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Beni Culturali, Rotelli: Quasi due milioni di euro alla provincia di Viterbo
VITERBO - 'Esprimo grande soddisfazione per l'approvazione da parte del Consiglio superiore dei Beni culturali allo stanziamento delle risorse destinate a favore del patrimonio storico della provincia di Viterbo. Si tratta di investimenti per un totale complessivo di 1.897.000 euro, ripartiti nel triennio 2025/2027, destinati a riqualificare edifici di pregio'.
Lo annuncia il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici. In particolare, i finanziamenti sono così suddivisi: 150mila euro per interventi finalizzati ad adeguamento e allestimento depositi del palazzo delle Forre a Civitella d'Agliano; dell'ex carcere di Montefiascone; del palazzo San Giovanni a Castiglione in Teverina; dell'area archeologica di Poggio Moscini a Bolsena; 640mila euro ad Onano per il completamento del recupero di palazzo Monaldeschi e piazza Monaldeschi della Cervara; 627mila euro per i lavori di restauro e adeguamento della struttura immobiliare da adibire a museo di palazzo di Via D'Acquapendente, a San Lorenzo Nuovo; 480mila euro a Bolsena, infine, per il restauro della facciata e degli apparati scultorei della basilica dei Santi Giorgio e Cristina.
'Ringrazio il Governo Meloni e il ministro della Cultura Alessandro Giuli per l'attenzione e la sensibilità dimostrata, ancora una volta, nei confronti del nostro territorio', conclude il presidente Rotelli.
Admo e Asd Sorianese insieme per la donazione del midollo osseo: incontro di sensibilizzazione ...
SORIANO NEL CIMINO - Informare, chiarire, rendere consapevoli: è su questi presupposti che l'ASD Sorianese ha promosso, nella giornata di ieri, 29 gennaio, un incontro dedicato alla donazione del midollo osseo, ospitato presso il Campo Sportivo 'Celso Perugini' di Soriano nel Cimino. Un'iniziativa di sensibilizzazione realizzata in collaborazione con ADMO Viterbo e con i volontari della Croce Rossa Italiana.
L'evento, rivolto a giocatori, tifosi e simpatizzanti, ha previsto una prima fase informativa durante la quale i volontari ADMO hanno illustrato in modo puntuale cosa significa diventare potenziali donatori di midollo osseo, soffermandosi sulle reali modalità della donazione e sul funzionamento del Registro Donatori IBMDR. A seguire, gli interessati hanno potuto avviare il percorso di reclutamento come donatori attraverso il kit salivare, necessario alla successiva tipizzazione.
Alla giornata erano presenti anche Rachele Chiani, vicesindaco di Soriano nel Cimino, e Paola Tranfa, assessore alla Salute e ai Servizi Sociali, a conferma dell'attenzione condivisa tra istituzioni, associazioni e realtà sportive verso temi di rilevanza sanitaria e sociale.
Significativa la partecipazione del gruppo squadra e del settore giovanile, come sottolineato dal Presidente dell'ASD Sorianese, Porta: «C'è stata attenzione, ascolto e partecipazione vera. Anche i nostri calciatori hanno preso parte all'incontro e alcuni di loro hanno deciso di avviare il percorso di reclutamento come donatori, soprattutto i più giovani. È un segnale importante: lo sport può e deve essere anche questo, un luogo in cui si costruisce consapevolezza e si restituisce qualcosa alla comunità».
L'iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di informazione sul territorio. In questo contesto, ADMO Viterbo sarà nuovamente a Soriano nel Cimino dalle ore 9:00 di domenica 1° febbraio 2026, per un nuovo evento di sensibilizzazione in programma presso la Sala del Consiglio Comunale, dedicato alla cittadinanza.
Una continuità di appuntamenti che ribadisce quanto la corretta informazione rappresenti il primo strumento per ampliare la rete dei potenziali donatori e offrire una concreta possibilità a chi è in attesa di trapianto.
Tentato furto con scasso in una yogurteria del centro di Viterbo
VITERBO - Tentativo di furto con scasso nella notte del 29 gennaio in una yogurteria situata in via Roma, a ridosso di piazza del Comune, nel cuore del centro storico di Viterbo. A scoprire l’accaduto è stata la stessa proprietaria che, la mattina, recandosi al lavoro, ha notato evidenti segni di effrazione sulla serratura della porta d’ingresso.
Sul pavimento, vicino allo stipite, erano presenti frammenti metallici che avrebbero pensare all’utilizzo di un oggetto da scasso, probabilmente una forbice. I resti rinvenuti, infatti, sembrerebbero riconducibili alla punta tonda dell’arnese utilizzato per forzare la porta.
Resasi conto del tentativo di intrusione, la titolare ha immediatamente contattato il numero di emergenza 112 e successivamente si è recata in questura a Viterbo per sporgere denuncia contro ignoti per tentato furto.
All’interno del locale, anche se fosse riuscito ad entrare, il malintenzionato non avrebbe trovato molto denaro, come detto dalla stessa proprietaria. La titolare, pur condannando il gesto, riconduce l’episodio a una situazione di disagio sociale e di povertà diffusa che, in alcuni casi, può spingere a compiere atti estremi. Un episodio che, per fortuna, si è concluso senza ulteriori conseguenze.
L’accaduto si inserisce però in un contesto più ampio di episodi di microcriminalità che, negli ultimi tempi, stanno interessando con sempre maggiore frequenza il centro storico di Viterbo. Sono diversi i commercianti che denunciano un clima di insicurezza, soprattutto nelle ore notturne, tanto da temere di rientrare a casa dopo il lavoro per il rischio di aggressioni o rapine.
“La situazione è diventata stancante”, spiega la titolare della yogurteria, che chiede una maggiore presenza delle forze dell’ordine e controlli più costanti. Non un appello a disertare il centro, si precisa, ma un invito alle istituzioni a intervenire per evitare che episodi come questo finiscano per minare ulteriormente la stabilità e la credibilità di un centro storico già provato da un progressivo svuotamento e da un calo delle attività.
Resta aperta la domanda che molti cittadini e commercianti si pongono: è possibile fare di più per migliorare la sicurezza e prevenire situazioni che possano mettere a rischio la serenità di chi vive e lavora onestamente nel centro di Viterbo? Un interrogativo che torna con forza dopo l’ennesimo episodio di cronaca.
Controlli nei minimarket storici della città, sei sequestri nel 2025
VITERBO – Controlli, lavoro di squadra e un obiettivo preciso, quello di tutelare i consumatori e chi opera nel rispetto delle regole nel commercio viterbese. È il bilancio dell’attività svolta nel corso del 2025 dal Nucleo Commercio della Polizia Locale di Viterbo, in collaborazione con l’ICQRF, che ha interessato il settore agroalimentare, con particolare attenzione ai minimarket del centro storico.
Un’azione condivisa, nata da un’analisi delle criticità, che ha portato a controlli settimanali tra maggio e luglio, coinvolgendo quasi il 100% degli esercizi presenti nell’area storica: 11 operatori controllati in 9 giornate di lavoro. I risultati parlano di sei sequestri di prodotti non conformi, con possibilità di sanzioni future da 1.500 euro per la mancata esposizione dei prezzi, oltre a irregolarità legate all’indicazione dell’origine dei prodotti.
“Un progetto di cui siamo orgogliosi – ha spiegato la sindaca, Chiara Frontini – perché dimostra che la Polizia Locale non è solo viabilità e sanzioni, ma presidio di legalità e sicurezza alimentare. I controlli hanno una funzione preventiva e deterrente: siamo qui per far rispettare le regole, non per punire”.
Tiene il punto anche il direttore dell’ICQRF Lazio e Abruzzo, Angelo Fabberi, che ha sottolineato come i minimarket del centro storico rappresentino “la vetrina della città”. “Le ispezioni – ha aggiunto – sono state approfondite e rese efficaci dalla sinergia con la Polizia Locale. L’attività non si fermerà al 2025, ma proseguirà anche nei prossimi anni”.
Un concetto ribadito anche dal comandante della Polizia Locale di Viterbo, Mauro Vinciotti: “Quando le istituzioni collaborano, cresce la qualità della sicurezza e si tutela chi lavora onestamente”. I consiglieri comunali Umberto Di Fusco e Marco Nunzi hanno infine parlato del valore educativo dei controlli, che non servono ad ostacolare lo sviluppo commercial, bensi ne garantiscono qualità e correttezza.
Corse scolastiche saltate e autobus pieni: la protesta di un pendolare arriva in redazione
VITERBO - Nuove segnalazioni di disservizi nel trasporto pubblico locale arrivano alla redazione di ViterboNews24. Un pendolare ha scritto per esprimere il proprio dissenso rispetto a una situazione che, a suo dire, si ripete ormai quotidianamente lungo la linea Manciano–Commenda–Viterbo (6702), con particolare riferimento alle corse scolastiche.
Secondo quanto riportato nella comunicazione, anche nelle ultime giornate alcune corse dedicate agli studenti sarebbero state soppresse, provocando autobus sovraffollati e lasciando a terra diversi utenti. “Per non parlare delle persone che sono dovute tornare a casa perché non riuscivano nemmeno a salire”, si legge nella segnalazione.
Il pendolare sottolinea inoltre il disagio legato alle condizioni di viaggio: mezzi pieni oltre la capienza, passeggeri costretti a viaggiare in piedi per l’intero tragitto e un clima di forte frustrazione. Una situazione ritenuta inaccettabile se rapportata al costo dell’abbonamento: “Pago 291 euro e mi ritrovo a stare in piedi come polli al macello”, scrive l’utente, evidenziando il divario tra servizio pagato e qualità effettivamente ricevuta.
La segnalazione riporta l’attenzione su un tema più ampio, quello dell’affidabilità del trasporto pubblico e della gestione delle corse scolastiche, fondamentali per studenti e lavoratori pendolari. Disagi che, se confermati, incidono non solo sulla quotidianità degli utenti ma anche sul diritto alla mobilità e allo studio.
Carnevale di Civita Castellana, alcuni locali restano chiusi durante le sfilate
CIVITA CASTELLANA - In occasione delle prossime sfilate di Carnevale dell'8, 15 e 17 febbraio a Civita Castellana, alcune pizzerie e bar hanno annunciato la decisione di rimanere chiusi durante gli eventi. Una scelta sofferta, spiegata direttamente dagli esercenti attraverso comunicazioni pubbliche, che mettono in evidenza le difficoltà legate alle numerose restrizioni e al clima di forte pressione che si è venuto a creare.
Tra questi la Pizzeria del Forte, che ha comunicato la chiusura durante le sfilate e la festa in piazza. “Lavorare in un clima di non serenità comporterebbe nervosismo e tensioni che questa festa non merita”, si legge nel messaggio, accompagnato dal rammarico per una scelta che va contro lo spirito stesso del Carnevale.
Ancora più articolata e carica di emozione la riflessione condivisa dal Romy Coffee & Lounge Bar, che ha ricordato il Carnevale dello scorso anno come un momento di festa autentica, condivisione e partecipazione spontanea. Un’esperienza che, secondo i gestori, oggi appare difficile da ripetere alla luce del contesto attuale, segnato da recenti fatti di cronaca e da indicazioni stringenti sui controlli e sulla sicurezza.
“Gestire un’attività significa assumersi enormi responsabilità, soprattutto quando si parla di sicurezza – spiegano – ma prendersi cura delle persone vuol dire anche poter lavorare con serenità, non con la paura costante di sbagliare”. Da qui la decisione, definita dolorosa ma coerente, di rinunciare all’apertura durante le sfilate.
Le chiusure non vengono presentate come una protesta, ma come un atto di responsabilità e rispetto: per i clienti, per i lavoratori e per il valore stesso di manifestazioni come il Carnevale, che dovrebbero restare sinonimo di leggerezza, divertimento sano e condivisione.
Il 27 gennaio si è svolta al Palazzo del Governo una riunione tecnica presieduta dal Prefetto Sergio Pomponio con amministrazioni locali, forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, ARES 118 e Croce Rossa, per pianificare la sicurezza dei carnevali di Ronciglione e Civita Castellana.
Per Ronciglione, l’ordine pubblico è giudicato positivo: assenza di criticità, miglioramenti tecnici come mappe aggiornate via QR-Code e rimozione di cantieri, con dispositivi di accesso e presidio sanitario attivi.
Per Civita Castellana, il piano di sicurezza è stato integrato per gestire flussi più complessi, con percorsi modificati, posti medici avanzati e rafforzamento del presidio ospedaliero. Sono state definite misure per gestire accessi numerosi, locali commerciali chiusi o anticipati, somministrazione controllata di bevande e limiti sugli alcolici.
Il Prefetto ha sottolineato l’importanza del coordinamento tra enti e della collaborazione dei cittadini, ricordando che la sicurezza dipende anche dalla responsabilità individuale.
Marco ha sì fame, ma noi abbiamo fretta: il claim narrativo (e introspettivo) di Just Eat
Just Eat 'Marco ha fame' - Link allo spot: https://www.youtube.com/watch?v=nOpxn2c8HAo
VITERBO - C’era una volta l’aggettivo “istantaneo”, pilastro assoluto di chi non temporeggia: suscettibile di ricevere disparate declinazioni, è passato a indicare la formula in polvere per bevande e pietanze, fino ad essere associato – nella pratica contemporanea del lemma – alle app di messaggistica che non prevedono attese. Anzi, centellinano e scandiscono i tempi (questa la dialettica di molte piattaforme): io sono online, qualcun altro è off.
Qualcun altro che comprendo alla svelta, osservandone le scelte attraverso messaggi e pause; qualcun altro di cui, nel pratico delle faccende, non mi curo nemmeno o con il quale, in tutt’altro contesto, stabilisco un franco botta e risposta.
Non dobbiamo impedire alla realtà digitale di filtrare la completezza del mondo fisico, altrimenti incorreremmo in un paradosso… Come, si dice tanto di non lasciarsi sopraffare dall’automazione e poi ci lamentiamo se un dispositivo non ci assomiglia?
Suvvia – si potrebbe pensare – il problema sussiste quando lo stesso ci marca a freddo, minimizzandoci anche la riflessione… Un problema che ha la stoffa per diventare risorsa latente e, addirittura, soluzione. Mentre la comunicazione digitale ci pone davanti a quesiti insolvibili, il colosso di Just Eat fa introspezione psicologica su una serie di consumatori “annoiati”: il progetto pubblicitario raccoglie un ventaglio di storie ordinarie, rigorosamente con protagonisti adulti e (spesso) in carriera.
Ecco i punti chiave della nuova linea promozionale: verosimiglianza, intraprendenza, lucidità.
Come il personaggio di fantasia di Marco, che è a bordo di un autobus affacciato sul crepuscolo, tutti gli altri presentano un mindset che non resiste alle tentazioni: sono stimolati da quel che è facile, rapido e interattivo; hanno fame di buon cibo e cercano il delivery, anche se lo depennano come un’opzione sconveniente. Perché, poi?
Non dipende dalla responsabilità avvertita verso il sistema delle consegne a domicilio, aspetto chiaramente non indagabile in un claim, ma da altri elementi di scrematura: budget personale e voglie alimentari non prioritarie o di distrazione, se non inconciliabili con la credibilità di una persona che è tornata dal suo ufficio e dovrebbe rilassarsi senza ricorrere ai waffle.
Marco, però, ne vorrebbe tanto una pioggia, con sopra sciroppo d’acero e burro a non finire… Chi è o cos’è che lo trattiene?
I diavoletti tentatori della sua pancia, nientemeno! Un caratterista, anima dello stomaco di Marco, è circondato da fili pendenti che si dipanano per la sua fame.
La testa, però, è occupata da delicati calcoli finanziari: se Marco acquisterà un pasto sostanzioso, sicuramente anche il prezzo tenderà ad aumentare. Le papille gustative sono un oceano di pazza gioia, anzi, è riduttivo: sono un carnevale di entusiasmo, tutte impegnate in una colorata ola per una cena a base di waffle. Marco è adulto, però, e gli adulti non sono soliti “sgarrare” a cena.
In una morsa subitanea e stringente, dopo uno storytelling lento ed estensivo, tutta la cifra persuasiva del claim è concentrata in un panino! Una escavatrice lo trasporta fino al “nume” dello stomaco, mentre la sua interezza e perfezione sollecita i businessmen della mente ad avvertire il pollice: Marco clicca, il gioco è fatto, il panino sarà addentato e l’espressione è soddisfatta.
In uno spot che sembra un copione goliardico, la scacchiera delle mosse di introspezione nei fruitori dell’app segue, invero, calcoli attendibili, dal momento che l’attrattiva del cibo realizza connessioni per noi appaganti. In generale, la gratificazione e il preambolo introduttivo alla sua messa in atto sono veritieri: si tergiversa, ma un oggetto desiderato catalizza le nostre energie nella rapidità con cui ce ne dotiamo.
E se a volte non possiamo proprio fare a meno di usufruirne, altre ci monopolizza e diventa un approdo sicuro, forse un porto che non accoglie più come nell’attesa prima volta. Una cornice ideale che, se reiterata, diventa automatismo: chissà se Marco, al terzo panino, sarà pienamente contento come al primo…
E soprattutto, il principio microeconomico dell’utilità di un bene (il nome tecnico, per dare chicche, è proprio il suddetto) è bastevole a spiegare che, una volta accantonato un bisogno, quest’ultimo può venirci a noia? No, Just Eat non c’entra nulla, né la sua natura di applicazione informatica: è la frenesia dell’istante a proiettare il nostro inconscio da ciò che è esteriore a ciò che ci appartiene.
A ciò che abbiamo dentro o che, da fuori, ci colpisce; a ciò che dovrebbe sensibilizzarci a pensarci due volte. Ehi, Marco, facci caso: intorno a te è pieno di gente e hai un posto libero a fianco!
Colonie feline, sabato 31 gennaio campagna di donazione cibo
VITERBO - Colonie feline, sabato 31 gennaio la campagna di donazione cibo presso l'Isola dei Tesori (parco commerciale San Lazzaro), promossa dal Comune di Viterbo in collaborazione con la stessa attività commerciale e con l'Enpa Viterbo.
Alle ore 11,30 della stessa giornata, la consegna ufficiale alle rappresentanti delle colonie feline riconosciute, del cibo acquistato con il contributo del Comune di Viterbo e di quello donato direttamente dall'Isola dei Tesori. A darne notizia è il consigliere comunale delegato al benessere animale Francesco Buzzi, che aggiunge: 'Ci sono diverse colonie feline nella nostra città che vengono curate, accudite e monitorate dalle volontarie di alcune associazioni. Penso alle 'gattare' Caterina, Violetta, Anna Maria, solo per citarne alcune, che come tutte le altre se ne occupano quotidianamente. Lo fanno con grande impegno, spesso rinunciando a qualcosa pur di pensare prima ai gatti. Attraverso questa donazione il Comune vuole contribuire e soprattutto sostenere l'attività di chi si prende cura dei gatti della nostra città. E per questo ringrazio l'assessore alle risorse finanziarie Elena Angiani che ha accolto subito la mia richiesta a sostegno di questa bella iniziativa.
Accanto al Comune la generosità dell'Isola dei Tesori che donerà cibo ai rappresentanti delle colonie feline riconosciute'. Ma l'iniziativa non si esaurisce con la donazione ufficiale della mattina. 'La campagna di donazione prosegue per l'intera giornata – aggiunge il consigliere delegato Buzzi - anche grazie alla preziosa collaborazione dell'Enpa Viterbo. Chiunque potrà contribuire alla causa donando cibo per gatti, sia secco che umido'.
'Un piccolo gesto per ringraziare le volontarie che ogni giorno, con grande impegno, con qualsiasi condizione atmosferica, dedicano il loro tempo ad accudire i gatti delle colonie', ha aggiunto e concluso l'assessore Angiani.
Viterbo, allagamenti al piazzale della primaria Ellera: famiglie chiedono interventi urgenti
VITERBO - Un problema noto, ricorrente e mai risolto in modo definitivo. Le famiglie degli alunni della scuola primaria Ellera di Viterbo tornano a segnalare una criticità che, nelle giornate di pioggia, si trasforma in un serio disagio e in un potenziale rischio per la sicurezza: l’allagamento sistematico del piazzale esterno utilizzato per l’ingresso e l’uscita degli studenti.
A ogni precipitazione più intensa, l’area si riempie di ampie pozze d’acqua che invadono i percorsi di passaggio, arrivando in alcuni punti fino alle scale e ai varchi di accesso. Nelle fasce orarie di maggiore affluenza, spiegano i genitori, i bambini – tra i sei e i dieci anni – sono costretti a muoversi in spazi ristretti o a camminare nell’acqua, con il rischio concreto di scivolate e cadute, oltre a bagnarsi completamente. Una situazione documentata anche da fotografie scattate negli ultimi giorni.
Il problema, sottolineano le famiglie, incide direttamente sulla gestione della sicurezza: pioggia, affollamento e spazi ridotti rendono più difficile mantenere un flusso ordinato e garantire una vigilanza efficace durante l’entrata e l’uscita da scuola. Una criticità che, secondo quanto riportato, non nasce oggi e sarebbe stata segnalata più volte nel tempo, senza però che sia mai stato realizzato un intervento strutturale risolutivo.
Nella lettera inviata alla redazione viene richiamato anche il quadro normativo, dal decreto legislativo 81/2008 sulla sicurezza, al decreto ministeriale del 1975 sugli edifici scolastici, fino ai principi costituzionali di tutela della salute e del diritto allo studio. Le famiglie ricordano inoltre le responsabilità civili dell’ente proprietario dell’immobile nel prevenire situazioni di pericolo prevedibili.
La richiesta è rivolta all’Amministrazione comunale, in quanto proprietaria della struttura, e alla Dirigenza scolastica: un sopralluogo tecnico congiunto, un cronoprogramma pubblico e un intervento definitivo che preveda un adeguato sistema di drenaggio e la sistemazione delle pendenze del piazzale. In attesa dei lavori, vengono chieste anche misure provvisorie efficaci per le giornate di pioggia, come percorsi protetti e antiscivolo e una migliore gestione dei flussi.
“Non si tratta di pretese – concludono – ma di condizioni minime di sicurezza e funzionalità”. Un appello che punta a riportare l’attenzione su un problema quotidiano, nell’interesse dei bambini e della serenità di famiglie e personale scolastico.
Rotelli (FdI): 'Stabilizzati quasi 10mila precari, dal Governo scelta di responsabilità e visione'
VITERBO - Così il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera.
'L'approvazione del PIAO 2026-2028 del Ministero della Giustizia segna un passaggio fondamentale per il rafforzamento dell'intero comparto pubblico: 9.368 lavoratori a tempo determinato assunti con fondi PNRR saranno stabilizzati.
Un risultato importante, frutto di una visione responsabile e lungimirante fortemente voluta dal Governo Meloni e dal ministro Nordio. Si tratta di funzionari formati, che hanno garantito in questi anni un contributo fondamentale all'amministrazione della giustizia, pur in condizioni di precarietà. Oggi viene riconosciuta la loro professionalità, garantendo continuità al servizio pubblico e risposte più efficienti ai cittadini.
Colgo l'occasione per rivolgere un sentito ringraziamento anche al sottosegretario alla Giustizia Delmastro per il lavoro costante svolto al fianco del personale, incluso il Corpo di Polizia Penitenziaria. Più personale qualificato nella PA significa meno ritardi, maggiore attenzione ai territori e un'amministrazione più vicina alle esigenze reali della Nazione'.
Spaccio di hashish vicino al cimitero di Ronciglione: condannato a 8 mesi
RONCIGLIONE - È stato condannato a otto mesi di reclusione il giovane accusato di aver spacciato hashish nei pressi del cimitero di Ronciglione. I fatti risalgono all’agosto del 2020, quando i carabinieri, impegnati in un servizio di osservazione nella zona, notarono uno scambio sospetto tra due persone.
Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, i militari avrebbero assistito alla cessione di circa 4 grammi di hashish a un cliente. Subito dopo lo scambio, l’acquirente venne fermato e avrebbe confermato di aver comprato la sostanza stupefacente per 50 euro. Poco più tardi, i carabinieri bloccarono anche il presunto spacciatore, trovandogli addosso due banconote da 20 euro e una da 50, indicata dallo stesso assuntore come quella utilizzata per l’acquisto.
Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, nell’abitazione dove il giovane vive con la madre disabile, i militari rinvennero 32 grammi di hashish e un bilancino di precisione, appoggiati su una mensola del garage.
Nella giornata di ieri, in aula, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a otto mesi di reclusione. La difesa ha invece invocato l’assoluzione, sostenendo l’uso personale della sostanza e la tenuità del fatto. Il giudice Jacopo Rocchi ha però accolto la tesi dell’accusa, infliggendo all’imputato la pena richiesta.
Università degli Studi della Tuscia, XXI Stagione concertistica pubblica 2025-2026
VITERBO - La XXI Stagione concertistica pubblica dell'Università degli Studi della Tuscia prosegue con un appuntamento di particolare prestigio, dedicato al grande repertorio vocale e pianistico, che vedrà protagonisti il soprano di origine polacca Dominika Zamara e il pianista italiano Stefano Bigoni, entrambi musicisti di riconosciuto valore internazionale.
L'evento si terrà sabato 31 gennaio 2026, alle ore 17.00, presso l'Auditorium Carlo Azeglio Ciampi. I due interpreti, pluripremiati in concorsi nazionali e internazionali, svolgono un'intensa attività concertistica in Italia e all'estero, distinguendosi per qualità interpretativa e versatilità artistica.
Il programma, particolarmente ricco e articolato, propone un affascinante itinerario musicale attraverso differenti epoche e stili. Sono previste arie tratte da celebri opere di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 – Vienna, 1791), l'esecuzione della Sonata n. 1 in Fa maggiore di Luigi Cherubini (Firenze, 1760 – Parigi, 1842), composizioni cameristiche di Vincenzo Bellini (Catania, 1801 – Puteaux, 1835) e Francesco Paolo Tosti (Ortona, 1846 – Roma, 1916), oltre a celebri pagine pianistiche di Frédéric Chopin.
Completano il programma una composizione cameristica di Giuseppe Verdi (Le Roncole, 1813 – Milano, 1901), un brano pianistico del compositore contemporaneo Sergio Calligaris (Rosario, 1941 – Roma, 2023) e la celeberrima 'Habanera' dalla Carmen di Georges Bizet (Parigi, 1838 – Bougival, 1875).
Doppio incidente sulle strade della Tuscia: paura a Montefiascone e Bagnaia
VITERBO - Pomeriggio complicato per la viabilità nella Tuscia, segnato da due distinti incidenti stradali avvenuti entrambi intorno alle 13,30 circa, a Montefiascone e a Viterbo, fortunatamente senza gravi conseguenze per le persone coinvolte.
Il primo episodio si è verificato sulla Cassia Nord, nel territorio comunale di Montefiascone, nei pressi della zona industriale di Pian di Monetto. Complice una violenta grandinata abbattutasi sulla carreggiata intorno alle 13, una Lancia Ypsilon con a bordo due ragazze ha improvvisamente sbandato, finendo nella cunetta laterale della strada. Nonostante la dinamica dell’incidente, le occupanti dell’auto sono rimaste illese.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Montefiascone e i vigili del fuoco di Viterbo. L’incidente ha causato lunghe code sulla Cassia Nord in entrambe le direzioni, con i militari impegnati nella gestione della viabilità e nel ripristino della sicurezza stradale.
Quasi in contemporanea, un secondo incidente si è verificato a Bagnaia, lungo strada Piscine. Per cause ancora in corso di accertamento, un’auto si è ribaltata e ha cappottato, destando preoccupazione tra gli automobilisti di passaggio. Anche in questo caso, l’allarme è scattato immediatamente.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri per regolare il traffico, la polizia locale per effettuare i rilievi e il personale sanitario del 118. Al momento non risultano feriti gravi.
Talete, avanti con Salvatore Genova fino a giugno: rinvio sulla conferma definitiva
VITERBO - Il futuro di Talete resta, almeno per ora, nelle mani di Salvatore Genova. L’assemblea dei soci della società che gestisce il servizio idrico nella Tuscia, riunita questa mattina 29 gennaio a palazzo Gentili, ha scelto la strada della continuità, votando dunque all’unanimità la proroga del mandato dell’amministratore unico fino al prossimo giugno.
Una “fumata grigia”, più che bianca, che sa di rinvio strategico. I sindaci dei sessanta comuni della provincia di Viterbo, chiamati a decidere sulla scadenza dell’incarico di Genova, hanno preferito non imprimere scossoni in una fase ritenuta delicata, rimandando ogni valutazione definitiva all’estate.
Nonostante il voto compatto, il clima resta tutt’altro che sereno. Le difficoltà strutturali del servizio idrico continuano a pesare e le criticità segnalate dai territori alimentano il malcontento tra le amministrazioni locali. Perdite, disservizi e investimenti ancora insufficienti restano al centro delle preoccupazioni dei primi cittadini, che chiedono risposte concrete e tempi certi.
Il vero banco di prova sarà a giugno, con l’approvazione del bilancio della partecipata. Sarà quello il passaggio decisivo: dai numeri e dalla capacità di invertire la rotta dipenderà il giudizio sull’operato di Genova e, di conseguenza, la sua eventuale conferma alla guida di Talete. Fino ad allora, la società resta in una fase di tregua vigilata, con i sindaci pronti a tirare le somme su una gestione chiamata a dimostrare di saper rispondere alle esigenze della Tuscia.
La storia del sodalizio dei facchini di Santa Rosa allUniversità dei braccianti
VITERBO - La storia del Sodalizio dei facchini di santa Rosa all’università dei braccianti della Uila Viterbo e dell’associazione culturale Luigi Petroselli. Domani, 30 gennaio, alle ore 18, il presidente Massimo Mecarini racconta il Sodalizio dei facchini tra storia e tradizione.
Appuntamento alla Uila, in via Cardarelli 22, terzo piano, sala Antonio Garau.
Ad intervenire, assieme a Mecarini, anche il segretario generale della Uila Viterbo Antonio Biagioli.
“Per tutti noi – dice Biagioli – è un grande onore e una grande emozione accogliere la storia del Sodalizio e Massimo Mecarini al sindacato, intrecciare la storia del trasporto della Macchina di santa Rosa con la vita dei lavoratori. Una storia, simbolo e identità profonda della città di Viterbo”.
Nasce il Comitato del NO della Zona Cimina sul Referendum Giustizia
VITERBO - È stato costituito il Comitato del NO della Zona Cimina in vista del referendum sulla giustizia. Il gruppo, formato da cittadini, amministratori ed esponenti del mondo associativo, nasce con l'obiettivo di informare in modo corretto e trasparente la popolazione sui contenuti del voto e sulle possibili ricadute per il territorio.
I promotori esprimono forte preoccupazione per il rischio di indebolimento delle garanzie democratiche e dell'equilibrio tra i poteri dello Stato, sottolineando la necessità di un confronto serio e documentato.
Banchetti nei Comuni dei Cimini:
Calendario banchetti:
- Vignanello giovedì 5 febbraio h 10,00. Piazza del mercato
- Soriano nel Cimino sabato 7 febbraio h. 10,00 Via Vittorio Emanuele III (Duomo)
- Ronciglione sabato 7 febbraio h. 17.30 'Le ragione del NO' Sala del Collegio
- Vallerano sabato 14 febbraio h 9,30 presso supermercato Conad
- Civita Castellana sabato 14 febbraio h 9,00. Viale Fiume Treia (mercato settimanale)
- Fabbrica di Roma mercoledì 18 febbraio. 10,00. Le vallette (mercato settimanale)
- Vasanello domenica 22 febbraio, h. 10,00. Piazza della Repubblica
- Barbarano romano sabato 28 febbraio, h 10,00. Via Armando Diaz
Per informazioni e adesioni:
320 261 0729 Argenta - 335 181 6716
mail: il.cantinone.circolo.arci@gmail.com
Arlena di Castro, nasce il Circolo Territoriale Europa Verde Chico Mendes
ARLENA DI CASTRO - Nasce ad Arlena di Castro, in provincia di Viterbo, il Circolo Territoriale Europa Verde “Chico Mendes” composto da uomini e donne provenienti dalla politica e dai comitati ambientalisti sia a livello locale che provinciale. Il co-Portavoce sarà Massimo Turato, che ha maturato esperienza nei comitati per la salvaguardia dell’ambiente. La necessità di costituirsi nel cuore della Tuscia nasce dalla consapevolezza di difendere un territorio che è stato sfruttato e abbandonato. “Immerso nella battaglia contro il deposito scorie radioattive e contro le discariche e l’uso spregiudicato del fotovoltaico, il Circolo sarà vicino ai cittadini e ai comitati per l’ambiente che portano avanti le stesse battaglie”, dichiara così Turato.
Il Circolo è in prima linea. Non vogliamo solo dire 'no', vogliamo costruire un 'sì' grande e convinto a un futuro sostenibile. Un futuro fatto di energie rinnovabili ma ben gestite e calibrate, di economia circolare, di turismo responsabile che valorizzi le nostre eccellenze invece di seppellirle sotto i rifiuti. Le soluzioni ci sono, e passano per politiche verdi concrete che puntano a rilanciare il territorio, non a sacrificarlo. Vogliamo che la Tuscia sia conosciuta per le sue bellezze e i suoi prodotti, non come la pattumiera d'Italia. Un’attenzione importante anche alle politiche sociali e alla parità dei diritti.
La voce della Tuscia si è alzata, è unita e determinata. Noi la sosterremo e faremo in modo che venga ascoltata. Un futuro senza scorie e discariche è possibile. Dobbiamo contribuire a cambiare una politica di Governo che ci penalizza e che sta facendo danni e partiremo proprio dal territorio. Una sola voce per dire ”NO” alle ingiustizie e “SI” alla natura.
“La nascita del Circolo di Arlena di Castro è una bella notizia per tutta la Comunità di Europa Verde Lazio che continua a crescere nei territori. In particolare, si premia l’attenzione che il nostro partito rivolge a tutta l’area della Provincia di Viterbo, nella quale, nei prossimi mesi, anche grazie al lavoro del Circolo “Chico Mendes”, contiamo di radicarci ancora di più, aprendo nuovi circoli territoriali che abbiano a cuore il lavoro di tutela del territorio”, dichiarano Guglielmo Calcerano (co-portavoce regionale di Europa Verde Lazio) e Filippo Treiani (coordinatore esecutivo regionale Europa Verde Lazio).
Come la tua impronta digitale viaggia su Internet senza che tu te ne accorga
Ogni volta che apri un browser o tocchi un'app, lasci un segno. È come camminare sulla neve fresca, dove ogni passo è visibile a chiunque voglia guardarlo. La maggior parte delle persone naviga sul web presumendo un livello di anonimato che semplicemente non esiste. La realtà è che la tua impronta digitale si espande costantemente, viaggiando istantaneamente attraverso server e reti. Questa raccolta di dati avviene in background, spesso senza che venga visualizzata alcuna notifica sullo schermo.
Il ruolo del tuo indirizzo IP nel tracciamento digitale
Il tuo viaggio su Internet inizia con un indirizzo IP. Questa stringa di numeri unica identifica il tuo dispositivo e, cosa ancora più importante, la tua posizione fisica effettiva. I siti web la utilizzano per determinare quale lingua mostrarti o a quali contenuti regionali puoi accedere. Questa è la forma più elementare di tracciamento.
Se sei curioso di sapere come impedire questo specifico tipo di monitoraggio della posizione, imparare come funziona una VPN ti aiuterà a comprendere i meccanismi di mascheramento di quell'etichetta digitale. Sostituendo il tuo indirizzo IP reale con uno diverso, in sostanza comunichi a Internet che ti trovi in un luogo completamente diverso. Senza quel livello di offuscamento, la tua posizione viene impressa su ogni richiesta inviata dal tuo computer.
I cookie non si limitano a salvare le tue password
Mentre un indirizzo IP mostra dove ti trovi, i cookie mostrano chi sei. Questi piccoli file di testo sono stati originariamente progettati per mantenerti connesso o ricordare cosa c'era nel tuo carrello. Tuttavia, i cookie di tracciamento di terze parti sono diversi. Ti seguono da un sito all'altro, creando un profilo basato sui tuoi interessi, sulle tue preoccupazioni di salute e sulle tue inclinazioni politiche.
Il tuo provider di servizi Internet conosce meglio le tue abitudini
Potete cancellare la cronologia del vostro browser, ma ciò non cancella i dati conservati dal vostro provider di servizi Internet. Poiché forniscono la connessione al web, hanno una visione privilegiata della vostra vita online. In molte regioni, sono autorizzati a memorizzare e persino a vendere questi dati agli inserzionisti.
Ecco un esempio di ciò che passa attraverso i loro sistemi:
- I domini specifici che visiti durante il giorno
- Il tempo che trascorri su piattaforme specifiche
- Le query di ricerca o le comunicazioni non crittografate
- Gli orari esatti in cui sei attivo online
I rischi nascosti delle reti Wi-Fi pubbliche
Connettersi a Internet gratuitamente in un bar o in aeroporto è comodo, ma spesso espone le tue tracce a malintenzionati. Su reti non protette, gli hacker possono utilizzare metodi come il packet sniffing per intercettare i dati che viaggiano tra il tuo dispositivo e il router. È come se uno sconosciuto leggesse la tua posta prima che venga ritirata dall'ufficio postale. Le tue e-mail, i dati della carta di credito e le password possono viaggiare nell'etere completamente esposti se la connessione non dispone di una crittografia adeguata.
Gli aggregatori combinano i pezzi
L'ultimo modo in cui le tue tracce viaggiano è attraverso i broker di dati. Queste aziende non interagiscono direttamente con te. Acquistano invece frammenti di informazioni da app, programmi fedeltà e registri pubblici. Uniscono questi frammenti per creare un dossier completo sulla tua vita. Le tue tracce digitali raramente sono solo una cosa. Sono una raccolta di migliaia di piccole azioni che viaggiano in tutto il mondo per creare un'immagine di te sorprendentemente accurata.
Essere consapevoli di come questi dati si muovono è il primo passo verso la privacy. Non puoi impedire che ogni byte di dati lasci il tuo dispositivo, ma comprendere i meccanismi di tracciamento ti consente di prendere decisioni più intelligenti su quali reti fidarti e quali strumenti utilizzare. La tua impronta digitale ti appartiene e mantenerla contenuta richiede un po' di vigilanza.
Acquapendente celebra la 48ª Giornata per la Vita, al centro i diritti dei bambini
ACQUAPENDENTE - Il Movimento per la Vita aquesiano e la Parrocchia del Santo Sepolcro, presentano ufficialmente il programma della Giornata per la Vita in programma durante il week-end. Sabato 31 gennaio alle ore 18.30 verranno distribuite le primule durante la Messa presso la Chiesa di Santo Stefano (18.30). Domenica 1 febbraio, inoltre, durante le cerimonie religiose presso la Chiesa di San Francesco (ore 09.00), S. Agostino (ore 11.00), Santo Stefano (18.30). Per preparare i fedeli all’appuntamento rendono noto il messaggio che per la 48° Edizione hanno redatto Il Consiglio Episcopale Permanente
della Conferenza Episcopale Italiana dal titolo “Prima i bambini”.
Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli; perché io vi dico che i loro angeli in cielo vedono continuamente la faccia del Padre mio. (Mt 18,10). L’accoglienza gentile e affettuosa di Gesù verso i piccoli sorprende i suoi contemporanei, discepoli inclusi, abituati a considerare assai poco i bambini. Eppure, nella Scrittura il rapporto di Dio con il suo popolo è spesso paragonato a quello di una madre amorevole e di un padre premuroso verso i propri bimbi; il loro atteggiamento, infatti, “riflette il primato dell’amore di Dio, che prende sempre l’iniziativa, perché i figli sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarlo” (AL 166). Lasciarsi amare e servire con semplicità, riconoscersi dipendenti senza imbarazzo, attribuire primaria importanza alle leggi del cuore, desiderare il bene… sono alcune delle lezioni che i bambini danno agli adulti e che Gesù presenta come condizioni per accogliere la novità del Vangelo: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18, 3). Essi, dunque, non vanno mai disprezzati, scartati, subordinati perché proprio di loro il Creatore ha particolare cura.
A questa visione evangelica dell’infanzia, che ha condotto l’umanità intera a una considerazione progressivamente più rispettosa degli inizi della vita, si ispira anche la nostra migliore cultura giuridica, che evidenzia il “superiore interesse del minore”: in qualsivoglia situazione, i bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti, insieme alla loro famiglia, in modo che possano crescere quanto più liberi e felici. Anche perché, non di rado, gli esiti di un’infanzia problematica sono alla radice di molti comportamenti negativi in età adulta.
Ciononostante, le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi.
Pensiamo ai tanti, troppi, bambini “vittime collaterali” delle guerre degli adulti: uccisi, mutilati, resi orfani, privati della casa e della scuola, ridotti alla fame, come effetto di bombardamenti indiscriminati.
Pensiamo ai bambini-soldato, rapiti e utilizzati come “carne da cannone” nei tanti conflitti che si combattono in varie parti del globo, soprattutto in quelli “a bassa intensità”, di cui quasi nessuno parla.
Pensiamo ai bambini “fabbricati” in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti: a loro viene negato di poter mai conoscere uno dei genitori biologici o la madre che li ha portati in grembo.
Pensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, probabilmente perché non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale.
Pensiamo ai bambini implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori, a volte usati come strumenti di rivalsa sull’ex-coniuge.
Pensiamo ai bambini fatti oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa, spesso a uomini assai più grandi di loro.
Pensiamo ai bambini-lavoratori, privati dell’infanzia perché inquadrati come manodopera a basso costo dai “caporali” di turno, in contesti di degrado sociale e abbandono scolastico.
Pensiamo ai bambini rapiti o dati indiscriminatamente in adozione nelle tristi operazioni di pulizia etnica.
Pensiamo ai bambini coinvolti nelle violenze domestiche, che li privano di uno o entrambi i genitori e li segnano profondamente.
Pensiamo ai bambini che i trafficanti di vite strappano per vile interesse alle proprie famiglie, fino a espiantare i loro organi a vantaggio di chi può permettersi di pagarli.
Pensiamo ai bambini costretti, non di rado da soli. a migrazioni faticose e pericolose, con esiti a volte mortali, per sfuggire ai conflitti, agli impoverimenti e alle carestie spesso provocate dagli adulti.
Pensiamo ai bambini indottrinati da un’educazione ideologica, funzionale non alla loro crescita, ma alla diffusione di idee che interessano questo o quell’altro gruppo di potere.
Pensiamo ai bambini maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori a cui poco interessa il loro vero bene.
In questi e altri casi l’interesse che prevale è quello dell’adulto, cioè del più forte, del più ricco, del più istruito, che può decidere anche della vita altrui e che è anche capace di mascherare il proprio egoismo dietro parole “politicamente corrette” e falsamente altruiste.
A ben vedere, la pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli. Dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti, persone e comunità, dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi. “Tanti bambini fin dall’inizio sono rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro. […] Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell’uomo e dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?” (AL 166).
Avvertiamo la necessità di una maggiore attenzione ai piccoli anche nella nostra società italiana, in cui l’imperante cultura individualista si esprime, tra l’altro, con una crisi di generatività che non riguarda solamente la fertilità, ma pregiudica progressivamente la capacità degli adulti di mettersi a servizio dei piccoli. Può succedere che facciano rumore, chiedano incessanti attenzioni, condizionino la libertà dei grandi, ma l’accoglienza dei loro limiti è paradigma dell’accoglienza dell’altro tout court, mancando la quale svanisce ogni prospettiva di collettività solidale, per dare spazio a una conflittualità incessante e distruttiva. Quando i bambini non sono amati, con loro vengono scartati anche gli elementi più deboli della comunità, cioè potenzialmente tutti, nel momento in cui si manifestino anche nei soggetti “forti” fragilità o debolezze.
Anche le comunità cristiane devono crescere nella cura dei bambini, non solo proseguendo nell’impegno per estirpare e prevenire l’odiosa pratica degli abusi, ma divenendo “casa accogliente” per loro nelle celebrazioni liturgiche, nelle attenzioni alle varie povertà che li colpiscono, nell’adozione di modalità adeguate alla loro età per l’annuncio della fede e nelle occasioni di vita comunitaria. “L’educazione alla fede sa adattarsi a ciascun figlio, perché gli strumenti già imparati o le ricette a volte non funzionano. I bambini hanno bisogno di simboli, di gesti, di racconti. […] L’esperienza spirituale non si impone ma si propone alla loro libertà” (AL 288). Alle prime parole che un bambino si sente rivolgere dalla Chiesa nel giorno del Battesimo – “la nostra comunità ti accoglie” – deve seguire una reale dedizione di tempi, spazi, risorse alle esigenze dei piccoli e delle loro famiglie.
Ci sono tuttavia nella società e nella Chiesa moltissime persone e istituzioni che operano attivamente per custodire i bambini, attraverso azioni di tutela e accoglienza delle maternità difficili e di protezione nelle situazioni di violenza, nell’educazione, nella risposta ai tanti bisognie povertà delle famiglie numerose e dei piccoli, nella prevenzione dello sfruttamento minorile nelle sue varie forme, nel sostegno alla genitorialità, nella sorveglianza degli ambiti che mettono a rischio l’integrità fisica, morale e spirituale in età sempre più precoce. A costoro devono andare la riconoscenza e il sostegno di tutti, perché il loro servizio, spesso gratuito, rende migliore il nostro mondo per tutti, non solo per i più piccoli. A loro dobbiamo continuamente ispirarci, per coltivare il senso di un autentico primato dei diritti dei bambini sugli interessi e le ideologie degli adulti.
Si tratta di attuare una vera “conversione”, nel duplice senso di “ritorno” e di “cambiamento”.
Ritorno a una cultura che riscopra il valore della generatività, del “desiderio di trasmettere la vita” (SnC 9) e di servirla con gioia. Ogni persona che mette al mondo dei bambini o si occupa dei piccoli, genitori, nonni, insegnanti, catechisti, persone consacrate, famiglie affidatarie, dovrebbe sentire la simpatia e la stima degli altri adulti, perché il servizio al sorgere della vita è garanzia di bene e di futuro per tutti.
Cambiamento come abbandono delle cattive inclinazioni di una società narcisista e indifferente, in cui gli adulti sono troppo occupati da loro stessi per fare davvero spazio ai bambini: ne nascono sempre di meno e sul loro futuro peseranno i debiti, il degrado ambientale, la solitudine e i conflitti che gli adulti producono, incuranti del domani del mondo.
La Giornata per la Vita sia l’occasione per un serio esame di coscienza, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere, al crescere, all’essere felici…) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini, cui chiedere – una volta tanto – come vorrebbero che andassero le cose.
Lazio senza glutine, nuovo progetto della Regione Lazio
LAZIO - Regione Lazio rafforza il proprio impegno a tutela delle persone celiache con il progetto 'Lazio senza glutine: inclusione, formazione e informazione', un programma articolato di interventi promosso da Regione Lazio e ARSIAL in collaborazione con l'Associazione Italiana Celiachia Lazio (AIC Lazio), in attuazione della Legge Regionale n. 7 del 26 giugno 2025, dedicata alla tutela e alla promozione del benessere delle persone affette da celiachia.
La nuova normativa rappresenta un passaggio di grande rilievo per il Lazio: per la prima volta viene definito un quadro organico di azioni, strumenti e risorse dedicate a una patologia che interessa oltre 26.800 cittadini diagnosticati nella regione, rendendo il Lazio la seconda regione italiana per numero di persone celiache. Attraverso questa legge, la Regione riconosce la celiachia come una priorità di sanità pubblica, sicurezza alimentare e inclusione sociale.
In questo contesto, Arsial svolge un ruolo centrale di coordinamento e attuazione, mettendo a sistema istituzioni, mondo della ristorazione, formazione professionale e territorio, con l'obiettivo di rendere il Lazio una regione sempre più consapevole e accogliente per chi deve seguire una dieta senza glutine.
«Con il progetto 'Lazio senza glutine' la Regione Lazio conferma un impegno concreto a favore della salute, della sicurezza alimentare e dell'inclusione sociale. Investire in formazione, informazione e qualità dell'offerta senza glutine significa tutelare i cittadini e allo stesso tempo valorizzare le filiere agroalimentari e la ristorazione del nostro territorio», dichiara Giancarlo Righini, assessore all'Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio della Regione Lazio.
«È una misura che coniuga attenzione alle persone, sviluppo del comparto agricolo e sostenibilità economica, rafforzando il ruolo del Lazio come regione attenta ai bisogni reali dei cittadini», conclude Righini.
«La nuova Legge Regionale sulla celiachia, fortemente voluta dall'Amministrazione Rocca, segna un cambio di passo significativo nelle politiche di tutela della salute e dell'inclusione sociale nel Lazio. Con il progetto 'Lazio senza glutine', promosso da Arsial in collaborazione con AIC Lazio, vogliamo dare concreta attuazione a questa norma, traducendo i principi in azioni operative sul territorio», spiega Massimiliano Raffa, Presidente di ARSIAL.
«Il nostro impegno è costruire in sinergia con la Regione Lazio e con tutti i soggetti direttamente coinvolti, un sistema regionale più consapevole e preparato, capace di garantire sicurezza alimentare, formazione qualificata e una migliore qualità della vita alle persone celiache, valorizzando al contempo il ruolo strategico della ristorazione e delle filiere agroalimentari del Lazio», conclude Raffa.
Il progetto, realizzato in collaborazione con AIC Lazio, prende il via domani in provincia di Frosinone, con il corso di formazione presso l'istituto alberghiero IPSSEOA di Ceccano, e si svilupperà tra gennaio e luglio 2026 in tutto il territorio regionale prevedendo un investimento complessivo di 190.000 euro, finanziato nell'ambito delle risorse stanziate dalla legge regionale per il triennio 2025–2027.
Tra le principali azioni previste:
percorsi di formazione per ristoratori e operatori del settore alimentare;
attività formative negli istituti alberghieri;
convegni medico-scientifici accreditati ECM;
una campagna istituzionale di comunicazione;
iniziative di sensibilizzazione sul territorio.
'Lazio senza glutine' si inserisce in una strategia regionale più ampia che mira a coniugare salute, formazione, agrifood e inclusione, rafforzando il ruolo della ristorazione e dei professionisti come alleati fondamentali nella gestione della celiachia e contribuendo a rendere il Lazio una regione sempre più informata, sicura e accogliente.
