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Tragedia nella Tuscia: 39enne perde la vita sotto un cavalcavia nel Reatino
VITERBO - Un dramma si è consumato nel tardo pomeriggio di venerdì 2 gennaio lungo la strada statale Salto Cicolana, in provincia di Rieti. Un uomo di 39 anni è stato rinvenuto senza vita ai piedi di un cavalcavia, all’altezza della frazione di Capradosso, nel comune di Petrella Salto. L’uomo, originario di Bagnoregio ma da tempo residente a Viterbo, è Claudio Valentini, sposato e padre di un bambino di quasi quattro anni.
L’allarme è stato lanciato intorno alle ore 18. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Purtroppo, all’arrivo dei soccorsi, per il 39enne non c’era già più nulla da fare: il personale medico ha potuto soltanto constatare il decesso.
Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri, che stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, compresa quella di un gesto volontario. Dopo le verifiche di rito, la salma è stata restituita ai familiari per consentire lo svolgimento delle esequie.
La tragedia arriva a breve distanza da un altro grave lutto che ha colpito la Tuscia. Solo due giorni prima, il 31 dicembre, un giovane di 27 anni era stato trovato morto sulle rive del lago di Bolsena, nel territorio di Montefiascone, con accanto un’arma da fuoco. Il ragazzo, molto conosciuto e stimato in paese, risultava irreperibile dalla sera precedente ed era figlio del comandante di una stazione dei carabinieri della provincia di Viterbo. I funerali si sono svolti nel pomeriggio di ieri nella basilica di San Flaviano, gremita di persone.
FLAVIO DE ALESSANDRIS
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Previsioni meteo per il week end del 3 e 4 gennaio
Viterbo
Sabato. Nuvolosità in transito nel corso della giornata su tutti i settori ma con tempo asciutto sia al mattino che al pomeriggio. Poche variazioni in serata con molte nuvole, deboli fenomeni nella notte. Temperature comprese tra +6°C e +11°C.
Domenica. Giornata all'insegna del tempo instabile con cieli nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio associati a piogge e acquazzoni diffusi. In serata e nottata si rinnovano condizioni di instabilità con precipitazioni moderate. Temperature comprese tra +5°C e +10°C.
Lazio
Sabato. Molte nuvole in transito su tutta la regione nel corso della giornata con piogge sparse soprattutto sui settori centro-meridionali sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata nessuna variazione con cieli nuvolosi e fenomeni diffusi.
Domenica. Giornata all'insegna dell'instabilità su tutta la regione con cieli nuvolosi associati a piogge e acquazzoni diffusi sia al mattino che al pomeriggio. Nessuna variazione nelle ore serali e notturne con precipitazioni su tutti i settori e neve fino a 1500-1600 metri sui rilievi.
NAZIONALE
AL NORD
Al mattino tempo stabile su tutte le regioni con nuvolosità bassa in Pianura Padana e sereno altrove. Al pomeriggio non sono attese particolari variazioni. In serata e nottata nuvolosità in aumento tra Liguria, Emilia Romagna e Triveneto con locali fenomeni sulla Romagna, sereno o poco nuvoloso altrove.
AL CENTRO
Al mattino nuvolosità irregolare in transito su tutte le regioni con piogge sul Lazio. Al pomeriggio precipitazioni anche nelle zone interne dell'Abruzzo con neve oltre i 1600-1700 metri. Tra la serata e la notte tempo in peggioramento con piogge ed acquazzoni sparsi, specie sul versante tirrenico, con neve in Appennino oltre i 1700-2000 metri.
AL SUD E SULLE ISOLE
Nuvolosità irregolare in transito con locali piovaschi su Sardegna e regioni tirreniche, sereno o poco nuvoloso altrove. Al pomeriggio non sono attese variazioni di rilievo. Tra la serata e la notte nuvolosità in generale aumento ma con precipitazioni ancora soprattutto sulla Campania e locali fenomeni sulla Sardegna.
Temperature minime e massime stabili o in calo al Nord e in aumento al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori.
Strage di Capodanno, il Silb Fipe di Viterbo: ''Da noi più regole di tutti''
VITERBO - La strage di Capodanno nel locale Constellation a Crans Montana, con 47 morti e più di un centinaio di feriti, accende anche in Italia il dibattito sul problema della sicurezza dei locali.
Mentre le autorità svizzere hanno avviato un'indagine per chiarire, tra l'altro, la regolarità delle vie di fuga e i materiali da costruzione utilizzati nel locale, il Silb Fipe di Viterbo, nell'esprimere il proprio cordoglio per le vittime, ricorda che ''l'Italia è la nazione europea che ha più regole di tutti''.
Il presidente provinciale Luca Talucci, sottolinea che ''per aprire un locale dove si balla, dove c'è aggregazione, dove c'è musica ci sono regole specialmente in materia di sicurezza: antincendio, uscite di sicurezza in base alle capienze, materiali con resistenza al fuoco, impianti denominati Evak per segnalare acusticamente l'eventuale evacuazione e altro ancora. E' la commissione vigilanza comunale ad esprimere parere nonché a rilasciare l'eventuale licenza. Tutto ha un costo''.
Il Silb Fipe di Viterbo ricorda il ''personale qualificato, personale addetto alla sicurezza, al primo soccorso, innumerevoli frequentazioni di corsi di aggiornamento, tutto questo fa si che un locale è certificato sicuro''. Il sindacato dei locali da ballo e di pubblico intrattenimento sottolinea che c'è ''differenza tra chi balla in bar, pizzeria, ristorante c'è e di gran lunga''.
''Ballare in sicurezza è un diritto e un dovere, lo slogan che nato a Viterbo da questa presidenza - ricorda Talucci - pian piano viene citato in tutte le province Italiane. Quando ai Comuni viene comunicato un esposto sarebbe giusto andare a controllare quell'attività che presumibilmente non è in regola , forse si potrebbe salvare un'ulteriore vittima''.
Risarcimento record: chiesti 160 milioni per le nocciole della Tuscia
VITERBO - La Regione Lazio ha chiesto il maxi risarcimento di 160 milioni di euro al Ministero dell'Agricoltura per indennizzare i produttori di nocciole della Tuscia dopo il crollo della produzione del 2025.
La calamità principale è stata rilevata nella Cascola Anomala delle nocciole, ma le cause sono molteplici e più complesse, per la maggior parte legate, a quanto pare, ai cambiamenti climatici.
a Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato, su proposta dell'assessore all'Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, Giancarlo Righini, la delibera che propone la declaratoria di eccezionalità dei danni causati dalla calamità naturale legata alla cascola anomala delle nocciole e alla forte incidenza di frutti vuoti o danneggiati, verificatasi nel corso del 2025 nel territorio della provincia di Viterbo. Il provvedimento è finalizzato a richiedere al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste il riconoscimento ufficiale dell’evento calamitoso, condizione necessaria per l’attivazione degli interventi di sostegno a favore delle imprese agricole danneggiate. Dalle verifiche tecniche condotte dall’Area Decentrata Agricoltura di Viterbo, infatti, è emerso un quadro particolarmente grave: l’evento calamitoso ha interessato l’intera superficie corilicola provinciale, pari a circa 28.000 ettari, con una perdita media dell’80% della produzione ordinaria. Il danno economico complessivo stimato ammonta a 160,8 milioni di euro. Le cause del fenomeno sono riconducibili a una concomitanza di fattori climatici e biotici, tra cui gelate tardive, anomalie termiche, eccessi di pioggia, stress idrici e fitopatie, che hanno compromesso in modo significativo l’allegagione e lo sviluppo dei frutti, con effetti estesi sia sulle produzioni convenzionali sia su quelle biologiche. A seguito del riconoscimento ministeriale, le aziende agricole ricadenti nel territorio delimitato potranno presentare domanda per accedere alle misure previste dalla legislazione vigente, che comprendono contributi in conto capitale e agevolazioni previdenziali, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo di solidarietà nazionale. «La corilicoltura rappresenta una colonna portante dell’agricoltura laziale e in particolare dell’economia della Tuscia. I danni subiti nel 2025 dalle aziende della provincia di Viterbo hanno superato ampiamente il rischio ordinario d’impresa, mettendo in seria difficoltà centinaia di produttori. Con questa deliberazione la Regione Lazio compie un passo fondamentale per consentire l’attivazione degli strumenti di sostegno previsti dalla normativa nazionale. Continueremo a lavorare con il Ministero affinché il riconoscimento dell’eccezionalità arrivi in tempi rapidi e le imprese possano ottenere il supporto necessario per superare questa fase critica e guardare con fiducia alla ripresa produttiva», ha dichiarato l’assessore Giancarlo Righini.'La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato, su proposta dell'assessore all'Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, Giancarlo Righini, la delibera che propone la declaratoria di eccezionalità dei danni causati dalla calamità naturale legata alla cascola anomala delle nocciole e alla forte incidenza di frutti vuoti o danneggiati, verificatasi nel corso del 2025 nel territorio della provincia di Viterbo' fanno sapere da via della Pisana.
'Il provvedimento è finalizzato a richiedere al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste il riconoscimento ufficiale dell’evento calamitoso, condizione necessaria per l’attivazione degli interventi di sostegno a favore delle imprese agricole danneggiate.Dalle verifiche tecniche condotte dall’Area Decentrata Agricoltura di Viterbo, infatti, è emerso un quadro particolarmente grave: l’evento calamitoso ha interessato l’intera superficie corilicola provinciale, pari a circa 28.000 ettari, con una perdita media dell’80% della produzione ordinaria. Il danno economico complessivo stimato ammonta a 160,8 milioni di euro. Le cause del fenomeno sono riconducibili a una concomitanza di fattori climatici e biotici, tra cui gelate tardive, anomalie termiche, eccessi di pioggia, stress idrici e fitopatie, che hanno compromesso in modo significativo l’allegagione e lo sviluppo dei frutti, con effetti estesi sia sulle produzioni convenzionali sia su quelle biologiche. A seguito del riconoscimento ministeriale, le aziende agricole ricadenti nel territorio delimitato potranno presentare domanda per accedere alle misure previste dalla legislazione vigente, che comprendono contributi in conto capitale e agevolazioni previdenziali, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo di solidarietà nazionale.
«La corilicoltura rappresenta una colonna portante dell’agricoltura laziale e in particolare dell’economia della Tuscia. I danni subiti nel 2025 dalle aziende della provincia di Viterbo hanno superato ampiamente il rischio ordinario d’impresa, mettendo in seria difficoltà centinaia di produttori. Con questa deliberazione la Regione Lazio compie un passo fondamentale per consentire l’attivazione degli strumenti di sostegno previsti dalla normativa nazionale. Continueremo a lavorare con il Ministero affinché il riconoscimento dell’eccezionalità arrivi in tempi rapidi e le imprese possano ottenere il supporto necessario per superare questa fase critica e guardare con fiducia alla ripresa produttiva», ha dichiarato l’assessore Giancarlo Righini'.
Il tricolore che sventola lacerato sulla torre dellorologio di Bagnaia
VITERBO – La bandiera è da sempre considerata il simbolo per antonomasia di identità, unità e valori condivisi da una nazione, un gruppo o un’organizzazione. Oggi, sopra la torre dell’orologio di Bagnaia, il tricolore italiano sventola, ma non nella sua interezza.
A causa, molto probabilmente, del maltempo degli scorsi giorni, la bandiera presente sulla sommità della torre risulta priva di una parte del drappo, quello rosso. A occhio nudo è visibile una lacerazione netta del tessuto, probabilmente provocata dalle forti raffiche di vento che, insieme alla naturale usura meccanica a cui la bandiera è sottoposta quotidianamente, hanno causato lo strappo.
L’appello da parte dei cittadini bagnaioli è quello di procedere alla sostituzione della bandiera sulla torre dell’orologio prima di mercoledì 7 gennaio, data in cui ricorre la Festa del Tricolore, affinché anche Bagnaia possa celebrare questa importante giornata con il proprio simbolo nazionale.
Aspettando la befana, la calza più lunga del mondo torna a Viterbo
VITERBO – Una tradizione che conta ventiquattro edizioni alle spalle. Torna anche quest’anno la calza più lunga del mondo. Con i suoi 52 metri di lunghezza, la calza verrà trasportata da oltre 100 befane, tutte made in Tuscia, e da 15 Fiat 500 storiche.
Ad introdurre la giornata del 5 gennaio è la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini: 'Una festa fatta dalle persone, per le persone. Funziona perché nasce per stare assieme ed è ormai diventata una delle ricorrenze più rappresentative per la città'.
Una giornata che ha anche un importante valore sociale, come spiega l’assessore alle politiche sociali, Rosanna Giliberto: 'Una tradizione che fa comunità, capace di unire più generazioni. Oltre ad essere conosciuta deve essere condivisa con le nuove generazioni, grazie anche alle collaborazioni con le scuole, che promettono di portare più befane e spazzacamini nella tradizione del 5'.
L’evento nel dettaglio
Una calza della Befana lunga 52 metri, trasportata da 15 Fiat 500 storiche e da oltre 100 befane, è questa la formula magica con cui la giornata prenderà vita.
Il percorso – La partenza è prevista da Porta Romana alle 15:45, per poi proseguire lungo via Garibaldi, piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza del Plebiscito, via Ascenzi, piazza dei Caduti, via Cairoli, piazza San Faustino, via Signorelli e viale Bruno Buozzi. L’arrivo è previsto presso la chiesa del Sacro Cuore.
Le associazioni presenti
A dare linfa vitale alla manifestazione saranno la Banda Musicale, le majorette di Grotte Santo Stefano, il gruppo musicale e gli sbandieratori dell’associazione culturale Pilastro, insieme a Confartigianato, Aido, Anteas, Acli e Avis.
Il quartiere che da sempre accoglie e vive questa festa è quello del Pilastro, come spiega Luciano Barozzi, presidente del Centro sociale Pilastro: 'Una manifestazione che fa parte del nostro DNA viterbese, una manifestazione folcloristica con un obiettivo chiaro: la solidarietà. I primi due anni la calza era portata da 50 anziane del centro sociale, oggi servono nuove partecipazioni. La Banda musicale di Viterbo sarà accompagnata, a partire da quest’anno, dall’inno della calza della Befana, redatto dal maestro Pierluigi De Santis, riadattato e “infiocchettato” per l’occasione'.
Sulla stessa linea di pensiero Paola Massarelli, consigliere regionale della Fondazione ADMO Lazio: 'Verrà dedicata la donazione della Befana per far conoscere l’importanza di donare il midollo osseo. Sempre più giovani si iscrivono: l’obiettivo rimane lo stesso, salvare vite'.
Presenti all’iniziativa anche Luigi Ottavio Mechelli, vicepresidente Avis comunale, Mara Piergentili, presidente del 500 Tuscia Club di Viterbo, e don Flavio Valeri, parroco della parrocchia del Sacro Cuore. I dolciumi saranno offerti da Todis, mentre la sicurezza dell’evento sarà assicurata dalla Polizia locale.
Vuoi partecipare? ecco come fare!
Per l’occasione è attivo anche l’appello A.A.A. cercasi befane per l’edizione di quest’anno. Per partecipare è possibile recarsi presso il Centro sociale Pilastro, in via Cristofori 8, e fornire le proprie generalità dal lunedì al venerdì, nel pomeriggio, dalle 15:30 alle 18:30.
La conferenza è stata dedicata al ricordo di Rosanna De Marchi.