News da viterbonews24.it
Auto si ribalta sulla superstrada nel tratto tra Bagnaia e Vitorchiano: traffico in tilt verso Orte
VITERBO – Un grave incidente stradale si è verificato nelle ultime ore sulla superstrada Orte-Viterbo, precisamente nel tratto compreso tra gli svincoli di Bagnaia e Vitorchiano. Per cause ancora in corso di accertamento, un'automobile si è ribaltata sulla carreggiata mentre procedeva in direzione di Orte.
L'impatto e la dinamica del sinistro hanno reso necessario l'immediato blocco della circolazione stradale, provocando pesanti rallentamenti e la formazione di lunghe code di veicoli in direzione Orte.
Sul luogo del sinistro sono tempestivamente intervenuti i sanitari del 118 per prestare i primi soccorsi agli occupanti del mezzo, i Vigili del Fuoco per la messa in sicurezza del veicolo ribaltato e della carreggiata, e le forze dell'ordine. Agli agenti sono affidati i rilievi scientifici volti a ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e la gestione della viabilità, nel tentativo di deviare il traffico e alleggerire i disagi per gli automobilisti rimasti bloccati.
Solenne ordinazione episcopale per don Augusto Mascagna alla guida delle Diocesi di Pistoia e Pescia
CAPRAROLA - L'Amministrazione provinciale di Viterbo ha preso parte ufficialmente, nella giornata odierna, alla solenne liturgia di ordinazione episcopale e contestuale inizio del ministero pastorale di Sua Eccellenza don Augusto Mascagna, nominato alla guida delle Diocesi di Pistoia e di Pescia.
Alla cerimonia, svoltasi a Pistoia presso la chiesa di San Francesco d'Assisi, ha partecipato il Presidente della Provincia Alessandro Romoli. La delegazione istituzionale della Tuscia ha visto inoltre la presenza del sindaco di Orte Dino Primieri, del sindaco di Civita Castellana Danilo Corazza e del vicesindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi. La forte partecipazione del territorio viterbese testimonia il profondo legame con il nuovo pastore: don Mascagna è infatti originario di Caprarola e ha guidato per anni come stimato parroco il Duomo della città di Orte. Un legame solennemente ribadito anche dalla folta e sentita partecipazione di numerosi sacerdoti e fedeli giunti appositamente dalla Diocesi di Civita Castellana.
La celebrazione è stata presieduta dall'Arcivescovo Mons. Fausto Tardelli e ha visto la partecipazione dell'intera Conferenza Episcopale Toscana, tra cui il Cardinale Giuseppe Betori. Accanto a loro, l'Amministrazione provinciale ha espresso profonda gratitudine per la significativa presenza delle massime guide spirituali della Tuscia: il Vescovo attuale della Diocesi di Civita Castellana, Sua Eccellenza Mons. Marco Salvi, e il Vescovo emerito, Mons. Romano Rossi.
A margine del rito, la delegazione viterbese ha omaggiato il nuovo Vescovo recando in dono un prezioso pastorale, simbolo del mandato e del cammino comunitario che si appresta a guidare in terra toscana.
«La presenza delle nostre istituzioni a questa solenne celebrazione – ha dichiarato a margine il Presidente Alessandro Romoli – intende sottolineare la centralità e l'alto valore che la figura del Vescovo e la Chiesa cattolica rivestono stabilmente all'interno della società civile, sia nella provincia di Viterbo che nelle realtà di Pistoia e Pescia, così come in ogni esperienza del nostro Paese. L'istituzione ecclesiale si conferma un pilastro fondamentale: non solo per la custodia della fede e la trasmissione delle nostre più profonde tradizioni storiche, ma anche per il suo insostituibile ruolo nel tessuto sociale, nell'apertura caritatevole e nel supporto quotidiano garantito dal mondo del volontariato».
I sindaci e le autorità presenti, facendosi interpreti del sentimento dei cittadini e dei comuni della Diocesi di Civita Castellana, hanno infine rinnovato a Sua Eccellenza don Augusto Mascagna i più profondi auguri per un fecondo e fruttuoso ministero apostolico a servizio delle comunità di Pistoia e Pescia.
Ladri di rame scatenati a Montefiascone con due colpi messi a segno in pochi giorni
MONTEFIASCONE - Una vera e propria escalation di furti sta colpendo il territorio di Montefiascone, dove un'azienda locale è finita nel mirino dei ladri di 'oro rosso'. Nel giro di appena una settimana, l'attività ha subìto ben due assalti mirati che hanno provocato gravi disagi all'attività produttiva.
Il bilancio complessivo dei colpi è pesante, con danni stimati intorno ai 60mila euro tra il valore del materiale asportato e i danneggiamenti strutturali causati per estrarre i cavi. I malviventi hanno agito con rapidità e precisione, tagliando i collegamenti elettrici e depredando l'impianto in due distinte occasioni a brevissima distanza temporale l'una dall'altra.
Sui due episodi sono in corso le indagini da parte delle forze dell'ordine, che hanno effettuato i rilievi sul posto per individuare tracce utili a identificare la banda. Al vaglio degli inquirenti ci sono anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, nel tentativo di ricostruire i movimenti dei ladri e i veicoli utilizzati per il trasporto del pesante bottino.
Addio a Miriam D'Ottavio, Bagnaia perde la voce delle sue 'brefacole'
VITERBO - Bagnaia perde una delle sue voci più autentiche. Si è spenta nelle scorse ore Miriam D'Ottavio, punto di riferimento del paese e custode di ricordi, aneddoti e tradizioni del borgo.
(foto di Fazia Marcucci)
Per tanti bagnaioli, Miriam non era soltanto una concittadina. Attraverso le sue 'brefacole', come amava chiamare i racconti della sua vita e della Bagnaia di un tempo, aveva saputo costruire negli anni un ponte tra passato e presente, regalando alla comunità pagine di memoria collettiva che oggi rappresentano un piccolo patrimonio del paese.
Nata negli anni immediatamente successivi alla guerra, Miriam aveva raccontato spesso la propria infanzia trascorsa tra la bottega del padre e la fontanella del paese, luoghi che avevano fatto da sfondo ai suoi primi ricordi e dai quali traeva ispirazione per i suoi scritti. Storie semplici, fatte di quotidianità, affetti e tradizioni, capaci però di emozionare e far riscoprire a molti le radici della comunità bagnaiola.
Nonostante la malattia, che l'accompagnava da tempo, Miriam non aveva mai smesso di condividere i suoi pensieri e i suoi racconti, continuando a regalare sorrisi, riflessioni e ricordi.
Numerosi i messaggi di cordoglio apparsi sui social nelle ultime ore. In molti la ricordano come 'la colonna portante', ricordando la sua capacità di raccontare il paese con sensibilità e autenticità. C'è chi promette di continuare a ripubblicare periodicamente le sue 'brefacole', affinché la sua voce possa continuare a vivere nella nostra memoria.
Nel suo ultimo messaggio rivolto agli amici del gruppo facebook “amici di Bagnaia”, Miriam aveva voluto ringraziare tutti per l'affetto ricevuto, scrivendo: 'Ho avuto tante sciagure da cui sono uscita con le ossa sempre più rotte, ma sono uscita. Ora ho una famiglia meravigliosa composta da una figlia, un altro figlio acquisito e un nipote che sono tutta la mia vita'.
La camera ardente sarà allestita domani all'ospedale di Santa Rosa, mentre il funerale verrà celebrato lunedì 22 giugno alle ore 15 nella Basilica della Madonna della Quercia.
Bagnaia saluta così una sua preziosa narratrice, certa che le sue 'brefacole' continueranno ancora a lungo a raccontare il cuore del paese.
Addio a Liana Fantera, il ricordo della donna che ha dedicato la vita all'arte dell'Infiorata
CIVITA CASTELLANA - La comunità si stringe nel dolore per la scomparsa di Liana Fantera, una donna stimata da tutti per la sua straordinaria forza d'animo, i suoi grandi valori umani e, soprattutto, per la sua immensa passione per l'antica tradizione dell'Infiorata.
Liana ha dedicato gran parte della sua vita a questa forma d'arte, diventando un vero e proprio punto di riferimento per l'intera macchina organizzativa. Anche di fronte alla malattia, non si è mai risparmiata. Fino all'ultimo, in occasione dell'ultima recente edizione dell'evento, ha voluto essere presente sul campo. Con l'autorità, la cura e la profonda competenza che da sempre la contraddistinguevano, ha supervisionato e coordinato tutte le complesse fasi di preparazione e allestimento dei tappeti floreali, offrendo una testimonianza di attaccamento e dedizione che rimarrà impressa nel cuore di tutti.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile non solo nel mondo dell'associazionismo locale, ma anche tra le tantissime persone che hanno avuto il privilegio di conoscerla e collaborare con lei.
Liana Fantera lascia il figlio Valerio, la sorella Mina, i parenti e una fitta rete di affetti che comprende sia gli amici d'infanzia sia quelli più recenti, che in queste ore si stanno unendo nel cordoglio. I dettagli relativi alle esequie saranno resi noti nelle prossime ore per consentire a quanti l'hanno amata di tributarle l'ultimo e commosso saluto.
Scomparso nel nulla, ore di ansia per Renzo Profili, ricerche nel viterbese
VITERBO – Sono ore di profonda apprensione per le sorti di Renzo Profili, l'uomo di cui si sono perse le tracce nelle ultime ore. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente e le operazioni di ricerca stanno proseguendo senza sosta, nel tentativo di localizzarlo nel minor tempo possibile.
L'allarme è scattato subito dopo la denuncia di scomparsa presentata dai familiari, preoccupati per il mancato rientro a casa dell'uomo. La Prefettura di Viterbo ha attivato il piano provinciale per le persone scomparse, coordinando le diverse forze sul campo per setacciare l'area dei presunti ultimi avvistamenti.
Nelle attività di perlustrazione sono impegnate diverse squadre dei Vigili del Fuoco, supportate dagli specialisti del soccorso alpino e speleologico, dai carabinieri e dagli agenti della Polizia di Stato. Fondamentale anche il contributo dei volontari della Protezione Civile, che stanno battendo palmo a palmo sia le zone urbane sia le aree rurali e boschive limitrofe. Per velocizzare le operazioni, l'area viene monitorata anche dall'alto grazie all'impiego di droni e, qualora le condizioni lo richiedano, di elicotteri.
I familiari, stretti nell'angoscia, hanno lanciato un appello a chiunque possa aver visto Renzo Profili o sia in possesso di informazioni utili a ricostruire i suoi recenti spostamenti, invitando a contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112. Le ricerche proseguiranno a oltranza anche nelle prossime ore.
Tragico incidente sulla Cimina: la salma di Giuseppe Rubini a disposizione dell'autorità giudiziaria
VITERBO – Resta a disposizione dell'autorità giudiziaria la salma di Giuseppe Rubini, il 50enne che ha perso la vita nel drammatico incidente stradale avvenuto venerdì pomeriggio sulla strada provinciale Cimina. La Procura di Viterbo sta valutando in queste ore se procedere con l'autopsia o se limitarsi a un'ispezione cadaverica esterna, prima di dare il nulla osta per i funerali.
Il tragico schianto si è verificato al chilometro 4,800 della provinciale, nel territorio comunale di Viterbo. Rubini viaggiava a bordo della sua utilitaria in direzione del capoluogo quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte degli inquirenti, si è scontrato frontalmente con un SUV che procedeva in direzione opposta, verso Ronciglione.
L'impatto è stato violentissimo e non ha lasciato scampo al 50enne. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili: i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo. Ferito in modo non grave il conducente dell'altro veicolo, trasportato all'ospedale Belcolle per accertamenti e sotto shock.
Sul luogo del sinistro sono intervenuti i Vigili del Fuoco, per la messa in sicurezza dei mezzi e la rimozione dei detriti, e gli agenti della Polizia Locale, a cui sono affidati i rilievi scientifici per ricostruire l'esatta dinamica della collisione. Entrambi i veicoli sono stati posti sotto sequestro. La notizia della scomparsa di Giuseppe Rubini ha gettato nel dolore parenti e amici, che ora attendono che la magistratura sblocchi la salma per potergli tributare l'ultimo saluto.
17enne ustionato alle mani sul regionale Viterbo-Roma: uno scherzo tra amici
VITERBO - Quello che inizialmente aveva fatto temere un'aggressione o un episodio di bullismo si starebbe delineando, secondo le prime risultanze investigative, come uno scherzo degenerato in pochi istanti e sfociato in un incidente dalle conseguenze potenzialmente molto più gravi.
Proseguono gli accertamenti della Squadra Mobile di Viterbo sull'episodio avvenuto nel pomeriggio di giovedì a bordo di un treno regionale della linea Viterbo-Roma, dove un ragazzo di 17 anni ha riportato ustioni alle mani dopo essere stato investito da una fiammata.
Il giovane è stato soccorso e trasferito all'ospedale Santa Rosa di Viterbo. Dopo le cure e gli accertamenti medici, i sanitari lo hanno dimesso con una prognosi di venti giorni. Le sue condizioni, fortunatamente, non destano preoccupazione.
Nelle ore successive all'accaduto, gli investigatori hanno ricostruito i rapporti tra i ragazzi coinvolti ascoltando i presenti e raccogliendo testimonianze utili a chiarire la dinamica. Dagli elementi emersi finora, il minorenne ferito e il coetaneo ritenuto responsabile del gesto farebbero parte dello stesso gruppo di amici e stavano rientrando da una giornata trascorsa nel Viterbese. Non sarebbero emersi precedenti dissapori, episodi di prevaricazione o situazioni riconducibili a fenomeni di bullismo.
Secondo la ricostruzione al vaglio degli agenti, tutto sarebbe nato da alcuni scherzi tra adolescenti durante il viaggio. Tra spinte e momenti di gioco, uno dei ragazzi avrebbe prelevato del liquido disinfettante da un dispenser presente sul convoglio e lo avrebbe spruzzato addosso all'amico. Poco dopo sarebbe stato avvicinato un accendino acceso. Il prodotto, altamente infiammabile, avrebbe generato una fiammata improvvisa che ha raggiunto il diciassettenne, provocandogli ustioni alle mani.
Sul treno si sono vissuti attimi di forte tensione. Fondamentale si è rivelata la presenza di un agente della polizia di Stato libero dal servizio che stava viaggiando sullo stesso convoglio. Il poliziotto è intervenuto immediatamente, riuscendo a spegnere le fiamme e a prestare i primi soccorsi al ragazzo prima dell'arrivo dei sanitari.
A seguito dell'emergenza, il treno è stato fermato nella stazione di Vetralla per consentire l'intervento del personale del 118 e delle forze dell'ordine. L'episodio ha inevitabilmente causato disagi alla circolazione ferroviaria e momenti di apprensione tra i passeggeri presenti a bordo.
Per il minorenne che avrebbe innescato la combustione è scattata una denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. Le contestazioni ipotizzate dagli inquirenti riguardano le lesioni aggravate e l'interruzione di pubblico servizio.
L'inchiesta prosegue per definire nel dettaglio ogni fase dell'accaduto e accertare eventuali responsabilità. Gli investigatori stanno cercando di comprendere come una bravata tra coetanei possa essersi trasformata in un episodio tanto pericoloso, culminato con il ferimento di un ragazzo, il blocco di un convoglio ferroviario e l'apertura di un fascicolo da parte della magistratura minorile.
La vicenda riaccende inoltre l'attenzione sui comportamenti a rischio tra adolescenti e sull'utilizzo improprio di sostanze infiammabili in luoghi pubblici, soprattutto in contesti affollati come i mezzi di trasporto, dove un gesto compiuto con leggerezza può avere conseguenze imprevedibili.
Sinistra Italiana-Avs: a roma per dire no alle scorie nella provincia di Viterbo
Sinistra Italiana-Avs: a roma per dire no alle scorie nella provincia di Viterbo
ROMA - A sostegno dei comitati che da anni si battono nella Tuscia per dire no alle scorie nucleari, oggi SI-AVS era presente alla manifestazione che si è svolta la Roma per dire no ai siti identificati dal Governo per il deposito nazionale delle scorie 'Il Tevere non accetta scorie'. Riteniamo, infatti, inadatto il progetto che ritiene 'idonei', per il collocamento dello stoccaggio nazionale di scorie nucleari, ben 21 siti nella Tuscia, territorio esposto a rischi idrogeologici.
Oltretutto, in caso di frane o incidenti alcuni siti rischierebbero di inquinare e compromettere le acque del Tevere che attraversa la nostra provincia, espandendo il pericolo anche 'più in là', fino alla Capitale.
Sono 95.000 le tonnellate di rifiuti radioattivi che attendono la loro destinazione. Oltre 20.000 tonnellate le scorie che rimarranno radioattive per le prossime generazioni. Scaricare sulla Tuscia questo peso, consapevolmente al rischio idrogeologico delle aree identificate come idonee, significa ignorare la volontà e le preoccupazioni di cittadini e cittadine del viterbese, anche la contaminazione del Tevere diventa un rischio concreto. In Europa ci sono dei precedenti e quanto già accaduto ad Asse, in Germania, dove l'inquinamento radioattivo delle acque resta ancora senza soluzione, deve essere un monito per tutti noi.
Proteggere la Tuscia e il Tevere non è solo una battaglia ambientale, ma una priorità per la salute di milioni di persone che abitano la nostra regione.
Valeria Bruccola, Segretaria della Federazione Provinciale di Sinistra Italiana-AVS
Trasporto di emozioni: aperto il concorso fotografico degli ex facchini
VITERBO - Raccontare attraverso la fotografia i momenti più significativi delle festività dedicate a Santa Rosa, il Corteo Storico, la Solenne Processione del Cuore di Santa Rosa, le Mini Macchine e il trionfale trasporto della Macchina di Santa Rosa del 3 settembre.
L’iniziativa promossa dall'Associazione Ex Facchini di Santa Rosa ha lo scopo di saper cogliere la fede, la tradizione, la partecipazione popolare e le emozioni che ogni anno accompagnano queste celebrazioni uniche al mondo.
Per conoscere tutti i dettagli relativi alle modalità di partecipazione, ai termini di presentazione delle opere e ai requisiti richiesti, si invita a consultare il bando ufficiale pubblicato sul sito internet dell'Associazione Ex Facchini di Santa Rosa www.associazioneexfacchinidisantarosa.it.
'Trasporto di Emozioni' non è soltanto un concorso fotografico, ma un'occasione per testimoniare attraverso l'obiettivo il profondo legame che unisce Viterbo alla sua Santa Patrona, raccontando immagini di devozione, storia e passione che continuano a vivere nel cuore della città.
Partecipare significa lasciare un segno nella storia della Festività della nostra amata Patrona.
Associazione Ex Facchini di Santa Rosa
A Viterbo il primo storico raduno del Ruolo Sergenti dellEsercito Italiano
VITERBO – La Scuola Sottufficiali di Viterbo, storica 'Casa Madre' della categoria, ha fatto da cornice al primo storico raduno del Ruolo Sergenti dell'Esercito Italiano. L'evento, di profondo valore istituzionale e identitario, ha celebrato il Ventennale del 10° Corso, vedendo la straordinaria partecipazione dei colleghi giunti dal 1° al 9° Corso e la presenza dei frequentatori del 29° Corso, attualmente in formazione nel capoluogo della Tuscia.
Nella giornata di venerdì 19 giugno si è svolta alla presenza di alte autorità militari. Tra i partecipanti, il Comandante della Scuola Sottufficiali, Generale di Divisione Maurizio Taffuri, il Sottufficiale di Corpo dell'Istituto, Luogotenente Giampiero Monti, il Generale di Brigata Giuseppe Zizzari (Presidente della Commissione Avanzamento) e il Decano della categoria, Sergente Maggiore Aiutante Salvatore Calabretta. Da Roma sono giunti anche i fervidi auguri del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, trasmessi per l'occasione dal Primo Luogotenente Michele Romano, Sottufficiale di Corpo dell'Esercito. Il perfetto successo della giornata è stato coordinato dal Sergente Maggiore Aiutante Antonio Scognamiglio, che ha ricevuto il plauso dei partecipanti.
Un ringraziamento speciale e sentito è stato rivolto a tutte le famiglie che quotidianamente supportano il personale in prima linea nel servizio quotidiano. Un momento di profonda commozione è stato dedicato al ricordo deferente di tutti i colleghi caduti negli ultimi vent'anni, il cui esempio resta indelebile nello spirito della categoria. Il raduno ha confermato la costante evoluzione del Ruolo Sergenti, risorsa strategica e 'cerniera' insostituibile all'interno della struttura organizzativa e operativa dell'Esercito Italiano, riaffermando lo spirito di corpo e l'orgoglio del servizio che da oltre un ventennio unisce questi professionisti della difesa.
Scorie nucleari, la protesta della Tuscia a Roma: 'In gioco il futuro del territorio'
ROMA - Non è soltanto una battaglia del Viterbese. È questo il messaggio che amministratori locali, comitati e cittadini della Tuscia hanno voluto lanciare da Roma, scegliendo il Tevere come palcoscenico simbolico per una nuova mobilitazione contro l'ipotesi di realizzare nel territorio provinciale il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi.
La manifestazione, organizzata dal Biodistretto della Via Amerina e delle Forre insieme ai movimenti contrari al progetto, si è svolta sabato 20 giugno e ha portato la protesta direttamente nella Capitale. I partecipanti si sono imbarcati allo Scalo de Pinedo e hanno attraversato il centro storico lungo il fiume fino all'Isola Tiberina, per poi concludere l'iniziativa con un incontro pubblico in piazza Belli.
L'obiettivo dichiarato era quello di coinvolgere direttamente Roma in una questione che, secondo i promotori, avrebbe conseguenze ben oltre i confini della provincia di Viterbo. A sostegno della mobilitazione sono intervenuti sindaci e consiglieri comunali della Tuscia, rappresentanti dei comitati civici, consiglieri regionali e membri dell'Assemblea Capitolina e dei municipi romani.
Tra i territori rappresentati figuravano Montefiascone, Tuscania, Civita Castellana, Corchiano, Gallese, Vasanello, Canepina, Vignanello, Vallerano e Canino, tutti accomunati dalla contrarietà all'eventuale individuazione di uno dei 21 siti della Tuscia come sede del deposito nazionale.
Secondo il Biodistretto, il territorio viterbese rischia da anni di diventare il principale polo energetico del Lazio. Da una parte la forte presenza di impianti da fonti rinnovabili, che secondo gli oppositori rappresenterebbero già una quota significativa del totale regionale; dall'altra la possibilità di ospitare il deposito destinato ad accogliere circa 95 mila metri cubi di rifiuti radioattivi, compresi circa 20 mila metri cubi provenienti dalle ex centrali nucleari italiane.
Per i promotori della protesta, una simile prospettiva sarebbe incompatibile con la vocazione agricola, ambientale e paesaggistica della Tuscia. Da qui la richiesta di escludere definitivamente il territorio dalla procedura di individuazione del sito nazionale.
Uno dei punti centrali della contestazione riguarda il ruolo di Sogin, la società pubblica incaricata di gestire il decommissioning nucleare e di individuare le aree ritenute idonee ad accogliere il deposito. Secondo il Biodistretto, durante il percorso di selezione non sarebbero state adeguatamente considerate le osservazioni avanzate dal mondo scientifico, tecnico e accademico, né le peculiarità economiche e sociali del territorio interessato.
I comitati contestano inoltre il modello di stoccaggio previsto dal progetto. A loro avviso, la realizzazione di un deposito di superficie destinato a custodire le scorie nucleari prodotte nel corso degli anni non rappresenterebbe la soluzione più adeguata. Gli organizzatori richiamano infatti le indicazioni europee che, per determinate categorie di rifiuti radioattivi, indicano la necessità di strutture di smaltimento geologico profondo.
Durante la manifestazione è stato sottolineato come la vicinanza tra la Tuscia e Roma renda impossibile considerare la questione esclusivamente locale. La Capitale dista infatti poche decine di chilometri dalle aree individuate e qualsiasi criticità, sostengono i promotori, avrebbe inevitabilmente ripercussioni anche sull'area metropolitana più popolosa del Paese.
Non a caso, sia il Consiglio comunale di Roma sia la Città Metropolitana hanno già espresso il proprio sostegno alla mobilitazione dei territori del Viterbese attraverso atti approvati all'unanimità. Un segnale che gli organizzatori interpretano come la conferma di una crescente consapevolezza istituzionale sul tema.
Tra le preoccupazioni emerse durante l'iniziativa anche quelle legate agli scenari internazionali. I promotori hanno richiamato i recenti conflitti che hanno coinvolto infrastrutture nucleari in diverse aree del mondo, evidenziando come tali siti possano diventare obiettivi particolarmente sensibili in caso di attacchi militari o terroristici.
Al termine della giornata, il Biodistretto della Via Amerina e delle Forre ha ribadito la propria posizione: la realizzazione del deposito nazionale nella Tuscia rappresenterebbe un rischio ambientale e territoriale non solo per il Viterbese ma anche per Roma e per l'intero Lazio. Per questo motivo la mobilitazione proseguirà nei prossimi mesi con nuove iniziative e richieste di confronto rivolte alle istituzioni nazionali.
La navigazione sul Tevere ha così assunto un significato che va oltre la semplice manifestazione simbolica: portare la voce della Tuscia nel cuore della Capitale e ricordare che la scelta del futuro sito per le scorie nucleari è una questione che riguarda milioni di cittadini.
Emergenza acqua a Vitorchiano, i comitati diffidano il gestore: «Pronti a vie legali»
VITORCHIANO – Con l'arrivo dei primi caldi estivi si ripresenta puntuale l'incubo della carenza idrica a Vitorchiano, in particolare nelle popolose zone del Pallone e di Paparano. A sollevare il caso è Lucio Spadini, presidente del comitato 'Vitorchiano per tutti', che attraverso una dura nota indirizzata ai vertici della società di gestione del servizio idrico e, per conoscenza, al Sindaco, chiede l'immediata cessazione dei disservizi e totale trasparenza sulla gestione della rete.
I residenti denunciano il ritorno delle interruzioni del flusso idrico, un copione già visto due anni fa quando l'erogazione veniva sospesa durante le ore notturne. Un provvedimento che il comitato non esita a definire «al limite della legalità», soprattutto alla luce delle rassicurazioni ottenute in passati tavoli tecnici, durante i quali era stata garantita la totale risoluzione delle criticità infrastrutturali.
Ciò che sconcerta i cittadini è l'assenza di comunicazioni ufficiali a fronte di un blocco del servizio già tangibile. Tra la popolazione rincorrono voci contrastanti: c'è chi parla di lavori in corso mai segnalati sull'albo pretorio del Comune, chi di serbatoi vuoti, chi di guasti ai pompaggi o di blackout elettrici. Il comitato respinge con forza l'ipotesi di una reale scarsità della risorsa naturale, definendola «assai improbabile» sia perché i pozzi privati della zona non registrano cali di pressione, sia perché la stagione primaverile è stata caratterizzata da piogge abbondantissime.
Le preoccupazioni dei residenti guardano anche al futuro prossimo. Il carico antropico sulle frazioni di Pallone e Paparano è destinato ad aumentare considerevolmente a causa delle nuove aperture sul territorio, tra cui un centro commerciale e un polo scolastico progettato per ospitare 220 bambini. Strutture che, inevitabilmente, registreranno un picco nei consumi idrici su una rete che si mostra già in forte affanno.
Da qui il sollecito formale al primo cittadino affinché intervenga per quanto di sua competenza a tutela della comunità. Il comitato 'Vitorchiano per tutti', sostenuto da altre realtà associative e da singoli residenti, fa sapere che non tollererà un'estate di disagi a fronte di bollette peraltro onerose. Se il servizio pubblico non verrà garantito regolarmente, i cittadini si dicono pronti a rivolgersi alle associazioni dei consumatori e a ogni organismo di controllo competente per vedere tutelato il proprio diritto fondamentale all'acqua potabile.
Estate a Viterbo, torna lacqua nelle fontane della città
VITERBO – L’acqua torna a zampillare nelle fontane del capoluogo della Tuscia.
È infatti sotto gli occhi di tutti come nelle principali fontane della città – da piazza della Rocca a piazza Dante, passando per piazza delle Erbe e piazza San Faustino – sia tornata a sgorgare acqua limpida che finisce all’interno di vasche pulite e curate.
(Piazza della Rocca)
Rispetto agli anni precedenti, la stagione estiva si apre quindi nel migliore dei modi, con la riattivazione dei flussi idrici che, salvo qualche piccola imperfezione, appaiono pienamente funzionanti. In alcuni casi si possono notare bocchettoni che erogano acqua con una pressione diversa rispetto agli altri, ma nel complesso il sistema sembra aver ripreso regolarmente la propria attività.
(Piazza San Faustino)
(Piazza delle erbe)
Non tutte le fontane, però, sono ancora tornate operative. All’appello manca infatti quella di piazza Fontana Grande, attualmente interessata da un importante intervento di restauro e riqualificazione che ne impedisce, per il momento, la riattivazione. Con conseguente transennamento per facilitare lo svolgimento dei lavori.
Due nuovi arrivi in casa Sorianese: ufficiali DAguanno e Porta
SORIANO NEL CIMINO - Federico D’Aguanno, centrocampista classe 2002 impiegabile anche da esterno e da terzino destro, arriva in rossoblù dopo l’esperienza con l’Ottavia. Cresciuto calcisticamente nel Ladispoli, ha completato il proprio percorso fino alla prima squadra, maturando esperienze importanti sia in Serie D sia nel campionato di Eccellenza.
Profilo duttile e già formato nella categoria, D’Aguanno porta alla Sorianese qualità, corsa e capacità di adattarsi a più soluzioni tattiche.
«Sono molto contento di questa scelta», ha dichiarato D’Aguanno. «Sono venuto varie volte da avversario e mi ha sempre colpito l’ambiente, per l’amore e la carica che riesce a dare. Conosco il valore dello staff e del direttore Capretti, so come lavorano e sono sicuro che faremo un gran bel campionato».
Angelo Porta, portiere classe 2006, arriva dall’Orvietana, club di Serie D, dove ha trascorso due stagioni intervallate dalla parentesi con la Primavera della Pianese. Per lui si tratta di un ritorno in rossoblù: Porta è infatti cresciuto nel settore giovanile della Sorianese, dove ha mosso i primi passi del suo percorso calcistico.
«È un’emozione grandissima ritornare in una società come la Sorianese», ha dichiarato Porta. «Questa società ha sempre rappresentato per me un punto di riferimento importante e ritrovare questo ambiente mi rende davvero felice. Sono prontissimo a rimettermi in gioco e non vedo l’ora di scendere in campo».
La società accoglie Federico D’Aguanno e Angelo Porta e augura a entrambi buon lavoro in vista della nuova stagione con la maglia della Sorianese.
Acquapendente approva il Piano di Gestione del Bosco del Sasseto
ACQUAPENDENTE – Il Consiglio comunale di Acquapendente ha approvato l’adozione del Piano di Gestione e Assestamento Forestale del Monumento Naturale Bosco del Sasseto, uno strumento strategico destinato a guidare la tutela e la valorizzazione dell’area nei prossimi quindici anni.
Il provvedimento è stato approvato con 10 voti favorevoli e due astensioni. Alla maggioranza si sono unite le consigliere di minoranza Federica Friggi e Domitilla Agostini, mentre hanno scelto l’astensione i consiglieri Alessandro Brenci e Valentina Sarti.
A illustrare i contenuti del piano è stato l’assessore all’Ambiente Glauco Clementucci, che ha sottolineato l’importanza di uno strumento ritenuto indispensabile per garantire una gestione sostenibile del patrimonio forestale. «Il Piano di Gestione Forestale – ha spiegato – rappresenta uno strumento fondamentale per assicurare la tutela, la valorizzazione e la gestione ottimale delle risorse boschive, con particolare attenzione alle funzioni non produttive del patrimonio forestale».
Tra gli obiettivi principali figurano la salvaguardia delle funzioni protettive e paesaggistiche del bosco, la valorizzazione delle attività ricreative e culturali, la tutela della biodiversità e il ruolo ambientale svolto dal patrimonio forestale nell’assorbimento dell’anidride carbonica.
Prima dell’approvazione in aula si è svolta anche una riunione della Commissione Ambiente per approfondire gli aspetti tecnici del documento. Dopo l’adozione da parte del Comune, il piano dovrà ora essere sottoposto all’approvazione definitiva della Regione Lazio.
L’assessore Clementucci ha evidenziato come il Bosco del Sasseto fosse rimasto escluso dalla precedente pianificazione forestale e come il nuovo documento colmi finalmente questa lacuna, introducendo un sistema di monitoraggio e gestione puntuale delle aree più sensibili.
Particolare attenzione è riservata alle piante monumentali presenti all’interno del Monumento Naturale. «Sono circa sessanta gli esemplari censiti e inseriti nell’elenco trasmesso alla Regione – ha dichiarato Clementucci – e questo rappresenta un motivo di grande orgoglio per la nostra comunità». Il piano individua inoltre sentieri, manufatti e altri elementi di interesse presenti nell’area protetta, includendo anche i Giardini di Torre Alfina tra i beni oggetto di programmazione e tutela.
Con l’adozione del nuovo Piano di Gestione, Acquapendente compie un passo significativo verso una gestione integrata e sostenibile di uno dei luoghi più suggestivi e preziosi della Tuscia, riconosciuto per il suo straordinario valore naturalistico, storico e paesaggistico.
Principio dincendio sulla SP29 tra Civita Castellana e Corchiano, intervengono i carabinieri
CORCHIANO – Momenti di apprensione nel tardo pomeriggio di oggi, sabato 20 giugno, lungo la Strada Provinciale 29 che collega Civita Castellana a Corchiano, dove è stato segnalato un principio d’incendio in località Capo la Ripa, nel territorio comunale di Corchiano, a pochi chilometri dall’ingresso del paese.
Secondo le prime informazioni, alcuni automobilisti in transito hanno notato del fumo provenire da un’area a bordo strada e hanno immediatamente dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i carabinieri, che hanno effettuato i primi controlli e messo in sicurezza l’area, monitorando l’evolversi della situazione e garantendo la regolare circolazione lungo l’arteria.
L’episodio si è verificato nella zona di Capo la Ripa, località situata nel comune di Corchiano lungo la SP29, nei pressi del confine con il territorio di Civita Castellana. Al momento non sono ancora note le cause che hanno originato il principio d’incendio né l’esatta estensione dell’area interessata dalle fiamme.
Non risultano persone ferite né danni a veicoli o persone. Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore per accertare l’origine del rogo e valutare eventuali interventi di bonifica dell’area coinvolta.
Futuro Nazionale in Viale Trento, Fusco: Oltre 100 firme per il progetto Tolleranza Zero
VITERBO – Sicurezza, decoro urbano e partecipazione dei cittadini al centro del gazebo organizzato da Futuro Nazionale nella mattinata di oggi in Viale Trento. Un'iniziativa che, secondo il movimento guidato a livello locale da Umberto Fusco, ha registrato una significativa partecipazione da parte dei residenti e dei cittadini interessati alle proposte politiche del partito.
Nel corso dell'appuntamento sono state raccolte oltre 25 nuove adesioni a Futuro Nazionale e al progetto politico ispirato alle idee del generale Roberto Vannacci, mentre più di 100 persone hanno sottoscritto la campagna a sostegno del programma 'Tolleranza Zero', presentato come un piano finalizzato al rafforzamento della sicurezza, del controllo del territorio e del rispetto delle regole.
La scelta di allestire il gazebo in Viale Trento non è stata casuale. L'area, infatti, viene indicata dal movimento come uno dei punti della città maggiormente interessati da problematiche legate al degrado urbano e alla percezione di insicurezza da parte dei residenti e degli operatori commerciali.
Secondo quanto riferito da Futuro Nazionale, durante l'iniziativa si sarebbero verificati alcuni momenti di tensione con gruppi di cittadini stranieri presenti nella zona, situazione che avrebbe reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine per garantire il regolare svolgimento dell'evento.
«La risposta dei cittadini è stata forte e concreta – ha dichiarato Umberto Fusco –. Molte persone si sono fermate per confrontarsi con noi e per sostenere le nostre proposte. Continueremo a essere presenti sul territorio per raccogliere segnalazioni e portare avanti iniziative finalizzate a migliorare la sicurezza e la qualità della vita nei quartieri della città».
Fusco ha inoltre annunciato l'intenzione di richiedere nei prossimi giorni un incontro con il Prefetto di Viterbo per rappresentare le problematiche emerse durante il confronto con i cittadini e sollecitare interventi mirati nelle aree considerate più critiche.
L'iniziativa si inserisce nel percorso di radicamento territoriale avviato da Futuro Nazionale, che nelle prossime settimane prevede ulteriori momenti di ascolto e confronto con la cittadinanza sui temi della sicurezza, del decoro urbano e della vivibilità dei quartieri.
Vitorchiano, auto si ribalta: due persone ferite
VITORCHIANO – Momenti di apprensione nella mattinata di oggi a Vitorchiano, dove un'autovettura si è ribaltata per cause ancora in fase di accertamento.
L'incidente ha coinvolto due persone, rimaste ferite nell'impatto. Al momento non sono state rese note le loro condizioni di salute né la gravità delle lesioni riportate.
Immediato l'intervento dei soccorsi. Sul luogo dell'incidente sono giunte due ambulanze e un'automedica dell'Ares 118, che hanno prestato le prime cure ai feriti prima del trasferimento in ospedale per gli accertamenti necessari.
Fondamentale anche l'operato dei vigili del fuoco, intervenuti per mettere in sicurezza il veicolo e liberare gli occupanti rimasti incastrati tra le lamiere dopo il ribaltamento.
Presenti inoltre i carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto, e la polizia locale di Vitorchiano, che ha provveduto alla gestione della viabilità e alla regolazione del traffico durante le operazioni di soccorso.
Le cause dell'incidente restano al vaglio degli investigatori. Non è esclusa alcuna ipotesi, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire le circostanze che hanno portato al ribaltamento del mezzo.
Discarica di San Silvestro, opposizioni all'attacco: 'No all'impianto, va difeso il territorio'
CIVITA CASTELLANA – Torna al centro del dibattito politico e ambientale la vicenda della discarica per rifiuti inerti prevista nell'ex cava di località San Silvestro. A riaccendere la discussione è stata la nota depositata il 17 giugno scorso dalla società EcoCivita Srl, con la quale viene sollecitata la ripresa della Conferenza dei Servizi, sospesa nel dicembre 2025, per l'esame del progetto che prevede la realizzazione di una discarica per rifiuti inerti, un impianto di frantumazione e il recupero morfologico dell'area estrattiva dismessa.
A intervenire sulla questione sono la Coalizione San Gallo e il Movimento 5 Stelle di Civita Castellana, che ribadiscono la loro netta contrarietà all'iniziativa e chiedono nuove occasioni di confronto pubblico e istituzionale.
Per la Coalizione San Gallo, l'utilizzo delle cave dismesse come siti destinati allo smaltimento dei rifiuti rappresenta una scelta incompatibile con una politica di sviluppo sostenibile del territorio. Secondo il consigliere comunale Francesco Romito, la contrarietà al progetto si fonda sulle analisi tecniche e sulle osservazioni depositate presso gli enti competenti, dalle quali emergerebbero elementi tali da escludere la compatibilità dell'intervento con le caratteristiche ambientali e territoriali dell'area.
La Coalizione punta inoltre il dito contro alcune scelte compiute a livello regionale, in particolare la riduzione delle distanze minime tra discariche e siti sensibili prevista dal nuovo Piano Regionale dei Rifiuti. Da qui la richiesta di istituire una commissione consiliare speciale che possa monitorare la situazione delle cave presenti sul territorio comunale e individuare strumenti amministrativi e pianificatori capaci di favorire il recupero ambientale e agricolo delle aree dismesse.
Sulla stessa linea anche il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Civita Castellana, che ricorda il lavoro svolto negli anni scorsi dall'ex consigliere comunale Valerio Biondi nell'analisi della documentazione progettuale e nella presentazione di osservazioni tecniche insieme ai rappresentanti di Rifondazione Comunista.
I pentastellati evidenziano diverse criticità che, a loro giudizio, renderebbero il progetto incompatibile con il territorio. Tra queste vengono citate la presenza di un vincolo boschivo, la vicinanza della scuola di Sassacci e di un centro ippico, il posizionamento dei piezometri per il monitoraggio delle acque e la presenza di falde sotterranee che alimentano i punti di captazione idrica gestiti da Talete.
Alla luce della recente richiesta avanzata da EcoCivita, il Movimento 5 Stelle sollecita la convocazione urgente della Commissione Ambiente e di un Consiglio comunale aperto, per consentire alla cittadinanza di essere informata sugli sviluppi del procedimento e partecipare al confronto.
La questione della discarica di San Silvestro si conferma così uno dei temi più delicati per il futuro del territorio civitonico, con il dibattito politico che torna ad accendersi tra tutela ambientale, pianificazione del territorio e gestione dei rifiuti.
