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Viterbo, la squadra locale di Baseball 5 tra le prime 8 dItalia
VITERBO - Veloci nel gioco e velocissimi nel crescere. Tutto è iniziato il 28 novembre con una squadra nata da zero e un allenamento a settimana, forse una decina in totale. Eppure, quella stessa squadra ha vinto la fase regionale.
Il 21 e 22 febbraio il team di Viterbo si è recato a Bucchianico per le semifinali nazionali: 6 squadre, 13 partite, due giorni intensissimi.
Il risultato: i ragazzi sono arrivati quarti, di conseguenza sono tra le prime 8 squadre in Italia. In pochi mesi questi ragazzi hanno imparato una disciplina nuova, veloce, tecnica, istintiva, ma soprattutto si sono appassionati e sono diventati squadra.
La manager: “Il risultato più grande non è la classifica: è lo spirito di squadra, la dedizione, il divertimento inevitabile di chi scopre che insieme si può crescere più in fretta di quanto si pensi”.
Il prossimo scontro sarà alle finali nazionali a Montebelluna, il 7 e 8 marzo.
La Manager Miccinilli Natalia e il dirigente Daniele Ceccariglia augurano buona fortuna un buon divertimento ai ragazzi (Bertollini Leonardo, Ceccariglia Emanuele, Faccenda Alyssa, Fortunati Alessandro, La Rovere Luce, Mastrocola Giorgia, Miccinilli Elisa, Pietrini Samuele, Regini Luca)
Incidente sullA1 tra Magliano Sabina e Orte: 4 chilometri di coda
ORTE – Mattinata di disagi sull’Autostrada del Sole. Intorno alle 8.30 si è verificato un incidente sull’Autostrada A1, nel tratto compreso tra Magliano Sabina e Orte.
Per cause ancora in corso di accertamento, due mezzi si sono scontrati lungo la carreggiata in direzione Roma. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorritori per mettere in sicurezza l’area e ricostruire la dinamica del sinistro.
Il traffico nel tratto interessato risulta bloccato, con code che hanno raggiunto i 4 chilometri tra Magliano Sabina e Orte. Si registrano rallentamenti e disagi per gli automobilisti in transito.
Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore per chiarire le cause dell’incidente e verificare eventuali conseguenze per le persone coinvolte.
Viterbo, incendio in un appartamento allinizio di via Francesco Baracca
VITERBO – Attimi di paura nella notte a Viterbo, all’inizio di via Francesco Baracca, dove un uomo noto alle forze dell’ordine ha appiccato il fuoco a un oggetto ancora da chiarire all’interno di un appartamento al primo piano, sopra il bar Selvaggini.
Il pronto intervento dei Vigili del Fuoco ha permesso di spegnere l’incendio rapidamente, limitando i danni all’abitazione e impedendo il propagarsi delle fiamme.
Le autorità hanno avviato accertamenti per chiarire le cause dell’accaduto e per identificare con precisione l’oggetto incendiato. Al momento non risultano feriti.
Terrore in famiglia a Montefiascone: a processo il quarantenne che minacciò la madre e due ...
MONTEFIASCONE – Si è aperto davanti al Collegio il processo con giudizio immediato a carico di un quarantenne di origini sudamericane, residente a Montefiascone, accusato di aver trasformato la vita della madre e dei due fratelli in un incubo fatto di violenze, minacce di morte e soprusi sistematici.
I fatti contestati, avvenuti tra marzo e settembre dello scorso anno, delineano un quadro di estrema gravità che ha portato la Procura di Viterbo, sotto il coordinamento del PM Michele Adragna, a richiedere il rito immediato per l’imputato.
Secondo l'impianto accusatorio, l'uomo avrebbe instaurato un regime di 'sistematica sopraffazione'. Le vessazioni, iniziate a marzo, sarebbero degenerate progressivamente nel mese di agosto. Tra gli episodi più inquietanti riportati negli atti, quello dello scorso 28 agosto: l'imputato avrebbe afferrato la madre alle spalle, puntandole alla gola un grosso coltello da cucina e pronunciando la frase: “Io posso anche tagliarti la gola ma non lo faccio”.
Le indagini hanno evidenziato come l’uomo agisse spesso in stato di ubriachezza, aggravando la pericolosità delle sue condotte. Oltre alle minacce verbali del tenore di “Se voglio vi ammazzo tutti” e “Vi stacco la testa”, il quarantenne è accusato di aver aggredito fisicamente la madre, spingendola contro le pareti e causandole ecchimosi documentate fotograficamente dagli inquirenti.
Il clima di terrore avrebbe raggiunto il culmine il 10 agosto, quando l’uomo avrebbe segregato l’intero nucleo familiare all’interno di una stanza, chiudendo la porta a chiave per impedire loro ogni movimento. Una situazione divenuta insostenibile al punto che, il 3 settembre successivo, la madre e i fratelli si sono visti costretti ad abbandonare definitivamente l'abitazione familiare per scampare alla violenza dell'uomo.
Attualmente il quarantenne è sottoposto alla misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare. Durante l'udienza, il difensore dell'imputato, l'avvocato Luca Ragonesi, ha depositato una corposa memoria difensiva allegando documentazione clinica mirata a dimostrare il grave stato di disagio psichico in cui verserebbe l'uomo al momento dei fatti.
Il processo proseguirà nei prossimi mesi per accertare le responsabilità penali e valutare le condizioni cliniche del quarantenne, mentre la comunità locale resta scossa per la brutalità dei dettagli emersi in aula.
Viterbo, lultimo saluto a Giovanni Bernabucci
VITERBO – È il giorno dell’addio per familiari e amici di Giovanni Bernabucci. Il feretro del 52enne sarà tumulato nel piccolo cimitero di San Martino al Cimino. I funerali verranno celebrati alle 14.30 nell’abbazia cistercense della frazione, paese d’origine dell' ultras della Lazio ucciso a coltellate lo scorso 13 febbraio nel suo appartamento, nel quartiere Santa Lucia di Viterbo.
L’intera comunità di San Martino si prepara a stringersi attorno ai figli Edoardo e Martino, alla madre Palmina e alla sorella Emanuela. “La comunità di San Martino si stringe con dolore intorno alla famiglia Bernabucci, Tomi, ai parenti ed amici, per la perdita di Giovanni”, si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook “Info Principato: attualità, storia, arte e tradizioni”, accompagnato da decine di messaggi di cordoglio.
Secondo quanto emerso, sarebbero state fatali una coltellata al petto e un fendente alla gamba. Il colpo al torace avrebbe perforato un polmone, mentre quello alla gamba avrebbe lesionato la safena. In totale il 52enne sarebbe stato colpito più volte, riportando anche ferite da difesa alle mani e alle braccia, oltre a profondi graffi al volto.
Intanto David Ernesti, arrestato con l’accusa di omicidio volontario, sarebbe stato trasferito prima dall’ospedale di Teramo e poi nella casa circondariale di Ferrara per motivi di sicurezza, dal momento che uno dei figli della vittima è detenuto a Viterbo.
La difesa del quarantasettenne starebbe valutando la richiesta di una perizia psichiatrica, alla luce dei due Tso a cui Ernesti sarebbe stato sottoposto in passato e del recente ricovero in stato di shock nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Santa Rosa, dove è comparso davanti al gip che ha convalidato l’arresto disponendo la custodia cautelare in carcere.
Viterbo, prima Festa del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco: celebrazioni il 27 febbraio alla sede provinciale
Vasanello, via al restauro della chiesa di Sant’Antonio: 116mila euro dal Ministero della Cultura
Baseball Serie C 2026: WiPlanet Montefiascone pronto al debutto, si parte il 12 aprile
Controlli a Viterbo e provincia: irregolarità in due bar, intervento di Polizia di Stato e Vigili del Fuoco
Montefiascone entra nel Consorzio Industriale del Lazio: via libera del Consiglio comunale, opportunità per imprese e sviluppo
Soriano nel Cimino, canna fumaria saturata in via Ernesti
SORIANO NEL CIMINO - Attimi di apprensione a Soriano nel Cimino, in via Ernesti, dove si è verificato un problema a una canna fumaria risultata saturata. Dall’abitazione è sprigionata una notevole quantità di fumo, ma fortunatamente nessuna fiamma.
La situazione ha generato preoccupazione, ma non si sarebbero sviluppati incendi.
Restano da chiarire le cause precise dell’accaduto.
Tarquinia, Luniversità agraria accoglie gli indennizzi per la Xylella
TARQUINIA - L'Università Agraria di Tarquinia accoglie con favore il provvedimento approvato dalla Regione Lazio che prevede un programma di sostegno economico alle piccole e medie imprese agricole colpite dalle misure di eradicazione della Xylella fastidiosa: “Si tratta di un intervento di particolare importanza per il territorio di Tarquinia, che nei mesi scorsi è stato interessato da uno dei principali focolai del batterio. Le misure fitosanitarie adottate, tra cui l'abbattimento delle piante infette e l'istituzione di una zona cuscinetto di 2,5 chilometri di raggio, hanno inciso in modo significativo sulla continuità produttiva delle aziende agricole coinvolte, causando rilevanti danni economici”.
La decisione della Regione Lazio di attivare gli aiuti previsti dal regime de minimis rappresenta un sostegno concreto per gli operatori che hanno rispettato le prescrizioni imposte dalla normativa vigente per il contenimento del batterio. La misura prevede il riconoscimento di indennizzi fino a un massimo di 50.000 euro per impresa, destinati a coprire i costi sostenuti per il trattamento, la distruzione e la rimozione delle piante infette, oltre che per la pulizia e la disinfezione di locali, terreni, impianti, macchinari, attrezzature e substrati di coltivazione”.
“La prossima fase consisterà nell'emanazione delle direttive per la predisposizione del bando da parte della Direzione regionale Agricoltura, la cui gestione operativa sarà affidata all'Arsial”.
Il Presidente dell'Università Agraria di Tarquinia, Alberto Riglietti, dichiara: “Questo provvedimento rappresenta una risposta concreta alle difficoltà affrontate dalle aziende agricole del nostro territorio, che hanno subito pesanti conseguenze a seguito delle misure di eradicazione della Xylella. È un segnale importante di attenzione da parte della Regione Lazio e ci tengo a ringraziare l'assessore Righini, il Presidente della commissione Agricoltura Zelli e il Capogruppo Sabatini”.
“L'Università Agraria di Tarquinia continuerà a lavorare a fianco delle istituzioni e degli agricoltori affinché l'accesso ai contributi sia rapido ed efficace e si possa avviare un percorso di piena ripresa produttiva”.
Quando Sandro Pertini visitò Viterbo
di Fabio Tornatore
VITERBO - Sono passati 26 anni, ieri 24 febbraio, dalla scomparsa dell'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, avvenuta nello stesso giorno del 1990. E ne sono passati 42 da quando venne in visita a Viterbo per l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università degli Studi della Tuscia, allora nella sede di Piazza della Trinità. Era il 30 novembre 1984.
'Pertini: se il Governo ce la fa?...' titola l'AGI. 'Pertini è giunto a Viterbo in prima mattinata' scrive l'Agenzia Giornalistica Italiana 'ricevuto davanti al Palazzo Comunale dai rappresentanti del Senato, della Camera, della Corte Costituzionale e del Governo (il Ministro della Pubblica Istruzione Franca Falcucci). Ha ascoltato subito dopo, all'interno della Sala Regia, l'indirizzo di saluto rivoltogli dal Sindaco della città Silvio Ascenzi. La seconda tappa il Presidente l'ha compiuta in Piazza dei Caduti, sostano prima davanti alla lapide che ricorda i Partigiani del viterbese che hanno dato la vita durante la lotta di liberazione, deponendo poi una corona d'alloro al Sacrario dei Caduti di tutte le guerre. Quindi la visita all'Università degli studi della Tuscia, ubicata in gran parte all'interno del convento dei frati Agostiniani di piazza della Trinità, occasione ufficiale del viaggio. Nell'aula magna il rettore dell'università prof Giantommaso Scarascia Mugnozza ha dichiarato aperto il quinto anno accademico dell'ateneo'.
Il Presidente poi, secondo i vari resoconti dei giornali dell'epoca, avrebbe pranzato al ristorante 'La Zaffera' e poi avrebbe visitato il quartiere di San Pellegrino. Avrebbe anche risposto ai giornalisti sulle questioni che riguardavano la politica interna, sulla tenuta del Governo 'A me lo chiedete? Non lo dovete chiedere a me, bisogna chiederlo a Craxi' avrebbe risposto il Presidente Pertini.
Una folla di persone, bambini delle elementari e di giovani avrebbero accolto il Presidente della Repubblica, i quali, avrebbero posto diverse domande a Sandro Pertini: se avesse apprezzato la tranquillità di Viterbo in confronto alla confusione di Roma, se avesse accettato un secondo mandato presidenziale, chiesto da più parti nel Bel Paese, se fosse tornato ancora a Viterbo.
Il Presidente della Repubblica Alessandro Giuseppe Antonio Pertini, detto Sandro, politico, giornalista e partigiano italiano, è stato tra i Capi dello Stato più amato dalla popolazione che lo sentiva vicino. Tra le sue frasi rimaste celebri, e ce ne sono moltissime: 'il fascismo per me non può essere considerato una fede politica [...] il fasciasmo è l'antitesi di tutte le fedi politiche [...] perché opprime le fedi altrui'; 'Dentro ogni articolo della Costituzione, giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento'; 'i giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo'; 'io combatto la tua idea che è contraria alla mia, ma sono pronto a battermi al prezzo della mia vita perché tu la tua idea la possa esprimere sempre liberamente'.
Civita Castellana verso il voto, si accende la sfida elettorale
CIVITA CASTELLANA - (A.S.) Chiusa la parentesi del carnevale, Civita Castellana piomba nel pieno clima politico in vista dell'appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio. La pausa delle maschere lascia spazio al confronto politico, che nelle ultime settimane ha già iniziato a infiammare il dibattito cittadino.
Nel centrodestra, la linea ufficiale appare tracciata: la coalizione si è ricompattata attorno al sindaco uscente Luca Giampieri, pronto a correre per il secondo mandato. Nonostante alcune indiscrezioni che avevano ipotizzato scenari diversi, da Fratelli d'Italia a Forza Italia sono arrivate smentite nette e il candidato resta lui, smentendo ventilate ipotesi di un passaggio di testimone con il vicesindaco Claudio Parroccini, esponente azzurro.
Quasi certa, invece, l’eventualità che la Lega decida di correre in autonomia, rompendo l’asse che aveva sostenuto il primo mandato, poi andato in frantumi con l'ultimo strappo a Massaini e Sebastiani. I rapporti interni furono segnati irrimediabilmente da cambiamenti in giunta e da una convivenza tutt’altro che semplice.
E se il centrodestra è in fibrillazione, il centrosinistra non vive una stagione più serena. Da mesi è attivo un tavolo programmatico sui temi del sociale, welfare, lavoro ed economia che ha visto unite le tre forze di opposizione (M5S, Pd e Rc), con l’obiettivo di costruire una piattaforma condivisa. Il nodo principale sembrava quello del candidato unitario, finché Rifondazione Comunista e Movimento 5 Stelle non hanno avanzato il nome di Francesco Romito, scelta non condivisa dal Pd locale che l'ha bollata come una vera e propria 'forzatura'. Senza il consenso del Pd è probabile che quest'ultimo appoggi un ulteriore candidato, magari sostenendo una lista civica. Restiamo nel campo delle supposizioni, il risultato ad oggi appare alquanto frammentato seppur chiaro nei tratti generali. Si profilano almeno due candidati nell’area progressista, che porterebbero a quattro il totale delle possibili corse a sindaco. A questi potrebbe aggiungersi un quinto nome, quello dell’avvocato Franco Laugeni, espressione di una lista civica non distante dall’orbita del centrodestra. Una competizione che si annuncia, dunque, tutt’altro che scontata.
Controlli nei locali della movida: blitz a Bagnoregio tra lavoro nero e carenze sulla sicurezza
BAGNOREGIO - In relazione a quanto successo nel recente passato riguardo il mancato rispetto delle norme di sicurezza dei locali adibiti a pubblico esercizio e intrattenimento, anche in considerazione dell’ esortazione del Prefetto di Viterbo alle amministrazioni comunali della provincia alla sollecita intensificazione delle attività di controllo in materia di vigilanza e prevenzione nei confronti di pubblici esercizi e locali di pubblico spettacolo, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza Viterbo, congiuntamente a personale della Polizia Locale del comune di Bagnoregio (VT), hanno eseguito un accertamento nei confronti di un esercizio di pubblico spettacolo.
Nello specifico, i finanzieri della Gruppo di Viterbo, hanno eseguito un’attività in materia di sommerso di lavoro mentre il personale della Polizia Locale ha verificato le conformità in materia di prevenzione incendi e corretta gestione dell’esodo e dell’emergenza.
Le attività della Guardia di Finanza, hanno fatto emergere la presenza di 4 lavoratori in “nero”, accertando la totale mancanza di buste paga e conseguente remunerazione in contanti.
La Polizia locale relativamente alla sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia antincendio ha rilevato la totale assenza di manutenzione dei dispositivi antincendio e di primo soccorso accertando, inoltre, la parziale ostruzione di una via di fuga.
Le riscontrate irregolarità in materia di sicurezza sul lavoro ed antincendio, sono tuttora al vaglio della Polizia Locale che ha interessato anche il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Viterbo per la parte di rispettiva competenza.
Tale tipologia di controlli, che si inquadrano nell’alveo della costante azione del Corpo della Guardia di Finanza volta al contrasto del fenomeno del “lavoro sommerso” a salvaguardia dell’economia sana, continueranno ad essere attuati in collaborazione con gli altri Comandi di Polizia Locale del territorio provinciale, soprattutto in ottica preventiva tesa a sensibilizzare i pubblici esercenti all’attuazione di comportamenti responsabili e pienamente conformi alle norme di sicurezza
Palanzana spogliata, cosa sta succedendo alla montagna dei viterbesi?
VITERBO – Per i viterbesi non è solo una collina. Il Monte Palanzana è il bosco delle camminate, delle corse, delle salite fino alla croce. È un pezzo di identità della nostra Tuscia.
Negli ultimi giorni, però, il versante che guarda ai meleti è stato quasi completamente disboscato. Non una semplice pulizia del sottobosco, ma un intervento esteso, che ha lasciato il pendio spoglio. Mezzi al lavoro, legna portata via, tronchi accatastati lungo il sentiero fino a renderlo del tutto impraticabile.
Sarà tutto autorizzato, pianificato, a norma. Ma il punto non è la legittimità. È il limite.
Un bosco non è solo legna. È memoria, è abitudine, è paesaggio condiviso. Quando un versante cambia volto, cambia anche il rapporto tra le persone e quel luogo. Ciò che prima accoglieva, oggi appare nudo… spoglio.
La domanda allora è semplice: fin dove possiamo spingerci nel trasformare il nostro verde?
Gestire non dovrebbe significare snaturare. Perché ogni intervento sul territorio non è soltanto tecnico: è una scelta culturale. E il Monte Palanzana, per molti, non è un terreno da sfruttare, ma un luogo da custodire.
UCRAINA ANNO QUARTO
Tragedia nelle campagne della Tuscia: rinvenuto il corpo senza vita di un uomo in un pozzo
MONTEFIASCONE - Una drammatica scoperta ha scosso il territorio nelle ultime ore. Il corpo di un uomo, di cui non sono state ancora rese note le generalità complete in attesa di avvisare tutti i parenti, è stato ritrovato all'interno di un pozzo in un'area rurale della provincia.
L'allarme era scattato nella tarda giornata, quando l'uomo non aveva fatto rientro a casa, facendo preoccupare i familiari. Le ricerche, concentrate nelle zone che la vittima era solita frequentare, si sono concluse nel modo più tragico:
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Il rinvenimento: Il corpo è stato individuato all'interno di una cavità profonda diversi metri, situata in un terreno privato.
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L'intervento dei soccorsi: Sul luogo sono intervenuti d'urgenza i sanitari del 118, che però non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Le operazioni si sono rivelate particolarmente complesse a causa della natura del luogo. È stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco, inclusi gli specialisti del nucleo SAF (Spelo-Alpino-Fluviale), che hanno lavorato per ore per estrarre la salma dal pozzo in totale sicurezza.
I Carabinieri del comando locale hanno immediatamente isolato l'area per avviare gli accertamenti necessari a ricostruire le ultime ore di vita dell'uomo. Al momento, gli inquirenti non escludono alcuna pista:
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L'ipotesi dell'incidente: Una caduta accidentale favorita forse dal buio o da un malore improvviso.
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Il gesto estremo: Una delle ipotesi al vaglio delle autorità, che stanno scavando nel passato dell'uomo.
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Mancanza di sicurezza: Si verificherà se il pozzo fosse adeguatamente segnalato e protetto secondo le normative vigenti.
La salma è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria, che dovrà decidere se procedere con l'esame autoptico per chiarire con esattezza le cause della morte. La comunità si stringe nel dolore attorno alla famiglia in questo momento di profondo sgomento.
L'ultimo commosso saluto a Tamara Ricci: Corchiano si stringe attorno alla sua 'Leonessa'
SDA
CORCHIANO – Il silenzio irreale di una comunità ferita è stato interrotto oggi solo dal suono delle campane e da un lungo, scrosciante applauso. Si sono tenuti questo pomeriggio i funerali di Tamara Ricci, la giovane donna scomparsa a soli 34 anni dopo aver combattuto con una forza sovrumana – quella di una vera 'leonessa' – contro un male incurabile che non le ha lasciato scampo.
La chiesa di Corchiano non è bastata a contenere la folla immensa arrivata per renderle omaggio: centinaia di persone, provenienti non solo dal borgo ma anche dai comuni limitrofi, hanno voluto testimoniare la propria vicinanza a una famiglia stimata e conosciutissima in tutto il territorio.
Particolarmente toccante è stata la presenza delle delegazioni sportive, che si sono strette attorno al dolore del marito di Tamara, Luigi Del Torto:
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ASD Corchiano: La squadra dove milita Luigi era presente al completo, per sostenere il proprio compagno in questo momento di inimmaginabile sofferenza.
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Sassacci: Anche la compagine del Sassacci ha voluto presenziare, a dimostrazione di quanto il legame tra le comunità e il mondo dello sport locale fosse profondo intorno alla figura di Tamara.
Al termine della celebrazione esequiale, quando il feretro è uscito sul sagrato, un grande applauso si è levato verso il cielo. Un gesto spontaneo, nato dal cuore di chi ha conosciuto il coraggio di Tamara, un'anima giovane che ha lottato fino all'ultimo respiro senza mai perdere la propria dignità.
'Non è un addio, ma un ringraziamento per l'esempio di forza che ci hai lasciato. Corchiano non ti dimenticherà mai.'
Dopo la cerimonia, la salma è stata trasportata a Viterbo per la cremazione, come disposto dalle volontà della famiglia. Tamara lascia un vuoto incolmabile, ma il suo spirito combattivo resterà impresso nella memoria collettiva di chi l'ha amata e di chi, oggi, ha pianto la sua prematura scomparsa.
La redazione rinnova le più sentite condoglianze al marito Luigi, ai figli e a tutti i familiari.
Approvata la mozione sul salario minimo negli appalti del Comune di Tarquinia
TARQUINIA - Il Consiglio comunale ha approvato la mozione che impegna l'Amministrazione a promuovere, negli appalti e subappalti di servizi affidati dal Comune di Tarquinia, una soglia minima di retribuzione oraria lorda pari a 9 euro, con l'obiettivo di garantire condizioni di lavoro eque e dignitose. L'atto, fortemente voluto dalla maggioranza, rappresenta un indirizzo politico chiaro su un tema centrale nel dibattito nazionale e sempre più urgente anche a livello locale.
La mozione è stata portata in aula con un obiettivo preciso: intervenire negli ambiti di competenza dell'Ente, facendo quanto possibile sul territorio comunale e assumendosi la responsabilità di indicare una direzione concreta sul tema della dignità del lavoro. Durante il confronto consiliare, il dibattito da parte della minoranza si è concentrato prevalentemente su rilievi di carattere procedurale e su argomentazioni volte a evitare una presa di posizione netta nel merito del provvedimento.
Un atteggiamento significativo sotto il profilo politico, soprattutto di fronte a una proposta finalizzata a rafforzare le tutele dei lavoratori impiegati nei servizi affidati dal Comune. Con l'approvazione della mozione, la maggioranza afferma la volontà di promuovere un modello di economia fondato sul rispetto delle persone e del loro lavoro. Un segnale concreto di responsabilità istituzionale, orientato a coniugare qualità dei servizi, equità sociale e visione futura per la comunità.