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Un Dandao fa primavera: arte, musica e comunità nel cuore di Vetralla
VETRALLA - Torna Sabato 18 Aprile “Un Dandao fa primavera”, seconda edizione della festa promossa da Sinema APS per sostenere il progetto di riapertura dell’Ex Cinema Moderno. Dalle ore 16 fino a mezzanotte, via Roma si trasformerà in un lugo di incontro e partecipazione, con un programma che intreccia spettacoli dal vivo, arte, musica e convivialità.
L’iniziativa, a ingresso gratuito, rappresenta un nuovo momento di attivazione della comunità intorno al progetto Dandao, nato con l’obiettivo di restituire al territorio uno spazio di socialità oggi inutilizzato.
Il programma si apre nel pomeriggio con attività per i più piccoli tra cui l'eco-giostra a pedali Ri-ciclo e i giochi in legno artigianali, la mostra interattiva a cura di Salviamo Norchia e le creazioni di artigiani locali lungo la via. A seguire, spettacoli dal vivo con la giocoleria di “Equilibri di coppia” della compagnia Teatro del fantastico e la commedia “La Gattagnuda”, accompagnata da musiche dal vivo. All’interno del Circoletto del Dandao saranno in mostra le opere di Alessia Dionisi di Fornace 77 da Bassano in Teverina e dentro all'Ex-Cinema sarà visitabile l’installazione audiovisiva “Modulatio Temporum” dell’artista romano Fabio Cervoni. La serata prosegue in musica con il rock'n'roll dei The Roozalepres dalla Toscana e il rap di Bestierare, storica formazione romana attiva dagli anni ’90 composta da Jhonny Para, Elio Jazz Germano e Matt Plug. A chiudere il programma un’asta di opere donate da artiste e artisti del territorio e il DJset di CherryCola, tra soul, funk e rock'n'roll.
La festa è il risultato di una rete ampia di collaborazioni che coinvolge, oltre al Comune di Vetralla che patrocina l’evento, associazioni e realtà locali come Pro Loco, Battiti APS e Carnevale Vetrallese, insieme a numerosi esercenti del territorio.
Negli ultimi mesi Sinema APS ha avviato anche il Circoletto del Dandao, uno spazio di socialità e iniziative fronte all’Ex-Cinema, come presidio temporaneo in attesa della riapertura della vecchia struttura. Sono infatti attualmente in corso le attività di raccolta fondi per sostenere i lavori di ristrutturazione tramite la partecipazione a bandi pubblici e la ricerca di sponsor privati, con l’avvio dei lavori previsto entro il 2026 e l’apertura al pubblico della nuova sala cinematografica e polivalente Dandao nella primavera del 2028. Il nuovo spazio ospiterà proiezioni, teatro, musica dal vivo ma anche corsi, attività doposcuola, presentazioni, e sarà un luogo di incontro per la comunità, una casa per iniziative locali e proposte culturali.
Maremma dAmare premiata a Roma
MONTALTO DI CASTRO - La fiera Maremma d'Amare ha ottenuto il riconoscimento per l'anno 2025 come 'Miglior spettacolo della categoria territorio, cultura, tradizione'.
Il premio Senofonte è stato ritirato per l'amministrazione comunale dal delegato al turismo Emanuele Miralli accompagnato dall'organizzatore equestre della fiera Marco Mariotti mercoledì 15 aprile a Roma, nella sala Caridal Xnox - Domus Australia.
'Un grande lavoro di squadra per il successo di Maremma d'aMare - dichiara l'amministrazione comunale -. Vedere le strade gremite e percepire l'entusiasmo dei visitatori è la prova tangibile che la direzione intrapresa è quella corretta'.
Maremma d'Amare non è solo una fiera, ma una vera e propria vetrina dell'identità maremmana.
Un premio ottenuto per il secondo anno consecutivo e per questo l'amministrazione desidera ringraziare sentitamente chi contribuisce alla riuscita di questo appuntamento: gli uffici comunali tutti, i cavalieri di Maremma, Ruben Ranch, i volontari che lavorano instancabilmente dietro le quinte, l'associazione TCM e l'associazione Mercanteinfiera.
Per l'amministrazione comunale l'obiettivo per il futuro è chiaro: continuare a far crescere questo appuntamento affinché diventi un punto di riferimento sempre più centrale nel panorama fieristico regionale e nazionale.
Il prossimo appuntamento con la fiera Maremma d'Amare è nei giorni 8-9-10 maggio 2026 a Montalto Marina.
Fotovoltaico nella Tuscia, da singoli impianti a sistema energetico diffuso
MONTALTO DI CASTRO - Cristina Volpe Rinonapoli dell'associazione No Fotovoltaico Selvaggio Montalto e Pescia parla della situazione attuale del fotovoltaico nella Tuscia: 'La spagnola Iberdrola ha annunciato di aver raggiunto i 400 megawatt di capacità installata in Italia grazie all’acquisizione di un impianto fotovoltaico da 42 MW nel Lazio. L’impianto, entrato in funzione da meno di sei mesi, è già coperto da contratti di vendita dell’energia a lungo termine, i cosiddetti PPA, che garantiscono ricavi stabili nel tempo. Il nuovo asset si inserisce nel cosiddetto “Complesso Etrusco”, che arriva così a 174 MW complessivi, e si affianca al progetto Fenix da 243 MW, il più grande sviluppato finora dalla società nel Paese'.
'Non è un impianto. È un sistema'.
'Nelle campagne tra Montalto di Castro, Tarquinia e Tuscania, la spagnola Iberdrola ha costruito, tassello dopo tassello, una piattaforma energetica che oggi tocca i 400 megawatt in Italia. Non ciminiere, non fumi. Ma ettari, connessioni, contratti. E soprattutto una trasformazione silenziosa del territorio'.
'L’ultimo tassello è un impianto fotovoltaico da 42 MW nel Lazio: già in funzione, già coperto da contratti di vendita dell’energia a lungo termine. Non una promessa, ma un’infrastruttura che produce e incassa. Con questa acquisizione il cosiddetto “Complesso Etrusco” arriva a 174 MW: Montalto 23, Tarquinia 33, Tuscania 18, Montefiascone 7, più i siti Limes. Numeri che, letti singolarmente, sembrano sostenibili. Sommati, cambiano la scala del fenomeno'.
'Il primo punto è questo: gli impianti non arrivano all’improvviso. Arrivano alla fine di un percorso fatto di valutazioni ambientali, conferenze dei servizi, autorizzazioni uniche regionali. Tutto previsto dalla legge, tutto formalmente pubblico, ma disperso in bollettini tecnici e portali amministrativi che richiedono competenze e tempo. Così accade che la percezione pubblica si accenda quando i pannelli sono già a terra'.
'Ed è qui che bisogna essere netti. Tra il 2020 e il 2023, quando molti di questi impianti sono stati autorizzati, i Comuni si sono trovati dentro un meccanismo in cui lo spazio per opporsi era ridotto al minimo. In conferenza dei servizi, in assenza di pareri tecnici negativi, l’amministrazione locale era di fatto chiamata a esprimere un assenso. Non perché fosse formalmente un atto dovuto, ma perché il quadro normativo rendeva estremamente difficile negarlo. E soprattutto, in quella fase, non esisteva ancora un cumulativo visibile. Ogni progetto veniva valutato singolarmente, senza che emergesse ancora l’impatto complessivo'.
'Per questo oggi è difficile scaricare tutto sulle scelte di allora. Perché allora si decideva su un impianto, mentre oggi si vede un sistema'.
'Ma proprio qui sta il punto che non può essere aggirato. Non ci si può nascondere dietro il dito dell’autorizzazione. Perché è nella fase di realizzazione, quando gli impianti si moltiplicano e il territorio cambia sotto gli occhi di tutti, che emerge il vero quadro. È lì che il tema smette di essere tecnico e diventa politico, territoriale, sanitario, sociale'.
'Oggi, di fronte a una concentrazione evidente, si può sostenere che ciò che è stato valutato separatamente non è stato valutato insieme. Il cumulativo non è più un’ipotesi: è un fatto. E su questa base si può provare a riaprire il discorso, anche sul piano giuridico, arrivando fino a ipotizzare ricorsi al TAR non contro il singolo impianto, ma contro una trasformazione complessiva che cambia natura'.
'Il secondo punto riguarda i nomi. Spesso Iberdrola non compare. Al suo posto società progetto, sigle, veicoli societari. È la prassi del settore: si autorizza una SPV e solo dopo l’impianto viene acquisito. Il risultato è una catena di passaggi che rende opaca la lettura complessiva, facendo emergere il disegno industriale solo alla fine'.
'Il terzo punto è la finanza dell’energia. Il nuovo impianto è sostenuto da contratti a lungo termine che garantiscono flussi stabili. Questo significa che quando l’impianto diventa visibile sul territorio, è già blindato economicamente. Il rischio è ridotto, il ritorno prevedibile. La decisione, di fatto, è già stata presa altrove'.
'C’è poi un tempo che non coincide. Il tempo amministrativo, fatto di iter e pubblicazioni, e il tempo delle comunità, fatto di percezione e confronto. Nel mezzo passano anni. Gli impianti entrano in esercizio oggi, ma sono figli di decisioni prese tra il 2020 e il 2023, dentro un quadro normativo che ha accelerato la transizione energetica'.
'Perché il nodo non è il singolo impianto. È il cumulativo. Un progetto può essere compatibile, dieci nello stesso areale producono un effetto completamente diverso. Il territorio cambia, il paesaggio si ridefinisce, le economie locali si riorientano. Eppure le autorizzazioni continuano a essere rilasciate una alla volta'.
'Nel frattempo cresce un distretto energetico che non è mai stato dichiarato come tale. Non c’è un momento in cui si dice che nascerà un hub da centinaia di megawatt. C’è una sequenza di atti legittimi che, sommati, producono quell’esito'.
'Le domande restano aperte. Chi stabilisce il limite di potenza per area? Qual è il ritorno economico diretto per i comuni coinvolti? Esiste una pianificazione pubblica o solo una somma di iniziative private autorizzate? E soprattutto, quanto è informata la comunità nel momento in cui può ancora incidere?'
'Raccontare questi processi non significa opporsi alla transizione. Significa renderla leggibile. Perché senza trasparenza, anche le politiche più necessarie rischiano di diventare incomprensibili. E quando un territorio si accorge di essere cambiato, spesso è già tardi per discuterne'.
Vitorchiano, aperte le pre-iscrizione al centro ricreativo estivo
VITORCHIANO - Sono aperte a Vitorchiano le pre-iscrizioni al centro ricreativo estivo 2026, con termine ultimo per la presentazione delle domande fissato al 1° maggio. Per venire incontro alle esigenze delle famiglie, anche quest'anno il Comune si è fatto promotore dell'organizzazione del servizio, rivolto ai bambini in età scolastica dai 3 ai 10 anni (scuola dell'infanzia e scuola primaria).
L'inizio delle attività, suddivise in tre periodi da due settimane ciascuno, è previsto per il 6 luglio e il termine il 14 agosto 2026, dal lunedì al venerdì con orario dalle ore 7.30 alle ore 13.30, e si svolgeranno presso la scuola dell'infanzia in località Pallone. La giornata tipo si sviluppa secondo il seguente programma 7.30-8.30 accoglienza; 9.00-9.30 merenda; 10.00-12.30 laboratori/gioco libero e strutturato; 12.30-13.30 uscita.
Le pre-iscrizioni possono essere effettuate per i seguenti periodi: da lunedì 6 luglio a venerdì 17 luglio; da lunedì 20 a venerdì 31 luglio; da lunedì 3 a venerdì 14 agosto. Il costo a carico delle famiglie è così previsto per ciascun periodo: 100 euro per il primo figlio iscritto; 50 per ciascun figlio dal secondo iscritto. Per i non residenti nel Comune di Vitorchiano, la quota è stabilita pari a 130 euro a bambino, per ciascun periodo bisettimanale, da pagare dopo la conferma di ammissione.
Le domande devono pervenire entro e non oltre il 1° maggio 2026 esclusivamente via mail all'indirizzo centriestivi@comune.vitorchiano.vt.it. La modulistica e il regolamento completo sono disponibili sul sito web del Comune di Vitorchiano. Per maggiori informazioni e chiarimenti è possibile la referente della Cooperativa Il Cammino al numero 392.7028097.
Viterbo guarda alla Corea, verso lapertura del King Sejong Institute allUnitus
VITERBO - Nella giornata di martedì 14 aprile, la sindaca Chiara Frontini e l'assessore ai rapporti europei e internazionali e ai rapporti con l'Università degli Studi della Tuscia Patrizia Notaristefano hanno accolto a Palazzo dei Priori una delegazione del King Sejong Institute, progetto nazionale della Repubblica di Corea, sostenuto dal Ministero della Cultura, Sport e Turismo e dalla King Sejong Institute Foundation (KSIF). Durante l'incontro la delegazione ha illustrato la volontà di attivare una sede a Viterbo e far partire un corso di lingua e cultura coreana all'Università degli Studi della Tuscia, sulla base del memorandum d'intesa (Mou) tra la Wonkwang Digital University e Unitus.
'La città che vogliamo è una città che si apre al mondo, dove si respiri internazionalità, gioventù e vocazione universitaria – ha sottolineato la sindaca Frontini -. Per questo abbiamo sostenuto la King Sejong Institute Foundation nell'attività di apertura di un centro culturale in città. In tutta Italia, ad oggi, l'istituto, con il sostegno del Ministero della Cultura della Repubblica di Corea, opera solo a Torino e Roma. Una iniziativa che rafforza gli scambi culturali e accademici, aprendo nuove opportunità per il nostro territorio e i nostri giovani. La città di Viterbo sosterrà attivamente questo progetto, fornendo tutta la possibile collaborazione amministrativa e culturale affinché il King Sejong Institute possa essere istituito e avviato presso l'ateneo viterbese'.
'In qualità di assessore ai rapporti europei e internazionali e ai rapporti con l'Università degli Studi della Tuscia – ha aggiunto Notaristefano - esprimo grande soddisfazione per l'ufficializzazione di un importante progetto nazionale che mi è stato proposto alcuni mesi fa, promosso dalla Repubblica di Corea. L'iniziativa, sostenuta dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo coreano e dalla King Sejong Institute Foundation, si pone l'obiettivo di diffondere e valorizzare la cultura coreana a livello globale, offrendo al contempo programmi di insegnamento linguistico di elevata qualità'.
'In questo contesto – prosegue l'assessore Notaristefano - è stato per me motivo di particolare orgoglio coinvolgere l'Università della Tuscia, con il dipartimento di Lingue, Lettere e Beni Culturali, con cui il nostro territorio intrattiene una collaborazione solida e continuativa. La partecipazione dell'ateneo rappresenta un valore aggiunto significativo, in grado di rafforzare ulteriormente gli scambi culturali e accademici tra le nostre realtà e quelle coreane'.
'Questo progetto - aggiunge l'assessore - costituisce un passo concreto verso l'internazionalizzazione, la crescita culturale e l'apertura a nuove opportunità di cooperazione, a beneficio della comunità accademica e dell'intero territorio. Confido che questa collaborazione possa consolidarsi nel tempo, generando nuove iniziative e contribuendo a costruire ponti sempre più solidi tra i nostri Paesi'.
La delegazione coreana, composta da Kim, Youngok, head of the European Diocese, Won Buddhism, Kim, Taiwon, executive director, IWK_Ilwonkwang Association (Operating Organization of King Sejong Institute Tampere), Beatrice Centore, manager of external relations, ha inoltre sottolineato l'importanza del progetto anche dal punto di vista istituzionale, culturale, educativo, e, non ultimo, turistico.
Positivo il bilancio dell'incontro anche dal mondo accademico. 'È stato un confronto molto proficuo – commenta Victoria Almonte, docente associata di Lingua e letteratura cinese al Dipartimento DISTU dell'Unitus –. Il clima è stato estremamente favorevole e c'è piena disponibilità a lavorare per rendere il progetto concreto. I colleghi coreani sono rimasti colpiti dalle sedi universitarie, in particolare Santa Maria in Gradi e San Carlo. Abbiamo inoltre approfondito i punti cardine del memorandum d'intesa tra Unitus e Wonkwang Digital University, ponendo basi solide per la collaborazione futura'.
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Comune Vitorchiano: Aperte fino al 1 maggio le pre-iscrizioni al centro ricreativo estivo
Viterbo, furto in pasticceria: ladro in fuga con il fondo cassa
VITERBO – Furto nella notte nel centro storico di Viterbo, dove un uomo incappucciato ha preso di mira una pasticceria in via San Lorenzo, riuscendo a sottrarre il denaro contenuto nella cassa prima di fuggire.
Il colpo è avvenuto intorno alle 4.22 tra martedì 14 e mercoledì 15 aprile. Secondo la ricostruzione, il ladro ha forzato la porta d’ingresso in pochi minuti, riuscendo ad entrare senza provocare danni rilevanti e senza destare troppi sospetti. Una volta all’interno, si è diretto rapidamente verso la cassa, portando via tutto il contante disponibile e lasciando soltanto pochi spicci.
L’allarme è scattato immediatamente, attivando l’intervento della vigilanza privata, giunta sul posto in pochi minuti. Tuttavia, il malvivente era già riuscito a far perdere le proprie tracce poco prima dell’arrivo degli operatori.
Poco dopo sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi del caso e avviato le indagini. Secondo le prime informazioni, gli investigatori sarebbero sulle tracce di un uomo già noto alle forze dell’ordine per episodi simili avvenuti in zona. L’identificazione sarebbe in fase di verifica, ma si tratterebbe presumibilmente di un italo-algerino.
L’episodio riaccende la preoccupazione tra residenti e commercianti del centro storico, sempre più esasperati per una serie di furti che negli ultimi mesi hanno colpito diverse attività.
“Non possiamo continuare così – commentano alcuni esercenti –. Siamo stanchi di subire questi episodi e chiediamo maggiori controlli e interventi concreti per garantire la nostra sicurezza”.
Un nuovo caso che si aggiunge a una lunga scia di furti, alimentando il senso di insicurezza tra chi vive e lavora nel cuore della città.
Lega allattacco di Frontini: 'Basta fuffa sul Pums, la pedonalizzazione ucciderà il commercio'
VITERBO - La sindaca Frontini metta da parte fuffa e retorica e abbia il coraggio di dire alla città quello che è stato previsto nel Pums, documento peraltro consultabile da chiunque sul sito del comune di Viterbo, che non lascia spazio a questa comunicazione furbesca a cui è solita ricorrere. Ci spieghi, Frontini, nel concreto e senza i soliti giri di parole, come intende sostenere il flusso di clienti delle attività commerciali di piazza della Rocca e via Mazzini dopo la pedonalizzazione.
Con le navette e le biciclette? Il Pums cita i parcheggi già esistenti in via Ippolito Nievo, via Evangelista Torricelli, Cittadella della salute, San Paolo, via Garbini piazzale 'Africa', precisando che diventeranno una sorta di 'stazioni' dove lasciare l'auto e prendere una navetta o una bicicletta per andare in centro storico.
Questa sarebbe la soluzione per mantenere il flusso di clienti a via Mazzini e a Piazza della Rocca dopo la pedonalizzazione? Dire al cittadino di parcheggiare al Murialdo, prendere una navetta e andare a comprare i carciofi in via Mazzini piuttosto che un'azalea a piazza della Rocca? E le attività commerciali che ricadono dentro la pedonalizzazione che fanno consegne a domicilio, come si dovrebbero organizzare? Domanda a cui la sindaca non risponde, limitandosi a restare su un vago 'prima i servizi, poi le chiusure'. Ma quali servizi? La Lega condivide e sostiene la legittima preoccupazione e l'allarme lanciato dai commercianti verso idee a nostro avviso a dir poco scellerate e un modello di città talmente surreale che la stessa sindaca che l'ha adottato, non ha il coraggio in questi giorni di parlarne apertamente e in maniera chiara alla cittadinanza.
Nella visione di città di Frontini c'è il colpo di grazia al centro storico, assestato proprio su quelle zone dove ancora c'è una vita commerciale che funziona, come appunto, in piazza della Rocca, via Mazzini e dentro Porta Romana, ingresso, quest'ultimo, dove poco più di un anno fa, la stessa giunta Frontini, sempre nel segreto delle stanze comunali o forse in uno dei suoi ritiri privati con la maggioranza civica, senza rendere partecipe la cittadinanza e i commercianti, meditava di acquistare un varco elettronico per la chiusura al traffico, notizia poi rimbalzata, nonostante la reticenza, fuori dal palazzo, scatenando la giusta ira dei commercianti di via Garibaldi e via Cavour, a cui è seguita la retromarcia dei civici.
In questi cinque anni Frontini non ha fatto altro che parlare di chiusure e pedonalizzazioni, scoraggiando nuovi investimenti commerciali in centro storico e facendo perdere il sonno a quelli che già operano all'interno delle mura. Sul fronte dei servizi che ancora promette dopo quattro anni di amministrazione, registriamo durante il suo mandato una diminuzione dei parcheggi dentro le mura, il raddoppio della tariffa oraria della sosta e un ticket per un'ora gratuita che quasi nessun ha usato, dimostrando come le 'genialate' di questa giunta siano del tutto fuori dalla realtà di tutti i giorni.
Alla luce di tutto ciò, ci chiediamo, dunque, perché questo accanimento della sindaca per queste 'chiusure' quasi ossessive proprio di quelle aree del centro storico che ancora funzionano, dove sopravvive tuttora il commercio, con attività storiche e prodotti in grado di richiamare clienti anche dagli altri quartieri cittadini nonostante la massiccia presenza di supermercati? Una domanda a cui pretenderemo delle risposte.
Agroalimentare, Rotelli: 'Dopo dieci anni la tutela del Made in Italy è realtà'
VITERBO - 'Esprimo grande soddisfazione per l'approvazione alla Camera del disegno di legge sulla tutela agroalimentare, una riforma attesa da oltre dieci anni che oggi diventa finalmente realtà. Si tratta di un intervento necessario che rafforza in modo significativo i presidi di trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera, con l'obiettivo primario di garantire la salute dei cittadini e la qualità dei prodotti che arrivano sulle loro tavole. La nuova normativa introduce il principio della tolleranza zero nei confronti di chi tenta di speculare indebitamente sui prodotti italiani.
Vengono infatti previsti nuovi reati e un sistema di tutela senza precedenti per il Made in Italy, accompagnati da sanzioni efficaci, deterrenti e proporzionate al fatturato delle imprese e alla gravità delle violazioni. È un risultato concreto che testimonia l'impegno assunto e mantenuto verso i cittadini e tutto il comparto agroalimentare, troppo a lungo penalizzato da norme inadeguate. Un passo avanti decisivo per la difesa dell'eccellenza italiana e il rafforzamento della fiducia nel nostro sistema produttivo'. Così il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera.
Fragole nel carrello? Attenzione: ecco perché quelle anticipate non sanno di nulla
La fragola è uno dei prodotti che segnano con maggiore evidenza l’ingresso della primavera: la sua comparsa sui banchi non è solo un fatto commerciale, ma anche un segnale stagionale immediatamente riconoscibile. Eppure, dal punto di vista botanico, non è nemmeno un vero frutto: la parte carnosa è il ricettacolo del fiore, mentre i veri frutti sono i piccoli acheni superficiali. Un dettaglio che ricorda come anche i prodotti più comuni nascondano una certa complessità e fertirrigazione. È quindi una coltura tutt’altro che banale, dove la qualità finale dipende molto dalla gestione.
La fragola non matura dopo la raccolta. Essendo un prodotto non climaterico, deve essere raccolta al punto giusto. Le produzioni anticipate garantiscono presenza sul mercato, ma non sempre esprimono il massimo in termini di aroma. Per questo la stagionalità resta determinante: le fragole raccolte nel loro periodo naturale sono generalmente più espressive, anche se meno longeve.
In ambito agronomico la fragola richiede condizioni ben precise: terreni leggeri, drenanti, ricchi di sostanza organica e con pH subacido. È sensibile ai ristagni e agli squilibri nutrizionali, e oggi viene coltivata con tecniche intensive basate su baulature, pacciamatura
Accanto alla tecnica, la fragola ha sviluppato nel tempo un forte valore simbolico. In Sally, Vasco Rossi la qualifica per semplicità e leggerezza, Achille Lauro (e Rose Villain) la inserisce in un immaginario più edonico, nei The Beatles, con Strawberry Fields Forever di John Lennon, diventa addirittura un luogo mentale legato alla memoria.
Dal punto di vista storico, le fragole europee (Fragaria vesca) erano già note ai Romani, ma la fragola moderna nasce nel Settecento dall’incrocio tra specie americane. Il nome deriva da fragrans, a sottolinearne l’aroma, qualità da sempre apprezzata. Nel tempo è stata associata a purezza, fertilità e anche a proprietà salutistiche.
La diffusione globale è legata alla grande adattabilità varietale, che ha permesso produzioni in contesti molto diversi, ma anche una certa perdita di identità aromatica, dovuta alla selezione orientata a resa e conservabilità. Resta comunque un prodotto interessante anche dal punto di vista nutrizionale, grazie al contenuto di vitamina C e antociani.
La fragola rappresenta un caso emblematico di integrazione tra aspetti agronomici, dinamiche di mercato e costruzione culturale del prodotto. È una coltura tecnicamente complessa, ma al tempo stesso uno degli esempi più evidenti di come un alimento possa assumere significati che vanno oltre la sua funzione primaria. Anche per questo, nel momento in cui la si inserisce nel carrello, resta un elemento tutt’altro che secondario.
Troppe criticità a Sassacci, il Comitato chiama a raccolta i candidati sindaci
CIVITA CASTELLANA - Il comitato di Sassacci parla al futuro sindaco di Civita Castellana e pone all'attenzione della prossima amministrazione comunale una serie di spunti su cui intervenire al fine di migliorare le condizioni di vita del quartiere e per la tutela civica e ambientale dei residenti. Si stanno tenendo in questi giorni incontri con gli aspiranti sindaci per analizzare il programma di interventi e trovare soluzioni condivise.
Nel vademecum sono state elencate le criticità più importanti che in questi anni hanno colpito la popolosa frazione cittadina, a cominciare dalla viabilità, la pulizia delle strade, la questione ambientale, il miglioramento dei servizi e la riqualificazione di aree e strutture sportive cittadine.
'Abbiamo voluto - ha spiegato il presidente Silvio Mazzoni - dare un segnale forte della nostra attività sul territorio esponendo quelle che sono le problematiche di Sassacci. A cominciare dalla viabilità: chiediamo infatti al futuro sindaco di mantenere strade, cunette e marciapiedi più puliti e sicuri con attraversamenti pedonali luminosi, ripristino della segnaletica orizzontale e verticale, la sistemazione dei marciapiedi in varie vie cittadine, e la messa in sicurezza del tratto stradale della via Flaminia dal bivio fino al km 58.700 con la realizzazione di rotatorie'.
'Chiediamo - prosegue - la realizzazione del campo sportivo Alfredo Ciucci con la realizzazione di una recinzione, di un parcheggio e la copertura delle gradinate. Sarebbe opportuno provvedere anche realizzazione di un campo da tennis e da basket illuminati'.
Infine la questione ambientale: 'Ci sono alcune criticità 'storiche' su questo territorio - ha spiegato infine Mazzoni -.La prima da affrontare è sicuramente quella legata alla pulizia e messa in sicurezza dell'alveo del fosso Cicuti e il tombamento del ponte ubicato nel centro abitato a rischio frane; un controllo generale della funzionalità della rete fognaria e la riattivazione del depuratore civile e industriale in via Monticelli. Contiamo di incontrare tutti gli aspiranti sindaci e di convocare in un secondo momento un incontro aperto allq cittadinanza'.
I mastelli sempre fuori al quartiere Pilastro
VITERBO – Ancora rifiuti, ancora polemiche. Questa volta il caso arriva direttamente dai social, dal gruppo “Viterbo centro storico e mobilità urbana”, dove un utente ha pubblicato un post che riguardava la gestione tutt’altro che corretta della raccolta differenziata nel quartiere Pilastro.
La segnalazione
A far discutere è soprattutto il modo in cui vengono esposti i mastelli: non uno alla volta, come previsto dal calendario, ma tutti insieme e per l’intera giornata. Una pratica che, secondo quanto denunciato, finisce per trasformare le strade in una sorta di “terra di nessuno” per i rifiuti.
“Talmente rivoluzionario il sistema di raccolta rifiuti, che nel quartiere Pilastro tutti i condomini praticamente lasciano i mastelli in strada. Qui praticamente tutti possono buttare tutto in qualsiasi giorno della settimana. Si può avere quindi una vera e propria discarica abusiva con isole di prossimità a distanza di 30 metri l’una dall’altra. Nessuno controlla, nessuno fa rispettare i regolamenti sul cittadino. Se non si interviene, multando e sanzionando, sarà un piacere fare le passeggiate la sera d’estate con l’immondizia in putrefazione”.
Un quadro che punta il dito non solo contro i comportamenti dei cittadini, ma anche contro la mancanza di controlli.
Il dibattito sui social
Se la segnalazione ha acceso il dibattito, a sorprendere è stato anche il tono di alcuni commenti, che in diversi alcuni casi sembra vogliano allargare il discorso con altre criticità.
“Vi sfugge il concetto assurdo che il cittadino paga salato un lavoro che è tenuto a fare la pubblica istituzione. Vi sfugge il concetto che al cittadino fu detto chiaramente che la differenziata avrebbe abbattuto i costi delle tasse. Vi sfugge il concetto che il cittadino dovrebbe far pagare l’affitto dello spazio privato nel quale stocca il rifiuto che differenzia”.
E ancora: “Guardate che molte foto sono dentro la proprietà privata. Quelli che ritirano l’immondizia non ritirano i secchioni all’interno del condominio”.
Cosa prevedono le regole
Eppure, le indicazioni sul corretto utilizzo del porta a porta sono chiare. Il sistema prevede che i contenitori vengano tenuti all’interno delle proprietà private ed esposti solo nei giorni e negli orari stabiliti, per poi essere ritirati dopo lo svuotamento.
“Conferire i rifiuti in maniera differenziata, secondo il calendario di zona, utilizzando i contenitori dedicati, che devono essere custoditi all’interno di aree di proprietà salvo deroghe, ed esposti sul suolo pubblico all’altezza del proprio civico negli orari stabiliti: vanno ricollocati in aree private dopo lo svuotamento, provvedendo alla pulizia e conservando gli stessi”.
Una regola nota e ribadita anche in altri casi simili, dove errori nel conferimento o nel rispetto delle modalità portano spesso a questo tipo di situazioni.
Viterbo città cardioprotetta con nuovi defibrillatori in tutte le frazioni
VITERBO - Installazione di defibrillatori nelle frazioni del comune di Viterbo, questo pomeriggio a La Quercia la collocazione del nuovo apparecchio in sostituzione del precedente.
Dopo l'ultimo installato qualche settimana fa a Roccalvecce, prosegue l'installazione di defibrillatori nelle frazioni del territoriale comunale, un obiettivo importante a tutela della salute dei cittadini. Un progetto frutto di un percorso avviato con la finalità di garantire una copertura capillare dei dispositivi salvavita anche nelle aree più periferiche, riducendo i tempi di intervento e aumentando le possibilità di soccorso tempestivo.
Tutte le frazioni, da Fastello a Roccalvecce, Sant'Angelo, Grotte Santo Stefano, Tobia e San Martino, fino a Bagnaia e La Quercia, risulteranno dotate di defibrillatori, collocati in luoghi pubblici, e quindi cardioprotette. 'Il completamento di questo progetto - afferma la sindaca Chiara Frontini - rappresenta un risultato di grande valore per la nostra comunità.
Garantire la presenza dei defibrillatori in tutte le frazioni significa investire concretamente nella sicurezza e nella tutela della salute dei cittadini, soprattutto nelle aree più distanti dal centro urbano. È un segnale importante di attenzione e responsabilità verso tutto il territorio'.
In linea con le parole della sindaca, l'assessore al decentramento Katia Scardozzi, che aggiunge: 'Siamo orgogliosi di portare a termine un progetto che coinvolge tutte le frazioni, senza lasciare indietro nessuno. La collaborazione tra amministrazione e comunità locali è stata determinante per raggiungere questo obiettivo, che contribuisce a rendere il territorio più sicuro e pronto ad affrontare le emergenze'. 'Un traguardo che rafforza la capacità di intervento in caso di emergenza e aumenta le possibilità di salvare vite umane – sottolinea l'assessore alle politiche sociali e all'educazione Rosanna Giliberto -.
La collocazione dei defibrillatori è un passo fondamentale, ma altrettanto importante sarà continuare a promuovere momenti di formazione per i cittadini, affinché sempre più persone possano utilizzarli in modo efficace'. L'impegno proseguirà con la promozione di iniziative di formazione sull'utilizzo dei defibrillatori, con l'obiettivo di coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini e rafforzare la cultura della prevenzione e del primo soccorso. Con la sindaca Frontini e le assessore Giliberto e Scardozzi, anche il presidente del consiglio comunale Marco Ciorba.
'Un nuovo defibrillatore per la comunità de La Quercia dedicato a Giuseppe Cossu - ha spiegato il presidente del consiglio comunale Ciorba, che ha seguito da vicino l'intervento -. Un grazie di cuore alla famiglia Cossu per la partecipazione e agli amici di Sardegna in Tuscia che avevano donato il precedente defibrillatore, a Simone Tribuzi, titolare del Bar Mama's per la disponibilità, al centro Polivalente La Quercia e all'associazione Villaggio Querciaiolo, a dimostrazione di una comunità unita nel segno del ricordo e della speranza. Da oggi l'amministrazione comunale oltre alla manutenzione garantirà anche la formazione dei cittadini per l'utilizzo del defibrillatore, aspetto di fondamentale importanza per un corretto funzionamento del prezioso apparecchio'.
Presenti alla cerimonia anche i rappresentanti dell'associazione Sardegna in Tuscia, del centro polivalente La Quercia, dell'associazione Villaggio Querciaiolo, dell'azienda Salute-Sicurezza di Tommaso Deiana che per conto del Comune si occuperà della manutenzione del defibrillatore e della formazione per l'utilizzo, e la famiglia Cossu, a cui è dedicato il defibrillatore.
Viterbo, cartoline contro il bullismo: annullo speciale a Palazzo dei Priori
Centro storico e Pums, scontro a Viterbo tra Micci e la sindaca Frontini
Viterbo, a La Quercia lincontro Ricordando don Dante Bernini
VITERBO - “Ricordando don Dante Bernini”, lunedì 20 aprile 2026 alle ore 17, presso il piccolo giardino a lui dedicato in piazza della Pace a La Quercia, frazione di Viterbo, un’iniziativa in ricordo del vescovo viterbese, straordinario maestro ed operatore di Pace. Gli Amici di don Dante, il Comitato Nepi per la Pace e il Tavolo per la Pace di Viterbo invitano a partecipare all’iniziativa “Ricordando don Dante Bernini” che avrà luogo lunedì 20 aprile 2026 presso il piccolo giardino a lui dedicato in piazza della Pace a La Quercia, frazione di Viterbo. L’incontro avrà inizio alle ore 17 e, attraverso letture, riflessioni, testimonianze e i canti del Coro della Basilica del Santuario di Santa Maria de La Quercia, offrirà un’occasione di riflessione e condivisione di ricordi incentrati sull’insegnamento, la spiritualità e la profonda attualità di mons. Dante Bernini, straordinario maestro ed operatore di Pace. Durante l’incontro sarà anche data lettura del suo articolo Decalogo per la pace (pubblicato nel 1984 sulla rivista Vita e Pensiero dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, n.2, anno LXVII di, purtroppo e ancora, tragica attualità. Pietro Benedetti, attore e registra teatrale, già allievo di don Dante, proporrà un contributo artistico dando voce alle riflessioni e ai pensieri raccolti nel testo “La fievole voce del viandante”.
In periodi storici come quello che stiamo vivendo, dove si susseguono guerre a guerre, in cui non si ha più pietà neanche per bambine e bambini inermi, in cui l’umanità e il pianeta sono minacciati nella loro stessa sopravvivenza dalle conseguenze dei conflitti armati che tendono sempre più verso l’uso delle armi nucleari, riflettere, ragionare e prendere di nuovo forza, speranza ed incoraggiamento dall’esempio di figure luminose come quelle del vescovo Bernini è di fondamentale importanza. Nota per la stampa a cura del Comitato Nepi per la Pace e del Tavolo per la Pace di Viterbo. Viterbo, 15 aprile 2026
Don Dante Bernini, nasceva il 20 aprile 1922 a La Quercia, dove il 27 settembre del 2019 si è conclusa la sua vita. È stato un educatore amorevole, un uomo sapiente capace di ascolto e di condivisione, una persona costantemente al servizio degli ultimi e dei più poveri. Un esempio di una vita virtuosa, accudente, sobria, sollecita del bene di tutti. un uomo sempre impegnato a soccorrere chi era nel dolore, a promuovere la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso, la fratellanza, la solidarietà fra tutti gli esseri umani e con una sensibilità e attenzione profetiche, che per tanti aspetti hanno precorso i tempi, verso le sofferenze delle persone migranti, della madre terra e dell’intero mondo vivente. Il 2 ottobre 2014, nella Giornata internazionale della nonviolenza, la città di Viterbo con una solenne cerimonia nella Sala Regia di palazzo dei Priori gli ha tributato il riconoscimento pubblico dell’impegno di tutta una vita e successivamente, il 13 aprile 2015, nell'anniversario della promulgazione della 'Pacem in terris', è stata realizzata in suo onore a Viterbo una 'Giornata per la pace'. Don Dante, nel corso della sua lunga vita, è stato vescovo della diocesi di Albano, presidente della Commissione giustizia e pace della Conferenza episcopale italiana e membro della 'Comece'' (Commission des episcopats de la communaute' europeenne) un organismo internazionale della Chiesa cattolica volto a favorire pace e dialogo in Europa. È stato inoltre promotore di numerose iniziative di solidarietà per la realizzazione di scuole e strutture di assistenza sanitaria in Africa.
Programma dell’incontro:
-Meditazione 17:00 Incontro nel giardinetto della Pacw
-Coro, Cantare insieme: Purificami o signore
-Intro: La pace inizia dall’umiltà del cuore che “sorride a Dio e a tutto il creato” … (Cantico delle creature)
-Letture: (dal “Decalogo della Pace” – 1984, di Don Dante)
-Silenzio
-Riflessioni condivise (brevi interventi di chi lo desideri fare)
-Coro canto (I)
-Preghiere Intenzioni dei presenti… (brevi…)
-Lettura (Don Dante, da: La fievole voce… pag. 54)
-Proposta cosa possiamo fare per aiutare qualcuno a sorridere?... (come gruppo?...)
-Preghiera di San Francesco (recitarla insieme)
-Canto finale: Madonna della Quercia
Uil Fpl Viterbo, sciopero nazionale della sanità privata
VITERBO - 'Chi cura i cittadini merita rispetto. Venerdì 17 aprile sciopero nazionale della sanità privata'. A dirlo è il segretario generale della Uil Fp di Viterbo Diego Basile.
A proclamare lo sciopero sono i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
'La distanza tra la realtà dei bilanci aziendali - spiega Basile - e la sofferenza dei lavoratori è ormai incolmabile. Parliamo di 300mila persone che tengono in piedi un servizio pubblico essenziale senza vedere riconosciuto il proprio valore da troppi anni'.
Nel 2023 il fatturato complessivo della sanità privata ha toccato la cifra record di 12,02 miliardi di euro, segnando una crescita del 15,5% rispetto al 2019. La capacità di generare cassa del comparto è salita a 1.105,5 milioni di euro, mentre l'utile netto è raddoppiato in un solo anno, raggiungendo i 449 milioni di euro. Le aziende dispongono oggi di una liquidità impressionante che sfiora gli 1,8 miliardi di euro. Eppure, a fronte di questo boom finanziario, si continua a negare il rinnovo a chi aspetta da 8 anni nella sanità privata e da ben 14 anni nelle Rsa.
'Uno stallo inaccettabile - prosegue Basile -, ancor più se si considera che sono state recentemente rinnovate le tariffe sulla riabilitazione ospedaliera con un incremento del 14%, di cui gioverà in buona parte proprio il privato accreditato, dato che il servizio è in larga misura nelle loro mani'.
'Non è poi più tollerabile - aggiunge Basile - che il profitto delle strutture accreditate si regga sul dumping contrattuale sulle lavoratrici e i lavoratori . Un infermiere della sanità privata guadagna oggi mediamente 500 euro mensili in meno rispetto a un collega del pubblico, mentre l'inflazione ha già divorato il 22% del potere d'acquisto per chi attende da 8 anni e il 32% per chi opera nelle Rsa da 14 anni'.
Università degli Studi della Tuscia, giornata dedicata al lupo e alla coesistenza uomo-fauna
VITERBO - Il Sistema Museale di Ateneo e il Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell'Università degli studi della Tuscia di Viterbo, in collaborazione con ARCI Solidarietà Viterbo e l'associazione Storie di lupi, promuovono la giornata 'Conoscere il lupo. Buone pratiche per la coesistenza', che si terrà venerdì 17 aprile 2026 presso l'Aula Magna Scarascia Mugnozza (Rettorato, Via Santa Maria in Gradi 4, Viterbo).
La giornata è stata ideata nell'ambito del progetto di comunicazione 'Storie di lupi', che unisce ricerca scientifica, divulgazione e linguaggi multimediali per favorire una conoscenza approfondita del lupo e promuovere una percezione informata della specie.
L'iniziativa ha l'obiettivo di sensibilizzare sui temi della conservazione della biodiversità, con particolare riferimento alla gestione dei grandi predatori e alla promozione di forme di coesistenza tra la fauna selvatica e l'uomo. In Italia, il lupo, dopo una drastica contrazione della popolazione nel secolo scorso, ha progressivamente riconquistato parte del proprio areale grazie alle misure di tutela introdotte a partire dagli anni '70; la sua conservazione a lungo termine resta tuttavia strettamente connessa alla diffusione di conoscenze scientifiche e buone pratiche.
La giornata si articola in due momenti distinti. La sessione mattutina, a partire dalle ore 9:00, è riservata alle scuole e prevede attività didattiche e laboratori su prenotazione, a cura dell'associazione Storie di lupi e di ARCI Solidarietà Viterbo (ulteriori incontri, in altre giornate, potranno essere organizzati su richiesta contattando il Sistema Museale di Ateneo).
Nel pomeriggio, alle ore 16:00, presso il Museo Spazio SMA, sarà inaugurata la mostra fotografica 'Storie di lupi', dedicata al lupo nel suo ambiente naturale e visitabile fino al 30 maggio. A seguire, alle ore 16:30, nell'Aula Magna del Rettorato, si terrà un incontro aperto al pubblico durante il quale Gianluca Damiani e Sarah Droghei, dottorandi del DEB e autori del progetto di comunicazione 'Storie di lupi', accompagneranno i partecipanti in un approfondimento dedicato alla biologia, all'ecologia e alla conservazione della specie. L'incontro sarà accompagnato da un interprete LIS (Lingua Italiana dei Segni).
L'evento si inserisce inoltre nel percorso formativo per educatori 'Insegnare la sostenibilità. Storie e linguaggi per parlare a scuola di natura, clima, cibo e biodiversità'.
Croce Rossa Italiana di Civita Castellana, aperte le iscrizioni per nuovi volontari
CIVITA CASTELLANA -“Siamo pronti ad accogliere nuovi volontari e volontarie: il Comitato CRI di Civita Castellana apre le porte a chiunque voglia far parte della grande famiglia di Croce Rossa Italiana - così afferma il Presidente del comitato locale Simone Aguzzi, che continua - il nostro comitato è in forte crescita, in particolare nel settore dell’Inclusione sociale, ferme restando tutte le altre attività che caratterizzano da sempre Croce Rossa Italiana (trasporti ordinari, interventi sanitari in occasione di grandi eventi come il Carnevale Civitonico o in caso di situazioni emergenziali)”.
“Crediamo fermamente nella necessità di intervenire per contrastare, prevenire e contenere le condizioni di vulnerabilità e fragilità sociale che purtroppo coinvolgono molti nostri concittadini. Croce Rossa Italiana è da sempre impegnata nel contrastare i fenomeni di povertà, marginalità sociale e contrasto alle solitudini involontarie ed il comitato di Civita Castellana, grazie all’impegno dei volontari e delle volontarie, vuole essere parte integrante delle risposte che possono essere costruite nei confronti di bisogni così determinanti nel restituire dignità alle persone, dando seguito ad uno dei 7 Principi che guidano l’azione di ogni volontario: l’Umanità’”.
Per diventare volontari e volontarie di Croce Rossa Italiana è necessario frequentare un corso di 20 ore durante il quale vengono impartite nozioni di Diritto Umanitario Internazionale, di Storia della Croce Rossa e di Primo Soccorso. Ma è solo il primo dei tanti corsi che è possibile frequentare in seguito, specializzandosi in attività che costituiscono una grande occasione di crescita e di profonda gratificazione, soprattutto per le persone più giovani, verso le quali Croce Rossa Italiana investe fortemente.
Il comitato di Civita Castellana presenterà il nuovo corso di accesso il 23 aprile 2026: a partire dalle 18,30 verranno illustrati i contenuti principali, gli orari e le date. Appuntamento presso la sede del comitato CRI, in via Giovanni XXIII n. 17: il corso è aperto a chiunque a partire dai 14 anni. Pre-iscrizioni sul portale dell’associazione gaia.cri.it, oppure scrivendo una mail a civitacastellana@cri.it.