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Aglio rosso di Proceno, debutto da record a Terra Madre
PROCENO - «Un successo oltre le nostre aspettative che ci ha sorpreso ed emozionato. Abbiamo venduto quasi tutti i prodotti che avevamo portato e preso contatti importanti con buyer nazionali e internazionali».
Sono le parole di Marcella Santoni de 'La Treccia' e Abu Said Sheikh de 'Il Sogno', produttori dell'Aglio rosso di Proceno, al termine della 16a edizione di Terra Madre Salone del Gusto di Slow Food a Torino.
Per la piccola comunità è stato un momento storico: la presentazione ufficiale del nuovo Presidio Slow Food dell'Aglio rosso di Proceno, arrivata al termine di un percorso costruito negli anni insieme ai produttori e al territorio.
All'incontro nell'Area Regione Lazio-Arsial hanno partecipato, oltre ai produttori, il sindaco del Comune di Proceno Roberto Pinzi, il presidente della Cooperativa di comunità Proceno Massimo Pelosi, Salvatore Ciociola, referente per la biodiversità del Lazio di Slow Food, e per Slow Food Viterbo e Tuscia il presidente Luigi Pagliaro e il referente per l'Alta Tuscia Maicco Pifferi.
'È stato un lungo e faticoso percorso – ha detto il sindaco Pinzi – di cui oggi vediamo risultati perché proietta questo prodotto oltre i confini locali e spero attragga l'attenzione di altri produttori del nostro territorio. Non si tratta solo dell'aspetto economico, per quanto determinante, ma del fatto che venga apprezzato un prodotto unico in un luogo unico. In tal senso è stato determinante il percorso avviato anche con l'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo grazie ai fondi del PNRR e che riprenderà nelle prossime settimane con degli approfondimenti aperti a tutti sulla produzione, trasformazione e commercializzazione'
'Prima con l'iscrizione all'Arca del Gusto, poi con il Festival dell'Aglio rosso e infine con il Presidio si è chiuso un cerchio virtuoso in cui abbiamo accompagnato i produttori affinché, un passo dopo l'altro, arrivassero preparati a Torino', ha sottolineato Luigi Pagliaro.
E a Torino l'Aglio rosso si è presentato non soltanto fresco e in diversi formati, ma anche attraverso nuovi trasformati: il Tarlo sott'olio, gelatine e confetture all'aglio da accompagnare a formaggi e arrosti.
Viterbo, allarme sicurezza, la CISL denuncia limpennata di infortuni e malattie professionali
VITERBO - La UST CISL di Viterbo lancia un segnale forte: la sicurezza sul lavoro nella provincia sta peggiorando, e i numeri diffusi dall’INAIL nel primo semestre del 2026 raccontano una realtà che non può essere ignorata. Gli infortuni nel Lazio sono aumentati di circa 2.000 casi rispetto allo stesso periodo del 2025 (da 25.607 a 27.576). Nel Viterbese, gli eventi registrati sono saliti da 1.112 a 1.268.
Un incremento che preoccupa, ma ciò che allarma maggiormente sono i quattro casi mortali segnalati nel territorio provinciale, sui quali sono ancora in corso accertamenti.
«Non possiamo permettere che la frequenza di questi episodi ci renda meno capaci di indignarci e di reagire», afferma Elisa Durantini, segretaria generale della UST CISL di Viterbo. «Dietro ogni infortunio c’è una persona, e quando un lavoratore perde la vita le conseguenze colpiscono un’intera famiglia e la comunità. La sicurezza deve diventare una priorità concreta nelle scelte delle istituzioni e nell’organizzazione delle imprese».
Durantini insiste sulla necessità di controlli tempestivi, formazione efficace e un coordinamento stabile tra tutti i soggetti coinvolti. «Serve un protocollo territoriale con impegni precisi e risultati verificabili. Chi esce di casa per andare al lavoro deve poter tornare dalla propria famiglia in salute e in sicurezza».
Il quadro si aggrava anche sul fronte delle malattie professionali: da gennaio a luglio 2026, nella provincia di Viterbo le denunce sono salite da 300 a 355. Un aumento che può indicare una maggiore consapevolezza dei lavoratori, ma che impone una riflessione sulle condizioni di lavoro e sull’esposizione ai rischi, soprattutto in un contesto in cui la vita lavorativa si allunga e richiede una prevenzione attenta all’età e allo stato di salute delle persone.
Per la CISL, la priorità è chiara: potenziare le ispezioni nei luoghi di lavoro. La carenza di ispettori non può diventare un ostacolo permanente alla tutela della sicurezza. Le segnalazioni di rischio, soprattutto nei campi e nei cantieri, devono ricevere risposte rapide e concrete.
Accanto ai controlli, è indispensabile investire nella formazione dei lavoratori e dei preposti, affinché la sicurezza sia parte integrante dell’organizzazione quotidiana del lavoro.
La CISL propone inoltre la creazione di una banca dati condivisa tra ASL, INAIL, Vigili del Fuoco e altri enti, con criteri omogenei di raccolta delle informazioni. Una conoscenza più precisa dei rischi permetterebbe di orientare meglio le azioni di prevenzione.
Accertare le responsabilità è fondamentale, ma per la CISL è altrettanto essenziale agire prima che un infortunio avvenga. Per questo l’organizzazione ritiene urgente l’adozione di un protocollo territoriale condiviso tra istituzioni provinciali, rappresentanze datoriali, enti di controllo e organizzazioni sindacali.
Il protocollo dovrà tradursi in:
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azioni concrete di controllo,
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formazione e informazione,
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obiettivi chiari,
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monitoraggi periodici,
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strategie coordinate.
La tutela della salute e della sicurezza richiede il contributo di tutti, nel rispetto delle responsabilità di ciascuno e con il coinvolgimento attivo delle lavoratrici e dei lavoratori.
«Il nostro territorio ha bisogno di un impegno stabile», conclude Durantini. «Dobbiamo trasformare la preoccupazione per questi dati in una prevenzione più efficace. La sicurezza non è un costo: è un dovere verso le persone».
Li avete mai notati? La storia nascosta nei simboli della fontana di Bagnaia
VITERBO – Facendo un giro per Bagnaia può capitare di trovarsi davanti a una delle fontane del paese e, come molte cose che passano inosservate, è altrettanto comune non cogliere ciò che la storia ci ha lasciato, complici di un’eredità ormai conosciuta da pochi.
Sulla fontana presente in mezzo a Piazza di Dentro, a Bagnaia, è infatti possibile osservare sotto la vasca principale tre simboli, che si ripetono lungo tutto il cornicione e che, ad un occhio attento, possono raccontare più di un libro antico.
I tre simboli di Bagnaia
Una stella, delle onde e tre monti: elementi che a prima vista potrebbero sembrare semplici decorazioni scolpite nel peperino, ma che in realtà rimandano alla storia del borgo e a quella della famiglia Peretti-Montalto.
Le onde rappresentano infatti l'antica comunità di Bagnaia, mentre il monte e la stella a sei punte sono elementi riconducibili all'araldica dei Peretti-Montalto, famiglia del cardinale Alessandro Peretti di Montalto, figura strettamente legata alla storia del paese e della vicina Villa Lante.
Proprio il Catalogo Generale dei Beni Culturali documenta la presenza nell'araldica di Alessandro Montalto del monte e della stella, insieme ad altri elementi come il leone e il ramo di pero. Gli stessi simboli tornano più volte anche all'interno di Villa Lante.
Una fontana che racconta secoli di storia
La storia della fontana di Piazza di Dentro, però, inizia molto prima del Seicento. Una fontana del 'Borgo Dentro' risulta infatti documentata già alla fine del XIV secolo, mentre nel 1526 venne rifatta ad opera di Bernardino di Giovanni da Viterbo.
Bisognerà aspettare l'arrivo del cardinale Montalto per arrivare alla forma che oggi conosciamo. Già nel 1600 il cardinale aveva manifestato la volontà di modificare la fontana; il progetto venne poi realizzato dalla comunità di Bagnaia nel 1618.
Ed è proprio qui che quei piccoli simboli acquistano un significato particolare: sulla stessa vasca troviamo affiancati gli elementi dell'antica Bagnaia e quelli dei Peretti-Montalto, due protagonisti della storia del borgo che ancora oggi continuano a convivere, scolpiti nella pietra.
La fontana attraversò poi ancora i secoli e una delle formelle conserva anche la data 1789, ricondotta ad un successivo intervento di ristrutturazione.
Insomma, basta fermarsi qualche secondo in più nel cuore di Bagnaia per scoprire che quelli che sembrano semplici ornamenti sono in realtà tracce lasciate da una storia lunga centinaia di anni. Una storia che, ancora oggi, è lì sotto gli occhi di tutti: bisogna soltanto sapere dove guardare.
Al via il restauro del pavimento cosmatesco della Cattedrale di Santa Maria Maggiore
CIVITA CASTELLANA - Sono stati avviati nei giorni scorsi gli interventi di restauro e valorizzazione del pavimento cosmatesco della cattedrale di Santa Maria Maggiore di Civita Castellana. Una équipe di restauratori, sotto l’egida della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, è al lavoro in questi giorni per ridare nuova vita al celebre pavimento della cattedrale, preservandone i materiali e le caratteristiche decorative e restituendone l’originaria leggibilità e bellezza.
Il pavimento rappresenta una delle testimonianze più significative dell’arte cosmatesca, la raffinata tecnica decorativa sviluppatasi a Roma e nel Lazio tra il XII e il XIII secolo, caratterizzata dall’impiego di marmi policromi e tessere di pietra disposte secondo elaborati motivi geometrici.
La sua origine è legata proprio alla tradizione delle maestranze cosmatesche attive nel Medioevo nell’Italia centrale. Il pavimento della Cattedrale di Santa Maria Maggiore risale al XIII secolo e costituisce una preziosa testimonianza della diffusione di questa particolare arte decorativa anche nel territorio della Tuscia. La denominazione “cosmatesco” deriva dalle famiglie di marmorari romani, in particolare dai Cosmati, che tra il XII e il XIII secolo realizzarono pavimenti e arredi liturgici di grande raffinatezza in numerose chiese dell’Italia centrale.
L’avvio del cantiere è stato accolto con entusiasmo e gratitudine dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Danilo Corazza, che sottolinea l’importanza dell’intervento per la tutela e la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale della città: 'Un intervento di straordinaria importanza per la tutela e la salvaguardia del nostro patrimonio artistico e culturale», sottolinea l’Amministrazione, evidenziando il valore del lavoro curato dalla Soprintendenza. «Questo prezioso capolavoro del XIII secolo rappresenta un simbolo identitario di inestimabile valore per Civita Castellana e per l’intera comunità'.
L’Amministrazione Comunale ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento alla Soprintendenza e a tutte le maestranze impegnate nel cantiere, per il lavoro e la professionalità messi in campo nell’opera di conservazione.
Al termine degli interventi, il pavimento potrà essere nuovamente ammirato nella sua rinnovata leggibilità, consentendo alla comunità e ai visitatori di riscoprire uno dei tesori più importanti della Cattedrale di Santa Maria Maggiore e del patrimonio storico-artistico di Civita Castellana.
Cioccotuscia 2026 parte con nuove attrazioni e più aziende
VITERBO - La 17ª edizione di Cioccotuscia ha aperto oggi pomeriggio alle 15, riportando nel centro storico di Viterbo i suoi ritmi vivaci e una serie di novità pensate per ampliare l’offerta del festival. L’evento, articolato su due weekend – 3-4 e 10-11 ottobre – presenta quest’anno un numero maggiore di aziende, un programma di spettacoli più ricco e nuove aree tematiche distribuite lungo le vie principali della città.
Tra le iniziative più attese, il nuovo mercatino artigianale di via Cavour, esteso fino a Piazza Fontana Grande: non solo stand, ma anche intrattenimento, attività per bambini e un’area ristoro realizzata in collaborazione con i commercianti della zona. «Il progetto nasce dall’idea di supplire con creatività alla scarsità di fondi pubblici e sponsor, puntando sulla collaborazione delle realtà commerciali locali», spiega il patron dell’evento Andrea Sorrenti.
Anche via Saffi entra nel circuito con una vocazione artistica: workshop, laboratori creativi e mostre tematiche grazie alla rete di artigiani della via. A completare il percorso, Largo Fani e le aree adiacenti, che ospitano ulteriori attività e punti di interesse.
Sul fronte degli espositori, Cioccotuscia supera la soglia dei 30 partecipanti, con un’offerta che va oltre il cioccolato: miele, tartufo, lavanda, confetture, peperoncino e zafferano per un itinerario sensoriale radicato nel territorio. L’80% delle aziende proviene dalla provincia di Viterbo, mentre il resto arriva da fuori per arricchire il palinsesto. È previsto un avvicendamento nel secondo weekend: alcune realtà lasceranno spazio a nuovi espositori per mantenere l’offerta dinamica e sempre diversa.
Tra le novità più attese, sabato 10 ottobre 2026 sarà protagonista la cucina: Francesco Aquila, vincitore di MasterChef Italia, terrà due cooking show privati a numero chiuso e successivamente incontrerà il pubblico del festival.
Domenica 11 ottobre 2026, invece, Cioccotuscia si trasforma: una giornata interamente dedicata ai cosplay, con animazione, giochi a premi e un’area stand riservata al mondo delle maschere. Un modo per ricordare che il cioccolato è già una magia: basta aggiungere un mantello per renderla ancora più speciale.
Renzo Profili trovato morto dopo tre mesi, in un canale a Monte Romano
MONTE ROMANO – È finita nel modo più tragico la ricerca di Renzo Profili, 89 anni, conosciuto da tutti come “Enzo”, scomparso lo scorso 18 giugno. Il suo corpo è stato ritrovato dopo oltre tre mesi su un terreno dell’Università Agraria di Monte Romano, all’interno di un canale. Poco distante sarebbe stata individuata anche la sua Smart bianca, la stessa auto con cui l’anziano si era allontanato.
Profili si era allontanato intorno alle 11 dall’ospedale di Tarquinia, alla guida della sua vettura. Fin dalle prime ore era scattato l’allarme e i familiari avevano lanciato numerosi appelli per riuscire a rintracciarlo.
Le ricerche avevano interessato diverse zone del territorio, dalle campagne intorno a Tarquinia fino a Civitavecchia, Montalto e altre località. Erano state controllate anche le immagini delle telecamere e la targa della Smart era stata inserita nei sistemi utilizzati per cercare di ricostruire gli spostamenti dell'auto.
A rendere ancora più preoccupante la scomparsa c'era il fatto che l'anziano, secondo quanto riferito all'epoca, avesse problemi di memoria e potesse essere disorientato. Non avrebbe inoltre avuto con sé né denaro né i medicinali che avrebbe dovuto assumere.
La famiglia non aveva mai smesso di cercarlo. Gli appelli erano stati rilanciati anche sui social e la vicenda era arrivata alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, che aveva dedicato servizi alla scomparsa il 24 giugno e il primo luglio.
Ora, dopo più di tre mesi di attesa e di ricerche, è arrivata la tragica scoperta.
Il ritrovamento del corpo e dell'auto potrebbe contribuire a chiarire cosa sia accaduto dopo l'allontanamento dall'ospedale. Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non sono stati resi noti ulteriori elementi sulle cause e sulle circostanze della morte.
Per i familiari, il ritrovamento mette fine a una lunga e dolorosa attesa iniziata quella mattina del 18 giugno.
Viterbo, sei persone denunciate per truffe online
VITERBO - Sei persone sono state deferite alla Procura di Viterbo dal personale della Polizia di Stato in servizio presso la Polizia Stradale di Viterbo, al termine di due complesse e distinte attività investigative nate per contrastare il fenomeno delle truffe online. Le indagini, scaturite dalle denunce presentate dalle vittime, hanno permesso di ricostruire i flussi finanziari e telematici fino a identificare i presunti responsabili.
Il primo filone d’indagine ha riguardato una tentata truffa informatica ai danni di un cittadino italiano. I malviventi avevano messo in atto un tentativo di phishing volto a captare, attraverso l'inganno, le credenziali di accesso riservate del suo conto corrente bancario. Gli accertamenti tecnici degli investigatori hanno permesso di risalire all’identità dei presunti autori, individuati in quattro cittadini stranieri, tutti deferiti.
La seconda attività investigativa ha fatto luce, invece, su una truffa consumata ai danni di un automobilista. La vittima, attirata da un annuncio di vendita pubblicato su una piattaforma internet creata ad hoc sfruttando dati reali, aveva effettuato un bonifico bancario per l'acquisto di una componente meccanica per la propria vettura.
Una volta incassato il denaro, il venditore si era reso irreperibile e il ricambio non è mai stato recapitato. La ricostruzione dei passaggi finanziari ha consentito alla Polizia Stradale di identificare e deferire i due presunti colpevoli: un cittadino italiano e uno straniero.
Le operazioni della Polizia Stradale di Viterbo confermano l’alto livello di attenzione e la costante efficacia anche nel contrasto ai reati informatici, un ambito in cui la tempestività della denuncia da parte dei cittadini si conferma uno strumento fondamentale per l'avvio delle indagini.
Vitorchiano, aperte le iscrizioni alla Protezione Civile
VITORCHIANO - Sono sempre aperte le iscrizioni Gruppo Comunale di Protezione Civile di Vitorchiano, fortemente voluto dall'amministrazione e il cui regolamento è stato deliberato nel consiglio comunale del 24 dicembre 2016.
Possono aderire volontari maggiorenni, che si impegnino a prestare la loro opera senza fini di lucro o vantaggi personali, nell'ambito delle attività di analisi del territorio, pianificazione, prevenzione, soccorso e assistenza alla popolazione in seguito a eventi calamitosi, assistenza durante gli eventi a rilevante impatto locale, diffusione della conoscenza e della cultura della protezione civile tra la cittadinanza e nelle scuole.
'Il volontario di Protezione Civile ha un ruolo importantissimo nella comunità in cui opera - commenta l'assessore alla Protezione Civile, Fabio Fanelli - diffonde la cultura di autoprotezione ed accresce la resilienza del territorio facendo conoscere i Piani comunali di Protezione Civile, svolgendo anche attività nelle scuole dell'obbligo, portando avanti la campagna 'Io non rischio', e operando in sinergia con le istituzioni e le forze di pubblica sicurezza'.
'Il volontario è colui - aggiunge il sindaco Ruggero Grassotti - che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità, nell'ambito delle attività di protezione civile, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per dare efficaci risposte ai bisogni delle persone, esclusivamente per fini di solidarietà. Per questo la nostra amministrazione ha fortemente voluto la creazione del Gruppo Comunale di Protezione Civile, a sostegno del territorio, della popolazione locale e non solo, come ad esempio nel garantire la sicurezza durante eventi molto partecipati anche da turisti'.
Possono partecipare anche cittadini minorenni, in particolare per organizzazione e formazione, previa autorizzazione dei genitori.
Polizia di Stato ferma cittadino e scopre patente di guida con la foto di un altro
VITERBO - Nell’ambito dell’attività di controllo del territorio e di prevenzione e contrasto delle condotte illecite connesse alla circolazione stradale, una pattuglia della Polizia di Stato in servizio alla Polizia Stradale di Viterbo ha proceduto al controllo di un’autovettura condotta da un cittadino straniero che, agli operatori, ha esibito la propria patente di guida.
Nel corso degli accertamenti, gli agenti hanno tuttavia notato un’anomalia: la fotografia riportata sul documento non corrispondeva alla fisionomia della persona sottoposta al controllo; insospettiti, gli operatori della Polizia Stradale, unitamente al personale della locale Squadra di Polizia Giudiziaria, hanno avviato ulteriori approfondimenti che hanno consentito di risalire all’identità della persona raffigurata sulla patente.
Si trattava di un soggetto già noto alla Polizia Stradale, in quanto già precedentemente denunciato per il medesimo reato.
Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire il particolare meccanismo utilizzato per ottenere il documento: il soggetto incaricato di “aiutare” il cliente al conseguimento fraudolento della patente, forniva una propria fotografia, che veniva allegata alla documentazione necessaria per presentare la domanda di conseguimento del titolo di guida. Successivamente, il giorno fissato per l’esame teorico, il medesimo soggetto si presentava presso i locali deputati allo svolgimento della prova, sostituendosi di fatto al reale candidato e sostenendo l’esame al suo posto; una volta ottenuto il rilascio della patente, l’effettivo beneficiario del titolo ne simulava lo smarrimento, procedendo quindi alla richiesta di un duplicato corredato dalla propria fotografia. In tal modo, il documento che avrebbe ottenuto successivamente sarebbe risultato intestato al reale utilizzatore, con la sua effettiva immagine.
L’attività investigativa della Polizia Stradale ha quindi consentito di far emergere il sistema fraudolento e di ricondurre la patente esibita al soggetto che aveva materialmente fornito la propria fotografia per consentire il superamento dell’esame da parte di un’altra persona.
Gli ulteriori accertamenti sono tuttora finalizzati alla completa ricostruzione della vicenda e delle responsabilità dei soggetti coinvolti.
Tragedia a Viterbo, si soffoca mentre mangia e muore
VITERBO – Tragedia ieri, 2 ottobre, poco prima delle 14, in un punto ristoro di una struttura commerciale di via Igino Garbini, dove un uomo di circa 60 anni sarebbe morto dopo essersi soffocato mentre mangiava.
Secondo le prime informazioni riportate da un testimone, l'uomo sarebbe stato visto già a terra e privo di sensi. Alcune persone presenti sarebbero intervenute immediatamente per cercare di prestargli soccorso.
Tra loro anche un vigile del fuoco in pensione. I presenti avrebbero tentato le manovre di disostruzione delle vie respiratorie. Secondo la testimonianza, l'uomo si sarebbe soffocato mentre stava mangiando carne e sarebbe stata tentata anche la manovra di Heimlich, senza però riuscire a liberare le vie respiratorie.
Sul posto sarebbe arrivata l'automedica del 118. I sanitari avrebbero proseguito le manovre rianimatorie prima di trasferire l'uomo al pronto soccorso dell'ospedale Santa Rosa di Viterbo.
Nonostante i tentativi di salvarlo, per l'uomo non ci sarebbe stato nulla da fare.
La tragedia si sarebbe consumata in pochi minuti, davanti alle persone presenti nella struttura, trasformando un normale momento della giornata in un dramma.
Le informazioni sull'accaduto sono quelle riportate nelle prime ricostruzioni e potrebbero essere ulteriormente precisate dagli accertamenti.
Montefiascone si prepara alla resa dei conti: la Marathon Est! Est!! Est!!! è pronta a ...
MONTEFIASCONE - Si avvicina a grandi passi il giorno della 21esima Marathon Est! Est!! Edt!!! che domenica 11 ottobre chiuderà due circuiti di primissimo piano del panorama nazionale delle ruote grasse come il Maremma Tosco Laziale e il New Marathon Lazio. Il prossimo weekend sarà molto importante ai fini della gara perché ci sarà la possibilità di testare già il percorso che è stato completamente segnalato e tabellato. Un passo importante e per certi versi non comune nel mondo della mountain bike offrendo a tanti l’opportunità di provare tutto o parte del tracciato di gara.
Anche perché l’edizione di quest’anno avrà una valenza particolare essendo chiamata ad assegnare i titoli regionali Marathon. Una chiusura quindi in grande stile per la stagione laziale, attraverso la gara di Montefiascone che in autunno ha trovato la collocazione ideale. Per gli organizzatori non sarà un compito semplice dovendo gestire ben tre percorsi. Quello titolato misura 53 km per 1.700 metri, con tanti saliscendi che alla lunga faranno selezione nel gruppo. Il percorso Granfondo è di 35 km per 1.200 metri aperto anche alle E-bike mentre quello cicloturistico è di 30 km per 1.000 metri.
Insieme ai migliori nomi del panorama regionale ma caccia dei titoli hanno già dato la loro adesione anche nomi importanti del movimento nazionale: ha ad esempio garantito la propria presenza l’intero team Bottecchia, capitanato dal campione uscente Stefano Valdrighi e al via ci sarà anche un campione del mondo, Luca Chiodi reduce dalla conquista del titolo mondiale M6.
La gara prenderà il via dalla zona del Palazzetto dello Sport, in Via G.Contadini, con il Marathon che partirà alle ore 9:00 e il Granfondo alle 9:30, mentre la cicloturistica scatterà alle 9:40. A fine gara le premiazioni che riguarderanno i primi 3 assoluti e i primi 5 di ogni categoria per il Marathon e i primi 3 per il Classic.
Torre di Chia: La casa che ho salvato ora vogliono portarmela via'
SORIANO NEL CIMINO - La Torre di Chia, la casa che nessuno voleva e che Gabriele Gallinari ha salvato, restaurato e riaperto al pubblico… oggi rischia di essere sottratta al suo proprietario in appena 30 giorni. Una storia che divide Chia, la Tuscia, l'Italia, scuote la cultura e accende un contenzioso destinato ad arrivare fino al 2028.
Gallinari rompe il silenzio: “Ho comprato, restaurato, aperto. Ora vogliono cacciarmi via.”
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Sergio Caci: 'Giansanti al Copa, una voce forte per lagricoltura italiana in Europa
MONTALTO DI CASTRO - 'Le decisioni prese in Europa arrivano direttamente nelle nostre campagne e nei nostri Comuni. L'agricoltura non è soltanto economia: è sicurezza alimentare, autonomia e forza di un Paese', così ha asserito Sergio Caci, ex sindaco di Montalto di Castro che ha poi commentato l'elezione di Massimiliano Giansanti come presidente del Copa.
“La conferma di Massimiliano Giansanti alla presidenza del Copa, l'organizzazione che rappresenta a Bruxelles le principali associazioni professionali degli agricoltori europei, per il mandato 2026-2028 è una notizia importante per l'agricoltura italiana. Ed è una nomina nella quale ripongo molte speranze, perché arriva in un momento nel quale il settore ha bisogno di una voce forte proprio dove vengono prese molte delle decisioni che ne determineranno il futuro. Siamo alla conclusione di stagioni agricole che difficilmente ricorderemo tra le migliori. I cambiamenti climatici, con periodi di siccità, temperature anomale ed eventi estremi sempre più frequenti, hanno reso il lavoro nei campi ancora più difficile. E questo nonostante l'enorme fatica, gli investimenti e la capacità di resistenza dimostrati ancora una volta dai nostri agricoltori”.
'Lo vediamo anche nei nostri territori – ha affermato Sergio Caci -. A Montalto di Castro e nella Tuscia l'agricoltura non rappresenta soltanto un settore produttivo: significa lavoro, economia, tutela del territorio, tradizione e identità. Chi produce oggi deve fare i conti contemporaneamente con il clima, con i costi dell'energia, dei fertilizzanti e dei mezzi necessari alla produzione, con la burocrazia e con prezzi che non sempre garantiscono all'agricoltore un guadagno adeguato rispetto a quanto quello stesso prodotto viene poi pagato dal consumatore. Per questo sono convinto che una parte fondamentale della battaglia debba essere combattuta in Europa. Da Bruxelles dipende infatti una parte importante delle regole e delle risorse destinate all'agricoltura. La Pac, la Politica Agricola Comune, è il sistema attraverso il quale l'Unione europea stabilisce molti degli aiuti, delle regole e degli strumenti destinati alle aziende agricole. Quando si discute della futura Pac, dunque, non si parla di qualcosa di astratto o lontano: si decide quante risorse potranno arrivare alle imprese, quali obblighi dovranno rispettare e a quali condizioni potranno continuare a produrre. Lo stesso vale per il principio della reciprocità negli scambi commerciali. In parole semplici, significa chiedere che i prodotti agricoli importati nell'Unione europea rispettino condizioni e standard comparabili a quelli imposti ai nostri agricoltori. Non possiamo chiedere alle aziende italiane ed europee di sostenere determinati costi e rispettare regole severe e poi metterle in concorrenza con produzioni provenienti da Paesi nei quali quelle stesse condizioni non vengono richieste'.
'Per questo considero particolarmente importante che alla guida del Copa sia stato confermato un italiano che proviene direttamente dal mondo agricolo – continua Caci -. Giansanti conosce le imprese e può portare ai tavoli europei problemi che per i nostri agricoltori non sono numeri scritti su un documento, ma questioni quotidiane. Per quanto sarà nelle mie possibilità, sarà mia cura farmi portavoce delle esigenze del nostro territorio e cercare un'interlocuzione anche rispetto alle scelte europee che riguarderanno il futuro dell'agricoltura. Perché le decisioni prese a Bruxelles, per quanto possano sembrare lontane, alla fine arrivano nei campi, nelle aziende e nei bilanci delle famiglie. E quindi arrivano anche nei Comuni, compreso il nostro. Le proteste dei trattori degli ultimi anni hanno reso evidente un disagio che non può essere archiviato insieme alla fine delle manifestazioni. Gli agricoltori hanno posto questioni molto concrete: quanto viene pagato un prodotto a chi lo coltiva, quanto costa produrlo, quanta burocrazia deve affrontare un'azienda e come competere con merci provenienti da Paesi che hanno costi e regole differenti. Ora quelle richieste devono diventare politiche'.
“Mi ha colpito una frase pronunciata dallo stesso Giansanti dopo la conferma: 'il cibo è un soft power'. È un'espressione che può sembrare tecnica, ma il concetto è molto semplice: chi possiede una produzione alimentare forte ha maggiore autonomia e una maggiore capacità di incidere negli equilibri internazionali. Il cibo, quindi, non riguarda soltanto ciò che arriva sulle nostre tavole. Riguarda la sicurezza di un Paese, la sua capacità di non dipendere completamente dall'estero e, in definitiva, anche il suo peso geopolitico. Il cibo è potere, perché poter produrre ciò di cui abbiamo bisogno significa essere più liberi. Se partiamo da questo principio, dobbiamo cambiare anche il modo nel quale guardiamo all'agricoltura. Non può essere considerata semplicemente un settore da aiutare quando attraversa una crisi. È un settore strategico che deve essere messo nelle condizioni di produrre, investire e garantire un reddito dignitoso a chi continua a lavorare la terra.”
'La battaglia dei prossimi anni – conclude Caci - sarà soprattutto questa: restituire valore a chi produce. È una battaglia che si combatterà molto a Bruxelles, ma riguarda direttamente anche Montalto di Castro, Pescia Romana, la Tuscia e tutte quelle comunità che nell'agricoltura hanno costruito una parte importante della propria economia e della propria identità. Ed è una battaglia che dobbiamo vincere'.
Sergio Caci
ASL Viterbo e Poliambulatorio Da Vinci, una sinergia che salva i tempi di cura e le liste d'attesa
VITERBO - In un momento delicato per la sanità territoriale, segnato dall’urgenza di abbattere le liste di attesa e garantire ai cittadini prestazioni nei tempi previsti, la collaborazione tra pubblico e privato accreditato diventa una risorsa strategica. È il caso della ASL di Viterbo e del Poliambulatorio Da Vinci di Civita Castellana, struttura già accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale dal 2022, che è stata coinvolta dall’Azienda sanitaria in un percorso di supporto e coordinamento per garantire continuità assistenziale ai pazienti.
Una sinergia nata dalla necessità di rispondere a un bisogno reale: ridurre le attese, rispettare le scadenze cliniche, assicurare esami diagnostici essenziali senza ritardi, rispettare le persone e le loro esigenze. La ASL, attraverso la propria area “Programmazione e gestione dell’offerta accreditati”, ha formalmente richiesto al Poliambulatorio Da Vinci di mettere a disposizione la propria organizzazione e i propri professionisti. L’accordo è stato firmato e attivato, con l’apertura di agende dedicate sul RECUP, così che i pazienti possano prenotare direttamente tramite il sistema regionale.
Tra le testimonianze che raccontano l’impatto concreto di questa sinergia c’è quella della signora M.B., residente a Sutri, che nel mese di agosto ha condiviso la sua esperienza con ViterboNews24.
La paziente, esente per patologia oncologica, aveva una scadenza clinica improrogabile: una TAC con mezzo di contrasto, fondamentale per il suo percorso di cura. Grazie all’accordo ASL–Poliambulatorio Da Vinci, è stata indirizzata alla struttura di Civita Castellana, dove ha trovato un’accoglienza che lei stessa definisce “preziosa”.
L’iter per il suo appuntamento è stato gestito con una cura particolare, 'Mi ha contatto telefonicamente l’anestesista - racconta la signora M.B. - che ha raccolto l’anamnesi e verificato la possibilità di procedere in sicurezza, una volta accertato che potessi procedere all'esame, mi hanno invitata in struttura per colloquio personale con l’anestesista e con un'incontro con il radiologo, che mi ha illustrato l’esame e mi ha dato l'ok definitivo all'esecuzione della TAC nei tempi previsti dalla scadenza clinica. Mi sono sentita accolta da professionisti veri, in un momento di fragilità e paura. Non mi sono sentita un numero, ma una persona. In una situazione di malattia, questo fa la differenza.”
Un percorso che ha unito la precisione del protocollo sanitario alla qualità dell’accoglienza tipica del privato, pur restando completamente in regime SSN.
L’accordo tra ASL Viterbo e Poliambulatorio Da Vinci rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione possa diventare una risposta efficace, la ASL ha scelto di avvalersi della struttura accreditata per garantire il rispetto dei tempi delle liste di attesa; assicurare continuità assistenziale ai pazienti più fragili; offrire un servizio organizzato, rapido e sicuro; evitare ritardi che, in alcuni casi, possono compromettere percorsi diagnostici e terapeutici.
Il Poliambulatorio Da Vinci, dal canto suo, ha messo a disposizione: personale altamente qualificato; un’organizzazione efficiente; ambienti accoglienti e moderni; un approccio centrato sulla persona.
Una sinergia che ha permesso di alleggerire la pressione sulla struttura pubblica, mantenendo i pazienti all’interno del circuito SSN e garantendo loro un servizio rispettoso, puntuale e professionale.
Viterbo, insegna Remigrazione e autorizzazioni per i negozi: la segnalazione di un commerciante
VITERBO – Una segnalazione sul tema delle insegne e delle autorizzazioni arriva da parte di un commerciante A. M., che chiede di portare all’attenzione pubblica una situazione che, a suo giudizio, evidenzierebbe una disparità di trattamento.
Al centro della segnalazione c'è un'insegna con la scritta “Remigrazione”, recentemente installata in città e riconducibile a un'iniziativa di carattere politico. Il commerciante mette in relazione la presenza dell'insegna con la situazione di un'attività commerciale che, secondo quanto riferito, sarebbe ancora in attesa da circa un anno e mezzo del via libera per poter installare le proprie insegne.
«Questa è la civiltà in cui viviamo – scrive nella segnalazione –: il partito della feccia installa un'insegna con la scritta “Remigrazione” e nessuno dice nulla, mentre un'attività commerciale aspetta da un anno e mezzo il via libera per le proprie insegne».
Il cittadino chiede quindi un intervento da parte delle istituzioni per fare chiarezza sulle procedure e sui tempi necessari per ottenere le autorizzazioni.
«Istituzioni, battete un colpo, se ci siete», conclude il cittadino, che ha corredato la segnalazione con una fotografia dell'insegna e chiede che la vicenda venga resa pubblica.
La questione sollevata riguarda dunque i tempi e le modalità di autorizzazione per le insegne, oltre alla richiesta di chiarimenti sulla situazione specifica dell'attività commerciale. Eventuali differenze nelle procedure o nelle tempistiche dovranno essere chiarite dagli uffici e dalle amministrazioni competenti.
Civita Castellana piange Sara Fidati, la comunità si stringe attorno alla famiglia
CIVITA CASTELLANA - Civita Castellana si è svegliata in silenzio e con il cuore pesante. Il 2 ottobre, presso la propria abitazione, è venuta a mancare Sara Fidati, in Filippi, di 42 anni. Una notizia che ha scosso profondamente la comunità, lasciando sgomento e dolore tra quanti la conoscevano.
A darne il triste annuncio sono il marito, la figlia, la madre, la sorella, il nonno, i suoceri, il cognato e tutti i parenti, che in queste ore stanno ricevendo l’affetto e la vicinanza di amici e conoscenti.
I funerali si terranno domenica 4 ottobre alle ore 11:30, nella chiesa di San Lorenzo, dove la comunità potrà salutare Sara e accompagnarla nell’ultimo viaggio. La famiglia ha espresso la volontà di non ricevere fiori, ma opere di bene, gesto che riflette la sensibilità e la generosità che hanno sempre contraddistinto la 42enne.
La scomparsa di Sara lascia un vuoto profondo, non solo tra i suoi cari, ma anche nella città che oggi si stringe attorno alla famiglia Filippi e Fidati con rispetto e commozione.
Orte, firmato il patto di amicizia con Pedreguer
ORTE - Si è conclusa con grande successo la missione istituzionale e commerciale che ha visto una delegazione del Comune di Orte e dell'associazione 'Hortae Le Vie' protagonista nella Comunità Valenciana. Un viaggio di ritorno in Italia che segna una svolta storica nei rapporti tra i due territori, concretizzatasi nella stipula ufficiale di un patto di amicizia, un'intesa formale fortemente voluta e propedeutica al futuro e definitivo gemellaggio tra Orte e Pedreguer.
Il legame tra le due comunità poggia su basi solide e di lunga data. A rinsaldarlo ulteriormente è stata la profonda sintonia tra il sindaco di Orte, Dino Primieri, e il primo cittadino di Pedreguer, Sergi Ferrús: un'amicizia consolidata nel tempo, favorita anche dalla costante partecipazione di Ferrús, ormai da tre anni, ai festeggiamenti dell'Ottava Medievale di Sant'Egidio a Orte.
La delegazione ortana — composta, oltre che dal sindaco Primieri, dalla consigliera Ida Mariastella Fuselli, dal Responsabile del Settore Urbanistica e Commercio Federico Porri e dalla dipendente comunale Cinzia Codini, insieme ai rappresentanti del tessuto economico e associativo Sergio Del Gelsomino (presidente della Rete di Commercianti 'Hortae Le Vie'), Barbara Paris (segretaria della Rete) Sara Codini (vicepresidente della Rete) e Gianni Di Felice (segretario delle Confraternite Riunite di Orte), con la partecipazione di Angelo Ciocchetti, titolare dell'agenzia di consulenza e progettazione ACe20 e manager della Rete stessa — è stata accolta calorosamente fin dal suo arrivo.
Il programma, inserito nella cornice del progetto europeo iCare, ha vissuto momenti di straordinaria partecipazione popolare e istituzionale. Giunti a Pedreguer, gli ospiti italiani sono stati accolti nella suggestiva Plaça dels Porxens con le tradizionali danze popolari, accompagnate dalla degustazione della tipica coca e della mistela. La delegazione si è poi trasferita in Municipio, dove ha incontrato i dipendenti comunali e l'amministrazione locale, dando il via alla riunione bilaterale dei sindaci culminata nella firma solenne del patto di amicizia.
La missione ha offerto importanti vetrine internazionali, come la partecipazione al VI Fòrum Ciutadà Marina Alta. In questa sede, i rappresentanti ortani hanno catalizzato l'attenzione con interventi di alto profilo: Sergio Del Gelsomino e Angelo Ciocchetti hanno illustrato con successo il caso di studio 'Xarxes de Comerç de carrer. Un Centre Comercial a l'aire lliure en pobles medievals italians', presentando le strategie di valorizzazione dei centri storici e dei centri commerciali all'aperto promosse dalla rete 'Hortae Le Vie'.
Di grande rilievo strategico e operativo è stata anche la giornata dedicata alla conoscenza aziendale, svoltasi nel tessuto produttivo locale. La delegazione ha infatti visitato diverse realtà economiche all'interno del Poligono Industrial di Pedreguer, unendo momenti di scambio di buone pratiche imprenditoriali a visite guidate alla scoperta del patrimonio storico, culturale e delle tradizioni locali, come la tradizionale partita di pilota al Trinquet Municipal.
Un'esperienza intensa che lascia in eredità relazioni istituzionali rafforzate e nuove prospettive di cooperazione economica. A suggellare il bilancio di questa straordinaria esperienza sono le voci dei protagonisti:
Dichiarazione del Sindaco Dino Primieri:
'Questo patto di amicizia con Pedreguer rappresenta un traguardo straordinario e il coronamento di un percorso basato sulla stima reciproca e sui legami culturali già saldi da anni. Ringrazio il sindaco Sergi Ferrús per la splendida accoglienza: gettiamo oggi le basi solide e ufficiali per un gemellaggio che porterà grandi opportunità di crescita condivisa per le nostre comunità'.
Dichiarazione di Ida Mariastella Fuselli (Stella):
'Vivere questa esperienza dall'interno ci ha permesso di toccare con mano il valore autentico dello scambio interculturale europeo. L'accoglienza calorosa nella piazza e il confronto diretto con l'amministrazione e i dipendenti del municipio di Pedreguer ci restituiscono la dimensione più vera della cooperazione tra municipalità'.
Dichiarazione di Sergio Del Gelsomino:
'Poter presentare il modello del nostro centro commerciale all'aperto e delle reti di vicinato al Forum di Marina Alta è stata un'occasione di grande orgoglio. Il confronto con le realtà imprenditoriali e del Poligono Industrial di Pedreguer dimostra che il nostro commercio di vicinato e la nostra identità medievale hanno una forte attrattiva anche fuori dai confini nazionali'.
Dichiarazione di Angelo Ciocchetti:
'Come manager di rete e titolare di ACe20, ritengo che questa missione nell'ambito del progetto iCare abbia centrato pienamente l'obiettivo strategico. Aver unito la dimensione istituzionale del patto di amicizia con le visite aziendali e la promozione internazionale delle reti di Hortae Le Vie dimostra come la progettazione europea sappia tradursi in sviluppo concreto e duraturo per il territorio'.
Rave di Valentano, i Camilli ritirano la querela: continua il processo
VALENTANO – Per il rave party organizzato abusivamente nell’area del lago di Mezzano, nell’agosto del 2021, aveva raccontato di strutture agricole danneggiate, capannoni violati e mezzi utilizzati per l’attività dell’azienda colpiti durante l’irruzione dei partecipanti. I danni, secondo quanto riferito, erano stati quantificati complessivamente in circa 300mila euro. Ora, però, la famiglia Camilli ha deciso di ritirare la querela presentata dopo quei fatti.
La novità è emersa nell’ultima udienza del processo che vede imputato Adurel Karafili, 38enne di origine albanese, chiamato a rispondere delle contestazioni legate alla sua presenza al rave clandestino organizzato sulle sponde del lago di Mezzano.
La testimonianza in aula
A riferire del ritiro della querela è stato lo stesso imprenditore, ascoltato come testimone davanti alla giudice Giovanna Camillo. Camilli, contitolare dell’azienda agricola insieme al cugino Vincenzo, aveva sottoscritto a suo tempo la denuncia dopo quanto accaduto nell’area di proprietà.
Rispondendo alle domande della giudice, l’imprenditore ha ricostruito le conseguenze del passaggio dei partecipanti, riferendo che alcune persone sarebbero entrate nei capannoni e avrebbero provocato danni alle strutture e ai mezzi agricoli.
In un primo momento, Piero e Vincenzo Camilli si erano costituiti parte civile nel procedimento nei confronti di Karafili, assistito dall’avvocato Mancini. La decisione di ritirare la querela non comporta però la chiusura del processo, che continuerà sul fronte delle altre contestazioni.
Karafili unico imputato tra i partecipanti
Il procedimento riguarda uno degli episodi giudiziari scaturiti dal rave di Valentano, al quale presero parte migliaia di persone. Secondo quanto riferito in aula, sarebbero state circa 10mila le presenze complessive durante il raduno clandestino.
Nell’udienza precedente era stato ascoltato un carabiniere che aveva partecipato alle operazioni di sgombero. Il militare aveva riferito di aver identificato circa 300 persone e di aver trasmesso gli atti alla Questura di Viterbo.
Karafili è l’unico partecipante al rave ad essere arrivato a processo. Secondo le contestazioni, il 38enne avrebbe raggiunto la zona dopo essere stato invitato da un amico, arrivando a bordo di un'auto che non sarebbe stata di sua proprietà e guidandola nonostante fosse privo di patente.
L'accusa: violati gli obblighi imposti
Al momento della sua partecipazione al rave, Karafili sarebbe stato sottoposto all’obbligo di dimora nel territorio di Viterbo e alla sorveglianza speciale. Secondo l’accusa, la presenza al raduno avrebbe comportato la violazione delle prescrizioni a cui era sottoposto.
L’uomo sarebbe stato successivamente fermato nel corso dei controlli effettuati nell’area e identificato dalle forze dell’ordine.
Il ritiro della querela da parte dei Camilli rappresenta dunque una novità nel procedimento, ma non mette fine al processo. Il dibattimento proseguirà nel 2027 per l’esame delle restanti contestazioni a carico dell’imputato.
Evade dai domiciliari a Vetralla, cinque giorni dopo viene trovato nudo in mare a Ostia
VETRALLA – Era scomparso dall’abitazione di Vetralla dove si trovava agli arresti domiciliari. Cinque giorni più tardi fu rintracciato in circostanze decisamente singolari: nudo, in mare, a circa due chilometri dalla costa di Ostia. È la vicenda che vede protagonista un 30enne di Vetralla, oggi detenuto nel carcere di Terni per un cumulo di pene concorrenti e imputato per evasione nel procedimento in corso davanti alla giudice Giovanna Camillo.
I fatti risalgono al luglio del 2022. Secondo quanto ricostruito nel corso dell’udienza, il giovane si sarebbe allontanato dall’abitazione il 28 giugno. I carabinieri, intervenuti per effettuare le verifiche, avrebbero perquisito l’appartamento senza però riuscire a trovarlo. Da quel momento erano scattate le ricerche, proseguite nei giorni successivi anche con la collaborazione del padre.
A ricostruire in aula le fasi della vicenda è stato innanzitutto un carabiniere, che ha riferito dell’allontanamento e delle attività svolte per rintracciare il 30enne.
Poi è stato ascoltato il padre dell’imputato, che ha raccontato la preoccupazione vissuta durante quei giorni. L’uomo ha spiegato che il figlio si trovava ai domiciliari in un appartamento vicino al suo e che lui era solito portargli da mangiare.
Con il passare del tempo, non avendo più notizie del figlio, aveva persino pensato di rivolgersi alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. A interrompere l’incertezza era stata però una telefonata inattesa: quella della Guardia costiera. 'Pensavo fosse uno scherzo', avrebbe raccontato il padre in aula.
Il 30enne, che all’epoca dei fatti aveva 26 anni, venne individuato da due amici che si trovavano a bordo di un’imbarcazione, a circa un miglio dal porto turistico di Ostia Lido.
Durante la navigazione verso il largo, i due notarono in acqua una persona che galleggiava. Avvicinatisi, si accorsero che si trattava di un uomo completamente nudo, che avrebbe chiesto aiuto spiegando di non riuscire più a raggiungere la riva.
Gli amici gli lanciarono un salvagente e contemporaneamente allertarono la Capitaneria di porto. Il giovane venne quindi soccorso e trasferito in ospedale in codice giallo.
Gli accertamenti successivi permisero di collegare l’uomo alla vicenda dei domiciliari a Vetralla. Agli investigatori, secondo quanto riferito nel procedimento, il giovane avrebbe raccontato di aver trascorso una serata apparentemente normale: avrebbe cenato da solo in casa e poi si sarebbe addormentato.
Il punto più difficile da ricostruire, però, sarebbe proprio quello successivo. Il 30enne avrebbe infatti dichiarato di non ricordare come fosse arrivato fino al mare e come fosse finito in acqua.
La vicenda è ora al centro del procedimento per evasione. Nell’ultima udienza sono stati ascoltati il carabiniere intervenuto dopo l’allontanamento e il padre dell’imputato, mentre il processo proseguirà con le prossime deposizioni.
Viterbo, momenti di tensione in viale Trento per un uomo in escandescenze
VITERBO – Momenti di tensione questa mattina in viale Trento, dove un uomo, per motivi ancora da chiarire, avrebbe manifestato un forte stato di agitazione, richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.
La segnalazione è arrivata alla centrale operativa intorno alle 12.30. In breve tempo sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, impegnati a riportare la situazione sotto controllo. A supporto sono arrivate anche le volanti della Polizia.
Nella zona erano presenti inoltre un’ambulanza e un’automedica, allertate a scopo precauzionale. Al momento non è chiaro se sia stato necessario il loro intervento.
L’episodio si inserisce in un quadro di particolare attenzione da parte delle forze dell’ordine nei confronti di alcune aree della città considerate più sensibili. Tra queste, nelle ultime giornate, anche viale Trento e la zona del Sacrario, dove proseguono i controlli e i servizi di presidio del territorio.
Restano in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto e le circostanze che hanno portato all’intervento degli agenti.
