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Frana lungo la Teverina, scatta la chiusura: disagi tra Roccalvecce e Celleno
CELLENO – Disagi alla viabilità lungo la Strada Teverina a causa di una frana che ha interessato il tratto compreso tra Roccalvecce e Celleno.
Lo smottamento si è verificato all’altezza del chilometro 17, poco prima del bivio con la Strada Bagnorese, rendendo necessario interrompere la circolazione per motivi di sicurezza.
La zona è stata interessata dalle necessarie verifiche e, in attesa degli interventi per ripristinare le condizioni di sicurezza della carreggiata, l’amministrazione ha disposto la chiusura del tratto interessato.
Agli automobilisti viene raccomandata la massima prudenza e di prestare attenzione alla segnaletica presente lungo la viabilità. Per evitare il tratto interessato dalla frana è possibile utilizzare i percorsi alternativi Sant’Angelo – Grotte Santo Stefano oppure Strada Valle – Celleno Vecchio.
La situazione resta sotto osservazione. Nelle prossime ore sono attesi aggiornamenti sulle condizioni della strada e sulle modalità e sui tempi di riapertura al traffico.
È morto don Giuseppe Giulianelli, per oltre 40 anni al fianco dei malati dellospedale di Viterbo
VITERBO – È morto questa mattina, domenica 9 agosto, al Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Rosa, don Giuseppe Giulianelli. Aveva 89 anni e una lunga vita sacerdotale dedicata soprattutto all’assistenza dei malati e alla vicinanza al personale sanitario.
Nato a Villa San Giovanni in Tuscia il 18 febbraio 1937, don Giuseppe aveva compiuto gli studi al Seminario minore di Viterbo e al Seminario maggiore di Santa Maria della Quercia. Era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1963.
Una parte importante del suo ministero si è svolta all’interno dell’ospedale di Viterbo, dove per oltre quarant’anni ha ricoperto l’incarico di cappellano. Un servizio vissuto con grande dedizione, accanto a malati, familiari e operatori sanitari. Per lungo tempo aveva inoltre insegnato alla Scuola Infermieri.
La sua presenza in ospedale era costante: don Giuseppe era disponibile giorno e notte e, come ricorda la Diocesi, raramente si concedeva periodi di riposo, proprio per non allontanarsi dalle persone che avrebbero potuto avere bisogno del suo conforto. A distinguerlo erano il carattere sereno, la disponibilità e quella battuta sempre pronta capace di strappare un sorriso anche nei momenti più difficili.
Prima dell'esperienza in ospedale era stato parroco della parrocchia di San Lorenzo, nella Cattedrale di Viterbo, e docente di religione in alcune scuole della città.
Nel 2020, raggiunti i limiti di età, aveva lasciato l'incarico di cappellano. Dopo alcuni anni trascorsi nella Casa del Clero della Diocesi, presso il Seminario, da circa un anno e mezzo era ospite a Villa Serena, a Montefiascone, dove continuava a ricevere le visite di familiari, amici e confratelli.
La Diocesi di Viterbo lo ricorda come un sacerdote zelante e profondamente dedito al proprio ministero, animato dalla preghiera e da una grande generosità. Un uomo al quale in tanti si rivolgevano per chiedere aiuto e sostegno e che, sottolinea la Diocesi, difficilmente riusciva a dire di no.
La comunità ecclesiale viterbese si stringe ora attorno ai familiari e affida don Giuseppe alla misericordia di Dio, ricordandone la lunga testimonianza sacerdotale e il servizio svolto per decenni al fianco delle persone più fragili.
I funerali saranno celebrati martedì 11 agosto alle ore 11 nella Basilica Cattedrale di Viterbo e saranno presieduti dal vescovo Orazio Francesco. Al termine della celebrazione, la salma sarà tumulata nel cimitero di Viterbo.
Università della Tuscia, aumentano i fondi: 48,1 milioni allateneo viterbese
VITERBO – Crescono le risorse destinate all’Università della Tuscia. A sottolinearlo è il deputato di Forza Italia Francesco Battistoni, che accoglie con favore l’incremento dei finanziamenti assegnati all’ateneo viterbese.
“L’incremento delle risorse destinate all’Università della Tuscia è un segnale concreto dell’attenzione del Governo e del ministro competente Anna Maria Bernini verso il sistema universitario e verso i territori”, dichiara Battistoni.
All’Università della Tuscia sono stati assegnati 48,1 milioni di euro, con una crescita del 2,3% rispetto al 2025. Un incremento che, secondo il parlamentare azzurro, rappresenta un investimento significativo sulla qualità della didattica, sulla ricerca e sulle opportunità rivolte a studenti e ricercatori.
Per Battistoni l’ateneo viterbese rappresenta infatti un patrimonio strategico non soltanto per il mondo accademico, ma per l’intero territorio.
“Per Viterbo e per il Lazio l’Università della Tuscia è un patrimonio strategico, non soltanto dal punto di vista accademico, ma anche per la crescita economica e sociale del territorio”, sottolinea il deputato.
L’aumento delle risorse, secondo Battistoni, potrà contribuire a rafforzare la capacità dell’università di programmare le proprie attività, sostenere i percorsi di ricerca e formazione e consolidare il ruolo dell’ateneo come punto di riferimento per l’innovazione.
“Rafforzarne le risorse significa infatti creare le condizioni per una maggiore capacità di programmazione, sostenere i percorsi di ricerca e formazione e consolidare il ruolo dell’ateneo come motore di innovazione e sviluppo”, conclude il parlamentare di Forza Italia.
Vacanze e case vuote, i consigli dei Carabinieri per evitare i furti
VITERBO - Con l’arrivo delle vacanze aumenta il numero di abitazioni che rimangono vuote per diversi giorni. Un’occasione che può attirare l’attenzione dei ladri, pronti a osservare le abitudini dei residenti e a individuare segnali che possano indicare l’assenza dei proprietari.
Per questo i Carabinieri hanno diffuso una serie di consigli utili per ridurre il rischio di furti e partire per le vacanze con maggiore tranquillità.
Una delle prime raccomandazioni riguarda i social network. È bene evitare di pubblicare in tempo reale informazioni sulla partenza, sulla durata della vacanza o immagini che possano far capire che l’abitazione è vuota. Quello che per una famiglia è un semplice modo per condividere momenti di spensieratezza può diventare, infatti, un'informazione preziosa per chi sta cercando di individuare una casa incustodita.
Un altro accorgimento riguarda la posta. Prima di partire è consigliabile chiedere a un vicino di fiducia o a un familiare di ritirare regolarmente la corrispondenza. Una cassetta delle lettere piena può rappresentare un segnale evidente di una prolungata assenza.
Prima di lasciare l’abitazione è inoltre fondamentale verificare attentamente la chiusura di porte e finestre e controllare il corretto funzionamento degli eventuali sistemi di allarme e videosorveglianza, assicurandosi che siano attivati.
Tra gli strumenti che possono contribuire a simulare la presenza in casa ci sono anche i dispositivi smart programmabili. Attraverso l’accensione automatica delle luci in determinati orari è possibile rendere meno evidente l’assenza dei residenti. Alcuni sistemi consentono inoltre di deviare le chiamate del citofono sul proprio smartphone, permettendo di rispondere anche a distanza.
L’Arma invita poi a prestare attenzione anche ai possibili sopralluoghi effettuati prima di un furto. I malintenzionati possono utilizzare diversi stratagemmi per verificare se un’abitazione sia effettivamente vuota, come piccoli segnali lasciati tra porta e stipite oppure citofonate effettuate in orari insoliti, anche con il pretesto di una consegna o della lettura dei contatori.
Per questo è importante osservare ciò che accade nel proprio quartiere e segnalare tempestivamente alle Forze dell’Ordine eventuali presenze o comportamenti sospetti.
I Carabinieri ricordano inoltre che sul sito ufficiale dell’Arma sono disponibili numerose indicazioni nella sezione dedicata alle “pillole di prevenzione”, insieme agli aggiornamenti diffusi attraverso i canali social istituzionali.
In caso di situazioni sospette o di necessità, l'invito è a non esitare a contattare il 112 o la Stazione dei Carabinieri più vicina.
Piccoli accorgimenti, dunque, possono contribuire a rendere più sicura la propria abitazione e a evitare che il rientro dalle vacanze si trasformi in una brutta sorpresa.
Play Energia Atletica Viterbo, Angelo Lobene brilla alla Stramanaforno: 7° assoluto e primo di ...
VITERBO – Ottima prestazione per Angelo Lobene, neo atleta della Play Energia Atletica Viterbo, protagonista sabato 8 agosto alla 32ª edizione della “Stramanaforno”, gara podistica sulla distanza dei 10 chilometri disputata a Gioia dei Marsi, in provincia dell’Aquila.
La manifestazione, intitolata ad Angelo Panfili, ha visto la partecipazione di circa 170 atleti, impegnati su un percorso particolarmente impegnativo anche a causa delle elevate temperature di questi giorni.
Lobene, allenato da quest’anno da Giuseppe Misuraca, ha affrontato la prova con grande determinazione, fermando il cronometro sul tempo di 37’33”, con una media di 3’43” al chilometro. Un risultato che gli ha permesso di chiudere al 7° posto assoluto e di conquistare il primo posto nella propria categoria.
Una prestazione di rilievo per il portacolori della società viterbese, arrivata in un periodo nel quale l’attività dell’atletica su pista regionale e nazionale è momentaneamente condizionata dagli impegni delle rappresentative azzurre nei grandi appuntamenti internazionali. Il calendario delle corse su strada, invece, continua a proporre numerose competizioni in tutta Italia.
La “Stramanaforno” ha rappresentato dunque un importante banco di prova per Lobene, che ha saputo mantenere un ritmo elevato nonostante le difficoltà del percorso e le condizioni climatiche.
Per l’atleta della Play Energia Atletica Viterbo l’appuntamento con una prova ancora più particolare sarà però a settembre: nei primi giorni del mese è infatti previsto il matrimonio con la professoressa Giulia Profili.
Ad Angelo Lobene arrivano gli auguri degli atleti e dei tecnici della società viterbese, insieme alle congratulazioni per l’ottimo risultato ottenuto sulle strade abruzzesi.
Viterbo in lutto piange Benedetta Marino, morta a 23 anni nellex Consorzio agrario
VITERBO – Aveva appena compiuto 23 anni. Una giovane vita spezzata nel giro di poche ore, in una tragedia che ha sconvolto Viterbo. Benedetta Marino è stata trovata morta nella mattinata di ieri sabato 8 agosto all’interno dell’ex Consorzio agrario, nella zona della Teverina.
L’allarme è scattato nella mattinata di sabato, dopo la segnalazione di un ragazzo che ha contattato il 112. Sul posto sono arrivati gli operatori del 118, gli agenti della polizia di Stato e la polizia scientifica. Per Benedetta, però, non c'era più nulla da fare.
La giovane è stata trovata all’interno di una stanza situata all’ultimo piano di uno degli edifici abbandonati del complesso. Gli investigatori hanno immediatamente avviato gli accertamenti per ricostruire le ultime ore della 23enne e stabilire cosa sia accaduto prima del decesso.
Secondo quanto emerso, la notte precedente si sarebbe svolta proprio all’interno dell’ex Consorzio una festa organizzata per celebrare il compleanno di Benedetta, nata a Viterbo il 7 agosto 2003. Alcuni dei giovani che avrebbero partecipato alla serata sono già stati ascoltati dagli investigatori, mentre la polizia scientifica ha effettuato rilievi e repertato diversi elementi trovati all’interno dello stabile.
Tra gli aspetti sui quali si concentrano gli accertamenti c'è anche l'eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Si tratta, al momento, di ipotesi investigative che dovranno essere verificate attraverso gli esami scientifici.
Da un primo esame esterno non sarebbero emersi evidenti segni riconducibili a una morte violenta. Restano però da chiarire sia le cause del decesso sia l'esatta collocazione temporale della morte. A fornire elementi decisivi saranno l'autopsia e gli eventuali esami tossicologici disposti dall'autorità giudiziaria.
Le indagini sono coordinate dalla Procura e gli investigatori stanno cercando di ricostruire nel dettaglio chi fosse presente nell'edificio durante la notte e cosa sia accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo.
Intanto, davanti all’ex Consorzio agrario, familiari e amici si sono stretti nel dolore. Benedetta lascia il padre, la madre, il fratello e soprattutto il figlio di appena quattro anni.
Tragedia nei campi a Vallerano, uomo muore schiacciato dal trattore
VALLERANO – Una mattinata di lavoro nei campi si è trasformata in tragedia a Vallerano. Mariano Romoli, 80 anni, è morto nella mattinata di ieri, sabato 8 agosto, dopo essere stato travolto e conseguentemente schiacciato dal trattore con cui stava lavorando la terra.
Secondo le prime ricostruzioni, l’anziano si trovava in un terreno agricolo quando, per cause ancora da accertare, il mezzo si è improvvisamente ribaltato, travolgendolo. L’incidente non gli avrebbe lasciato scampo.
L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono arrivati i sanitari del 118, ma per l’80enne non c’è stato nulla da fare. I vigili del fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area e procedere con le operazioni necessarie per la rimozione del mezzo.
Sul luogo dell’incidente sono arrivati anche i carabinieri, impegnati nei rilievi e negli accertamenti necessari a ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Civita Castellana, crolla la recinzione del bocciofilo. Il M5S: Unopera inutile e pericolosa
CIVITA CASTELLANA – La recinzione che delimita l’area del centro anziani del Circolo Bocciofilo di Civita Castellana è crollata nei giorni scorsi, durante il maltempo che ha interessato il territorio. L’episodio riaccende il confronto politico su un’opera che il Movimento 5 Stelle aveva contestato fin dalla sua realizzazione, chiedendone la modifica o la rimozione.
A intervenire è Maurizio Selli, del Gruppo territoriale M5S di Civita Castellana, che definisce la struttura “inutile e pericolosa” e torna a puntare il dito contro la scelta compiuta dalla precedente amministrazione guidata da Giampieri.
Secondo la ricostruzione del Movimento 5 Stelle, la recinzione era stata realizzata per delimitare una corte intorno al centro anziani del Circolo Bocciofilo, separandola dall'area verde del “boschetto” destinata anche alle attività ludiche e ai giochi per bambini e ragazzi.
Il maltempo avrebbe contribuito al cedimento della struttura. Selli riferisce inoltre che sulla recinzione avrebbe avuto un impatto anche una parte di guaina, apparentemente staccatasi da una tettoia adiacente. Il gruppo pentastellato sostiene tuttavia che il crollo sollevi interrogativi anche sulle modalità di realizzazione dell'opera e sulla sua stabilità.
“Il fatto che sia crollata come un domino – sostiene Selli – evidenzia come l’opera sia stata realizzata non a regola d’arte, o meglio, senza tenere conto della potenziale pericolosità in un’area frequentata anche da bambini”. Il M5S richiama in particolare la struttura di fissaggio della rete al cordolo cementizio e l’assenza, secondo quanto osservato dal gruppo, di adeguate controventature.
La vicenda affonda le proprie radici nelle contestazioni già sollevate dal Movimento nel 2024. In quell'occasione il M5S aveva definito ironicamente la recinzione una sorta di “gabbia”, criticando la separazione tra il centro sociale frequentato dagli anziani e il resto del parco pubblico.
Il gruppo ricorda inoltre di aver promosso una petizione popolare che avrebbe raccolto più di 600 firme per chiedere all'amministrazione di rivedere il progetto. Una mobilitazione che, secondo i pentastellati, nasceva dalla volontà di mantenere uno spazio di socialità condiviso tra generazioni diverse.
Ora, dopo il cedimento della struttura, il M5S chiede all'attuale amministrazione comunale di intervenire definitivamente.
“Invitiamo l’attuale giunta ad eliminare definitivamente questa vergogna e indagare sulle reali responsabilità politiche e tecniche, in quanto sono stati spesi soldi pubblici”, afferma Selli.
Per il Movimento, l’episodio rappresenta anche l'occasione per riaprire una riflessione più ampia sul modo in cui vengono progettate e realizzate le opere pubbliche: secondo il gruppo, gli interventi dovrebbero essere pensati innanzitutto per favorire sicurezza, accessibilità e socialità, evitando di creare divisioni tra gli utenti degli spazi pubblici.
La questione resta quindi ora nelle mani dell'amministrazione, chiamata a valutare le condizioni dell'area e le conseguenze del cedimento della recinzione, oltre agli eventuali interventi necessari per garantire la sicurezza.
Open di Valentano, domenica di grandi finali: Militi Ribaldi-Tartaglione e Nai-Monteverde si ...
VALENTANO - Il Torneo di Tennis Open Valentano “Memorial Aldo Mariani e Gianni Pesci” entra nella sua fase più attesa, con una domenica destinata a regalare spettacolo e grandi sfide. Dopo un sabato ricco di sorprese, sono stati definiti i protagonisti delle finalissime dei tabelloni maschile e femminile.
Nel torneo maschile, a contendersi il titolo saranno l'umbro Andrea Militi Ribaldi, testa di serie numero 1 e classificato 2.3 del Tennis Club Open srl Orvieto, e l'outsider fiorentino Salvatore Tartaglione, 2.5 del Tennis Club Castel Fiorentino.
Militi Ribaldi ha conquistato l'accesso alla finale al termine di una semifinale particolarmente combattuta contro il 2.6 Edoardo Morera dell'Academy Colle Diana Sutri. Dopo aver ceduto il primo set per 6-4, il numero uno del tabellone ha cambiato ritmo, imponendosi nettamente nel secondo parziale per 6-0 e chiudendo poi la partita sul 6-4.
La sorpresa della giornata è arrivata invece dalla parte bassa del tabellone, dove Tartaglione ha eliminato la testa di serie numero 2, il romano Lorenzo D'Intini del Play Pisana SSDA. Il fiorentino ha perso il primo set per 6-4, ma ha immediatamente riequilibrato l'incontro con un identico 6-4, per poi completare l'impresa nel terzo parziale, vinto 6-3.
Nel femminile finale tra Nai e Monteverde
Tutto secondo pronostico, invece, nel tabellone femminile, dove la finale metterà di fronte la toscana Amanda Nai, testa di serie numero 1 e 2.4 del Circolo Tennis Piancastagnaio, e la romana Flavia Monteverde, numero 2 del seeding e classificata 2.5 del Forum Sport Center.
La Nai ha superato in semifinale la barese 2.6 Antonia Aragosa della Società Ginnastica Angiulla con il punteggio di 6-4, 6-2.
Ancora più netto il successo di Flavia Monteverde, che nella parte bassa del tabellone ha lasciato appena un game alla piemontese Bianca Cascio, 2.7 del Nord Tennis Sports4 Friends, imponendosi per 6-0, 6-1.
A completare il programma della giornata sarà inoltre la finalina per l'assegnazione del titolo nel tabellone limitato di Terza Categoria, con un derby tutto senese tra la 3.2 Francesca Signorini dell'ASD Tennis Club Poggibonsi e la 3.3 Chiara Ginanneschi del Circolo Tennis Abbadia San Salvatore.
Una domenica, dunque, ricca di appuntamenti e di grande tennis, pronta a mettere il punto finale a un torneo che ha visto in campo giocatori e giocatrici di alto livello e che, giornata dopo giornata, ha regalato sfide combattute e risultati a sorpresa.
Sanremo Aquesiano, Acquapendente incorona i suoi talenti: trionfano Diletta Giomini e i The Mindless
ACQUAPENDENTE - Acquapendente ha celebrato la musica e i giovani talenti con una nuova edizione del contest canoro “Sanremo Aquesiano”, andato in scena nella suggestiva cornice di piazza Girolamo Fabrizio. Due serate all'insegna della musica, dell'energia e della partecipazione, che hanno visto protagonisti 18 cantanti in gara e un pubblico numeroso e caloroso.
A conquistare il gradino più alto del podio è stata la giovanissima Diletta Giomini di Bagnoregio, confermatasi una delle piccole protagoniste di questa estate musicale della Tuscia. La cantante ha emozionato con una personale interpretazione di “Esibizionista” di Annalisa, riuscendo a valorizzare il brano attraverso sonorità dance pop ed elettropop.
Grande soddisfazione per papà Diego, mamma Caterina Laurenti e per l'insegnante di canto Daniela Turchetti dell'Associazione Euphonia di Montefiascone, che hanno accompagnato il percorso artistico della giovane interprete.
A condividere il primo gradino del podio sono stati anche i The Mindless, giovane formazione locale composta da Lorenzo Campana alla voce, Sofia Catocci alle tastiere, Filippo Fatini alla chitarra e Riccardo Ferretti alla batteria. Il gruppo ha portato sul palco una rilettura della parabola musicale dei Måneskin, mostrando una buona capacità di dialogare con diversi linguaggi e generi, dal pop rock al rock alternativo fino al glam rock.
La serata finale era stata messa a rischio dal maltempo e, in particolare, da una bomba d'acqua che aveva fatto temere per lo svolgimento dell'evento. Alla fine, però, la manifestazione è riuscita a regalare al pubblico una grande festa musicale.
A tracciare il bilancio è stato il presidente della Pro Loco di Acquapendente, Fabio Vitali, che ha definito l'appuntamento «due serate eccezionali».
«I numeri parlano da soli: 18 cantanti in gara, un pubblico numeroso e caloroso e tanta, tantissima passione per la musica», ha sottolineato Vitali, evidenziando come il contest sia andato ben oltre la semplice competizione.
Il “Sanremo Aquesiano” ha infatti rappresentato un'occasione per condividere passioni e talenti, coinvolgendo persone di tutte le età. Particolarmente significativa, secondo la Pro Loco, è stata la presenza dei giovani, protagonisti sul palco ma anche tra il pubblico.
Nel corso della manifestazione sono stati inoltre assegnati il Premio Sanremo Giovani e il Premio della Critica “Giambattista Casti”, riconoscimento dedicato a una figura profondamente legata alla storia e alla comunità di Acquapendente.
«Il vero vincitore del Sanremo Aquesiano è proprio Acquapendente», ha concluso Vitali, sottolineando il valore della manifestazione come momento di aggregazione e partecipazione.
Musica, applausi ed emozioni hanno così accompagnato una due giorni che ha confermato la voglia della comunità aquesiana di ritrovarsi e valorizzare i propri talenti. Un appuntamento che, oltre allo spettacolo, ha trasformato il palco di piazza Girolamo Fabrizio in uno spazio di condivisione e amore per il territorio.
Acquapendente, riaperta la SP 51 Trevinanese dopo la caduta di un cavo dellalta tensione
ACQUAPENDENTE - È stata riaperta al traffico la SP 51 Trevinanese, nel territorio comunale di Acquapendente, dopo la temporanea chiusura disposta a seguito dei danni provocati dal maltempo.
La strada era stata interessata dalla caduta di un cavo dell'alta tensione, finito sulla carreggiata dopo il passaggio di una tromba d'aria. Per garantire la sicurezza degli automobilisti e consentire le operazioni necessarie, la circolazione era stata momentaneamente interrotta.
Sul posto sono intervenuti il personale della Provincia di Viterbo e i tecnici di Terna, impegnati nelle attività di rimozione del cavo e nella messa in sicurezza dell'area.
Completati gli interventi, la SP 51 Trevinanese è stata riaperta al traffico, tornando nuovamente percorribile.
Open di Valentano, otto sfide e una sorpresa: Fiordomi trionfa nel derby della finale di IV ...
VALENTANO - Otto incontri e una sorpresa hanno caratterizzato il venerdì dell’Open di Valentano “Memorial Aldo Mariani e Gianni Pesci”, giornata che ha regalato partite combattute, conferme e soprattutto il successo di un rappresentante di casa.
La sorpresa più importante è arrivata nella finale del tabellone limitato di IV Categoria, dove il 4.6 Alessandro Fiordomi ha conquistato il titolo al termine di un appassionante derby tutto locale contro il più quotato 4.1 Daniele Battisti.
Una sfida interminabile, decisa soltanto al super tie-break del terzo set. Fiordomi si è aggiudicato il primo parziale per 6-4, prima di subire la rimonta di Battisti, capace di imporsi al tie-break nel secondo set per 7-6. Nel decisivo super tie-break, però, il giocatore di casa ha trovato le energie per completare l'impresa, chiudendo 10-7 e conquistando così una vittoria particolarmente significativa davanti al pubblico di Valentano.
Nel tabellone limitato NC, invece, successo più agevole per un altro rappresentante locale, Roberto Contu. Dopo aver superato in semifinale Stefano Bocchino del Cus Viterbo con il punteggio di 6-3, 6-4, Contu ha completato il percorso vincente battendo in finale Daniele Bonanno dell'ASD Punto Sport Viterbo per 6-2, 6-1.
Tabellone maschile, Morera rimonta Di Filippo
Nella parte alta del tabellone finale maschile, vittoria in rimonta per il 2.6 Edoardo Morera dell'Academy Colle Diana Sutri. Opposto al 2.8 Matteo Di Filippo del Kyalami Ranch AD Contigliano, il tennista ha ceduto il primo set per 6-3, riuscendo però a riequilibrare l'incontro con un identico 6-3. Nel parziale decisivo Morera ha poi cambiato marcia, imponendosi nettamente per 6-1.
Sempre nel settore alto del tabellone, il 2.5 toscano Salvatore Tartaglione del Tennis Club Castelfiorentino ha superato il 2.8 Renè Hallemans del Tennis Club Andrea Novelli La Maddalena di Sassari con il punteggio di 6-3, 6-2.
Nel transetto basso, percorso sofferto ma vincente per la testa di serie numero 2, il 2.5 Lorenzo D'Intini del Play Pisana SSDA. Contro il 2.6 Nicola Montani dell'Academy Colle Diana Sutri, D'Intini ha perso il primo set 6-4, prima di completare la rimonta vincendo i due successivi parziali per 6-4 e 6-3.
Aragosa e Cascio avanti nel femminile
Nel tabellone finale femminile, nella parte alta, la 2.6 Antonia Aragosa della Società Ginnastica Angiulla ha dominato il confronto con la 3.2 Francesca Signorini del Tennis Club Poggibonsi, lasciandole appena un gioco e imponendosi per 6-1, 6-0.
Nella parte bassa del tabellone, infine, la 2.7 piemontese Bianca Cascio del Nord Tennis Sport e Friends Torino ha superato con autorità l'aquesiana 2.8 Sabrina Rocchi del Tennis Club '90 Orvieto, chiudendo l'incontro sul 6-1, 6-1.
Una giornata dunque ricca di incontri e di verdetti importanti per l'Open di Valentano, con la sorpresa rappresentata dal successo di Fiordomi e con i tabelloni principali che entrano sempre più nel vivo in vista delle prossime sfide.
Sicurezza sul litorale, Rotelli visita i presidi acquatici di Tarquinia Lido e Montalto Marina
TARQUINIA - I presidi acquatici dei Vigili del Fuoco lungo il litorale della Tuscia rappresentano un punto di riferimento fondamentale durante la stagione estiva. È quanto sottolineato dal deputato Mauro Rotelli, che ha visitato oggi le postazioni operative di Tarquinia Lido e Montalto Marina.
«I presidi acquatici dei Vigili del Fuoco lungo le coste e presso i principali specchi d’acqua della nostra provincia rappresentano una presenza fondamentale a tutela della sicurezza pubblica e della vita umana», ha dichiarato Rotelli nel corso della visita.
Il deputato è stato accompagnato dai rappresentanti del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, dal comandante della Capitaneria di Porto, Gargiullo, e dal tenente colonnello Baffetti, in rappresentanza del comandante del 72° Stormo dell’Aeronautica Militare di Viterbo.
Nel corso della giornata Rotelli ha avuto modo di conoscere da vicino il funzionamento dei presidi acquatici e le modalità di intervento delle squadre impegnate durante l’estate. La visita ha riguardato anche la postazione della Scuola Italiana Cani da Salvataggio, realtà che affianca le attività di prevenzione e soccorso lungo la costa.
«Insieme ai funzionari Chiricotto e Bisogno – ha spiegato Rotelli – ho avuto modo di visitare i presidi acquatici, nonché la postazione della Scuola Italiana Cani da Salvataggio. Sono realtà estive che operano con straordinaria efficienza, grazie all’impegno di uomini e donne altamente specializzati e all’uso di mezzi attrezzati e pronti a intervenire in ogni scenario».
A Montalto Marina, dove il servizio è operativo presso lo stabilimento dell’Aeronautica Militare, ad accogliere il deputato erano presenti la sindaca Socciarelli, l’assessore Fedele e il consigliere Miralli.
A Tarquinia Lido, invece, hanno partecipato alla visita gli assessori dell’Università Agraria Maneschi e Sacripanti.
L’iniziativa ha rappresentato anche un’occasione per evidenziare il valore della collaborazione tra le diverse realtà impegnate nella sicurezza del territorio. Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto, Aeronautica Militare e operatori specializzati svolgono infatti un ruolo essenziale nella prevenzione e nella gestione delle emergenze durante i mesi di maggiore affluenza turistica.
Per il litorale della provincia di Viterbo, la presenza di presidi acquatici e squadre specializzate costituisce quindi una risorsa importante per garantire maggiore sicurezza a residenti, bagnanti e visitatori che frequentano le coste della Tuscia.
Sicurezza a Viterbo, Micci (Lega): «Presidi fissi e controlli sul degrado, ora servono risposte ...
VITERBO - Il tema della sicurezza torna al centro del dibattito politico a Viterbo. A intervenire è il consigliere comunale della Lega Andrea Micci, che chiede all'amministrazione comunale maggiore fermezza nell'applicazione del nuovo Regolamento di Polizia Urbana e l'istituzione di presidi fissi nelle aree ritenute più problematiche della città.
«Sulla sicurezza, pugno duro, non ci accontenteremo delle passerelle della sindaca a Viale Trento. Vigileremo sull'applicazione rigorosa del nuovo regolamento di Polizia Urbana», afferma Micci, rivendicando il ruolo della Lega nel percorso che ha portato alla revisione dello strumento comunale, aggiornato rispetto al precedente regolamento risalente al 1935.
Secondo il consigliere, il nuovo regolamento rappresenta uno strumento attraverso il quale contrastare situazioni di degrado legate, in particolare, al bivacco, al consumo di alcolici e all'uso improprio degli spazi pubblici. «Chiederemo riscontri oggettivi, i numeri, dell'applicazione puntuale delle norme previste», sottolinea.
Micci riconosce inoltre il lavoro svolto dal consigliere Umberto Di Fusco e il confronto che ha accompagnato l'elaborazione del testo definitivo, ma sostiene che ora sia arrivato il momento di passare alla fase operativa.
Al centro delle richieste anche il rafforzamento della Polizia Locale, sia sotto il profilo dell'organico sia per quanto riguarda le dotazioni strumentali. «Gli agenti devono poter assolvere ai loro compiti in modo sicuro ed efficace, anche alla luce delle nuove mansioni che vengono loro assegnate», spiega il consigliere.
Tra le proposte rilanciate da Micci c'è quella dei presidi fissi h24 nelle zone più critiche. Nel mirino finisce in particolare il quadrante compreso tra viale Trento, piazza della Rocca, San Faustino, piazza Verdi e il Sacrario. Un'area che, secondo il consigliere, sarebbe interessata da episodi di risse e situazioni di degrado.
«Non ritengo tali i posti di blocco effettuati per qualche ora e in maniera sporadica dalla Polizia locale», afferma Micci, pur riconoscendo agli agenti «un plauso per le energie spese sul territorio».
La Lega chiede quindi una presenza più continuativa e strutturata, con l'obiettivo dichiarato di aumentare la sicurezza percepita e garantire ai cittadini una maggiore fruibilità degli spazi pubblici.
Nel suo intervento, Micci richiama infine anche le politiche nazionali promosse dalla Lega negli ultimi anni in materia di sicurezza e contrasto al degrado urbano, citando tra le altre le misure contro il bivacco e l'accattonaggio invasivo, il potenziamento del Daspo urbano, gli interventi contro le baby gang e le occupazioni abusive.
«In questo quadro normativo nazionale – conclude il consigliere – non permetteremo che Viterbo diventi l'isola felice del degrado».
Infrastrutture, la CISL: Segnali incoraggianti per la Tuscia, ora servono risultati concreti
VITERBO – Il rinnovato confronto sul futuro delle infrastrutture dell’Alto Lazio rappresenta, secondo la CISL di Viterbo e la FIT CISL di Viterbo e del Lazio, un segnale positivo per lo sviluppo della Tuscia. Al centro del dibattito, emerso durante gli “Stati Generali delle Infrastrutture dell’Alto Lazio”, anche il completamento e il potenziamento dell’Interporto di Orte, considerato dal sindacato una delle opere strategiche per la crescita economica e occupazionale del territorio.
La CISL sottolinea da tempo il ruolo che il nodo logistico di Orte potrebbe svolgere grazie alla posizione geografica della provincia, favorendo l'insediamento di nuove imprese, il rafforzamento del trasporto merci e la creazione di opportunità occupazionali.
L'Interporto viene ora inserito in una visione infrastrutturale più ampia, che comprende anche il completamento della Trasversale Orte-Civitavecchia, il potenziamento del sistema ferroviario e il miglioramento dei collegamenti dell'Alto Lazio. Per il sindacato, si tratta di una prospettiva positiva, ma è necessario trasformare gli impegni in opere realizzate.
«Il territorio ha già atteso troppo a lungo e dalle parole occorre passare ai fatti», sottolinea la CISL, indicando come priorità risorse adeguate, tempi certi, collaborazione tra i diversi livelli istituzionali e un monitoraggio costante dell'avanzamento degli interventi.
Accanto alle grandi opere, il sindacato richiama però l'attenzione sulla mobilità quotidiana. Il potenziamento dei collegamenti dell'Alta Velocità attraverso il nodo di Orte viene considerato importante, ma altrettanto lo è il miglioramento del servizio ferroviario ordinario tra Viterbo e Roma, utilizzato quotidianamente da migliaia di studenti e lavoratori pendolari.
Un capitolo particolare riguarda inoltre la ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo, la cosiddetta Roma Nord. La CISL guarda con favore agli investimenti previsti e auspica che la linea possa tornare a svolgere un ruolo centrale nella mobilità lungo la Flaminia.
Il sindacato chiede inoltre attenzione per le future “Unità di rete”, attraverso le quali alcuni tratti del trasporto pubblico provinciale saranno affidati alla gestione di vettori privati. La preoccupazione è che la riorganizzazione possa penalizzare i collegamenti con i comuni più piccoli e le aree periferiche, dove il trasporto pubblico rappresenta un servizio essenziale contro isolamento e spopolamento.
Per la CISL, dunque, lo sviluppo infrastrutturale della Tuscia deve procedere su più fronti, dalla logistica alle grandi arterie stradali, fino alla rete ferroviaria e al trasporto pubblico locale.
«Non esistono infrastrutture di serie A e infrastrutture di serie B quando in gioco ci sono il diritto alla mobilità, le opportunità di lavoro e di studio e la possibilità stessa di continuare a vivere nei nostri territori», ribadisce l'organizzazione sindacale, confermando l'impegno a sostenere e sollecitare interventi capaci di rendere la Tuscia più connessa, accessibile e competitiva.
Banda Ultra Larga: progetto 'in progress', ma a macchia di leopardo
di Fabio Tornatore
VITERBO - Continuano gli investimenti nella Banda Ultra Larga: il progetto europeo per portare internet ultraveloce a tutte le famiglie e imprese viterbesi e della Tuscia prosegue al ritmo di milioni di euro, però alcuni progetti attualmente risultano annullati, ma nessuno ne sa niente.
L'arrivo della Banda Ultra Larga nelle case di cittadini, professionisti e imprese è fondamentale per restare al passo con un futuro che è già arrivato in molti paesi, soprattutto in nord Europa, dove enti pubblici e privati hanno ormai implementato l'intelligenza artificiale nelle produzioni, nelle analisi e nei servizi, con una svolta rivoluzionaria nel lavoro. Rimanere fuori significa restare ai margini, che si traduce in un rapido impoverimento di tutta l'area sprovvista dell'infrastruttura di comunicazione.
Attualmente il progetto di Banda Ultra Larga (BUL) risulta 'in progress' nella maggior parte dei comuni della Tuscia: il territorio del capoluogo viterbese, per esempio è uno dei comuni che sta progredendo su questo fronte, con 1289 unità immobiliari da connettere in fibra e 1294 da connettere in wireless, tecnologia che per il momento è solo pianificata.
I comuni per i quali l'infrastruttura è solo pianificata, ma i lavori non sono ancora iniziati sono Montefiascone, Lubriano, Vallerano, Vignanello, Montalto di Castro, Tessennano e Proceno, ma per alcuni di questi i lavori per la connessione wireless sono gia stati iniziati, come Montefiascone e Montalto di Castro. I comuni, invece, che non hanno in pianificazione, ma solamente prevista la banda Larga Ultra Veloce sono Vitorchiano, Tuscania, Valentano, Bolsena, Canino, Canepina, Vasanello, Orte, Gallese, Fabrica di Roma, Nepi, Monterosi. Anche se, anche per questi, i lavori sono in pianificazione per il wireless, come il comune di Canino, Fabrica di Roma e Nepi.
'Mi impegnerò nell'ascolto dei territori e delle imprese per promuovere crescita e sviluppo'
CIVITA CASTELLANA - 'Un incarico importante, ma allo stesso tempo impegnativo, costante e rivolto ai territori', commenta così Massimo Giampieri, attuale coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, la sua recente nomina a responsabile del Dipartimento regionale imprese e mondi produttivi da parte dell'onorevole Paolo Trancassini.
Il Dipartimento nasce con l'obiettivo di sostenere e promuovere lo sviluppo delle imprese attraverso un dialogo diretto con gli imprenditori, raccogliendo le esigenze del mondo produttivo per trasformarle in proposte politiche concrete. Un percorso che l'ex sindaco della città della ceramica intende avviare fin da subito.
'Come referente regionale – spiega – dovrò occuparmi delle realtà industriali del Lazio, a partire dalla capitale, senza però trascurare le aree periferiche e provinciali, che costituiscono una parte fondamentale dell'economia del nostro territorio'.
Un'attenzione particolare sarà riservata al distretto della ceramica di Civita Castellana: 'Da ex sindaco conosco bene le dinamiche, le criticità ma anche le potenzialità del nostro tessuto produttivo. Per questo voglio mantenere un confronto costante con le imprese, incontrando gli imprenditori e le organizzazioni sindacali. Mi impegnerò inoltre, per quanto di mia competenza, a seguire l'iter per il riconoscimento del lavoro usurante, mantenendo un dialogo continuo con il Ministero e con le commissioni parlamentari'.
Su Civita le priorità sono tante: 'Stiamo attraversando una fase di transizione importante, oggi si sta ragionando su un distretto unico del Lazio. La Regione sta lavorando sulla riperimetrazione della zona logistica semplificata includendo le aree comunali che sono rimaste escluse. Trascorso il periodo estivo prevediamo di organizzare un convegno per la presentazione generale, partendo proprio dalla provincia di Viterbo'.
Infine, sul suo futuro alla guida di Fratelli d'Italia nella Tuscia, il coordinatore non esclude un possibile passo indietro: 'Il nuovo incarico richiederà tempo e dedizione. Sono coordinatore provinciale dal 2014 e potrebbe essere arrivato il momento di passare il testimone. Al momento, però, non è stata presa alcuna decisione'.
Senza luce e senza acqua a 40 gradi, la dignità calpestata di Fabrica di Roma
FABRICA DI ROMA - Da cittadino di Fabrica di Roma, oggi mi trovo a scrivere con un senso di esasperazione che è ormai diventato parte integrante della nostra quotidianità. Viviamo intrappolati in una spirale di disservizi gravi che ci rende, giorno dopo giorno, prigionieri di un sistema incapace di rispondere alle esigenze reali e primarie della popolazione.
Tra Talete ed Enel, la nostra vita di tutti i giorni si è trasformata in un perenne percorso a ostacoli, fatto di interruzioni improvvise, disagi continui e una crescente, logorante sensazione di abbandono.
Anche oggi, sabato 8 agosto, alle ore 12:20, la corrente elettrica è saltata di nuovo. Un evento che altrove potrebbe sembrare un banale intoppo momentaneo, ma che qui scatena un effetto domino devastante: l'assenza immediata di acqua potabile dai rubinetti. I pozzi e le pompe dell'acquedotto dipendono direttamente dall'energia elettrica e, quando questa viene meno, l'intero sistema idrico collassa nel giro di pochi istanti.
Mentre all'esterno le temperature sfiorano i 40 gradi, le case si trasformano rapidamente in forni e l'aria diventa irrespirabile, noi cittadini ci ritroviamo simultaneamente senza condizionatori, senza ventilatori e senza una goccia d'acqua. Una condizione che va oltre la semplice scomodità: è una situazione pericolosa, che minaccia direttamente la salute dei più fragili, dei bambini, degli anziani e di chiunque soffra di patologie serie.
Siamo arrivati al punto di rottura. Ci sentiamo non solo trascurati, ma traditi da un sistema che dovrebbe tutelarci e che invece ci espone a rischi continui. Si parla di beni essenziali, di servizi vitali e di diritti fondamentali legati alla salute e alla qualità della vita. Eppure, ogni volta che la corrente si interrompe, ogni volta che l'acqua scompare e veniamo lasciati in balia degli eventi, nessuno sembra assumersi la responsabilità di proteggere la comunità e risolvere definitivamente il problema.
Oggi questo scritto non è un semplice racconto di un disagio: è una vera e propria denuncia contro una condizione non più tollerabile.
Fabrica di Roma e la sua gente meritano rispetto, meritano stabilità, meritano servizi efficienti e, soprattutto, meritano risposte chiare. Non possiamo continuare a vivere sospesi tra un blackout e un rubinetto asciutto, rassegnandoci all'idea che tutto questo sia normale. Perché quando viene meno l'essenziale, non si tratta più di un disservizio: è un affronto diretto alla dignità e ai diritti di un intero paese.
Gualdi Massimiliano
Giovane donna trovata morta nellex Consorzio agrario: indagini in corso
VITERBO - È stato ritrovato questa mattina sabato 8 agosto, all’interno dell’ex Consorzio agrario di via Francesco Baracca La Teverina, il corpo senza vita di una giovane donna di età inferiore ai 30 anni.
L’edificio, attualmente disabitato, è stato raggiunto dalle forze dell’ordine e dagli specialisti della Polizia Scientifica, impegnati negli accertamenti necessari a ricostruire quanto accaduto e a chiarire le circostanze della morte.
Tra le ipotesi che dovranno essere valutate dagli investigatori non viene esclusa quella di un malore o di decesso naturale, ma ogni eventuale conclusione è prematura in attesa degli accertamenti medico-legali.
La Polizia Scientifica sta effettuando i rilievi all’interno dello stabile, mentre proseguono le indagini per ricostruire le ultime ore di vita della giovane e stabilire con certezza le cause della morte.
Raid vandalico a Pescia Romana: vetri spaccati e auto saccheggiate nel parcheggio del mare
PESCIA ROMANA - Giornata da dimenticare e amara sorpresa per diversi bagnanti a Pescia Romana, nel territorio comunale di Montalto di Castro. Nella giornata di giovedì, una raffica di furti con scasso ha trasformato una piacevole giornata di mare in un vero e proprio incubo per molti automobilisti, trovatisi con finestrini in frantumi e lunotti spaccati al rientro dalla spiaggia.
Il modus operandi: la tecnica del cordinoI ladri sono entrati in azione all'interno del parcheggio sterrato situato alle spalle di un noto stabilimento balneare della zona. Approfittando dell'assenza dei bagnanti, i malviventi hanno preso di mira almeno sei vetture, rovistando all'interno di abitacoli e cruscotti alla ricerca di contanti o oggetti di valore.
Dalle prime ricostruzioni e dai rilievi effettuati, i malintenzionati avrebbero adoperato una tecnica ben precisa: dopo aver infranto il vetro, utilizzavano un lungo cordino per agganciare la maniglia interna dello sportello dall'esterno e sbloccare la portiera. L'ipotesi trova conferma nel ritrovamento di uno di questi cavi, abbandonato dai ladri sul sedile di un'utilitaria colpita.
L'intervento dei Carabinieri e il bottinoSul posto sono tempestivamente intervenuti i Carabinieri della stazione locale per effettuare i rilievi di rito, raccogliere le deposizioni dei malcapitati e avviare le indagini per risalire ai responsabili.
Fortunatamente, secondo le prime stime, il bottino asportato non sarebbe di ingente valore economico: oltre ai rilevanti danni materiali arrecati alle carrozzerie e ai cristalli dei veicoli, i malviventi sono riusciti ad appropriarsi soltanto di alcuni capi d'abbigliamento, calzature e occhiali da sole e da vista. Per tutti gli episodi contestati sono state sporte formali denunce contro ignoti.
