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Nasce il Comitato del NO della Zona Cimina sul Referendum Giustizia

News da viterbonews24.it - 1 ora 54 min fa
2026-01-29

VITERBO - È stato costituito il Comitato del NO della Zona Cimina in vista del referendum sulla giustizia. Il gruppo, formato da cittadini, amministratori ed esponenti del mondo associativo, nasce con l'obiettivo di informare in modo corretto e trasparente la popolazione sui contenuti del voto e sulle possibili ricadute per il territorio.

I promotori esprimono forte preoccupazione per il rischio di indebolimento delle garanzie democratiche e dell'equilibrio tra i poteri dello Stato, sottolineando la necessità di un confronto serio e documentato.

Banchetti nei Comuni dei Cimini:

 

Calendario banchetti:

- Vignanello giovedì 5 febbraio h 10,00. Piazza del mercato

- Soriano nel Cimino sabato 7 febbraio h. 10,00 Via Vittorio Emanuele III (Duomo)

- Ronciglione sabato 7 febbraio h. 17.30 'Le ragione del NO' Sala del Collegio

- Vallerano sabato 14 febbraio h 9,30 presso supermercato Conad

- Civita Castellana sabato 14 febbraio h 9,00. Viale Fiume Treia (mercato settimanale)

- Fabbrica di Roma mercoledì 18 febbraio. 10,00. Le vallette (mercato settimanale)

- Vasanello domenica 22 febbraio, h. 10,00. Piazza della Repubblica

- Barbarano romano sabato 28 febbraio, h 10,00. Via Armando Diaz

 

Per informazioni e adesioni:

320 261 0729 Argenta - 335 181 6716

mail: il.cantinone.circolo.arci@gmail.com

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Arlena di Castro, nasce il Circolo Territoriale Europa Verde “Chico Mendes”

News da viterbonews24.it - 1 ora 54 min fa
2026-01-29

ARLENA DI CASTRO - Nasce ad Arlena di Castro, in provincia di Viterbo, il Circolo Territoriale Europa Verde “Chico Mendes” composto da uomini e donne provenienti dalla politica e dai comitati ambientalisti sia a livello locale che provinciale. Il co-Portavoce sarà Massimo Turato, che ha maturato esperienza nei comitati per la salvaguardia dell’ambiente. La necessità di costituirsi nel cuore della Tuscia nasce dalla consapevolezza di difendere un territorio che è stato sfruttato e abbandonato. “Immerso nella battaglia contro il deposito scorie radioattive e contro le discariche e l’uso spregiudicato del fotovoltaico, il Circolo sarà vicino ai cittadini e ai comitati per l’ambiente che portano avanti le stesse battaglie”, dichiara così Turato.

Il Circolo è in prima linea. Non vogliamo solo dire 'no', vogliamo costruire un 'sì' grande e convinto a un futuro sostenibile. Un futuro fatto di energie rinnovabili ma ben gestite e calibrate, di economia circolare, di turismo responsabile che valorizzi le nostre eccellenze invece di seppellirle sotto i rifiuti. Le soluzioni ci sono, e passano per politiche verdi concrete che puntano a rilanciare il territorio, non a sacrificarlo. Vogliamo che la Tuscia sia conosciuta per le sue bellezze e i suoi prodotti, non come la pattumiera d'Italia. Un’attenzione importante anche alle politiche sociali e alla parità dei diritti.

La voce della Tuscia si è alzata, è unita e determinata. Noi la sosterremo e faremo in modo che venga ascoltata. Un futuro senza scorie e discariche è possibile. Dobbiamo contribuire a cambiare una politica di Governo che ci penalizza e che sta facendo danni e partiremo proprio dal territorio. Una sola voce per dire ”NO” alle ingiustizie e “SI” alla natura.

“La nascita del Circolo di Arlena di Castro è una bella notizia per tutta la Comunità di Europa Verde Lazio che continua a crescere nei territori. In particolare, si premia l’attenzione che il nostro partito rivolge a tutta l’area della Provincia di Viterbo, nella quale, nei prossimi mesi, anche grazie al lavoro del Circolo “Chico Mendes”, contiamo di radicarci ancora di più, aprendo nuovi circoli territoriali che abbiano a cuore il lavoro di tutela del territorio”, dichiarano Guglielmo Calcerano (co-portavoce regionale di Europa Verde Lazio) e Filippo Treiani (coordinatore esecutivo regionale Europa Verde Lazio).

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Come la tua impronta digitale viaggia su Internet senza che tu te ne accorga

News da viterbonews24.it - 1 ora 54 min fa
2026-01-29

Ogni volta che apri un browser o tocchi un'app, lasci un segno. È come camminare sulla neve fresca, dove ogni passo è visibile a chiunque voglia guardarlo. La maggior parte delle persone naviga sul web presumendo un livello di anonimato che semplicemente non esiste. La realtà è che la tua impronta digitale si espande costantemente, viaggiando istantaneamente attraverso server e reti. Questa raccolta di dati avviene in background, spesso senza che venga visualizzata alcuna notifica sullo schermo.

Il ruolo del tuo indirizzo IP nel tracciamento digitale

Il tuo viaggio su Internet inizia con un indirizzo IP. Questa stringa di numeri unica identifica il tuo dispositivo e, cosa ancora più importante, la tua posizione fisica effettiva. I siti web la utilizzano per determinare quale lingua mostrarti o a quali contenuti regionali puoi accedere. Questa è la forma più elementare di tracciamento.

Se sei curioso di sapere come impedire questo specifico tipo di monitoraggio della posizione, imparare come funziona una VPN ti aiuterà a comprendere i meccanismi di mascheramento di quell'etichetta digitale. Sostituendo il tuo indirizzo IP reale con uno diverso, in sostanza comunichi a Internet che ti trovi in un luogo completamente diverso. Senza quel livello di offuscamento, la tua posizione viene impressa su ogni richiesta inviata dal tuo computer.

I cookie non si limitano a salvare le tue password

Mentre un indirizzo IP mostra dove ti trovi, i cookie mostrano chi sei. Questi piccoli file di testo sono stati originariamente progettati per mantenerti connesso o ricordare cosa c'era nel tuo carrello. Tuttavia, i cookie di tracciamento di terze parti sono diversi. Ti seguono da un sito all'altro, creando un profilo basato sui tuoi interessi, sulle tue preoccupazioni di salute e sulle tue inclinazioni politiche.

Il tuo provider di servizi Internet conosce meglio le tue abitudini

Potete cancellare la cronologia del vostro browser, ma ciò non cancella i dati conservati dal vostro provider di servizi Internet. Poiché forniscono la connessione al web, hanno una visione privilegiata della vostra vita online. In molte regioni, sono autorizzati a memorizzare e persino a vendere questi dati agli inserzionisti.

Ecco un esempio di ciò che passa attraverso i loro sistemi:

- I domini specifici che visiti durante il giorno

- Il tempo che trascorri su piattaforme specifiche

- Le query di ricerca o le comunicazioni non crittografate

- Gli orari esatti in cui sei attivo online

I rischi nascosti delle reti Wi-Fi pubbliche

Connettersi a Internet gratuitamente in un bar o in aeroporto è comodo, ma spesso espone le tue tracce a malintenzionati. Su reti non protette, gli hacker possono utilizzare metodi come il packet sniffing per intercettare i dati che viaggiano tra il tuo dispositivo e il router. È come se uno sconosciuto leggesse la tua posta prima che venga ritirata dall'ufficio postale. Le tue e-mail, i dati della carta di credito e le password possono viaggiare nell'etere completamente esposti se la connessione non dispone di una crittografia adeguata.

Gli aggregatori combinano i pezzi

L'ultimo modo in cui le tue tracce viaggiano è attraverso i broker di dati. Queste aziende non interagiscono direttamente con te. Acquistano invece frammenti di informazioni da app, programmi fedeltà e registri pubblici. Uniscono questi frammenti per creare un dossier completo sulla tua vita. Le tue tracce digitali raramente sono solo una cosa. Sono una raccolta di migliaia di piccole azioni che viaggiano in tutto il mondo per creare un'immagine di te sorprendentemente accurata.

Essere consapevoli di come questi dati si muovono è il primo passo verso la privacy. Non puoi impedire che ogni byte di dati lasci il tuo dispositivo, ma comprendere i meccanismi di tracciamento ti consente di prendere decisioni più intelligenti su quali reti fidarti e quali strumenti utilizzare. La tua impronta digitale ti appartiene e mantenerla contenuta richiede un po' di vigilanza.

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Acquapendente celebra la 48ª Giornata per la Vita, al centro i diritti dei bambini

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

ACQUAPENDENTE - Il Movimento per la Vita aquesiano e la Parrocchia del Santo Sepolcro, presentano ufficialmente il programma della Giornata per la Vita in programma durante il week-end. Sabato 31 gennaio alle ore 18.30 verranno distribuite le primule durante la Messa presso la Chiesa di Santo Stefano (18.30). Domenica 1 febbraio, inoltre, durante le cerimonie religiose presso la Chiesa di San Francesco (ore 09.00), S. Agostino (ore 11.00), Santo Stefano (18.30). Per preparare i fedeli all’appuntamento rendono noto il messaggio che per la 48° Edizione hanno redatto Il Consiglio Episcopale Permanente

della Conferenza Episcopale Italiana dal titolo “Prima i bambini”.

Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli; perché io vi dico che i loro angeli in cielo vedono continuamente la faccia del Padre mio. (Mt 18,10). L’accoglienza gentile e affettuosa di Gesù verso i piccoli sorprende i suoi contemporanei, discepoli inclusi, abituati a considerare assai poco i bambini. Eppure, nella Scrittura il rapporto di Dio con il suo popolo è spesso paragonato a quello di una madre amorevole e di un padre premuroso verso i propri bimbi; il loro atteggiamento, infatti, “riflette il primato dell’amore di Dio, che prende sempre l’iniziativa, perché i figli sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarlo” (AL 166). Lasciarsi amare e servire con semplicità, riconoscersi dipendenti senza imbarazzo, attribuire primaria importanza alle leggi del cuore, desiderare il bene… sono alcune delle lezioni che i bambini danno agli adulti e che Gesù presenta come condizioni per accogliere la novità del Vangelo: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18, 3). Essi, dunque, non vanno mai disprezzati, scartati, subordinati perché proprio di loro il Creatore ha particolare cura.

A questa visione evangelica dell’infanzia, che ha condotto l’umanità intera a una considerazione progressivamente più rispettosa degli inizi della vita, si ispira anche la nostra migliore cultura giuridica, che evidenzia il “superiore interesse del minore”: in qualsivoglia situazione, i bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti, insieme alla loro famiglia, in modo che possano crescere quanto più liberi e felici. Anche perché, non di rado, gli esiti di un’infanzia problematica sono alla radice di molti comportamenti negativi in età adulta.

Ciononostante, le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi.

Pensiamo ai tanti, troppi, bambini “vittime collaterali” delle guerre degli adulti: uccisi, mutilati, resi orfani, privati della casa e della scuola, ridotti alla fame, come effetto di bombardamenti indiscriminati.

Pensiamo ai bambini-soldato, rapiti e utilizzati come “carne da cannone” nei tanti conflitti che si combattono in varie parti del globo, soprattutto in quelli “a bassa intensità”, di cui quasi nessuno parla.

Pensiamo ai bambini “fabbricati” in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti: a loro viene negato di poter mai conoscere uno dei genitori biologici o la madre che li ha portati in grembo.

Pensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, probabilmente perché non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale.

Pensiamo ai bambini implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori, a volte usati come strumenti di rivalsa sull’ex-coniuge.

Pensiamo ai bambini fatti oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa, spesso a uomini assai più grandi di loro.

Pensiamo ai bambini-lavoratori, privati dell’infanzia perché inquadrati come manodopera a basso costo dai “caporali” di turno, in contesti di degrado sociale e abbandono scolastico.

Pensiamo ai bambini rapiti o dati indiscriminatamente in adozione nelle tristi operazioni di pulizia etnica.

Pensiamo ai bambini coinvolti nelle violenze domestiche, che li privano di uno o entrambi i genitori e li segnano profondamente.

Pensiamo ai bambini che i trafficanti di vite strappano per vile interesse alle proprie famiglie, fino a espiantare i loro organi a vantaggio di chi può permettersi di pagarli.

Pensiamo ai bambini costretti, non di rado da soli. a migrazioni faticose e pericolose, con esiti a volte mortali, per sfuggire ai conflitti, agli impoverimenti e alle carestie spesso provocate dagli adulti.

Pensiamo ai bambini indottrinati da un’educazione ideologica, funzionale non alla loro crescita, ma alla diffusione di idee che interessano questo o quell’altro gruppo di potere.

Pensiamo ai bambini maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori a cui poco interessa il loro vero bene.

In questi e altri casi l’interesse che prevale è quello dell’adulto, cioè del più forte, del più ricco, del più istruito, che può decidere anche della vita altrui e che è anche capace di mascherare il proprio egoismo dietro parole “politicamente corrette” e falsamente altruiste.

A ben vedere, la pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli. Dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti, persone e comunità, dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi. “Tanti bambini fin dall’inizio sono rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro. […] Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell’uomo e dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?” (AL 166).

Avvertiamo la necessità di una maggiore attenzione ai piccoli anche nella nostra società italiana, in cui l’imperante cultura individualista si esprime, tra l’altro, con una crisi di generatività che non riguarda solamente la fertilità, ma pregiudica progressivamente la capacità degli adulti di mettersi a servizio dei piccoli. Può succedere che facciano rumore, chiedano incessanti attenzioni, condizionino la libertà dei grandi, ma l’accoglienza dei loro limiti è paradigma dell’accoglienza dell’altro tout court, mancando la quale svanisce ogni prospettiva di collettività solidale, per dare spazio a una conflittualità incessante e distruttiva. Quando i bambini non sono amati, con loro vengono scartati anche gli elementi più deboli della comunità, cioè potenzialmente tutti, nel momento in cui si manifestino anche nei soggetti “forti” fragilità o debolezze.

Anche le comunità cristiane devono crescere nella cura dei bambini, non solo proseguendo nell’impegno per estirpare e prevenire l’odiosa pratica degli abusi, ma divenendo “casa accogliente” per loro nelle celebrazioni liturgiche, nelle attenzioni alle varie povertà che li colpiscono, nell’adozione di modalità adeguate alla loro età per l’annuncio della fede e nelle occasioni di vita comunitaria. “L’educazione alla fede sa adattarsi a ciascun figlio, perché gli strumenti già imparati o le ricette a volte non funzionano. I bambini hanno bisogno di simboli, di gesti, di racconti. […] L’esperienza spirituale non si impone ma si propone alla loro libertà” (AL 288). Alle prime parole che un bambino si sente rivolgere dalla Chiesa nel giorno del Battesimo – “la nostra comunità ti accoglie” – deve seguire una reale dedizione di tempi, spazi, risorse alle esigenze dei piccoli e delle loro famiglie.

Ci sono tuttavia nella società e nella Chiesa moltissime persone e istituzioni che operano attivamente per custodire i bambini, attraverso azioni di tutela e accoglienza delle maternità difficili e di protezione nelle situazioni di violenza, nell’educazione, nella risposta ai tanti bisognie povertà delle famiglie numerose e dei piccoli, nella prevenzione dello sfruttamento minorile nelle sue varie forme, nel sostegno alla genitorialità, nella sorveglianza degli ambiti che mettono a rischio l’integrità fisica, morale e spirituale in età sempre più precoce. A costoro devono andare la riconoscenza e il sostegno di tutti, perché il loro servizio, spesso gratuito, rende migliore il nostro mondo per tutti, non solo per i più piccoli. A loro dobbiamo continuamente ispirarci, per coltivare il senso di un autentico primato dei diritti dei bambini sugli interessi e le ideologie degli adulti.

Si tratta di attuare una vera “conversione”, nel duplice senso di “ritorno” e di “cambiamento”.

Ritorno a una cultura che riscopra il valore della generatività, del “desiderio di trasmettere la vita” (SnC 9) e di servirla con gioia. Ogni persona che mette al mondo dei bambini o si occupa dei piccoli, genitori, nonni, insegnanti, catechisti, persone consacrate, famiglie affidatarie, dovrebbe sentire la simpatia e la stima degli altri adulti, perché il servizio al sorgere della vita è garanzia di bene e di futuro per tutti.

Cambiamento come abbandono delle cattive inclinazioni di una società narcisista e indifferente, in cui gli adulti sono troppo occupati da loro stessi per fare davvero spazio ai bambini: ne nascono sempre di meno e sul loro futuro peseranno i debiti, il degrado ambientale, la solitudine e i conflitti che gli adulti producono, incuranti del domani del mondo.

La Giornata per la Vita sia l’occasione per un serio esame di coscienza, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere, al crescere, all’essere felici…) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini, cui chiedere – una volta tanto – come vorrebbero che andassero le cose.

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Lazio senza glutine, nuovo progetto della Regione Lazio

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

LAZIO - Regione Lazio rafforza il proprio impegno a tutela delle persone celiache con il progetto 'Lazio senza glutine: inclusione, formazione e informazione', un programma articolato di interventi promosso da Regione Lazio e ARSIAL in collaborazione con l'Associazione Italiana Celiachia Lazio (AIC Lazio), in attuazione della Legge Regionale n. 7 del 26 giugno 2025, dedicata alla tutela e alla promozione del benessere delle persone affette da celiachia.

 

La nuova normativa rappresenta un passaggio di grande rilievo per il Lazio: per la prima volta viene definito un quadro organico di azioni, strumenti e risorse dedicate a una patologia che interessa oltre 26.800 cittadini diagnosticati nella regione, rendendo il Lazio la seconda regione italiana per numero di persone celiache. Attraverso questa legge, la Regione riconosce la celiachia come una priorità di sanità pubblica, sicurezza alimentare e inclusione sociale.

 

In questo contesto, Arsial svolge un ruolo centrale di coordinamento e attuazione, mettendo a sistema istituzioni, mondo della ristorazione, formazione professionale e territorio, con l'obiettivo di rendere il Lazio una regione sempre più consapevole e accogliente per chi deve seguire una dieta senza glutine.

 

«Con il progetto 'Lazio senza glutine' la Regione Lazio conferma un impegno concreto a favore della salute, della sicurezza alimentare e dell'inclusione sociale. Investire in formazione, informazione e qualità dell'offerta senza glutine significa tutelare i cittadini e allo stesso tempo valorizzare le filiere agroalimentari e la ristorazione del nostro territorio», dichiara Giancarlo Righini, assessore all'Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio della Regione Lazio.

 

«È una misura che coniuga attenzione alle persone, sviluppo del comparto agricolo e sostenibilità economica, rafforzando il ruolo del Lazio come regione attenta ai bisogni reali dei cittadini», conclude Righini.

 

«La nuova Legge Regionale sulla celiachia, fortemente voluta dall'Amministrazione Rocca, segna un cambio di passo significativo nelle politiche di tutela della salute e dell'inclusione sociale nel Lazio. Con il progetto 'Lazio senza glutine', promosso da Arsial in collaborazione con AIC Lazio, vogliamo dare concreta attuazione a questa norma, traducendo i principi in azioni operative sul territorio», spiega Massimiliano Raffa, Presidente di ARSIAL.

 

«Il nostro impegno è costruire in sinergia con la Regione Lazio e con tutti i soggetti direttamente coinvolti, un sistema regionale più consapevole e preparato, capace di garantire sicurezza alimentare, formazione qualificata e una migliore qualità della vita alle persone celiache, valorizzando al contempo il ruolo strategico della ristorazione e delle filiere agroalimentari del Lazio», conclude Raffa.

 

 

 

 

 

Il progetto, realizzato in collaborazione con AIC Lazio, prende il via domani in provincia di Frosinone, con il corso di formazione presso l'istituto alberghiero IPSSEOA di Ceccano, e si svilupperà tra gennaio e luglio 2026 in tutto il territorio regionale prevedendo un investimento complessivo di 190.000 euro, finanziato nell'ambito delle risorse stanziate dalla legge regionale per il triennio 2025–2027.

 

Tra le principali azioni previste:

 

percorsi di formazione per ristoratori e operatori del settore alimentare;

 

attività formative negli istituti alberghieri;

 

convegni medico-scientifici accreditati ECM;

 

una campagna istituzionale di comunicazione;

 

iniziative di sensibilizzazione sul territorio.

 

'Lazio senza glutine' si inserisce in una strategia regionale più ampia che mira a coniugare salute, formazione, agrifood e inclusione, rafforzando il ruolo della ristorazione e dei professionisti come alleati fondamentali nella gestione della celiachia e contribuendo a rendere il Lazio una regione sempre più informata, sicura e accogliente.

 

 

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Previsioni meteo per venerdì 30 gennaio

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

Viterbo

Nuvolosità e schiarite al mattino su tutti i settori ma con tempo asciutto. Possibilità di locali piogge invece nel corso del pomeriggio. In serata e nottata tornano condizioni di tempo stabile con nuvolosità in transito. Temperature comprese tra +5°C e +11°C.

 

Lazio

Nubi sparse e schiarite al mattino su tutta la regione ma con tempo asciutto. Nel pomeriggio instabilità in aumento con possibilità di piogge e acquazzoni sparsi. Residui fenomeni in serata ma tempo in generale miglioramento ovunque.

 

NAZIONALE

 

AL NORD

Al mattino cieli molto nuvolosi su tutte le regioni ma con tempo asciutto. Al pomeriggio locali fenomeni in Appennino con neve dai 1000-1100 metri, per lo più invariato altrove. In serata e nella notte si rinnovano condizioni di tempo stabile con cieli nuvolosi ma senza fenomeni di rilievo associati.

 

AL CENTRO

Al mattino tempo stabile con cieli sereni o poco nuvolosi, salvo locali piogge sull'alta Toscana. Al pomeriggio nuvolosità in aumento con arrivo di piogge da isolate a sparse sul versante tirrenico. In serata e in nottata tempo più asciutto con nuvolosità e schiarite, locali fenomeni in Appennino con neve fin verso i 1100-1200 metri.

 

AL SUD E SULLE ISOLE

Al mattino piogge sparse su Isole Maggiori e settori tirrenici, sereno o poco nuvoloso altrove. Al pomeriggio nuvolosità in aumento sulle regioni peninsulari, migliora sulla Sardegna con schiarite. In serata e nella notte tempo instabile con piogge e temporali sparsi e neve oltre i 1300-1400 metri, più asciutto sulle Isole con nuvolosità e schiarite. Temperature minime in generale diminuzione, massime in calo al Nord e stabili o in rialzo al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori.

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Referendum giustizia, il Movimento 5 Stelle sostiene il Comitato provinciale per il NO

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

VITERBO - Il Movimento 5 Stelle esprime pieno sostegno al Comitato provinciale per il NO al referendum sulla giustizia, presentato ieri mattina a Viterbo, e condivide le preoccupazioni espresse dai promotori: una riforma che, così com’è impostata, non risolve i problemi reali della giustizia (tempi, organici, funzionamento) e rischia invece di alterare gli equilibri di autonomia e indipendenza, spostando potere verso l’esecutivo.

Il Comitato nato dall’adesione di realtà civiche e sociali del territorio (tra cui Anpi, Acli, Arci, Cgil, Libera e molte altre) rappresenta un presidio importante di informazione e mobilitazione in vista del voto del 22 e 23 marzo, appuntamento decisivo anche perché, essendo referendum costituzionale, non prevede quorum.

Massimo Erbetti, Coordinatore provinciale M5S: “Come Movimento 5 Stelle siamo dalla stessa parte di chi difende la Costituzione e chiede una giustizia che funzioni davvero non un intervento che non accorcia i processi, non aumenta il personale e non migliora il servizio ai cittadini, ma apre spazi a un condizionamento politico della magistratura.”

“Detto questo, in modo leale e costruttivo, riteniamo utile una puntualizzazione: comprendiamo e rispettiamo la scelta di mantenere il Comitato su un piano civico, lontano da bandiere e simboli, ma in una battaglia costituzionale di questa portata i partiti non sono un dettaglio “marginale”: sono strumenti, nel bene e nel male, con cui si organizzano consenso, presenza sui territori, informazione capillare e partecipazione. Escludere a priori il contributo politico anche quando esiste disponibilità e si è stati coinvolti nella fase costitutiva rischia di togliere forza alla campagna proprio mentre servirebbe il massimo dell’unità”.

“Non è una polemica e non è una richiesta di passerella: è una considerazione pratica. Nel clima di sfiducia e disaffezione ricordato dagli stessi promotori, serve costruire ponti, non recinti. E soprattutto serve coerenza: chi sostiene pubblicamente il NO non può limitarsi a dichiararlo e poi restare assente dai luoghi reali della mobilitazione e della fatica organizzativa. Per questo il Movimento 5 Stelle ribadisce la propria disponibilità a contribuire, senza invadere spazi né snaturare l’impianto civico del Comitato mettendo a disposizione volontari, presenza nei banchetti informativi, supporto nella comunicazione e nei momenti pubblici (come gli appuntamenti annunciati con personalità e costituzionalisti nelle prossime settimane)”.

“Il NO ha bisogno di una comunità larga. Il Comitato è un pezzo fondamentale di questa comunità. Il Movimento 5 Stelle ci sarà, con rispetto e con determinazione, perché qui non si tratta di tattica: si tratta di difendere gli equilibri democratici e riportare la giustizia sui problemi concreti dei cittadini”.

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La scena del poker online in Italia riflette cambiamenti sociali più ampi

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

C’è stata, quasi in silenzio, una trasformazione significativa nel modo in cui l’Italia vede il gioco d’azzardo, soprattutto quando si parla di tavoli virtuali. Se si guarda indietro, l’ultimo decennio ha mostrato numeri che forse pochi avrebbero immaginato, e insieme ai dati sono cambiate anche le abitudini. Secondo TrueNumbers, pare che nell’arco di quattro anni la spesa degli italiani per giochi online, tipo il poker, sia più che raddoppiata.

Detto questo, ridurre tutto a una questione di numeri sarebbe un po’ superficiale: dietro ai grafici ci sono (almeno, si direbbe) segnali forti di trasformazioni culturali e sociali, oltre che economiche. Insomma, il settore si muove come si muove la società stessa: boom delle piattaforme digitali da un lato, e il peso sempre più visibile delle regole dall’altro.

Espansione del settore online nel contesto italiano

Negli ultimi dieci anni, a essere sinceri, l’immagine dell’intrattenimento digitale in Italia si è quasi ribaltata. Nel 2011 è arrivata una regolamentazione che, nel tempo, ha favorito una crescita forse più rapida del previsto. Alcuni dati aiutano a inquadrare il fenomeno: il volume complessivo delle attività digitali è passato da 36,3 miliardi nel 2019 a poco più di 67 miliardi nel 2021. La spesa totale nello stesso periodo ha raggiunto i 3,71 miliardi, poco più del 5% del consumo complessivo legato a questo tipo di servizi.

A spingere il settore sono stati soprattutto i formati online più immediati e accessibili, mentre il poker online ha continuato a mantenere una presenza rilevante tra le preferenze degli utenti. Il vero salto, però, è arrivato durante la pandemia: il confinamento ha costretto molte persone a spostare le proprie abitudini verso ambienti digitali. Finita l’emergenza, una parte consistente di queste pratiche è rimasta, segnando una trasformazione più duratura del modo di vivere il tempo libero domestico.

Un intrattenimento che segue la società digitale

Rispetto anche solo a cinque anni fa, il profilo dell’utente italiano appare sensibilmente cambiato. L’accesso mobile, con applicazioni dedicate e connessioni diffuse, ha favorito un aumento marcato delle nuove iscrizioni. Secondo dati ufficiali, la quota di intrattenimento digitale è passata dal 4,5% nel periodo 2012–2015 a circa il 20% nel 2021. Un incremento significativo.

Dal punto di vista geografico, alcune regioni mostrano una maggiore concentrazione di nuovi account, segno di una diffusione non omogenea ma costante. In questo contesto, il poker online ha avuto un ruolo simbolico nella transizione verso forme di socialità mediate dallo schermo, mostrando come la dimensione competitiva possa sopravvivere anche a distanza.

Nonostante l’assenza di contatto fisico, molti utenti continuano a percepire una certa idea di comunità. Dietro le quinte, il comparto coinvolge centinaia di figure tecniche tra sviluppatori e programmatori, suggerendo che il settore abbia raggiunto una fase di maturità dal punto di vista tecnologico e organizzativo.

Regolamentazione e nuove tensioni tra libertà e sicurezza

Sul fronte della tutela, l’Italia ha adottato un quadro normativo piuttosto strutturato, pensato per garantire trasparenza nei meccanismi digitali e protezione dei dati personali. Questa impostazione risponde a una domanda crescente di sicurezza, ma non è priva di tensioni.

Negli ultimi anni si è infatti diffuso l’interesse verso piattaforme esterne al perimetro regolato, attirate da una percezione di maggiore libertà operativa. Qui emerge un conflitto evidente: da un lato il controllo pubblico, dall’altro il desiderio di autonomia individuale. È un equilibrio instabile che riflette un adattamento collettivo ancora in corso, fatto di compromessi e ridefinizioni continue delle regole del digitale.

Il boom post-pandemico e le prospettive future

Dal 2019 in avanti, l’accelerazione è stata netta. I flussi di accesso alle piattaforme digitali sono cresciuti in modo esponenziale, coinvolgendo fasce d’età molto diverse. Per molti, queste attività sono diventate una nuova forma di interazione sociale. A livello internazionale si discute di ulteriori interventi normativi entro il 2026, e anche il contesto italiano potrebbe risentirne.

Le autorità osservano con attenzione non solo gli aspetti economici, ma anche quelli sociali: l’evoluzione dei comportamenti, i rischi di uso eccessivo e i cambiamenti demografici restano temi aperti. In questo scenario, il poker online finisce spesso per essere citato come indicatore delle trasformazioni in atto, più che come fenomeno isolato.

Responsabilità digitale come priorità comune

Un punto critico riguarda la responsabilità individuale e collettiva. La crescita rapida di queste pratiche ha riportato al centro il tema degli strumenti di autocontrollo e dei limiti di utilizzo. Le istituzioni cercano di prevenire effetti indesiderati legati all’accesso facile e continuo alle piattaforme digitali. Informarsi, comprendere i meccanismi e mantenere un uso consapevole appare essenziale per la sostenibilità del settore. In definitiva, il futuro di questo ambito dipenderà dalla capacità di bilanciare innovazione tecnologica, tutela degli utenti e una cultura digitale più matura.

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Viterbo, Il Santa Rosa e L’Iit Leonardo da Vinci partecipano al progetto “Rappresentiamo ...

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

VITERBO - Sta per partire un viaggio unico nel suo genere: dal 3 febbraio 2026, nell’anno olimpico, prenderà il via la Staffetta dell’Inclusione, un progetto nazionale promosso dal Lions Club Brescia TeamLife nell’ambito del progetto “Rappresentiamo l’Inclusione” con il patrocinio, tra l’altro, di diverse Regioni Italiane, associazioni e del Multidistretto Lions 108 Italy.

Saranno 120 gli Istituti Superiori di Secondo Grado coinvolti, di cui 74 hanno aderito alla Staffetta dell’Inclusione, portando avanti un messaggio di unità e accoglienza attraverso l’Italia. Tra di loro ci saranno anche l’IIT Leonardo da Vinci e il liceo Santa Rosa

Protagonisti dell’iniziativa sono i sette Vessilli dell’Inclusione, con un logo creato dagli studenti e realizzato come simbolo condiviso. I vessilli viaggeranno di scuola in scuola in un percorso che attraverserà la penisola e unirà le comunità scolastiche.

Ogni istituto lascerà la propria “impronta”: un pensiero, un disegno, una frase, un QC o un simbolo che racconti il proprio modo di vivere l’inclusione. Tappa dopo tappa, nascerà così un racconto corale, una grande testimonianza del valore educativo e umano che ogni giorno prende vita nelle scuole italiane.

La Staffetta si concluderà nella prima metà di maggio 2026, quando i sette vessilli, ormai ricchi di storie e segni di tutta Italia, saranno consegnati alle istituzioni per dare voce, con forza e concretezza, al tema dell’inclusione scolastica e sociale. L’iniziativa sarà seguita passo dopo passo con foto, video e racconti delle scuole partecipanti su social, media e stampa.

“Ogni giorno, nelle scuole di tutta Italia, si costruisce un futuro più inclusivo. Con la Staffetta dell’Inclusione vogliamo che questo impegno diventi visibile e condiviso, da Nord a Sud, come un unico grande messaggio di unità e speranza.”

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Bassano in Teverina, perfezionato l’atto notarile per la regolarizzazione del patrimonio comunale

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

BASSANO IN TEVERINA - Il comune di Bassano in Teverina ha perfezionato un importante atto notarile relativo al patrimonio comunale, finalizzato alla regolarizzazione e alla razionalizzazione di numerose situazioni proprietarie presenti sul territorio.

L'atto riguarda una serie di acquisizioni di aree, tratti di strada, terreni e immobili, attraverso il passaggio a piena proprietà o la definizione di diritti di livello, con l'obiettivo di chiarire in modo definitivo la titolarità di beni che, fino ad oggi, risultavano intestati in modo frammentario o non aggiornato.

Un esempio significativo è rappresentato dalla strada del cimitero, che in parte risultava ancora formalmente di proprietà dei frontisti: con questo atto diventa a tutti gli effetti proprietà comunale. Allo stesso modo, vengono regolarizzate situazioni in cui immobili risultavano formalmente di proprietà di terzi con diritto di uso del livello: il passaggio alla piena titolarità comunale consente ai cittadini interessati di vedere finalmente definita la propria posizione, con effetti concreti anche dal punto di vista fiscale, come l'esenzione dal pagamento dell'IMU.

L'intervento rientra in un più ampio percorso di valorizzazione e razionalizzazione del patrimonio immobiliare comunale, volto a sanare situazioni pregresse e a mettere ordine in modo chiaro e strutturale nelle proprietà dell'ente.

'Con questo atto notarile portiamo a compimento un lavoro atteso da anni, che consente di chiarire in modo definitivo molte situazioni proprietarie ancora pendenti – dichiara il sindaco Alessandro Romoli –. Garantiamo certezze ai cittadini e mettiamo ordine nel patrimonio comunale. Il percorso proseguirà con ulteriori atti già programmati, per arrivare a una chiara e completa definizione delle proprietà dell'ente e superare le situazioni ereditate dal passato'.

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Assaggi 2026, torna il Salone dell'enogastronomia laziale a Viterbo

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

VITERBO - È stato pubblicato il bando per la selezione degli espositori che parteciperanno alla quinta edizione di Assaggi, il Salone dell’enogastronomia laziale, che si svolgerà a Viterbo da sabato 16 a lunedì 18 maggio 2026.

Il bando è promosso dalla Camera di commercio di Rieti-Viterbo in collaborazione con la Camera di commercio di Roma e permetterà di selezionare le 85 imprese (o reti di imprese) e i 5 progetti speciali collegati a tematiche agroalimentari promossi da associazioni senza fini di lucro.

Anche quest'anno l'evento verrà ospitato all’interno del complesso di Santa Maria in Gradi dell’Università degli Studi della Tuscia.

Il Salone porterà a Viterbo le eccellenze agroalimentari della regione Lazio e sarà affiancato da un ricco calendario di serie di eventi gastronomici, tra cui presentazioni di prodotti e produttori/produttrici, show cooking, esperienze sensoriali, degustazioni guidate di prodotti, incontri con giornaliste/i e blogger.

Per presentare domanda è necessario, per le imprese, tra i vari requisiti, essere iscritte e attive presso il Registro imprese di una delle Camere di commercio del Lazio, essere in regola con il pagamento del diritto annuale degli anni 2023, 2024 e 2025, svolgere attività di produzione agroalimentare nell’ambito del settore primario o secondario nel territorio della regione Lazio, non trovarsi in stato di liquidazione o scioglimento e non essere sottoposta a procedure concorsuali.

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Anna Teresa Formisano eletta Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

VITERBO - Il Consiglio regionale del Lazio ha eletto Anna Teresa Formisano come Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità.

Esprime soddisfazione l'Assessore all'inclusione sociale e servizi alla persona, Massimiliano Maselli che dichiara: “Un'elezione importante e voluta da tempo, che permetterà alla Regione Lazio di poter contare su una figura fondamentale. Il Garante avrà il compito principale di promuovere la piena tutela dei diritti e degli interessi delle persone con disabilità e relazionerà la Giunta e il Consiglio regionale sulle varie situazioni. Un altro tassello importante verso una Regione Lazio sempre più inclusiva, che mette sempre di più al centro la persona e che non vuole lasciare indietro nessuno. Ringrazio – conclude Maselli – tutti i consiglieri di maggioranza presenti in aula e anche i consiglieri dell'opposizione presenti che si sono astenuti, votando scheda bianca”.

Anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca si congratula per la nomina di Anna Teresa Formisano: “Sono davvero felice per la nomina di Anna Teresa Formisano a Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Lazio. La sua esperienza politica e istituzionale, unita a una sensibilità profonda verso le fragilità, rappresenta un valore importante per le famiglie e per tutto il nostro territorio”.

“Insieme all’assessore Massimiliano Maselli stiamo portando avanti un impegno concreto e quotidiano, 23 milioni di euro per abbattere le liste d’attesa nelle case-famiglia per disabili adulti e per il Dopo di Noi, le linee guida sul budget di salute, il piano regionale per l’autismo, e un avviso da 5 milioni di euro del FSE per rafforzare i centri polivalenti”.

“Non lasciare nessuno indietro non è uno slogan: è un grande impegno e anche un grande cruccio, che sentiamo come una responsabilità profonda. Con Anna Teresa Formisano questo percorso si rafforza, nel segno dell’ascolto, della dignità e dei diritti”.

Lo ha dichiarato Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio.

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Carnevale di Ronciglione e Civita Castellana, definite le misure di sicurezza

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

VITERBO - Si è svolta nella mattinata di martedì 27 gennaio, presso il Palazzo del Governo, una riunione tecnica alla presenza dei rappresentati delle Amministrazioni locali e degli Enti organizzatori, delle Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, ARES 118 e Croce Rossa Italiana, dedicata alla pianificazione delle misure di sicurezza per le imminenti manifestazioni carnevalesche di Ronciglione e Civita Castellana. L’incontro, presieduto dal Prefetto Sergio Pomponio, ha consentito di esaminare nel dettaglio gli assetti organizzativi predisposti dalle amministrazioni comunali e di coordinarne gli aspetti più rilevanti sotto i profili di sicurezza e prevenzione.

Per quanto riguarda Ronciglione, la cornice di ordine pubblico è stata giudicata favorevole, vista anche la collaborazione della cittadinanza e l’assenza di particolari elementi di criticità nelle passate edizioni. Ed infatti, nonostante l’edizione 2026 del Carnevale mantenga le caratteristiche generali degli anni precedenti, l’Amministrazione comunale ha introdotto alcuni miglioramenti tecnici, tra cui un applicativo che, attraverso QR-Code, fornisce mappe aggiornate in tempo reale per facilitare l’orientamento verso le uscite di sicurezza. È stato inoltre evidenziato che il cantiere presente nella scorsa edizione è stato completamente rimosso, eliminando così l’unico fattore che a suo tempo aveva richiesto un monitoraggio più attento. L’impianto complessivo delle misure di safety è stato ritenuto adeguato, con un dispositivo di protezione degli accessi costituito da mezzi barriera, un presidio fisso nei punti più esposti e l’attivazione del Centro Operativo Comunale.

Il servizio sanitario, al fine di garantire un’efficace assistenza alla popolazione, è stato strutturato prevedendo la presenza e l’impiego di ambulanze, squadre a piedi e l’allestimento di una tenda sanitaria. Una parte significativa della riunione, in considerazione della maggiore complessità della manifestazione, è stata dedicata al Carnevale civitonico. Nelle riunioni della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, svoltesi nei giorni scorsi, il piano di sicurezza presentato dagli organizzatori è stato oggetto di integrazioni che hanno consentito di ritenerlo adeguato ai requisiti di sicurezza richiesti per una manifestazione del genere. Le modifiche del percorso hanno contribuito a migliorare la gestione dei flussi, mentre l’apparato sanitario sarà potenziato con due Posti medici avanzati e un rafforzamento del presidio ospedaliero, in previsione dell’affluenza attesa.

Nella riunione del CPOSP, sono state evidenziate alcune esigenze specifiche: la prima riguarda la gestione degli accessi, particolarmente numerosi e ampi, il loro presidio richiede un dispositivo rafforzato e ben strutturato, con il coinvolgimento a supporto anche delle Polizie Locali dei Comuni limitrofi, nonché della Protezione Civile che sarà chiamata a Prefettura di Viterbo Ufficio di Gabinetto contribuire con un contingente di circa cinquanta unità. È stata inoltre affrontata la gestione dei locali commerciali situati lungo il percorso, che nelle giornate domenicali rimarranno chiusi e che, per l’evento del 17 febbraio, osserveranno una chiusura anticipata, così da consentire una più ordinata preparazione e svolgimento della sfilata, allo scopo di evitare che possano diventare obiettivo di danneggiamenti o atti vandalici. L’attenzione si è soffermata anche sull’ordinato svolgimento delle attività di somministrazione. È stato ricordato l’orientamento seguito nelle passate edizioni, improntato a un equilibrio tra le esigenze della manifestazione e la tutela della sicurezza, e si è convenuto sulla necessità di confermare un approccio improntato alla prudenza, definendo prescrizioni capaci di prevenire comportamenti rischiosi e di assicurare un controllo adeguato dei flussi all’interno dei locali pubblici Nel corso della riunione, il consesso ha condiviso alcune indicazioni utili a favorire una gestione ordinata delle attività di somministrazione all’interno del circuito della manifestazione. È stato pertanto suggerito al Sindaco di integrare il contenuto delle ordinanze adottate lo scorso anno, prevedendo il divieto di somministrazione di consumazioni multiple ai singoli avventori, nell’ottica di promuovere comportamenti più misurati e un afflusso regolare nei locali, e ampliando ai dehors lungo il percorso il divieto di somministrazione di bevande nei contenitori di vetro o lattine.

È stato inoltre ribadito l’orientamento (assunto nella riunione sul tema della sicurezza negli esercizi pubblici e diramato dalla Prefettura con successiva circolare ai Sindaci) di imporre ai gestori di mantenere un controllo costante sulla corrispondenza tra la capienza autorizzata e la presenza effettiva nelle strutture all’interno dei locali. Il consesso ha infine sottolineato l’esigenza di limitare il consumo di bevande alcoliche prevedendo appositi divieti per la somministrazione di superalcolici, in continuità con l’approccio ispirato alla moderazione che ha guidato l’attività del Comitato anche nelle passate edizioni. In conclusione, è stata richiamata la necessità di assicurare un coordinamento costante tra tutte le amministrazioni coinvolte, valorizzando gli sforzi già compiuti dai Comuni e dalle strutture operative. Si è inoltre evidenziato come il lavoro svolto negli ultimi anni abbia significativamente innalzato gli standard di sicurezza di entrambe le manifestazioni e come la collaborazione istituzionale rappresenti lo strumento più efficace per garantire ai cittadini eventi partecipati, ordinati e pienamente sicuri. Il Prefetto ha quindi auspicato che il dispositivo definito dal consesso trovi puntuale applicazione, nella consapevolezza che il buon esito delle iniziative dipende anche dalla responsabilità individuale e dal contributo di ciascun partecipante.

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Tornano al Teatro San Leonardo i “Monologhi – assoli per corpi ed anime”

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

VITERBO - Una sedia al centro della scena, una luce che si accende e una voce che prende spazio. Al Teatro San Leonardo di Viterbo tornano i 'Monologhi - assoli per corpi ed anime', il format che negli anni ha saputo conquistare il pubblico puntando tutto sull'essenziale: l'attore, il testo, l'ascolto.

Dopo il successo delle edizioni precedenti, gli appuntamenti riprendono nel bistrot del teatro con la direzione artistica di Simone Precoma, che da tempo lavora affinché il palcoscenico non resti un luogo astratto, ma un terreno reale di confronto. Gli incontri sono in programma alle ore 19.00 nelle seguenti date: 29 gennaio, 19 febbraio, 26 marzo, 15 aprile e 21 maggio.

Il cuore del progetto è semplice e ambizioso allo stesso tempo: dare agli allievi dei corsi di teatro la possibilità di misurarsi con il pubblico, portando in scena monologhi comici e drammatici, di repertorio o originali, della durata di 5 - 10 minuti. Brevi assoli che costringono a togliere il superfluo e a stare dentro la verità del testo.

Accanto agli allievi, il format resta aperto anche a chiunque voglia mettersi in gioco con un proprio scritto o con un brano teatrale già esistente, trasformando ogni serata in un piccolo laboratorio condiviso. In scena si alternano quattro o cinque monologhi, accompagnati da musica dal vivo e da un clima informale che continua anche fuori dal palco, davanti a un aperitivo.

L'ingresso è libero.

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Guida alla scelta del veicolo ideale: cosa analizzare prima dell'acquisto

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

Comprare un veicolo che ha già percorso dei chilometri rappresenta spesso una scelta oculata, capace di coniugare il desiderio di un modello specifico con un investimento economico ragionevole. Tuttavia, per far sì che questa decisione si traduca in una soddisfazione duratura, è necessario approcciarsi alla ricerca con un occhio critico e una buona dose di pazienza. Il mercato delle auto usate a Viterbo offre moltissime opportunità, ma la varietà di opzioni richiede un'analisi attenta di alcuni parametri fondamentali che vanno ben oltre la semplice estetica della carrozzeria. Spesso ci si lascia affascinare dalla lucentezza delle superfici, dimenticando che il valore reale di una vettura risiede nella sua efficienza meccanica e nella cura che i precedenti proprietari hanno dedicato alla manutenzione ordinaria e straordinaria.

 

L'importanza della cronologia degli interventi

Uno dei primi aspetti da verificare con cura riguarda lo storico dei servizi effettuati sulla vettura nel corso del tempo. Un libretto dei tagliandi regolarmente compilato e timbrato non è soltanto una formalità burocratica, ma rappresenta la biografia tecnica del mezzo e testimonia l'attenzione rivolta alla conservazione dei componenti più delicati, come la cinghia di distribuzione o il sistema frenante. Analizzare la continuità di questi interventi permette di prevedere eventuali spese future e di comprendere se il veicolo sia stato trattato con il dovuto riguardo. Inoltre, è fondamentale controllare lo stato di usura dei materiali interni, come il rivestimento del volante e i pedali, che devono essere coerenti con il chilometraggio dichiarato per assicurare un acquisto equilibrato e trasparente.

 

Perché affidarsi alla competenza dei professionisti

Nonostante l'attrattiva delle trattative tra privati, rivolgersi a strutture organizzate garantisce una serie di vantaggi logistici e tecnici difficilmente replicabili altrove. Un rivenditore specializzato non si limita a consegnare le chiavi, ma effettua una serie di controlli preventivi che certificano l'idoneità del mezzo alla circolazione in totale sicurezza. Se siete alla ricerca di un partner affidabile nel territorio laziale, la concessionaria a Viterbo Romana Auto rappresenta una realtà consolidata nel settore, dove l'esperienza dei consulenti aiuta a districarsi tra i vari segmenti di mercato, dai SUV alle city car, offrendo garanzie che tutelano l'acquirente nel tempo.

 

La prova su strada e il feeling di guida

Prima di concludere qualsiasi accordo, è caldamente consigliato effettuare un test dinamico per valutare il comportamento del veicolo in diverse condizioni di carico e su differenti manti stradali. Durante la prova, occorre prestare attenzione alla fluidità del cambio, alla precisione dello sterzo e all'eventuale presenza di vibrazioni anomale che potrebbero indicare la necessità di piccoli interventi di equilibratura o convergenza. La sensazione che si prova al volante è soggettiva, ma fondamentale per capire se l'ergonomia del posto guida sia adatta alla propria statura e alle proprie abitudini di percorrenza. Un professionista del settore sarà sempre disponibile ad accompagnarvi in questa fase, illustrando le caratteristiche tecnologiche e i sistemi di assistenza alla guida presenti, assicurandovi così che la vettura scelta diventi una compagna di viaggio fedele per molti anni a venire.

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Approvata all’unanimità la legge regionale sui Dsa

News da viterbonews24.it - 4 ore 54 min fa
2026-01-29

VITERBO - L'approvazione all'unanimità in Consiglio regionale della proposta di legge sui Disturbi specifici dell'apprendimento, presentata dal collega Rodolfo Lena, rappresenta un segnale politico e culturale di grande rilievo, che testimonia la piena consapevolezza dell'Aula sull'importanza di questo tema e sulla necessità di offrire risposte concrete ai bisogni delle famiglie.

La legge interviene per ridurre le disuguaglianze ancora esistenti e garantire alle ragazze e ai ragazzi con DSA la piena accessibilità ai diritti sanciti dalla normativa nazionale, rafforzando e integrando l'offerta del servizio sanitario regionale e sostenendo quelle famiglie che, in assenza di risposte tempestive dal pubblico, sono spesso costrette a rivolgersi ai privati. Il provvedimento promuove interventi mirati di prevenzione, diagnosi precoce e trattamento dei Disturbi specifici dell'apprendimento, favorendo una collaborazione attiva e strutturata tra la Regione, gli enti locali, le istituzioni scolastiche e sanitarie, il terzo settore e le famiglie. Sono previste misure di supporto alle scuole, sostegno psicologico, iniziative di informazione e sensibilizzazione, percorsi formativi e azioni volte a favorire l'inclusione sociale e lavorativa delle persone con DSA.

L'obiettivo è consentire il pieno sviluppo delle potenzialità individuali e assicurare pari opportunità in ambito scolastico, sociale e professionale, dando piena attuazione ai principi di uguaglianza e tutela del diritto allo studio; ora è fondamentale che questa legge trovi una rapida e concreta applicazione, affinché i principi affermati si traducano in benefici reali per i cittadini e per le nuove generazioni.

 

Enrico Panunzi, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio

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Scuola Ellera: via i container dal 9 febbraio

News da viterbonews24.it - 7 ore 54 min fa
2026-01-29

di Fabio Tornatore

VITERBO - Il 9 febbraio prossimo se ne andranno i container dalla scuola elementare Ellera: dopo circa un anno di lavori finanziati dal PNRR i bambini tornano nelle loro classi. Inoltre, in estate, inizieranno, e si concluderanno, i nuovi lavori per l'efficientamento energetico dal valore di quasi 1,5 milioni di euro.

I lavori di adeguamento alle normative di igiene e sicurezza nella scuola primaria Ellera sono dunque conclusi: grazie ai fondi del debito comune europeo una delle scuole elementari più popolose del territorio è ora più sicura. Dopo tanti giorni i bambini sono quindi tornati nelle proprie aule, il 19 gennaio scorso, e il prossimo 9 febbraio i container che li hanno ospitati verranno portati via. Istituito il divieto di sosta su tutta l'area circostante per far fronte alle esigenze dei mezzi che dovranno rimuovere i grossi contenitori che hanno avuto la funzione di aule scolastiche negli ultimi mesi.

Inoltre il Comune di Viterbo ha avuto accesso ad un finanziamento di oltre 1,4 milioni di euro per l'efficientamento energetico dell'edicficio scolastico: in estate inizieranno i lavori, senza disagi ulteriori per i bambini, per performare le prestazioni dello stabile che ospita gli scolari e risparmiare energia e costi. In atto le procedure per l'affidamento dei lavori. Questi riguarderanno interventi sull'involucro esterno, infissi, nuovo generatore e installazione dell'impianto fotovoltaico, con opere complementari di impermeabilizzazione delle superfici di copertura, e miglioramento dei corpi illuminanti.

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Accordo Ue-India, Ciarrocchi: 'Il comparto ceramico sanitario non corre rischi al momento'

News da viterbonews24.it - 7 ore 54 min fa
2026-01-29

CIVITA CASTELLANA - 'Bene l'accordo di libero scambio tra l'Unione europea e l'India, come Confindustria Ceramica siamo fermi sostenitori della liberalizzazione degli scambi commerciali. Tuttavia, vigileremo affinché il settore della ceramica sanitaria e delle piastrelle abbia le dovute garanzie, chiedendo nella fase finale della trattativa l'inserimento di clausole di salvaguardia contro la concorrenza sleale', così il presidente di Confindustria ceramica Augusto Ciarrocchi, all'indomani della firma del negoziato che la stessa Ursula von der Leyen ha definito 'madre di tutte le intese', un accordo che non solo ridisegna nuovi orizzonti economici, ma che sul piano geopolitico rilancia nuovi equilibri globali, con un mercato potenziale di oltre due miliardi di persone. Una mossa strategica, perché di questo si è trattato, che prevede l'abbattimento progressivo delle barriere tariffarie tra due aree che, sommate, rappresentano uno dei bacini economici più grandi del mondo e che producono circa un quarto di pil mondale.

Il Free Trade Agreement andrà a ridurre i dazi su circa il 96% delle esportazioni di beni Ue verso l'India, saranno maggiormente coinvolti da questa nuova misura il settore agroalimentare, l'automotive e un pacchetto di beni e servizi che vanno dalla meccanica fino alla chimica. E sa da una parte i nuovi accordi andranno a rafforzare i legami economici tra le due democrazie, dall'altra si teme che, in particolari settori come, ad esempio, quello ceramico, la grande industria indiana possa penalizzare le imprese nazionali.

Come noto l'India è tra i primi produttori al mondo di piastrelle e negli ultimi anni ha sviluppato un'industria ceramica molto aggressiva, oggetto di dazi Ue dal 2023 al termine di una approfondita indagine antidumping: 'In questo contesto - spiega il numero uno di Confindustria - l'eventuale eliminazione di tale dazio base (erga omnes del 5%) anche per le linee tariffarie ceramiche andrebbe a indebolire l'efficacia delle misure di difesa commerciale danneggiando la nostra competitività, per questo ci auguriamo che le istituzioni sappiano tutelare i nostri interessi inserendo clausole di salvaguardia contro la concorrenza sleale'.

Discorso a parte merita il distretto sanitario ceramico: 'Al momento - conclude Ciarrocchi - per i sanitari indiani non sono previsti dazi in ingresso, quindi per quanto ci riguarda la situazione è tendenzialmente 'neutra' e non sposta di molto l'ago della bilancia; oggi la produzione di sanitari del subcontinente non è cosi importante e all'avanguardia come può essere quella parallela delle piastrelle, e non c'è da parte dei produttori indiani questa grande pressione verso l'Europa. Bisognerà capire bene cosa prevederà l'accordo nei minimi particolari, il nostro auspicio è che il trattato rispetti la piena reciprocità e adeguate tutele per i settori più esposti'

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Legge Nordio, a Viterbo il No prende forma

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2026-01-29

VITERBO – Perché dire No alla legge Nordio? È attorno a questa domanda che, mercoledì 28 gennaio, a Palazzo della Provincia, si è svolto l’incontro pubblico promosso dal comitato per il No, che riunisce associazioni, sindacati, studenti e forze politiche. Al centro del dibattito, le riforme sulla giustizia e il loro impatto sull’equilibrio dei poteri previsto dalla Costituzione.

Il tema, spiegato dai presenti

A introdurre il tutto è stato Enrico Mezzetti, spiegando in primis come le riforme costituzionali vadano valutate non solo nel merito, ma anche nel contesto politico in cui nascono. Secondo Mezzetti, la legge Nordio non interviene sulle criticità reali del sistema giudiziario – a partire dalla lentezza dei processi – ma rischia di indebolire l’autonomia della magistratura, rafforzando il controllo del potere politico. Un passaggio che, a suo avviso, mina il principio della separazione dei poteri, pilastro della nostra Costituzione.

Sulla stessa linea la Cgil, rappresentata da Maria Grazia Chetta: “Difendere l’autonomia della magistratura – ha spiegato – significa garantire uguaglianza e diritti, soprattutto per chi ha meno potere economico e politico”. Tra le criticità, anche il futuro dei circa 12 mila lavoratori precari assunti con fondi Pnrr per velocizzare i procedimenti, che rischierebbero di perdere il posto senza una riforma strutturale della giustizia.

Enzo Palmisciano, per l’associazione Articolo 3, ha ricordato come il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione non sia solo formale, ma sostanziale, e richieda uno Stato capace di garantirlo. “Non è un referendum facile da spiegare – ha ammesso – ma riguarda tutti i cittadini, perché tocca l’equilibrio dei diritti e dei poteri”. A portare la voce del mondo universitario è stata Lucia Ferrante, rappresentante dell’associazione studentesca Percorso: “Come studenti aderiamo a questo comitato perché temiamo un arretramento delle libertà democratiche. L’università deve essere uno spazio di confronto e partecipazione, un punto di partenza per essere protagonisti del presente e del futuro”.

Non una riforma lontana, dunque, ma un cambiamento destinato a incidere sulla vita quotidiana dei cittadini.

Anche Arci Viterbo, con Cipriana Contu, ha ribadito la necessità di una mobilitazione diffusa: “Non è una riforma lontana dalla vita quotidiana. Avrà un impatto diretto sui diritti di tutti. Serve un’informazione chiara e onesta in vista del voto, perché l’obiettivo dichiarato di migliorare la giustizia non trova riscontro nelle misure proposte”.

Gli Appuntamenti

Il comitato ha annunciato una serie di iniziative per informare i cittadini in vista del referendum: il 12 febbraio un incontro con docenti di diritto all’Università della Tuscia, mentre il 23 febbraio è previsto un appuntamento pubblico all’auditorium dell’ateneo con l’ex presidente del Senato Pietro Grasso.

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SATE, preoccupazione per il futuro della società dopo lo scioglimento del CdA

News da viterbonews24.it - 7 ore 54 min fa
2026-01-29

CIVITA CASTELLANA - 'Apprendiamo dello scioglimento del CDA SATE e la sua sostituzione di un amministratore unico nominato dal Comune , azionista di maggioranza con il 51% , nella persona di Roberta Rossetti, candidata alle scorse elezioni amministrative con Fratelli d'Italia, già Presidente e Consigliera nel recente passato del CDA con risultati disastrosi per la società.

L'assenza di scelte che segnino una netta discontinuità ci appare come l'ennesimo passo verso la liquidazione della società nel 2030 ed il passaggio della raccolta dei rifiuti verso una gestione totalmente privata.

Se questo accadesse sarebbe l'ennesima perdita per Civita Castellana di un asset fondamentale per il controllo di un settore importante e particolare come quello dei rifiuti.

Invitiamo pertanto il Sindaco a dare immediatamente rassicurazioni sul tema alla cittadinanza ed ai lavoratori che già da qualche mese vedono pagare lo stipendio con giorni di ritardo.

Inoltre visto che la prossima amministrazione dovrà gestire proprio la fine della società SATE programmata per il 2030 chiediamo alla maggioranza ed agli altri partiti che concorreranno alle prossime elezioni amministrative che intenzioni hanno sul tema.

Credono che alla scadenza della società si debba mantenere il controllo pubblico oppure vogliono scioglierla senza colpo ferire e privatizzare di fatto la raccolta dei rifiuti ?

Dal canto nostro la risposta è tanto semplice quanto scontata, per noi la società e la raccolta dei rifiuti devono restare sotto controllo pubblico e la quota del 51% è il minimo , vogliamo inoltre che una Spa come la SATE espanda il proprio raggio d'azione, come lo statuto gli consente, ed inizi ad occuparsi seriamente anche dello sviluppo di tutto il ciclo dei rifiuti e non solo della raccolta.

Invitiamo infine il Consigliere Gasperini , Presidente della III Commissione a convocarla immediatamente perché non è accettabile che la maggioranza continui a prendere tempo su un tema così importante

 

Circolo Enrico Minio Civita Castellana

Partito della Rifondazione Comunista

Movimento Cinque Stelle Civita Castellana

Partito Democratico Civita Castellana

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