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Addio a Marco Settimi: i funerali oggi a Giove
GIOVE - La procura di Viterbo ha iscritto due persone nel registro degli indagati per omicidio stradale in seguito al tragico incidente avvenuto sabato scorso lungo la strada statale Cassia, nel territorio comunale di Capranica, che ha causato la morte di Marco Settimi, 38 anni, di Giove.
Secondo quanto disposto dal pubblico ministero Francesca Proietti, indagano in stato di libertà il conducente dell’Alfa Romeo Giulietta su cui viaggiava la vittima, un uomo di 39 anni di Terni, e il conducente dell’autobus di linea Cotral, un 35enne del Viterbese. Entrambi sono accusati a vario titolo nell’ambito dell’inchiesta per omicidio stradale. I familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Andrea Temperanza del Foro di Terni.
Per chiarire la dinamica del grave episodio, la procura ha affidato a un perito esterno, l’ingegner Fabrizio Ceramponi, l’incarico di analizzare tutti gli elementi tecnici relativi all’incidente, integrando i rilievi già effettuati dalle forze dell’ordine.
I funerali di Marco Settimi si terranno oggi, mercoledì 4 febbraio, presso la chiesa parrocchiale di Giove alle ore 15:00, per dare l’ultimo saluto al giovane della comunità.
Il Fiora non si mura
MONTALTO DI CASTRO - 'Abbiamo depositato un'interrogazione già a novembre sul Fiume Fiora. Nel Consiglio del 23 dicembre, per un errore burocratico, è passata inosservata. Ieri l'abbiamo riprotocollata, perché i cittadini meritano risposte chiare e immediate.
La prima questione riguarda la sicurezza delle opere già realizzate. Il muro fisso, le paratie, l'idrovora e i gruppi elettrogeni non hanno ancora protocolli chiari né responsabili definiti. Nessuno sa chi li gestirà, chi aprirà le paratie o come verrà garantita la sicurezza in caso di emergenza. Anche l'accesso e l'attracco delle barche restano incerti. Questo non è accettabile: la sicurezza dei cittadini non può essere lasciata al caso.
La seconda questione riguarda il paesaggio e l'identità di Montalto Marina. Il progetto originario prevedeva un muro alto circa 1,5 metri al piazzale dei pescatori, consentendo la visuale della foce del Fiora. La variante attuale ha sostituito le paratie mobili con un muro fisso alto fino a 2,80 metri, che blocca completamente la vista del fiume e della foce fino allo scivolo. Il fiume scompare alla vista e il tratto terminale perde ogni relazione storica con il centro abitato e il mare.
Non possiamo accettare che il Fiora diventi un muro di cemento, mentre la sicurezza rimane incerta. Chiediamo al Sindaco e alla Regione Lazio risposte immediate e precise: definire chi gestisce le opere, garantire protocolli chiari in caso di emergenza e ripristinare, per quanto possibile, la visibilità della foce. Il Fiora deve restare visibile, fruibile e parte della nostra storia.'
Il Fiora non si mura!
Eleonora Sacconi
Luca Benni
Angelo Brizi
Francesco Corniglia
Agricoltura sostenibile tra tradizione e innovazione: il futuro passa dal territorio
VITERBO - 'La sostenibilità deve essere considerata come un elemento strutturale dei sistemi produttivi, basato su pratiche agronomiche e forestali capaci di preservare suolo, acqua, biodiversità ed equilibrio degli ecosistemi. Un approccio che, oltre a tutelare l'ambiente, rappresenta anche una condizione indispensabile per garantire la continuità economica delle aziende agricole'.
Lo ha detto Donato Ferrucci, presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Viterbo intervenendo al convegno 'Conoscere l'agricoltura: tra tradizione e innovazione', svoltosi presso l'Auditorium Carlo Azeglio Ciampi dell'Università degli Studi della Tuscia, promosso dall'IIS 'F. Orioli' di Viterbo in collaborazione con la Facoltà di Agraria.
Un appuntamento che ha riunito studenti, docenti, tecnici e professionisti del settore per approfondire le trasformazioni in atto nel mondo agricolo e le prospettive di sviluppo sostenibile. Nel corso dell'incontro, i relatori hanno affrontato temi di grande attualità, spaziando dalla sostenibilità delle produzioni orticole alla gestione forestale, dalla digitalizzazione degli allevamenti alla valorizzazione delle aree naturali protette, fino al ruolo strategico delle certificazioni di qualità. Un confronto che ha messo in luce come l'agricoltura moderna sia chiamata a integrare saperi tradizionali e innovazione tecnologica, mantenendo al centro il rispetto per l'ambiente e per le specificità locali.
Il convegno ha inoltre messo in evidenza il ruolo strategico della formazione e della ricerca, con l'obiettivo di preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide dell'agricoltura del futuro. Un settore che non può più essere visto come statico, ma come un ambito dinamico, in continua evoluzione, dove competenze tecniche, innovazione e sensibilità ambientale devono procedere insieme.
'Altro punto centrale – ha aggiunto Ferrucci - è l'attenzione al territorio, inteso non solo come spazio fisico ma come insieme di caratteristiche ambientali, paesaggistiche e culturali che definiscono l'identità delle produzioni locali. Conoscere e valorizzare le peculiarità pedoclimatiche della Tuscia significa costruire filiere più forti, capaci di distinguersi sul mercato e di generare valore aggiunto'.
'Le certificazioni di qualità – ha sottolineato Ferrucci - sono uno strumento fondamentale per rendere riconoscibile il valore delle produzioni e per garantire trasparenza, tracciabilità e fiducia nei confronti dei consumatori. In un mercato sempre più attento all'origine e alle modalità di produzione degli alimenti, le certificazioni rappresentano un vero e proprio ponte tra aziende e cittadini'.
'L'iniziativa – ha concluso Ferrucci - si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del comparto agricolo locale e conferma la vocazione del territorio viterbese come laboratorio di buone pratiche, capace di coniugare tradizione, innovazione e qualità. Un messaggio chiaro: il futuro dell'agricoltura passa da scelte responsabili, radicate nel territorio e orientate alla sostenibilità'.
Superstrada Viterbo-Orte, tornano le buche
VITERBO – Sui social si torna a parlare di buche sulle strade del territorio. Nello specifico, si torna a discutere del tratto di superstrada che da Viterbo passa per Orte e conduce verso Terni, la famosa SS 675 Umbro-Laziale.
La superstrada Viterbo-Orte, infatti, è da tempo al centro delle segnalazioni per le condizioni del suo manto stradale che, nella stragrande maggioranza dei casi, risulta in stato critico. Lavori in corso e corsie interdette sono ormai una costante e, in questo periodo, poco prima e lungo il tratto che attraversa il ponte – oggetto di lavori di restauro negli ultimi tempi – sono comparse delle buche, o meglio dei veri e propri crateri, che mettono a rischio la sicurezza degli automobilisti.
La segnalazione
È proprio da qui che nasce la segnalazione da parte di un utente del gruppo Facebook “Viterbo Civica”, che invita a prestare attenzione lungo il tratto della superstrada Viterbo-Orte. Nei commenti si sono susseguiti racconti di automobilisti che riferiscono di aver riportato danni alle proprie vetture: si parla di gomme squarciate e sospensioni danneggiate, mentre altri utenti raccontano di aver effettuato segnalazioni direttamente all’ANAS.
La situazione di oggi
Ad oggi, percorrendo il tratto interessato, si può notare come alcune buche, al momento della stesura dell’articolo, risultino “tappate” con asfalto a freddo: una soluzione temporanea che, tuttavia, sembra essere al momento l’unica praticabile. Delle due corsie presenti sul tratto del ponte, ne risulta funzionante solo una e su questa il continuo passaggio di mezzi pesanti, unito alle piogge degli ultimi giorni, ha inevitabilmente creato un deterioramento prematuro dell’asfalto.
Per questo motivo è importante richiamare l’attenzione degli automobilisti che ogni giorno percorrono la SS 675, al fine di scongiurare possibili incidenti lungo quel tratto di strada.
Tuscania, sanzione del Garante della Privacy per luso improprio delle telecamere comunali
TUSCANIA - Il sistema di videosorveglianza comunale rappresenta uno strumento prezioso per le amministrazioni locali, utile a garantire sicurezza e controllo del territorio se gestito correttamente. Tuttavia, un uso improprio o non conforme alle norme può comportare rischi significativi, comprese multe, sanzioni e responsabilità civili per chi lo gestisce.
Dal 2019, il Comune di Tuscania ha installato decine di telecamere, con l’obiettivo, dichiarato dal sindaco Bartolacci, di arrivare a cento dispositivi entro la fine del 2024, coprendo tutto il territorio comunale, dalle vie principali alle strade secondarie. Una strategia, però, che si è rivelata problematica: secondo il provvedimento n. 730 del 4 dicembre 2025 del Garante della Privacy, il sistema non ha rispettato pienamente le normative sul trattamento dei dati personali.
L’Autorità ha rilevato che il Comune ha raccolto dati sulle targhe dei veicoli per periodi estesi, permettendo di ottenere informazioni delicate sugli spostamenti dei cittadini, senza rispettare tutte le prescrizioni richieste dalla legge. Le spiegazioni fornite dall’amministrazione, pur considerate, non sono state sufficienti a chiudere il procedimento, confermando l’illecito.
Si tratta di una violazione grave e dolosa, in quanto il Comune non ha rispettato le prescrizioni impartite, già oggetto di una precedente sanzione di 4.000 euro per mancata collaborazione. Per questo motivo, il Garante ha inflitto una nuova sanzione di 12.000 euro e ha ordinato:
-
la cancellazione immediata dei dati delle targhe già raccolti;
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il divieto di ulteriori trattamenti relativi a questi dati;
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una ricognizione completa delle telecamere presenti sul territorio per verificare quali siano effettivamente necessarie a garantire la sicurezza urbana.
L’episodio sottolinea l’importanza di utilizzare i sistemi di videosorveglianza nel rispetto della legge e dei diritti dei cittadini, bilanciando sicurezza e tutela della privacy.
Bolsena, 480mila euro per il restauro della basilica dei Santi Giorgio e Cristina
BOLSENA - Il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte esprime grande soddisfazione per il finanziamento di 480mila euro destinato al restauro della facciata e degli apparati scultorei della basilica dei Santi Giorgio e Cristina, uno dei simboli più significativi del patrimonio storico, artistico e religioso della città.
'Si tratta di un intervento necessario e da tempo atteso dalla comunità – dichiara il primo cittadino – che consentirà di tutelare e valorizzare un bene di straordinario pregio. Rivolgo un sentito ringraziamento al Governo ed al ministro Giuli per l'attenzione concreta e costante dimostrata nei confronti del nostro territorio, nonché a coloro che hanno lavorato al progetto per la richiesta di finanziamento'.
I fondi su Bolsena rientrano nel pacchetto di risorse destinate alla tutela del patrimonio storico della provincia di Viterbo, approvato dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali. 'Queste risorse, che ammontano a 480 mila euro – spiega il primo cittadino –, rappresentano un segnale importante di attenzione verso la salvaguardia dei beni culturali e costituiscono un investimento strategico per il futuro della nostra comunità, anche in termini di valorizzazione turistica e identitaria del territorio'.
'Non si tratta del primo finanziamento destinato al patrimonio culturale della nostra città - conclude il sindaco Di Sorte -, e di questo desidero esprimere sincera gratitudine alle istituzioni nazionali, regionali, provinciali ed al gruppo di maggioranza dell'amministrazione comunale. Ma un ringraziamento altrettanto sentito va al lavoro e alla collaborazione dei consiglieri di minoranza, come Francesco Cozza Caposavi, che lavorano con spirito costruttivo allo sviluppo del territorio'.