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Acqua del Peschiera verso la Tuscia: un progetto strategico che fa discutere
VITERBO - Un grande progetto sull’acqua, di cui finora si è parlato poco, è finito al centro dell’attenzione dopo un’interrogazione del consigliere Carlo Ubertini. Il tema riguarda un accordo firmato da Regione Lazio, dagli enti che gestiscono il servizio idrico di Rieti e Viterbo e dalle società APS e Talete.
L’obiettivo del progetto è portare parte dell’acqua del Peschiera, una delle sorgenti più importanti e pure d’Italia, verso il territorio di Viterbo, che da anni ha problemi di arsenico nell’acqua potabile.
In pratica si vorrebbero costruire oltre 120 chilometri di nuove tubazioni per collegare la Sabina e la Tuscia, con un costo stimato di più di 300 milioni di euro. Grazie a questo collegamento, Viterbo potrebbe ricevere acqua di qualità migliore e ridurre l’uso dei dearsenificatori, con un forte risparmio economico.
Secondo il consigliere Ubertini, però, è necessario fare chiarezza. Il Peschiera fornisce già molta acqua a Roma e la sua portata negli anni è diminuita anche a causa dei cambiamenti climatici. Prelevare altra acqua potrebbe quindi avere conseguenze per il territorio di Rieti, che si trova più vicino alla sorgente.
Dal lato viterbese il progetto viene invece visto come fondamentale. Il presidente della Provincia di Viterbo ha parlato di un investimento strategico per garantire acqua sicura ai cittadini. I lavori sarebbero divisi in più fasi: solo la prima riguarderebbe il Reatino, mentre la maggior parte dell’opera interesserebbe la Tuscia.
Il vero problema, al momento, sono i costi molto elevati. I fondi pubblici non bastano e per questo si pensa di creare a Viterbo una società mista pubblico-privata per finanziare l’opera.
Ciò che colpisce è il silenzio della politica reatina. A parte l’interrogazione di Ubertini, nessun altro intervento ufficiale è arrivato, nonostante l’importanza del progetto e le possibili ricadute sul territorio.
Il progetto aiuterebbe molto Viterbo, sia dal punto di vista della qualità dell’acqua sia dei costi per i cittadini. Resta però aperta una domanda fondamentale: che effetti avrà tutto questo su Rieti? Una risposta che molti cittadini chiedono prima che le decisioni diventino definitive.
Dal 1° febbraio è cambiata la validità delle prescrizioni per visite ed esami
VITERBO - Dal ieri 1° febbraio 2026, la Regione Lazio, per favorire l’erogazione di visite ed esami specialistici entro i tempi previsti, cambia la validità delle impegnative (ricette) per prenotare visite ed esami.
Nel sistema attuale, tutte le impegnative erano valide per 180 giorni, ma da febbraio, la validità cambia a seconda della classe di priorità indicata dal medico nell’impegnativa.
Questi sono i nuovi tempi entro cui effettuare la prenotazione:
U (Urgente): da prenotare entro 10 giorni;
B (Breve): da prenotare entro 20 giorni;
D (Differibile): da prenotare entro 40 giorni visite / 70 giorni prestazioni;
P (Programmata): da prenotare entro 130 giorni.
La validità della ricetta riguarda il momento della prenotazione, non il giorno in cui viene effettuata la prestazione.
Se non si prenota entro i tempi indicati, la ricetta scade e non è più utilizzabile.
Maggiori info sul sito
'Le Fornaci': autorizzata la messa in esercizio del nuovo invaso
di Fabio Tornatore
VITERBO - Autorizzata la messa in esercizio del quarto invaso della discarica di Monterazzano. Arriva dunque il provvedimento che mette fine ad anni di contestazione all'ampliamento dell'impianto di trattamento e stoccaggio per rifiuti non pericolosi nella zona 'Le Fornaci', nella località viterbese.
Il documento della Regione Lazio certifica il superamento positivo del collaudo e autorizza la messa in esercizione del primo lotto del quarto invaso. Questo è costituito da due lotti avente area totale di 26 mila metri quadri circa, e una capienbza di 550 mila metri cubi di spazzatura. Il lotto uno, sul fondo ha iun'area di circa 4 mila metri quadri, ed è suddiviso in sub lotto A e B. Il sub lotto A è stato autorizzato nel corso del 2025 a ospitare 114 mila metri cubi di immondizia, e ora è arrivata l'autorizzazione alla emssa in esercizio anche nel sub lotto B, per 36 mila metri cubi, che corrispondono a 45 mila tonnellate di rifiuti.
Tarquinia, 'il Top 16 tra degrado e pericolo': cittadini esasperati
TARQUINIA - Il Top 16 è ormai il simbolo più evidente dell'abbandono e della totale mancanza di responsabilità da parte di chi dovrebbe gestirlo. Asfalto distrutto, luci inesistenti, pavimentazione pericolosa, infiltrazioni d'acqua ogni volta che piove e assenza completa di telecamere di sicurezza: un quadro indegno, che offende la città e mette a rischio chiunque frequenti l'area.
«Da anni assistiamo allo stesso spettacolo vergognoso», dichiara Diego Sileoni. «Buche ovunque, illuminazione fatiscente e malfunzionante, pavimentazione che cade a pezzi, acqua che entra dentro la struttura come se fosse normale, e zero videosorveglianza. È inaccettabile. È una mancanza di rispetto verso i cittadini e verso Tarquinia».
Sileoni punta il dito contro chi ha precise responsabilità:
«Il proprietario del Top 16 — e gli eventuali soci non possono più far finta di niente. Devono intervenire subito. Non tra mesi, non 'quando si potrà': subito. Una situazione del genere non è più tollerabile. Non è normale che un luogo così frequentato venga lasciato marcire nell'indifferenza generale».
«È ora di assumersi le proprie responsabilità. Se il Top 16 è ridotto così, qualcuno deve risponderne. I cittadini sono stanchi di promesse, rinvii e silenzi. Pretendiamo interventi immediati: rifacimento dell'asfalto, ripristino dell'illuminazione, sistemazione della pavimentazione, eliminazione delle infiltrazioni e installazione di un sistema di sicurezza».
Sileoni aggiunge un'ulteriore denuncia, che riguarda un'altra area critica della città: «Da anni anche la strada che costeggia la Coop e altre attività commerciali è dissestata, resa pericolosa dalla totale assenza di manutenzione. I pini hanno sollevato l'asfalto in più punti, creando avvallamenti e ostacoli che mettono a rischio automobilisti e pedoni. È indispensabile intervenire con un rifacimento stradale serio e definitivo. Anche qui, non servono altre scuse: servono lavori concreti».
Sileoni conclude con fermezza: «Tarquinia non merita questo degrado. Continuerò a denunciare pubblicamente questa situazione finché non verranno presi provvedimenti concreti. Il tempo delle scuse è finito».