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Spaccio e guida in stato di ebbrezza, tre denunce e un arresto a Poggio Mirteto
Si dà atto che i procedimenti penali sono ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
POGGIO MIRTETO - I Carabinieri delle Stazioni di Passo Corese, Collevecchio e Stimigliano, nell’ambito di un servizio straordinario di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti disposto dalla Compagnia di Poggio Mirteto, hanno tratto in arresto un uomo e denunciato in stato di libertà altre due persone.
In particolare, i Carabinieri della Stazione di Passo Corese, al termine di una mirata attività info-investigativa che aveva consentito di raccogliere i primi elementi su una presunta “piazza di spaccio” locale, hanno arrestato un quarantenne del posto, già noto alle Forze dell’Ordine.
L’uomo è stato individuato all’interno di un bar della zona e, per tutelare la sua privacy e l’incolumità degli altri avventori, è stato invitato a uscire dall’esercizio pubblico per un controllo. Alla richiesta di esibire quanto in suo possesso, il soggetto ha tentato di darsi alla fuga a piedi, ma è stato immediatamente rincorso e bloccato dai militari, prima che potesse disfarsi della sostanza.
Una volta fermato, l’uomo ha consegnato spontaneamente un piccolo involucro contenente cocaina. La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire, nella tasca del giubbotto, altri due involucri contenenti la medesima sostanza, suddivisa in dosi pronte per la cessione.
L’uomo è stato quindi condotto in caserma e dichiarato in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La droga è stata sequestrata e posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Rieti.
Nel medesimo contesto operativo, i Carabinieri della Stazione di Stimigliano hanno denunciato in stato di libertà un 50enne di nazionalità straniera, residente in zona e già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è ritenuto responsabile di aver ceduto, nei giorni precedenti, una dose di crack alla propria convivente di 30 anni la quale, a seguito dell’assunzione della sostanza, ha accusato un grave malore ed è stata soccorsa dal personale sanitario del 118 e trasportata all’Ospedale di Rieti per le cure del caso.
Infine, i Carabinieri della Stazione di Collevecchio, durante un controllo alla circolazione stradale, hanno fermato un’utilitaria condotta da un uomo italiano di quasi 60 anni, anch’egli già noto all’Arma per precedenti in materia di stupefacenti. Sottoposto ad accertamento etilometrico, è risultato positivo con un tasso alcolemico pari a 1,44 g/l, ben superiore al limite consentito. Invitato inoltre a sottoporsi agli accertamenti tossicologici previsti dalla normativa vigente, sia preliminari sia presso struttura sanitaria, l’uomo ha rifiutato. I militari hanno pertanto proceduto al ritiro immediato della patente di guida e all’affidamento del veicolo a persona di fiducia.
Anche in questo caso, l’interessato è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e segnalato alla Prefettura di Rieti per i provvedimenti di competenza.
Truffa del falso incidente, arrestata una donna di 43 anni
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza si comunica:
RONCIGLIONE - Nella giornata del 30 gennaio, personale della Polizia di stato della Questura di Viterbo, squadra mobile, nel corso degli specifici servizi di istituto dedicati alla prevenzione delle truffe in danno di anziani, ha arrestato nella flagranza di reato una donna di origine campana di quarantatré anni.
Nella circostanza, gli agenti hanno notato, nel comune di Ronciglione, un'autovettura sospetta la cui conducente guidava in maniera anomala poiché intenta a verificare continuamente la mappa stradale sul navigatore, guardandosi attorno.
In considerazione di ciò, è stata seguita e, poco dopo, è stata vista parcheggiare e scendere per avvicinarsi ed entrare nel portone di un palazzo, procedendo sempre in maniera guardinga.
Dopo pochissimi minuti, la stessa è risalita in auto ed è ripartita velocemente; pertanto, gli operanti hanno deciso di procedere ad un controllo immediato, all'esito del quale è stato rinvenuto all'interno della vettura un sacchetto del tipo alimentare con vari monili in oro del valore di circa 15.000 euro, oltre a euro 300,00 in contanti, consegnati poco prima da una anziana vittima di truffa.
Rintracciata la parte offesa, residente a Ronciglione, ancora ignara di quanto accaduto, è stata invitata a formalizzare la denuncia presso la Questura.
Nell'occorso, la donna ha consegnato i preziosi ed il denaro a seguito di una telefonata che preannunciava un incidente stradale nel quale era stato coinvolto un parente, che, per non incappare in problemi legali, avrebbe avuto bisogno di un importante ausilio economico.
La truffatrice, al termine degli atti di rito, è stata posta a disposizione dell'A.G. e condotta presso la casa circondariale di Civitavecchia.
Piscina di Montalto, lopposizione attacca lamministrazione
MONTALTO DI CASTRO – L’opposizione consiliare di Montalto di Castro interviene sulla vicenda della piscina comunale, rispondendo alle dichiarazioni della sindaca: “La replica dell'Amministrazione comunale sulla vicenda della piscina di Montalto di Castro è elusiva e, nei fatti, non risponde alle questioni sostanziali che abbiamo posto. Nessuno contesta la necessità di intervenire su un tetto che necessita di essere sistemato. Ciò che contestiamo è un'amministrazione che interviene solo quando è costretta, senza visione e senza strategia, lasciando i cittadini a pagare il prezzo dell'immobilismo degli ultimi quattro anni e di scelte amministrative prive di programmazione.”
“Vale la pena ricordare al Sindaco che lei stessa e uno dei suoi attuali assessori hanno fatto parte per quattro anni dell'amministrazione precedente: questo significa che parliamo di amministratori che, complessivamente, governano Montalto di Castro da ben nove anni. Non si tratta quindi di chi si è trovato la situazione per caso, ma di chi ha avuto tutto il tempo per programmare, intervenire e prevenire. Eppure, l'urgenza della manutenzione della piscina viene scoperta solo a un anno dalle elezioni. Perché questa urgenza emerge solo ora? Come mai non è stata affrontata prima?'
'In aggiunta, questa è un'Amministrazione che non è stata in grado di esprimere un nuovo assessore ai lavori pubblici realmente capace, delegando responsabilità senza garantire competenza e continuità gestionale”.
“La progettualità della piscina doveva essere sviluppata affrontando i problemi di difficile gestione emersi proprio durante la fase di gestione in emergenza; invece, oggi si limitano a interventi parziali e tampone. Noi chiediamo visione, programmazione e scelte strutturali, non soluzioni occasionali'.
'Inoltre, i problemi legati alla gestione e ai costi emersi nell'ultimo anno di gestione in emergenza durante il primo anno di questa amministrazione non vengono minimamente risolti da questo intervento sul tetto. Quella fase ha già messo in difficoltà il bilancio comunale e ha creato disservizi ai cittadini, senza che vi sia stata una reale soluzione strutturale'.
'Proprio per questo riteniamo che ricorrere ai fondi PNRR per un vero efficientamento dell'impianto, con un cofinanziamento europeo, non fosse un capriccio ma una necessità: l'unica strada seria per garantire la riapertura della piscina e assicurarne la continuità nel tempo, evitando nuove chiusure, nuove spese straordinarie e nuovi sprechi di risorse pubbliche”.
“Liquidare le nostre critiche parlando di scarsa conoscenza dei bandi – continuano - è un tentativo maldestro di spostare l'attenzione. Chiedere all'opposizione di elencare i bandi a cui facciamo riferimento non è segno di rigore amministrativo, ma la prova di un'incompetenza e di una superficialità preoccupanti: chi governa dovrebbe conoscere gli strumenti di finanziamento disponibili, non farseli spiegare dagli avversari politici. Resta irrisolto il punto politico centrale: questa Amministrazione non ha mai avuto una vera strategia per la piscina comunale, che è e resta un servizio pubblico fondamentale per la comunità.”
“Continuiamo quindi a chiedere con chiarezza:
- perché non si è programmato per tempo un intervento strutturale e complessivo?
- perché non si è lavorato seriamente per intercettare risorse PNRR?
- quale futuro concreto si prospetta per la piscina comunale dopo questo intervento parziale?
Come opposizione – concludono - continueremo a vigilare e a batterci per trasparenza, responsabilità e una gestione all'altezza delle esigenze dei cittadini, contro interventi tampone dettati più dal calendario elettorale che dall'interesse pubblico”.
A scuola di primo soccorso: il progetto di Tommaso Deiana arriva a Celleno
CELLENO -Arriva a Celleno “Elementari e medie a scuola di soccorso”, l’iniziativa promossa da Tommaso Deiana di Salute-Sicurezza, pensata per avvicinare i più giovani ai principi fondamentali del primo soccorso. Un progetto semplice ma prezioso, che mette al centro la consapevolezza, la prevenzione e il valore dell’aiuto reciproco.
Nel corso degli incontri, rivolti agli alunni delle scuole elementari e medie, i ragazzi ricevono un primo accenno alle manovre di base del primo soccorso: come riconoscere una situazione di emergenza, come comportarsi in attesa dei soccorsi e perché è importante non farsi prendere dal panico. Tutto spiegato con un linguaggio adatto alla loro età, coinvolgente e rassicurante.
Un aspetto particolarmente significativo dell’iniziativa è che il progetto è completamente gratuito, a dimostrazione di come la cultura della sicurezza possa e debba essere accessibile a tutti, senza barriere economiche. Un investimento sul futuro che passa dall’educazione e dalla responsabilità condivisa.
Portare il primo soccorso nelle scuole significa non solo trasmettere nozioni pratiche, ma anche costruire cittadini più attenti, solidali e preparati. È un seme che può fare la differenza, perché spesso sono proprio i più giovani a trovarsi, per primi, davanti a una situazione di emergenza in famiglia o nella vita quotidiana.
Iniziative come questa dovrebbero diventare una prassi in tutta la provincia, non un’eccezione. La sicurezza, la prevenzione e la capacità di aiutare gli altri non sono competenze opzionali, ma strumenti fondamentali di crescita civile. Celleno oggi dà un bel segnale: speriamo che molti altri comuni scelgano di seguirne l’esempio.
Scuola Ellera, FdI chiede un intervento urgente del Comune
VITERBO - Scuola Ellera, 'dopo settimane di segnalazioni da parte di genitori, ancora nessun intervento da parte del comune' afferma Matteo Achilli, consigliere comunale del gruppo Fatelli d'Italia.
“Si parla spesso di una città a misura di bambino – continua -, ma poi la realtà racconta tutt'altro. Per entrare a scuola, i ragazzi sono costretti ad accalcarsi in condizioni che nulla hanno a che vedere con sicurezza e dignità.È quanto accade alla scuola elementare dell'Ellera, dove ad ogni giornata di maltempo alunni e famiglie sono obbligati a entrare attraverso un unico cancelletto, per consentire l'accesso a circa 350 bambini. Una situazione inaccettabile e potenzialmente pericolosa”.
“La sicurezza degli studenti – conclude - deve essere una priorità assoluta. L'amministrazione comunale intervenga con urgenza per risolvere una criticità evidente e garantire un accesso adeguato e sicuro alla struttura scolastica”.
Viterbo città del Conclave, Barbero come carta vincente per il brand
VITERBO - Viterbo “Città del Conclave” può diventare molto più di uno slogan, ma per farlo serve una strategia capace di parlare a un pubblico ampio. I numeri del turismo nel 2025 lo dimostrano: durante i giorni dell’elezione di papa Leone XIV la città ha registrato un aumento significativo delle presenze. Un segnale chiaro, che secondo Gianpaolo Serone, socio responsabile di Archeoares, la società che gestisce i musei viterbesi, indica quanto il legame con la storia del Conclave rappresenti un brand da valorizzare.
Come in ogni operazione di comunicazione efficace, però, oltre al contenuto serve un narratore autorevole. Da qui nasce un’idea tanto semplice quanto ambiziosa: invitare Alessandro Barbero a Viterbo per una lectio magistralis dedicata alla nascita del Conclave, proprio nei luoghi dove tutto ebbe origine.
Non una conferenza accademica tradizionale, ma un vero evento di marketing territoriale. Barbero è oggi il divulgatore storico più popolare d’Italia, capace di unire rigore e racconto. I suoi interventi, diffusi da community di appassionati, dominano le classifiche dei podcast, collezionano milioni di visualizzazioni su YouTube e diventano virali sui social, raggiungendo un pubblico vastissimo e trasversale.
Immaginarlo nel cortile di Palazzo dei Priori o davanti alla Cattedrale di San Lorenzo, mentre racconta con il suo stile inconfondibile l’elezione di Gregorio X, le pressioni dei cittadini viterbesi, la celebre scoperchiatura del tetto e le tensioni tra i cardinali, significherebbe creare un contenuto dal potenziale mediatico enorme. La storia del primo Conclave, del resto, è ricca di intrighi politici, conflitti e dettagli sorprendenti: tutti elementi perfetti per il suo modo di fare divulgazione.
Un appuntamento del genere potrebbe sancire il lancio definitivo del brand “Viterbo Città del Conclave”, proiettandolo ben oltre i confini della Tuscia. La presenza di Barbero garantirebbe non solo il pienone in città, ma anche una visibilità digitale capace di superare qualsiasi concorrenza, Arezzo compresa. Perché se il marketing è soprattutto una sfida di racconti, Viterbo ha una storia fortissima: ora serve solo la voce giusta per farla arrivare lontano.
Aurora Viterbo, Giovanni De Leo è il nuovo allenatore
VITERBO - L'Aurora Viterbo comunica di aver affidato la guida tecnica della squadra a Giovanni De Leo, che assume ufficialmente l'incarico di allenatore per il prosieguo della stagione.
Tecnico romano, conosciuto e apprezzato nel panorama calcistico della Tuscia, De Leo porta con sé un percorso professionale lungo e strutturato, maturato in diverse realtà del calcio dilettantistico e regionale.
Il nuovo allenatore ha alle spalle una carriera costellata di passaggi significativi e risultati di rilievo. Pur ribadendo fin da subito di non voler guardare al passato, sottolineando che “quello che conta è esclusivamente il lavoro che si andrà a fare da oggi”, la società ritiene opportuno ricordare alcuni momenti importanti del suo cammino: tra questi, la prima storica promozione in Eccellenza siciliana della Real Avola, traguardo che rappresenta uno dei punti più alti della sua esperienza.
Negli ultimi anni, il tecnico ha poi fatto ritorno nel Lazio, guidando squadre del territorio come Gallese, Carbognano e Castel Sant'Elia, nel campionato di Promozione laziale, consolidando ulteriormente il proprio legame con il calcio della provincia.
Mister De Leo è già pronto a dirigere le prime sedute di allenamento, iniziando quindi a lavorare con il gruppo in vista dei prossimi impegni di campionato: 'C'è l'intenzione di lavorare con grande attenzione per uscire dalla zona bassa della classifica – ha dichiarato il mister –. I ragazzi si sono messi tutti a disposizione, pensiamo solo a lavorare e a fare bene'.
A commentare la scelta anche il Presidente dell'Aurora Viterbo, Roberto Troncarelli: 'Il mister si è messo subito a disposizione della società e della squadra. Cercheremo tutti di fare del nostro meglio: non sarà facile risalire, ma non ci arrendiamo'.
L'Aurora Viterbo rivolge a mister De Leo un caloroso benvenuto e gli augura buon lavoro alla guida della squadra.
I Borghi Sospesi incantano il Centro commerciale Tuscia
VITERBO – Una partnership che si rinnova e si rafforza: il gruppo fotografico 'f8' e il Centro commerciale Tuscia continuano la loro proficua collaborazione, portando la bellezza del territorio viterbese direttamente tra i visitatori del centro. L'iniziativa, giunta al suo terzo appuntamento, trasforma un 'non luogo' in un vero e proprio spazio di incontro e valorizzazione locale.
L'Arte nelle Scale Mobili: Un Punto Cruciale di Passaggio
Le immagini, grazie anche alle loro dimensioni imponenti, sono strategicamente collocate nell'area delle scale mobili, un punto di passaggio obbligato che cattura inevitabilmente l'attenzione dei visitatori. Questa visibilità è il frutto della visione del direttore Paolo Galli, curatore e promotore di questo progetto che unisce commercio e cultura locale.
Il gruppo 'f8', nato da un'idea di Maurizio Di Giovancarlo, è composto da undici fotografi appassionati, tra cui Antonella Tonnicchi, Aurelio Sidoti, Claudio Polvanesi, Claudio Sarti, Ernesto Spaziani, Giuseppina Natale, Ludovico Ciprini, Maria Olimpia Orsolini, Mirella Meschini, Ornella Banco e Salvatore De Mitri.
'I Borghi Sospesi': Un Viaggio tra Celleno, Civita e Calcata
Il tema scelto per questa edizione è il suggestivo 'I Borghi Sospesi'. Sei fotografi hanno immortalato alcuni dei gioielli più affascinanti della Tuscia:
Maurizio Di Giovancarlo con Latera;
Ludovico Ciprini con Vitorchiano;
Antonella Tonnicchi con Lubriano;
Mirella Meschini con Celleno;
Ernesto Spaziani con Calcata;
Salvatore De Mitri con Civita di Bagnoregio.
L'obiettivo è chiaro: valorizzare e far conoscere il territorio, non solo ai turisti ma soprattutto a chi ci vive.
Il Centro commerciale come 'Luogo' di Incontro
Paolo Galli, direttore del CCT, sottolinea come la struttura, spesso identificata solo con l'Ipercoop, vada oltre il concetto di 'non luogo' teorizzato dall'antropologo Marc Augé. 'È 'luogo' nel senso proprio del termine: c'è memoria nelle persone, scambio e creazione di rapporti', ha affermato Galli.
Il centro diventa così un palcoscenico per la comunità locale, dove gruppi volontari come 'f8' possono esibirsi, parlare e comunicare la loro storia e le loro passioni. F8, in particolare, sa rappresentare la Tuscia in una forma viva e quasi palpabile, scegliendo luci e punti di vista unici.
Le opere sono lì, pronte per essere ammirate ed emozionare il popolo della Tuscia e i suoi visitatori, stimolando il riconoscimento del valore di un territorio unico nei colori e nelle forme.
Addio a Marco Settimi: i funerali oggi a Giove
GIOVE - La procura di Viterbo ha iscritto due persone nel registro degli indagati per omicidio stradale in seguito al tragico incidente avvenuto sabato scorso lungo la strada statale Cassia, nel territorio comunale di Capranica, che ha causato la morte di Marco Settimi, 38 anni, di Giove.
Secondo quanto disposto dal pubblico ministero Francesca Proietti, indagano in stato di libertà il conducente dell’Alfa Romeo Giulietta su cui viaggiava la vittima, un uomo di 39 anni di Terni, e il conducente dell’autobus di linea Cotral, un 35enne del Viterbese. Entrambi sono accusati a vario titolo nell’ambito dell’inchiesta per omicidio stradale. I familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Andrea Temperanza del Foro di Terni.
Per chiarire la dinamica del grave episodio, la procura ha affidato a un perito esterno, l’ingegner Fabrizio Ceramponi, l’incarico di analizzare tutti gli elementi tecnici relativi all’incidente, integrando i rilievi già effettuati dalle forze dell’ordine.
I funerali di Marco Settimi si terranno oggi, mercoledì 4 febbraio, presso la chiesa parrocchiale di Giove alle ore 15:00, per dare l’ultimo saluto al giovane della comunità.
Il Fiora non si mura
MONTALTO DI CASTRO - 'Abbiamo depositato un'interrogazione già a novembre sul Fiume Fiora. Nel Consiglio del 23 dicembre, per un errore burocratico, è passata inosservata. Ieri l'abbiamo riprotocollata, perché i cittadini meritano risposte chiare e immediate.
La prima questione riguarda la sicurezza delle opere già realizzate. Il muro fisso, le paratie, l'idrovora e i gruppi elettrogeni non hanno ancora protocolli chiari né responsabili definiti. Nessuno sa chi li gestirà, chi aprirà le paratie o come verrà garantita la sicurezza in caso di emergenza. Anche l'accesso e l'attracco delle barche restano incerti. Questo non è accettabile: la sicurezza dei cittadini non può essere lasciata al caso.
La seconda questione riguarda il paesaggio e l'identità di Montalto Marina. Il progetto originario prevedeva un muro alto circa 1,5 metri al piazzale dei pescatori, consentendo la visuale della foce del Fiora. La variante attuale ha sostituito le paratie mobili con un muro fisso alto fino a 2,80 metri, che blocca completamente la vista del fiume e della foce fino allo scivolo. Il fiume scompare alla vista e il tratto terminale perde ogni relazione storica con il centro abitato e il mare.
Non possiamo accettare che il Fiora diventi un muro di cemento, mentre la sicurezza rimane incerta. Chiediamo al Sindaco e alla Regione Lazio risposte immediate e precise: definire chi gestisce le opere, garantire protocolli chiari in caso di emergenza e ripristinare, per quanto possibile, la visibilità della foce. Il Fiora deve restare visibile, fruibile e parte della nostra storia.'
Il Fiora non si mura!
Eleonora Sacconi
Luca Benni
Angelo Brizi
Francesco Corniglia
Agricoltura sostenibile tra tradizione e innovazione: il futuro passa dal territorio
VITERBO - 'La sostenibilità deve essere considerata come un elemento strutturale dei sistemi produttivi, basato su pratiche agronomiche e forestali capaci di preservare suolo, acqua, biodiversità ed equilibrio degli ecosistemi. Un approccio che, oltre a tutelare l'ambiente, rappresenta anche una condizione indispensabile per garantire la continuità economica delle aziende agricole'.
Lo ha detto Donato Ferrucci, presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Viterbo intervenendo al convegno 'Conoscere l'agricoltura: tra tradizione e innovazione', svoltosi presso l'Auditorium Carlo Azeglio Ciampi dell'Università degli Studi della Tuscia, promosso dall'IIS 'F. Orioli' di Viterbo in collaborazione con la Facoltà di Agraria.
Un appuntamento che ha riunito studenti, docenti, tecnici e professionisti del settore per approfondire le trasformazioni in atto nel mondo agricolo e le prospettive di sviluppo sostenibile. Nel corso dell'incontro, i relatori hanno affrontato temi di grande attualità, spaziando dalla sostenibilità delle produzioni orticole alla gestione forestale, dalla digitalizzazione degli allevamenti alla valorizzazione delle aree naturali protette, fino al ruolo strategico delle certificazioni di qualità. Un confronto che ha messo in luce come l'agricoltura moderna sia chiamata a integrare saperi tradizionali e innovazione tecnologica, mantenendo al centro il rispetto per l'ambiente e per le specificità locali.
Il convegno ha inoltre messo in evidenza il ruolo strategico della formazione e della ricerca, con l'obiettivo di preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide dell'agricoltura del futuro. Un settore che non può più essere visto come statico, ma come un ambito dinamico, in continua evoluzione, dove competenze tecniche, innovazione e sensibilità ambientale devono procedere insieme.
'Altro punto centrale – ha aggiunto Ferrucci - è l'attenzione al territorio, inteso non solo come spazio fisico ma come insieme di caratteristiche ambientali, paesaggistiche e culturali che definiscono l'identità delle produzioni locali. Conoscere e valorizzare le peculiarità pedoclimatiche della Tuscia significa costruire filiere più forti, capaci di distinguersi sul mercato e di generare valore aggiunto'.
'Le certificazioni di qualità – ha sottolineato Ferrucci - sono uno strumento fondamentale per rendere riconoscibile il valore delle produzioni e per garantire trasparenza, tracciabilità e fiducia nei confronti dei consumatori. In un mercato sempre più attento all'origine e alle modalità di produzione degli alimenti, le certificazioni rappresentano un vero e proprio ponte tra aziende e cittadini'.
'L'iniziativa – ha concluso Ferrucci - si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del comparto agricolo locale e conferma la vocazione del territorio viterbese come laboratorio di buone pratiche, capace di coniugare tradizione, innovazione e qualità. Un messaggio chiaro: il futuro dell'agricoltura passa da scelte responsabili, radicate nel territorio e orientate alla sostenibilità'.
Superstrada Viterbo-Orte, tornano le buche
VITERBO – Sui social si torna a parlare di buche sulle strade del territorio. Nello specifico, si torna a discutere del tratto di superstrada che da Viterbo passa per Orte e conduce verso Terni, la famosa SS 675 Umbro-Laziale.
La superstrada Viterbo-Orte, infatti, è da tempo al centro delle segnalazioni per le condizioni del suo manto stradale che, nella stragrande maggioranza dei casi, risulta in stato critico. Lavori in corso e corsie interdette sono ormai una costante e, in questo periodo, poco prima e lungo il tratto che attraversa il ponte – oggetto di lavori di restauro negli ultimi tempi – sono comparse delle buche, o meglio dei veri e propri crateri, che mettono a rischio la sicurezza degli automobilisti.
La segnalazione
È proprio da qui che nasce la segnalazione da parte di un utente del gruppo Facebook “Viterbo Civica”, che invita a prestare attenzione lungo il tratto della superstrada Viterbo-Orte. Nei commenti si sono susseguiti racconti di automobilisti che riferiscono di aver riportato danni alle proprie vetture: si parla di gomme squarciate e sospensioni danneggiate, mentre altri utenti raccontano di aver effettuato segnalazioni direttamente all’ANAS.
La situazione di oggi
Ad oggi, percorrendo il tratto interessato, si può notare come alcune buche, al momento della stesura dell’articolo, risultino “tappate” con asfalto a freddo: una soluzione temporanea che, tuttavia, sembra essere al momento l’unica praticabile. Delle due corsie presenti sul tratto del ponte, ne risulta funzionante solo una e su questa il continuo passaggio di mezzi pesanti, unito alle piogge degli ultimi giorni, ha inevitabilmente creato un deterioramento prematuro dell’asfalto.
Per questo motivo è importante richiamare l’attenzione degli automobilisti che ogni giorno percorrono la SS 675, al fine di scongiurare possibili incidenti lungo quel tratto di strada.
Tuscania, sanzione del Garante della Privacy per luso improprio delle telecamere comunali
TUSCANIA - Il sistema di videosorveglianza comunale rappresenta uno strumento prezioso per le amministrazioni locali, utile a garantire sicurezza e controllo del territorio se gestito correttamente. Tuttavia, un uso improprio o non conforme alle norme può comportare rischi significativi, comprese multe, sanzioni e responsabilità civili per chi lo gestisce.
Dal 2019, il Comune di Tuscania ha installato decine di telecamere, con l’obiettivo, dichiarato dal sindaco Bartolacci, di arrivare a cento dispositivi entro la fine del 2024, coprendo tutto il territorio comunale, dalle vie principali alle strade secondarie. Una strategia, però, che si è rivelata problematica: secondo il provvedimento n. 730 del 4 dicembre 2025 del Garante della Privacy, il sistema non ha rispettato pienamente le normative sul trattamento dei dati personali.
L’Autorità ha rilevato che il Comune ha raccolto dati sulle targhe dei veicoli per periodi estesi, permettendo di ottenere informazioni delicate sugli spostamenti dei cittadini, senza rispettare tutte le prescrizioni richieste dalla legge. Le spiegazioni fornite dall’amministrazione, pur considerate, non sono state sufficienti a chiudere il procedimento, confermando l’illecito.
Si tratta di una violazione grave e dolosa, in quanto il Comune non ha rispettato le prescrizioni impartite, già oggetto di una precedente sanzione di 4.000 euro per mancata collaborazione. Per questo motivo, il Garante ha inflitto una nuova sanzione di 12.000 euro e ha ordinato:
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la cancellazione immediata dei dati delle targhe già raccolti;
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il divieto di ulteriori trattamenti relativi a questi dati;
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una ricognizione completa delle telecamere presenti sul territorio per verificare quali siano effettivamente necessarie a garantire la sicurezza urbana.
L’episodio sottolinea l’importanza di utilizzare i sistemi di videosorveglianza nel rispetto della legge e dei diritti dei cittadini, bilanciando sicurezza e tutela della privacy.
Bolsena, 480mila euro per il restauro della basilica dei Santi Giorgio e Cristina
BOLSENA - Il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte esprime grande soddisfazione per il finanziamento di 480mila euro destinato al restauro della facciata e degli apparati scultorei della basilica dei Santi Giorgio e Cristina, uno dei simboli più significativi del patrimonio storico, artistico e religioso della città.
'Si tratta di un intervento necessario e da tempo atteso dalla comunità – dichiara il primo cittadino – che consentirà di tutelare e valorizzare un bene di straordinario pregio. Rivolgo un sentito ringraziamento al Governo ed al ministro Giuli per l'attenzione concreta e costante dimostrata nei confronti del nostro territorio, nonché a coloro che hanno lavorato al progetto per la richiesta di finanziamento'.
I fondi su Bolsena rientrano nel pacchetto di risorse destinate alla tutela del patrimonio storico della provincia di Viterbo, approvato dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali. 'Queste risorse, che ammontano a 480 mila euro – spiega il primo cittadino –, rappresentano un segnale importante di attenzione verso la salvaguardia dei beni culturali e costituiscono un investimento strategico per il futuro della nostra comunità, anche in termini di valorizzazione turistica e identitaria del territorio'.
'Non si tratta del primo finanziamento destinato al patrimonio culturale della nostra città - conclude il sindaco Di Sorte -, e di questo desidero esprimere sincera gratitudine alle istituzioni nazionali, regionali, provinciali ed al gruppo di maggioranza dell'amministrazione comunale. Ma un ringraziamento altrettanto sentito va al lavoro e alla collaborazione dei consiglieri di minoranza, come Francesco Cozza Caposavi, che lavorano con spirito costruttivo allo sviluppo del territorio'.
Incidente al quartiere Pilastro, auto si ribalta
VITERBO - Momenti di grande paura nelle ore scorse al quartiere Pilastro, dove un automobilista ha perso il controllo della propria vettura che si è ribaltata nei pressi del sottopasso di via del Pilastro, rischiando di precipitare.
Secondo una prima ricostruzione, l’auto, per cause ancora in corso di accertamento, avrebbe sbandato improvvisamente, finendo capovolta a pochi metri dal sottopasso. L’incidente ha generato forte apprensione tra i residenti e tra gli automobilisti in transito, anche per la possibilità che il veicolo potesse cadere nel vuoto sottostante. Fortunatamente il conducente è uscito illeso senza riportare ferite.
Sul posto sono intervenuti i soccorsi e le forze dell’ordine per mettere in sicurezza l’area e procedere con i rilievi del caso. La circolazione ha subito rallentamenti per consentire le operazioni di rimozione del veicolo e il ripristino delle condizioni di sicurezza.
Valle del Treja, il Dna conferma: il corpo ritrovato è di Andrea Gentili
CALCATA - È arrivata la conferma definitiva: il corpo ritrovato lo scorso 16 novembre nella valle del Treja è quello di Andrea Gentili. A renderlo noto è stata la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”, che ha comunicato l’esito degli accertamenti genetici effettuati sul cadavere.
Il ritrovamento era avvenuto in una zona particolarmente impervia, in località Banditella, tra i comuni di Calcata e Faleria, dove un cacciatore aveva segnalato la presenza del corpo. Il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, si trovava in un fossato ai piedi di un pendio di circa 100 metri, a circa cinque chilometri dal punto in cui Gentili era scomparso il 26 settembre scorso.
Già al momento del rinvenimento non sembravano esserci dubbi sull’identità dell’uomo: addosso aveva i documenti personali, custoditi nel portafoglio ancora nella tasca dei pantaloni, oltre a una catenina, altri monili ed effetti personali. Elementi che avevano subito indirizzato le indagini verso la conferma dell’identità.
Andrea Gentili era scomparso il 26 settembre dopo aver pranzato nel borgo di Calcata. Nel primo pomeriggio aveva deciso di raggiungere a piedi la propria auto, parcheggiata poco distante, ma non era più riuscito a ritrovarla. Contattato telefonicamente dalla moglie intorno alle 14, aveva riferito di essere ancora alla ricerca del veicolo, senza rendersi conto di essersi inoltrato verso un’area boschiva.
Il giorno della scomparsa Gentili indossava una camicia blu a quadri, la stessa visibile nella foto diffusa da familiari e forze dell’ordine durante le ricerche e molto simile a quella rinvenuta sul corpo. Il recupero della salma è stato possibile grazie alla segnalazione del cacciatore che ha individuato il cadavere.
Picchiava la moglie anche durante la gravidanza: a processo un 34enne tunisino
VITERBO - Avrebbe picchiato la moglie per oltre un anno, anche mentre era in dolce attesa, senza fermarsi neppure davanti alla gravidanza. Un 34enne di nazionalità tunisina è finito alla sbarra con l’accusa di maltrattamenti aggravati in famiglia ai danni della moglie 22enne, sua connazionale.
Le violenze, secondo l’accusa, si sarebbero protratte tra settembre 2024 e settembre 2025, periodo durante il quale la coppia avrebbe vissuto tra l’estero e il territorio del Viterbese. Il copione sarebbe stato sempre lo stesso: l’uomo, spesso ubriaco, avrebbe aggredito la donna insultandola e colpendola ripetutamente.
Nel settembre 2024, quando i due vivevano in Francia, le urla della 22enne avrebbero allarmato i vicini di casa, che chiamarono le forze dell’ordine. Il 34enne venne arrestato, ma prima di essere ammanettato avrebbe colpito la moglie anche all’addome, pur sapendo che era incinta.
Secondo le contestazioni, l’uomo avrebbe inoltre segregato la donna in casa, impedendole di uscire da sola e isolandola da familiari e amici. Alla fine del 2024, mentre la coppia risiedeva in un centro di accoglienza della provincia, l’uomo sarebbe rientrato ancora una volta in stato di ebbrezza. La giovane, spaventata, si sarebbe chiusa in camera, ma il 34enne sarebbe riuscito a entrare, insultandola, minacciandola e aggredendola nuovamente. In quell’occasione avrebbe anche tentato di strangolarla, stringendole le mani al collo.
Nel giugno 2025, dopo il trasferimento in Svizzera, la donna avrebbe trovato il coraggio di denunciarlo per percosse, dopo l’ennesima aggressione avvenuta alla presenza del figlio di pochi mesi. In più occasioni, secondo quanto emerso, l’uomo l’avrebbe minacciata di portarle via il bambino se avesse denunciato le violenze.
'Carnevale, troppe restrizioni', Civita risponde al prefetto e scatta la raccolta firme
CIVITA CASTELLANA - (A.S.) 'Caro Prefetto, il nostro Carnevale non è il far west, troppe restrizioni e divieti rischiano di trasmettere un'immagine distorta della manifestazione. Per questo chiediamo un confronto per meglio illustrare cosa rappresenti veramente il carnevale per Civita e se vorrà potrà anche mascherarsi e prendere parte alla sfilata'. È da questa provocazione che, nei giorni scorsi, è partita una raccolta firme per “salvare” il Carnevale civitonico, indirizzata al prefetto di Viterbo Sergio Pomponio. L’iniziativa è stata lanciata da Francesco Romito, avvocato di professione, insieme a Vasco Alessandrini e Cristina Biondi.
La petizione, pubblicata online, ha ottenuto in breve tempo una grande diffusione, diventando virale e raccogliendo anche il sostegno di M5S e Rifondazione comunista.
'Le tristi notizie che in questi giorni circolano circa l’imposizione di nuove e ulteriori misure di sicurezza da parte della prefettura - si legge nella nota - destano forte preoccupazione nella cittadinanza falisca. Preoccupa molto che la prefettura abbia ritenuto obbligatorio adottare ulteriori nuove misure, come ad esempio l’uso di vernici ignifughe per decorare carri o la pesatura degli stessi, cosi come preoccupano le paventate blindature di strade e l’imposizione del coprifuoco per i negozi e i pubblici esercizi, insinuando la paura di chissà quali temibili scontri o violenze o violazioni di norme contro l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti, che l’apertura dei negozi in qualche modo favorirebbe, il che è un’ennesima offesa per chi ci lavora e ci campa'.
Secondo i promotori, le misure ipotizzate trasmetterebbero un’immagine distorta della manifestazione: 'Si rischia - ha puntualizzato Romiti - di fare una descrizione sbagliata della realtà rappresentando quella che è forse la più sentita e coinvolgente tradizione popolare come un’occasione di scorribande per vandali, spacciatori e violenti. La prevenzione non si fa con la militarizzazione e non è possibile accettare supinamente decisione stabilite dall'alto. Il nostro carnevale non è una questione di ordine pubblico per questo chiediamo un tavolo di confronto con il prefetto e gli enti preposti per affrontare al meglio la questione'
Poi la provocazione: 'Il Carnevale è parte integrante della storia e della cultura locale. Chi non capisce ciò, finisce inconsapevolmente per offendere la sua storia e non si dimostra all’altezza del delicato incarico istituzionale affidatogli. Per tale motivo - concludono i promotori - invitiamo sommessamente e rispettosamente il prefetto innanzitutto a mascherarsi e sfilare a Civita Castellana per conoscere il carnevale civitonico e, comunque, qualora proprio sua eccellenza non si senta capace di relazionarsi con la cultura e la tradizione del carnevale civitonico e di entrare in sintonia con la sua cittadinanza, a chiedere il trasferimento in altra prefettura'.
Carnevale di Ronciglione, folla ed entusiasmo per il primo corso mascherato
RONCIGLIONE - Bagno di folla a Ronciglione per il primo corso mascherato del Carnevale 2026, che si è svolto in poco meno di tre ore davanti a un pubblico numeroso, ordinato e disposto lungo il percorso dietro le corde di sicurezza. Il primo corso di gala ha confermato, ancora una volta, il forte legame tra la manifestazione e la comunità locale.
Undici le mascherate in concorso, affiancate da tre gruppi fuori gara, quattro i carri grandi e una decina quelli più piccoli di accompagnamento ai gruppi mascherati, tutti indipendenti tra loro. A colpire sono stati soprattutto i costumi, curati nei dettagli e caratterizzati da colori vivaci come fucsia, rosso e verde, capaci di regalare spettacolo, allegria e coinvolgimento sia ai presenti lungo le strade sia al pubblico che ha seguito l’evento in diretta streaming, trasmessa con professionalità da Fabio Troncarelli.
Non sono mancate, tuttavia, alcune note critiche. La mancata “cava” lungo Corso Umberto I, elemento storico caro agli Ussari, è stata imposta dalle nuove norme di sicurezza e ha lasciato un velo di amarezza tra i più affezionati. Inoltre, ha fatto discutere il nuovo carro dedicato alla maschera simbolo del Carnevale ronciglionese, Naso Rosso, rappresentato in una versione magra e riccia, distante dalla narrazione tradizionale che lo descrive come un personaggio godereccio, avvinazzato e dal caratteristico naso rubicondo.
Una scelta che, pur apprezzata da parte del pubblico, ha suscitato anche proteste per la reinterpretazione di una figura profondamente radicata nella storia e nella teatralità del Carnevale di Ronciglione.
Interdittiva antimafia, chiusi sei distributori di carburante a Viterbo
VITERBO - Sei stazioni di servizio sono state chiuse con effetto immediato su tutto il territorio comunale di Viterbo a seguito di un’interdittiva antimafia. Il provvedimento è stato disposto con due ordinanze dirigenziali del settore Sviluppo economico di Palazzo dei Priori, al termine di una complessa istruttoria amministrativa intrecciata con provvedimenti antimafia emanati nel nord Italia.
I sigilli hanno interessato due impianti situati lungo la strada statale 675 Umbro Laziale, ai chilometri 62,500 e 61,350, oltre a una stazione in via Vico Squarano, una in strada Sammartinese in località Pietrare, un impianto sulla Tuscanese al chilometro 1,850 e uno in via Luigi Rossi Danielli. Sul rispetto delle ordinanze vigilerà la polizia locale, incaricata di verificare che le pompe restino inattive.
Alla base della chiusura vi è il ripristino dell’efficacia dell’informazione antimafia interdittiva, tornata pienamente valida dopo la sospensione, da parte del Consiglio di Stato, delle sentenze del Tar Lombardia che ne avevano inizialmente disposto l’annullamento. Secondo quanto emerge dagli atti comunali, i trasferimenti di titolarità degli impianti sarebbero avvenuti mentre l’interdittiva era già in vigore, configurandosi come tentativi di elusione delle misure di prevenzione.
Il Comune ha quindi revocato tutte le autorizzazioni amministrative per l’esercizio dell’attività di distribuzione di carburanti, dichiarando inefficaci i passaggi di proprietà e disponendo la decadenza dei titoli abilitativi. Le ordinanze sono state notificate alle società interessate e trasmesse all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, alla polizia locale per i controlli e alla prefettura per gli adempimenti di competenza.
