ingresso all’evento è libero fino a esaurimento posti.
Appuntamento:
Mercoledì 18 marzo, ore 17:00
Teatro San Leonardo – Viterbo
5 caratteristiche fondamentali per un ambiente di lavoro produttivo
Esistono uffici in cui sembra che il lavoro scorra senza inghippi, con un team affiatato e un senso di collaborazione incredibile ma ne esistono altri in cui il caos e le distrazioni dominano la scena.
Cosa fa la differenza? Non puoi addossare tutta la responsabilità al talento o alla bravura; è stato dimostrato che l’ambiente in cui si opera influisce in modo diretto e proprio per questo vogliamo suggerirti 5 dettagli che rendono un ambiente di lavoro più produttivo.
Archiviazione organizzata
Partiamo dalla base: l’ordine. Archiviare fisicamente, e non solo digitalmente, diventa fondamentale e per farlo bisogna avere una classificazione ordinata e sapere come ripescare velocemente ciò che si cerca.
Se ci si vuole muovere in questa direzione servono cartelle etichettate, classificatore e scaffali o cassettiere funzionali. Si va oltre l’ordine estetico e si punta all’efficienza operativa.
Oggi esistono numerose soluzioni pensate proprio per organizzare al meglio l’ambiente di lavoro. Se volessi migliorare l’ordine in ufficio devi sapere che tramite portali come www.ufficiodiscount.it è facile trovare tanti strumenti di archiviazione e mobilio per gestire gli spazi in modo intelligente; anche per le aziende più piccole si trovano sistemi capaci di riorganizzare gli spazi in modo professionale e funzionale.
Spazi di lavoro ergonomici
Un’altra variabile spesso sottovalutata riguarda l’ergonomia.
Sedie scomode, scrivanie troppo basse o monitor posizionati male possono trasformare una giornata di lavoro in una fonte continua di affaticamento. Il risultato? Calo della concentrazione, stanchezza precoce e, nel lungo periodo, problemi fisici.
Una postazione ergonomica dovrebbe permettere di lavorare per molte ore senza creare tensioni inutili. Sedute regolabili, supporti per il monitor e scrivanie adeguate aiutano a mantenere una postura corretta.
Illuminazione adeguata
Un ufficio troppo buio affatica la vista. Uno troppo illuminato o con luci fredde e aggressive può creare disagio e mal di testa. Trovare il giusto equilibrio è fondamentale.
La luce naturale resta sempre la soluzione migliore, quando disponibile. Favorisce la concentrazione e contribuisce a creare un ambiente più piacevole. Quando invece si utilizzano sistemi di illuminazione artificiale, è importante scegliere lampade che diffondano la luce in modo uniforme e non direttamente sugli schermi.
Riduzione delle distrazioni
Non è tutta questione di strumenti, la produttività è spesso legata alla capacità di saper mantenere la concentrazione e uffici troppo rumorosi o disordinati impattano negativamente persino sui team migliori.
In alcuni casi può essere utile creare aree dedicate alla concentrazione oppure prevedere spazi separati per riunioni e telefonate.
Anche piccoli accorgimenti quali pannelli fonoassorbenti, layout degli spazi più studiati, regole condivise possono ridurre le distrazioni e migliorare la qualità del lavoro quotidiano.
Strumenti e tecnologia accessibili
La tecnologia è una nostra alleata ma non serve avere modelli di ultima generazione e più costosi, servono tool affidabili e facili da utilizzare, posizionati nel modo migliore e con connessioni stabili: sono questi dettagli a fare la differenza.
Come hai visto creare un ambiente di lavoro davvero produttivo si basa su 5 step facili da mettere in pratica… e non devi nemmeno rivoluzionare completamente l’arredo. Prova a scegliere almeno 2 di questi cambiamenti suggeriti e vedrai come poter raccogliere i frutti già dopo poche settimane. Il tuo team ti ringrazierà e noterai notevoli miglioramenti.
Previsioni meteo per venerdì 13 marzo
Viterbo
Tempo stabile al mattino con nuvolosità e schiarite mentre nel pomeriggio è atteso un aumento dell'instabilità con possibilità di isolati acquazzoni o temporali. Tempo più asciutto in serata e nottata con cieli sereni o poco nuvolosi. Temperature comprese tra +7°C e +15°C.
Lazio
Nubi sparse e schiarite su tutta la regione nel corso della mattinata ma con tempo per lo più asciutto. Nel pomeriggio possibilità di acquazzoni e temporali in sviluppo soprattutto sulle zone interne. Più stabile ovunque in serata e nottata con cieli sereni o poco nuvolosi.
NAZIONALE
AL NORD
Al mattino tempo stabile su tutte le regioni con nebbie e nubi basse sulla Pianura Padana e sole prevalente altrove. Al pomeriggio ampie schiarite con cieli per lo più soleggiati e locali addensamenti sulle Alpi. Tra la serata e la notte nuvolosità in generale aumento, precipitazioni lungo l'arco alpino con neve fin verso i 1300 metri e asciutto altrove.
AL CENTRO
Al mattino addensamenti sul versante adriatico con locali fenomeni e neve in Appennino fin verso i 1600 metri, sereno o poco nuvoloso altrove. Al pomeriggio acquazzoni e temporali in sviluppo sui settori interni, neve in Appennino oltre i 1700-1800 metri. Tempo in miglioramento dalla serata con graduali schiarite.
AL SUD E SULLE ISOLE
Al mattino locali piogge su Sardegna, Sicilia occidentale e coste della Campania, asciutto altrove con cieli sereni o poco nuvolosi e nubi basse sui settori adriatici. Al pomeriggio instabilità in aumento con acquazzoni e temporali nelle zone interne sia peninsulari che delle Isole. Migliora dalla serata con ampie schiarite e locali addensamenti bassi.
Temperature minime in generale diminuzione, massime in generale rialzo salvo una lieve flessione sui settori del medio-basso Adriatico.
Scritte sataniche sui muri e sulla chiesa di San Faustino: tre denunciati, foglio di via per due
VITERBO - Dopo gli imbrattamenti comparsi nei giorni scorsi nel centro storico di Viterbo, arrivano i primi provvedimenti delle autorità. Il Questore ha infatti disposto alcune misure di prevenzione nei confronti dei responsabili delle scritte vandaliche comparse sulla facciata della Chiesa dei Santi Faustino e Giovita e sui muri di alcune abitazioni della zona.
Le scritte, realizzate con vernice spray nera e caratterizzate da chiari riferimenti al satanismo, erano state scoperte nelle prime ore del mattino del 6 marzo in piazza San Faustino, suscitando forte sconcerto tra i residenti del quartiere.
Le indagini sono state avviate immediatamente dagli agenti della Polizia di Stato, in particolare dal personale della Digos della Questura di Viterbo. Grazie anche alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, gli investigatori sono riusciti in breve tempo a identificare tre persone ritenute responsabili degli imbrattamenti, ricondotti a un’azione vandalica.
I soggetti individuati, già noti alle forze dell’ordine per precedenti penali e di polizia, sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria con l’accusa di imbrattamento di beni di interesse storico e artistico.
A seguito degli accertamenti, il Questore di Viterbo ha inoltre adottato ulteriori provvedimenti nei confronti di due dei tre responsabili, che non risultano residenti nel capoluogo. Per loro è stato disposto il rimpatrio nel comune di residenza con foglio di via obbligatorio e divieto di ritorno a Viterbo.
Nei confronti degli stessi è stata applicata anche la misura di prevenzione dell’avviso orale, provvedimento che invita formalmente i destinatari a mantenere una condotta conforme alla legge. Il foglio di via, invece, impone ai soggetti interessati di non fare ritorno nel territorio comunale da cui sono stati allontanati.
L’episodio aveva colpito particolarmente la comunità locale, sia per il luogo preso di mira – uno degli edifici religiosi storici della città – sia per il contenuto delle scritte, ritenute offensive e inquietanti dai cittadini.
Desertificazione commerciale a Viterbo: perse 213 imprese in 13 anni
di Francesco Cozza Caposavi Vesmile
VITERBO – Tra il 2012 e il 2025, il comune di Viterbo ha perso 213 imprese del commercio al dettaglio, passando da 962 a 749 attività. È uno dei dati più significativi che emergono dall'analisi del progetto nazionale Cities di Confcommercio, presentato oggi, che vede il capoluogo della Tuscia posizionarsi al 73° posto nella classifica dei 122 comuni italiani più colpiti dal fenomeno della desertificazione commerciale.
A soffrire di più è il centro storico, cuore pulsante della città, che ha visto il numero di negozi crollare da 571 a 410. A scomparire sono soprattutto le attività tradizionali che garantivano servizi essenziali e presidio sociale: l'abbigliamento perde 61 negozi (da 129 a 68), le edicole si dimezzano (da 21 a 10), così come i rivenditori di carburante (da 15 a 4) e i mobilifici (da 78 a 57).
In netta controtendenza, il boom dell'ospitalità extra-alberghiera. Le 'altre forme di alloggio' (B&B, case vacanze) sono aumentate in maniera esponenziale, passando da 5 a 18 nel centro storico e da 12 a 34 nel resto del territorio comunale. Un fenomeno che, se da un lato risponde a una domanda turistica, dall'altro contribuisce a cambiare la destinazione d'uso degli immobili, sostituendo negozi di prossimità con strutture ricettive e impoverendo il tessuto di servizi per i residenti.
Le proposte di Cities per la rigenerazione urbana
Per contrastare questo fenomeno e rafforzare le politiche di rigenerazione urbana, Confcommercio promuove il progetto Cities con cinque proposte concrete sulle quali, anche in virtù della consolidata collaborazione con ANCI, chiede ai Sindaci e agli Assessori un confronto costruttivo:
• Riconoscere le imprese di prossimità come attori del governo urbano, includendole formalmente nei Patti di Cittadinanza e nei regolamenti per l'amministrazione condivisa.
• Integrare le politiche di sviluppo economico e urbanistica, creando una cabina di regia unica che pianifichi lo sviluppo della città in modo organico.
• Dotarsi di strumenti di conoscenza permanenti, come osservatori sul tessuto economico urbano e l'utilizzo di strumenti innovativi come Cities Analytics per monitorare i flussi pedonali.
• Disciplinare l'offerta commerciale nelle aree sensibili, utilizzando le norme esistenti (Decreto SCIA 2 e Legge Concorrenza) per tutelare la diversità urbana nei centri storici, evitando la mono-cultura di alcune merceologie.
• Gestire attivamente i locali sfitti, attraverso i Distretti del Commercio, promuovendo censimenti, temporary store e alleanze tra proprietà e imprenditori.
La posizione di Confcommercio Lazio Nord
«Lo scorso 12 dicembre il Comune di Viterbo ha avviato i lavori per un nuovo Piano del Commercio, con un primo incontro di concertazione che ha visto la partecipazione attiva di Confcommercio – dichiara Loredana Badini, Presidente di Confcommercio a Viterbo – I dati che oggi presentiamo con il progetto Cities confermano l'urgenza e la necessità di quello stesso percorso. Il nostro auspicio è che il lavoro avviato continui e si rafforzi, e che il nuovo Piano del Commercio possa tenere in grande considerazione le proposte che arrivano da questa importante analisi nazionale».
«Le cinque proposte di Cities – prosegue Badini – offrono strumenti concreti e operativi per invertire la rotta: dalla gestione dei locali sfitti alla disciplina dell'offerta commerciale nelle aree sensibili, fino all'integrazione tra politiche urbanistiche e sviluppo economico. Siamo pronti a portare il nostro contributo al tavolo di confronto con l'Amministrazione, perché crediamo che il rilancio del commercio di prossimità sia la chiave per restituire vivibilità, sicurezza e attrattività al centro storico e a tutta la città».
Confcommercio Lazio Nord chiede quindi che il percorso di concertazione avviato a dicembre prosegua celermente e che il nuovo Piano del Commercio recepisca l'agenda di lavoro di Cities, riconoscendo le imprese di prossimità come attori fondamentali per la rinascita urbana e la coesione sociale della comunità viterbese.
L'importanza cruciale delle donazioni nelle emergenze umanitarie
Il sostegno economico tramite la beneficenza rappresenta spesso l'unico baluardo tra la sopravvivenza e la catastrofe per milioni di individui coinvolti in crisi sistemiche. In contesti caratterizzati da instabilità politica, disastri naturali o conflitti armati, le risorse locali tendono a esaurirsi rapidamente, lasciando la popolazione civile in uno stato di estrema vulnerabilità. Risulta quindi fondamentale garantire un afflusso costante di fondi verso le organizzazioni umanitarie che operano sul campo. Un esempio concreto di questo impegno si manifesta attraverso la donazione per Gaza con Medici Senza Frontiere, un gesto che permette di convogliare aiuti medici e logistici in un’area dove le infrastrutture sanitarie sono sottoposte a una pressione senza precedenti.
Il valore del sostegno finanziario nelle crisi sistemiche
Le donazioni risultano indispensabili in tutte quelle situazioni in cui il normale funzionamento dello Stato viene meno. Quando un sistema sanitario nazionale crolla a causa di una pandemia improvvisa o di un collasso economico, l'intervento esterno finanziato dai privati diventa il motore principale per la fornitura di beni di prima necessità. Senza questo contributo, l'acquisto di farmaci salvavita, la distribuzione di acqua potabile e la costruzione di rifugi temporanei sarebbero impossibili. La velocità di risposta è un fattore determinante e solo la disponibilità di fondi pronti all'uso consente alle organizzazioni di agire nelle prime ore di un'emergenza.
Oltre all'aspetto puramente materiale, il finanziamento costante permette la pianificazione di interventi a lungo termine. Non si tratta solo di rispondere all'urgenza del momento, ma di ricostruire tessuti sociali lacerati, garantendo continuità alle cure mediche per malattie croniche che, in assenza di supporto, porterebbero a esiti fatali.
L'impatto degli aiuti nei contesti di conflitto
Tra i territori interessati da scontri bellici, la situazione di Gaza rappresenta uno dei contesti più critici per l'erogazione di soccorsi tempestivi. In quest'area, la distruzione di ospedali e la carenza di elettricità rendono ogni operazione chirurgica una sfida logistica estrema. La donazione Gaza diventa quindi lo strumento attraverso cui è possibile reperire kit di primo soccorso, anestetici e carburante per i generatori, elementi essenziali per mantenere attive le unità di terapia intensiva in un ambiente estremamente ostile.
In tali circostanze, la presenza di personale qualificato e di forniture mediche non è mai scontata. Le restrizioni agli spostamenti e la volatilità della sicurezza richiedono investimenti ingenti per garantire che gli aiuti raggiungano effettivamente chi ne ha bisogno. Il supporto finanziario permette di superare gli ostacoli burocratici e logistici, assicurando che la popolazione civile possa accedere a cure di base che altrimenti risulterebbero totalmente precluse a causa delle ostilità in corso.
Il modello operativo di Medici Senza Frontiere nelle guerre
L’azione di Medici Senza Frontiere (MSF) si distingue per la capacità di operare in modo indipendente e neutrale proprio nei teatri di guerra più complessi. L'organizzazione interviene allestendo ospedali da campo, centri di nutrizione e unità mobili che si spostano seguendo le necessità delle popolazioni sfollate. Il personale di MSF è addestrato per gestire traumi da guerra, eseguire interventi chirurgici d'urgenza e contenere la diffusione di epidemie che spesso proliferano nei campi profughi a causa delle precarie condizioni igieniche. Grazie alla propria autonomia finanziaria, l'organizzazione può decidere dove intervenire basandosi esclusivamente sui bisogni medici osservati, senza subire influenze politiche o diplomatiche.
Questa indipendenza è garantita quasi interamente dalle donazioni dei privati, che permettono a MSF di mantenere una prontezza operativa immediata. Nei contesti di conflitto, dove l'accesso alla salute è spesso negato o strumentalizzato, l'organizzazione si impegna a fornire assistenza medica gratuita e di alta qualità a chiunque ne abbia necessità, indipendentemente dall'appartenenza religiosa o politica. L'invio di equipe specializzate, come chirurghi vascolari, psicologi e logisti, assicura una risposta multidisciplinare che affronta non solo le ferite fisiche, ma anche il trauma psicologico derivante dalla violenza prolungata.
La continuità del supporto come garanzia di futuro
Affinché le donazioni risultino veramente efficaci, è necessario che il sostegno non sia sporadico ma continuativo nel tempo. Le fasi post-emergenziali sono altrettanto delicate di quelle iniziali; la ricostruzione di un sistema sanitario richiede anni di impegno costante e investimenti regolari. Quando i riflettori dei media si spengono, le necessità delle persone colpite rimangono, e spesso si aggravano a causa della dimenticanza collettiva. Le donazioni regolari permettono di mantenere aperti presidi medici anche quando la crisi non è più in prima pagina, garantendo dignità e cure a chi vive in zone dimenticate dal mondo.
L'atto di donare non è soltanto una risposta a una necessità immediata, ma una scelta consapevole volta a preservare la vita umana e a sostenere i diritti fondamentali in ogni angolo del pianeta, specialmente dove questi vengono messi maggiormente a rischio.
Abuso edilizio nella Riserva naturale di Tuscania: denunciato dai Carabinieri Forestali
TUSCANIA - Un intervento edilizio abusivo è stato scoperto nei giorni scorsi dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale nel territorio di Tuscania, in provincia di Viterbo. L’operazione rientra nei controlli mirati alla tutela del territorio e delle aree di particolare valore ambientale.
Durante un sopralluogo in località “Sasso Pinzuto”, i militari hanno accertato la realizzazione di un manufatto prefabbricato in legno, poggiato su un basamento in cemento armato di circa 20 metri quadrati, privo dei titoli edilizi abilitativi previsti dalla normativa.
Gli accertamenti condotti dai Carabinieri Forestali hanno portato all’identificazione del presunto responsabile dell’intervento, un uomo residente fuori regione, che è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per violazioni urbanistiche e paesaggistiche. L’area interessata dall’abuso ricade infatti all’interno della Riserva Naturale Tuscania, istituita nel 1997 e riconosciuta di notevole interesse pubblico per il suo valore paesaggistico e la particolare bellezza panoramica.
Il reato contestato riguarda la realizzazione di opere edilizie in assenza del necessario Permesso di Costruire in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. In caso di condanna, il responsabile rischia la pena dell’arresto fino a due anni e un’ammenda compresa tra circa 15 mila e oltre 51 mila euro, oltre alla demolizione dell’opera e al ripristino dello stato originario dei luoghi.
Parallelamente alla denuncia, sono state avviate le procedure previste dalla normativa ambientale per la rimozione del manufatto e il ripristino dell’area, con le necessarie comunicazioni alle autorità competenti.
L’operazione conferma il costante impegno dei Carabinieri Forestali nella tutela del territorio, in particolare nelle aree naturali protette, dove la salvaguardia del paesaggio rappresenta una priorità per la conservazione del patrimonio ambientale e culturale.
Superstrada, il comune di Vitorchiano sollecita Anas: nessun intervento nonostante gli annunci
VITORCHIANO - Il Comune di Vitorchiano torna a sollecitare ANAS affinché intervenga con urgenza sulla SS 675 Umbro-Laziale, nota colloquialmente come Superstrada, nel tratto tra Viterbo e Vitorchiano, già segnalato nel giugno 2025 per le gravi condizioni in cui versa il manto di asfalto.
La carreggiata, infatti, continua a presentare evidenti segni di deterioramento, con avvallamenti, deformazioni e perdita di omogeneità della pavimentazione, criticità particolarmente accentuate sulla corsia di destra. Questa situazione rappresenta un concreto ed elevato fattore di rischio per la sicurezza stradale, considerando anche l'intenso volume di traffico, inclusi i numerosi mezzi pesanti che quotidianamente percorrono un'arteria fondamentale per tutto il territorio.
'Attraverso dichiarazioni pubbliche rilasciate nei mesi scorsi - dichiara Ruggero Grassotti, sindaco di Vitorchiano - ANAS aveva annunciato un importante programma di lavori sulla SS 675, con investimenti complessivi pari a 85 milioni di euro, che includeva anche il rifacimento del manto stradale per circa 21 chilometri di tracciato. L'impegno era quello di procedere entro la fine del 2025, tuttavia ad oggi sul tratto Viterbo-Vitorchiano non risultano avviati interventi concreti e le condizioni del manto appaiono ulteriormente peggiorate'.
La Superstrada garantisce un collegamento rapido con Orte e svolge un ruolo centrale per la mobilità dell'intera Tuscia. 'Nonostante la sua importanza fondamentale - aggiunge Grassotti - le condizioni in cui si trova attualmente stanno creando crescenti preoccupazioni per la sicurezza degli automobilisti. Alla luce degli impegni pubblicamente annunciati da ANAS, riteniamo necessario che si concretizzino il prima possibile tutti gli interventi programmati e si aprano i cantieri'.
L'amministrazione comunale di Vitorchiano auspica quindi un rapido riscontro in risposta alle esigenze dei cittadini e l'avvio dei lavori necessari, affinché possano essere ripristinate adeguate condizioni di sicurezza e transitabilità lungo un tratto di strada quotidianamente utilizzato da migliaia di persone.
Dalla scuola alluniversità: la 1G dellItt Da Vinci a lezione di Etruscologia allUnitus
VITERBO - Il 3 marzo la classe 1G dell’Itt Da Vinci ha partecipato al primo incontro del ciclo di lezioni “Incontro tra i popoli”, organizzato dall’Università degli Studi della Tuscia e rivolto agli studenti delle Scuole Secondarie di Secondo Grado. L’iniziativa propone attività di approfondimento disciplinare e orientamento, con incontri dedicati a temi che spaziano dalla storia e dall’archeologia alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, dal cinema alla storia dell’arte.
Gli studenti hanno assistito alla lezione della prof.ssa Marina Micozzi, docente di Etruscologia presso il Dipartimento DISTU dell’UNITUS. L’incontro ha rappresentato un significativo momento di dialogo tra scuola e università, offrendo ai ragazzi un primo contatto con la metodologia della ricerca scientifica.
Durante la lezione gli studenti sono stati guidati nell’analisi delle relazioni tra Etruschi, Greci e Romani, osservando il Mediterraneo antico come uno spazio di scambi, conflitti e integrazioni tra popoli diversi.
Attraverso l’uso congiunto di fonti letterarie e dati archeologici, la classe ha riflettuto sul processo di formazione delle civiltà e sull’idea che l’identità di un popolo non sia una realtà immobile, ma il risultato di continui incontri, scambi e trasformazioni.
Un’esperienza di orientamento preziosa, che ha permesso agli studenti di avvicinarsi allo studio dell’antico con curiosità, spirito critico e rigore scientifico.
La Vigor vola verso la Prima Categoria: vittoria convincente contro il Piansano
ACQUAPENDENTE - La marcia della Vigor Acquapendente continua senza ostacoli e il traguardo della Prima Categoria appare ormai sempre più vicino. La vittoria contro il Piansano Calcio conferma il dominio della capolista, che mantiene ben 16 punti di vantaggio sulla seconda a otto giornate dalla fine del campionato, con ancora 24 punti disponibili.
Su un campo reso difficile dalle condizioni al limite della praticabilità, gli aquesiani hanno dimostrato ancora una volta solidità e qualità tecnica. Tra i migliori in campo il giovane Francesco Tomasselli, protagonista di diverse incursioni offensive e pericoloso soprattutto con i colpi di testa in area. Nonostante il terreno pesante, ha sempre cercato la giocata tecnica più pulita.
Prestazione di grande intensità anche per Alessio Bedini, instancabile nella ricerca degli spazi offensivi. Da applausi la partita di Simone Fortuni, da molti considerato il migliore in campo: non solo per l’assist decisivo che ha portato al gol di Pacifici, ma anche per aver avviato nel finale una splendida azione palla a terra, una triangolazione di alto livello tecnico con Andrea Filoni e Andrea Coccetti.
Solida anche la difesa della Vigor, guidata da Valerio Filoni, impeccabile nelle chiusure e sempre pericoloso sui calci piazzati quando si spinge in avanti.
Il Piansano Calcio, dal canto suo, ha dimostrato di meritare la salvezza anticipata. La squadra allenata da Morelli ha mostrato organizzazione e carattere durante tutto l’arco della gara. In difesa Moretti e Cuneo si sono confermati punti di riferimento, riuscendo a contenere con ordine gli attacchi della capolista e facendosi vedere anche in fase offensiva.
Prima di uscire per infortunio, Vetrallini si era reso protagonista di alcune buone giocate, tagliando più volte la difesa avversaria. Proprio su un intervento ai suoi danni in area è arrivato un episodio contestato: un fallo apparso evidente ma non sanzionato con il calcio di rigore dal direttore di gara.
Nel finale anche Rocchi, entrato da poco, ha avuto tra i piedi la palla per accorciare le distanze, ma sulla linea di porta è stato decisivo il salvataggio di Isidori.
La Vigor continua così la sua corsa in testa alla classifica, con la promozione che, giornata dopo giornata, sembra ormai sempre più a portata di mano.
ASD POLISPORTIVA VIGOR ACQUAPENDENTE: Alberellli, Ronca (30° st Cencini), Bambini, Fortuni, Valerio Filoni, Isidori, Tomasselli (38° st Coccetti), Palla, Pacifici (45° st Suljimani), Bedini (25° st Andrea Filoni), Mecarelli
A DISPOSIZIONE: D’Ubaldo, Sidime, Procenesi, Maico Colonnelli
ALLENATORE: Andrea Colonnelli
ASD PIANSANO F.C.: Zampilli, Cuneo, Censini, Bersaglia, Moretti, Bordini, Bruni, Pepponi, Marcucci (11° st Boglioli), Vetrallini (25° st Rocchi)
A DISPOSIZIONE: Lupidi
ALLENATORE: Morelli
ARBITRO: Alessandro Roca Comitato di Viterbo
MARCATORI: 33° pt Mecarelli (APVA), 38° pt Pacifici (APVA)
Il Regolamento relativo alla sicurezza generale dei prodotti, webinar gratuito il 25 marzo
VITERBO – Lo Sportello Etichettatura e Sicurezza prodotti della Camera di Commercio di Rieti Viterbo, in collaborazione con il Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino e gli Enti del Sistema Camerale, organizza per il prossimo mercoledì 25 marzo 2026 (dalle 09.30 alle 12.00) un webinar nazionale gratuito dedicato ai recenti aggiornamenti sul Regolamento (UE) 2023/988 relativo alla sicurezza generale dei prodotti.
Il webinar è rivolto in particolare alle imprese e agli operatori economici coinvolti nella produzione, distribuzione e vendita di prodotti di consumo, con l’obiettivo di fornire chiarimenti operativi e supporto nell’adeguamento alla normativa.
Le Comunicazioni sul Regolamento (UE) 2023/988, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 21 novembre 2025, sono rivolte alle imprese, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), incluse le microimprese, e offrono chiarimenti su ambito di applicazione, obblighi, adempimenti operativi e procedure.
Il Codice del Consumo italiano (D. Lgs 206/2005 e s.m.i.), pur essendo vigente, non è stato ancora aggiornato rispetto alle disposizioni del Regolamento comunitario, creando spesso dubbi interpretativi: il relatore farà chiarezza su questo aspetto durante il suo intervento.
Il regolamento UE 2023/988 prevede anche che, dove opportuno, siano considerate “le adeguate caratteristiche di cybersicurezza necessarie per proteggere il prodotto da influenze esterne”. Sarà quindi affrontato anche il tema di come l’attuale normativa europea preveda che siano gestite le caratteristiche di cybersicurezza di prodotti e servizi immessi sul mercato europeo.
Nel corso del webinar sono previsti gli interventi di: Salvatore Capozzolo del Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino, Giovanna Landi dello studio legale Landilex, Claudio Telmon, di Clusit – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica.
Sarà poi possibile per i partecipanti porre quesiti ai relatori.
La partecipazione al webinar tramite la piattaforma Teams è gratuita previa iscrizione al seguente link: https://events.teams.microsoft.com/event/8b645f76-6b43-49b2-adf6-8f0ab57ae109@6bc79307-413a-44db-94ef-c15800d55860 entro il 24 marzo 2026.
Il giorno prima del webinar gli iscritti riceveranno via mail tutte le indicazioni necessarie per partecipare all’evento online.
Maggiori informazioni possono essere richieste allo Sportello Etichettatura e Sicurezza prodotti dell’Ente camerale, ai numeri telefonici 0761.234400-440-466 oppure all’indirizzo e-mail: etichettatura@rivt.camcom.it.