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Previsioni meteo per giovedì 16 luglio
Viterbo
Giornata all'insegna del tempo asciutto con cieli che saranno per lo più sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. Nessuna variazione in serata e nottata con tempo stabile e ampie schiarite. Temperature comprese tra +20°C e +39°C.
Lazio
Giornata all'insegna del tempo stabile su tutta la regione con cieli che saranno sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto ovunque con ampie schiarite.
NAZIONALE
AL NORD
Tempo stabile al mattino con sole prevalente su tutte le regioni; qualche addensamento in più sul Friuli-Venezia Giulia. Al pomeriggio qualche isolato rovescio sulle Alpi di nord-est, sereno o poco nuvoloso altrove; in serata non sono previsti cambiamenti sostanziali. Peggiora nella notte con precipitazioni a partire dalle regioni di nord-ovest in estensione verso est.
AL CENTRO
Tempo stabile e soleggiato su tutti i settori nelle ore mattutine. Al pomeriggio e in serata condizioni invariate con cieli sereni su Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo; nel corso delle ore notturne non sono previsti cambiamenti sostanziali.
AL SUD E SULLE ISOLE
Tempo stabile e soleggiato su tutte le regioni meridionali e le isole per l'intera giornata. Poche variazioni tra serata e nottata, senza fenomeni di rilievo attesi. Temperature minime e massime stabili o in calo al nord, in aumento altrove.
Montalto, completato il sistema di accumulo energetico per limpianto fotovoltaico
MONTALTO DI CASTRO - SMA Italia, parte del Gruppo SMA Solar Technology - leader mondiale nella produzione di inverter e soluzioni integrate per il mercato fotovoltaico - annuncia il completamento della fornitura tecnologica per l’impianto BESS (Battery Energy Storage System) di Montalto (VT), nel Lazio.
Con una potenza di 13,75 MW e una capacità di 43 MWh, il sistema - di proprietà di Recurrent Energy ed entrato in funzione nel 2025 - contribuisce a ottimizzare la gestione e l’utilizzo dell’energia rinnovabile del territorio. Insistendo sullo stesso punto di connessione del parco fotovoltaico “Montalto la Viola”, da 35 MWp, il progetto integra efficacemente i due sistemi, rafforzandone l’efficienza complessiva.
La corretta messa in esercizio dell’impianto ha richiesto la gestione di sfide tecniche significative, tra cui l’integrazione avanzata tra fotovoltaico e BESS oltre ad una gestione ottimale delle comunicazioni multi-device in un’architettura ibrida. A ciò si aggiunge la necessità di garantire continuità operativa in presenza di vincoli di rete e normative stringenti (A79), nonché la necessaria progettazione di un sistema di controllo capace di coordinare asset eterogeni.
In particolare, SMA ha agito in qualità di partner tecnologico fornendo 5 MVPS-4400 (Medium Voltage Power Station), ciascuno equipaggiato con inverter Sunny Central Storage UP-XT e con il sistema di controllo Power Plant Manager (PPM), per garantire la massima efficienza operativa e rispondere alle insidie tecniche specifiche emerse durante la progettazione e l’implementazione dell’impianto.
L’ibridizzazione degli impianti fotovoltaici è un elemento cruciale per ottimizzare i ricavi, anche in condizioni di curtailment, ovvero quando la produzione di energia fotovoltaica è limitata a causa di un eccesso di offerta rispetto alla domanda di rete. Questa strategia, che vede SMA come pioniera nella sua implementazione, permette inoltre di sfruttare le ampie differenze (spread) nei prezzi dell'energia, quest’ultimi misurati in intervalli quart'orari invece che orari. La capacità di immagazzinare e rilasciare energia in base a queste fluttuazioni consente di ottenere maggiori profitti, ottimizzando così l'efficienza economica dell'impianto.
La gestione della comunicazione tra i diversi dispositivi è stata una delle attività operative più rilevanti, poiché l’integrazione tra impianto FV e sistema BESS richiede un coordinamento preciso e affidabile. SMA Power Plant Manager, responsabile del controllo e della comunicazione lato BESS e in grado di interfacciarsi nativamente con gli inverter SMA, assicura coerenza operativa, stabilità e un’integrazione completa all’interno dell’architettura dell’impianto.
“La gestione tecnica di questo progetto ha rappresentato una sfida rilevante, soprattutto alla luce delle applicazioni in essere, che richiedono una conoscenza approfondita delle tecnologie impiegate e delle normative di rete (A79 rev.01) - ha commentato Luca Consorte, Application Engineer Large Scale - Grid Integration di SMA. Inoltre, l’approccio di un team solido, strettamente integrato con il nostro dipartimento di R&D in Germania, che opera nello stesso arco temporale e possiede competenze multidisciplinari in hardware e software, si è rivelato determinante. Tale sinergia, infatti, ci ha consentito di creare una soluzione su misura, in grado di soddisfare in modo preciso le necessità specifiche del cliente.”
Il mercato europeo dei sistemi di accumulo energetico è in forte espansione, con un valore che crescerà da 24,22 miliardi di dollari nel 2026 a 52,72 miliardi di dollari entro il 2031, riflettendo un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 16,84% e confermando la fiducia degli investitori nelle soluzioni di flessibilità di rete a lungo termine. In questo contesto, SMA Italia consolida la sua posizione di leadership, offrendo soluzioni altamente efficienti in un mercato in rapida evoluzione.
'Ogni progetto è un'opportunità di crescita e di acquisizione di nuove skill e quello appena completato nel territorio laziale è stato particolarmente significativo, in quanto ci ha permesso di affinare ulteriormente le nostre capacità. L’esperienza maturata ci ha fornito spunti preziosi, che saremo pronti a replicare in futuro, continuando a garantire soluzioni sempre all’avanguardia e di elevata qualità', ha concluso Hassan Benali, Field Service Engineer di SMA.
Il successo di questo progetto testimonia anche i 45 anni di esperienza di SMA, che ha consolidato il suo know-how nel settore fotovoltaico, trasformando l'energia solare in soluzioni affidabili, intelligenti e sostenibili, in grado rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.
Riso Scotti non va a spanne, ma a (micro)onde: levoluzione di un prodotto da Gerry a tutti noi
VITERBO - 2008: facevano ingresso nelle case degli italiani, già da diverso tempo, i tanto ventilati forni a microonde: beh, il gioco di parole non è soltanto sulle modalità di cottura offerte, ma risiede anche nell’attrazione per le tecnologie evolutive, capaci di velocizzare azioni altrimenti oziose.
Non che sobbollire del riso sia per forza macchinoso, anzi, talvolta risultano essere più energivori i passatempi digitali che ci assorbono: contenendo il nostro entusiasmo per la vita reale, possono allontanarci da semplici gesti e momenti di planning che strutturano il nostro vissuto.
O forse, con un’accezione marcatamente sensoriale, lo colorano, senza sottrarci ad apparenti impedimenti, invero frammenti di vita conviviale, personale e domestica da non ghettizzare con superbia.
Riso Scotti Rapid (2008) - https://www.youtube.com/watch?v=yCL8KCWfRK8
Gerry Scotti, però, nell’anno menzionato all’inizio, sapeva bene che i popoli mediterranei amano la cucina e ne rimangono affascinati, soprattutto se coinvolti emotivamente da innovazioni ancora in rodaggio: con il lancio di Riso Scotti Rapid, che in questo spot è nel formato Basmati, vediamo un vermiglio cappello da chef schizzargli via dalla testa, per richiamare le più ruggenti competizioni automobilistiche.
È immediatamente inquadrata la bustina di riso Rapid nel microonde, pronta in 2 minuti – una qualità manifesta del prodotto e non sommessamente sussurrata, nonostante le formule istantanee di questo tipo fossero nuove – e da adagiare nella padella con ingredienti che sorridano al cuore, allo stomaco e a regimi alimentari salutistici. L’assenza di sottofondo musicale è una scelta entusiastica e consapevole, mutuata dai toni rilassati e confidenziali con cui gli spot dei tempi fidelizzavano i consumatori.
L’attenzione alla pietanza equilibrata e a un suo consumo arricchito da altro era ancora una prospettiva immaginaria: il riso è dato in pasto ai nostri riflettori sociali esattamente al naturale, senza un condimento riconoscibile. Complice il riserbo generazionale, giovanile e dei più grandi, sulla propria vita alimentare condivisa, si tendeva ancora a esaltare piatti sgombri da ingredienti calorici, in una controtendenza che estrometteva snack e bevande del decennio appena precedente.
Riso Scotti “Apri, Scalda e Gusta come vuoi!” (2026) - https://www.youtube.com/watch?v=yBQs-SYdHAs
Diciotto anni dopo, nel 2026, la parola è finalmente concessa a volti attoriali meno noti, tutti in età giovanile o appena adulta e con l’innata dote di tradire benessere: un riso da esplorare, da condire a piacimento e con cui stimolare la fantasia individuale diventa il leitmotiv programmatico del nuovo tracciato promozionale di Scotti. La formula della cottura è più o meno la medesima, divisa tra la padella (quasi surclassata) e il fidato microonde di casa o dell’ufficio.
Sul packaging del prodotto, difatti, vi è l’esortazione “Apri, Scalda e Gusta come vuoi!”, ormai identity costitutiva dello stesso e in un’invitante matching tra due font. La sua distribuzione nello spazio è ugualmente appetibile.
L’incipit, affidato a una presenza femminile, è “Questo riso non te lo consiglio”: le motivazioni, successivamente snocciolate con ironia, riguardano la bontà comprovata del prodotto e l’incapacità di rinunciarvi, in una climax sorprendente e velatamente beffarda verso i claim altisonanti e senza l’apporto della persona.
Insomma, quello iniziato da Scotti è un percorso intenso e motivante per ogni azienda: si può essere aperti al cambiamento, ma si deve ridimensionare la sua entrata a gamba tesa, favorendo il blend ideale tra concetti fiammanti e sentimenti autentici e vivaci.
Fondi laghi 2026, oltre 430 mila euro per i bacini di Bolsena e Vico. ...
TUSCIA - La Regione Lazio ha approvato il piano di riparto dei fondi destinati ai comuni lacustri per l'anno 2026, mettendo sul piatto un contributo complessivo di un milione di euro. Il finanziamento, fortemente voluto dalla Giunta su proposta dell'assessore alla Tutela del Demanio, Fabrizio Ghera, registra un incremento eccezionale rispetto ai 600 mila euro stanziati nel 2025 (un aumento di oltre il 50%).
L'obiettivo della misura è sostenere le amministrazioni locali nella riqualificazione dei litorali, nel miglioramento della fruizione delle spiagge balneabili e nel potenziamento dell'offerta turistica e ricettiva dei laghi laziali.
Nel quadro regionale, i bacini della provincia di Viterbo (Lago di Bolsena e Lago di Vico) recitano la parte del leone, accaparrandosi complessivamente oltre 430 mila euro dei fondi totali stanziati.
Il comprensorio del Lago di Bolsena riceve la quota più consistente di investimenti nel territorio della Tuscia, con ben 310,8 mila euro distribuiti tra sei amministrazioni comunali. Tra queste, spicca il maxi-contributo destinato a Montefiascone.
Ecco nel dettaglio la ripartizione dei fondi per il Lago di Bolsena:
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Montefiascone: 85,8 mila euro
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Bolsena: 69 mila euro
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Gradoli: 56,9 mila euro
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Capodimonte: 49,7 mila euro
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Marta: 36,7 mila euro
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Grotte di Castro: 12,7 mila euro
Anche l'area protetta del Lago di Vico riceve un sostegno fondamentale per la valorizzazione turistica e ambientale delle proprie sponde, con un finanziamento complessivo che sfiora i 90 mila euro:
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Ronciglione: 51,5 mila euro
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Caprarola: 37,2 mila euro
«Per il 2026 aumentiamo di oltre il 50% la dotazione per i comuni lacuali rispetto al passato. Si tratta di un importante intervento a tutela e valorizzazione del patrimonio lacuale della nostra Regione che consentirà ai Comuni interessati di poter rendere sempre più fruibili i litorali dei laghi, favorendo l'attrattività turistica e commerciale dei territori».
Per completezza d'informazione, ecco come sono stati distribuiti i restanti fondi approvati nel provvedimento regionale per gli altri laghi del Lazio:
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Lago di Bracciano: Anguillara Sabazia (84,5 mila euro), Bracciano (90 mila euro), Trevignano Romano (53,5 mila euro).
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Lago di Turano: Ascrea (19,7 mila euro), Colle di Tora (37,2 mila euro), Paganico Sabino (18,8 mila euro), Rocca Sinibalda (48,3 mila euro), Castel di Tora (39,6 mila euro).
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Lago Salto: Fiamignano (11 mila euro), Varco Sabino (26,6 mila euro), Pescorocchiano (52,8 mila euro), Petrella Salto (56,6 mila euro), Marcetelli (7,8 mila euro).
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Lago di Nemi: Nemi (37,9 mila euro).
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Lago di Albano: Castel Gandolfo (33 mila euro).
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Lago di Paterno: Castel Sant'Angelo (8 mila euro).
Sanità, Regione Lazio e Asl Viterbo a confronto sulle priorità per la Tuscia
Laghi, Zelli (FdI): “424 mila euro ai Comuni dei laghi di Bolsena e Vico per turismo e servizi”
Regione Lazio, Sabatini (FdI): un milione per i laghi, fondi anche a Bolsena e Vico
Eco Sound Fest, a Caprarola torna il festival tra musica e natura
CAPRAROLA - Ci sono festival che si ricordano per un singolo concerto e altri che diventano una destinazione. L'Eco Sound Fest appartiene a questa seconda categoria. Dal 2013 porta migliaia di persone a Caprarola trasformando un fine settimana estivo in un'esperienza che unisce musica dal vivo, natura e condivisione. L'edizione 2026, in programma il 24 e 25 luglio, segna l'undicesimo capitolo di una storia costruita grazie all'impegno di decine di volontari e alla collaborazione tra Associazione Eco Sound Fest APS, Comune di Caprarola e Pro Loco.
La forza del festival non risiede soltanto nella qualità della lineup, ma nella sua capacità di offrire qualcosa di diverso rispetto ai tradizionali concerti estivi. Il Parco delle Scuderie di Palazzo Farnese, affacciato sulla Riserva Naturale del Lago di Vico, diventa per due giorni un luogo di incontro dove il pubblico può campeggiare, assistere ai concerti, condividere momenti di socialità e vivere il territorio in maniera autentica.
L'area camping rappresenta uno degli elementi più apprezzati dell'Eco Sound Fest. Molti spettatori scelgono infatti di trascorrere l'intero weekend a Caprarola, trasformando il festival nell'occasione per scoprire la Tuscia, visitare Palazzo Farnese, rilassarsi nella natura e vivere un evento che continua ben oltre le ore dei concerti.
Sul palco dell'edizione 2026 saliranno Pippo Sowlo, Chiello, Whitemary e Aldolàchivalà, accompagnati dai dj set che chiuderanno entrambe le serate. Una proposta artistica che conferma l'attenzione del festival verso alcuni dei protagonisti più interessanti della scena musicale contemporanea.
Accanto alla musica non mancheranno area food, spazi espositivi, secondo palco e tutti i servizi che rendono l'Eco Sound Fest un'esperienza completa. A distinguere ulteriormente la manifestazione è anche la politica dei prezzi: assistere ai concerti degli artisti in cartellone costa sensibilmente meno rispetto a molte altre tappe dei loro tour, permettendo a un pubblico giovane e alle famiglie di vivere un grande festival senza affrontare spese elevate.
In undici anni l'Eco Sound Fest ha dimostrato che un evento nato dal basso può crescere mantenendo salde le proprie radici. Un festival costruito dalla comunità, immerso nella natura e capace di offrire ogni estate u
Il Borgo Fantasma di Celleno vola alla Mostra del cinema di Venezia
CELLENO – Il Borgo Fantasma di Celleno conquista un importante riconoscimento a livello regionale. La candidatura presentata nell'ambito dell'avviso promosso dalla Regione Lazio e dalla Lazio Film Commission, curata dalla delegata al Turismo Caterina Franceschini, si è classificata al terzo posto nel Lazio, ottenendo 86 punti.
Sono già iniziate le riprese del video promozionale che racconterà la storia, l'identità e il fascino del borgo. Il materiale sarà presentato, insieme a brochure dedicate, alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e nei principali eventi del settore, con l'obiettivo di promuovere Celleno come location d'eccellenza per produzioni cinematografiche e audiovisive.
“Questo risultato conferma il valore del percorso di promozione che stiamo portando avanti per il Borgo Fantasma di Celleno. Essere tra le migliori candidature del Lazio significa dare ancora più visibilità a un luogo unico e ricco di fascino”, dichiara la delegata al Turismo Caterina Franceschini.
Il Sindaco Luca Beraldo aggiunge: “Ringrazio la Regione Lazio, la Lazio Film Commission e la delegata Caterina Franceschini per il lavoro svolto. Questo riconoscimento rappresenta un'opportunità importante per far conoscere Celleno a registi e produttori, generando nuove occasioni di crescita per il turismo e per l'economia locale. Continueremo a investire nella valorizzazione del nostro territorio perché il Borgo Fantasma diventi sempre più protagonista nel panorama cinematografico nazionale e internazionale”.
Con questo risultato, Celleno rafforza il proprio percorso di valorizzazione, puntando sul cinema come leva di promozione del territorio. Dal Borgo Fantasma al grande schermo: Celleno continua a stupire.
Situato in una posizione strategica, nel cuore della verde Italia centrale e a soli 90 minuti da Roma, il Borgo Fantasma di Celleno è una delle location storiche più autentiche e suggestive d'Italia. Inserito dal quotidiano britannico The Telegraph tra i 25 borghi fantasma più belli d'Italia 'persi nel tempo', conserva intatto il fascino di un borgo medievale, con vicoli in pietra, piazze, edifici storici, archi, scorci panoramici e un contesto quasi completamente privo di elementi contemporanei.
Grazie alla sua straordinaria autenticità, il borgo offre scenografie naturali ideali per film, serie TV, fiction, documentari, spot pubblicitari, videoclip e servizi fotografici, permettendo di ricreare ambientazioni medievali, rinascimentali, storiche, fantasy, thriller e post-apocalittiche con minimi interventi scenografici.
La vicinanza a Roma, l'accessibilità per troupe e mezzi tecnici, la varietà delle ambientazioni e la luce naturale della Tuscia fanno del Borgo Fantasma di Celleno una destinazione di grande interesse per produttori cinematografici, registi, location manager, scenografi e direttori della fotografia alla ricerca di set esclusivi e di forte impatto visivo.
Al Museo della Navigazione la mostra delle Ricamelle dedicata al Lago di Bolsena
CAPODIMONTE - Mercoledi 15 luglio p.v. alle ore 19.30 si terrà presso il Museo della Navigazione delle acque interne a Capodimonte, il brindisi di inaugurazione della Mostra allestita dalle “Ricamelle” del gruppo di ricamo “L'ago di Capodimonte”, incentrata su temi naturalistici inerenti il Lago di Bolsena, che sarà visitabile nei giorni di giovedì, venerdì sabato e domenica fino all'ultima domenica di agosto. Ancora una volta le volontarie delle “Ricamelle”, come già avvenuto il 21 giugno scorso con l’evento “L’ago aiuta il Lago”, affrontano temi rilevanti dal punto di vista sociale e ambientale, mettendo al centro dell’attenzione delle loro creazioni gli aspetti naturalistici con raffigurazioni di ambienti, piante e animali tipiche del lago o i giochi per bambini, come ad esempio lo splendido “gioco dell’oca”, in forma di patchwork e ricamo.
La mostra rappresenta un’occasione preziosa per richiamare l’attenzione sull’importanza della tutela del più grande lago vulcanico d’Europa, patrimonio naturalistico di straordinario valore che necessita dell’impegno e della partecipazione di tutta la comunità. Fanno parte della mostra alcune significative foto sulle varie specie di uccelli che nidificano, svernano, transitano durante le migrazioni nel lago, scattate da Alina Briciu, una persona attenta e sensibile, che quotidianamente dedica il suo tempo prezioso a testimoniare queste presenze a volte sorprendenti. Si ringraziano ancora una volta le Ricamelle, donne capaci di tradurre in arte i temi naturalistici che anche alla nostra Associazione stanno maggiormente a cuore ed il Museo della Navigazione per la sensibilità e concretezza dimostrata nel voler ospitare questa splendida mostra, che vi invitiamo a visitare. Di seguito alcune immagini scattate durante l’allestimento che vi mostrano le meraviglie che potrete visionare visitando la mostra.
Sicurezza, Giampieri e Fortuna: Il calo dei reati conferma la bontà del lavoro svolto
CIVITA CASTELLANA - 'I dati illustrati ieri dal Prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio, nel corso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica rappresentano una notizia estremamente positiva per Civita Castellana e certificano un sensibile miglioramento del quadro complessivo cittadino nel primo semestre del 2026. Si tratta di un risultato che riguarda un periodo temporale nel quale era ancora in carica l'Amministrazione Giampieri e che dimostra come il lavoro svolto in stretta collaborazione con la Prefettura e le forze dell'ordine abbia prodotto effetti concreti'. Lo affermano i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Luca Giampieri e Giovanna Fortuna.
'I numeri parlano da soli: il calo del 35% dei reati complessivi, il dimezzamento dei furti, la significativa riduzione delle lesioni, delle minacce e degli altri episodi di violenza rappresentano un segnale importante che restituisce fiducia ai cittadini e conferma la validità del percorso intrapreso – aggiungono Fortuna e Giampieri -. Si tratta di risultati che si inseriscono anche nel quadro dell'azione portata avanti dal Governo Meloni sul fronte della sicurezza, attraverso il rafforzamento degli strumenti a disposizione delle forze dell'ordine, l'inasprimento delle misure di contrasto alla criminalità e il costante sostegno a chi quotidianamente opera per garantire legalità e tutela dei cittadini'.
'Già lo scorso anno, a seguito dell'incremento di alcuni episodi di criminalità e di violenza che avevano destato preoccupazione nella comunità - ricordano i consiglieri comunali di FDI -, avevamo chiesto un rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine sul territorio. A quella richiesta è stata data una risposta concreta da parte della Prefettura e delle forze di polizia, con un'intensificazione reale dei controlli e dei servizi di prevenzione che oggi trovano conferma nei dati ufficiali. È opportuno ricordare, inoltre, che di pari passo alla richiesta di maggiore controllo alle forze di polizia, negli ultimi cinque anni sono stati potenziati l'impianto di videosorveglianza cittadino e il parco mezzi della polizia locale, i cui agenti ora possono disporre anche di una nuova sede operativa più efficiente e funzionale, inaugurata due mesi fa'.
'Desideriamo rivolgere – proseguono Giampieri e Fortuna – un sincero ringraziamento al Prefetto e a tutti gli agenti di pubblica sicurezza per il lavoro quotidiano svolto con professionalità, dedizione e spirito di servizio. Il loro impegno ha consentito di contrastare con efficacia i fenomeni criminali, rafforzando la percezione di sicurezza e garantendo una presenza costante sul territorio'.
I consiglieri di Fratelli d'Italia condividono pienamente, inoltre, quanto ribadito dal Prefetto in merito alla necessità di non abbassare la guardia. 'Accogliamo con favore l'invito a proseguire con determinazione nell'azione preventiva, valorizzando gli strumenti amministrativi a disposizione del Comune e rafforzando i servizi interforze congiunti – spiegano -. È una linea che avevamo sostenuto durante il nostro mandato e che riteniamo debba proseguire anche con l'attuale amministrazione guidata dal sindaco Danilo Corazza. La sicurezza non ha colore politico: è un obiettivo comune che richiede collaborazione tra istituzioni, forze dell'ordine e amministrazioni locali'.
'Ci auguriamo – concludono Luca Giampieri e Giovanna Fortuna – che il lavoro svolto finora possa essere consolidato e ulteriormente rafforzato, affinché Civita Castellana continui a essere una città sempre più sicura, vivibile e capace di garantire tranquillità ai propri cittadini e alle attività economiche del territorio'.
Vejano celebra i sapori della Tuscia, dal 17 al 19 luglio torna la Festa dei Sapori
VEJANO - Ciciarello, tartufo e tutta la genuinità della cucina della Tuscia saranno i protagonisti della Festa dei Sapori, in programma dal 17 al 19 luglio 2026 a Vejano, nel cuore della Tuscia viterbese. Per tre serate Piazza XX Settembre si trasformerà in una grande tavola all'aperto, dove gustare le ricette della tradizione, ascoltare musica dal vivo e vivere l'atmosfera autentica di uno dei borghi più caratteristici del territorio.
Se pensate che la pasta e fagioli sia un piatto qualunque, è solo perché non avete mai assaggiato il Ciciarello di Vejano. Più che una semplice ricetta, è un piccolo patrimonio gastronomico locale. Nasce da un impasto di acqua e farina di grano duro, lavorato rigorosamente a mano fino a ottenere piccoli gnocchetti che ricordano i ceci, da cui prende il nome. Il tutto viene cotto in un saporito brodo di fagioli arricchito dalle erbe spontanee raccolte nei boschi circostanti. Una preparazione che racconta la cucina contadina meglio di qualsiasi libro di storia.
Accanto al Ciciarello sarà protagonista anche il tartufo della Tuscia, insieme a tante altre specialità preparate secondo le ricette della tradizione locale. Sapori autentici, porzioni generose e quei piatti che riescono ancora a mettere tutti d'accordo, dai più golosi agli amanti della cucina di una volta.
Naturalmente non mancherà la musica dal vivo, che accompagnerà le tre serate rendendo la piazza ancora più vivace e trasformando la festa in un'occasione perfetta per trascorrere una serata d'estate all'insegna del buon cibo e della convivialità.
Ma la Festa dei Sapori è anche un invito a scoprire il borgo di Vejano e il suo patrimonio storico e naturalistico.
A dominare il paese è la Rocca di Vejano, con la sua inconfondibile struttura triangolare e i tre torrioni. Nel corso dei secoli appartenne agli Anguillara, ai Santacroce, agli Altieri e infine alla famiglia Di Napoli Rampolla. Ancora oggi conserva tutto il fascino delle antiche fortezze medievali e, nel periodo natalizio, ospita il suggestivo Presepe Vivente.
Poco distante si trova la Cappella dei Santacroce, costruita nel Cinquecento come luogo di sepoltura della nobile famiglia. Elegante e ricca di storia, rappresenta una delle testimonianze artistiche più significative del borgo.
Per gli appassionati di archeologia, nei pressi di Fontiloro sono stati rinvenuti resti di epoca romana, tra ceramiche e reperti che raccontano una presenza antica di oltre duemila anni.
Chi ama la natura può invece raggiungere la Mola di Oriolo, lungo il fiume Mignone, dove sorgenti sulfuree, piccoli laghetti e una cascata regalano uno scenario suggestivo al confine tra le province di Viterbo e Roma.
Merita una visita anche il Museo Contadino, che custodisce attrezzi, oggetti e testimonianze della vita agricola di un tempo, raccontando il forte legame della comunità con la terra e le sue tradizioni.
La Festa dei Sapori rappresenta quindi l'occasione ideale per vivere Vejano in tutte le sue sfaccettature. Non si va soltanto per assaporare un ottimo Ciciarello o gustare il tartufo della Tuscia, ma per respirare l'anima più autentica del territorio: quella fatta di borghi, sapori, storia e persone che sanno ancora accogliere con semplicità e calore. E, una volta finito il piatto, la tentazione di fare il bis è praticamente inevitabile.
Villa Lante torna a splendere, inaugurati i restauri
VITERBO – 'Si è svolto ieri a Bagnaia l'inaugurazione dei lavori di restauro di Villa Lante, alla presenza di numerose autorità', dichiara Alberto Patruno, Direttore Generale di ASSO.IMPRE.DI.A. 'L'evento segna il passaggio a un concetto di verde non solo ornamentale, ma funzionale: un approccio nuovo che supera la visione puramente estetica, concependo il paesaggio come un elemento dinamico, capace di rispondere a esigenze concrete di utilità e sostenibilità'.
Gli interventi di cura del verde presso la Villa sono stati realizzati da Angeloni Angelo S.r.l., azienda associata e storica eccellenza nel restauro e nella cura del territorio. Fondata nel 1957, la società vanta oltre 60 anni di esperienza nella conservazione e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e monumentale.
'Offriamo soluzioni integrate, operando con maestria nel restauro di parchi storici, giardini contemporanei e aree archeologiche - dichiara Carlo Angeloni -. Grazie a un solido bagaglio di competenze specialistiche, garantiamo interventi multidisciplinari che armonizzano le necessità edili e monumentali con quelle paesaggistiche. Supportata da un parco macchine moderno ed efficiente e da una forza lavoro altamente qualificata, la nostra società si conferma un partner di fiducia per la gestione di contesti complessi'.
L'intervento ha riportato al loro antico splendore le 12 fontane volute dal cardinale Gambara, ora valorizzate anche da un nuovo impianto di illuminazione notturna. Oltre al restauro dei giardini e dei giochi d'acqua, il progetto ha perseguito un duplice obiettivo: la conservazione delle componenti storiche e la valorizzazione del sito, attraverso il miglioramento dell'accessibilità, l'apertura di nuove aree e un ampio piano di indagini che ha accresciuto significativamente la conoscenza della Villa. Particolare attenzione è stata rivolta alla sostenibilità e al rigore scientifico, basato su verifiche delle fonti documentarie per tutelare la complessità dell'ecosistema giardino. Gli studi prodotti, focalizzati anche sulla biodiversità e sulla storia del complesso, offrono oggi una visione unitaria di Villa Lante, arricchendo l'offerta culturale e le opportunità di valorizzazione.
Gran parte della superficie è stata oggetto di interventi diversificati: dalle cure agronomiche dedicate al patrimonio arboreo — con il monitoraggio e la manutenzione di 1.350 alberi — alla cura delle siepi dei parterre, delle aree prative e dei sottoboschi. Il progetto ha incluso inoltre la ridefinizione dell'area di ingresso e la messa a dimora di esemplari di Platanus orientalis, ottenuti per micropropagazione dai platani originali del Cinquecento.
Sono intervenuti: Alessandro Mascherucci, Direttore delle Ville monumentali della Tuscia; Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato - Ministero della cultura; Chiara Frontini, Sindaco di Viterbo; Angelantonio Orlando, Direttore generale dell'Unità di missione per l'attuazione del PNRR; Elisabetta Scungio, Direttore regionale Musei nazionali Lazio; Marina Cogotti, Responsabile unico del progetto PNRR e Massimo Osanna, Capo Dipartimento per le attività culturali.
Brunelli replica a Parroccini: Commissioni già costituite
CIVITA CASTELLANA – Il presidente del consiglio comunale Simone Brunelli interviene in merito alle dichiarazioni del consigliere Claudio Parroccini: “Le Commissioni consiliari sono già state costituite e saranno operative a partire dal 20 luglio, nel pieno rispetto dello Statuto e del Regolamento del Consiglio comunale. Si tratta di un percorso già definito e programmato, che non ha mai richiesto sollecitazioni esterne per essere portato a compimento”.
“Il ruolo di controllo dell’opposizione è fondamentale e rappresenta un valore per il corretto funzionamento delle istituzioni. Tuttavia, credo che tale funzione risulti ancora più efficace quando si fonda sulla conoscenza degli atti e sul rispetto dei tempi istituzionali, evitando allarmismi o iniziative che rischiano di trasformare un normale adempimento amministrativo in una polemica priva di reale fondamento”.
“Fa inoltre piacere che il consigliere Parroccini richiami l’attenzione sul rapporto con la Prefettura. È bene ricordare che, mentre si annunciava la richiesta di un intervento prefettizio, questa Amministrazione aveva già avviato un confronto costante e costruttivo con la Prefettura sui temi della sicurezza e del controllo del territorio, traducendo il dialogo istituzionale in iniziative concrete nell’interesse della città”.
“Come Presidente del Consiglio comunale continuerò a garantire il corretto funzionamento dell’Assemblea, nel pieno rispetto delle prerogative di tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, assicurando imparzialità, trasparenza e rispetto delle regole”.
“Il mio auspicio è che il confronto politico rimanga sempre sul piano dei fatti. I cittadini si aspettano istituzioni che lavorino con serietà e responsabilità: è questo l’impegno che continueremo ad onorare ogni giorno”.
Fallimento dello storico Caffè Schenardi, nuova udienza nel processo per bancarotta fraudolenta
VITERBO – È entrato nuovamente nel vivo, davanti al collegio giudicante, il processo per la presunta bancarotta fraudolenta legata al crac del celebre e storico Gran Caffè Schenardi di corso Italia. Sotto processo si trovano Primo Panaccia, storico ex gestore dell'attività, e Andrea Porta, l'ultimo amministratore della società (in precedenza direttore e cuoco del locale), difeso dall'avvocato Marina Bernini e rimasto alla guida dell'impresa per circa un anno prima della serrata definitiva.
L'ultima udienza ha visto l'audizione di diversi testimoni chiave. Tra questi, oltre a una contabile e a una segretaria impiegate presso le aziende di Panaccia, è stato ascoltato il commercialista viterbese che ha custodito le scritture contabili del gruppo dal 2008 al 2010. Il professionista ha spiegato che il suo incarico è proseguito fino al subentro di Porta come amministratore, avvenuto il 21 marzo 2011 a seguito della cessione delle quote, in un periodo caratterizzato da dismissioni societarie dovute a necessità economiche.
Durante la fase istruttoria, la Guardia di Finanza aveva provveduto a sequestrare la documentazione custodita nello studio del professionista. A tal proposito, la difesa di Panaccia, rappresentata dall'avvocato Parisi, ha depositato agli atti una relazione delle stesse Fiamme Gialle che attesterebbe la regolarità della tenuta contabile.
In aula è stato ascoltato anche un parente di Panaccia, dipendente e socio in alcune ditte del gruppo dopo una brevissima esperienza lavorativa di una decina di giorni a inizio 2007 presso lo Schenardi. Il testimone ha dovuto fare chiarezza su tre bonifici da 1.450 euro ciascuno ricevuti all'inizio del 2017: «Si trattava del pagamento delle rate di un mutuo ipotecario che avevo acceso su una mia proprietà, su richiesta dello stesso Panaccia, per reperire liquidità e far fronte alle sofferenze economiche del gruppo aziendale», ha spiegato il teste, aggiungendo che l'operazione non andò a buon fine.
Davanti ai giudici è comparso anche il consulente del lavoro che ha assistito Porta nel corso del 2018. Il professionista ha ricordato le fasi della chiusura: «A luglio dello stesso anno il locale ha cessato definitivamente l'attività di somministrazione, portando al licenziamento dei 25 dipendenti allora in forza. Mi sono occupato degli adempimenti finali per la chiusura dei rapporti di lavoro prima di concludere la mia collaborazione a fine dicembre».
L'intera vicenda giudiziaria ruota attorno al crac della 'Antico Caffè Schenardi srl', il cui fallimento è stato dichiarato il 3 gennaio 2018. La tesi della Procura ipotizza che tra il 2012 e il 2015 la società abbia omesso di dichiarare redditi per una cifra superiore a 1,5 milioni di euro, con un'evasione dell'Ires stimata in circa 400 mila euro. A Panaccia vengono inoltre contestati la sparizione di parte dei registri contabili e il presunto drenaggio di oltre 360 mila euro nell'aprile 2016 dal patrimonio di un'altra sua srl in liquidazione, la Pans House.
Dal canto suo, la difesa di Panaccia respinge con forza ogni accusa di distrazione. I legali sostengono infatti che l'imprenditore abbia fatto il possibile per salvare l'attività, intervenendo anche attraverso garanzie fideiussorie personali e impiegando il proprio patrimonio per ripianare i debiti accumulati e pagare sia il personale sia i fornitori del vasto network societario (composto da circa trenta sigle). In merito agli asset immobiliari, la difesa ha precisato che lo storico locale di corso Italia era già stato ceduto nel 2010 per la cifra di 628 mila euro, prima del successivo passaggio delle quote societarie.
Il dibattimento è stato aggiornato al mese di febbraio, quando si terrà l'esame in aula di Primo Panaccia. L'altro imputato, Andrea Porta, avrebbe invece optato per rinunciare all'interrogatorio. La discussione finale e la successiva sentenza del collegio sono attese per il mese di marzo.
Coltivazione del nocciolo e agricoltura rigenerativa, a Ronciglione il convegno
RONCIGLIONE - Come coniugare la tutela dell'ambiente, l'innovazione tecnologica e la competitività economica in uno dei comparti più importanti e identitari dell'agricoltura della Tuscia?
A questo interrogativo cercherà di dare risposte concrete il convegno 'Possibilità dell'Agricoltura Rigenerativa nella Coltivazione del Nocciolo', promosso da ORA Italia. L'appuntamento è fissato per giovedì 16 luglio alle ore 17:30, presso la Sala Convegni della Comunità Montana dei Monti Cimini, a Ronciglione.
L'incontro metterà a confronto i rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali con il mondo accademico e i protagonisti della filiera corilicola. Al centro del dibattito ci sarà l'agricoltura rigenerativa, un modello ormai cardine per contrastare i cambiamenti climatici, rigenerare la fertilità dei terreni e garantire produzioni di altissima qualità.
Da decenni la coltivazione del nocciolo rappresenta un pilastro insostituibile per l'economia locale. Oggi, tuttavia, i produttori si trovano a fare i conti con sfide cruciali: la gestione della risorsa idrica, il moltiplicarsi di eventi climatici estremi e la necessità di mantenere standard produttivi elevati nel rispetto dell'ambiente. In questo scenario, l'approccio rigenerativo si propone come una soluzione innovativa per migliorare la salute biologica del suolo e rafforzare la resilienza delle aziende agricole.
I lavori si apriranno con i saluti audiovisivi di:
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Antonella Sberna (Vicepresidente del Parlamento europeo)
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Mauro Rotelli (Presidente della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati)
L'introduzione sarà curata da Fabio Ceccarelli, vicecoordinatore nazionale di ORA Italia e promotore dell'iniziativa, il quale spiegherà l'importanza di creare un canale di comunicazione diretto tra politica, mondo scientifico e produttori.
Seguiranno i contributi e gli interventi istituzionali di:
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Massimo Milani (Componente della VIII Commissione Ambiente della Camera)
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Giulio Menegali Zelli Iacobuzi (Presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio)
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Edy Palazzi (Vicepresidente della V Commissione del Consiglio regionale del Lazio)
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Alessandro Romoli (Presidente della Provincia di Viterbo)
La ricerca scientifica avrà un ruolo centrale grazie al contributo del professor Francesco Rossini, docente di Agronomia presso l’Università degli Studi della Tuscia, che illustrerà i dati e i benefici delle tecniche rigenerative sulla qualità del raccolto e sulla fertilità a lungo termine dei terreni.
L'evento lascerà ampio spazio anche alle testimonianze sul campo di chi vive e gestisce la filiera ogni giorno:
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Pompeo Mascagna (Presidente di Assofrutti e vicepresidente nazionale UNAPROA)
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Gianni Ginnasi (Imprenditore di CO.PRO.N.T.)
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Francesco Santucci (Agronomo e imprenditore agricolo)
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Gabriele Carloni (Direttore commerciale di Cimina Dolciaria)
Quello di Ronciglione non sarà un semplice incontro accademico, ma un tavolo di lavoro concreto per definire strategie comuni. L'obiettivo finale è accompagnare la corilicoltura della Tuscia verso un futuro in cui la sostenibilità ambientale diventi il motore principale della redditività delle imprese agricole, tutelando un patrimonio economico e culturale unico nel suo genere.
Caldo senza tregua nel Viterbese: giovedì scatta l'allerta massima di livello 3
VITERBO – Il caldo continua a intensificarsi sulla Tuscia. Il nuovo bollettino del Sistema di allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute prevede un progressivo aggravamento delle condizioni meteorologiche nei prossimi giorni, con il passaggio dall'allerta di livello 2 a quella di livello 3, il grado massimo previsto.
Per le giornate di martedì 14 e mercoledì 15 luglio è confermato il livello 2, che segnala temperature elevate e condizioni meteorologiche in grado di produrre effetti negativi sulla salute, soprattutto per anziani, bambini, persone con patologie croniche e soggetti più fragili.
Le temperature saranno comprese tra i 22 e i 24 gradi alle ore 8, mentre nelle ore più calde il termometro raggiungerà i 34 gradi. La temperatura massima percepita sarà di 36 gradi in entrambe le giornate.
Per giovedì 16 luglio è invece previsto il passaggio al livello 3, che identifica una vera e propria ondata di calore, caratterizzata da condizioni di elevato rischio per la salute persistenti per tre o più giorni consecutivi.
Per la giornata sono attesi 25 gradi alle ore 8, 34 gradi alle ore 14 e una temperatura massima percepita di 37 gradi.
L'invito è quello di limitare le attività all'aperto nelle ore centrali della giornata, bere frequentemente acqua, evitare l'esposizione diretta al sole e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili, per le quali il caldo intenso può rappresentare un serio fattore di rischio.
Vignanello si racconta tra storia, teatro e sapori: torna la passeggiata-racconto nel cuore del ...
VIGNANELLO – Un viaggio tra vicoli, piazze, monumenti e racconti per riscoprire l'anima di uno dei borghi più affascinanti della Tuscia. Sabato 18 luglio, dalle 17.30 alle 20, e domenica 19 luglio, dalle 10.30 alle 13, Vignanello ospiterà la passeggiata-racconto 'Vignanello: Sapore antico di terre e luce', quarto appuntamento del progetto 'Borghi, Castelli e Parchi dei Cimini – Viaggio nel territorio attraverso le tradizioni'.
L'iniziativa, con ritrovo in piazza Cesare Battisti, accompagnerà i partecipanti in un percorso tra le vie del centro storico alla scoperta della storia, delle tradizioni e dell'identità culturale del paese, attraverso una narrazione che unirà teatro, poesia e memoria.
Il progetto è finanziato dalla Regione Lazio nell'ambito del Fondo per la promozione e la valorizzazione del territorio previsto dalla Legge Regionale n. 22 del 2024 ed è promosso dalla Comunità Montana dei Cimini, grazie all'impegno del commissario straordinario Fabio Menicacci e degli uffici dell'ente, in collaborazione con l'Associazione culturale Il Fascino del Passato di Viterbo.
La direzione artistica è affidata a Marco Rossi, attore, regista e Narratore di Comunità dell'Università degli Studi della Tuscia.
«Vignanello custodisce una storia straordinaria che continua a vivere tra le sue pietre – spiega Rossi –. Sarà un viaggio alla scoperta dell'identità del borgo, dalle origini del suo nome ai primi feudatari, fino alla grande stagione della famiglia Ruspoli. Ripercorreremo le vicende del principe Francesco Maria Ruspoli, che ospitò Georg Friedrich Händel nel castello, e il 1725, anno della consacrazione della Chiesa Collegiata di Santa Maria della Presentazione da parte di Papa Benedetto XIII, evento che trasformò profondamente la vita del paese».
Ospite speciale dell'iniziativa sarà Alessandro Cica, attore di teatro, cinema e televisione, noto al grande pubblico anche per la partecipazione a fiction di successo come Don Matteo, Il maresciallo Rocca, Carabinieri, Ho sposato uno sbirro e Il Paradiso delle Signore. Durante la passeggiata interpreterà poesie e sonetti dedicati alla memoria dei luoghi e darà voce a Dado Ruspoli, figura anticonformista e appassionata d'arte che contribuì a ispirare Federico Fellini per La Dolce Vita.
Il percorso toccherà anche gli antichi mestieri, la civiltà contadina e la tradizione vitivinicola che da secoli caratterizzano Vignanello. Il 'sapore antico' richiamato nel titolo rappresenta proprio il legame con la cultura della vite e del vino, elementi identitari del territorio dei Cimini.
Al termine di ogni passeggiata è prevista una degustazione di prodotti tipici curata dalla Pro Loco di Vignanello, ospitata all'interno del nuovo Museo Civico DiVino, inaugurato lo scorso maggio e dedicato alla storia della civiltà del vino e della cultura contadina locale.
Il progetto coinvolge complessivamente dieci comuni della Comunità Montana dei Cimini attraverso venti passeggiate-racconto dedicate alla storia, ai paesaggi e alle tradizioni della Tuscia. Dopo Vignanello, il calendario proseguirà con gli appuntamenti di Caprarola, Soriano nel Cimino, Vetralla, Ronciglione, Vallerano e Capranica.
La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria.
Cinema e diritti umani, torna 'Immagini dal Sud del Mondo'
VITERBO – Torna a Viterbo la rassegna cinematografica 'Immagini dal Sud del Mondo', giunta quest'anno alla sua XXXII edizione. Dal 21 al 26 luglio, in piazza della Polveriera, si alterneranno sei serate dedicate al cinema d'autore, con opere provenienti da diversi Paesi e accomunate da una forte attenzione ai temi sociali e ai diritti umani, il tutto predisposto per dare risalto a registi solitamente non al centro della scena, ma che quindi, possono portare un altro punto di vista nell’ambito del mondo cinematografico.
Ad aprire la presentazione è stato il vicesindaco Alfonso Antoniozzi: 'Una collaborazione che durerà almeno per i prossimi tre anni. Alcune delle opere presentate possono essere uno sprono per migliorarci, prendendo spunto dalle narrazioni che raccontano. 'Immagini dal Sud del Mondo' dà voce ogni anno a chi, all'interno della nostra società, fa fatica a essere ascoltato, facendo conoscere realtà che, in qualche modo, si discostano dalla nostra.'
Una collaborazione che vede impegnati Comune di Viterbo, Arci e AUCS, come ha spiegato Sandra Gasbarri, in rappresentanza di Arci: 'Grazie per il sostegno, sia economico sia concreto. Raccontiamo altri mondi attraverso gli occhi, senza filtri, di registi con esperienze molto diverse tra loro. Lo facciamo perché, prima di tutto, siamo operatori sociali e, insieme alle cooperanti internazionali, abbiamo sentito l'esigenza di raccontare il mondo con uno sguardo autentico. Apriremo la rassegna con 'Il caso 137', dedicato alle manifestazioni dei gilet gialli. Abbiamo scelto questo poliziesco anche in occasione del venticinquesimo anniversario del G8 di Genova.'
A presentare il programma della manifestazione è stata invece Letizia Lucangeli, presidente di AUCS Viterbo: 'Dal 21 al 26 luglio vi aspettiamo in piazza della Polveriera.'
Il programma
Martedì 21 luglio – ore 21
Il caso 137, di Dominik Moll (Francia, 2025 – 115')
Guillaume, ventenne, partecipa a una manifestazione dei gilet gialli a Parigi e viene colpito alla testa da un proiettile sparato da un poliziotto. Il caso, identificato con il protocollo numero 137, viene affidato alla poliziotta Stéphanie, incaricata di indagare sull'uso della forza da parte delle forze dell'ordine.
Mercoledì 22 luglio – ore 21
La più piccola, di Hafsia Herzi (Francia/Germania, 2025 – 106')
Cresciuta nelle banlieue parigine in una famiglia musulmana di origine algerina, Fatima cerca il proprio posto nel mondo, divisa tra la fede, la famiglia, il calcio e la scoperta della propria identità.
Giovedì 23 luglio – ore 21
Grand Ciel, di Akihiro Hata (Francia/Lussemburgo, 2025 – 92')
Vincent lavora di notte nel cantiere di un quartiere futuristico. Quando un operaio scompare, i colleghi iniziano a sospettare che i superiori stiano insabbiando un incidente. Poco dopo, sparisce anche un secondo lavoratore.
Venerdì 24 luglio – ore 21
Green is the New Red, di Anna Recalde Miranda (Svezia/Italia/Paraguay/Francia, 2025 – 105')
Vincitore del IV Premio 'Immagini dal Sud del Mondo', racconta il confine tra Paraguay e Brasile, divenuto la culla della cosiddetta 'Repubblica della Soia', intrecciando il passato segnato dall'Operazione Condor con le violenze che ancora oggi colpiscono i difensori della terra.
Sabato 25 luglio – ore 21
Palestine '36, di Annemarie Jacir (Palestina/Regno Unito/Francia/USA/Danimarca/Norvegia, 2025 – 120')
Ambientato nel 1936, durante la rivolta palestinese contro il dominio coloniale britannico, segue la storia di Yusuf tra il suo villaggio e Gerusalemme, mentre la regione si avvicina a un momento decisivo. La proiezione sarà introdotta dal giornalista gazawi Al Hassan Selmi.
Domenica 26 luglio – ore 20
Serata conclusiva con la tradizionale Pasta Asciutta Antifascista, accompagnata dal concerto del gruppo Cane sulla Luna (electropop) e dal DJ set de La Musichetta di Stromberg.
A chiudere la presentazione della 32ª edizione è stata Alessandra Capo, di Arci Solidarietà: 'Quest'anno Arci lancerà, nell'ambito della serata di domenica 26 luglio, una raccolta fondi destinata a sostenere quattro percorsi di formazione per persone rifugiate arrivate in Italia attraverso i corridoi umanitari.'
Il costo del biglietto è di 5 euro, acquistabile sia al botteghino sia nei punti vendita autorizzati.