News da viterbonews24.it
Incidente a Soriano nel Cimino, tratto chiuso sulla statale Umbro Laziale
SORIANO NEL CIMINO - La statale 675 'Umbro Laziale' è temporaneamente chiusa al km 49,500, a Soriano nel Cimino a causa di un mezzo ribaltato che ha perso il carico. Uscita obbligatoria a Bomarzo per chi proviene da Terni e a Vitorchiano per chi proviene da Viterbo.
Sul posto sono presenti le squadre Anas e le Forze dell'Ordine per la gestione della viabilità, al fine di consentire il ripristino della normale viabilità nel più breve tempo possibile.
Dies Natalis vola sulle ali dei Facchini: Viterbo abbraccia Santa Rosa
VITERBO – È il giorno in cui Viterbo si ferma, aspetta e guarda in alto. È il giorno in cui una città intera si riconosce nei suoi facchini e nella sua Santa. È il giorno in cui quelle parole, pronunciate dal Capofacchino Luigi Aspromonte, diventano un rito capace di far battere all'unisono il cuore di migliaia di persone: “Facchini di Santa Rosa, sollevate e fermi. Santa Rosa avanti!”
Alle 21 in punto, da piazza San Sisto, è iniziato il terzo Trasporto di Dies Natalis, la Macchina ideata da Raffaele Ascenzi e realizzata da Vincenzo Fiorillo, pronta ad attraversare le strade di Viterbo alla volta del Santuario di Santa Rosa.
Una piazza San Sisto gremita, un'atmosfera carica di attesa e una città pronta ad accompagnare i facchini nel momento più importante dell'anno. Al fianco del Capofacchino Luigi Aspromonte il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, insieme alla sindaca Chiara Frontini, alle istituzioni cittadine, al costruttore Vincenzo Fiorillo e all'ideatore della Macchina Raffaele Ascenzi.
Prima della partenza, la sindaca Frontini ha voluto rivolgere un pensiero direttamente al Capofacchino e ai Facchini.
“Vedere tutti voi qui schierati in attesa di portare Rosina a casa riempie, prima che i nostri occhi, il nostro cuore. Voglio dire una cosa a Gigi Aspromonte, al Capofacchino: tu sei un dono per questa città e i ragazzi stasera sono un dono per questa città, perché rappresentate in una sola sera tutto quello per cui vale la pena fare servizio, tutto quello per cui vale la pena avere passione”.
Parole accolte dall'applauso della piazza, prima che il rito prendesse il sopravvento e la Macchina si alzasse nel cielo di Viterbo.
Anche il vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza, ha affidato al momento della partenza un messaggio di forte significato, dedicando il Trasporto alle vittime delle guerre e delle tragedie che continuano a colpire il mondo.
“Questo Trasporto è dedicato a tutte quelle vittime delle guerre e delle disgrazie. Ieri ho chiesto a voi Facchini uno sguardo, oggi chiedo spirito e vicinanza a tutti. Impariamo ad allargare nella vita questo sguardo a tutti”.
Poi l'invito alla concordia e al sostegno reciproco, nel segno di Santa Rosa: “Rosa ci ha insegnato che nella debolezza è possibile dare risposte che creano forza e diventano coesione sociale”.
Infine la benedizione e la preghiera. Poi il silenzio, l'ordine del Capofacchino e il sollevamento.
“Facchini di Santa Rosa, sollevate e fermi!”, così Luigi Aspromonte da inizio al trasporto. E subito dopo: “Santa Rosa avanti”. La Macchina ha iniziato il suo cammino.
Il viaggio che attraversa il cuore della città
Da piazza San Sisto, Dies Natalis ha attraversato il centro storico di Viterbo, percorrendo quelle strade che ogni anno si trasformano nel teatro di una devozione popolare che dura da secoli.
Prima tappa piazza Fontana Grande, poi piazza del Plebiscito, dove la folla ha accompagnato il passaggio della Macchina con applausi e grida di entusiasmo.
Il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, aveva annunciato per questo Trasporto tre particolari dediche: una alla pace, una al ricordo del Trasporto del 1946, il primo dopo la fine della Seconda guerra mondiale, e una terza dedicata ai 40 anni dal Trasporto del 1986, quando la Macchina rischiò di cadere. Un viaggio nella memoria, dunque, oltre che nella tradizione.
Le girate, invece, sono state dedicate ai numerosi Facchini scomparsi e ad alcune delle figure che hanno segnato la storia della città. La novità di quest’anno, come sottolineato dal presidente Mecarini e dalla sindaca Frontini, ha riguardato l’abbattimento di un tabù: permettere a tutti, grandi e piccini, cittadini e famiglie, di avvicinarsi alla Macchina ammirandola da vicino. Un messaggio forte e chiaro: coesione e fede, come sottolineato anche dal vescovo Piazza.
Dopo piazza del Plebiscito, la Macchina ha proseguito tra due ali di folla verso piazza delle Erbe. Poi ancora avanti, fino a piazza del Teatro, dove ad attendere Rosa c'era una folla immensa.
Ad ogni fermata il medesimo spettacolo: i facchini sotto il peso della Macchina, la voce del Capofacchino a scandire ogni movimento come un metronomo, la folla a rispondere con applausi e grida. Un unico sentimento collettivo. Tutti uniti nel “sentimento” per Rosa.
Dopo tre ore di passione, Rosa torna a casa
Il Trasporto del 2026 ha coinvolto tutta la città. Presenti le istituzioni, con la sindaca Chiara Frontini che ha seguito da vicino il percorso dei facchini, passo dopo passo. Ma soprattutto presenti i viterbesi, accorsi lungo tutto il tragitto per accompagnare Dies Natalis nel suo ultimo grande viaggio.
La Macchina ha attraversato le vie del centro volando sulle ali dei facchini, custodi di una fede e di una sacralità che da secoli rappresentano una parte fondamentale dell'identità di Viterbo.
A piazza del Teatro, dopo una sosta carica di emozione ed entusiasmo, Rosa è ripartita verso il Santuario. I facchini erano stanchi, provati dalle ore di trasporto, ma ancora più carichi, orgogliosi e determinati a compiere l'ultimo tratto: riportare Rosa a casa.
Poi la salita. Quella salita che ogni anno sembra impossibile e che ogni anno diventa realtà. E infine l'arrivo al Santuario di Santa Rosa.
L'ultima girata ha regalato un'altra emozione fortissima. La Macchina si è fermata e la folla si è riversata verso il Santuario. Facchini e cittadini si sono stretti in un abbraccio collettivo, liberando tutta la tensione e la gioia accumulate durante il lungo percorso.
Alle 24 in punto, dopo quasi tre ore di trasporto, Viterbo ha vissuto ancora una volta la sua notte più attesa. Una notte fatta di fede, tradizione, appartenenza, fatica e orgoglio.
Il terzo Trasporto di Dies Natalis entra nella storia. Come ogni anno, così come nei secoli, ancora una volta, Santa Rosa è tornata a casa.
Vedere Santa Rosa da Palazzo dei Priori? Forse era meglio scendere in piazza
VITERBO – Santa Rosa è qui, è oggi, è il 3 settembre. E mentre i viterbesi più previdenti si sono già accaparrati il proprio posto lungo il percorso, c'è anche chi il Trasporto lo attende da una posizione decisamente particolare, forse privilegiata? Palazzo dei Priori. Ma vi siete mai chiesti cosa significhi vedere la Macchina di Santa Rosa dalla “casa” del sindaco? Palazzo dei Priori, simbolo della storia e della vita istituzionale della città, questa sera ha accolto centinaia di persone. Tra il continuo viavai degli invitati, tavoli imbanditi, cibo e bevande, arriva inevitabilmente anche il momento più atteso: il passaggio di Dies Natalis. Vedere la Macchina da Palazzo dei Priori Ma cosa significa, concretamente, assistere al Trasporto da Palazzo dei Priori? La risposta è forse più semplice di quanto si possa immaginare. Le finestre dalle quali è possibile affacciarsi e avere una buona visuale su piazza del Plebiscito sono poche e, con l'avvicinarsi della Macchina, diventano inevitabilmente le postazioni più ambite. C'è chi le presidia con largo anticipo e chi, all'arrivo di Dies Natalis, prova a ritagliarsi uno spazio, a suon di spinte e gomitate, per riuscire almeno a intravedere la Macchina affacciandosi dalla finestra. La cornice è sicuramente suggestiva: Palazzo dei Priori, il ricevimento e, pochi metri più sotto, una delle piazze simbolo del Trasporto. Per chi non riesce a conquistare una delle poche finestre resta lo streaming, trasmesso anche all’interno del palazzo. Utile, certo, ma se l’obiettivo è vedere Santa Rosa da un televisore, tanto vale rimanere sul divano di casa. Per godersi davvero Dies Natalis, quindi, forse la scelta migliore resta la più semplice, scelta dalla maggior parte dei viterbesi: scendere in piazza e aspettarla insieme agli altri.
VITERBO – Santa Rosa è qui, è oggi, è il 3 settembre. E mentre i viterbesi più previdenti si sono già accaparrati il proprio posto lungo il percorso, c'è anche chi il Trasporto lo attende da una posizione decisamente particolare, forse privilegiata? Palazzo dei Priori.
Ma vi siete mai chiesti cosa significhi vedere la Macchina di Santa Rosa dalla “casa” del sindaco?
Palazzo dei Priori, simbolo della storia e della vita istituzionale della città, questa sera ha accolto centinaia di persone. Tra il continuo viavai degli invitati, tavoli imbanditi, cibo e bevande, arriva inevitabilmente anche il momento più atteso: il passaggio di Dies Natalis.
Vedere la Macchina da Palazzo dei Priori
Ma cosa significa, concretamente, assistere al Trasporto da Palazzo dei Priori?
La risposta è forse più semplice di quanto si possa immaginare. Le finestre dalle quali è possibile affacciarsi e avere una buona visuale su piazza del Plebiscito sono poche e, con l'avvicinarsi della Macchina, diventano inevitabilmente le postazioni più ambite.
C'è chi le presidia con largo anticipo e chi, all'arrivo di Dies Natalis, prova a ritagliarsi uno spazio, a suon di spinte e gomitate, per riuscire almeno a intravedere la Macchina affacciandosi dalla finestra.
La cornice è sicuramente suggestiva: Palazzo dei Priori, il ricevimento e, pochi metri più sotto, una delle piazze simbolo del Trasporto.
Per chi non riesce a conquistare una delle poche finestre resta lo streaming, trasmesso anche all’interno del palazzo. Utile, certo, ma se l’obiettivo è vedere Santa Rosa da un televisore, tanto vale rimanere sul divano di casa.
Per godersi davvero Dies Natalis, quindi, forse la scelta migliore resta la più semplice, scelta dalla maggior parte dei viterbesi: scendere in piazza e aspettarla insieme agli altri.
Il ricordo di Vito Ferrante nel cuore dei Facchini di Santa Rosa: «Grazie per aver fatto volare ...
VITERBO – Ci sono legami che il tempo non riesce a spezzare, perché affondano le proprie radici in valori condivisi come la solidarietà, la fede, l’altruismo e il senso di comunità. È il legame tra Vito Ferrante, fondatore dell’Afesopsit, e il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, rinsaldato ancora una volta dall’emozionante omaggio che i Facchini gli hanno dedicato durante il Trasporto della Macchina di Santa Rosa del 3 settembre.
Una “girata” nel ricordo di Vito, scomparso il 29 aprile scorso, che ha profondamente commosso la famiglia. A esprimere la gratitudine è stata la figlia Antonella Ferrante, con un messaggio nel quale ha ripercorso una storia fatta di amicizia, stima e impegno comune a favore delle persone più fragili.
«L’emozionante omaggio della “girata” a lui dedicata – scrive Antonella – ci riempie il cuore di commozione e profondo orgoglio».
Un rapporto, quello tra Vito Ferrante e i Facchini, nato molti anni fa. Già nel 1988, infatti, Vito volle rendere omaggio al Sodalizio realizzando una scultura in legno e gesso capace di rappresentare l’essenza stessa del Trasporto: l’unione fisica e spirituale dei Facchini come simbolo di forza, solidarietà e condivisione.
La scultura è oggi custodita nel Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e rappresenta la testimonianza concreta di un’amicizia che negli anni si è trasformata in una collaborazione profonda.
Quando Ferrante fondò l’Afesopsit – Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia e diede vita alla sua amata Fattoria di Alice, quel rapporto trovò infatti una nuova dimensione.
Il Sodalizio divenne un alleato prezioso nelle iniziative dell’associazione, sostenendola attraverso donazioni e iniziative benefiche rivolte alle persone più fragili.
Un impegno che rispecchiava pienamente la visione di Vito Ferrante, da sempre convinto della necessità di costruire una società libera da barriere e pregiudizi, nella quale nessuno dovesse essere lasciato indietro o giudicato per le proprie fragilità.
«Il vostro omaggio sia un esempio per tutti – sottolinea Antonella Ferrante –: le fasce più deboli della società vanno protette e sostenute, sempre, proprio come voi sostenete il peso della Macchina».
Ed è proprio nel simbolismo del Trasporto che la famiglia individua il messaggio più forte lasciato da Vito: la capacità di farsi carico insieme di un peso enorme, sostenendosi reciprocamente e procedendo uniti verso un obiettivo comune.
«Credo che l’esempio dei Facchini, capaci di farsi carico di un peso immenso restando uniti, debba spingerci a riflettere sulla necessità di abbattere ogni forma di stigma e di sostenere concretamente le fasce più deboli e fragili della nostra comunità, senza lasciare indietro nessuno».
Al termine del suo messaggio, Antonella Ferrante ha rivolto un sentito ringraziamento al presidente del Sodalizio, al Capofacchino e a tutti i Facchini di Santa Rosa: «Grazie per la vostra vicinanza, per il vostro supporto costante e per aver fatto volare alto, ancora una volta, il ricordo di mio padre».
Sabato 5 settembre torna l'appuntamento dell'Afesopsit alla Fattoria di Alice
Il ricordo di Vito Ferrante proseguirà anche sabato 5 settembre 2026, quando alla Fattoria di Alice, storica sede dell’Afesopsit in strada Tuscanese 20, nei pressi di Viterbo, si terrà il consueto incontro settimanale dell’associazione.
L’appuntamento, completamente gratuito e aperto a tutti, rappresenta uno dei momenti attraverso i quali l’Afesopsit continua a mantenere vivo lo spirito del suo fondatore: un luogo di incontro, condivisione, solidarietà e riflessione sui diritti umani e sulla tutela delle persone più fragili.
A ogni partecipante verrà donata una pubblicazione dedicata ai temi della pace, della solidarietà, del rispetto dei diritti umani, della difesa del mondo vivente, realizzata in memoria di Vito Ferrante.
Come da tradizione, l'incontro prenderà il via intorno alle 13 con la condivisione del pasto, per proseguire con lo scambio di doni e concludersi con il consueto colloquio corale, generalmente a partire dalle ore 14.
I temi affrontati saranno, come sempre, diversi: dalla musica alla poesia, dalla riflessione morale e civile alla progettazione di nuove iniziative di solidarietà per difendere, promuovere e rendere concreti i diritti di tutte e di tutti.
Un appuntamento che assume quest'anno un significato ancora più profondo, perché si svolge nel ricordo di Vito Ferrante, scomparso lo scorso 29 aprile dopo aver dedicato gran parte della propria vita alla costruzione di percorsi di solidarietà e inclusione.
La “girata” dei Facchini e l'incontro alla Fattoria di Alice diventano così due momenti diversi ma legati dallo stesso filo conduttore: continuare a far vivere, attraverso gesti concreti, l'idea di una comunità capace di sostenersi, accogliere e non lasciare indietro nessuno.
È questa, in fondo, l'eredità più forte di Vito Ferrante: non soltanto il ricordo di una persona, ma un impegno da raccogliere e portare avanti ogni giorno.
Il miracolo di Rosina e il gigante di luce al cielo, il grazie di Luigi Aspromonte ai suoi 170 eroi
VITERBO – Quando le stanghe toccano finalmente il suolo davanti al Santuario e il peso immane di Dies Natalis si stacca dalle spalle, la fatica non scompare: si trasforma in un'esplosione di lacrime, abbracci e devozione pura. È al termine dell'ultima, estenuante salita che il Trasporto di quest'anno ha regalato il suo momento di massima commozione, guidato dalle parole vibranti del Capofacchino Luigi Aspromonte.
Di fronte alla Basilica, Aspromonte ha preso la parola per rivolgere un pensiero profondo alla storia del Sodalizio e alla figura di Rosa, rievocando un episodio scolpito nella memoria della città: il quarantesimo anniversario di quel drammatico 3 settembre 1986, quando la Macchina rischiò di cadere.
'Rosina quel giorno ha evitato una tragedia,' ha ricordato con voce rotta dall'emozione il Capofacchino, tra il silenzio partecipe della folla e dei Facchini visibilmente provati. 'Quel 3 settembre di quarant'anni fa poteva cambiare per sempre la storia della Macchina di Santa Rosa e della nostra città. Se siamo ancora qui, lo dobbiamo anche a quel miracolo'.
Un ricordo vissuto non come semplice rievocazione, ma come atto di viva gratitudine. Per questo, Aspromonte ha chiamato i suoi uomini all'ultimo, maestoso sforzo: 'Per ringraziarla, stasera la alziamo di nuovo al cielo, proprio come avete fatto a Piazza Fontana Grande. Per te, Rosina!'.
Sotto il comando del Capofacchino, i 170 Facchini – stremati da ore di sforzo sovrumano, ma sorretti da una fede incrollabile – hanno trovato nelle gambe e nel cuore l'energia per un ultimo, perfetto sollevamento, spingendo la torre illuminata verso le stelle nel tripudio generale.
Un gesto d'amore immenso che chiude un Trasporto impeccabile, reso possibile unicamente dal sacrificio, dalla disciplina e dal valore dei 170 leoni di Viterbo, che anche quest'anno hanno compiuto il miracolo di riportare la loro Rosina a casa.
Santa Rosa a Palazzo dei Priori tra buffet, brindisi e caccia allultima bottiglia dacqua
VITERBO – Palazzo dei Priori, durante la sera più attesa dell'anno, quella del 3 settembre, accoglie un po' tutti i suoi frequentatori abituali. Ad essere accolti da molto cibo e, almeno con il passare delle ore, non proprio altrettanta acqua sono stati consiglieri comunali, assessori e rappresentanti delle istituzioni. Nessun grande ospite, quindi, ma soprattutto molte facce note, tanto da creare quasi un ambiente familiare per i presenti. Il buffet non delude Sul fronte del cibo, difficile lamentarsi. Durante il 'pre-serata' sono stati serviti stuzzichini, fritti e rustici salati dai camerieri che, per l'occasione, si muovevano tra le diverse sale del Palazzo. Poi, intorno alle 22:30, l'apertura del buffet e il conseguente assalto ai tavoli: tante, ma tante forchette si sono alternate per riempire la pancia di chi era ancora presente, mentre la Macchina aveva ormai raggiunto la zona di piazza delle Erbe. E da bere? Inizialmente era stata predisposta la sala adiacente a quella delle Colonne per servire acqua, spumante e succo di frutta. Una postazione simile era stata allestita anche lungo il balcone di Palazzo dei Priori. Questo almeno fino alle 21:30/22 circa. Successivamente sono rimaste poche bottiglie nella sala, alla mercé di chi riusciva ad accaparrarsele per primo. Insomma, forse anche questo piccolo dettaglio, sfuggito all'occhio dell'organizzazione, ha contribuito al successo dell'apertura del buffet. Tutto sommato, però, la serata trascorsa aspettando Rosa è riuscita. Con il passare delle ore Palazzo dei Priori ha iniziato lentamente a svuotarsi, lasciando quanto rimasto del buffet come piccolo tesoro per gli ultimi presenti: vuoi per lavoro, vuoi per comodità, vuoi semplicemente per godersi fino in fondo la notte più lunga dei viterbesi.
VITERBO – Palazzo dei Priori, durante la sera più attesa dell'anno, quella del 3 settembre, accoglie un po' tutti i suoi frequentatori abituali. Ad essere accolti da molto cibo e, almeno con il passare delle ore, non proprio altrettanta acqua sono stati consiglieri comunali, assessori e rappresentanti delle istituzioni.
Nessun grande ospite, quindi, ma soprattutto molte facce note, tanto da creare quasi un ambiente familiare per i presenti. Il buffet non delude
Sul fronte del cibo, difficile lamentarsi. Durante il 'pre-serata' sono stati serviti stuzzichini, fritti e rustici salati dai camerieri che, per l'occasione, si muovevano tra le diverse sale del Palazzo.
Poi, intorno alle 22:30, l'apertura del buffet e il conseguente assalto ai tavoli: tante, ma tante forchette si sono alternate per riempire la pancia di chi era ancora presente, mentre la Macchina aveva ormai raggiunto la zona di piazza delle Erbe. E da bere?
Inizialmente era stata predisposta la sala adiacente a quella delle Colonne per servire acqua, spumante e succo di frutta. Una postazione simile era stata allestita anche lungo il balcone di Palazzo dei Priori.
Questo almeno fino alle 21:30/22 circa.
Successivamente sono rimaste poche bottiglie nella sala, alla mercé di chi riusciva ad accaparrarsele per primo. Insomma, forse anche questo piccolo dettaglio, sfuggito all'occhio dell'organizzazione, ha contribuito al successo dell'apertura del buffet.
Tutto sommato, però, la serata trascorsa aspettando Rosa è riuscita. Con il passare delle ore Palazzo dei Priori ha iniziato lentamente a svuotarsi, lasciando quanto rimasto del buffet come piccolo tesoro per gli ultimi presenti: vuoi per lavoro, vuoi per comodità, vuoi semplicemente per godersi fino in fondo la notte più lunga dei viterbesi.
Sotto il cielo di 'Dies Natalis', il soffio di luce, la fatica sacra e il cuore di una città
foto di Massimiliano Vismara
VITERBO – Ci sono notti in cui la fisica cede il passo al miracolo, in cui la pietra e il metallo sembrano farsi piuma e la fatica umana si trasforma in pura trascendenza. Il Trasporto di Dies Natalis non è stato soltanto una manifestazione di maestria e devozione: è stato uno spettacolo luminoso di rara bellezza, un fiume di luce che ha attraversato le vene strette del centro medievale, scaldando gli animi di una città intera.
Un Trasporto carico di pathos, vibrante di un’emozione viscerale che ha unito le migliaia di persone presenti lungo il percorso e le migliaia collegate da ogni angolo del mondo. Perché la verità di questa notte risiede in quell'antica, potentissima certezza che a Viterbo si tramanda di generazione in generazione: 'Semo tutti d'un sentimento'.
Sotto le stanghe, i Facchini hanno dato fondo a ogni singola goccia di energia. Visibilmente stremati, con i volti segnati dallo sforzo immane, dal sudore e dalla sofferenza fisica, hanno avanzato passo dopo passo sorretti da una gioia incontenibile: quella di riportare la loro piccola Rosa a casa.
A guidare questa forza della natura, il Capofacchino Luigi Aspromonte, rivelatosi un vero e proprio vulcano di energia, carisma e positività. Le sue urla di incitamento, i suoi sguardi penetranti e la sua grinta contagiosa hanno infuso coraggio agli uomini del Sodalizio nei momenti di massimo sforzo.
È stata una prova tattica e di altissima precisione. Il gigante di luce ha camminato a ritmo sostenuto e veloce nel primo tratto, per poi rallentare vistosamente e muoversi pianissimo una volta superata Piazza delle Erbe. Un cambio di passo necessario per affrontare il tratto storicamente più stretto e pericoloso del percorso, dove ogni millimetro fa la differenza tra la perfezione e il rischio. In questi passaggi delicati è stata fondamentale la collaborazione composta e responsabile del pubblico, che ha facilitato il lavoro dei soccorsi e degli addetti alla sicurezza senza creare intralci.
A confermare l'eccellente condotta della prima fase è stato Massimo Mecarini, Presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, che a caldo non ha nascosto la propria soddisfazione: 'Il primo tratto è andato benissimo, siamo venuti veloci, con un doppio 'sollevate e fermi'. È sempre una grande emozione e sono estremamente orgoglioso dei miei ragazzi'.
Intensa e partecipata anche la commozione della Sindaca Chiara Frontini, che ha vissuto la notte più importante dell'anno con il peso e l'onore della fascia tricolore: 'È l'emozione della responsabilità,' ha confidato con gli occhi lucidi. 'Vivo questo Trasporto con estrema responsabilità, lo sento con un carico emotivo diverso. E sì, stasera si piange, e anche parecchio'.
A fare da cassa di risonanza a questo flusso continuo di pathos è stata la conduzione della diretta streaming curata da Cristina Pallotta, addetta stampa del Comune di Viterbo, capace di raccontare ogni istante con un registro vivo, vibrante ed ematico, restituendo anche a chi era lontano il battito cardiaco della piazza.
Quando le luci di Dies Natalis hanno illuminato l'ultimo tratto della salita, la fatica si è sciolta nelle lacrime di gioia dei Facchini e nell'abbraccio collettivo della cittadinanza. Santa Rosa è tornata a casa, e Viterbo, ancora una volta, ha ritrovato se stessa nel suo rito più bello.
Nel nome di Rosina, l'ultimo slancio al cielo e il miracolo lungo quarant'anni
(Cristina Pallotta, Sindaca Chiara Frontini)
(Archietetto Raffaele Ascenzi)
(Vescovo Piazza e la Rettrice Laureti)
(Cristina Pallotta, Capofacchino Luigi Aspromonte)
(Presidente Massimo Mecarini, Cristina Pallotta)
Daniele Sabatini consigliere regionale del Lazio
VITERBO – Tra le eleganti sale del palazzo governativo si nota fin dalle prime ore della serata una folta rappresentanza del mondo politico e amministrativo. Tra i volti noti presenti figurano il consigliere regionale del Lazio Daniele Sabatini, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli e Italo Leali, insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali giunti a Viterbo per rendere omaggio alla Santa Patrona e che continueremo a scovare nel corso della notte.
Roberta Angelilli vicepresidente della Regione Lazio
Di seguito il racconto in tempo reale delle fasi salienti della manifestazione:
La diretta del Trasporto'E'23:55 - Facchini in formazione per l'ultimo tratto. L'ultimo sforzo. L'ultima salita
23:20 - Dies Natalis e i 170 facchini arrivati a Piazza del Teatro e Massimo Mecarini ricorda il giornalista, collega, Pippo Rescifina e tutti quelli che ci hanno lasciato
22:50 - Sindaca Chiara Frontini: E' l'emozione della responsabilità, vivo questo trasporto con estrema responsabilità, la vivo con un altro carico emotivo e piango un bel pò.'
22:30 - Arrivo a Piazza delle Erbe
22:00 - Architetto Raffele Ascenzi - 'Macchina che racconta Viterbo e spezza i modelli degli ultimi anni. Abbiamo il corpo della Santa che è il fulcro, è una macchina che ispira molta spiritualità, una funzione importante è la base costituita dal popolo. In questa edizione abbiamo migliorato le luci e la parte alta.'
21:57 - Le girate a piazza del Comune sono state dedicate a Pio Marcoccia, Mario Sanna, Vito Ferrante, Claudio Cavalloro, Pietro Bevilacqua, Luciano Ilari, Vincenzo Rossi, don Ivo Bruni, Cosimo Ilio Buffelli, Ermanno Segatori, Tonino Pieracci, Enrico Miralli, Claudio Valeri, Mario Ciucci, a Pietro Rossi, e Luigi Petroselli, a 45 anni dalla morte.
21:47 - Ripartiti direzione piazza del Comune. Aspromonte: 'Forza Braciolo' (soprannome di un facchino)
21:37 - Luigi Aspromonte - 'Avremo una sorpresa per tutti'. E' un'emozione come fosse la prima volta'
21:30 - Mecarini - 'Primo tratto andato benissimo, siamo venuti veloci, un doppio sollevate e fermi'
Ore 21:10 – La benedizione speciale ai Facchini e le parole della Sindaca a Aspromonte - ' La città vi ringrazia, portate a casa Rosa, siede un dono per la città'
Ore 20:53 – La benedizione e la preghiera a San SistoA Piazza San Sisto il Vescovo di Viterbo, Monsignor Orazio Francesco Piazza, si rivolge ai Facchini e alla folla radunata riportando al centro del suo messaggio il valore fondamentale della pace: 'Rosa ci insegna che nella fragilità è possibile dare risposte, anche le difficoltà non ci indeboliscono, ma diventano forza e volontà'. Subito dopo le sue parole, la piazza si stringe nel raccoglimento assoluto per la recita della toccante Preghiera del Facchino.
Sx Giuseppe Biazzo pres. Unindustria a dx belli pres Unindustria Viterbo
Benedetta Bruzziches
Santino e Rossana Speranza, 50 anni insieme: una storia damore che è diventata una grande famiglia
CIVITA CASTELLANA - Cinquant’anni di matrimonio non sono soltanto una ricorrenza da festeggiare, ma rappresentano una storia fatta di amore, sacrifici, condivisione e momenti vissuti insieme. È questo il significato delle nozze d’oro di Santino e Rossana Speranza, che celebrano mezzo secolo di vita insieme, diventando ancora una volta il punto di riferimento di una grande famiglia costruita nel tempo con valori profondi e legami indissolubili.
Un anniversario così importante diventa l’occasione per ripercorrere idealmente un cammino iniziato cinquant’anni fa e cresciuto attraverso le esperienze della vita, le difficoltà affrontate insieme e le tante soddisfazioni condivise. Un percorso nel quale Santino e Rossana hanno saputo mantenere saldo il legame che li unisce, trasformando il loro amore in una vera forza per tutta la famiglia.
La loro unione, infatti, rappresenta molto più di una storia personale. È il cuore pulsante della famiglia Speranza, un punto di riferimento per figli, parenti e per tutte le persone che nel corso degli anni hanno avuto modo di condividere con loro una parte del proprio percorso.
Un legame che si riflette anche nella realtà di Truck Service, dove i valori della famiglia hanno trovato una naturale espressione. Dedizione, lavoro, passione e spirito di squadra sono principi che hanno accompagnato la crescita dell'attività e che trovano nelle figure di Santino e Rossana un esempio concreto.
Per questo le loro nozze d’oro assumono un significato ancora più speciale: cinquant’anni di matrimonio diventano il simbolo di una famiglia capace di crescere restando unita, di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici e di trasmettere alle nuove generazioni l’importanza dei rapporti umani.
A Santino e Rossana arrivano dunque gli auguri più affettuosi da parte di tutta la famiglia Speranza e della grande famiglia di Truck Service.
“Cari Santino e Rossana, 50 anni di matrimonio sono un traguardo straordinario! La vostra unione è il cuore pulsante e la forza della grande famiglia di Truck Service. Con immenso affetto e ammirazione, vi facciamo tantissimi auguri per le vostre nozze d’oro”.
Oggi 4 settembre, la Fiera di Santa Rosa, oltre tre chilometri di bancarelle tra le vie del centro
VITERBO – All'indomani dell'emozionante e trionfale Trasporto della Macchina di Santa Rosa, Viterbo prosegue le sue celebrazioni e torna subito a rianimarsi sin dalle prime luci dell'alba. Oggi, 4 settembre, è il giorno della tanto attesa e tradizionale Fiera di Santa Rosa, lo storico appuntamento cittadino che trasforma l'intero centro storico in un grande mercato a cielo aperto.
Migliaia di viterbesi e visitatori si stanno già riversando lungo il percorso espositivo che si snoda per oltre tre chilometri, attraversando i luoghi simbolo del cuore cittadino: da Piazza San Sisto lungo via Garibaldi, Piazza Fontana Grande, via Cavour e Piazza del Plebiscito, fino a spingersi verso via Marconi, Piazza Verdi, via Matteotti e la zona del Sacrario.
Centinaia le bancarelle presenti dall'alba al tramonto, offrendo un ricco e variegato assortimento che va dai banchi di abbigliamento e calzature agli articoli per la casa, dall'artigianato locale fino all'immancabile offerta gastronomica con dolciumi, prodotti tipici della Tuscia e street food. Tra le attrattive dell'evento figurano anche le aree dedicate ai mercati a filiera corta, come le produzioni locali di Slow Food e Tuscia in Bio.
La Fiera del 4 settembre rappresenta da sempre un momento di aggregazione fondamentale per la comunità: spenta l'eco della devozione notturna e del lavoro dei Facchini, la città ritrova il sapore della festa popolare, passeggiando tra i colori e i profumi degli stand in un clima di vivace convivialità.
Per consentire il regolare svolgimento della manifestazione e garantire la sicurezza dei pedoni, resta in vigore la capillare ordinanza della Polizia Locale che prevede il divieto di circolazione e sosta in tutto l'anello del centro storico interessato dai banchi fino a tarda sera. Le celebrazioni in onore della patrona si avviano così verso la conclusione, in attesa dei tradizionali spettacoli e fuochi d'artificio che chiuderanno il programma dei festeggiamenti.
La malattia trasformata in ironia e speranza, la storia e il libro a fumetti di Americo Bazzoffia
FABRICA DI ROMA - Ci sono momenti in cui la vita impone un punto di svolta netto, tracciando un confine invisibile ma profondo tra ciò che c'era prima e ciò che viene dopo. Per il professor Americo Bazzoffia quel momento è coinciso con la diagnosi di una leucemia mieloide acuta, una patologia oncologica aggressiva che porta con sé esami complessi, cicli di chemioterapia, attese logoranti e l'esperienza fondamentale del trapianto di midollo.
A fronte di un percorso clinico e umano in cui anche il semplice sorridere rischia di diventare una conquista difficile, Bazzoffia ha scelto di fare leva sulle proprie competenze nel campo della comunicazione e dell'espressione visiva per trasformare la sofferenza in una narrazione corale. Da questa esperienza nasce il suo libro a fumetti dal titolo significativo: 'Il tumore non sopporta il buon umore'.
L'opera non si propone come un manuale scientifico né pretende di offrire facili soluzioni, ma utilizza la sintesi e la delicatezza del linguaggio figurato per raccontare la quotidianità della malattia. Al centro del racconto vi è l'alleanza terapeutica e umana che si instaura nei luoghi di cura: un'unica squadra composta da pazienti, familiari, medici, infermieri e amici, dove l'ironia e la condivisione diventano strumenti per alleggerire la tensione e contrastare l'isolamento.
La scelta del fumetto risponde alla volontà di adottare un registro immediato e accessibile a un pubblico ampio: da chi sta vivendo un percorso oncologico in prima persona a chi assiste un familiare, fino al personale sanitario impegnato quotidianamente nelle corsie. La tesi alla base del progetto è che il ricorso al sorriso non costituisca una negazione del dolore o della gravità della situazione, bensì un fattore di resistenza psicologica e di affermazione della propria dignità personale.
Il progetto editoriale riveste inoltre un preciso valore di solidarietà e restituzione al territorio: l'intero ricavato delle vendite dell'opera (disponibile sulla piattaforma Amazon) sarà destinato al sostegno dei reparti di oncologia ed ematologia, per contribuire al finanziamento delle attività di assistenza e cura rivolte ai pazienti affetti da malattie onco-ematologiche.
Sindaca Frontini: 'Vivo il trasporto con un'altra responsabilità. Piango un bel pò'
(Cristina Pallotta, Sindaca Chiara Frontini)
(Archietetto Raffaele Ascenzi)
(Vescovo Piazza e la Rettrice Laureti)
(Cristina Pallotta, Capofacchino Luigi Aspromonte)
(Presidente Massimo Mecarini, Cristina Pallotta)
Daniele Sabatini consigliere regionale del Lazio
VITERBO – Tra le eleganti sale del palazzo governativo si nota fin dalle prime ore della serata una folta rappresentanza del mondo politico e amministrativo. Tra i volti noti presenti figurano il consigliere regionale del Lazio Daniele Sabatini, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli e Italo Leali, insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali giunti a Viterbo per rendere omaggio alla Santa Patrona e che continueremo a scovare nel corso della notte.
Roberta Angelilli vicepresidente della Regione Lazio
Di seguito il racconto in tempo reale delle fasi salienti della manifestazione:
La diretta del Trasporto'E'22:50 - Sindaca Chiara Frontini: E' l'emozione della responsabilità, vivo questo trasporto con estrema responsabilità, la vivo con un altro carico emotivo e piango un bel pò.'
22:30 - Arrivo a Piazza delle Erbe
22:00 - Architetto Raffele Ascenzi - 'Macchina che racconta Viterbo e spezza i modelli degli ultimi anni. Abbiamo il corpo della Santa che è il fulcro, è una macchina che ispira molta spiritualità, una funzione importante è la base costituita dal popolo. In questa edizione abbiamo migliorato le luci e la parte alta.'
21:57 - Le girate a piazza del Comune sono state dedicate a Pio Marcoccia, Mario Sanna, Vito Ferrante, Claudio Cavalloro, Pietro Bevilacqua, Luciano Ilari, Vincenzo Rossi, don Ivo Bruni, Cosimo Ilio Buffelli, Ermanno Segatori, Tonino Pieracci, Enrico Miralli, Claudio Valeri, Mario Ciucci, a Pietro Rossi, e Luigi Petroselli, a 45 anni dalla morte.
21:47 - Ripartiti direzione piazza del Comune. Aspromonte: 'Forza Braciolo' (soprannome di un facchino)
21:37 - Luigi Aspromonte - 'Avremo una sorpresa per tutti'. E' un'emozione come fosse la prima volta'
21:30 - Mecarini - 'Primo tratto andato benissimo, siamo venuti veloci, un doppio sollevate e fermi'
Ore 21:10 – La benedizione speciale ai Facchini e le parole della Sindaca a Aspromonte - ' La città vi ringrazia, portate a casa Rosa, siede un dono per la città'
Ore 20:53 – La benedizione e la preghiera a San SistoA Piazza San Sisto il Vescovo di Viterbo, Monsignor Orazio Francesco Piazza, si rivolge ai Facchini e alla folla radunata riportando al centro del suo messaggio il valore fondamentale della pace: 'Rosa ci insegna che nella fragilità è possibile dare risposte, anche le difficoltà non ci indeboliscono, ma diventano forza e volontà'. Subito dopo le sue parole, la piazza si stringe nel raccoglimento assoluto per la recita della toccante Preghiera del Facchino.
Sx Giuseppe Biazzo pres. Unindustria a dx belli pres Unindustria Viterbo
Benedetta Bruzziches
Prefetto, 'Lei c'ha provocato? E noi 'famo il salotto per Santa Rosa'
di SDA
VITERBO – 'Caro Prefetto, lei c'ha provocato e noi famo il salotto'
Sarebbe bastata questa frase, pronunciata con la voce cavernosa e la bocca piena d'Albertone nostro, a riassumere la giornata di oggi, 3 settembre. Perché la scena che si presenta già da ieri sera, lungo le vie del percorso della Macchina di Santa Rosa non è semplicemente una violazione delle norme sulla sicurezza: è pura commedia all'italiana, un film in bianco e nero girato a colori nel bel mezzo del centro storico.
Soltanto un paio di giorni fa, il Prefetto Sergio Pomponio, con la solennità di un pretore romano, l'aveva detta chiara e tonda: 'Niente sedie lungo le vie di fuga' Un discorso impeccabile!
Ma il viterbese, che in fatto di arte dell'arrangiarsi non prende lezioni da nessuno, ha guardato il televisore, s'è grattato la testa e ha risposto alla maniera del marchese del Grillo: 'Ah Sor Prefetto, noi s'e' capito tutto... però le gambe mie stasera chi gliel'ha da sorreggere?'.
E così la popolazione s'è riversata in strada sfoderando l'artiglieria pesante dell'arredo domestico. Via Cavour, piazza del Plebiscito, via Marconi
C’è quello che s'è portato la sedia di formica del tinello – che fa tanto anni '60 e dà quel tocco di aristocrazia proletaria –, c’è chi ha riesumato lo sdraio da mare della gita a Montalto del '94. Se gli chiedi della via di fuga, ti guarda con l'occhio vispo di Alberto Sordi e ti risponde: 'Via di fuga? E 'ndo devo da fuggì? Io da qua nun me movo manco se viene l'apocalisse!'.
Ma questo è il bello delle tradizioni, del folklore, dell'amore per Santa Rosa, essere li, in prima fila, non perdersi neanche un sospiro, un passo trepidante, nulla, esserci è la conditio sine qua non e di fronte a Santa Rosa e alle otto ore d'attesa, il viterbese de razza non sente ragioni: piega l'ordinanza e s'accomoda!
I Facchini di Santa Rosa nel tradizionale Giro delle Sette Chiese
VITERBO – I cavalieri di Rosa hanno attraversato Viterbo, rendendo omaggio alla città e percorrendo il Giro delle Sette Chiese prima del ritiro nel boschetto dei frati Cappuccini.
Più di cento Facchini, seguiti da altrettante persone tra rappresentanti delle istituzioni, banda e cittadini, hanno dato vita a una grande carovana che, dalle 14 di oggi pomeriggio, partendo da piazza del Teatro, ha attraversato le principali vie del centro storico cittadino.
Il preludio al Trasporto di Santa RosaSette le chiese che, una dopo l'altra, vengono omaggiate dai Facchini con una visita e un momento di preghiera, secondo una tradizione che accompagna ogni 3 settembre.
Durante il tragitto si percepisce nell'aria quella tensione che soltanto questa giornata sa trasmettere: vicoli vivi, già colmi di persone che aspettano impazienti di vedere, ancora una volta, il miracolo del Trasporto avverarsi.
Ma il Giro rappresenta un momento importante anche per gli stessi Facchini, che incontrano i viterbesi e ricevono il loro incitamento in vista dello sforzo che, poche ore più tardi, saranno chiamati ad affrontare sotto la Macchina.
Le tappe del GiroPartenza da Piazza del teatro alle ore 14, allo start, un terzetto di elicotteri dell'esercito ha sorvolato la città, rendendo omaggio a questa importante tradizione.
Nel corso del tragitto non mancano alcune delle soste simboliche della giornata. I Facchini rendono omaggio al monumento a loro dedicato in piazza della Repubblica e fanno tappa nelle chiese di Sant'Angelo in Spatha, Santa Maria Nuova e San Francesco.
Segue poi il passaggio al Sacrario, con la deposizione di una corona in memoria dei Caduti. Non si perde tempo e, sotto un sole che spacca le pietre, i Facchini proseguono verso la chiesa della Trinità, dove intonano tutti insieme all'interno della chiesa l'iconico “Mira il tuo popolo”.
A concludere il Giro è la sosta più attesa, quella al Santuario di Santa Rosa: un ultimo incontro con Rosina prima del ritiro nel boschetto dei Cappuccini.
Qualche ora lontano dalle vie del centro, insieme alle proprie famiglie e ai propri compagni, prima di tornare in città e prepararsi al momento che Viterbo aspetta per un anno intero: il Trasporto della Macchina di Santa Rosa.
Diretta streaming del Trasporto della Macchina di Santa Rosa 2026
VITERBO - Questa sera, giovedì 3 settembre alle ore 20:00, il collegamento streaming del Trasporto della Macchina di Santa Rosa, Dies Natalis.
Per chi non potrà essere presente lungo il percorso, sarà trasmesso in diretta l’intero Trasporto, a partire dalle 20:00, sulla pagina Facebook di ViterboNews24: https://www.facebook.com/viterbonews24/
Oltre ai social il Trasporto sarà visibile anche in chiaro in Televisione e in streaming su YouTube.
Streaming dalle 20.00:
- Pagina Facebook ViterboNews24
YouTube dalle 20.00:
- Canale del Comune di Viterbo
TV dalle ore 20.50:
- TV2000, canale 28 del digitale terrestre,
- Canale Sky 157
- Canale 18 di TivùSat
La diretta è curata dalla Provideo e sarà condotta da Enrico Selleri in studio e dalla giornalista Cristina Pallotta sul percorso.
Alessia Clementi firma il Drappo della 59ª Sagra delle Castagne
SORIANO NEL CIMINO – Sarà “Tra storia e gloria”, opera numero 7 realizzata dall’artista sorianese Alessia Clementi, a rappresentare il Drappo ufficiale del Palio delle Contrade della 59ª Sagra delle Castagne.
La proclamazione è arrivata al termine della selezione ufficiale che si è svolta venerdì 28 agosto nella Sala Consiliare del Comune di Soriano nel Cimino. A decretare la vittoria è stata la commissione giudicatrice presieduta dall’esperto d’arte Marco Maria Zappa, chiamata a valutare le opere in concorso e a scegliere quella destinata a diventare il simbolo della prossima edizione del Palio.
L’opera di Alessia Clementi si distingue per la rappresentazione di un cavaliere medievale, elemento fortemente legato alla storia e alla tradizione di Soriano nel Cimino, inserito in una composizione che richiama i colori dei quattro rioni cittadini: Papacqua, Rocca, San Giorgio e Trinità.
Una scelta che racchiude in un’unica immagine la memoria storica del paese e lo spirito di appartenenza che, ogni anno, anima il Palio delle Contrade e coinvolge l’intera comunità.
Per Alessia Clementi, artista profondamente legata alla sua città, il riconoscimento assume un significato che va oltre la soddisfazione personale. «Vedere la mia opera, Tra storia e gloria, scelta come drappo per il Palio delle Contrade della 59ª Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino è un onore immenso», ha dichiarato l’artista.
«È un traguardo che va ben oltre la soddisfazione personale – ha aggiunto – perché parla della nostra storia, dell’orgoglio del nostro borgo e di una passione che ci unisce da generazioni».
Clementi ha quindi voluto rivolgere un ringraziamento alla giuria e al presidente Marco Maria Zappa, per aver «compreso e valorizzato il messaggio dell’opera», ma anche a tutti coloro che le hanno manifestato affetto e sostegno durante il percorso.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Antonio Tempesta, presidente dell’Ente Sagra, al Comune di Soriano nel Cimino, ai presidenti delle quattro Contrade – Papacqua, Rocca, San Giorgio e Trinità – e ai membri tecnici e artistici che hanno contribuito alla realizzazione e alla selezione del concorso.
«Dipingere questo cavaliere e vederlo prendere vita sotto le bandiere dei nostri rioni sarà un viaggio bellissimo», ha concluso l’artista.
La vittoria di Alessia Clementi si inserisce così nel percorso di avvicinamento alla 59ª Sagra delle Castagne, uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati della tradizione sorianese. Il nuovo Drappo accompagnerà le Contrade durante le celebrazioni, diventando il simbolo di una manifestazione nella quale storia, cultura, competizione e identità cittadina tornano a incontrarsi.
Un’opera, dunque, che già dal titolo racchiude il senso più profondo del Palio: una storia che continua e una gloria da conquistare, insieme, sotto i colori delle quattro Contrade.
Tutte le foto del corteo storico di Viterbo 2026
(Fotogallery del Corteo storico di Viterbo 2026)
Previsioni Meteo per giovedì 4 settembre
Viterbo
Giornata all'insegna del tempo asciutto con cieli che saranno per lo più sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. Nessuna variazione in serata e nottata con tempo stabile e ampie schiarite. Temperature comprese tra +18°C e +35°C.
Lazio
Tempo asciutto su tutta la regione nel corso della giornata con cieli che saranno sereni al mattino e al più poco nuvolosi nel pomeriggio. In serata e nottata nessuna variazione con tempo asciutto ovunque e con ampie schiarite.
NAZIONALE
AL NORD
Giornata all'insegna del bel tempo al settentrione con cieli prevalentemente soleggiati su tutte le regioni sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nella notte non sono previsti cambiamenti sostanziali con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi.
AL CENTRO
Giornata pienamente estiva sulle regioni centrali con cieli soleggiati su tutti i settori sia al mattino che durante le pomeridiane. Condizioni invariate in serata e nella notte con cieli sereni o poco nuvolosi ovunque.
AL SUD E SULLE ISOLE
Al mattino tempo stabile su tutte le regioni con sole prevalente. Al pomeriggio nuvolosità in sviluppo nelle zone interne di Calabria e Sicilia ma senza fenomeni di rilievo associati, soleggiato altrove. In serata schiarite ovunque con prevalenza di cieli sereni su tutte le regioni e cieli stellati anche nella notte.
Temperature minime stabili o in rialzo al Centro-Nord ed in lieve calo al Sud e sulle Isole, massime in generale aumento da Nord a Sud salvo una lieve flessione sulle Isole Maggiori.
Www.centrometeoitaliano.it
Video meteo domani: https://www.youtube.com/c/CentrometeoitalianoIt/videos
Trasporto scolastico a Tarquinia, l'amministrazione : 'Garantiti sicurezza, copertura del ...
TARQUINIA – Il Comune di Tarquinia conferma anche per l'anno 2026-2027 il trasporto scolastico, quale strumento fondamentale per garantire concretamente il diritto allo studio. L'organizzazione del Piano è stata elaborata attraverso un'attenta valutazione delle diverse esigenze, con l'obiettivo di coniugare le necessità degli studenti e delle famiglie con la certezza di elevati standard di sicurezza e di un servizio il più possibile efficiente.
In merito a quanto riportato sui quotidiani e diffuso sui social, l'Amministrazione sottolinea che, nella definizione del Piano, sono state attentamente valutate le proposte e le indicazioni formulate dall'operatore incaricato del servizio in materia di sicurezza, unitamente alle disposizioni previste dal Codice della Strada.
Il Piano è stato elaborato da un apposito gruppo di lavoro intersettoriale, composto da quattro dipendenti comunali: due agenti della Polizia Locale, un funzionario tecnico del Settore 10 e un istruttore dei servizi amministrativi del Settore 3. Il gruppo ha messo a disposizione competenze diverse e complementari, con l'obiettivo di individuare una soluzione organizzativa coerente con le caratteristiche del territorio e con le esigenze del trasporto.
Un'attenzione specifica è stata inoltre riservata ai tempi di percorrenza, con l'obiettivo di evitare tragitti eccessivamente lunghi. Un elemento particolarmente significativo per il territorio di Tarquinia, che si caratterizza per una notevole estensione e per la presenza di numerose realtà abitative distribuite anche nelle campagne.
Il Comune ribadisce quindi il proprio impegno a garantire un trasporto scolastico sicuro, efficiente e attento alle esigenze delle famiglie, nella convinzione che garantire la possibilità di raggiungere la scuola in condizioni di sicurezza significhi contribuire concretamente alla tutela del diritto allo studio.
Vitorchiano, il comune ringrazia la dirigente Diana e da il benvenuto a Laura Catteruccia
VITORCHIANO - Il sindaco di Vitorchiano Ruggero Grassotti, a nome dell'amministrazione comunale e dell'intera cittadinanza, rivolge un sentito ringraziamento alla dirigente scolastica Giovanna Diana che ha concluso il suo incarico alla guida dell'Istituto Comprensivo 'Pio Fedi', al quale fanno riferimento le scuole di Vitorchiano.
'Nel corso del suo incarico - dichiara Grassotti - la dottoressa Diana ha rappresentato un importante punto di riferimento per la comunità scolastica, favorendo il dialogo e la collaborazione tra la scuola, le famiglie e le istituzioni del territorio. A lei va la nostra sincera gratitudine per il lavoro svolto, per la disponibilità dimostrata e per l'attenzione dedicata alle nostre scuole e ai nostri ragazzi. Le rivolgiamo i migliori auguri per il prosieguo del suo percorso professionale e personale'.
Contestualmente, il Comune di Vitorchiano desidera rivolgere un caloroso benvenuto alla dottoressa Laura Catteruccia, recentemente nominata nuova dirigente dell'Istituto Comprensivo 'Pio Fedi', 'con l'auspicio di poter proseguire e rafforzare il rapporto di collaborazione tra l'istituto scolastico e l'amministrazione comunale, nell'interesse degli studenti, delle famiglie e dell'intera comunità. La scuola rappresenta un presidio fondamentale per la crescita culturale e sociale del nostro paese. Per questo, conferiamo la propria piena disponibilità a collaborare con la nuova dirigente e con tutta la realtà scolastica, con l'obiettivo comune di garantire ai nostri ragazzi un ambiente educativo sempre più qualificato e attento alle loro esigenze'.
Il Comune di Vitorchiano
