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Cimina, scontro frontale tra due auto nella notte: tre feriti
CAPRAROLA - Paura nella notte tra sabato 26 e domenica 27 settembre lungo la strada provinciale Cimina, dove due automobili si sono scontrate frontalmente. L’incidente si è verificato intorno all’una, all’altezza del chilometro 17, mentre i veicoli stavano percorrendo la strada in direzioni opposte.
L’impatto ha provocato il ferimento di tre persone. Le cause e l’esatta ricostruzione della collisione sono ancora in fase di accertamento.
Tre persone trasportate in ospedale
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure ai feriti prima di accompagnarli all’ospedale Santa Rosa per gli accertamenti e le cure necessarie.
Presenti anche i carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dello scontro e verificare eventuali responsabilità.
Strada chiusa durante i soccorsi
Per consentire l’intervento dei mezzi di emergenza, la rimozione delle auto incidentate e lo svolgimento degli accertamenti, la provinciale è stata temporaneamente chiusa al traffico in entrambe le direzioni.
La circolazione è rimasta quindi interrotta per il tempo necessario a mettere in sicurezza la carreggiata e completare le operazioni.
Gallese, il canto come preghiera: successo per la quinta edizione del Pregofestival
GALLESE - Il Pregofestival, che quest'anno si è tenuto nel Duomo di Gallese lo scorso 26 settembre, non è certamente una competizione canora, bensì un momento di collaborazione tra alcuni gruppi parrocchiali della diocesi di Civita Castellana, chiamati a condividere le proprie esperienze musicali e, soprattutto, ad ampliare l'impegno parrocchiale e sociale attraverso questa sublime forma di preghiera: il canto.
Il titolo, 'Tutto canta e grida di gioia', rende molto bene l'intenzione di questa originale manifestazione, volta a diffondere un messaggio di gioia e di pace.
Il Pregofestival, coordinato e presentato dai conduttori Antonio Bomarsi e Antonio Cutini, è giunto ormai alla sua quinta edizione e riscuote un successo sempre maggiore tra giovani e meno giovani. Il progetto rappresenta infatti un importante strumento per richiamare le persone all'impegno umano e sociale, contribuendo anche a contrastare il senso di solitudine così diffuso nel nostro tempo.
Il vescovo della diocesi di Civita Castellana, monsignor Marco Salvi, durante la celebrazione della Messa che ha preceduto la manifestazione corale, ha richiamato incisivamente il saggio La verità è sinfonica del teologo svizzero Hans Urs von Balthasar, sottolineando come, nella visione cristiana, le singole voci acquistino significato proprio nella polifonia.
Ed è proprio in questo clima di condivisione e partecipazione che si sono esibiti cinque gruppi corali della diocesi di Civita Castellana. I cori hanno dapprima presentato alcuni brani singolarmente, per poi riunirsi in un unico grande gruppo e cantare insieme Fratello Sole e Sorella Luna.
I cori parrocchiali che si sono esibiti sono stati: il Coro pastorale di Soriano nel Cimino; il Coro parrocchiale Santa Maria della Presentazione di Vignanello; il Coro Angelo Cherubini di Santa Maria della Presentazione di Vignanello; il Coro dell'Unità pastorale di Soriano nel Cimino, frazione Sant'Eutizio; e il Coro Teofilo Gargari della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Gallese.
Alla manifestazione, che ha riscosso un notevole successo tra la popolazione di Gallese e tra i partecipanti provenienti dalle diverse realtà della diocesi di Civita Castellana, hanno preso parte numerose autorità civili e religiose. Tra queste, il sindaco di Gallese, Danilo Piersanti, si è detto orgoglioso del fatto che Gallese abbia avuto quest'anno l'onore di ospitare il Pregofestival, del quale condivide pienamente lo spirito e le finalità.
Altrettanto orgoglioso si è mostrato il parroco di Vignanello, don Francesco, per il fatto che proprio Vignanello sia stato scelto come paese ospitante del Pregofestival del prossimo anno.
Tarquinia, plastica sulla spiaggia di Riva dei Tarquini: Sul bagnasciuga invece delle ...
TARQUINIA – Plastica al posto delle conchiglie sulla spiaggia di Riva dei Tarquini. È la segnalazione arrivata questa mattina dalla costa di Tarquinia, dove durante una passeggiata sul bagnasciuga sono stati rinvenuti diversi rifiuti plastici trasportati dalle onde.
Una presenza che riporta l’attenzione sul problema dell’inquinamento da plastica lungo il litorale. “Anziché conchiglie, ho trovato plastica sul bagnasciuga di Riva dei Tarquini, durante la passeggiata mattutina”, racconta l’autore della segnalazione, evidenziando come la raccolta dei rifiuti sulla spiaggia si sia trasformata, di fatto, in una sorta di raccolta differenziata.
Secondo la segnalazione, tra i materiali presenti sulla battigia ci sarebbero diversi frammenti e oggetti in plastica, arrivati sulla costa attraverso il mare. Un fenomeno che viene collegato anche alla presenza di corsi d’acqua che sfociano lungo il litorale e al successivo trasporto dei materiali da parte delle correnti marine.
A preoccupare sono anche altri tipi di rifiuti, in particolare i vassoi in polistirolo utilizzati nel settore della pesca e che, secondo quanto denunciato, vengono talvolta lasciati in mare, finendo poi sulle spiagge.
La segnalazione riaccende così i riflettori sulla necessità di mantenere pulito il litorale e di contrastare l'abbandono e la dispersione dei rifiuti nell'ambiente marino. Un problema che, soprattutto durante la stagione balneare, diventa immediatamente visibile a chi frequenta le spiagge e che richiama l’attenzione sulla tutela della costa e del mare di Tarquinia.
Viterbo, trasporto La Quercia-Ragonesi, Ciambella: La pezza non copre tutto il buco
VITERBO – Dopo settimane di ritardi, disagi e incertezze, il Comune di Viterbo ha attivato il servizio di trasporto scolastico destinato agli alunni della scuola primaria di La Quercia trasferiti temporaneamente al Cardinal Ragonesi. Una soluzione che, secondo la capogruppo di Per il Bene Comune in Consiglio comunale, Luisa Ciambella, non avrebbe però risolto completamente le difficoltà delle famiglie coinvolte.
L’intervento di Ciambella arriva dopo la pubblicazione della graduatoria relativa al servizio. Secondo quanto riferito dalla consigliera, alcune delle famiglie che hanno presentato domanda non sarebbero rientrate nell’elenco degli aventi diritto.
“Dopo settimane di ritardi, disagi e incertezze, l’amministrazione comunale ha finalmente cercato di mettere una pezza al problema – afferma Ciambella –. Il punto, però, è che la pezza non copre tutto il buco: alcune famiglie sono rimaste fuori dalla graduatoria e il problema, quindi, non può considerarsi risolto”.
La capogruppo riconosce comunque l’attivazione del servizio, sottolineando come la risposta sia arrivata dopo le sollecitazioni delle famiglie e del Consiglio comunale. “Prendiamo atto positivamente che, seppure in ritardo, sia stata individuata una risposta. Ma non possiamo accettare che questa risposta lasci indietro qualcuno – sostiene Ciambella –. È la stessa amministrazione a riconoscere che ci sono famiglie che hanno presentato domanda e non sono rientrate nella graduatoria. Per loro, ad oggi, il disagio rimane”.
Al centro della questione ci sono le conseguenze del trasferimento degli alunni dal plesso di La Quercia al Cardinal Ragonesi. Una situazione che, secondo Ciambella, sta già comportando difficoltà organizzative per le famiglie.
“Parliamo di bambini e di famiglie che stanno già affrontando le conseguenze di una riorganizzazione scolastica che non hanno scelto – continua la consigliera –. Lasciare alcuni alunni senza trasporto significa costringere i loro genitori a trovare autonomamente una soluzione quotidiana e, qualora ciò non fosse possibile, persino a valutare lo spostamento dei propri figli in un’altra scuola”.
Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di intervenire per ampliare il servizio e garantire una risposta anche alle famiglie rimaste escluse dalla graduatoria.
“Non possono esserci bambini di serie A e bambini di serie B di fronte a un disagio determinato dal trasferimento temporaneo del plesso – afferma Ciambella –. Se il servizio è stato predisposto per attenuare le difficoltà provocate da questa situazione, deve essere realmente in grado di rispondere alle necessità delle famiglie coinvolte”.
La consigliera chiede quindi al Comune di individuare “immediatamente” le risorse e le modalità organizzative necessarie per consentire a tutti gli alunni interessati di usufruire del trasporto.
“Dopo essere arrivati lunghi su tutta questa vicenda, non è sufficiente aver trovato una soluzione parziale – conclude Luisa Ciambella –. Occorre risolvere definitivamente questa ennesima disparità di trattamento e garantire a tutti gli alunni le stesse condizioni”.
Coltivare Futuro, al via la tre giorni: Viterbo prepara il suo Piano del cibo
VITERBO – Parte da un questionario rivolto alle realtà della filiera alimentare viterbese il percorso che porterà alla costruzione del “Piano del cibo” della città. È uno degli elementi emersi nella prima giornata di “Coltivare Futuro”, la tre giorni dedicata ad agricoltura, sostenibilità e territorio, aperta questa mattina a Palazzo dei Priori.
Ad illustrare il progetto è stata Chiara Scintiello dell’Università degli Studi della Tuscia, durante l’incontro dedicato allo spreco alimentare. L’obiettivo è raccogliere informazioni direttamente da chi opera nella filiera del cibo in ambito comunale, così da ottenere una fotografia del territorio sulla quale costruire i prossimi interventi.
“Lavoriamo per facilitare la nascita di una filiera alimentare del cibo, partendo da quello che già esiste sul territorio per evitare gli sprechi alimentari”, ha spiegato Scintiello. Il questionario rappresenterà quindi il primo passaggio del percorso: “A seconda dei risultati che arriveranno sapremo come muoverci”.
La raccolta dei dati sarà seguita, indicativamente nel mese di novembre, da una serie di incontri con le aziende. Sarà in quella fase che verranno individuate le azioni da inserire nel Piano del cibo, documento attraverso il quale il Comune intende portare avanti interventi per rendere più sostenibile il sistema alimentare locale. L’Università della Tuscia avrà invece il ruolo di facilitatore del percorso.
Ad aprire la tre giorni è stata la sindaca Chiara Frontini, mentre l’assessora Patrizia Notaristefano ha ricordato come l’obiettivo di “Coltivare Futuro” sia anche quello di avvicinare il mondo agricolo ai cittadini e raccogliere idee e proposte per costruire un percorso condiviso.
Presenti anche le associazioni di categoria, con gli interventi di Confagricoltura, Coldiretti, CIA e Slow Food, che hanno posto l'accento su innovazione, qualità delle produzioni, sicurezza alimentare, lotta agli sprechi e necessità di ridurre la distanza tra produttori e consumatori.
Anche un’Alfa 75 da Vitorchiano protagonista ad Auto in Divisa
A Prato Giardino apre Coltivare Futuro, l’agricoltura protagonista
Gradoli, parto durgenza in casa: il 118 assiste la mamma e fa nascere la bambina
GRADOLI – Ha iniziato ad avvertire contrazioni dolorose, ravvicinate e prolungate mentre si trovava sola in casa. La donna, alla seconda gravidanza, ha quindi chiamato il numero unico di emergenza 112, dando il via a un intervento che si è concluso con la nascita della bambina direttamente nell’abitazione.
La centrale operativa Lazio Nord dell’Ares 118 ha coordinato rapidamente l’intervento, inviando sul posto un’ambulanza, un’automedica e l’elisoccorso. Le condizioni della donna hanno reso necessario assisterla direttamente in casa, dove il parto è stato portato a termine con il supporto del personale sanitario.
Una volta nata la piccola, il personale ha provveduto alle procedure necessarie per garantire il trasferimento in sicurezza. Mamma e neonata sono state successivamente trasferite all’ospedale Santa Rosa di Viterbo, dove sono arrivate in buone condizioni generali.
Un intervento che ha richiesto rapidità e coordinamento tra le diverse componenti del sistema di emergenza territoriale. A sottolinearlo è stato il direttore generale dell’Ares 118, Narciso Mostarda.
Forza Italia Viterbo al Congresso regionale del Lazio: Centralità e dignità del movimento nel ...
VITERBO – Il Coordinamento provinciale di Forza Italia Viterbo ha partecipato a Roma al primo Congresso regionale di Forza Italia Lazio, appuntamento dedicato all’organizzazione e alle prospettive del partito sul territorio regionale. Al congresso hanno preso parte rappresentanti e dirigenti provenienti dalle diverse province del Lazio.
Al termine dei lavori, Claudio Fazzone è stato eletto segretario regionale di Forza Italia Lazio. La nomina è stata ufficializzata nel corso del congresso e trova conferma anche nell’attuale struttura regionale del partito.
Dal Coordinamento provinciale di Forza Italia Viterbo sono arrivati gli auguri di buon lavoro al neo segretario regionale, insieme alla volontà di proseguire l’attività politica partendo dai territori e dalla propria classe dirigente.
Nel corso dell’appuntamento, secondo quanto riferito dal Coordinamento viterbese, è stata ribadita anche la posizione del partito rispetto alla propria collocazione nella coalizione di centrodestra. Forza Italia Viterbo sottolinea infatti la volontà di continuare a contribuire alla coalizione, rivendicando al tempo stesso «il rispetto per la storia, il peso politico, gli amministratori e la rappresentanza di Forza Italia».
Il congresso viene indicato dal Coordinamento provinciale come un momento di confronto tra la classe dirigente regionale e le realtà territoriali del partito, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’organizzazione di Forza Italia nel Lazio.
«Continueremo a lavorare partendo dai territori, dai nostri iscritti e dalla nostra classe dirigente», afferma il Coordinamento provinciale di Forza Italia Viterbo, indicando nel radicamento territoriale uno degli elementi su cui proseguire l’attività politica regionale e nazionale.
Viterbo, Medaglia dOnore alla memoria del Tenente Mario Ciaccio: il riconoscimento a un ...
VITERBO – Una scelta personale diventata, a distanza di oltre ottant’anni, patrimonio della memoria collettiva. È quella del Tenente Mario Ciaccio, ufficiale del 42° Reggimento Fanteria della Divisione “Modena”, al quale è stata conferita alla memoria la Medaglia d’Onore destinata agli italiani deportati e internati nei lager nazisti e impiegati nel lavoro coatto durante la Seconda guerra mondiale.
Il riconoscimento è stato consegnato mercoledì 23 settembre, negli spazi di Unindustria a Viterbo, nel corso della cerimonia organizzata dalla Prefettura per la consegna delle Medaglie d’Onore. A ritirare quella destinata al Tenente Ciaccio è stato il nipote, Mario Ciaccio, che porta lo stesso nome del nonno.
La vicenda dell’ufficiale si inserisce nella storia degli Internati Militari Italiani, gli IMI. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, centinaia di migliaia di militari italiani catturati dalle forze tedesche furono posti di fronte alla scelta tra la collaborazione con la Germania nazista e la Repubblica Sociale Italiana oppure la prigionia. La maggioranza rifiutò e fu deportata nei campi tedeschi, dove molti vennero sottoposti a condizioni durissime, tra fame, malattie, violenze e lavoro coatto.
Una memoria che la Repubblica ha ulteriormente valorizzato con la legge 13 gennaio 2025, n. 6, che ha istituito il 20 settembre come “Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale”, con l'obiettivo di conservare il ricordo di quanti furono internati e destinati al lavoro coatto dopo il rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica Sociale Italiana.
È in questo contesto che si colloca la storia di Mario Ciaccio. Nato in provincia di Palermo, era un giovane ufficiale del 42° Reggimento Fanteria della Divisione “Modena”, dislocata nell’Epiro meridionale. Il 12 settembre 1943, a Giannina, in Grecia, pochi giorni dopo l’annuncio dell’armistizio, il reparto venne circondato e disarmato dalle forze tedesche. Per il Tenente Ciaccio iniziò così una prigionia durata complessivamente 628 giorni.
Dalla Grecia iniziò un lungo trasferimento verso la Germania, prima sugli autocarri e poi su carri ferroviari merci. Un viaggio durato circa cinque settimane, affrontato in condizioni estremamente difficili. Registrato nello Stalag IV B di Mühlberg, fu successivamente trasferito nell’area dello Stalag IV D di Torgau.
Alla prigionia si aggiunse il lavoro coatto. Ciaccio venne impiegato inizialmente presso imprese tedesche e in seguito nell’area industriale di Schkopau, uno dei principali poli chimici strategici per l’economia di guerra tedesca. Qui trascorse le sue giornate tra lavoro estenuante, fame, privazioni e incertezza sul futuro.
La sua condizione di internato era legata a una scelta compiuta dopo l’8 settembre: non collaborare. Una decisione che comportò quasi due anni lontano dall’Italia e dalla propria famiglia. La libertà arrivò soltanto nel 1945, dopo 628 giorni di deportazione, internamento e lavoro coatto, quando poté finalmente intraprendere il viaggio di ritorno verso l’Italia e la Sicilia.
Nel corso della cerimonia di Viterbo, il Prefetto Sergio Pomponio ha richiamato il valore civile della memoria, sottolineando l’importanza di ricordare le atrocità della Seconda guerra mondiale affinché non possano ripetersi. «Facendo memoria del passato, facciamo memoria di noi stessi», ha affermato il Prefetto, ricordando inoltre che «la dignità umana è insopprimibile».
La Medaglia d’Onore alla memoria del Tenente Mario Ciaccio rappresenta così anche un momento di restituzione pubblica di una storia rimasta per lungo tempo lontana dai riflettori. Una vicenda personale che si intreccia con quella di una generazione di militari italiani che, dopo l’armistizio, affrontò la deportazione e l’internamento nei lager tedeschi.
A oltre ottant’anni di distanza, il nome di Mario Ciaccio torna dunque nella memoria pubblica attraverso il riconoscimento della Repubblica. Una medaglia che oggi consegna alle nuove generazioni il ricordo di quei 628 giorni di prigionia e della scelta compiuta da un giovane ufficiale italiano in uno dei momenti più drammatici della storia del Paese.
Viterbo, cento anni dalla nascita di Giovanni Scuderi: il ricordo della famiglia
VITERBO – Cento anni dalla nascita di Giovanni Scuderi. Nel giorno dell’anniversario, la moglie Maria Luisa, i figli e tutta la famiglia hanno voluto condividere con la città un ricordo affettuoso di una figura che ha lasciato un segno nel tessuto imprenditoriale e sociale della Tuscia.
Nato il 26 settembre 1926, Scuderi ha costruito il proprio percorso professionale partendo dalle prime esperienze nella sartoria di famiglia tra Filacciano e Torri in Sabina, per poi perfezionare a Roma l’arte del taglio. Una formazione che, negli anni, lo avrebbe portato a trasformare la propria passione per il mestiere in una realtà industriale di rilievo: le Confezioni Scuderi.
A Viterbo l’attività è cresciuta fino a diventare un’importante realtà produttiva, capace per decenni di garantire occupazione, lavoro e sviluppo a centinaia di famiglie della Tuscia. Un percorso imprenditoriale accompagnato anche da riconoscimenti e onorificenze, tra cui il titolo di Cavaliere del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Nel ricordo della famiglia, tuttavia, accanto ai risultati professionali emerge soprattutto la dimensione umana e spirituale di Scuderi. Uomo di profonda fede e vicino ai valori francescani, viene ricordato per l’attenzione verso il prossimo e per la disponibilità ad aiutare, sempre con discrezione e concretezza, chi si trovasse in difficoltà.
Un ruolo centrale nella sua vita è stato quello della famiglia. Nel settembre del 1959 il matrimonio con Maria Luisa, descritta dai figli come una compagna insostituibile sia nel percorso di vita sia nella gestione dell’attività. Un legame solido che ha accompagnato l’intera esistenza di Giovanni Scuderi.
«Ricordare papà oggi non significa guardare al passato con nostalgia, ma rinnovare ogni giorno i suoi insegnamenti», sottolineano i familiari, che indicano nella sua forza, nel senso del dovere, nel rispetto della dignità delle persone e nella fede i valori che continuano a guidare il loro cammino.
Nel ricordo della cara Maria Pia, la famiglia si è stretta attorno alla memoria di un marito e padre definito «straordinario», celebrandone il centesimo anniversario con gratitudine e affetto.
«Buon centesimo compleanno, papà», il messaggio conclusivo affidato alla memoria di Giovanni Scuderi dalla moglie Maria Luisa, dai figli Paola, Stefania, Maria Rosa, Giovanni, Marco, Alessandra, Luca, Maria Rita e Antonella e dalla famiglia tutta.
Ronciglione, al Teatro Ettore Petrolini si alza il sipario sulla Stagione Teatrale 2026
RONCIGLIONE – È tutto pronto al Teatro Comunale “Ettore Petrolini” di Ronciglione per l’avvio della nuova Stagione Teatrale 2026. Il sipario si alzerà ufficialmente domenica 4 ottobre alle 17.30 con “Francesco – Il Musical 2026”, spettacolo portato in scena dalla Compagnia Teatrale Sammartinese “Danilo Morucci”.
L’apertura della stagione sarà dedicata alla figura di San Francesco d’Assisi, in occasione dell’800° anniversario della sua morte, avvenuta nel 1226. Musica, recitazione, scenografie e coreografie accompagneranno il pubblico in un viaggio nella vita e nella spiritualità del Santo di Assisi.
Lo spettacolo, con la regia di Mario Cutigni, prende ispirazione da Forza Venite Gente. Sul palco Andrea Capitoni vestirà i panni di Francesco, Francesca Filippi interpreterà Stracciola, Alice Santoni sarà Santa Chiara e Rossano Diorio ricoprirà il ruolo di Angelo Biondo.
A completare la rappresentazione sarà la partecipazione del “Nuovo Centro Danza”, con le coreografie di Laura Carlucci e l’assistenza alla regia di Enrica De Angelis. Le scenografie sono affidate a Nello Delle Monache e Antonio Silvestri, mentre il comparto tecnico audio e luci sarà curato da Roberto Bernabucci e Paolo Morucci.
L’appuntamento del 4 ottobre rappresenta il primo evento di un cartellone che proseguirà fino a dicembre con sette spettacoli, coinvolgendo compagnie e realtà teatrali del territorio e proponendo generi e linguaggi differenti.
«Con l’apertura della nuova stagione vogliamo tornare a mettere il teatro al centro della vita culturale della nostra comunità – sottolinea il sindaco Mario Mengoni –. Il primo appuntamento è particolarmente significativo perché unisce arte, musica e memoria, celebrando una figura universale come San Francesco attraverso il linguaggio coinvolgente del musical».
«È un invito a tornare a vivere il nostro Teatro “Ettore Petrolini” e a condividere insieme le emozioni che solo lo spettacolo dal vivo sa regalare», aggiunge il primo cittadino, ricordando inoltre l’avvio, nel mese di ottobre, dei corsi di arti sceniche per bambini, ragazzi e adulti, pensati come un’opportunità per avvicinarsi al mondo del teatro e viverlo a 360 gradi.
I biglietti per “Francesco – Il Musical 2026” e per gli altri appuntamenti della rassegna sono disponibili online sulla piattaforma Ciaotickets. È inoltre possibile acquistare l’abbonamento all’intera Stagione Teatrale 2026.
Atletico Capranica, torna Ludovico Tagliolini: rinforzo per la difesa amaranto
CAPRANICA – L’Atletico Capranica ritrova uno dei giovani protagonisti della propria difesa. È ufficiale il ritorno in maglia amaranto di Ludovico Tagliolini, difensore centrale classe 2008, reduce da una stagione disputata in Eccellenza con la Sorianese e da una breve esperienza con la Vigor Campagnano Gialloblù.
Nato a Roma, Tagliolini ha mosso i primi passi nei settori giovanili di Lazio, Ternana e Salernitana, maturando esperienze importanti prima di approdare all’Atletico Capranica.
Proprio con la formazione amaranto il giovane centrale si era messo in evidenza durante il campionato di Promozione 2024/25, conquistando un posto da titolare e distinguendosi per continuità di rendimento e maturità nonostante la giovane età.
Il suo percorso è poi proseguito con il Pomezia e successivamente con la Sorianese, dove ha avuto modo di confrontarsi con il campionato di Eccellenza. Dopo la parentesi alla Vigor Campagnano Gialloblù, arriva ora il ritorno a Capranica.
Un rientro che aggiunge un giovane elemento alla retroguardia dell’Atletico e che permette a Tagliolini di ritrovare una realtà nella quale aveva già avuto modo di lasciare il segno nella precedente esperienza.
Viterbo, Piazza San Carluccio senza gli arredi in peperino: Ciambella chiede spiegazioni
VITERBO – Che fine hanno fatto gli elementi ornamentali in peperino che caratterizzavano Piazza San Carluccio? È la domanda al centro dell’interrogazione presentata da Luisa Ciambella, capogruppo di Per il Bene Comune, che chiede all’Amministrazione comunale chiarimenti sulla situazione della piazza nel cuore del quartiere medievale di Viterbo.
Secondo quanto riferito da Ciambella, gli elementi circolari in peperino erano stati rimossi in occasione della manifestazione “San Pellegrino in Fiore”, svoltasi all’inizio di maggio, e non sarebbero stati successivamente ricollocati. La loro assenza, sostiene la consigliera, avrebbe lasciato maggiore spazio alla sosta delle automobili.
«Parliamo di uno degli angoli più caratteristici della nostra città, uno spazio che appartiene alla storia e all’identità di Viterbo», dichiara Ciambella. «Gli elementi in peperino non erano semplici decorazioni, ma contribuivano a valorizzare la piazza e a preservarne la funzione di luogo pubblico. Oggi, invece, quegli arredi sono scomparsi e lo spazio viene utilizzato anche per la sosta delle automobili. Una situazione sulla quale l’Amministrazione comunale deve fornire spiegazioni».
Nell’interrogazione, la capogruppo chiede quindi di conoscere quale sia il destino degli arredi e quando sia previsto il loro eventuale riposizionamento. La questione viene inoltre collegata da Ciambella al tema più generale della cura e della valorizzazione del centro storico cittadino.
Gli elementi in peperino, sottolinea ancora la consigliera, non sarebbero semplici arredi urbani. Furono realizzati nel 2019, nell’ambito di un progetto promosso dalla rete dei commercianti del centro storico, con l’obiettivo di valorizzare Piazza San Carluccio attraverso un intervento capace di coniugare estetica e funzionalità.
«Il centro storico non può essere considerato uno spazio da gestire attraverso interventi occasionali, senza una visione complessiva della sua tutela e valorizzazione – prosegue Ciambella -. Anche la cura di una piccola piazza, dei suoi arredi e della sua accessibilità rappresenta un elemento importante della qualità urbana. Piazza San Carluccio merita attenzione, non di essere progressivamente trasformata in un parcheggio».
La consigliera chiede infine all’Amministrazione risposte precise anche sui tempi di un eventuale ripristino della configurazione precedente.
«Chiediamo all’Amministrazione Frontini risposte precise e tempi certi – conclude Luisa Ciambella -. I cittadini hanno il diritto di sapere che fine abbiano fatto gli elementi in peperino e quando la piazza potrà tornare alla sua configurazione originaria e soprattutto riacquistare un decoro degno della storia di quei luoghi».
L’interrogazione apre così un confronto sulla gestione di uno degli spazi del centro storico medievale, in attesa dei chiarimenti richiesti dalla capogruppo di Per il Bene Comune.
Orte, il 4 ottobre torna il Trail della Torraccia: 11 chilometri tra natura e archeologia
ORTE – Dopo il successo della prima edizione, torna domenica 4 ottobre il Trail della Torraccia, appuntamento dedicato agli appassionati della corsa offroad e organizzato dall’ASD AT Running insieme alla Rossignol Trail School Training by Purosangue e ai Royal Wolf Rangers.
La manifestazione, già lo scorso anno, aveva richiamato a Orte numerosi appassionati, con 162 atleti al traguardo. A imporsi nella prima edizione furono Marco Mencio, vincitore in 45’13”, e Barbara Ann Radford, prima tra le donne con il tempo di 58’17”.
Numeri importanti che rappresentano il punto di partenza per la seconda edizione, caratterizzata da un percorso di 11 chilometri sviluppato nel territorio compreso tra Orte e Vasanello, con quartier generale presso l’Agriturismo Tenuta La Torraccia, lungo la Strada Provinciale 30 al chilometro 9.
Il tracciato si sviluppa interamente all’interno dei 210 ettari della Tenuta, con un dislivello complessivo di 273 metri. Un percorso caratterizzato da continui saliscendi che metteranno alla prova non soltanto forza e resistenza degli atleti, ma anche la loro capacità tecnica nella corsa su terreno offroad.
Durante la gara gli iscritti attraverseranno le coltivazioni di nocciole e i vigneti della zona, lambendo inoltre alcuni siti archeologici di particolare interesse. Un contesto che unisce così la dimensione sportiva a quella naturalistica e paesaggistica del territorio.
La partenza è fissata alle 9.30 di domenica 4 ottobre. La quota di partecipazione è di 15 euro, mentre le iscrizioni possono essere effettuate attraverso la piattaforma Racechrono Service e tramite il sito della società organizzatrice. Il pacco gara sarà garantito ai primi 250 iscritti.
Al termine della competizione saranno premiati i primi sei classificati di ogni categoria fino ai 75 anni, mentre per le categorie femminili il limite sarà fissato a 70 anni. Per le altre categorie sono previsti riconoscimenti per i primi quattro classificati. Non mancheranno inoltre premi speciali dedicati alle società, assegnati in base al numero di tesserati iscritti.
Il Trail della Torraccia si prepara dunque a vivere la sua seconda edizione, con l’obiettivo di confermare le positive indicazioni emerse lo scorso anno e diventare un appuntamento sempre più riconoscibile nel calendario autunnale della corsa laziale.
Acquapendente, a scuola si parla di crisi climatica: tavola rotonda con studenti e aree protette
ACQUAPENDENTE – Studenti, esperti e rappresentanti delle aree protette della Tuscia a confronto sui cambiamenti climatici. Si è svolta il 25 settembre, presso la Biblioteca Comunale di Acquapendente, una tavola rotonda dedicata alla crisi climatica, alla quale hanno partecipato gli studenti delle classi terze e quarte della scuola secondaria di secondo grado dell’Istituto Omnicomprensivo Leonardo da Vinci.
All’incontro hanno preso parte anche il personale della Riserva Naturale Monte Rufeno e del Parco Marturanum, insieme a Vincenzo Ferrara, scienziato specializzato in fisica dell’atmosfera e meteorologia e autore di numerose pubblicazioni, intervenuto in rappresentanza di Slow Food.
L’iniziativa rientra nel programma del FESPAR 2026 – Festival della Sostenibilità e del Paesaggio Rurale e della Scarpinata a Monte Rufeno, giunta quest’anno alla sua 42ª edizione. Un’occasione pensata per coinvolgere soprattutto le giovani generazioni nell’approfondimento di una delle principali sfide ambientali del nostro tempo.
Sempre presso la Biblioteca comunale è inoltre possibile visitare la mostra “Clima: tempo di agire!”, allestita dal 18 settembre. Curata da Roberto Papi, l’esposizione è stata realizzata dal Parco Marturanum in collaborazione con la Riserva Naturale di Monte Rufeno.
La mostra affronta il tema della crisi climatica attraverso un percorso dedicato alle sue cause, agli impatti e alle possibili soluzioni per favorire la necessaria transizione ecologica. Tra gli aspetti approfonditi figura anche l’impatto del riscaldamento globale sulla flora e sulla fauna: dai cambiamenti nei cicli migratori degli uccelli alle alterazioni del letargo di diverse specie di mammiferi, fino alle difficoltà che animali e piante incontrano nell’adattarsi alla rapidità dei mutamenti ambientali.
«Ringrazio le scuole e tutti coloro che hanno partecipato a questo importante incontro – ha dichiarato Glauco Clementucci, assessore all’Ambiente del Comune di Acquapendente – nell’ambito di un appuntamento a cui teniamo molto come il FESPAR e ovviamente la Scarpinata a Monte Rufeno».
L’assessore ha quindi sottolineato le conseguenze della crisi climatica, evidenziando come si tratti di una questione che interessa tanto la tutela della biodiversità quanto la vita delle persone e gli equilibri economici e sociali.
«La crisi climatica sta creando conseguenze evidenti e drammatiche ovunque e che riguardano tutti, capaci di mettere a rischio la vita umana e la biodiversità, oltre a provocare eventi estremi e problemi di natura economica e sociale», ha aggiunto Clementucci.
Un ruolo importante, in questo scenario, è affidato anche alle aree protette, considerate dall’amministrazione comunale veri e propri laboratori di sostenibilità, capaci di promuovere comportamenti e azioni concrete che possono essere adottati quotidianamente.
«Le aree protette come le riserve naturali rappresentano fondamentali laboratori di sostenibilità, in grado di promuovere semplici azioni che ognuno di noi, partendo dal nostro piccolo, può mettere in pratica per contribuire al benessere del pianeta», ha concluso l’assessore.
https://www.viterbonews24.it/news/-ettore-muffo-%C3%A8-stato-un-grande-e-metteva-impegno-nelle-piccole-cose_158098.htmhttps://www.viterbonews24.it/news/-ettore-muffo-%C3%A8-stato-un-grande-e-metteva-impegno-nelle-piccole-cose_158098.htmViterbo, al via “Coltivare Futuro”: parte il percorso per il Piano del cibo
Tarquinia romana, dagli scavi emerge un edificio monumentale di 900 metri quadrati
'Ettore Muffo è stato un grande e metteva impegno nelle piccole cose'
CIVITA CASTELLANA - Un anno fa ci lasciava Ettore Muffo, presidente della sezione cittadina dell’Anpi Carla Capponi e figura di riferimento per l’intera comunità di Civita Castellana. Ieri nella Sala Mice del centro commerciale Marcantoni la città ha deciso di ricordarlo con una giornata in sua memoria. Tanti gli amici, la famiglia e le persone che hanno condiviso con lui anni di battaglie, si sono date appuntamento per ripercorrere le tappe salienti della sua vita.
Il vicepresidente Anpi Roberto Rossi ha ricordato la sua figura e i suoi ideali di pace e libertà: 'Con Ettore - ha detto - se ne è andato un pezzo della storia di questa città. Lui è stato un grande uomo che metteva impegno anche nelle piccole cose. Al suo funerale sapevamo che sarebbe stato difficile raccogliere il suo testimone, eppure non ci siamo arresi e abbiamo continuato il lavoro e l'impegno come lui stesso ci ha insegnato. Ad oggi possiamo dire che siamo passati da 57 a 80 tesserati in un anno. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a 100, diventeremo così la prima sezione della Tuscia per numero di iscritti. Siamo già al lavoro e tra i nostri prossimi obiettivi c'è quello di conferire la cittadinanza onoraria a Epimenio Liberi e programmare un lavoro sulle prime tre donne amministratrici di Civita Castellana'.
Tra momenti musicali e ricordi sulla sua figura umana e politica, si è tornato spesso a parlare del suo spirito democratico, dei suoi valori fondanti dell’antifascismo e della Costituzione. Del suo impegno nel conservare la memoria storica tra i giovani. Cosa che ha ribadito anche il sindaco Danilo Corazza: 'Di Ettore - ha detto - mi rimarranno impressi tre cose in particolare: il suo attaccamento alla memoria, per creare un futuro di pace e un mondo libero; le conquiste sociali per le quali si è battuto con fervore e passione, e la grande attenzione alle istituzioni e al loro ruolo. Il suo amore per i giovani e la legalità'.
Negli ultimi anni Muffo aveva intensificato il suo impegno pubblico, curando iniziative di grande rilievo culturale e civile. Tra queste, la conferenza di presentazione dell’Istoreco – l’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea a Viterbo e nella Tuscia – e l’incontro sul patto per la pace in Ucraina e Palestina, che contribuì all’adesione del Comune al coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani.
Particolarmente seguiti furono anche gli appuntamenti dedicati ai momenti chiave della storia italiana, dall’invito a Pietro Grasso, già procuratore nazionale antimafia, all’incontro con l’onorevole Gero Grassi sul caso Moro, fino agli interventi dello storico Davide Conte e di Adelmo Cervi. Tra gli eventi più partecipati, la presentazione del volume Le 150 ore. Un’esperienza straordinaria lunga cinquant’anni. Civita Castellana e i territori del distretto industriale, con Valentina Chilini, alla presenza del ricercatore dell’Università della Tuscia Raffaello Ares Doro e del professor Maurizio Ridolfi. Nei suoi ultimi mesi di vita si era dedicato all'organizzazione di un evento in memoria di Enrico Minio, storico fondatore del PCI e sindaco di Civita Castellana, con la volontà di riscrivere la sua biografia.
Tra il pubblico, presente la famiglia di Ettore, la moglie i figli e i nipoti.
Prima della Half Marathon corre linclusione: Viterbo guarda allEuropa
VITERBO – Non solo corsa e competizione, ma sport come strumento di inclusione, cultura e partecipazione. È su questi temi che si è aperta la seconda edizione della Viterbo Half Marathon – Città dei Papi, manifestazione che accompagnerà la città fino alla gara di domenica 27 settembre.
Al centro dell'incontro le opportunità messe in campo dall'Unione europea. A illustrarle Vito Borrelli, responsabile istruzione e multilinguismo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia: “Erasmus+ viene spesso identificato con le opportunità rivolte agli universitari, ma dal 2021 una parte del programma è dedicata anche allo sport”.
Per il periodo 2021-2027 sono 500 milioni di euro le risorse destinate allo sport, con diverse possibilità: dalla mobilità internazionale degli allenatori ai partenariati tra Paesi europei, fino al sostegno di eventi sportivi non agonistici dedicati anche alla partecipazione di persone con difficoltà o disabilità.
Una visione condivisa da Alberto D’Argenzio, delle Relazioni media del Parlamento europeo in Italia, che ha ricordato come l'Europa lavori da anni sul legame tra “attività sportiva, salute, alimentazione e stili di vita”. Un concetto che va oltre l'attività agonistica: “Per noi lo sport è legato alla cultura, lo sport serve per fare cultura”.
Ad aprire l'incontro la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, che ha sottolineato il legame tra la manifestazione viterbese e la Settimana europea dello sport: “Dobbiamo far sì che la voce del territorio arrivi in Europa e manifestazioni come questa trainano questa aspettativa”. Tre i villaggi pensati per l'evento: uno dedicato allo sport praticato, uno alla sua funzione sociale e un terzo alla cura e al benessere.
Spazio, infine, alle storie di chi l'inclusione attraverso lo sport la vive ogni giorno. Tra queste quella di Viviana Cozzani, medaglia d'oro nello sci alpino ai Giochi mondiali invernali Special Olympics, accompagnata dalla direttrice nazionale di Special Olympics Italia, Alessandra Palazzotti.
“Di inclusione tanti ne parlano, ma pochi la fanno davvero”, ha spiegato Palazzotti. “Nel momento in cui lo sport porta sullo stesso campo due persone diverse, alla fine ci si unisce”.
Sul palco anche il Gruppo Sbandieratori delle Sette Contrade di Orte, insieme al presidente Federico Testacuzzi, e Angelo Ciocchetti, coordinatore del progetto FLAG - Fostering Legacy Across Generations.