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Imprese: Alto Lazio in crescita nel 2025, positivo il saldo tra iscrizioni e cessazioni
VITERBO - La provincia di Viterbo chiude l'anno 2025 con un saldo positivo di 92 imprese, frutto di 1.687 nuove iscrizioni e 1.595 cessazioni, attestandosi su un tasso di crescita dello 0,25%. Parallelamente, la provincia di Rieti registra un incremento di 30 unità, derivante da 737 aperture a fronte di 707 chiusure, con un tasso di crescita dello 0,21%. Queste sono le principali evidenze che emergono dai dati Movimprese, elaborati da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio; i dati dell'indagine sono interamente disponibili all'indirizzo www.infocamere.it/movimprese.
Insieme, i due territori dell'Alto Lazio confermano la loro vitalità contribuendo al primato della regione Lazio, che si posiziona come la Regione più dinamica d'Italia con un tasso di crescita complessivo del 2,1%.
Il panorama nazionale mostra un sistema imprenditoriale in salute che ha raggiunto un saldo attivo di 56.599 imprese, portando lo stock complessivo a oltre 5,8 milioni di unità. La crescita italiana dell'1% rappresenta il miglior risultato dell'ultimo triennio ed è stata favorita da una netta riduzione delle cessazioni di attività, calate del 6,7% rispetto all'anno precedente. I settori che hanno trainato questa spinta sono legati ai servizi, al comparto immobiliare e all'energia, mentre l'agricoltura e la manifattura hanno evidenziato segnali di sofferenza.
L'analisi territoriale per settori conferma questo trend nel Lazio settentrionale. Le attività professionali, scientifiche e tecniche hanno guidato lo sviluppo locale con un saldo di 27 nuove imprese a Viterbo e 11 a Rieti. Risultati positivi si riscontrano anche nel comparto finanziario e assicurativo, che cresce di 19 unità nella Tuscia e di 5 nel Reatino. Al contrario, il settore agricolo e quello commerciale hanno registrato le maggiori criticità, riflettendo una transizione dell'economia locale verso modelli basati maggiormente sui servizi specializzati. In calo anche la manifattura.
Per quanto riguarda le forme giuridiche, il 2025 ha sancito nell'Alto Lazio il primato delle società di capitali, che hanno registrato una crescita robusta del 3,9% a Viterbo, con un saldo di 327 unità, e del 3,32% a Rieti, con un incremento di 118 imprese. Questa tendenza si contrappone alla flessione delle ditte individuali, che calano di 175 unità nel Viterbese e di 59 nel Reatino, e alla contrazione delle società di persone, in diminuzione in entrambe le province. La fotografia scattata dai dati evidenzia una chiara evoluzione del tessuto produttivo locale verso strutture societarie più solide, strutturate e organizzate. Tale rafforzamento strutturale risulta fondamentale per permettere alle imprese del territorio di affrontare con maggiore resilienza le sfide della digitalizzazione e dell'internazionalizzazione.
'I dati confermano un tessuto produttivo resiliente e capace di rinnovarsi. – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Rieti Viterbo, Domenico Merlani - La crescita costante delle società di capitali è un indicatore di fiducia che permette di guardare al 2026 con ottimismo. L'impegno dell'Ente camerale continuerà a concentrarsi sul supporto all'innovazione e sulla semplificazione amministrativa per consolidare questo percorso di sviluppo che vede l'Alto Lazio parte integrante della locomotiva economica regionale, come dimostrato ampiamente dai dati diffusi in quest'ultimo periodo'
Tarquinia: sequestrati oltre 157 mila euro e droga durante un controllo della Guardia di Finanza
TARQUINIA - Nei giorni scorsi, i finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Tarquinia, nell’ambito del dispositivo di controllo economico del territorio e di contrasto dei traffici illeciti, hanno effettuato, in particolare, un controllo di polizia nei confronti di un soggetto residente a Tarquinia, fermato a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata, noto alle FF.PP. poiché gravato da numerosi precedenti in materia di sostanze stupefacenti.
L’atteggiamento nervoso tenuto nel corso del controllo ha indotto i militari, nonché l’unità cinofila intervenuta in ausilio del Gruppo di Civitavecchia, ad estendere le attività di perquisizione anche all’appartamento e ai locali a disposizione del soggetto controllato.
Nel corso delle operazioni, anche grazie al fiuto infallibile del cane pastore FRIDA, i finanzieri di Tarquinia rinvenivano presso l’abitazione del controllato una dose di cocaina pari a grammi 0,8, n. 1 bilancino elettronico di precisione, sacchetti di cellophane per il confezionamento delle dosi, una macchinetta elettrica conta banconote, n. 1 smartphone utilizzato per le comunicazioni riservate, nonché una ingente somma di denaro conservata sottovuoto, in mazzette di piccolo taglio, presunto provento dell’attività illecita di spaccio.
L’ operazione terminava quindi con la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Civitavecchia del soggetto sottoposto a controllo, per l’ipotesi di reato di cui all’art. 73 del DPR 309/90, con il sequestro della somma contante per oltre euro 157.000,00, già depositata a favore del Fondo Unico di Giustizia ovvero dello Stato, della sostanza stupefacente, del materiale per il confezionamento e di quanto altro rinvenuto nel corso delle operazioni, ritenuto utile ai fini delle indagini.
L’eccellente attività di servizio testimonia ancora una volta il costante presidio esercitato dalla Guardia di Finanza sul territorio della Tuscia al fine di garantire la sicurezza della collettività e, in particolare, delle fasce più deboli e giovani della popolazione
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Talenti tra i banchi: lalberghiero di Caprarola vince con Racconti a tavola
VITERBO - Premiati dal giornalista Stefano Andrini gli alunni dell’istituto alberghiero di Caprarola.
Il premio che non ti aspetti, una passione che lega la cucina alle emozioni che da questa possono scaturire.
Venerdì 23 gennaio nell’aula ristorante dell’alberghiero di Caprarola, alla presenza del Dirigente Scolastico dott.ssa Paola Adami, si è svolata la premiazione degli alunni che hanno partecipato e vinto l’edizione 2025 del premio letterario “racconti a tavola”. A premiare gli alunni il giornalista enogastronomico, nonché scrittore, Stefano Andreini, accolto da un clima di grande partecipazione da parte degli alunni che, in questa speciale occasione hanno dimostrato grande commozione nonché timidezza fra gli applausi dei loro compagni di scuola.
(da sinistra, Adami, Andreini e Spaziani)
Il successo di questa esperienza è frutto del lavoro svolto dal corpo docente dell’istituto (prof.ssa Silvia Spaziani e Rossana Scalzini) che promuovono esperienze che possano formare in modo trasversale, dando opportunità che aiutino a sviluppare i talenti “nascosti” che spesso si trovano sui banchi di scuola.
Progetto Phobos: appello al Capo dello Stato
di Fabio Tornatore
VITERBO - 'Egregio signor Presidente della Repubblica'. Sono 100 intellettuali, più gli amministratori pubblici e le associazioni, i soggetti che hanno aderito alla lettera inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per appellarsi al progetto del mega impianto eolico Phobos, che sta proseguendo il suo iter per l'installazione di 7 aerogeneratori da 6 megawatt e 200 metri di altezza nelle zone di Orvieto e di Castel Giorgio. Tra le adesioni c'è anche la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, e altri 15 amministratori dei Comuni della Tuscia.
La regista e sceneggiatrice Alice Rohwacher, il regista Giuseppe Tornatore, il filosofo e politico Massimo Cacciari: sono 100 gli intellettuali che hanno aderito alla lettera indirizzata al Capo dello Stato. Il giurista e magistrato, vicepresidente emerito della Corte Costituzionele Paolo Maddalena, il neuroscienziato Stefano Mancuso, l'archeologo Salvatore Settis, lo psichiatra Paolo Crepet, Roberto Carorenuto, Francensco Bevilacqua, Una lista infinita di docenti, scienziati, giuristi, giornalisti, esperti nei sottori dell'ambienmte, dell'archeologia, dell'etica e della cultura.
Degli amministratori locali, oltre alla sindaca di Viterbo Chiara Frontini, ci sono tutti i sindaci dei territori a nord della provincia della Tuscia, a cominciare dal sindaco di Bolsena. Anche il Bio distretto della via Amerina e delle Forre ha aderito alla lettera, e lo comunica attraverso i social network: 'Le sette turbine previste superano i 200 metri di altezza, l’equivalente di grattacieli di settanta piani collocati non in un’area industriale, ma a ridosso di borghi storici, lungo crinali agricoli, siti archeologici, città d’arte e paesaggi rurali rimasti intatti per secoli. Si trovano inoltre entro un raggio di 500 metri dalle abitazioni delle persone. Il bilancio ambientale è altrettanto allarmante: solo per le fondamenta delle sette turbine sono previste oltre 15.000 tonnellate di cemento, più di 600 tonnellate di acciaio e quasi 6.000 tonnellate di sabbia'.
''La Sovrintendenza ha detto no alla discarica di Arlena''
VITERBO - La Sovrintendenza ha dato parere negativo al progetto della discarica ad Arlena di Castro. Lo ha fatto sapere il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, nel corso della seduta di consiglio provinciale di venerdì
''Ieri (giovedì ndr) – ha spiegato – si sarebbe dovuta tenere la conferenza dei servizi per la realizzazione della discarica già bocciata, dopo il ricorso al Tar, nel comune di Arlena''.
L’azienda ha riproposto l’insediamento rispetto al quale la Provincia ha espresso parere negativo.
''Abbiamo effettuato una pre-conferenza dei servizi, presente il consigliere Nicolai - ha riferito ancora Romoli - per ribadire il parere negativo dell’ente, anche in forza delle delibere assunte dal consiglio e con il nuovo piano rifiuti. Nel frattempo è arrivato il parere negativo da parte della Sovrintendenza''.
La conferenza dei servizi, pertanto, è stata rinviata a fine febbraio.
Festival enogastronomici: i sapori tipici della Tuscia
La Tuscia rappresenta un’area dell’Italia centrale con una forte identità agricola e culinaria. Tra colline, borghi e zone rurali, il territorio conserva una tradizione alimentare legata alla stagionalità e alla semplicità delle materie prime. I festival enogastronomici svolgono un ruolo centrale nella diffusione di questa cultura, perché permettono a residenti e visitatori di conoscere prodotti locali, ricette storiche e pratiche artigianali. Nelle prime fasi di organizzazione o durante i periodi di attesa tra un evento e l’altro, molte persone alternano la ricerca di informazioni a momenti di svago online, anche su piattaforme come Piper spin, prima di programmare visite e degustazioni sul territorio.
Questo articolo analizza il valore dei festival enogastronomici della Tuscia, soffermandosi sui sapori tipici, sulle dinamiche organizzative e sull’impatto culturale che questi eventi generano a livello locale.
Il contesto territoriale della Tuscia
La Tuscia si estende tra Lazio, Umbria e Toscana, con una forte concentrazione nella provincia di Viterbo. La varietà del suolo e il clima favoriscono coltivazioni diversificate. Cereali, legumi, ortaggi, vigneti e uliveti convivono nello stesso territorio.
Questa ricchezza agricola si riflette direttamente nei festival enogastronomici, che nascono spesso per valorizzare un singolo prodotto o una ricetta legata a un periodo dell’anno.
Elementi caratteristici del contesto locale:
- Produzione agricola su piccola scala
- Presenza di colture tradizionali
- Legame stretto tra cucina e stagioni
Questi fattori influenzano la struttura degli eventi.
Origine e funzione dei festival enogastronomici
I festival della Tuscia non nascono come attrazioni turistiche nel senso moderno. In origine rappresentano momenti di aggregazione comunitaria, legati alla fine di un raccolto o a ricorrenze religiose. Con il tempo, questi appuntamenti assumono una dimensione pubblica più ampia.
Le funzioni principali dei festival includono:
. Condivisione delle produzioni locali
- Trasmissione delle ricette tradizionali
- Sostegno all’economia agricola
Ancora oggi, molte manifestazioni mantengono questa impostazione.
I prodotti protagonisti degli eventi
Ogni festival ruota attorno a uno o più prodotti tipici. La scelta dipende dalla stagionalità e dalla tradizione del luogo. I visitatori trovano spesso piatti semplici, preparati secondo usi consolidati.
Tra i prodotti più presenti:
- Olio extravergine di oliva
- Vini locali
- Legumi secchi
- Castagne
- Nocciole
Questi ingredienti compaiono in numerose ricette proposte durante gli eventi.
L’olio e le sue feste dedicate
L’olio extravergine di oliva rappresenta uno dei simboli della Tuscia. Le feste dedicate all’olio si svolgono principalmente in autunno, subito dopo la raccolta. Durante questi eventi, i frantoi aprono le porte e offrono degustazioni guidate.
Attività tipiche di queste manifestazioni:
- Assaggi di olio nuovo
- Dimostrazioni di molitura
- Abbinamenti con piatti locali
Queste iniziative permettono di comprendere il valore del prodotto e il lavoro che lo accompagna.
Il vino come espressione territoriale
I festival dedicati al vino mettono in luce vitigni autoctoni e tecniche di vinificazione tradizionali. Le degustazioni si svolgono spesso nei centri storici, creando un contatto diretto tra prodotto e contesto urbano.
Caratteristiche ricorrenti:
- Degustazioni a percorso
- Incontri con produttori
- Spiegazioni sulle fasi di lavorazione
Il vino diventa così un mezzo di racconto del territorio.
Le sagre dei legumi e dei cereali
I legumi occupano un posto importante nella cucina della Tuscia. Ceci, lenticchie e fagioli compaiono in molte sagre locali. Questi eventi sottolineano l’importanza di colture resistenti e adatte al clima.
Durante le sagre si possono trovare:
- Zuppe tradizionali
- Piatti a base di cereali
- Preparazioni a cottura lenta
Queste ricette riflettono una cucina essenziale, legata alla disponibilità delle risorse.
Castagne e nocciole come prodotti stagionali
L’autunno porta con sé festival dedicati a castagne e nocciole. Questi prodotti trovano spazio sia in preparazioni dolci sia salate. Le manifestazioni si svolgono spesso in aree boschive o in borghi collinari.
Elementi comuni di questi eventi:
- Caldarroste
- Dolci tradizionali
- Mercatini di prodotti derivati
La stagionalità resta un elemento centrale dell’esperienza.
Organizzazione e partecipazione locale
I festival enogastronomici della Tuscia coinvolgono attivamente la popolazione locale. Associazioni, volontari e produttori collaborano alla realizzazione degli eventi. Questo modello organizzativo favorisce una gestione condivisa.
Aspetti organizzativi ricorrenti:
- Coinvolgimento delle famiglie del luogo
- Uso di spazi pubblici
- Programmi concentrati su pochi giorni
Questa struttura mantiene un carattere autentico.
Impatto economico sul territorio
Anche se nascono come eventi comunitari, i festival generano un impatto economico concreto. Ristoranti, strutture ricettive e produttori beneficiano dell’afflusso di visitatori.
Effetti principali sull’economia locale:
- Incremento delle vendite dirette
- Maggiore visibilità per i prodotti
- Rafforzamento delle reti locali
Questi benefici restano però legati a una scala contenuta.
Rapporto tra tradizione e innovazione
Negli ultimi anni, alcuni festival introducono elementi nuovi, come laboratori didattici o incontri tematici. Queste iniziative cercano di avvicinare un pubblico più giovane senza snaturare le tradizioni.
Esempi di integrazione:
- Laboratori di cucina
- Attività per bambini
- Incontri informativi sull’agricoltura
Il cambiamento avviene in modo graduale.
Comunicazione degli eventi
La comunicazione dei festival si basa ancora molto sul passaparola e sui canali locali. Tuttavia, cresce l’uso di strumenti digitali per diffondere date e programmi.
Modalità di comunicazione più usate:
- Siti informativi locali
- Social network
- Affissioni nei comuni limitrofi
Questi strumenti ampliano il pubblico senza modificare la natura dell’evento.
Calendario e stagionalità
I festival seguono un calendario legato alle produzioni agricole. Questo ritmo naturale evita sovrapposizioni e distribuisce gli eventi lungo l’anno.
Una sintesi stagionale:
Stagione
Prodotti celebrati
Primavera
Vino, erbe spontanee
Estate
Cereali, piatti tradizionali
Autunno
Olio, castagne, nocciole
Inverno
Legumi, preparazioni rustiche
Questa distribuzione riflette il ciclo agricolo.
Elementi ricorrenti nei festival
Analizzando le diverse manifestazioni emergono alcuni elementi comuni, che si possono sintetizzare con riferimenti simbolici come 1 -, 2 - e 3 -. Questi aspetti attraversano gran parte degli eventi della Tuscia.
1 - centralità del prodotto locale
2 - coinvolgimento diretto della comunità
3 - rispetto della stagionalità
Questi punti definiscono l’identità dei festival.
Ruolo culturale e sociale
Oltre all’aspetto gastronomico, i festival svolgono una funzione culturale. Rafforzano il senso di appartenenza e mantengono vive pratiche che rischierebbero di scomparire.
Benefici sociali osservabili:
- Trasmissione intergenerazionale delle ricette
- Rafforzamento delle relazioni locali
- Valorizzazione dei piccoli borghi
Questi effetti si manifestano nel lungo periodo.
Criticità e limiti
Nonostante il valore culturale, i festival affrontano alcune difficoltà. La dipendenza dal volontariato e le risorse limitate possono creare problemi organizzativi. Inoltre, l’aumento dei visitatori richiede una gestione attenta degli spazi.
Criticità principali:
- Sovraffollamento in alcuni periodi
- Costi organizzativi crescenti
- Necessità di coordinamento logistico
Questi aspetti richiedono soluzioni condivise.
Conclusione
I festival enogastronomici della Tuscia rappresentano un’espressione concreta del legame tra territorio, cibo e comunità. Attraverso sapori semplici e prodotti stagionali, raccontano una storia fatta di lavoro agricolo e tradizioni locali. Senza trasformarsi in eventi di massa, mantengono una dimensione accessibile e radicata.
Chi partecipa a queste manifestazioni entra in contatto con una cucina essenziale e con un modo di vivere il territorio che privilegia il tempo, la condivisione e il rispetto delle risorse. In questo equilibrio risiede il valore duraturo dei festival della Tuscia.
Terme Salus sconfitte al PalaMalè: Moncalieri vince lo scontro diretto
VITERBO - Moncalieri vince lo scontro diretto del PalaMalè contro le Terme Salus e si porta a +6 sulle ragazze di coach Scaramuccia che adesso vedono complicarsi enormemente la strada verso la permanenza in serie A2.
Le padrone di casa iniziano con il tradizionale quintetto formato da Arianna Puggioni, Gionchilie, Todorova, Myklebust e Cutrupi ma sono le ospiti a partire meglio con i punti e i rimbalzi di Obaseki. La replica arriva con Gionchilie e Todorova che regalano il primo vantaggio alle viterbesi (4-3) ma Gesuele è ancora molto brava in penetrazione e le piemontesi tornano avanti sul 4-7 e provano a scappare con un canestro di Salvini che vale il +5 (6-11). Coach Scaramuccia chiama il pressing in difesa e manda in campo Valtcheva che risponde subito con una tripla, poi tocca a Cutrupi siglare quattro punti di fila ma le ospiti, con la solita Obaseki in evidenza, rispondono colpo su colpo e tengono la testa avanti fino alla sirena, con il disperato tentativo di Bardarè che trova quasi il bersaglio ma viene respinto dal ferro.
È ancora Bardarè a mettersi luce in avvio di secondo periodo ma due triple di Gesuele e un canestro di Lo Re portano Moncalieri al massimo vantaggio sul 18-26. Quelli segnati da Bardarè rimangono per molti minuti gli unici punti segnati dalle Terme Salus che hanno almeno il merito di tenere bene in difesa, tanto che il tabellone rimane bloccato per molti minuti sul 18-26 prima che un bel canestro di Todorova riporti il quintetto di casa a -6. Corgnati segna da oltre l’arco e c’è tempo solo per un ultimo libero di Cutrupi che serve a fissare il 21-29 di metà gara.
Il terzo parziale si apre con due canestri su palla recuperata di Valtcheva che si carica sulle spalle il peso dell’attacco viterbese segnando anche in penetrazione e dalla lunetta per il -4 Terme Salus (28-32). La tripla di Pellegrini spezza il tentativo di rimonta viterbese che deve fare i conti anche con Obaseki, micidiale nei suoi movimenti spalle a canestro; il loro break di 0-5 spinge di nuovo Moncalieri vicino alla doppia cifra di vantaggio che viene poi raggiunta con i due liberi di Pellegrini. L’ultimo acuto del terzo periodo è ancora di Valtcheva ma le ospiti arrivano al quarto conclusivo con un vantaggio di nove punti.
Lo Re e Colli aprono nel migliore dei modi il parziale per Moncalieri, Valtcheva è sempre la più pericolosa per le Terme Salus ma le triple di Obaseki e Grosso scavano un solco profondo tra le due squadre (34-52) a soli sei minuti dalla sirena. Le piemontesi controllano gli ultimi tentativi delle viterbesi e portano a casa con merito la vittoria.
Terme Salus: Puggioni A. (0/3,0/5), Todorova 4 (2/4,0/4), Paco ne, Valtcheva 16 (6/8,1/4), Puggioni S. ne, Imuentinyan (0/5), Gionchilie 2 (1/5), Cutrupi 13 (5/8), Pasquali (0/1 da tre), Bardarè 5 (1/4,1/2), Pirillo (0/2,0/1), Myklebust 4 (2/10,0/1). All. Scaramuccia
Moncalieri: Lo Re 4 (2/2), Pellegrini 10 (0/4,2/9), Corgnati 7 (2/5,1/5), Gesuele 8 (1/6,2/3), Grosso 10 (2/5,2/4), Colli 7 (1/5,1/2), Pieroni 3 (1/1 da tre), Salvini 4 (1/4), Obaseki 10 (3/8,1/3), Bifano (0/1). All. Lanzano
Arbitri: Mattia Coda e Francesco Rosato, entrambi di Roma
Note: Tiri liberi Terme Salus 4/7, Moncalieri 9/11. Rimbalzi Terme Salus 44 (Cutrupi 13), Moncalieri 49 (Obaseki 12). Parziali 10’ (13-18), 20’ (21-29), 30’ (30-39). Nessuna giocatrice uscita per 5 falli
Montalto di Castro, il cordoglio dei consiglieri comunali per la scomparsa di Miriam
MONTALTO DI CASTRO – Le parole di Cordoglio dei consiglieri comunali Eleonora Sacconi, Angelo Brizi, Francesco Corniglia e Luca Benni: “Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia Di Giorgio per la dolorosa perdita di Miriam”.
“La famiglia Di Giorgio ha sempre rappresentato un punto di riferimento per il nostro paese, distinguendosi per il grande impegno sociale e imprenditoriale, contribuendo con passione e dedizione alla crescita e al benessere della comunità. In questo momento di dolore, vogliamo far giungere alla famiglia tutta la nostra vicinanza e solidarietà”.
La Compagnia Teatrale Sammartinese festeggia 45 anni dalla sua fondazione
VITERBO – Una serata all’insegna dell’emozione, dei ricordi e della progettualità futura: così la Compagnia teatrale Sammartinese ha celebrato nella serata del 24 febbraio, il suo 45° anniversario dalla fondazione. L’evento, ospitato presso i locali della Parrocchia di Santa Barbara a Viterbo, con un allestimento curato da Maria Elena Baldini, ha visto la partecipazione di un centinaio di persone tra soci, autorità e sostenitori, a testimonianza di un legame indissolubile con il territorio.
Alla festa hanno preso parte l'Assessore alla capitale Europea della cultura e vicesindaco di Viterbo, Alfonso Antoniozzi, il parroco di San Martino al Cimino, Don Fabrizio Pacelli, e i rappresentanti dei main sponsor che da anni sostengono l’attività della compagnia, tra cui il Balletti Park Hotel, COMAL, C.G.T. Elettronica , AISEC e Human Connection ETS. Immancabile la presenza del Nuovo Centro Danza, che da tempo è entrato nell’anima artistica della compagnia, curando le coreografie degli ambiziosi musical che incantano i palcoscenici della Tuscia.
Nel suo intervento, l’assessore Alfonso Antoniozzi ha lodato il meraviglioso operato della compagnia svolto in quasi mezzo secolo: “Il teatro ha il potere magico di cambiare chi lo pratica, permettendo di vivere più vite attraverso i personaggi. È un impegno grande che richiede il sostegno di chi sta accanto agli artisti: mariti, mogli e compagni che rispettano e incoraggiano questo tempo dedicato alla passione. Anche a loro va il nostro applauso più grande”. L’assessore ha inoltre colto l’occasione per un annuncio importante: il Comune di Viterbo ha affidato ufficialmente alla Compagnia Teatrale Sammartinese la co-direzione artistica del Festival in ricordo di Alberto Corinti, previsto per il prossimo maggio presso il prestigioso Teatro dell’Unione.
Don Fabrizio Pacelli ha invece posto l’accento sul valore umano della compagnia: “Un’esperienza che ha una ricaduta sociale immensa, capace di rinnovarsi costantemente grazie al coinvolgimento dei giovani, che oggi rappresentano la linfa vitale di questa associazione'.
La storia della Compagnia nasce da un sogno, successivamente divenuto un progetto concreto, che ha trasformato San Martino al Cimino in un laboratorio artistico a cielo aperto. Tutto ebbe inizio nei primi anni '80, quando Mario Cutigni, fondatore, attuale presidente e regista, insieme a una manciata di amici, scelse il proprio garage come quartier generale per le prime, pionieristiche prove. Il debutto ufficiale avvenne il 21 aprile 1982 con La Locandiera di Goldoni, dando il via a un percorso che avrebbe visto la messa in scena dei grandi classici di Molière, Eduardo, Scarpetta, Viviani e Feydeau.
La vera svolta, l’intuizione che ha decretato un successo senza precedenti, è stata la scelta di riscrivere le sceneggiature in dialetto sammartinese: una mossa che ha donato alle performance una naturalezza e un’ilarità travolgenti, rendendo gli spettacoli autentici pezzi di vita locale. Da allora, la Compagnia ha intrapreso prestigiose tournée in tutta Italia, collezionando premi per la regia, la recitazione, le scenografie e i costumi.
Ma il traguardo più prezioso resta il risvolto sociale: la Compagnia teatrale Sammartinese è stata una scuola di vita per generazioni di bambini e ragazzi, cresciuti in un ambiente culturalmente frizzante dove l’arte è diventata strumento di espressione personale. 'Guardandosi indietro – spiega Cutigni – l’emozione più grande è sapere che quasi ogni famiglia sammartinese ha avuto almeno un componente nella Compagnia. Tra un copione e l'altro sono nate amicizie storiche, fidanzamenti e matrimoni; oggi, quegli stessi figli nati all'ombra del palcoscenico sono i protagonisti che continuano a scrivere il futuro della compagnia'.
La compagnia ha attraversato decenni di successi ma anche momenti molto difficili come la perdita di figure chiave, tra cui Danilo Morucci (a cui la compagnia è intitolata dal 1994), Gino Calevi e Mario De Angelis. La memoria di questi compagni di viaggio è stata anche rievocata attraverso un toccante docufilm, sunto di 45 anni di attività, proiettato durante la serata: un collage di filmati d'epoca e riprese recenti, tra spettacoli e backstage, che ha commosso l'intera sala.
Dal 2023, la Compagnia ha intrapreso un nuovo corso: riformata per entrare nel terzo settore, ha allargato la sua base sociale e avviato una fitta rete di collaborazione con altre associazioni locali. Il mese teatrale Sammartinese, giunto alla sua XXXV edizione, è uno degli eventi di punta dell’estate viterbese, capace di attrarre un vasto pubblico, anche da fuori provincia.
Oggi la Compagnia è costantemente in tournée con commedie e musical, consolidando collaborazioni con molti teatri, anche fuori della Tuscia, come il Teatro Boni di Acquapendente, il Rivellino di Tuscania, Il Teatro Luciano Bonaparte di Canino, Il Teatro Ettore Petrolini di Ronciglione, Teatro Floridia di Soriano ed il Teatro Aurelio di Roma.
La serata si è conclusa con il taglio della torta, tra sorrisi e brindisi, con un augurio speciale stampato nel cuore di tutti i soci: continuare a calcare le scene con la stessa genuinità e passione, dandosi appuntamento, con un pizzico di ironia e molta ambizione, al 2071, per festeggiare i prossimi 45 anni dalla fondazione.
Viterbo, giornata di solidarietà per le colonie feline
VITERBO - Colonie feline, sabato 31 gennaio la campagna di donazione cibo presso l'Isola dei Tesori (parco commerciale San Lazzaro), promossa dal Comune di Viterbo in collaborazione con la stessa attività commerciale e con l'Enpa Viterbo. Alle ore 11:30 della stessa giornata, la consegna ufficiale alle rappresentanti delle colonie feline riconosciute, del cibo acquistato con il contributo del Comune di Viterbo e di quello donato direttamente dall'Isola dei Tesori.
A darne notizia è il consigliere comunale delegato al benessere animale Francesco Buzzi, che aggiunge: 'Ci sono diverse colonie feline nella nostra città che vengono curate, accudite e monitorate dalle volontarie di alcune associazioni. Penso alle 'gattare' Caterina, Violetta, Anna Maria, solo per citarne alcune, che come tutte le altre se ne occupano quotidianamente. Lo fanno con grande impegno, spesso rinunciando a qualcosa pur di pensare prima ai gatti. Attraverso questa donazione il Comune vuole contribuire e soprattutto sostenere l'attività di chi si prende cura dei gatti della nostra città. E per questo ringrazio l'assessore alle risorse finanziarie Elena Angiani che ha accolto subito la mia richiesta a sostegno di questa bella iniziativa.Accanto al Comune la generosità dell'Isola dei Tesori che donerà cibo ai rappresentanti delle colonie feline riconosciute'.
Ma l'iniziativa non si esaurisce con la donazione ufficiale della mattina. 'La campagna di donazione prosegue per l'intera giornata – aggiunge il consigliere delegato Buzzi - anche grazie alla preziosa collaborazione dell'Enpa Viterbo. Chiunque potrà contribuire alla causa donando cibo per gatti, sia secco che umido'.
'Un piccolo gesto per ringraziare le volontarie che ogni giorno, con grande impegno, con qualsiasi condizione atmosferica, dedicano il loro tempo ad accudire i gatti delle colonie', ha aggiunto e concluso l'assessore Angiani.