Aggregatore di feed
La Fanfara della Polizia di Stato in concerto a Soriano nel Cimino
Scena del crimine, alla Croce Rossa una lezione sul confine delicato tra soccorso e indagine
VITERBO – Quando il soccorso arriva per primo, ogni gesto può essere decisivo. Per salvare una vita, innanzitutto, ma anche per non alterare, inconsapevolmente, una scena che potrebbe custodire elementi fondamentali per l’accertamento della verità
È su questo crinale sottile, dove umanità, tecnica e responsabilità si incontrano, che si è sviluppato l’incontro “Il soccorritore sulla scena del crimine”, svoltosi sabato 16 maggio, nella sede della Croce Rossa Italiana – Comitato di Viterbo.
Una mattinata di formazione con magistratura, Università degli Studi della Tuscia, medicina legale e polizia scientifica, pensata per i volontari e gli operatori del soccorso, chiamati sempre più spesso a intervenire in contesti complessi nei quali la priorità assoluta della tutela della vita deve convivere con l’esigenza di preservare luoghi, tracce e circostanze utili all’attività investigativa.
Ad aprire i lavori è stata Cristina Bugiotti, presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Viterbo, che ha rivolto un saluto alle autorità presenti, ai relatori, alle volontarie e ai volontari della Croce Rossa Italiana e agli ospiti, sottolineando il valore dell’incontro dedicato a un tema “tanto delicato quanto attuale”: il ruolo del soccorritore sulla scena del crimine.
“La tutela della vita umana – ha ricordato Bugiotti – resta sempre la priorità assoluta di ogni soccorritore. Tuttavia, accanto alla rapidità dell’intervento, esiste anche la necessità di operare con consapevolezza, attenzione e senso di responsabilità, in contesti che possono assumere un rilievo investigativo e giudiziario estremamente significativo”.
La presidente ha quindi evidenziato come il soccorritore sia spesso il primo ad arrivare sul luogo di un evento traumatico e come, in quei momenti, “ogni gesto, ogni movimento, ogni scelta possa avere conseguenze importanti non solo sul piano sanitario, ma anche sulla corretta conservazione degli elementi utili alla ricostruzione dei fatti”.
Da qui la scelta di promuovere un incontro capace di mettere in dialogo il mondo del soccorso, della medicina legale, della criminologia e delle investigazioni scientifiche, offrendo ai volontari e a tutti i partecipanti “un’occasione di crescita concreta e qualificata”.
Bugiotti ha infine ringraziato la dott.ssa Paola Conti, il prof. Vincenzo Cianchella, il prof. Carlo De Rosa e il dott. Giovanni Milanese per aver accolto l’invito e per la disponibilità a condividere competenze ed esperienze di alto livello, rivolgendo un ringraziamento particolare alle volontarie e ai volontari della Croce Rossa di Viterbo, “che ogni giorno operano con impegno, umanità e professionalità al servizio delle persone più fragili e della comunità”.
Sono intervenuti quindi il prof. Cristian Silvestri, delegato della Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia, prof.ssa Tiziana Laureti, e il dott. Stefano Innocenzi, medico e Direttore UOC Lazio 2 di ARES 118, che hanno portato il saluto delle rispettive istituzioni, sottolineando come, nei contesti più complessi e delicati, la formazione e il dialogo tra mondo universitario, sistema dell’emergenza e volontariato rappresentino il presupposto indispensabile per un intervento consapevole, coordinato e realmente efficace.
Il seminario è quindi entrato nel vivo con il prof. Vincenzo Cianchella, coordinatore tecnico-scientifico del Laboratorio di Criminologia, Criminalistica e Scienze delle Investigazioni dell’Università degli Studi della Tuscia, che ha illustrato le regole precauzionali e le check list che gli operatori di polizia giudiziaria e del soccorso debbono adottare quando intervengono per accertamenti urgenti su una scena del crimine dove è stato consumato un delitto contro la persona con esiti lesivi o mortali.
Il suo intervento si è sviluppato anche attraverso l’osservazione della scena allestita dagli operatori truccatori e simulatori della Croce Rossa Italiana, che hanno ricostruito uno scenario simulato di particolare realismo, con una giovane donna truccata come vittima di una violenta aggressione, con lesioni da taglio e ferita d’arma da fuoco. Una rappresentazione di forte impatto, pensata per consentire ai partecipanti di comprendere concretamente l’importanza dei comportamenti da adottare nei primi momenti dell’intervento.
Il medico legale, prof. Carlo De Rosa dell’Università della Tuscia, ha illustrato il ruolo del patologo forense sulla scena del delitto, con particolare attenzione alle cause della morte, ai mezzi impiegati per il delitto e, soprattutto, all’identificazione dell’ora della morte. L’intervento del medico legale si è poi concluso con una sorta di esercitazione pratica, svolgendo una simulazione di esame del cadavere.
La dott.ssa Paola Conti, Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Viterbo, ha analizzato la qualifica giuridica dei soccorritori, medico, infermiere e volontari, ai fini di eventuali responsabilità penali e civili. Ha sottolineato l’importanza di protocolli operativi per contemperare la tutela della vita umana, primo compito del soccorritore, e la salvaguardia della scena del crimine.
A chiudere la mattinata è stato il dott. Giovanni Milanese, già dirigente del Gabinetto di Polizia Scientifica di Latina, che ha effettuato prove pratiche di esaltazione di impronte papillari latenti rilasciate dagli operatori della Croce Rossa, utilizzando specifiche polveri evidenziatrici.
Un momento di particolare coinvolgimento, che ha restituito ai presenti la concretezza del lavoro scientifico sulla scena del crimine: un’attività fatta di tecnica, pazienza, precisione e capacità di leggere ciò che a occhio nudo non appare.
Tuscia, allarme nocciole: agricoltori in piazza contro crisi e rincari
CAPRAROLA - Cresce la preoccupazione nel comparto agricolo della Tuscia, dove i produttori di nocciole tornano a chiedere attenzione alle istituzioni nazionali davanti a una crisi che, secondo gli operatori del settore, rischia di mettere in ginocchio una delle principali economie del territorio viterbese.
A lanciare l’allarme è l’Associazione spontanea per la tutela degli agricoltori (Asta), che denuncia le difficoltà vissute da migliaia di aziende agricole alle prese con raccolti ridotti, aumento dei costi di produzione e un mercato sempre più complicato.
Tra le criticità evidenziate dagli agricoltori ci sono gli effetti dei cambiamenti climatici, le gelate tardive e la diffusione della cimice asiatica, fattori che negli ultimi anni avrebbero inciso pesantemente sulla resa dei noccioleti della provincia.
Secondo i numeri diffusi dall’associazione, il comparto coinvolge nella Tuscia circa 6.300 aziende agricole distribuite su circa 22mila ettari coltivati, con un importante impatto occupazionale che interessa imprenditori, lavoratori stagionali e attività collegate alla filiera.
Gli operatori sostengono che, mentre i ricavi si sarebbero progressivamente ridotti, le spese per energia, irrigazione, fertilizzanti e gestione dei terreni sarebbero aumentate in maniera significativa, rendendo sempre più difficile mantenere in equilibrio i bilanci aziendali.
A destare ulteriore preoccupazione è anche l’andamento della stagione produttiva in corso. Molti agricoltori temono infatti un nuovo calo della raccolta prevista tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Il presidente di Asta, Fernando Monfeli, critica l’assenza di risposte concrete da parte della politica nazionale e chiede misure straordinarie per sostenere il comparto agricolo della provincia di Viterbo.
Secondo l’associazione, gli agricoltori non reclamano trattamenti privilegiati, ma strumenti adeguati per affrontare emergenze considerate fuori dal controllo delle aziende, come le condizioni climatiche estreme, la crisi dei prezzi e la diffusione dei parassiti.
Nel documento diffuso da Asta viene inoltre evidenziata la distanza tra le politiche annunciate sul tema della sovranità alimentare e la realtà quotidiana vissuta dalle imprese agricole della Tuscia, alle prese con una situazione economica definita sempre più difficile e strutturale.
Vignanello, oltre 2mila firme sulla gestione migranti: cittadini mobilitati
VIGNANELLO - Continua a crescere la mobilitazione popolare attorno alla vicenda legata all’accoglienza dei migranti a Vignanello. In pochi giorni la raccolta firme promossa sul territorio ha superato quota 2mila adesioni, trasformandosi in un’iniziativa che coinvolge ormai non solo il paese cimino ma anche numerosi comuni limitrofi della provincia.
La petizione è nata con l’obiettivo di esprimere le preoccupazioni di cittadini e commercianti riguardo alla gestione della struttura destinata all’accoglienza, ma col passare delle settimane si è trasformata in un ampio momento di confronto pubblico.
Secondo quanto riferiscono gli organizzatori, il numero crescente di richieste di informazioni e adesioni testimonia un forte coinvolgimento della popolazione. “Riceviamo telefonate continuamente durante tutta la giornata”, spiegano dal comitato promotore. “Molte persone chiedono dove firmare, ma soprattutto vogliono raccontare timori e difficoltà legate a questa situazione”.
Tra le questioni più sentite emerge il tema dei trasporti scolastici. Diversi genitori avrebbero manifestato preoccupazione per le possibili ripercussioni sul servizio autobus utilizzato quotidianamente dagli studenti. Accanto a questo, residenti e titolari di attività commerciali della zona chiedono maggiori garanzie sulla gestione della sicurezza e sull’impatto che la nuova situazione potrebbe avere sulla vita del quartiere.
Al centro del dibattito anche la posizione della struttura individuata per l’accoglienza. L’area, situata fuori dal centro abitato, viene indicata dai cittadini come poco illuminata e priva di adeguati percorsi pedonali. Una condizione che, secondo i residenti, potrebbe creare criticità soprattutto nelle ore serali, aumentando i rischi per pedoni e automobilisti lungo la viabilità della zona.
La raccolta firme, sottolineano i promotori, vuole rappresentare una richiesta di maggiore ascolto e coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni che riguardano il territorio. Nei vari comuni della Tuscia i banchetti organizzati in questi giorni sono diventati anche occasioni di dialogo tra residenti, amministratori e associazioni.
Al di là delle diverse sensibilità politiche, la vicenda sta mettendo in evidenza una forte partecipazione civica. L’obiettivo dichiarato dai cittadini è quello di portare all’attenzione delle istituzioni le criticità emerse e ottenere risposte chiare su sicurezza, organizzazione dei servizi e gestione dell’accoglienza nel territorio.
Giungla in strada Bagni: marciapiedi sepolti dalla vegetazione
di Fabio Tornatore
VITERBO - Un marciapiedi impraticabile quello che si trova in strada Bagni, a Viterbo: piante più alte di una persona, cespugli, erba alta. La vegetazione in numerosi tratti copre interamente il percorso destinato a pedoni e ciclisti, costringendoli a scendere sulla strada, dove le auto sfrecciano a forte velocità.
Quella che, in pratica, è stata un prototipo della ciclabile di Viterbo, un marciapiedi con asfalto rosso, in strada Bagni, la via che porta da Valle Faul alle Terme dei Papi, come spesso accade in questo periodo dell'anno, ancora attende il passaggio del tagliaerbe. E si spera arrivi presto, vista la pericolosità del tratto. Le canne in alcuni tratti ostruiscono il passaggio, l'erba alta costringe i pedoni a scendere e risarire, o, nel migliore dei casi, a compiere impobabili slalom, tra un arbusto e l'altro.
Quando poi le piante sono bagnate, perché magari ha piovuto, il percorso dei poveri pedoni, troppo spesso bistrattati nella città dalle mille auto, diventa davvero impossibile. Un semplice ritatdo nell'esecuzione dei lavori di manutenzione del verde, soggetti a turnazione delle varie zone, visto che il taglio dell'erba è ormai partito in molte aree di Viterbo, in questa strada diventa una vera e propria situazione di pericolo, vista l'alta velocità delle automobili, e il numero, perniente esiguo, di pedoni e ciclisti che ogni giorno percorrono la strada.
Viterbo, la magia di 'Assaggi': sul palco l'alta cucina di Cravero e lo show travolgente di ...
VITERBO - Grande successo ieri a Viterbo per l'evento Assaggi, la prestigiosa vetrina enogastronomica organizzata dalla Camera di Commercio di Viterbo per valorizzare le eccellenze del territorio. La serata ha regalato al pubblico un vero e proprio viaggio sensoriale, culminato in due show cooking d’eccezione che hanno visto protagonisti la ricerca raffinata dello chef Salvo Cravero e l'energia travolgente del mitico Giorgione.
Ad accendere i fornelli nella prima parte della serata è stato lo chef Salvo Cravero, firma culinaria del Pepe Nero, elegante ristorante affacciato sul Lago di Bolsena (a Capodimonte). Noto per la sua cucina di mare contemporanea capace di fondere tradizione mediterranea e slancio creativo, Cravero – fiero Cuoco dell'Alleanza Slow Food – ha incantato la platea con la sua filosofia basata su tecnica, ricerca e profondo rispetto per le radici.
Sul palco di Assaggi, lo chef ha presentato un piatto manifesto del suo stile personale ed equilibrato:
'Orzotto al topinambur, bottarga di coregone e foglia di limone'
Una proposta raffinata che celebra il territorio lacustre in chiave moderna, dove la delicatezza del topinambur e l'intensità della bottarga di coregone si fondono, rinfrescate dalla nota agrumata della foglia di limone. Un perfetto esempio di come l'innovazione possa esaltare le materie prime locali.
IL PIATTO DELLO CHEF CRAVERO: • Base: Orzotto mantecato al topinambur • Elemento sapido: Bottarga di coregone (eccellenza del Lago di Bolsena) • Nota aromatica: Foglia di limone Il testimone della serata è poi passato a un volto amatissimo della televisione e della ristorazione italiana: Giorgione. Con il suo stile inconfondibile, l'oste più famoso d'Italia ha portato sul palco l'anima di Giorgione Orto e Cucina, un vero e proprio inno alla tradizione rurale e ai sapori autentici.Giorgione ha conquistato il pubblico con uno show cooking ravvivato dalla sua consueta simpatia, preparando un grande classico:
'Maltagliati alla Norcina'
Un piatto generoso e conviviale, specchio di una cucina contadina che non ha bisogno di artifici. Giorgione ha ribadito l'importanza di prediligere ingredienti stagionali e materie prime di assoluta qualità, lavorate con tecniche semplici che mettono al centro il gusto naturale e la schiettezza della terra.
La serata di ieri ad Assaggi ha dimostrato ancora una volta la straordinaria versatilità della proposta gastronomica della Tuscia: da un lato l'equilibrio tecnico e la creatività contemporanea di Salvo Cravero, dall'altro la forza rurale e la memoria storica di Giorgione. Un binomio vincente che ha lasciato a bocca aperta (e tesa al gusto) il pubblico viterbese.
Defibrillatori nelle scuole, completato il progetto nelle palestre provinciali
Tuscania a Sorrento per gara 1 dei play-off promozione di Serie B
Vignanello, oltre 2mila firme: cresce la protesta contro il progetto di accoglienza migranti
Luigi Gallo subito protagonista nel GT Endurance: podio allesordio a Misano
MISANO ADRIATICO - Inizio di stagione da incorniciare per il pilota civitonico Luigi Gallo, protagonista nel primo appuntamento del Campionato Italiano GT Endurance andato in scena al Misano World Circuit “Marco Simoncelli” di Misano Adriatico.
Nel weekend del 10 maggio, il portacolori della XC Motorsport ha centrato un prestigioso podio assoluto alla sua prima partecipazione nella serie endurance tricolore, chiudendo al terzo posto della classifica generale e conquistando la seconda posizione nella classe AM della GT Cup 1ª Divisione.
Gallo ha condiviso l’abitacolo della Ferrari 296 Challenge della Scuderia Best Lap insieme ai compagni di squadra Vito Postiglione e Ivan Mari, dimostrando competitività e continuità nel corso delle tre ore di gara disputate in condizioni particolarmente difficili a causa del maltempo.
La prova di Misano è stata caratterizzata da pioggia e pista insidiosa, elementi che hanno reso fondamentale la strategia ai box e la gestione degli stint. L’equipaggio della Ferrari Best Lap è riuscito a mantenere un ritmo costante fin dalle prove libere, confermando il buon feeling con la vettura e con il format endurance.
Per Gallo si tratta di un debutto particolarmente significativo in una delle categorie più competitive del panorama nazionale Gran Turismo. Il pilota della Tuscia era stato annunciato nei mesi scorsi tra i protagonisti della stagione 2026 del Campionato Italiano GT Endurance, competizione organizzata da ACI Sport, al volante della Ferrari 296 Challenge nella squadra Best Lap.
Anche in qualifica il pilota civitonico aveva mostrato buone prestazioni, facendo registrare tempi competitivi nella GT Cup e confermando velocità di punta tra le migliori del gruppo Ferrari.
Il campionato proseguirà ora all’Autodromo Nazionale Monza, dove dal 19 al 21 giugno andrà in scena il secondo appuntamento stagionale della serie endurance tricolore.
Pugnaloni 2026, trionfa Torre San Marco: Acquapendente tra arte e fede
ACQUAPENDENTE - Grande partecipazione ad Acquapendente per l’edizione 2026 dei Pugnaloni, l’evento simbolo della festa della Madonna del Fiore che ogni anno trasforma il centro storico in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto. Domenica 17 maggio le premiazioni, a conquistare il primo posto è stato il gruppo Torre San Marco, premiato al termine della tradizionale sfilata delle grandi opere floreali realizzate con petali, foglie e materiali naturali.
Torre San Marco (Prima Equipe 1966) - Fisso quella cornice dorata, algida, superba. È una gabbia perfetta che pretende di definire il mondo: dentro, le cattedrali del potere, le torri dell’apparenza svettano come monumenti al vuoto, simulacri di un ordine che brilla ma non batte, scrigno lucente privo d’anima. È l’estetica del “sistema”, un impero di cristallo che ci abita mentre lo abitiamo. Poi, vedo lei. È pura, piccola, ma il suo gesto è titanico. Con le braccia spalancate verso il domani, scavalca quel confine dorato. Non fugge: sceglie. Si lascia alle spalle la grandezza fittizia delle sovrastrutture per riprendersi la vita. Oltre la soglia, il Miracolo: una marea di colori squarcia il grigio, come linfa che torna a incendiare un legno dimenticato. È l’urlo della vita che ignora i confini, il trionfo di un’umanità che non si lascia recintare. In questo germoglio risuona la memoria dei nostri avi: lo stesso ardire, la stessa chiamata. È tempo di scegliere “l’oltre” e rimettersi in cammino, trasformando il ricordo in sfida, per tornare finalmente a essere popolo che respira libertà.
La giuria ha assegnato la vittoria all’opera di Torre San Marco per l’elevata qualità tecnica, l’impatto scenografico e la capacità comunicativa del pannello artistico, giudicato coinvolgente e innovativo nella costruzione visiva. Per il gruppo si tratta di un nuovo importante successo in una manifestazione che rappresenta uno dei momenti più identitari dell’Alta Tuscia.
Al secondo posto si è classificato Centro Porta della Ripa, apprezzato per la forza espressiva dell’opera e per la scelta di una palette cromatica essenziale ma capace di trasmettere un messaggio intenso e legato all’attualità. Sul terzo gradino del podio il gruppo Barbarossa, premiato per la riflessione artistica dedicata ai rischi e alle distorsioni della realtà digitale contemporanea.
(Gruppo Barbarossa)
Fuori dal podio ma tra i gruppi più apprezzati figurano anche Acquaviva, quarto classificato grazie all’utilizzo creativo di materiali floreali particolarmente delicati, Via del Fiore, quinta con un’opera dal linguaggio moderno e sperimentale, e Costa San Pietro, sesta classificata per la ricercatezza cromatica e la varietà dei materiali impiegati.
FOTO: Stefano Marigliani Photography
Durante la serata finale sono stati assegnati anche i riconoscimenti speciali. Il premio della giuria popolare è andato proprio a Centro Porta della Ripa, mentre il premio della critica è stato attribuito al gruppo Rugarella.
Come da tradizione, il trofeo resterà custodito per un mese dal gruppo vincitore Torre San Marco prima di essere trasferito nel museo cittadino dedicato alla manifestazione.
GALLERIA COMPLETA PUGNALONI CON DESCRIZIONI
I Pugnaloni rappresentano il cuore della festa della Madonna del Fiore, celebrazione che affonda le proprie radici nel 1166. Secondo la tradizione, il miracolo della fioritura improvvisa di un ciliegio secco spinse il popolo aquesiano a ribellarsi al dominio del governatore di Federico Barbarossa, dando origine alla storica Festa di Mezzomaggio.
Grandi mosaici vegetali alti oltre tre metri, realizzati da gruppi di volontari che lavorano per settimane alla raccolta e alla preparazione dei materiali naturali. Una volta realizzate, le opere vengono esposte lungo le vie del centro storico e successivamente portate in processione davanti alla Concattedrale del Santo Sepolcro, dove resteranno visibili per tutto l’anno.
Marocchinate, a Viterbo una conferenza per ricordare le vittime dimenticate
Scena del crimine e soccorso, alla Cri di Viterbo una lezione tra vita e indagini
Prato Giardino si rinnova: nuovi giochi per bambini e interventi sulle fontane
VITERBO - Proseguono gli interventi di riqualificazione a Prato Giardino, uno dei principali spazi verdi cittadini, dove il Comune punta a migliorare decoro, sicurezza e fruibilità dell’area pubblica. In questi giorni sono iniziati i lavori per la realizzazione di una nuova zona giochi dedicata ai più piccoli, mentre è stato programmato anche un intervento straordinario sulle fontane del parco.
L’area ludica, che da tempo presentava strutture danneggiate e delimitate da transenne, sarà completamente rinnovata con l’installazione di nuove attrezzature. Tra gli elementi previsti figurano altalene, scivoli e giochi da esterno destinati ai bambini, con l’obiettivo di restituire uno spazio più moderno e sicuro alle famiglie.
Parallelamente, il settore comunale che si occupa delle politiche ambientali ha autorizzato la pulizia approfondita delle due fontane ornamentali presenti nel parco. L’intervento punta non solo a migliorare l’aspetto estetico dell’area, ma anche a prevenire situazioni di degrado che potrebbero compromettere l’equilibrio dell’ecosistema presente nelle vasche, dove vivono pesci, tartarughe e anatre.
Per l’operazione è stato affidato un incarico diretto alla società viterbese Econet S.r.l., che si occuperà dello svuotamento completo delle piscine ornamentali e della rimozione dei sedimenti accumulati nel tempo.
L’investimento previsto dall’amministrazione comunale ammonta a circa 16mila euro iva inclusa. Il piano dei lavori prevede anche l’asportazione di fino a 82 metri cubi di materiale depositato sul fondo delle vasche, segno di un’operazione di manutenzione particolarmente articolata.
L’obiettivo di Palazzo dei Priori è quello di completare gli interventi entro la fine dell’estate, così da restituire alla cittadinanza un Prato Giardino più curato, accessibile e vivibile durante il periodo di maggiore frequentazione del parco.
Tragedia a Vallelunga, muore il pilota Dimitri Tempesti durante le prove della Coppa Italia Velocità
ROMA - Drammatico incidente nel pomeriggio di sabato all’autodromo di Vallelunga, dove ha perso la vita il pilota Dimitri Tempesti durante una sessione di qualifiche della Coppa Italia Velocità 2026. Il motociclista, 60 anni, originario di Firenze, è deceduto in seguito alle gravissime conseguenze di una caduta avvenuta sul circuito di Campagnano di Roma.
L’incidente si è verificato nel corso della Q2 del Trofeo RR Cup. Secondo le prime informazioni raccolte, Tempesti avrebbe perso il controllo della moto mentre affrontava la “curva Roma”, tratto particolarmente rapido che conduce al rettilineo principale della pista.
Il pilota sarebbe stato coinvolto in un violento “highside”, dinamica che si verifica quando la ruota posteriore perde improvvisamente aderenza per poi recuperarla bruscamente, provocando il violento sbalzamento del conducente. Tempesti è stato scaraventato a terra riportando traumi gravissimi.
L’intervento dei sanitari presenti all’interno dell’impianto è stato immediato. I medici hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione direttamente sul circuito, ma per il centauro toscano non c’è stato nulla da fare.
La notizia ha profondamente colpito il mondo del motociclismo sportivo, dove Dimitri Tempesti era conosciuto e apprezzato per la sua lunga esperienza in pista e per la passione che da anni lo legava alle competizioni su due ruote.
Attraverso una nota ufficiale, la Federazione Motociclistica Italiana e il Gentlemen’s Motor Club Roma hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia e al team del pilota, l’LBT Squadra Corse. Anche il presidente federale Giovanni Copioli ha manifestato vicinanza ai familiari in un momento di profondo dolore.
Trofeo dei Falisci, successo per la 18ª edizione: trionfa Alessandro Inverni
CIVITA CASTELLANA - Civita Castellana ha accolto ancora una volta uno degli eventi sportivi più sentiti del territorio. Nella mattinata di domenica 17 maggio si è svolta la diciottesima edizione del Trofeo dei Falisci, manifestazione podistica che ogni anno richiama runners, società sportive e appassionati provenienti da tutta la provincia e non solo.
La competizione, organizzata dall’A.S.D. Civita Castellana, ha preso il via alle 9.30 dai Giardini Baden Powell in via Roma, trasformando il centro cittadino in un grande circuito dedicato allo sport e alla partecipazione.
Il percorso, lungo circa 9 chilometri e 800 metri, ha ospitato sia la prova agonistica sia quella non competitiva, coinvolgendo atleti di diverse categorie in una mattinata caratterizzata da entusiasmo e grande presenza di pubblico.
A tagliare per primo il traguardo è stato Alessandro Inverni, portacolori della Zero Watt, autore di una prestazione convincente chiusa con il tempo di 35 minuti e 5 secondi. Dietro di lui si sono classificati Roberto Taddei e Cristian Paradisi, completando così il podio maschile della manifestazione.
Tra le donne, invece, il successo è andato a Marcella Municchi, protagonista di una gara brillante che le ha permesso di conquistare il primo posto nella classifica femminile.
Anche quest’anno il Trofeo dei Falisci ha confermato il proprio ruolo di appuntamento fisso nel calendario podistico locale, unendo competizione, aggregazione e valorizzazione del territorio attraverso lo sport.
Talete nel mirino, associazioni e comitati chiedono un incontro urgente al Prefetto
FABRICA DI ROMA - Le associazioni civiche della Tuscia alzano la voce contro la gestione del servizio idrico da parte di Talete S.p.A.. UsiCons – Sezione Tuscia, insieme al Comitato “Cittadinanza Attiva” di Fabrica di Roma, ha infatti annunciato di aver aderito a una richiesta congiunta di incontro urgente con il Prefetto di Viterbo, insieme ad altre realtà associative e comitati del territorio.
L’iniziativa nasce dalla volontà di portare all’attenzione delle istituzioni le criticità che, secondo i promotori, interessano da anni il servizio idrico, in particolare nel comune di Fabrica di Roma ma anche in altri centri della Tuscia.
Nel corso dell’incontro con la Prefettura, qualora venga accordato, le associazioni intendono consegnare formalmente una diffida collettiva contro Talete, già sottoscritta da decine di cittadini di Fabrica di Roma e aperta all’adesione di residenti dei comuni limitrofi.
“La situazione è passata da seria a oggettivamente grave”, spiegano i promotori, sottolineando come il disagio coinvolga un numero crescente di cittadini del territorio.
La richiesta di confronto istituzionale, precisano UsiCons e il Comitato “Cittadinanza Attiva”, è stata inoltrata “con il massimo rispetto delle istituzioni”, ma anche con la preoccupazione crescente di una comunità che chiede risposte concrete e interventi tempestivi.
Le associazioni si dicono inoltre fiduciose in una collaborazione aperta e costruttiva con tutte le realtà civiche che stanno aderendo al percorso di protesta e sensibilizzazione. In attesa di un riscontro da parte della Prefettura di Viterbo, i promotori assicurano che ogni aggiornamento verrà comunicato alla cittadinanza e ai comuni coinvolti nell’iniziativa.
Amerina BioFest 2026: la prima edizione del festival diffuso del Biodistretto della Via Amerina ...
GALLESE - Un’altra bellissima giornata si è conclusa tra incontri, musica, territorio e persone arrivate per vivere il Biodistretto della Via Amerina e delle Forre. Ieri il borgo di Fabrica di Roma si è riempito dei sapori dei produttori locali con i banchi d’assaggio. Hanno aperto gli stand espositivi del Biodistretto, con una serie di appuntamenti tematici, dei comuni e delle Cooperative Sociali. Durante la giornata tanti visitatori hanno partecipato anche alla visita guidata dei palazzi nobiliari di Fabrica di Roma, scopri alcuni angoli nascosto del borgo.
Le vie del paese sono state animate dalla musica della Fire Dixie Jazz Band & 78 Giri e dall'esibizione di Giulia Tripoti, fino al gran finale con lo spettacolo degli Sbandieratori Delle Sette Contrade Di Orte. Amerina BioFest continua anche oggi con prodotti biologici, show cooking, degustazioni, intrattenimento ed esperienze dedicate alla scoperta del territorio.
Un appuntamento, dal 14 al 17 maggio, che unisce agricoltura biologica, cultura, paesaggio. comunità e iniziative sulla sostenibilità del territorio trasformando Fabrica di Roma e i 14 comuni del Biodistretto in un laboratorio vivo di esperienze, incontri e narrazioni territoriali. Cuore pulsante della manifestazione sarà il centro storico di Fabrica di Roma, dove si concentreranno eventi, degustazioni, convegni, musica e gli show cooking della chef Vittoria Tassoni di Slow Food e della Maître Chocolatier Monia Achille.
Attorno a questo nucleo, il festival si estenderà in modo capillare su tutto il territorio del Biodistretto, coinvolgendo aziende agricole, borghi, associazioni e realtà locali in un ricco calendario di iniziative ed attività: conferenze, trekking, visite guidate, fattorie aperte, percorsi artigianali ed esperienze immersive. Il festival vuole essere un mosaico delle iniziative del Biodistretto, della bellezza, delle virtù e delle eccellenze del territorio di questa parte della Tuscia.
L’inaugurazione ufficiale si è tenuta giovedì 14 maggio presso la Sala Artemisia Gentileschi di Fabrica Di Roma, alla presenza del Sindaco Claudio Ricci, del Presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, e del Presidente del Biodistretto, Famiano Crucianelli, con la premiazione del miglior racconto 'L'Amerina che vorrei', concorso letterario dedicato ai ragazzi delle scuole del Biodistretto.
Tra i momenti che segneranno il punto fermo di questo festival, sicuramente , prevista
Nella mattinata di venerdì 15, invece, l'inaugurazione dell’impianto fotovoltaico del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, promossa dalla CER Amerina Forre, dal Comune di Nepi e dal Centro Anziani di Nepi.
Presentato a seguire il libro del Biodistretto, 'Cura del Territorio e transizione agroecologica: gli anni del Biodistretto della Via Amerina delle Forre, una comunità in movimento'ancora presso la Sala Artemisia Gentileschi di Fabrica di Roma. Un racconto ragionato dei quasi 15 anni di vita del Biodistretto, delle sue vertenze, dei suoi progetti e delle sue proposte per realizzare “un territorio accogliente, uno sviluppo sostenibile e la partecipazione dei cittadini”.
Nella mattinata del 16 un incontro sull’industria della ceramica, un settore strategicamente fondamentale per il territorio per il suo valore economico, culturale ed ambientale del territorio.
Il 17 mattina da Corchiano a Fabrica di Roma la “camminata” con musica e racconti contro le scorie nucleari per richiamare e testimoniare una battaglia centrale per il futuro della Tuscia. L'Agro Falisco è una realtà variegata e ricca: il centro storico di Fabrica di Roma si è trasformato in un teatro all'aperto dedicato ai sapori del territorio, con degustazioni guidate e seminari alla scoperta delle produzioni locali, dai vini ai formaggi, dall’olio alle nocciole, ai prodotti da forno.
Amerina BioFest, progetto ideato e curato da Raffaele Marini, è un evento frutto del lavoro condiviso e impegnato di un gruppo straordinario, capace di mettere insieme le diverse anime del Biodistretto, i comuni del territorio, le associazioni, i musei, le guide turistiche e naturalistiche, gli artisti e i comunicatori, le fattorie e i produttori, senza i quali non sarebbe stato realizzabile. Un evento unico, che parla di territorio al territorio e che ogni anno verrà ospitato in un comune diverso, tra i 14 compresi nel Biodistretto della Via Amerina e delle Forre.
Addio allimprenditore gentile Danilo Brandi, storica figura di Civita Castellana
CIVITA CASTELLANA – Grande cordoglio a Civita Castellana per la morte di Danilo Brandi, 76 anni, imprenditore e proprietario dello storico bar “Sergio & Danilo”, venuto a mancare oggi domenica 17 maggio, mentre era ricoverato all’ospedale Andosilla.
Danilo insieme all’amico Sergio Fegatello, scomparso a marzo 2023 all'età di 68 anni, hanno fatto la storia aprendo la gelateria al Centro Commerciale Rio in località Pizzo Garofalo nel 1981.
Era conosciuto da tutti in paese, sempre sorridente e pieno di vita, questa mattina sui social in tantissimi lo hanno salutato e ricordato: “Una persona solare che purtroppo lascia un vuoto a chi lo conosceva”, “Una persona speciale, ricordo la sua gentilezza e il suo sorriso, sarà sempre nel mio cuore”.
I funerali si svolgeranno lunedì 18 maggio alle ore 15 presso il piazzale del cimitero di Civita Castellana.
Montalto di Castro, tragedia in spiaggia: archiviata la posizione del padre di Riccardo Boni
MONTALTO DI CASTRO - Si chiude dal punto di vista giudiziario la drammatica vicenda di Riccardo Boni, il ragazzo di 17 anni che ha perso la vita l'estate scorsa sul litorale di Montalto di Castro dopo essere rimasto intrappolato nella sabbia. La Procura ha infatti disposto l'archiviazione dell'inchiesta che vedeva indagato il padre del giovane.
L'iscrizione del genitore nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di omicidio colposo era scaturita come atto dovuto all'indomani dell'incidente, una procedura formale necessaria per consentire lo svolgimento di tutti gli accertamenti di rito su una tragedia che ha coinvolto un minorenne. I magistrati hanno tuttavia valutato l'assoluta imprevedibilità dell'evento, escludendo profili di responsabilità penale a carico dell'uomo e confermando la natura esclusivamente accidentale del fatto.
Il dramma si era consumato in pochi istanti sotto gli occhi dei familiari, quando il tunnel che il diciassettenne stava scavando sull'arenile ha improvvisamente ceduto, seppellendolo. Nonostante l'immediato allarme lanciato dal fratello minore e i successivi tentativi di soccorso, per il giovane non c'era stato purtroppo nulla da fare. La decisione del giudice mette fine agli accertamenti legali su una fatalità che ha profondamente scosso l'opinione pubblica e la comunità locale.