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Aggredito e rapinato nel sottopasso: paura per uno studente diretto a scuola
VITERBO - Un inizio di giornata da incubo, nella giornata di venerdì scorso, per un giovane studente, vittima di una violenta rapina mentre si recava a scuola. L'episodio si è consumato nel sottopassaggio pedonale, un tratto strategico ma spesso isolato, utilizzato quotidianamente da molti ragazzi per raggiungere gli istituti scolastici della zona.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane stava camminando da solo quando è stato improvvisamente avvicinato da i malintenzionati. Sfruttando la complicità del luogo chiuso e la scarsa presenza di passanti a quell'ora del mattino, i malviventi lo hanno bloccato e minacciato, costringendolo a consegnare gli oggetti di valore in suo possesso, tra cui il telefono cellulare e il denaro contante.
Dopo aver ottenuto quanto cercato, gli aggressori si sono dileguati rapidamente, facendo perdere le proprie tracce prima che potesse scattare l'allarme.
Sotto shock ma fortunatamente senza gravi ferite riportate, il ragazzo è riuscito a chiedere aiuto. Sul posto sono intervenute tempestivamente le forze dell'ordine, che hanno avviato i primi rilievi e raccolto la testimonianza della vittima per tracciare un identikit dei responsabili.
Al vaglio degli inquirenti ci sono ora le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, fondamentali per ricostruire la via di fuga dei rapinatori. L'episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei passaggi pedonali urbani, con i residenti che chiedono a gran voce maggiori controlli e un potenziamento dell'illuminazione negli orari di punta.
Dramma sfiorato in mare: padre e figlio trascinati dalla corrente, salvati dai bagnini eroi
SANTA MARINELLA – Poteva trasformarsi in tragedia la giornata di mare per un padre e il suo giovane figlio sul tratto di costa tra Santa Marinella e Santa Severa. I due, traditi dalle forti correnti e dal mare improvvisamente agitato, si sono trovati in gravissima difficoltà, incapaci di guadagnare la riva e ormai alla mercé delle onde.
A far scattare l'emergenza sono state le grida d'aiuto provenienti dall'acqua, che hanno immediatamente attirato l'attenzione dei bagnanti e del personale in servizio sul litorale. La situazione è apparsa subito critica: la forza del mare stava spingendo il genitore e il bambino sempre più lontano dalla battigia, esaurendo rapidamente le loro forze.A evitare il peggio è stato il fulmineo intervento dei bagnini del team Pura Vida, associazione che gestisce la sicurezza di diverse spiagge della zona. Dimostrando straordinaria prontezza, sangue freddo e un eccellente livello di addestramento, i soccorritori si sono lanciati tra le onde.
Nonostante le condizioni avverse, il team è riuscito a raggiungere i due bagnanti prima che venissero sopraffatti dalla stanchezza, agganciandoli e riportandoli a riva sani e salvi.
Una volta sul bagnasciuga, padre e figlio – visibilmente sotto shock e stremati, ma fortunatamente senza gravi conseguenze fisiche – sono stati assistiti e monitorati. Tra i presenti sulla spiaggia è scattato un lungo applauso liberatorio per i ragazzi del Pura Vida, il cui presidio si conferma ancora una volta fondamentale per la sicurezza e la salvaguardia della vita umana sul litorale laziale.La Loggia del Silenzio: arriva alla Camera il film di Daniela Preziosi
di Fabio Tornatore
VITERBO - 'La bomba in piazza della Loggia ha colpito lavoratrici e lavoratori perché antifascisti'. Le testimonianze raccolte dalla giornalista e autrice viterbese Daniela Preziosi raccontano un pezzo di storia italiana che arriva ancora in sordina dopo 52 anni, tra il tabù fascista e l'indifferenza di massa.
Tanto è passato dal 28 maggio del 1974, quando una bomba a Piazza della Loggia, a Brescia, ha ucciso 8 persone e ne ha ferite 102. Erano persone scese in piazza per manifestare contro il terrorismo di matrice fascista. Erano gli anni della 'strategia della tensione', gli 'anni di piombo': eufemismi che significano 147 persone uccise e oltre 500 ferite, dalla strage di Piazza Fontana, con 17 vittime e 88 feriti, a quella della Questura di Milano, 4 deceduti e 52 feriti, fino alla strage del treno Italicus, 12 vittime e 48 feriti, e a quello della Stazione di Bologna, il 2 agosto 1980, che ha provocato 85 vittime e oltre 200 feriti.
Daniela Preziosi racconta la bomba a Piazza della Loggia in un film: 'La Loggia del Silenzio'. 'Lo presentiamo l'11 giugno alla Camera dei Deputati' racconta la giornalista Daniela Preziosi, 'viterbesissima', come si definisce lei stessa 'il film celebra la figura di Manlio Milani e la sua vita dedicata a far ricordare ; il film è copy free, si può scaricare liberamente e divulgarlo, lo abbiamo pensato soprattutto per gli studenti, per le scuole, per le persone che non conoscono questa storia'. Il link del film è https://www.arcoiris.tv/scheda/it/91868/.
Racconti, testimonianze, analisi: 'Perché sono sopravvissuto?' si chiede Manlio Milani 'Avrei preferito in quel momento, essere anch'io con loro, per essere insieme a loro, ma anche per non dovermi interrogare sul senso della perdita. Il caso è importante. Sembra dire “guarda che ci deve essere sempre qualcosa che sopravvive, per raccontare e testimoniare che quel fatto non può essere cancellato dalla storia'. È la voce di Manlio Milani, marito di Livia Bottardi Milani, una degli otto assassinati. Oggi è il presidente della Casa della Memoria di Brescia. Un instancabile ricercatore di verità e memoria. Racconta la strage di Brescia, il 28 maggio 1974, dalla voce di alcuni testimoni, quelli che c’erano e quelli che poi ci sono sempre stati. Oltre cinquant’anni di processi hanno portato alla condanna dei mandanti. Vanno avanti i dibattimenti sui presunti esecutori. Il silenzio e i depistaggi, per mezzo secolo, sono serviti a scaricare la verità del suo potenziale deflagrante. Fu una bomba contro una manifestazione antifascista, che rivelò gli obiettivi della stagione del tritolo. La ricostruiscono, fra memoria e presente, il giornalista Gianluca Barca, all’epoca un ragazzo del movimento, la scrittrice e storica Benedetta Tobagi, lo storico Davide Conti, la direttrice dell'Archivio Flamigni Ilaria Moroni, e naturalmente Manlio Milani. Una storia con cui ancora oggi la destra italiana non vuole fare i conti. Conti con la storia, la sua storia.
La giornalista della Tuscia è autrice e ha realizzato le interviste per il film. Tommaso D'Elia, Simone Pellicca e Elena Caronia sono autori e registi.
Daniela Preziosi è una giornalista viterbese, inviata parlamentare, attualmente firma del quotidiano Domani. Per oltre 12 anni ha lavorato per il Manifesto e Liberazione. Spesso ospite e opinionista in trasmissioni televisive di approfondimento politico su La7, è stata anche conduttrice radiofonica per Rai Radio 2 e Radio3, dove periodicamente conduce il programma Prima Pagina.
Quartiere Carmine allabbandono: tra erbacce, buche e promesse mancate
VITERBO - Con l'arrivo della tarda primavera, il quartiere Carmine si ritrova a fare i conti con il solito, desolante scenario di incuria. Il biglietto da visita della zona è ormai tristemente noto: erba infestante che invade i marciapiedi, segnaletica stradale orizzontale praticamente sbiadita o inesistente e asfalto ridotto a un colabrodo.
Uno spettacolo di degrado che si ripete ciclicamente ogni anno, in netto contrasto con la narrazione ufficiale. A fronte dei roboanti annunci dell'amministrazione comunale — che periodicamente promette nuovi appalti migliorativi, assunzioni di personale e soluzioni definitive — la realtà dei fatti dimostra una cronica incapacità di garantire persino gli interventi minimi di ordinaria manutenzione nei tempi dovuti.
L'emblema di questo abbandono è rappresentato dal mini cantiere 'eterno' sul marciapiede di via dei Bersaglieri. Aperto ormai da diversi anni, è ancora lì, immobile. Viene da chiedersi come sia possibile che, in un lasso di tempo così lungo, i tecnici non siano ancora riusciti a individuare la causa del problema (si tratta di un guasto alla rete fognaria o alla condotta idrica?) e a procedere con il dovuto risanamento.
Il quartiere merita risposte concrete, non altri annunci.
Massimo Pizzichetti
