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Fotovoltaico, i consiglieri attaccano il Comune: Controlli costosi ma senza sanzioni
MONTALTO DI CASTRO - Forte preoccupazione viene espressa dai consiglieri comunali Eleonora Sacconi, Luca Benni, Francesco Corniglia e Angelo Brizi in merito alla gestione delle attività di vigilanza sugli impianti fotovoltaici presenti sul territorio comunale, svolte dall’amministrazione nel 2023 e nel 2024.
In due anni il Comune ha disposto otto verifiche tecniche sulle cosiddette mitigazioni ambientali, affidando incarichi esterni a un agronomo per una spesa complessiva di circa 15mila euro di fondi pubblici. Secondo quanto riferito dai consiglieri, i controlli avrebbero evidenziato gravi e ripetute inadempienze, con opere incomplete, non conformi o addirittura mai realizzate.
Nonostante ciò, denunciano gli esponenti dell’opposizione, non sarebbe stato adottato alcun provvedimento sanzionatorio né atti concreti a tutela del territorio e dell’interesse pubblico.
Le mitigazioni ambientali, ricordano i consiglieri, non sono interventi facoltativi, ma prescrizioni vincolanti imposte alle società che realizzano impianti fotovoltaici per compensarne l’impatto su paesaggio, ambiente e aree agricole. Misure fondamentali per la tutela del suolo, della biodiversità, per la riduzione dell’impatto visivo degli impianti e per il corretto ripristino delle aree interessate.
“Questa inerzia – sottolineano – non è una semplice negligenza, ma una scelta politica precisa che danneggia direttamente la comunità”. Secondo i consiglieri, il Comune avrebbe infatti speso risorse pubbliche in controlli privi di qualsiasi seguito, rinunciando a fondi che avrebbero potuto essere destinati a servizi essenziali per i cittadini.
Da qui una serie di interrogativi rivolti all’amministrazione: perché spendere soldi pubblici in verifiche senza effetti concreti? Per quale motivo, di fronte a inadempienze accertate, non sono state attivate le procedure previste dalla legge? E soprattutto, a chi giova questa situazione: ai cittadini o alle grandi società del fotovoltaico?
“I cittadini non possono accettare che il territorio subisca l’impatto degli impianti mentre le prescrizioni ambientali non vengono rispettate”, concludono Sacconi, Benni, Corniglia e Brizi, annunciando che continueranno a vigilare sulla vicenda e a sollecitare l’amministrazione affinché adotti provvedimenti chiari, trasparenti e coerenti con l’interesse pubblico e la tutela del territorio.
Rifiuti non conformi, il problema che resta per strada
VITERBO – Per smaltire i rifiuti, l’amministrazione comunale mette a servizio dei cittadini principalmente due modalità: recarsi alle isole ecologiche, conferendo i propri sacchi agli operatori presenti sul posto, oppure utilizzare il servizio di raccolta porta a porta, che quotidianamente provvede allo smaltimento delle diverse tipologie di rifiuti prodotte durante la settimana.
Ma cosa succede quando gli operatori del servizio porta a porta non trovano rifiuti idonei allo smaltimento? Basta farsi un giro a Bagnaia per capirlo.
Grazie alla segnalazione di un utente sul gruppo Facebook “Viterbo Civica” è emerso il problema appena citato: rifiuti bollati come “non conformi” che vengono lasciati sul posto. Quando ciò accade, non è raro che restino abbandonati per più giorni; alcuni parlano addirittura di una settimana di attesa. Ma quindi, cosa si può fare in questi casi?
Dalla segnalazione alle buone maniere
È sicuramente vessatorio per una via ritrovarsi con cumuli di rifiuti ai lati della strada, specialmente per più giorni, poiché ciò causa disagio, soprattutto a chi è solito passarci quotidianamente. Il problema, però, va cercato a monte.
Un rifiuto viene bollato come non conforme quando il suo conferimento viola le regole stabilite per la raccolta differenziata, rendendo impossibile o inappropriato il suo smaltimento. Rimane quindi a carico del cittadino effettuare un’adeguata raccolta differenziata, così da non creare rifiuti che, per vari motivi, non siano correttamente smaltibili.
85 km di metanodotto per unire Gallese a Roma
GALLESE - Rifacimento del metanodotto su un tracciato sotterraneo lungo 85 chilometri, la Snam Rete Gas ha presentato al ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica lo scorso 23 dicembre, l’istanza per l’avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale relativa al progetto “Gallese–Vitinia – Rifacimento metanodotto e opere connesse” per installazioni di oleodotti, gasdotti e condutture per il trasporto di flussi di CO2 ai fini dello stoccaggio geologico superiori a 20 km, rientrante tra le opere strategiche soggette a valutazione nazionale e, in parte, insistente su aree naturali protette.
Il progetto interesserà i comuni di Gallese, Civita Castellana, Fabrica di Roma, Nepi, Castel Sant’Elia, Campagnano di Roma e Formello.
L’intervento - si legge nella nota redatta dalla società proponente - prevede la costruzione del nuovo metanodotto Gallese–Vitinia con pressione di esercizio pari a 75 bar, e la contestuale messa fuori servizio delle condotte e degli impianti esistenti. Il nuovo tracciato andrà a sostituire il tratto regionale del gasdotto “Terni–Civita Castellana” e il gasdotto “Civita Castellana–Roma Ovest”, per una lunghezza complessiva di circa 85 chilometri.
Secondo Snam l’opera consentirà di aumentare l’affidabilità del collegamento Gallese–Vitinia, garantendo la continuità di diametro Dn 750 con il gasdotto “Maenza–Vitinia”, e di ripristinare la piena continuità in alta pressione della rete ovest dell’area metropolitana di Roma, migliorandone l’esercizio e la sicurezza.
Il tracciato si sviluppa lungo una direttrice nord-sud, attraversando per circa l’80% aree pianeggianti e per il restante 20% zone di bassa collina. lungo aree a prevalenza destinazione agricola.
Le componenti ambientali maggiormente coinvolte dall’opera - fa sapere Snam - sono l’ambiente idrico superficiale e sotterraneo, il suolo e il sottosuolo, la fauna, gli ecosistemi, la vegetazione, il paesaggio e l’uso del suolo, inclusa la tutela del patrimonio agroalimentare. Gli impatti su salute pubblica, atmosfera, rumore e vibrazioni sono invece considerati marginali. Il metanodotto sarà interamente interrato, ad eccezione degli impianti di linea e della segnaletica, che verranno mitigati attraverso opere di mascheramento vegetazionale per limitarne l’impatto visivo.
Durante la fase di esercizio, la condotta non impedirà l’uso agricolo dei terreni sovrastanti e le attività di ispezione e controllo periodico non sono ritenute in grado di produrre effetti significativi sull’ambiente circostante.
A partire dalla pubblicazione dell’avviso, cittadini, enti e soggetti interessati avranno 30 giorni di tempo per consultare il progetto e lo studio di impatto ambientale e presentare eventuali osservazioni scritte al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica