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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 1 ora 21 min fa

L’amministrazione Socciarelli taglia l’addizionale Irpef per il 2026

Mar, 30/12/2025 - 05:36
2025-12-30

MONTALTO DI CASTRO - L’amministrazione guidata dal sindaco Socciarelli annuncia una riduzione dell’addizionale comunale Irpef. La decisione è contenuta nel Bilancio previsionale 2026–2028, approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 23 dicembre, e rappresenta uno degli interventi principali della manovra finanziaria.

Per l’anno 2026 l’aliquota Irpef comunale viene abbassata per tutti i contribuenti con redditi fino a 50.000 euro, mentre resta invariata per le fasce più alte. È inoltre confermata l’esenzione totale dal pagamento dell’addizionale per i cittadini con un reddito annuo fino a 15.000 euro, misura pensata per tutelare le fasce più fragili della popolazione. Resta in vigore anche il principio di progressività per scaglioni di reddito.

Secondo l’amministrazione, il risultato è stato possibile grazie a un bilancio equilibrato e a una gestione prudente delle risorse, costruita senza ricorrere a nuovo indebitamento. Una linea che consente di alleggerire la pressione fiscale mantenendo al tempo stesso solidi gli equilibri finanziari dell’ente.

Il documento contabile conferma inoltre il mantenimento dei servizi e delle tariffe ai livelli minimi, in particolare per quelli rivolti alle famiglie, come mensa scolastica e scuolabus, garantendo continuità e qualità delle prestazioni. Sono previsti anche investimenti già finanziati, concentrati soprattutto nel 2026, con risorse indirizzate in via prioritaria a settori ritenuti essenziali per la comunità: ambiente, viabilità, istruzione e servizi sociali.

Il gettito derivante dall’addizionale Irpef resta compatibile con gli equilibri di bilancio. Parallelamente, l’amministrazione prosegue nel rafforzamento delle attività di riscossione, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza complessiva e liberare ulteriori risorse da destinare al territorio.

La riduzione dell’addizionale viene presentata come un primo intervento concreto a favore dei cittadini, in particolare delle famiglie e del ceto medio, con l’obiettivo di coniugare meno tasse, servizi garantiti e investimenti sostenibili in una prospettiva di medio-lungo periodo.

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A Montalto di Castro una nuova sede del sindacato dei braccianti agricoli

Mar, 30/12/2025 - 05:36
2025-12-30

MONTALTO DI CASTRO - “Vogliamo portare la nostra esperienza in tutta la Tuscia”, dichiara Antonio Biagioli, segretario generale della Uila Viterbo, durante l’inaugurazione della nuova sede della lega intercomunale dei braccianti agricoli a Montalto di Castro in via Tirrenia 39.

“La Uila vuole arrivare in tutta la provincia, su tutto il territorio – spiega Biagioli –, per rispondere al meglio e a diretto contatto alle esigenze e ai bisogni dei lavoratori. Montalto, dopo Tarquinia, Montefiascone e Canino, è un ulteriore passo in avanti, un passo in più che ci permette di consolidarci su tutto il litorale, fino a Pescia Romana”.

Responsabile di Montalto è Vasile Sinzianu, con lui Mauro Magalotti, entrambi del direttivo della Uila lega intercomunale di Viterbo.

All’inaugurazione della nuova sede, assieme a Biagioli, Sinzianu, Magalotti e il segretario organizzativo del sindacato Daniele Camilli, anche la sindaca di Montalto Emanuela Socciarelli.

“Una sede molto importante per i lavoratori agricoli – dice la sindaca Socciarelli –. Altrettanto importanti sono i corsi di lingua organizzati dalla Uila di Viterbo. Cosa che potremmo fare anche qui a Montalto, e questa potrebbe già essere una prima collaborazione. L’agricoltura sta vivendo una crisi dovuta in particolar modo all’assenza di manodopera. E la risposta a questa crisi viene dai lavoratori stranieri cui dobbiamo dare il giusto supporto e la giusta possibilità di lavorare con tutte le garanzie che servono”. 

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Furti in abitazione, vertice in Prefettura: rafforzati controlli e prevenzione

Mar, 30/12/2025 - 05:36
2025-12-30

VITERBO - Si è svolta nella mattinata di ieri, lunedì 29 dicembre, presso la Prefettura di Viterbo, una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal prefetto Sergio Pomponio, dedicata ai recenti episodi di furti in abitazione registrati nel periodo natalizio e alla conseguente percezione di insicurezza diffusa tra i cittadini.

All’incontro hanno preso parte, oltre al Comune di Viterbo, i rappresentanti dei comuni dell’area dei Monti Cimini – Canepina, Vignanello e Vallerano – e di quelli della zona del lago di Bolsena, Montefiascone e San Lorenzo Nuovo, anch’essi interessati da analoghi episodi. Presenti anche il Presidente della Provincia e i vertici delle Forze di Polizia.

La seduta si è aperta con i ringraziamenti dei sindaci dei territori coinvolti per la tempestiva attenzione e la vicinanza dimostrata dal prefetto e dalle forze dell’ordine alle rispettive comunità. Successivamente il Comitato ha esaminato nel dettaglio i dati relativi alla provincia di Viterbo nel biennio 2024–2025, dai quali emerge una diminuzione complessiva dei reati, sia tentati che consumati, a fronte di un lieve aumento dei furti in abitazione, legato in particolare agli ultimi episodi.

Nel corso del confronto si è inoltre preso atto delle iniziative spontanee messe in campo dai cittadini, ribadendo come tali forme di collaborazione debbano essere coordinate e ricondotte nel rispetto delle norme vigenti per risultare realmente efficaci.

Ampia condivisione ha trovato la proposta del prefetto di incentivare l’adesione ai protocolli di controllo di vicinato, già attivi in alcune zone del capoluogo e ritenuti utili strumenti di prevenzione. Tali protocolli consentono, attraverso referenti individuati, di raccogliere e selezionare le segnalazioni, trasmettendo alle forze dell’ordine solo quelle fondate e rilevanti.

Per quanto riguarda le misure operative, è stata confermata l’intensificazione dei controlli già avviata durante il periodo natalizio, che proseguirà anche nelle prossime settimane con modalità volte a rendere più rapido ed efficace l’intervento delle forze dell’ordine. In vista delle celebrazioni di Capodanno, infine, sono già stati predisposti specifici dispositivi di sicurezza per gli eventi nel capoluogo e in provincia, al fine di garantire lo svolgimento dei festeggiamenti nelle migliori condizioni possibili per i cittadini.

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'L'agricoltura deve tornare al centro della vita politica di questa provincia'

Mar, 30/12/2025 - 05:36
2025-12-30

VITERBO - 'Per il 2026 vorrei che l'agricoltura torni al centro della vita politica di questa provincia. Vorrei veder riconosciuti più diritti ai lavoratori, in un'ottica di sostenibilità economica e sociale. I braccianti sono il futuro di questo settore, ma vivono condizioni di grande precarietà, senza supporto e senza rete sociale, c'è bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale', parole di Antonio Biagioli, segretario generale della Uila di Viterbo, che a conclusione di questa annata, tira le somme di un'azione sindacale ricca di novità e importanti iniziative, l'ultima delle quali: l'apertura di una nuova sede sindacale a Montalto di Castro.

Segretario, di recente il ministro Lollobrigida ha dichiarato che il 2026 sarà l'anno dei giovani, quindi c'è ancora speranza per l'agricoltura del domani?

Certamente sono fiducioso e spero sia così. Il problema di oggi è che l'agricoltura non attrae più i giovani, molti vanno altrove e scelgono altre professioni. Bisogna ricreare le condizioni per rendere il lavoro agricolo 'attraente', attraverso il riconoscimento del giusto prezzo del prodotto e soprattutto del lavoro, nell'ottica di una nuova sostenibilità economica e sociale. Vanno incentivate le produzioni di qualità e va rivisto il sistema dei finanziamenti che premia i grandi a discapito dei piccoli.

I giovani imprenditori portano avanti la tradizione agricola e il progresso tecnologico accompagnerà questo passaggio in modo naturale. L'intelligenza artificiale entrerà sistematicamente anche nei campi grazie a macchinari sempre più moderni. Quindi sui terreni chi rimarrà?

Nei campi resteranno i più deboli, coloro che hanno meno tutele e meno diritti. Oggi nella provincia di Viterbo si contano circa 11.300 aziende agricole di medio-piccole dimensioni, molte sono a conduzione familiare, solo 3 o 4 hanno più di 200 dipendenti, poco più di una cinquantina oltre le 50 unità. Il 90percento dei braccianti appartiene alla comunità internazionale. La precarietà del lavoro stagionale agricolo è rischioso e incentiva un turnover di nuovi 'disperati'. Chi vive qui non riesce ad avere il supporto di una rete sociale stabile e questo crea conflitto sociale.

Rispetto alle tante problematiche affrontate, a giugno è stata promossa un'iniziativa contro le criticità legate ad alloggi e trasporti che ha messo intorno ad un unico tavolo politica e sindacato. A che punto siamo, ci sono stati degli sviluppi?

Abbiamo coinvolto l'ente bilaterale per individuare delle soluzioni, contiamo in primavera di avere delle novità importanti. Per quanto riguarda l'emergenza abitativa più volte abbiamo denunciato l'impossibilità dei braccianti di trovare casa. Non credo sia per una questione di razzismo in senso stretto. Oggi fa paura l'incognita di affittare appartamenti a chi si teme non abbia stabilità finanziaria. E' come un cane che si morde la coda. Per richiedere il ricongiungimento familiare, poi, deve esserci un presupposto di abitabilità

Recentemente ha proposto il diritto di voto per chi è in possesso del permesso di soggiorno e diritto di cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia…

Certo, è l'unica strada per favorire la giusta inclusione e integrazione

L'Università dei braccianti è nata proprio per facilitare questi due aspetti sociali, un bilancio di questa iniziativa?

L'università dei braccianti che prevede un corso di lingua italiana e 26 lectio magistralis. E' nata con un obiettivo molto importante: far capire che l'agricoltura deve diventare il perno della vita politica ed economica di questa provincia. I braccianti possono dare un contributo di carattere culturale per la città molto proficuo. Basta identificarli con i soliti luoghi comuni.

Nel mese di novembre è partita a Viterbo la stagione congressuale Uila e con essa il progetto 'La voce dei campi', di che si tratta?

Vogliamo capire da vicino quali sono le criticità che i lavoratori vivono quotidianamente. Per questo sono stati somministrati i primi questionari rivolti ai braccianti a tempo determinato e indeterminato per approfondire le loro condizioni lavorative

Poche settimane fa l'Unesco ha riconosciuto la cucina italiana patrimonio dell'umanità, nel rispetto della nostra tradizione culinaria. Questo significa che oltre alle pietanze tradizionalmente cucinate, è fondamentale che anche le materie prime continuino ad essere eccellenti.

Si, l'eccellenza deriva proprio dalla qualità delle materie prime usate in cucina. Le persone devono capire che dietro a un 'banale' piatto di verdura, giusto per fare un esempio, ci sono giorni e giorni di lavoro nei campi, sotto il sole, sotto la pioggia col sudore sulla fronte. Serve una consapevolezza diversa, c'è bisogno di una nuova cultura del lavoro.

Tirando le somme dell'anno appena trascorso, come è stato questo 2025 e cosa auspichi per il nuovo anno?

Il 2025 è stato un anno particolarmente proficuo e anche abbastanza faticoso. C'è stato il rinnovo del contratto provinciale e una serie di iniziative sociali che hanno impegnato tempo e risorse. Siamo riusciti a individuare una nuova strada nelle relazioni sindacali con buoni risultati. Il mio auspicio per il 2026 è che l'agricoltura torni ad essere al centro della vita politica di questa provincia. C'è bisogno di un confronto costante tra istituzioni e sindacato, è fondamentale riconoscere una rete di diritti per i lavoratori, per migliorare la loro condizione di vita e avere una società più equa e giusta per tutti.

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Dalla Regione contributi per 9 milioni di euro a Viterbo per i rifiuti del Lazio

Mar, 30/12/2025 - 05:36
2025-12-30

VITERBO - Viterbo e San Vittore che ospitano i rifiuti dal resto del Lazio riceveranno dalla Regione un contributo.

Nella manovra di bilancio regionale è stata approvata la possibilità di dare compensazioni economiche ai Comuni che ospitano o sono vicini a discariche (non di rifiuti inerti) e impianti di termovalorizzazione. La ratio della norma, che ha modificato la Legge Regionale nr. 27 del 1998, è quella di contribuire a supportare le comunità che sostengono il peso della chiusura del ciclo dei rifiuti con particolare riferimento a quei territori nei quali insistono le discariche e i termovalorizzatori.

Con la modifica passata in Consiglio Regionale la Regione Lazio ha previsto un sostegno economico per opere pubbliche di interesse locale da destinare al potenziamento della raccolta differenziata per venire in supporto dei Comuni, anche in considerazione degli alti costi previsti per interventi di questo tipo.

''Ne avranno diritto sia i Comuni che ospitano questi impianti, sia quelli limitrofi che hanno una porzione di territorio entro un raggio di 500 metri da questi impianti stessi. Lo stanziamento prevede 1 milione di euro per il 2026 e 4 milioni per ciascuna annualità 2027 e 2028'', ha spiegato l’assessore al Ciclo dei rifiuti, Fabrizio Ghera.

Attualmente, nella regione i Comuni che ospitano tali impianti sono due: Viterbo e San Vittore nel Lazio (FR). Nella finanziaria regionale è stato anche apportata un’ulteriore modifica alla L.R. 27/1998, a favore dei Comuni e delle società partecipate dai Comuni stesse. La norma prevede di finanziare la realizzazione di impianti pubblici per il trattamento e il recupero dei rifiuti differenziati.

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Ladro entra in casa nella notte, furto a Oriolo Romano

Mar, 30/12/2025 - 05:36
2025-12-30

VITERBO - In queste festività ladri scatenati a Oriolo Romano e Monterosi. A denunciare i fatti sono gli stessi cittadini sui social.

Il primo è furto è avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 dicembre in via del Convento a Oriolo Romano. Secondo quanto riferito dalla stessa vittima, una giovane donna, il ladro, a volto scoperto e con indosso uno zuccotto, si sarebbe introdotto nella casa dall'ingresso principale dopo essersi arrampicato sul lavatoio esterno per osservare l’interno della camera da letto.

E' riuscito ad appropriarsi di alcuni oggetti personali tra cui un giubbotto, un mazzo di chiavi e alcuni oggetti contenuti nelle tasche del giubbotto. Un cellulare invece, che il ladro avrebbe lanciato nel parco del convento, è stato ritrovato. La donna derubata ha lanciato un appello sui social al ladro a restituire quanto sottratto.

A Monterosi, invece, il colpo è sfumato. Il fatto anche in questo caso è avvenuto sabato sera nella zona di Case Gialle dove, secondo quanto si è potuto apprendere, due ladri avrebbero cercato di introdursi in un'abitazione con i proprietari all'interno. Ad accorgersi della loro presenza il cane della famiglia che ha abbaiato e li ha messi in fuga. Pare che i proprietari di casa si siano trovati davanti a uno di loro il quale avrebbe proferito nei loro riguardi frasi intimidatorie.

La notte successiva i ladri hanno tagliato reti di recinzione in via Monte Pogliano e in via Ercoli Giuseppe. In via della Vigna hanno visitato una casa ma era vuota. Sono quindi fuggiti a mani vuote.

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Terreno agricolo diventa Bosco, il ricorso al Consiglio di Stato contro il Comune

Mar, 30/12/2025 - 05:36
2025-12-30

BASSANO ROMANO – La vicenda legata all’ordinanza urgente del sindaco di Bassano Romano approda ora al Consiglio di Stato. A renderlo noto è Carlo Leoni, che informa di aver fatto iscrivere a ruolo il ricorso straordinario presentato entro i 120 giorni al Presidente della Repubblica, ora trasmesso al massimo organo della giustizia amministrativa.

Il Comune di Bassano Romano avrà un termine massimo di 20 giorni per predisporre una relazione dettagliata e documentata sui fatti contestati, che dovrà essere inviata contemporaneamente al Consiglio di Stato, agli enti interessati e allo stesso Leoni. Il termine scadrà il 12 gennaio, dopo l’Epifania. In caso di risposta da parte dell’amministrazione comunale, sarà poi possibile presentare eventuali osservazioni e controdeduzioni.

Al centro del ricorso c’è la contestazione di un’ordinanza che, secondo Leoni, si baserebbe su presupposti non veritieri. In particolare, il Comune avrebbe classificato come bosco un terreno di sua proprietà che, a suo dire, è invece agricolo e coltivato con piante ortofrutticole. Proprio in seguito a tale ordinanza, nell’estate scorsa Leoni ha presentato una querela contro il sindaco di Bassano Romano, ritenendo le affermazioni contenute nel provvedimento non aderenti alla realtà dei fatti.

Nel ricorso viene inoltre ricordato come, in una precedente impugnazione, il Ministero dell’Ambiente non avesse ricevuto alcun riscontro da parte del Comune, nonostante l’urgenza della situazione anche in quel caso. Leoni sottolinea come l’amministrazione fosse già a conoscenza della natura agricola del terreno.

A rafforzare la tesi del ricorrente viene citata anche la posizione della Procura di Viterbo, che avrebbe qualificato l’episodio come incendio doloso non boschivo, proprio in quanto l’area interessata non sarebbe stata un bosco.

Ora l’attenzione è tutta rivolta alla risposta del Comune di Bassano Romano. “Cosa risponderà stavolta?”, si chiede Carlo Leoni, mentre la vicenda entra in una nuova e delicata fase davanti al Consiglio di Stato.

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