News da viterbonews24.it
Amianto abbandonato a Belcolle, scatta la bonifica nellex ospedale psichiatrico
VITERBO – Rifiuti pericolosi abbandonati nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Belcolle, alle spalle del Santa Rosa. A destare particolare preoccupazione è la presenza di circa 30 metri quadrati di lastre in cemento-amianto, rinvenute direttamente sul terreno, nascoste tra la vegetazione.
Una situazione che ha fatto scattare immediatamente le procedure di messa in sicurezza dell’area. Il sito, di proprietà della Provincia di Viterbo, è infatti diventato teatro di uno sversamento abusivo di materiale potenzialmente pericoloso, sul quale sono ora in corso gli accertamenti per individuare i responsabili.
L’amministrazione provinciale, attraverso il settore tecnico, ha disposto l’intervento per la rimozione, il trasporto e lo smaltimento dell’amianto, affidando il servizio direttamente alla ditta viterbese Econet. Per l’operazione è stata stanziata una somma complessiva di circa 2mila euro.
Il materiale dovrà essere sottoposto a un trattamento preliminare con prodotti incapsulanti, così da ridurre il rischio di dispersione delle fibre, prima di essere accuratamente imballato e trasferito presso impianti autorizzati allo smaltimento. Le operazioni saranno effettuate previo nulla osta della Asl competente.
Nel frattempo, la vicenda è finita anche sotto la lente della Polizia provinciale, che ha avviato le verifiche per ricostruire le modalità dello sversamento e risalire a chi abbia abbandonato il materiale nell’area.
L’episodio riaccende i riflettori sulle condizioni di una struttura ormai da anni caratterizzata dal degrado e dall’abbandono. Il ritrovamento delle lastre di cemento-amianto aggiunge ora un ulteriore elemento di criticità, rendendo necessario un intervento rapido per evitare possibili rischi per l’ambiente e per la sicurezza dell’area.
Ferragosto in carcere, il Sappe: Il carcere non va mai in ferie
ROMA - 'Non vogliamo disturbare il riposo di Ferragosto, ma soltanto ricordare che mentre gran parte del Paese si ferma, nelle carceri italiane c'è chi continua a lavorare e chi continua a scontare la propria pena in condizioni spesso difficili'. È l'appello di Giovanni Battista de Blasis, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che richiama l'attenzione sulla situazione degli istituti penitenziari nel giorno di Ferragosto.
'Il carcere non va mai in ferie – sottolinea De Blasis – e il 15 agosto, come a Natale, Capodanno o Pasqua, cancelli, sezioni detentive, piantonamenti, traduzioni e servizi di sorveglianza devono continuare a funzionare 24 ore su 24. A garantire tutto questo sono soprattutto le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, che spesso operano in condizioni ambientali e organizzative estremamente difficili'.
Il quadro, secondo i dati al 30 giugno 2026, resta particolarmente critico: 64.773 detenuti sono presenti nei 189 istituti penitenziari italiani, a fronte di una capienza regolamentare di 51.180 posti. Considerando i posti effettivamente disponibili, stimati in circa 46.400, l'affollamento reale sfiora il 140 per cento.
'Numeri che diventano ancora più pesanti nel cuore dell'estate – prosegue il segretario generale aggiunto del SAPPE – quando il caldo trasforma molte sezioni detentive in ambienti difficilissimi da vivere e da gestire. Celle sovraffollate, temperature elevate, spazi ristretti e carenze di personale alimentano tensione e rendono ancora più gravoso il lavoro della Polizia Penitenziaria'.
De Blasis invita quindi a non dimenticare, nel giorno di Ferragosto, né i detenuti né gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.
'Chi sta scontando una pena è privato della libertà, non della dignità. E chi indossa una divisa non può essere considerato semplicemente una risorsa da utilizzare per garantire il servizio a qualunque costo. La sicurezza penitenziaria ha bisogno di personale, strumenti, condizioni di lavoro adeguate e scelte politiche concrete'.
'Per questo – aggiunge – non servono soltanto le visite istituzionali di Ferragosto, pur importanti quando rappresentano una reale occasione di ascolto. Se il 16 agosto tutto torna esattamente come prima, quelle visite rischiano di diventare semplici passerelle. Il carcere non ha bisogno di fotografie, ma di decisioni'.
Il SAPPE chiede dunque interventi urgenti e strutturali per affrontare il sovraffollamento, rafforzare gli organici della Polizia Penitenziaria, migliorare le condizioni di lavoro e di detenzione e garantire maggiore sicurezza all'interno degli istituti.
'Sul carcere – conclude De Blasis – è troppo facile parlare di emergenza quando accade qualcosa di grave e poi dimenticarsene il giorno dopo. Servono invece una strategia e risorse adeguate. La sicurezza dei penitenziari riguarda tutti: detenuti, Polizia Penitenziaria, operatori e cittadini. Come ricordava John Donne, nessun uomo è un'isola. Anche a Ferragosto, quella campana suona per tutti noi'.
Santa Maria delle Fortezze, torna alla luce un capolavoro del Rinascimento
VITERBO – L’ex chiesa di Santa Maria delle Fortezze (conosciuta anticamente anche col nome di Santa Maria Annunziata e poi detta di San Francesco di Paola) venne edificata nel XVI secolo per volontà del Vescovo di Viterbo, Ottaviano Riario, il quale ne celebrò la cerimonia solenne della posa della prima pietra il 21 giugno 1514. Sul luogo prescelto si trovava in origine un’edicola o un sacello chiamato Beata Maria della Fortezza poiché sorto vicino alla Bastia, fortificazione eretta nell’anno 1077 per volere dell’Imperatore Enrico IV. Il fatto che i documenti testimonino la venerazione diffusa tra la popolazione di un’immagine mariana all’interno della cappella preesistente, collega pertanto le vicende della fabbrica rinascimentale (notoriamente attribuita all’invenzione del celebre architetto Donato Bramante), al culto della Vergine radicato in quest’area a ridosso delle mura urbiche. Promuovendo la costruzione del grandioso monumento, Monsignor Riario volle evidentemente perpetuare tale tradizione, enfatizzandola. Per tale motivo, appare più che plausibile che fin dal principio il programma iconografico di una delle cappelle di nuova edificazione fosse già definito.
Una delle quattro cappelle superstiti sulle otto totali che abbellivano la chiesa (rimasta in stato di rudere a causa dei bombardamenti alleati del 26 maggio 1944 che la danneggiarono in maniera irreparabile), raffigura non a caso i momenti più salienti della vita di Maria, recuperati dopo anni di oblio e restituiti a un'inaspettata visibilità grazie ai lavori di restauro pittorico commissionati dalla Soprintendenza ABAP per la Provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale e affidati alla Cooperativa romano-torinese Koinè, conclusi lo scorso mese di luglio, condotti dalle restauratrici Mariangela Santella e Cristiana Luberto, affiancate da Riccardo Vettraino che in precedenza aveva già consolidato i dipinti.
In alto, sulla superficie piana dell’arco d’ingresso, è rappresentata l’Annunciazione, con la Vergine in posizione speculare rispetto all’arcangelo Gabriele collocato nel piedritto opposto, il quale stringe in mano il giglio, emblema della purezza della donna che concepirà Gesù senza peccato. Nella parte inferiore della parete concava potevano essere raffigurati addirittura due episodi distinti ma consequenziali: il primo, più in basso, sembrerebbe illustrare la cosiddetta Dormitio Virginis, cioè il momento del trapasso terreno di Maria, circondata dagli Apostoli addolorati radunatisi attorno al suo sepolcro. Una figura canuta al centro, forse San Pietro, pare infatti scrutare all’interno di un sarcofago posto in tralice, che però è ormai illeggibile e forse era raffigurato già vuoto, ricolmo soltanto di rose deposte a onorare la Madonna. A ogni modo, la maggior parte degli Apostoli rivolge lo sguardo verso l'alto: il fulcro centrale di questa porzione della cappella è la mandorla dai contorni iridescenti entro cui si libra in aria l’Assunta. Il catino absidale, infine, ospita il soggetto conclusivo del ciclo, l'Incoronazione della Vergine, con la Madre di Dio inginocchiata di fronte al figlio che le porge la corona mentre angeli musicanti la accolgono in cielo suonando musiche celestiali.
È ragionevole pensare, per via di indubbie affinità negli aspetti stilistici e nelle tecniche esecutive con opere di celebri artisti attivi a Roma a cavallo tra ‘400 e ‘500, che questi affreschi furono i primi a essere realizzati a Santa Maria delle Fortezze, scelti simbolicamente per inaugurare la decorazione in quanto costituivano un omaggio alla cappella demolita per far posto al nuovo santuario mariano. È possibile inoltre affermare che l’artista, il capo bottega che diresse l’equipe di pittori e ornatisti autori degli affreschi, conoscesse in modo approfondito la Cappella Sistina in Vaticano: l’Assunta, infatti, altro non è che una copia fedele della figura centrale dell’Assunzione della Vergine che Pietro Perugino dipinse nel 1481-83 sopra l’altare della “Cappella Magna” voluta da Sisto IV della Rovere (il quale era stato il prozio di Ottaviano Riario che così rimarcava indirettamente la propria parentela con il defunto pontefice). Gli Apostoli che assistono increduli all’Assunzione della Vergine, invece, sono mutuati da quelli che Melozzo da Forlì dipinse nell’abside della Basilica dei Santi Apostoli vicino a piazza Venezia e che oggi sono custoditi, in frammenti, alla Pinacoteca Vaticana. Per di più, è emersa una figura inedita quasi completamente occultata dalla stesura di un fissativo poi scuritosi col tempo, che ha rivelato la conoscenza, da parte del regista del ciclo pittorico viterbese, della volta della cappella Sistina, affrescata da Michelangelo tra il 1508 e il 1512: la Vergine Annunciata è colta nell’attimo prima di essere fecondata dalla colomba dello Spirito Santo inviatale da Dio padre, il quale sormonta la chiave dell’arco. Il Creatore, che indossa una veste azzurrognola e un mantello dallo squillante color malva, con la folta barba bianca agitata dal vento e circonfuso da una nuvola in cui volano putti e cherubini, è un omaggio evidente al Padreterno michelangiolesco della Creazione di Adamo. Anche nella scelta di questa citazione deve aver pesato un intento encomiastico di Ottaviano Riario, la cui ordinazione episcopale era avvenuta nel 1506 per mano di Giulio II della Rovere, ovvero colui che aveva dato l’incarico al Buonarroti per la volta della Sistina.
Ma le sorprese riservate dall’intervento di restauro non finiscono qui: le indagini diagnostiche hanno rilevato tracce di dorature ottenute applicando lamina di stagno a cui veniva sovrapposta foglia d’oro; la pulitura del fregio ornamentale sotto il marcapiano, delle grottesche e delle cornici in finto marmo ha dimostrato l'utilizzo di cartoni preparatori ed è culminata con la scoperta che gli stemmi della famiglia Colonna che campeggiano sulle paraste laterali furono aggiunti in un secondo momento, andando a coprire in parte una scanalatura prospettica: ciò vuole dire che la decorazione della cappella, nella sua fase iniziale (coincidente come detto con il mecenatismo del vescovo Riario), non fu finanziata da nessun membro della celebre casata. Si deve escludere pertanto Vittoria Colonna, di cui tanto si è scritto circa i suoi trascorsi viterbesi tra il 1541 e il 1544 durante cui diede un forte impulso al Circolo degli Spirituali. La decorazione della Cappella Mariana è quindi sicuramente precedente e si può ritenere portata a termine all’incirca entro il 1520, considerando pure che Riario morì nel 1523.
I risultati del restauro e delle ricerche connesse saranno presto divulgati attraverso conferenze, articoli di approfondimento e pubblicazioni ad hoc: auspicabile l’edizione di un volume monografico dedicato al complesso cantiere che la Soprintendenza guidata dall'architetto Margherita Eichberg ha promosso, a partire dal 2023, attingendo ai fondi PNRR della misura “Caput Mundi”, di cui la RUP è l’architetto Federica Cerroni e l’assistente al RUP l’archeologa Beatrice Casocavallo. Lo storico dell’arte Saverio Ricci, incaricato della Direzione Lavori per l’ultimo lotto del finanziamento grazie al quale si è proceduto agli interventi conservativi della Cappella Mariana, non nasconde il suo entusiasmo dichiarando che “gli affreschi riportati a nuova luce e osservati da vicino conducono senza dubbio al nome di un artista illustre al suo tempo, Valentino Pica il Giovane, di cui si era quasi persa memoria e restava una sola traccia, come già indicato da Italo Faldi, costituita dall'altare, firmato e datato al 1514, nella chiesa di Sant’Amanzio a Vitorchiano”.
Ricci ipotizza che Pica, discendente di una famiglia di noti artisti viterbesi, fosse al fianco del Pastura nell’impresa della cappella Vitelleschi nel Duomo di Tarquinia e prima o dopo quell’esperienza abbia potuto recarsi, al seguito del maestro, a Roma, perfezionando i suoi studi: “tornato in patria, dominò le committenze locali, decorando per un altro esponente della famiglia Riario (il cardinale Raffaele) il salone nobile di Palazzo Riario-Gallo a Bagnaia, l’abside della chiesa di San Silvestro o del Gesù, nonché una cappella nella ex chiesa di Sant’Antonio abate in Valle, attualmente non identificata. Ma sono riconoscibili come opere di suo ambito anche la Madonna della Misericordia nella chiesa della Madonna di San Nicola a Vitorchiano, l’altare Anguillara a San Giuliano di Faleria e soprattutto una delle altre cappelle della ex chiesa delle Fortezze, con una decorazione in questo caso a tema cristologico, che la Soprintendenza conta di poter restaurare nei prossimi mesi”.
“La soprintendenza – commenta il soprintendente Eichberg - ha già chiesto e ottenuto un finanziamento nella programmazione ordinaria ministeriale, per proseguire i lavori di restauro architettonico e storico artistico del monumento, che siamo certi sveleranno altre importanti novità e rimetteranno in piena luce la bellezza del suo apparato decorativo”.
Tarquinia, restituita alla famiglia la salma di Manfredi Capoccia, si attende il funerale
TARQUINIA – È stata restituita ai familiari la salma di Manfredi Capoccia, il 34enne tarquiniese morto nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 agosto nelle acque antistanti via Filippo Giorgi.
Al termine degli accertamenti effettuati sul corpo, l’autorità giudiziaria ha concesso il nulla osta per la restituzione della salma, permettendo così alla famiglia di organizzare le esequie.
Capoccia, nato a Tarquinia il 23 dicembre 1991 e residente nella zona dell’Infernaccio, era stato individuato e recuperato senza vita dalla Guardia costiera intorno alle 3 del mattino, dopo diverse ore di ricerche.
L’allarme era scattato poco dopo la mezzanotte. Secondo quanto ricostruito nelle prime fasi, una coppia avrebbe assistito al tuffo del giovane in mare, ancora vestito, nella zona compresa tra il porticciolo e Porto Clementino. I due avrebbero poi notato l’uomo allontanarsi a nuoto verso il porticciolo e avrebbero immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi.
Sul posto erano arrivati polizia e vigili del fuoco. Durante le operazioni di ricerca, i soccorritori avrebbero udito più volte le richieste di aiuto provenire dal mare. Le attività erano proseguite per ore con il coinvolgimento dei vigili del fuoco e della Guardia costiera, mentre era stato allertato anche un elicottero dell’Esercito decollato da Pratica di Mare.
Il 34enne era stato infine localizzato in acqua, ma per lui non c’era ormai più nulla da fare.
Nelle prime ore la sua identità non era stata accertata. Il corpo, inizialmente attribuito a un uomo di circa 30 anni, era stato trasferito al porto di Civitavecchia, dove erano stati eseguiti gli accertamenti da parte della polizia giudiziaria e della polizia scientifica.
Le successive verifiche avevano consentito di identificare la vittima in Manfredi Capoccia.
La salma era quindi rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria per consentire gli esami esterni necessari a chiarire gli elementi legati al decesso. Una volta completati gli accertamenti, è arrivato il nulla osta che ha permesso la riconsegna del corpo alla famiglia.
Ora i familiari potranno procedere con l'organizzazione dei funerali, mentre resta il dolore di una comunità che si è stretta attorno alla famiglia per la tragica scomparsa del giovane tarquiniese.
Civita Castellana, la Cassazione conferma il carcere per un 64enne accusato di spaccio
CIVITA CASTELLANA – Resta in carcere il 64enne di origine marocchina accusato di traffico e spaccio di stupefacenti nella zona di Civita Castellana. La Corte di Cassazione, con una decisione del 29 maggio, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, confermando la misura cautelare disposta nei suoi confronti.
La vicenda giudiziaria aveva conosciuto una svolta nell'arco di pochi mesi. Nell'agosto del 2025 il gip di Roma aveva respinto la richiesta di arresto avanzata dalla Procura. Successivamente, nel febbraio scorso, il Tribunale del Riesame di Roma aveva accolto l'appello del pubblico ministero, disponendo per l'indagato la custodia in carcere.
La difesa aveva contestato il quadro accusatorio facendo riferimento alla cosiddetta “droga parlata”, sostenendo cioè che le conversazioni intercettate non fossero accompagnate da riscontri sufficienti. Era stato inoltre sollevato il principio del “ne bis in idem”, richiamando un precedente procedimento investigativo avviato nel 2020.
Secondo la Suprema Corte, però, i due procedimenti avrebbero riguardato persone e periodi differenti e non sarebbe quindi emersa una violazione del principio invocato dalla difesa.
Quanto alle intercettazioni, i giudici hanno ritenuto che il quadro investigativo non fosse fondato esclusivamente sulle conversazioni captate dagli investigatori. A sostegno delle accuse ci sarebbero infatti anche riconoscimenti fotografici effettuati da diversi acquirenti, che avrebbero indicato il 64enne come il proprio fornitore.
Ulteriori elementi sarebbero arrivati da arresti eseguiti in flagranza e da sequestri di cocaina, elementi che, secondo la ricostruzione investigativa recepita dai giudici, avrebbero fornito riscontri alle conversazioni intercettate.
La difesa aveva inoltre sostenuto che l'organizzazione criminale fosse ormai stata smantellata dopo gli arresti dei principali esponenti nell'estate del 2024. Una tesi che non ha convinto la Cassazione.
A incidere sulla valutazione cautelare sarebbero stati anche i precedenti penali dell'indagato e i rapporti con uno dei presunti vertici del gruppo, che secondo gli investigatori avrebbe continuato a gestire le attività illecite nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari.
La Cassazione ha quindi ritenuto ancora attuale il quadro cautelare, confermando la custodia in carcere.
Si tratta, va precisato, di una misura cautelare e non di una condanna definitiva: per l'indagato resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Viterbo, allarme di A.Ba.Co. Lazio sulla qualità dellacqua: Servono controlli urgenti
VITERBO - I dati disponibili sulla qualità dell’acqua nel territorio di Viterbo meritano un’attenzione particolare, soprattutto in una fase caratterizzata da, “gran caldo” e dalla conseguente emergenza idrica e siccità. A.Ba.Co. - Lazio ritiene necessario che il Comune di Viterbo e l’ASL Viterbo forniscano ai cittadini informazioni puntuali e soprattutto che venga intensificata l’attività di controllo nei punti della rete dove sono stati rilevati valori prossimi o addirittura superiori alle soglie di riferimento.
A preoccupare non è un singolo dato, ma la frequenza con cui vengono pubblicati e/o resi disponibili i controlli. Analizzando sul sito ASL Viterbo i risultati, saltano agli occhi alcuni elementi, le analisi sono vecchie e i valori sono allarmanti. Ad esempio, le analisi di febbraio 2026 su Rete Tobia e Carcarelle, sono troppo “datate” per farci star tranquilli. Peggio sulla rete Merlano-Palomba (Roncone), dove il dato disponibile risale addirittura al 30 settembre 2025, e con un valore di 9 µg/l, vicinissimo al limite di 10 µg/l,.
Andando avanti i dati di maggio/giugno 2026 accentuano le nostre preoccupazioni. Il valore di Settecannelle, era di 9 µg/l, praticamente gli stessi valori al Serbatoio 480, e al Serbatoio Grotticella. Sono valori, prima del “gran caldo”, così vicini alla soglia dei 10 µg/l da rendere ragionevole la necessità di verificare quale sia oggi la situazione, attraverso nuovi e urgenti campionamenti.
Anche perché il dato più recente quello relativo al Serbatoio CampoSportivo di S. Martino al Cimino, che da metà luglio è fuori i limiti di legge, ha rilevato un valore di 14 µg/l. A questo punto due considerazioni: la prima è che si trova al di sopra della soglia “legale”, la seconda che essendo recente, esplicita la nostra richiesta di un’urgente revisione delle analisi.
È proprio su questo punto che A.Ba.Co. Lazio ritiene necessario sollevare la questione della tempestività dei protocolli e dell'informazione ai cittadini. Se il Comune dispone dei risultati delle analisi, perché vengono resi disponibili con ritardo?
Quando emergono valori prossimi alle soglie di riferimento, o addirittura superiori, l'ASL ritiene sufficiente il controllo ordinario oppure intende intensificare gli accertamenti per garantire una maggiore sicurezza alla popolazione?
Non siamo noi, né i cittadini a dover ricostruire attraverso dati vecchi e frammentati qual è la situazione idrico-sanitaria di Viterbo. Ricordiamo che il Sindaco è la principale autorità sanitaria locale, per cui ne deriva la richiesta di una maggiore vigilanza sull’ASL o di un aggiornamento degli strumenti di comunicazione con i quali i cittadini devono essere informati sulla gravità, sicuramente l’inerzia non è accettabile in questa situazione. Riteniamo che, proprio per tutelare i cittadini in una condizione come quella attuale, non ci si deve limitare alla verifica formale del superamento o meno di un limite, ma si deve prestare particolare attenzione anche alle situazioni che mostrano valori ripetutamente elevati o prossimi alla soglia, soprattutto quando tra un controllo e l'altro trascorrono mesi.
La teoria dello struzzo, che nasconde la testa sotto la sabbia, è non solo inadeguata, ma molto pericolosa. I cittadini hanno diritto di sapere, in maniera chiara e tempestiva, quale sia la situazione della rete idrica.
A.Ba.Co. Lazio pertanto ribadisce la richiesta di un consiglio comunale pubblico aperto a tutta la cittadinanza, al quale partecipino anche i responsabili territoriali della ASL di Viterbo e magari i responsabili del gestore, per farci comprendere se tutti i meccanismi di filtraggio sono puntualmente e pienamente applicati nel rispetto del contratto. Dobbiamo pretendere che ognuno, per le proprie competenze e responsabilità, garantisca un incremento adeguato del livello di attenzione, con nuovi e ravvicinati controlli e rendendo immediatamente pubblici i relativi risultati.
Serve partecipazione dei cittadini e controlli più frequenti con dati aggiornati per un'informazione trasparente e tempestiva.
L’acqua è un diritto essenziale, non una fonte di profitto: passi indietro noi non ne faremo.
Per far valere i nostri diritti ci vuole Partecipazione!!!
Riccardo Cacchione, Presidente A.Ba.Co. – Lazio
Civita Castellana, la Cassazione conferma il carcere per la 65enne accusata di spaccio
CIVITA CASTELLANA – Resta in carcere la 65enne di Civita Castellana accusata di essere coinvolta in un’organizzazione dedita al traffico di droga. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Roma, confermando così la misura cautelare.
La donna è accusata di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e di diversi episodi di spaccio. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe avuto un ruolo attivo all’interno del gruppo, occupandosi della consegna delle dosi ai clienti e della custodia della droga nella propria abitazione.
Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un sodalizio che, secondo gli investigatori, sarebbe stato guidato da un uomo di origine nordafricana già sottoposto agli arresti domiciliari, ma ritenuto comunque capace di mantenere i contatti con le piazze di spaccio del territorio laziale.
Le indagini avrebbero inoltre documentato frequenti contatti tra la 65enne e gli altri componenti del gruppo attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Alcuni acquirenti l'avrebbero descritta come una donna anziana incaricata di consegnare la sostanza stupefacente.
La difesa aveva contestato anche un elemento contenuto nell'ordinanza del Riesame: i giudici avevano indicato la 65enne come proprietaria dell'appartamento nel quale il presunto capo dell'organizzazione si trovava ai domiciliari. In realtà, secondo quanto sostenuto dalla difesa, i due avrebbero abitato nello stesso condominio, ma in appartamenti differenti e in affitto da una proprietaria estranea alla vicenda.
La Cassazione ha riconosciuto l'errore materiale, ritenendolo però non determinante per la decisione. Secondo i giudici, infatti, la valutazione sulla posizione della donna poggerebbe su altri elementi ritenuti sufficienti a sostenere il rischio di reiterazione dei reati.
La Suprema Corte ha quindi confermato la misura cautelare in carcere. La decisione riguarda, tuttavia, la misura cautelare e non equivale a una condanna definitiva: resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino all'eventuale sentenza definitiva.
Per la 65enne, dunque, al momento non sono stati concessi né i domiciliari né la revoca della misura cautelare.
Presunzione di innocenza
Nel nostro ordinamento penale ogni persona è considerata innocente fino a quando non intervenga una condanna definitiva. Il principio è sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, secondo cui l’imputato non può essere ritenuto colpevole prima che la responsabilità sia accertata con sentenza definitiva.
Viterbo, raid allo Studio Odontoiatrico Sociale Gente di Cuore
VITERBO - Un gesto spregevole e privo di qualsiasi senso civico ha colpito la scorsa notte il cuore della solidarietà viterbese. Un gruppo di malintenzionati ha fatto irruzione nei locali dello Studio Odontoiatrico Sociale “Gente di Cuore”, situato in via Fontanella del Suffragio 34, struttura gestita dall’Associazione ABC – Adulti e Bambini con Cardiopatie ODV.
I malviventi hanno forzato e distrutto la porta d'ingresso per penetrare all'interno della struttura. Secondo una prima e sommaria ricostruzione dei danni, sono stati sottratti un personal computer utilizzato dall'associazione per la gestione amministrativa e un dispositivo informatico parte dell'impianto radiografico essenziale per le visite e le radiografie.
La vicinanza del Comune e delle istituzioni
L'associazione ha provveduto ad informare tempestivamente l'Amministrazione Comunale di Viterbo, che ha espresso una profonda tristezza e un fermo sdegno per quanto accaduto. Il Comune ha subito manifestato la massima disponibilità e vicinanza all'associazione per affrontare insieme questa difficile situazione e per far sì che la struttura possa riprendere quanto prima il suo servizio fondamentale per la comunità.
Colpita la rete della solidarietà
Inaugurato nel marzo del 2023, lo studio odontoiatrico rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il contrasto alla povertà sanitaria nel territorio viterbese. Grazie alla dedizione e alla collaborazione di medici volontari e professionisti, il centro offre visite, cure e protesi completamente gratuite a famiglie e persone in grave disagio economico, spesso indirizzate proprio dai servizi sociali e dalla rete di solidarietà cittadina.
“È un atto che lascia avviliti ed amareggiati - dichiara il presidente dell'associazione, il Dottor Sandro Marenzoni -. Venire a rubare e a portare devastazione in un luogo nato unicamente per aiutare chi non ha nulla è un gesto di una gravità inaudita, un vero e proprio oltraggio a tutta la comunità: la triste assurdità di chi, forse a sua volta indigente, va a rubare proprio dove i poveri trovano aiuto e assistenza. Tutto quello che c'è in quel locale è stato realizzato con enorme fatica, volontariato e sacrifici, per restituire il sorriso e la dignità a persone che la vita ha messo a dura prova”.
L'appello dell'associazione: “Essere uniti per superare l'ennesima difficoltà”
Di fronte ai danni materiali e al valore dei macchinari sottratti, l'Associazione ABC ODV lancia un accorato appello al territorio. Si invitano formalmente le istituzioni, gli enti locali, il mondo economico e imprenditoriale, oltre a tutta la popolazione viterbese, ad essere vicini all'associazione in questo momento critico per superare insieme l'ennesima difficoltà. Nonostante l'amarezza per un gesto così incivile, la risposta della comunità può trasformare questo duro colpo in una nuova occasione di riscatto e coesione sociale. Le forze dell'ordine sono state prontamente allertate per effettuare i rilievi del caso ed avviare le indagini.
Vetus Urbs: sempre meno i giovani imprenditori a Viterbo
di Fabio Tornatore
VITERBO - Sono 2612 i giovani imprenditori nella Tuscia, appena il 7,2% delle oltre 36 mila aziende operanti sul territorio, in calo rispetto allo scorso anno. Nomen omen, direbbero i latini, cioè che il nome indica un presagio, un destino, visto che il nome di Viterbo deriva da Vetus Urbs, la Città Vecchia. E, visto il calo delle nascite, l'invecchiamento della popolazione e le energie giovanili in fuga o inattive, la Modern City sembra tramontare.
Le imprese under 35 nel 2024 erano 2769, al 31 dicembre 2025 sono state censite 157 in meno. I settori nei quali sono attivi sono quelli canonici della Tuscia: agricoltura, con 684 imprese rappresenta il 26,2% di tutte le imprese del settore giovanile, in calo del 6,4% rispetto al 2024; le costruzioni, con 325 imprenditori e il commercio, con 490 giovani aziende. Segue il turismo, con 225 aziende, 134 che forniscono servizi alle imprese, e 127 per altri servizi.
Il 5,7% di aziende giovanili in meno rispetto allo scorso anno, nel totale, dunque, e quelle che ci sono ricoprono nella maggior parte settori strategici e fondamentali per l'economia della Tuscia; settori che hanno necessità di essere rinnovati, di energie nuove e nuovo impulso. Commercio estero, idee innovative, e-commerce, uso dell'iintelligenza artificiale, implementazione di produzioni con un valore etico e sociale come è tipico nelle nuove generazioni.
Mancano all'appello imprese in settori innovativi gestite da giovani: tecnologia, digitalizzazione, economia circolare, transizione ecologica, biotecnologie, sicurezza digitale, sostenibilità.
Ferragosto a Viterbo, dove fare spesa e benzina
VITERBO – Oggi è Ferragosto, e per chi ha lasciato spesa e pieno di benzina all'ultimo momento, ecco una breve guida su cosa sarà possibile trovare a Viterbo.
Supermercati aperti a FerragostoDiversi supermercati della città resteranno aperti, in alcuni casi con orario ridotto. La Coop di via Monte Cervino ha comunicato un'apertura straordinaria dalle 9 alle 13.
Aperti anche i due Lidl, quello di via Ippolito Nievo e quello sulla Cassia Nord, entrambi con orario 8-20. Regolare l'apertura indicata per l'Eurospin di via Villanova, mentre il Todis della Tangenziale Ovest riporta un orario dalle 7 alle 20.
Il Carrefour Market di via Monte Nevoso 10 indica invece l'apertura dalle 8 alle 20. Tra le chiusure confermate c'è lo Spazio Conad di via Igino Garbini 107, che sul proprio sito segnala la chiusura per il 15 agosto.
Dove conviene fare benzina
Per chi invece deve mettersi in viaggio, secondo gli ultimi prezzi comunicati dai gestori, tra gli impianti più convenienti figura quello di Citrigno Gaetano in viale Armando Diaz 13, dove la benzina self è indicata a 1,959 euro al litro e il gasolio a 2,044 euro.
Alla stazione Viterbo Capocci, in via Raniero Capocci, benzina self a 1,969 euro e gasolio a 2,059 euro. Sulla strada Tuscanese, presso Cancellieri Carburanti, benzina self a 1,969 euro e gasolio a 2,049 euro.
I prezzi dei carburanti fanno riferimento alle ultime comunicazioni disponibili dei gestori e potrebbero quindi subire variazioni nelle prossime ore. Per i distributori, il servizio self-service resta comunque disponibile anche al di fuori degli orari del servizio assistito.
'Le parole di Feltri contro gli agricoltori sono un'offesa gratuita alla nostra dignità'
CAPRAROLA - 'Se la terra non serve più, di cosa vivrà l’Italia?', è l'ennesima provocazione a firma di Fernando Monfeli, presidente dell'associazione Asta, in risposta alle recenti affermazioni del giornalista Stefano Feltri durante la trasmissione In Onda su La7 : 'Ho ascoltato con profondo sconcerto - ha detto Monfeli - le dichiarazioni di Feltri durante la trasmissione dell’11 agosto con cui il giornalista liquidava la categoria degli agricoltori con parole che tradiscono una profonda ignoranza della realtà del lavoro che facciamo. Sentirci definire con una prosopopea a tratti incontenibile come 'quattro agricoltori rimasti che vanno in strada con i trattori' e liquidare il nostro settore come un semplice insieme di 'inquinatori privilegiati' che 'ricevono miliardi di sussidi da quarant’anni' non è soltanto ingeneroso ma è un’offesa gratuita alla dignità di chi lavora la terra ogni giorno, dall'alba al tramonto, con il caldo e il freddo, con la speranza e le preoccupazioni. Per chi osserva il mondo dai salotti televisivi o dagli studi della capitale, l'agricoltura sembra ridursi a una voce di bilancio o a un grafico sulle emissioni. Ci viene ricordata la Politica agricola comune (PAC) come se fosse una concessione caritatevole, dimenticando che i sostegni europei sono nati proprio per garantire cibo accessibile a tutti i cittadini, calmierare i prezzi al consumo e compensare i costi esorbitanti della burocrazia, dell'energia, dei fertilizzanti e della tutela ambientale che gli agricoltori europei garantiscono rispetto ai concorrenti extra-UE. Dire che sosteniamo 'gli inquinatori' significa ignorare che noi siamo i primi custodi del territorio'.
'Senza il lavoro degli agricoltori - ha rimarcato Monfeli - sul territorio nazionale l'assetto idrogeologico crollerebbe definitivamente sotto il peso di frane, alluvioni e abbandono, gli incendi sarebbero emergenze quotidiane e la terra diventerebbe oggetto di ogni speculazione, anche la più abietta. A questo punto, la domanda che sorge spontanea a me e a migliaia di colleghi, perché nella realtà siamo molti più di quattro, è semplice: qual è secondo lei la strategia per il futuro della nostra Nazione? Se dobbiamo rinunciare all'agricoltura in nome di un'ideologia che vede la produzione di cibo solo come una minaccia ecologica, e se contestualmente assistiamo da anni al ridimensionamento e alla progressiva fine della manifattura, dell'artigianato, dell'industria e ormai persino del turismo, di cosa dovremmo vivere? Quale sarà l'identità economica dell'Italia nei prossimi decenni? L'idea è forse quella di trasformare il nostro Paese in un'immensa terra abbandonata a se stessa, importando tutto il cibo da paesi esteri dove non si rispetta alcuno standard ambientale e i diritti dei lavoratori non esistono? Ci dica, Feltri: quanti saranno in grado di fare i giornalisti, andare negli studi televisivi e vivere grazie ai gettoni di presenza e ai contratti di opinionista? È questa la nuova riconversione professionale che ci propone? Perché se così non è, le alternative rimaste sono davvero poche. Ci dica, Feltri: dobbiamo spegnere i trattori, abbandonare le nostre campagne, lasciar morire le stalle e metterci in fila allo sportello per diventare assistiti dello Stato, come purtroppo già accade a troppe persone nel nostro Paese? È meglio lasciare la terra a chi invece di curarla e coltivarla, per consegnarla migliorata alle generazioni future, la sfrutta e la avvelena? Ci dica, Feltri: perché non tiene in considerazione quale contributo alla decarbonizzazione danno le piante che coltiviamo? E infine ci dica, Feltri: quale contributo da lei alla decarbonizzazione? Noi agricoltori non chiediamo privilegi, altrimenti non avremmo scelto di fare questo lavoro. Chiediamo rispetto per un lavoro strategico che sfama la popolazione, mantiene vivi i territori rurali e ancora, a fatica, rappresenta l'eccellenza del made in Italy nel mondo. Prima di giudicare chi guida un trattore tutti i giorni dell’anno ad ogni ora del giorno per garantire che ci sia del cibo buono sulle tavole di tutti, comprese quelle dei giornalisti, sarebbe opportuno capire che senza agricoltura non c'è sovranità alimentare, non c'è presidio del territorio e, in ultima analisi, non c'è futuro'.
Viterbo, intrappolata per tre giorni sotto il sole sul terrazzo del vecchio ospedale: felice ...
VITERBO - Una brutta avventura a lieto fine che ha tenuto col fiato sospeso un intero quartiere. Protagonista della vicenda è Nerina, una gattina domestica di Viterbo che, dopo essere scappata di casa, è andata a cacciarsi in un guaio che le è quasi costato caro.
La felina si era infatti intrufolata all'interno dello stabile dell'ex Ospedale Degli Infermi, la struttura attualmente chiusa ed in attesa dell'avvio degli interventi di recupero programmati dalla Regione. Dopo aver perlustrato il complesso disabitato, la gattina è rimasta bloccata su un terrazzo senza alcuna possibilità di fuga, né verso l'alto né verso il basso, completamente esposta alle temperature roventi di questi giorni d'agosto.
Per ben tre giorni Nerina è rimasta prigioniera sotto il sole battente, lamentandosi ed attirando gradualmente l'attenzione di chi passava di lì. Nella mattinata del 14 agosto si è così formato un vero e proprio capannello di residenti e passanti con lo sguardo rivolto all'insù. Trovandosi di fronte a un edificio sbarrato e con le chiavi d'accesso introvabili nel pieno del periodo feriale, la cittadinanza si è organizzata in una spontanea cordata di solidarietà: per sottrarla alla disidratazione e alla fame, i presenti sono riusciti a lanciarle piccoli generi di conforto e persino palloncini riempiti d'acqua per farla bere.
La svolta decisiva è arrivata con l'intervento dei Vigili del Fuoco, ostacolato inizialmente dalla conformazione stretta della via che impediva il passaggio dell'autoscala. Grazie al prezioso supporto della Polizia Locale, i caschi rossi sono comunque riusciti a raggiungere la terrazza e a trarre in salvo la gattina, ormai stremata dal caldo e dalla sete, restituendola all'affetto dei suoi proprietari.
Viterbo, perde il controllo dellauto e si schianta contro un albero
VITERBO - Momenti di apprensione nel pomeriggio a Viterbo, dove un’auto è finita contro un albero lungo viale Trieste.
Secondo una prima ricostruzione effettuata dalla polizia locale, intervenuta sul posto, il conducente avrebbe perso il controllo della vettura per cause ancora da accertare. Il mezzo è quindi uscito dalla carreggiata, terminando la propria corsa contro un albero.
Fortunatamente, l’incidente non ha provocato feriti.
L’episodio ha comunque causato rallentamenti alla circolazione. Gli agenti della polizia locale hanno gestito il traffico e svolto gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Viterbo, lEnpa denuncia: Django ucciso da una fossa di liquami tossici
VITERBO - “Vergogna a Viterbo, Il veleno killer che ha ucciso Django è una minaccia per tutti noi, i nostri figli e per i nostri animali. Ora basta! Trentotto giorni di agonia. Venticinque chili persi. I polmoni devastati dal veleno chimico. Questa è la fine atroce che l'egoismo e l'illegalità umana hanno riservato a Django, un rottweiler di soli due anni e mezzo, letteralmente inghiottito da una fossa di liquami tossici in località Pozzo Ranieri. Questo non è un semplice incidente. Questa è una vergogna inaccettabile che esige una condanna durissima e senza sconti. Siamo di fronte a un atto criminale che fa vomitare per la rabbia e l'indegnità di chi lo ha commesso. Una discarica abusiva di veleni banditi dall'Europa. Nel sangue di Django i primi esami hanno isolato un composto organofosforico. Tradotto: roba chimica pesante, sostanze vietate in tutta l'Unione Europea per la loro estrema pericolosità. Qualche criminale senza scrupoli ha deciso di usare un campo aperto come la propria fogna privata, sversando liquami altamente tossici a cielo aperto, senza una recinzione, senza un cartello, nel silenzio più totale”.
“Chi ha scaricato quel fango assassino sapeva perfettamente cosa stesse facendo. Ha avvelenato la terra e ha ucciso un animale innocente solo per risparmiare sui costi di smaltimento o per criminale negligenza agricola. Una bomba ecologica a due passi dai bambini. L'indignazione deve trasformarsi in una pretesa assoluta di sicurezza. Questa non è solo la tragedia della famiglia di Django. Questo è un pericolo pubblico immediato e terrificante. Il proprietario del cane, sceso nella fossa per salvarlo, ha respirato i vapori chimici e ha vomitato per tre giorni. Questo è il livello di tossicità di quella melma”.
“Bambini a un passo dal pericolo: Quella fossa della morte si trova ad appena 300 metri da un campo estivo. Ogni giorno decine di bambini giocano a pochissima distanza da quel veleno chimico. È agghiacciante pensare che al posto di Django ci sarebbe potuto finire anche un bambino. Omertà e silenzio intollerabili: Chiunque sappia qualcosa o abbia visto movimenti sospetti in quella zona ha il dovere morale di parlare. Chi tace è complice di questo scempio. Caccia ai responsabili: vogliamo pene esemplari. L'avvocato della famiglia ha chiesto il sequestro preventivo e la bonifica immediata dell'area. Ma non basta. La Procura e i Carabinieri Forestali devono rivoltare quel terreno e trovare i colpevoli. Non vogliamo le solite lungaggini burocratiche o le sanzioni farsa che finiscono nel nulla. Chi ha ridotto Pozzo Ranieri a una discarica chimica deve pagare e deve subire il carcere. Giustizia per Django significa ripulire la nostra terra da questi parassiti che avvelenano la vita per profitto”.
ENPA Sezione di Viterbo e Provincia
Vetralla dice sì al Parco Archeologico della Tuscia: Vogliamo essere protagonisti
VETRALLA – La Giunta comunale di Vetralla dice sì, all'unanimità, alla nascita del futuro Parco Archeologico della Tuscia.
Con la deliberazione n. 147 del 7 agosto 2026, l'Amministrazione comunale ha approvato l'atto di indirizzo con il quale Vetralla si schiera in prima linea nel percorso per la costituzione di un sistema archeologico integrato della Tuscia, insieme agli altri Comuni coinvolti, a partire dal Comune di Viterbo, che aveva già avviato il percorso con una propria deliberazione.
Una scelta importante anche perché Vetralla porta all'interno del progetto il proprio straordinario patrimonio archeologico: Grotta Porcina, il Tempio di Demetra e Foro Cassio.
Il futuro Parco viene così immaginato non come la valorizzazione di un singolo sito, ma come una rete capace di mettere in relazione le grandi emergenze archeologiche della Tuscia, collegando i siti presenti nel territorio di Vetralla con Norchia, Castel d'Asso e con gli altri luoghi di interesse archeologico del comprensorio.
L'approvazione unanime della Giunta rappresenta innanzitutto un atto politico e istituzionale forte. Il Comune di Vetralla sceglie di non attendere gli sviluppi del progetto, ma di partecipare fin dall'inizio alla sua costruzione, dando un segnale chiaro alle istituzioni dei diversi livelli che saranno successivamente chiamate ad attivare gli strumenti tecnici, scientifici e amministrativi necessari per arrivare alla concreta realizzazione del Parco.
La delibera prevede infatti la promozione di un Tavolo tecnico-scientifico con il coinvolgimento della Soprintendenza, delle Università, degli enti di ricerca, della Provincia di Viterbo, delle associazioni culturali e degli enti interessati, con l'obiettivo di arrivare alla definizione delle linee guida scientifiche e gestionali del futuro Parco.
L'indirizzo espresso da Vetralla è altrettanto chiaro sul modello da perseguire: tutela, conservazione, ricerca, valorizzazione e fruizione pubblica dovranno procedere insieme, attraverso percorsi di visita, segnaletica, sistemi informativi e interventi capaci di migliorare l'accessibilità dei siti.
Particolare attenzione viene inoltre posta alla futura perimetrazione: l'Amministrazione indica che questa dovrà riguardare esclusivamente le aree caratterizzate dalla presenza di emergenze archeologiche, salvaguardando nei territori non direttamente interessati le attività agricole, forestali, venatorie, produttive e turistico-ricettive, oltre alla proprietà privata.
“Vetralla ha scelto di esserci fin dall'inizio e di farlo con convinzione – sottolinea l'Amministrazione comunale – perché consideriamo il nostro patrimonio storico e archeologico non soltanto qualcosa da tutelare, ma una delle grandi opportunità culturali e turistiche per il futuro del territorio. Grotta Porcina, il Tempio di Demetra e Foro Cassio sono luoghi di straordinario valore che possono entrare a far parte di una rete più ampia, capace di raccontare la Tuscia come un unico grande territorio della storia”.
La scelta si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha visto Vetralla investire sempre più nella valorizzazione dei luoghi della cultura e dell'archeologia, nella loro conoscenza e nella loro fruizione.
“Il Parco Archeologico della Tuscia può rappresentare un salto di qualità – prosegue l'Amministrazione – perché mettere in rete questi luoghi significa aumentarne la forza, la conoscibilità e la capacità di attrazione. Cultura e turismo sono per Vetralla fattori strategici di sviluppo, capaci di produrre identità, conoscenza, presenze e ricadute positive sull'intero territorio”.
L'approvazione all'unanimità della delibera diventa quindi il contributo concreto di Vetralla all'avvio di un percorso più ampio, che dovrà ora coinvolgere e mettere in relazione Comuni, Soprintendenza, Università, enti di ricerca e istituzioni sovracomunali.
Un primo passo, ma con un indirizzo preciso: fare dei grandi siti archeologici della Tuscia non tante realtà isolate, ma un patrimonio condiviso, riconoscibile e capace di presentarsi insieme.
E Vetralla, con Grotta Porcina, Tempio di Demetra e Foro Cassio, ha scelto di essere protagonista di questo percorso fin dall'inizio.
Amministrazione Comunale di Vetralla
Viterbo, al via la vendita dei biglietti per la Macchina di Santa Rosa
VITERBO - Si comincia il 21 agosto con la vendita alle persone con disabilità, dalle ore 8 alle ore 19, presso il Museo dei Portici di Palazzo dei Priori. Come lo scorso anno, per agevolare la suddetta categoria e ridurre i tempi di attesa al momento dell'acquisto, è necessaria la prenotazione del turno, possibile dal 19 agosto
Informazioni utili per l'acquisto dei biglietti per le sedie collocate a piazza del Plebiscito e per gli spazi dedicati alle persone con disabilità. La vendita dei biglietti per persone con disabilità, possessori di disability card, donne in stato di gravidanza, over 75, cittadini residenti nel comune di Viterbo avverrà presso il Museo dei Portici di Palazzo dei Priori (sale Luigi Petroselli, sede distaccata del museo civico), piazza del Plebiscito 14 (ingresso giardino, seconda porta a destra), con le seguenti tempistiche e modalità:
– il giorno 21 agosto, dalle ore 8 alle ore 19 (orario continuato), si procederà alla vendita dei biglietti riservata alle persone con disabilità per le quali si rende necessario il posizionamento sulle apposite pedane predisposte dal Comune.
120 i posti disponibili, suddivisi nel seguente modo:
n. 60 posti su pedana a piazza del Plebiscito (30 posti persone con disabilità + 30 accompagnatori);
n. 40 posti su pedana a piazza Verdi (20 posti persone con disabilità + 20 accompagnatori);
n. 20 posti su pedana a Porta Romana/San Sisto (10 posti per persone con disabilità + 10 accompagnatori).
Il prezzo di vendita dei biglietti è di euro 10,00 comprensivo della quota accompagnatore.
Sempre nella giornata del 21 agosto saranno in vendita, inoltre, 40 posti (non su pedane), destinati esclusivamente ai possessori di disability card (20 biglietti saranno per persone con disabilità + 20 per i rispettivi accompagnatori). Anche in questo caso, il costo dei biglietti è di euro 10,00 comprensivo della quota accompagnatore.
Al fine di evitare disagi legati ai tempi di attesa sul posto, per la sola giornata del 21 agosto, ovvero quella destinata alla vendita dei biglietti per persone con disabilità (con percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 100% – rif.to legge 118/1971 – e possessori di disability card), sarà indispensabile procedere alla prenotazione del turno di acquisto del biglietto attraverso l'apposita piattaforma dedicata, accessibile dal link eventi.archeoares.it.
La stessa piattaforma assegnerà l'orario in cui l'utente dovrà recarsi al Museo dei Portici per procedere all'acquisto dei ticket.
La suddetta prenotazione del turno di acquisto sarà possibile a partire dalle ore 8 del prossimo mercoledì 19 agosto fino a giovedì 20 agosto, e comunque fino a esaurimento dei posti.
Qualora non venisse rispettato il turno prenotato e l'acquirente si presentasse in ritardo rispetto al proprio slot, la vendita proseguirà in ordine di prenotazione. Il personale preposto cercherà di evadere la prenotazione ritardataria non appena possibile, e comunque nel rispetto di chi avrà osservato l'orario del proprio appuntamento. In ogni caso, si potrebbero comunque verificare dei tempi di attesa.
Al momento dell'acquisto dovrà essere esibito un documento che attesti una percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 100%, e il documento di riconoscimento sia della persona con disabilità, sia dell'accompagnatore.
Si precisa che l'acquisto dei biglietti potrà essere effettuato anche da un delegato, purché in possesso del documento dell'avente diritto alla pedana, oltre al certificato attestante la percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 100%; per quanto riguarda invece i posti riservati ai possessori di disability card, il delegato dovrà esibire, oltre al documento dell'avente diritto, copia della stessa disability card.
Nella suddetta giornata sarà inoltre a disposizione un medico incaricato per eventuali consulenze professionali circa le certificazioni.
A breve verranno fornite informazioni in merito al servizio di trasporto riservato alle persone con disabilità ed eventuali loro accompagnatori che ne faranno richiesta e che condurrà il richiedente dal punto di raccolta al luogo delle pedane predisposte e autorizzate, con relativo percorso inverso al termine dell'evento.
Il giorno 22 agosto, dalle ore 8 alle ore 19 (orario continuato), si procederà alla vendita dei biglietti riservata alle categorie fragili.
160 i posti disponibili suddivisi tra donne in stato di gravidanza, over 75 e persone con disabilità rimaste escluse dalla precedente vendita (del 21 agosto). Ogni persona potrà acquistare al massimo due biglietti.
Gli over 75 dovranno esibire la carta di identità o il passaporto per attestare l'età, le donne incinte, laddove lo stato di gravidanza non risulti evidente, dovranno fornire certificato che ne attesti la gravidanza stessa, le persone con disabilità dovranno esibire disability card o certificato attestante la disabilità.
Il costo del singolo biglietto per over 75 e per donne in stato di gravidanza, è di euro 28,00 + 4,00 euro di prevendita. L'eventuale accompagnatore, pagante (costo biglietto 28,00 euro + 4,00 euro di prevendita), dovrà essere obbligatoriamente maggiorenne.
Il costo del biglietto per persone con disabilità rimaste escluse dalla precedente vendita rimane di 10,00 euro, comprensivo della quota accompagnatore, fino a esaurimento dei posti dedicati al settore categorie fragili.
Al momento dell'acquisto dovrà essere esibito inoltre documento di riconoscimento sia della persona con disabilità, sia dell'accompagnatore.
Eventuali ticket riservati ai possessori di disability card rimasti invenduti il giorno 21 agosto potranno essere acquistati al costo di 10,00 euro comprensivo della quota dell'accompagnatore fino a esaurimento dei posti assegnati.
L'acquisto dei biglietti potrà essere effettuato anche da un delegato esibendo copia della stessa disability card o certificato di invalidità.
Nella suddetta fattispecie, i posti a disposizione saranno assegnati dalla piattaforma informatica con lo stesso criterio riservato alle categorie non protette.
Sono inoltre previsti posti dedicati alle persone sorde e agli iscritti ai centri sociali polivalenti del comune di Viterbo, le cui modalità di acquisto e consegna sono state precedentemente concordate tra i presidenti delle stesse realtà associative e l'assessorato alle politiche sociali del Comune di Viterbo.
Il giorno 24 agosto, dalle ore 8 alle ore 19 (orario continuato), saranno acquistabili i biglietti per i residenti del comune di Viterbo. Saranno messi in vendita 200 biglietti. Ogni residente potrà acquistare al massimo 4 biglietti. La persona che effettua l'acquisto dovrà essere residente a Viterbo (territorio comunale), i restanti intestatari (al massimo 3) potranno anche non essere residenti. Il costo del singolo biglietto è di euro 28,00 + 4,00 euro di prevendita.
Al momento dell'acquisto dovrà essere esibito documento che attesti la residenza del richiedente e copia dei documenti delle persone per le quali si acquistano i ticket.
Dalle ore 00,00 del 25 agosto (ovvero la notte tra lunedì 24 e martedì 25 agosto), la vendita sarà aperta a tutti esclusivamente sul circuito online https://eventi.archeoares.it , al costo di 28,00 euro + 4,00 euro di prevendita.
Qualora dovessero restare invenduti biglietti appartenenti a una delle categorie riservate (over 75, donne in stato di gravidanza e residenti) sopra menzionate, la vendita sarà riaperta il giorno 25 agosto, direttamente sul circuito online, con le modalità e le tempistiche previste per la vendita online.
Si precisa che i posti riservati alle persone con disabilità resteranno a disposizione della categoria assegnata, con vendita in loco e se ancora disponibili, fino al 24 agosto.
Si ribadisce che, come da prescrizioni dettate dagli organi preposti alla sicurezza, i biglietti saranno nominativi. Pertanto, al momento dell'acquisto va presentata copia del documento di riconoscimento in corso di validità di ogni singolo intestatario dei biglietti che si intende acquistare (richiesta valida per tutte le categorie di appartenenza), oltre alla documentazione accessoria nel caso di particolari categorie (persone con disabilità, donne in stato di gravidanza non evidente, over 75, residenti).
Gli acquirenti si assumeranno ogni responsabilità in ordine all'occupazione dei posti.
Per tutti vale l'obbligo, la sera del 3 settembre, al momento di accedere al posto prenotato, di presentare un documento di identità insieme al biglietto.
L'eventuale cambio del nominativo sul biglietto sarà possibile nei giorni 28, 29 e 31 agosto, e dal 1° al 2 settembre, dalle ore 10 alle ore 14 sempre presso il Museo dei Portici – piazza del Plebiscito, al costo di € 3,00 per ciascun nominativo. I possessori di biglietto che intendono cambiare il nominativo dovranno presentarsi muniti del biglietto cartaceo o ticket online con ID dell'ordine, copia del documento di identità della persona che subentra. Nel caso in cui il biglietto si riferisca a tagliandi riservati a persone con disabilità, dovrà altresì essere prodotta una certificazione che attesti la disabilità anche del subentrante.
Ulteriori eventuali aggiornamenti saranno tempestivamente pubblicati sui canali istituzionali del Comune di Viterbo (sezione dedicata in home page sito www.comune.viterbo.it alla voce Informazioni biglietti sedie) e sulla pagina Facebook Comune di Viterbo Informa.
Per ulteriori informazioni/chiarimenti, assistenza tecnica piattaforma prenotazione turno acquisto del 21 agosto e acquisto online a partire dal 25 agosto: tel 351 2428135 (dalle ore 10 alle ore 19) mail support@archeoares.com .
Blackout a Vignanello, annullata la serata del 13 agosto della Festa del Vino
VIGNANELLO - Festa del Vino di Vignanello, una giornata difficile: il blackout costringe all’annullamento della serata del 13 agosto.
Una giornata difficile quella di ieri, 13 agosto, per Vignanello e Vallerano, interessati da un importante blackout che ha provocato pesanti disagi anche all’organizzazione della Festa del Vino di Vignanello. L’interruzione dell’energia elettrica, protrattasi per diverse ore, ha avuto ripercussioni anche sull’approvvigionamento idrico nell’area interessata dalla manifestazione, rendendo estremamente complicata la normale attività degli stand e di tutte le realtà coinvolte nella Festa.
Fin dalle prime ore della mattina organizzatori, volontari e gestori dei chioschi si sono adoperati in ogni modo possibile per fronteggiare l’emergenza, cercando soluzioni alternative e mettendo in sicurezza alimenti, attrezzature e strutture, nella speranza di poter comunque garantire lo svolgimento della serata. Purtroppo, nonostante gli sforzi messi in campo e l’attesa fino all’ultimo momento utile, le condizioni necessarie per garantire il regolare svolgimento della manifestazione non si sono ripristinate in tempo. La decisione di annullare la serata è stata quindi inevitabile. Una scelta dolorosa soprattutto per chi, da settimane, lavora dietro le quinte della Festa del Vino: volontari, associazioni, attività, chioschi e tutte le persone che ogni giorno dedicano tempo ed energie alla riuscita di una delle manifestazioni più importanti e sentite del territorio. L’organizzazione desidera ringraziare tutti coloro che nella giornata di ieri hanno lavorato senza sosta per cercare di risolvere una situazione eccezionale e, soprattutto, il pubblico per la comprensione dimostrata. La Festa del Vino di Vignanello riparte oggi con il proprio programma, con la voglia di lasciarsi alle spalle una giornata complicata e tornare a vivere insieme le strade, le cantine e gli appuntamenti della manifestazione.
West Nile, due casi confermati nella Tuscia: il secondo contagio registrato ad agosto
VITERBO – Sale a due il numero dei casi di West Nile Virus accertati nella provincia di Viterbo. È quanto emerge dall'ultimo aggiornamento della sorveglianza epidemiologica dell'Istituto superiore di sanità, con dati aggiornati al 12 agosto.
Entrambi i casi rilevati nella Tuscia hanno avuto una manifestazione febbrile. Il dato più recente riguarda un'infezione notificata proprio nel periodo compreso tra il 5 e il 12 agosto: fino alla settimana precedente, infatti, nella provincia era stato segnalato un solo caso.
L'incremento registrato nelle ultime settimane si inserisce in un quadro regionale più ampio. Nel Lazio sono complessivamente 35 i casi confermati di West Nile nell'uomo. La maggiore concentrazione si registra nelle province di Roma e Latina, entrambe con 16 casi, mentre Frosinone conta una segnalazione. Nessun caso risulta invece riportato nella provincia di Rieti.
Il quadro nazionale evidenzia una crescita ancora più marcata. Secondo il terzo report dell'ISS, aggiornato al 12 agosto, in Italia sono 226 le infezioni da West Nile Virus confermate nell'uomo, contro le 141 indicate nel precedente monitoraggio.
Non tutti i casi presentano la stessa gravità. Sul totale nazionale, 102 sono classificati come forme neuro-invasive, mentre 86 hanno avuto una manifestazione febbrile. A questi si aggiungono 38 infezioni individuate attraverso lo screening dei donatori di sangue e altri casi asintomatici o sintomatici secondo la classificazione della sorveglianza. I decessi notificati tra i casi confermati sono sette, compreso quello relativo a un'infezione importata.
La circolazione del virus è stata inoltre documentata in 55 province italiane, distribuite complessivamente in 16 regioni, attraverso il monitoraggio integrato di vettori, animali e popolazione.
Accanto al West Nile, la sorveglianza nazionale tiene sotto controllo anche il virus Usutu. In Italia sono stati finora rilevati otto casi: cinque in Lombardia, uno in Emilia-Romagna, uno nelle Marche e uno nel Lazio.
Come si trasmette il West Nile
Il West Nile Virus viene trasmesso principalmente dalla puntura di zanzare infette, in particolare appartenenti al genere Culex. Il contagio non avviene normalmente attraverso i rapporti tra persone: un contatto quotidiano, come una stretta di mano, un abbraccio o un colpo di tosse, non rappresenta una modalità ordinaria di trasmissione.
Nella maggior parte delle persone l'infezione non provoca sintomi. Quando presenti, i disturbi possono ricordare quelli di una sindrome influenzale e comprendere febbre, mal di testa, dolori muscolari e stanchezza.
Solo in una quota ridotta di casi l'infezione può evolvere in forme più severe, con un rischio maggiore soprattutto per le persone anziane e per i soggetti più fragili.
Il dato dei due casi nella provincia di Viterbo conferma quindi la presenza del virus anche nella Tuscia e rende particolarmente importante il monitoraggio della situazione da parte delle autorità sanitarie.
Montalto di Castro, auto esce di strada sulla Castrense: un ferito grave
MONTALTO DI CASTRO – Grave incidente stradale nella tarda serata di ieri lungo la Castrense, nel territorio di Montalto di Castro. Un'auto, per cause ancora in fase di accertamento, è uscita dalla carreggiata intorno alle 22.50, finendo fuori strada.
L'allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri, impegnati nei soccorsi e negli accertamenti necessari per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.
Una delle persone presenti all'interno del veicolo avrebbe riportato ferite gravi, rendendo necessario l'intervento dell'eliambulanza per il trasferimento in ospedale.
Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni certe sul numero complessivo degli occupanti del mezzo né sulle eventuali condizioni di altre persone coinvolte nell'incidente.
Per consentire le operazioni di soccorso e la successiva messa in sicurezza della carreggiata, si sono registrati rallentamenti e deviazioni alla circolazione.
Le forze dell'ordine stanno effettuando gli accertamenti per chiarire le cause e la dinamica dell'incidente.
San Lorenzo Nuovo, partenza da record per la 47ª Sagra degli Gnocchi
SAN LORENZO NUOVO - È partita con il piede giusto la 47ª Sagra degli Gnocchi di San Lorenzo Nuovo, uno degli appuntamenti più attesi dell'estate viterbese, capace anche quest'anno di richiamare tantissime persone e di confermarsi come un evento imperdibile per il territorio.
Fin dalle prime serate, infatti, la manifestazione ha fatto registrare presenze sempre molto alte, con un grande afflusso di visitatori arrivati a San Lorenzo Nuovo per assaporare gli immancabili gnocchi e vivere l'atmosfera di festa che da quasi mezzo secolo accompagna questa tradizione.
Un avvio davvero 'a bomba', che nemmeno il maltempo è riuscito a rallentare. La pioggia dei primi giorni non ha fermato la voglia di stare insieme: tavoli pieni, tanta partecipazione e un pubblico che ha risposto presente nonostante qualche capriccio del meteo.
Protagonisti assoluti, naturalmente, sono gli gnocchi, simbolo della sagra e di una tradizione che continua a rinnovarsi anno dopo anno. Ma il successo della manifestazione non passa soltanto dalla buona cucina.
A rendere ancora più coinvolgenti le serate c'è infatti un ricco programma di intrattenimento, pensato per accompagnare il pubblico e trasformare ogni appuntamento in una vera serata di festa. Musica, spettacoli e momenti di divertimento fanno da cornice alla manifestazione, coinvolgendo persone di tutte le età e regalando al paese quell'atmosfera vivace e conviviale che da sempre contraddistingue la sagra.
È proprio questo mix di tradizione gastronomica, musica, divertimento e voglia di stare insieme a rendere la Sagra degli Gnocchi qualcosa di più di un semplice appuntamento culinario: un'occasione per ritrovarsi, trascorrere una serata in compagnia e vivere San Lorenzo Nuovo nel pieno dell'estate.
Dietro tutto questo c'è inoltre il grande lavoro di chi, con impegno e passione, contribuisce all'organizzazione e al funzionamento della manifestazione, rendendo possibile un appuntamento che ha raggiunto quest'anno la sua 47ª edizione.
I primi giorni hanno dunque già dato un segnale chiarissimo: San Lorenzo Nuovo ha ancora una volta voglia di festa e la Sagra degli Gnocchi continua a essere uno degli appuntamenti da non perdere dell'estate nella Tuscia.
E se il buongiorno si vede dal mattino, dopo una partenza così partecipata nonostante la pioggia, tutto lascia presagire che anche i prossimi giorni saranno all'insegna dei grandi numeri.
La 47ª Sagra degli Gnocchi è partita. E San Lorenzo Nuovo ha già risposto presente.
Vi aspettiamo fino al 20 agosto a San Lorenzo Nuovo (VT)
