RSS Tuscia
Viterbo, operazione antidroga della Squadra Mobile: arrestato 45enne con 95 grammi di cocaina
A Ferento trionfa la “Medea” di Nicasio Anzelmo: applausi per una rilettura intensa e attuale del classico
Vetriolo celebra San Donato: quattro giorni di festa tra tradizione, spettacoli e grandi nomi della musica
Automobile Club Viterbo, Sandro Zucchi confermato presidente fino al 2030
Foro Cassio chiude la rassegna estiva con un viaggio tra le grandi arie dell’opera
Al Luna Park del Lido tornano le “Giostre dal Cuore Blu”, festa dedicata all’inclusione
FS Logistix, Terminali Italia gestirà dal 2027 il nuovo hub intermodale di Orte
SOCIAL MEDIA ALLA SBARRA
Lavoro usurante, svolta storica nel distretto: si muovono le segreterie nazionali
CIVITA CASTELLANA - Per la prima volta nella storia del distretto ceramico civitonico la battaglia per il riconoscimento del lavoro usurante arriva direttamente sul tavolo delle segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.
Le tre organizzazioni sindacali hanno infatti inviato una richiesta formale al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per conoscere lo stato di attuazione dell'articolo 1, comma 946, della legge, che prevede l'istituzione di un tavolo interistituzionale, con la partecipazione anche del Ministero dell'economia e delle finanze, incaricato di valutare la gravosità delle professioni dei ceramisti e dei conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica.
Nel dettaglio, i sindacati sollecitano il Ministero a fornire informazioni sullo stato di attuazione della norma, a definire modalità e tempi per l'insediamento del tavolo interistituzionale e a convocare un incontro con le segreterie nazionali per avviare un confronto sulle finalità del percorso delineato dalla legge.
L'obiettivo è arrivare all'individuazione di criteri oggettivi per il riconoscimento della gravosità delle lavorazioni del comparto e definire strumenti di tutela adeguati, anche sul piano previdenziale, coerentemente con lo spirito della norma approvata dal Parlamento.
L'iniziativa rappresenta un momento senza precedenti per il comparto. Nei giorni scorsi anche il sindaco Danilo Corazza ha avviato una richiesta di incontro al presidente della Commissione permanente lavoro pubblico e privato della Camera, Walter Rizzetto, ma mai prima d'ora le segreterie nazionali avevano promosso un'azione congiunta di questo livello. Nella lettera inviata al Ministero, i segretari Ugo Cherubini (Filctem), Fabrizio Framarini (Femca) e Vittorio Caleffi (Uiltec) hanno evidenziato come l'istituzione del tavolo rappresenti un importante riconoscimento istituzionale della necessità di approfondire le condizioni di particolare gravosità che interessano migliaia di addetti del settore.
'Le lavorazioni ceramiche - ricordano - espongono quotidianamente i lavoratori a molteplici fattori di rischio, tra cui la presenza di silice libera cristallina respirabile, l'esposizione ad agenti chimici, le elevate temperature degli impianti e un intenso impegno fisico, elementi che incidono in maniera significativa sulla salute e sulla sicurezza'.
'Per questo motivo - proseguono - chiediamo che il percorso previsto dal legislatore venga avviato senza ulteriori ritardi e che si sviluppi attraverso un confronto strutturato con le parti sociali maggiormente rappresentative, valorizzando l'esperienza maturata nei luoghi di lavoro e le evidenze tecnico-scientifiche disponibili'.
L'intervento delle segreterie nazionali apre così una nuova fase per il distretto ceramico. Il riconoscimento del lavoro usurante, che sul territorio ha visto l'impegno costante delle segreterie provinciali, entra ora ufficialmente nell'agenda del confronto istituzionale nazionale, con la prospettiva di tradurre in misure concrete una delle rivendicazioni più significative per il futuro del settore.
Silice e tumore ai polmoni, Rifondazione accelera: 'Serve uno studio ad hoc'
CIVITA CASTELLANA - Avviare uno studio e una collaborazione costante tra il Comune, lo Spresal e i rappresentanti dei lavoratori con il fine di avere a disposizione tutti i dati necessari per riconoscere nel nostro territorio la connessione tra silice e cancro ai polmoni.
E' la mozione che il gruppo consigliare di Rifondazione comunista intende presentare all'amministrazione comunale, per dare il proprio contributo nella battaglia del riconoscimento del lavoro usurante. L'ex consigliere comunale Yuri Cavalieri si fa portavoce della richiesta partita dal Circolo Enrico Minio e ne spiega le ragioni: 'Abbiamo accolto con soddisfazione le parole del sindaco Corazza che invita a riavviare al più presto il percorso parlamentare per il riconoscimento di lavoro usurante per gli operai ceramisti del nostro distretto industriale. In tal senso, visto che mancano ancora i decreti attuativi, e che in una legge del genere questi non rappresentano un semplice corollario all'approvazione finale ma ne costituiscono una parte determinante, vogliamo dare il nostro contributo al fine di raggiungere l'obiettivo nel più breve tempo possibile'.
'La connessione tra silice e cancro ai polmoni - ha sottolineato - è stata già certificata da una direttiva dell'Unione europea recepita dall'Italia nel 2020. Prima di questa data, però, non ci sono studi legati a questa correlazione. E' fondamentale mettere a disposizione una serie di dati su cui ragionare, dove il Comune finanzia lo studio e mette a disposizione i dati anagrafici per confrontarli con quelli dello Spresal (il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) e delle organizzazioni sindacali'
'Data l'importanza e l'attualità del tema - conclude - crediamo che sia opportuno che tale mozione sia oggetto di discussione in commissione, in modo da poter essere accolta da tutti i soggetti politici e sociali del territorio'.la correlazione silice-cancro ai polmoni: 'In modo - spiegano - da concludere positivamente l'iter già aperto per il riconoscimento del lavoro usurante agli operai ceramisti e garantire un'occupazione che salvaguardi anche la salute di chi ,con il proprio sudore, crea la ricchezza di cui beneficia tutto il territorio'.
Spazio ai giovani: nasce il nuovo Leo Club Viterbo Tuscia
di Fabio Tornatore
VITERBO - “Al servizio di un mondo che ha bisogno”, con questo motto l’associazione Lions Clubs International dà il benvenuto al nuovo club dei giovani viterbesi. Di fatto il Lion Club Viterbo si sdoppia: dalla costola dell’associazione viterbese nasce il gruppo dedicato ai giovani, il Leo Club Viterbo Tuscia, chiuso dal 2022.
L’attenzione per le nuove generazioni è stato il marchio distintivo del presidente del Lions Club Viterbo, Gabriele Sabato, fin dal suo insediamento a fine giugno. Il neopresidente, infatti, nella cerimonia di insediamento aveva ricordato “l’importanza, in una città come Viterbo, di avere un service club che sappia affiancare il territorio nella comprensione e nella risoluzione di numerosi problemi di natura civile e sociale' aveva fatto sapere in una nota 'ha enfatizzato il percorso attualmente in essere di crescita dell’associazione, che proseguirà sotto la sua presidenza, e ha presentato al Club numerosi nuovi giovani, esordienti in sala, pronti a ricostituire a breve il Leo Club, sezione giovanile del Lions Club, dopo un’assenza di molti anni”.
La parola, a poche settimane dall’insediamento, è stata mantenuta: solo alcuni giorni fa, infatti, è stata annunciata la riunione con i nuovi giovani iscritti: “si è tenuta la prima riunione operativa del (ri)costituendo Leo Club di Viterbo” aveva annunciato via social il presidente Sabato “alla presenza del Presidente del Lions Club e della Leo Advisor Raffaella Puri. Oltre ai presenti, altri aspiranti Leo collegati da remoto, tutti motivati e curiosi di intraprendere questa nuova avventura nel mondo dei service clubs. Mettersi a servizio degli altri è un privilegio che questi giovani hanno deciso di non lasciarsi sfuggire. A rendere omaggio all'avvio dei lavori e a supportare tutti fin dal principio, anche il Presidente distrettuale Leo Alberto Maniscalco, collegato da remoto, che ha salutato con grande vicinanza questa nuova rinascita del Club viterbese”.
E la conclusione non si è lasciata attendere: “In data odierna” ha comunicato Gabriele Sabato martedì scorso “il Club ha con gioia ed entusiasmo presentato alla sede centrale del Lions Clubs International, in Oak Brook, Illinois, una domanda per il rilascio di una Charter per la costituzione di un nuovo Leo Club, connesso al Lions Club Viterbo. La nuova associazione giovanile si chiamerà Leo Club Viterbo Tuscia e il suo primo Presidente sarà il ventisettenne commercialista Alessio Mecozzi. Il Presidente del futuro Leo Club guiderà, fino al 30 giugno 2027, un gruppo composto inizialmente da Candida Conti, Eleonora Augusti, Eleonora Sassara, Federico Bucaccio, Francesco Parenti, Giorgia Sensi, Jennifer Orsimarsi, Lara Crocicchia e Vittoria Fazzi'.
'Altre adesioni non mancheranno nei prossimi mesi, ne siamo certi' continua Sabato 'man mano che il Leo Club si strutturerà e inizierà a compiere i suoi service a supporto della comunità e della cittadinanza. La procedura di costituzione, avallata dal Consiglio direttivo del Lions Club il 16 luglio scorso, è stata curata, come richiesto dalle regole internazionali, dal Presidente del Club, che ha beneficiato della costante presenza del Presidente distrettuale Leo Alberto Maniscalco e dell'attenzione immancabile della Leo Advisor del Club, Raffaela Puri. Solo successi e traguardi per le nostre ragazze e i nostri ragazzi Leo, sempre e soltanto al motto We Serve”.
Scritta 'Casa del Balilla' sul Liceo Buratti, Dottarelli: «Va rimossa, è uno sfregio alla ...
VITERBO - Prosegue il dibattito sulla ricomparsa della scritta 'Casa del Balilla' sulla facciata del Liceo Classico 'Mariano Buratti' di Viterbo, emersa in seguito ai lavori di restauro dell'edificio. A intervenire è Luciano Dottarelli, presidente del Club per l'Unesco Viterbo Tuscia, che propone una riflessione sul rapporto tra tutela del patrimonio storico e memoria civile.
Nel suo intervento, Dottarelli prende spunto dalle considerazioni espresse da Peppe Sini, animatore del Centro di ricerca per la pace, condividendone la richiesta di rimuovere la scritta e, al tempo stesso, esprimendo comprensione nei confronti della soprintendente Margherita Eichberg, che ritiene non debba essere oggetto di attacchi personali.
«Non ho motivo di dubitare – scrive Dottarelli – che la sua azione sia ispirata al principio costituzionale di adempiere le proprie funzioni con disciplina e onore e non riesco a immaginare una volontà di rivalsa storico-politica».
L'interrogativo, secondo il presidente del Club per l'Unesco, riguarda piuttosto il percorso che ha portato alla ricostruzione della scritta senza un confronto pubblico o un'adeguata riflessione sul significato culturale dell'intervento.
Dottarelli osserva come la questione non possa essere affrontata esclusivamente attraverso i principi della teoria del restauro, ricordando che lo stesso edificio ha assunto nel tempo configurazioni differenti, come documentato dalle fotografie storiche conservate nell'archivio di Mauro Galeotti, dove si susseguono iscrizioni diverse, da 'Opera Balilla' a 'Gioventù Italiana del Littorio'.
Al centro della riflessione viene posto il valore simbolico assunto dall'edificio dopo l'intitolazione a Mariano Buratti, insegnante, finanziere e partigiano ucciso durante la Resistenza, al quale il liceo è dedicato da oltre cinquant'anni.
Richiamando il pensiero di Friedrich Nietzsche contenuto nell'opera Sull'utilità e il danno della storia per la vita, Dottarelli invita a non limitarsi a una lettura puramente filologica del passato, ma a considerare la storia nella sua dimensione viva e nel rapporto con la coscienza collettiva.
Secondo il presidente del Club per l'Unesco, proprio la mancata considerazione della nuova identità storica e civile dell'edificio avrebbe portato a una scelta che oggi appare profondamente controversa.
«Se si fosse riflettuto in profondità su questa nuova, viva storicità – afferma – non sarebbe venuto in mente a nessuno, in buona fede, di progettare quello che non può apparire come uno sfregio».
Per Dottarelli, la soluzione è chiara: la scritta deve essere rimossa, senza cancellare la memoria storica, ma utilizzando gli strumenti della ricerca e del restauro per conservarla in modo appropriato.
«Uno sfregio che, senza dissipare la memoria come lo studio e le tecniche del restauro consentono, va semplicemente rimosso, nel rispetto della coscienza civile, della storia e del suo legame con la vita di una comunità», conclude il presidente del Club per l'Unesco Viterbo Tuscia.
Salute è apprezzamento dei momenti sociali: Enterolactis Plus va on air con uno spot mirato
Enterolactis Plus (Alfasigma) - 'Intestino in equilibrio, vita che riparte'. Link allo spot: https://www.youtube.com/watch?v=Cht_MY6Y7MU
VITERBO - Una donna è disgiunta da un tavolo festivo, forse solo conviviale: a disallinearla, con impeto improvviso, dall’auspicabile contesto è una cortina di disturbi intestinali, in forma di sliding door trasparente.
Si può scegliere di rimanere imbrigliati nel disagio o di combatterlo con una terapia di supporto: questa è la strada per cui opta la figura, senza dubitare della bontà della soluzione e senza esitare nell’annunciare il suo fastidio.
Enterolactis Plus, assumibile in una sola dose giornaliera, puntualizza le proprietà farmacologiche attraverso una chiara promessa: “E ti riconnetti alla tua vita!”, chiosa che echeggia alla circolazione di informazioni, stati d’animo e desideri nel nostro mondo formalmente sociale e intrinsecamente informatizzato. I collegamenti che contano, però, sono quelli naturali e insopprimibili della famiglia, delle relazioni spontanee e dei contesti veraci e genuini.
Nonostante il nostro spot, una creazione che sembra rimandare a una comunicazione elegante e compassata, subisca contaminazioni da concept visuali classici, è innovativo il tentativo di avvolgere la protagonista in un tunnel che la scardina, ma non la colpevolizza.
Mirata è la scelta per la stessa di far calzare un look bianco e senza contrasti cromatici con il background, quasi a preconizzare un’identità tra la trasparenza dell’anima e la salute del corpo.
La donna appare sola nel far fronte al suo malessere, fisico e situabile nella digestione, ma l’atteso riconciliarsi con la famiglia è parte di un percorso interiorizzato: non è necessario banalizzare sé stessi attraverso l’elargizione di red flag, soprattutto in contesti felici e partecipati, ma è giusto saper rivoluzionare in autonomia le situazioni critiche e provanti.
Questo è quello che la casa produttrice Alfasigma, con la sua esperienza e una notevole delicatezza, pare suggerirci.
In sostanza, vediamo una persona che è debilitata da un affanno, ma non denuncia in modo invadente o prevaricante il suo stato: vacilla, vi cammina, lo affronta e lo stravolge. E torna madre, complice, figlia, moglie e commensale alla tavola della vita: una gioia che si riequilibra e che transita in uno spazio sicuro, senza attendere definizioni affrettate, compatimento o emarginazione.
Ovviamente, una dose di elaborazione grafica più alta è presente nell’illustrazione dell’azione del farmaco sull’intestino, con tanto di calendario alla fine sull’attività del principio contenuto.
La mensa a cui la donna ritorna è qualcosa di nuovo e piacevole, rigenerato, con presenze che esemplificano l’unica figlia, l’uomo amato e i genitori. Un’Itaca fragile, ma mai fossile o dimenticata, che spesso è la medicina a richiamare con orgoglio, presidiandone l’integrità e la diffusa unicità.
Alfasigma, dunque, non brandizza con un payoff all’ultimo grido la sua campagna, né la indicizza con peculiari feature valide per il dibattito, ma ricorda che tutti possiamo essere testimoni della fragilità. Che sia la nostra, quella di un altro che supportiamo nel suo emergere o appartenga a chi ci ha allevato e continua a custodirci, il suo prezioso valore è nel viverla e superarla. È nell’essere consapevoli di avere, talune volte, “un’ala soltanto”.
Lo cantava Mr. Rain nel 2023, nella colossale per semplicità “Supereroi”, e continua a proporlo il nostro pontefice nei suoi impegnati scritti, compresa l’enciclica “Magnifica Humanitas”: se ci sorreggiamo sulla fiducia ci chi ci comprende, invece di annientarci nelle mancanze di chi ci estromette, troveremo il primo alleato nel nostro coraggio personale e nella nostra dedizione a un benessere spassionato.
Incidente sulla Sammartinese, giovane finisce fuori strada e viene soccorso
VITERBO – Incidente lungo la strada Sammartinese, dove un giovane automobilista è rimasto ferito dopo aver perso il controllo della vettura.
L’episodio si è verificato mentre il ragazzo procedeva in direzione Viterbo: per cause ancora in fase di accertamento, il mezzo è uscito dalla carreggiata terminando la propria corsa fuori dalla normale traiettoria di marcia.
Il conducente è stato immediatamente soccorso dal personale sanitario del 118 e trasferito in ospedale in codice giallo. Le sue condizioni sono state valutate dai medici, ma al momento non sarebbe in pericolo di vita.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Viterbo, impegnati nei rilievi necessari a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e nella gestione del traffico durante le operazioni di soccorso. Presenti anche i Vigili del Fuoco per le attività di supporto e messa in sicurezza dell’area.
Carceri, il Sappe attacca il ministro Nordio: Ascoltare anche la Polizia Penitenziaria
VITERBO - “Abbiamo appreso con autentico stupore e profonda amarezza che il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha ricevuto ieri, in via informale, Gianni Alemanno, accompagnato dal proprio legale, per affrontare la situazione delle carceri italiane. È una notizia che lascia sinceramente sconcertati”, lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).
“Da mesi – denuncia Capece – chiediamo un incontro al Guardasigilli per rappresentargli la realtà delle carceri italiane vista con gli occhi di chi il carcere lo vive ogni giorno, non da detenuto ma da servitore dello Stato. Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria operano ventiquattro ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni l'anno, nelle sezioni detentive, affrontando aggressioni, tensioni, rivolte, carenze di organico, sovraffollamento e condizioni operative sempre più difficili. Eppure, nonostante le nostre reiterate richieste, il Ministro non ha mai ritenuto di ricevere il SAPPE, il sindacato maggiormente rappresentativo del Corpo. Leggiamo che l'incontro con Alemanno si sarebbe svolto 'in un clima di attenta condivisione dei temi e reciproca soddisfazione e che si è parlato della situazione delle carceri, del trattamento dei detenuti, del sovraffollamento e perfino del sistema di calcolo degli spazi nelle celle. Temi certamente importanti, ma ci chiediamo come sia possibile affrontarli senza ascoltare chi garantisce ogni giorno la sicurezza degli istituti penitenziari e dello Stato”.
“Non contestiamo il diritto di chiunque, compreso un ex detenuto, ancorché già parlamentare e sindaco di Roma, di rappresentare le proprie valutazioni. Contestiamo invece una scelta istituzionale che continua a ignorare la voce della Polizia Penitenziaria. Per comprendere davvero la crisi delle carceri occorre ascoltare anche, e soprattutto, chi quella crisi la affronta quotidianamente indossando un'uniforme dello Stato”. Capece ricorda che il SAPPE attende da mesi risposte concrete su questioni ormai non più rinviabili. “Vorremmo poter dire direttamente al Ministro che chi indossa una divisa e garantisce ogni giorno la sicurezza dello Stato non può essere lasciato privo di adeguati strumenti di difesa. È indispensabile intervenire immediatamente dotando il personale di strumenti di autotutela, a partire dallo spray al peperoncino, già ampiamente sperimentato come presidio efficace e non letale. Le continue aggressioni contro gli appartenenti al Corpo dimostrano che non bastano più le rituali manifestazioni di solidarietà dopo ogni episodio di violenza. Servono decisioni immediate, coraggiose e concrete”.
“L'inerzia delle istituzioni rischia di produrre un pericoloso effetto emulativo, alimentando nei detenuti più violenti la convinzione che aggredire il personale sia un comportamento sostanzialmente privo di conseguenze. È un messaggio devastante che mina l'autorevolezza dello Stato all'interno degli istituti penitenziari”.
Il segretario generale del SAPPE conclude con un appello diretto al Guardasigilli: “Proteggere chi ogni giorno protegge la collettività è un dovere dello Stato. La sicurezza degli operatori della Polizia Penitenziaria deve diventare una priorità assoluta, perché senza la sicurezza di chi lavora nelle carceri non può esserci la sicurezza degli istituti penitenziari né quella dell'intero sistema Paese. Per questo rivolgiamo ancora una volta un invito pubblico al Ministro Nordio: convochi finalmente il SAPPE. Perché le carceri italiane non si cambiano ascoltando una sola voce, ma confrontandosi anche con chi, ogni giorno, ne sostiene il peso, le responsabilità e i rischi al servizio delle istituzioni”.
Cambio al vertice del 72° Stormo di Viterbo: Fiorini lascia, arriva Pasqualucci
VITERBO - Venerdì 31 luglio 2026, con inizio alle ore 09:25, presso il 72° Stormo di Viterbo, si terrà la cerimonia di passaggio di consegne tra il Colonnello Pilota Alessandro Fiorini, Comandante uscente, e il Colonnello Pilota Giovanni Maria Pasqualucci, Comandante subentrante.
La cerimonia, che rappresenta uno dei momenti più significativi della vita del Reparto, si svolgerà alla presenza delle Autorità civili e militari e sarà presieduta dal Generale di Squadra Aerea Francesco Vestito, Comandante delle Scuole dell'Aeronautica Militare e della 3ª Regione Aerea.
Il Colonnello Alessandro Fiorini lascia il comando del 72° Stormo dopo un mandato iniziato il 13 luglio 2023, nel corso del quale ha guidato il Reparto in un periodo di particolare rilevanza, culminato con il trasferimento del 72° Stormo da Frosinone all’attuale sede di Viterbo, avvenuto il 1° gennaio 2026.
Il Colonnello Giovanni Maria Pasqualucci proviene dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, dove ha ricoperto l'incarico di Vice Capo del 5° Ufficio 'Addestramento, Esercitazioni, Modelling & Simulation' del 3° Reparto dello Stato Maggiore, operando contestualmente nell'ambito dell'Ufficio di Programma dell'International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu. Dal 31 luglio sarà chiamato ad assumere il comando del 72° Stormo, punto di riferimento nazionale per la formazione al volo su ala rotante.
Il 72° Stormo, costituito il 1° febbraio 1960, è l'Istituto dell'Aeronautica Militare deputato alla formazione e all'addestramento dei piloti militari di elicottero delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato. Attraverso la Scuola Elicotteri Interforze, il Reparto assicura la formazione iniziale, avanzata e il mantenimento delle qualifiche operative degli equipaggi di volo, contribuendo inoltre allo sviluppo delle capacità addestrative nazionali e alla cooperazione internazionale nel settore del volo ad ala rotante.
Tuscania, la guardia medica trasferita a Canino: il Pd attacca
TUSCANIA - “Negli ultimi due giorni, il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) affidato alla postazione di Canino. Ancora problemi per la sanità a Tuscania”
“Per poter accedere al servizio di continuità assistenziale - parliamo della ex guardia medica -, negli ultimi due giorni i cittadini di Tuscania hanno dovuto rivolgersi alla postazione di Canino. Nel campo della sanità, davvero i problemi non finiscono mai”. Così il Circolo del Partito Democratico di Tuscania.
“Che succede? A causa del prolungarsi dell’indisponibilità di medici di assistenza primaria ad attività oraria, la Direzione UOC Cure Primarie della Asl di Viterbo ha emanato una disposizione urgente: per garantire i livelli essenziali di assistenza primaria dalle ore 20 di lunedì 27 luglio alle ore 8 di questa mattina, la postazione di continuità assistenziale di Tuscania è stata coperta da quella di Canino”.
“Si continua a parlare, da parte del centrodestra, a tutti i livelli, di miglioramento delle prestazioni sanitarie. Quale film stanno vedendo? La realtà nel nostro comune è ben diversa. Abbiamo ripetutamente segnalato le gravi criticità strutturali e organizzative presenti nell’ambulatorio dell’Unità di Cure Primarie in via Verona e la mancanza di un presidio sanitario per i servizi di prossimità moderno ed efficiente. Oltre al fatto, gravissimo, che nel 2023 è stato perso il finanziamento Pnrr di 1.562.727 euro per la realizzazione, nel nostro comune, della Casa di Comunità. E adesso si affacciano problemi per il servizio di continuità assistenziale”, sottolinea il Circolo del PD.
“Su questi temi andremo fino in fondo - conclude -. C’è bisogno di risposte all’altezza delle esigenze di una realtà di ottomila abitanti”.
Anziana cade in casa a Viterbo, salvata dai vigili del fuoco
VITERBO – Momenti di apprensione questa mattina in via San Pellegrino, dove una donna di oltre 80 anni è rimasta ferita dopo una caduta all’interno della propria abitazione, senza riuscire a raggiungere la porta per permettere ai soccorritori di entrare.
L’allarme è stato lanciato dal personale del 118, arrivato sul posto ma impossibilitato ad accedere all’appartamento e senza riuscire a ottenere risposta dall’anziana. Per questo motivo è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.
I pompieri hanno provveduto ad aprire l’ingresso dell’abitazione, consentendo ai sanitari di raggiungere la donna e prestarle le prime cure. Sul luogo dell’intervento è arrivata anche la polizia locale.
L’episodio ha riportato l’attenzione sulla condizione di fragilità dell’anziana, che vive da sola. Secondo quanto emerso, pur avendo il supporto di una badante, al momento della caduta non aveva nessuno accanto e la situazione potrebbe richiedere un livello di assistenza più continuativo.
Viterbo, scomparso Emanuele Maffia, scattano le ricerche
VITERBO – Sono in corso le ricerche di Emanuele Maffia, 42 anni, del quale non si hanno più notizie dal 25 luglio, quando si è allontanato da una struttura situata a Viterbo. L’associazione Penelope ha lanciato un appello alla cittadinanza chiedendo la massima collaborazione per contribuire al suo ritrovamento.
L’uomo viene descritto come alto circa un metro e ottanta, con corporatura robusta, capelli brizzolati e occhi marroni. Al momento dell’allontanamento indossava pantaloni di colore chiaro, una camicia a quadri gialla e azzurra, scarpe da ginnastica gialle e aveva con sé uno zaino.
Le attività di ricerca stanno interessando diverse aree della città, in particolare viale Trento, la zona del Sacrario e il quartiere San Faustino. Le verifiche riguardano anche stazioni ferroviarie, mezzi di trasporto, metropolitane e strutture ospedaliere.
L’associazione ricorda che Emanuele Maffia necessita di seguire una terapia farmacologica e invita chiunque abbia avvistamenti o informazioni utili a segnalarli tempestivamente.
Per comunicazioni è possibile contattare Pronto Penelope al numero 339 6514799 oppure il numero unico di emergenza 112.
Il Terminal Intermodale di Orte entra nella rete di FS Logistix
ORTE - Terminali Italia, società di FS Logistix, gestirà il Terminal Intermodale di Orte a partire da gennaio 2027. L'operazione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento dell'offerta integrata di FS Logistix, con particolare attenzione allo sviluppo dell'intermodalità ferro-gomma, e conferma il ruolo strategico del trasporto ferroviario merci per una logistica più efficiente, competitiva e sostenibile. Con questo ingresso, salgono a 23 i terminal gestiti da FS Logistix in Europa.
Situato in una posizione baricentrica lungo le principali direttrici di collegamento nazionali, il terminal di Orte si candida a diventare un nodo di riferimento per i traffici merci tra Nord e Sud del Paese, con potenzialità di connessione verso il versante adriatico e i principali corridoi europei. La nuova infrastruttura contribuirà ad ampliare la capacità della rete di terminal e servizi di FS Logistix nel Centro Italia, mettendo a disposizione del mercato un impianto in grado di supportare nuovi collegamenti ferroviari e intermodali nazionali e internazionali.
'L'ingresso del Terminal Intermodale di Orte nel network di Terminali Italia si inserisce nella visione sistemica a completamento delle infrastrutture strategiche del Lazio e rappresenta un'opportunità concreta per rafforzare la nostra presenza nel Centro Italia e accompagnare le imprese nella transizione verso modelli logistici più sostenibili, intermodali e integrati - ha dichiarato Sabrina De Filippis, AD di FS Logistix. -. Il nostro obiettivo è lavorare fin da subito insieme al mercato per costruire nuovi collegamenti e servizi capaci di rispondere alle esigenze delle filiere produttive e distributive del territorio, valorizzando il ruolo della ferrovia come leva di competitività e sostenibilità'.
La posizione dello scalo rappresenta uno dei principali fattori distintivi dell'iniziativa. Il terminal è collegato direttamente al nodo ferroviario di Orte, punto di intersezione tra la direttrice Roma–Firenze, la linea Orte–Falconara e il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, ed è prossimo ai principali assi stradali, tra cui l'autostrada A1 Milano–Napoli e la E45/SS675. La vicinanza a Roma, al porto di Civitavecchia e ai principali distretti produttivi dell'Italia centrale rafforza il potenziale dello scalo come piattaforma a servizio delle filiere industriali e distributive.
Il Terminal dispone di circa 96.000 metri quadrati di piazzali, tre binari dedicati alle operazioni intermodali, gru semoventi, locomotori di manovra e attrezzature specializzate per la gestione delle unità di trasporto intermodale. L'hub nasce per servire un bacino logistico e produttivo ampio e diversificato: dalla logistica distributiva e GDO dell'area romana, anche in ottica di retroporto della Capitale, al polo siderurgico di Terni, al polo chimico di Narni, al distretto della ceramica di Civita Castellana e al comparto agroalimentare della Tuscia.