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Il museo dell'Università della Tuscia entra nell'elenco dei musei universitari del sistema ...
VITERBO - Importante traguardo per l'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo: il Museo Spazio SMA-Museo delle collezioni universitarie dell'Ateneo è stato ufficialmente inserito nell'elenco dei 'Musei universitari pubblici collegati al Sistema museale nazionale'.
La comunicazione della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura con gli esiti dell'istruttoria è stata inviata dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). L'inserimento nell'elenco rappresenta il primo e fondamentale passo lungo il percorso, iniziato e seguito da anni dalla direttrice del Sistema Museale di Ateneo prof.ssa Laura Zucconi, che condurrà all'accreditamento definitivo all'interno della rete museale nazionale, nonché il pieno raggiungimento dell'obiettivo strategico fissato per questa prima fase di valutazione.
'L'inserimento dello Spazio SMA nell'elenco dei musei collegati al Sistema Museale Nazionale rappresenta un risultato di grande rilievo per il nostro Ateneo - dichiara la Prof.ssa Maria Raffaella Menna, delegata dalla rettrice ai musei universitari in CRUI - era il primo, fondamentale obiettivo che ci eravamo prefissati in questa fase e averlo raggiunto conferma la validità del percorso intrapreso. È un riconoscimento che premia il lavoro svolto dall'Ateneo nell'impegno profuso per la valorizzazione e la cura del nostro patrimonio scientifico, artistico e culturale, garantendo standard di gestione, conservazione e fruizione pubblica in linea con i criteri ministeriali. Questo passaggio costituisce il presupposto essenziale per giungere all'accreditamento definitivo, proiettando il Museo Spazio SMA in una rete culturale di rilevanza nazionale sempre più integrata e accessibile.'
Il posizionamento del Museo Spazio SMA nel circuito del Sistema Museale Nazionale permetterà all'Università della Tuscia di rafforzare le sinergie con le altre istituzioni culturali del territorio e del Paese, potenziando la visibilità dei propri beni e garantendo un'offerta didattica e scientifica sempre più aperta alla cittadinanza.
'Prossime tappe - ha concluso Menna - saranno l'accreditamento nel Sistema Museale Nazionale dell'Orto Botanico 'Angelo Rambelli' e del Museo della città e del territorio di Vetralla'.
Stati Generali delle Infrastrutture, FdI Viterbo: 'Finalmente la Tuscia può guardare al futuro'
VITERBO - 'Esprimiamo grande soddisfazione per l'esito degli Stati Generali delle Infrastrutture, che hanno riunito istituzioni, enti nazionali e regionali e rappresentanti del mondo produttivo per delineare una strategia condivisa sul futuro della Tuscia. L'iniziativa ha rappresentato un momento di rilievo, dal quale sono emersi impegni concreti e investimenti destinati a incidere sullo sviluppo del territorio.
Il completamento della Trasversale Orte-Civitavecchia, il potenziamento del sistema ferroviario e dell'Interporto di Orte, il progetto dell'aeroporto civile di Viterbo e il rafforzamento dell'Alta Velocità sono i principali tasselli di una strategia che punta a rendere il territorio più competitivo. Particolarmente significativo il finanziamento di 8 milioni di euro per il potenziamento della rete ferroviaria, frutto dell'emendamento a prima firma Rotelli, che consentirà interventi sulle stazioni viterbesi e sulla velocizzazione dei collegamenti.
E' la dimostrazione di una politica fatta di risultati e non di annunci e la conferma che, grazie all'azione del Governo Meloni e della Regione di Francesco Rocca, la provincia di Viterbo è finalmente tornata al centro delle politiche di sviluppo. Dopo anni di immobilismo, oggi esiste la possibilità di una programmazione chiara e sostenuta da risorse importanti, capace di trasformare le potenzialità del nostro territorio in occasioni di crescita economica, occupazionale e sociale.
All'onorevole Mauro Rotelli va il nostro ringraziamento per l'attenzione, la competenza e l'impegno costante a favore di Viterbo e dell'intera Tuscia, che oggi possono contare su una filiera istituzionale solida e coesa anche grazie al prezioso lavoro della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e dei consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli. Un sentito ringraziamento anche a tutti rappresentanti istituzionali intervenuti, tra cui gli assessori regionali ai Trasporti e ai Lavori pubblici, rispettivamente Fabrizio Ghera e Manuela Rinaldi, per il contributo ai lavori. Gli Stati Generali hanno dimostrato che, quando istituzioni e territori fanno squadra, è possibile costruire una prospettiva concreta di sviluppo per il futuro'.
Gruppo consiliare Fdi Viterbo
Matteo Achilli
Gianluca Grancini
Marco De Carolis
Pietro Amodio
Luigi Maria Buzzi
Coordinatore Circolo FdI Viterbo
Caprarola sotto il cielo dei Farnese, storia e tradizioni in cammino
CAPRAROLA – Prosegue il progetto 'Borghi, Castelli e Parchi dei Cimini – Viaggio nel territorio attraverso le tradizioni', promosso dalla Comunità Montana dei Cimini, grazie al lavoro del commissario straordinario Fabio Menicacci e degli uffici dell’Ente, con il contributo della Regione Lazio nell'ambito del Fondo per le iniziative di promozione e valorizzazione del territorio regionale (L.R. 2024 n.22), e realizzato in collaborazione con l'Associazione culturale Il Fascino del Passato di Viterbo, che si occupa di conservazione e divulgazione del patrimonio artistico-culturale, teatro di narrazione e docufilm che raccontano l’anima di una Comunità.
Un percorso che, tappa dopo tappa, sta restituendo voce ai borghi della Tuscia attraverso passeggiate-racconto dedicate alla storia, alla memoria e all'identità delle comunità. Dopo i successi con grande partecipazione di pubblico, a Vitorchiano, Carbognano, Canepina e Vignanello, il viaggio approda a Caprarola, dove la magnificenza di Palazzo Farnese si intreccia con una storia ancora più antica, custodita dalla memoria del suo popolo.
La passeggiata-racconto 'Caprarola sotto il cielo dei Farnese' si terrà sabato 25 luglio dalle ore 17:30 alle 20:00 e domenica 26 luglio dalle ore 10:30 alle 13:00 con ritrovo presso il parco delle Scuderie Farnese, viale Regina Margherita n. 8, accompagnerà i partecipanti lungo un itinerario che unirà monumenti, vicoli e scorci del borgo in un racconto capace di far rivivere ciò che questo territorio è stato e che ancora oggi continua a pulsare.
Come ricorda Marco Rossi, attore e Narratore di Comunità, dell'Associazione culturale Il Fascino del Passato, 'un territorio conserva il proprio futuro soltanto quando continua a raccontare la memoria della sua gente'.
È questo il filo conduttore dell'iniziativa: accanto alla grande stagione dei Farnese emergerà la civiltà agreste e agricolo-pastorale che ha plasmato Caprarola nei secoli. Sotto il cielo dei Farnese rivivrà così il mondo dei cavallari, dei pastori della transumanza, dei contadini, dei tagliaboschi e degli artigiani, donne e uomini che hanno tramandato antichi mestieri, il rispetto per la terra, il valore della fatica e quella serenità che nasceva da una vita semplice, profondamente legata ai ritmi della natura. Una memoria che ancora oggi si ritrova nelle tradizioni, nei racconti e nell'identità della comunità.
L'iniziativa è realizzata con il supporto del Centro Studi e Ricerche di Caprarola, presieduto da Luciani Passini, con la partecipazione del Vicepresidente e poeta in ottava rima Renato Moretti e di Biagio Stefani, Narratore di Comunità, che accompagneranno il pubblico in un percorso tra storia, poesia e memoria. Al termine della passeggiata è prevista una degustazione di prodotti tipici, a cura della Proloco di Caprarola.
L'iniziativa coinvolge dieci comuni della Comunità Montana dei Cimini attraverso venti passeggiate-racconto dedicate alla memoria, alle tradizioni e ai paesaggi della Tuscia. Il calendario proseguirà Soriano nel Cimino (1-2 agosto), Vetralla (8-9 agosto), Ronciglione (16-17 agosto), Vallerano (21-22 agosto) e Capranica (29-30 agosto).
Partecipare significa ascoltare un territorio che continua a raccontarsi attraverso le sue pietre, i suoi paesaggi e la memoria della sua gente. Perché Caprarola non è soltanto un luogo da visitare: è una storia da vivere, custodire e tramandare, sotto quel cielo dei Farnese che ancora oggi veglia sul suo passato e ispira il suo futuro.
La partecipazione è gratuita con obbligo di prenotazione.
Previsioni meteo per giovedì 23 luglio
Viterbo
Giornata all'insegna del tempo asciutto con cieli che saranno per lo più sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. Nessuna variazione in serata e nottata con tempo stabile e ampie schiarite. Temperature comprese tra +16°C e +34°C.
Lazio
Giornata all'insegna del tempo stabile su tutta la regione con cieli che saranno sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. In serata da segnalare qualche acquazzone al confine con l'Abruzzo, ampie schiarite ovunque in nottata.
NAZIONALE
AL NORD
Al mattino tempo stabile con cieli sereni o poco nuvolosi su quasi tutte le regioni; variabilità asciutta sul Trentino-Alto Adige e qualche addensamento in più su Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Al pomeriggio isolati piovaschi possibili sul Friuli-Venezia Giulia e localmente sul Veneto; in serata e in nottata migliora con residua nuvolosità sul nord-est, non sono previsti cambiamenti sostanziali altrove.
AL CENTRO
Al mattino tempo stabile con sole prevalente su tutti i settori. Al pomeriggio qualche addensamento sulle Marche e sull'Umbria, possibili piogge deboli in serata sul versante adriatico tra Marche e Abruzzo; nel corso delle ore notturne tempo in deciso miglioramento, con nuvolosità persistente sul versante adriatico.
AL SUD E SULLE ISOLE
Al mattino e al pomeriggio tempo stabile con cieli sereni su tutta l'area, salvo qualche addensamento pomeridiano sul Molise; in serata variabilità in aumento tra Molise e Puglia con possibili piogge deboli, più asciutto altrove. Tra serata e nottata non sono previsti cambiamenti sostanziali sulle isole maggiori. Temperature minime in generale diminuzione; massime in calo sulle regioni Tirreniche del centro-sud, in rialzo sul resto della penisola
Grazia a Mario Roggero, Futuro Nazionale porta una mozione nei Comuni della Tuscia
VITERBO - Futuro Nazionale annuncia la presentazione di una mozione nei Consigli comunali della Tuscia in cui è presente, con l'obiettivo di impegnare i Sindaci e le Giunte a sostenere la richiesta di concessione della grazia per Mario Roggero.
La vicenda, legata alla reazione del gioielliere durante una rapina nel 2021 e conclusasi con una condanna definitiva, ha sollevato un ampio dibattito sul tema della legittima difesa.
Riteniamo doveroso che le istituzioni locali si facciano interpreti del sentimento diffuso tra i cittadini, promuovendo iniziative nel rispetto delle prerogative costituzionali.
A sostegno di questa iniziativa, Futuro Nazionale organizza due giornate di raccolta firme aperte alla cittadinanza:
- sabato 25 luglio presso il gazebo in Viale Trento a Viterbo;
- domenica 26 luglio presso la sede in Strada Terme.
Invitiamo tutti i cittadini a partecipare e a contribuire ad una iniziativa che richiama principi fondamentali quali giustizia, sicurezza e diritto alla difesa.
Viterbo aderisce alla rottamazione quinquies, via libera del consiglio comunale
VITERBO - Il consiglio comunale di Viterbo ha approvato oggi, con un solo voto contrario, la delibera che dispone l'adesione del Comune alla cosiddetta rottamazione quinquies, la definizione agevolata delle entrate comunali affidate all'Agenzia delle entrate-riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. La proposta era già stata licenziata dalla seconda commissione consiliare nei giorni scorsi ed è ora diventata operativa con il voto dell'aula.
La misura consentirà ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione beneficiando dell'abbattimento di sanzioni e interessi, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale, rappresentando un'opportunità concreta, sia per cittadini e imprese sia per il miglioramento della capacità di riscossione dell'ente.
'Abbiamo scelto di aderire alla rottamazione quinquies perché riteniamo che un'amministrazione seria debba saper coniugare il rigore nella riscossione con il buon senso e la capacità di comprendere il contesto economico che tante famiglie e tante attività produttive hanno attraversato negli ultimi anni – dichiara la sindaca Chiara Frontini –. Chi è in difficoltà, ma vuole mettersi in regola, deve trovare nelle istituzioni un interlocutore credibile, non un ostacolo. Questa misura non rappresenta un condono, né un premio per chi non paga, ma uno strumento per favorire il rientro dei debiti, recuperare risorse per il Comune e ristabilire un rapporto di fiducia con i contribuenti. Il voto pressoché unanime del consiglio comunale dimostra che, quando si tratta dell'interesse della città, è possibile trovare una larga condivisione al di là delle appartenenze politiche'.
Soddisfatta anche l'assessore al bilancio Elena Angiani, che sottolinea il lavoro tecnico e amministrativo svolto nelle ultime settimane. 'Abbiamo approfondito ogni aspetto della normativa e valutato attentamente gli effetti della misura sui conti dell'ente. L'adesione è una scelta equilibrata, che tutela gli interessi del Comune e, allo stesso tempo, offre una concreta possibilità a cittadini e imprese di definire le proprie posizioni debitorie senza il peso di sanzioni e interessi. Ringrazio gli uffici per il lavoro svolto e il consiglio comunale per aver compreso il valore di una decisione che punta ad aumentare la riscossione effettiva e a favorire la regolarizzazione spontanea dei contribuenti'.
Nei prossimi giorni il Comune provvederà a pubblicare tutte le informazioni operative e le modalità per consentire agli aventi diritto di accedere alla definizione agevolata, nel rispetto delle disposizioni previste dalla normativa vigente.
Diletta Giomini conquista la Margheritina d'Oro 2026
MONTEFIASCONE - Una serata ricca di emozioni, talento e applausi ha animato Piazza Vittorio Emanuele a Montefiascone, gremita di pubblico per assistere alla nuova edizione della 'Margheritina d'Oro', il concorso canoro dedicato ai giovani talenti.
A conquistare il gradino più alto del podio è stata Diletta Giomini , 9 anni, di Bagnoregio, che ha regalato al pubblico e alla giuria due interpretazioni di grande personalità con i brani 'Esibizionista' di Annalisa e 'L'Unica' di Giorgia. Alla competizione hanno preso parte altri giovani concorrenti, tutti protagonisti di una serata di alto livello artistico.
Dopo una lunga ed emozionante sfida, la finale si è decisa allo spareggio tra Diletta Giomini, 9 anni, e Martina Sciamannini, 12 anni. È stato proprio nell'ultimo confronto che Diletta ha saputo esprimere il meglio di sé, conquistando definitivamente la giuria e aggiudicandosi il prestigioso riconoscimento.
Per la giovane cantante bagnorese si tratta di un successo dal sapore speciale: è infatti la seconda 'Margheritina d'Oro' della sua carriera. La prima era arrivata nel 2024, quando aveva appena 7 anni, confermando già allora un talento fuori dal comune. A distanza di due anni, Diletta torna sul gradino più alto del podio, dimostrando una crescita artistica importante e una straordinaria capacità interpretativa.
Un risultato che premia non solo l'impegno e la passione della giovane cantante, ma anche il lavoro svolto durante l'anno insieme alla sua insegnante di canto Daniela Turchetti, della Scuola di Musica Euphonia, che con professionalità, competenza e dedizione accompagna Diletta nel suo percorso artistico.
Un sentito ringraziamento va agli organizzatori della Margheritina d'Oro, alla Scuola di Musica Euphonia, a tutti i musicisti, ai volontari e a quanti hanno contribuito alla perfetta riuscita della manifestazione, regalando ai bambini un'importante occasione di crescita e di confronto.
Grande soddisfazione anche da parte del sindaco Luca Profili che ha voluto congratularsi con la giovane artista dichiarando: 'Complimenti alla nostra bagnorese Diletta Giomini, vincitrice ieri sera a Montefiascone della Margheritina d'Oro 2026.'
Strade nuove a Porto Clementino, ma ai pini chi ci pensa?
di Fabio Tornatore
TARQUINIA - 'Nuovo asfalto, vecchi problemi (non risolti)' afferma Assolidi, l'associazione di categoria che riunisce le strutture turistiche del litorale viterbese. Partiti, infatti, i lavori per rifare l'asfalto nelle strade che si dipanano da Porto Clementino, tutti contenti tranne gli alberi.
'I lavori, per quanto è dato sapere” fanno sapere da Assolidi “consistono nella semplice scarificatura della pavimentazione esistente per una profondità di 5 -10 cm e nella successiva stesa di due strati di tappeto bituminoso. Si tratta dunque di un intervento di rifacimento superficiale, che migliorerà certamente nell’immediato la percorribilità delle strade, ma che non garantisce la durata della condizione del nuovo tappeto stradale. Uno degli aspetti più delicati riguarda infatti la presenza dei pini (superstiti) che si trovano ai lati delle strade interessate dai lavori”.
“L’intervento, a quanto pare” continua l’associazione “non prevede specifici trattamenti per contenere la crescita delle cosiddette radici-corda”. Come noto, questo tipo di radici si sviluppano per cercare ossigeno e, nel giro di pochi anni, “rischiano di tornare a crescere e a deformare nuovamente la pavimentazione in conseguenza della mancata adozione di misure atte a consentire l’ossigenazione del terreno circostante l’apparato radicale degli alberi. Perché l’Amministrazione, nell’appaltare questi lavori, non ha previsto anche procedure di contenimento delle radici, oggi possibili grazie alle moderne tecnologie?”
Nuove tecnologie, ma che in realtà hanno già diversi anni di utilizzo alle spalle, permettono di contenere le radici dei “famigerati” pini, permettendo a questi di respirare, e non “mangiare” la carreggiata, con conseguente rapido deterioramento della strada e dell’eventuale marciapiede.
“Si tratta” continua Assolidi “di un tema che non può essere considerato sconosciuto, anche perché nel 2024 si sono svolti convegni dedicati proprio alla tutela delle strade alberate, ai quali hanno partecipato alcuni componenti dell’attuale Amministrazione. Ma gli interrogativi non si fermano qui. Dal momento che i lavori interessano le strade nella loro totalità, perché non si è colta l’occasione per reimpiantare alberi in sostituzione di quelli abbattuti nel corso del tempo? Il patrimonio arboreo del comprensorio del Lido di Tarquinia non rappresenta soltanto un elemento decorativo, ma una componente essenziale dell’identità del luogo e del paesaggio senza dimenticare gli effetti positivi per la qualità della vita di residenti e villeggianti determinata dalla produzione di ossigeno e della loro ombra utile ad abbassare sensibilmente le temperature durante le stagioni estive”.
“Altra questione riguarda la mancata realizzazione di nuove caditoie per le acque meteoriche nelle vie che ne sono sprovviste e dove queste sono insufficienti per smaltire le acque durante e dopo le precipitazioni intense. Una mancanza non comprensibile dato che le nuove caditoie poste in punti strategici avrebbero eliminato, specie su alcune strade, le criticità che si manifestano puntualmente al verificarsi di ogni pioggia intensa. Del resto, le caditoie non vennero realizzate neanche in occasione del recente rifacimento della pavimentazione di viale Porto Clementino, strada che né è totalmente sprovvista dal tratto corrispondente a via Algi fino alla intersezione con viale Mediterraneo (peraltro attualmente del tutto ostruite). Assolidi, certamente non contesta l’esecuzione dei lavori, ma chiede che vengano realizzati in modo completo, lungimirante e nel rispetto delle caratteristiche originarie della zona. Le strade interessate dai lavori fanno parte di un contesto urbano e paesaggistico che negli anni ha contribuito a rendere attrattivo il territorio e sono lungi dall’essere soltanto vie a servizio delle residenze prospicienti. Per questo motivo” conclude “residenti e villeggianti chiedono di essere ascoltati. Sono cittadini e contribuenti che hanno investito le proprie risorse in questi luoghi anche per le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e urbanistiche che li distinguevano. Conservare tali caratteristiche equivale a conservare il valore del territorio nel suo insieme ed anche degli immobili che vi si trovano”.
Trovato senza vita il 48enne scomparso dopo essersi allontanato dall'ospedale: lutto a Tuscania
TUSCANIA - Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda di Mircea Gheorghe Criscov, il 48enne di origini rumene residente a Tuscania, del quale non si avevano più notizie dalla metà di luglio. L'uomo è stato trovato morto ad Arezzo, città dalla quale si era allontanato dopo aver lasciato l'ospedale e dove si erano successivamente concentrate le ricerche.
L'allarme era stato lanciato dalla famiglia tra il 13 e il 14 luglio, quando i parenti avevano perso ogni contatto con lui. L'ultimo avvistamento noto risaliva a Vetralla e, attraverso un appello diffuso anche sui social network, era stato chiesto l'aiuto dei cittadini per rintracciarlo, invitando chiunque avesse informazioni a prestare attenzione soprattutto nelle province di Viterbo e Arezzo, in particolare nelle stazioni ferroviarie e dei pullman.
Nella segnalazione diffusa dai familiari veniva spiegato che il 48enne si era allontanato dall'ospedale di Arezzo e che avrebbe potuto trovarsi in uno stato di disorientamento, circostanza che aveva aumentato la preoccupazione per la sua incolumità.
Il tragico epilogo è arrivato il 16 luglio, quando i carabinieri hanno rinvenuto il corpo dell'uomo nella zona settentrionale di Arezzo, nei pressi delle scale mobili. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, Criscov si trovava nella città toscana già da alcuni giorni, probabilmente dalla sera del 13 luglio, quando i familiari avevano smesso di ricevere sue notizie.
Gli accertamenti eseguiti sulla salma non avrebbero evidenziato segni riconducibili a un'aggressione o ad altre cause violente. L'ipotesi ritenuta al momento più probabile è quella di un decesso dovuto a un malore.
Una volta concluse le verifiche di rito, la salma è stata restituita ai familiari. I funerali sono stati fissati per la mattinata di oggi, mercoledì 22 luglio, nella chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Tuscania, dove amici e conoscenti potranno dare l'ultimo saluto al 48enne. Lascia i genitori, le sorelle e un nipote.
Capranica, perdita d'acqua e marciapiedi invasi dall'erba: interrogazione urgente dell'opposizione
CAPRANICA – Una perdita d'acqua che si disperde nei tombini e marciapiedi resi difficilmente percorribili dall'erba infestante. È questa la situazione denunciata dal gruppo consiliare 'Per Migliorare Capranica', che ha presentato un'interrogazione urgente al sindaco chiedendo un intervento tempestivo dell'amministrazione comunale.
A firmare il documento sono i consiglieri Maria Giuseppina Rossi, vicepresidente del consiglio comunale, Francesco Virgili, capogruppo di 'Per Migliorare Capranica', e Sara Onofri, che spiegano di essere intervenuti dopo le segnalazioni ricevute dai residenti del quartiere.
«Siamo stati contattati dai cittadini – dichiarano i consiglieri – e, dopo un sopralluogo, abbiamo verificato la presenza di una perdita d'acqua che finisce dispersa nei tombini. Inoltre, lungo i marciapiedi di via Giovanni XXIII e via del Sacro Cuore è cresciuta erba infestante che rende difficoltoso il passaggio dei pedoni, creando un potenziale rischio soprattutto per anziani, bambini e persone con difficoltà motorie».
Per il gruppo di opposizione si tratta di criticità che richiedono una risposta immediata, sia per evitare inutili sprechi di acqua sia per garantire la sicurezza dei cittadini e il decoro urbano.
Nell'interrogazione i consiglieri chiedono quindi all'amministrazione comunale di intervenire quanto prima con la riparazione della conduttura interessata dalla perdita, il taglio dell'erba lungo i marciapiedi e il ripristino delle condizioni di sicurezza e pulizia dell'area.
«Chiediamo un intervento immediato – concludono Rossi, Virgili e Onofri – per riparare la conduttura, eliminare l'erba infestante e restituire il giusto decoro al quartiere».
L'interrogazione, presentata il 21 luglio 2026, attende ora una risposta da parte del sindaco e della giunta comunale.
Luca Palamara a Ombre Festival di Viterbo: «La magistratura va riformata, non delegittimata»
VITERBO – Il rapporto tra magistratura e politica, il peso delle correnti, le riforme della giustizia e il futuro del Consiglio Superiore della Magistratura. Sono questi i temi al centro dell'incontro che ha visto protagonista ieri sera Luca Palamara all'Ombre Festival di Viterbo, dove l'ex presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati ha presentato il libro 'Il sistema colpisce ancora', scritto in collaborazione con Alessandro Sallusti e pubblicato da Rizzoli.
L'appuntamento, ospitato nel Cortile di Palazzo dei Priori, ha richiamato un folto pubblico interessato a uno dei dibattiti più attuali del panorama istituzionale italiano. A dialogare con Palamara è stato il giornalista Paolo Di Giannantonio, mentre ad aprire la serata è stato l’intervento dell'assessore Patrizia Notaristefano, che ha portato i saluti dell'amministrazione comunale, sottolineando il ruolo dell'Ombre Festival come luogo di confronto culturale.
Palamara presenta 'Il sistema colpisce ancora' all'Ombre Festival
Ex magistrato, già componente del Csm e presidente dell'Anm, oggi opinionista e saggista, Palamara ha spiegato come il nuovo volume rappresenti la naturale prosecuzione del precedente bestseller Il Sistema, che aveva acceso il dibattito sul funzionamento della magistratura italiana.
«Non è un libro contro la magistratura – ha precisato – ma un contributo per comprendere dinamiche che troppo a lungo sono rimaste nascoste.»
L'ex magistrato ha ripercorso anche la propria vicenda personale, ribadendo che il centro del suo intervento non è stato il caso che lo ha coinvolto, ma la necessità di aprire un confronto sul funzionamento del sistema giudiziario.
Il ruolo delle correnti nella magistratura
Uno dei passaggi più significativi dell'incontro ha riguardato il tema delle correnti.
Secondo Palamara, nate come strumenti di rappresentanza, nel tempo si sarebbero trasformate in veri e propri centri di potere.
«Le correnti non sono un male in sé, ma hanno finito per influenzare nomine e assetti interni della magistratura», ha affermato, sostenendo la necessità di una riforma capace di restituire trasparenza e meritocrazia.
Tra le proposte illustrate figura anche una revisione del sistema di selezione dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, con l'obiettivo di ridurre il peso delle appartenenze e valorizzare il merito.
Giustizia, politica e referendum: il confronto con Paolo Di Giannantonio
Durante il dialogo con Paolo Di Giannantonio sono stati affrontati alcuni dei principali temi dell'attualità giudiziaria.
Dal rapporto tra politica e magistratura ai referendum sulla giustizia, fino alla separazione delle carriere, ai processi mediatici e al sistema disciplinare dei magistrati, il confronto ha toccato numerosi aspetti del dibattito istituzionale.
Palamara ha ribadito che il recente esito referendario dimostra come gli italiani non vogliano una magistratura sottoposta al controllo della politica, ma chiedano al tempo stesso riforme capaci di rafforzarne autorevolezza e credibilità.
Ampio spazio è stato dedicato anche al delicato equilibrio tra diritto di cronaca, presunzione di innocenza e processi mediatici, oltre al tema dell'efficienza della giustizia e della durata dei procedimenti.
Le riforme della giustizia secondo Palamara
Nel corso dell'incontro l'ex presidente dell'Anm ha insistito sulla necessità di intervenire prima di tutto sul funzionamento interno della magistratura.
Secondo Palamara, qualsiasi riforma della giustizia dovrebbe partire dal superamento delle logiche correntizie, considerate il principale ostacolo a un sistema più trasparente.
«La magistratura va riformata, non delegittimata», è stato il messaggio che ha accompagnato gran parte del dibattito, nel quale è stato più volte ribadito come l'autonomia e l'indipendenza dei giudici rappresentino principi da preservare.
Ombre Festival conferma il suo ruolo nel dibattito culturale
L'incontro con Luca Palamara ha rappresentato uno degli appuntamenti più seguiti dell'edizione 2026 dell'Ombre Festival, manifestazione che continua a distinguersi per la capacità di affrontare temi di stretta attualità attraverso il confronto con protagonisti del mondo delle istituzioni, del giornalismo, della cultura e della società civile.
In chiusura, Palamara ha confermato la volontà di continuare a partecipare al dibattito pubblico sulle riforme della giustizia, ribadendo il proprio impegno nel promuovere un confronto aperto sul futuro della magistratura italiana.
Strade nuove a Porto Clementino, ma ai pici chi ci pensa?
di Fabio Tornatore
TARQUINIA - 'Nuovo asfalto, vecchi problemi (non risolti)' afferma Assolidi, l'associazione di categoria che riunisce le strutture turistiche del litorale viterbese. Partiti, infatti, i lavori per rifare l'asfalto nelle strade che si dipanano da Porto Clementino, tutti contenti tranne gli alberi.
'I lavori, per quanto è dato sapere” fanno sapere da Assolidi “consistono nella semplice scarificatura della pavimentazione esistente per una profondità di 5 -10 cm e nella successiva stesa di due strati di tappeto bituminoso. Si tratta dunque di un intervento di rifacimento superficiale, che migliorerà certamente nell’immediato la percorribilità delle strade, ma che non garantisce la durata della condizione del nuovo tappeto stradale. Uno degli aspetti più delicati riguarda infatti la presenza dei pini (superstiti) che si trovano ai lati delle strade interessate dai lavori”.
“L’intervento, a quanto pare” continua l’associazione “non prevede specifici trattamenti per contenere la crescita delle cosiddette radici-corda”. Come noto, questo tipo di radici si sviluppano per cercare ossigeno e, nel giro di pochi anni, “rischiano di tornare a crescere e a deformare nuovamente la pavimentazione in conseguenza della mancata adozione di misure atte a consentire l’ossigenazione del terreno circostante l’apparato radicale degli alberi. Perché l’Amministrazione, nell’appaltare questi lavori, non ha previsto anche procedure di contenimento delle radici, oggi possibili grazie alle moderne tecnologie?”
Nuove tecnologie, ma che in realtà hanno già diversi anni di utilizzo alle spalle, permettono di contenere le radici dei “famigerati” pini, permettendo a questi di respirare, e non “mangiare” la carreggiata, con conseguente rapido deterioramento della strada e dell’eventuale marciapiede.
“Si tratta” continua Assolidi “di un tema che non può essere considerato sconosciuto, anche perché nel 2024 si sono svolti convegni dedicati proprio alla tutela delle strade alberate, ai quali hanno partecipato alcuni componenti dell’attuale Amministrazione. Ma gli interrogativi non si fermano qui. Dal momento che i lavori interessano le strade nella loro totalità, perché non si è colta l’occasione per reimpiantare alberi in sostituzione di quelli abbattuti nel corso del tempo? Il patrimonio arboreo del comprensorio del Lido di Tarquinia non rappresenta soltanto un elemento decorativo, ma una componente essenziale dell’identità del luogo e del paesaggio senza dimenticare gli effetti positivi per la qualità della vita di residenti e villeggianti determinata dalla produzione di ossigeno e della loro ombra utile ad abbassare sensibilmente le temperature durante le stagioni estive”.
“Altra questione riguarda la mancata realizzazione di nuove caditoie per le acque meteoriche nelle vie che ne sono sprovviste e dove queste sono insufficienti per smaltire le acque durante e dopo le precipitazioni intense. Una mancanza non comprensibile dato che le nuove caditoie poste in punti strategici avrebbero eliminato, specie su alcune strade, le criticità che si manifestano puntualmente al verificarsi di ogni pioggia intensa. Del resto, le caditoie non vennero realizzate neanche in occasione del recente rifacimento della pavimentazione di viale Porto Clementino, strada che né è totalmente sprovvista dal tratto corrispondente a via Algi fino alla intersezione con viale Mediterraneo (peraltro attualmente del tutto ostruite). Assolidi, certamente non contesta l’esecuzione dei lavori, ma chiede che vengano realizzati in modo completo, lungimirante e nel rispetto delle caratteristiche originarie della zona. Le strade interessate dai lavori fanno parte di un contesto urbano e paesaggistico che negli anni ha contribuito a rendere attrattivo il territorio e sono lungi dall’essere soltanto vie a servizio delle residenze prospicienti. Per questo motivo” conclude “residenti e villeggianti chiedono di essere ascoltati. Sono cittadini e contribuenti che hanno investito le proprie risorse in questi luoghi anche per le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e urbanistiche che li distinguevano. Conservare tali caratteristiche equivale a conservare il valore del territorio nel suo insieme ed anche degli immobili che vi si trovano”.
La circolare diceva no, la Costituzione disse sì
VITERBO – 'La Costituzione non è un libro da tenere in biblioteca, è il battito cardiaco della democrazia'. È attorno a questa convinzione che Luigi De Magistris, ex magistrato ed ex sindaco di Napoli, ha costruito il suo intervento a Ombre Festival, dove ha presentato il libro Attuare la Costituzione in dialogo con Emanuele Aronne.
Un incontro che ha alternato riflessioni sullo stato della democrazia italiana a episodi vissuti in prima persona, con un messaggio chiaro: la Costituzione non può limitarsi a essere un insieme di principi da celebrare, ma deve diventare uno strumento concreto per orientare le scelte delle istituzioni.
'I giovani? Sono un motivo di speranza'
De Magistris ha esordito spiegando di non aver mai perso fiducia nelle nuove generazioni, nonostante gli anni trascorsi prima in magistratura e poi alla guida del Comune di Napoli.
'Non ho mai condiviso l'idea che i giovani non si interessino alla vita pubblica. Sono stati proprio loro a permettermi di diventare sindaco di Napoli e li ho visti impegnarsi sui grandi temi del nostro tempo: dalla Palestina ai cambiamenti climatici, fino ai diritti civili.'
Secondo l'ex magistrato, anche il recente referendum ha dimostrato questa sensibilità, con molti giovani che hanno interpretato il voto come una difesa dell'equilibrio tra i poteri previsto dalla Costituzione.
Non è però mancato un passaggio dedicato al disagio giovanile e alla criminalità.
'Quando un ragazzo di dodici o tredici anni prende in mano un coltello invece di un violino o di una chitarra, il problema non è soltanto giudicarlo. Dobbiamo chiederci perché accade. Se non affrontiamo il disagio, arriveremo alla devianza; se sottovalutiamo la devianza, arriveremo al crimine.'
La Costituzione 'applicata', non solo studiata
Il cuore dell'incontro è stato però il racconto di uno degli episodi più significativi del suo mandato da sindaco di Napoli.
Nel 2013, durante gli anni dell'austerità e del governo Monti, una circolare ministeriale avrebbe impedito al Comune di assumere insegnanti a tempo determinato. La conseguenza sarebbe stata la chiusura degli asili comunali.
Una prospettiva che De Magistris decise di non accettare.
'Mi tornarono in mente gli articoli della Costituzione che tutelano l'uguaglianza e il diritto allo studio. Mi dissi che non potevo chiudere le scuole: la scuola si chiude per una guerra, per un terremoto, per una pandemia, non per una circolare.'
Nacque così quella che lui definisce una 'delibera costituzionalmente orientata', con cui il Comune firmò 460 contratti per insegnanti, scegliendo di dare prevalenza ai principi costituzionali.
'La Costituzione è il battito cardiaco della democrazia'
La decisione aprì una lunga vicenda giudiziaria. Il direttore generale del Comune denunciò De Magistris alla Procura, alla Corte dei Conti e al giudice del lavoro.
L'ex sindaco ha ricordato anche il confronto avuto con il dirigente prima della firma dell'atto.
'Mi parlava di decreti legislativi, circolari, commi ed emendamenti. Io, invece, continuavo a parlare della Costituzione. Alla fine il giudice del lavoro non solo riconobbe la correttezza del nostro operato, ma condannò anche il direttore generale per aver promosso una lite temeraria.'
Da quell'episodio nasce anche la riflessione che dà il titolo al suo libro.
'La Costituzione non è un libro da tenere in biblioteca. È il battito cardiaco della democrazia. Un cuore che deve continuare a battere e che va applicato ogni giorno, soprattutto quando farlo richiede coraggio.'
A fine serata la città ha omaggiato l'ex magistrato con un piatto in zaffera che testimonia le radici del territorio.
Maurizi torna con il sequel de 'Gli Invisibili di San Zeno'
VITERBO – Un romanzo che riparte da dove tutto era iniziato, ma che continua a usare il giallo per raccontare una delle pagine meno conosciute della storia italiana. È questo il cuore del nuovo libro 'Il diavolo nel palazzo' di Alessandro Maurizi, fondatore di Ombre Festival e membro della Polizia di Stato, presentato nella cornice di Piazza del Gesù, insieme all'ex magistrato Luigi De Magistris.
Il volume rappresenta il seguito de “Gli Invisibili di San Zeno”, riportando il lettore nella Verona del 1880. Tornano così il procuratore legale Federico Gioli e gli altri protagonisti del primo capitolo, chiamati a risolvere un nuovo caso che intreccia personaggi di fantasia e fatti realmente accaduti.
Un giallo per raccontare la storia
'Il mio è un giallo storico, ma soprattutto un'analisi di quello che è accaduto dopo l'Unità d'Italia', ha spiegato Maurizi.
L'autore ha raccontato come l'idea del romanzo sia nata dal ritrovamento di un opuscolo del 1882 scritto proprio da Federico Gioli, magistrato realmente esistito. Da quella scoperta è iniziato un lavoro di ricerca su un periodo spesso poco approfondito, quello compreso tra l'Unità d'Italia e la Prima guerra mondiale.
'Sono anni fondamentali per capire il Paese di oggi. L'Italia era appena nata, ma era ancora profondamente fragile e divisa.'
Tra i temi affrontati nel libro anche quello dell'emigrazione italiana di fine Ottocento, che secondo Maurizzi rappresenta una pagina ancora poco conosciuta della nostra storia.
Il dialogo con De Magistris
A dialogare con l'autore è stato Luigi De Magistris, attribuendo al romanzo il merito di non limitarsi a raccontare un'indagine, ma diventi uno strumento per riflettere sul rapporto tra verità, giustizia e potere.
'Il nostro Paese dovrebbe conoscere meglio la propria storia' ha osservato l'ex magistrato. 'Solo comprendendo ciò che è accaduto dopo l'Unità d'Italia possiamo capire davvero le fondamenta della nostra democrazia.'
Il ruolo della Polizia e delle donne
Durante l'incontro si è parlato anche dell'evoluzione delle forze dell'ordine, tema che attraversa il romanzo.
Maurizi ha ricordato come, nell'Italia post-unitaria, il reclutamento degli agenti rispondesse a logiche molto diverse rispetto a quelle odierne, mentre un altro passaggio è stato dedicato al ruolo femminile, rappresentato nel libro dal personaggio di Ginevra, una giovane decisa a diventare medico in un'epoca in cui quella professione era quasi esclusivamente maschile.
L'autore ha quindi ripercorso anche la propria esperienza in Polizia, ricordando le difficoltà incontrate dalle prime donne entrate nel Corpo.
'La sicurezza non è né di destra né di sinistra. È un valore che appartiene a tutti.'
Con una conversazione che ha alternato letteratura, ricerca storica e riflessioni sull'attualità, la presentazione del nuovo romanzo di Alessandro Maurizi ha confermato ancora una volta la cifra di Ombre Festival: usare i libri come occasione per leggere il presente attraverso le storie del passato.
Viterbo mette nero su bianco la sua storia: l'annuario che racconta il Comune dal 1946 ad oggi
VITERBO – Un annuario per raccontare ottant'anni di storia amministrativa della città. È questa la proposta avanzata dalla consigliera Luisa Ciambella (Per il Bene Comune) e approvata all'unanimità dal consiglio comunale, con l'obiettivo di ricostruire il percorso istituzionale del Comune di Viterbo dal 1946 a oggi.
L'iniziativa prende le mosse dal consiglio comunale straordinario dello scorso 24 aprile, convocato per celebrare gli ottant'anni dal primo consiglio comunale eletto a suffragio universale. Una ricorrenza che, oltre alle celebrazioni, ha acceso una riflessione sulla necessità di custodire la memoria delle amministrazioni che hanno guidato la città nel corso dei decenni.
L'idea è quella di realizzare una pubblicazione che raccolga la storia dei sindaci, degli assessori e dei consiglieri comunali, ma anche le principali scelte amministrative, le opere pubbliche, le emergenze affrontate e i momenti più significativi della vita cittadina.
Un patrimonio per cittadini e scuole
Nelle intenzioni della proponente, l'annuario dovrà diventare uno strumento permanente di memoria istituzionale, consultabile da cittadini, studenti, ricercatori e future amministrazioni.
Non solo una raccolta di nomi e incarichi, quindi, ma un'opera capace di raccontare come Viterbo sia cambiata nel tempo attraverso le decisioni di chi l'ha amministrata, documentando le trasformazioni della città, le difficoltà affrontate e le scelte compiute nell'interesse della collettività.
La proposta prevede inoltre che, una volta completata, la pubblicazione venga distribuita gratuitamente alle scuole primarie e secondarie del territorio, così da avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza delle istituzioni locali e della storia amministrativa della città.
Un progetto da realizzare per fasi
Consapevole dell'importanza e della complessità dell'iniziativa, Ciambella ha spiegato che il progetto dovrà essere sviluppato progressivamente.
«Nessuno pretende che, arrivati agli ottant'anni del Comune, si affronti tutta insieme una spesa che certamente non sarà contenuta se vogliamo realizzare un'opera seria. Si può procedere per stralci, come si fa sempre, nella consapevolezza che quando si iniziano opere destinate a rimanere ai posteri si debba dare il meglio», ha spiegato durante la discussione.
La mozione impegna quindi sindaco e giunta ad avviare le attività preliminari di ricerca, raccolta e catalogazione delle fonti documentali, individuando progressivamente le risorse economiche necessarie e coinvolgendo storici, archivisti, studiosi ed esperti per garantire il rigore scientifico dell'opera. Previsto anche il coinvolgimento dei consiglieri comunali che vorranno contribuire al progetto.
Il sostegno unanime dell'aula
La proposta ha trovato il consenso trasversale del consiglio comunale.
Il consigliere Umberto Di Fusco ha definito l'iniziativa «molto importante», sottolineando come rappresenti il naturale seguito delle celebrazioni per gli ottant'anni del consiglio comunale.
Anche Fratelli d'Italia ha annunciato il voto favorevole, con il capogruppo Matteo Achilli; auspicando che l'annuario venga realizzato nel più breve tempo possibile. Secondo il gruppo consiliare, l'opera potrà diventare un punto di riferimento per chi in futuro sceglierà di impegnarsi nell'amministrazione cittadina e uno strumento utile a raccontare ai più giovani la storia istituzionale di Viterbo.
In chiusura, la stessa Ciambella ha ringraziato l'intero consiglio comunale per il sostegno ricevuto, ricordando l'emozione vissuta durante il consiglio straordinario del 24 aprile.
«È stato bello e commovente ascoltare gli interventi dei sindaci che ci hanno preceduto. Mi ha colpito in particolare il sindaco Marcoccia, che con grande dignità ha voluto rendere quello che sapeva sarebbe stato il suo ultimo omaggio a quest'aula. Credo che tutto questo onori la sua memoria e quella di tutti coloro che qui si sono impegnati al servizio della città.»
Il Ministro Piantedosi a La Dolce Vita: un incontro speciale nel cuore di Viterbo per la ...
VITERBO – Una visita speciale e un momento di grande orgoglio per La Dolce Vita, che nella serata di ieri martedì 21 luglio ha avuto il piacere e l’onore di accogliere il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Il Ministro, presente a Viterbo in occasione di Ombre Festival, ha fatto visita al locale insieme al Questore di Viterbo, Dott. Giorgio Di Munno, e ad Alessandro Maurizi di Ombre Festival.
La visita si inserisce nel contesto di Ombre Festival, manifestazione che porta nel cuore di Viterbo protagonisti del panorama istituzionale e culturale nazionale, creando occasioni di incontro e confronto e contribuendo alla valorizzazione della città.
«È stato per noi un vero orgoglio e un grande onore poter accogliere il Ministro Piantedosi, insieme al Questore Dott. Giorgio Di Munno e ad Alessandro Maurizi. Un momento speciale che ricorderemo con grande piacere», è il messaggio della famiglia Uselli.
Un incontro che ha reso ancora più speciale una giornata importante per Viterbo e che testimonia il ruolo delle attività del centro storico come luoghi di accoglienza, convivialità e partecipazione alla vita della città.
Evade dagli arresti domiciliari a Tarquinia, viene rintracciato a Pescia Romana
Evade dagli arresti domiciliari a Tarquinia, viene rintracciato a Pescia Romana
TARQUINIA - Proseguono i controlli del territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Tuscania, volti a garantire il rispetto delle misure di custodia cautelare disposte dall'Autorità Giudiziaria.
Durante un servizio di pattugliamento preventivo, dopo essere stati attivati per il rintraccio di una persona evasa dagli arresti domiciliari a Tarquinia, i militari dell’Arma hanno rintracciato il ricercato che vagava, senza un’apparente meta, a Pescia Romana.
L’uomo si trovava sottoposto al regime della detenzione domiciliare in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Viterbo, ma si era allontanato arbitrariamente dal domicilio venendo sorpreso lungo la pubblica via e arrestato in flagranza, per il reato di evasione, dai Carabinieri.
Al termine delle formalità di rito, l'arrestato veniva tradotto nuovamente al proprio domicilio ripristinando la misura a cui era già sottoposto.
PRESUNZIONE DI INNOCENZA
L’indagato è persona nei cui confronti vengono svolte le indagini preliminari a seguito dell’iscrizione di una notizia criminis a suo carico; nel sistema penale italiano la presunzione d’innocenza, sancita dall’art. 27 della Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.
Vetralla, disinfestazione a Pian di San Martino: residenti chiedono chiarezza sull'intervento
VETRALLA - Nei primi giorni di luglio il Comune di Vetralla ha reso noto il calendario degli interventi di disinfestazione sul territorio comunale. In località di Pian di San Martino diversi cittadini continuano però a chiedersi se quel servizio sia stato effettivamente eseguito, in quale data e con quali modalità.
Proprio per fugare ogni dubbio, è stata presentata una formale istanza di accesso agli atti, con la richiesta di conoscere il luogo, il giorno e le modalità di svolgimento dell'intervento in quella specifica zona. A oggi, tuttavia, non risulta pervenuto alcun riscontro, nonostante, da quanto si apprende, il Comune abbia interessato anche Tekneko, che eroga il servizio nel territorio comunale.
Naturalmente il silenzio dell'amministrazione non consente di trarre conclusioni. Tuttavia, proprio l'assenza di un riscontro alimenta interrogativi che sarebbe nell'interesse di tutti chiarire.
L'intervento è stato realmente effettuato a Pian di San Martino? Se sì, in quale data, su quali strade o aree e con quale documentazione è possibile verificarlo? Se invece non è stato eseguito, per quale ragione?
Se il contratto di servizio, tra Comune e Tekneko, prevede realmente la tracciabilità dei percorsi dei mezzi mediante sistemi di geolocalizzazione, perché non chiarire la questione esibendo semplicemente i dati relativi all'intervento?
Si tratta di domande semplici, prive di intento polemico, che riguardano un servizio pubblico essenziale con evidenti riflessi sulla salute, sull'igiene urbana e sulla qualità della vita dei residenti del quartiere.
Basterebbero poche righe, o l'esibizione della documentazione relativa all'intervento, per chiudere definitivamente la questione. Fino ad allora, però, le domande continueranno inevitabilmente a rimanere aperte.
Gabriele Sabato
Firmato il protocollo tra Comune e Cotral: al via il progetto di riqualificazione del capolinea ...
VITERBO - Il Comune di Viterbo e Cotral hanno sottoscritto il protocollo d'intesa che dà ufficialmente il via al percorso di riqualificazione del capolinea del Riello. Con la firma dell'accordo si apre la fase operativa dell'intervento, che prevede la progettazione esecutiva e la successiva realizzazione delle opere destinate a rinnovare una delle principali infrastrutture del trasporto pubblico cittadino.
L'intesa rappresenta il punto di arrivo di un iter avviato nel 2023 e rallentato dalla necessità di risolvere alcune criticità di natura catastale e amministrativa riguardanti l'area interessata. In particolare, è stato necessario regolarizzare la posizione di alcune particelle che non erano mai state formalmente trasferite al patrimonio comunale.
Secondo quanto spiegano gli assessori al Bilancio Elena Angiani e alla Qualità degli spazi urbani Emanuele Aronne, il percorso ha richiesto un lungo lavoro tecnico e amministrativo, svolto con il coinvolgimento di diversi uffici comunali e in costante collaborazione con Cotral, fino al raggiungimento dell'accordo definitivo.
Con la sottoscrizione del protocollo prende ora il via la fase progettuale, alla quale seguiranno gli interventi di riqualificazione. L'obiettivo indicato dall'amministrazione comunale è quello di completare le opere entro il 2030, restituendo alla città un capolinea rinnovato, più moderno e sicuro.
Il progetto si inserisce inoltre in una più ampia strategia di riorganizzazione della mobilità cittadina. Nell'area antistante il capolinea è infatti prevista anche la realizzazione del nuovo capolinea della Francigena, destinato a integrare i collegamenti del trasporto pubblico locale e a migliorare l'accoglienza dei viaggiatori provenienti da Roma e dagli altri comuni della provincia.
Per il Comune, il completamento delle due infrastrutture consentirà di dotare Viterbo di un hub del trasporto pubblico più efficiente, capace di rispondere alle esigenze di mobilità del territorio e di favorire una migliore intermodalità tra i diversi servizi di trasporto.
In memoria della moglie dona 2,5 milioni di euro allospedale Santa Rosa per un laboratorio di ...
VITERBO – Un'eredità trasformata in un progetto destinato a migliorare la vita di migliaia di persone. È il significato della donazione di 2 milioni e 500mila euro che permetterà di realizzare il nuovo Laboratorio di genetica medica dell'ospedale Santa Rosa di Viterbo, una struttura che porterà il nome della dottoressa Maria Valentina Filippi Balestra, neurologa che per anni ha prestato servizio nella Asl di Viterbo, lasciando un ricordo ancora vivo tra colleghi e pazienti.
A compiere il gesto è stato il marito, il dottor Enzo Facchini, anche lui per lungo tempo professionista dell'azienda sanitaria, che ha scelto di trasformare il desiderio espresso dalla moglie durante la malattia in un'opera concreta a favore della comunità.
La donazione consentirà di riqualificare circa 1.100 metri quadrati del secondo piano dell'edificio A del Santa Rosa, dove sorgerà un laboratorio moderno e altamente specializzato, destinato a rappresentare uno dei più importanti investimenti della Asl di Viterbo nel settore della medicina di precisione.
L'idea nasce dall'esperienza vissuta dalla dottoressa Filippi Balestra durante il percorso della sua malattia. In quel periodo aveva potuto conoscere da vicino il lavoro della struttura di Genetica medica della Asl, apprezzandone la competenza e maturando il desiderio di contribuire alla crescita di un servizio sempre più strategico per la prevenzione, la diagnosi precoce e lo sviluppo di cure personalizzate.
Il nuovo laboratorio si inserisce nel percorso di sviluppo avviato dalla Asl di Viterbo nel campo della genomica e della medicina di precisione. Negli ultimi anni l'azienda sanitaria ha rafforzato la rete della diagnostica genetica, consolidando la collaborazione con il Centro di riferimento regionale dell'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea e ampliando i servizi di consulenza genetica sul territorio provinciale. A questo si aggiungerà anche la futura attivazione della nuova PET-TC del Santa Rosa, attualmente in fase di realizzazione.
'La realizzazione del nuovo Laboratorio dà compimento a un desiderio che mia moglie aveva espresso con grande convinzione e che ho voluto onorare nel modo più fedele possibile', spiega Enzo Facchini. 'Durante la sua malattia aveva avuto modo di apprezzare la professionalità di tanti colleghi e desiderava che questa struttura potesse continuare a crescere. Anch'io ho trascorso gran parte della mia vita nella Asl di Viterbo e conosco il valore delle persone che vi lavorano. Non avendo avuto figli, ho sentito che il modo più autentico per rispettare la sua volontà fosse lasciare qualcosa di concreto alla comunità. Sapere che il Laboratorio porterà il suo nome è per me motivo di grande emozione'.
Sull'iniziativa è intervenuto anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha definito la donazione 'uno straordinario atto d'amore verso l'intera comunità e un segno di ritrovata fiducia nei confronti della Asl di Viterbo e della Regione'. Rocca ha inoltre sottolineato come il progetto contribuirà a rafforzare il ruolo dell'ospedale Santa Rosa nella genomica e nella medicina di precisione, consentendo di offrire ai cittadini prestazioni sempre più avanzate e personalizzate.
Anche il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, ha espresso profonda gratitudine per il gesto del dottor Facchini. 'Quella che oggi accogliamo è molto più di una donazione – ha dichiarato –. È un autentico atto d'amore nei confronti della sanità pubblica e della Tuscia. Il nuovo Laboratorio di genetica medica rappresenterà un tassello fondamentale della strategia con cui stiamo costruendo una sanità sempre più moderna, fondata sull'innovazione tecnologica e sulla medicina di precisione. Un gesto di straordinaria generosità che ci affida anche la responsabilità di realizzare un'opera all'altezza del significato che porta con sé'.
