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Lost in Civita, dieci anni di sfide e divertimento. Presentate ieri le coppie partecipanti
CIVITA CASTELLANA - Dieci anni di Lost in Civita e una tradizione che continua a crescere. La caccia al tesoro più famosa della Tuscia torna domenica 13 settembre nella città della ceramica, pronta ad animare le strade cittadine con una competizione all'insegna del divertimento, dell'ingegno e della sana rivalità.
Saranno 51 le coppie che quest'anno si contenderanno la vittoria, affrontando una serie di prove e cercando di arrivare fino all'ultimo indizio prima degli avversari. Come da tradizione, non mancheranno le sorprese. Il team di Lost, guidato da Francesco Soli, ideatore del gioco, mantiene il massimo riserbo sui dettagli della nuova edizione: 'Sarà un'edizione stellare, ricca di supereroi'. Punto.
L'appuntamento è fissato per domenica alle 8.30 in piazza Matteotti, da dove prenderà ufficialmente il via la competizione. Ieri sera, invece, sempre in piazza Matteotti si è tenuta la presentazione ufficiale delle squadre.
«Di anno in anno – commenta Francesco Soli – aumenta il numero dei concorrenti che decidono di partecipare. Sono persone di tutte le età che vogliono mettersi in gioco, sfidandosi tra enigmi, quiz e prove fisiche. In ogni edizione, inoltre, il livello di difficoltà cresce sempre di più».
A rendere possibile l'evento è una squadra ormai affiatata e consolidata, composta da Giovanni Cancilla, Davide Frate, Camilla Giovannetti, Francesco Grifoni, Andrea Lisco, Ida Ruggiero, Franco Sabbatini e Francesco Soli. Un gruppo unito che, edizione dopo edizione, continua a dare vita a un appuntamento capace di coinvolgere l'intera città.
Negli ultimi anni, inoltre, Lost in Civita ha rafforzato i rapporti con altre realtà associative del territorio, contribuendo anche a ispirare iniziative simili, come Nepi Express.
'La capacità di fare rete - dichiara infine Soli - rappresenta uno degli aspetti più significativi dell'esperienza di Lost. La collaborazione tra associazioni e persone dimostra infatti quanto l'unione delle forze possa contribuire a rendere una città più viva, partecipata e ricca di iniziative'.
Il nuovo volto dello storico Bar Sergio & Danilo, rinnovato nell'immagine ma fedele nell'anima
CIVITA CASTELLANA - Ci sono luoghi che non sono semplicemente bar, ma pezzi di vita collettiva, custodi di ricordi e punti fermi per intere generazioni. Nella giornata di ieri, venerdì 11 settembre, lo storico Bar Sergio & Danilo ha aperto ufficialmente le porte della sua nuova casa, inaugurando un locale completamente rinnovato nell'immagine ma fedele nell'anima.
Per decenni, questo bar ha visto generazioni e generazioni crescere a suon di cappuccini preparati a regola d'arte e degli inconfondibili biscotti 'de zi Sergio'. Un punto di riferimento fatto di volti familiari, accoglienza autentica e un amore profondo per il proprio mestiere: quello stesso amore che Sergio e Danilo hanno saputo trasmettere giorno dopo giorno, con pazienza e dedizione, ai loro figli.
Oggi la firma è quella di Silvia, Stefano e Fabio. Con il passaggio generazionale, i tre ragazzi hanno scelto di fare un passo in avanti, mettendo la propria impronta in un ambiente che valorizza al massimo il mestiere nobile appreso dai genitori.
Il nuovo locale nasce dalla volontà di creare uno spazio più vicino alle loro corde e alla loro visione, un ambiente luminoso, minimal ed essenziale. Quelli che per anni sono stati spazi sommersi da ricordi del passato hanno lasciato il posto a linee pulite e a una grande luminosità che ha sorpreso e conquistato tutti i clienti e gli amici presenti all'inaugurazione.
Si tratta di una perfetta fusione tra la tradizione nel modo di lavorare, fatta di qualità, cura del dettaglio e rispetto per il cliente e la loro sensibilità contemporanea, orientata a un concept di locale più moderno e funzionale.
Nonostante il cambio d'abito, l'essenza del Bar Sergio & Danilo resta immutata. Silvia, Fabio e Stefano continuano a onorare quotidianamente gli insegnamenti ricevuti, portando avanti un'eredità preziosa con l'entusiasmo della nuova generazione.
A Silvia, Stefano e Fabio va l'augurio più grande per questa nuova avventura. Con la certezza che Sergio e Danilo, che da lassù continuano a guidarli, non potrebbero che essere immensamente fieri del percorso dei loro ragazzi e di questo straordinario nuovo inizio.
Nuovi volti e incarichi in Questura, ecco chi arriva a Viterbo
VITERBO – Nuovi incarichi alla Questura di Viterbo, con tre funzionari della Polizia di Stato chiamati a ricoprire ruoli di responsabilità tra il capoluogo e Tarquinia.
Il commissario capo Riccardo Carvone
Laureato in Giurisprudenza e con un master di secondo livello in Diritto, organizzazione e gestione della sicurezza, arriva dalla Questura di La Spezia, dove ha ricoperto l'incarico di dirigente dell'Ufficio Immigrazione. A Viterbo assumerà il ruolo di capo di Gabinetto.
Il commissario Leonardo Bernardis
Laureato in Giurisprudenza e con alle spalle la pratica forense presso il Tribunale di Napoli. Anche lui ha conseguito un master di secondo livello in Diritto, organizzazione e gestione della sicurezza. Alla Questura di Viterbo sarà dirigente dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.
Il commissario Giulio Cristofori
Laureato in Scienze giuridiche e già in servizio alla Questura di Viterbo come funzionario addetto alla Squadra Mobile, assume l'incarico di dirigente del Commissariato distaccato di Pubblica Sicurezza di Tarquinia.
Tre nuovi incarichi che vanno quindi a ridefinire alcuni dei ruoli di responsabilità all'interno della Polizia di Stato sul territorio viterbese.
Giocavamo pe strada, stavolta si gioca a Viale Trento: 'Qui servono esempi positivi'
VITERBO – Si torna a giocare “pe strada” con la due giorni del 19 e 20 settembre che riporterà lo sport li, dove tutti bene o male siamo passati, appunto pè strada. E quest'anno, per la prima volta, si cambia location: da Valle Faul a Viale Trento.
«Siamo alla quarta edizione, ormai un appuntamento fisso che nasce con lo scopo di far conoscere le varie attività sportive della nostra città – introduce la sindaca Chiara Frontini –. Quest'anno saremo in una nuova location, Viale Trento».
Dopo tre edizioni svolte a Valle Faul, infatti, “Giocavamo pe strada” si trasferisce in una zona della città che negli ultimi anni ha fatto spesso parlare di sè. Una scelta tutt'altro che casuale, come spiega l'assessore Emanuele Aronne: “Le aree di degrado si recuperano portandoci dentro eventi e manifestazioni capaci di creare vita e sicurezza. Quella di Viale Trento la definisco una scelta semplice: ha bisogno di esempi positivi e lo sport cade a pennello”.
Cosa offrirà “Giocavamo pe strada”?
La formula resterà quella già sperimentata a Valle Faul: numerose discipline sportive, stand e attività aperte a bambini e ragazzi, con la partecipazione anche dell'Aeronautica Militare e dell'Esercito.
Le attività libere si svolgeranno dalle 10 alle 13, mentre dalle 16 alle 19 sarà il momento delle dimostrazioni delle diverse discipline, dal judo alla muay thai, passando per baseball, pallavolo e molte altre attività. Per la sera è inoltre prevista un'iniziativa sul palco, ancora in fase di definizione.
“Siamo alla quarta edizione e parlarne è motivo d'orgoglio – spiega Simone Bonoli –. Lo sport è il gioco più bello del mondo e lo si fa tutti insieme. Portarlo anche nelle zone più “particolari” della città significa permettere a tutti di viverlo”.
Per consentire lo svolgimento della manifestazione verranno eliminati temporaneamente i parcheggi presenti nell'area interessata dall'evento. Per chi arriverà in macchina resteranno a disposizione, tra gli altri, i parcheggi di via Garbini e via Capocci.
Un ruolo importante sarà giocato anche dalla biblioteca di Viale Trento, definita durante la presentazione uno “sponsor silente” dell'iniziativa, grazie al lavoro portato avanti negli ultimi anni per animare la zona attraverso eventi e attività.
'Non vogliamo voltare le spalle a Viale Trento'
Proprio la scelta della nuova location diventa uno dei messaggi principali della quarta edizione.
“Ormai è una tradizione di questa amministrazione e, come dietro ogni tradizione, c'è una scelta – sottolinea l'assessore Giancarlo Martinengo –. Questa volta riguarda il cambiamento e nasce dalla volontà di non dare le spalle a un'area che vogliamo supportare. È questa la differenza di chi vuole cambiare e modificare le cose”.
L'obiettivo, dunque, va oltre la semplice organizzazione di una manifestazione sportiva: utilizzare lo sport anche come strumento di aggregazione e come occasione per riportare famiglie, ragazzi e associazioni in uno dei quadranti più delicati della città.
In bici sulla Francigena al chiaro di luna
Durante la due giorni ci sarà anche “Bici in Francigena”, iniziativa presentata dalla consigliera Alessandra Croci nell'ambito di un progetto risultato vincitore di un bando di Cinecittà.
“Proponiamo due giri al chiaro di luna, in due direzioni: uno verso il Bagnaccio e uno verso le Terme dei Papi – spiega Croci –. Per iscriversi sarà possibile rivolgersi all'Infopoint di Viale Ascenzi. Ai partecipanti verranno consegnati una pettorina e un gadget per renderli riconoscibili”.
La partenza è prevista alle 19 da Viale Trento. Il gruppo percorrerà la Francigena accompagnato e in sicurezza, con alcune sorprese previste lungo il percorso e all'arrivo.
Aeronautica ed Esercito ancora protagonisti
Confermata anche la presenza delle Forze Armate. Per l'Aeronautica Militare ha parlato il Col. Dario Ricci “anche per quest’edizione torneremmo con lo stand dedicato alla scherma, mettendo a disposizione istruttori che permetteranno ai più giovani di avvicinarsi alla disciplina e provarne alcune tecniche”.
Presente anche il vicecomandante della Scuola Sottufficiali dell'Esercito, Col. Gianluca Carriero “Siamo felici di partecipare a questa manifestazione perché si fa promotrice della funzione più importante dello sport, quella sociale. Anche quest'anno permetteremo ai ragazzi di cimentarsi in esercizi e prove all'interno dei nostri stand”.
Notte Rosa a Viterbo, sabato 12 settembre centro storico blindato
VITERBO - Sabato 12 settembre, a partire dalle ore 18,30, torna la Notte Rosa a Viterbo. In programma numerose iniziative nel centro cittadino, tra cui piazza del Plebiscito, piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza delle Erbe, corso Italia, piazza della Repubblica, via Saffi e largo Mario Fani. A tal proposito, con apposita ordinanza (n. 595 del 9-9-2026, polizia locale), sono state emanate alcune misure alla sosta e alla circolazione veicolare nelle suddette piazze e nelle zone limitrofe interessate dall'evento. Nel dettaglio, ecco i principali provvedimenti previsti per la giornata di sabato 12 settembre:
-dalle ore 16,00 di sabato alle ore 03,00 di domenica 13 settembre e comunque fino a cessata necessità, divieto di sosta con rimozione forzata per tutte le categorie di veicoli, a piazza Fontana Grande, via delle Fabbriche, via Cavour e piazza del Plebiscito; in tali vie e piazza, interruzione della circolazione veicolare a partire dalle ore 18,30, con deviazione del flusso veicolare proveniente da via Garibaldi in direzione via delle Fabbriche;
-dalle ore 18,30 di sabato 12 settembre fino a cessata necessità del giorno successivo divieto di transito in via Marconi e in piazza della Repubblica, anche nel corridoio tra via C. Dobici e largo Marconi.
-La chiusura dell'area pedonale corso Italia, piazza delle Erbe, via Orologio Vecchio, via Roma, via Saffi sarà prolungata, in modo continuativo, dalle ore 15,00 del 12 settembre alle ore 03,00 di domenica 13 settembre.
Durante l'intera durata della manifestazione, in caso di intenso traffico e/o di necessità, potrà essere interdetto il transito veicolare da porta Romana.
In caso di necessità, gli agenti di polizia locale e gli altri organi di polizia stradale potranno consentire il transito a particolari categorie di utenti, per comprovate esigenze, compatibilmente con le condizioni viarie e viabili dei luoghi interessati dall'evento.
La versione integrale dell'ordinanza è consultabile alla sezione albo pretorio del sito istituzionale www.comune.viterbo.it .
Rinforzi alla Questura di Viterbo, 12 nuovi agenti tra Viterbo e Tarquinia
VITERBO - 'Esprimo grande soddisfazione per l'assegnazione di nuove unità della Polizia di Stato alla Questura di Viterbo: sei destinate al Commissariato di Tarquinia e altre sei alle sezioni operative interne; che si aggiungono agli agenti già arrivati ad agosto, per un rinforzo di quasi venti unità operative. Si tratta di un segno tangibile dell'attenzione riservata dal Governo Meloni e dal ministro Piantedosi alla provincia di Viterbo: potenziare gli organici significa garantire una presenza più capillare dello Stato e mettere le nostre forze dell'ordine nelle condizioni di operare con maggiore efficacia. L'obiettivo è andare a incidere in particolare sulle aree che presentano maggiori criticità, dal centro di Viterbo al territorio di Tarquinia. È una scelta precisa, che va nella direzione di colmare il progressivo depotenziamento registrato negli anni passati e di restituire centralità ai presidi territoriali. La sicurezza non si garantisce con gli slogan, ma attraverso investimenti concreti in personale e mezzi. Ringrazio il presidente Giorgia Meloni e il ministro Piantedosi, che continuano a dimostrare con i fatti grande attenzione per i cittadini e per tutte le donne e gli uomini in divisa, chiamati quotidianamente a svolgere un lavoro fondamentale ed estremamente delicato. In questo percorso di rafforzamento della Questura di Viterbo, va sottolineato anche il lavoro svolto dal questore Giorgio Di Munno, che rappresenta una presenza importante e qualificata per il territorio. Colgo infine l'occasione per rivolgere un augurio di buon lavoro ai nuovi dirigenti Leonardo Bernardis, Riccardo Carvone e Giulio Cristofori'. Così l'onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati.
Faleria ricorda Giovanni Di Cosimo, una serata di musica a un anno dalla scomparsa
FALERIA - Sabato 12 settembre, dalle ore 19.30, il centro storico di Faleria, paese d'origine di Giovanni Di Cosimo, si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto per una serata dedicata alla sua memoria, a un anno dalla sua scomparsa. A rendergli omaggio sono numerosi musicisti che nel corso degli anni hanno condiviso con lui progetti, esperienze, riuniti per ricordarne la figura attraverso il linguaggio che più gli apparteneva.
L'evento, che trasforma il centro del paese in un palcoscenico a cielo aperto, propone una serata in cui la musica crea un momento di condivisione e di ricordo. Le diverse formazioni e i musicisti coinvolti riportano così in vita parte di quel percorso artistico costruito da Di Cosimo nel corso degli anni.
Diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, Giovanni Di Cosimo ha sviluppato un percorso artistico caratterizzato da una forte attenzione alla sperimentazione e alla contaminazione. Dal 2001 è stato ideatore, compositore e produttore del progetto Etruria Criminale Banda, con cui ha pubblicato l'omonimo album nel 2005. Ha successivamente dato vita al progetto Giovanni Di Cosimo NU, da cui è nato Giovanni Di Cosimo NU5TET nel 2011.
Dal 2013 fa parte del cast di Gazebo, curandone le musiche e contribuendo alla costruzione del progetto musicale della trasmissione. Dal 2017 prosegue la collaborazione con Diego Bianchi entrando nella formazione stabile della band live di Propaganda Live, insieme a Roberto Angelini, Fabio Rondanini, Gabriele Lazzarotti, Daniele Rossi, Daniele Tittarelli, Ramon José Caraballo Armas, Valentina Del Re e Kyung-Mi Lee.
Artista raffinato, musicista sperimentale e interprete generoso, Di Cosimo ha lasciato un segno nella scena jazz italiana attraverso un linguaggio personale, capace di accogliere e mettere in dialogo suoni e influenze differenti. La serata di Faleria diventa così un modo per ricordarlo attraverso la musica: non soltanto celebrandone la memoria, ma lasciando che siano i musicisti che ne hanno condiviso il percorso a raccontarne, ancora una volta, la presenza.
Casa del Balilla sulla facciata del Buratti, Sini: La scritta fascista va ricoperta
VITERBO - Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera e consigliere comunale e provinciale, ha scritto una lettera ai sindaci della provincia di Viterbo. Al centro della missiva, la scritta fascista “Casa del Balilla” riemersa sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti. Sini chiede alle istituzioni di intervenire affinché la scritta venga nuovamente ricoperta, richiamando le ragioni della memoria, della legalità e dei valori antifascisti della Repubblica:
La lettera qui di seguito:
Egregi Sindaci della Provincia di Viterbo,
come sapete perfettamente, dopo la delirante riforma delle Province che anni addietro abolì il voto popolare e ridusse questo ente locale a qualcosa per cui è difficile trovare eufemismi e che quindi chiameremo ircocervo, l'assemblea dei sindaci è uno degli organi delle Province insieme al Consiglio Provinciale e al Presidente della Provincia; ed essa assemblea ha poteri propositivi, consultivi e di controllo.
Orbene, certamente non ignorate che nel corso di lavori di restauro della facciata dell'edificio che a Viterbo ospita il liceo classico intitolato al martire della Resistenza Mariano Buratti è frammentariamente riemersa la scritta di epoca fascista 'Casa del Balilla', a suo tempo opportunamente ricoperta.
E certamente sapete anche che l'Opera Balilla era un istituto fascista preposto all'indottrinamento dei più giovani per prostituirli all'ideologia e al culto della violenza totalitaria, per farne veri e propri automi complici degli efferati crimini del regime fascista.
E sicuramente sapete altresì che il committente del restauro e responsabile per l'edilizia scolastica delle scuole medie superiori è l'Amministrazione Provinciale, di cui collegialmente - appunto in quanto membri dell''assemblea dei sindaci' - siete un organo.
Non ignorate infine quello che ogni persona dotata del ben dell'intelletto sa: ovvero che quella scritta di effettuale propaganda fascista deve essere sic et simpliciter nuovamente ricoperta, non solo per le fin troppo evidenti ragioni morali, ma soprattutto per l'essenziale ragione giuridica che l'esibizione di quella scritta viola ipso facto il combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, dell'articolo 414 del Codice Penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205; ovvero: quella scritta si colloca hic et nunc, nell'Italia repubblicana, democratica ed antifascista, al di fuori della legalità, e la sua eventuale rinnovata esibizione sulla facciata di una scuola della Repubblica costituisce inequivocabilmente un reato oltre che un'infamia.
Egregi Sindaci della Provincia di Viterbo, sono quindi a sollecitare la vostra vigilanza e, se necessario, il vostro intervento, affinché' la Provincia di Viterbo non decida insensatamente e scelleratamente di lasciare visibile quella scritta a caratteri cubitali di effettuale propaganda fascista sulla facciata dell'edificio che ospita la scuola intitolata al martire Mariano Buratti, medaglia d'oro della Resistenza, che dai fascisti fu torturato ed assassinato.
La Provincia decida invece, secondo legge e secondo ragione, di ricoprire nuovamente quella scritta, così come è stata ricoperta e resa quindi invisibile nel corso dei decenni dalla fine del fascismo fino ad oggi.
Provincia di Viterbo, insediate le quattro commissioni consiliari permanenti
VITERBO - Si sono riunite oggi le quattro commissioni consiliari permanenti della Provincia di Viterbo, costituite sulla base delle designazioni trasmesse dai gruppi consiliari.
Nel corso delle rispettive sedute di insediamento, convocate dal presidente della Provincia Alessandro Romoli, i componenti delle commissioni hanno proceduto all'elezione dei presidenti che ne guideranno i lavori.
Alla presidenza della 1ª Commissione consiliare, competente in materia di Affari istituzionali, generali e legali, statuto, regolamenti, assistenza tecnica agli enti locali, attuazione della Legge 56/2014, bilancio, società partecipate, legalità e pari opportunità, è stato eletto Francesco Ciarlanti.
Per la 2ª Commissione, dedicata ad ambiente, assetto e pianificazione del territorio, difesa del suolo, protezione civile, parchi e aree protette e politiche comunitarie e internazionali, è stato eletto presidente Francesco Sposetti.
Alla guida della 3ª Commissione, competente in materia di lavori pubblici, viabilità, trasporti e patrimonio, è stato eletto Umberto Di Fusco.
Presidente della 4ª Commissione, che si occuperà di edilizia e programmazione scolastica, formazione professionale, politiche del lavoro e servizi per l'impiego, è stata eletta Giulia De Santis.
'L'insediamento delle commissioni rappresenta un passaggio importante per dare piena operatività al nuovo consiglio provinciale – dichiara il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli –. Ai presidenti eletti e a tutti i consiglieri che ne fanno parte rivolgo i miei auguri di buon lavoro. Le commissioni saranno luoghi di confronto e approfondimento nei quali i consiglieri potranno contribuire al lavoro dell'amministrazione provinciale. L'obiettivo comune deve rimanere quello di dare risposte concrete ai comuni e all'intero territorio della Tuscia'.
Il Portale DArte si tinge di blu per la XIII rassegna a Civita Castellana
CIVITA CASTELLANA - L’arte torna protagonista nel centro storico di Civita Castellana con la XIII Rassegna d’Arte organizzata dal Portale D’Arte, appuntamento che si inserisce nel programma delle festività patronali dei Santi Marciano e Giovanni.
Per questa nuova edizione gli artisti sono chiamati a confrontarsi con un tema suggestivo e ricco di possibilità interpretative: il colore blu, declinato in tutte le sue sfumature e interpretato attraverso sensibilità, tecniche e linguaggi differenti.
Il blu diventa così il filo conduttore dell’esposizione, lasciando agli artisti la libertà di esplorarne le diverse espressioni, dal paesaggio all’astrazione, dalla dimensione emotiva alla rappresentazione della realtà.
L’inaugurazione della rassegna è prevista per domani, sabato 12 settembre alle ore 18:00, negli spazi espositivi delle ex Carcerette, in via Vinciolino 7, nel cuore del centro storico cittadino.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 30 settembre, offrendo per oltre due settimane l'opportunità di conoscere le opere degli artisti coinvolti e di vivere uno degli angoli più caratteristici del centro storico attraverso una proposta culturale legata all’arte contemporanea.
In mostra anche “La mia Civita”
All’interno dell’esposizione troverà spazio anche una sezione dedicata alla fotografia. I visitatori potranno infatti ammirare gli scatti del concorso “La mia Civita”, promosso dal Comune di Civita Castellana.
Un progetto che attraverso la fotografia racconta la città, i suoi luoghi, le sue atmosfere e gli scorci più rappresentativi, offrendo punti di vista personali sul territorio.
La presenza delle fotografie accanto alle opere della rassegna crea così un ulteriore collegamento con Civita Castellana, mettendo in dialogo l’espressione artistica con la valorizzazione del patrimonio e dell’identità locale.
Gli orari della mostra
La XIII Rassegna d’Arte sarà visitabile tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, con i seguenti orari:
10.30 - 13.00
17.00 - 19.00
L’appuntamento rappresenta un’occasione per avvicinarsi all’arte e, allo stesso tempo, riscoprire il centro storico di Civita Castellana durante le giornate dedicate ai suoi patroni.
Un percorso tra colori, fotografie e opere d’arte che avrà nel blu il suo elemento distintivo e che accompagnerà cittadini e visitatori fino alla fine di settembre.
Scuola, il messaggio del vescovo Piazza agli studenti: Prendetevi cura gli uni degli altri
VITERBO - Nella giornata di oggi venerdì 11 settembre il vescovo Orazio Francesco Piazza ha voluto inviare un messaggio di augurio o a tutti gli studenti, che lunedì inizieranno il nuovo anno scolastico:
Carissimi Dirigenti, Docenti, Personale Amministrativo e Ata, Alunni e Studenti,
Non posso non sentirmi vicino a Voi tutti all’inizio di questo nuovo anno scolastico per invocare i doni di Dio e augurare un proficuo cammino di impegno condiviso. La Comunità scolastica è una Famiglia che vive in ragione della piena e diretta collaborazione di ogni sua componente, appunto per costituire la trama formativa di un ambito vitale ricco e variegato, confluenza di molteplici esperienze e occasione di crescita umana e culturale attraverso lo stile della reciprocità e della cura. A ciascuno, nell’assicurare la mia vicinanza e preghiera, chiedo di sapersi prendere cura di tutti gli altri! È proprio questo il significato profondo del termine responsabilità: farsi carico, rendersi garante dell’altro, riconsegnare, con la ricchezza del proprio contributo, il dono ricevuto dalla Comunità e nella Comunità.
Nella specificità di ruolo e funzioni, che include quella di ogni studente nei vari livelli formativi e educativi, ognuno deve impegnarsi a garantire l’altro, a rendere possibile l’espletamento di un impegno che costruirà il frutto personale e comune della crescita umana e sociale. Sono evidenti la dedizione e la passione che sapete offrire in questo compito così delicato e decisivo per i bambini, i ragazzi e i giovani, per le famiglie, per tutta la realtà sociale e, per questo, esprimo stima, gratitudine e riconoscenza. Desidero sostenere il vostro impegno perché si possano affrontare le difficoltà di questo cammino, articolato e complesso, con la certezza di rinnovate convinzioni che aiutano ad attraversarle.
Con sincero realismo auguro a tutti Voi di consolidare sensibilità, motivazione, determinazione nell’impegno che, certamente, offrirà condizioni giuste perché ciascuno possa crescere in ciò che è buono, giusto e bello non solo per ogni persona, ma per il bene di tutti. La Comunità scolastica è parte viva della nostra comune responsabilità. In particolare, a voi Studenti chiedo di saper valorizzare la scintilla delle vostre qualità personali attraverso un sereno e proficuo dialogo di crescita umana e culturale, sviluppando sempre più un uso consapevole dei mezzi a vostra disposizione e cercando, con convinzione, la bellezza faticosa delle relazioni personali: il confronto con le persone è certamente la via da privilegiare per affrontare la vita con fiducia e responsabilità.
Romolo DellAbate, lelettrauto-pittore che ha portato larte da Nepi a Monte Carlo
MONTECARLO - C’è chi lo conosce per il suo lavoro di una vita tra motori, impianti elettrici e automobili e chi, invece, ha imparato ad apprezzarne il talento davanti a una tela. A Nepi, Romolo Dell’Abate possiede questa particolare doppia anima: quella dello storico elettrauto e quella, forse meno conosciuta al grande pubblico ma sempre più riconosciuta nel mondo dell’arte, del pittore.
Un talento coltivato nel tempo, lontano dai riflettori e nato dalla passione per la pittura, che oggi lo porta fino a Monte-Carlo, dove da venerdì 11 a domenica 13 settembre è tra gli artisti protagonisti della settima edizione di ART3F Monaco, il Salone Internazionale d’Arte Contemporanea ospitato nella prestigiosa cornice del Chapiteau de Fontvieille.
Dell’Abate è stato scelto dagli organizzatori dopo aver conosciuto e apprezzato una delle sue opere più significative, “Cascata del Picchio”, il dipinto dedicato alle spettacolari cascate naturali che caratterizzano il territorio di Nepi. Il dipinto, come anche gli altri, porta con sé un forte legame con il territorio e con quei luoghi che fanno parte della quotidianità della comunità nepesina.
È proprio quest'opera ad aver attirato l'attenzione degli organizzatori, dopo la partecipazione dell'artista nepesino all’VIII edizione del Concorso Internazionale di Pittura “Dantebus Bazart”. Un riconoscimento importante per un artista che attraverso i suoi quadri riesce anche a raccontare il territorio nel quale vive, trasformando luoghi conosciuti e paesaggi quotidiani in soggetti da osservare con occhi diversi.
L’invito a Monte-Carlo rappresenta così un momento particolarmente significativo nel percorso artistico di Romolo Dell’Abate. Per tre giorni, all’interno di una manifestazione che riunisce artisti e galleristi provenienti da diversi Paesi, saranno esposte circa dieci sue opere, offrendo al pubblico internazionale la possibilità di conoscere il suo stile e il suo modo di interpretare la realtà.
Una passione nata accanto al lavoro
La storia di Dell’Abate ha un elemento che rende ancora più particolare questo percorso. Per anni il suo nome è stato legato soprattutto all’attività professionale di elettrauto e autofficina in Via III Portoni a Nepi, un lavoro fatto di competenza tecnica, precisione e quotidiano rapporto con le persone. Accanto a questo mondo fatto di motori e strumenti, però, è cresciuta un’altra passione: quella per la pittura.
Due attività apparentemente lontanissime, ma che nel suo percorso hanno trovato una singolare convivenza. Da una parte la manualità e la precisione del lavoro in officina, dall’altra la creatività e la libertà espressiva della tela. Oggi quella passione privata ha superato i confini di Nepi e arriva su un palcoscenico internazionale.
Tre giorni di arte internazionale
ART3F Monaco si svolge dall’11 al 13 settembre 2026 al Chapiteau de Fontvieille, 5 Avenue des Ligures, Monaco.
La manifestazione riunisce oltre 200 artisti e galleristi internazionali, con opere contemporanee di diversi stili e linguaggi e la possibilità per il pubblico di acquistare le opere esposte.
Gli orari della settima edizione sono:
- Venerdì 11 settembre: dalle 16 alle 22
- Sabato 12 settembre: dalle 11 alle 20
- Domenica 13 settembre: dalle 11 alle 19
In questo contesto, tra pittura contemporanea, ricerca artistica e nuovi linguaggi, la Tuscia e, in particolare Nepi, si prende un ruolo da protagonista grazie a Dell’Abate, che valorizza il territorio della provincia di Viterbo fuori dall’Italia.
Un viaggio cominciato a Nepi, tra il lavoro quotidiano e la passione per i colori, e arrivato fino a Monte Carlo. Una storia che dimostra come un talento possa essere coltivato anche lontano dai grandi circuiti dell’arte, fino a trovare, quando arriva l’occasione giusta, un palcoscenico internazionale.
Previsioni meteo per sabato 12 e domenica 13 settembre
Viterbo
Sabato. Tempo stabile nel corso della giornata con cieli sereni al mattino e al più poco nuvolosi nel pomeriggio. In serata e nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto ma con ampie schiarite ovunque. Temperature comprese tra +16°C e +28°C.
Domenica. Giornata all'insegna del tempo stabile con cieli sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata non sono attese variazioni di rilievo con ampi spazi di sereno ovunque. Temperature comprese tra +13°C e +28°C.
Lazio
Sabato. Tempo stabile al mattino su tutta la regione con cieli sereni o poco nuvolosi. Nel pomeriggio qualche acquazzone o temporale possibile sui rilievi interni, più asciutto altrove con ampie schiarite. In serata e nottata tornano rapidamente condizioni di tempo asciutto ovunque con cieli sereni.
Domenica. Tempo stabile al mattino con cieli sereni su tutta la regione. Tra pomeriggio e sera si rinnovano condizioni di tempo asciutto ovunque con cieli per lo più sereni o poco nuvolosi.
NAZIONALE
AL NORD
Al mattino tempo stabile con qualche addensamento su Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, sereno o poco nuvoloso altrove. Al pomeriggio rapido miglioramento con cieli prevalentemente sereni su tutta la pianura padana e le Alpi; non sono previsti fenomeni. In serata e in nottata qualche velatura in transito tra Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige, asciutto ovunque.
AL CENTRO
Al mattino cieli irregolarmente nuvolosi sulle Marche con piogge deboli, in particolare nell'ascolano; tempo stabile sul resto del Centro. Al pomeriggio temporali localizzati sull'Abruzzo, asciutto altrove con ampie schiarite; in serata e in nottata si rinnovano condizioni di tempo stabile con ampi spazi di sereno.
AL SUD E SULLE ISOLE
Al mattino maltempo su Calabria con temporali, piogge sparse su Puglia, Basilicata e Molise; più stabile su Campania e Sardegna. Al pomeriggio instabilità in estensione con temporali diffusi su Basilicata e Sicilia, fenomeni sparsi su Puglia, Molise e Calabria, in sconfinamento sulle zone occidentali della Campania; sereno sulla Sardegna. In serata graduale miglioramento con schiarite su gran parte del Sud, residua nuvolosità su Campania, Calabria e Sicilia.
Temperature minime e massime in lieve diminuzione, salvo una flessione positiva delle massime al nord.
Logistica, sicurezza e nuove competenze: a Civitavecchia si conclude il Master di II livello ...
VITERBO – Una giornata di alta formazione e confronto tra mondo civile e militare ha segnato la conclusione del Master universitario di II livello “Complex Transport: Logistics, Safety and Security Risk Management”, ospitato al Polo universitario dell’Università degli Studi della Tuscia di Civitavecchia.
Il percorso è stato promosso da Unitus Academy e dal Centro Alti Studi per la Difesa – Ce.FLI, Centro per la Formazione Logistica Interforze, diretto dal professor Enrico Maria Mosconi.
La giornata conclusiva ha visto protagonisti funzionari e dirigenti di istituzioni e organizzazioni pubbliche e private, insieme a ufficiali delle Forze Armate. I partecipanti hanno presentato e discusso gli approfondimenti sviluppati durante il percorso formativo, affrontando tematiche legate alla logistica complessa, ai sistemi di trasporto, alla sicurezza e alla gestione dei rischi.
Al termine delle attività, i discenti hanno conseguito il titolo di Master universitario di secondo livello.
A seguire i partecipanti durante la prova finale sono stati alcuni dei docenti che hanno accompagnato il percorso: il Gen. Prof. Paolo Poletti, presidente del Comitato Scientifico, il Gen. Prof. Emilio Errigo, Direttore Scientifico, il Gen. Prof. Edoardo Valente, il Gen. B. Massimo Cicerone, il Col. Marco Stella, il Col. Alessandro Tassi, co-ideatore del corso, il C.V. Gino Lanzara e l’avvocata Sara Petella.
Il Master nasce con l'obiettivo di offrire una preparazione multidisciplinare sulla logistica e sui sistemi di trasporto, integrando safety, security e risk management e fornendo competenze destinate a chi ricopre o intende ricoprire ruoli di responsabilità nelle istituzioni e nelle organizzazioni pubbliche e private.
«La logistica rappresenta oggi un settore sempre più strategico non soltanto per il mondo civile e per quello militare, ma anche per la crescente interazione tra i due ambiti», ha spiegato il professor Enrico Maria Mosconi.
Un settore in continua trasformazione, nel quale stanno assumendo un ruolo sempre più importante intelligenza artificiale, cybersecurity, digitalizzazione e gestione integrata dei rischi, elementi che stanno modificando modelli organizzativi, processi e competenze professionali.
Il percorso guarda già al futuro. «Siamo pronti alla nuova edizione del Master, di cui uscirà a breve il bando», ha annunciato Mosconi, sottolineando la volontà di fare dell’alta formazione del Polo universitario uno strumento al servizio del territorio e dell'intero Sistema Paese.
L'obiettivo, ha spiegato, non è soltanto trasferire conoscenze, ma fornire strumenti teorici e operativi utili a interpretare sistemi sempre più complessi e interconnessi, anche nella prospettiva di una intelligence operativa adeguata alle esigenze attuali.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla normazione tecnica, alla qualificazione e alla certificazione, considerate elementi trasversali capaci di mettere in relazione il mondo civile e quello militare.
«Integrare questi strumenti nella formazione significa contribuire alla costruzione di competenze riconoscibili e concretamente utilizzabili nelle organizzazioni», ha sottolineato Mosconi.
In questa direzione si inserisce anche il percorso avviato per la qualificazione con l'organizzazione di terza parte della famiglia dell'Associazione Italiana Cultura della Qualità AICQ SICEV.
«È un passaggio importante nell'evoluzione del progetto – ha spiegato Mosconi – perché la formazione deve essere sempre più collegata alla qualificazione delle competenze».
La normazione tecnica, secondo il direttore del percorso, contribuisce infatti a innalzare il livello della formazione e a costruire una vera “catena della fiducia”, capace di collegare la persona formata, le competenze dimostrabili e il ruolo che questa può svolgere all’interno della catena del valore.
L'esperienza del Master si inserisce nel più ampio percorso di crescita del Polo universitario UNITUS di Civitavecchia, nato dalla collaborazione tra Università degli Studi della Tuscia, amministrazione comunale e Fondazione Cariciv.
Una realtà che negli anni ha ampliato la propria offerta e la propria dimensione internazionale. Oggi il Polo accoglie studenti provenienti da oltre 40 Paesi, in particolare nei percorsi dedicati alle tematiche ambientali, alla circular economy e alle discipline scientifiche, tra cui la biologia marina.
Accanto alla formazione universitaria tradizionale si è sviluppata anche una crescente presenza di professionisti, funzionari, dirigenti e ufficiali, interessati ad aggiornare e rafforzare le proprie competenze.
Una vocazione che consolida il rapporto tra Università, istituzioni, mondo produttivo e Difesa, attribuendo all’alta formazione un ruolo sempre più centrale nella crescita delle competenze e nella competitività delle organizzazioni.
Il completamento del Master rappresenta quindi non soltanto la conclusione di un percorso accademico, ma anche un nuovo punto di partenza per una formazione sempre più orientata alle sfide della logistica contemporanea, della sicurezza e della gestione dei sistemi complessi.
Gli angeli a quattro zampe di Ground Zero: il coraggio dei cani dell11 settembre
VITERBO – Ci sono immagini dell’11 settembre 2001 che il tempo non è riuscito a cancellare: il fumo che avvolge New York, il crollo delle Torri Gemelle, le macerie e il coraggio disperato dei soccorritori. Ma tra quelle immagini ce ne sono alcune che raccontano una storia altrettanto potente, fatta di silenzio, fedeltà e straordinaria dedizione: quella dei cani impegnati nelle operazioni di ricerca a Ground Zero.
Furono oltre 300 gli animali coinvolti nelle attività di soccorso e ricerca tra le macerie. Golden Retriever, Labrador, Pastori Tedeschi e meticci lavorarono per giorni e settimane in condizioni estreme, muovendosi tra polvere, calore, detriti e fumi, alla ricerca di persone intrappolate.
Animali addestrati a individuare superstiti e dispersi che, senza esitazione, affrontarono un ambiente nel quale anche per gli uomini era difficile operare.
Tra le storie rimaste nella memoria c'è quella di Trakr, il Pastore Tedesco che contribuì a individuare Genelle Guzman-McMillan, l'ultima persona estratta viva dalle macerie del World Trade Center, dopo circa 27 ore.
E poi c'è Riley, il Golden Retriever diventato protagonista di una delle immagini simbolo di quei giorni, trasportato su una barella sopra un'enorme distesa di detriti. Il suo sguardo raccontava la stanchezza di un lavoro incessante, ma anche la concentrazione di chi continuava a svolgere il proprio compito.
Un posto speciale nella memoria dei soccorritori spetta anche a Bretagne, uno dei cani da ricerca più conosciuti tra quelli impegnati dopo l'attentato. La sua lunga carriera nel soccorso e la sua presenza in importanti operazioni l'hanno trasformata in un simbolo della categoria.
Ma il contributo dei cani non si limitò alla ricerca dei superstiti.
Nei giorni successivi alla tragedia, i conduttori si accorsero infatti che gli animali potevano risentire psicologicamente dell'assenza di persone vive da trovare. I cani erano addestrati a individuare esseri umani e, non trovando quasi mai superstiti, rischiavano di perdere motivazione.
Per questo, secondo le testimonianze raccolte negli anni, alcuni soccorritori si nascondevano tra le macerie per permettere agli animali di trovarli e ricevere così la ricompensa e l'incoraggiamento che accompagnavano il loro addestramento.
Quegli stessi cani diventarono inoltre un prezioso sostegno emotivo per i vigili del fuoco, i volontari e tutti coloro che lavoravano incessantemente tra le macerie.
Una carezza, un momento di pausa, la presenza silenziosa di un animale potevano offrire conforto in mezzo a una tragedia difficile persino da raccontare.
A distanza di 25 anni da quel giorno, il ricordo dei cani dell'11 settembre continua quindi a rappresentare una delle pagine più toccanti della storia dei soccorsi.
«Hanno offerto tutto il loro essere senza chiedere nulla in cambio», scrive Massimiliano Fumoso, ENPA Sezione di Viterbo e provincia, nel ricordare quegli animali diventati simbolo di una dedizione assoluta.
Una storia che va oltre il semplice ricordo dell'11 settembre e che racconta il rapporto speciale tra uomo e animale: una relazione fatta di fiducia, collaborazione e affetto.
Angeli senza ali, ma con quattro zampe, capaci di entrare nell'inferno delle macerie e, con la loro presenza, portare un po' di luce a chi aveva perso tutto.
Bassano in Teverina protagonista al Festival dei Borghi più belli dItalia
BASSANO IN TEVERINA – Bassano in Teverina porta il proprio patrimonio, la propria storia e la propria identità al XVIII Festival Nazionale de “I Borghi più belli d’Italia”, che si è svolto dal 4 al 6 settembre a Sammichele di Bari, in Puglia.
Il Comune è stato rappresentato dal consigliere comunale Rodolfo Felici, accompagnato da Urbano Rosati per il Gruppo Archeologico Bassanese, associazione da anni impegnata nella ricerca e nella valorizzazione della storia e del patrimonio del territorio.
L’appuntamento pugliese ha riunito amministratori, rappresentanti e delegazioni provenienti da numerosi comuni italiani aderenti alla rete de “I Borghi più belli d’Italia”. Tre giornate dedicate alla conoscenza e alla promozione delle diverse realtà locali, ma anche al confronto sulle opportunità e sulle problematiche che riguardano i piccoli centri.
Per Bassano in Teverina la partecipazione ha rappresentato un'importante occasione di promozione del territorio, consentendo di presentare le peculiarità del borgo a un pubblico più ampio e, allo stesso tempo, di conoscere progetti ed esperienze sviluppati da altre comunità italiane.
Un confronto che può tradursi anche in nuovi spunti per la valorizzazione turistica e culturale del paese.
«Manifestazioni come questa ci permettono di raccontare Bassano in Teverina e di conoscere da vicino quello che viene fatto in altre realtà simili alla nostra», dichiara il consigliere comunale Rodolfo Felici. «Torniamo da Sammichele di Bari con nuovi spunti e con la consapevolezza che far parte di questa rete rappresenta una possibilità importante per il nostro paese».
La presenza al Festival conferma dunque la volontà dell'amministrazione comunale di rafforzare la partecipazione di Bassano in Teverina ai circuiti nazionali dedicati alla valorizzazione dei piccoli borghi italiani.
Una rete che rappresenta non soltanto una vetrina per promuovere le bellezze locali, ma anche un'opportunità di confronto e collaborazione tra territori accomunati dalla necessità di tutelare il proprio patrimonio storico, culturale e paesaggistico.
Per Bassano in Teverina, il Festival di Sammichele di Bari diventa così un ulteriore passo nel percorso di promozione del borgo e delle sue peculiarità, con l'obiettivo di far conoscere sempre di più il paese al di fuori dei confini regionali.
A Tarquinia il mito torna in scena: la danza contemporanea incontra Orfeo, Ulisse e Dante
TARQUINIA – Il mito torna a parlare al presente attraverso il linguaggio universale del corpo. È questo il filo conduttore di “La mitologia nella danza contemporanea”, il festival PACT con la direzione artistica di Paola Sorressa, che dal 19 settembre all’11 ottobre 2026 porterà a Tarquinia spettacoli, artisti e momenti di approfondimento negli spazi del Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Vitelleschi.
Un viaggio tra passato e contemporaneità che parte dalle grandi figure della mitologia e della cultura occidentale per interrogare temi ancora profondamente attuali: il rapporto tra tradizione e nuove generazioni, la memoria, il desiderio, la trasformazione, il limite e il destino.
Il festival nasce proprio dall’incontro tra il patrimonio storico e archeologico di Tarquinia e la creazione contemporanea. Il mito non viene considerato come un racconto appartenente soltanto al passato, ma come una materia viva, capace di generare nuove domande e interpretazioni attraverso la danza.
L’apertura è fissata per sabato 19 settembre. Alle 17, nella Sala dei Capolavori, è prevista la conferenza stampa di presentazione della manifestazione. Alle 18, nel Chiostro, sarà protagonista la compagnia spagnola CIE Daniel Rodríguez con Transeúnte, spettacolo per quattro danzatori e due musicisti dal vivo, Aida Tarrio, componente delle Tanxugueiras, e Artur Puga, componente di Mondra.
La performance mette in dialogo musica, canto e danza tradizionale con i linguaggi della contemporaneità, concentrandosi sul rapporto tra le nuove generazioni e il patrimonio culturale in una società sempre più tecnologica e globalizzata. La figura del “transeúnte”, la persona di passaggio, diventa così metafora di una generazione sospesa tra ciò che resta e ciò che cambia.
Domenica 20 settembre, alle 21, sarà invece la volta della Mandala Dance Company, che porterà in scena Stone, coreografia di Paola Sorressa. Al centro della creazione c’è la pietra, elemento concreto che diventa simbolo di memoria, spiritualità e rapporto con la natura.
Ispirata anche alla tradizione dei giardini Zen giapponesi, la performance costruisce un vero e proprio rito di passaggio. Sette pietre accompagnano il percorso dei danzatori fino alla realizzazione di un totem conclusivo, mentre partnering, floorwork acrobatico, contact e improvvisazione costruiscono una scrittura fisica articolata.
Il festival tornerà protagonista sabato 3 ottobre, con una giornata dedicata al rapporto tra mito e danza. Alle 15, nella Sala dei Capolavori, si terrà il convegno “Il mito e la danza”, a cura di Gianluca Bocchino. Alle 18, nel Chiostro, Mandala Dance Company presenterà Omaggio a Sofonisba Anguissola, con la cura coreografica di Paola Sorressa.
Particolarmente atteso l'appuntamento di domenica 4 ottobre, alle 20.30, quando la compagnia emiliano-romagnola ARTEMIS porterà in scena Inferno – Terra del Fuoco, con la coreografia di Monica Casadei.
Lo spettacolo affronta uno degli archetipi più potenti della cultura occidentale: la discesa agli inferi. Da Orfeo a Ulisse, da Enea a Dante, il viaggio nell'aldilà diventa metafora del confronto dell'uomo con la paura, il limite, la colpa e la propria natura.
Partendo dalla prima cantica della Divina Commedia, Casadei trasforma l'Inferno in un paesaggio mitico e senza tempo, popolato da corpi, fiumi oscuri, paludi, caverne, fango, pietre e fuoco. Sulla scena emergono figure come Minosse, Tiresia e Ulisse, insieme a personaggi danteschi divenuti nel tempo veri e propri archetipi, come Paolo e Francesca e Pier delle Vigne.
Sabato 10 ottobre, alle 20.30, il tema delle nuove generazioni sarà al centro di In to reveal, portato in scena da ARB Dance Company della Campania, con la coreografia di Francesco Annarumma.
Il percorso dei giovani danzatori viene rappresentato come un rito di passaggio e trasformazione. Il palcoscenico diventa uno spazio nel quale disciplina, ascolto e lavoro collettivo permettono agli interpreti di confrontarsi con la tradizione e, allo stesso tempo, sviluppare nuove possibilità espressive.
A chiudere la manifestazione sarà ADARTE, dalla Toscana, domenica 11 ottobre alle 20.30, con Ora parlami d’amore, coreografia di Paola Vezzosi, liberamente ispirata al mito di Eros e Thanatos.
La creazione prende spunto dall'immaginario post-mortem di Giulietta e Romeo per esplorare il rapporto tra impulso vitale e dissoluzione. Amore e morte diventano due forze archetipiche che attraversano il corpo, in un intreccio di desiderio, perdita, memoria e trasformazione. La danza contemporanea dialoga inoltre con una rilettura della celebre Danza dei Cavalieri di Prokofiev.
Sei giornate nelle quali mitologia, patrimonio culturale e danza contemporanea si incontrano in uno dei luoghi simbolo della storia di Tarquinia. Un programma che attraversa epoche e linguaggi differenti e che utilizza il mito non come semplice memoria del passato, ma come strumento per leggere il presente.
Tra Orfeo e Ulisse, Dante ed Eros, il corpo dei danzatori diventa così il luogo nel quale tradizione e futuro possono incontrarsi, trasformando le antiche storie in nuove domande sulla condizione umana.
Francigena, Fratelli dItalia attacca: «Gli autisti meritano rispetto, non prese in giro»
VITERBO – «Gli autisti di Francigena meritano rispetto e condizioni di lavoro dignitose, non prese in giro». È questo il senso della denuncia lanciata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che torna ad accendere i riflettori sulle condizioni in cui gli autisti dell’azienda di trasporto pubblico sono costretti a lavorare al capolinea.
Secondo quanto denunciato dai consiglieri, per tutta l'estate gli autisti avrebbero dovuto affrontare le alte temperature senza una struttura adeguata dove ripararsi, affidandosi a un semplice ombrellone verde.
Con l'arrivo delle piogge, la situazione non sarebbe cambiata. «Quell’ombrellone resta l’unico riparo, insieme al ponte, per chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale alla città», sostiene il gruppo consiliare.
Nel mirino finisce l'Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Chiara Frontini, alla quale Fratelli d’Italia contesta una gestione ritenuta insufficiente della società Francigena.
«L’Amministrazione Frontini si riempie la bocca parlando del “risanamento” di Francigena, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti», affermano i consiglieri, citando tra le criticità anche la situazione delle farmacie e l'aumento delle tariffe dei parcheggi.
Una posizione fortemente critica, sintetizzata nella considerazione secondo cui, alla fine, «a tenere in piedi Francigena continuano a essere soprattutto le tasche dei viterbesi».
Per Fratelli d’Italia il caso del capolinea rappresenterebbe quindi un esempio concreto della distanza tra gli annunci dell'amministrazione e le condizioni quotidiane di chi lavora sul territorio.
«Queste sono le politiche dell’Amministrazione Frontini: tanti annunci e, per chi lavora ogni giorno sul campo, persino un ombrellone viene fatto passare per una soluzione», attaccano i consiglieri.
Il gruppo consiliare chiede quindi un intervento immediato per individuare una soluzione definitiva e adeguata.
«Gli autisti meritano rispetto e condizioni di lavoro dignitose. Si trovi immediatamente una soluzione seria e idonea per il capolinea», conclude la nota firmata dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Matteo Achilli, Marco De Carolis, Gianluca Grancini e Pietro Amodio.
Stefano Bosi torna a Magione: la XC Motorsport punta a nuovi podi nella Mito Cup
MAGIONE – Dopo un debutto da protagonista, Stefano Bosi torna in pista all’Autodromo dell’Umbria di Magione per il secondo atto stagionale del Trofeo Mito Cup. Il pilota romagnolo e presidente della XC Motorsport sarà nuovamente al volante della sua Alfa Romeo MiTo Trofeo, curata dalla 2FPX Motorsport, in occasione del weekend del 12 e 13 settembre 2026, inserito nel programma del Trofeo Italia Classico.
Bosi arriva all’appuntamento umbro forte dei risultati ottenuti nella precedente gara disputata a giugno sullo stesso tracciato. In quell’occasione il pilota aveva chiuso le due manche con un doppio secondo posto, dopo aver conquistato la terza posizione in qualifica, confermando la competitività del binomio pilota-vettura.
Un esordio particolarmente impegnativo anche per le condizioni ambientali, caratterizzate da temperature elevate. Nonostante il caldo, Bosi e la squadra sono riusciti a mantenersi costantemente nelle posizioni di vertice per l'intero weekend.
Ora si torna a Magione con una consapevolezza maggiore e soprattutto con più chilometri alle spalle. La vettura è ormai conosciuta meglio dal pilota e dalla squadra, mentre il nuovo appuntamento vedrà finalmente una griglia dedicata alle Alfa Romeo MiTo del Trofeo, elemento destinato a rendere la competizione ancora più intensa.
«Dopo il buon debutto di giugno, chiuso con due podi, torniamo a Magione con più esperienza e maggiore conoscenza della vettura», spiega Stefano Bosi. «Il weekend si presenta più agguerrito rispetto al precedente, essendoci finalmente la griglia dedicata alle Alfa Mito del Trofeo».
L'obiettivo è chiaro: consolidare quanto fatto nel primo appuntamento e provare a compiere un ulteriore passo in avanti.
«L’obiettivo è consolidare quanto costruito e toglierci qualche soddisfazione in più, sempre con lo spirito di divertirci che ci contraddistingue come XC Motorsport», aggiunge Bosi.
Il programma del weekend entrerà nel vivo sabato 12 settembre, con le prove libere della Mito Cup FX in programma dalle 17.25 alle 17.45.
Domenica 13 settembre sarà invece la giornata decisiva. Le qualifiche, della durata di 20 minuti e valide per le Classiche fino a 1.6 e per la Mito Cup, scatteranno alle 10.10. Gara 1 prenderà il via alle 12.20, mentre Gara 2 è prevista alle 18. Entrambe le gare avranno una durata di 20 minuti.
Per Bosi e la XC Motorsport si tratta dunque di una nuova occasione per confermare quanto di buono mostrato a giugno e misurarsi con una concorrenza più numerosa e agguerrita.
Il doppio podio conquistato al debutto ha già acceso i riflettori sul pilota romagnolo. Ora l’obiettivo è trasformare l’esperienza maturata nel primo appuntamento in nuovi risultati di prestigio, senza perdere quello spirito di passione e divertimento che rappresenta uno dei tratti distintivi della XC Motorsport.
Via della Pila, la pioggia mette alla prova la nuova pista ciclabile: «Avevamo segnalato i problemi»
VITERBO – Il primo temporale dopo la realizzazione della nuova pista ciclabile di via della Pila riaccende le polemiche sull’opera e sulle modalità con cui è stata realizzata. Le piogge di ieri, 10 settembre, hanno infatti trasformato il tratto interessato dalla pista in un vero e proprio canale di scorrimento per l’acqua piovana.
A segnalare la situazione sono alcuni cittadini, che hanno documentato con fotografie e video gli effetti del maltempo. L’acqua, secondo quanto denunciato, si è incanalata tra il parapetto e i cordoli della pista ciclabile, raggiungendo livelli tali da rendere difficoltoso il passaggio e l’attraversamento.
Particolarmente critica la situazione del tratto pedonale, che con l’acqua accumulata è risultato di fatto impraticabile. Il deflusso avrebbe inoltre interessato anche un’attività commerciale situata nelle immediate vicinanze.
«Dopo la giornata di oggi è fin troppo facile dire “l’avevamo detto”», affermano i cittadini che hanno diffuso la segnalazione, ricordando come le criticità fossero state evidenziate già in precedenza.
Nel mirino finiscono soprattutto la presenza di tombini intasati, la conformazione dei cordoli e la gestione delle acque meteoriche. Secondo la denuncia, i cordoli della pista finirebbero per comportarsi come una sorta di argine, impedendo all’acqua di defluire correttamente.
A questo si aggiungerebbe anche la presenza di una grondaia che scaricherebbe direttamente all’interno della pista ciclabile, contribuendo al problema durante le precipitazioni.
La protesta riguarda non soltanto gli aspetti funzionali dell’intervento, ma anche la scelta progettuale complessiva. I cittadini contestano infatti quella che definiscono una «opera dalla dubbia utilità» e sottolineano le criticità estetiche e tecniche già evidenziate durante i lavori.
Il maltempo avrebbe quindi riacceso una questione che i residenti sostengono di aver sottoposto più volte all’attenzione dell’amministrazione comunale.
«Non occorrono competenze in ingegneria della viabilità per prevedere ciò che è accaduto», è la provocazione contenuta nella segnalazione, nella quale viene contestata anche la gestione di un tratto di strada lungo appena 74 metri.
La domanda posta dai cittadini riguarda ora gli eventuali interventi necessari per evitare che episodi simili possano ripetersi con le prossime precipitazioni.
La pista ciclabile, realizzata con l’obiettivo di migliorare la mobilità e la sicurezza della zona, si trova dunque già al centro di un confronto sulla sua effettiva funzionalità. Le immagini diffuse dopo il temporale mostrano una situazione che, secondo i residenti, merita un intervento e una verifica tecnica.
Resta da capire se l’amministrazione comunale interverrà per risolvere le criticità relative al deflusso delle acque, ai tombini e al passaggio pedonale, così da garantire la piena fruibilità dell’area anche in caso di pioggia.
Intanto la segnalazione si chiude con una domanda destinata a far discutere: «Se questa è la capacità di gestione su 74 metri, proiettandola sull’intera città, in quali risultati possiamo sperare?»
