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Centro Storico, Grancini: 'Un anno di silenzi sul Cunicchio. ...
VITERBO – 'È passato un anno dalla mia ultima denuncia sulla situazione del quartiere Cunicchio, ma per l'amministrazione comunale il tempo sembra essersi fermato. Anzi, la lancetta del decoro urbano è tornata indietro, restituendoci oggi una fotografia di abbandono ancora più allarmante'. Così in una nota Gianluca Grancini, consigliere comunale di Fratelli d'Italia.
'Nonostante i proclami sul rilancio del centro storico e le promesse di valorizzazione dei nostri quartieri medievali, il Cunicchio si trova oggi in uno stato di totale sbando. I residenti sono esasperati: non è accettabile che nel 2026, in un'area di pregio della nostra città, si debba convivere con la presenza costante di roditori che circolano indisturbati per le strade e con una vegetazione infestante che ha ormai preso il sopravvento su scale, vicoli e muretti, a causa di una manutenzione ordinaria del verde che definire carente è un eufemismo'.
Il consigliere Grancini sottolinea il contrasto tra la retorica amministrativa e la realtà dei fatti: 'Si parla costantemente di flussi turistici e di rigenerazione urbana, ma la realtà che vivono i cittadini è fatta di incuria e senso di insicurezza. Un quartiere storico non si rilancia con i convegni, ma con la pulizia costante, con la derattizzazione, con il decoro e con la presenza delle istituzioni. Al Cunicchio, invece, l'unica cosa che abbonda è il silenzio di Palazzo dei Priori'.
'Gli abitanti sono giustamente arrabbiati – prosegue Grancini – perché si sentono cittadini di serie B, dimenticati da una giunta che non riesce a garantire nemmeno i servizi minimi essenziali. Non possiamo permettere che una zona così caratteristica del nostro tessuto urbano scivoli nel degrado più assoluto'.
'Torno quindi a chiedere con forza un intervento immediato e risolutivo: servono operazioni di bonifica, una pulizia straordinaria e un piano di manutenzione periodica che non lasci spazio all'improvvisazione. Il tempo delle attese è finito: la città merita risposte, non altri dodici mesi di indifferenza', conclude il consigliere.
Torneo Banca Lazio Nord, Carletti sorprende tutti: vittoria netta su Cruciani
RONCIGLIONE - Sorpresa nel giovedì di gara al torneo “Banca Lazio Nord” organizzato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Punta del Lago, dove il ronciglionese Diocleziano Carletti si prende la scena con una vittoria inattesa.
Nel turno di ingresso del tabellone limitato 4.4, Carletti (4NC) ha superato con autorità il più quotato Giorgio Cruciani (4.5) della Tennis Academy Colle Diana Sutri, imponendosi con un netto 6-3, 6-1 e concedendo appena quattro giochi all’avversario.
Negli altri incontri, invece, i pronostici sono stati rispettati. Il 4.6 locale Pietro Venezia ha superato senza particolari difficoltà Emiliano Formoso (4NC) del Tennis Club Viterbo Giorgio Barili con il punteggio di 6-2, 6-4, guadagnando così l’accesso al turno successivo.
Nella parte bassa del tabellone limitato 4NC, vittoria anche per Marco Tedeschi della Polisportiva Tennis Vetralla, che ha avuto la meglio su Lorenzo Riccioni del Tennis Club Fabrica di Roma 2.0 con un doppio 6-3, 6-4.
Il torneo prosegue dunque nel segno dell’equilibrio, ma con Carletti pronto a vestire i panni dell’outsider capace di cambiare le carte in tavola.
Servizio Civile Universale, 25 posti con Alicenova nelle province di Viterbo e Roma
VITERBO - Sono aperte fino all'8 aprile 2026 le candidature per 25 posizioni di Servizio Civile Universale disponibili presso la Cooperativa Sociale Alicenova, gestite con il Consorzio Parsifal, nelle province di Viterbo e di Roma.
L'esperienza è rivolta a giovani volontari tra i 18 e i 29 anni non compiuti al momento della presentazione della domanda, interessati a impegnarsi per un anno in un'esperienza altamente formativa e di grande valore etico, oltre che la possibilità di poter mettere alla prova le proprie capacità e favorire un primo approccio con il mondo del lavoro. I progetti sono attivi in vari settori: dall'assistenza alle persone fragili (minori, disabili, anziani, migranti) all'educazione e promozione culturale, fino alla comunicazione e all′agricoltura sociale.
Le sedi dei progetti, ripartite per ambiti, sono le seguenti (tra parentesi il numero di beneficiari ammessi). Disabilità adulta: Civitavecchia (2 posti), Tarquinia (2), Acquapendente (1), Formello (1), Montefiascone (1), Riano (1). Agricoltura sociale: Viterbo (2), Montalto di Castro (2), Nepi (1). Alzheimer: Civita Castellana (1), Tarquinia (1). Minori: Tarquinia (2), Magliano Sabina (1), Riano (1). Migranti: Viterbo (3), Capena (1). Comunicazione: Tarquinia (2). Previsto un rimborso di 519,47 euro mensili per un impegno di 25 ore settimanali.
Tutti i progetti del Consorzio Parsifal prevedono inoltre una quota di posti riservati per giovani con minori opportunità (in difficoltà economica con ISEE inferiore a 15.000 euro o con disabilità). I candidati sono tenuti a controllare attentamente le specifiche relative a tale misura su ciascuna scheda progetto e, qualora volessero candidarsi per uno di tali posti, a produrre l'attestazione richiesta relativamente all′appartenenza alla categoria GMO esplicitata in ogni singolo progetto.
Tutte le informazioni sui progetti di Servizio Civile Universale di Alicenova e Consorzio Parsifal e su come compilare la domanda sono disponibili sul sito www.consorzioparsifal.it nella sezione 'Servizio Civile'. Le domande devono essere compilate esclusivamente online sulla piattaforma https://domandaonline.serviziocivile.it e inviate entro e non oltre l'8 aprile 2026 alle ore 14. Per la candidatura si richiede uno SPID (Sistema pubblico d'identità digitale) di 2° livello oppure CIE (Carta d'identità elettronica). È possibile presentare una sola domanda per un solo progetto.
Si ricorda che chi presta il Servizio Civile Universale, può accedere alla certificazione delle competenze acquisite e a percorsi di orientamento lavorativo. Ha inoltre diritto ad accedere a una riserva di posti nei concorsi pubblici (15% del totale).
Bagnoregio conferisce la cittadinanza onoraria al geologo Claudio Margottini
BAGNOREGIO - Il Consiglio comunale di Bagnoregio ha conferito la cittadinanza onoraria al professor Claudio Margottini, figura di rilievo internazionale nel campo della geologia e da anni impegnato nella tutela e salvaguardia di Civita di Bagnoregio.
La decisione è stata ufficializzata nelle scorse ore durante la seduta dell’assise cittadina, riconoscendo il contributo determinante del professore nel preservare uno dei borghi più fragili e affascinanti d’Italia, spesso definito “la città che muore”.
A sottolineare il valore del riconoscimento è stato il sindaco Luca Profili, che ha evidenziato il legame profondo tra Margottini e la comunità locale: “Abbiamo voluto conferire la cittadinanza onoraria a un vero amico della nostra comunità. Un geologo di fama mondiale che da decenni lavora con passione e competenza per proteggere e garantire un futuro a Civita”.
Il primo cittadino ha poi rimarcato l’importanza del contributo scientifico e umano del professore: “Grazie al suo impegno instancabile, questo luogo straordinario ha potuto resistere e guardare avanti con maggiore fiducia. La sua presenza rappresenta per noi una sicurezza in una sfida complessa e delicata come quella della tutela del territorio”.
Con questo gesto, l’amministrazione comunale ha voluto esprimere non solo gratitudine, ma anche un forte senso di appartenenza: “Oggi Bagnoregio ti dice grazie, ma soprattutto ti accoglie: da oggi sei ufficialmente uno di noi”, ha concluso il sindaco.
Un riconoscimento simbolico ma significativo, che celebra l’impegno di una vita dedicata alla salvaguardia di Civita e rafforza il legame tra il territorio e chi, negli anni, ha contribuito a proteggerlo e valorizzarlo.
Uova di Pasqua Ail 2026, la solidarietà torna nelle piazze di Viterbo e della Tuscia
VITERBO – Tornano nelle piazze della Tuscia le Uova di Pasqua dell'Ail – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, uno degli appuntamenti più attesi e significativi per sostenere la lotta contro le malattie del sangue. Dal 20 al 22 marzo 2026, i volontari dell'Ail Viterbo saranno presenti nella Città dei Papi e in numerosi comuni della provincia, rinnovando un'iniziativa che, giunta alla sua 33ª edizione e posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, rappresenta un simbolo concreto di solidarietà e vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie.
Accanto alle Stelle di Natale, le Uova di Pasqua costituiscono una delle principali fonti di sostegno per l'associazione, contribuendo in modo determinante al finanziamento dei servizi di assistenza domiciliare, al supporto psicologico e alle attività di ricerca. 'Grazie alla sensibilità e alla generosità dei cittadini – dichiara la presidente dell'Ail Viterbo Patrizia Badini –, possiamo continuare a garantire un aiuto concreto a chi affronta ogni giorno il difficile percorso della malattia, rafforzando al contempo le nostre attività sul territorio e a livello nazionale'.
I banchetti saranno allestiti a Viterbo in viale Ascenzi, piazza delle Erbe, presso il Centro Commerciale Tuscia – Ipercoop e nella chiesa di San Paolo ai Cappuccini. La manifestazione coinvolgerà inoltre numerosi comuni della provincia, tra cui Acquapendente, Barbarano Romano, Bassano Romano, Blera, Calcata, Canepina, Carbognano, Fabrica di Roma, Farnese, Grotte di Castro, Grotte Santo Stefano, Marta, Capodimonte, Montalto di Castro, Montefiascone, Oriolo Romano, Orte, Pescia Romana, Sutri, Nepi, Sipicciano, Soriano nel Cimino, Tarquinia, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vetralla e Vitorchiano.
'Scegliere un Uovo di Pasqua Ail – conclude la presidente Badini - significa compiere un gesto semplice ma di grande valore: unire la tradizione alla solidarietà, trasformando un simbolo di festa in un contributo concreto alla speranza e alla cura. Ai nostri volontari va il più sincero ringraziamento per la dedizione, la passione e l'impegno che metteranno in questi tre giorni, rendendo possibile, ancora una volta, questa importante iniziativa'.
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Centro Storico, Grancini (FdI): “Un anno di silenzi sul Cunicchio, il degrado divora il cuore della città tra topi e incuria”
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'La tiratura del solco dritto, una tradizione talmente speciale che meriterebbe un ...
VALENTANO - C'è un rituale che si perde nella notte dei tempi a Valentano e che ogni anno, ad agosto, rivive nella tradizione folcloristica del paese. Si tratta della pratica della Tiratura del solco dritto, un evento arcaico, ancestrale, unico in tutta la provincia di Viterbo insieme al comune di Nepi, che il ministero dell'agricoltura, tramite apposito decreto, ha recentemente iscritto nel registro nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali.
'Un motivo di grande orgoglio per il nostro paese', ha annunciato il sindaco Stefano Bigiotti, che non nasconde un pizzico di ambizione: 'Sarebbe bello che un giorno questa tradizione nazionale venga riconosciuta dall'Unesco come patrimonio immateriale dell'umanità'.
'Tira dritto e fa’ bon solco” è il proverbio valentanese che si lega a questa tradizione durante la festa di Santa Maria d’Agosto. Nel piccolo paese della Tuscia è una delle celebrazioni più antiche e risale ai riti legati alla terra e al mondo contadino, una festa di ringraziamento per l' annata agraria. Un tempo il solco veniva tracciato con un'aratro. Oggi si ricorre a tecnologie più moderne, ma l'usanza resta la stessa: all’alba del 14 agosto avviene la tiratura del solco lungo dai 4 ai 6 chilometri, si prosegue con l’offerta del rinfresco alla popolazione a base di biscotto (dolce tipico del Ferragosto valentanese) e vino; vi è poi la processione notturna e la composizione di preghiere o sonetti dedicati a Maria. Infine, lo scambio dei “ceri” tra i signori (o deputati) uscenti e quelli dell’anno successivo.
'Qui a Valentano - dice ancora il primo cittadino - la tradizione mantiene ancora oggi un forte valore identitario. Questo importante risultato nasce da un percorso condiviso con gli altri Comuni (Sturno, Foligno, Caiazzo, Castel Morrone, Castelfranco in Miscano, Posta, Gioia dei Marsi e Nepi) con i quali nel 2023 abbiamo sottoscritto l’accordo di rete dando avvio alla candidatura. Il Solco dritto rappresenta per questa comunità un segno di appartenenza, una tradizione tramandata nei secoli che unisce agricoltura, fede e identità delle nostre terre'.