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Marta, il mistero dei due idrometri: stesso lago, 38 centimetri di differenza
MARTA - Nel porto di Marta si aggira uno spettro tecnologico. Due idrometri elettronici guardano lo stesso specchio d'acqua, ballano a tempo con lo stesso ritmo stagionale, ma uno dei due vede 39 centimetri di lago in più che l'altro non vede. Un mistero paranormale che rischia di mandare in tilt le leggi terrene.
Chi pensa che i fantasmi frequentino solo i vecchi castelli non ha mai visitato la piattaforma WebGIS dell'Autorità di Bacino (AUBAC). Lì, tra grafici e tabelle ufficiali del Gemello Digitale, si sta consumando un enigma degno di una puntata di Mistero: le due stazioni di rilevamento posizionate al porto di Marta mostrano un'intesa perfetta, quasi telepatica. Salgono insieme, scendono insieme, registrano le stesse oscillazioni nel tempo. Eppure, tra le due c'è un fossato invisibile e costante che si aggira intorno alla media di 38 centimetri.
Un'inezia? Non proprio. Tradotto dal linguaggio burocratico al mondo acquatico, quel piccolo 'scalino' spettrale equivale alla bellezza di 44 milioni di metri cubi d'acqua. Una massa idrica gigantesca che c'è ma non c'è, a seconda dell'idrometro su cui si decide di cliccare. Questa clamorosa apparizione ectoplasmatica ha spinto l'Associazione Lago di Bolsena a impugnare carta e penna per inviare una segnalazione alla Regione Lazio, sperando in un bando di 'esorcismo' tecnico tramite PEC.
Il problema è che la legge non crede agli spiriti. La Delibera Regionale n° 162/2016 impone l'obbligo tassativo di attenersi alla storica 'Legge di Gestione' dell'incile, un protocollo facente parte delle Misure di Conservazione del Sito Natura 2000. Per i regolamenti la matematica è sacra e la quota della soglia del fiume Marta, da cui si deve calcolare ogni singola mossa, è un punto unico, fisso e indiscutibile: 303,41 metri sopra il livello del mare.
Ed ecco che il racconto diventa una commedia dell'assurdo. Se gli strumenti ufficiali della Regione restituiscono quote sfasate di quasi 40 centimetri pur guardando lo stesso specchio d'acqua, a quale idrometro devono affidarsi i poveri tecnici per regolare le paratie del fiume Marta? Se aprono le bocchette basandosi sul sensore 'generoso', rischiano di violare la legge; se si fidano di quello 'avaro', pure.
“Dove si nasconde la verità?” Per fortuna, per ritrovare i piedi per terra basta spostarsi di poco. L'asta graduata che misura il livello reale c'è, è fisica, ed è quella storicamente presente all'interno del porto di Capodimonte. Lei non mente, lo zero si riferisce alla quota 303,41 m s.l.m. della soglia dell'incile. Al contrario, i dati virtuali che fluttuano sui server di AUBAC continuano a portarsi dietro questo fantasma di 44 milioni di metri cubi d'acqua.
Finché l'Autorità di Bacino e la Regione Lazio non decideranno di acchiappare questo spettro e allineare finalmente i dati all'unica quota reale dell'incile, la tutela della risorsa idrica resterà ostaggio dell'incertezza. E noi continueremo a fissare il lago ponendoci la domanda più elementare del mondo: qual è, davvero, il livello del lago?
Oltre mille persone al concerto omaggio a Pino Daniele al Lago di Vico
CAPRAROLA - Straordinario successo per il concerto omaggio a Pino Daniele che si è tenuto ieri sera presso la Riserva del Lago di Vico.
Ad esibirsi, nella suggestiva cornice naturale della spiaggia dello 'Scardenato', due artisti di calibro internazionale: il trombettista Fabrizio Bosso ed il pianista Julian Oliver Mazzariello.
Il live “Tandem – Il cielo è pieno di stelle”, nell’ambito del Tuscia in Jazz for Sla, ha richiamato oltre mille persone che in maniera composta e rispettosa dell’ambiente hanno assistito alla serata ed è stato fortemente voluto da Alessandro Pontuale ed Eugenio Monaco, presidente e direttore dell’Ente Monti Cimini, per sostenere la serie di iniziative organizzate da Italo Leali e dalla sua associazione impegnata nella ricerca contro la sclerosi laterali amiotrofica.
Presenti alla serata anche lo stesso Italo Leali e le neurologhe Amelia Conti e Giulia Bisogni che lo hanno in cura.
Unanime l’appello alla necessità di sostenere la ricerca per agire, in maniera concreta, anche per chi verrà dopo di noi, in un territorio marcatamente caratterizzato dalla diffusione di questa tremenda malattia, con ben 50 casi attivi nell’intera provincia.
“E’ dovere del Governo investire nella sperimentazione e validazione di nuove cure – ha sottolineato Italo Leali – e con la collaborazione di tutti possiamo cambiare la storia, senza rimanere inermi assistendo passivamente a suicidi assistiti”
“Al di là dei numeri, con oltre 1000 partecipanti, al di là della magia musicale del duo Bosso Mazzariello e dello scenario unico del Lago di Vico c’è una consapevolezza – ha dichiarato il presidente Pontuale - quella di aver contribuito a sostenere l’epica battaglia di Italo Leali a favore della ricerca per la lotta alla SLA”.
Per la meravigliosa serata in primis il mio ringraziamento va ad Italo per il messaggio che ha scolpito negli animi di tutti i presenti e, naturalmente al direttore Eugenio Monaco e a tutto il personale dell’Ente Monti Cimini senza il cui impegno e professionalità, l’emozionante pagina scritta ieri sera sarebbe rimasta bianca. Un ultimo e doveroso ringraziamento va alla sensibilità della Regione Lazio, del suo Presidente Francesco Rocca, dell’assessore Giancarlo Righini e della Direzione Regionale Programmazione Economica, Fondi Europei e Patrimonio Naturale che ha finanziato l’iniziativa. Infine, un plauso anche all’ indispensabile supporto della Protezione Civile Caprarola e della Croce Rossa.
Il concerto, ad ingresso libero, è stato realizzato grazie ai fondi per le iniziative estive stanziati dalla Regione Lazio.
ENTE MONTI CIMINI
Viterbo Sicura 4.0: arriva la tecnologia in aiuto ai 63 agenti della municipale
di Fabio Tornatore
VITERBO - Arriva in città il progetto Viterbo Sicura 4.0, con nuovi mezzi tecnologici a supporto della Polizia Locale del capoluogo. Sono solo 63 gli operatori di polizia municipale nella Città dei Papi, ma da soli sono riusciti a concludere, nel 2025, ben 6772 interventi, la media di 18,5 al giorno. Ora avranno in dotazione sistemi di videocamere e nuovi apparati radio.
La città di Viterbo rientra tra quelle a rischio criminalità medio-basso, considerata tra i capoluoghi, e tra le province, della stessa fascia di popolazione, con meno reati. Secondo analisi effettuate sui dati di ANCI del Rapporto Nazionale delle attività di Polizia Locale, nelle città con popolazione tra cinquanta e cento mila abitanti, infatti, gli interventi annui dei vigili urbani oscilla mediamente tra 10 e 15 mila.
Inoltre, il raporto Indice di Criminalità del Sole24Ore conta nella provincia di Viterbo 7848 reati nel 2019, posizionandola in 85^ posizione su 107 province, nel 2020 i reati scendono a 7123, poi risalgono progressivamente, 7766 nel 2021, 71^ posizione, 7751 nel 2022, 81^ posizione, 9222 nel 2023, 68^ posizione e, infine, 9394 nel 2024, posizionandosi al 61° posto della classifica. Nei primi riscontri parziali del Ministero dell'Interno, il primo semestre del 2026 vedrebbe una diminuzione di circa il 15% dei reati.
Anche se non ci sono dati standardizzati sul capoluogo viterbese, storicamente, Viterbo assorbe tra il 40% e il 50% dei reati della provincia.
Il nuovo progetto 'Viterbo Sicura 4.0' porterà tra le fila della polizia comunale un nuovo sistema di videosorveglianza, per un importo di 9 mila euro, e nuovi apparati radio, per 16 mila euro.
Caretta caretta, schiusa a sorpresa sulla spiaggia di Pescia Romana
MONTALTO DI CASTRO – Una schiusa improvvisa e inaspettata quella avvenuta nella mattinata di martedi 11 agosto, sulla spiaggia di Pescia Romana, nel territorio di Montalto di Castro, dove alcuni piccoli esemplari di tartaruga Caretta Caretta hanno lasciato il nido per raggiungere il mare.
Il nido, situato all'interno di uno stabilimento balneare e proprio sotto alcuni lettini, inizialmente sembrava non contenere uova. Nella mattinata, invece, sulla sabbia sono state individuate numerose tracce lasciate dalle piccole tartarughe nel loro percorso verso l'acqua e alcuni esemplari sono stati avvistati mentre raggiungevano il mare.
Sul posto è intervenuta la Delegazione di Spiaggia della Guardia Costiera di Montalto di Castro. A raccontare quanto accaduto è il comandante Andrea Gargiullo, che ha confermato come quella avvenuta questa mattina sia stata solamente una prima, parziale schiusa.
'Il nido inizialmente sembrava non essere popolato da uova, poi questa mattina sono stati trovati alcuni piccoli che stavano già andando verso l'acqua e numerose tracce sulla sabbia – spiega Gargiullo –. Quando siamo arrivati sul posto abbiamo assistito anche noi alla nascita di una tartarughina, che è spuntata dalla sabbia e si è diretta verso il mare'.
La schiusa, però, potrebbe non essere terminata. 'Nelle prossime ore, durante la notte o anche tra uno o due giorni potrebbero esserci nuove schiuse', aggiunge il comandante.
Immediatamente allertata anche TartaLazio, la rete regionale per la tutela delle tartarughe marine, che insieme alla Guardia Costiera ha provveduto a delimitare e mettere in sicurezza l'area interessata. Con ogni probabilità nei pressi del nido verrà installata una telecamera per sorvegliare l'area e permettere agli operatori di monitorare eventuali nuove nascite.
Fondazione carnevale civitonico, il Comune avvia la procedura per nominare un commissario ...
CIVITA CASTELLANA – Il Comune di Civita Castellana avvia ufficialmente la procedura per l’individuazione del Commissario straordinario della Fondazione Carnevale Civitonico. La decisione è contenuta nel decreto sindacale dell’11 agosto, con il quale il sindaco ha approvato l’avviso pubblico per raccogliere le manifestazioni di interesse.
Il provvedimento arriva dopo la deliberazione del Consiglio comunale dello scorso 30 luglio, con cui era stata accertata una situazione di grave squilibrio economico-finanziario della fondazione e attivato il percorso di commissariamento straordinario previsto dallo statuto. Il commissario affiancherà il consiglio di amministrazione non ancora eletto, perseguendo esclusivamente gli obiettivi di risanamento economico-finanziario della fondazione, in base ai criteri espressi nell'articolo 23 dello statuto della fondazione. Tale norma stabilisce anche che, nel caso in cui il deficit finanziario superi i 10 mila euro (abbondantemente superati) e la situazione si protrae per oltre sei mesi, il presidente della fondazione debba informare il sindaco che può procedere alla nomina del commissario straordinario.
L’avviso pubblico è rivolto a soggetti con elevata qualificazione professionale e comprovata esperienza in una serie di ambiti ritenuti fondamentali per affrontare la situazione della fondazione. Tra le competenze richieste figurano il diritto amministrativo e societario, il diritto delle fondazioni, la contabilità pubblica, la revisione legale, il controllo di gestione, il risanamento aziendale e l’amministrazione di organismi partecipati. L’amministrazione comunale sottolinea che l’incarico avrà natura fiduciaria, ma che la scelta di raccogliere preventivamente le candidature attraverso un avviso pubblico è stata adottata per garantire trasparenza, imparzialità, pubblicità e parità di trattamento.
Sarà quindi il sindaco, al termine dell’istruttoria e dell’esame dei curricula pervenuti, a individuare il professionista e a procedere alla nomina con un successivo decreto. La durata dell’incarico non è fissata in un termine prestabilito ma resterà in vigore fino al completo ripristino dell’equilibrio economico-finanziario della fondazione.
Blitz antidroga tra la Tuscia e la Capitale: 21 arresti, la regia dello spaccio era a Civita ...
CIVITA CASTELLANA – La regia operativa nella Bassa Tuscia e le piazze di spaccio capillarmente diffuse tra i quartieri romani di Labaro e Prima Porta: è questo il quadro svelato dall'ultima maxi-operazione della Polizia di Stato, che ha portato all'esecuzione di 21 misure cautelari (19 custodie cautelari in carcere e due agli arresti domiciliari).
L'indagine, condotta dagli agenti del Commissariato Flaminio Nuovo e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura di Roma, ha sgominato un gruppo criminale capace di movimentare circa 100 grammi di cocaina al giorno, generando un volume d'affari da capogiro vicino ai 2 milioni di euro l'anno.
Dalle ceneri del blitz 2022 alla nuova reteL'inchiesta affonda le sue radici negli sviluppi di una precedente attività antidroga conclusa nel 2022, che aveva visto l'emissione di 16 misure cautelari. Dalle ricostruzioni degli inquirenti è emerso come alcuni dei soggetti coinvolti in quel primo filone si fossero riorganizzati, strutturando una nuova rete in grado di coordinare proprio da Civita Castellana le vendite nella zona nord della Capitale.
L'organizzazione: il ponte-vedetta e le dosi nascosteL'organizzazione vantava una precisa e collaudata divisione dei ruoli. Accanto agli addetti alla vendita diretta si muovevano le vedette, posizionate in snodi strategici per monitorare gli accessi e segnalare l'eventuale arrivo delle forze dell'ordine. Tra i punti di osservazione chiave spicca un ponte pedonale in ferro, utilizzato dai pali per garantirsi un'ampia visuale dall'alto sul territorio.
Studiato nei dettagli anche il sistema di conservazione dello stupefacente: la cocaina veniva frazionata e nascosta in molteplici nascondigli di fortuna. Il pusher di turno recuperava di volta in volta esclusivamente la dose richiesta dal singolo acquirente, riducendo al minimo i rischi in caso di controllo e mantenendo al sicuro il grosso della merce destinata alla giornata.
L'esito delle indaginiGrazie a prolungati servizi di appostamento e ad articolate riprese video-fotografiche, la Polizia ha ricostruito con precisione le dinamiche delle piazze di spaccio e il canale di collegamento tra la provincia di Viterbo e Roma Nord.
Oltre alle 21 misure cautelari odierne, nel corso delle indagini erano già state arrestate 10 persone in flagranza di reato, mentre più di venti clienti e assuntori sono stati denunciati all'autorità giudiziaria e segnalati alla Prefettura.
«Abbiamo bisogno di più umanità»: l'addio di Viterbo a Benedetta Marino
VITERBO – Un silenzio carico di dolore, spezzato solo dai pianti incessanti delle tantissime persone accorse per darle l'ultimo saluto. La comunità di Viterbo si è stretta questo pomeriggio attorno alla famiglia di Benedetta Marino, la giovane mamma di 23 anni trovata priva di vita lo scorso sabato 8 agosto all'interno dell'ex consorzio agrario di via Francesco Baracca, proprio il giorno successivo al suo compleanno.
La Basilica di Santa Maria della Quercia non è riuscita a contenere la folla commossa giunta per l'addio alla ragazza, nata il 7 agosto 2003, la cui tragica scomparsa – ora al centro delle indagini della Procura di Viterbo per chiarirne le esatte dinamiche – ha scosso profondamente l'intera città.
Toccanti le parole pronunciate durante l'omelia da Don Massimiliano Balsi, che ha tratteggiato il ricordo di Benedetta e inviato un forte richiamo alla riflessione collettiva: «Benedetta aveva un carattere forte, segnato da una profonda sensibilità e fragilità. La vita vi chiede di continuare con un grande dolore, ma anche con un grande amore, che siete chiamati a vivere gli uni nei confronti degli altri e, soprattutto, per il bambino che vi lascia. Un amore che voi, mamma e papà, avete vissuto con lei e che non può essere cancellato neanche dalla morte».
Il parroco ha poi invitato a non fermarsi ai giudizi ma ad accogliere la complessa realtà umana: «Dio non si pone mai di fronte a noi come un giudice. Tutti, credenti e non, abbiamo bisogno di saper cogliere il senso profondo della nostra vita, indagando le nostre fragilità. Accogliete Benedetta in un modo nuovo, con la stessa testardaggine e determinazione che aveva lei».
Rivolgendosi ai tanti giovani presenti e agli amici della ragazza, Don Balsi ha lanciato un monito contro la superficialità delle parole spese negli ultimi giorni: «Accogliete la vostra fragilità e, anche quando è difficile, permettete a chi vi sta accanto di esservi di luce. Dalla perdita di Benedetta ci arriva un messaggio chiaro: abbiamo bisogno di più umanità. In questi giorni abbiamo sentito tante parole e giudizi, ma la vostra sensibilità dov’è? Benedetta l’aveva. Condividere il dolore è un dono grande: ripartiamo da questo momento scegliendo la vita, nelle parole e nelle azioni».
Al termine della funzione, la salma è stata accompagnata all'uscita tra l'abbraccio commosso di amici e parenti, uniti nel ricordo di una giovane madre volata via troppo presto.
Case prefabbricate in legno: 5 domande da porsi prima della scelta
Quando ci si avvicina al mondo delle case prefabbricate in legno, confrontare le varie opzioni può generare confusione. Ogni costruttore, infatti, propone materiali, tecnologie, livelli di personalizzazione e servizi differenti. Trattandosi di un acquisto così importante, però, occorre prendersi del tempo e – soprattutto – porsi le domande giuste.
Non sai da dove partire? Per fare un po’ di chiarezza, abbiamo preso come riferimento l’approccio di Caleba, specialista nella realizzazione di case e strutture in legno. Il risultato è una guida in 5 punti, con tutti gli aspetti chiave da chiarire prima di iniziare qualunque progetto.
1. Come verrà utilizzata la casa?
La prima domanda da porsi, senza dubbio, riguarda come verrà utilizzata la nuova struttura in legno. Un’abitazione principale, una seconda casa o una soluzione dedicata a hobby e tempo libero rispondono infatti a esigenze diverse. Chiarire subito la funzione del nuovo edificio permette di orientare il progetto nella direzione corretta.
È proprio partendo da questo principio che Caleba ha sviluppato un’offerta ad hoc. Accanto alla tradizionale casa in legno – ottima per dependance, studio o usi saltuari –, l’azienda propone case coibentate, ideali quando è richiesto maggiore comfort termico, e case prefabbricate in legno pensate per l’uso residenziale. Realizzate con il sistema Blockhouse, possono essere installate nel 97% del territorio italiano senza modifiche strutturali.
2. Come si sviluppa il progetto?
Una casa prefabbricata non nasce direttamente in cantiere. Prima di passare alla produzione, esiste una fase fondamentale di pianificazione in cui ogni dettaglio viene analizzato, calibrato e verificato nella sua fattibilità. Più questa fase è rigorosa, minore sarà il rischio di incontrare sorprese o imprevisti.
Per garantire massima precisione, Caleba affida ogni idea al proprio studio tecnico interno. Qui, la bozza iniziale si trasforma prima in un disegno architettonico, e poi in un progetto completo. Attraverso momenti di confronto dedicati, il cliente definisce e approva insieme ai tecnici ciascun dettaglio, così da arrivare alla fase produttiva con la certezza di un lavoro condiviso e già validato.
3. Quali materiali vengono utilizzati?
Dietro la definizione di “casa in legno” si nascondono soluzioni molto diverse. Materiali, sistemi costruttivi e tecnologie impiegate incidono infatti sulle prestazioni dell’edificio e rappresentano uno degli aspetti più importanti da approfondire prima della scelta.
Per la realizzazione dei propri progetti, Caleba adotta standard rigorosi: impiega legno certificato FSC da filiera responsabile, utilizza coibentazioni naturali in fibra di legno per garantire un elevato isolamento termico e protegge le superfici con impregnanti ecologici a base d’acqua e olio. Un approccio che unisce prestazioni tecniche, durabilità e massima attenzione alla sostenibilità.
4. Quale supporto offre l’azienda durante il progetto?
Confrontare prezzi, materiali e caratteristiche tecniche è relativamente semplice. Molto più difficile è capire quale supporto offrirà l’azienda una volta avviato il progetto. Eppure, è proprio questo uno degli aspetti che può incidere maggiormente sulla serenità con cui si affronta la realizzazione.
Per garantire la massima chiarezza, Caleba ha sviluppato CalSYS, un metodo di lavoro che organizza e supervisiona l’intero processo costruttivo di una casa prefabbricata in legno. Dalla consulenza alla progettazione, fino al supporto tecnico e all’assistenza, ogni attività viene organizzata in modo strutturato e trasparente.
Il percorso, poi, è protetto da 5 garanzie, per offrire una scelta senza sorprese: la certezza della fattibilità progettuale, tempi di consegna garantiti, la possibilità di apportare modifiche prima della produzione, un preventivo senza sorprese e il rimborso assicurato qualora il cliente decida di rinunciare al progetto prima dell’avvio della produzione.
5. Come farsi un’idea concreta del risultato?
Infine, esiste un modo semplice per ridurre i dubbi prima della scelta: vedere con i propri occhi materiali, finiture e soluzioni costruttive. Un’esperienza diretta permette infatti di valutare aspetti che fotografie, schede tecniche o planimetrie, da sole, non sempre riescono a restituire.
Caleba offre questa possibilità attraverso i propri showroom di Thiene (VI) e Castellalto (TE), dove è possibile osservare le strutture, confrontare materiali e dettagli costruttivi. A ciò si aggiungono i render progettuali e la realtà aumentata, strumenti che consentono di visualizzare il progetto e affrontare ogni decisione con la massima consapevolezza.
Oltre la struttura in legno: il valore di un partner affidabile
Porsi le giuste domande prima di firmare un contratto è il passaggio fondamentale per trasformare un’idea in una casa solida, efficiente e pensata per durare nel tempo. Come abbiamo visto, l’eccellenza di un’opera non dipende solo dalle materie prime impiegate, ma dalla chiarezza e dalla precisione con cui viene organizzata ogni singola fase del lavoro.
Scegliere Caleba significa proprio questo: non limitarsi ad acquistare una struttura prefabbricata, ma contare su un partner in grado di guidare ogni scelta con rigore tecnico e trasparenza. Un approccio che azzera i dubbi e permette di vivere la realizzazione della propria casa per quello che dev’essere: un investimento sicuro e un percorso da affrontare senza pensieri.
Quando ci si avvicina al mondo delle case prefabbricate in legno, confrontare le varie opzioni può generare confusione. Ogni costruttore, infatti, propone materiali, tecnologie, livelli di personalizzazione e servizi differenti. Trattandosi di un acquisto così importante, però, occorre prendersi del tempo e – soprattutto – porsi le domande giuste. Non sai da dove partire? Per fare un po’ di chiarezza, abbiamo preso come riferimento l’approccio di Caleba, specialista nella realizzazione di case e strutture in legno. Il risultato è una guida in 5 punti, con tutti gli aspetti chiave da chiarire prima di iniziare qualunque progetto. 1. Come verrà utilizzata la casa? La prima domanda da porsi, senza dubbio, riguarda come verrà utilizzata la nuova struttura in legno. Un’abitazione principale, una seconda casa o una soluzione dedicata a hobby e tempo libero rispondono infatti a esigenze diverse. Chiarire subito la funzione del nuovo edificio permette di orientare il progetto nella direzione corretta. È proprio partendo da questo principio che Caleba ha sviluppato un’offerta ad hoc. Accanto alla tradizionale casa in legno – ottima per dependance, studio o usi saltuari –, l’azienda propone case coibentate, ideali quando è richiesto maggiore comfort termico, e case prefabbricate in legno pensate per l’uso residenziale. Realizzate con il sistema Blockhouse, possono essere installate nel 97% del territorio italiano senza modifiche strutturali. 2. Come si sviluppa il progetto? Una casa prefabbricata non nasce direttamente in cantiere. Prima di passare alla produzione, esiste una fase fondamentale di pianificazione in cui ogni dettaglio viene analizzato, calibrato e verificato nella sua fattibilità. Più questa fase è rigorosa, minore sarà il rischio di incontrare sorprese o imprevisti. Per garantire massima precisione, Caleba affida ogni idea al proprio studio tecnico interno. Qui, la bozza iniziale si trasforma prima in un disegno architettonico, e poi in un progetto completo. Attraverso momenti di confronto dedicati, il cliente definisce e approva insieme ai tecnici ciascun dettaglio, così da arrivare alla fase produttiva con la certezza di un lavoro condiviso e già validato. 3. Quali materiali vengono utilizzati? Dietro la definizione di “casa in legno” si nascondono soluzioni molto diverse. Materiali, sistemi costruttivi e tecnologie impiegate incidono infatti sulle prestazioni dell’edificio e rappresentano uno degli aspetti più importanti da approfondire prima della scelta. Per la realizzazione dei propri progetti, Caleba adotta standard rigorosi: impiega legno certificato FSC da filiera responsabile, utilizza coibentazioni naturali in fibra di legno per garantire un elevato isolamento termico e protegge le superfici con impregnanti ecologici a base d’acqua e olio. Un approccio che unisce prestazioni tecniche, durabilità e massima attenzione alla sostenibilità. 4. Quale supporto offre l’azienda durante il progetto? Confrontare prezzi, materiali e caratteristiche tecniche è relativamente semplice. Molto più difficile è capire quale supporto offrirà l’azienda una volta avviato il progetto. Eppure, è proprio questo uno degli aspetti che può incidere maggiormente sulla serenità con cui si affronta la realizzazione. Per garantire la massima chiarezza, Caleba ha sviluppato CalSYS, un metodo di lavoro che organizza e supervisiona l’intero processo costruttivo di una casa prefabbricata in legno. Dalla consulenza alla progettazione, fino al supporto tecnico e all’assistenza, ogni attività viene organizzata in modo strutturato e trasparente. Il percorso, poi, è protetto da 5 garanzie, per offrire una scelta senza sorprese: la certezza della fattibilità progettuale, tempi di consegna garantiti, la possibilità di apportare modifiche prima della produzione, un preventivo senza sorprese e il rimborso assicurato qualora il cliente decida di rinunciare al progetto prima dell’avvio della produzione. 5. Come farsi un’idea concreta del risultato? Infine, esiste un modo semplice per ridurre i dubbi prima della scelta: vedere con i propri occhi materiali, finiture e soluzioni costruttive. Un’esperienza diretta permette infatti di valutare aspetti che fotografie, schede tecniche o planimetrie, da sole, non sempre riescono a restituire. Caleba offre questa possibilità attraverso i propri showroom di Thiene (VI) e Castellalto (TE), dove è possibile osservare le strutture, confrontare materiali e dettagli costruttivi. A ciò si aggiungono i render progettuali e la realtà aumentata, strumenti che consentono di visualizzare il progetto e affrontare ogni decisione con la massima consapevolezza. Oltre la struttura in legno: il valore di un partner affidabile Porsi le giuste domande prima di firmare un contratto è il passaggio fondamentale per trasformare un’idea in una casa solida, efficiente e pensata per durare nel tempo. Come abbiamo visto, l’eccellenza di un’opera non dipende solo dalle materie prime impiegate, ma dalla chiarezza e dalla precisione con cui viene organizzata ogni singola fase del lavoro. Scegliere Caleba significa proprio questo: non limitarsi ad acquistare una struttura prefabbricata, ma contare su un partner in grado di guidare ogni scelta con rigore tecnico e trasparenza. Un approccio che azzera i dubbi e permette di vivere la realizzazione della propria casa per quello che dev’essere: un investimento sicuro e un percorso da affrontare senza pensieri.Dalla fuga dal carcere di Trieste al rimpatrio: 32enne pakistano espulso da Viterbo
VITERBO – È stato rimpatriato il 9 agosto 2026 un cittadino pakistano di 32 anni, già detenuto presso l’istituto penitenziario “Nicandro Izzo” di Viterbo, dove stava scontando una condanna per evasione, oltre a un cumulo di pene relative ad altri reati.
L’uomo era evaso in precedenza dal carcere di Trieste, riuscendo a fuggire dalla struttura calandosi con alcune lenzuola annodate. Dopo la fuga aveva raggiunto la Polonia, dove era stato successivamente rintracciato dalle autorità locali a seguito della diramazione di un mandato d’arresto europeo.
Una volta estradato in Italia, il 32enne era stato trasferito nel carcere di Viterbo per scontare le pene a suo carico. Nei suoi confronti è stata quindi valutata la sussistenza dei presupposti per l’accompagnamento alla frontiera, anche alla luce della sua pericolosità sociale.
Secondo quanto comunicato dalla Polizia di Stato, l'uomo risultava gravato da numerosi precedenti di polizia, tra cui traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, furto, ricettazione, lesioni personali, danneggiamento, invasione di edifici e minaccia. Era inoltre destinatario di un avviso orale e della misura alternativa alla pena detentiva dell’espulsione dal territorio italiano.
Il provvedimento è stato applicato dall’Ufficio di Sorveglianza, al termine dell’istruttoria curata dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Viterbo.
Gli operatori della Polizia di Stato hanno quindi assicurato la scorta dell’uomo fino al Paese d’origine, dando esecuzione al provvedimento di rimpatrio.
L’operazione si inserisce nell’attività di controllo e gestione dei cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione e conferma il lavoro svolto dagli uffici della Questura di Viterbo nell’esecuzione delle misure disposte dall’autorità competente.
Previsioni meteo per mercoledì 12 agosto
Viterbo
Giornata all'insegna del tempo asciutto con cieli che saranno per lo più sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. Isolati acquazzoni e temporali non esclusi. Nessuna variazione in serata e nottata con tempo stabile e ampie schiarite. Temperature comprese tra +20°C e +39°C.
Lazio
Condizioni di tempo asciutto al mattino con cieli sereni o poco nuvolosi ovunque. Nel pomeriggio instabilità in aumento con possibilità di acquazzoni e temporali sparsi sulle zone interne, più asciutto altrove. Dalla serata tornano condizioni di tempo stabile con ampie schiarite ovunque.
NAZIONALE
AL NORD
Al mattino addensamenti sulla Pianura Padana centro-occidentale con locali piovaschi, sereno o poco nuvoloso altrove. Nel pomeriggio instabilità in aumento con acquazzoni e temporali soprattutto su Alpi e Appennino, soleggiato su coste e pianure. In serata tempo in miglioramento, salvo residui fenomeni sulle Alpi.
AL CENTRO
Al mattino tempo stabile con sole prevalente su tutte le regioni. Nel corso del pomeriggio instabilità in aumento nelle zone interne con possibilità di acquazzoni e temporali sparsi. Entro sera tornano condizioni di tempo asciutto ovunque con ampie schiarite.
AL SUD E SULLE ISOLE
Tempo per lo più asciutto nel corso della giornata con cieli prevalentemente soleggiati su tutte le regioni. Possibile comunque qualche temporale pomeridiano sui rilievi appenninici e rilievi interni delle Isole Maggiori. Fenomeni comunque in esaurimento entro sera con ampie schiarite ovunque.
Temperature minime in lieve calo al Centro-Nord ed in lieve rialzo al Sud e massime in calo al Nord e medio versante adriatico e stazionarie o in lieve rialzo sul resto d'Italia.
Forme e colori, per iscriversi alla mostra concorso Cna cè tempo fino al 24 agosto
VITERBO - Forme e Colori nella terra di Tuscia, sono ancora aperte le iscrizioni per diventare protagonisti della 19ª edizione della Mostra concorso di artigianato artistico organizzata dalla Cna di Viterbo e Civitavecchia, in collaborazione con la Fondazione Carivit.
In programma dal 3 al 24 ottobre, a Viterbo, al Museo della ceramica della Tuscia, l’esposizione si sviluppa attorno al tema “Il rispetto del tempo nella lavorazione artigianale”: un inno alla cura, alla dedizione e alla pazienza del gesto manuale, elementi fondamentali che valorizzano la materia e dialogano con l'innovazione.
La mostra concorso è aperta alle imprese artigiane iscritte all’albo (sia in forma singola che in collaborazione con designer, architetti o altre imprese) e agli studenti dei licei artistici del Lazio. I partecipanti potranno proporre opere di libera creazione e di qualsiasi forma o materiale, chiamati a interpretare e raccontare il proprio mestiere attraverso il valore del tempo.
La partecipazione è gratuita e offre un montepremi particolarmente ricco: per la sezione imprese artigiane (sia singole che in collaborazione) sono previsti premi in denaro fino a 4.000 euro per i primi classificati, mentre per la classe o lo studente primo classificato, è in palio un voucher da 1.000 destinato all'acquisto di materiale didattico. Inoltre, durante tutti i fine settimana dell'evento, spazio alla valorizzazione esperienziale del mestiere con le Faber Experience gratuite: speciali workshop nei quali gli artigiani guidano il pubblico alla scoperta del saper fare, offrendo a tutti l'opportunità di vivere l'emozione di essere 'artigiano per un giorno'.
Per le imprese artigiane il termine ultimo per le iscrizioni è fissato al 24 agosto, mentre per i Licei Artistici del Lazio la scadenza è il 20 settembre. Il regolamento completo e il form di iscrizione online sono disponibili sul sito ufficiale: www.mostraformeecolori.it.
Per maggiori informazioni, è possibile contattare la CNA di Viterbo e Civitavecchia allo 0761.2291 - 3274873681.
Siccità, Anbi Lazio chiede più gasolio agricolo per i Consorzi di bonifica
VITERBO – L’emergenza siccità e le condizioni climatiche particolarmente difficili spingono Anbi Lazio a chiedere alla Regione un incremento delle assegnazioni di gasolio agricolo destinato alle attività dei Consorzi di bonifica del territorio regionale.
A sollecitare l’intervento è il presidente di Anbi Lazio, Lino Conti, che, a seguito delle segnalazioni ricevute dai Consorzi associati, ha inviato una richiesta alla Direzione regionale Agricoltura, mettendo in copia l’assessore Giancarlo Righini, con delega, tra le altre materie, all’Agricoltura e al Bilancio.
“Maggiori consumi dovuti alle condizioni climatiche”
Secondo Anbi Lazio, l’andamento climatico registrato dall’inizio dell’anno ha determinato un incremento significativo dei consumi di carburante da parte dei mezzi impegnati nelle attività di manutenzione.
Le condizioni di caldo e siccità, alternate a precipitazioni anche di modesta entità, avrebbero infatti favorito una crescita particolarmente intensa della vegetazione spontanea lungo il reticolo idrografico gestito dai Consorzi. Tra le specie maggiormente diffuse viene indicata la canna comune, Arundo donax, presente in numerose aree del territorio regionale.
Per far fronte alla situazione, i Consorzi hanno dovuto intensificare gli interventi di pulizia e manutenzione dei fossi e dei canali, con l’obiettivo di garantire l’efficienza idraulica dei corsi d’acqua e contribuire alla sicurezza idrogeologica.
Più interventi anche contro il rischio incendi
L’attuale fase di siccità, unita all’aumento del rischio di incendi, rende secondo Anbi Lazio ancora più necessario mantenere sotto controllo la vegetazione e il materiale combustibile presente lungo i corsi d’acqua e nelle aree vicine a centri abitati, infrastrutture e strade.
“ I Consorzi di Bonifica hanno dovuto necessariamente intensificare le proprie attività di manutenzione – spiega Lino Conti – garantendo quindi l’officiosità idraulica dei corsi d’acqua e la sicurezza idrogeologica del territorio anche mediante il maggiore utilizzo degli impianti di sollevamento consortili”.
Un’attività che, secondo l’associazione, assume particolare importanza soprattutto nelle zone urbane e nelle aree di transizione tra territorio urbano e rurale.
La richiesta alla Regione: +50% di carburante
Anbi Lazio chiede quindi alla Regione Lazio di intervenire aumentando le quantità di gasolio agricolo assegnate ai Consorzi di bonifica, sulla base delle disposizioni previste dalla normativa nazionale.
La stima avanzata dall’associazione è di un incremento pari al 50% delle quantità attualmente assegnate, necessario per consentire ai Consorzi di proseguire fino alla fine dell’anno con le attività di manutenzione e con il funzionamento degli impianti di sollevamento.
“L’attuale situazione ha bisogno di un intervento – sottolinea il direttore di Anbi Lazio Andrea Renna – al fine di consentire, fino al termine dell’anno corrente, l’esecuzione dei lavori e delle attività affidate ai Consorzi di Bonifica del Lazio dalle normative vigenti”.
“Evitare ulteriori costi per cittadini e agricoltori”
Secondo Anbi Lazio, l’incremento delle agevolazioni sul carburante permetterebbe non solo di garantire la continuità degli interventi, ma anche di contenere i costi delle attività di manutenzione.
“È necessario consentire l’esecuzione degli interventi – conclude Conti – per la manutenzione dei fossi e dei canali di bonifica e il funzionamento degli impianti di sollevamento gestiti dai nostri associati”.
La richiesta è ora sul tavolo della Regione Lazio, chiamata a valutare la possibilità di adeguare le assegnazioni di carburante alle esigenze straordinarie determinate dalla situazione climatica.
Real Azzurra, subito festa a Grotte di Castro: oltre 80 partecipanti al primo torneo di tennis ...
GROTTE DI CASTRO – Parte con il piede giusto il progetto Tennis Padel Real Azzurra nel Comune di Grotte di Castro. Dopo l'inaugurazione dello scorso 4 luglio, la nuova realtà sportiva ha centrato subito un importante risultato in termini di partecipazione, portando in campo oltre 80 iscritti per il primo evento organizzato in una sola serata.
Una manifestazione all'insegna dello sport, della competizione e soprattutto della voglia di stare insieme, che ha permesso di assegnare i primi campioni del nuovo percorso targato Real Azzurra proprio nei giorni che precedono Ferragosto.
Padel maschile, sfide decise al tie-break
Nel tabellone bianco del padel maschile, successo per la coppia aquesiana formata da Nicolò Campana e Luca Pelosi, che ha superato con il punteggio di 7-6 la coppia composta da Vincenzo Palumbo e Perugini.
Nel tabellone blu, altra sfida combattuta e conclusa sul 7-6, con la coppia Moretti-Gabellone che ha avuto la meglio su Luca Fortuni-Giamberardino.
Spazio anche al padel femminile e agli Under 16
Nell'esibizione di padel femminile, la coppia Poli-Buoni ha conquistato la vittoria superando Marziali-Spadaccia con il punteggio di 6-0, 6-3.
Grande attenzione anche per la categoria Under 16 padel maschile, dove la coppia Macchiesi-Bottarini si è imposta per 6-2 su Sartucci-Nardini.
I vincitori del tennis
Il programma ha visto protagonisti anche i tennisti. Nel torneo maschile, a trionfare è stato Pagliaccia, autore del successo per 7-5 contro Cesaretti.
Nel torneo femminile, invece, la vittoria è andata a Menicucci, che ha superato Battisti con il punteggio di 6-3.
“Una serata speciale”
Al termine delle gare si sono svolte le premiazioni, accompagnate dalla soddisfazione degli organizzatori per la partecipazione registrata al primo appuntamento.
“Grazie di cuore a tutti – ha sottolineato il presidente della Polisportiva Carlo Palumbo – per aver partecipato e per aver reso la serata davvero speciale. È stata una bellissima occasione all'insegna dello sport, del divertimento e della compagnia”.
Un primo appuntamento che sembra dunque aver centrato l'obiettivo del progetto Real Azzurra: creare un nuovo punto di riferimento per gli appassionati di tennis e padel e, allo stesso tempo, offrire occasioni di socialità e aggregazione attraverso lo sport.
Divino Etrusco 2026, Tarquinia si accende tra musica, danza e spettacoli di strada
TARQUINIA – Musica dal vivo, danza, teatro di strada, giocoleria e spettacolari performance accompagneranno le serate del Divino Etrusco 2026, in programma a Tarquinia dal 20 al 23 agosto e dal 27 al 29 agosto. Sette appuntamenti pensati per animare il centro storico e offrire a cittadini e visitatori un calendario ricco di proposte artistiche e di intrattenimento.
La musica sarà protagonista ogni sera, a partire dalle 21.30, in alcuni dei luoghi più suggestivi della città: Alberata Dante Alighieri, piazza Duomo, piazza San Martino e piazza Cavour. Il programma attraverserà generi diversi, dal rock al blues, dal jazz al folk fino alla musica d'autore.
Sette serate di musica
L'apertura, il 20 agosto, sarà affidata a Black Snake Moan Vinile dj set, Trio Monti, Non C'è Duo e Soundwave. Il 21 agosto spazio a No Surprises, El Grupo e De Lorean, mentre il 22 agosto toccherà a Fuoco di Ronda, Ukus in Fabula e Jazz & Roll.
Il 23 agosto saliranno sul palco Latte Più, Appa, Eggs e Acoustic Rock Hit. Dopo la pausa di metà settimana, la musica tornerà il 27 agosto con Karin Hellies, Calendar Band e Across the Blues. Il 28 agosto sarà la volta di Dominottanta, Crazy Band e Why Not, mentre il 29 agosto chiuderanno il cartellone Kosacustika, British, Zooma Zooma e Vincenzo Bencini.
Piazza Verdi diventa un palcoscenico
Non solo concerti. Piazza Giuseppe Verdi sarà infatti il cuore degli spettacoli di strada, con appuntamenti dedicati a grandi e piccoli.
Il 20 agosto, dalle 21, il centro storico sarà attraversato dai trampolieri itineranti Mr Pope e Blu Mamba, seguiti alle 22.30 dallo spettacolo Camelot, con cavalieri e trampoli. Il 21 agosto sarà protagonista Hiram Show, con due spettacoli di giocoleria e clown alle 21.30 e alle 22.30.
Il 22 agosto arriveranno Los Filonautas, con una performance tra filo teso e teatro di strada. Il 23 agosto, invece, spazio a Simone Romanò e al Circo Palacinca.
Il programma riprenderà il 27 agosto con il Mago Lapone e uno spettacolo dedicato alle bolle di sapone. Il 28 agosto saranno protagoniste Eva Q e La Nuvola Girovaga, mentre il 29 agosto il festival si concluderà con Scintille – Spettacolo di Fuoco, in programma alle 22 e alle 23.
Spazio anche alla danza
Il programma del Divino Etrusco dedica un'attenzione particolare anche alla danza. Piazzale Europa, a partire dalle 21.30, ospiterà le esibizioni delle scuole di danza del territorio.
Ad aprire sarà, il 20 agosto, la Sunflower Academy. Il 21 agosto toccherà all'ASD Arteritmica, mentre il 22 agosto sarà protagonista la Star Dance Tarquinia. Dopo la pausa, gli appuntamenti riprenderanno il 28 agosto con la Royal Talent Academy e il 29 agosto con l'ASD City Ballet.
Un festival tra cultura, spettacolo e tradizione
Con un calendario che mette insieme concerti, danza, artisti itineranti e performance spettacolari, il Divino Etrusco 2026 si prepara dunque a trasformare il centro storico di Tarquinia in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Un appuntamento che punta a valorizzare il patrimonio storico e artistico della città attraverso un'offerta capace di intrecciare cultura, enogastronomia, musica, intrattenimento e convivialità, regalando a cittadini e visitatori sette serate all'insegna dello spettacolo e della scoperta del territorio.
Ronciglione racconta la sua storia tra ferro, acqua e antiche cartiere
RONCIGLIONE – Un viaggio nella storia di Ronciglione attraverso le persone, i mestieri e le attività che per secoli hanno contribuito a costruire l’identità del paese. È questo il tema della passeggiata-racconto “Ronciglione: Storie di uomini, ferro, acque e cartiere”, ottavo appuntamento del progetto “Borghi, Castelli e Parchi dei Cimini – Viaggio nel territorio attraverso le tradizioni”.
L’iniziativa si svolgerà domenica 16 agosto, dalle 10.30 alle 13, e lunedì 17 agosto, dalle 17.30 alle 20, con partenza da piazza Principe di Piemonte. Al termine di ciascun percorso è prevista una degustazione, pensata come momento conclusivo di convivialità e condivisione.
Il progetto è finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del Fondo per le iniziative di promozione e valorizzazione del territorio previsto dalla legge regionale 2024 n. 22. La manifestazione è promossa dalla Comunità Montana dei Cimini, con l’impegno del commissario straordinario Fabio Menicacci e degli uffici dell’ente, in collaborazione con l’associazione culturale Il Fascino del Passato di Viterbo.
Un borgo nato dal lavoro e dall’acqua
La direzione artistica è affidata a Marco Rossi, attore, regista e Narratore di Comunità dell’Università degli Studi della Tuscia, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta di una Ronciglione profondamente legata all'acqua e al lavoro.
“Ronciglione è la storia di un borgo nato dall’incontro tra il territorio e il lavoro degli uomini”, spiega Rossi, ricordando l’evoluzione dell’antica rocca dai Di Vico agli interventi urbanistici dei Farnese e della Rovere.
Un ruolo centrale sarà dedicato ai corsi d’acqua, che in passato permisero lo sviluppo di ferriere e cartiere, trasformando le risorse naturali in energia e lavoro e contribuendo alla crescita economica e artigianale della comunità.
Dalla Rocca alle antiche cartiere
Il percorso attraverserà il centro storico, partendo dall’antico accesso della Chiesa della Provvidenza, per proseguire verso la Rocca dei Prefetti di Vico e il Duomo dei Santi Pietro e Caterina.
Durante la passeggiata saranno rievocati gli antichi mestieri legati alla lavorazione del ferro e della carta e le produzioni delle storiche ferriere e cartiere locali. Spazio anche ai racconti sulle assi e sulle traglie utilizzate per importanti opere, come l’obelisco di San Pietro, e alla tradizione della stampa, con riferimenti alla pubblicazione dell’Aminta di Torquato Tasso nel 1580 e alla prima stampa della Secchia rapita di Alessandro Tassoni nel 1624.
Ad arricchire il percorso sarà la partecipazione dello storico Alberto Saiu, del Centro Ricerche e Studi di Ronciglione, autore di numerosi saggi e pubblicazioni dedicati al territorio. Insieme a Marco Rossi accompagnerà il pubblico in un itinerario storico e antropologico, tra episodi, aneddoti e curiosità.
La passeggiata prevede inoltre la visita alla Casa-Museo Mariangela Virgili e al Museo della Vecchia Ferriera e Stamperia, luoghi nei quali la memoria del territorio diventa esperienza diretta.
Gli ultimi appuntamenti del progetto
Dopo Ronciglione, il progetto proseguirà con altri due appuntamenti dedicati alla narrazione dei borghi dei Cimini.
A Vallerano, il 21 e 22 agosto, sarà protagonista il tema “Storia, memoria e identità”, con ritrovo in via del Torrione 121.
A Capranica, invece, il 29 agosto dalle 17.30 alle 20 e il 30 agosto dalle 10.30 alle 13, si parlerà di “Crocevia di uomini e storie”, con ritrovo in piazza G. Garibaldi.
Il progetto coinvolge complessivamente dieci comuni dei Monti Cimini e punta a favorire la partecipazione culturale e la conoscenza del territorio, valorizzandone il patrimonio storico, artistico e umano.
Per Ronciglione sarà dunque un’occasione per riscoprire una storia fatta di acqua, ferro, carta e lavoro: elementi che, intrecciandosi nel corso dei secoli, hanno contribuito a costruire l’identità del borgo.
La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione.
Tuscia, il PCI attacca la Provincia: Strade dissestate e scuole in difficoltà, servono ...
VITERBO – “Basta passerelle e annunci, la Tuscia ha bisogno di fatti”. È questo il senso della dura presa di posizione del Partito Comunista Italiano nei confronti dell’amministrazione provinciale guidata dal presidente Alessandro Romoli. Al centro della critica ci sono le condizioni della rete viaria, l’edilizia scolastica e il mancato completamento della SS 675 Orte-Civitavecchia.
Secondo il PCI, esisterebbe una distanza significativa tra la comunicazione istituzionale della Provincia e le problematiche quotidianamente affrontate da cittadini, lavoratori e studenti.
Orte-Civitavecchia, l’opera ancora incompiuta
Uno dei principali nodi sollevati dal partito riguarda la SS 675 Orte-Civitavecchia. Il PCI contesta il susseguirsi di annunci, finanziamenti e aggiornamenti progettuali senza che l’opera sia ancora arrivata al completamento definitivo.
“Non servono passerelle o rimpalli di responsabilità – sostiene il PCI – ma certezze sui tempi di esecuzione, chiarezza sulla copertura finanziaria e la conclusione di un cantiere che da decenni condiziona lo sviluppo del territorio”.
Per il partito, il collegamento con il porto di Civitavecchia rappresenta un'infrastruttura strategica per la Tuscia e la sua definitiva realizzazione dovrebbe essere considerata una priorità.
Viabilità provinciale, l’allarme sulle condizioni delle strade
Nel mirino del PCI finisce anche la rete viaria provinciale. Buche, asfalto deteriorato e manutenzione ritenuta insufficiente, secondo il partito, renderebbero difficoltosi gli spostamenti quotidiani di migliaia di cittadini.
“Chi si mette in viaggio ogni mattina – affermano i rappresentanti del PCI – non cammina sulle promesse di bilancio, ma su strade dissestate e pericolose”.
La richiesta è quindi quella di passare dagli annunci all'apertura dei cantieri e a una programmazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Edilizia scolastica, le criticità degli istituti
Altra questione sollevata riguarda gli edifici scolastici di competenza provinciale. Il PCI richiama le proteste degli studenti e le problematiche segnalate in diversi istituti, tra cui guasti agli impianti di riscaldamento, palestre non utilizzabili e carenza di spazi adeguati alla didattica.
Per il partito, garantire scuole sicure, funzionali e adeguatamente riscaldate non può essere considerato un intervento secondario, ma un requisito essenziale per assicurare il diritto allo studio e la sicurezza di studenti e personale.
Ambiente e territorio
La nota del PCI affronta anche alcune delle principali questioni ambientali che interessano la provincia di Viterbo. Tra queste, il possibile deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, la gestione del ciclo dei rifiuti e la tutela delle risorse idriche.
Il partito chiede alla Provincia una maggiore capacità di intervento e una posizione più incisiva sulle vertenze che riguardano il futuro del territorio.
“Serve un cambio di passo”
La richiesta finale del Partito Comunista Italiano è dunque quella di un cambio di passo da parte dell'amministrazione provinciale.
“Servono meno presenze di rappresentanza e più interventi diretti e trasparenti”, sostiene il PCI, chiedendo di accelerare sulle infrastrutture strategiche, sulla sicurezza delle strade e sulla qualità degli edifici scolastici.
Una posizione firmata dal segretario provinciale del Partito Comunista Italiano, Luigi Caria, che riporta al centro del confronto politico le principali emergenze infrastrutturali e territoriali della Tuscia.
Terme dei Papi Summer Live Show, arriva Marco Capretti: comicità sotto le stelle
VITERBO – Dopo il successo dell'omaggio a Franco Califano con Maurizio Mattioli e Alberto Laurenti, prosegue la rassegna “Terme dei Papi Summer Live Show – Notti di Musica e Comicità”. Il prossimo appuntamento è in programma venerdì 14 agosto 2026, quando la Piscina Monumentale delle Terme dei Papi accoglierà la comicità di Marco Capretti.
Volto noto della televisione e del cabaret, Capretti porterà sul palco il suo stile ironico e pungente, costruito sull'osservazione delle abitudini e delle contraddizioni della vita quotidiana. La sua carriera lo ha visto protagonista di programmi come Made in Sud, oltre che sui palcoscenici di Zelig e Comedy Central e sul grande schermo.
Il comico romano ha costruito negli anni un repertorio capace di spaziare dai tormentoni alle parodie, fino ai monologhi dedicati alla vita di coppia, alla paternità e alle dinamiche della società contemporanea. Un modo di raccontare il presente attraverso una comicità diretta e immediata, capace di coinvolgere diverse generazioni.
Ad aprire la serata sarà Christina Aggravio, giovane cantautrice italiana della scena indipendente. La sua esibizione accompagnerà il pubblico verso il momento centrale della serata, affidato alla comicità di Capretti.
La particolarità del Summer Live Show resta anche nella location. Il pubblico potrà assistere agli spettacoli immerso nelle acque termali della Piscina Monumentale, unendo intrattenimento, relax e convivialità. Sarà inoltre possibile usufruire di aperitivi e cene a bordo vasca.
L'appuntamento di venerdì rappresenta l'ottavo evento della rassegna estiva, che propone un format capace di unire musica, comicità e benessere in una cornice particolarmente suggestiva.
L'accoglienza è prevista dalle ore 20, mentre lo spettacolo inizierà alle 21.30. Una nuova serata sotto le stelle della Tuscia dedicata al divertimento e alla comicità, con Marco Capretti pronto a portare sul palco la sua personale lettura, ironica e satirica, della realtà quotidiana.
Mountain bike, il Comune prepara un nuovo bando per la gestione della pista di San Giovanni
CIVITA CASTELLANA - La giunta comunale ha deliberato l'avvio delle procedure per individuare un nuovo gestore della pista comunale di mountain bike situata in località San Giovanni, nella zona adiacente all'Istituto scolastico Colasanti con l'obiettivo di assicurare la continuità delle attività sportive e ricreative all'interno di un'infrastruttura ritenuta di rilevante interesse pubblico.
La decisione arriva a seguito della risoluzione anticipata della convenzione sottoscritta nel 2021 con l'associazione sportiva Ciclismo Civita Castellana, la quale ha comunicato formalmente la cessazione del rapporto, determinando dunque la conclusione della concessione.
Prima dell'avvio del nuovo iter amministrativo, l'ufficio tecnico ha predisposto il verbale di consistenza della pista, sottoscritto anche dall'associazione uscente, che certifica lo stato dell'impianto e costituisce uno degli elementi di riferimento per il futuro affidamento.
La pista di mountain bike da tempo rappresenta infatti un'importante risorsa per il territorio, sia dal punto di vista sportivo sia per la valorizzazione dell'area verde comunale e la promozione delle attività all'aria aperta. Un luogo di aggregazione e sport in cui ragazzi e ragazze hanno trascorso giornate di puro divertimento tra dossi, curve e salti, attraverso un percorso ispirato alle parabole pump truck, ma oggi purtroppo ricoperto da erbacce e rovi. Inaugurata a marzo 2022 sotto l'amministrazione Giampieri la pista ha dato la possibilità ai giovani di valorizzare lo sport ciclistico nel difficile periodo post covid, incentivando la socializzazione e l'aggragazione giovanile
Centri per uomini autori di violenza: al via i bandi della Regione
di Fabio Tornatore
VITERBO - La Regione istituisce i Centri per uomini autori di violenza, i CUAV: la gestione del fenomeno, di natura principalmente culturale, passa attraverso la 'rieducazione' degli uomini da stereotipi radicati dalla notte dei tempi e dalla cultura della violenza come mezzo.
Sono state oltre 400 le donne prese in carico dalle strutture di Viterbo nello scorso anno, e circa 250 le chiamate per il 'codice rosso', il protocollo di urgenza per mettere al sicuro le donne che hanno subito aggressioni. Ma la gestione del fenomeno non può, evidentemente, limitarsi alla rpesa in carico delle vittime.
I centri per uomini aurtori di violenza, nascono sulla scorta della legge 19 luglio 2019, n. 69 recante “Modifiche al Codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere” denominata “Codice Rosso”, la quale, modificando l'art. 165 del c.p., subordina la sospensione condizionale della pena alla partecipazione a percorsi di recupero per gli uomini autori di determinati reati di genere.
L'importo stanziato dalla Regione Lazio ammonta a circa 1 milione 300 mila euro, dei quali 186 mila vanno a Viterbo. Le domande di partecipazione sono già aperte, per le candidature delle associazioni che prenderanno in carico gli uomini autori, o possibili autri di violenza.
Cinghiali, lENPA di Viterbo attacca: La caccia non è la soluzione, serve una gestione diversa
VITERBO – È un duro intervento quello dell’ENPA – Sezione di Viterbo e provincia sul tema della presenza dei cinghiali nelle campagne e nelle aree prossime ai centri abitati. L’associazione contesta l’idea secondo cui la caccia rappresenterebbe l’unico strumento efficace per contenere la presenza degli ungulati e chiede invece un approccio basato sulla prevenzione e su metodi alternativi.
“Leggere che la caccia sarebbe l’unico rimedio per tenere i cinghiali lontani dalle città – sostiene l’ENPA – è un insulto alla scienza e alla logica”. L’associazione critica in particolare chi attribuisce all’associazionismo ambientalista responsabilità nella gestione dell’emergenza, definendo questo atteggiamento una strategia per “nascondere” quelle che considera le responsabilità storiche del mondo venatorio.
Secondo l’ENPA, infatti, per diversi decenni sarebbero stati immessi sul territorio cinghiali alloctoni, provenienti dall’Est Europa e caratterizzati da dimensioni e capacità riproduttive differenti rispetto agli esemplari autoctoni. Una pratica che, secondo l’associazione, avrebbe contribuito all’aumento della popolazione della specie e all’attuale situazione di criticità.
Nel mirino dell’ENPA finiscono anche le modalità di gestione attraverso le cosiddette braccate. L’associazione sostiene che l’utilizzo di mute di cani e armi da fuoco possa provocare la dispersione dei branchi e alterarne la struttura sociale, con conseguenze anche sulla dinamica riproduttiva degli animali.
“Le braccate non controllano la popolazione: la disintegrano e la disperdono”, afferma l’associazione, sottolineando come il disturbo provocato dalle attività venatorie possa spingere gli animali a spostarsi dalle aree abituali, arrivando anche più vicino ai centri abitati.
Per l’ENPA, dunque, l’emergenza cinghiali dovrebbe essere affrontata attraverso una strategia più ampia, che comprenda una gestione più efficace dei rifiuti urbani, interventi di prevenzione, tutela dei corridoi ecologici e, dove ritenuto necessario, il ricorso a sistemi di controllo della fertilità.
L’associazione ribadisce inoltre la propria contrarietà a una gestione basata esclusivamente sull'attività venatoria e rivendica la necessità di un confronto fondato su dati scientifici e strumenti di gestione a lungo termine.
“Il tempo delle favole e dell’arroganza venatoria è scaduto”, conclude l’ENPA di Viterbo e provincia, chiedendo un cambio di approccio nella gestione della presenza dei cinghiali e una maggiore attenzione alla sicurezza dei cittadini e alla tutela dell’ambiente.
