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Aggiornato: 2 ore 7 min fa

Fontanile di Castel d’Asso nel degrado, scatta l’allarme dei residenti

Lun, 15/12/2025 - 12:39
2025-12-15

VITERBO – Versa in uno stato di completo abbandono il fontanile di Castel d’Asso, punto di passaggio, luogo frequentato e punto di sosta per ciclisti, escursionisti e pellegrini della via Francigena. A denunciare il degrado sono alcuni residenti della zona, sempre più preoccupati per le condizioni di un’area che dovrebbe rappresentare un luogo di accoglienza e ristoro, ma che oggi appare trascurata e potenzialmente pericolosa.

Secondo quanto segnalato, il fontanile non sarebbe sottoposto a interventi di manutenzione da anni. L’acqua scorre senza alcun tipo di controllo e, soprattutto nei mesi estivi, la struttura si trasforma in un ricettacolo di zanzare, con evidenti disagi per chi vive nei dintorni o semplicemente transita lungo il percorso. Una situazione che incide non solo sul decoro, ma solleva anche preoccupazioni di carattere igienico-sanitario.

A destare maggiore allarme è però la presenza, proprio accanto al fontanile, di una buca profonda circa quattro metri. Completamente nascosta dall’erba alta e priva di segnalazioni o barriere di protezione, rappresenta un pericolo concreto per pedoni e ciclisti. Il rischio, spiegano i residenti, è che qualcuno possa finirvi accidentalmente dentro, con conseguenze anche gravi e con la possibilità di non essere soccorso in tempi rapidi.

Un contesto definito “paradossale” dai cittadini, se si considera il valore storico e naturalistico del sito e la sua collocazione geografica. Da qui l’appello agli enti competenti affinché intervengano con urgenza per mettere in sicurezza l’area, ripristinare il decoro del fontanile e restituire dignità a un luogo che dovrebbe essere una risorsa, non un rischio per la collettività.

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Dimensionamento scolastico dell’area Cimina, la protesta delle scuole

Lun, 15/12/2025 - 12:39
2025-12-15

 

CAPRAROLA - Docenti e personale scolastico dell’Istituto comprensivo “San Giovanni Bosco”, a Fabrica di Roma, ieri mattina (12 dicembre) hanno scioperato in massa, con il pieno sostegno delle famiglie e degli alunni, contro la clamorosa marcia indietro sugli accorpamenti delle scuole – primarie e secondarie - dell’area dei Cimini. La protesta punta a scongiurare quello che sembra essere un fatto scontato: lo spostamento del plesso di Caprarola presso l’IC “M. Virgili” di Ronciglione a partire dal prossimo anno scolastico 2026/27. Decisione incomprensibile, a soli due anni di distanza, dal precedente accorpamento stabilito per le scuole di Caprarola, Carbognano e Fabrica di Roma (quest’ultimo come comune capofila). Senza ascoltare il parere negativo del Consiglio di Istituto, la Regione Lazio è ritornata sui suoi passi e ha deciso di contraddire sé stessa, ricollocando il solo plesso di Caprarola con quello di Ronciglione. Ripensamento che, al momento, non ha avuto reazioni da questi ultimi due centri. “Di questa nuova decisione – spiega il personale della scuola che ha scioperato – siamo venuti a conoscenza attraverso un articolo di giornale, apparso in concomitanza con la delibera regionale. Ma questo provvedimento VANIFICA due anni di lavoro spesi per coordinare e armonizzare i due istituti, NON ASCOLTA chi è direttamente coinvolto, ovvero famiglie degli alunni, personale docente e dipendenti Ata. Ma soprattutto avrà conseguenze devastanti per la scuola secondaria”. Nello specifico, la nuova decisione COMPROMETTE L’OFFERTA FORMATIVA, mettendo in serio rischio la prosecuzione dei progetti finanziati delle iniziative in corso, e il nuovo percorso ad indirizzo musicale. INTERROMPE LA CONTINUITÀ DIDATTICA dei docenti, sia curricolari che di sostegno. Questo arrecherà gravi disagi agli alunni, in modo particolare a quelli con Bisogni educativi speciali. “Come personale scolastico lamentiamo che queste decisioni – spiegano i docenti di Fabrica, Carbognano e Caprarola- vengono prese senza valutare le conseguenze tecniche e umane che scelte avventate provocano nei delicati equilibri di un Istituto. Per questo invitiamo tutti gli organismi competenti a rivalutare le conseguenze che tale dimensionamento causerà nei plessi scolastici coinvolti. È importante e necessario retrocedere da tali decisioni”. La protesta è solo all’inizio. “Invitiamo tutti i genitori degli alunni, i sindaci dei comuni coinvolti, l’Ufficio scolastico di Viterbo e le sigle sindacali di categoria a partecipare all’assemblea aperta, che si terrà martedì 16 dicembre prossimo al Palazzo della cultura di Caprarola”.

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