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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 1 ora 21 min fa

Sberna al Meeting di Rimini: «La visita di Papa Leone XIV richiama l’Europa alle sue radici»

Sab, 22/08/2026 - 22:59
2026-08-22

 

VITERBO – Un pomeriggio di riflessione e partecipazione ha caratterizzato il Meeting di Rimini, dove ieri si è svolta la visita di Papa Leone XIV, a 44 anni dalla storica presenza di San Giovanni Paolo II alla manifestazione promossa da Comunione e Liberazione.

Tra i presenti all'incontro anche Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, che ha sottolineato il valore dell'intervento del Pontefice e il richiamo alle radici culturali e spirituali del continente.

«Lo ritengo un momento di straordinario significato e un'occasione per tornare a riflettere sulle radici dell'identità europea», ha dichiarato Sberna. «Ascoltare le parole di Papa Leone XIV in un luogo di incontro come il Meeting di Rimini significa vivere un momento di grande intensità e riscoprire la forza di un dialogo capace di mettere al centro la persona e il bene comune».

Secondo la vicepresidente dell'Europarlamento, il messaggio del Pontefice assume particolare rilevanza in una fase caratterizzata da profondi cambiamenti e nuove sfide per l'Europa.

«In un tempo segnato da profonde trasformazioni e nuove sfide – ha aggiunto Sberna – le parole di Papa Leone XIV ci richiamano alla dignità umana e a quelle radici culturali e spirituali che hanno contribuito a costruire la nostra civiltà».

Un riferimento che, nella lettura della vicepresidente, dovrebbe rappresentare un punto di partenza per affrontare le sfide future senza perdere di vista l'identità europea.

«Sono riferimenti essenziali per un'Europa che vuole affrontare il futuro con fiducia, senza smarrire la propria identità e la propria capacità di essere un punto di riferimento nel mondo», ha concluso.

Sberna ha seguito l'appuntamento insieme a Mairead McGuinness, inviata speciale dell'Unione europea per la promozione della libertà di religione, e a Daniele Sabatini, consigliere regionale del Lazio e capogruppo di Fratelli d'Italia.

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Tragedia ad Allumiere, due ambulanti trovati senza vita alla vigilia del Palio

Sab, 22/08/2026 - 16:59
2026-08-22

ALLUMIERE – Tragedia ad Allumiere proprio alla vigilia della sessantesima edizione del Palio delle Contrade. Due persone, entrambe impegnate come ambulanti e di 31 e 15 anni, sono state trovate morte nella mattinata di oggi.

Al momento restano da chiarire le circostanze dell'accaduto e le cause dei due decessi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica e raccogliere gli elementi utili alle indagini.

La notizia ha suscitato profondo sgomento ad Allumiere, dove in queste ore erano in programma gli appuntamenti che accompagnano uno degli eventi più sentiti dalla comunità locale.

Gli investigatori stanno lavorando per fare luce sulla vicenda. Al momento non sono state rese note ulteriori informazioni sulle circostanze in cui sono stati trovati i due ambulanti e ogni ipotesi resta al vaglio degli inquirenti.

La drammatica scoperta è avvenuta a poche ore dall'avvio ufficiale delle iniziative del Palio, che prevedeva per questa sera la tradizionale Provaccia, appuntamento che apre il programma della manifestazione.

Una giornata che avrebbe dovuto segnare l'inizio dei festeggiamenti si è così trasformata in un momento di dolore e sgomento per l'intera comunità di Allumiere.

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Torneo “Bajocchi Fast Sprint”, Meli e Lancia firmano il successo sui campi di casa

Sab, 22/08/2026 - 16:59
2026-08-22

 

VITERBO - Si è conclusa con due vittorie di grande rilievo la quinta edizione del torneo “Bajocchi Fast Sprint – Profeta in Patria”, che ha visto trionfare Francesco Meli, 3.3 del Neo Tennis Club Lux, e Maria Sole Lancia, 4NC dell'ASD Tennis Club Rieti.

Nel tabellone maschile è stato proprio Meli, testa di serie numero 1, a conquistare il titolo sui campi dove svolge anche la propria attività di maestro. Un autentico successo “in casa” per il giocatore, che ha confermato i pronostici della vigilia imponendosi nettamente in finale sul 3.4 Massimiliano Ferrari del Castello Benefit Settimo Milanese.

La sfida per il titolo ha avuto un andamento a senso unico: Meli ha concesso appena un game all'avversario, chiudendo l'incontro con il punteggio di 6-0, 6-1.

Più combattuta e, soprattutto, meno pronosticabile la finale del tabellone femminile. Maria Sole Lancia, alla vigilia considerata sfavorita contro la testa di serie numero 1, la 4.3 Agnese Pellicelli del Tennis Club Orte, è riuscita a ribaltare i pronostici grazie a una prestazione solida e convincente.

La tennista reatina ha imposto il proprio gioco nei momenti decisivi, conquistando entrambi i set con il punteggio di 6-4, 6-3 e portando così a casa un titolo maturato al termine di una progressione particolarmente positiva.

Il quinto “Bajocchi Fast Sprint” si chiude dunque nel segno di due vincitori capaci di interpretare al meglio l'appuntamento, con Meli protagonista di un'affermazione da vero profeta in patria e Lancia autrice di una finale che ha premiato il percorso di crescita e la determinazione mostrata durante il torneo.

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Stella Azzurra, riparte la WeCOM-Ortoetruria: al PalaMalè è scattata la nuova stagione

Sab, 22/08/2026 - 16:59
2026-08-22

 

VITERBO – È ufficialmente cominciata la stagione 2026/27 della WeCOM-Ortoetruria Stella Azzurra Viterbo. Il primo appuntamento si è svolto ieri al PalaMalè, dove giocatori, staff tecnico e dirigenza si sono ritrovati per dare il via alla preparazione in vista del nuovo campionato.

Dopo il saluto della società e dell'allenatore, il gruppo ha immediatamente iniziato a lavorare seguendo un programma precampionato articolato che accompagnerà la squadra fino all'esordio casalingo del 27 settembre.

Roster rinnovato tra conferme e nuovi arrivi

Sono diverse le novità nella formazione biancostellata, che nella prossima stagione sarà inserita nel girone Centro, insieme a formazioni del Lazio, della Toscana e della Liguria.

Il roster presenta due nuovi acquisti: la guardia Fiusco e il lungo spagnolo Arques. A loro si aggiungono otto giocatori confermati: Giancarli, Meroi, Moretti, Bertini, Casanova, Bastone, Calvi e Ousman.

Nel gruppo entra inoltre il giovane Riccardo Cittadini, mentre sono stati aggregati alla prima squadra quattro dei migliori prospetti del settore giovanile: Nicola Giovannini, Gregorio Matteucci, Simone Sensini ed Edoardo Zampetta.

Confermato lo staff tecnico

Nessuna rivoluzione invece sulla panchina. Saputo resta alla guida della squadra, affiancato dagli assistenti Vitali e Cittadini.

Novità anche nell'area medica e atletica, sempre coordinata da Giulia Cenci. Entrano nello staff il preparatore atletico Alan Rimondi e il fisioterapista Matteo Lelli. Confermati Simone Di Serio, responsabile della riabilitazione, il fisioterapista Valentino Boneddu e la nutrizionista Alessia Fuschino.

La società ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni verrà comunicato l'ampliamento dell'area dirigenziale con l'arrivo di nuovi responsabili di settore.

Quattro appuntamenti per prepararsi al campionato

Il percorso di avvicinamento all'esordio ufficiale sarà caratterizzato da diverse occasioni di confronto. Durante la preparazione sono previste amichevoli contro Terni, Stella#EBK e Cassino, oltre alla partecipazione al torneo dell'Aquila.

La manifestazione vedrà in campo, insieme ai padroni di casa, anche Sora e Vienna.

Un mese intenso di lavoro e test sul campo attende dunque la Stella Azzurra, con l'obiettivo di arrivare al debutto del 27 settembre nella migliore condizione possibile.

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Santa Rosa, invito a Giorgia Meloni per il Trasporto della Macchina

Sab, 22/08/2026 - 16:59
2026-08-22

 

VITERBO – Si avvicina il 3 settembre e a Viterbo prende forma il tradizionale parterre istituzionale atteso per il Trasporto della Macchina di Santa Rosa. In vista della serata più importante del calendario cittadino, l'Amministrazione comunale ha avviato il cerimoniale degli inviti rivolti alle principali autorità.

Tra gli ospiti invitati ci sarebbe anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La sindaca Chiara Frontini, secondo quanto emerso, avrebbe infatti formalizzato la richiesta di partecipazione alla premier, invitandola ad assistere direttamente al passaggio della Macchina per le vie del centro storico.

La decisione attesa da Roma

L'invito sarebbe già arrivato agli uffici della Presidenza del Consiglio, dove la possibile presenza della presidente Meloni dovrà essere valutata alla luce degli impegni istituzionali già programmati.

Al momento, quindi, non ci sarebbe ancora una conferma definitiva. La decisione potrebbe arrivare nei prossimi giorni, quando sarà definito il calendario degli appuntamenti della premier in prossimità della festa viterbese.

Inviti estesi a tutto il Governo

L'Amministrazione comunale avrebbe inoltre allargato il quadro delle autorità invitate. La richiesta di partecipazione è stata infatti estesa anche ai due vicepremier e ai ministri del Governo, con l'obiettivo di portare a Viterbo una rappresentanza significativa dell'esecutivo nazionale in occasione del Trasporto.

La presenza di esponenti del Governo darebbe ulteriore rilievo istituzionale a una manifestazione che ogni anno richiama migliaia di persone e rappresenta uno dei momenti più identitari della città.

Per ora, dunque, resta da sciogliere il nodo della presenza della premier. L'attesa è destinata a crescere con l'avvicinarsi del 3 settembre, quando la Macchina di Santa Rosa tornerà a illuminare le vie di Viterbo.

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Marsupio scomparso al Conad, dentro c’erano mille euro destinati alla badante della madre

Sab, 22/08/2026 - 16:59
2026-08-22

VITERBO – Un marsupio blu lasciato per pochi minuti su un carrello della spesa e poi sparito. All'interno c'erano circa mille euro in contanti, documenti personali, carte di credito e le chiavi di casa. Il denaro, in particolare, aveva una destinazione precisa: serviva a pagare la badante della madre anziana e malata del proprietario.

La vicenda è avvenuta il 20 agosto, nel parcheggio del Conad di via Garbini. L'uomo si trovava al supermercato insieme all'avvocato Giuliano Nisi, presidente dell'associazione XXI Secolo.

Secondo quanto ricostruito, i mille euro erano stati consegnati all'uomo dalla sorella nella mattinata. All'uscita dal supermercato, il marsupio è rimasto sul carrello, lasciato nello stallo davanti a un'attività commerciale.

L'uomo e Nisi si sono quindi allontanati in auto in direzione di Montefiascone. Dopo pochi chilometri, però, il proprietario si è accorto di aver dimenticato il borsello ed è tornato immediatamente al supermercato.

Gli addetti del Conad si sono messi a disposizione per cercarlo, ma il marsupio non è stato ritrovato.

A quel punto l'uomo si è rivolto alla Questura e ha presentato denuncia. È stata inoltre richiesta l'acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell'area, che potrebbero contribuire a ricostruire quanto accaduto e a identificare chi si sia impossessato del marsupio.

La vicenda è stata resa pubblica anche attraverso i social dagli avvocati Giuliano e Luca Nisi, che hanno lanciato un appello alla persona che avrebbe raccolto il borsello.

Giuliano Nisi ha ricordato la presenza delle telecamere nel parcheggio e le conseguenze che la perdita del marsupio avrebbe provocato al proprietario, mentre Luca Nisi ha invitato chi lo avesse trovato a riconsegnarlo immediatamente al punto informazioni del supermercato.

Oltre al valore economico, a rendere particolarmente delicata la vicenda è la destinazione del denaro. I mille euro rappresentavano infatti una parte della pensione della madre dell'uomo, anziana e malata, ed erano necessari per sostenere il pagamento della persona che si occupa della sua assistenza.

Per questo l'appello dei due legali è rivolto soprattutto alla restituzione del marsupio e di tutto ciò che conteneva, così da evitare ulteriori difficoltà alla famiglia.

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Via Sabotino, modifiche alla viabilità dal 24 agosto

Sab, 22/08/2026 - 16:59
2026-08-22

 

VITERBO – Cambia temporaneamente la viabilità in zona via Sabotino per consentire lo svolgimento in sicurezza di alcuni lavori di demolizione.

A partire dalle ore 6 di lunedì 24 agosto sarà istituito il divieto di circolazione in via Sabotino, nel tratto compreso tra via del Carnaro e via Santa Maria in Gradi. Il provvedimento resterà in vigore fino alla conclusione dei lavori, attualmente prevista per giovedì 27 agosto.

Divieti di sosta nelle strade interessate

Per tutta la durata dell'intervento saranno inoltre introdotte alcune modifiche alla sosta.

In particolare, sarà vietato parcheggiare, con rimozione forzata, sul lato destro di via del Carnaro, nel tratto compreso tra via Sabotino e via Monte Cengio.

Il divieto di sosta interesserà anche via Monte Cengio, sempre sul lato destro, nel tratto compreso tra via del Carnaro e via Santa Maria in Gradi.

I provvedimenti sono stati disposti dalla Polizia Locale di Viterbo attraverso l'ordinanza numero 556 del 18 agosto 2026 e sono finalizzati a permettere alla ditta incaricata di procedere alla demolizione dello stabile senza rischi per la circolazione e la sicurezza.

Segnaletica e percorsi alternativi

La ditta esecutrice provvederà inoltre a predisporre la necessaria segnaletica stradale in corrispondenza dell'intersezione di via Sabotino con via C. Cattaneo e di via C. Cattaneo con via della Pila, così da informare gli automobilisti delle modifiche alla circolazione.

Gli automobilisti sono quindi invitati a prestare attenzione alla segnaletica presente sul posto e a considerare possibili rallentamenti o deviazioni durante i giorni dell'intervento.

L'ordinanza completa è disponibile sul sito istituzionale del Comune di Viterbo, nella sezione Albo Pretorio.

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Santa Barbara, cresce l’attesa per Rosa Virtutis: una serata di festa per i Mini Facchini

Sab, 22/08/2026 - 16:59
2026-08-22

 

VITERBO – Una palestra parrocchiale gremita, tante famiglie e soprattutto loro, i protagonisti più giovani della tradizione di Santa Barbara: i Mini Facchini. È stata una serata all'insegna della comunità quella organizzata dal Comitato Mini Macchina Santa Barbara in vista del Trasporto di Rosa Virtutis, in programma il prossimo 30 agosto.

Un appuntamento che ha riunito bambini, genitori, volontari e rappresentanti del mondo dei Facchini di Santa Rosa, in un clima di festa e di condivisione a pochi giorni dall'evento più atteso dell'estate del quartiere.

Alla cena hanno partecipato la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, insieme ai componenti del direttivo, e il capo facchino Luigi Aspromonte, che ha voluto essere vicino ai giovani protagonisti della Mini Macchina.

Presenti anche rappresentanti degli altri comitati cittadini impegnati nell'organizzazione dei rispettivi Trasporti: Alessandro Lucarini e Gianni Baiocco del Comitato Centro Storico e Stefano Caciola del Pilastro.

Gianni Bertoccini nuovo capo facchino

Nel corso della serata è stata inoltre ufficializzata pubblicamente la nomina, già annunciata, di Gianni Bertoccini a nuovo capo facchino del Comitato Mini Macchina Santa Barbara.

Un passaggio importante per il gruppo, che si prepara così ad accompagnare i giovani facchini verso il Trasporto del 30 agosto.

La cena è stata soprattutto un momento di aggregazione per l'intera comunità di Santa Barbara, con le famiglie dei Mini Facchini e i volontari riuniti attorno a una tradizione che, anno dopo anno, coinvolge intere generazioni.

Nasce la “Rosa del Mini Facchino”

Tra le novità presentate durante la serata c'è anche la nascita di una nuova iniziativa destinata, nelle intenzioni del Comitato, a diventare una tradizione: la “Rosa del Mini Facchino”, un dolce creato appositamente per i giovani protagonisti del Trasporto.

L'idea è quella di trasformare il dolce in un simbolo della manifestazione. La “Rosa” sarà offerta ai Mini Facchini durante la cena e al termine del Trasporto, come riconoscimento per l'impegno e la fatica affrontati.

Il dolce sarà inoltre disponibile per il pubblico presso Il Fornaretto, nel punto vendita di via Porsenna. Il Comitato ha ringraziato l'attività per aver aderito all'iniziativa e contribuito alla sua realizzazione.

Spazio anche alla solidarietà

La serata ha avuto anche un importante risvolto benefico. È stata infatti avviata una lotteria il cui ricavato sarà destinato allo Studio odontoiatrico solidale “Gente di cuore”, recentemente colpito da un furto.

Un modo per legare la festa dei Mini Facchini a un gesto concreto di solidarietà nei confronti di una realtà impegnata a favore della comunità.

Il Comitato ha quindi rivolto un ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita della serata, dai volontari a chi ha cucinato e servito, fino alle famiglie e a tutti coloro che hanno scelto di partecipare.

Ora, però, l'attenzione è già rivolta al prossimo appuntamento.

Il 30 agosto si avvicina e per i Mini Facchini di Santa Barbara è arrivato il momento di trasformare l'attesa in emozione, portando in strada Rosa Virtutis e rinnovando una tradizione che coinvolge ogni anno bambini, famiglie e l'intero quartiere.

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Vitorchiano e Rapa Nui, un legame che si rinnova nel nome del Moai

Sab, 22/08/2026 - 10:59
2026-08-22

 

VITORCHIANO – Un legame nato oltre trent’anni fa e destinato a rafforzarsi ulteriormente. Mercoledì 26 agosto 2026 Vitorchiano accoglierà una delegazione della comunità di Rapa Nui, il nome nativo dell’Isola di Pasqua, per una giornata dedicata all’incontro tra le due comunità e al simbolico ritorno al Moai che da anni caratterizza il belvedere del paese.

La visita si inserisce nel progetto “Hakamahana Matou Arinja Ora”, promosso dalla comunità di Rapa Nui con l’obiettivo di consolidare i rapporti culturali e umani con Vitorchiano e avviare un percorso di collaborazione destinato a svilupparsi anche attraverso iniziative dedicate alla musica, all’arte e alle tradizioni dell’isola cilena.

La proposta è stata presentata al sindaco Ruggero Grassotti da Enzo Moglia, corrispondente consolare d’Italia a Rapa Nui, insieme alla lettera di Lenky Atan Hito, nipote del maestro scultore Pedro Atan Pakomio, che nel 1990 guidò il gruppo di artisti indigeni impegnato nella realizzazione del celebre Moai in peperino.

Un simbolo tra due culture

Per la comunità di Rapa Nui il Moai rappresenta molto più di una semplice opera scultorea: è espressione di identità, memoria e spiritualità. A Vitorchiano la statua è diventata invece nel tempo un simbolo concreto dell'amicizia tra due realtà lontanissime geograficamente, ma unite da una particolare storia culturale.

Il programma del 26 agosto prevede un incontro istituzionale con l'Amministrazione comunale, seguito da una cerimonia tradizionale presso il Moai.

«Il Moai di Vitorchiano rappresenta un simbolo di amicizia tra i nostri popoli e un patrimonio di straordinario valore culturale e identitario», sottolinea il sindaco Grassotti, evidenziando la volontà di trasformare questo rapporto in una collaborazione «stabile e duratura» per la promozione della cultura materiale e immateriale di Rapa Nui.

L'obiettivo: fare di Vitorchiano un punto di riferimento

L'appuntamento di agosto viene considerato il primo passo di un percorso più ampio. L'Amministrazione punta infatti a sviluppare scambi culturali e iniziative capaci di valorizzare le tradizioni di Rapa Nui e, contemporaneamente, promuovere Vitorchiano e il territorio della Tuscia.

L'idea è quella di trasformare il rapporto con l'Isola di Pasqua in un appuntamento ricorrente, fino a fare di Vitorchiano un punto di riferimento in Italia per la conoscenza della cultura di Rapa Nui.

Una connessione nata nel 1990 attorno a un Moai di peperino che, oggi, potrebbe diventare il punto di partenza per una nuova stagione di incontri e collaborazioni tra due comunità divise dall'oceano ma unite dalla cultura.

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Montefiascone rafforza l’assistenza sul territorio: accordo tra Comune e Società Falisca

Sab, 22/08/2026 - 10:59
2026-08-22

 

MONTEFIASCONE – Il Comune di Montefiascone rafforza il proprio impegno sul fronte dell'assistenza alla popolazione e della sicurezza durante le iniziative organizzate sul territorio. La Giunta guidata dalla sindaca Giulia De Santis ha approvato, con la deliberazione numero 171 del 21 agosto, l'avvio dell'iter per la convenzione con l'associazione di volontariato Società Falisca, responsabile Algerina Moanchini.

L'obiettivo dell'accordo è mettere a disposizione dell'amministrazione un supporto qualificato in occasione di manifestazioni ed eventi, affiancando alle attività organizzative un servizio di assistenza sanitaria non medica.

Ambulanza e personale di soccorso

Come previsto dallo schema di convenzione, l'associazione potrà garantire servizi di assistenza sanitaria in occasione di manifestazioni sportive, culturali, turistiche e di promozione del territorio, quando organizzate direttamente dal Comune o patrocinate dall'Ente.

Il servizio prevede la disponibilità di un'ambulanza di primo soccorso, completa dei relativi presidi sanitari, insieme a un equipaggio composto da un autista soccorritore, un infermiere o infermiera soccorritore e un barelliere soccorritore.

La collaborazione sarà assicurata compatibilmente con le attività ordinarie dell'associazione. Per consentire una corretta organizzazione del servizio, le richieste dovranno essere trasmesse al sodalizio con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data dell'evento.

Nel caso in cui fosse necessaria la presenza di un medico, la relativa disponibilità e i costi saranno invece a carico esclusivo del Comune.

Consegna a domicilio di beni essenziali

La convenzione prevede inoltre un'attività di supporto direttamente rivolta ai cittadini. La Società Falisca potrà occuparsi della consegna a domicilio di beni di prima necessità di valenza vitale, come generi alimentari e medicinali.

Il servizio sarà destinato ai beneficiari che ne faranno richiesta, mentre l'acquisto dei prodotti resterà a carico del richiedente.

L'iniziativa punta dunque a creare una collaborazione più strutturata tra amministrazione comunale e volontariato, valorizzando le competenze e la disponibilità dell'associazione a sostegno della comunità.

Una rete di supporto per cittadini ed eventi

L'accordo si inserisce nell'azione dell'amministrazione comunale finalizzata a qualificare i servizi rivolti alla popolazione e a garantire maggiori condizioni di sicurezza durante gli appuntamenti pubblici.

La presenza di un'ambulanza e di personale formato rappresenta infatti un elemento importante soprattutto in occasione delle manifestazioni che richiamano un numero significativo di persone.

Con la deliberazione approvata dalla Giunta prende quindi ufficialmente il via l'iter per definire la convenzione con la Società Falisca, mettendo a sistema la collaborazione tra istituzioni e volontariato per offrire un ulteriore servizio alla comunità di Montefiascone.

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Emergenza abitativa, Rotelli al Meeting di Rimini: «Il Piano Casa per risposte concrete e ...

Sab, 22/08/2026 - 10:59
2026-08-22

 

VITERBO – Il tema dell'emergenza abitativa sarà al centro dell'intervento dell'onorevole Mauro Rotelli al Meeting di Rimini. Il presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera sarà protagonista domani, domenica 23 agosto, di un panel dedicato al diritto all'abitare e alle politiche per affrontare una delle principali questioni sociali del Paese.

«Il diritto all'abitare è una priorità che richiede risposte concrete e una visione di lungo periodo», afferma Rotelli, sottolineando il ruolo del Piano Casa approvato dal Governo.

Secondo il deputato, il provvedimento rappresenta la volontà dell'Esecutivo guidato da Giorgia Meloni di intervenire con strumenti strutturali, puntando sulla semplificazione delle procedure, sulla capacità di attrarre investimenti e sull'aumento dell'offerta abitativa.

L'appuntamento del Meeting offrirà l'occasione per confrontarsi sulle misure messe in campo per rispondere alle difficoltà legate all'accesso alla casa, con particolare attenzione alle esigenze delle famiglie e dei giovani.

Tra gli argomenti al centro del dibattito anche il recupero del patrimonio immobiliare esistente e la necessità di ampliare la disponibilità di abitazioni, attraverso politiche capaci di guardare non soltanto all'emergenza immediata ma anche alle prospettive dei prossimi anni.

Un confronto tra politica e territori

Rotelli parteciperà al confronto insieme al sottosegretario al Ministero dell'Economia Lucia Albano, alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, al sindaco di Parma Michele Guerra e al presidente della Regione Liguria Marco Bucci.

A moderare l'incontro sarà Lorenzo Margiotta, architetto della Fondazione B.Live - Lombardini22.

«Il confronto sarà l'occasione per approfondire le misure messe in campo dall'Esecutivo per affrontare una delle principali questioni sociali del Paese», spiega Rotelli, indicando nell'accessibilità alla casa, nel recupero degli immobili e nell'incremento dell'offerta abitativa alcuni dei principali fronti sui quali intervenire.

La partecipazione al Meeting di Rimini rappresenta quindi per il deputato viterbese un'occasione per portare nel dibattito nazionale un tema che riguarda direttamente famiglie, giovani e territori, in un momento nel quale il costo e la disponibilità delle abitazioni rappresentano una delle questioni più sentite sul piano sociale ed economico.

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Wiplanet Baseball, i Tigers Montefiascone U12 guardano al futuro: estate di tornei e crescita

Sab, 22/08/2026 - 10:59
2026-08-22

 

MONTEFIASCONE – Per i giovani Tigers Montefiascone l’estate non è sinonimo di pausa. Per la formazione U12 di Wiplanet Baseball, luglio e agosto sono stati mesi intensi, caratterizzati da tornei, Camp e nuove esperienze sportive che hanno permesso ai ragazzi di confrontarsi con realtà differenti e compiere un ulteriore passo nel percorso di crescita.

Terminati tradizionalmente a giugno i campionati giovanili, la società ha scelto di proseguire l'attività durante l'estate, sfruttando le numerose occasioni di confronto offerte dai tornei e dai Camp.

I Tigers hanno partecipato alle competizioni di Viterbo e Cupramontana, chiudendo rispettivamente al secondo e al sesto posto. Per diversi giocatori sono arrivate inoltre esperienze individuali nei Camp settimanali di Rimini e Castiglione della Pescaia.

Non sono mancate nemmeno occasioni di confronto di livello internazionale. Alcuni rappresentanti della formazione montefiasconese hanno infatti partecipato con la squadra del Nettuno al Torneo Internazionale di Crocetta, in provincia di Parma, per poi essere invitati a vestire la maglia dell'Anzio in un altro torneo disputato sul Tirreno.

Un calendario impegnativo per ragazzi, società e famiglie, ma che consente ai giovani atleti di giocare numerose partite ravvicinate e di misurarsi con avversari e situazioni sempre differenti.

La soddisfazione dello staff

Il manager Roberto Fortunati guarda con soddisfazione al percorso compiuto dalla squadra: «Sono stati eventi giocati ad alto livello e ricevere i complimenti sinceri degli avversari, soprattutto essere invitati ufficialmente ad altri tornei con diverse squadre, è una grande gratificazione».

Per Fortunati, i risultati rappresentano un segnale positivo anche considerando l'età dei giocatori: «Per il gioco espresso e considerando l'età media della squadra penso che possiamo essere soddisfatti. Tutti i ragazzi in campo sono stati fantastici, siamo una bellissima squadra e tutti insieme ci toglieremo bellissime soddisfazioni».

Sulla stessa linea il coach Costantino Russo, che sottolinea soprattutto la crescita personale dei giovani atleti: «Questi eventi sono stati la cartina di tornasole della crescita emotiva collettiva e dei singoli giocatori».

Il tecnico evidenzia poi un aspetto particolarmente importante per una formazione giovanile: «Vedere i ragazzi giocare senza timore reverenziale nei confronti di nessuno è stato emozionante. Queste sono le occasioni che aumentano la consapevolezza dei propri mezzi e che danno quel boost di autostima che ti consente di crescere, come giocatori ma soprattutto come persone».

Ora il Memorial Paoletti

Archiviati i tornei estivi, per i Tigers si avvicina un appuntamento particolarmente importante: il 21° Memorial Celestino Paoletti, in programma nell'ultimo weekend di agosto.

La manifestazione vedrà ai nastri di partenza otto squadre e rappresenterà non soltanto un'altra importante occasione di confronto, ma anche un banco di prova in vista dell'appuntamento successivo.

La domenica seguente, infatti, i giovani giallo-verdi saranno impegnati a Milano nella prima fase delle finali nazionali.

Un'estate dunque vissuta sul diamante con un obiettivo preciso: crescere, accumulare esperienza e arrivare agli appuntamenti più importanti della stagione con maggiore consapevolezza e fiducia nei propri mezzi.

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Gallese, due incendi in poche ore: fulmine su un casaletto, poi il rogo del fieno

Sab, 22/08/2026 - 10:59
2026-08-22

 

GALLESE – Due incendi nel giro di poche ore hanno segnato una giornata di forte apprensione per la comunità di Gallese, con i vigili del fuoco di Civita Castellana impegnati prima nei pressi del centro storico e successivamente a Gallese Scalo.

Il primo allarme è scattato nel tardo pomeriggio, intorno alle 18, quando un fulmine ha colpito il tetto di un casaletto di campagna situato in una zona impervia, di fronte alla chiesa di San Famiano e a ridosso del centro abitato.

Il forte boato è stato avvertito anche dal sindaco Danilo Piersanti, che in quel momento si trovava in Comune. Poco dopo il fulmine, dal casaletto ha iniziato a levarsi del fumo, diventato progressivamente più intenso.

All'interno della struttura erano presenti un piccolo deposito di gasolio e alcuni attrezzi da lavoro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Civita Castellana con due mezzi, impegnati nelle operazioni di spegnimento e nella successiva messa in sicurezza dell'area.

Il secondo rogo a Gallese Scalo

Quando il primo intervento non era ancora completamente concluso, è arrivata una nuova richiesta di soccorso. Poco prima delle 20 un incendio è divampato a Gallese Scalo, nella zona vicina al Tevere.

Questa volta le fiamme hanno interessato un capannone agricolo all'interno del quale, secondo le prime informazioni riferite dal sindaco, erano custoditi circa 2mila quintali di fieno.

Una quantità ingente di materiale che ha reso particolarmente complesse le operazioni di spegnimento. I vigili del fuoco, già impegnati sul primo incendio, hanno raggiunto anche il secondo fronte per cercare di contenere le fiamme ed evitare che il rogo potesse propagarsi alle strutture vicine.

A preoccupare inizialmente era stata anche la presenza, nella zona, di alcune attività industriali. Una volta arrivato sul posto, però, il sindaco ha potuto verificare che l'incendio riguardava una struttura agricola.

Fortunatamente, al momento dell'incendio, all'interno del capannone non si trovava nessuno. Non si registrano persone ferite.

Cause ancora da accertare

Se per il primo episodio l'origine è riconducibile al fulmine che ha colpito il casaletto, resta invece da chiarire cosa abbia provocato l'incendio del capannone a Gallese Scalo.

La particolare successione temporale dei due episodi ha inevitabilmente suscitato preoccupazione tra i residenti, alimentando anche numerosi commenti sui social. Tra le ipotesi avanzate dagli utenti anche quella dell'autocombustione del fieno e quella di un possibile incendio doloso, ma nessuna di queste ipotesi risulta al momento accertata.

Saranno gli eventuali approfondimenti e gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire l'origine delle fiamme.

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Scavo irregolare per la fibra a Bassano Romano, bloccato il cantiere e sanzionata la ditta

Sab, 22/08/2026 - 10:59
2026-08-22

BASSANO ROMANO - Nella giornata di ieri, venerdì 21 agosto, gli agenti della Polizia Locale di Bassano Romano, nel corso dei consueti servizi di controllo del territorio, sono intervenuti in Via Leonardo da Vinci dove l’impresa appaltatrice per la posa di infrastrutture in fibra ottica, stava eseguendo uno scavo sul marciapiede pubblico.

Dai controlli effettuati è emerso che l'intervento veniva realizzato con tecnica di 'microtrincea', mediante taglio a fresa della pavimentazione, in evidente e totale difformità rispetto a quanto autorizzato dal Comune: la documentazione tecnica allegata al titolo, infatti, prescriveva espressamente per quel tratto l'esecuzione mediante 'trincea tradizionale', proprio a tutela della pregiata pavimentazione in betonelle autobloccanti presente sul marciapiede. La tecnica adottata dall'impresa ha invece provocato il danneggiamento diretto della pavimentazione.

Alla luce di quanto accertato, gli agenti hanno immediatamente sospeso i lavori. È stata contestata alla ditta esecutrice la violazione dell'articolo 21 del Codice della Strada, che disciplina l'esecuzione di opere e cantieri sulle strade pubbliche e prevede, per chi violi le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni, una sanzione amministrativa fino a un massimo di 3.464 euro. È stato inoltre disposto, a carico dell'impresa e a sue spese, l'obbligo di ripristino integrale dello stato dei luoghi, con rimozione e riposa a regola d'arte delle betonelle danneggiate.

L'Ufficio Tecnico Comunale, prontamente coinvolto dal Comando di Polizia Locale, seguirà l'iter di ripristino verificandone la corretta esecuzione secondo le prescrizioni tecniche originariamente autorizzate.

'Il controllo del territorio non si ferma alla viabilità: vigiliamo con la stessa attenzione sui cantieri che interessano il suolo pubblico, a tutela del patrimonio della nostra comunità. Le autorizzazioni non sono una formalità: le prescrizioni tecniche vanno rispettate, e chi non lo fa risponde dei danni causati', dichiara il Dott. Riccardo Valentini, Responsabile della Polizia Locale del Comune di Bassano Romano.

L'Amministrazione Comunale ricorda che tutti gli interventi sul suolo pubblico da parte di operatori di rete devono essere preventivamente autorizzati e realizzati nel pieno rispetto delle modalità tecniche prescritte, a garanzia della sicurezza stradale e della qualità del patrimonio pubblico.

 

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Parroccini: “Bando illegittimo lanciato a Ferragosto, va annullato”

Sab, 22/08/2026 - 10:59
2026-08-22

CIVITA CASTELLANA – Una profonda spaccatura procedurale e amministrativa scuote il Comune di Civita Castellana. In data 21 agosto 2026, i consiglieri comunali Claudio Parroccini, Simonetta Coletta e Giuseppe La Bella hanno depositato un'articolata e formale istanza di annullamento in autotutela (ai sensi dell'art. 21-nonies della Legge n. 241/1990) contro la Determinazione n. 855/2026 del Dirigente dell'Area Tecnica ed il relativo Avviso Pubblico, avente ad oggetto gli «Interventi per la cura, la valorizzazione, la rigenerazione e la gestione degli ingressi urbani del Comune».

L'atto, indirizzato al Segretario Generale, al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e al Dirigente dell'Area Tecnica, mette sotto la lente d'ingrandimento l'intero impianto procedurale seguito dall'ufficio tecnico, contestando una gravissima difformità rispetto alle norme del Regolamento comunale per la gestione condivisa dei beni comuni urbani (approvato con Delibera di Consiglio n. 29/2023) e ai principi costituzionali di trasparenza e buon andamento della Pubblica Amministrazione.

Per comprendere la portata della contestazione occorre ricostruire le tappe della vicenda:

  1. 26 Ottobre 2023: Il Consiglio Comunale approva il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e gestione dei beni comuni (in attuazione della L.R. Lazio 10/2019). Un atto normativo di secondo grado, vincolante per tutti gli uffici dell'Ente.

  2. 20 Agosto 2026: La Giunta Comunale adotta la deliberazione n. 137, un atto di indirizzo politico-amministrativo per la rigenerazione di sei ingressi urbani (Via San Salvatore, Via Nepesina, Via Falerina, Via Corchiano, Loc. Sassacci, Loc. Borghetto), demandando all'Area Tecnica l'attivazione delle procedure «secondo quanto previsto dal Regolamento».

  3. 20 Agosto 2026 (stesso giorno): Il Dirigente dell'Area Tecnica emana la Determina n. 855/2026 e pubblica l'Avviso, fissando la scadenza per la presentazione dei progetti al 31 agosto 2026 alle ore 12:00.

L'analisi condotta dai tre consiglieri individua ben 13 punti di illegittimità e gravità amministrativa:

  1. Termini feriali e irrisori: Concedere soli 11 giorni feriali in pieno agosto per redigere progetti quinquennali su 6 aree urbane viola l'art. 8 c. 4 del Regolamento (che richiede almeno 20 giorni) e lede i principi di inclusività e massima partecipazione.

  2. Mancata qualificazione del patto: L'Avviso non specifica se si tratti di un patto ordinario o complesso, creando una figura idrida non prevista dalle norme.

  3. Incompetenza dell'organo procedente: Viene attribuito al Dirigente il potere di affidamento, scavalcando la Giunta Comunale a cui il Regolamento riserva in via esclusiva la valutazione dell'interesse generale e l'approvazione dei patti complessi.

  4. Istituzione di organi non previsti: La gestione è stata interamente avocata dall'Area Tecnica istituendo una Commissione valutatrice non prevista, scavalcando l'Ufficio per l'Amministrazione Condivisa (art. 6 Regolamento).

  5. Logica concorsuale ed escludente: È stata introdotta una graduatoria a punteggio (100 punti) anziché favorire il confronto collaborativo tra i proponenti previsto dalla sussidiarietà orizzontale.

  6. Criteri di valutazione generici: I punteggi sono assegnati su macro-criteri privi di sub-descrittori oggettivi, in contrasto con l'art. 97 della Costituzione.

  7. Durata e rinnovi fuorilegge: È prevista una durata di 5 anni rinnovabili (totale 10 anni), superando il limite massimo di 9 anni fissato dall'art. 9 c. 8 del Regolamento.

  8. Omessa previsione dell'assicurazione obbligatoria: L'Avviso tace sulla polizza per la copertura di infortuni e responsabilità civile dei cittadini attivi (art. 18 c. 3), aspetto critico data la pericolosità delle lavorazioni di manutenzione verde stradale.

  9. Assenza di verifiche antimafia e di moralità: Non vengono richieste le dichiarazioni sui requisiti di moralità e sull'assenza di cause ostative ex D.Lgs. 159/2011.

  10. Modulistica limitante e inadeguata: Il modello allegato limita la descrizione dell'intervento a soli 1.500 caratteri e non permette di indicare risorse, cronoprogrammi o l'ingresso prescelto.

  11. Errata qualificazione giuridica: Definire l'atto come 'affidamento di servizio' contrasta con l'art. 4 del Regolamento, che esclude qualsiasi rapporto di lavoro o committenza commerciale.

  12. Violazione della normativa Privacy (GDPR): Viene nominato impropriamente l'affidatario come 'Responsabile del Trattamento dei Dati' e si citano decreti abrogati.

  13. Mancanza di regole su pubblicità e monitoraggio: Manca una disciplina chiara sulle sponsorizzazioni private (col rischio di trasformare il patto in un contratto a prestazioni corrispettive) e sui controlli periodici.

I consiglieri Parroccini, Coletta e La Bella chiedono formalmente e con effetto immediato:

  • La sospensione cautelare d'urgenza della scadenza fissata per il 31 agosto 2026.

  • L'annullamento d'ufficio in autotutela della Determina n. 855/2026 e del relativo Avviso.

  • Il riavvio della procedura nel pieno rispetto del Regolamento consiliare, con termini non inferiori a 20 giorni effettivi, l'eliminazione delle graduatorie concorsuali, l'integrazione delle tutele assicurative e la corretta attribuzione delle competenze alla Giunta e all'Ufficio Amministrazione Condivisa.

In caso di mancato riscontro o diniego da parte dell'Amministrazione, i promotori dell'istanza hanno già preannunciato il ricorso presso le sedi giurisdizionali competenti del TAR del Lazio.

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Viterbo «Una buca piena d’acqua davanti alla Farmacia del Pilastro»

Sab, 22/08/2026 - 10:59
2026-08-22

VITERBO – Una buca profonda, l’acqua che ristagna nell’area di sosta, l’asfalto fortemente deteriorato e una segnaletica orizzontale ormai quasi invisibile. È la situazione denunciata per uno stallo riservato alle persone con disabilità davanti alla Farmacia del Pilastro, in via Minciotti.

Le condizioni del parcheggio sollevano interrogativi sulla reale accessibilità dello spazio, destinato proprio a facilitare la sosta e la discesa dall’auto delle persone con difficoltà motorie.

Il problema diventa particolarmente evidente nelle giornate di pioggia, quando la depressione presente nell’asfalto si trasforma in una vera e propria pozza d’acqua. Una situazione che può rendere difficoltoso l'utilizzo dello stallo per chi deve muoversi con stampelle, deambulatori o carrozzine.

A peggiorare il quadro c'è anche la segnaletica: le strisce gialle che delimitano il parcheggio risultano fortemente scolorite e quasi indistinguibili.

Non si tratta soltanto di una questione di decoro urbano, ma di sicurezza e fruibilità di uno spazio che dovrebbe garantire condizioni adeguate proprio alle persone più vulnerabili.

Da qui la richiesta all'amministrazione comunale di intervenire rapidamente, attraverso un sopralluogo e il ripristino della pavimentazione e della segnaletica dello stallo.

La segnalazione si accompagna inoltre a una richiesta più ampia: effettuare una verifica straordinaria degli stalli riservati alle persone con disabilità presenti sul territorio comunale, controllando lo stato dell'asfalto, la visibilità della segnaletica e le effettive condizioni di accessibilità.

«Un posto per disabili non può essere soltanto due righe gialle disegnate sull'asfalto», è il senso della denuncia. Lo spazio deve essere concretamente utilizzabile e consentire di scendere dall'automobile senza incontrare ulteriori ostacoli.

L'auspicio è quindi che il Comune possa verificare la situazione di via Minciotti e intervenire per restituire piena sicurezza e funzionalità allo stallo, trasformando un parcheggio oggi problematico in uno spazio realmente accessibile.

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Stemmi di Porta della Verità, cosa succederà adesso?

Sab, 22/08/2026 - 10:59
2026-08-22

VITERBO – Ultime notizie per gli stemmi di Porta della Verità; non sono abbandonati in qualche magazzino. Al contrario, sono attualmente custoditi all’interno del Museo Civico e nei prossimi mesi saranno sottoposti a un intervento di restauro, prima di tornare nella loro collocazione originaria.

A fare il punto sulla situazione è stata la sindaca Chiara Frontini, intervenuta attraverso i propri canali social per spiegare cosa accadrà ai due stemmi rimossi dalla porta.

“Gli stemmi sono stati temporaneamente rimossi da Porta della Verità e sono conservati al momento all’interno del Museo Civico. Saranno restaurati nei prossimi mesi”, ha spiegato la sindaca. Il motivo di tale procedimento riguarda l’impossibilità di eseguire questo tipo di intervento direttamente sul posto.

Il restauro, inoltre, era già stato finanziato nel bilancio dello scorso dicembre. Porta della Verità inizialmente non rientrava però tra gli interventi individuati, anche perché l’ultima manutenzione risaliva al 2021. Gli eventi delle ultime settimane hanno inevitabilmente cambiato le priorità.

Il crollo dello stemma e la rimozione del secondo

Tutto ha avuto inizio lo scorso 26 luglio, quando uno dei due stemmi collocati sulla porta è improvvisamente crollato. Successivamente si è ritenuto opportuno rimuovere anche lo stemma gemello, ancora presente sull'altro lato della facciata, così da poter verificare le sue condizioni e procedere con il restauro di entrambi.

L’obiettivo, come ribadito dalla sindaca, è quello di “riportarli sul loro trono, sopra Porta della Verità” una volta conclusi gli interventi necessari.

Nel frattempo, l’amministrazione sta portando avanti un monitoraggio generale che interesserà anche Porta Romana, Porta Fiorentina e piazza del Comune, con l’obiettivo di verificare le condizioni degli elementi presenti e programmare eventuali interventi di ripristino in sicurezza.

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Tarquinia, al via la 20° edizione del DiVino Etrusco, oltre 100 etichette da degustare

Ven, 21/08/2026 - 22:59
2026-08-21

TARQUINIA – Oltre 50 cantine partecipanti e più di 100 etichette da degustare. Accanto ai vini della Dodecapoli etrusca e della Sardegna, quest'anno si aggiungono quelli della Calabria e della Sicilia. È stata inaugurata ieri, a Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, la 20ª edizione del DiVino Etrusco, la rassegna che celebra il legame tra il vino e gli Etruschi attraverso enogastronomia, storia e cultura.

'Il DiVino Etrusco è una storia di passione, identità e collaborazione, nata dall'intuizione e dall'entusiasmo di un gruppo di giovani – ha detto il sindaco Francesco Sposetti -. Un momento significativo è stato l'incontro con Carlo Zucchetti. Negli anni le amministrazioni che si sono susseguite hanno contribuito alla sua crescita. Organizzare una manifestazione di queste dimensioni richiede impegno. Anche in questa edizione assessori e consiglieri comunali hanno svolto un ruolo importante. Un ringraziamento particolare va alla consigliera comunale Patrizia Giorgini e ai volontari della Pro Loco Tarquinia. Il DiVino Etrusco è Tarquinia che vuole raccontarsi, accogliere i visitatori e mostrarsi nel suo volto più bello'.

Al taglio del nastro hanno partecipato, tra gli altri, il prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, i consiglieri regionali Enrico Panunzi, Enzo D'Antò e Giulio Menegali Zelli Iacobuzi e il consigliere provinciale Francesco Ciarlanti. Erano presenti i sindaci di Volterra, Giacomo Santi, di Santa Marinella, Alessio Manuelli, di Montalto di Castro, Emanuela Socciarelli, e di Monte Romano, Maurizio Testa, di Arlena di Castro, Publio Cascianelli, il vicesindaco di Civitavecchia Stefania Tinti, il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, il presidente dell'Università Agraria Alberto Sabino Riglietti, oltre ad assessori e consiglieri comunali, rappresentanti dell'associazionismo e delle forze dell'ordine. Alla proposta enologica si affianca ogni sera un ricco programma di concerti, installazioni artistiche, il Salotto Letterario, mostre e spettacoli dal vivo. Ampio spazio è dedicato allo street food di qualità, con proposte gastronomiche pensate per accompagnare e valorizzare i vini in degustazione.

Il DiVino Etrusco è organizzato dal Comune di Tarquinia, in collaborazione con la Pro Loco Tarquinia e l'enogastronomo con il cappello Carlo Zucchetti, con il patrocinio della Regione Lazio, dell'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio (ARSIAL), della Provincia di Viterbo, della Camera di Commercio Rieti-Viterbo e del Ministero della Cultura – Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, e con il supporto della FISAR Tuscia Viterbese e dell'associazione culturale Viva Tarquinia.

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Auto fuori strada sulla Cimina

Ven, 21/08/2026 - 22:59
2026-08-21

VITERBO - Durante la giornata di oggi, venerdì 21 agosto, un’automobile è finita fuori strada intorno al km 7 della strada Cimina in direzione di Ronciglione.

Fortunatamente l’incidente ha provocato solo ferite lievi.

Sul posto sono arrivati la polizia locale, i vigili del fuoco e l’ambulanza.

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Liceo Buratti, Venturi: “La scritta Casa del Balilla non deve tornare visibile”

Ven, 21/08/2026 - 16:58
2026-08-21

VITERBO - Sulla vicenda della scritta “Casa del Balilla” comparsa sulla facciata del Liceo Buratti interviene con una lunga riflessione l’ex docente Carlo Venturi, che invita a non lasciare cadere nel silenzio il dibattito e propone un confronto istituzionale per arrivare a una soluzione condivisa:

Scrivo questa riflessione perché temo che la vicenda del Liceo Buratti si stia avviando verso un silenzioso oblio, quando invece è proprio ora che dovremmo tenere un atteggiamento attento e tuttavia propositivo. Vorrei però iniziare una considerazione sui toni che hanno caratterizzato alcuni interventi. Senza entrare nel merito, osserverò che all’interno del “discorso pubblico” la forma è inevitabilmente sostanza. Vorrei dire cioè che gli interventi dovrebbero attenersi ad alcuni principi quali il rispetto istituzionale e la distinzione tra idee e persone. Ciò detto, con dispiacere devo osservare che le cariche istituzionali non sempre si sono dimostrate all’altezza. Il Presidente Romoli ha esordito dicendo di nulla sapere della questione della riapposizione della scritta “Casa del Balilla” sulla facciata del Liceo Buratti ma di considerarla “inopportuna”; ha poi mantenuto un silenzio discretamente assordante fino a quando si è appigliato al provvidenziale escamotage della “detonalizzazione”, che vale a dire: la scritta la facciamo altrimenti abbiamo speso denaro inutilmente e perdiamo anche la faccia, tuttavia per non offendere la sensibilità dei cittadini usiamo un colore più chiaro, una nuance pastello di rosso pompeiano che questa estate è al top dei trend. Ovvero, me lo consenta Presidente, “detonalizzare” sarebbe come dire di essere un pochino incinta. Quello che forse le sfugge è che, quale che siano il colore e il tono, la scritta resterà ben visibile. Quanto alla Sovrintendente Eichberg, ha anch’essa dichiarato di non sapere nulla sulla questione, la qual cosa suona sorprendente, vista la presenza in cantiere di un restauratore all’opera e di una funzionaria responsabile dell’Alta Sorveglianza. Come se nel momento della sua prima dichiarazione fosse incolpevolmente male e poco informata o in possesso di notizie fuorvianti. Nella stessa dichiarazione, senza dirlo apertamente ha ammesso poi che la scelta verterà esclusivamente sul modo con il quale rendere visibile la scritta, non se renderla tale. Si è poi scagliata in modo non proprio garbato contro la Dirigente, i docenti e il personale del Liceo Buratti, rei di aver diffuso un comunicato nel quale si chiedeva la copertura della iscrizione medesima in quanto incompatibile con il nome di Buratti e con la funzione dell’edificio. Funzione sulla quale ritorneremo. La Sovrintendente Eichberg ha poi in modo assolutamente improvvido a mio avviso, elevato una “laudatio” a Renato Ricci del quale per chiarezza riassumo la biografia: Renato Ricci, squadrista convinto, aderì al Partito Nazionale Fascista (PNF) nel maggio del 1921 ed un mese dopo fondò il Fascio della sua città. A maggio venne arrestato dalle forze dell'ordine a Sarzana come responsabile degli atti di violenza e degli omicidi che stavano compiendo nella zona gli squadristi sotto il suo comando, e nel luglio seguente una colonna fascista comandata da Amerigo Dumini ovvero il futuro assassino di Giacomo Matteotti si recò a Sarzana per liberarlo con la forza e illegalmente dalla prigione. Da questo avvenimento ebbero luogo gli episodi di violenza che passarono alla storia come i fatti di Sarzana. Riveste poi varie cariche all’interno del partito fascista, e lo ricordiamo come ideatore ed artefice dell’obelisco del Foro Mussolini, oggi Foro Italico. Sorvoliamo sul suo “cursus honorum” ricco di incarichi prestigiosi che lo avvicinano sempre di più a Mussolini e arriviamo alla caduta di Mussolini il 25 luglio 1943 e ai mesi successivi e successivi nei quali Ricci, riparato in Germania, fu tra coloro che confermarono con convinzione la loro fedeltà a Mussolini. La notte fra l'8 ed il 9 settembre 1943 diffuse, dalla radio di Monaco, insieme con Alessandro Pavolini, Roberto Farinacci e Giovanni Preziosi, l'appello agli italiani e “ai valorosi soldati dell'esercito, della marina, dell'aeronautica e della milizia” nell'intento di sostenere l'appoggio a Mussolini. Nella dichiarazione si affermava: “il tradimento non si compirà”. Tra gli altri incarichi fu designato comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN), più o meno l’equivalente italiano delle SS naziste. a vecchia MVSN confluì presto, su progetto di Ricci, influenzato anche dalle posizioni di Heinrich Himmler, nella Guardia Nazionale Repubblicana (GNR), istituita il 24 novembre 1943 “con compiti di polizia interna e militare”, vale a dire il contenimento dell'antifascismo e la repressione della resistenza insorgente. Restò commissario della ricostituita ONB fino all'aprile 1945. A guerra ormai ultimata, poté scampare all'arresto grazie alla notizia del suo suicidio, diffusasi tra i partigiani: catturato tra il 24 e il 26 giugno, fu condannato due volte a trenta anni di detenzione, ma nel 1950 uscì dal carcere grazie all'Amnistia Togliatti. Nel 1954, divenne vicepresidente dell''Associazione ex Combattenti della RSI'. Invece lei sembra considerare il Ricci un grande pedagogista e un filantropo di stato, alla stregua per stare al presente dei Sergio Neri (Per coloro che volessero approfondire suggerisco di iniziare dalla relativa voce che gli dedica Wikipedia oppure: Sandro Setta, Renato Ricci: dallo squadrismo alla Repubblica sociale italiana, Il Mulino, 1986. R.J.B. Bosworth Mussolini’s Italy, journals. Sagepub.com Simone Caffaz, Renato Ricci, l'uomo che Hitler voleva al posto di Mussolini, Meiattini, 2006. Fiorenzo Sicuri, Gli anni del littorio, il regime fascista a Parma dalle leggi eccezionali alla guerra d'Etiopia, Edizioni Mattioli 1885, 2014).

Ciò detto vorrei esprimere la mia convinzione che il problema e la relativa soluzione vadano cercate non in una contrapposizione sterile sulla legislazione relativa all’apologia del fascismo, oppure attraverso il ricorso al TAR come da taluni prospettato quanto piuttosto con un confronto sereno su possibili alternative nelle metodologie di restauro. Ferme restando le ragioni esposte nel suo intervento dalla Costituzionalista Giovanna Montella di cui citerò alcuni passi che reputo illuminanti. “La ricomparsa e la valorizzazione artatamente eseguita di simboli fascisti tra le mura di una scuola intitolata a un martire partigiano non è solo un paradosso storico; è uno sfregio all’ordinamento repubblicano”. “In questo quadro, l’immobilità delle autorità preposte alla tutela — e in particolare della soprintendenza — configura un’omissione non solo amministrativa, ma dei doveri costituzionali di fedeltà alla Repubblica (articolo 54 della Costituzione). Il dovere di tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione, sancito dall’articolo 9, non può essere interpretato come un cieco feticismo delle pietre, avulso dal sistema di valori della Costituzione. L’articolo 9 fa parte dei principi fondamentali e va letto in combinato disposto con l’antifascismo intrinseco della Repubblica”. “…Inoltre, la discrezionalità amministrativa e tecnica della soprintendenza non può spingersi fino a tollerare lo sfregio visivo della memoria di un martire della Resistenza. Permettere che i simboli del regime oppressore convivano con il nome di chi per la libertà ha sacrificato la vita significa generare un corto circuito pedagogico e giuridico intollerabile.”

Si tratta quindi di una questione costituzionale, etica, pedagogica, che Giovanna Montella enuncia con ammirevole chiarezza e competenza giuridica. Riportare in luce l’iscrizione viola se non la lettera sicuramente lo spirito di più leggi: le Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale all’art. 4 secondo comma; gli articoli 54 e 97, della Costituzione; gli Articoli 1 e 4 della Legge 645/1952 che punisce chiunque con parole, gesti o simboli compia manifestazioni fasciste ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito; la Legge 205/1993 n.205 all’articolo 4, comma secondo che vieta l’esposizione di simboli o emblemi propri di organizzazioni nazifasciste. Ma soprattutto a me sembra pertinente il Testo Unico della Scuola (D.Lgs 297/1994), il quale stabilisce che la scuola pubblica ha come fine Costituzionale lo sviluppo della personalità degli studenti in un ambiente democratico, pluralista e libero. E rispetto al quale esporre la dicitura “Casa del Balilla” ne viola almeno tre principi fondativi: contrasta radicalmente con l’obbligo di trasmettere e rispettare i principi della Carta Costituzionale; manca al dovere di tutelare la libertà di coscienza degli alunni in quanto la scuola DEVE essere un luogo privo di condizionamenti ideologici o celebrativi di regimi totalitari; contrasta insanabilmente con le finalità educative della comunità scolastica, essendo la scritta in insanabile contrasto con l’identità stessa dell’istituto. Permettere la preminenza visiva di un marchio del regime fascista nega la missione stessa di educazione alla democrazia e alla legalità prevista dalla normativa del 1994. Per quanto invece attiene alle scelte teoriche e metodologiche del restauro mi pare di capire che la scelta sia caduta sulla teoria del palinsesto, ovvero sulla stratificazione temporale, il valore delle aggiunte, la riconoscibilità. Nel caso del Buratti però non si tratta di mera conservazione, quanto di una realizzazione quasi ex novo di un elemento giacente ormai da decenni sotto due strati di tinteggiatura. Quella che apparirà, non sarà quindi la scritta originale, ma una copia di nessun valore documentale, che per quanto decolorata (sic!), apparirà perfettamente leggibile e percepita da tutti come realizzata ex novo. Aggiungerò che gli organi della Pubblica Amministrazione (Provincia e Sovrintendenza in questo caso) hanno l’obbligo ineludibile di mantenere la neutralità degli spazi pubblici, impedendo che un bene della collettività venga usato per veicolare messaggi incompatibili con i valori costituzionali, repubblicani e democratici.

Forse allora un aiuto potrebbe venire dalle considerazioni del celebre saggio di Cesare Brandi “Teoria del Restauro”, nel quale si definiscono due principi guida: l’istanza storica ovvero la considerazione dell’opera come prodotto del fare umano in un certo tempo e un certo luogo di cui rispetta tutte alterazioni, le aggiunte, i passaggi storici subiti. E l’istanza estetica, che considera l’opera per il suo valore artistico e la sua bellezza visiva. L’opera d’arte è infatti tale solo se l’artisticità viene salvaguardata. L’iscrizione in questo caso è quindi parte integrante del valore artistico intrinseco, oppure ha solo valore documentario? L’opera, senza l’iscrizione, perde il suo valore artistico o quello storico? E quel particolare periodo storico ha valore maggiore rispetto ad altri e perché? Credo che in questo caso si possa tranquillamente convenire che la sua assenza non influisce sulla coerenza del linguaggio architettonico, non altera i volumi dell’edificio, non sottrae o modifica la percezione delle articolazioni volumetriche, degli elementi stilistici, dei particolari decorativi.

Se queste premesse come io credo sono corrette, l’insegna identificativa di una associazione, ONB o GIL che sia, espressioni di un regime dittatoriale feroce e l’aggiunta barocca in una chiesa romanica sono da trattare concettualmente allo stesso livello? In presenza dell’iscrizione la teoria del restauro imporrebbe la conservazione delle parti originali, poche o tante che siano e la “integrazione” delle parti mancanti con la tecnica della selezione cromatica detta anche “rigatino”. Ridipingere l’iscrizione con vernice rossa, come è stato fatto per l’altra sul fianco dell’edificio è invece semplicemente un falso, che la rende un apocrifo, e che nessuna attenuazione cromatica può giustificare. Come afferma Brandi: “L'adagio nostalgico come era, dove era, è la negazione del principio stesso del restauro, è un'offesa alla storia e un oltraggio all'estetica, ponendo il tempo reversibile, e l'opera d'arte riproducibile a volontà.”

Il tutto ammesso che una insegna possa definirsi comunque un manufatto artistico.

L’edificio di cui parliamo è stato destinato: dal 1930 o 1931 e fino al 1937 quale sede della Opera Nazionale Balilla (7 anni), dal 1937 al 1943/44 (7 anni) è stato sede della Gioventù italiana del Littorio. Fine del periodo fascista. Poi dal 1943 al 1952 (8 anni) ha accolto uffici e servizi pubblici per divenire dal 1952 e per 73 anni sede di una scuola e ininterrottamente per ben 62 di questi anni (dal 1964 e fino ai giorni nostri) la scuola si è chiamata Liceo Ginnasio Mariano Buratti. Quindi quell’edificio è stato per 14 anni sede di istituzioni organiche l’una allo stato fascista, l’altra direttamente al partito fascista, per i restanti 82 ha accolto altro. Per 62 anni è stata intitolata a Mariano Buratti.

Inoltre l’edificio è stato restaurato e ricostruito nel dopoguerra con i fondi del piano Marshall, come recita la piccola targa apposta sull’edificio: “From the United States of America from Freedom of Europe”: chissà se un governo statunitense diverso dall’attuale sarebbe d’accordo con la riapparizione di un simbolo del PNF. Quanto al cosiddetto “Principio del palinsesto” invocato dalla Sovrintendenza, nel caso del Buratti non si tratta di mera conservazione; quella che apparirà non è la scritta originale, è una copia di nessun valore documentale, che per quanto decolorata (sic!), sarà perfettamente leggibile e percepita come realizzata ex novo. E apparirà inevitabilmente come una iscrizione celebrativa. Contraddicendo così all’obbligo costituzionale delle Pubbliche Amministrazioni (Provincia e Sovrintendenza) di mantenere la neutralità degli spazi pubblici, impedendo che un bene della collettività venga usato per veicolare messaggi incompatibili con i valori Costituzionali, Repubblicani e democratici. Personalmente credo che l’unica scelta che salvaguardi le ragioni di tutte le parti in causa, che rispetti le metodologie del restauro e non offenda la sensibilità democratica della cittadinanza, sia quella di documentare, proteggere infine coprire l’iscrizione con una tecnica reversibile senza renderla visibile, ma garantendone al contempo la conservazione. Un pannello esplicativo corredato di didascalie e foto storiche per raccontare anche a mezzo di immagini la storia dell’edificio sarà più che appropriato. Credo anche che nella tempesta mediatica sia stato dimenticato un interrogativo fondamentale: davvero l’edificio smarrisce la sua identità storica se la scritta scompare? E un uso dogmatico delle regole del restauro può ignorare e offendere i valori costituzionali, la sensibilità dei cittadini e la memoria di Mariano Buratti. Sarei anche curioso di sapere se il Presidente Romoli e la Sindaca Frontini parteciperanno alla celebrazione del prossimo 25 aprile del 2027 ottantesimo anniversario della approvazione del testo definitivo della Costituzione antifascista; oppure delegheranno a rappresentarli un loro “avatar” opportunamente “detonalizzato”.

Oppure sarebbe forse utile un tavolo istituzionale di confronto tra Amministrazione Provinciale, Comune di Viterbo, Sovrintendenza, Associazioni della società civile, convocato magari da un figura terza come il Prefetto per cercare una soluzione condivisa.

 

 

Carlo Venturi

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