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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 4 ore 29 min fa

Addio ad Alberto Brunelli, Civita Castellana perde un grande uomo e imprenditore di successo

Ven, 18/09/2026 - 11:33
2026-09-18

 

CIVITA CASTELLANA - Si è spento nella serata di ieri, giovedì 17 settembre, l'imprenditore Alberto Brunelli.

Volto noto e molto amato dalla cittadinanza, Brunelli è stato l'anima dell'azienda ceramica The ArtCeram, che ha diretto e contribuito a far crescere negli anni con coraggio imprenditoriale, idee visionarie e scelte strategiche su prodotti di design che sono valsi all'azienda significativi riconoscimenti internazionali. Da ultimo il premio ADI Ceramics & Bathroom Design Award del Cersaie.

Persona sorridente, carnevalaro doc e ex membro della fondazione del carnevale, Brunelli era dedito alla vita, al lavoro e alla sua famiglia. Ha fatto del bene alla comunità, ai lavoratori e al territorio, che ha rappresentato in giro per il mondo con i suoi pregiati manufatti. Chi lo ha conosciuto bene lo descrive come una persona 'di cuore' sempre disponibile e pronta ad aiutare. Lascia una figlia e la sua amata compagna Monica.

Alberto aveva 59 anni, era nato il 28 ottobre 1966 e qualche giorno fa era uscita la falsa notizia della sua morte e in paese molti avevano scherzato sul fatto che questo episodio gli potesse allungare la vita.

I funerali si svolgeranno sabato 19 settembre presso la cattedrale di Santa Maria Maggiore (Duomo) alle 11:30.

La redazione di Viterbonews24.it si stringe al cordoglio dei suoi cari. 

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Cinema nella Tuscia, Andrea Pucci e Martina Colombari sul set a Bassano Romano per il film “Se ...

Ven, 18/09/2026 - 08:32
2026-09-18

BASSANO ROMANO – La Tuscia torna a fare da sfondo al cinema italiano. Da martedì 15 a giovedì 17 settembre, Bassano Romano ha ospitato alcune giornate di lavorazione di 'Se c’ero dormivo', il nuovo film diretto da Fausto Brizzi e prodotto da Be Water Film.

La troupe ha scelto per le riprese la suggestiva Casina di Poggio della Rota, immersa nella campagna bassanese, dopo una prima fase della produzione realizzata a Milano. La presenza della produzione nella Tuscia conferma ancora una volta l'attenzione delle società cinematografiche verso il territorio della provincia di Viterbo e le sue location. La pellicola risulta attualmente inserita tra i film in lavorazione di Be Water Film e nella filmografia di Fausto Brizzi.

Andrea Pucci protagonista del nuovo film di Fausto Brizzi

Al centro del progetto c'è Andrea Pucci, nome molto conosciuto della comicità televisiva e teatrale italiana, che con Se c’ero dormivo affronta una nuova sfida professionale: il ruolo da protagonista in un lungometraggio.

Insieme a lui nel cast figura Martina Colombari, insieme a Vanessa Donghi, Enzo Paci, Miriam Galanti, Irene Girotti e Noemy Forni, oltre ad altri interpreti. Le informazioni finora disponibili confermano quindi una formazione più ampia rispetto alle prime anticipazioni circolate sulla produzione.

Per Pucci si tratta di un passaggio significativo dal mondo della comicità a quello della recitazione cinematografica da protagonista. In precedenza aveva partecipato a produzioni sul grande schermo soprattutto attraverso ruoli secondari e camei. Questa volta, invece, è al centro della storia.

La trama: una commedia tra memoria e storia italiana

I dettagli della sceneggiatura non sono stati ancora diffusi integralmente, ma le prime informazioni sul progetto raccontano di un uomo che perde la memoria.

Da questo elemento prende forma una storia che attraversa ricordi personali e cambiamenti della società italiana, utilizzando la vicenda del protagonista per ripercorrere circa vent'anni di trasformazioni, abitudini e costume del Paese.

Il progetto segna così un nuovo capitolo nella carriera di Fausto Brizzi, regista che ha legato una parte importante della propria filmografia alla commedia italiana e che nel 2006 ha debuttato alla regia con Notte prima degli esami.

Le riprese del nuovo film erano già iniziate a Milano nei primi giorni di settembre. Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, la produzione prevede diverse settimane di lavorazione tra Milano e Roma, mentre l'arrivo a Bassano Romano ha portato una parte del set nel territorio della Tuscia.

Martina Colombari scopre anche Sutri

La presenza del cast nel Viterbese ha avuto anche un risvolto fuori dal set. Martina Colombari, durante la permanenza nella zona, ha condiviso sui social alcuni momenti della giornata, raccontando anche la visita serale a Sutri.

L'attrice ha mostrato apprezzamento per il centro storico del borgo della Tuscia, definendolo particolarmente suggestivo. Un passaggio che ha permesso al territorio di ottenere ulteriore visibilità attraverso i canali social di uno dei volti più conosciuti del cast.

Casina di Poggio della Rota, una location già scelta dal mondo dello spettacolo

Non è la prima volta che Casina di Poggio della Rota viene scelta come scenario per una produzione audiovisiva.

La struttura, circondata dal paesaggio rurale di Bassano Romano, era già stata utilizzata nel 2025 per le riprese del videoclip di “Cuore rotto” di Tiziano Ferro.

La scelta della location da parte di produzioni differenti conferma le potenzialità del territorio bassanese, capace di offrire ambientazioni lontane dai grandi centri urbani e particolarmente adatte alle esigenze di cinema, televisione e videoclip.

La Tuscia sempre più presente sul grande schermo

L'arrivo di Se c’ero dormivo si inserisce in una tradizione ormai consolidata. La provincia di Viterbo è da decenni una delle aree del Lazio maggiormente utilizzate dal cinema italiano, grazie alla varietà dei suoi paesaggi, ai borghi storici e alla vicinanza con Roma.

Bassano Romano, Viterbo, Sutri e numerosi altri comuni della provincia hanno ospitato nel corso degli anni produzioni cinematografiche e televisive. La presenza di una nuova troupe rappresenta quindi non soltanto un appuntamento legato allo spettacolo, ma anche un'occasione di promozione territoriale.

Per Bassano Romano, in particolare, il nuovo set aggiunge un'altra produzione a una storia cinematografica che continua a rinnovarsi.

Il pubblico dovrà ora attendere il 2027, quando Se c’ero dormivo dovrebbe arrivare nelle sale cinematografiche. Nel frattempo, la Tuscia è entrata ancora una volta nella macchina da presa del cinema italiano, con Andrea Pucci, Martina Colombari e Fausto Brizzi impegnati tra le campagne di Bassano Romano e gli altri luoghi scelti dalla produzione.

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Ma cosa vuol dire “centro storico”? Scontro in aula sugli eventi

Ven, 18/09/2026 - 08:32
2026-09-18

VITERBO – Cosa vuol dire rilanciare il centro storico? Puntare sulle vie più commerciali o cercare di coinvolgere, a rotazione, tutte le sue zone? È attorno a queste due diverse visioni che si è sviluppato il confronto in consiglio comunale tra la consigliera PD Alessandra Troncarelli e la sindaca Chiara Frontini.

Da una parte la critica per due eventi organizzati in due weekend consecutivi praticamente nelle stesse zone della città; dall’altra la posizione dell’amministrazione, secondo cui “il centro storico non è tutto uguale” e che alcune aree sono più adatte di altre a ospitare dterminati tipi di eventi.

Due eventi nelle stesse vie

Il primo punto sollevato da Troncarelli riguarda proprio la distribuzione degli eventi. La consigliera ha preso come riferimento la Notte Rosa e l’iniziativa prevista per il prossimo weekend, entrambe concentrate principalmente tra via Cavour, via Saffi, Corso Italia, via Roma e via San Lorenzo.

“Nel giro di una settimana due iniziative pagate con fondi pubblici si inseriscono nelle stesse identiche zone – ha spiegato Troncarelli –. Tra pochi giorni, dopo la scorsa Notte Rosa, ci sarà un’altra iniziativa praticamente nelle stesse piazze”.

Da qui la critica sul coinvolgimento delle altre aree del centro storico e sull’attività di Spazio Viterbo.

“Stiamo pagando una manager che esclude puntualmente piazza della Rocca, Porta della Verità, via Matteotti, via Mazzini e via Cairoli dalle iniziative di Spazio Viterbo. Prima 26mila euro per la Notte Rosa e poi 25mila per l’iniziativa di questa settimana: più o meno 50mila euro in sette giorni insistendo nelle stesse zone. Gli imprenditori delle altre aree cosa dicono? Sarebbe opportuna una sorta di turnazione, oppure, se sono fondi pubblici, ampliare le iniziative così da far lavorare tutto il centro storico”.

Una posizione che ha portato Troncarelli a rivolgere direttamente una domanda alla sindaca: “Per l’amministrazione Frontini qual è la definizione di centro storico?”.


Frontini: “Il centro storico non è tutto uguale”

A rispondere è stata la sindaca Chiara Frontini, che ha rivendicato la scelta di concentrare parte delle iniziative nell’area commerciale del centro.

“Il corso è la parte commerciale sulla quale stiamo lavorando come priorità. Abbiamo passato anni a sentire lamentele su quanto il corso fosse vuoto e sulle serrande chiuse. Queste sono le aree target sulle quali abbiamo insistito e continuiamo a insistere”.

Una strategia che, secondo Frontini, nasce già nei primi anni dell’amministrazione.

“Abbiamo iniziato questo percorso muovendoci sul triangolo via Saffi, via Roma e Corso Italia, che lamentava il fatto che tutti gli eventi venissero fatti dall’altra parte, da piazza del Comune a San Pellegrino. Dal 2022 abbiamo iniziato a spostarci verso quest’altra parte della città”.

Per la sindaca, quindi, le diverse zone del centro non sarebbero da trattare tutte nello steso modo, potendo contare su peculiarità differenti, da zone che permettono una buona camminata ad altre più predisposte per ospitare tante persone.

“È chiaro che il centro storico non è tutto uguale. San Pellegrino non è piazza della Rocca: alcune sono zone più pedonali, altre più turistiche. Oggi mi ritengo soddisfatta, perché se la lamentela è che si fa meno a piazza Cairoli e piazza della Rocca vuol dire che abbiamo fatto grandi passi avanti rispetto a quando abbiamo iniziato”.


Il confronto si sposta sui fondi

Dal “dove” organizzare gli eventi, il confronto si è poi spostato sul “quanto”. Troncarelli ha infatti contestato anche l'utilizzo di risorse pubbliche per iniziative così ravvicinate e il compenso riconosciuto alla professionista che coordina Spazio Viterbo.

Anche su questo punto Frontini ha difeso la scelta dell’amministrazione.

“È vero, utilizziamo quei soldi su ciò che definiamo strategico. L’obiettivo è fare in modo che la città viva il maggior numero possibile di weekend e che Viterbo non sia soltanto Natale, Santa Rosa, San Pellegrino in Fiore e la primavera. Oggi le cose da fare si sono moltiplicate”.

La sindaca è intervenuta anche sui 30mila euro annui richiamati da Troncarelli.

“Dire che paghiamo 30mila euro lordi l’anno un professionista per organizzare gli eventi è riduttivo. La dottoressa Campanella si occupa anche del coordinamento delle botteghe storiche e ha realizzato il progetto nel tunnel di Valle Faul per raccontare la città attraverso i volti delle botteghe storiche”.

Per Frontini, il risultato va quindi letto confrontando la situazione attuale con quella trovata all'inizio del mandato: “Per valutare i progressi bisogna sempre vedere da dove si parte. Oggi la città è viva in più periodi dell’anno. È vero, si può sempre fare meglio, ma il tema degli eventi oggi in città esiste”.


Troncarelli: “Così si dà uno schiaffo all’associazionismo”

Proprio quest’ultima ricostruzione si è però aperto l’ultimo “fronte” del confronto. Nella replica, Troncarelli ha criticato l’idea di una città che prima dell’attuale amministrazione offrisse poche iniziative, richiamando il lavoro portato avanti negli anni da associazioni e realtà culturali.

“Lei racconta di aver trovato un disastro, ma così sta dando uno schiaffo a quel mondo dell’associazionismo che mantiene vivi gli appuntamenti durante tutto l’anno. Ci sono il Christmas Village, Medioera, Ombre e tutto un mondo culturale che è sempre in movimento”.

La consigliera PD ha poi richiamato anche San Pellegrino in Fiore, tornando infine sul punto dal quale era partita l’interrogazione.

“Cinquanta mila euro sono tanti. Hanno la coda lunga. È possibile che in sette giorni non sia stata presa in considerazione un’altra zona, come via Matteotti o piazza della Rocca? Se si spendono fondi pubblici bisogna aiutare la popolazione. Spazio Viterbo cosa ha dato in più come idea alla Notte Rosa, considerando che l’iniziativa esiste dal 2022?”.

E ancora: “Piace vincere facile con i fondi pubblici, ma 50mila euro in sette giorni mi sembrano eccessivi per ripetere situazioni che non permettono di interagire con altre attività. Ci sono realtà che cercano di portare avanti le tradizioni della città e che, il più delle volte, non ricevono neanche fondi pubblici”.

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Tornano i ludi borgiani a Civita Castellana: cortei in abiti d'epoca, spettacoli, giochi ...

Ven, 18/09/2026 - 08:32
2026-09-18

CIVITA CASTELLANA - Civita Castellana apre le porte al Rinascimento con i Ludi Borgiani, la festa che trasforma il centro storico in un tuffo nel passato, tra cortei in abiti d'epoca, spettacoli, giochi popolari, palii, taverne e tanto divertimento.

Un appuntamento entrato ormai a pieno titolo tra le feste cittadine più amate dai civitonici, organizzato dall'associazione Borgiana in collaborazione con i Musici di Civita Castellana, l'associazione Civita Cavalli e la compagnia Arcieri delle quattro porte, che quest'anno - oltre al tradizionale corteo - propone tre novità importanti: la Conferenza in musica, la Tuscia rinascimentale con gli storici Augusto Ciarrocchi, Enea Cisbani e Franca Pelinga. 'Si tratta - ha spiegato Cristiana Pistola organizzatrice dei Ludi - di un incontro molto interessante in cui verrà spiegato e raccontato il periodo storico tardo rinascimentale a Civita Castellana. Tra un intervento e l'altro è previsto un concerto musicale con un tenore e una cantante che riprodurranno brani classici e popolari'. L'appuntamento è per oggi pomeriggio, venerdì 18 settembre alle 17 nella Chiesa di San Gregorio.

Tra le novità di quest'anno anche la Gara dei musici che vedrà sfidarsi in piazza Matteotti sette musici provenienti da Umbria e Lazio, e un concerto dedicato ai Borgia con voci narranti.

La storia dei Ludi Borgiani

L’iniziativa è stata realizzata per ricordare la figura di papa Alessandro VI, pontefice che fece costruire nel 1495 il forte Sangallo, una fortezza che per anni ha reso inespugnabile Civita Castellana e che durante il Risorgimento fu anche tristemente chiamata la “Bastiglia dello Stato Pontificio” perché vi furono imprigionati molti personaggi storici che hanno partecipato ai moti rivoluzionari.

Papa Alessandro VI iniziò la propria carriera ecclesiastica da giovanissimo, prima cardinale e subito dopo vicecancelliere di Santa Romana Chiesa, fu anche governatore di Civita, cariche che gli consentirono di rivestire, per più di trent’anni, ulteriori incarichi importanti e prestigiosi.

Il momento più atteso è dunque l'arrivo di Papa Alessandro VI Borgia, ricreato in un grande corteo storico con centinaia di figuranti. Un evento spettacolare che farà rivivere la fastosità dell'anno 1502, quando il pontefice scelse Civita Castellana come sede regale, trasformandola in una corte rinascimentale sotto la guida del cerimoniere Joannes Burcard. Il corteo, ricco di dettagli scenici, armature, musiche e vessilli, rappresenterà il cuore pulsante di questa edizione, riportando in vita la magnificenza dei Borgia tra i vicoli e le piazze della città.

 

Il Programma

Sabato 19 settembre

alle ore 08,30 escursione storico naturalistica “scopriamo civita con la dolcezza del cammino“ con Anacleto Antonelli

alle ore 16,30 è prevista una visita guidata “Sulle orme dei Borgia“ con Fabiana Poleggi

ore 17,30 Concerto - Armonie al tempo dei Borgia - Chiesa di San Gregorio

ore 19,30 apertura taverne presso il centro storico

 

Domenica 20 settembre

si parte alle ore 09,30 con il trekking Alla scoperta del territorio con Luca Panichelli

ore 16,30 Corteo Storico dei Borgia: Investitura, Giuramento e Benedizione degli Arcieri e Cavalieri presso il centro storico a seguire grande Corteo Storico con la partecipazione delle Associazioni: Arcus Tuder di Todi - Morso di Ferro di Ferentillo - Contrada Santa Margherita di Tarquinia - Papa Paolo III A. Farnese di Canino - Sbandieratori Santa Rosa di Viterbo

alle 19 Esibizione Sbandieratori di Santa Rosa città di Viterbo - Armigeri compagnia Morso di Ferro e danze rinascimen-tali - Piazza Matteotti

alle 19,30 Apertura Taverne presso il Centro Storico

 

Venerdì 25 settembre

ore 14,00 Escursione storico naturalistica “Dalla via del porto a Giaganti“ con Anacleto Antonelli

ore 19,30 Apertura Taverne presso il Centro Storico

ore 21,00 Giochi Popolari - Piazza Matteotti

 

Sabato 26 settembre

ore 15,45 Palio degli Arcieri presso Piazza del Duomo

ore 19,30 Apertura Taverne presso il Centro Storico

ore 21,00 Notte dei Tamburi - GARA DEI MUSICI - gruppi Città di: Leonessa, Torreorsina, Acquasparta, Todi, Poggio di Otricoli, Gallese, Vignanello - Piazza Matteotti

 

Domenica 27 settembre

ore 15,30 Palio degli Anelli presso Anfiteatro Falerii Veteres

ore 18,30 Esibizione Sbandieratrici e Guppo musici città di Viterbo - presso Anfiteatro Falerii Veteres

ore 19,00 Premiazione Palio degli Arcieri e degli Anelli e chiusura Ludi Borgiani 2026 - Anfiteatro Falerii Veteres

ore 19,30 Apertura Taverne presso il Centro Storico

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Xylella: in arrivo aiuti agli agricoltori

Ven, 18/09/2026 - 08:32
2026-09-18

di Fabio Tornatore

VITERBO - In arrivo aiuti per gli agricoltori che sono stati costretti ad abbattere gli alberi positivi alla Xylella: la Regione Lazio ha attivato il bando per la richiesta di 200 mila euro da dividere tra le imprese. Non molto per un settore, quello del mandorlo, che sta cercando di farsi strada nel territorio con nuove aziende pronte a fare un salto di qualità delle esportazioni.

A fine inverno sono stati effettuati gli abbattimenti: una filiera, quella del mandorlo, a marzo aveva dovuto adempiere agli eradicamenti delle piante infette e di quelle limitrofe, con il risultato di campi decimati. Una nuova produzione, con aziende giovani e pronte a mettersi sul mercato, che ha subito un drastico taglio della produzione.

Le piante sono risultate positive al patogeno, anche se, a quanto sembra dagli ultimi studi, si tratterebbe di una sub vatiante della Xylella che ha devastato gli ulivi della Puglia. Questo nuovo parassita sarebbe totalmente asintomatico, quindi senza effetti sulle piante. Eppure la normativa parla chiaro: abbattimento delle piante e di quelle vicine, zona contaminata e zone cuscinetto ai confini del territorio comunale.

Per ogni pianta eradicata sarà corrisposto u n controvalore di 46 euro, troppo poco per chi ha perso buona parte della produzione, oltre alla pianta e alle spese di abbattimento. Nel frattempo, tra studi sulla nuova variante e analisi delle piante, gli agricoltori temono nuovi contagi, che potrebbero rappresentare nuovi abattimenti.

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Incidente a Vallerano, scontro frontale tra un mezzo e uno scooter: donna trasportata in ...

Ven, 18/09/2026 - 02:32
2026-09-17

VALLERANO – Grave incidente stradale nel tardo pomeriggio di oggi, 17 settembre, a Vallerano, lungo la 'variante' che collega Vignanello e Canepina.

Secondo le prime informazioni, ancora in fase di accertamento, un mezzo in ingresso sulla variante si sarebbe scontrato frontalmente con uno scooter condotto da una donna. L’impatto è stato particolarmente violento e ha richiesto l’intervento dei soccorsi.

La giovane è stata raggiunta dal personale sanitario del 118 e, considerate le condizioni riportate nell’incidente, è stato richiesto l'intervento dell'eliambulanza. La donna è stata quindi trasferita in ospedale in codice rosso.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche gli operatori incaricati dei rilievi e della gestione della viabilità. Saranno gli accertamenti a chiarire la dinamica dello scontro e le eventuali responsabilità.

L’incidente ha provocato inevitabili rallentamenti alla circolazione lungo la variante. Le operazioni di soccorso e i rilievi sono proseguiti nel pomeriggio. Il traffico è rimasto bloccato.

Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni sulle condizioni della trasportata, né sull’esatta dinamica dell’incidente.

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Noi Moderati, Di Stefano commissario provinciale a Viterbo dopo le dimissioni di Simona Governatori

Gio, 17/09/2026 - 20:32
2026-09-17

 

VITERBO – Cambio al vertice provinciale di Noi Moderati. A seguito delle dimissioni di Simona Governatori dal ruolo di segretaria provinciale del partito a Viterbo, sarà il coordinatore regionale del Lazio Marco Di Stefano ad assumere temporaneamente l'incarico di commissario provinciale.

A comunicarlo è lo stesso Di Stefano, che in una nota ha voluto innanzitutto rivolgere un ringraziamento alla segretaria uscente per il lavoro svolto.

«Nel prendere atto delle dimissioni di Simona Governatori dal ruolo di segretaria di Noi Moderati per la provincia di Viterbo – dichiara Di Stefano – intendo ringraziarla per il lavoro svolto e augurarle il meglio».

Il coordinatore regionale ha quindi annunciato la decisione di assumere personalmente, in questa fase, la guida del partito a livello provinciale.

«Momentaneamente la sostituirò io, assumendo personalmente il ruolo di commissario fino a nuove determinazioni», spiega Di Stefano.

L'obiettivo indicato dal coordinatore regionale è quello di garantire continuità all'attività politica e organizzativa di Noi Moderati nella provincia di Viterbo, in attesa delle successive determinazioni sul nuovo assetto provinciale.

«Continueremo con il lavoro del nostro partito in questa importante provincia», conclude Di Stefano.

La nomina del commissario apre dunque una fase transitoria per la struttura provinciale viterbese del partito, con Di Stefano chiamato a coordinare temporaneamente le attività sul territorio.

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Viterbo, cittadini distribuiscono ai consiglieri l’ordinanza sulla rimozione dei mezzi espositivi

Gio, 17/09/2026 - 20:32
2026-09-17

 

VITERBO – Un volantinaggio davanti al Comune per richiamare l’attenzione dei consiglieri comunali su un'ordinanza dirigenziale che, secondo i promotori dell'iniziativa, non sarebbe stata ancora eseguita.

È quanto accaduto nel pomeriggio di giovedì 17 settembre, quando alcuni cittadini hanno distribuito ai consiglieri comunali copie dell'Ordinanza Dirigenziale n. 409 del 15 giugno 2026, relativa alla rimozione di alcuni mezzi espositivi presenti a Viterbo, in piazzale Gramsci 10, piano primo.

Al centro della protesta c'è proprio la mancata esecuzione del provvedimento. Secondo quanto denunciato dai cittadini, i termini indicati nell'ordinanza sarebbero scaduti da circa tre mesi e, a oggi, non risulterebbe né l'ottemperanza da parte del destinatario né l'adozione, da parte del Comune, dei provvedimenti necessari a far cessare l'illecito e ripristinare la situazione prevista dall'ordinanza.

L'iniziativa è stata organizzata con l'obiettivo di portare direttamente la questione all'attenzione dei rappresentanti eletti, consegnando loro il documento oggetto della contestazione.

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Soriano nel Cimino guarda al 2028: investimento da 900mila euro per la tariffazione puntuale ...

Gio, 17/09/2026 - 20:32
2026-09-17

 

SORIANO NEL CIMINO – Prepararsi oggi ai cambiamenti che interesseranno la gestione dei rifiuti nei prossimi anni. È questa la strategia scelta dall'Amministrazione comunale di Soriano nel Cimino, che ha programmato un investimento di circa 900mila euro, finanziato attraverso le risorse del PNRR, per modernizzare il sistema di raccolta e creare le condizioni necessarie all'introduzione della futura tariffazione puntuale (TARIP).

L'obiettivo dell'Amministrazione è arrivare al 2028, anno individuato nel percorso di attuazione della nuova disciplina tariffaria, con un sistema già predisposto dal punto di vista tecnologico e organizzativo.

Alla base del percorso c'è la riforma avviata da ARERA con la deliberazione n. 396/2025/R/RIF del 5 agosto 2025, che introduce il nuovo TICSER, il Testo Integrato dei Corrispettivi del Servizio di Gestione dei Rifiuti. La nuova impostazione prevede un'articolazione della tariffa in cinque componenti: decoro urbano, accesso al servizio, raccolta e trasporto, trattamento e recupero, trattamento e smaltimento.

Nel febbraio 2026 ARERA ha inoltre istituito un tavolo di lavoro dedicato all'attuazione della riforma.

Per Soriano, tuttavia, il nuovo quadro normativo rappresenta soprattutto l'occasione per accelerare un processo di modernizzazione già programmato.

«Abbiamo scelto di anticipare il cambiamento, utilizzando le risorse del PNRR per costruire oggi il sistema che ci consentirà di essere pronti alla nuova disciplina tariffaria nel 2028», spiega il sindaco Roberto Camilli.

Mini isole ecologiche per le attività del centro

Uno degli interventi principali riguarda l'installazione di nuove mini isole ecologiche dedicate alle attività commerciali situate nei centri urbani.

La soluzione nasce con un duplice obiettivo: migliorare la qualità della raccolta e, allo stesso tempo, aumentare il decoro e l'igiene degli spazi pubblici.

Le mini isole permetteranno infatti di superare progressivamente l'utilizzo dei vecchi secchi e di evitare che i sacchi dei rifiuti vengano lasciati lungo le strade dopo la chiusura degli esercizi commerciali.

«Non vogliamo più vedere secchi e sacchi esposti lungo le vie del paese fuori dalle attività», sottolinea il sindaco. «Con le mini isole sarà possibile conferire i rifiuti in qualsiasi momento della giornata, sette giorni su sette, garantendo maggiore flessibilità ai commercianti e, nello stesso tempo, maggiore ordine e pulizia nel nostro centro urbano».

Il nuovo sistema dovrebbe inoltre favorire una migliore qualità della raccolta differenziata, attraverso modalità di conferimento più organizzate.

Mastelli identificati per famiglie e attività nelle periferie

Un altro elemento centrale del progetto riguarda la distribuzione di nuovi mastelli per le utenze domestiche e per le attività commerciali delle aree periferiche.

Ogni contenitore sarà associato, attraverso un codice identificativo, alla singola utenza e alla relativa posizione TARI. Sarà così possibile collegare il conferimento alla specifica utenza, sia per le famiglie sia per le attività produttive e commerciali.

Si tratta di un passaggio funzionale alla futura tariffazione puntuale, che richiede la possibilità di rilevare i conferimenti e di associarli alle singole utenze.

L'obiettivo è quindi costruire progressivamente un sistema nel quale la quantità e la tipologia dei rifiuti conferiti possano essere rilevate e utilizzate nell'ambito del nuovo modello tariffario.

Un investimento finanziato dal PNRR

Particolarmente rilevante, secondo l'Amministrazione comunale, è la possibilità di realizzare l'intero intervento attraverso risorse esterne, senza gravare direttamente sul bilancio comunale per l'investimento.

«Un investimento di circa 900mila euro rappresenta una cifra importante per qualsiasi Comune – afferma Camilli –. Grazie ai fondi PNRR possiamo invece realizzare queste opere e queste dotazioni senza scaricare il costo dell'investimento sulle casse comunali».

La strategia dell'Amministrazione è dunque quella di utilizzare le risorse disponibili per anticipare gli adeguamenti necessari e arrivare alla scadenza del 2028 con infrastrutture, strumenti tecnologici e organizzazione già predisposti.

Il progetto punta a creare le condizioni tecniche per una raccolta puntuale sia per le utenze domestiche sia per quelle non domestiche, accompagnando il territorio verso una gestione più moderna del ciclo dei rifiuti.

«Quando arriveremo al 2028, vogliamo che Soriano nel Cimino sia già pronta», conclude il sindaco. «Vogliamo esserci arrivati utilizzando risorse esterne, attraverso il PNRR, senza gravare sulle finanze comunali. È una scelta di responsabilità e di programmazione: investire oggi per essere pronti domani».

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Sotto la Gravisca romana riaffiora l’antica Tarquinia: scoperto un imponente basamento etrusco

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

TARQUINIA – Un nuovo importante tassello si aggiunge alla storia di Gravisca, l’antico porto di Tarquinia affacciato sul Mar Tirreno. Durante le recenti campagne di scavo, gli archeologi hanno individuato, al di sotto delle strutture di epoca romana, grandi blocchi di macco che potrebbero costituire il basamento o le fondazioni di un edificio monumentale di età etrusca.

Il ritrovamento è particolarmente significativo perché le strutture sono rimaste nascoste per secoli sotto le successive trasformazioni dell’area. Gli scavi sono condotti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Etruria Meridionale e stanno permettendo di ricostruire le diverse fasi di vita dell’antico insediamento.

Gravisca, il porto internazionale degli Etruschi

Prima dell'arrivo di Roma, Gravisca rappresentava uno dei principali punti di contatto tra il mondo etrusco e i mercanti provenienti dal Mediterraneo. Il porto era frequentato anche da commercianti greci, in particolare di origine focese, e costituiva un importante centro per gli scambi di merci, culture e tradizioni.

Una delle testimonianze più significative di questo ruolo è il santuario di Gravisca, la cui origine viene generalmente collocata tra la fine del VII e l'inizio del VI secolo a.C. Nell'area sacra sono state rinvenute testimonianze della presenza di divinità e culti di origine greca, inseriti nel più ampio contesto religioso etrusco.

Il porto non era dunque soltanto un luogo destinato alle attività commerciali. Era anche uno spazio nel quale popolazioni differenti entravano in contatto e nel quale circolavano modelli culturali, pratiche religiose e tradizioni provenienti da diverse aree del Mediterraneo.

Le nuove strutture sotto gli edifici romani

Le indagini archeologiche hanno interessato per anni i livelli relativi alla fase romana dell'insediamento. Nel 181 a.C., infatti, Roma fondò nell'area una colonia marittima, modificando profondamente l'assetto precedente.

Gli scavi hanno restituito numerose testimonianze della lunga frequentazione del sito: ambienti produttivi, strutture abitative, aree funerarie e altre costruzioni che documentano l'evoluzione dell'area nel corso dei secoli.

Scendendo progressivamente negli strati più antichi, gli archeologi hanno raggiunto anche le fasi di età etrusca. Sono emerse murature realizzate con ciottoli, probabilmente appartenenti a edifici caratterizzati da elevati costruiti con materiali meno resistenti, oltre a strutture destinate alla raccolta e alla conservazione dell'acqua.

Non mancano neppure le testimonianze delle attività produttive, tra cui impianti e fornaci, che restituiscono un'immagine di Gravisca come insediamento articolato e dinamico.

È proprio a una quota ancora più profonda che è arrivata la scoperta più recente.

Grandi blocchi di macco: quale edificio si nasconde sotto terra?

Gli archeologi hanno individuato imponenti blocchi di macco, una pietra calcarea locale utilizzata nell'architettura dell'antica Etruria.

Le dimensioni degli elementi, la tecnica con cui sono stati messi in opera e la loro collocazione all'interno della sequenza stratigrafica hanno attirato l'attenzione degli studiosi. Le evidenze potrebbero infatti appartenere alle fondazioni o al basamento di una costruzione di grandi dimensioni.

Al momento, però, è ancora impossibile stabilire quale fosse la destinazione dell'edificio. Potrebbe trattarsi di una struttura con funzione pubblica, religiosa, amministrativa o legata alle attività del porto. Saranno soltanto le prossime fasi dello scavo a fornire gli elementi necessari per formulare un'interpretazione più precisa.

L'aspetto più interessante è che la struttura non risulta immediatamente riconducibile alle costruzioni romane che hanno caratterizzato le fasi successive dell'area. Le indagini stratigrafiche saranno quindi fondamentali per determinare la cronologia del complesso e comprendere quale ruolo avesse avuto nella Gravisca etrusca.

Un sito che continua a raccontare la storia di Tarquinia

La scoperta si inserisce in un quadro archeologico di eccezionale importanza. Tarquinia fu infatti uno dei principali centri della civiltà etrusca e conserva ancora oggi alcune delle testimonianze più importanti di questa cultura, a partire dalla celebre necropoli dei Monterozzi.

Anche Gravisca contribuisce a raccontare una parte fondamentale di quella storia, ma da una prospettiva diversa: quella di un porto aperto agli scambi e alle relazioni con il Mediterraneo.

Ogni nuovo livello raggiunto dagli archeologi consente di arretrare ulteriormente nel tempo. Sopra si trovano le tracce della presenza romana e delle trasformazioni avvenute durante l'età imperiale e la tarda antichità; più in profondità emergono invece le testimonianze della fase etrusca.

 

Le indagini continuano

Il ritrovamento del basamento in macco non permette ancora di ricostruire l'intero edificio. L'estensione delle strutture, la loro datazione e la funzione originaria dovranno essere definite attraverso ulteriori scavi, rilievi e analisi.

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Teverina Buskers, il Borgo Fantasma di Celleno si trasforma in un grande palcoscenico

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

 

CELLENO – Il Borgo Fantasma di Celleno torna a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto. È entrata nel vivo l’undicesima edizione del Teverina Buskers, il Festival internazionale degli artisti di strada che fino al 20 settembre porterà nel suggestivo borgo della Tuscia artisti provenienti da diverse parti d’Italia e del mondo.

Un appuntamento ormai consolidato che propone oltre 50 spettacoli gratuiti, distribuiti contemporaneamente in sette diverse postazioni, creando un percorso fatto di musica, teatro di strada, comicità, giocoleria, acrobazie e performance capaci di coinvolgere spettatori di tutte le età.

«Il Teverina Busker cresce di anno in anno, così come il pubblico che vi partecipa, sedotto dalla straordinaria magia che si crea con gli artisti», racconta Simone Romanò, presidente dell’Associazione Il Circo Verde e direttore artistico della manifestazione.

«Anche quest’anno proponiamo un programma molto ricco – prosegue Romanò – frutto della ricerca costante che facciamo nel corso dell’anno di talenti affermati e che sono al loro debutto. In tal senso sono molto orgoglioso della presenza anche di alcuni giovani artisti alla loro prima esibizione pubblica».

Dal paese al Borgo Fantasma

L'esperienza del Festival comincia già a Celleno nuova, in via Roma, dove i visitatori potranno usufruire della navetta del Festival, che accompagnerà il pubblico fino al Borgo Fantasma, altrimenti raggiungibile soltanto a piedi.

Una volta arrivati nel borgo, sarà possibile immergersi nell'atmosfera del festival e assistere liberamente alle diverse performance in programma.

Non ci saranno però soltanto gli spettacoli. Durante le giornate della manifestazione i visitatori troveranno anche stand di artigianato artistico e gli immancabili truck di street food, per accompagnare la visita al borgo con sapori e prodotti pensati per il pubblico del Festival.

La particolare cornice del Borgo Fantasma, con le sue strade e i suoi scorci, diventa così parte integrante dello spettacolo, offrendo agli artisti un palcoscenico naturale e al pubblico un'esperienza che unisce cultura, intrattenimento e scoperta del territorio.

Un festival per grandi e piccoli

La formula del Teverina Buskers continua a puntare sulla varietà delle proposte e sulla possibilità di incontrare artisti affermati insieme a nuovi talenti.

L'obiettivo è creare un'atmosfera capace di coinvolgere un pubblico ampio, trasformando per alcuni giorni il borgo di Celleno in un luogo di incontro tra linguaggi artistici differenti e culture provenienti da diverse parti del mondo.

Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito.

Il Teverina Buskers è organizzato dall'Associazione Il Circo Verde, con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Lazio e con il patrocinio del Comune di Celleno.

L'appuntamento proseguirà fino al 20 settembre, con il Borgo Fantasma pronto ancora una volta ad accogliere artisti, famiglie, appassionati e curiosi in una delle manifestazioni più originali dell'estate culturale della Tuscia.

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Casa Civita, nominato il direttivo del nuovo movimento civico

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

 

CIVITA CASTELLANA – Dopo la presentazione ufficiale di Casa Civita, il nuovo movimento civico nato con l'obiettivo di favorire partecipazione, confronto e impegno per il futuro della città, sono state definite le cariche del direttivo dell'associazione.

A guidare il nuovo movimento sarà Alessandro Perelli, nominato presidente, con il compito di coordinare le attività di Casa Civita e rappresentarne l'impegno sul territorio.

Nel direttivo entrano anche Vincenza Alessandrini, vicepresidente con delega agli Affari Generali; Franca Peliga, vicepresidente con delega a Turismo e Cultura; e Luigi Coni, vicepresidente con delega a Sport e Politiche Giovanili.

Il ruolo di segretario è stato affidato ad Alessandro Mariani, Diana Di Benedetto e Federico Valori, mentre Lorena Sconocchia ricoprirà l'incarico di tesoriere.

La definizione della squadra rappresenta, secondo l'associazione, un ulteriore passo nel percorso di costruzione di una realtà civica «aperta, partecipata e radicata nella comunità di Civita Castellana».

Le deleghe assegnate ai componenti del direttivo individuano alcuni dei principali ambiti della vita cittadina, con l'obiettivo di sviluppare attività e proposte attraverso l'ascolto e il confronto con il territorio.

Il nuovo direttivo sarà chiamato a coordinare le iniziative di Casa Civita, organizzare momenti di incontro con i cittadini, raccogliere idee e proposte e rafforzare il rapporto con associazioni, realtà culturali e sportive, comitati, gruppi giovanili e con le diverse espressioni del tessuto civico locale.

L'idea alla base del progetto è quella di creare uno spazio di partecipazione nel quale possano incontrarsi competenze, esperienze e sensibilità diverse.

«Casa Civita vuole essere una vera casa aperta a tutti coloro che desiderano contribuire alla crescita della città – spiegano dall'associazione –. Un luogo di partecipazione e di confronto, nel quale ogni cittadino possa sentirsi parte di un progetto comune e contribuire alla costruzione del futuro di Civita Castellana».

Il presidente Alessandro Perelli sottolinea l'importanza della nuova fase organizzativa: «Con la nomina del direttivo Casa Civita compie un ulteriore passo nel proprio percorso di crescita. Abbiamo scelto una squadra competente e motivata, composta da persone che condividono lo spirito di servizio e l'amore per la nostra città».

«Il nostro obiettivo – prosegue Perelli – è essere presenti sul territorio, ascoltare i cittadini, sostenere le realtà locali e trasformare le idee in proposte concrete».

Casa Civita conferma quindi la volontà di proseguire il proprio percorso mettendo al centro partecipazione, responsabilità e collaborazione, mantenendo aperto il movimento a quanti vorranno contribuire alle attività e alla vita della comunità.

L'associazione guarda così ai prossimi mesi con l'obiettivo di consolidare la propria presenza sul territorio e costruire un confronto costante con cittadini e realtà locali, partendo dalle esigenze e dalle proposte provenienti dalla comunità di Civita Castellana.

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XC Motorsport, Bosi sul podio a Magione: secondo posto e giro più veloce in Gara 1

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

 

CIVITA CASTELLANA – Un weekend dai due volti, ma con un bilancio complessivamente positivo, quello vissuto da Stefano Bosi e dalla XC Motorsport nel secondo appuntamento stagionale del Trofeo Mito Cup, disputato sul circuito dell’Autodromo dell’Umbria di Magione nell’ambito del Trofeo Italia Classico.

Al volante dell’Alfa Romeo MiTo Trofeo, preparata dalla 2FPX Motorsport, il pilota romagnolo ha mostrato velocità e competitività, conquistando un posto sul podio in Gara 1 e facendo segnare anche il giro più veloce della corsa.

Già nelle qualifiche Bosi aveva fatto vedere un ottimo passo, chiudendo al terzo posto assoluto, a soli 68 millesimi dalla seconda posizione e a meno di un secondo dalla pole position.

Secondo posto e giro più veloce in Gara 1

In Gara 1 è stata subito battaglia. Bosi ha dato vita a un duello serrato fin dalle prime battute, riuscendo a mantenere un ritmo elevato e a conquistare la seconda posizione assoluta sotto la bandiera a scacchi.

A impreziosire ulteriormente la prestazione è arrivato anche il giro più veloce della gara, fermando il cronometro sul tempo di 1’33.835.

Un risultato che ha confermato la competitività della vettura e il buon lavoro svolto dalla squadra nel fine settimana umbro.

La rimonta in Gara 2 si ferma ai box

Ancora più impegnativa la seconda manche, affrontata con la griglia di partenza invertita. Bosi è stato quindi costretto a scattare dall'ultima posizione.

Il pilota della XC Motorsport ha però iniziato una grande rimonta, inanellando una serie di giri con tempi molto vicini a quelli fatti registrare in qualifica. Giro dopo giro, Bosi ha recuperato posizioni fino a portarsi, a metà gara, a ridosso della vettura di testa.

Quando sembrava possibile completare una rimonta ancora più importante, un problema elettronico lo ha costretto a un passaggio ai box. Una volta rientrato in pista, Bosi ha comunque continuato a spingere riuscendo a recuperare fino alla quinta posizione finale.

Bosi: «Weekend dolce-amaro»

Al termine del fine settimana, Stefano Bosi ha commentato così la sua prestazione:

«Un weekend dolce-amaro. Dopo una buona qualifica con P3 a pochi centesimi dal 2° e meno di 1 secondo dal 1°, in gara 1 è stata subito battaglia e alla fine sono riuscito a guadagnare la 2° posizione».

Il pilota romagnolo ha quindi raccontato la rimonta di Gara 2 e il problema che ha condizionato la sua gara:

«In gara 2, dove si partiva a griglia invertita e, quindi, partivo ultimo, grazie ad una serie ripetuta di giri su tempi di qualifica, a metà gara mi riportavo a ridosso del 1°. Purtroppo un problema elettronico mi costringeva ad un passaggio dai box, ma una volta rientrato in pista ho raggiunto solo la 5° posizione».

Bosi ha infine voluto ringraziare il team: «Ringrazio i ragazzi della 2FPX Motorsport per la preparazione del mezzo, la logistica e il supporto in gara».

Per la XC Motorsport l'attenzione è ora rivolta al prossimo appuntamento del campionato. Il terzo round della stagione è in programma a inizio ottobre sul circuito di Varano de’ Melegari, dove Stefano Bosi sarà chiamato a confermare le ottime prestazioni mostrate a Magione.

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Mattarella a Monte Romano per l’esercitazione Aegis 26: «La Repubblica sa di poter contare su ...

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

MONTE ROMANO – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato questa mattina, giovedì 17 settembre, al Poligono militare di Monte Romano per assistere all’esercitazione “Aegis 26”, una delle attività addestrative di ultima generazione dell’Esercito Italiano. La visita istituzionale, inserita nell’agenda ufficiale del Quirinale alle ore 11, ha portato nella Tuscia i vertici delle istituzioni civili e militari.

Mattarella, nella sua veste di Capo dello Stato e di presidente del Consiglio Supremo di Difesa, ha seguito le fasi dell’esercitazione dalle postazioni di osservazione predisposte all’interno dell’area addestrativa, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, dai vertici dello Stato Maggiore della Difesa e dell’Esercito e dalle autorità locali.

 

L’esercitazione Aegis 26

L’attività addestrativa ha rappresentato un banco di prova per le capacità operative dell’Esercito in scenari caratterizzati dall'integrazione tra componenti terrestri e sistemi tecnologici avanzati.

Tra gli aspetti osservati figurano i sistemi di comando e controllo, le capacità di coordinamento tra differenti unità e l'impiego di strumenti tecnologici destinati a migliorare la rapidità di individuazione e risposta alle minacce.

Nel corso dell’esercitazione sono state inoltre impiegate diverse piattaforme e mezzi dell’Esercito, in uno scenario nel quale la componente tecnologica si integra con la preparazione del personale.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla capacità di contrasto alle minacce aeree a cortissimo raggio, comprese quelle rappresentate da microdroni e munizioni circuitanti, mentre il dispositivo operativo e logistico ha coinvolto il personale dell’80° Reggimento “Roma”, storicamente legato alle attività del poligono.

 

Il discorso di Mattarella ai militari

Al termine dell’esercitazione, il presidente della Repubblica ha rivolto il proprio messaggio ai militari, soffermandosi sulla complessità delle attività osservate.

Mattarella ha sottolineato come l'esercitazione abbia mostrato la capacità di condurre operazioni articolate utilizzando risorse e strumenti destinati a operare in differenti domini, compreso quello cibernetico.

Per il Capo dello Stato, Aegis 26 ha inoltre evidenziato il processo di trasformazione tecnologica dell’Esercito e la capacità di sviluppare soluzioni innovative.

Nel suo intervento, Mattarella ha poi collegato l’attività addestrativa al quadro internazionale, definito caratterizzato da una fase di particolare criticità e dall'aggravarsi di conflitti che provocano vittime e distruzioni.

«Speriamo che sia una fase che si concluda al più presto», ha affermato il presidente della Repubblica.

 

Difesa e cooperazione europea

Un passaggio centrale del discorso ha riguardato il rapporto tra difesa, sicurezza e mantenimento della pace.

Secondo Mattarella, uno strumento militare destinato alla difesa deve essere tecnologicamente avanzato, coeso e integrato a livello nazionale, ma anche capace di operare insieme agli alleati e ai partner.

Il presidente ha richiamato in particolare la necessità di una maggiore interoperabilità in ambito europeo, indicando nelle sinergie, nelle economie di scala e nella condivisione delle capacità alcuni degli elementi utili alla cooperazione tra i Paesi.

 

«Al centro rimane la persona»

Accanto alla tecnologia, Mattarella ha posto l'accento sulla componente umana delle Forze armate.

Nel rivolgersi ai militari, il presidente ha richiamato coraggio, senso del dovere, spirito di sacrificio e valore della persona, elementi che, nel suo intervento, rimangono fondamentali anche in un contesto nel quale le capacità tecnologiche assumono un ruolo sempre più rilevante.

Il Capo dello Stato ha quindi rivolto un ringraziamento ai militari impegnati nell'attività e alle loro famiglie per i sacrifici legati al servizio.

«La Repubblica sa di poter contare su di voi», ha concluso Mattarella, esprimendo riconoscenza per il lavoro svolto dall'Esercito.

 

Le autorità presenti nella Tuscia

La visita del presidente della Repubblica ha visto la presenza dei vertici militari e delle principali autorità istituzionali del territorio.

A Monte Romano sono arrivati, tra gli altri, il ministro della Difesa Guido Crosetto, la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, il deputato Mauro Rotelli, il prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, il presidente della Provincia Alessandro Romoli e rappresentanti delle Forze armate e delle forze dell’ordine.

Presenti anche i sindaci di Viterbo, Chiara Frontini, di Monte Romano, Maurizio Testa, e di Vetralla, Sandrino Aquilani, insieme ad altre autorità locali.

La presenza di Mattarella ha comportato un importante dispositivo di sicurezza intorno al poligono e nelle aree interessate dalla visita istituzionale.

 

Una giornata di rilievo per Monte Romano e per la Tuscia

La visita presidenziale ha rappresentato un appuntamento di particolare rilievo istituzionale per il territorio viterbese. Il presidente Mattarella ha potuto assistere direttamente alle attività dell'Esercito all'interno di una delle principali aree addestrative della Tuscia.

La giornata di Monte Romano si è conclusa con il saluto del Capo dello Stato ai militari impegnati in Aegis 26 e con il riconoscimento del ruolo svolto dall'Esercito nella preparazione e nell'addestramento delle proprie unità.

L'appuntamento era inserito ufficialmente nell'agenda del Quirinale per le ore 11 del 17 settembre 2026.

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Autismo e innovazione, all’Università della Tuscia si presenta “Sentinel-Bio”

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

 

VITERBO – Un pomeriggio dedicato all’approfondimento, alla sensibilizzazione e al confronto sul tema dell’autismo, con uno sguardo rivolto alle possibilità offerte dall’innovazione tecnologica. È quello in programma venerdì 9 ottobre 2026, presso l’Aula F10 del Campus Riello dell’Università degli Studi della Tuscia, con l’incontro dal titolo “Quello che si pensa, quello che c’è davvero”.

Al centro dell’appuntamento ci sarà la presentazione di “Sentinel-Bio”, un braccialetto ideato e sviluppato da Manuel Tomasi, pensato per le persone con autismo. L’iniziativa vuole offrire un momento di confronto su esperienze, progetti e strumenti capaci di favorire inclusione e attenzione alle esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

A moderare l’incontro sarà la dottoressa Alessia Brunetti, presidente dell’Associazione Italiana Sindrome X Fragile APS ETS.

Il programma prenderà il via alle 15.15 con l’accoglienza degli ospiti. Alle 15.30 è prevista l’apertura ufficiale dei lavori, con il saluto del delegato CIP Lazio Marco Pallucca.

Alle 16 spazio ai saluti istituzionali. Interverranno il professor Juri Taborri, referente per le pari opportunità e le relazioni interculturali dell’Università degli Studi della Tuscia; il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, attraverso un videomessaggio; il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli; la sindaca di Viterbo Chiara Frontini; l’assessore alle Politiche sociali Rosanna Giliberto e il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Lazio Giuseppe Andreana.

L’esperienza della Fondazione Trentina per l’Autismo

Alle 16.30 sarà quindi la volta del presidente della Fondazione Trentina per l’Autismo, Cav. Uff. Giovanni Coletti, che interverrà sul tema “Una vita dedicata all’autismo”.

L’intervento offrirà una panoramica sulla realtà dell’autismo in Trentino, in Italia e a livello internazionale, attraverso l’esperienza maturata negli anni dalla Fondazione e il lavoro rivolto alle persone con autismo e alle loro famiglie.

Alle 17 è prevista una pausa caffè curata dalla Cooperativa Sociale GEA, insieme allo staff del Vittoria Social Cafè di Viterbo.

“Sentinel-Bio”, tecnologia al servizio dell’inclusione

Il momento centrale dell’incontro sarà alle 17.30, quando Manuel Tomasi presenterà direttamente il progetto “Sentinel-Bio”, raccontando il percorso che ha portato alla nascita e allo sviluppo del dispositivo.

Tomasi, che ha seguito studi universitari conseguendo anche un Master in Cybersecurity, illustrerà l’origine dell’idea, le motivazioni alla base del progetto e il percorso di sviluppo del braccialetto.

Il dispositivo è stato inoltre donato alla Fondazione Trentina per l’Autismo presieduta da Giovanni Coletti.

La presentazione sarà quindi un'occasione per approfondire il rapporto tra tecnologia, innovazione e inclusione, affrontando il tema non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche attraverso le esperienze concrete di chi lavora quotidianamente al fianco delle persone con autismo.

Alle 19 sarà aperto uno spazio per le domande del pubblico, mentre le conclusioni e i saluti finali sono previsti alle 19.30.

Un pomeriggio dedicato a conoscenza e inclusione

L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività del Comitato Italiano Paralimpico – Comitato Regionale Lazio, con il patrocinio di Regione Lazio, Provincia di Viterbo, Città di Viterbo e Università degli Studi della Tuscia, e con la collaborazione di diverse realtà associative e territoriali impegnate sui temi dell’autismo, dell’inclusione e della disabilità.

L’incontro vuole rappresentare soprattutto uno spazio di conoscenza e confronto, mettendo in relazione istituzioni, associazioni, professionisti e famiglie e dando voce a esperienze e progetti sviluppati sul campo.

L’appuntamento è per venerdì 9 ottobre 2026, dalle ore 15.15, presso l’Aula F10 del Campus Riello dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo.

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Guardia medica trasferita a Bolsena, la minoranza di Acquapendente ricostruisce la vicenda

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

 

ACQUAPENDENTE – Archiviata la pausa estiva, il gruppo di minoranza “Insieme per cambiare”, rappresentato da Federica Friggi e Domitilla Agostini, torna a puntare l’attenzione sulla questione del trasferimento temporaneo del servizio di continuità assistenziale, l’ex Guardia medica, da Acquapendente a Bolsena.

Il servizio è stato trasferito dal 6 luglio al 30 settembre 2026. La minoranza ha annunciato una nuova interrogazione, presentata il 12 settembre, dopo aver effettuato accessi agli atti sia presso il Comune sia presso la Asl, con l’obiettivo, spiegano le due esponenti, di ricostruire «cosa è successo veramente».

«Abbiamo trascorso del tempo per studiare quanto accaduto sulla questione del servizio di continuità – spiegano Friggi e Agostini –. Prima di scrivere, abbiamo raccolto i documenti disponibili per ricostruire i fatti. Perché i cittadini hanno il diritto di sapere».

Secondo la ricostruzione della minoranza, la comunità di Acquapendente avrebbe appreso del trasferimento il 6 luglio, attraverso le informazioni diffuse online, senza una comunicazione preventiva da parte dell'Amministrazione comunale.

Nello stesso giorno, le consigliere avrebbero presentato un'interrogazione e un accesso agli atti al Comune, chiedendo in particolare quando l'Amministrazione fosse stata informata dalla Asl e quali iniziative fossero state eventualmente intraprese per affrontare la situazione.

Contestualmente, la minoranza avrebbe richiesto alla Asl la documentazione relativa al provvedimento di trasferimento.

Nel frattempo, attraverso il proprio ufficio stampa, la sindaca aveva espresso «netta e ferma contrarietà» alla decisione, definendola un «inaccettabile depotenziamento» del servizio.

Da qui, secondo Friggi e Agostini, sarebbe nata la domanda centrale della loro ricostruzione: quando era stata informata la sindaca?

La risposta, sostengono le esponenti della minoranza, emergerebbe dalla documentazione acquisita dalla Asl. In particolare, gli atti indicherebbero la data dell'11 giugno 2026, quando il direttore del Distretto sarebbe stato ricevuto nell'ufficio della sindaca e avrebbe comunicato la decisione di rimodulare temporaneamente la postazione di continuità assistenziale.

È proprio il periodo compreso tra l'11 giugno e il 6 luglio a essere ora al centro delle domande della minoranza.

«E cosa è stato fatto dal Comune da quel giorno al 6 luglio?», chiedono Friggi e Agostini. Secondo quanto riferiscono le due consigliere, dalla documentazione ricevuta non emergerebbero iniziative precedenti al 6 luglio finalizzate a chiedere alla Asl chiarimenti, la sospensione o la revisione del trasferimento.

«L’unico documento trasmesso dal Comune porta infatti la data del 6 luglio, lo stesso giorno della nostra interrogazione», sostengono.

La minoranza solleva inoltre un secondo interrogativo legato alla comunicazione formale della Asl. Secondo la ricostruzione delle consigliere, l'11 giugno la sindaca avrebbe riferito che avrebbe valutato le iniziative da intraprendere dopo aver ricevuto la nota ufficiale dell'azienda sanitaria.

«Ma se quella nota non è mai arrivata, perché il Comune non si è attivato per capire il motivo e chiedere chiarimenti alla Asl?», domandano Friggi e Agostini. E ancora: «Se si era deciso di aspettare quella comunicazione per agire, perché non si è fatto nulla quando la comunicazione non è arrivata?».

Domande alle quali il gruppo “Insieme per cambiare” chiede ora una risposta formale. Alla luce degli elementi emersi dagli accessi agli atti, il 12 settembre è stata infatti presentata una nuova interrogazione alla sindaca e all'Amministrazione comunale.

«Ora aspettiamo le risposte dell'Amministrazione», spiegano le rappresentanti della minoranza.

Nel concludere la loro presa di posizione, Friggi e Agostini invitano i cittadini a consultare direttamente la documentazione e a valutare autonomamente la vicenda.

«Non vi chiediamo di credere alla nostra versione. Vi chiediamo di verificare. Conoscete le date, leggete i documenti e fatevi la vostra idea», affermano.

La minoranza ribadisce infine l'intenzione di proseguire il proprio lavoro di opposizione attraverso il controllo degli atti e la richiesta di chiarimenti all'Amministrazione, sottolineando che la questione riguarda un servizio sanitario essenziale per la comunità di Acquapendente.

Ora l'attenzione è rivolta alle risposte dell'Amministrazione comunale, chiamata a chiarire tempi, comunicazioni e iniziative assunte sulla vicenda del trasferimento della continuità assistenziale.

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Oriolo Romano, il porcino torna protagonista: due weekend di gusto, musica e spettacoli

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

 

ORIOLO ROMANO – Il profumo del bosco torna a conquistare le tavole di Oriolo Romano. Dall’11 al 20 settembre 2026 il borgo della Tuscia ospiterà la XXI Sagra del Fungo Porcino, appuntamento ormai consolidato del calendario autunnale, con sei giornate all’insegna del gusto, della musica e dell’intrattenimento.

Le date da segnare sono 11, 12, 13 e 18, 19, 20 settembre. Per due fine settimana piazza G. Santacroce si trasformerà in un grande punto di incontro per appassionati di gastronomia, famiglie e visitatori.

Naturalmente sarà il fungo porcino il protagonista assoluto della tavola. Lo stand gastronomico sarà aperto il venerdì a cena dalle 19, mentre sabato e domenica sarà possibile mangiare sia a pranzo, dalle 12.30, sia a cena, dalle 19.

Un'attenzione particolare sarà riservata anche a chi segue un'alimentazione senza glutine. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia Lazio, nelle giornate di venerdì, sabato e domenica sarà disponibile un menù dedicato ai celiaci.

Il porcino, del resto, è molto più di un semplice ingrediente. È uno dei simboli della cucina legata ai boschi e all'autunno e porta con sé il legame con un territorio dove natura e tradizioni gastronomiche continuano a incontrarsi.

Una passione che affonda le proprie radici anche nella storia. Già gli antichi Romani conoscevano e apprezzavano diverse varietà di funghi, indicandone alcune con il termine suillus. Una tradizione che nei secoli non è andata perduta e che ancora oggi fa del porcino uno dei prodotti più amati della cucina italiana.

Musica dal vivo per tutta la manifestazione

A fare da colonna sonora alla sagra sarà un programma di musica dal vivo.

Si parte venerdì 11 settembre con “Lory”, tra pop e ritmi latino-americani. Sabato 12 sarà la volta di “Italia and Blues”, con un repertorio dedicato alla musica italiana e al blues. Domenica 13 settembre saliranno sul palco Asia Transilvani e Lorenzo Pellegrini.

Il secondo fine settimana inizierà venerdì 18 settembre con “The Gentlemen”, prima del dj set di Stefano Venditti.

Sabato 19 settembre spazio all’esibizione di ballo di Station Fitness e successivamente ad Alex De Negri, con una tribute band dedicata a Eros Ramazzotti.

La chiusura, domenica 20 settembre, sarà affidata ad Alex e Sara, con una serata tra piano bar, karaoke e dance.

Circo, giochi e spettacoli per i più piccoli

La manifestazione guarda anche alle famiglie, con un programma dedicato a bambini e ragazzi.

Nei pomeriggi del 12, 13, 19 e 20 settembre sarà presente Tarantadentro, a cura di Karim Bedina.

Domenica 13 settembre spazio ai laboratori e agli spettacoli di circo acrobatico di Tribulè, insieme al Ludobus Estrabilia, che proporrà giochi di legno per tutta la giornata. Ad arricchire il programma sarà anche la musica della Fire Dixie Jazz Band.

Domenica 20 settembre toccherà invece alla Banda G. Puccini di Oriolo Romano, mentre Tribulè tornerà con laboratori, spettacoli di circo acrobatico e uno speciale spettacolo di fuoco. Per tutto il pomeriggio sarà inoltre presente il Ludobus Legnomania, con giochi di legno.

Durante la sagra non mancheranno infine gonfiabili e altre attività di intrattenimento per bambini.

Non solo porcini: alla scoperta di Oriolo Romano

La Sagra del Fungo Porcino sarà anche un'occasione per scoprire il patrimonio storico e naturalistico di Oriolo Romano, borgo dell’Alto Lazio immerso in un territorio particolarmente suggestivo durante la stagione autunnale.

Tra le attrazioni del paese ci sono Palazzo Altieri, le chiese di San Giorgio e Sant’Anna e il convento di Sant’Antonio da Padova.

Nei dintorni meritano una visita il Parco della Mola, con l’antico molino cinquecentesco, e soprattutto la Faggeta Vetusta di Monte Raschio, inserita nel patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Una manifestazione che unisce quindi gastronomia, musica, natura, cultura e divertimento, trasformando la tradizionale festa del porcino in un appuntamento capace di coinvolgere un pubblico ampio.

La XXI Sagra del Fungo Porcino, organizzata dall’Associazione Culturale Oriolo Romano con il Comune di Oriolo Romano, accompagnerà il borgo per due fine settimana, dall’11 al 20 settembre.

E alla fine, poco importa se si arriva a Oriolo Romano per assaggiare il porcino o per visitare il paese: con una tavola imbandita e un programma così ricco, trovare una buona ragione per fermarsi sarà tutt’altro che difficile.

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La biodiversità della Tuscia conquista Torino: l’Aglio Rosso di Proceno diventa Presidio Slow Food

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

 

VITERBO – La biodiversità, i sapori e le tradizioni della Tuscia arrivano a Torino per una delle più importanti manifestazioni internazionali dedicate al mondo dell’enogastronomia. Da giovedì 24 a domenica 27 settembre la provincia di Viterbo sarà infatti protagonista della 16ª edizione di Terra Madre – Salone del Gusto di Slow Food, una vetrina internazionale che riunisce produttori, operatori, esperti e appassionati provenienti da tutto il mondo.

Il tema scelto per questa edizione è “Biodiversity – Be Diversity”, un messaggio particolarmente significativo per Slow Food e legato alla visione di Carlo Petrini, recentemente scomparso, che proprio quarant’anni fa diede impulso al movimento nato per difendere la biodiversità, le produzioni locali e una cultura del cibo rispettosa dei territori.

Per l’occasione, grazie al contributo di Arsial-Regione Lazio, saranno presenti cinque produttori della provincia di Viterbo: Fratelli Stefanoni di Viterbo, Colli Etruschi di Blera, Nesler-Cibo Vivo di Canino, Dea Nocciola di Orte e Tenuta Il Melograno di Vasanello.

A questi si aggiungeranno le aziende agricole Il Sogno e La Treccia, protagoniste di uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione: la presentazione ufficiale dell’Aglio Rosso di Proceno, che sarà proclamato Presidio Slow Food.

Un riconoscimento importante e atteso, destinato a rafforzare la tutela e la valorizzazione di una produzione profondamente legata alla storia e all’identità agricola della Tuscia.

«Terra Madre-Salone del Gusto – spiega Luigi Pagliaro, presidente di Slow Food Viterbo e Tuscia – è il più importante evento dedicato al cibo buono, pulito e giusto per tutti, che da 30 anni attira decine di migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo».

«Un palcoscenico straordinario – aggiunge Pagliaro – per accendere i riflettori anche sul nostro territorio, valorizzare prodotti, offrire ai produttori incontri con operatori del settore».

La Via Francigena raccontata attraverso i suoi sapori

Accanto all’area mercatale, la Tuscia sarà protagonista anche di un ricco programma di incontri. Giovedì 24 settembre, nell’Area Arsial-Regione Lazio, Slow Food Viterbo e Tuscia, con il supporto di Slow Food Lazio, presenterà le peculiarità agroalimentari del territorio.

Alle 16 è in programma l’incontro “Presìdi Slow Food lungo la Via Francigena della Tuscia: quattro gustose tappe su un antico tracciato tutto da scoprire”.

Un viaggio ideale lungo la Via Francigena che toccherà quattro realtà rappresentative del territorio: l’Aglio Rosso di Proceno, espressione di una coltivazione tradizionale e dell’identità agricola locale; la Susianella di Viterbo, storico salume realizzato con carne di maiale e corata; gli olivi secolari di Blera, custodi di un patrimonio olivicolo e storico millenario; e i prati stabili e pascoli di Sutri, dove vengono valorizzati l’allevamento bovino estensivo e la produzione di formaggi.

Nel corso dell’appuntamento sarà possibile degustare i prodotti delle aziende agricole Il Sogno, La Treccia, Stefanoni, Colli Etruschi e Fattoria Faraoni, insieme alle specialità da forno del Panificio Fratelli Oddo, tra cui la pizza graffignanese preparata per l’occasione con l’Aglio Rosso di Proceno.

Trevinano, turismo lento e valorizzazione delle aree interne

Alle 17.30, sempre nell’Area Arsial-Regione Lazio, riflettori puntati su Trevinano con l’incontro dal titolo “Trevinano, la rinascita del borgo sospeso tra tre regioni attraverso il turismo lento e Slow Food Travel. Stimoli allo sviluppo delle aree interne”.

Sarà presentato il progetto “Slow Move Fest – Festival del turismo lento delle aree interne”, iniziativa pensata per mettere in rete istituzioni, associazioni, imprese e comunità attraverso arte, cultura, fotografia, escursionismo ed enogastronomia.

Nel corso dell’incontro, che affronterà anche il tema di Slow Food Travel, sarà presentato il volume “Trevinano: terre, poderi e sapori”.

Il racconto del territorio sarà accompagnato da una serie di degustazioni: legumi dell’Alta Tuscia di Perle della Tuscia, fermentati di Nesler-Cibo Vivo, creme spalmabili alle nocciole di Dea Nocciola e confettura di melograno di Tenuta Il Melograno.

A sostenere le degustazioni saranno i Cuochi dell’Alleanza Slow Food Lazio Gabriella Cinelli, Ileana Vigneti, Matteo Maria Ballarini e Vittoria Tassoni.

Un viaggio sensoriale alla scoperta dell’Aglio Rosso

Sempre giovedì 24 settembre, in Piazza Castello, il Laboratorio Mobile dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ospiterà una sessione speciale dedicata all’Aglio Rosso di Proceno.

Un percorso attraverso i sensi permetterà ai partecipanti di conoscere le caratteristiche del prodotto della Tuscia, in una giornata che culminerà con la sua ufficializzazione come nuovo Presidio Slow Food.

E la biodiversità della provincia di Viterbo sarà protagonista per tutta la durata della manifestazione anche nel grande padiglione di Slow Food Italia, dove saranno esposti alcuni dei prodotti della Tuscia presenti nell’Arca del Gusto.

Tra questi il Cece del Solco Dritto, il Fagiolo del Purgatorio di Gradoli, la Lenticchia di Onano, l’Aglio Rosso di Proceno, il Pamparito di Vignanello e il Fieno Canepinese.

Quattro giorni, dunque, in cui Torino diventerà una vetrina internazionale per il patrimonio agroalimentare della Tuscia: una presenza che mette al centro produttori, biodiversità e tradizioni e che avrà nell’Aglio Rosso di Proceno e nel suo ingresso tra i Presìdi Slow Food uno dei momenti simbolicamente più importanti.

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Extra Teatro Festival torna a Bagnaia tra musica, teatro e danza

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

 

VITERBO – Musica, teatro e danza tornano protagonisti nel borgo di Bagnaia con un nuovo appuntamento di “EXTRA Teatro Festival”, in programma domenica 20 settembre a partire dalle ore 17. Una serata pensata per coinvolgere il pubblico di tutte le età e trasformare le piazze del paese in palcoscenici a cielo aperto.

Ad aprire il programma sarà “More than notes”, di e con Patrizia Rossi, un concerto che propone un viaggio sonoro e visivo alla scoperta dell’arpa, strumento capace di evocare atmosfere lontane e suggestive.

Un'esperienza musicale che invita gli spettatori ad abbandonare ciò che è consueto e conosciuto per lasciarsi trasportare dalle sonorità dello strumento, attraverso un percorso in cui musica e immagini dialogano tra loro.

A seguire sarà la volta del teatro e della danza con la compagnia Anonima Teatri, che porterà in scena “Eroi e letteratura”, spettacolo firmato da Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo.

Sul palco saranno presenti Caroline Loiseau, Anne-Gaëlle Stéphant, Yoris Petrillo, Aleksandros Memetaj e Marco Memetaj, impegnati in una rappresentazione che guarda alla figura dell’eroe come a un archetipo universale, capace di attraversare epoche e generazioni.

Il mito viene così riletto attraverso i corpi dei performer e lo sguardo degli spettatori, diventando una chiave per interrogare il presente. «Il mito non è nostalgia, ma materia viva», è il principio che accompagna lo spettacolo: una lingua antica ancora in grado di raccontare solitudini, fallimenti e speranze del mondo contemporaneo.

Due appuntamenti differenti per linguaggi e atmosfere, ma accomunati dalla volontà di portare la cultura fuori dagli spazi tradizionali e creare un rapporto diretto tra artisti, luoghi e pubblico.

Gli spettacoli si svolgeranno tra Piazza XX Settembre e Piazza Castello a Bagnaia e saranno a ingresso gratuito.

L’appuntamento è quindi per domenica 20 settembre, dalle ore 17, per una serata dedicata alla cultura e allo spettacolo nel cuore del borgo.

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Unità di rete Tpl, prorogati i termini nel Lazio: avvio entro il 31 dicembre

Gio, 17/09/2026 - 17:32
2026-09-17

 

VITERBO – Ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2026 per avviare le Unità di rete del trasporto pubblico locale sul territorio della Regione Lazio. La proroga arriva attraverso un emendamento alla proposta di legge sulle Variazioni al Bilancio 2026, presentato dall’assessore al Bilancio Giancarlo Righini, d’intesa con l’assessore ai Trasporti Fabrizio Ghera e proposto dal gruppo di Fratelli d’Italia.

L’intervento punta a concedere ai territori un periodo di tempo aggiuntivo per preparare l’avvio della riforma del Tpl e affrontare le principali questioni organizzative ancora aperte.

A spiegare le ragioni del provvedimento è il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio, Daniele Sabatini, che sottolinea come la decisione sia arrivata anche a seguito delle richieste avanzate dai territori.

«Abbiamo raccolto gli appelli giunti dai territori in merito alla necessità di poter avere più tempo a disposizione per organizzare nel migliore dei modi la riforma del Tpl», afferma Sabatini.

Il differimento della scadenza, secondo il consigliere regionale, consentirà di proseguire il confronto già avviato tra Regione Lazio, Astral e Comuni, con l’obiettivo di individuare soluzioni alle criticità emerse durante il percorso di riorganizzazione.

«Il differimento della data consentirà infatti di proseguire il costruttivo confronto in atto fra la Regione, Astral e i Comuni e che sta permettendo di superare le principali criticità», sottolinea Sabatini.

La proroga viene quindi presentata come uno strumento per accompagnare il passaggio verso il nuovo modello organizzativo del trasporto pubblico locale, lasciando maggiore spazio al confronto con le amministrazioni comunali e con i territori.

«La Regione ancora una volta si mostra aperta e disponibile al dialogo con i territori nella ricerca di soluzioni condivise sui grandi temi destinati ad incidere sulla vita dei cittadini», conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Pisana.

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