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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 1 ora 35 min fa

Women for Oncology Italy: a Viterbo le principali novità dell’oncologia internazionale

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Il 5 novembre Viterbo ospiterà il meeting Post-ESMO di Women for Oncology Italy, appuntamento annuale dedicato alle principali novità della ricerca oncologica internazionale e alle loro ricadute sulla pratica clinica italiana. L’incontro, patrocinato dalla Asl di Viterbo, si terrà nell’Aula Magna di Santa Maria in Gradi dell’Università degli Studi della Tuscia e riunirà esperti di riferimento provenienti da tutta Italia.

Responsabile scientifica dell’evento è Fabiana Letizia Cecere, direttrice della U.O.C. Oncologia e Rete Oncologica della ASL Viterbo. «Sarà un’occasione di confronto sulle nuove frontiere della ricerca, sui risultati più significativi presentati al congresso ESMO e sulle prospettive che si aprono per la cura dei pazienti», sottolinea Cecere.

«Portare a Viterbo alcuni dei massimi esperti dell’oncologia italiana ha anche un forte valore simbolico: così come le competenze scientifiche di eccellenza possono convergere in una realtà territoriale, anche le innovazioni diagnostiche e terapeutiche devono poter raggiungere capillarmente i pazienti, indipendentemente dal luogo in cui vivono. È questo il significato più profondo delle reti oncologiche: trasformare il progresso della ricerca in opportunità concrete di cura, accessibili a tutti».

Ad aprire i lavori sarà la professoressa Valentina Guarneri, presidente di Women for Oncology Italy. Porterà inoltre il proprio saluto la professoressa Rossana Berardi, presidente eletta dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).

L’edizione 2026 del congresso ESMO ha visto un contributo significativo della ricerca italiana, con protagonisti che saranno presenti anche all’incontro di Viterbo. Accanto alle novità cliniche, il congresso ha dedicato spazio anche alla leadership femminile in oncologia: nella sessione “The Leadership Futures Arena: From Visibility to Power – Designing the Next Generation of Oncology Leadership”, esponenti della task force ESMO Women for Oncology hanno discusso di leadership, empowerment e percorsi di crescita professionale. Per Women for Oncology Italy sono intervenute la dottoressa La Verde e la professoressa Garassino, fondatrice del gruppo.

Tra i risultati scientifici di maggiore interesse figura lo studio randomizzato di fase III TroFuse-005, presentato in sessione plenaria dalla professoressa Domenica Lorusso, componente del direttivo di Women for Oncology. Lo studio ha mostrato un miglioramento della sopravvivenza globale con sacituzumab tirumotecan, un anticorpo farmaco-coniugato, rispetto alla chemioterapia nelle pazienti con carcinoma dell’endometrio avanzato o recidivato, già trattate con platino e immunoterapia.

Nella stessa sessione plenaria sono stati presentati dati rilevanti anche per l’osteosarcoma, un tumore raro per il quale le opzioni terapeutiche sono limitate. Nello studio di fase III ARTEMIS-011, condotto in Cina su pazienti con osteosarcoma recidivato o refrattario dopo almeno due precedenti linee di terapia, l’anticorpo farmaco-coniugato risvutatug rezetecan ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione rispetto a gemcitabina e docetaxel: 5,5 contro 1,4 mesi. I dati sulla sopravvivenza globale sono ancora immaturi.

Particolarmente rilevanti sono i risultati nel tumore polmonare a piccole cellule in stadio esteso, una malattia caratterizzata da prognosi severa e limitate opzioni terapeutiche. Nello studio di fase III DeLLphi-305, l’aggiunta di tarlatamab a durvalumab nella fase di mantenimento, dopo il trattamento iniziale di prima linea, ha determinato un importante miglioramento della sopravvivenza globale rispetto al mantenimento con il solo durvalumab: 21,1 mesi contro 12,7 mesi di sopravvivenza mediana, con una riduzione relativa del rischio di morte del 58%. Un risultato di grande interesse, che apre nuove prospettive proprio nella fase di mantenimento della terapia.

Numerosi aggiornamenti hanno interessato anche i tumori polmonari con mutazioni di EGFR. Le nuove opportunità terapeutiche si accompagnano a una crescente complessità diagnostica e all’esigenza di identificare con precisione i meccanismi di resistenza, per orientare le successive scelte di trattamento.

Grande interesse hanno suscitato anche i risultati dello studio di fase III INTerpath-001 nel melanoma operato ad alto rischio di recidiva. L’aggiunta a pembrolizumab di un vaccino terapeutico personalizzato a mRNA, sviluppato sulla base delle caratteristiche molecolari del tumore di ciascun paziente, ha ridotto significativamente il rischio di recidiva o morte. Si aprono così nuove prospettive per il trattamento postoperatorio, sebbene siano necessari dati di follow-up più maturi per valutarne l’impatto sulla sopravvivenza globale e sulle possibilità di guarigione definitiva.

In plenaria ha trovato spazio anche la ricerca accademica con lo studio MOIO, che ha valutato la possibilità di ridurre la frequenza delle somministrazioni di immunoterapia nei pazienti con malattia avanzata che avevano risposto al trattamento. La strategia di de-escalation non ha dimostrato la non inferiorità rispetto alla somministrazione standard e ha evidenziato un segnale sfavorevole sulla sopravvivenza globale, che ha contribuito all’interruzione anticipata dello studio. Un risultato che sottolinea l’importanza di sottoporre a una valutazione rigorosa anche le strategie finalizzate a ridurre l’intensità dei trattamenti.

«L’incontro di Viterbo sarà l’occasione per discutere non soltanto ciò che la ricerca rende oggi possibile, ma anche come portare queste innovazioni nella pratica clinica e garantire condizioni di accesso eque», conclude Cecere. «Il vero traguardo del progresso scientifico è fare in modo che le opportunità di diagnosi e cura non dipendano dal territorio in cui una persona vive».

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Viterbo, al via nuove asfaltature: lavori sulla circonvallazione Almirante e su viale Capocci

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Proseguono a Viterbo gli interventi di riqualificazione della rete stradale cittadina. Come annunciato dalla sindaca Chiara Frontini e dall’assessore ai Lavori pubblici Stefano Floris, tra mercoledì 4 e giovedì 5 novembre prenderà il via una nuova serie di asfaltature, salvo imprevisti legati soprattutto alle condizioni meteorologiche.

Il primo intervento, in programma dal 4 novembre, riguarderà la circonvallazione Almirante. I lavori proseguiranno per circa dieci giorni lavorativi consecutivi e comporteranno restringimenti della carreggiata in alcuni tratti, in entrambe le direzioni di marcia.

Le operazioni interesseranno il segmento compreso tra via della Palazzina, all’altezza dell’ex Pesci, e il cavalcavia di via Garbini, davanti al cimitero. Ulteriori lavori sono previsti nei tratti a ridosso delle rampe Ellera, fino alla rotatoria di via Genova compresa. Lungo il percorso sarà installata un’apposita segnaletica per informare gli automobilisti degli interventi in corso.

Una volta conclusa questa fase, le asfaltature si sposteranno per circa quattro giorni su alcuni tratti di strada Teverina, dall’altezza di strada Santissimo Salvatore fino alla zona Ci.pro.vit., in prossimità delle fonderie.

Il 5 novembre, inoltre, sono previsti lavori su viale R. Capocci, nel tratto compreso tra piazzale Gramsci e piazza Crispi. Al termine si procederà in via Vico Squarano, tra via San Paolo e via Agostini Solieri.

Per questi interventi non sono previste interruzioni della circolazione veicolare, ma restringimenti di carreggiata. Il traffico sarà regolato attraverso impianti semaforici o la presenza di movieri e, dove necessario, con il supporto di una pattuglia della Polizia locale. Sulle strade interessate potranno quindi verificarsi rallentamenti.

Nei prossimi giorni, verosimilmente nel corso della settimana successiva, è previsto infine un intervento su strada Bagni, nel rispetto delle ulteriori lavorazioni già programmate da Anas.

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Viterbo, un viaggio nella memoria del cinema con il libro “Luci spente, cuori accesi”

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Un viaggio nella storia del cinema e nella memoria collettiva di Viterbo, per riscoprire le sale che per anni hanno animato la vita culturale e ricreativa della città. Mercoledì 4 novembre 2026, alle 17.30, l’Auditorium della Fondazione Carivit, in via Faul 24-26, ospiterà la presentazione di Luci spente, cuori accesi, il nuovo libro di Silvio Cappelli.

Il volume, sottotitolato Vite, storia e memoria del Cinema Teatro Nazionale di Viterbo e della sua arena, ricostruisce, attraverso lo studio dei borderò dell’epoca, l’elenco dei film proiettati dal 1949 al 1961 nelle sale del capoluogo della Tuscia. Una ricerca che restituisce non soltanto una filmografia di migliaia di titoli, ma anche uno spaccato della comunità viterbese e delle sue abitudini culturali.

«Questa pubblicazione nasce con l’intento di sottrarre all’oblio la memoria del Cinema Teatro Nazionale di Viterbo, una sala di “quarta categoria” che, tra proiezioni cinematografiche, incontri culturali, concertini e piccole rappresentazioni teatrali, ha animato per decenni la vita ricreativa e culturale della città», spiega l’autore, ricercatore, storico, scrittore e collezionista attivo a Viterbo e nella Tuscia. «Insieme alle altre sale viterbesi, il Nazionale ha scritto una pagina fondamentale della storia locale recente, lasciando, con la sua chiusura, un vuoto profondo nel cuore della comunità».

La ricostruzione è stata resa possibile grazie ai registri SIAE ancora disponibili, dai quali Cappelli ha ricavato le informazioni sulle pellicole proiettate sia al Cinema Teatro Nazionale sia all’Arena Nazionale. Il lavoro ha preso in esame un arco temporale che va dall’inaugurazione dell’arena, avvenuta il 27 luglio 1949, fino all’ultima compilazione del borderò del Nazionale, nel 1961.

All’incontro, insieme all’autore, interverranno il giornalista Rai Massimiliano Mascolo, il cultore di storia locale Giovanni De Caro e lo scrittore e storico Franco Grattarola, autore di La Tuscia nel cinema.

A moderare la presentazione sarà Mauro Morucci, direttore organizzativo del Tuscia Film Fest. L’appuntamento sarà preceduto dai saluti di Luigi Pasqualetti, presidente della Fondazione Carivit.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Via Sant’Andrea, Ciambella: «I cittadini chiedono risposte, non giustificazioni»

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - «L’Amministrazione Frontini trova sempre un modo per allontanare da sé le responsabilità ed evitare il confronto». È un duro attacco quello rivolto da Luisa Ciambella alla maggioranza di Palazzo dei Priori, dopo il rinvio dell’interrogazione urgente presentata sulla situazione della palazzina interessata dall’incendio in via Sant’Andrea, nel quartiere di Pianoscarano.

La consigliera aveva chiesto chiarimenti e interventi su una vicenda che, sottolinea, coinvolge direttamente la sicurezza, la salute e la serenità di alcune famiglie viterbesi. La risposta ricevuta dagli uffici del Consiglio comunale, secondo quanto riferito da Ciambella, è che l’interrogazione non può essere considerata urgente perché non presentata durante la prima seduta utile, alla quale la stessa consigliera risultava assente. La richiesta dovrà quindi essere rinviata, anche in considerazione dei limiti regolamentari previsti per le interrogazioni scritte.

Una decisione che Ciambella contesta, definendola «una sorta di alchimia burocratica» che finirebbe per spostare l’attenzione dalle esigenze dei cittadini alle procedure, senza affrontare il problema concreto.

«Vorrei ricordare all’Amministrazione Frontini che i cittadini non sono pratiche burocratiche, non sono numeri di protocollo e soprattutto non possono essere considerati un fastidio da gestire attraverso cavilli regolamentari», dichiara la consigliera. «Sono persone che hanno bisogno di risposte, responsabilità e vicinanza».

Nel suo intervento, Ciambella distingue il rispetto delle procedure dalla responsabilità politica e amministrativa di affrontare tempestivamente le questioni che riguardano la comunità. «Il rispetto delle regole è doveroso, ma non può diventare il paravento dietro il quale nascondere l'assenza di risposte politiche e amministrative», afferma.

La consigliera critica inoltre quello che considera un progressivo allontanamento dell’Amministrazione dai bisogni quotidiani dei cittadini, contestando anche l’attenzione riservata all’autocelebrazione rispetto alla risoluzione dei problemi.

«Amministrare una città significa assumersi responsabilità, affrontare i problemi e dare risposte. Non significa cercare continuamente occasioni per esaltare il proprio operato, gratificarsi e autocelebrarsi», prosegue Ciambella, secondo cui «l’autocelebrazione non è un metodo di governo e, soprattutto, non può sostituire il bene comune».

La consigliera assicura infine che continuerà a chiedere chiarimenti sulla situazione delle famiglie coinvolte nell’incendio di via Sant’Andrea: «Dietro ogni interrogazione ci sono cittadini che meritano attenzione e rispetto. E nessun cavillo burocratico può cancellare questa responsabilità».

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L’Aviazione dell’Esercito ricorda i Caduti: cerimonie commemorative a Viterbo

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - In occasione della commemorazione dei defunti, il Comando Aviazione dell’Esercito (AVES) ha celebrato a Viterbo il 2 novembre con due momenti dedicati alla memoria dei Caduti, militari e civili, di tutte le guerre. Un’occasione per rendere omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita al servizio della Patria e rinnovare il valore della riconoscenza e del ricordo.

La prima cerimonia si è svolta presso il monumento dedicato ai Caduti della Specialità, dove è stata deposta una corona in segno di rispetto per il loro sacrificio e per i valori che continuano a rappresentare per le nuove generazioni.

Un momento particolarmente intenso, segnato anche dalla recente scomparsa in Bosnia di due baschi azzurri. La loro perdita ha reso il raccoglimento ancora più carico di commozione, richiamando il senso di fratellanza che unisce gli appartenenti alle Forze Armate.

Il secondo appuntamento, alla presenza delle autorità civili e militari locali, si è tenuto presso il cimitero cittadino. Anche in questa occasione è stata deposta una corona ai piedi del Monumento dedicato ai Caduti di tutte le guerre, un gesto simbolico che ha rinnovato il legame tra le istituzioni militari e la comunità locale, nel segno della memoria e dei valori di pace e libertà.

La commemorazione è proseguita con la celebrazione di una Santa Messa in suffragio dei defunti, momento di preghiera e riflessione nel rispetto di una ricorrenza che invita a riscoprire il valore degli affetti, del sacrificio e della gratitudine.

Ricordare i Caduti, sottolinea l’Aviazione dell’Esercito, significa custodire la memoria della storia e riconoscere l’esempio di quanti hanno lasciato un segno destinato a durare nel tempo. Un dovere etico e istituzionale che l’AVES rinnova ogni anno, con l’obiettivo di trasmettere alle future generazioni i principi di valore, coraggio e senso del dovere che costituiscono parte del patrimonio morale del Paese.

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Assistente telefonico AI: quali richieste automatizzare e quando coinvolgere un operatore

1 ora 35 min fa
2026-11-02

Non tutte le telefonate che arrivano a un’azienda richiedono lo stesso livello di attenzione. Alcune riguardano informazioni semplici e ricorrenti, altre servono per prenotare un appuntamento o verificare una disponibilità, mentre determinate situazioni richiedono una valutazione che difficilmente può essere ricondotta a un percorso standard.

Per questo, introdurre un assistente telefonico AI non significa necessariamente affidargli ogni conversazione. Il punto è piuttosto stabilire quali richieste possono essere gestite in autonomia, quali informazioni deve raccogliere e in quali circostanze è preferibile coinvolgere direttamente un operatore.

Quali richieste si prestano maggiormente all’automazione

Le attività più adatte sono generalmente quelle frequenti, riconoscibili e caratterizzate da un risultato preciso. Rispondere a domande sugli orari o sulle sedi, fornire informazioni su prodotti e servizi, raccogliere i dati di un contatto o verificare una disponibilità sono esempi di conversazioni che possono seguire un percorso relativamente definito.

Lo stesso vale per alcune operazioni che non si limitano alla semplice risposta. Un assistente può raccogliere le informazioni necessarie per qualificare una richiesta, fissare o confermare un appuntamento, indirizzare il chiamante verso il reparto corretto oppure registrare i dati che serviranno nelle fasi successive.

Prima di automatizzare un’attività, è quindi utile chiedersi quanto sia prevedibile la conversazione e quali azioni debbano essere svolte al termine della chiamata. Più obiettivo e informazioni necessarie sono chiari, più diventa semplice definire il ruolo dell’AI.

Quando la conversazione richiede una persona

Esistono però situazioni nelle quali il valore dell’operatore rimane centrale. Un reclamo particolarmente delicato, una richiesta non prevista, una negoziazione o un caso che richiede una valutazione specifica possono superare il perimetro assegnato all’assistente.

Anche il comportamento del chiamante può rappresentare un segnale. Se una persona chiede esplicitamente di parlare con qualcuno, manifesta frustrazione oppure continua a porre domande che il sistema non riesce a risolvere, insistere con l’automazione rischia di peggiorare l’esperienza.

Per questo il confine tra AI e operatore non dovrebbe essere definito soltanto sulla base dell’argomento della chiamata. Può dipendere anche dall’andamento della conversazione e dalla capacità del sistema di raggiungere l’obiettivo per cui è stato configurato.

Progettare il passaggio dall’AI all’operatore

Stabilire che una telefonata debba passare a una persona è solo una parte del lavoro. È altrettanto importante decidere come deve avvenire il trasferimento.

Un handoff efficace dovrebbe conservare le informazioni già raccolte: motivo della chiamata, dati forniti, eventuali operazioni eseguite e passaggi che hanno preceduto l’escalation. In questo modo l’operatore può entrare nella conversazione conoscendo già il contesto, senza obbligare il cliente a ripetere tutto dall’inizio.

Le regole di trasferimento possono inoltre essere definite in anticipo. Argomento della richiesta, intento, necessità espressa dal cliente o altri segnali emersi durante la telefonata possono diventare criteri utili per stabilire quando l’automazione deve lasciare spazio alla gestione umana.

Definire il ruolo dell’assistente telefonico con Spoki Voice

La distinzione tra richieste automatizzabili e conversazioni da affidare a una persona dipende anche da come viene configurato l’agente vocale. Occorre stabilire cosa deve sapere, quali obiettivi può perseguire e quali condizioni devono invece attivare il passaggio al team.

Con Spoki Voice, l’agente AI può essere configurato utilizzando script di chiamata, FAQ, policy, servizi e altre informazioni aziendali. Durante la telefonata comprende l’intento della persona e può utilizzare i dati disponibili attraverso le integrazioni per rispondere e svolgere azioni collegate alla richiesta.

Tra le attività gestibili rientrano risposte alle FAQ, raccolta di informazioni, qualificazione dei lead, prenotazione di appuntamenti, aggiornamento del CRM e instradamento verso il reparto corretto. Una singola conversazione può inoltre attivare workflow o comunicazioni successive su WhatsApp, SMS ed e-mail.

Quando l’intervento umano diventa necessario, Spoki Voice permette di impostare regole di handoff basate sull’intento, sull’argomento della chiamata, sul sentiment o sugli orari di apertura. Il trasferimento può avvenire mentre la telefonata è ancora in corso e l’operatore riceve un riepilogo del contesto raccolto, così da proseguire dal punto in cui l’AI si è fermata.

L’automazione può quindi essere costruita per gradi. Le richieste più definite vengono gestite dall’assistente, quelle più complesse vengono preparate raccogliendo le informazioni necessarie e i casi che richiedono attenzione personale arrivano al team con un contesto già disponibile. Il ruolo dell’AI non è prendere indistintamente il posto dell’operatore, ma decidere e svolgere bene tutto ciò che può essere gestito prima che il suo intervento diventi realmente necessario.

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Bagnaia, successo per “Borgo Stregato”: il paese si trasforma in un grande palcoscenico di Halloween

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Anche quest’anno “Borgo Stregato” ha conquistato Bagnaia, trasformando le vie del paese in un grande palcoscenico a tema Halloween. La manifestazione, organizzata dal Comitato spontaneo delle Mamme, ha registrato una partecipazione straordinaria, confermando la crescita di un appuntamento che, edizione dopo edizione, si arricchisce di nuove iniziative e proposte.

Il programma ha coinvolto grandi e piccoli con truccabimbi, spettacoli di artisti di strada, bolle di sapone, parate e balli coreografici. A chiudere la serata è stata la musica dal vivo di Riccardo Scorsino, che ha accompagnato il pubblico tra canti e divertimento fino a tarda notte.

Per l’occasione, il borgo si è trasformato in uno scenario da film horror: strade, piazze, balconi e scorci sono stati allestiti con grande attenzione ai dettagli, dando vita a un’atmosfera suggestiva e in linea con la notte più spaventosa dell’anno. Numerosi anche i partecipanti che hanno scelto di indossare costumi a tema, contribuendo a rendere ancora più coinvolgente la festa.

Come nelle precedenti edizioni, la gestione della somministrazione di cibo e bevande è stata affidata all’associazione di volontariato La Rosa. I volontari hanno accolto i visitatori con un ricco assortimento di specialità, tra cui panini con salsiccia e hamburger, arrosticini, hot dog, pizzette fritte, patatine e supplì.

Accanto al divertimento, anche quest’anno non è mancato un importante risvolto solidale. L’intero ricavato della somministrazione sarà infatti destinato alla beneficenza. Nel mese di novembre, durante la tradizionale cena sociale, verranno consegnati gli assegni con i proventi raccolti nel corso dell’anno ad alcune associazioni di volontariato.

“Borgo Stregato” si conferma così non soltanto un’occasione di festa e aggregazione, ma anche un esempio di collaborazione e impegno a favore della comunità. Un risultato reso possibile dal lavoro del Comitato spontaneo delle Mamme, dell’associazione La Rosa e di tutti i volontari che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.

     

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Sanità pubblica, Basile (Uil Fp): «Difendere il diritto alla salute e tutelare i lavoratori»

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Difendere il carattere universale della sanità pubblica, tutelare i diritti dei lavoratori e programmare il futuro dei servizi sanitari. Sono questi i temi al centro dell'incontro “Curare la sanità”, che si è svolto nella sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, con la partecipazione della Uil Fp Viterbo.

All'appuntamento ha preso parte il segretario generale della Uil Fp Viterbo, Diego Basile, che ha portato all'attenzione del dibattito le esigenze del territorio e la necessità di un impegno concreto per il rilancio del sistema sanitario locale.

«Un momento di dibattito fondamentale, focalizzato sulla difesa del valore universale della sanità pubblica, sulla tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e sulla programmazione futura dei servizi sanitari territoriali», ha dichiarato Basile, sottolineando il contributo della delegazione sindacale viterbese.

L'incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali e delle organizzazioni sindacali. Tra i partecipanti il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, il segretario confederale Uil, Santo Biondo, la segretaria generale Uil Fp, Rita Longobardi, il segretario generale Uil Fp Roma e Lazio, Claudio Benedetti, e il segretario generale Uil Lazio, Maurizio Lago.

«La presenza di rappresentanti istituzionali e sindacali ha sottolineato la trasversalità e la gravità delle sfide che il settore sanitario sta affrontando, rendendo indispensabile un dialogo aperto e costruttivo», ha aggiunto Basile.

Nel corso del confronto sono stati affrontati alcuni dei principali nodi che riguardano il futuro del welfare regionale. Tra questi, la difesa dell'universalità del servizio sanitario, affinché il diritto alle cure sia garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dalle condizioni economiche e dal territorio di residenza.

Ampio spazio anche alla valorizzazione del personale sanitario, con particolare attenzione alla tutela dei diritti, al miglioramento delle condizioni lavorative e alla necessità di affrontare le carenze di organico. Un altro tema centrale è stato il rafforzamento della sanità territoriale, attraverso una riorganizzazione dei servizi di prossimità capace di rispondere in maniera tempestiva ed efficace ai bisogni assistenziali delle comunità.

«L'appuntamento è stato un passaggio per tracciare una rotta condivisa, in cui la cooperazione tra istituzioni e parti sociali rappresenta lo strumento efficace per garantire il diritto alla salute e tutelare il futuro della sanità pubblica nel Lazio e nella provincia di Viterbo», ha concluso Basile.

La Uil Fp Viterbo ribadisce così la necessità di mantenere alta l'attenzione sulle criticità del sistema sanitario locale, puntando sul confronto tra istituzioni e rappresentanze dei lavoratori per individuare soluzioni in grado di rafforzare i servizi e garantire il diritto alla salute.

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Tarquinia, “Le vie dell’horror” da record: 5.000 ingressi per la notte di Halloween

1 ora 35 min fa
2026-11-02

TARQUINIA - Cinquemila ingressi e il record di presenze mai registrato dalla manifestazione. Si chiude con un risultato da primato l'edizione 2026 di “Le vie dell'horror”, l'evento organizzato in occasione di Halloween che ha animato il centro storico di Tarquinia dal primo pomeriggio fino a tarda sera.

La giornata si è aperta alle 15.30 con la tradizionale sfilata in maschera dedicata ai più piccoli, che ha richiamato numerose famiglie. La festa è poi proseguita in piazza Cavour con le attività di Konsu Animazione, tra musica, truccabimbi e giochi, offrendo ai bambini un pomeriggio all'insegna del divertimento e della creatività.

A partire dalle 18, il percorso “Le vie dell'horror” ha trasformato le stradine e le piazze del quartiere San Martino in uno scenario popolato da creature mostruose e personaggi inquietanti. Scenografie curate nei dettagli, giochi di luci e suoni, effetti speciali e decine di figuranti hanno accompagnato i visitatori in un itinerario tra mistero e paura, con scheletri, vampiri, fantasmi e zombie pronti a sorprendere il pubblico lungo il tragitto.

Tra le novità dell'edizione 2026, la parata in maschera delle 21.30, che ha concluso la serata. Al termine del percorso, i figuranti hanno dato vita a un corteo accompagnato dalla musica, partito dall'arco del palazzo comunale in piazza Giacomo Matteotti e diretto verso piazza Cavour. Qui il gruppo ha ricevuto l'applauso del numeroso pubblico ancora presente.

Soddisfazione da parte dell'Amministrazione comunale e dell'associazione Hinsette, che hanno rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa. Un riconoscimento particolare è andato ai volontari, impegnati per settimane nella preparazione dell'evento, e ai figuranti, il cui lavoro e la cui passione hanno permesso di realizzare un percorso capace di coinvolgere migliaia di persone.

Un ringraziamento è stato rivolto anche alle forze dell'ordine, alla Polizia Locale, ai volontari dell'AEOPC e della Croce Rossa Italiana – Comitato di Tarquinia, per il presidio e il supporto garantiti durante la manifestazione. L'Amministrazione ha inoltre sottolineato la collaborazione e la disponibilità dimostrate dai residenti del centro storico.

L'iniziativa è stata organizzata dall'associazione Hinsette, con il sostegno del Comune di Tarquinia e la collaborazione del Centro di Aggregazione Giovanile e di Evensound 2.0. Il risultato di quest'anno conferma la capacità della manifestazione di attrarre pubblico e valorizzare il centro storico attraverso un appuntamento dedicato a una delle ricorrenze più partecipate dell'autunno.

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Viterbo, concerto di beneficenza per i 90 anni della Schola Cantorum Santa Maria della Quercia

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Musica, tradizione e solidarietà si incontrano a Viterbo in occasione del 90° anniversario della fondazione della Schola Cantorum Santa Maria della Quercia. Per celebrare questo importante traguardo, il coro propone un “Concerto di Beneficenza”, un appuntamento che unisce la storia della tradizione corale cittadina a un'iniziativa di sostegno al territorio.

L'evento, organizzato dall'Associazione Ex Facchini di Santa Rosa in collaborazione con Anteas Viterbo, si terrà domenica 15 novembre 2026, alle ore 17.30, presso il Salone delle Farine, in Strada Cassia Sud, al chilometro 79. La manifestazione gode del patrocinio della Provincia e del Comune di Viterbo e di Federcori, la Federazione dei Cori Italiani.

La serata sarà accompagnata da un repertorio musicale eseguito sotto la direzione del maestro Laura Scarponi, con John Mac Donald al pianoforte. La voce narrante di Maria Morena Lepri guiderà il pubblico nel corso dell'appuntamento, arricchendo il percorso musicale.

L'ingresso sarà a offerta libera e l'intero ricavato verrà devoluto all'Associazione APS Ruben Ciarlanti, realtà impegnata nella promozione della cardioprotezione e della prevenzione sanitaria sul territorio.

Il concerto rappresenterà quindi un'occasione per rendere omaggio ai novant'anni di attività della Schola Cantorum Santa Maria della Quercia e, allo stesso tempo, contribuire concretamente a una causa di interesse collettivo. Una serata in cui la musica diventa strumento di partecipazione e solidarietà.

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Giustizia, Viterbo diventa un modello per il Paese: dal Bilancio sociale alla mappatura dei processi

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Un percorso che punta a rendere più trasparente il lavoro degli uffici giudiziari, misurarne i risultati e migliorarne l'organizzazione partendo dall'analisi concreta delle attività. È questa la strada intrapresa dal Tribunale di Viterbo, al centro del convegno “Innovare la Giustizia: dal Bilancio sociale alla mappatura dei processi”, ospitato dall'Università degli Studi della Tuscia.

L'incontro ha riunito magistrati, dirigenti del Ministero della Giustizia, rappresentanti del Consiglio d'Europa e docenti universitari, offrendo un'occasione di confronto su un'esperienza che si distingue nel panorama nazionale e che le istituzioni presenti hanno indicato come un modello da consolidare e diffondere.

La collaborazione tra Università e Tribunale

Ad aprire i lavori, coordinati dalla professoressa Rosa Ruggiero, sono stati i saluti istituzionali. Il presidente del Tribunale di Viterbo, Francesco Oddi, ha ringraziato l'Ateneo per la collaborazione portata avanti su diversi progetti, mentre Anna Maria Pagliari ha sottolineato il valore della coesione e della sinergia che da anni caratterizzano l'attività dell'ufficio giudiziario.

Il procuratore della Repubblica di Viterbo, Mario Palazzi, ha invece anticipato il prossimo obiettivo: la redazione del Bilancio sociale della Procura. Un passaggio che testimonia la volontà di estendere l'esperienza all'intero sistema giudiziario del territorio.

Il Bilancio sociale come strumento di trasparenza e gestione

Una parte del convegno è stata dedicata al Bilancio sociale, considerato non soltanto uno strumento di rendicontazione e trasparenza, ma anche un supporto per valutare e migliorare l'organizzazione degli uffici giudiziari. L'analisi si basa su indicatori che riguardano, tra gli altri aspetti, la disponibilità di magistrati e l'andamento dei procedimenti pendenti e da definire.

Stefano Fapperdue, dell'Università della Tuscia, ha illustrato metodologia, criteri e risultati del lavoro, soffermandosi sugli elementi di innovazione introdotti dal documento realizzato a Viterbo.

Particolarmente significativo il riconoscimento arrivato dalla dimensione europea. Federica Viapiana, della Commissione europea per l'efficienza della giustizia (CEPEJ) del Consiglio d'Europa, ha evidenziato come il Bilancio sociale si differenzi da una valutazione esclusivamente statistica, dando spazio anche alla dimensione umana e alle esperienze degli operatori. Tra gli aspetti apprezzati, l'impiego dei focus group, che consentono di affiancare ai dati quantitativi informazioni di carattere qualitativo.

Fabio Monteduro, presidente dell'Organismo indipendente di valutazione (OIV) del Ministero della Giustizia, ha sottolineato come lo strumento possa andare oltre il semplice obbligo di rendicontare l'utilizzo delle risorse pubbliche, diventando un supporto alla governance degli uffici e alla creazione di valore pubblico attraverso il coinvolgimento degli stakeholder. Monteduro ha inoltre riconosciuto al documento del Tribunale di Viterbo una qualità superiore agli standard predefiniti per contenuti, struttura e impostazione grafica.

La mappatura dei processi, il progetto innovativo del Tribunale

Il momento centrale della giornata è stato dedicato alla mappatura dei processi del Tribunale di Viterbo, progetto che punta a rappresentare in modo sistematico le attività degli uffici per individuare possibili margini di miglioramento organizzativo.

Durante la sessione coordinata dal professor Maurizio Benincasa, Alessandro Ruggieri ha ripercorso il percorso di collaborazione avviato con il Tribunale, illustrando metodologia, obiettivi e primi risultati. Il lavoro confluirà nella prossima edizione del Bilancio sociale e prevede l'utilizzo di diagrammi di flusso per descrivere le diverse attività, individuando passaggi e relazioni tra i processi. Un intervento che, secondo Ruggieri, potrà incidere positivamente sia sul clima interno sia sull'efficacia dell'organizzazione.

Il dirigente del Tribunale, Paolo Stavagna, ha approfondito il tema del nuovo Ufficio per il Processo e la situazione dei funzionari ex AUPP, oggi funzionari giudiziari. Al centro del suo intervento la necessità di conciliare il supporto alla giurisdizione con le esigenze amministrative, all'interno di una visione unitaria del servizio giustizia.

Le direttrici indicate sono l'organizzazione per processi e la costituzione di team di lavoro integrati. Stavagna ha evidenziato, in particolare, l'importanza di trasformare i semplici gruppi di lavoro in vere squadre, valorizzando la dimensione collettiva e le competenze dei singoli attraverso un approccio manageriale moderno.

Rosa Patrizia Sinisi, vicecapo del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia, che segue l'esperienza viterbese da circa tre anni, ha proposto un confronto con i modelli di Irlanda e Spagna. Sinisi ha auspicato che la mappatura dei processi possa diventare una pratica ordinaria negli uffici giudiziari, anche per monitorare le attività trasversali dell'Ufficio per il Processo in vista delle sfide legate al piano strutturale di rilancio dell'efficienza.

Nel suo intervento ha inoltre riconosciuto al Tribunale di Viterbo originalità nella progettazione e capacità di garantire sostenibilità e prospettive future alle iniziative avviate, inserendole in un percorso di continuità ed evoluzione.

L'obiettivo: estendere il modello a livello nazionale

Le conclusioni sono state affidate a Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d'Appello di Napoli, che, nel precedente ruolo di presidente del Tribunale di Viterbo, aveva firmato insieme all'allora rettore Ruggieri la convenzione da cui ha preso avvio il progetto.

Covelli ha definito il Tribunale di Viterbo una realtà particolarmente virtuosa, sottolineando il ruolo di una dirigenza lungimirante e di una collaborazione con l'Università non comune nel panorama giudiziario. Il Bilancio sociale è stato indicato come una buona pratica da consolidare e diffondere, anche per il contributo che può offrire all'attuazione dei principi costituzionali di trasparenza e al rafforzamento della coesione interna.

La presidente ha inoltre evidenziato il valore scientifico e formativo della mappatura dei processi, capace di rappresentare provvedimenti, effetti e profili normativi in un ambito particolarmente complesso, auspicandone l'utilizzo anche nella didattica universitaria.

Tra le proposte emerse, la creazione di una banca dati nazionale dei Bilanci sociali, da istituire presso il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministero della Giustizia, accompagnata da un modello omogeneo che consenta di confrontare i risultati dei diversi uffici. Un obiettivo da affiancare al rafforzamento strutturale della collaborazione tra università e amministrazione giudiziaria.

Dal convegno emerge dunque il riconoscimento del percorso avviato a Viterbo, fondato sulla collaborazione tra Tribunale e Università della Tuscia e destinato a coinvolgere anche la Procura. Un'esperienza che unisce rendicontazione sociale e analisi dei processi organizzativi e che, secondo le istituzioni intervenute, può rappresentare un riferimento per l'evoluzione dell'intero sistema giudiziario nazionale.

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Previsioni meteo per martedì 3 novembre

1 ora 35 min fa
2026-11-02

Viterbo

Condizioni di tempo asciutto nel corso della giornata con nubi sparse e ampie schiarite sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata nuvolosità in aumento ma senza fenomeni di rilievo associati. Temperature comprese tra +8°C e +15°C.

Lazio

Tempo stabile al mattino su tutta la regione con nubi sparse e ampie schiarite. Nel pomeriggio da segnalare qualche pioggia sparsa sui settori meridionali, più asciutto altrove con cieli sereni o poco nuvolosi. In serata e nottata nuvolosità in generale aumento, locali piogge possibili sui settori costieri.

NAZIONALE

AL NORD

Al mattino cieli in prevalenza irregolarmente nuvolosi su tutti i settori. Al pomeriggio non sono previsti cambiamenti sostanziali. In serata e in nottata atteso un peggioramento con deboli piogge su Alpi e Prealpi e cieli coperti.

AL CENTRO

Al mattino residue precipitazioni sulle Marche, nuvolosità irregolare in transito altrove. Al pomeriggio ancora qualche piovasco sulle Marche, deboli piogge anche sul basso Lazio. In serata e in nottate tempo in miglioramento con cieli sereni o poco nuvolosi.

AL SUD E SULLE ISOLE

Tempo instabile o perturbato nel corso della giornata con piogge sulle regioni peninsulari e sulla Sicilia al mattino; al pomeriggio ancora qualche piovasco sulla Puglia. In serata e nella notte migliora ovunque con cieli sereni o poco nuvolosi.

Temperature minime e massime stabili o in rialzo, salvo una lieve flessione dei valori massimi al nord.

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Viterbo FC Under 15, arriva la prima vittoria: MCO battuto 4-0

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Primo successo stagionale per l'Under 15 del Viterbo FC, che nella terza giornata del campionato provinciale supera in trasferta l'MCO con un netto 4-0. Dopo le due sconfitte nelle prime uscite, i gialloblù rialzano la testa con una prestazione convincente sul campo “Vincenzo Marcozzi” di Manziana, conquistando i primi tre punti del loro percorso.

La squadra guidata da Mario Cauli ha offerto una prova corale di carattere e qualità, imponendosi grazie alla doppietta di Rosa Jimenez e alle reti di Gentili e Luzzitelli. Un risultato che premia il lavoro del gruppo e restituisce fiducia dopo un avvio di campionato complicato.

Soddisfatto il tecnico gialloblù, che ha sottolineato soprattutto la prestazione dei suoi ragazzi: «Siamo contenti del risultato e soprattutto della prestazione, che dà merito a questi ragazzi, i quali non erano stati particolarmente fortunati nelle due partite precedenti. Sicuramente questa vittoria, ma soprattutto questa prestazione, darà qualche sicurezza in più al gruppo in vista dei prossimi impegni. Sono convinto che, se i ragazzi continueranno a lavorare con questo atteggiamento, potranno levarsi delle belle soddisfazioni nel corso della stagione».

Adesso l'attenzione si sposta sul prossimo appuntamento: domenica i gialloblù torneranno in campo tra le mura amiche per affrontare il Vetralla 1928, attualmente a punteggio pieno. Un banco di prova impegnativo per verificare i progressi della squadra e dare continuità al primo successo stagionale.

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Acquapendente, al Teatro Boni arriva “402”: un thriller tra mistero e psicologia

1 ora 35 min fa
2026-11-02

ACQUAPENDENTE - Prosegue la stagione 2026-2027 del Teatro Boni di Acquapendente, diretto artisticamente da Sandro Nardi. Dopo il debutto con Alessandro Benvenuti e Roberto Abbiati in “Re Lear e il suo buffone” e l'omaggio a San Francesco d'Assisi con “Chiara e Francesco prima dell'alba”, domenica 8 novembre 2026, alle ore 17.30, il palcoscenico aquesiano ospiterà “402”, spettacolo scritto e interpretato da Elettra Zeppi e Gabriele Linari, con la regia di Federico Vigorito.

Prodotto da Il Teatro di Alice di Roma, “402” è un thriller sociale e psicologico dal ritmo cinematografico, costruito attorno a una vicenda intensa e ricca di tensione. La storia si svolge interamente all'interno di una stanza, la numero 402, dove due personaggi profondamente diversi si ritrovano intrappolati e legati da un segreto misterioso, dal quale sembra impossibile liberarsi.

Al centro della narrazione c'è Anna, una donna apparentemente fragile, segnata da un'esperienza che ha cambiato in modo improvviso e indelebile la sua esistenza. Nel corso dello spettacolo, però, emerge una personalità determinata e combattiva, capace di spingersi fino agli estremi. Un personaggio dalle molteplici sfaccettature, nel quale si alternano emozioni e contraddizioni, forza e vulnerabilità.

A confrontarsi con lei è un senatore dei nostri tempi, figura caratterizzata da diplomazia ed enigmaticità. Due personalità agli antipodi, costrette a misurarsi in un confronto serrato nel quale il passato, le responsabilità e il mistero che li lega diventano elementi centrali. Un intreccio che mette in discussione le certezze dei protagonisti e accompagna lo spettatore in una storia in cui nessuno sembra poter trovare una via d'uscita.

La stagione 2026-2027 del Teatro Boni, intitolata “Intrecci collaterali”, prosegue con il sostegno del Comune di Acquapendente e della Regione Lazio.

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Rugby, i Lions Alto Lazio cadono contro l’Arnold: a Viterbo finisce 10-41

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Non arriva la prima vittoria stagionale per la squadra cadetta dei Lions Alto Lazio, sconfitta in casa dall’Arnold Rugby 2013 con il punteggio di 41-10 nella gara valida per il campionato di Serie C. Un risultato pesante nel punteggio, ma che non racconta pienamente l’andamento di una partita nella quale i viterbesi sono riusciti a restare in corsa per oltre un tempo.

La formazione allenata da Scorzosi e Notarangelo ha iniziato l’incontro con il giusto atteggiamento, portandosi in vantaggio all’11’ grazie alla meta di Meo. L’Arnold ha risposto al 23’ con Fioretto, prima di trovare il sorpasso al 27’ con Tano, trasformata da Biagiotti. Al 39’ è arrivata poi la meta di Biagiotti, ancora trasformata, che ha permesso agli ospiti di chiudere la prima frazione avanti.

I Lions, tuttavia, non hanno smesso di lottare e sono rimasti in partita anche nella ripresa. Al 57’ la meta di Berulava ha riportato il punteggio sul 19-10, mantenendo aperta la gara. Da quel momento, però, la squadra romana è riuscita ad aumentare il proprio vantaggio. Il cartellino giallo rimediato da Meo al 60’ ha contribuito a complicare la situazione per i padroni di casa, mentre l’Arnold ha sfruttato le occasioni a disposizione per allungare ulteriormente.

Il punteggio finale di 41-10 risulta così più ampio di quanto visto in campo per buona parte dell’incontro. Le ultime due mete degli ospiti, realizzate da Sarperi e Camerata, sono infatti arrivate nel lungo recupero concesso dall’arbitro.

Per gli allenatori Scorzosi e Notarangelo ci sarà ora da lavorare soprattutto sulla pressione difensiva e sulla precisione nelle fasi di possesso, aspetti sui quali la squadra dovrà crescere in vista dei prossimi impegni.

Il campionato osserverà adesso una pausa in concomitanza con le partite delle Nations Series. I Lions Alto Lazio torneranno in campo il 22 novembre, quando ospiteranno la Primavera, con l'obiettivo di ripartire e andare alla ricerca del primo successo stagionale.

Lions Alto Lazio: Biagetti, Paoletti, Berulava, Digiacomantonio, Poli, Natalini, Luisi, Graziani, Valtieri, Foscoli, Haipue, Sabatini, Mariottini, Meo, Coppo. A disposizione: D’Antonangelo, Salamone, Papa, Fabbroni, Bonucci, Sorato, Fantera.

Arnold Rugby 2013: Tano, Sarperi, Biagiotti, Santolini, Simeone, Fioretto, Biagiotti, Massafra, Camerata, Peparini, Santolini, Benedetti, Tartaglia, Silveri, Luciani. A disposizione: Corsaro, Fabiano, Ricci, Alleori, Bisesti, Angelini, Zoppi.

Marcature: 11’ meta Meo; 23’ meta Fioretto; 27’ meta Tano, trasformazione Biagiotti; 39’ meta Biagiotti, trasformazione Biagiotti; 57’ meta Berulava; 62’ calcio piazzato Biagiotti; 66’ meta Simeone, trasformazione Biagiotti; 84’ meta Sarperi, trasformazione Biagiotti; 88’ meta Camerata.

Cartellini gialli: 55’ Corsaro, 60’ Meo, 72’ Valtieri, 81’ Ricci.

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Spaccio nei boschi della Tuscia, l'inchiesta di Fuori dal Coro: “Sparatorie, omicidi e ...

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO – Lo spaccio di droga nei boschi della Tuscia finisce sotto i riflettori della televisione nazionale. Un'inchiesta realizzata dalla trasmissione Fuori dal Coro, condotta da Mario Giordano su Rete 4, ha portato le telecamere di Mediaset all'interno delle aree boschive della provincia di Viterbo, tra cui Montefiascone, San Lorenzo Nuovo, Acquapendente, Blera e Vejano, mostrando da vicino un fenomeno che da tempo preoccupa i residenti di diversi territori.

Il servizio, intitolato “Dentro i boschi di Viterbo: qui comandano i clan degli immigrati”, è andato in onda domenica 1° novembre 2026. La giornalista Valeria Deste ha documentato la presenza di insediamenti di fortuna utilizzati come basi operative dagli spacciatori, descrivendo un'organizzazione che, secondo la ricostruzione della trasmissione, si sarebbe strutturata all'interno della vegetazione, lontano dagli occhi dei passanti e con la possibilità di spostarsi rapidamente in caso di controlli.

L'inchiesta si apre con immagini particolarmente significative. La troupe raggiunge un punto di spaccio nascosto tra gli alberi, al quale si accede superando una recinzione e passando attraverso del filo spinato. Una volta all'interno, gli operatori trovano tracce evidenti della presenza di chi utilizza quell'area per vendere sostanze stupefacenti: materiale per confezionare le dosi, batterie, generi alimentari e persino una mazza.

«Eccolo, il punto di spaccio. Ci ha sentito arrivare, è scappato sicuramente», racconta la giornalista durante l'avvicinamento a uno degli insediamenti. Gli occupanti si sarebbero infatti allontanati prima dell'arrivo della troupe.

Poco distante vengono individuati altri segnali della presenza degli spacciatori. Tra gli alberi compaiono sacchetti lasciati come indicatori, batterie, sedie e una tipica teiera marocchina. Ci sono anche teli utilizzati per ripararsi dall'umidità e dalla pioggia durante le permanenze notturne. Elementi che, secondo quanto mostrato nel reportage, confermerebbero l'utilizzo continuativo di alcune zone del bosco come veri e propri accampamenti.

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Gli appuntamenti con i clienti attraverso WhatsApp

Uno degli aspetti più significativi dell'inchiesta riguarda il sistema utilizzato per organizzare gli acquisti. Secondo quanto raccontato nel servizio, i consumatori disporrebbero di diversi numeri WhatsApp attraverso i quali contattare gli spacciatori e conoscere la posizione esatta dei punti di vendita.

Il meccanismo sarebbe particolarmente semplice: basta inviare un messaggio per sapere se il pusher è disponibile e ricevere successivamente la posizione da raggiungere.

La trasmissione mostra alcune conversazioni nelle quali gli spacciatori avvisano i clienti del proprio ritorno in attività, invitandoli a contattarli per concordare l'acquisto. In altri casi, dopo una richiesta di informazioni, viene inviata direttamente la geolocalizzazione del luogo nel quale si trova il venditore.

Un sistema che consentirebbe di mantenere i contatti con gli acquirenti senza dover necessariamente presidiare una strada o un luogo facilmente individuabile.

Nel servizio vengono mostrati anche alcuni profili social attraverso i quali, secondo la ricostruzione televisiva, alcuni soggetti si farebbero pubblicità pubblicando immagini di droga e armi.

La troupe raggiunge un punto di vendita e documenta l'acquisto

La parte più delicata del reportage arriva quando la giornalista decide di avvicinarsi direttamente agli spacciatori. Per riuscire a individuare uno dei punti di vendita, la troupe entra in contatto con due consumatori, che accettano di accompagnarla.

Uno dei due appare inizialmente molto agitato e titubante, manifestando timore all'idea di addentrarsi nella vegetazione. Dopo aver contattato il proprio riferimento tramite WhatsApp, arriva però il via libera e viene trasmessa la posizione dell'appuntamento.

La giornalista raggiunge quindi il luogo indicato utilizzando una telecamera nascosta. Le immagini mostrano un pusher mentre pesa la sostanza stupefacente, la prepara e la consegna in cambio di denaro. Durante l'operazione la troupe si accorge anche della presenza di un'altra persona che sta dormendo nelle vicinanze, all'interno dello stesso insediamento.

Una situazione che, secondo quanto documentato, confermerebbe come alcune di queste postazioni non siano semplicemente luoghi di passaggio, ma possano diventare basi nelle quali gli spacciatori trascorrono anche la notte.

La paura dei residenti e le presunte guerre tra gruppi criminali

L'inchiesta si sofferma anche sulle conseguenze che la presenza di queste attività illegali avrebbe per chi vive nei centri abitati vicini alle aree boschive.

Diversi residenti, secondo quanto raccontato dalla trasmissione, avrebbero paura di esporsi pubblicamente e preferirebbero non mostrare il proprio volto davanti alle telecamere. Il timore sarebbe legato alla presenza di persone che frequentano abitualmente i boschi e alla possibilità di subire ritorsioni.

Nel corso delle testimonianze emergono racconti di soggetti armati e di una situazione di forte tensione. Alcuni intervistati sostengono che all'interno di queste aree si sarebbe sviluppata una competizione violenta tra gruppi di spacciatori, in particolare per il controllo delle piazze di vendita.

«È guerra, è proprio guerra», racconta una delle persone ascoltate dalla troupe, descrivendo un periodo caratterizzato, secondo la sua testimonianza, da scontri tra gruppi di diversa provenienza.

Nel reportage si parla anche di aggressioni, gambizzazioni e sparatorie. Viene inoltre ricordato il ritrovamento di un uomo ucciso da numerosi colpi d'arma da fuoco, episodio che la trasmissione inserisce nel quadro della violenza legata al controllo del territorio.

Si tratta di circostanze e ricostruzioni riportate nel servizio televisivo attraverso le testimonianze raccolte: non vengono forniti, nel segmento, tutti gli elementi investigativi necessari per attribuire i singoli episodi a specifici gruppi o collegarli direttamente ai punti di spaccio mostrati.

Il problema arriva anche nelle zone vicine alle aree militari

Un altro elemento sottolineato durante l'inchiesta riguarda la difficoltà di contrastare il fenomeno. La presenza di numerose aree militari nel territorio, evidenzia il servizio, non avrebbe impedito agli spacciatori di utilizzare la vegetazione come rifugio e luogo di vendita.

La conformazione dei boschi, la possibilità di predisporre sentinelle lungo le strade di accesso e la rapidità con cui possono essere abbandonati gli accampamenti renderebbero particolarmente complicati i controlli.

La troupe racconta infatti di aver individuato diversi segnali di attività e di aver trovato punti di spaccio dai quali i responsabili si sarebbero allontanati poco prima del suo arrivo.

Il quadro che emerge è quello di un fenomeno che non riguarda soltanto la vendita di sostanze stupefacenti, ma che, secondo le testimonianze raccolte, coinvolgerebbe anche violenze, intimidazioni e una lotta per il controllo delle aree utilizzate per lo spaccio.

Il servizio di Fuori dal Coro riporta così all'attenzione nazionale una problematica che interessa la Tuscia e che richiede attenzione da parte delle istituzioni e delle forze dell'ordine, soprattutto per la sicurezza delle comunità che vivono nelle vicinanze delle zone interessate. 

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Fondazione Vulci protagonista alla Borsa di Paestum: promozione condivisa dal lago al litorale

1 ora 35 min fa
2026-11-02

MONTALTO DI CASTRO - La Fondazione Vulci ha partecipato alla XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, svoltasi a Paestum dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, insieme ai Comuni di Ischia di Castro, Valentano, Capodimonte, Montalto di Castro e Canino. Un'importante occasione per promuovere non soltanto il Parco archeologico di Vulci, ma anche l'intero patrimonio storico, culturale e paesaggistico del territorio.

La presenza congiunta all'interno di uno spazio espositivo condiviso ha rappresentato un esempio di collaborazione tra istituzioni e amministrazioni locali. Musei, parchi e luoghi della cultura sono stati presentati come parte di un'offerta unitaria, capace di raccontare le tante opportunità di un'area che si estende dal litorale fino al lago di Bolsena, mettendo in rete le sue risorse e rafforzandone l'attrattività turistica.

Tra i momenti più significativi della manifestazione, la premiazione della Kore, testa di fanciulla, scultura greca rinvenuta nel territorio etrusco di Vulci, insignita dello Special Award dell'International Archaeological Discovery Award “Palmyra” 2026. Alla cerimonia era presente anche la dottoressa Simona Carosi della Soprintendenza.

La scoperta è il risultato del lavoro dei professori Franceschini e Pasieka delle Università di Mainz e Friburgo, nell'ambito del progetto “Vulci Cityscape”. Un ritrovamento che conferma il valore delle attività di ricerca e la straordinaria ricchezza archeologica dell'antica città etrusca.

Nel corso della Borsa, la presidente della Fondazione Vulci, Laura Allegrini, ha preso parte a diversi appuntamenti. Insieme al direttore scientifico Carlo Casi ha presentato il Parco durante il panel dedicato alla Regione Lazio e ha partecipato a una conferenza sulle diverse forme di gestione di parchi e musei. L'incontro si è concluso con l'intervento della dottoressa Alfonsina Russo del Ministero della Cultura, offrendo anche l'occasione per illustrare il modello di governance della Fondazione e confrontarsi con i presidenti di alcune delle principali fondazioni italiane.

«Questa esperienza dimostra quanto sia importante lavorare insieme e come mettere in relazione luoghi, competenze e istituzioni significhi dare maggiore forza alla promozione culturale e turistica e costruire nuove opportunità per tutte le nostre comunità», hanno dichiarato i sindaci Emanuela Socciarelli e Giuseppe Cesetti, presenti a Paestum.

La presidente Allegrini ha ribadito l'importanza di proseguire il lavoro di divulgazione e promozione del sito: «Vulci è una realtà archeologica tra le più importanti d'Italia, ampiamente conosciuta dagli addetti ai lavori, come dimostra la costante pubblicazione delle scoperte sulle riviste specializzate, ma merita di essere meglio conosciuta in Italia e nel mondo anche dal grande pubblico».

«Continueremo in questa attività di divulgazione con la partecipazione delle realtà locali, perché la ricchezza archeologica del sito, combinata alle bellezze naturalistiche del Parco e dell'intera area, costituisce un unicum», ha aggiunto Allegrini, richiamando anche l'ingresso del Ministero della Cultura nella Fondazione e il biglietto integrato con il Museo di Villa Giulia, considerati espressione di una volontà condivisa tra le istituzioni.

La partecipazione alla Borsa di Paestum conferma così la centralità della collaborazione territoriale nella promozione di Vulci e dell'intera area circostante. Un percorso che punta a far conoscere a un pubblico sempre più ampio un patrimonio capace di unire archeologia, cultura e paesaggio, dal lago al litorale.

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Vitorchiano, al via due progetti di Servizio Civile Universale: coinvolti quattro giovani

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITORCHIANO - Sono partiti a Vitorchiano i due nuovi progetti di Servizio Civile Universale, realizzati grazie alla collaborazione tra il Comune e Arci Servizio Civile Viterbo. L'iniziativa coinvolge quattro giovani, due per ciascun percorso, che fino a settembre 2027 avranno l'opportunità di mettere a disposizione della comunità le proprie energie e competenze, maturando al tempo stesso un'esperienza di formazione, crescita personale e cittadinanza attiva.

Il primo progetto, “Radici future”, punta a contrastare l'isolamento educativo e a favorire l'inclusione sociale dei più piccoli. Attraverso laboratori, attività di doposcuola e iniziative culturali organizzate nelle scuole e negli spazi pubblici, il percorso intende offrire ai minori occasioni di apprendimento, socializzazione e conoscenza del territorio, contribuendo anche a rafforzarne l'autostima.

Il secondo, “Natura e cultura in azione”, è invece dedicato alla valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e naturalistico di Vitorchiano, con l'obiettivo di promuoverne la conoscenza tra residenti e visitatori. I volontari saranno impegnati nel potenziamento dei servizi informativi, nella promozione di occasioni di aggregazione rivolte a giovani e minori e nella diffusione dei valori della solidarietà e della partecipazione.

«Entrambi i progetti toccano leve strategiche per il territorio», sottolinea Marco Salimbeni, consigliere comunale delegato alle politiche giovanili e alle associazioni. «Con “Radici future” entriamo nel cuore delle esigenze dei più giovani, trasformando scuole e spazi pubblici in luoghi di crescita e inclusione per prevenire l'isolamento ed educare alla cittadinanza. Con “Natura e cultura in azione” valorizziamo la nostra identità e i nostri beni storico-naturalistici attraverso gli occhi e l'energia di questi ragazzi, stimolando una fruizione consapevole da parte di residenti e visitatori. Sono due percorsi sinergici che investono direttamente sulle capacità dei giovani per fare comunità».

Soddisfazione anche da parte del sindaco Ruggero Grassotti, che ha rivolto un saluto ai partecipanti: «Accogliere questi giovani è motivo di grande orgoglio per tutta l'amministrazione comunale. A loro auguriamo buon lavoro. Il Servizio Civile Universale rappresenta un ponte fondamentale tra le nuove generazioni e le istituzioni: una testimonianza concreta di come l'impegno giovanile e la solidarietà possano arricchire l'intero tessuto sociale e la vita democratica della nostra comunità».

Le due iniziative si sviluppano quindi lungo direttrici complementari: da una parte il sostegno socio-educativo ai più piccoli, dall'altra la promozione del patrimonio locale. Un investimento sulle nuove generazioni, chiamate a contribuire attivamente alla crescita e alla valorizzazione della comunità di Vitorchiano.

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Pesante sconfitta per la WeCOM-Ortoetruria: il San Paolo Ostiense vince 94-75

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Serata da dimenticare per la WeCOM-Ortoetruria Stella Azzurra Viterbo, che esce sconfitta dal parquet del San Paolo Ostiense con il punteggio di 94-75. Una prestazione sottotono per i biancostellati, lontani dalla squadra brillante vista domenica al PalaMalè e incapaci di trovare le contromisure all'intensità e alla velocità dei padroni di casa.

La formazione viterbese è riuscita a giocare alla pari soltanto nei primi otto minuti del quarto iniziale, prima di subire l'agonismo e la determinazione dei capitolini. Il San Paolo ha progressivamente preso il controllo della gara, sfruttando le difficoltà difensive degli ospiti e trovando ottime percentuali dalla lunga distanza. Il primo periodo si è chiuso sul 27-19 per i romani.

La seconda frazione è stata più equilibrata, ma la Stella Azzurra non è riuscita a ridurre il divario e si è presentata all'intervallo lungo con undici punti da recuperare. Al rientro dagli spogliatoi i biancostellati hanno provato a cambiare passo, ma la reazione è durata poco: la difesa non è riuscita a contenere la manovra avversaria e il San Paolo ha allungato ulteriormente, mettendo di fatto in cassaforte il risultato già al termine del terzo quarto, chiuso sul 79-54.

Nell'ultima frazione Viterbo ha finalmente mostrato maggiore solidità difensiva, riuscendo anche a vincere il parziale per 21-15. Una reazione tardiva, utile soltanto a contenere un passivo comunque pesante. Tra le poche note positive della serata spiccano le prestazioni di Ousman, autore di 18 punti e 11 rimbalzi, e Calvi, che ha chiuso con 16 punti. A pesare anche l'assenza di Arques, fermo per l'infortunio rimediato nella precedente gara.

Nel commento della società non manca una critica alla direzione arbitrale. Pur riconoscendo il meritato successo del San Paolo Ostiense, la Stella Azzurra sottolinea la differenza nel numero dei tiri liberi concessi: 8 per i padroni di casa contro i 29 assegnati ai viterbesi, giudicando la gestione della gara non all'altezza della categoria.

«Abbiamo sofferto troppo fisicamente l'uno contro uno, lasciando che la loro esuberanza prendesse il sopravvento e concedendo canestri facili che li hanno messi in ritmo. Prova ne è il fatto che in ogni momento in cui potevamo avvicinarci loro hanno segnato canestri difficili. Serve sicuramente più personalità in questi ambienti così difficili perché tutte le trasferte saranno di questo tipo e noi dobbiamo alzare il livello», ha dichiarato coach Saputo.

Parole di delusione anche da parte del presidente Meroi, che richiama la squadra a una maggiore continuità di rendimento, soprattutto lontano dalle mura amiche.

«Siamo molto delusi da questo risultato e soprattutto dall'atteggiamento messo in campo dalla squadra. Abbiamo la consapevolezza di avere uno staff ed un roster di eccellente qualità e non ci siamo mai nascosti ambizioni importanti. Impossibili però da realizzare quando si alternino ottime partite tra le mura amiche a prestazioni del tutto superficiali fuori casa, difensivamente molto negative ed ingiustificabili per un gruppo di questo valore in particolare a livello mentale. Qualunque ne siano i motivi bisognerà lavorare duramente e soprattutto rapidamente per risolvere questo problema».

La sconfitta di Roma rappresenta dunque un campanello d'allarme per la WeCOM-Ortoetruria, chiamata a ritrovare compattezza, intensità e personalità per evitare che le difficoltà mostrate in trasferta diventino un limite nel prosieguo del campionato.

SAN PAOLO OSTIENSE – WeCOM-ORTOETRURIA STELLA AZZURRA VT 94-75

WeCOM-Ortoetruria: Calvi 16, Fiusco 11, Cittadini ne, Bertini 4, Giancarli 7, Moretti 3, Sensini ne, Meroi, Arques ne, Bastone 13, Casanova 3, Ousman 18. Coach: F. Saputo. Assistente: J. Vitali.

San Paolo Ostiense: Cecchini 8, Loi 6, Fontanella 4, Orsano 11, Terrasini 5, Mugnaioli 18, Amanti 4, Paolini 18, Vettor 5, Scordari 13, Repaci ne, Vrancianu 2. Coach: C. Colella. Assistenti: V. Carraro, P. Zongoli.

Parziali: 27-19, 20-17, 32-18, 15-21.

Rimbalzi: Ousman 11, Fiusco, Cecchini e Amanti 6.

Assist: Bastone 5, Mugnaioli 4.

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Le Terme Salus Viterbo superano Aprilia: terzo successo in campionato

1 ora 35 min fa
2026-11-02

VITERBO - Terzo successo in quattro gare per le Terme Salus Viterbo nel campionato di Serie B femminile di basket. La formazione allenata da coach Maria Chiara Scaramuccia supera la Virtus Aprilia con il punteggio di 67-51, al termine di una partita rimasta in equilibrio per tre quarti e decisa da un'ultima frazione di grande qualità da parte delle padrone di casa.

L'avvio è tutto di marca viterbese. A trascinare l'attacco biancoblù è una scatenata Bardarè, protagonista delle prime offensive e abile a sfruttare i recuperi difensivi per colpire in contropiede. Le Terme Salus raggiungono la doppia cifra di vantaggio sul 20-9 e allungano fino al 23-11, con Bardarè già a quota 13 punti, ben supportata da Silvestri e Puggioni. La Virtus Aprilia, però, reagisce affidandosi soprattutto a Triveri, affiancata da De Gori e Colucci. Le ospiti riescono così a dimezzare lo svantaggio, chiudendo il primo quarto sul 28-22.

Nel secondo periodo il ritmo offensivo cala, complice anche la difesa a zona schierata dalla formazione ospite, che mette in difficoltà le viterbesi. Una fiammata di Stanislavova consente alle padrone di casa di riportarsi sul +12 (38-26), ma successivamente le Terme Salus attraversano un momento di difficoltà realizzativa. Aprilia ne approfitta e, trascinata da Di Falco e De Gori, costruisce un parziale di 8-0 che riporta il distacco a sole quattro lunghezze all'intervallo.

Anche il terzo quarto si apre all'insegna delle difficoltà offensive: per vedere il primo canestro occorrono quasi due minuti e mezzo, con una tripla di Stanislavova che interrompe il digiuno delle biancoblù. La difesa di Viterbo aumenta l'intensità, lavorando sulle linee di passaggio e limitando le soluzioni avversarie. Aprilia, tuttavia, resta in partita grazie ai punti di Colucci e Triveri, mantenendo il confronto aperto fino alla terza sirena, sul punteggio di 47-43.

La svolta arriva nell'ultima frazione. La Virtus Aprilia riesce inizialmente a riportarsi a -2 con Triveri e ha anche alcune opportunità per completare il sorpasso, senza però riuscire a concretizzarle. Le Terme Salus, al contrario, ritrovano precisione e continuità offensiva: le triple di Puggioni, Bardarè, Mallo e Silvestri colpiscono ripetutamente la zona ospite e permettono alle ragazze di Scaramuccia di costruire l'allungo decisivo. Il divario finale, 67-51, premia così la formazione viterbese, protagonista di un ultimo quarto eccellente.

Per le Terme Salus arriva dunque una vittoria importante, che conferma il buon avvio di stagione. Il prossimo appuntamento sarà sabato, quando le biancoblù saranno attese dalla difficile trasferta contro il Bull Latina.

TERME SALUS VITERBO – VIRTUS APRILIA 67-51

Terme Salus: Puggioni 8, Mallo 8, Paco 2, Ricci, Gansou, Pasquali, Bardarè 20, Albano, Pirillo 4, Silvestri 9, Stanislavova 16. All. Maria Chiara Scaramuccia.

Virtus Aprilia: Di Falco 7, Puleo 3, Triveri 18, Colucci 6, Ricciutelli 4, Ben Haddad, De Gori 10, Marotta 3. All. Fabio Triveri.

Arbitri: Luca Ferri e Pietro Carosella di Rieti.

Note: Tiri liberi Terme Salus 11/13, Virtus Aprilia 6/15. Parziali: 28-22, 38-34, 47-43. Nessuna giocatrice uscita per cinque falli.

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