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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 2 ore 46 min fa

Quando ballare è analogico e incontrarsi è… Digitale: due spot di Geox come specchietto sociologico

Mer, 16/09/2026 - 17:30
2026-09-16

VITERBO - C’erano una volta le sitcom per ragazzi: la sperimentazione italiana della serialità prolungata, in palinsesti di rete destinati ai bambini, ha conferito un immaginario delle comitive che ha attecchito profondamente nella sensibilità femminile.

Oggetti a imitazione del branded content coevo, branditi come vessilli di accettabilità sociale, caratterizzavano la conflittualità tra “dive” e “outsider” entro questi prodotti in puntate, dal seguito spesso gadgetizzato nel multimediale e negli emisferi delle persuasive pay tv.

In parole grezze? Beh, i nostri adolescenti sono molto diversi da quelli che, nella metà degli anni Duemila, si davano palo nei campetti da calcio e sperimentavano le prime frustrazioni extra-amicali: l’accesso precoce alle piattaforme social, riservate negli intenti a “cosmonauti” più navigati (una bellissima ridondanza, venutaci da sé), stava conoscendo una rapida diffusione e offriva di sovraestendere, spesso falsandolo, il racconto di sé stessi in primissima persona.

Senza filtri, senza veti di adulti ancora inesperti, ma con un cappello alla ventitré calato e qualche reboante nota di techno nell’anima… Forse, senza neanche l’età giusta per immaginarsi diversi, ma con una frenesia di disperdersi nel mondo che la pubblicità, profetica, ha trasposto nei suoi spazi.

Geox, azienda produttrice di calzature traspiranti, si è vista gettare da un mercato infiammato nuovi stimoli per il coinvolgimento giovanile, tardo-infantile e adolescenziale già da tempi non sospetti. Nel 2007, in un claim dalle sonorità incalzanti (e dal ritmo attualmente proponibile, previo adattamento cromatico e di effettistica), aveva già interpretato il segreto dell’adver-tainment: coniato su due piedi da “advertising”, pubblicità, ed (enter-)tainment, “intrattenimento”, questo termine vuole alludere alle pubblicità post-moderne come intermezzi essi stessi dilettevoli, in una nuvola di riferimenti che incorpora cinema, stilistica del programma televisivo e creatività nei settori commerciali.

Geox, “Balla e non fermarti mai” – Spot destinato ai bambini (2007): https://www.youtube.com/watch?v=zgN6vJs3O7s

Una scarpa che propone di unirsi al team ballando, attraverso un messaggio potenzialmente reiterabile nelle occasioni comunitarie, è pieno approdo di un teleschermo che non è più passatempo, ma mezzo polifonico di elaborazione di tendenze tanto note da essere giunte ai più piccoli.

È un bene assoluto o un rischio non calcolato? Lo spot propone di “ballare e non fermarsi mai” alle bambine, quindi vi è un indirizzo ancora più preciso, mutuato da tanti amplificatori mediali dell’equazione tra queste ultime e l’interesse per la danza. Non si deve prevedere una difesa corale da un accorpamento categorico come questo, parzialmente rimodulato dopo anni da molte campagne che hanno integrato le differenze, ma lo sviluppo di una capacità critica genuina, che aiuti a leggere il messaggio nel suo tempo. Perfettamente ordinario in una tornata televisiva ancora dominata da reality tematici, uno spot che associasse l’ambizione di sfondare sul palco all’aspetto più fashionable della scarpa femminile può sembrare lineare e coerente, nonostante le ovvie perplessità sull’accostamento tra l’infanzia e la spettacolarizzazione del talento performativo. Ne resta un impatto globalmente positivo e propositivo, dato dalla ricettività di molte famiglie alla comodità dei prodotti Geox.

Passiamo al “dolente” 2026… E alle novità messe in campo dall’utilizzo e dall’apprezzamento delle IA generative.

“Entra nel mondo Geox”: nuove soluzioni promozionali per le calzature dei bambini (2026) https://www.youtube.com/watch?v=htZ4cHspSyI

I disegni e le feature decorative di queste calzature Geox sono pensate per gli interessi variegati e spesso sovrapponibili dei bimbi maschi e femmine della Generazione Alpha: non vi sono più distinzioni tra gusti in opposizione, per un livellamento degli interessi e delle ambizioni che, in base all’ideologia personale o alla preoccupazione sulla percezione di sé stessi, può essere interpretato in modo eterogeneo. Tuttavia, tra i mille suggerimenti educativi estrapolati dai social, rimane di profondo valore la proposta di un’attiva socialità: i bambini dello spot, che beneficia di panel ottenuti tramite IA, sono mostrati insieme nell’interpretare balletti collettivi, a dimensione certamente meno demarcativa, sebbene meno sensibile a raffigurare modelli diversi. Una fusione tra realtà e fantasia pare conglomerare anche la conoscenza dell’altro, in un contesto in cui il divertimento è pretesto per raccontare e mostrare accessori.

Ballare è un’attività ormai da relegare alle “ere” dell’analogico? L’incontro tra pari, invece, cattura meglio se bidimensionale?

Nessuno ha risposte all’evoluzione prossima dell’advertising, ma una fiaccola di speranza per la rappresentazione di spaccati autentici, colta diversamente di caso in caso, ci spinge a credere che i bambini “là fuori” siano più grandi di come li ritraiamo.

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Viterbo, bici a tutta velocità al Sacrario, interviene la polizia

Mer, 16/09/2026 - 17:30
2026-09-16

VITERBO – Controlli della Polizia Locale al Sacrario dopo le numerose segnalazioni arrivate dai residenti per il comportamento di un gruppo di minorenni in bicicletta.

L'intervento è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, quando gli agenti hanno individuato alcuni ragazzi che percorrevano le aree pedonali in sella alle biciclette a velocità sostenuta, creando potenziali situazioni di pericolo per i passanti.

I giovani sono stati fermati e identificati. Dopo i richiami degli agenti, per alcuni di loro è scattata anche la sanzione. Sul posto sono stati fatti arrivare i genitori, informati dell'accaduto.

Da tempo, secondo quanto riferito dai residenti, il gruppo sarebbe stato notato più volte nella zona del Sacrario mentre si muoveva in bicicletta a velocità elevate, anche in spazi destinati alla circolazione pedonale.

I controlli della Polizia Locale proseguiranno nell'ambito delle attività di vigilanza sul rispetto delle regole e della sicurezza nelle aree maggiormente frequentate dai cittadini.

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Capranica, danneggiata la bacheca di Fratelli d’Italia

Mer, 16/09/2026 - 17:30
2026-09-16

CAPRANICA - 'Esprimiamo la più ferma condanna per l'ennesimo, grave atto vandalico contro la bacheca di Fratelli d'Italia, nella via centrale di Capranica. La struttura è stata danneggiata e i manifesti strappati e gettati a terra, in un clima di vera e propria intolleranza politica'. Lo dichiara in una nota il Circolo locale di Fratelli d'Italia, che denuncia il carattere reiterato degli attacchi: 'Non si tratta di un episodio isolato, ma di una prassi sistematica: ogni volta che promuoviamo un'iniziativa per informare i cittadini, c'è chi risponde sabotando il nostro lavoro. È una vergogna inaccettabile che danneggia la libertà di espressione e il confronto democratico'.

'Questo è il vero volto di chi si riempie la bocca di concetti come democrazia e rispetto, ma nei fatti usa metodi violenti e antidemocratici. Se qualcuno pensa che il vandalismo possa zittire la voce di Fratelli d'Italia a Capranica, ha sbagliato di grosso. Non faremo un solo passo indietro di fronte a queste provocazioni, anzi: ripristineremo immediatamente la bacheca e continueremo a portare avanti le nostre idee e i nostri progetti per la comunità, a testa alta e tra la gente', conclude il Circolo.

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Liceo Buratti, la scritta fascista riapre il dibattito sul passato dell’edificio

Mer, 16/09/2026 - 17:30
2026-09-16

VITERBO - “Sono un ex studente del Liceo Classico “M.Buratti”; ma frequentavo la sede di Piazza Dante. Il palazzo di via Carletti per me era solo la “ex GIL” dove avevano sede altre scuole”.

“Oggi si spendono tante parole sulla contraddizione esistente tra l’intitolazione di un Liceo ad un Partigiano e una sede ex fascista. C’è voluta l’improvvisa procedura di restauro del palazzo per accorgersi del problema; eppure, a parte una scritta sulla facciata, il palazzo conservava e conserva scritte incise su pietra che lo battezzano della sua nascita e del suo uso originario. Quando vi fu spostato il Liceo Classico, non se ne accorse nessuno, e nessuno si scandalizzò? Associazioni, politici, intellettuali, storici…” “Negli anni Novanta sono stato assessore provinciale alla cultura, in una giunta di sinistra e poi di centrosinistra. Nessuno – neppure in Giunta - mi sottopose allora il problema, che avrei preso in carico volentieri, visto che il palazzo è di proprietà dell’Amministrazione provinciale e in virtù degli amichevoli e fattivi rapporti che condividevo con la Sovrintendenza di allora. Forse sembrava che la semplice intitolazione del Liceo Classico fosse sufficiente a cancellare il passato dell’immobile…”

“Oggi, nel corso di un restauro conservativo, emerge una scritta fascista in bella vista che, incrociando l’intitolazione a Mariano Buratti, sta turbando i sonni di chi ha a cuore la libertà, la democrazia, l’antifascismo.”

“La figura peggiore la fa la Sovrintendenza; così solerte nel restaurare e rimettere in vista una scritta della fine degli anni Trenta e così distratta da permettere che un’opera architettonica del tardo liberty, che ha segnato per ottanta anni il volto urbanistico del quadrante sudorientale della città – parlo di Castel Firenze, presente perfino in certe cartoline illustrate d’epoca - fosse distrutto per far posto ad un moderno condominio. Strane contraddizioni, imperdonabili distrazioni? Incapacità di governo dei beni territoriali? Giudicate voi”.

“Ho imparato, frequentando molti colleghi docenti di Architettura, che quando c’è una successione di simboli e di utilizzazioni relativi ad un bene architettonico, occorre scegliere di restaurare e mantenere quello più consono all’uso che se ne fa oggi. Del resto, questo è coerente anche dal punto di vista socioantropologico, con riguardo alle dinamiche della comunicazione sociale e istituzionale. Accade anche a un quadro o ad un affresco, magari oggi famoso e ormi entrato nel repertorio della conoscenza collettiva, ma che cela precedenti lavori e ripensamenti dell’Autore o di altri Autori. In tal caso, la sorte di una scritta pitturata sulla facciata del palazzo in questione e in palese contrasto con i valori della destinazione d’uso attuale dell’immobile, poteva essere segnata, riservando ad un utile cartello rievocativo della storia del palazzo, la citazione della sua destinazione originaria e delle conseguenti intestazioni apparse nel tempo. Non è questione di damnatio memoriae - non siamo di fronte ad un’opera d’arte del modernismo – ma di buon senso e di rispetto per i valori su cui si fonda la nostra Costituzione”.

 

Francesco Mattioli

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