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L'olio della Tuscia trionfa ad Amsterdam
MONTEFIASCONE - Importante riconoscimento internazionale per il Frantoio Oleario Pierluigi Presciuttini di Montefiascone. L'olio extravergine di oliva 'Le Rose' ha ottenuto la Gold Medal alla quinta edizione dell'Amsterdam International Olive Oil Competition (AIOOC), uno dei più prestigiosi concorsi internazionali dedicati all'olio extravergine di oliva.
La cerimonia di premiazione si è svolta il 4 giugno presso il Campus di Amsterdam della Hotelschool Den Haag. Anche quest'anno la manifestazione ha registrato una significativa partecipazione, accogliendo circa 200 produttori provenienti da 20 Paesi.
L'AIOOC, oltre a rappresentare un importante riconoscimento per la qualità degli oli in concorso, costituisce una qualificata piattaforma di incontro tra produttori, importatori, distributori e professionisti della ristorazione, favorendo nuove opportunità di promozione e collaborazione commerciale nei Paesi Bassi.
Dopo quattro giornate di degustazioni effettuate da esperti assaggiatori e chef stellati, le 26 aziende italiane partecipanti hanno ottenuto risultati di assoluto rilievo: 3 riconoscimenti Platinum, 18 medaglie d'oro, 3 d'argento e 2 di bronzo. L'Italia si è inoltre aggiudicata il prestigioso premio 'Chef's Choice', assegnato da una giuria composta da sei chef dei migliori ristoranti olandesi.
Tra i premiati figura il Frantoio Presciuttini, che ha conquistato la medaglia d'oro con il suo extravergine 'Le Rose'.
«Sono felicissimo e desidero ringraziare gli organizzatori del prestigioso Amsterdam AIOOC. Questo premio rappresenta una conferma del valore del lavoro svolto quotidianamente, della qualità dei nostri oliveti e della professionalità che contraddistingue il territorio della Tuscia. L'olio extravergine 'Le Rose' sta dimostrando anche a livello internazionale quanto sia straordinaria la produzione olivicola della nostra terra, e questo mi riempie di orgoglio», commenta Pierluigi Presciuttini.
Da alcuni anni l'imprenditore è impegnato in un importante progetto di recupero degli oliveti abbandonati. Cresciuto nell'azienda di famiglia, fondata dai genitori nel 1962, dal 2016 prende in gestione gli oliveti non più coltivati nelle campagne circostanti Montefiascone, riportandoli in produzione e contribuendo al tempo stesso alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio rurale della Tuscia.
Oggi il Frantoio Presciuttini gestisce circa 5.000 piante di olivo, un patrimonio agricolo che coniuga tradizione, sostenibilità e qualità, portando l'eccellenza dell'olio extravergine della Tuscia sui mercati nazionali e internazionali.
Nucleare: 'No a depositi superficiali, meglio isolare i rifiuti dentro formazioni rocciose ...
CORCHIANO - I recenti interventi del governo in merito al disegno di legge sulla delega al nucleare sostenibile (attualmente in prima lettura alla Camera), hanno riacceso prepotentemente i riflettori su una delle questioni più spinose e irrisolte del nostro Paese, ovvero il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Mentre la politica torna a parlare di atomo, mini-reattori SMR e nuove strategie energetiche, si riapre inevitabilmente la ferita della gestione delle scorie. Un dibattito che si trascina dietro decenni di rinvii, proteste locali e un'urgenza ambientale che non si può più ignorare.
Al centro della tempesta c’è l’infrastruttura di superficie progettata da Sogin per mettere in sicurezza i residui dello smantellamento delle nostre vecchie centrali, ma anche i rifiuti prodotti ogni giorno dalla medicina nucleare, dalla ricerca, dall'industria e dallo smantellamento delle armi. Sulla carta, il progetto prevede una struttura a barriere ingegneristiche multiple concepita per resistere almeno 300 anni, il tempo necessario a far decadere i radionuclidi a bassa attività. In tutto, l'infrastruttura dovrebbe ospitare circa 95.000 metri cubi di materiali. La fetta più grande, circa 78.000 metri cubi, è composta da rifiuti a molto bassa e bassa attività, per i quali il deposito rappresenterà la tomba definitiva.
Ci sono però altri 17.000 metri cubi di scorie a media e alta attività, compreso il combustibile irraggiato delle vecchie centrali che attualmente si trova all'estero per il riprocessamento e che entro poco più di un decennio dovrà rientrare in Italia ed è proprio qui che incontriamo una delle contraddizioni che rendono questo progetto inaccettabile: per anni si è raccontato al pubblico che il sito sarebbe servito solo per le scorie a bassa attività e invece, a fine novembre 2020 – un mese prima della pubblicazione della Cnapi (Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee) – l'ISIN ha pubblicato la Guida Tecnica n. 30 che ha cambiato le carte in tavola regolamentando lo stoccaggio temporaneo di lunga durata – parliamo di 50 anni, ma sicuramente oltre i 100 – proprio per i rifiuti ad alta attività.
Si è creato così un paradosso: un sito giudicato idoneo per ospitare materiali leggeri in via definitiva viene considerato automaticamente sicuro per tenere in pancia, seppur 'temporaneamente', scorie altamente radioattive. Come se non bastasse la confusione normativa, a demolire la credibilità scientifica del piano ci si sono messi i criteri di selezione del territorio.
La guida tecnica n. 29 parla chiaro: un'area, per essere idonea, deve mostrare una piena rispondenza a tutti i livelli di sicurezza, senza sconti o deroghe su sismicità, idrologia o distanze. Eppure, la famigerata Cnapi (e la successiva Cnai) non è nata da campagne di scavo o studi aggiornati allo stato attuale dei luoghi, ma da vecchie analisi bibliografiche basate su documenti e mappe datati anche di sessanta anni.
Quando si è aperta la consultazione pubblica, i nodi sono venuti al pettine. Analisi dettagliate condotte da tecnici indipendenti ed enti locali hanno dimostrato che tutte le aree scelte nella Tuscia, semplicemente, non rispettavano alcuni dei criteri tassativi della Guida 29: falde acquifere superficiali, fragilità geomorfologiche, distanze non considerate e aspetti socioeconomici che i vecchi documenti adottati da Sogin avevano ignorato continuano ad essere inspiegabilmente ignorati anche oggi!
A conti fatti, appare come una scommessa decisamente audace e azzardata quella di voler collocare per ben 300 anni rifiuti radioattivi in superficie, in mezzo alle popolazioni, a due passi dalla Capitale e in aree che oggettivamente non hanno la piena rispondenza dei parametri di sicurezza, come previsto dalla Guida Tecnica 29. Il prezzo di questa scommessa, purtroppo, rischia di essere pagato interamente dai cittadini, costretti loro malgrado a subire una decisione calata dall'alto.
A completare questo quadro già critico è arrivato il radicale shock geopolitico degli ultimi anni. Eppure, la storia recente avrebbe dovuto insegnarci qualcosa: già nel 2003, sulla scia dell'emozione e dei timori globali scatenati dagli attentati alle Torri Gemelle dell'11 settembre, l'Italia aveva cercato una strada diversa. All'epoca, proprio per non esporre i materiali nucleari a speculazioni belliche o rischi terroristici, fu scelto di collocare i rifiuti radioattivi in un deposito geologico profondo, individuato nell'ex miniera di sale di Scanzano Jonico
. Quel tentativo poi fallì per via delle proteste popolari e della mancanza di concertazione, ma la logica di fondo di allora era strategica: togliere le scorie dalla superficie per sottrarle alla vista e alle minacce asimmetriche.
Oggi i recenti conflitti bellici hanno spazzato via ogni vecchio tabù: gli impianti nucleari non sono più zone franche, ma sono diventati bersagli militari, scudi tattici e strumenti di ricatto energetico e l'Italia ha già avuto i suoi campanelli d'allarme sul fronte della sicurezza, sia digitale che fisica. Quattro anni fa, un gruppo di hacker ha violato i server di Sogin, rubando una massiccia mole di dati sensibili poi messi in vendita su un sito russo; due anni fa, un drone non ben identificato ha sorvolato indisturbato il sito Sogin di Ispra, dimostrando quanto sia facile violare dall'alto la sicurezza di un'area nucleare. In un mondo segnato da guerre ibride, cyber-attacchi, spionaggio e droni suicidi, ha ancora senso ostinarsi a costruire un mega-deposito di superficie? Un bersaglio così ingombrante e facilmente individuabile situato a ridosso di centri abitati.
Non sarebbe più saggio, a questo punto, imitare i modelli europei più avanzati e isolare i rifiuti a centinaia di metri nel sottosuolo, dentro formazioni rocciose stabili e protette, lontano da qualsiasi minaccia aerea o cyber-sabotaggio?
Ma soprattutto, nel 2026 conviene davvero portare avanti questo progetto in superficie? E quanto costerà ai contribuenti la difesa militare di un sito del genere sia in termini economici che di rischio? Proteggere un obiettivo così sensibile richiederà inevitabilmente tecnologie anti-missile, no-fly zone permanenti, sistemi anti-drone e il dispiegamento costante di reparti delle forze armate. Viste le attuali contingenze geopolitiche, considerato l'avvio del nuovo programma atomico all'orizzonte, che oggi prevede un’accelerazione sulla procedura di individuazione dell’area dove costruire il deposito nazionale, e, soprattutto, considerata la realtà dei territori emersa dalla consultazione pubblica e dai ricorsi alla CNAPI e alla CNAI è evidente che sia necessario cambiare radicalmente programma.
Continuare ad ostinarsi su un progetto nato per un momento storico ormai passato, basato su studi obsoleti non ha più senso. È tempo di abbandonare l'idea del deposito unico di superficie e trovare una soluzione alternativa, definitiva e profonda, che metta realmente al sicuro il Paese.
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Aurora Viterbo, avanti con Ciorba, Delle Monache, Guagliardo e Puccica
VITERBO - L’Aurora Viterbo prosegue il lavoro sulla rosa in vista della nuova stagione e conferma altri quattro calciatori: Alberto Ciorba, Andrea Delle Monache, Federico Guagliardo e Luca Puccica.
Ciorba, attaccante classe 1999, resta a disposizione del reparto offensivo gialloblù. In difesa confermati Andrea Delle Monache, classe 1988, Federico Guagliardo, classe 2002, e Luca Puccica, classe 1994.
Quattro permanenze che permettono all’Aurora Viterbo di ripartire da un gruppo già conosciuto, mentre prende forma la squadra per la prossima stagione. Un lavoro portato avanti dal direttore sportivo Fabio Cavalletto in piena condivisione con mister Giovanni De Leo, con l’obiettivo di costruire una rosa equilibrata e coerente con il percorso tecnico avviato.
Ciorba, Delle Monache, Guagliardo e Puccica si aggiungono alle conferme di Mirko Cisterna, Lorenzo Cancelli, Edoardo Cavaliere, Gianlorenzo Bernini e Andrea Barlozzetti, oltre ai nuovi arrivi di Alessandro Gregori, portiere, e Francesco Medori, attaccante.
Megaparco eolico 'Energia Viterbo', il Consiglio dei Ministri revoca il via libera
VITERBO – Il Consiglio dei Ministri ha revocato il precedente via libera al progetto del megaparco eolico 'Energia Viterbo', che prevedeva la realizzazione di tredici aerogeneratori nei territori di Viterbo, Montefiascone e Celleno. Una decisione accolta con soddisfazione dal Coordinamento Ambientale Tuscia (CAT), da Italia Nostra e da numerose realtà associative e istituzionali che negli ultimi mesi si erano mobilitate contro un'opera ritenuta incompatibile con le caratteristiche paesaggistiche, agricole e storiche del territorio.
Per il Coordinamento Ambientale Tuscia si tratta di «una vittoria storica per la popolazione, per le imprese agricole e turistiche e per l'intero ecosistema locale». L'associazione ha voluto ringraziare il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca per il ruolo svolto nel percorso che ha portato alla revoca del provvedimento, insieme all'onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente della Camera, al capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Daniele Sabatini, all'assessore regionale Giancarlo Righini e al presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio Giulio Zelli.
Un riconoscimento è stato rivolto anche alla Provincia di Viterbo, ai sindaci della Tuscia e alle forze politiche di opposizione in Consiglio regionale, che secondo il CAT hanno contribuito a mantenere alta l'attenzione pubblica sulla vicenda, sostenendo le istanze provenienti dal territorio.
Determinante, secondo le associazioni, è stata la mobilitazione popolare culminata nell'assemblea pubblica del 28 marzo scorso alla Rocca dei Papi di Montefiascone, dove amministratori, associazioni agricole, operatori turistici, comitati e cittadini si erano ritrovati per ribadire la contrarietà al progetto. Un momento che viene ricordato come simbolo di una rara convergenza tra istituzioni, mondo economico e società civile nella difesa del territorio.
Il Coordinamento Ambientale Tuscia ha inoltre ribadito che la propria posizione non rappresenta un rifiuto ideologico delle energie rinnovabili, ma una richiesta di pianificazione equilibrata e di una distribuzione più equa degli impianti sul territorio regionale. Secondo il CAT, la provincia di Viterbo sostiene già una quota significativa della produzione energetica da fonti rinnovabili del Lazio e ospita una parte rilevante del comparto agrituristico regionale, elementi che renderebbero necessario un approccio più attento alla tutela del paesaggio e delle attività economiche locali.
Sulla stessa linea anche Italia Nostra, che ha definito la revoca «una decisione di enorme importanza per la salvaguardia della Tuscia». L'associazione ha ringraziato il Governo e la Regione Lazio per aver accolto le richieste provenienti dalle comunità locali, sottolineando come la vicenda dimostri che sviluppo energetico e tutela del territorio debbano procedere insieme, senza compromettere il patrimonio storico, culturale e ambientale dei luoghi.
Nel documento firmato dai rappresentanti nazionali e territoriali dell'associazione, Italia Nostra evidenzia come la Tuscia non possa essere considerata una semplice area destinata a ospitare infrastrutture energetiche industriali, ma un territorio unico, caratterizzato da borghi storici, siti archeologici, produzioni agricole di eccellenza e paesaggi che rappresentano una risorsa fondamentale per l'economia e l'identità locale.
Sia il Coordinamento Ambientale Tuscia sia Italia Nostra auspicano ora che la decisione del Consiglio dei Ministri possa costituire un precedente significativo anche per altre vertenze aperte sul territorio provinciale, chiedendo che la transizione energetica venga accompagnata da criteri di sostenibilità, equilibrio territoriale e tutela delle comunità locali.
Per le associazioni, la revoca del progetto 'Energia Viterbo' rappresenta la dimostrazione che la collaborazione tra cittadini, amministrazioni e istituzioni può incidere concretamente sulle scelte che riguardano il futuro del territorio. «Quando la politica reale si mette in moto e cammina accanto ai cittadini – conclude il CAT – il bene comune può prevalere su qualsiasi interesse speculativo».
Juppiter, da Roma a Finisterre: il viaggio che unisce fragilità e speranza
CAPRANICA – Un viaggio lungo le strade dell'Europa, ma soprattutto un percorso di crescita, inclusione e condivisione. È stata presentata nella Sala Aldo Moro della Farnesina la nuova carovana educativa di Juppiter, intitolata 'Viaggio alla fine del Mondo', che dal 18 al 26 giugno 2026 porterà ragazzi con disabilità, adolescenti, educatori e comunicatori lungo l'itinerario francese del Cammino di Santiago fino a Finisterre, l'antico 'confine del mondo' nell'estremo occidente europeo.
Alla presentazione ha partecipato il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, che ha accolto con particolare calore i giovani protagonisti dell'iniziativa. «La Farnesina è casa vostra, è la casa di tutti gli italiani, soprattutto di quelli che sono all'estero, che trovano qui un punto di riferimento in caso di necessità», ha dichiarato il ministro, ricevendo dai ragazzi la maglia ufficiale della carovana, simbolo di appartenenza e condivisione.
L'iniziativa nasce dall'esperienza ultratrentennale di Juppiter, associazione guidata da Salvatore Regoli e impegnata nel lavoro educativo con giovani e persone fragili. Un percorso costruito attorno ai valori che caratterizzano da sempre il metodo dell'associazione, ispirato all'insegnamento di don Antonio Mazzi e dell'Opera Don Calabria: musica, gioco, comunicazione e passione.
La carovana attraverserà l'Europa occidentale seguendo le tracce del Cammino di Santiago, con la figura di San Giacomo come riferimento simbolico. Un itinerario che vuole trasformarsi in occasione di incontro, riflessione e crescita personale, all'insegna di quelle parole che il presidente Regoli continua a indicare come bussola dell'impegno educativo: «Umanizzazione, fraternità, cambiamento e speranza». Gli stessi valori che erano stati richiamati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l'incontro con i ragazzi nel giugno del 2025.
Alla conferenza stampa erano presenti anche Maurizia Quattrone per l'Ufficio relazioni istituzionali della Polizia di Stato, Claudio Ciampi, presidente di Sport e Comunità, associazione benemerita del CONI, ed Ernesto Cordoni per l'ANAI, l'Associazione Nazionale Autieri d'Italia, che garantirà il supporto logistico attraverso la guida dei veicoli della spedizione.
La partenza simbolica è fissata per il 17 giugno dal Parco dell'Appia Antica, alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e del Capo della Polizia Vittorio Pisani. I partecipanti viaggeranno a bordo di auto storiche della Polizia di Stato, che accompagneranno la carovana lungo tutto il percorso fornendo assistenza e supporto organizzativo.
L'arrivo è previsto il 24 giugno a Santiago de Compostela, meta spirituale di milioni di pellegrini, mentre il giorno successivo il gruppo raggiungerà Finisterre, luogo simbolico che rappresenta la conclusione del cammino e, allo stesso tempo, l'inizio di nuove prospettive.
Dall'esperienza nasceranno inoltre un fotolibro e un docufilm destinati alla diffusione nazionale, con particolare attenzione al mondo della scuola e delle nuove generazioni. L'obiettivo è trasformare il racconto del viaggio in uno strumento di educazione, sensibilizzazione e inclusione, capace di testimoniare come la fragilità possa diventare una forza e come ogni traguardo raggiunto insieme possa aprire la strada a nuovi orizzonti di speranza.
Previsioni meteo per venerdì 12 giugno
Viterbo
Condizioni di tempo asciutto nel corso della giornata con cieli sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata nessuna variazione con tempo stabile e ampie schiarite. Temperature comprese tra +12°C e +28°C.
Lazio
Giornata all'insegna del tempo stabile su tutta la regione con cieli che saranno sereni o al più poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata non sono attese variazioni di rilievo con tempo asciutto e ampie schiarite ovunque.
NAZIONALE
AL NORD
Al mattino tempo per lo più stabile su tutte le regioni ma con molte velature in transito, maggiori addensamenti sulle Alpi centro-orientali con locali piovaschi. Al pomeriggio ancora addensamenti sulle Alpi centro-orientali con locali piogge, soleggiato sul resto del Nord. In serata e in nottata tempo asciutto ovunque con prevalenza di cieli sereni.
AL CENTRO
Al mattino tempo stabile su tutte le regioni con il transito di velature. Al pomeriggio attesi cieli soleggiati su tutti i settori. Tra la serata e la notte non sono attese particolari variazioni con tempo asciutto e prevalenza di cieli sereni.
AL SUD E SULLE ISOLE
Al mattino stabilità diffusa al Sud con cieli sereni o poco nuvolosi. Al pomeriggio nuvolosità in sviluppo nelle zone interne tra Calabria e Sicilia, con possibili acquazzoni o temporali sui rilievi calabri, per lo più soleggiato altrove. In serata torna il tempo asciutto ovunque con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi.
Temperature minime in generale diminuzione, massime in rialzo al Centro-Nord e sulla Sardegna ed in calo al Sud e sulla Sicilia.
Www.centrometeoitaliano.it
Video meteo domani: https://www.youtube.com/c/CentrometeoitalianoIt/videos
Megaparco eolico, Frontini esulta: «La Tuscia ha fatto sentire la propria voce»
VITERBO – «Ha vinto il buon senso». Con queste parole la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, ha commentato la decisione del Consiglio dei Ministri di revocare il via libera al progetto del megaparco eolico 'Energia Viterbo', un intervento che negli ultimi mesi aveva suscitato un ampio dibattito nel territorio della Tuscia.
Frontini ha accolto con soddisfazione la scelta del Governo, definendola un importante segnale di attenzione verso le istanze provenienti dalle comunità locali. «Benvenga la retromarcia del Governo davanti alle ragioni della Tuscia – ha dichiarato – un territorio che ha già dato il proprio contributo alla realizzazione dei grandi impianti, pagando un prezzo altissimo in termini di tutela del paesaggio e del suolo agricolo».
La sindaca ha spiegato che nelle prossime ore saranno analizzati nel dettaglio gli atti della revoca per comprendere se si tratti di una sospensione temporanea o di uno stop definitivo al progetto. Tuttavia, il provvedimento viene già considerato un risultato significativo per il territorio.
Il Comune di Viterbo, ha ricordato Frontini, si è opposto fin dall'inizio all'iniziativa, ritenendola incompatibile con le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e agricole dell'area. Una posizione condivisa dalla Provincia di Viterbo, da numerosi sindaci della Tuscia, dai comitati cittadini e dalle associazioni che in questi mesi hanno promosso mobilitazioni e iniziative di sensibilizzazione.
«La transizione ecologica è una sfida che sosteniamo convintamente – ha sottolineato la sindaca – ma non può tradursi in scelte calate dall'alto che deturpano un territorio già saturo da tempo». Per Frontini, il percorso verso le energie rinnovabili deve essere accompagnato da una pianificazione equilibrata e rispettosa delle peculiarità locali.
Nel suo intervento, la prima cittadina ha inoltre ringraziato tutti i soggetti che hanno contribuito alla battaglia contro il progetto: la Provincia, i sindaci della Tuscia, i comitati, le associazioni e i cittadini. Un riconoscimento è stato rivolto anche al deputato Mauro Rotelli per il lavoro svolto nel rappresentare le istanze del territorio presso il Governo e alla Regione Lazio, indicata come promotrice dell'iniziativa che ha portato alla revisione del provvedimento.
«Continueremo a vigilare – ha concluso Frontini – affinché il futuro energetico del Paese sia costruito nel rispetto delle comunità e delle peculiarità dei territori, difendendo l'identità della nostra provincia da qualsiasi futura speculazione».
Parco eolico Energia Viterbo, il Consiglio dei Ministri revoca il via libera
VITERBO – Il Consiglio dei Ministri ha revocato la deliberazione di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) favorevole al progetto per la realizzazione del Parco Eolico Energia Viterbo. Una decisione che viene accolta con soddisfazione dagli esponenti di Fratelli d'Italia del territorio, che da tempo esprimevano perplessità sull'intervento.
Tra i primi a commentare il provvedimento è stato Luigi Buzzi, coordinatore del Circolo Fratelli d'Italia Viterbo, che ha definito la scelta del Governo «una decisione di buonsenso», capace di tenere conto delle criticità ambientali e dell'impatto che il progetto avrebbe avuto sulle caratteristiche agricole, culturali e paesaggistiche della Tuscia.
«Pur riconoscendo il valore strategico delle energie rinnovabili e la necessità di promuoverne lo sviluppo – ha dichiarato Buzzi – riteniamo fondamentale che la pianificazione di nuovi impianti sia accompagnata da un confronto concreto con le comunità locali». Un principio che, secondo il coordinatore di FdI, assume particolare rilevanza in un territorio che negli anni ha già registrato una significativa occupazione di suolo.
Buzzi ha inoltre espresso un ringraziamento al Governo guidato da Giorgia Meloni per la decisione assunta, sottolineando il ruolo svolto da diversi rappresentanti istituzionali. In particolare, ha citato il presidente della Commissione Ambiente della Camera Mauro Rotelli, la Giunta regionale del Lazio presieduta da Francesco Rocca, l'assessore regionale Giancarlo Righini e i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli.
Secondo Fratelli d'Italia, il provvedimento rappresenta un segnale di attenzione verso le istanze provenienti dal territorio e conferma la volontà di conciliare la transizione energetica con la tutela del patrimonio ambientale, agricolo e paesaggistico della Tuscia.
Rievocazioni storiche, oltre 71mila euro alla Tuscia
VITERBO - La Tuscia ottiene un importante riconoscimento attraverso il Fondo nazionale per le rievocazioni storiche 2026. Sono infatti sette gli enti e le associazioni del territorio viterbese che beneficeranno di finanziamenti per un importo complessivo di 71.721 euro, destinati a sostenere iniziative volte alla tutela e alla valorizzazione delle tradizioni storiche locali.
A sottolineare il risultato è il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, che evidenzia come la graduatoria pubblicata dal Ministero rappresenti “una conferma dell’attenzione che il Governo Meloni riserva alle realtà che contribuiscono in maniera determinante alla promozione del patrimonio culturale, identitario e turistico della provincia di Viterbo”.
Le risorse sono state assegnate all’Ente Ottava Medievale di Orte (15.050 euro), all’Ente Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino (14.059 euro), all’Associazione di Promozione Sociale di Bolsena (5.390 euro), all’Ente Palio dei Borgia di Nepi (11.246 euro), al Comune di Ronciglione (10.088 euro), alla Pro Loco di Vetralla (5.800 euro) e alla Pro Loco di Vignanello (10.088 euro).
“Si tratta di un risultato significativo – ha dichiarato Rotelli – che premia il lavoro svolto da associazioni, enti locali, amministrazioni comunali e dai tanti volontari che, con passione e competenza, custodiscono e tramandano la memoria storica delle nostre comunità”.
Secondo il parlamentare, le rievocazioni storiche rappresentano un patrimonio di grande valore per il territorio, non solo dal punto di vista culturale ma anche economico. “Rafforzano il senso di appartenenza, preservano le tradizioni locali e costituiscono un importante volano per la promozione turistica e lo sviluppo economico di città e borghi della Tuscia”, ha concluso.
L’assegnazione dei fondi conferma il ruolo sempre più centrale delle manifestazioni storiche nella valorizzazione delle identità locali, contribuendo a mantenere vive tradizioni che rappresentano una risorsa strategica per il futuro del territorio.
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Per l'elenco completo delle regioni, visitare il sito web ufficiale dell'Heltruvizan.
Recensioni, opinioni di esperti e avvertenze importanti su Heltruvizan
Il feedback degli utenti suggerisce che Heltruvizan si è guadagnata una solida reputazione per aver semplificato il trading di criptovalute attraverso l'automazione. Molti trader ne elogiano la semplicità di configurazione, la rapida assistenza clienti e l'affidabilità nell'esecuzione delle operazioni. Anche chi ha poca esperienza di trading lo ha trovato utile, notando l'efficienza con cui il sistema si adatta ai cambiamenti del mercato e gestisce le transazioni una volta attivato.
Gli esperti del settore esprimono sentimenti simili, osservando Heltruvizan come una soluzione di trading legittima e affidabile che offre un trading automatizzato efficace con il minimo sforzo richiesto agli utenti. Dopo aver valutato l'usabilità, la trasparenza e le prestazioni della piattaforma, gli esperti hanno assegnato Heltruvizan una valutazione impressionante di 4,8 su 5, a dimostrazione della sua credibilità ed efficienza.
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Heltruvizan Pro e contro
Pro di Heltruvizan
● La piattaforma è facile da usare, anche per i principianti.
● Le negoziazioni vengono eseguite automaticamente e in tempo reale.
● Per iniziare non è richiesta alcuna precedente esperienza di trading.
● Supporta prelievi rapidi e opzioni flessibili di finanziamento del conto.
● Tempi di configurazione minimi con una rapida procedura di registrazione.
● Disponibile nella maggior parte dei paesi con ampia accessibilità da parte degli utenti.
● Offre un'esperienza di trading senza intervento umano, con una supervisione minima richiesta.
● Consente agli utenti di regolare le impostazioni di rischio e le preferenze di trading.
● Collabora con broker partner per garantire l'esecuzione delle negoziazioni.
● Fornisce accesso ai mercati delle criptovalute 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza dover rimanere online.
Contro di Heltruvizan
● Nessuna applicazione mobile
● Il sistema di trading non è supportato per l'uso in paesi come Iraq, Iran e Francia
Considerazioni finali su Heltruvizan: vale la pena utilizzarlo?
Heltruvizan si propone come una piattaforma di trading automatizzata efficiente e intuitiva, progettata per semplificare il trading di criptovalute a tutti. Grazie alla sua rapida procedura di registrazione e al sistema di trading completamente automatizzato, offre un'esperienza fluida adatta sia ai principianti che ai trader esperti. Pur privilegiando la semplicità, la piattaforma offre anche una flessibilità sufficiente per gli utenti che preferiscono affinare le proprie preferenze e strategie di trading.
Dopo aver analizzato le sue caratteristiche, il feedback degli utenti e le prestazioni nel mondo reale, Heltruvizan Offre un'impressione ampiamente positiva. Permette ai trader di interagire con il mercato delle criptovalute senza sforzo, mantenendo coerenza e velocità. Grazie al suo design intuitivo, all'esecuzione affidabile e alla crescente credibilità, Heltruvizan si distingue come una valida opzione per chiunque sia interessato ad automatizzare le proprie attività di trading e a migliorare i risultati complessivi.
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Heltruvizan Domande frequenti
L'uso di Heltruvizan è sicuro?
Sebbene nessun sistema di trading sia completamente privo di rischi, Heltruvizan sembra essere una piattaforma legittima con processi di prelievo funzionanti e senza segnalazioni di gravi truffe.
Quanto costa registrarsi?
Non è prevista alcuna quota di iscrizione. Tuttavia, per attivare il sistema di trading è richiesto un deposito minimo di $250.
Heltruvizan è disponibile nel mio Paese?
Heltruvizan è disponibile nella maggior parte dei paesi del mondo. Puoi verificare se il sistema è supportato nei rispettivi paesi prima di registrare un account sul sito web.
Quali metodi di pagamento sono supportati?
La piattaforma supporta una vasta gamma di metodi di pagamento, tra cui carte di credito/debito, bonifici bancari e, in alcuni casi, portafogli elettronici.
Posso modificare le impostazioni di trading del sistema?
Sì, gli utenti hanno la possibilità di personalizzare i livelli di rischio e le preferenze di trading oppure di lasciare che il sistema funzioni con le impostazioni predefinite.
Cna Viterbo, Eblart amplia i sostegni: oltre 40 misure per lavoratori e imprese
VITERBO - 'In un momento difficile come quello attuale, abbiamo lavorato per garantire un sostegno ancora più incisivo. Sono state aggiunte tante nuove opportunità, tutte importanti: saranno un aiuto fondamentale per lavoratori, imprese e famiglie'. Eblart, si allunga la lista dei vantaggi: a darne notizia è Riccardo Pera, responsabile dell'area Politiche per il lavoro della Cna di Viterbo e Civitavecchia, membro del Consiglio di amministrazione dell'Ente bilaterale del Lazio per l'artigianato, di cui la Cna di Viterbo e Civitavecchia è sportello. Si passa dalle precedenti circa 30 alle oltre 40 tipologie di sostegno attuali: a tanto ammontano gli interventi oggi a disposizione. 'Tra le principali novità – dice Pera – figurano alcuni degli aspetti principali che negli ultimi periodi hanno riguardato un po' tutti. Parlo dell'assicurazione per gli eventi catastrofali, il Rentri, le nuove imprese femminili o under 35'.
Eblart ha però guardato anche ai bisogni di lavoratori e famiglie, aggiungendo capitoli importanti come i bonus per casa e psicologo, contributi sugli infortuni e le violenze di genere, o il sostegno ai ragazzi con bisogni educativi speciali. 'Insomma – spiega Pera – non si lascia indietro nessuno'
Tutto questo va ad aggiungersi a quanto già garantito. Tra le voci principali vale la pena ricordare i rimborsi per l'acquisto di veicoli commerciali o attrezzature e adeguamento impianti, la formazione e l'aggiornamento professionale, l'acquisto di libri scolastici, le attività sportive e i bonus cultura, energia elettrica e laurea.
'Ma ce ne sono molte altre. Stiamo parlando di sostegni che per le imprese possono arrivare a migliaia di euro. Personalmente – continua – ho sempre cercato di avanzare proposte le condizioni di artigiani, lavoratori e famiglie: sono i cardini che permettono all'impresa di essere più forte. Sono dunque molto soddisfatto delle novità appena introdotte, che vanno sempre più incontro alle esigenze della nostra categoria'.
A livello regionale, sul 2025 sono state presentate 6mila domande, cui Eblart ha risposto con sostegni pari a oltre 2 milioni di euro. Di queste, 500 per le imprese, cui sono giunti 600mila euro. A Viterbo la Cna, attraverso lo sportello Eblart, ha presentato circa 300 domande, cento delle quali per le imprese, alle quali sono arrivati 90mila euro.
Le domande possono essere presentate a sportelloeblart@cnavt-civ.it. Attenzione, cambiano le date: l'inoltro dovrà essere dal 16 gennaio dell'anno di riferimento al 15 gennaio (non più dunque entro il 31 marzo) dell'anno successivo.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la Cna di Viterbo e Civitavecchia ai numeri 0761.229214 e 0761.229233.
Queste le novità introdotte per il 2026:
Lavoratori:
-Sostegno alle vittime di violenza di genere: 1.200 euro una tantum.
-Bonus casa: 250 euro.
-Bonus psicologo: 300 euro.
-Infortunio sul lavoro: 500 euro una tantum.
-Spese funerarie: 1.000 euro.
Famiglie (lavoratori, titolari e soci):
-Sostegno a favore di ragazzi con bisogni educativi speciali: fino a 300 euro a nucleo familiare.
-Sostegno per infortunio mortale sul luogo di lavoro: 10.000 euro.
-Attività sportive e campi estivi, prima accorpate, ora sono scorporate per un importo di 300 euro a nucleo familiare per ognuna delle due voci.
Imprese:
-Certificazione Rentri: contributo del 50% fino a 200 euro.
-Nuova imprenditoria femminile e under 35: contributo del 30% fino a 1.500 euro.
-Assicurazione per eventi catastrofali: contributo del 50% fino a 200 euro.
-Formazione decreto legislativo 81/2000: il contributo del 50% fino a 500 euro ora contempla anche il corso per lavori in quota.
Tarquinia, Noi X il Piano: rilancio del confronto sul futuro urbanistico di San Giorgio
TARQUINIA - “San Giorgio non può più permettersi di restare immobile, sospesa tra attese, timori e soluzioni solo annunciate. Dopo anni di discussioni, il Piano di Lottizzazione resta oggi il percorso urbanistico concreto e già approvato per dare alla località opere, servizi, regole e una prospettiva ordinata di sviluppo. Anche la programmazione dei servizi primari non può che guardare alla San Giorgio prevista dagli atti di pianificazione vigenti, non a una fotografia ridotta e provvisoria dell’esistente”.
“Negli ultimi mesi, NOI X IL PIANO ha avviato un primo lavoro di informazione e contatto diretto con i proprietari, con l’obiettivo di riaprire un confronto serio su ciò che è stato deliberato nel corso del 2019 e 2020, sugli atti oggi vigenti e sulle scelte che riguardano il futuro dei lotti. La sentenza del TAR Lazio del 5 febbraio 2026 ha confermato la validità del Piano e ha chiarito anche un altro punto essenziale: la L.R. 28/80 non può essere indicata come una scorciatoia capace di risolvere ogni problema, non sana automaticamente eventuali situazioni abusive e, sotto il profilo economico-finanziario e organizzativo della pianificazione, non produce quegli effetti concreti che oggi servono a San Giorgio.”
“Per questo, ogni alternativa al Piano va discussa con serietà e documentata, evitando slogan, allarmismi o promesse generiche. Il tema non è creare divisioni tra proprietari, né contrapporre una parte all’altra. Il tema è evitare che altri anni passino senza decisioni utili, mentre i terreni perdono valore, la località resta senza servizi adeguati e continua a non esprimere il proprio potenziale. Oggi la domanda è semplice: vogliamo lasciare San Giorgio ferma, oppure vogliamo partecipare a un percorso chiaro, responsabile e verificabile?”
“NOI X IL PIANO nasce per dare voce a chi non vuole restare alla finestra: proprietari, residenti, simpatizzanti e cittadini interessati a un futuro ordinato, legale e dignitoso per San Giorgio. Informarsi. Confrontarsi. Partecipare. È da qui che bisogna ripartire”.
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