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Storie di donne. Visioni di futuro: l8 marzo Cna celebra limprenditoria femminile
VITERBO – Un pomeriggio dedicato al talento, al coraggio e alla capacità di reinventarsi. Domenica 8 marzo, dalle ore 16, l’hub di artigianato artistico Lazio Artigiana, in via dell’Orologio Vecchio, ospiterà “Storie di donne. Visioni di futuro”, iniziativa promossa da CNA Viterbo e Civitavecchia attraverso Cna Impresa Donna, presieduta da Lucia Maria Arena, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna.
L’evento nasce come spazio di racconto e confronto, dedicato alla donna nelle sue varie dimensioni, dalla sfera personale, professionale fino a quella creativa. Protagoniste saranno le artigiane e imprenditrici associate alla Cna, che condivideranno esperienze di vita e di lavoro, tra sfide superate e progetti trasformati in realtà. L’ingresso è libero e gratuito.
Momento centrale del pomeriggio sarà la presentazione del libro “C’è sempre tempo per ricominciare” (De Agostini), firmato da Licia Fertz ed Emanuele Elo Usai. Un’opera autobiografica che invita a ripensare il concetto di età, valorizzando la terza età femminile come stagione di nuove opportunità e promuovendo una visione attiva e consapevole dell’invecchiamento.
Ad arricchire l’iniziativa saranno le esibizioni del Corpo Bandistico R. Poleggi, diretto dal maestro Luca Tomarchio. Attiva dal 1873, la formazione rappresenta una storica realtà culturale del territorio viterbese, capace di coniugare tradizione e innovazione musicale.
Un appuntamento che unisce storie, cultura e ispirazione, nel segno della valorizzazione del lavoro femminile e della costruzione di nuove prospettive per il futuro.
Multe: proventi per 5 milioni in tre anni
di Fabio Tornatore
VITERBO - Previsti incassi che ammonteranno fino a quasi 5 milioni di euro, in tre anni, per le contravvenzione elevate dalla Polizia Municipale di Viterbo. Le infrazioni al Codice della Strada da parte dei cittadini viterbesi porteranno nelle casse municipali 1 milione 650 mila euro, 4 milioni 950 mila nel triennio 2026-28. Il 50% di queste entrate, come da normativa di legge, dovrà essere speso per la sicurezza stradale.
Costerà dunque cara l'inosservanza del Codice agli automobilisti viterbesti: limiti di velocità, divieti di sosta, patenti scadute, utilizzo del cellulare durante la guida. Molti di questi illeciti sono molto pericolosi per l'incolumità degli automobilisti e dei pedoni, come hanno dimostrato anche i dati sugli incidenti stradali e le vittime.
La somma che dovrà essere investita ammonterà quindi a 825 mila euro per ogni anno, dalla quale saranno decurtati i 'crediti di dubbia esigibilità', per un totale di 380 mila euro annui. Del restante ci sono 88 mila euro l'anno per la manutenzione della segnaletica e 40 mila per quella mobile, 90 mila euro per la manutenzione delle strade comunali, 47 mila per gli impianti delle ZTL delle aree pedonali, quasi 30 mila euro per nuove telecamere e per la manutenzione di quelle che ci sono già, 70 mila euro per la manutenzione degli impianti semaforici. Una spesa importante riguarda la Polizia Municipale: equipaggiamento, formazione, esercitazioni, vestiario, spese previdenziali, software aggiornati.
Nel novero degli investimenti, somme che rientrano nelle mani della popolazione in termini di maggiore sicurezza e strade efficienti, non ci sono specifici strumenti per la sicurezza pubblica, come dossi artificiali o rallentatori ottici, barriere parapedonali o parapetti. Come è stato purtroppo constatato nell'ultimo anno, la velocità, le condizioni stradali o la presenza di incroci a raso, in strade dove è facile raggiungere velocità elevate, possono risultare una miscela pericolosissima per gli stessi automobilisti ma anche per tutti gli altri utenti della strada.
Checco, pagaci il Cammino: lappello dei ragazzi di Juppiter diventa virale
CAPRANICA - Un appello diretto, ironico ma carico di significato: “Checco, aiutaci a realizzare il nostro sogno. Dacci i soldi”. È stato il messaggio lanciato l’11 febbraio sui social da Barbara, Franco, Maklen e Antonio, ragazzi dell’associazione Juppiter, realtà che da decenni opera nel settore della disabilità e promuove esperienze inclusive come le “carovane” educative.
Il destinatario è Checco Zalone, reduce dal successo del film “Buen Camino”, record d’incassi e tra i più visti della storia del cinema italiano. Dopo i complimenti per il film, la richiesta diretta: sostenere economicamente il loro prossimo progetto, il “Viaggio alla fine del mondo”, che nel 2026 porterà il gruppo da Roma alla volta di Finisterre, lungo il Cammino di Santiago.
L’idea del video – spiegano dall’associazione e l’addetto stampa Daniela Sangiorgi – è nata quasi per scherzo, tra entusiasmo e passaparola, sfruttando anche l’uscita del film nelle sale. Ma dietro la provocazione c’è un obiettivo concreto: trovare fondi per un viaggio lungo e impegnativo, simbolo di autonomia, inclusione e crescita personale. “Noi siamo pronti, ci mancano i soldi. Perché non ci paghi tu il Cammino? E ora non parliamo all’artista ma all’uomo: Luca… rispondi!”, è l’appello finale.
Il video ha superato ogni aspettativa: rilanciato e ripreso da numerose tesate nazionali e non, ha raggiunto circa tre milioni di visualizzazioni, diventando un piccolo ma emblematico caso mediatico.
Come racconta l’addetto stampa Daniela Sangiorgi, l’eco è stato “fortissimo e quasi inaspettato”, un’onda positiva che l’associazione ha deciso di cavalcare. Alla fatidica domanda se Zalone abbia risposto, per ora la replica è negativa. “Abbiamo atteso che finisse il Festival di Sanremo nella speranza di una risposta, ma nonostante questo il nostro viaggio si farà comunque”.
La partenza è prevista per giugno, in un periodo più favorevole dal punto di vista climatico. A comporre la carovana saranno cinque ragazzi con disabilità, cinque adolescenti, cinque comunicatori incaricati di raccontare l’esperienza sui social e attraverso comunicati stampa, e cinque educatori.
L’arrivo a Finisterre – anticamente considerata la “fine del mondo” – darà senso al titolo del progetto. Con o senza sponsor d’eccezione, i ragazzi di Juppiter sono pronti a mettersi in cammino.
Pericolosissima su due ruote: la segnalazione dal Poggino alla Cassia Nord
VITERBO – Si torna a parlare di buche sui social e questa volta tocca alla Cassia Nord, arteria percorsa quotidianamente da molti viterbesi. È proprio da questi ultimi che nasce la segnalazione: “Cassia Nord, per girare al Poggino, su due ruote pericolosissima”.
Su Facebook ormai è consuetudine riportare i disagi vissuti, così da poterli condividere e, se possibile, sperare che la segnalazione arrivi a chi di dovere; è proprio da uno di questi gruppi, “Viterbo Centro Storico e Mobilità Urbana”, che nasce la segnalazione relativa al Poggino.
La segnalazione
La corsia di immissione sulla Cassia Nord dal Poggino presenta un asfalto deteriorato, con buche di alcuni centimetri in prossimità della segnaletica orizzontale. Queste condizioni sono sicuramente il risultato delle recenti piogge, unite al logoramento causato dai mezzi che quotidianamente transitano sulla strada. Consigliamo anche noi di prestare prudenza, soprattutto a chi è alla guida di ciclomotori, in attesa della manutenzione dovuta.
Conclusa la prima edizione di 'Plastica Zero Tarquinia-Montalto di Castro'
TARQUINIA - Si è conclusa la prima edizione di 'Plastica Zero Tarquinia-Montalto di Castro', il progetto promosso da Confcommercio Lazio Nord, con il supporto delle Camere di Commercio di Rieti-Viterbo e Roma, finalizzato alla riduzione della plastica monouso negli stabilimenti balneari del litorale. Hanno partecipato 10 stabilimenti di Tarquinia e Montalto di Castro, rappresentativi del comparto locale per dimensioni e servizi.
I principali risultati
Il 100% degli stabilimenti effettua raccolta differenziata di plastica, vetro e carta; il 90% gestisce correttamente anche la frazione organica; l'80% forma regolarmente il personale sui temi della sostenibilità; il 20% ha eliminato totalmente la plastica monouso.
'Best practice'
Tra le 'best practice' si distinguono gli stabilimenti Tibidabo e La Pineta, di Tarquinia Lido, che hanno raggiunto il punteggio massimo di sostenibilità 5/5, grazie all'utilizzo di materiali compostabili, stoviglie riutilizzabili e distributori d'acqua per clienti e personale. Seguono poi gli stabilimenti Il Porticciolo e Tirreno con un punteggio di 4/5.
Le criticità
Queste le criticità emerse: l'80% utilizza ancora plastica monouso, con il 90% dell'utilizzo residuo concentrato nell'area bar/ristorazione; solo il 50% dei clienti rispetta correttamente le regole di conferimento dei rifiuti; il 60% non dispone ancora di distributori d'acqua alternativi alle bottiglie in plastica; la comunicazione ambientale risulta ancora limitata, prevalentemente svolta in loco. Il progetto ha inoltre promosso un approccio più ampio alla sostenibilità, includendo tutela dell'ecosistema marino, rispetto della biodiversità, risparmio idrico, valorizzazione dei prodotti locali e iniziative di 'plogging'.
Le prospettive future
'L'obiettivo è trasformare le buone pratiche emerse in uno standard permanente - informa Lorenza Turilli, presidente della Confcommercio Sezione Tarquinia -. L'idea è di procedere estendendo il progetto ad altre attività turistiche, introducendo sistemi di certificazione ambientale e rafforzando la collaborazione con enti locali, scuole e università'.
Un modello replicabile
''Plastica Zero Tarquinia-Montalto di Castro' dimostra che la transizione verso un modello balneare più sostenibile è concreta, misurabile e replicabile – sottolinea Marzia Marzoli, presidente del Sindacato Italiano Balneari (Sib) di Tarquinia -. Il successo della prima edizione ci spinge a lavorare affinché questa esperienza diventi uno standard consolidato per il territorio'.