Aggregatore di feed
Viterbo conquista Monte Carlo con una maxi campagna promozionale
VITERBO – Viterbo sbarca a Monte Carlo e si prende la scena nel cuore del Principato di Monaco. In questi giorni la città dei papi è protagonista di una campagna pubblicitaria internazionale che la vede campeggiare sui manifesti affissi sui bus che attraversano le strade del Principato, meta simbolo del turismo d’élite europeo.
L’immagine scelta per la promozione è fortemente identitaria: il Palazzo Papale e il Duomo di San Lorenzo diventano il biglietto da visita di Viterbo all’estero, emblemi di una città ricca di storia, arte e spiritualità. Un’azione mirata a intercettare i flussi turistici d’oltralpe e, in particolare, il pubblico francofono.
Il messaggio, chiaro ed evocativo, è scritto in francese: “Viterbo, terre étrusque, cité des papes, cœur de l’Italie et de la Tuscie” (“Viterbo terra etrusca, città dei papi, cuore dell’Italia e della Tuscia”). Uno slogan che sintetizza l’anima storica della città, valorizzandone le radici etrusche e il ruolo centrale nel Medioevo come sede del papato.
Sull’iniziativa è intervenuta anche la sindaca Chiara Frontini, che sui social ha commentato con soddisfazione la campagna: “In questi giorni – ha scritto – molti viterbesi mi stanno inoltrando le immagini della nostra città sui bus del Principato di Monaco. È una campagna di promozione turistica che prosegue nel solco degli investimenti sui mercati francofoni, considerati un target prioritario per la nostra offerta territoriale”.
Un percorso strategico che, secondo la prima cittadina, sta già producendo risultati tangibili: “I numeri ci stanno dando ragione: il turismo cresce e si qualifica, portando Viterbo là dove merita, tra le destinazioni turistiche italiane”. Una vetrina internazionale che rafforza l’ambizione della città di ritagliarsi un ruolo sempre più centrale nel panorama turistico europeo.
San Martino al Cimino in lutto, addio a Filippo Maria Carlini
SAN MARTINO AL CIMINO – La comunità di San Martino al Cimino piange la scomparsa di Filippo Maria Carlini, figura storica del paese e fondatore della Pro Loco. La notizia della sua morte è stata resa nota proprio dall’associazione attraverso un messaggio pubblicato sui social, che ne ricorda con affetto l’impegno e il ruolo centrale nella vita comunitaria.
Carlini è stato il fondatore e il primo presidente della Pro Loco di San Martino al Cimino, realtà nata grazie alla sua visione e alla sua determinazione. Con dedizione e spirito di servizio ha messo a disposizione tempo ed energie per il bene del paese, contribuendo, insieme al direttivo, alla costruzione di un’associazione che nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per i cittadini e un importante anello di collegamento con le amministrazioni comunali che si sono succedute.
Nel messaggio di commiato, la Pro Loco sottolinea come il percorso avviato da Carlini abbia rappresentato un passaggio significativo per la crescita e la valorizzazione della comunità locale, lasciando un’eredità fatta di partecipazione, collaborazione e senso di appartenenza.
L’ultimo saluto a Filippo Maria Carlini si terranno oggi alle ore 15 nell’abbazia di San Martino al Cimino, dove amici, familiari e concittadini potranno stringersi nel ricordo di una persona che ha lasciato un segno profondo nella storia del paese.
Tarquinia, 2 milioni di euro al Gratta e Vinci
TARQUINIA – La fortuna fa tappa sul litorale tirrenico. A Tarquinia è stata centrata una vincita da 2 milioni di euro con un Gratta e Vinci “Mega Miliardario New”, acquistato in un punto vendita di via delle Croci. Un premio di massimo livello che porta la cittadina viterbese sotto i riflettori nazionali del gioco d’azzardo.
A segnalare la vincita è Agimeg, che sottolinea come il Lazio si confermi assoluto protagonista di questo avvio di 2026 sul fronte delle vincite milionarie. Dopo i grandi colpi della Lotteria Italia – 5 milioni di euro a Roma, 2,5 milioni a Ciampino e 1 milione ad Albano Laziale – la regione torna a festeggiare anche grazie ai Gratta e Vinci.
Nel dettaglio, nelle prime settimane del nuovo anno sono state registrate tre vincite milionarie con tre diversi tagliandi. Due di queste appartengono alla storica e amatissima famiglia “Miliardario”: 5 milioni di euro vinti a Roma con il “Maxi Miliardario New” in una ricevitoria di piazza Eschilo 29; 2 milioni di euro a Tarquinia con il “Mega Miliardario New” acquistato in via delle Croci 5. A completare il quadro, un altro premio da 1 milione di euro centrato ancora a Roma con il tagliando “Edizione Speciale VIP”, venduto in via Val di Lanzo 39.
“Tre premi di massimo livello – evidenzia Agimeg – che confermano come il Lazio sia una delle regioni più fortunate di questo primo scorcio del nuovo anno”. Per Tarquinia, intanto, resta il sorriso e la curiosità su chi sia il nuovo, misterioso milionario.
Cioccolato Frau di Mary, la Willy Wonka della Tuscia
VETRALLA - Lei è un po’ la Willy Wonka della Tuscia. E qui è come aver trovato il biglietto d’oro per entrare nella sua fabbrica di cioccolata. Perché Mary Frau, a Vetralla, fa tutto quello che fa il personaggio reso celebre da Gene Wilder prima, Johnny Depp e Timothée Chalamet poi: nel suo laboratorio artigianale produce ogni tipo di cioccolata, inventa nuove combinazioni, poi crea l’atmosfera giusta per farla gustare, rendendo la visita un’esperienza unica. E come Wonka, la sua passione “è nata da piccola – dice – mangiandola”.
L’unica differenza è che qui, per entrare, il biglietto d’oro non serve. Basta trovare il numero 13 di via Aurelia bis. Poi le porte di Cioccolato Frau – impresa associata alla Cna – si spalancheranno. E ancora come succede nel film, prima di comparire dalla “fabbrica” sul retro, lascerà gli avventori sbirciare le sue creazioni. “Faccio questo mestiere da 13 anni – spiega Mary Frau – ho lavorato Orvieto, in Marocco, Sardegna, Emilia Romagna e nel Lazio”. La sua cioccolateria è aperta a Vetralla da 6 anni.
Se provate a chiedere perché fa questo lavoro, la risposta è la più semplice. “Mi piace mangiarla, da bambina era la mia cosa preferita, mi dava un’emozione in più. Ho deciso che sarebbe diventata una professione quando mi sono posta la domanda: cosa mi piacerebbe fare? Volevo entrare in questo mondo perché il cioccolato ha un suo spirito, quindi mi sono detta: okay, ci provo”.
Le delizie dell’impresa di casa Cna nascono così. “Si parte dalle basi di cioccolato, che prendo da Varlhona, un’azienda francese tra le più importanti al mondo, nata oltre 100 anni fa. Hanno portato le loro coltivazioni e il cioccolato di eccellenza. Partendo dalla base e trasformo tutto nel mio laboratorio”. Giusto un paio di passi e arriva già confezionato dove tutti possono vederlo. “Ma non avrai un’accoglienza immediata: prima devi guardare e scegliere, restare un po’ in questo mondo, rapportarti con il mio locale. Solo dopo esco e mi presento”.
Uno dei punti di forza è la varietà. “Scelgo e produco in base a ciò che sento”. Se si torna dopo un anno dunque si trovano cose diverse? “Anche se si torna dopo tre giorni. Infatti i clienti entrano e chiedono subito: cosa hai fatto di nuovo? Non voglio fare sempre le stesse cose, rischia di diventare un lavoro meccanico”. Per capirlo basta buttare un occhio sui suoi profili Facebook e Instagram, che rispondono al nome dell’impresa, whatsapp 333.9104751.
Particolare: Mary, 44 anni, ha una figlia, Ginevra. Anche insieme a lei riesce a inventare qualcosa che va oltre gli schemi. “Siamo golose. Stavamo vedendo un film a casa, mangiando patatine. Lei mi guarda e dice: pensa se le mettiamo nel cioccolato. Il giorno dopo ho fatto le patatine glassate”. E come è andata? “Non ci sono più. Sparite, devo rifarle perché già me le stanno richiedono”. Altri esempi di come nascono le sue creazioni? “Parlando con le persone. Dicono: mi piacerebbe mangiare qualcosa fatta così. E io provo a farla. Creiamo insieme al cliente. Sono prodotti di fantasia e personalizzati”.
Chi pensa che esistano solo cioccolato al latte, fondente o bianco però sbaglia. “C’è un quarto tipo: il biondo”. Ovvero? “Arriva da Varlhona, è tendente al cioccolato al latte con una nota di caramello. Ma è solo un sentore. Se ti piace crea dipendenza, lo dico sempre ai miei clienti”. Il cioccolato ha un suo spirito, si diceva. “Nel mio logo c’è anche un cavallino a dondolo: quando lo mangi ridiventi bambino, non pensi più a niente. Riemergono i ricordi. È l’unica cosa in grado di dare questo effetto: ecco lo spirito, deve essere un’esperienza”.
Il processo di produzione è molto lento, “il cioccolato ha i suoi tempi, serve una certa temperatura, ci sono i fattori umidità e cristallizzazione”. Prospettive? “Farci conoscere di più, far entrare le persone in questo mondo. Se stai 10 minuti nel mio locale sei coccolato. È come se ti discostassi un po’ dalla realtà”. Qui vengono un po’ tutti: bambini, fidanzati, coppie più avanti con gli anni. Perché in fondo, come dice Willy Wonka, parlando di cioccolato, ciò che conta sono le persone con cui lo condividi.
Tentati furti alla periferia di Viterbo, notte di allarmi e interventi della vigilanza privata
VITERBO – Notte movimentata alla periferia della città, dove l’istituto di vigilanza privata della provincia di Viterbo è intervenuto per due distinti allarmi scattati a distanza di poche ore l’uno dall’altro.
Il primo episodio si è verificato in un’officina situata lungo la Cassia Nord. Alla centrale operativa è giunta una segnalazione di foto allarme: le immagini avrebbero immortalato alcuni individui intenti ad aggirarsi e ad armeggiare nei pressi di furgoni parcheggiati all’interno del piazzale dell’attività. Immediata la risposta della vigilanza, che ha disposto l’invio di due pattuglie di zona.
Giunti sul posto, e in coordinamento con il titolare dell’officina e le forze dell’ordine, gli operatori hanno riscontrato il taglio della rete di recinzione nella parte posteriore della struttura. I presunti responsabili, però, all’arrivo delle guardie particolari giurate si sarebbero dati alla fuga nelle campagne circostanti, riuscendo a far perdere le proprie tracce senza portare via nulla.
Poco dopo, un secondo allarme ha fatto scattare un nuovo intervento, questa volta presso un noto punto vendita di bricolage. Anche in questo caso la centrale operativa ha coordinato l’azione inviando due pattuglie sul posto, mentre una terza ha effettuato ronde di controllo nell’area perimetrale. All’arrivo delle guardie, le porte scorrevoli d’ingresso del negozio risultavano aperte.
Il punto vendita è stato immediatamente piantonato e, nel frattempo, sono state allertate le forze dell’ordine e il responsabile dell’attività, invitato a raggiungere la struttura per un controllo interno. Le verifiche successive non avrebbero evidenziato ammanchi né segni di furto.
Finanziamento regionale per la Torre dell'Orologio di Bassano in Teverina
BASSANO IN TEVERINA - Il comune di Bassano in Teverina ha ottenuto un finanziamento dalla regione Lazio, nell'ambito dei finanziamenti le dimore storiche, per un intervento di recupero e valorizzazione della Torre dell'Orologio, simbolo storico del borgo.
Il progetto prevede il recupero dell'orologio e il miglioramento dell'illuminazione della torre, con l'obiettivo di aumentarne la funzionalità e la visibilità, contribuendo al decoro urbano e alla valorizzazione del centro storico.
'Si tratta di un'occasione importante per continuare a migliorare il nostro borgo e investire sulla sua identità storica e culturale – dichiara il sindaco Alessandro Romoli –. La Torre dell'Orologio è un punto di riferimento per la comunità e per i visitatori: valorizzarla significa investire sulla qualità degli spazi pubblici'.
Travolto e ucciso insieme al cane, oggi l'autopsia
VITERBO - Verrà eseguita oggi l'autopsia sul corpo Luciano Di Pietra, il 75enne travolto e ucciso la sera dell'Epifania in via Rossini mentre rientrava a casa dopo una passeggiata con il cane, morto con lui nell'incidente. L'investimento è avvenuto sulle strisce pedonali ad opera di una Polo condotta da un 22enne.
L’anziano è stato sbalzato a diversi metri di distanza dal punto dell'impatto. Soccorso e trasportato in ospedale, per lui non c’è stato nulla da fare. Il cane, invece, è morto sul colpo.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale. Il giovane alla guida dell’auto, che è stato sottoposto ai test ed è risultato negativo all’assunzione di alcol e droga, è indagato per omicidio stradale ed è già stato sentito dagli investigatori.
L’esame autoptico, disposto dal pm Michele Adragna, sul corpo della vittima che verrà eseguito nel pomeriggio di oggi, servirà a chiarire dettagli utili ai fini della ricostruzione della dinamica dell'incidente. La famiglia della vittima ha nominato un proprio consulente.
Risparmio energetico 2026: famiglie sempre più orientate a soluzioni integrate e operatori locali
CIVITA CASTELLANA - Il risparmio energetico continua a rappresentare una priorità per le famiglie italiane e, in particolare, per quelle del territorio viterbese. Con l’avvio del 2026, lo scenario appare più stabile rispetto agli anni recenti, ma i costi dell’energia restano una voce rilevante nei bilanci domestici, spingendo cittadini e imprese a compiere scelte sempre più consapevoli.
Secondo gli operatori del settore, non si tratta più soltanto di ridurre l’importo della bolletta nel breve periodo, ma di costruire un equilibrio energetico sostenibile nel tempo, capace di coniugare convenienza economica, autonomia, attenzione all’ambiente e comfort abitativo. Un approccio che sta portando a una crescente integrazione tra fornitura energetica, autoproduzione e nuovi modelli di condivisione dell’energia.
Dal prezzo alla strategia energeticaNegli ultimi anni è emerso con chiarezza che il risparmio energetico più efficace non deriva esclusivamente dalla scelta dell’offerta più economica del momento. Le famiglie che ottengono risultati concreti e duraturi sono quelle che analizzano i propri consumi reali, le abitudini quotidiane e le caratteristiche dell’abitazione, pianificando interventi mirati.
Nel 2026, la parola chiave è programmazione: comprendere quando e come si consuma energia permette di adottare soluzioni coerenti, evitando interventi isolati e poco efficaci nel medio periodo. Un cambiamento di approccio che sta coinvolgendo un numero crescente di nuclei familiari anche nella Tuscia e nel Viterbese.
Il valore degli operatori localiIn questo contesto, cresce l’attenzione verso operatori luce e gas radicati sul territorio, in grado di affiancare alla fornitura un’attività di consulenza energetica. Realtà come Ecocirioni, attiva nella provincia di Viterbo e in tutto il Lazio, rappresentano un punto di riferimento per chi cerca interlocutori diretti e una maggiore chiarezza nelle scelte energetiche.
La prossimità territoriale consente una conoscenza più approfondita delle esigenze delle famiglie, delle tipologie abitative e delle criticità locali, favorendo un approccio meno standardizzato e più orientato a soluzioni personalizzate che integrano fornitura, efficienza e autoproduzione, tutte soluzioni che Ecocirioni offre direttamente e senza intermediari.
Fotovoltaico e accumulo: soluzioni sempre più diffuseTra le tecnologie più consolidate, il fotovoltaico residenziale continua a essere uno degli strumenti principali per ridurre i costi energetici. L’autoproduzione di energia elettrica permette di abbattere i prelievi dalla rete e di limitare l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi, con risparmi che in molti casi possono arrivare fino al 70%.
Accanto agli impianti fotovoltaici, cresce anche l’interesse per i sistemi di accumulo, in particolare tra chi ha già un impianto installato. Le batterie consentono di utilizzare l’energia prodotta durante il giorno anche nelle ore serali, aumentando l’autoconsumo e portando l’autonomia energetica dell’abitazione fino a valori prossimi al 90%, soprattutto in presenza di auto elettriche o altri consumi elettrici rilevanti.
Comunità energetiche: il risparmio diventa collettivo
Tra le novità più significative degli ultimi anni si collocano le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che nel 2026 stanno passando da una fase sperimentale a una diffusione più strutturata. Il modello consente di condividere l’energia prodotta localmente tra più soggetti, generando benefici economici e ambientali per l’intera comunità, di produttori e/o consumatori di energia.
Per i cittadini, la partecipazione gratuita a una CER può tradursi in una riduzione dei costi dell’energia di circa l’8% anche in assenza di un impianto fotovoltaico privato, percentuale che aumenta in presenza del fotovoltaico. Nel territorio viterbese, Ecocirioni ha già supportato la creazione delle Comunità Energetiche di Civita Castellana, Vitorchiano e Fabrica di Roma, contribuendo allo sviluppo di modelli energetici più sostenibili e partecipativi.
Verso un modello energetico integrato
Dalla fornitura luce e gas al fotovoltaico, dai sistemi di accumulo alle comunità energetiche e alle soluzioni a pompa di calore, il filo conduttore del 2026 è l’integrazione. Le soluzioni più efficaci non sono isolate, ma inserite in un sistema coerente e costruito nel tempo.
Un approccio che consente di ridurre i costi, aumentare l’autonomia energetica e affrontare con maggiore serenità le sfide future legate all’energia. In un territorio come quello viterbese, dove il rapporto con le realtà locali resta un valore centrale, affidarsi a operatori presenti sul campo può fare la differenza.
Informazioni
Ecocirioni Srl
Via Francesco Petrarca snc – 01033 Civita Castellana (VT)
c/o Cittadella della Salute
Tel. 0761 777219
www.ecocirioni.it
Liceo Buratti, studenti al freddo: la denuncia del sindacato studentesco
VITERBO – Aule fredde, termosifoni accesi ma insufficienti e termometri sequestrati. È quanto denunciato dalla Rete degli Studenti Medi di Viterbo in merito alla situazione che si sarebbe verificata nella mattinata di ieri al liceo Mariano Buratti, dove numerosi studenti segnalano temperature incompatibili con il normale svolgimento delle attività scolastiche.
Secondo quanto riferito dal sindacato studentesco, a fronte delle ripetute lamentele per il malfunzionamento del sistema di riscaldamento, agli studenti sarebbero stati forniti dei termometri per verificare se le temperature all’interno delle aule rispettassero i parametri previsti dal D.Lgs. 81/08, che stabilisce un range compreso tra i 18 e i 22 gradi. Le rilevazioni effettuate avrebbero invece registrato valori ben al di sotto dei limiti di legge, con punte che avrebbero raggiunto anche i 14 gradi.
La risposta della dirigente scolastica, sempre secondo la ricostruzione degli studenti, non sarebbe stata l’apertura a un confronto, ma il sequestro di uno dei due termometri utilizzati per il monitoraggio. Un gesto che il sindacato definisce “arbitrario e autoritario”, sottolineando come si tratti di oggetti innocui e non vietati da alcun regolamento scolastico.
“La risposta a chi cerca di far rispettare la legge e i diritti degli studenti non può essere l’intimidazione – afferma la Rete degli Studenti Medi – ma il dialogo e l’ascolto delle istanze della comunità studentesca. Pretendiamo che simili episodi non si ripetano e che venga garantito il diritto allo studio in ambienti sicuri e accoglienti”.
Dal racconto del rappresentante della Rete degli Studenti, emerge un quadro definito “preoccupante”, che non riguarderebbe soltanto il liceo Buratti ma anche altri edifici scolastici del territorio, alle prese con riscaldamenti mantenuti ai minimi consentiti. La dirigente avrebbe spiegato agli studenti che il controllo delle temperature non rientra nelle loro competenze e che la scuola avrebbe provveduto a gestire la situazione. Agli alunni sarebbe stato inoltre suggerito di vestirsi in modo più pesante, evitando magliette a maniche corte.
Sempre secondo quanto riferito, la preside avrebbe motivato il limite nell’uso del riscaldamento anche con ragioni ambientali, sottolineando come i termosifoni sempre accesi comportino un danno per l’ambiente e non possano superare determinate soglie di temperatura. Le classi monitorate sarebbero circa sei, tutte situate nella struttura principale dell’istituto.
Resta ora il nodo del confronto tra studenti e dirigenza, con la richiesta, da parte del sindacato, di un intervento concreto per riportare le temperature nei limiti di legge e garantire condizioni dignitose per lo svolgimento delle lezioni.
Leredità del Giubileo e le sfide della Tuscia
VITERBO - Un’eredità preziosa, da custodire e portare sempre con noi. È quella lasciata dal Giubileo appena concluso, un anno che ha segnato il territorio con pellegrinaggi, iniziative e momenti di riflessione. È da questa consapevolezza che il Vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza, nel tradizionale incontro di inizio anno con la stampa, traccia il bilancio e indicare le priorità della comunità diocesana e civile.
Il cuore del messaggio
Un cambio di passo chiaro: passare da “una Chiesa di servizi a una Chiesa di esperienze”. L’esperienza del Giubileo ha dimostrato che il lavoro condiviso tra associazioni, parrocchie e cittadini è possibile e produce risultati, superando chiusure e frammentazioni varie e eventuali. Un modello che il Vescovo intende portare avanti anche nei prossimi mesi, iniziando con la “Tenda del Giubileo”, che verrà riproposta durante la Quaresima nelle diverse zone pastorali della diocesi.
Il Problema viterbese
Lo sguardo di Monsignor Piazza si allarga poi alle questioni sociali che interessano la Tuscia: lo spopolamento dei borghi, la denatalità, l’impoverimento economico e l’invecchiamento della popolazione. Sfide queste, che non possono essere affrontate da sole.
Da qui nasce una novità: l’istituzione di un Osservatorio Territoriale, un tavolo di lavoro permanente che mette insieme Diocesi, Comuni, Università ed enti come comunità montane e parchi. “Le politiche sociali e le parrocchie si occupano entrambe delle povertà – ha spiegato il Vescovo – perché non lavorare insieme? I sindaci hanno compreso che solo unendo le forze si possono affrontare molti problemi”.
Riguardo alla povertà ha poi aggiunto un messaggio forte “La povertà non è degrado, la povertà è un bisogno, non un rischio. Diventa miseria solo quando non trova una società capace di restituire dignità”.
L’augurio del nuovo anno con uno sguardo ai giovani
Infine, l’ultimo e forse più sentito messaggio, rivolto in modo particolare ai più giovani: “L’anno che si è appena concluso è stato un anno fautore di speranza, un sentimento che deve guidarci e sostenerci, aiutandoci a trasformare le difficoltà che incontreremo in occasioni per dimostrare che cuore abbiamo”. Con queste parole, il Vescovo rivolge a tutti i viterbesi il suo augurio di buon anno.