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Viterbo conquista la Metro A di Roma: terme e fiori trasformano un intero treno
VITERBO - Viterbo si promuove nel cuore della Capitale con una campagna pubblicitaria di forte impatto visivo: un intero treno della Metro A di Roma è stato completamente tappezzato e personalizzato per raccontare le bellezze e le eccellenze del territorio.
L’iniziativa, voluta dall’amministrazione comunale, punta a valorizzare due delle principali attrazioni cittadine: il comparto termale e la storica manifestazione di San Pellegrino in Fiore. Per un mese, milioni di passeggeri – tra turisti e cittadini romani – potranno immergersi in un’anticipazione dell’esperienza viterbese direttamente durante i loro spostamenti quotidiani.
A spiegare il senso dell’operazione è stata la sindaca Chiara Frontini, che in un post sui social ha sottolineato: «San Pellegrino in Fiore e Viterbo Termale sbarcano sulla Metro A di Roma con la personalizzazione di un intero treno. Una campagna davvero di impatto che vedranno in milioni». E poi l’invito diretto ai viaggiatori: «Vi abbiamo regalato un attimo di relax con le splendide foto delle nostre terme. Ora venitele a provare».
L’allestimento dei vagoni è stato pensato per sorprendere e coinvolgere. I soffitti delle carrozze si trasformano in suggestivi specchi d’acqua che richiamano le sorgenti termali, mentre i sedili si colorano con le scenografie floreali ispirate al quartiere medievale. In particolare, spiccano le immagini della Loggia del Palazzo dei Papi, avvolte da composizioni di fiori che anticipano l’atmosfera della rassegna primaverile.
Oltre all’impatto estetico, la campagna fornisce anche informazioni utili per organizzare una visita in città: dagli stabilimenti termali alle date dell’evento, in programma dal 1° al 3 maggio. Tra le novità più rilevanti, l’inclusione delle Terme dei Papi nel materiale promozionale ufficiale, un segnale di apertura verso una promozione più integrata dell’offerta turistica locale.
Con questa iniziativa, Viterbo rafforza la propria presenza fuori dai confini cittadini, puntando su un’immagine coordinata e immersiva capace di attirare nuovi visitatori e valorizzare le proprie eccellenze in uno dei contesti più frequentati d’Italia.
Il Lazio istituisce la Giornata Regionale delle Dipendenze
VITERBO – La Regione Lazio ha istituito la prima Giornata regionale delle Dipendenze. Un’iniziativa che non si limita a una ricorrenza simbolica, ma che si inserisce in una strategia più ampia, fondata su rete territoriale, ascolto e integrazione dei servizi, coordinata da Asp Isma.
A spiegare la direzione intrapresa è il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca “Dobbiamo superare il panpenalismo e costruire modelli capaci di ascoltare e accompagnare le persone”.
Un focus sulle dipendenze che oggi arrivano da internet
Il cambiamento riguarda anche le priorità. Oggi l’attenzione si concentra sempre più sulle dipendenze digitali, considerate una delle principali sfide emergenti, soprattutto tra i più giovani. Gli algoritmi, infatti, possono amplificare isolamento e vulnerabilità, rendendo necessario un nuovo linguaggio capace di intercettare questi disagi.
Accanto alla prevenzione, la Regione punta anche sul rafforzamento del sistema: previste più risorse, con un incremento dei posti nelle strutture residenziali e semiresidenziali e tariffe più sostenibili per il privato sociale. Un investimento che guarda anche alla stabilità degli operatori, ritenuta fondamentale per garantire continuità nelle cure e ridurre il turnover.
“La sostenibilità passa da scelte concrete, non da promesse”, è un altro dei punti ribaditi dal presidente, che richiama l’importanza di una programmazione solida e duratura.
Cosa accadrà nel concreto?
Sul fronte operativo, prenderà il via un roadshow provinciale che accompagnerà i territori fino al 6 maggio, con tappa finale a Roma. L’obiettivo è duplice: da un lato raccogliere esperienze e buone pratiche, dall’altro rafforzare la formazione e il dialogo tra istituzioni, operatori e comunità.
Un modello, quindi, che punta sull’integrazione socio-clinica e sull’ascolto costante, nella convinzione che la prevenzione e la rete territoriale possano rappresentare la risposta più efficace a un fenomeno in continua evoluzione.
Viterbo torna capitale della pallavolo giovanile
VITERBO – Torna a Viterbo uno degli appuntamenti sportivi giovanili più attesi: dal 2 al 4 aprile andrà in scena l’undicesima edizione del torneo nazionale di pallavolo femminile “Città di Viterbo”, categorie Under 14 e Under 16.
Un evento ormai consolidato, che negli anni ha superato i confini del capoluogo per abbracciare l’intera Tuscia, coinvolgendo più comuni e strutture sportive. “Non è soltanto un torneo – ha sottolineato la sindaca Chiara Frontini – ma un appuntamento a cui siamo particolarmente affezionati. Porta in alto il nome della città e rappresenta un’occasione per far conoscere il territorio. Lo sport è anche un volano turistico e di sviluppo”.
Un concetto ribadito anche dall’assessore allo sport Emanuele Aronne, che ha evidenziato il legame tra eventi e investimenti: “Gli impianti sportivi sono il biglietto da visita di una città. Questi tornei portano persone, economia e offrono un’alternativa concreta alla strada per i ragazzi. Sempre di più dobbiamo fare rete”.
E proprio la rete territoriale è uno degli elementi centrali di questa edizione. Montefiascone, Vignanello e Vetralla ospiteranno parte delle gare, in una sinergia tra amministrazioni locali.
I Numeri in ballo
Numeri importanti anche per questa edizione, come spiegato dagli organizzatori: 36 squadre partecipanti, oltre 100 partite in due giorni e mezzo e circa 1500 presenze tra atlete, staff e accompagnatori. Le gare si disputeranno su 11 campi, con finali previste al Palamalè nel pomeriggio del 4 aprile.
“Segniamo un salto di qualità rispetto al passato – ha spiegato il presidente VBC Carlo Carbonari – con l’obiettivo di crescere ancora, magari arrivando in futuro a una dimensione internazionale”.
A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il delegato CONI Ugo Baldi: “Coinvolgere così tante squadre e territori non è semplice. Viterbo si conferma una realtà trainante nello sport regionale”.
Palazzo di Donna Olimpia: il crollo del tetto è il simbolo del fallimento della giunta Frontini
VITERBO - Ci sembra che l'amministrazione Frontini, così come su tante altre cose, non abbia la minima idea di come e quando porre rimedio all'indegno degrado che sta distruggendo uno tra i palazzi storici più importanti della città. La notizia del crollo del tetto del Palazzo di Donna Olimpia in via San Pietro, ci preoccupa e ci indigna: come si può lasciare nel totale abbandono e nella più completa indifferenza un edificio storico situato nel cuore del centro cittadino a ridosso di altre edificazioni che starebbero subendo le conseguenze del suo stato rovinoso e fatiscente, in una via trafficatissima di persone? Nelle vicinanze c'è anche una scuola.
La precedente amministrazione di centrodestra, regista della gran parte dei progetti che stanno prendendo forma in questi anni, aveva previsto un project financing con l'ex assessore Paolo Barbieri.
Che fine ha fatto? Il progetto inziale prevedeva un campus universitario con 57 alloggi e 120 posti letto, una biblioteca, stanze studio, sale conferenze, spazi comuni e 370 metri quadrati riservati al Comune su un totale di 5.500 metri quadrati complessivi. Un'opera colossale frutto di una visione precisa della città, che prevedeva anche il recupero del cosiddetto 'percorso dell'Abate', collegamento aereo sulle mura tra l'ex brefotrofio e le Fortezze. Con l'arrivo dei civici, la riqualificazione del Palazzo di Donna Olimpia è finita in soffitta. Non se ne parla nemmeno più.
Ma mentre l'amministrazione fa finta di niente, il degrado dell'edificio avanza. La maggioranza Frontini pensa di essere in grado di fare qualcosa? La sindaca ce lo faccia sapere, magari anche in uno dei suoi innumerevoli video-pillola o anche con un manifesto, forma comunicativa che pare aver riscoperto con l'avvicinarsi delle urne.
Siamo di fronte all'inconsistenza di un'amministrazione civica che impiega il suo tempo a stampare manifesti per mettere il nome sulla Passeggiata Ecologica, pensata e finanziata dalle precedenti amministrazioni, quando Frontini sedeva all'opposizione. Oramai siamo veramente al ridicolo.
Viola il divieto di ritorno e occupa una casa: arrestato a Montalto
Il TAR Lazio declina la giurisdizione sul caso Terme dei Papi
Tragedia in montagna: identificato il corpo del 28enne disperso Peng Huang
ORTISEI - È stato identificato come Peng Huang, studente cinese classe 1997, il corpo senza vita rinvenuto nella mattinata di oggi, 30 marzo, sotto una valanga nei pressi della forcella de Mezdì, in Val di Funes, nelle Dolomiti altoatesine. La conferma ufficiale è arrivata in serata dalle autorità competenti, ponendo fine a settimane di incertezza e dolore per i familiari del giovane.
FOTO: ladige.it
Il ritrovamento è avvenuto intorno alle ore 11, quando un gruppo di scialpinisti austriaci e tedeschi, impegnati nella risalita della zona, ha individuato il corpo parzialmente sepolto dalla neve. Immediato l’allarme al Soccorso alpino: sul posto sono intervenuti gli uomini dell’Aiut Alpin Dolomites e una squadra del CNSAS della Val di Funes, supportati da un elicottero, che hanno provveduto al recupero della salma.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe stato travolto da una valanga nelle settimane successive alla sua scomparsa, avvenuta a gennaio durante un’escursione in quota. Il corpo sarebbe stato trascinato a valle fino a circa 2.000 metri di altitudine, dove è stato poi rinvenuto.
Peng Huang, 28 anni, studente universitario a Viterbo e appassionato di montagna, si trovava in Alto Adige per visitare le Dolomiti, meta che desiderava vedere da tempo. Il 20 gennaio era uscito dalla struttura in cui alloggiava a Ortisei per un’escursione, senza fare più ritorno. Nonostante le ricerche avviate immediatamente dopo la denuncia di scomparsa, del giovane non si erano più avute notizie.
Per oltre due mesi la famiglia ha vissuto nell’angoscia. A febbraio, la sorella e altri parenti erano arrivati dalla Cina in Val Gardena per partecipare alle ricerche e cercare indizi utili al ritrovamento. Con l’identificazione ufficiale del corpo, si chiude così una lunga e dolorosa attesa.
L’ennesimo incidente in ambiente alpino riaccende l’attenzione sui rischi legati alle escursioni invernali, soprattutto in presenza di condizioni nivologiche instabili. Le autorità raccomandano sempre la massima prudenza e una preparazione adeguata prima di affrontare itinerari in quota.
La conferma ufficiale è arrivata in serata dalle autorità che si occupano del caso.
L'abbigliamento e l'attrezzatura corrispondono infatti a quelle del giovane. Per la famiglia termina così una triste attesa durata oltre due mesi.
Viterbo ricorda le vittime dellincidente elicotteristico di Abu Dhabi
VITERBO - Nel giorno del 46° anniversario del tragico incidente elicotteristico avvenuto ad Abu Dhabi, la città di Viterbo si raccoglie nel ricordo delle vittime, rinnovando un sentimento di profonda commozione e memoria condivisa.
A esprimere il cordoglio dell’intera comunità è stata la sindaca Chiara Frontini, che ha voluto sottolineare il valore del ricordo per una delle pagine più dolorose della storia cittadina. Nell’incidente persero la vita dieci membri dell’equipaggio – ufficiali e sottufficiali dell’Aviazione dell’Esercito Italiano, tutti cittadini viterbesi – insieme a tre tecnici civili.
Si tratta del più grave incidente elicotteristico nella storia dell’Aviazione dell’Esercito, una tragedia che all’epoca scosse profondamente la comunità viterbese, lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva.
«Viterbo rende omaggio alla memoria dei suoi figli», ha ricordato la sindaca, rivolgendo un pensiero commosso alle famiglie delle vittime. Un messaggio che unisce istituzioni e cittadini nel segno del rispetto e della memoria.
A distanza di 46 anni, il ricordo resta vivo, testimoniando il legame profondo tra la città e coloro che persero la vita in servizio. Un momento di raccoglimento che rinnova il dovere della memoria e il valore della solidarietà verso chi ha subito una perdita così dolorosa.
Sanità, Sabatini (FdI): 'Casa di Comunità Bolsena, esempio di perfetta integrazione socio sanitaria'
BOLSENA - Così il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Lazio Daniele Sabatini, componente della Commissione Sanità, che ha commentato la recente apertura a Bolsena.
'E' stata inaugurata questa mattina dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dall' assessore ai Servizi sociali Massimiliano Maselli la Casa di Comunità di Bolsena che offrirà servizi socio sanitari all'utenza del comprensorio dell'Alta Tuscia realizzata grazie ai fondi Pnrr. Si tratta della seconda Casa della Comunità della provincia di Viterbo dopo quella di Bagnoregio.
Prosegue dunque l'opera di rafforzamento della sanità territoriale nel Viterbese, sviluppando accanto agli ospedali, una rete forte di servizi capace di prendere in carico e accompagnare le persone nel loro percorso di cura. Le Case della Comunità sono il cuore della riforma della sanità che la Giunta Rocca sta portando avanti, con l'obiettivo di offrire ai cittadini un modello sanitario sempre più prossimo alle comunità e attento ai bisogni degli utenti, soprattutto i soggetti più fragili.
Un punto di riferimento strategico, accessibile, integrato, dove medici di medicina generale, pediatri, infermieri di famiglia, specialisti e servizi sociali operano in sinergia per offrire risposte ai bisogni di salute dei cittadini.
Un ringraziamento al presidente Rocca per il grande lavoro di questi ultimi anni che ha permesso lo sblocco e la messa a terra dei progetti Pnrr, accelerando la realizzazione delle Case di Comunità. Un risultato che, per ciò che riguarda Bolsena, è stato possibile grazie al lavoro del direttore generale dell'Asl Egisto Bianconi e degli uffici dell'Azienda e alla collaborazione del sindaco Andrea Di Sorte e dell'intera Amministrazione comunale.
E' proprio il proficuo rapporto istituzionale fra Regione e territorio che costituisce i presupposti per una sanità sempre più efficiente e prossima alle esigenze delle nostre comunità'.
Palio dell'Anello, storia urbana e del costume per la prima conferenza.
TARQUINIA - Dall'evoluzione urbana alla moda d'epoca della Corneto medievale, un viaggio tra tradizione e appartenenza verso la rievocazione cittadina. Ha preso il via il 28 marzo, nella suggestiva cornice della biblioteca comunale 'Vincenzo Cardarelli', il ciclo di incontri promosso dal Comune di Tarquinia per accompagnare la città verso Il Palio dell'Anello. Un primo appuntamento che ha registrato una partecipazione attenta e coinvolta, confermando l'interesse della comunità verso le proprie radici.
Ad aprire l'incontro è stata la storica Sabina Angelucci, che ha guidato i presenti in un percorso tra vicoli e scorci cittadini, illustrando con chiarezza e passione l'evoluzione urbanistica: dalle terzerie Valle e Poggio a Castello e Castro Nuovo, restituendo una visione dinamica della crescita e delle trasformazioni della città. A seguire, la storica Elisabetta Gnognera ha accompagnato il pubblico in un affascinante viaggio nelle epoche passate, soffermandosi sulla simbologia dell'abbigliamento: dalle stoffe pregiate ai dettagli, dai mantelli alle calzature, fino ai colori e ai loro significati, elementi capaci di raccontare status sociale, riti e tradizioni.
'Eventi come questo rappresentano un'opportunità fondamentale per stimolare il coinvolgimento della comunità nello spirito della partecipazione attiva -afferma l'assessore alla cultura Roberta Piroli -. Conoscere la propria storia significa diventare protagonisti consapevoli di una narrazione collettiva che parla di territorio, identità e appartenenza'. Sulla stessa linea il presidente del consiglio comunale, Alberto Blasi, che ha sottolineato il valore del lavoro condiviso: 'È grazie all'impegno di tutti i componenti delle contrade che questo percorso prende forma. L'amministrazione crede fortemente che attraverso queste iniziative si possa restituire ai cittadini la propria storia, trasformandola in motore di sviluppo e strumento di valorizzazione della tradizione'. Presenti all'iniziativa vari rappresentanti dell'Amministrazione, dell'associazionismo tarquiniese e delle contrade, a testimonianza di un percorso che si conferma partecipato e condiviso.
Top piattaforme di scommesse asiatici sicure e affidabili
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I Nostri Top 5 Siti di Scommesse non AAMS asiaticiDi seguito presentiamo alcuni dei bookmaker asiatici più interessanti per gli utenti italiani. Queste piattaforme sono note per le loro quote competitive, ampia scelta di eventi sportivi e interfacce moderne.
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Winnita si distingue per un'interfaccia semplice e una piattaforma veloce, ideale per chi ama le scommesse live. Gli utenti possono trovare oltre 30 sport diversi e migliaia di eventi disponibili durante la settimana. Il sito propone spesso bonus iniziali e promozioni sulle scommesse multiple. Inoltre, Winnita integra una sezione casinò con centinaia di slot e giochi live, offrendo così un’esperienza completa agli utenti. - Bankonbet.
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Che cos'è un Broker asiatico?Un broker asiatico è un intermediario che consente agli utenti di accedere a diversi bookmaker asiatici tramite un unico account. Questo sistema è molto diffuso tra gli scommettitori professionisti che desiderano ottenere le migliori quote disponibili sul mercato.
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Come creare un account su un bookmaker asiaticiCreare un account su un bookmaker asiatico è generalmente un processo semplice e veloce. Il primo passo consiste nel visitare il sito ufficiale della piattaforma e selezionare l’opzione di registrazione.
Durante la registrazione sarà necessario inserire alcune informazioni personali come nome, indirizzo email e password. Alcuni siti richiedono anche una verifica dell’identità per garantire la sicurezza dell’account.
Dopo aver completato la registrazione, è possibile effettuare il primo deposito utilizzando uno dei metodi di pagamento disponibili. Una volta confermato il deposito, l’utente può iniziare immediatamente a piazzare scommesse sugli eventi sportivi disponibili.
Vantaggi e svantaggi dei siti di scommesse asiaticiVantaggi:
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FAQI bookmaker asiatici sono legali in Italia?
I bookmaker asiatici operano generalmente con licenze internazionali. Tuttavia, non tutti possiedono una licenza italiana, quindi gli utenti dovrebbero informarsi attentamente prima di registrarsi.
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Posso utilizzare criptovalute per depositare?
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Quanto tempo richiedono i prelievi?
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Il Questore di Viterbo consegna al Vescovo di Civita Castellana lolio di Capaci
CIVITA CASTELLANA - Nel primo pomeriggio di oggi, 30 marzo 2026, Lunedì Santo, il Questore di Viterbo, dott. Luigi Silipo, ha consegnato a S. E. Mons. Marco Salvi, Vescovo di Civita Castellana l’olio del “Giardino della Memoria di Capaci”, nel trentaquattresimo anniversario delle stragi mafiose di Capaci e Via d’Amelio. Nel luogo dove avvenne la tremenda esplosione del 23 maggio 1992, oggi sorge un giardino curato dall’Associazione Quarto Savona 15 (dalla sigla radio dell’auto di scorta), animata da Tina Montinaro, vedova del capo scorta.
Su questo terreno sono state piantate diverse piante di ulivo, ciascuna dedicata ad una persona delle Istituzioni caduta per mano della mafia. Ogni ulivo ricorda una vittima di mafia, così ognuno di loro rinasce a vita nuova, sempre.
Anche quest’anno l’Associazione ha provveduto a raccoglierne i frutti, per ricavarne l’olio che, tramite le Questure d’Italia, viene donato alle Diocesi italiane, per essere consacrato nella Santa Messa del Crisma, il Giovedì Santo.
Con questa iniziativa si vuole mantenere viva la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per lo Stato e di coloro, i poliziotti, che erano preposti a loro tutela.
Il Vescovo di Civita Castellana nel ringraziare il Questore di Viterbo ha sottolineato quanto sia importante alimentare nelle nuove generazioni i valori della pace e dell’attaccamento alle istituzioni democratiche.
Viterbo accoglie il torneo nazionale giovanile di volley femminile
TC Viterbo Barili, weekend perfetto: doppia vittoria in Serie D1
Il Questore di Viterbo consegna l’olio di Capaci al Vescovo Salvi
Marta, l11° Tappa della 10° Ed. dellInternational Street Food
MARTA - Il Lungolago della città di Marta, Località Porto, ospiterà da venerdì 3 a lunedì 6 aprile 2026, proprio in occasione delle festività di Pasqua e Pasquetta, l’11°tappa della 10° Edizione dell’International Street Food, il più grande festival itinerante d’Italia. Un lungo week end dedicato alla cucina di strada e ai sapori dal mondo.
Per quattro giorni il pubblico potrà gustare le prelibatezze di un grande villaggio gastronomico con decine di food truck e stand selezionati provenienti da tutta Italia e dall’estero. L’evento celebra quest’anno dieci anni di attività, confermandosi come uno degli appuntamenti più seguiti dagli appassionati di street food.
L’inaugurazione ufficiale è prevista per venerdì 3 aprile alle ore 18:00, con apertura degli stand fino a mezzanotte; sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile il festival sarà aperto dalle 12:00 alle 24:00. L’ingresso è gratuito.
Dopo nove edizioni di grande successo, l’International Street Food torna nelle piazze italiane con un format che unisce qualità, tradizione gastronomica e intrattenimento, offrendo momenti di convivialità per famiglie, giovani e appassionati del buon cibo.
Durante la tappa di Marta il pubblico potrà intraprendere un vero viaggio tra le specialità dello street food internazionale. Tra le proposte presenti: il pulled pork, il caciocavallo impiccato, le bombette pugliesi, gli arrosticini, la pizza napoletana, il kurtos ungherese, gli hamburger di Fassona, i fritti di Don Fritto, la cucina Argentina, il cuoppo di pesce. Ad accompagnare le proposte gastronomiche non mancherà una selezione di birre artigianali italiane ed estere.
Affacciata sulle rive del suggestivo Lago di Bolsena, Marta è un borgo affascinante che conserva intatto il suo legame con le tradizioni lacustri. Il Lungolago, con il suo panorama unico e la vivace atmosfera, rappresenta la cornice ideale per ospitare eventi di grande richiamo come l’International Street Food, il festival itinerante che celebra la cucina di strada nazionale e internazionale.
Questa tappa rappresenta non solo un grande evento dedicato al cibo di strada, ma anche un’importante occasione di valorizzazione del territorio, capace di attirare visitatori da tutta la regione e di generare ricadute positive sul turismo e sull’economia locale.
L’evento è organizzato da Alfredo Orofino, presidente di A.I.R.S. – Associazione Italiana Ristoratori di Strada, con il patrocinio del Comune di Marta.
«La decima edizione dell’International Street Food rappresenta per noi un traguardo importante – dichiara Orofino –. In questi anni abbiamo lavorato per dare sempre più valore al cibo di strada, selezionando operatori di qualità e promuovendo tradizioni gastronomiche provenienti da tutta Italia e dal mondo. Portare il festival a Marta è particolarmente significativo: è una città ricca di storia, cultura e tradizioni gastronomiche, e siamo felici che questa decima tappa del tour possa valorizzare un luogo così importante e coinvolgere il pubblico in un grande momento di festa e condivisione».
Dopo il successo della trasmissione televisiva “Il Trono del Gusto”, andata in onda su Rai 2 nella stagione 2025, il racconto dello street food italiano continuerà con delle nuove puntate a partire dalla primavera 2026: nuove storie, nuovi protagonisti e sfide gastronomiche, confermando l’attenzione crescente verso questo settore.
Un docu-reality prodotto da RG Factory, è un progetto ambizioso che si propone di raccontare da vicino un fenomeno in continua ascesa, tra storie autentiche, passione e creatività.
A guidare il pubblico in questo viaggio sarà Alfredo Orofino, che accompagnerà gli spettatori alla scoperta dei retroscena, delle emozioni e delle dinamiche che caratterizzano questo universo affascinante e in continua evoluzione.
Ogni puntata offrirà uno sguardo autentico sull’organizzazione quotidiana, sulle storie personali dei food trucker, veri protagonisti di un mondo fatto di passione, sacrificio e creatività. Un racconto coinvolgente che metterà in luce non solo il lavoro, ma anche il lato umano di chi ha scelto di trasformare il cibo di strada in una vera e propria forma di espressione.
Con la tappa di Marta prosegue quindi il viaggio nel gusto dell’International Street Food: quattro giorni di sapori, profumi e tradizioni, dove culture gastronomiche diverse si incontrano in un’atmosfera di festa e convivialità.
Contemporaneamente alla tappa di Marta, la manifestazione sarà presente anche a Merano e a Rosignano Marittimo, confermando la forza di un tour nazionale che negli anni ha contribuito a consacrare lo street food come uno dei fenomeni gastronomici e culturali più apprezzati e partecipati del Paese.
Bolsena, inaugurata la casa della comunità: cresce la sanità di prossimità
BOLSENA - È stata inaugurata questa mattina, a Bolsena, la nuova Casa della comunità, la seconda attivata nella Tuscia dopo quella di Bagnoregio lo scorso 17 marzo. Un presidio strategico della sanità territoriale che rafforza il modello di assistenza di prossimità, portando servizi, prevenzione e presa in carico sempre più vicino ai cittadini.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, e il sindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte, insieme a rappresentanti istituzionali, operatori sanitari e cittadini.
La giornata si è aperta in piazza Matteotti con il 'Villaggio della comunità', uno spazio dedicato all'incontro tra operatori della Asl e cittadinanza, dove sono stati offerti servizi informativi, attività di prevenzione e prestazioni di base, con l'obiettivo di promuovere la cultura della salute e favorire l'accesso consapevole ai servizi.
A seguire, il trasferimento presso la struttura di via IV Novembre, dove si è svolto il taglio del nastro e la visita istituzionale alla Casa della comunità, già operativa nei suoi servizi.
Una struttura rinnovata grazie al Pnrr
La nuova Casa della comunità di Bolsena nasce al termine di un importante intervento di riqualificazione e ristrutturazione, finanziato con fondi Pnrr per un importo superiore a 2 milioni e 250mila euro.
Si tratta di una struttura moderna, accogliente e funzionale, progettata per rispondere in modo integrato ai bisogni di salute della popolazione, in linea con il modello previsto dal Dm 77: un punto di riferimento territoriale unico, facilmente accessibile, in grado di garantire assistenza sanitaria e sociosanitaria di prossimità.
La Casa della comunità serve un'area ampia del Distretto A, comprendente i comuni di Acquapendente, Bolsena, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gradoli, Latera, Proceno e Onano, per un bacino complessivo di circa 17mila abitanti, e si configura come nodo fondamentale della rete territoriale, integrata con ospedali, servizi domiciliari e sistema sociale.
I servizi: un’offerta completa e integrata
All'interno della struttura sono attivi numerosi servizi, pensati per garantire risposte rapide, coordinate e continue ai bisogni dei cittadini. Tra questi: il Punto unico di accesso (PUA), il Centro unico di prenotazioni (CUP), i servizi di assistenza di prossimità, i servizi di cure primarie, gli ambulatori specialistici, l'ambulatorio infermieristico, la diagnostica di base, il punto prelievi, l'area dedicata all'assistenza domiciliare integrata (ADI) e alle Unità di cura assistenziale (UCA), il programma di screening del colon retto.
Il modello: dalla prestazione alla presa di carico
La Casa della comunità rappresenta un vero cambio di paradigma: non più un luogo dove si accede solo per una prestazione, ma un sistema organizzato capace di accompagnare il cittadino lungo tutto il percorso di salute, con percorsi integrati, continui e multidisciplinari, orientati in particolare alla gestione della cronicità e delle fragilità. Il modello si basa su un approccio proattivo: i bisogni non vengono solo intercettati, ma anticipati e gestiti attraverso una rete integrata di professionisti e servizi, con un forte coinvolgimento della comunità e degli enti locali. La salute diventa così un processo condiviso, costruito nel territorio e con il territorio, attraverso un sistema che mette in relazione sanità, sociale e comunità.
L’innovazione dell’infermiere di famiglia e di comunità
Tra gli elementi più innovativi del nuovo modello organizzativo c'è la figura dell'infermiere di famiglia e di comunità (Ifec), punto di riferimento per il cittadino e per il sistema territoriale. L'Ifec svolge un ruolo centrale nella presa in carico: accompagna la persona nel tempo, ne monitora lo stato di salute, favorisce l'aderenza alle cure e attiva, quando necessario, gli altri professionisti della rete. Non interviene solo in presenza di un problema, ma opera in un'ottica preventiva e di prossimità, costruendo un rapporto diretto con il paziente, la famiglia e la comunità. È, a tutti gli effetti, un 'case manager' della salute, capace di garantire continuità assistenziale, integrazione tra servizi sanitari e sociali e una reale vicinanza ai bisogni delle persone, soprattutto quelle più fragili.
Una sanità più vicina alle persone
Con l'apertura della Casa della comunità di Bolsena prosegue il percorso di rafforzamento della sanità territoriale nella provincia di Viterbo, in linea con gli obiettivi del Pnrr. Dopo Bagnoregio, anche Bolsena diventa un punto di riferimento per una sanità più accessibile, integrata e orientata alla prevenzione, capace di ridurre le distanze e migliorare la qualità della presa in carico.
'Con l'inaugurazione della Casa della comunità di Bolsena compiamo un ulteriore passo concreto nel rafforzamento della sanità territoriale della Tuscia – dichiara il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi –. Questa struttura rappresenta un modello organizzativo moderno, che mette al centro la persona e i suoi bisogni, garantendo prossimità, integrazione e continuità assistenziale. Il nostro obiettivo è costruire una sanità sempre più vicina ai cittadini, capace di intercettare precocemente i bisogni di salute e di offrire risposte efficaci, soprattutto per le persone fragili e per i pazienti cronici'.
L'Azienda speciale Centro Italia lancia il primo corso di analisi sensoriale su nocciole e ...
VITERBO - L’Azienda Speciale Centro Italia, braccio operativo della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo, conferma il proprio impegno nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio e lancia un innovativo percorso formativo incentrato sull'analisi sensoriale delle nocciole e delle creme spalmabili. Il corso, organizzato insieme all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Viterbo e ad AgriAvengers srl, nasce dall’esigenza di formare la figura dell’Assaggiatore ufficiale che riesca a definire, in maniera oggettiva e nell’ambito di un panel, la qualità di un prodotto di eccellenza per il territorio.
Una iniziativa che punta a fornire a produttori, trasformatori e appassionati del settore gli strumenti tecnici necessari per riconoscere e valutare oggettivamente le caratteristiche organolettiche di uno dei prodotti simbolo dell'economia locale, elevando così gli standard qualitativi dell'intera filiera. Il programma didattico si articola attraverso sessioni teoriche e pratiche condotte da esperti del settore che permetteranno ai partecipanti di affinare i sensi e apprendere le metodologie scientifiche per la classificazione del prodotto, partendo dalla materia prima grezza fino ad arrivare ai complessi profili aromatici delle creme di nocciola.
Il corso si suddivide in due moduli, uno dedicato alle nocciole (giovedì 16 aprile dalle ore 10 alle 13) e l’altro alle creme di nocciola (giovedì 7 maggio, dalle ore 15 alle 18), e si svolgerà presso la Sala panel della Camera di commercio di Rieti-Viterbo in Via F.lli Rosselli, 4. La partecipazione ad entrambi i moduli consentirà l’iscrizione come Assaggiatore/Giudice al Panel “Nocciola Romana DOP” e al Panel “Creme Spalmabili” (in fase di costituzione) dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Viterbo. È offerta anche la possibilità di seguire uno solo dei due moduli proposti.
La quota di partecipazione all’intero corso è di 100 euro iva compresa, mentre il costo di partecipazione ad un solo modulo è di 60 euro iva compresa. I modelli di pre-iscrizione, disponibili insieme al programma dettagliato del corso al link https://www.aziendacentroitalia.it/corso-analisi-sensoriale-su-nocciole-e-creme-di-nocciola/ dovranno pervenire all'indirizzo email formazione@aziendacentroitalia.it entro il prossimo 8 aprile. Per motivi organizzativi, la partecipazione al corso è limitata a 12 partecipanti, pertanto, in caso di esubero delle richieste, sarà preso in considerazione l’ordine cronologico di arrivo delle pre-iscrizioni.
Il corso è in fase di accreditamento presso il Conaf per poter riconoscere crediti formativi professionali ai partecipanti.
Maggiori informazioni all'indirizzo email formazione@aziendacentroitalia.it oppure ai numeri di telefono 0746.1898270 o 0761.234270.
Manutenzione alberature e diserbo meccanico: divieto di sosta e circolazione 2-3 aprile
VITERBO - Manutenzione delle alberature e diserbo meccanico stradale, il 2 e il 3 aprile attenzione ai provvedimenti alla circolazione veicolare in via T. Carletti. Nel dettaglio, dalle ore 8,00 fino alle ore 18,00 di giovedì 2 aprile (fino al termine dei lavori), divieto di transito veicolare e divieto di sosta in via T. Carletti nel tratto compreso tra via Garibaldi e l'ingresso del liceo classico M. Buratti; dalle ore 9,00 fino alle ore 12,00 di venerdì 3 aprile – e fino al termine delle operazioni di diserbo meccanico stradale - divieto di sosta su via T. Carletti, nel tratto compreso tra via Garibaldi e via San Leonardo, e su via del Meone.
'L'ordinanza di chiusura al traffico e di divieto di sosta in via T. Carletti – spiega l'assessore all'ambiente e verde pubblico Giancarlo Martinengo - si rende necessaria per consentire interventi fondamentali di manutenzione del verde pubblico, tra cui potature arboree e sfalcio dell'erba. Si tratta di attività importanti per garantire sicurezza, decoro urbano e qualità degli spazi condivisi. I giorni individuati non sono casuali, ma scelti in concomitanza con la chiusura delle scuole per le festività pasquali, proprio per ridurre il più possibile i disagi. Rivolgo un appello a tutti i cittadini affinché rispettino con attenzione i divieti di sosta e le disposizioni temporanee: la collaborazione di ciascuno è essenziale per permettere lo svolgimento rapido ed efficace degli interventi, a beneficio della collettività'.
I provvedimenti sono stati disposti con apposita ordinanza del settore VIII (n. 163 del 25 marzo 2026). La versione integrale dell'ordinanza è consultabile sul sito istituzionale www.comune.viterbo.it sezione albo pretorio.
Viterbo, grande partecipazione alla giornata di donazione del sangue
VITERBO - Si è conclusa con grande successo, a Viterbo, la giornata dedicata alla donazione del sangue promossa dall’Avis Comunale “R. Milioni”, in collaborazione con le Fiamme Gialle di Viterbo e la sezione provinciale della Uil.
L’iniziativa ha registrato una partecipazione significativa, con numerosi volontari che hanno scelto di compiere un gesto concreto di solidarietà. Tra questi, anche diversi donatori alla prima esperienza, segno di una crescente sensibilità verso un tema di fondamentale importanza sociale.
La donazione del sangue, infatti, rappresenta un pilastro essenziale per il sistema sanitario, soprattutto alla luce della carenza cronica che interessa il Servizio Sanitario Nazionale. Un impegno che richiede continuità e il coinvolgimento di nuove generazioni di donatori.
A sottolineare il valore dell’iniziativa sono stati il presidente dell’Avis Provinciale, Maurizio Todini, il segretario della Uil di Viterbo, Giancarlo Turchetti, e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Carlo Pasquali.
I tre rappresentanti hanno espresso un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti per la straordinaria sensibilità dimostrata, auspicando che, in particolare tra i più giovani, possa nascere un impegno stabile nel volontariato legato alla donazione del sangue.