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Il Consiglio regionale del Lazio approva allunanimità lElenco regionale dei Rup
VITERBO - Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Antonello Aurigemma, ha approvato all'unanimità (32 voti) la proposta di legge n. 188, che istituisce l'Elenco regionale dei Responsabili unici di progetto, illustrata dalla prima firmataria Micol Grasselli, di FdI.
'Questa proposta di legge – ha esordito la consigliera segretaria dell'Ufficio di presidenza – nasce dall'ascolto e dal confronto costante con gli enti locali, con i tecnici, con i professionisti del settore e, soprattutto, da una consapevolezza molto chiara: se vogliamo che le opere pubbliche e i servizi funzionino davvero dobbiamo mettere le persone giuste nei ruoli giusti'.
'Con l'entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici e con le successive modifiche – ha proseguito Grasselli – il legislatore nazionale ha ridefinito profondamente il ruolo del Rup, attribuendogli funzioni, responsabilità e competenze sempre più precise e articolate e, parallelamente, ha introdotto la possibilità, in caso di carenza di personale interno, di nominare come Rup i dipendenti di altre amministrazioni pubbliche'. In tal senso, Grasselli ha spiegato che 'questa legge costituisce un'infrastruttura amministrativa regionale che consente di applicare meglio e in modo ordinato una facoltà già prevista dalla legge nazionale. L'elenco dei Rup, infatti, sarà volontario e aperto ai dipendenti della pubblica amministrazione che hanno i requisiti previsti dalla legge. La gestione dell'elenco sarà di competenza della Direzione regionale dei lavori pubblici e sono previsti limiti massimi agli incarichi annuali per ciascun Rup, a tutela della rotazione e dell'imparzialità'.
Grasselli ha concluso la sua relazione ribadendo che 'non si tratta di un nuovo adempimento ma di uno strumento concreto al quale possono attingere le amministrazioni che ne hanno bisogno, con l'obiettivo di aiutare gli enti in difficoltà e di valorizzare i dipendenti pubblici qualificati, garantendo trasparenza nelle scelte e migliorando la qualità dei progetti'.
La proposta si compone di sette articoli: l'articolo uno definisce le finalità della legge; l'articolo due definisce i diversi soggetti coinvolti nella gestione dell'Elenco dei Rup; l'articolo tre individua la Direzione competente alla gestione e le modalità di tenuta dell'Elenco regionale; l'articolo quattro stabilisce le comunicazioni che i soggetti iscritti nell'Elenco sono tenuti a fornire al Responsabile dell'Elenco regionale; l'articolo cinque indica i contenuti della Deliberazione di Giunta contenente le modalità di iscrizione e di gestione dell'Elenco regionale; l'articolo sei stabilisce la clausola di non onerosità, che non prevede oneri a carico del bilancio regionale per l'attuazione della legge; infine, l'articolo sette riguarda l'entrata in vigore del provvedimento.
Un emendamento sottoscritto da tutti i presidenti dei gruppi consiliari di maggioranza, inoltre, ha inserito un articolo aggiuntivo nella proposta di legge, disponendo la proroga delle Commissioni speciali del Consiglio regionale fino al termine della presente legislatura. Conseguentemente, sono adeguate la quantificazione e la copertura finanziaria degli oneri con riferimento alle annualità 2026, 2027 e 2028, rispettivamente in euro 535mila euro ciascuno per i primi due anni e in euro 135mila per il 2028.
In apertura di seduta, il presidente Antonello Aurigemma ha invitato l'Aula a osservare un minuto di silenzio per ricordare le giovani vittime della tragedia di Crans Montana, in Svizzera, dove hanno perso la vita 40 ragazzi a causa di un incendio scoppiato durante una festa di Capodanno nel locale Le Constellation. Tra le giovani vittime anche sei italiani, tra cui il romano Riccardo Minghetti.
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Sai quando smontare l'albero di Natale?
Mentre la maggior parte delle persone considera il 6 gennaio come il termine ultimo per festeggiare, con il celebre detto 'l'Epifania tutte le feste porta via', esiste una tradizione secolare che sposta il calendario molto più avanti: al 2 febbraio, giorno della Candelora.
La data che sfida la fretta modernaOggi siamo abituati a vedere alberi di Natale e presepi sparire dai salotti già il 7 gennaio. Tuttavia, secondo la tradizione cristiana e contadina, il ciclo del Natale si conclude ufficialmente 40 giorni dopo la nascita di Gesù. La Candelora (Presentazione di Gesù al Tempio) rappresenta l'ultimo atto simbolico del periodo festivo.
Perché il 2 febbraio?-
Il significato religioso: La festa commemora la presentazione del Bambino al Tempio di Gerusalemme. È il momento in cui Gesù viene riconsociuto come 'Luce per illuminare le genti', da qui l'usanza di benedire le candele.
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Il legame con la natura: In passato, questa data segnava il passaggio tra l'inverno profondo e il primo timido risveglio della primavera. Tenere acceso il presepe fino a febbraio era un modo per conservare la 'luce' nel cuore della stagione fredda.
Quasi nessuno rispetta più questa scadenza, principalmente per motivi logistici: gli aghi degli alberi veri cadono, lo spazio in casa serve per la routine quotidiana e l'entusiasmo festivo tende a scemare con il rientro al lavoro. Eppure, per i puristi del folklore e per molte comunità religiose, smontare il presepe prima del 2 febbraio è considerato un 'peccato' di frettolosità.
Curiosità: il meteo e la CandeloraLegato a questo giorno c'è anche il celebre proverbio meteorologico: 'Per la Candelora, se nevica o se piove dall'inverno siamo fuori, ma se c'è sole o solicello, siamo ancora nel mezzo del verno'. Smontare l'albero proprio in questa giornata diventa quindi un rito di passaggio verso la nuova stagione.
Dimensionamento scolastico. Giliberto: 'faremo valere il diritto di famiglie e studenti'
di Fabio Tornatore
VITERBO - L'infinita partita sul dimensionamento scolastico nella provincia di Viterbo non si chiude ancora: in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, attesa a breve, arrivano le risposte di Comune di Viterbo e Provincia sulla nuova delibera della Regione Lazio.
Dopo la delibera di Via della Pisana del 23 dicembre infatti, in ottemperanza alle sentenze del Tribunale Amministrativo del Lazio che annullavano il dimensionamento deciso dalla Regione sulla provincia di Viterbo ma che, di fatto, riconferma lo schema attuale di soppressione dell'Istituto Carmine di Viterbo e quello di Grotte di Castro, l'assessore Rosanna Giliberto del municipio viterbese e il presidente della Provincia di Viterbo Romoli si esprimono sul documento regionale.
'Come abbiamo già fatto nei mesi scorsi ricorrendo ai vari organi di giustizia amministrativa' commenta l'assessore al'educazione e comunità scolastica Rosanna Giliberto 'anche in questo caso faremo valere i diritti delle famiglie e degli studenti appellandoci ai tribunali competenti. Il Tribunale amministrativo regionale si è già pronunciato più volte contro le soppressioni e gli accorpamenti scolastici che la Regione ha provato ad imporre contro la volontà di tutti i soggetti interessati e la stessa cosa ha fatto il Consiglio di Stato. Pronunciamenti che hanno riconosciuto la fondatezza delle posizioni espresse dal Comune di Viterbo e l'illegittimità dei provvedimenti assunti dalla Regione che adesso li ripropone. Continueremo a batterci a favore delle nostre scuole come abbiamo fatto fino ad oggi con successo'.
“Prendiamo atto della delibera della Regione Lazio, ma non possiamo non rilevare una evidente contraddizione: si dichiara di dare esecuzione alle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, mentre nei fatti viene riproposto lo stesso impianto già annullato dai giudici amministrativi. Dopo due anni di ricorsi e confronti, ci saremmo aspettati una soluzione diversa e realmente condivisa. Le scuole non possono essere ridotte a meri numeri: il dimensionamento deve tutelare presìdi educativi fondamentali per le comunità. In merito alla Conferenza regionale permanente per l’istruzione, va chiarito che la mancata espressione del parere è dipesa esclusivamente dall’assenza del numero legale, non dal disinteresse degli enti locali: erano presenti la Provincia di Viterbo, i comuni di Viterbo e Grotte di Castro e l’UPI. Continueremo a chiedere scelte responsabili e rispettose dei territori”.
“Prendiamo atto della delibera della Regione Lazio' dichiara il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli 'ma non possiamo non rilevare una evidente contraddizione: si dichiara di dare esecuzione alle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, mentre nei fatti viene riproposto lo stesso impianto già annullato dai giudici amministrativi. Dopo due anni di ricorsi e confronti, ci saremmo aspettati una soluzione diversa e realmente condivisa'.
'Le scuole non possono essere ridotte a meri numeri' conclude Romoli 'il dimensionamento deve tutelare presìdi educativi fondamentali per le comunità. In merito alla Conferenza regionale permanente per l’istruzione, va chiarito che la mancata espressione del parere è dipesa esclusivamente dall’assenza del numero legale, non dal disinteresse degli enti locali: erano presenti la Provincia di Viterbo, i comuni di Viterbo e Grotte di Castro e l’UPI. Continueremo a chiedere scelte responsabili e rispettose dei territori”.
Emergenza Plastica sul litorale Laziale: tra nuove barriere 'Acchiappa-Rifiuti' e l'incuria dei ...
TARQUINIA - Una lotta a due velocità quella che si sta combattendo per la salvaguardia dell’ecosistema marino nel Lazio. Da una parte, l'innovazione tecnologica promossa dalla Regione; dall'altra, una realtà fatta di spiagge soffocate dai rifiuti che mette a nudo le carenze strutturali dei comuni costieri.
La Regione Lazio ha recentemente approvato un piano integrato di tutela dei fiumi e dei mari, una strategia ambiziosa che punta a fermare la plastica prima che raggiunga il mare aperto. Il sistema si basa su due pilastri fondamentali:
Barriere anti-plastica: Strutture posizionate strategicamente lungo il corso dei fiumi per intercettare i rifiuti galleggianti.
Battelli raccogli-plastica: Mezzi agili dedicati alla pulizia degli specchi d'acqua.
Questo sistema non si limiterà alla rimozione meccanica dei detriti, ma fungerà da vera e propria centrale di monitoraggio. Attraverso sensori avanzati, sarà possibile analizzare in tempo reale lo stato di salute e la qualità delle acque del Tevere e dell’Aniene, i due principali 'arterie' che trasportano purtroppo grandi quantità di inquinanti verso il Tirreno.
Nonostante i progetti futuri, il presente è ancora critico. Il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, il 'mare d'inverno' ha presentato il conto. Una violenta mareggiata ha depositato vere e proprie montagne di plastica sulle spiagge del Lazio settentrionale.
Le immagini più degradanti arrivano dal tratto di costa tra Marina Velca e Nord Capo Verde, al confine con Riva dei Tarquini. Qui, la sabbia è letteralmente sparita sotto uno strato di bottiglie, contenitori e residui industriali, trasformando un paesaggio naturale in una discarica a cielo aperto.
Secondo le denunce dei residenti e degli osservatori ambientali, il problema non è solo ciò che arriva dai fiumi, ma ciò che i comuni non riescono a trattare. Sotto accusa finiscono i sistemi di depurazione delle acque, definiti insufficienti o del tutto assenti in molti comuni della costa laziale.
Senza impianti di filtraggio moderni e funzionanti, gli scarichi urbani continuano a riversare in mare residui che poi, alla prima tempesta, tornano inevitabilmente a riva, danneggiando il turismo e la biodiversità.
L'adozione delle barriere sui fiumi è un passo avanti fondamentale, ma senza una politica rigorosa dei comuni costieri sulla gestione degli scarichi e della depurazione, la battaglia per un mare pulito rischia di rimanere a metà. L'appello che arriva dalle spiagge di Tarquinia è chiaro: la tecnologia regionale deve essere supportata da una responsabilità locale immediata.