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GIUSTIZIA INGIUSTIZIA – PARLA MASSIMO CASTELLI
3 – DELITTO QUASI PERFETTO – Seconda Parte
Mega eolico Phobos: 'Breccia pericolosa a sistema di tutele'
di Fabio Tornatore
VITERBO - Il mega impianto eolico Phobos 'apre una breccia pericolosa nel sistema delle tutele costruito in decenni di legislazione'. Appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per denunciare l'imminente approvazione del documento che autorizzerebbe l'installazione di sette aerogeneratori da 200 metri di altezza che dovrebbe essere installato nei territori appartenenti all'Umbia. Ma l'iter intrapreso aprirebbe la strada ad altre richieste nella zona dell'Alta Tuscia, in particolare parliamo di territori ad elevata tutela ambientale e paesaggistica, come Civita di Bagnoregio e Bolsena.
l'impianto eolico del progetto Phobos prevede 7 aerogeneratori da 6 megawatt ciascuno, dall'altezza di 200 metri, nei comuni di Castel Giorgio e orvieti, entrambi facenti parte della provincia di Orvieto. L'iter intrapreso dalla società proponente, però, aprirebbe una breccia nel muro delle tutele ambientali e paesaggistiche, che fino ad ora hanno protetto il territorio della Tuscia, ma a cui potrebbero appellarsi tutte le società che ambiscono a installare impianti anche in aree tutelate: il comitato Alfina Viva, che ha anche scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parla di richieste per 50 turbine eoliche e 250 ettari di impèianti agrivoltaici nell'Alta Tuscia.
'La transizione energetica è una necessità non negoziabile' scrive il comitato 'senza una pianificazione pubblica rigorosa delle aree realmente idonee ad ospitare gli impianti di produzione di energia rinnovabile, la transizione rischia di trasformarsi nel suo contrario: un'operazione industriale calata dall'alto, cieca rispetto ai luoghi, alle comunità e ai paesaggi che dovrebbe invece proteggere'.
A Ronciglione la quindicesima Rassegna dei Cori polifonici
RONCIGLIONE – Domenica prossima 25 Gennaio si svolgerà a Ronciglione presso la locale Chiesa Parrocchiale S. Maria della Pace la Rassegna di Cori polifonici T. Cima e D. Massenzi “Città di Ronciglione”, che giunge quest’anno alla sua quindicesima edizione, a cui parteciperanno i seguenti 4 Cori:
-o Corale Polifonica Vox et Jubilum del Duomo di Orvieto
-o Coro Polifonico Rutuli Cantores di Ardea
-o Schola Cantorum S. Maria della Quercia di Viterbo
-o Coro Polifonico T. Cima e D. Massenzio di Ronciglione
La manifestazione si svolge sotto il Patrocinio dell’assessorato per le politiche culturali del Comune di Ronciglione, dell’Istituzione Progetto Musica “Sandro Verzari” del Comune di Ronciglione e dell’Associazione regionale dei Cori del Lazio (ARCL) affiliata FENIARCO. La Rassegna, organizzata dal Coro Polifonico T. Cima e D. Massenzio di Ronciglione, è nata nel 2005 per promuovere la riscoperta della Polifonia Corale e dei due grandi musicisti Tullio Cima (1595-1678) e Domenico Massenzio (1574- 1657), nati a Ronciglione a cavallo tra il periodo Rinascimentale e quello Barocco, i quali rappresentano un patrimonio musicale inestimabile per la città e per tutta la Tuscia. Essa negli anni si sta affermando sempre come uno dei più significativi appuntamenti di musica corale della Provincia di Viterbo. L’auspicio è che questa iniziativa culturale dedicata ai due grandi musicisti di Ronciglione e della Tuscia, ed alla quale lo scorso anno hanno assistito tante persone in una chiesa stracolma, possa crescere sempre di più; e che nei prossimi anni possa essere raccolta in un Opera Omnia, come è stato fatto nel 2008 per Massenzio, anche tutta l’attività musicale di T. Cima.
Alcune parole, infine, sul Coro Polifonico T. Cima e D. Massenzio di Ronciglione che promuove ed organizza questa manifestazione. Costituitosi nel 2002, Il Coro, a voci miste, si compone di 26 elementi, aderisce all’ Associazione Regionale dei Cori del Lazio (ARCL) ed è oggi Sezione Autonoma dell’Istituzione “Progetto Musica – Sandro Verzari” del Comune di Ronciglione. Il Coro è diretto da anni da Giammarco Casani, clarinettista ronciglionese ben conosciuto ed apprezzato anche a livello nazionale che internazionale.
Anguillara Sabazia, trovati impiccati in casa i genitori di Claudio Carlomagno
ANGUILLARA SABAZIA – Una nuova, drammatica tragedia si aggiunge al caso del femminicidio di Federica Torzullo. Nella serata di oggi, 24 gennaio, i genitori di Claudio Carlomagno, l’uomo arrestato per l’omicidio della moglie, sono stati trovati impiccati all’interno della loro abitazione in via Tevere, alla periferia di Anguillara Sabazia.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e il medico legale. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, i corpi rinvenuti sono quelli dei 65enni Pasquale Carlomagno e della moglie Maria Messineo, trovati senza vita nella loro villetta. Al momento, in base ai primi rilievi, non è stato rinvenuto alcun biglietto di addio all’interno dell’abitazione.
La scoperta arriva a pochi giorni dall’arresto del figlio Claudio Carlomagno, attualmente detenuto nel carcere di Civitavecchia da domenica scorsa con le accuse di femminicidio e occultamento di cadavere. Nei giorni scorsi l’uomo ha confessato davanti al gip di aver ucciso la moglie Federica Torzullo, 41 anni, dipendente di Poste Italiane, nella loro abitazione di Anguillara Sabazia lo scorso 9 gennaio.
Le circostanze della morte di Federica hanno sollevato dubbi e polemiche: l’autopsia avrebbe evidenziato elementi incompatibili con l’orario del decesso inizialmente fornito dall’indagato. Gli inquirenti non escludono che qualcuno possa aver agevolato l’occultamento del corpo, ipotesi ancora al vaglio della Procura.
Nei giorni successivi al ritrovamento del cadavere di Federica, i genitori di Carlomagno non erano più stati visti. In un primo momento si era ipotizzato un loro allontanamento volontario da Anguillara Sabazia. Solo in serata è emerso il tragico epilogo.
Pochi giorni fa Maria Messineo, ex agente di polizia, aveva rassegnato le dimissioni dal ruolo di assessora alla sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia. Il padre, Pasquale Carlomagno, che lavorava insieme al figlio Claudio, era stato ascoltato dagli inquirenti anche dopo il delitto, nell’ambito delle indagini.
La Procura e i Carabinieri proseguiranno ora gli accertamenti per chiarire le cause della morte dei due coniugi e verificare eventuali collegamenti diretti con gli sviluppi dell’inchiesta sull’omicidio di Federica Torzullo.
La vicenda ha profondamente scosso la comunità di Anguillara Sabazia, riaprendo un caso già di per sé drammatico e riaccendendo il dibattito pubblico sulla violenza di genere e sulle conseguenze devastanti che tali fatti producono anche sul contesto familiare e sociale.