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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 42 min 45 sec fa

Sanidays Day 1, Nepi apre le porte alla prevenzione

Ven, 22/05/2026 - 14:52
2026-05-22

NEPI – Prevenire oggi per stare meglio domani. È partito da Nepi, nella giornata di giovedì 21 maggio, il progetto Sanidays in Tuscia, iniziativa dedicata alla salute e alla prevenzione che punta a portare nelle piazze del territorio screening gratuiti, informazione e momenti di formazione aperti ai cittadini. La prima giornata si è svolta nella suggestiva cornice dell’Acquedotto di Nepi, partner ufficiale dell’evento, con il supporto di Avis e Croce Rossa di Nepi, trasformando per un giorno il cuore della città in un vero villaggio della prevenzione.

Screening gratuiti e controlli per i cittadini

Durante la mattinata sono stati numerosi i professionisti che hanno preso parte all’iniziativa offrendo gratuitamente visite, controlli e consulenze sanitarie. Presente il Lions Club Falerii Repetentes con lo screening dedicato alla prevenzione del diabete, mentre la dottoressa Alessandra Fiorentini, medico di medicina interna, ha effettuato controlli relativi a pressione, saturazione, circonferenza collo e vita. Spazio anche alla prevenzione audiologica grazie al dottor Sergio Bruno di Audiologica Viterbo, che ha svolto esami audiologici gratuiti, oltre alla fisiatra Rita Mandalello che si è occupata di check e informazione sull’osteoporosi. Tra gli altri professionisti presenti anche L’Ottica Orazi con lo screening visivo, la nutrizionista Valeria Formica con check nutrizionali dedicati all’alimentazione e la dottoressa Federica Goglia, chirurgo maxillo-facciale, che ha effettuato screening del cavo orale.

Dalla salute ambientale all’alimentazione

Nel pomeriggio l’evento si è spostato nella parte dedicata ai talk e agli speech moderati da Marco Cassinis e Serena D’Ascanio. Ad aprire gli interventi è stata la dottoressa Guasco, che ha affrontato il tema della salute ambientale e dell’importanza del rapporto tra ambiente e benessere della persona. Successivamente spazio agli agronomi Donato Ferrucci e Nicolò Passeri, che hanno parlato rispettivamente dell’importanza di leggere correttamente le etichette alimentari e del valore dell’olio extravergine d’oliva all’interno dell’alimentazione quotidiana. A seguire l’intervento della nutrizionista Valeria Formica, che ha illustrato diverse tipologie di alimentazione e l’importanza di scegliere percorsi nutrizionali adatti alle proprie esigenze.

La chiusura con il BLSD

La giornata si è conclusa con l’intervento del chirurgo bariatrico Fabio Cesare Campanile, che ha affrontato il tema dell’obesità come vera e propria patologia, prima dell’area pratica dedicata al primo soccorso. A chiudere l’evento è stato infatti Tommaso Deiana con una dimostrazione pratica BLSD e di rianimazione cardiopolmonare, permettendo ai presenti di assistere alle principali tecniche salvavita e sottolineando ancora una volta il valore della prevenzione e della formazione.

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80enne trovato senza vita davanti al cimitero di San Lazzaro

Ven, 22/05/2026 - 08:51
2026-05-22

VITERBO – Una tragica notizia ha scosso Viterbo nel pomeriggio di ieri, giovedì 21 maggio. Un uomo di circa 80 anni è stato ritrovato senza vita nei pressi del parcheggio del cimitero di San Lazzaro.

Le prime ricostruzioni farebbero pensare a un gesto estremo da parte dell’uomo, originario di Civita Castellana. A darne per primo l’allarme un frequentatore del cimitero, che sopraggiungendo sul luogo avrebbe visto il corpo steso a terra, accanto l’arma utilizzata, probabilmente un revolver.

Presenti sulla scena carabinieri, la locale, la scientifica e la polizia di stato. Gli inquirenti sono ancora al lavoro per delineare l’accaduto.

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Banca d'Italia: parte la manutenzione delle facciate

Ven, 22/05/2026 - 08:51
2026-05-22

di Fabio Tornatore

VITERBO - Tutti lo vogliono ma nessuno la piglia: l'edificio che ospitava l'ormai Ex Banca d'Italia di Viterbo, in via Marconi, è in vendita da diversi anni, ma nessuna proposta che è arrivata alla stipula di vendita. Iniziano lunedì le opere di mantenzione delle facciate ma, secondo quanto riferiscono dall'Istituto della Banca d'Italia, si trattertebbe solo di manutenzione ordinaria.

Nessuna proposta per l'edifico storico che incombe su via Marconi, nel cuore di Viterbo e del boulevard, che fino a qualche anno fa brulicava di persone che contribuivano a rendere vivo il centro storico di Viterbo. Oggi il palazzo è abbandonato, e non c'è traccia di acquirenti: nessun poretendente per uno dei palazzi storici più imponenti del centro.

'I lavori che iniziano lunedì saranno per la manutenzione ordinaria delle facciate' fanno sapere dalla Banca d'Italia 'attualmente non sono state presentate proposte di acquisto. Dopo l'ultimo bando di vendita della scorsa estate, e conclusa in autunno, che si è chiusa con un nulla di fatto, non sono attualmente previsti altri bandi di vendita. Probabilmente in futuro, ma per il momento non è stato predisposto nulla'.

Intanto da lunedì 25 maggio, fino al 29 prossimo, saranno montate le pioattaforme, con tanto di ordinanza di divieto di sosta, per lavorare sulle facciate: le operaioni saranno volte alla verifica della stabilità delle facciate e dei prospetti dell'immobile della banca d'Italia.

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Aronne: “Per via della Pila? Difendere posti abusivi è illegale”

Ven, 22/05/2026 - 08:51
2026-05-22

VITERBO – Come da pronostico, il tema “via della Pila” approda in consiglio comunale e lo fa con un botta e risposta tra maggioranza e opposizione. A portare la questione tra i banchi della Sala delle Colonne sono stati il capogruppo FdI Matteo Achilli, il consigliere Pd Alvaro Ricci e il consigliere leghista Andrea Micci.

Il nocciolo della questione: 74 metri di confusione

Un senso unico disposto all’ultimo momento, un tratto di strada di appena 74 metri e una viabilità destinata comunque a cambiare. Sono questi i punti al centro della discussione, introdotta dal consigliere Achilli: “Con quali criteri sono stati fatti gli studi sul progetto? Siamo sicuri che sia stato visionato tutto? Perché ad oggi sembra di no! ci sono punti critici lungo la ciclabile che non mantengono la larghezza standard di 90 centimetri”.

A rispondere è stato l’assessore ai lavori pubblici Stefano Floris: “Il 13 dicembre 2021 il progetto è stato approvato in linea tecnica dalla giunta che ci ha preceduto, per poi procedere alla richiesta di finanziamento. Successivamente siamo intervenuti riducendo il progetto iniziale da 9 chilometri di ciclabile a circa 4 complessivi”.

Floris ha poi aggiunto: “Sono stato sul posto questa mattina e, in circa un’ora, dalle 11.30 alle 12.30, sono passati 5 o 6 ciclisti”.

Da un lato i lavori, dall’altro i parcheggi

Altro tema inevitabile, la cancellazione dei posti auto lungo la via e la comunicazione dei lavori agli esercenti della zona. Aspetto che, secondo molti, è stato il vero nodo della vicenda.

Non sono contrario alle piste ciclabili – ha spiegato Micci ma seguendo la vicenda volevo capire se la scelta di installare questi cordoli gialli rialzati sia stata fatta per impedire alle auto di parcheggiare sopra oppure se fosse prevista dal progetto. Inoltre volevo sapere se certe scelte, a partire dal senso unico, siano state condivise con la cittadinanza”.

La replica di Floris: “Ho raccolto anche testimonianze di cittadini con bambini che possono andare a scuola in sicurezza. In quel quadrante ci sono quattro scuole, quindi immaginate quanto possa essere importante una pista ciclabile sicura. Abbiamo soltanto modificato il senso di marcia senza stravolgere la viabilità della zona”.

Successivamente è intervenuto anche l’assessore all’urbanistica Emanuele Aronne: “Gli studi di fattibilità sono una cosa seria, è ovvio che tutto sia stato verificato secondo norma. Mi chiedo se vogliamo davvero discutere di 74 metri: ci sono immagini di Google Street View che mostrano, già dal 2016, auto parcheggiate su posti fantasma”.

Poi aggiunge: “In alcuni punti la ciclabile passerà da 90 a 80 centimetri, ma lì il pedone rischia al massimo una biciclettata, sicuramente meglio di una macchinata come poteva succedere prima. Quel tratto diventa quindi un presidio di sicurezza. Inoltre, a fronte di una corsia in meno, ci saranno otto posti auto regolarizzati in più”.

 

Un progetto che rischiava di andare perso

Il progetto iniziale prevedeva circa 9 chilometri di pista ciclabile ed era nato durante l’amministrazione Arena, per poi essere rivisto dall’attuale giunta. “Parliamo di un milione e mezzo di fondi Pnrr per una cosa giusta – ha aggiunto Aronne –. Ci vuole coraggio a portare le piste ciclabili a Viterbo, ma quella delibera dimostra che fanno parte di un progetto più ampio. Aspettiamo la fine del cantiere: purtroppo, se si vuole cambiare la città, qualche sacrificio va fatto”.

L’assessore ha poi ammesso: “L’unico errore è stato fare prima la pista e poi il senso unico. È stato scelto inizialmente il divieto di sosta e non ha funzionato. Abbiamo sbagliato, ma la pista ciclabile lì si farà comunque. Parliamo di 74 metri che porteranno anche 8 parcheggi in più. La cosa più bella sarà vedere la città alla fine dei lavori Pnrr, tra un mese e mezzo”.

Infine la chiusura più dura, da parte dell'assessore Aronne: “Via della Pila era illegale, e difendere parcheggi abusivi è anch’esso illegale”.

Immediata la replica di Micci: “Minimizzare un problema non significa risolverlo, ma soltanto farlo crescere. Fate attenzione”.

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'Negli ultimi 20 anni Civita è scivolata in un lento declino, oggi serve coraggio nelle scelte ...

Ven, 22/05/2026 - 08:51
2026-05-22

CIVITA CASTELLANA - Francesco Romito, candidato sindaco con le liste Sangallo in Movimento e Rifondazione Comunista, si presenta al voto del 24  e 25 maggio con un programma dettagliato e idee molto chiare sul futuro sociale, politico, economico e turistico della città. Di professione avvocato, Romito ha ricoperto in passato la carica di responsabile Azione cattolica ragazzi presso la chiesa di san Giuseppe operaio; è stato componente del collegio sindacale Arci nazionale; delegato a partecipare a END incontro internazionale a Mosca dei movimenti per la pace (agosto 1991, nei giorni del colpo di Stato contro Gorbacev); promotore dell'associazione giovanile Tonino Ceccani Reds. Nell'ambito politico è stato l'ultimo segretario della Federazione giovanile comunista italiana di Civita; componente del direttivo Pci e Pds; segretario del PRC a Civita e fondatore di Sinistra ecologia e libertà. E' stato componente per il Pci/Pds del Cda Azienda speciale comunale delle farmacie di Civita; consigliere comunale per Rifondazione Comunista dal 2004 al 2009; presidente dell'istituto Autonomo case popolari della provincia di Viterbo. Nel suo ambito legale ha prestato servizio alla casa dello studente all'università la sapienza di Roma; consulente giuridico ANCI, coautore per l'Anci del libro 'L'amministratore trasparente' e di pubblicazioni sulla responsabilità del pubblico ufficiale; avvocato di diritto amministrativo, diritto del lavoro e da oltre 25 anni, di diritto penale.

Francesco, perchè hai deciso di candidarti a sindaco?

Non ho deciso di candidarmi. Sono stato “candidato” dopo aver favorito un percorso tra le forze politiche di opposizione – PD, M5s e Rifondazione Comunista – sviluppatosi per oltre un anno e mezzo col metodo partecipativo di assemblee pubbliche aperte, per contrastare astensionismo e menefreghismo e promuovere un reale cambiamento politico sul territorio. Le assemblee hanno trattato temi quali: ambiente e acqua pubblica, deposito scorie e discariche, centro storico e viabilità, sanità e servizi sociali, distretto ceramico, lavoro e lavori usuranti, agricoltura, turismo, cultura e tradizioni popolari. Dalle assemblee partecipative doveva uscire programma e candidatura a sindaco. Dopo che il direttivo del PD ha scelto di candidare Danilo Corazza, obiettivo perseguito fuori dalle assemblee per oltre 2 anni da una parte di quel direttivo, sono stato candidato come garante del percorso partecipativo, da cittadini indipendenti e dalle due forze politiche rimaste: M5s e Prc.

Durante la presentazione delle liste hai esordito dicendo che negli ultimi 20 anni Civita Castellana ha subito un vero e proprio declino. A chi è attribuibile la colpa e perchè?

Rispondere richiederebbe una lunga riflessione. Guardiamo a ritroso la storia di Civita. Si è storicamente prodotto un distacco tra amministrazione e resto della città. L’economia industriale non è stata più seguita nei suoi sviluppi dalla politica, si è accettato il principio di un mercato regolatore e autonomo da ogni ingerenza pubblica. L’intero comparto industriale della stoviglieria è progressivamente sparito senza che il potere pubblico contrastasse tale dinamica di smantellamento, senza una lungimirante e coordinata azione dei Comuni del distretto, per proporre ad es. formazione e reimpiego del personale, delle lavoratrici soprattutto.

La riduzione dell’occupazione ha provocato impoverimento economico, ed è stata concausa di riduzione di una coscienza sociale, con perdita di legami di solidarietà e una ritirata nel proprio privato, il che ha rafforzato le preesistenti spinte autoreferenziali delle forze politiche più legate alla classe lavoratrice: il lavoro è fonte di civiltà e la sua mancanza causa degrado sociale, politico e culturale. Occorreva un’amministrazione vicina al lavoro e a chi lo ha perso.

Il Comune, invece, ancora oggi, di fronte al cambio delle compagini societarie delle fabbriche e l’arrivo di grandi società, resta lontano da questi rivolgimenti socioeconomici, preferisce occuparsi principalmente di speculazioni urbanistiche e commerciali, lavori pubblici di discutibile utilità e di gestione di servizi, spesso neanche per interessi esclusivamente generali.

Come giudichi Civita Castellana oggi?

Una citta in svendita, poco curata e mezza malata, un po' machista, prodotto di quel degrado. Mezza malata perché c’è socialmente omologazione e 'pidocchiorifattismo', un disagio sociale forte per la dipendenza e l’uso modaiolo di droghe, mentre politicamente c’è un clientelismo preoccupante e uno svilimento del diritto di voto e della propria dignità di elettori. Siamo prigionieri della retorica dell’apparenza individuale e del successo facile.

Talvolta è bello scoprire sotto un vestito griffato persone che parlano con la saggezza proveniente dal sudore delle mani e delle braccia o con senso critico rispetto a quanto studiano nei libri o leggono sui social senza farsene istupidire. Meno male che succede. E succede perché c’è anche una citta mezza sana. Tante risorse tra chi è in pensione, tante potenzialità tra i giovani, castrate dalla mancanza di spazi culturali e ricreativi, di un teatro vero, di un cinema. Bisogna curare la prima Civita, promuovendo e sostenendo la seconda.

 

Scendendo al cuore del vostro programma elettorale troviamo al primo posto la questione 'economica', con proposte di sostegno e rilancio del distretto ceramico. Qual è oggi la situazione più impellente da affrontare? (riconoscimento lavoro usurante, costi energetici, mancanza di turnover?)

Invero al primo posto del nostro programma c’è la Pace, il ripudio della guerra e la solidarietà.

Sino a che c’è la maledizione della guerra non puoi elaborare proposte di sostegno e rilancio del distretto ceramico, se non in termini emergenziali. Non puoi programmare uno sviluppo economico ambientalmente compatibile, né puoi far fronte alle esigenze di innovazione tecnologica per le imprese nell’epoca dell’AI, che richiede occupazione iperqualificata, a fronte di una soppressione di molti più posti. E’ una questione che va affrontata da subito ma senza la pressione della guerra e lo spreco di risorse per il riarmo. Guarda al “caro energia”: senza la guerra sarebbe più basso il costo di produzione in industria e in agricoltura; senza le scelerate spese per il riarmo, non ci sarebbero le scuse del Governo di mancanza di fondi per riconoscere il lavoro usurante in fabbrica; non ci sarebbero difficoltà a rinnovare il contratto integrativo nelle fabbriche, non ci sarebbe neanche il rincaro dei prezzi per i beni alimentari di prima necessità.

Calo demografico, spopolamento generalizzato, chiusura di attività economiche di vicinato... E' possibile invertire la rotta? Quali politiche servirebbero per far tornare Civita una cittadina attrattiva?

Vanno sperimentate alcune soluzioni. Più uffici pubblici e persone che li frequentino, come ad esempio una scuola di specializzazione in medicina del lavoro, inserendo l’Ospedale in una rete universitaria pubblica.

Vuoi il turismo nell’agro falisco promuovendo le nostre ricchezze storico ambientali, i percorsi naturalistici? Bene, ma devi vincere barriere mentali e culturali.

Se vuoi rivitalizzare il centro storico, non puoi avere un’amministrazione che trasferisce l’ufficio tecnico e quello dei vigili urbani altrove: il centro storico lo impoverisci, lo abbandoni, lo privi di un presidio di sicurezza – esigenza tanto evocata - quale quello dei vigili urbani.

Devi, invece, sperimentare la chiusura del centro storico, nel contesto di mercati ed iniziative di promozione di prodotti a km 0 delle nostre eccellenze agricole, artistiche e artigiane. Devi organizzare feste tradizionali – da quelle patronali al carnevale – coordinate tra loro e coordinate con le feste degli altri paesi circostanti. Devi garantire il decoro urbano che manca del tutto, come manca il verde e per attrarre turisti devi esser città “bella”, anche nei servizi essenziali come i bagni pubblici, che vogliamo artistici.

Veniamo a uno dei nodi più critici di questo territorio: l'ambiente. Sulla Tuscia pende una pericolosa spada di Damocle che è il progetto di deposito unico di scorie nucleari. A Civita continuano ad arrivare richieste di occupazione di cave dismesse e strutture abbandonate da destinare allo smaltimento di rifiuti anche pericolosi. Secondo te qualcuno sta iniziando a pensare di costruire qualcosa oggi in previsione di un progetto più grande domani?

Il ministro dell’ambiente di Forza Italia Pichetto Fratin vuole dal Parlamento la legge delega per emanare entro l’anno i decreti attuativi per un ritorno al nucleare. Vuole produrre energia nucleare tramite la fissione nucleare e distrae la popolazione con la partecipazione dell’Italia al progetto Iter di ricerca sulla fusione nucleare, meno inquinante. Non dice che occorrono anni prima di riavviare una centrale nucleare, né che la fissione nucleare produce gas serra e scorie a lunga durata ed ecco che ritorna necessario mobilitarci contro il deposito unico nazionale di scorie. A livello locale, devi esser sempre pronto al controllo e alla mobilitazione popolare.

Se promuovi il ripristino ambientale di cave dismesse o la loro destinazione ad invasi per il fabbisogno idrico a uso agricolo, se sostieni gli agricoltori nel riconoscimento di marchi di origine, se estendi le aree protette, stai proponendo misure concrete di contrasto ai pericoli di aperture di discariche o di stoccaggio di materiali pericolosi.

Turismo, migliori collegamenti con la capitale e potenziamento dei servizi. Qual è la vostra proposta?

Il turismo è una delle opportunità per aiutare l’economia cittadina come già detto, ma siamo penalizzati da collegamenti da far west, con un trenino che impiega 1 ora e 50 minuti per la tratta Roma – piazzale Flaminio – Civita Castellana. Se il raddoppio della ferrovia finanziato ma soltanto sulla carta ai tempi della Polverini presidente di Regione, costa troppo, due treni che partono in successione a distanza di 30 minuti e che programmano fermate alternative, problemi tecnici permettendo, almeno potrebbero ridurre i tempi di viaggio. Per ora resta un solo vero collegamento con Roma che è Borghetto.

Ma qui c’è anche un problema di scarsità di corse tra Civita e Borghetto, che invece, in un ampio progetto di promozione turistica, potrebbe esser emancipato dallo stato di abbandono e diventare la porta di ingresso di un parco naturalistico che possa estendersi fino a ricomprendere la frazione (parco delle forre, Treja), ed esser ancor prima, valorizzato come sito di promozione turistica per la vicinanza del Tevere e del Parco fluviale interregionale del Tevere. @RIPRODUZIONE VIETATA

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Gioco, i numeri più recenti nel Viterbese

Ven, 22/05/2026 - 02:51
2026-05-22

Il gioco d’azzardo è tra i settori economici più in crescita del nostro Paese, con un balzo che coinvolge anche le province del Lazio e in particolare il viterbese. Nel 2025 i dati locali descrivono una provincia sempre più legata al gioco, sia in forma fisica sia online. Il Viterbese emerge come territorio con numeri che raccontano abitudini di consumo, preferenze tecniche e nuove tendenze che si stanno consolidando anche nel 2026. Scopriamo i dati più recenti.

Gioco fisico nel viterbese

Il Viterbese incide in modo significativo sul comparto fisico regionale. Nel 2025, in tutta la provincia della Tuscia le giocate tramite slot, videolottery, tabaccherie, bar e sale dedicate hanno superato i 730 milioni di euro messi in gioco, con una crescita percentuale rispetto all’anno precedente che riflette la continua centralità di questi canali. Nel Lazio il dato sale a 17,4 miliardi complessivi, con un aumento di circa il 4,6% rispetto al 2024, a conferma che il gioco fisico resta uno dei pilastri del settore. Nella Tuscia il peso delle scommesse sportive e delle lotterie istantanee si intreccia in modo forte con l’offerta di slot machine e videolottery, distribuite in bar, esercizi pubblici e punti vendita autorizzati. Parallelamente, la Regione Lazio ha avviato un piano triennale 2025‑2027 contro il gioco d’azzardo patologico, con oltre 29 milioni di euro stanziati per prevenzione, presa in carico e percorsi terapeutici, misure che investono anche i servizi della provincia viterbese.

Gioco online nel Viterbese

Il gioco online mostra tassi di crescita più marcati sia a livello nazionale sia provinciale. In Italia, nel 2025 il gioco online ha superato i 100 miliardi di euro di giocata, su un totale di oltre 165 miliardi complessivi per il gioco d’azzardo. A Viterbo e in provincia, la diffusione delle app di svago e dei portali di gioco ha trasformato lo smartphone in uno dei principali “punti di raccolta” del gioco digitale. La sicurezza e la legalità rappresentano un fattore chiave: la scelta di operatori riconosciuti dall’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) è oggi considerata un punto di riferimento per i giocatori. La sicurezza è garantita anche da liste comparative sul tema, come quella dei casinò online suggeriti da Gazzetta.it, che consente di avere informazioni solo su portali riconosciuti da ADM e legalmente operanti sul territorio italiano. Queste vetrine permettono di confrontare bonus, requisiti di wagering, tempi di erogazione dei premi e misure di protezione del giocatore, aiutando a orientarsi in un mercato online sempre più affollato ma anche più controllato.

Trend e previsioni per il 2026

A livello nazionale, il gioco online continua a spingere la crescita del settore, grazie a un’offerta più varia, tempi di accesso sempre più brevi e un’esperienza di gioco sempre più “mobile‑first”. La provincia viterbese segue la rotta del Lazio, con un aumento delle sessioni di gioco digitale, soprattutto tra le fasce di età medio‑giovani. Sul fronte del gioco fisico, la crescita appare più contenuta ma non arrestata: la Regione Lazio punta a ridurre la pressione da slot e videolottery tramite limitazioni territoriali, orari di esercizio e campagne di informazione. I servizi per il gioco d’azzardo patologico nella provincia di Viterbo segnalano ormai decine di persone in cura, a sottolineare che la crescita economica del settore convive con una richiesta crescente di percorsi di presa in carico e supporto psicoterapeutico Gli esperti prevedono un’ulteriore polarizzazione: il gioco fisico resterà significativo, mentre il digitale continuerà a guadagnare quote Il viterbese è a metà tra la tradizione del gioco “alla vecchia maniera” e un’evidente tendenza al gaming digitale, con un numero di giocate che resterà alto, ma da accompagnare con azioni di monitoraggio dei dati, anche con servizi di aggiornamenti sui canali online, regole più chiare e percorsi di tutela più diffusi.

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