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Truffe via social e il falso voto per la ballerina
di Fabio Tornatore
VITERBO - 'Ciao, potresti votare per Francesca?'. Non è la richiesta di un amico, anche se viene da un contatto personale di Whatsapp, il social network istantaneo, ma è il nuovo tentativo di truffa per addescare vittime. 'E' la figlia dei miei amici, il primo premio è un corso gratuito di danza, ed è molto importante per lei!', Così prosegue il messaggio, con la foto di una bambina in tutù.
Continuano a girare come moneta falsa i messagi di truffa sui social network, da Whatsapp a Facebook, fino alle e-mail. I tentativi di 'fishing' non si fermano, e ormai viaggiano sull'ordine di almeno uno al giorno. Il 'fishing' è il tentativo di truffa che consiste nel gettare un'esca a migliaia di persone e attendere che qualcuno 'abbocchi', come nella pesca a strascico, da cui prende il nome.
Solo pochi mesi fa il post su facebook che pubblicizzava finti abbonamenti gratuiti per i mezzi pubblici della società Francigena a Viterbo: si accedeva al link, si compilavano i form e poi si inseriva il numero della carta di credito, e tisarebbe arrivata a casa (secondo il falso sito) l'abbonamento gratuito. Ovviamente tutto smentito da Francigena e dal Comune di Viterbo.
Poi ci sono le false e-mail di BRT, 'Il tuo ordine è in attesa', o quelli (fake) di Poste Italiane, di Banca Intesa, o di aiuti umanitari inesistenti, che chiedono aggiornamenti di conti e profili, o le false convocazioni da parte di Polizia di Stato o Carabinieri.
La Tuscia si ribella all'invasione delle rinnovabili
MONTEFIASCONE - Un grido d'allarme corale e trasversale si è levato dal cuore della Tuscia. Istituzioni, associazioni di categoria e cittadini si sono riuniti in un'assemblea senza precedenti, promossa dal Comitato Rinnovabili Tuscia, per denunciare quello che definiscono un vero e proprio 'assalto' al territorio da parte dei grandi impianti eolici e fotovoltaici. La provincia di Viterbo, secondo i dati emersi, contribuisce già per circa l'80% alla produzione da fonti rinnovabili del Lazio: un carico sproporzionato che rischia di trasformare definitivamente la zona in una piattaforma industriale energetica.
Il paesaggio della Tuscia porta già i segni profondi di questa transizione non governata. Le 'superfici di silicio' hanno già compromesso la campagna intorno a Montalto di Castro, mentre le pale eoliche che svettano tra Canino e Scansano rappresentano solo l'inizio. Oggi la minaccia si fa più imponente: decine di aerogeneratori giganti da 200 metri puntano a insediarsi vicino a Ischia di Castro e al Lago di Bolsena, mettendo a rischio un patrimonio naturale e turistico unico al mondo.
L'incontro è stato coordinato da Francesco Pratesi, Presidente di Italia Nostra Toscana e figlio del pioniere dell'ambientalismo Fulco Pratesi. Il suo messaggio è stato netto: la transizione energetica è necessaria, ma non può tradire la tutela del paesaggio.
'Non si può difendere il clima distruggendo i luoghi che rendono unico il nostro Paese.'
La forza della protesta risiede nella sua ampiezza. Al tavolo sedevano i sindaci di Bolsena, Bagnoregio, Montalto di Castro, Ischia di Castro e Farnese, insieme al Presidente della Provincia Alessandro Romoli. Il fronte politico si è mostrato unito con la presenza di consiglieri di maggioranza e opposizione, come Daniele Sabatini (Presidente Commissione Ambiente) ed Enrico Panunzi.
Anche il mondo produttivo ha fatto sentire la sua voce attraverso Confagricoltura, Coldiretti e CIA, unite nel denunciare come la pressione degli impianti stia drogando il mercato dei terreni, rendendo impossibile l'accesso alla terra per i giovani agricoltori e minacciando l'economia rurale e il valore immobiliare.
La coalizione TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) ha scardinato la narrazione secondo cui la distruzione del suolo agricolo sarebbe un 'male necessario'. Esistono soluzioni concrete per raggiungere gli obiettivi europei al 2030 senza consumare un solo ettaro di terra vergine:
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Tetti e capannoni: Utilizzo sistematico delle superfici industriali esistenti.
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Infrastrutture: Copertura di parcheggi e aree di sosta.
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Aree degradate: Recupero di siti già compromessi o abbandonati.
Il punto di caduta della mobilitazione è la prossima legge regionale sulle aree idonee, attesa entro maggio. La richiesta della Tuscia alla politica è chiara:
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Stop alla concentrazione: Evitare che il Viterbese continui a essere l'unica 'servitù energetica' della regione.
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Tutela dei criteri: Introdurre vincoli stringenti per salvaguardare agricoltura e turismo.
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Equità territoriale: Garantire un reale burden sharing (ripartizione del carico) tra tutte le province del Lazio.
La mobilitazione non si ferma qui: l'obiettivo è costruire una risposta unitaria e permanente per impedire che la Tuscia venga sacrificata sull'altare di una speculazione che non porta benefici reali alle comunità locali.
Emergenza ambientale e sanitaria del Lago di Vico
RONCIGLIONE - Il bacino del Lago di Vico è un 'malato terminale' e il tempo delle mediazioni è scaduto. Con un atto di diffida formale indirizzato a tutti gli enti competenti – dal Comune di Ronciglione alla Regione Lazio, fino alla ASL e ai Carabinieri Forestali – il gruppo Attivismo by Progetto Vegan ha aperto un nuovo fronte legale per denunciare una crisi che, nel primo trimestre del 2026, ha raggiunto livelli d’allarme senza precedenti.
Al centro della denuncia ci sono i dati agghiaccianti raccolti all'inizio di quest'anno. La pressione delle monoculture intensive di noccioleti, che circondano lo specchio d'acqua, continua a riversare nel bacino quantità insostenibili di fosforo. Il risultato è un’eutrofizzazione avanzata: una proliferazione di alghe tossiche (microcistine) che non solo uccide la biodiversità lacustre, ma minaccia direttamente l’acqua che sgorga dai rubinetti dei cittadini.
L’esposto non si limita alla protesta ambientale, ma poggia su basi giuridiche granitiche. Viene contestata la violazione dell'Articolo 32 della Costituzione (diritto alla salute) e del D.Lgs. 152/2006.
Punto nodale della diffida è la Sentenza del Consiglio di Stato n. 4165/2024, che già due anni fa sanciva l’obbligo di intervento urgente. Ignorare tali disposizioni, si legge nel documento, configura profili di responsabilità penale e amministrativa per omissione di atti d’ufficio.
La diffida traccia una 'road map' di interventi immediati non più rimandabili:
Ente Coinvolto Azione Richiesta Comune di Ronciglione Ordinanze restrittive immediate su fertilizzanti e pesticidi. ASL Viterbo Trasparenza totale sui dati di microcistine, arsenico e metalli pesanti. Carabinieri Forestali Controlli serrati sulle distanze di sicurezza dei trattamenti agricoli dai corsi d'acqua. Talete S.p.A. Comunicazioni chiare sulla potabilità e sui sistemi di trattamento adottati. Regione Lazio Attuazione integrale delle misure imposte dalla magistratura amministrativa.