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Viterbo a Tokyo, la sindaca Frontini al summit UE-Giappone sul clima
VITERBO - Viterbo arriva a Tokyo per confrontarsi sulle grandi sfide legate al clima e alla transizione ecologica. Da oggi, 5 ottobre, la sindaca Chiara Frontini partecipa all'EU-Japan Time To Act Forum, il vertice bilaterale tra Unione Europea e Giappone dedicato alle politiche climatiche e alle strategie per una trasformazione sostenibile delle città.
La partecipazione rappresenta un'importante occasione di confronto internazionale per il capoluogo della Tuscia, selezionato dagli organizzatori del summit per prendere parte a un tavolo ristretto insieme a Tokyo e Tallinn, capitale dell'Estonia e realtà particolarmente attiva sul fronte dell'innovazione e della transizione digitale.
La presenza di Viterbo al forum arriva dopo la partecipazione della sindaca Frontini al G7 di Nancy, tenutosi lo scorso giugno, e si inserisce nel percorso di apertura internazionale intrapreso dall'amministrazione comunale.
Viterbo protagonista del confronto sulla transizione ecologica
Al centro dell'incontro ci saranno le politiche e i progetti attraverso i quali le amministrazioni locali stanno affrontando la transizione energetica, la riduzione dell'impatto ambientale e la necessità di rendere le città più sostenibili.
Nel corso del suo intervento a Tokyo, Chiara Frontini presenterà alcune delle iniziative sviluppate dall'amministrazione comunale di Viterbo, con particolare riferimento agli interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici, allo sviluppo delle comunità energetiche e alle strategie dedicate alla mobilità sostenibile.
Il confronto assume un significato particolare per una città come Viterbo, che deve conciliare la tutela di un patrimonio storico, culturale e termale di grande valore con le esigenze legate all'innovazione e alla sostenibilità.
La partecipazione della sindaca al forum non comporterà costi per il Comune di Viterbo: secondo quanto comunicato dall'amministrazione, le spese di viaggio e soggiorno sono interamente finanziate dall'Unione Europea.
Dalla transizione energetica alla promozione di Viterbo
La missione istituzionale in Giappone rappresenta anche un'opportunità per promuovere Viterbo e il patrimonio culturale della Tuscia in un contesto internazionale.
Durante gli incontri con i rappresentanti istituzionali di Tokyo e Tallinn, la sindaca consegnerà infatti un omaggio simbolico dedicato al Trasporto della Macchina di Santa Rosa, riconosciuto dall'Unesco come patrimonio culturale immateriale.
L'iniziativa sarà accompagnata dall'invito a visitare Viterbo il prossimo 3 settembre, in occasione del tradizionale Trasporto della Macchina di Santa Rosa, uno degli appuntamenti più importanti dell'identità culturale e religiosa della città.
L'obiettivo è utilizzare il confronto internazionale anche come strumento di promozione turistica, facendo conoscere oltre i confini italiani una manifestazione che ogni anno richiama migliaia di persone nel centro storico di Viterbo.
Frontini: 'Portiamo Viterbo allo stesso tavolo delle grandi capitali'
«Portare il nome di Viterbo a Tokyo, allo stesso tavolo di due grandi capitali mondiali, è motivo di profondo orgoglio per tutta la nostra comunità – dichiara la sindaca Chiara Frontini –. L'invito certifica che il lavoro avviato in questi anni sulla transizione energetica e sulla cura del nostro patrimonio è seguito e apprezzato ben oltre i confini nazionali».
«Siamo in Giappone per raccontare una città antica che sa guardare al futuro con coraggio e concretezza – prosegue Frontini – e per stringere legami internazionali che porteranno nuova visibilità e nuove opportunità sul nostro territorio. Nel nostro bagaglio portiamo i progetti che stanno cambiando Viterbo e il nostro simbolo più amato, il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, per far conoscere al mondo l'identità unica della nostra terra, che è patrimonio dell'umanità».
La partecipazione al forum di Tokyo rappresenta dunque per Viterbo un'occasione di confronto sulle politiche climatiche e ambientali, ma anche una vetrina internazionale per presentare il territorio, il patrimonio culturale e le iniziative dell'amministrazione comunale nel campo della sostenibilità.
Torre di Chia, da 4mila a oltre 20mila firme in una settimana per l'appello di Gallinari
SORIANO NEL CIMINO - A tre giorni dall'8 ottobre, termine fissato dalla Regione Lazio per il rilascio della Torre di Chia all'Università Agraria, la petizione su Change.org 'Pasolini 'abusivo'? Salviamo la sua torre!' ha superato le 20.500 firme. In sette giorni le firme sono passate da circa 4.000 a oltre 20.000.
La petizione è stata lanciata da Gabriele Gallinari, che nel 2021 ha acquistato la torre dagli eredi del poeta. 'Per farlo ho venduto la mia prima casa: il Comune certificava l'assenza di usi civici e lo Stato aveva rinunciato ad acquistarla', scrive Gallinari ai firmatari. 'L'ho restaurata a mie spese per quattro anni sotto la supervisione della Soprintendenza e l'ho riaperta al pubblico.'
Secondo Gallinari, la consulenza tecnica disposta dal giudice aveva escluso la presenza di usi civici. Sulla scadenza dell'8 ottobre aggiunge: '30 giorni per lasciare la mia prima casa, senza indennizzo, anzi sarò io a pagarlo come se l'avessi occupata abusivamente.'
I firmatari si uniscono all'appello di Gallinari che chiede alle istituzioni di attendere la sentenza definitiva prima di procedere alla reintegra. In caso di conferma, chiedono che a Gallinari venga riconosciuto quanto ha speso in buona fede. Sul caso sono intervenute diverse voci del mondo della cultura, tra cui Liliana Cavani, Marco Tullio Giordana e Dante Ferretti.
Sul fronte opposto, l'Università Agraria di Chia rivendica la natura collettiva del bene, riconosciuta in primo grado dal Commissario per gli usi civici nel 2025. A maggio la Corte d'Appello di Roma ha respinto la richiesta di sospensiva; l'udienza di merito è fissata per il 2028.
La petizione è disponibile su Change.org a questo link, dove si può controllare il numero di firme in tempo reale: https://www.change.org/p/pasolini-abusivo-salviamo-la-sua-torre-salviamolatorredipasolini
Ragazzo di 20 anni trovato morto nelle campagne di Sutri
SUTRI - Tragedia nelle campagne di Sutri, dove questa mattina - lunedì 5 ottobre - è stato trovato senza vita un ragazzo di 20 anni, originario di Roma. Del giovane non si avevano più notizie dalla sera precedente, quando era stato lanciato l’allarme per la sua scomparsa.
Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno visto impegnati carabinieri e vigili del fuoco, che hanno setacciato la zona alla ricerca del giovane.
Intorno alle 9 del mattino la drammatica scoperta, il corpo è stato individuato in un’area di campagna nel territorio di Sutri, al confine con Trevignano Romano.
Secondo una prima ipotesi al vaglio degli investigatori, potrebbe trattarsi di un gesto volontario. Un’ipotesi che dovrà tuttavia essere verificata attraverso gli accertamenti in corso.
Le forze dell’ordine stanno ricostruendo le ultime ore di vita del ragazzo e lavorando per chiarire la dinamica dei fatti e le circostanze del decesso.
Recuperata una spada dell'età del bronzo nel lago di Mezzano
VALENTANO - Si è conclusa con un rinvenimento di eccezionale rilevanza archeologica la campagna di ricerche condotta nel contesto palafitticolo del lago di Mezzano: una spada in bronzo databile al XIII secolo a.C., emersa nel corso delle ultime fasi delle indagini. La scoperta, di straordinario interesse scientifico, rappresenta uno dei risultati più significativi delle attività dirette dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale guidata da Margherita Eichberg, attraverso il proprio Servizio di Archeologia Subacquea e finanziate nell'ambito della programmazione triennale dei Lavori Pubblici
La spada, databile al Bronzo Recente, proviene da un'area della sponda meridionale del lago finora interessata da indagini limitate. Al significativo risultato ha contribuito in maniera determinante il Nucleo Carabinieri Subacquei di Roma che, nell'ambito di una consolidata collaborazione con la Soprintendenza, ha supportato le attività di prospezione e documentazione svolte sul sito, operando in stretta sinergia con gli archeologi subacquei impegnati nel progetto, assicurando al contempo le condizioni di sicurezza necessarie allo svolgimento delle operazioni di ricerca in ambiente sommerso.
Il reperto, conservato in eccellente stato tanto da presentare ancora un filo tagliente, rappresenta un'importante acquisizione per la conoscenza delle comunità che frequentarono il bacino lacustre oltre tremila anni fa. Si tratta della terza spada rinvenuta nel sito di Mezzano a partire dagli anni Settanta del Novecento, un dato di straordinario interesse che conferma l'eccezionale rilevanza archeologica del contesto e offre nuovi elementi per approfondire le modalità di frequentazione e di utilizzo dell'area lacustre durante la tarda età del Bronzo. Per caratteristiche tipologiche e cronologiche, la spada si inserisce pienamente nel quadro delle produzioni armiere dell'Italia centrale della tarda età del Bronzo, testimoniando il livello di specializzazione metallurgica raggiunto dalle comunità dell'epoca.
Nel corso della stessa campagna sono stati recuperati anche numerosi vasi integri e altri manufatti in bronzo, tra cui asce, punte di freccia, pugnali, punte di lancia, spilloni e un rasoio, che contribuiscono ad arricchire il quadro interpretativo dell'antico insediamento palafitticolo sommerso, frequentato fin dall'età del Bronzo Antico, a partire dagli inizi del II millennio a.C., e sviluppatosi nel corso delle successive fasi della protostoria.
Il lago di Mezzano occupa il cratere di un antico vulcano e rappresenta uno dei più importanti archivi archeologici e paleoambientali della Tuscia. Le ricerche condotte negli ultimi decenni hanno documentato la presenza di un vasto insediamento palafitticolo dell'età del Bronzo, inserito in un contesto ambientale particolarmente favorevole allo sviluppo di attività produttive, reti di scambio e forme di organizzazione sociale complesse. I risultati più recenti confermano il ruolo centrale che questo insediamento ebbe nelle dinamiche culturali e nei rapporti tra le comunità dell'Italia centrale protostorica.
Tra il XIII e il XII secolo a.C., periodo cui appartiene la spada rinvenuta, le comunità dell'Italia centrale erano coinvolte in reti di contatto che interessavano ampie aree della penisola e del Mediterraneo. In questo contesto, le armi in bronzo non costituivano soltanto strumenti di combattimento, ma erano anche simboli di prestigio, identità e potere.
La presenza di spade, asce, punte di lancia e altri oggetti metallici in ambienti lacustri rappresenta un fenomeno noto in numerosi contesti europei e viene frequentemente interpretato come il risultato di deposizioni intenzionali legate a pratiche rituali e cultuali connesse all'acqua. A Mezzano, la vicinanza tra la spada ritrovata e un rasoio in bronzo costituisce un dato di particolare interesse, poiché richiama associazioni documentate in altri contesti dell'età del Bronzo e riconducibili ad individui di elevato status sociale, probabilmente appartenenti alle élites guerriere. Proprio per questo motivo, ogni nuovo rinvenimento assume un valore che va ben oltre il singolo oggetto, contribuendo alla comprensione dei comportamenti simbolici da parte delle comunità protostoriche.
Particolarmente significativo risulta il dato relativo alle quote di giacitura dei reperti metallici, che mostrano una notevole omogeneità in differenti settori dell'area indagata. Questa evidenza costituisce un importante elemento interpretativo per la ricostruzione dei processi deposizionali che hanno interessato il sito e per la verifica dei modelli scientifici attualmente in fase di elaborazione. L'estensione delle attività di scavo stratigrafico subacqueo, integrata dall'impiego di tecnologie avanzate per la documentazione e l'analisi spaziale dei rinvenimenti, consentirà di approfondire la comprensione della distribuzione dei reperti e della formazione del deposito archeologico.
Le delicate operazioni di individuazione, recupero e documentazione dei reperti sono state rese possibili anche grazie al fondamentale contributo dei restauratori subacquei di CSR Restauro Beni Culturali, specializzati negli interventi su contesti sommersi. Il loro immediato intervento in fase di recupero consente di mettere in sicurezza i reperti e di avviare tempestivamente le procedure conservative necessarie a preservare l'integrità di manufatti rimasti immersi nelle acque del lago per lunghissimo tempo.
Il nuovo rinvenimento conferma ancora una volta l'eccezionale rilevanza scientifica del lago di Mezzano e l'importanza di questo sito per lo studio della protostoria dell'Italia centrale. Le nuove evidenze contribuiscono ad arricchire il quadro delle conoscenze sulle popolazioni che abitarono la Tuscia oltre tremila anni fa, aprendo ulteriori prospettive di ricerca sulle dinamiche economiche, sociali e culturali che caratterizzarono il territorio in epoca preistorica, ben prima dell'affermazione della civiltà etrusca.
Le ricerche proseguiranno nei prossimi anni con l'obiettivo di approfondire la conoscenza dell'insediamento palafitticolo e del contesto territoriale in cui esso si sviluppò. La proficua collaborazione instaurata con l'Amministrazione Comunale di Valentano costituisce inoltre una solida base per promuovere strategie condivise di tutela, valorizzazione e fruizione pubblica del patrimonio archeologico restituito dal lago di Mezzano. In questa prospettiva, la ricerca scientifica si conferma uno strumento fondamentale non solo per la ricostruzione del passato, ma anche per la crescita culturale e lo sviluppo sostenibile del territorio.
A presto anche una mostra dove verranno esposti i bronzi di Mezzano.
Aggressione nella notte al Pilastro: due giovani picchiati da una banda di minorenni
VITERBO – Violenta aggressione nella notte al Pilastro, nella zona di via Luigi Rossi Danielli. Due giovani sono stati accerchiati e picchiati da un gruppo composto, secondo quanto si è potuto apprendere, da circa venti minorenni.
L’episodio si è verificato intorno alle 3. I due ragazzi stavano raggiungendo la propria automobile quando un adolescente si sarebbe posizionato davanti al veicolo e avrebbe colpito la carrozzeria con un calcio.
I due giovani sono quindi scesi dalla macchina, probabilmente per chiedere spiegazioni. È stato a quel punto che sarebbe intervenuto un gruppetto di ragazzi, composto da adolescenti tra i 15 e i 16 anni che hanno circondato e aggrediti i due con calci e pugni.
Al termine del pestaggio, entrambi hanno raggiunto autonomamente il pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo per ricevere le cure necessarie. Uno dei due ha riportato ferite giudicate guaribili in trenta giorni.
Visitare la Tuscia: guida completa per una gita fuori porta tra borghi, laghi vulcanici, terme ...
TUSCIA - La Tuscia, cuore autentico del Lazio settentrionale, è una delle destinazioni più affascinanti per chi desidera una gita fuori porta ricca di storia, natura, borghi medievali e sapori locali. Un territorio che sorprende a ogni passo: dalle città etrusche alle terme naturali, dai laghi vulcanici ai borghi arroccati sul tufo, fino ai paesaggi incontaminati che si estendono tra Viterbo, l’Umbria e la Toscana.
Viterbo: la Città dei Papi e le terme naturaliLa tua esplorazione può partire da Viterbo, città medievale perfettamente conservata, famosa per il quartiere di San Pellegrino, il Palazzo dei Papi e le sue terme naturali. Il Parco Termale del Bagnaccio è uno dei luoghi più amati per rilassarsi immersi nella natura oltre le Terme dei Papi, iconiche e conosciute in tutta Italia
Borghi medievali e città etrusche: un viaggio nel tempoLa Tuscia è un mosaico di borghi:
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Civita di Bagnoregio, la “città che muore”, sospesa su un colle di tufo
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Vitorchiano, con il celebre Moai
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Bomarzo e il suo Sacro Bosco, noto come Parco dei Mostri
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Tarquinia, capitale dell’arte etrusca con le sue necropoli dipinte
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Proceno, uno dei borghi più suggestivi e meno turistici della Tuscia, perfetto per chi cerca autenticità
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Calcata, il borgo degli artisti, immerso nella Valle del Treja
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Civita Castellana, con la via Merina, il Forte San Gallo e il Duomo dei Cosmati
Questi luoghi raccontano un Lazio diverso, lontano dai circuiti di massa, dove ogni vicolo custodisce una storia.
Laghi vulcanici: Bolsena, VicoLa Tuscia è ricca di laghi di origine vulcanica:
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Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa
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Lago di Vico, circondato da una faggeta vetusta patrimonio naturale
Ideali per una gita fuori porta tra natura, trekking e degustazioni.
Ecco alcune tappe che rendono la Tuscia unica:
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Villa Lante a Bagnaia, capolavoro rinascimentale
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Parco Archeologico di Vulci, dove natura e archeologia si incontrano
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Sacro Bosco di Bomarzo, con statue grottesche e sculture surreali
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Palazzo Farnese di Caprarola, una delle dimore più spettacolari del Lazio
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Forre di Corchiano, canyon naturali perfetti per escursioni
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Cascate di Chia, amate anche da Pasolini
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Cascata del Picchio e Cascata Cavatera, mete perfette per chi ama l’acqua e il trekking
La Tuscia è anche terra di gusto:
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Vini di Montefiascone, tra cui l’iconico Est! Est!! Est!!!
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Olio extravergine locale
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Aglio rosso di Proceno, presidio Slow Food
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Miele, tartufo, zafferano, lavanda, prodotti che raccontano la biodiversità del territorio
Un percorso sensoriale che unisce tradizione e qualità.
Dove mangiare a Viterbo-
Il Molino ristorante – cucina tipica viterbese
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Il Lab Ristorante – perfetto per chi ama fare un viaggio nel mondo, pur restando a Viterbo
La “città che muore” è uno dei luoghi più iconici della Tuscia. Raggiungibile solo tramite un ponte, Civita regala scorci mozzafiato e un’atmosfera fuori dal tempo.
Dove mangiare a Civita di Bagnoregio-
Alma Civita – cucina gourmet in un palazzo storico
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Il Pozzo dei Desideri – perfetto per un pranzo tipico con vista
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PepeNero Ristorante – cucina creativa, pesce di lago, prodotti della Tuscia e una vista spettacolare
Il Sacro Bosco di Bomarzo, con le sue statue enigmatiche e sculture grottesche, è una tappa imperdibile per chi ama luoghi misteriosi e ricchi di fascino.
Dove mangiare a Bomarzo-
Ristorante Il Quadrifoglio – cucina casereccia
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La Locanda del Borgo – piatti tipici e atmosfera familiare
Tarquinia è la capitale dell’arte etrusca, con la sua Necropoli dei Monterozzi, il Museo Nazionale Etrusco e le spiagge vicine per chi vuole unire cultura e relax.
Dove mangiare a Tarquinia-
Il Boccone del Prete – cucina locale e pesce
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Ristorante Arcadia – perfetto per un pranzo nel centro storico
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È vicina a Roma e facilmente raggiungibile
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Offre itinerari brevi ma ricchi di contenuti
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È perfetta per famiglie, coppie, escursionisti e appassionati di storia
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Non è sovraffollata: ideale per chi cerca autenticità
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Unisce borghi, natura, terme, archeologia, laghi, cibo e arte
Che tu voglia scoprire un borgo medievale, rilassarti alle terme, visitare una città etrusca, passeggiare tra laghi vulcanici o perderti in un parco surreale, la Tuscia è la destinazione perfetta. Un territorio che si vive lentamente, assaporando ogni dettaglio, ogni panorama, ogni storia.
Carnevale 2027, carri, coriandoli e debiti da risolvere
CIVITA CASTELLANA - Il Carnevale storico civitonico 2027 rischia di partire sotto una fitta coltre di incertezze. Il 2 settembre il sindaco Danilo Corazza, con decreto approvato dal consiglio comunale, ha nominato Marino Venditti commissario straordinario della Fondazione Carnevale, dopo aver accertato una situazione di squilibrio economico che richiede un intervento immediato per tutelare il patrimonio pubblico e garantire la continuità della manifestazione.
Il commissario, incaricato di affiancare il consiglio di amministrazione fino al ripristino dell’equilibrio finanziario, però sembrerebbe non essere ancora presentatosi in città. Nel frattempo, in Comune si sono già svolti diversi incontri per analizzare la situazione e capire come impostare la prossima edizione del Carnevale.
Il nodo principale è uno: i debiti. Le verifiche interne hanno evidenziato un ammanco che si aggira intorno agli 80mila euro, una cifra che pesa come un macigno sul futuro dell’evento. Anche ipotizzando di ottenere circa 100mila euro tra fondi ministeriali, regionali, comunali e sponsor privati, la maggior parte delle risorse verrebbe assorbita dal pagamento dei creditori, lasciando ben poco per organizzare la festa del 2027.
In altre parole, il Carnevale si farà solo se prima si riuscirà a mettere ordine nei conti. E finché il commissario non entrerà in azione, la macchina organizzativa resta ferma ai blocchi di partenza.
Tarquinia, acqua non potabile per arsenico oltre soglia
TARQUINIA - A Tarquinia scatta il divieto di utilizzare l’acqua per il consumo umano nelle aree del centro storico e delle zone Pantano, Farnesiana e Montericcio, dopo che le analisi della Asl hanno rilevato un valore di arsenico superiore ai limiti consentiti. Il controllo, effettuato il 30 settembre su campioni prelevati alle fontanelle pubbliche, ha evidenziato una concentrazione di 11 microgrammi per litro, oltre la soglia massima di 10 µg/l prevista dalla normativa.
L’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Sposetti vieta l’utilizzo dell’acqua per bere e cucinare, consentendone invece l’impiego per l’igiene domestica e gli impianti tecnologici.
L’arsenico inorganico è classificato come cancerogeno di classe 1 dall’Oms e dallo Iarc, e un’esposizione prolungata oltre i limiti può provocare lesioni cutanee, disturbi cardiovascolari, neuropatie e un aumento del rischio di tumori.
Per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile ai residenti, Talete S.p.A. ha predisposto un’autobotte nel parcheggio adiacente a viale Bruschi Falgari, mentre i tecnici sono al lavoro per individuare le cause del superamento e riportare i valori entro la norma.
Ulteriori controlli sono attesi nei prossimi giorni, con aggiornamenti che verranno comunicati non appena disponibili.
'Gli alberi abbattuti aspettano ancora di essere sostituiti'
di Fabio Tornatore
TARQUINIA - Pini abbattuti e mai sostituiti: i recenti lavori di asfaltatura nelle zone litorali non avrebbero previsto i nuovi alberi in sostituzione di quelli tagliati, come previsto dalla legge. In merito, l'associazione di categoria dei balenari chiede spiegazioni: 'gli alberi abbattuti aspettano ancora di essere sostituiti' riferiscono da AssoLidi.
'Ci chiediamo perché, nei lavori di rifacimento del manto stradale attualmente in corso, non sia stata prevista la messa a dimora di nuovi alberi in sostituzione di quelli abbattuti in precedenza' dichiarano dall'associazione di categoria 'Durante l’esecuzione dei lavori, infatti, sarebbe più semplice intervenire rispetto a condizioni ordinarie, potendo effettuare con maggiore facilità gli scavi necessari e predisporre gli spazi destinati alle nuove piantumazioni, senza dover successivamente riaprire o modificare superfici appena sistemate'.
L'associazione già precedentemente aveva richiamato, attraverso note agli organi di stampa, il mancato intervento sulle radici durante l'esecuzione dei lavori.
'Anche dal nostro punto di vista è indispensabile intervenire sugli alberi che presentano problemi di sicurezza' spiegano 'tutelare quelli che possono essere conservati e programmare nel tempo il rinnovo delle alberature. Come noto un grande numero di alberi non è stato sottoposto da lunghi anni alle necessarie manutenzioni soprattutto a carico delle chiome cariche di ramaglie che compattando il volume determinano un pericoloso effetto vela. Poi qualcuno rimane sorpreso che le radici non ne riescono a contenere la forza flettente e qualche albero particolarmente gravato cade a terra'.
'Tra le intenzioni annunciate e quanto si vede oggi al Lido, però, resta una distanza da colmare' spiegano da AssoLidi 'come noto gli alberi di Pino, che si trovano, o trovavano, lungo le strade, specie del settore sud, provengono dalla pineta di bonifica che si trova a lato della attuale via Axia. Fu una precisa scelta fatta col piano di lottizzazione in quanto il Pinus Pinea è la tipica essenza caratterizzante il nostro territorio fin dai tempi antichi. Nel corso degli anni molti pini sono stati abbattuti sia all’interno delle proprietà private sia lungo le strade perché valutati come non più sicuri a causa di malattie o di sopravvenute instabilità'.
'Le autorizzazioni agli abbattimenti nelle proprietà private sono condizionate alla piantumazione di altri alberi' concludono 'Per quale motivo allo stillicidio di alberi avvenuto, negli anni, lungo le vie non sono seguite le ovvie sostituzioni? Il tema torna d’attualità con i lavori di rifacimento del manto bituminoso in corso nelle strade laterali a viale del Porto Clementino'.
Lions Club Viterbo, nuove energie e riconoscimenti: nasce il Leo Club Viterbo Tuscia
VITERBO – Giovani, nuove competenze e riconoscimenti a chi ha dedicato anni al servizio della comunità: la conviviale del 2 ottobre 2026 ha segnato un momento particolarmente significativo per il Lions Club Viterbo, presieduto dall'avvocato Gabriele Sabato. Una serata che ha riunito più generazioni intorno all'impegno comune della solidarietà, aprendo nuove prospettive per l'attività del Club.
Al centro dell'incontro, la rinascita di una presenza Leo in città, dopo un lungo periodo di assenza, con il nuovo Leo Club Viterbo Tuscia. Il percorso è stato promosso dal presidente Gabriele Sabato e seguito dalla Leo Advisor del Club, avvocato Raffaella Puri. Alla celebrazione hanno partecipato il presidente distrettuale Leo Alberto Maniscalco e il Chairman distrettuale Lions Marco Grosso.
A guidare il nuovo Leo Club sarà il primo presidente, il giovane commercialista Alessio Mecozzi, affiancato da Candida Conti, Eleonora Sassara, Eleonora Augusti, Lara Crocicchia, Giorgia Sensi, Jennifer Orsimarsi, Villetta Fazzi, Francesco Parenti e Federico Bucaccio. La nascita del Leo Club Viterbo Tuscia offre ai giovani uno spazio di partecipazione, crescita e impegno concreto a favore del territorio.
La serata ha visto anche l'ingresso di tre nuovi soci nel Lions Club Viterbo: l'avvocato Gabriele Sassara, la professoressa Maria Cristina Baleani e il commercialista Massimiliano Fontana. Le loro competenze e la loro passione arricchiranno il patrimonio di esperienze del Club e contribuiranno allo sviluppo delle iniziative di servizio.
Un momento di particolare emozione si è avuto poi con il conferimento della Melvin Jones Fellowship al dottor Gian Paolo Arieti, Immediato Past President del Club viterbese. Il riconoscimento ha premiato i numerosi service da lui realizzati nel corso degli anni, gli incarichi ricoperti nell'associazione e una lunga appartenenza alla famiglia lionistica, iniziata nel Leo Club e ininterrottamente proseguita nel Lions Club.
La conviviale è stata inoltre occasione per accogliere Pierluigi Piccoli, presidente dell'Unione Italiana Lions Tennisti (UILT), e la consorte Ornella Zanini, in vista del XXIII torneo italiano di tennis per Lions e Leo, organizzato dalla UILT, che si svolgerà a Viterbo dal 15 al 18 aprile 2027. L'appuntamento porterà per la prima volta il torneo nel centro Italia, unendo sport, incontro e solidarietà nella primavera viterbese. La visita nella Tuscia ha consentito una ricognizione dei campi del Tennis Club Viterbo, presso cui si terrà il torneo, sotto la guida del maestro Paolo Ricci. Il ricavato delle iscrizioni al torneo sarà destinato a sostenere le cause di servizio e beneficenza, tra le altre, del Lions Clubs International e della Lions Clubs International Foundation.
Nel corso della serata sono state infine avviate le attività del service 'I Cuccioli', primo nel Distretto Lions 108L. Figli e nipoti di alcuni soci, sotto la regia della socia dottoressa Giuseppina Petterini, hanno svolto piccoli service durante la conviviale: un modo per avvicinare anche i più piccoli ai valori della collaborazione, della generosità e dell'attenzione agli altri.
Alla perfetta riuscita dell'incontro hanno contribuito la cerimoniera Patrizia Badini, il segretario Piero Maria Nardi e i soci Luca Ingrosso e Paolo Cannone, con il loro costante sostegno alle attività del Club.
Il Lions Club Viterbo prosegue così l'anno lionistico valorizzando l'esperienza dei soci, accogliendo nuove energie e coinvolgendo le giovani generazioni, nel segno del motto 'We Serve': essere al servizio della comunità.
Viterbo, legge elettorale: confronto tra costituzionalisti e docenti universitari
VITERBO - Lunedì 21 scorso al teatro S. Leonardo un centinaio di persone hanno assistito al primo incontro promosso dall’associazione culturale Articolo 3, Fondazione Sarti, Centro studi Europei e Internazionali, Associazione Kyanos e Anpi Viterbo sulla proposta di revisione della Legge Elettorale.
Erano invitati Roberto Zaccaria, Gianni Serges ed Elisabetta Frontoni, costituzionalisti e docenti universitari.
Ha dato l’avvio alla discussione Roberto Zaccaria sostenendo con molti argomenti che con questa legge si giocano gli equilibri democratici del nostro Paese. La professoressa Frontoni ha evidenziato gli aspetti che permettono di parlare di incostituzionalità della proposta di Legge. Il professor Serges si è soffermato soprattutto sulla procedura che prevede l’indicazione del possibile Presidente del Consiglio alla presentazione della lista elettorale, negando al Capo dello Stato – come attualmente previsto dalla Costituzione – la possibilità di individuare il potenziale Presidente del Consiglio dopo i colloqui con parlamentari, ex presidenti della Repubblica e leader dei partiti politici.
Il disegno di legge approvato a luglio dalla Camera, tra l’altro, annulla le garanzie di eleggibilità riservate alle donne e prevede la raccolta di ben quattrocentomila firme per le formazioni politiche non presenti già nel Parlamento.
Questi e altri argomenti sono stati dibattuti con il contributo di Roberta Galvano, ordinaria di Diritto Amministrativo alla Sapienza di Roma e di Maurizio Ridolfi, storico, docente presso l’Università della Tuscia.
Tutto questo prelude al secondo incontro che si terrà l’8 ottobre alle ore 17.00 presso il Cedido, in piazza S.Lorenzo 6/A, con Giovanna De Minico, Università Federico II di Napoli e Mauro Volpi, Università di Perugia. Coordinerà il prof. Maurizio Ridolfi.
Soriano, tra isole ecologiche e luci: 'Green non significa necessariamente grigio'
SORIANO NEL CIMINO - Torno a Soriano nel Cimino, come ogni anno, per la Sagra della Castagna e mi tornano alla mente i ricordi di quando ero bambino e giocavo tra le viuzze della Rocca. A scuola ci insegnavano la canzone: “Soriano, paese di montagna,fiorisce la castagna…”. Oggi, invece, verrebbe quasi da aggiornarla: “Soriano, paese di montagna,fiorisce il cassonetto…”
Perché quest'anno la sorpresa è stata notevole: grandi strutture grigie sono comparse in diversi punti del paese, anche nel centro storico, vicino alle fermate del bus e dove prima c'erano posti auto. Scopro che dietro c'è un importante investimento PNRR, nell'ordine degli 800-900 mila euro, destinato alla modernizzazione della raccolta differenziata. Ottimo.
Ma una domanda sorge spontanea: modernizzare significa necessariamente rendere tutto più bello? Perché poi arriva la parte pratica. Cittadini e commercianti raccontano di bottiglie da conferire una alla volta, carta da ridurre per riuscire a inserirla nelle aperture e nuove modalità per l'umido. Insomma, le isole sono certamente “intelligenti”.
Peccato che, a volte, sembrino chiedere un po' troppa intelligenza a chi deve usarle. E i commercianti, soprattutto quelli che producono quotidianamente carta e imballaggi, sembrano essere tra i meno entusiasti della novità. Ma non basta. A Soriano sono arrivate anche le luci LED. Palazzi storici, fontane e monumenti illuminati. Il Duomo, poi, sembra quasi pronto per lo spettacolo serale. A questo punto mi aspetto soltanto una voce all'ingresso: “Benvenuti a Soriano Experience: prima attrazione, l'isola ecologica!”
Ironia a parte, una domanda seria la vorrei rivolgere all'Amministrazione comunale: con tutti questi interventi, Soriano è davvero diventato più bello? Perché raccogliere meglio i rifiuti è certamente importante. Modernizzare i servizi è importante. Ma Soriano è anche un borgo storico, e la sua bellezza è parte del patrimonio che dovrebbe essere valorizzato. E allora sarebbe interessante sapere quali valutazioni sono state fatte sull'impatto estetico delle nuove strutture e delle nuove illuminazioni e quale sia stato il confronto con gli organismi competenti per la tutela del patrimonio storico e paesaggistico.
Non è una questione di essere contro il progresso. È una questione di capire se il progresso, quando arriva, sa anche rispettare la bellezza. Perché il green va benissimo. Il PNRR anche. La tecnologia pure. Ma forse green non significa necessariamente grigio. Io sono tornato a Soriano per la Sagra della Castagna. Mi sono ritrovato anche alla Sagra del Cassonetto. E dalla prima alla seconda, diciamolo, è davvero un attimo.
Sindaco, una piccola provocazione: prima di accendere un'altra luce, proviamo ad accendere un'idea. Perché Soriano ha bisogno di crescere come destinazione turistica, di valorizzare i suoi numerosi beni, di costruire una strategia, una programmazione, una visione di sviluppo. Un finanziamento non dovrebbe essere un obiettivo in sé, né servire semplicemente a poter dire “abbiamo fatto”. Dovrebbe essere uno strumento per lasciare al territorio qualcosa di più: più servizi, più bellezza, più turismo, più economia, più futuro. Perché i finanziamenti pubblici non sono soldi che cadono dal cielo.
L'IVA la pagano i cittadini. Le rate dei mutui le pagano i cittadini. Gli investimenti sbagliati, quando lo sono, li pagano i cittadini. E allora la domanda non è soltanto: “Quanto siamo riusciti a finanziare?” La domanda vera dovrebbe essere: “Che Soriano vogliamo lasciare tra dieci anni?” Perché prendere un finanziamento è importante. Saperlo trasformare in sviluppo lo è molto di più. E magari, Sindaco, prima di accendere un'altra luce...accendiamo una visione.
La riflessione di un cittadino tornato a Soriano nel cimino
Patente, lesame lo sostiene un altro, scoperto il sistema a Viterbo
VITERBO - La fotografia presente sulla patente non corrispondeva al volto dell'automobilista fermato per un controllo. È da questa anomalia che sono partiti gli accertamenti della Polizia Stradale di Viterbo, che hanno permesso di ricostruire un sistema attraverso il quale un'altra persona avrebbe sostenuto l'esame teorico al posto del reale candidato.
Il controllo ha riguardato un automobilista straniero. Quando gli agenti hanno verificato il documento di guida mostrato dall'uomo, hanno notato che l'immagine riportata sulla patente raffigurava una persona diversa da quella che si trovava al volante.
A quel punto sono scattati ulteriori controlli. La pattuglia, con il supporto del personale della squadra di Polizia giudiziaria, ha cercato di risalire all'identità dell'uomo immortalato nella fotografia.
Gli accertamenti hanno portato a una persona già conosciuta dalla Polizia Stradale e già denunciata per lo stesso tipo di reato. Partendo da quell'identificazione, gli investigatori hanno ricostruito il meccanismo che avrebbe permesso al beneficiario di ottenere la patente.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la persona incaricata di sostenere l'esame avrebbe messo a disposizione una propria fotografia, successivamente allegata alla documentazione necessaria per presentare la richiesta.
Il giorno della prova teorica sarebbe stata proprio questa persona a presentarsi nei locali dove si svolgeva l'esame, sostenendo la prova al posto del candidato. La fotografia inserita nella pratica corrispondeva quindi al soggetto che si presentava effettivamente all'esame, mentre la patente era destinata a un'altra persona.
Il passaggio successivo avrebbe consentito di sostituire la fotografia. Dopo il rilascio della patente, il beneficiario avrebbe dichiarato di averla smarrita e avrebbe richiesto un duplicato, questa volta con la propria immagine.
In questo modo avrebbe ottenuto un documento intestato a lui e corredato dalla sua fotografia, pur non avendo sostenuto personalmente l'esame teorico.
Nel caso individuato dalla Polizia Stradale di Viterbo, è stata proprio la differenza tra il volto dell'automobilista e quello raffigurato sulla patente a consentire agli agenti di individuare l'anomalia.
Il documento è stato ricondotto alla persona che avrebbe fornito la propria fotografia per sostenere l'esame al posto di un altro candidato. Gli accertamenti della Polizia proseguono per ricostruire l'intera vicenda e stabilire le responsabilità delle persone coinvolte.
Viterbo, soffocato da un boccone di carne, muore a 71 anni
VITERBO - Tragedia a Viterbo dove un uomo di 71 anni, Nunzio Romano, ha perso la vita dopo essere rimasto soffocato da un boccone di carne. Romano, originario di Napoli e residente in città, stava consumando il pranzo quando il cibo gli ha improvvisamente ostruito le vie respiratorie.
L'episodio si è verificato venerdì, poco prima delle 14, all'interno del punto ristoro di una struttura commerciale di via Igino Garbini. In pochi istanti l'uomo ha perso conoscenza, davanti alle numerose persone che in quel momento si trovavano nel locale.
Alcuni presenti hanno immediatamente cercato di intervenire. Tra loro anche un cliente e un vigile del fuoco in pensione, che hanno tentato di praticare le manovre di primo soccorso per liberare le vie respiratorie dell'uomo.
“Era già a terra e incosciente – aveva raccontato il testimone –. Abbiamo provato le manovre di disostruzione”. I due hanno tentato anche la manovra di Heimlich, con l'obiettivo di espellere il boccone che impediva all'uomo di respirare. “Ma era già incosciente”, aveva aggiunto.
Poco dopo è arrivata sul posto l'automedica del 118. I sanitari hanno proseguito a lungo le operazioni di rianimazione, riuscendo infine a liberare le vie respiratorie. Romano è stato quindi trasportato d'urgenza all'ospedale Santa Rosa di Viterbo.
Nonostante tutti gli sforzi dei soccorritori e dei medici, per il 71enne non c'è stato nulla da fare. La salma è stata successivamente trasferita all'obitorio di Viterbo.
Non potabilità a Viterbo e Tarquinia, Talete: Valori rientrati nei limiti
VITERBO - In relazione alle recenti ordinanze sindacali di non potabilità emanate dai Comuni di Viterbo (Ordinanza n. 47 del 03/10/2026) e Tarquinia (Ordinanza n. 28 del 03/10/2026) a seguito dei rilievi analitici di fine settembre, Talete S.p.A. comunica di aver attivato con la massima tempestività le procedure operative di emergenza e i necessari interventi tecnici sulle reti idriche interessate.
Oltre al contestuale posizionamento dei servizi sostitutivi con autobotte a supporto della popolazione (in Strada Montecchio n. 1 a Viterbo e nel parcheggio adiacente a Viale Bruschi Falgari a Tarquinia), le squadre tecniche della società hanno immediatamente eseguito mirate manovre idrauliche sulla rete e negli impianti per ottimizzare la miscelazione e la regolazione dei flussi.
Per verificare in tempo reale l'efficacia delle manovre eseguite, la struttura tecnica di Talete S.p.A. ha avviato un programma di monitoraggio rapido avvalendosi di strumentazione agile da 'campo'. I controlli preliminari e interni eseguiti nella giornata di ieri, sabato 3 ottobre, hanno evidenziato riscontri altamente positivi:
Viterbo – Rete Rio Trai (punto di prelievo VIT01): valore rilevato pari a 6,5 µg/l (a fronte del limite normativo di 10 µg/l e del precedente valore di 12 µg/l).
Tarquinia – Fontana Pubblica di Via Sergio Capitani: valore rilevato pari a 6 µg/l (ubicata a pochi metri dall'autobotte di Viale Bruschi Falgari, a fronte del limite di 10 µg/l e del precedente valore di 11 µg/l).
Tali esiti confermano l'efficacia immediata delle manovre tecniche adottate, che hanno consentito di abbattere rapidamente la concentrazione del parametro entro i limiti di legge.
La società sottolinea che i dati raccolti mediante strumentazione rapida rappresentano un'indicazione interna di monitoraggio operativo. Si rimane in fiduciosa attesa dei risultati analitici ufficiali e certificati relativi ai campionamenti programmati con i laboratori accreditati per la formale trasmissione alle Autorità Sanitarie (ASL Viterbo) e ai Sindaci dei Comuni interessati, propedeutica alla richiesta di revoca delle ordinanze.
Talete S.p.A. proseguirà nel presidio capillare del territorio, garantendo il costante aggiornamento delle Amministrazioni locali e della cittadinanza.
Acquapendente, il comune chiede biotecnologie sanitarie per lIstituto Leonardo Da Vinci
ACQUAPENDENTE - A pochi giorni dalla consegna da parte della Dirigente Dottoressa Luciana Billi degli attestati per il percorso di orientamento-potenziamento “BIOLOGIA CON CURVATURA BIOMEDICA” ottenuti dagli studenti al termine dello scorso anno con la Delibera di Giunta avente come oggetto “Approvazione proposta di interventi di razionalizzazione scolastica 2027/2028” , il Comune di Acquapendente chiede ufficialmente alla Provincia di inserire all’interno dell’indirizzo ITT Chimica dell’Istituto Omnicomprensivo “Leonardo Da Vinci” l’opzione Biotecnologie sanitarie. Il tutto all’interno del già rodato e funzionante pacchetto-studi Biotecnologie Ambientali. Sei le motivazioni principali:
1) Necessità di riqualificare ed ampliare l’offerta formativa in coerenza con l’identità dell’Istituto che già prevede la curvatura biomedica per il triennio tanto del Liceo Scientifico quanto quello di opzione Scienze Applicate;
2) Le opportunità formative che l’attivazione dell’opzione offrirebbe al territorio e la possibilità di orientare gli studenti verso le discipline sanitarie, sia in relazione ai successivi percorsi di formazione sia alle future scelte professionali e lavorative;
3) La presenza nel Comune di Acquapendente di un presidio ospedaliero e, conseguentemente, la possibilità di sviluppare forme di collaborazione con i relativi professionisti, attraverso intervento di ampliamento ed arricchimento dell’offerta formativa;
4) L’assenza dell’opzione richiesta nel Distretto scolastico di riferimento;
5) la compatibilità dell’attivazione della nuova opzione con le disponibilità di organico e con la dotazione tecnica già in possesso dell’Istituto.
Stella Azzurra, prima trasferta della stagione: a Siena per confermare il buon avvio
VITERBO - Prima gara esterna della stagione per la WeCOM-Ortoetruria che stasera scende in campo a Siena contro il team locale della Virtus. La squadra toscana è formazione giovane che ha confermato molti dei componenti del roster della scorsa stagione ed è intervenuta sul mercato con acquisti interessanti e di qualità. Siena esce dalla sconfitta nella prima di campionato giocata contro il Basket Roma e vorrà all’esordio casalingo disputare davanti ai propri tifosi una gara votata al massimo impegno. La Stella Azzurra ha invece l’obiettivo di ripetere la buona prestazione che domenica le ha permesso di battere al PalaMalè l’Etrusca Basket San Miniato per poter proseguire il suo cammino positivo nel torneo.
“Andiamo a Siena - dichiara la dirigenza - con la convinzione di dover mantenere alta la concentrazione e di scendere in campo con la mentalità giusta. I nostri avversari sono squadra che con la velocità e le loro caratteristiche può risultare pericolosa soprattutto tra le mura amiche e quindi dovremo affrontarli cercando di imporre il nostro gioco fin dall’inizio. I ragazzi ne sono consapevoli e sanno di dover applicare al meglio il piano partita studiato negli allenamenti settimanali”.
Palla a due alle 18,00 sotto la direzione di Nocchi di Vicopisano e Rossetti di Rosignano Marittimo.
Ufficio Stampa Stella Azzurra Viterbo Basket
Acquapendente, nasce la microforesta ecopedagogica
ACQUAPENDENTE - Con Delibera di Giunta, il Comune di Acquapendente approva la scheda progettuale “La microforesta ecopedagogica di Acquapendente” , ratificando in maniera ufficiale l’adesione al plafone programmatico regionale Ossigeno che si pone come obiettivo rafforzare le politiche regionali di contrasto ai cambiamenti climatici. Tutelando la biodiversità, migliorando la qualità dell’aria e promuovendo soluzioni basate sulla natura. Il progetto del territorio altoviterbese si pone come obiettivo principale il concepire qualcosa come infrastruttura verde multifunzionale. Una sorta di laboratorio permanente per la promozione della biodiversità, dell’educazione ambientale e della cittadinanza attiva. Location prescelta il giardino di Via del Carmine (area superficie 100 mq). All’interno del quale verranno messe a dimora ad alta densità 300 piantine. Partners progettuali l’Istituto Omnicomprensivo Leonardo Da Vinci ed il Centro Sociale Anziani, che realizzeranno nel corso dell’anno tre attività:
1) Festa dell’albero il 21 Novembre (visite guidate);
2) Festival della Sostenibilità e del Paesaggio Rurale nei mesi autunnali con momenti di confronto sulla sostenibilità con il coinvolgimento delle scuole (tavole rotonde outdoor e momenti di approfondimento e divulgazione sui temi legati al paesaggio rurale ed alla sostenibilità);
3) Realizzazione di una giornata a denominazione “La giornata della microforesta ecopedagogica”
Forme e colori, a Viterbo lartigianato celebra il valore del tempo
VITERBO – Un viaggio nel valore del tempo, della manualità e della creatività. È stata inaugurata questa mattina, nelle sale del Museo della Ceramica della Tuscia di Palazzo Brugiotti, la 19ª edizione di “Forme e colori nella terra di Tuscia”, la mostra-concorso dedicata all’artigianato artistico e organizzata dalla Cna di Viterbo e Civitavecchia.
L’edizione di quest’anno mette al centro un tema particolarmente significativo per il mondo artigiano: “Il rispetto del tempo nella lavorazione artigianale”. Un invito a riscoprire il valore della lentezza, della cura e delle competenze che trasformano una materia prima in un’opera unica.
Sono 29 le imprese artigiane protagoniste dell’esposizione, con 33 opere, alle quali si aggiungono i 13 lavori realizzati dagli studenti del liceo artistico statale “Francesco Orioli”. Un confronto tra esperienza e nuove generazioni che rappresenta uno degli elementi distintivi della manifestazione.
A sostenere l’iniziativa, insieme alla Cna, ci sono la Fondazione Carivit e il Museo della Ceramica della Tuscia, con il contributo della Camera di Commercio di Rieti Viterbo e della Camera di Commercio di Roma.
La mostra, ospitata in via Cavour 67, presenta opere che spaziano tra tecniche, materiali e sensibilità differenti. Anche quest’anno non mancano i riconoscimenti: il montepremi complessivo ammonta a 13mila euro, cui si aggiungono le targhe e il tradizionale premio assegnato dal pubblico.
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico e associativo. Tra gli ospiti la presidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il presidente della Camera di Commercio di Roma e direttore di Cna Lazio Lorenzo Tagliavanti, il consigliere comunale Marcio Nunzi, la segretaria provinciale della Cisl Elisa Durantini, il segretario di Cna Roma Giordano Rapaccioni, oltre al presidente e al segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia, Alessio Gismondi e Attilio Lupidi, e al segretario della Fondazione Carivit Emanuel Fulvi.
A guidare i presenti tra le opere è stata Chiara Tosaroni, coordinatrice dell’Unione Cna Artistico e Tradizionale, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta dei lavori esposti.
Un’edizione particolarmente significativa anche perché inserita nelle celebrazioni per i 70 anni della Cna di Viterbo e Civitavecchia. “Una festa che sta durando un anno – ha ricordato Frontini – ed è giusto così. Perché il valore che la vostra associazione sta profondendo sul territorio merita di essere celebrato. I temi affrontati negli anni da questa mostra ci fanno riflettere, ma sul tempo dobbiamo farlo di più: è qualcosa di così prezioso che poi non torna più. Vi auguro una splendida 19a edizione”.
Per Emanuel Fulvi, la manifestazione ha ormai superato i confini della semplice esposizione per diventare un appuntamento consolidato della vita culturale cittadina: “Dopo 19 anni la mostra, già partita alla grande – ha detto Fulvi – è diventata un’istituzione culturale. Siamo legati a un unico sentimento: promuovere l’artigianato, anche tra i giovani. È una cosa fondamentale”.
Sulla capacità della manifestazione di mettere insieme tradizione, lavoro e cultura si è soffermato Lorenzo Tagliavanti: “Quando si organizza una cosa bella come questa significa che dietro ci sono lavoro e contenuti. Se poi se ne fanno tante, come quest’anno, vuol dire che ci sono tanto lavoro e tanti contenuti. La tradizione italiana è grande e Viterbo è uno dei filoni più importanti da sempre. Manifestazioni come queste ci aiutano a ricordarlo”.
Il presidente della Cna di Viterbo e Civitavecchia, Alessio Gismondi, ha invece posto l’accento sul rapporto tra artigianato e cultura, invitando i visitatori a soffermarsi non soltanto sul risultato finale, ma anche sul percorso che conduce alla realizzazione di ogni manufatto: “Siamo abituati a pensare all’artigianato come cultura, ora dobbiamo imparare a farlo come filosofia: prendetevi il tempo necessario ad apprezzare queste opere, è importante capire il pensiero che c’è dietro”.
Particolare rilievo anche al riconoscimento europeo dell’artigianato artistico. “È bello poter supportare questa iniziativa con l’alto patrocinio del parlamento europeo. Finalmente l’Unione europea si è pronunciata sull’artigianato artistico con le Dop e le Igp, che erano solo riservate a prodotti agroalimentari. E l’Italia quest’anno ha recepito l’indicazione, che va a tutela della produzione e della promozione italiana. Quindi non c’è solo un patrocinio formale: di quello che da qui mostrate al mondo intero con le produzioni artistiche siamo orgogliosi”, ha sottolineato Antonella Sberna.
A rappresentare la Regione Lazio è stato il consigliere regionale Daniele Sabatini, intervenuto in rappresentanza del presidente Francesco Rocca: “Grazie alla Cna, a chi ci ospita, anche per l’attività portata avanti per tutto l’anno. Se il tema dell’artigianato è tornato prepotentemente all’interno dell’agenda politica della Regione Lazio è anche e soprattutto perché chi rappresenta questa categoria preziosissima sul territorio ha saputo dialogare con le istituzioni in maniera corretta e leale, con lo spirito che ha istituito Cna parecchi anni fa e continua a marciare nelle attività di ogni giorno”.
Sabatini ha inoltre ricordato i 9 milioni di euro messi a disposizione attraverso il bando regionale dedicato all’artigianato.
“Forme e colori nella terra di Tuscia” resterà aperta dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Alla mostra si affianca il programma delle “Faber Experience”, dieci workshop gratuiti realizzati insieme ai maestri artigiani, pensati per avvicinare il pubblico alle tecniche e ai segreti delle lavorazioni.
Completano l’offerta i “Weekend dell’artigianato artistico”, quattro pacchetti turistici realizzati in collaborazione con PromoTuscia che comprendono pernottamento, visita ai borghi e alle eccellenze della Tuscia, ingresso alla mostra-concorso e partecipazione ai laboratori “Faber Experience”.
Tutte le informazioni sulla mostra, sugli appuntamenti e sulle attività collaterali sono disponibili sul sito ufficiale della manifestazione.
Centro storico, Micci attacca Frontini: Quali risultati dopo cinque anni?
VITERBO - 'Mi chiedo, alla fine di questi cinque anni del mandato Frontini, quali siano le politiche abitative messe in campo e, soprattutto, i risultati oggettivi e misurabili ottenuti sul fronte della residenzialità in centro storico. La sindaca parla spesso di quello che fa e, soprattutto, di ciò che non fa ma, ad oggi, non sappiamo se i residenti in centro storico siano aumentati o diminuiti, chi sono le persone che lo abitano, famiglie, studenti, persone singole, stranieri. Qual è la qualità della vita di chi vive dentro le mura? Insomma, qual è, ad oggi, la fotografia del centro storico oggettiva e non quella immaginaria o, addirittura, equivoca, che la sindaca cerca di vendere agli elettori, quella che può dirci se le promesse civiche sono riuscite a cambiare le sorti di questa area cittadina oppure no?', cosi si è espresso il consigliere comunale Andrea Micci.
'Abbiamo visto girare Frontini per le vie – continua -, ci dicono che sia tornata pure al mercato, a distribuire una sorta di opuscolo molto vago che reca, per la quasi totalità delle sue pagine, i progetti delle ultime due, tre, amministrazioni, che Frontini si sta accreditando come risultati del suo mandato. Dall'altra parte c'è un evidente e diffuso malcontento che serpeggia in larghi strati della cittadinanza e, in particolare, proprio tra i residenti del centro storico. In prossimità delle elezioni è risultato evidente a tutti come la sindaca, e la sua maggioranza, si stiano dando tanto da fare per realizzare una festa a settimana, portando in città un fermento che in questi cinque anni poco si è visto'.
'Da consigliere comunale sono felicissimo nel vedere i quartieri in festa, con tanta gente, concertini e concertoni, bancarelle e mercatini. Ma, senza ignorare il fatto che tutto ciò arriva, guarda caso, a pochi mesi dalle elezioni, è mio dovere chiedermi cosa resta quando le luci si spengono. Perché la città vera, dopo cinque anni di amministrazione Frontini, è quella che ci appare quando le fiere e le grigliate se ne vanno e i saltimbanchi si svestono. La sindaca è stata sempre abilissima, e incredibilmente astuta, a sviare l'attenzione dalle cose che non funzionano e dalle promesse non mantenute. Per il rilancio del centro storico serve il ritorno dei residenti. Lo abbiamo detto tutti tante volte. Recentemente, però, si moltiplicano le lamentele, le segnalazioni di crescente disagio. Non c'è traccia, ad esempio, dei parcheggi riservati, promessi agli abitanti del centro storico e, ancor peggio, non si esita a sottrarre loro quelli esistenti, ad ogni occasione utile. Problematiche, queste e tante altre, che Frontini, a mio avviso, non è riuscita a risolvere e ora pensa di nasconderle sotto quel tappeto che porta l'immagine della sua gigantografia sulle pagine patinate con cui, ancora una volta, sta cercando di raccontare agli elettori, con quel suo solito modo molto furbesco, una realtà distorta'.
'C'è un proverbio che dice: Passata la festa, gabbato lo santo. Così la sindaca ci riprova: mettendo in campo tutto il suo arsenale oratorio e di mezzi, cerca di ripetere l'impresa di cinque anni fa, prendere per i fondelli i viterbesi per la seconda volta', così conclude il consigliere.
