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Previsioni meteo per martedì 3 marzo
Viterbo
Condizioni di tempo stabile nel corso della giornata con cieli sereni al mattino e poco nuvolosi nel pomeriggio. In serata e nottata ancora tempo asciutto ma con qualche addensamento in più in transito. Temperature comprese tra +7°C e +16°C.
Lazio
Tempo stabile al mattino con cieli sereni o poco nuvolosi su tutta la regione. Nel pomeriggio poche variazioni con nubi sparse e schiarite, qualche pioggia possibile sui rilievi interni. In serata e nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto con cieli irregolarmente nuvolosi.
AL NORD
Al mattino nubi basse lungo la Pianura Padana, poco nuvoloso altrove. Al pomeriggio ampie schiarite in pianura; isolati piovaschi sui rilievi. In serata e in nottata ancora tempo pienamente stabile con cieli sereni o poco nuvolosi.
AL CENTRO
Al mattino ampi spazi di sereno, salvo locali addensamenti lungo i settori Adriatici. Al pomeriggio instabilità localizzata tra Lazio e Abruzzo, poco nuvoloso altrove. In serata e in nottata ancora tempo stabile con cieli poco o irregolarmente nuvolosi.AL SUD E SULLE ISOLE
Al mattino nuvolosità irregolare in transito ovunque. Al pomeriggio sereno o poco nuvoloso, salvo ancora addensamenti sulla Sardegna. In serata e in nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto con cieli poco o irregolarmente nuvolosi.
Temperature minime stabili o in diminuzione al nord, stazionarie altrove. Massime stabili o in rialzo da nord a sud
La favola vera di Anthaia: così a Vetralla l'impresa agricola sposa la gentilezza
VETRALLA - C'era una volta: iniziano tutte così le belle favole. E questa è una di quelle. Anthaia nel Pian della creta però è una favola vera, trasformata in impresa. Tanto bella da essersi qualificata alla finale del premio 'Cambiamenti' della Cna nazionale, area Lazio-Sardegna. E con un finale ancora da scrivere. Siamo a Vetralla, si parla di un'azienda agricola con protagonista una bambina etrusca simbolo della gentilezza, che si trova sul percorso della via Francigena e che va a braccetto con una seconda azienda poco distante, il ristorante Da Benedetta. Due realtà associate alla Cna di Viterbo e Civitavecchia che a breve si uniranno per diventare una cosa sola.
Per capirne di più però la favola va raccontata. A farlo è una delle protagoniste, Chiara Porcari. 'Il ristorante Da Benedetta – dice – è nato nel 1959 dalla bisnonna e dalla nonna di mio marito Enrico Pasquinelli'. È proprio lui oggi il titolare, si occupa di fare la pasta e preparare i piatti. 'Crearono questa attività con sacrifici e puntando sulla qualità. Nel 1996 sono arrivata io: ho riorganizzato gli spazi, un lavoro che ha dato i suoi risultati negli ultimi 10 anni'.
Chiara è radiologa e lavora in Alto Adige. Poi è arrivato il covid ed è stato una sorta di spartiacque: come andare avanti? Il ristorante si è sempre distinto, oltre che per i piatti, per la convivialità, l'accoglienza e la gentilezza. Dentro c'è una vera e propria piazzetta con gli scorci di Vetralla dove si sono svolti spettacoli di teatro, lirica e laboratori per bambini. E qui parte la seconda fase. 'Sogno un luogo condiviso, di inclusione – continua Porcari – e legato ai ragazzi con disabilità. Anthaia è nata come parco a tema etrusco dopo il covid. La bambina etrusca porta avanti il tema della gentilezza, dietro c'è una storia e nel personaggio si trova ciò che sono anche io. Sono presenti pannelli montessoriani, nel bosco si dà il via a una ricerca di segni che portano a una tavoletta di terracotta dove si scopre che Anthaia è una principessa. È dunque un percorso, insieme a una storia che si sviluppa dentro il bosco'.
Chiara accoglieva le famiglie e si gustavano i piatti del ristorante tramite il discorso del delivery, necessariamente in voga in quel periodo. 'Le due realtà sono legate come visione – spiega – ma non ancora in maniera burocratica. Ho voluto aspettare che mio figlio, Marco Mattia Pasquinelli, diventasse maggiorenne: ora lui è il titolare, io sono socia e il parco è diventato un'azienda agricola. Ora portiamo l'attività di ristorazione nel mondo agricolo: abbiamo la vendita dei prodotti, l'oleoturismo e ad aprile apriremo come fattoria didattica, dando un valore diverso al parco'.
Per il momento ci sarà un percorso sensoriale, ma la visione globale è più ampia. 'Vogliamo far capire che dietro all'azienda ci sono competenze e desiderio di far crescere il territorio. Ci saranno percorsi con le scuole, a partire dalla materna. Poi abbiamo in mente di realizzare il progetto serra: l'obiettivo è occuparci di piante aromatiche da essiccare ed etichettare insieme ai ragazzi disabili'.
Quindi, l'ultimo tassello del mosaico. 'Contestualmente il ristorante diventerà osteria, dove al prodotto dell'azienda si aggiungeranno quelli di altre selezionate sul territorio. Sarà un'attività multi servizi'.
Marco Mattia ha seguito un corso di imprenditore agricolo e oleoturismo, la mamma Chiara lo supporta anche con il suo background, il papà Enrico dovrà portare avanti il discorso sui sapori. Sarà tutto operativo ad aprile, ma il quadro nel suo insieme si concluderà nel giro di un paio di anni. 'Quando diventerà una cosa sola – conclude Parcari – l'impresa sarà a nome di mio figlio, io resterò come socia'.
Trattandosi di una favola, Anthaia non poteva non essere nel paese delle fiabe, Sant'Angelo di Roccalvecce. Tutto made in Vetralla: a realizzare l'installazione, con stucco e resine da esterno, ospitata su pannelli di gres porcellanato, un paio di anni fa è stata l'artista Lidia Scalzo. Riporta questa frase: 'Sii gentile e di buon cuore, costruisci ogni giorno un mondo migliore'. Le stesse caratteristiche su cui puntano da quel lontano 1959, che poi era l'incipit della favola, il suo 'c'era una volta'.
10eLotto, vinci 5mila euro a Montalto di Castro
MONTALTO DI CASTRO - A segno il Lazio con il 10eLotto grazie a un poker da 37.500 euro complessivi negli ultimi due concorsi di venerdì 27 e sabato 28 febbraio. Come riporta Agipronews, un “9”, con una giocata da 2 euro, regala venerdì 20mila euro a un fortunato giocatore di un punto vendita in Via degli Aldobrandeschi a Roma. A questi si aggiungono, sabato, altri 6.500 euro a Roma (in Via di Macchia Saponara 64) 6mila euro a Mentana (RM), in Via Antonio Moscatelli e 5mila euro a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, in un punto vendita di Piazza Tarquinia. L'ultimo concorso del 10eLotto ha distribuito premi per 12,6 milioni di euro in tutta Italia, per un totale di 686,3 milioni di euro da inizio anno.
Viterbo, la Digos saluta la sua 'memoria storica': il comandante Marco Ferri va in pensione
VITERBO – Una vita in Questura, una carriera intera dedicata allo Stato e alla tutela dell’ordine pubblico. Da oggi, la Polizia di Stato di Viterbo perde uno dei suoi pilastri più solidi: il comandante della Digos Marco Ferri conclude il suo percorso lavorativo e va ufficialmente in pensione.
Entrato in Polizia oltre quattro decenni fa, Ferri ha attraversato le epoche della cronaca locale e nazionale, diventando negli anni un punto di riferimento imprescindibile per colleghi e istituzioni. Gran parte della sua storia professionale è legata a doppio filo alla Digos (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali), un ufficio delicato dove la capacità di mediazione, l’intuito e la conoscenza capillare del tessuto sociale fanno la differenza.
Marco Ferri non è stato solo un investigatore attento, ma una vera e propria 'sentinella' del territorio. Dalle manifestazioni di piazza ai servizi di scorta, dai momenti di tensione politica agli eventi di rilievo nazionale che hanno toccato la Tuscia, l'ispettore ha sempre operato con quell'equilibrio raro che unisce il rigore della divisa all'umanità del dialogo.
Con la pensione di Marco Ferri si chiude un capitolo importante per la sicurezza viterbese. A lui vanno i ringraziamenti per la dedizione mostrata in questi 40 anni, durante i quali ha servito la città con silenziosa efficienza.
Previsioni meteo per sabato 28 e domenica 1 marzo
Viterbo
Sabato. Giornata all'insegna del tempo stabile su tutti i settori con cieli sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. Nessuna variazione in serata e nottata ma con nuvolosità irregolare. Temperature comprese tra +6°C e +16°C.
Domenica. Tempo stabile ma con nuvolosità anche bassa al mattino e maggiori spazi di sereno nel pomeriggio. In serata e nottata ancora tempo asciutto ovunque ma tornano gli addensamenti anche bassi. Temperature comprese tra +6°C e +16°C.
Lazio
Sabato. Tempo stabile su tutta la regione nel corso della giornata con nuvolosità irregolare al mattino e maggiori schiarite nel corso del pomeriggio. In serata e nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto ma sempre con cieli irregolarmente nuvolosi.
Domenica. Molte nuvole al mattino su buona parte della regione con addensamenti anche bassi e compatti. Maggiori spazi di sereno nel pomeriggio. Si rinnovano condizioni di tempo asciutto in serata e nottata con nuvole anche basse e compatte.
NAZIONALE
AL NORD
Al mattino tempo stabile su tutte le regioni con nebbie e nubi basse su coste e pianure e sole prevalente altrove. Al pomeriggio poche variazioni con ancora molta nuvolosità bassa e locali schiarite. In serata e in nottata si rinnovano condizioni di tempo stabile con nebbie e nubi basse specie lungo la Pianura Padana.
AL CENTRO
Al mattino tempo asciutto con cieli poco o irregolarmente coperti; nubi basse lungo le regioni Adriatiche. Al pomeriggio attese schiarite sulle regioni Tirreniche, tempo invariato altrove. In serata e in nottata si rinnovano condizioni di tempo stabile con nuvolosità alternata a schiarite, ma anche nubi basse e banchi di nebbia su coste e pianure.
AL SUD E SULLE ISOLE
Tempo stabile al mattino con cieli a tratti coperti con nubi basse su settori adriatici e coste della Sardegna. Al pomeriggio non sono previsti cambiamenti sostanziali. In serata e in nottata si rinnovano condizioni di tempo stabile con nubi basse specie su settori Adriatici e su Sardegna e Sicilia.
Temperature minime stazionarie o in lieve rialzo; massime in diminuzione al nord, generalmente stabili altrove.
Sanità nella Tuscia, Romoli dopo la conferenza dei sindaci: “Così i territori non possono reggere”
“Parliamo di ictus” a Viterbo: al Teatro San Leonardo un evento tra scienza, prevenzione e storytelling
Fare Impresa all’Istituto Paolo Savi di Viterbo: premiate le migliori idee imprenditoriali degli studenti
Basket Serie C femminile, Domus Mulieris Viterbo da applausi: battuta la capolista Frecce Romane 64-45
Tarquinia incorona i campioni provinciali FIDAL di cross: festa dello sport al Camping Village “Tuscia Tirrenica”
Montalto di Castro entra nel Consorzio Industriale del Lazio: svolta strategica per investimenti e sviluppo economico
Viterbo, la Digos saluta la sua 'memoria storica': l'ispettore Marco Ferri va in pensione
VITERBO – Una vita in Questura, una carriera intera dedicata allo Stato e alla tutela dell’ordine pubblico. Da oggi, la Polizia di Stato di Viterbo perde uno dei suoi pilastri più solidi: l’ispettore della Digos Marco Ferri conclude il suo percorso lavorativo e va ufficialmente in pensione.
Entrato in Polizia oltre quattro decenni fa, Ferri ha attraversato le epoche della cronaca locale e nazionale, diventando negli anni un punto di riferimento imprescindibile per colleghi e istituzioni. Gran parte della sua storia professionale è legata a doppio filo alla Digos (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali), un ufficio delicato dove la capacità di mediazione, l’intuito e la conoscenza capillare del tessuto sociale fanno la differenza.
Marco Ferri non è stato solo un investigatore attento, ma una vera e propria 'sentinella' del territorio. Dalle manifestazioni di piazza ai servizi di scorta, dai momenti di tensione politica agli eventi di rilievo nazionale che hanno toccato la Tuscia, l'ispettore ha sempre operato con quell'equilibrio raro che unisce il rigore della divisa all'umanità del dialogo.
Con la pensione di Marco Ferri si chiude un capitolo importante per la sicurezza viterbese. A lui vanno i ringraziamenti per la dedizione mostrata in questi 40 anni, durante i quali ha servito la città con silenziosa efficienza.
''Le nuove isole ecologiche intelligenti funzionano malissimo''
VITERBO - ''Le nuove isole ecologiche intelligenti funzionano a fasi alterne e malissimo''. La rivoluzione annunciata dall'amministrazione comunale nelle scorse settimane per ora non sta andando come sperato per lo meno a giudicare dalle lamentele che arrivano da strada di Montigliano, una delle zone in cui sono stati messi i nuovi cassonetti.
''Le nuove isole ecologiche automatizzate istallate presso il mio consorzio stradale, da circa 10 giorni avrebbero dovuto iniziare a funzionare per il conferimento dei rifiuti ma purtroppo funzionano a fasi alterne e malissimo'' denuncia un cittadino.
L'utente ricorda che ''già sabato scorso è venuto, presso le stesse, l'assessore Martinengo per poter spiegarne il funzionamento ma purtroppo per noi le criticità restano''.
Il residente racconta la sua disavventura: ''ho già provato 2 volte ad andare a conferire i rifiuti e non ci sono mai riuscito, ogni volta dopo tentativi durati anche mezz'ora ho dovuto rinunciare e riportarmi a casa i rifiuti. Badate bene - prosegue - l'isola ecologica non sta sotto casa ma a ben 3 chilometri dalla mia abitazione quindi ogni volta tra andare e venire 6 chilometri di strada, tra cui molta bianca, gasolio e tempo buttati al vento''.
L'utente disperato di Montignano (così si firma) chiede ''se sia normale tutto ciò (non credo) che un cittadino che paga le tasse debba perdere tempo e soldi per poi non poter fare il suo dovere e gettare i rifiuti negli appositi raccoglitori''. E prevede che ''non tutti saranno responsabili e sono sicuro che a breve inizieranno a comparire montagne di rifiuti nelle nostre campagne. Forse queste isole tecnologiche potevano funzionare in città sotto casa ma qui in campagna ogni volta fare tutta questa strada per nulla diventa snervate''.
Il residente, anche a nome degli abitanti della zona chiede alla sindaca e all'assessore di risolvere il problema ''facendoci riavere i nostri vecchi secchioni, vista la pessima sperimentazione in corso. Logicamente - precisa - non sono solo io ad avere questo problema ma, dalle varie chat di zona Montigliano tutti''.
Qual è il vero prezzo della Nutella? Nocciole e salute: la Tuscia finisce sotto la lente della ...
VITERBO – Il modello agricolo della Tuscia varca i confini nazionali e diventa oggetto di un approfondito reportage della Radiotelevisione Svizzera (RSI). Lo scorso 26 febbraio, il giornalista Marco Pagani ha acceso i microfoni su una questione che da anni divide il territorio: l'espansione incontrollata della monocoltura del nocciolo e le sue ricadute sulla salute pubblica e sull'ambiente.
Protagonisti dell'intervista sono stati la dottoressa Antonella Litta (Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Viterbo) e il dottor Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre.
Il dominio della monocoltura: un territorio a una sola voceAl centro del dibattito, il legame sempre più stretto tra la produzione locale e la filiera Ferrero. Negli ultimi dieci anni, il paesaggio della Tuscia è stato radicalmente ridisegnato: quella che era una terra di biodiversità si è trasformata in un noccioletto intensivo a perdita d'occhio. Una 'guerra delle nocciole' – come titola la RSI – dove il potere contrattuale si concentra nelle mani di un unico grande acquirente, capace di dettare condizioni economiche e, soprattutto, modelli produttivi.
Ambiente e Salute: l'allarme dei mediciLa dottoressa Antonella Litta ha ribadito con forza la posizione dei medici per l'ambiente: l'uso massivo di diserbanti e pesticidi necessario per sostenere ritmi industriali sta contaminando suolo e acque, alterando ecosistemi fragili. Ma il rischio maggiore è per l'uomo: l'esposizione cronica ai fitofarmaci richiede, secondo l'ISDE, l'applicazione immediata del principio di precauzione e un monitoraggio epidemiologico costante.
Dall'altro lato, Famiano Crucianelli ha descritto una trasformazione territoriale che rischia di diventare 'irreversibile', sottolineando come l'autonomia degli agricoltori sia minacciata da un sistema che uniforma la qualità del lavoro e svuota il tessuto rurale della sua identità storica.
Quale futuro per la Tuscia?Il caso viterbese diventa così un paradigma globale: è possibile conciliare le esigenze dell'industria dolciaria con la tutela della biodiversità e della salute umana? Per l’ISDE la risposta risiede nell’approccio One Health: non può esserci salute per l’uomo se l’ecosistema in cui vive è malato.
L’intervista completa, che offre uno sguardo esterno e critico su una delle principali economie del Lazio, è ora disponibile sui canali ufficiali di RSI e ISDE News, rilanciando un interrogativo che la politica e le associazioni di categoria non possono più ignorare.
Manutenzione strade provinciali: al via gli affidamenti
di Fabio Tornatore
VITERBO - Si parte con il primo lotto di lavori per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali della Tuscia, un piano da quasi 10 milioni di euro diviso in 4 anni, dal 2025 al 2028. La prima trance, suddivisa in sette sub lotti, vale 1,4 milioni di euro, dei quali 1,2 per i lavori. Tra queste anche la S.P.15, strada Bullicame.
Si tratta della via di comunicazione che collega le Terme dei Papi alle Piscine Carmetti, fino alla strada Tuscanese: 1,1 chilometri di asfalto che verrà rimesso a nuovo dalle ditte incaricate dalla Provincia.
Vista le somma, definita 'esigua' nell'atto pubblico, non si procederà a gara d'appalto, ma ad affidamento negoziato, con la scelta delle ditte tra una rosa di 10 aziente, con il vincolo di un tratto, un'azenda. Ovvero, la formula prevede che ogni società non potrà eseguire lavori su più sub lotti.
Le strade oggetto di lavori sono la sp 35 Ronciglionese per 350 mila euro, la sp 39 Valle di Vico, 330 mila euro, sp 78 Falisca, 306 mila euro per un tratto e 120 mila per un secondo tratto, sp 81 Croce S.Martino, 150 mila euro, la sp 15 Bullicame, per 99 mila euro, sp 9/B, Nuova Sammartinese, per un importo di 100 mila euro.
Il boato che scuote il cuore di Viterbo: se un petardo rompe il silenzio (e il futuro) del centro
Viterbo – Non è stato solo il rumore del vetro infranto. Il boato che l’altra sera ha squarciato il silenzio di via dei Pellegrini, nel cuore del centro storico, portando alla distruzione di cinque finestre di uno spazio culturale, ha un’eco che va ben oltre il danno materiale. È il suono di una ferita che si riapre in un tessuto urbano già fragile, un segnale che non può essere archiviato come una semplice 'bravata di pessimo gusto'.
Quando a essere colpito è uno spazio culturale, l’atto vandalico smette di essere solo un problema di ordine pubblico e diventa un attacco simbolico. Gli spazi culturali, in un centro storico che lotta quotidianamente contro lo spopolamento e la desertificazione commerciale, sono le 'sentinelle' della bellezza e del pensiero. Rompere quelle finestre significa, metaforicamente, provare a spegnere una delle poche luci rimaste accese in un quartiere che ha un disperato bisogno di cura e non di violenza gratuita.
Questo episodio riaccende i riflettori su una questione mai risolta: che tipo di centro storico vogliamo per Viterbo? Da una parte abbiamo lo sforzo encomiabile di associazioni, cooperative (come la Gea con il neonato Vittoria Social Cafè) e realtà culturali che provano a ricucire il tessuto sociale. Dall'altra, però, persiste una zona d'ombra fatta di incuria, scarsa illuminazione e una percezione di insicurezza che allontana i cittadini.
Un grosso petardo può sembrare un gesto isolato, ma è il sintomo di un disprezzo per la 'cosa pubblica' che germoglia dove non c'è presidio, dove il controllo si allenta e dove il buio prende il sopravvento sulla vitalità.
La risposta a un boato del genere non può essere solo quella di invocare più telecamere o più pattuglie. La vera sicurezza di un centro storico come quello di Viterbo nasce dalla frequentazione. Più i luoghi sono aperti, vivi e vissuti, meno spazio resta per chi ha bisogno del favore delle tenebre per distruggere.
Il danno alle cinque finestre dello spazio culturale è un monito per le istituzioni e per la cittadinanza tutta. Non basta restaurare le facciate se non si protegge l'anima che c'è dietro quei vetri. La solidarietà ai gestori dello spazio colpito deve trasformarsi in una riflessione collettiva: ogni vetrina che chiude, ogni luce che si spegne, ogni atto vandalico non punito è un passo verso la resa.
Nonostante il fumo del petardo e i detriti a terra, la Viterbo che resiste è quella che il giorno dopo è già lì a ripulire. Ma non possiamo lasciare che la resistenza sia solo sulle spalle dei singoli privati o delle associazioni. Serve un piano organico che rimetta il centro al centro, non solo come cartolina per i turisti, ma come luogo sicuro e fertile per chi decide di investirci energia e cultura.
Perché se il boato di un petardo riesce ancora a farci indignare, significa che il cuore di Viterbo batte ancora. Ma non possiamo permetterci di aspettare che l'indignazione diventi rassegnazione.
Idee originali per rinnovare casa in primavera
La luce cambia e le prime giornate di sole ci fanno già sognare la primavera. Marzo non è ancora arrivato ma già si sente il profumo delle giornate più calde e si desidera portare il risveglio della natura anche all’interno delle mura domestiche. La buona notizia? Per rinnovare casa con idee originali in primavera non serve cambiare tutti i mobili!
Ecco qualche trucco per poter dare un tocco pastello, romantico e di rinascita alla vostra abitazione.
Il ritorno del fatto a mano
Recuperare un vecchio tavolino graffiato o quei portagioie anonimi che accumulano polvere è diventato il nuovo lusso. Dedicarsi a hobby come il decoupage è un modo per passare i pomeriggi ma soprattutto per rinnovare casa con pezzi unici.
Non serve essere artisti. Basta della carta di riso con stampe botaniche o persino vecchi spartiti musicali, colla vinilica e un pennello piatto.
Non limitatevi a incollare una figura, ma create sfondi materici, usate colori acrilici per sfumare i bordi e finiture opache che diano un aspetto vellutato. Un vecchio vassoio di legno, trattato con questa tecnica e posizionato su un pouf in tessuto, cambia immediatamente il punto focale del salotto.
Un tocco di green
La natura è sinonimo di primavera, ecco perché consigliamo di aggiungere un po’ di verde.
Per gli interni suggeriamo di raggruppare piante di altezze diverse per creare un micro-clima e un impatto visivo boschivo. La Strelitzia continua a dominare per la sua verticalità teatrale, ma se volete qualcosa di più dinamico, puntate sulle varietà variegate di Pothos lasciate cadere da mensole alte.
Spostandoci sul balcone, la SS 2026 dice addio alla dittatura dei gerani rossi in fila indiana; la biodiversità urbana parte dai nostri vasi.
Mescolate piante aromatiche (lavanda e rosmarino che profumano e resistono a tutto) con fiori che attirano gli impollinatori.
Usate vasi di materiali diversi: terracotta grezza, ceramica smaltata, persino vecchi secchi di zinco. L’asimmetria sarà la vostra migliore amica.
Luci, ombre e l'estetica del profumo
Le candele d’inverno servono a fare calore, quelle di primavera hanno lo scopo di cambiare l’anima di una stanza. Quando le giornate si allungano, non abbiamo più bisogno di lampade sparate.
Le decorazioni per la casa di tendenza nel 2026 virano verso il tattile: candele scultoree, che quasi dispiace accendere, ma che una volta consumate creano forme astratte bellissime.
Per le fragranze, uscite dalla comfort zone della vaniglia. Cercate note di terra bagnata, erba tagliata o agrumi amari. Posizionare le candele davanti a uno specchio raddoppia la luce naturale al tramonto, creando quell’atmosfera sospesa che rende speciale anche una cena veloce sul divano.
Tessuti leggeri e un po’ di disordine controllato
Non dimenticate di rinnovare i tessuti. È il momento del lino sgualcito e del cotone grezzo. Non stirate i copriletti: la bellezza della fibra naturale sta proprio nelle sue pieghe. Cambiare le tende è il trucco più vecchio del mondo, ma funziona sempre: cercate tessuti garzati che lascino passare il vento e la luce, trasformando ogni folata in un movimento che dà vita alla stanza.
Rinnovare casa in primavera è un esercizio di sottrazione e riscoperta. Ci richiede di smettere di guardare le quattro mura quali un limite e iniziare a vederle come un ecosistema in continua evoluzione.
IL FAMOSISSIMO MEDICO MESSER GREGORIO SILVANI E LA SUA FAMIGLIA
La WeCOM-Ortoetruria ancora vittoriosa dopo una partita molto combattuta
Gasparri a Viterbo: 'La politica non è improvvisazione, servono studio e competenza'
VITERBO - Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, intervenendo al corso di formazione azzurro in corso a Viterbo, ha detto: 'Credo che la politica, come qualsiasi altro lavoro, richieda studio, competenza e specializzazione. È vero che, per principio democratico e costituzionale, è aperta a tutti: ogni cittadino può partecipare e fondare un partito. Ma chi decide di impegnarsi dovrebbe prima chiedersi con onestà se è davvero preparato e all'altezza del compito.
Sono favorevole al contributo della società civile, ma non considero un merito dire 'non ho mai fatto politica'. Se il mio dentista mi dicesse di non aver mai curato un dente, mi rivolgerei a un altro. Per questo il corso di formazione che inizia oggi, organizzato da Stefania Craxi, è un'iniziativa importante. Anche il confronto e la condivisione delle esperienze sono momenti fondamentali di crescita. Ringrazio poi la sindaca di Viterbo Frontini, così come il Presidente della provincia Romoli, l'Onorevole Battistoni e il Ministro Paolo Zangrillo. Mi auguro che questa tre giorni sia utile non solo nei contenuti, ma anche nelle relazioni. I movimenti politici devono essere moderni e presenti online, ma non possono rinunciare al valore dell'incontro e della presenza fisica'.