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Quotidiano online di Viterbo
Aggiornato: 2 ore 52 min fa

Roccaraso, i viterbesi Bacheca e Dimitri sfiorano il podio nel Master Appennino

Dom, 18/01/2026 - 14:35
2026-01-18

ROCCARASO - Ha preso il via a Roccaraso la terza edizione del Circuito Master Appennino – Trofeo BCC Roma riservato alla categoria Master. Due gli slalom gigante organizzate nell'occasione dal Comitato Campano Pugliese della Fisi e dallo sci club Posillipo.

Grande partecipazione degli atleti del Comitato Regionale Lazio – Sardegna della FISI con ben 38 atleti al cancelletto sui 91 totali, nonostante Roccaraso sia località non proprio comoda da raggiungere dagli atleti laziali. Eccellente come al solito l'organizzazione con buona preparazione dei tracciati. Le prove si sono svolte in condizioni meteo ottime per quel che concerne la prima gara e con cielo più coperto nella seconda, ma fortunatamente sempre in buone condizioni di visibilità.

Complessivamente buoni i risultati degli sciatori laziali. In particolare evidenza i viterbesi Gianluca Bacheca (S.C. Viterbo) quarto nella Categoria B in gara 1, così come Francesco Dimitri (SC CZERO6) nella Categoria A in gara 2. In top-ten anche l'altro portacolori dello storico sci club del Presidente Stefano Zucchi, Umberto Massimo Macchi, che ha chiuso un buon sesto posto in gara 2. Degli altri laziali da segnalare i due bronzi conquistati da Livia Clementi (S. C. CZERO6) e il quarto posto di Sergio Amodio (Sci Club CZERO6) nella categoria A.

Buono in generale il livello delle gare, svoltesi in un clima goliardico ma al contempo di sano agonistico. Tutti gli atleti e i loro accompagnatori si sono poi radunati, durante la cerimonia di premiazione, davanti al buffet offerto dagli organizzatori del circuito Mastermind. 2.0 che si è svolto in concomitanza. 'Fortunatamente le recenti nevicate hanno consentito l'avvio della stagione agonistica nel migliore dei modi. Ci attende un bel tour de force senza soluzione di continuità – ha sottolineato il Presidente del CLS Andrea Ruggeri – i nostri sciatori hanno mandato subito segnali positivi e questa è la cosa più importante'.

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La Wecom-Ortoetruria riparte nel girone di ritorno contro l’Avellino

Dom, 18/01/2026 - 14:35
2026-01-18

VITERBO - Dopo un mese di stop, dovuto a pausa natalizia, turno di riposo e riformulazione del calendario, la WeCOM-Ortoetruria torna finalmente in campo e lo fa al PalaMalè dove stasera incontra la Scandone Avellino.

I campani, la cui formazione è composta da giocatori tutti provenienti da categorie superiori, si sono presentati ai blocchi di partenza del torneo come la compagine migliore del campionato, ma nel girone di andata hanno subìto qualche imprevista battuta di arresto. Per questo la dirigenza proprio in settimana è scesa pesantemente sul mercato sostituendo due elementi comunque importantissimi come Quarisa e Beck con il ritorno di Stefanini e l’arrivo di un top player come Flavio Gay, con stagioni in A2 e gli ultimi cinque anni in B1.

“Torniamo finalmente sul parquet - dichiara la dirigenza - affrontando una squadra molto forte come la Scandone, società con una storia sportiva di grande prestigio. È una partita molto importante, certamente difficile, ma che affronteremo dopo esserci preparati bene durante l’ultimo mese, recuperando quasi tutti gli effettivi (escluso Albenzi che dovrebbe rientrare nella prossima gara). Avellino ha tanti ottimi giocatori, ma la nostra è una formazione di valore che possiede qualità e caratteristiche importanti. I ragazzi ne sono consapevoli, daranno certamente il meglio ed hanno tanta voglia di riprendere il nostro percorso per raggiungere gli obiettivi fissati. Importantissimo sarà anche avere l’apporto fondamentale del nostro pubblico che siamo sicuri accorrerà numeroso al palazzetto per sostenere Viterbo ed i nostri colori in una partita tutta da vivere in campo e dalle tribune”.

Palla a due alle 18:00 sotto la direzione di Perretti di Napoli e Sacco di Salerno.

Ingresso gratuito.

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Acqua vietata al consumo umano, ma Talete fattura come se fosse potabile

Dom, 18/01/2026 - 14:35
2026-01-18

CAPRAROLA - Numerosi cittadini della provincia di Viterbo, in particolare dei comuni di Ronciglione e Caprarola, si stanno rivolgendo alle nostre associazioni dopo aver ricevuto fatture dell’acqua con importi particolarmente onerosi. Le richieste che ci pervengono sono chiare: attivare ogni iniziativa utile a tutela dei diritti degli utenti, che rappresenta da sempre il nostro obiettivo primario.

Da tempo ci occupiamo delle problematiche legate al servizio idrico, con particolare attenzione al disinquinamento delle acque superficiali – laghi, fiumi e mari – e alla loro potabilità. Grazie a un lavoro lungo, caparbio e spesso sostenuto con risorse proprie, abbiamo ottenuto importanti risultati sul piano giudiziario. Le sentenze della Corte di Cassazione hanno infatti riconosciuto il diritto dei cittadini a risarcimenti e rimborsi da parte degli enti gestori, comuni e Talete, in caso di servizio non conforme.

Oggi, tuttavia, registriamo una nuova e grave criticità. Gli importi delle fatture emesse da Talete risultano estremamente pesanti per molte famiglie e, soprattutto, non tengono conto di un aspetto che riteniamo di particolare gravità: la mancata e corretta informazione ai cittadini circa i periodi, le località e i comuni nei quali è stata distribuita acqua non potabile.

È noto che l’ARPA Lazio effettua periodicamente analisi sulla qualità delle acque, trasmettendo i risultati alla ASL, che a sua volta informa i sindaci. In presenza di acqua non potabile, i primi cittadini sono chiamati a emettere ordinanze di divieto di utilizzo per il consumo umano. In tali condizioni, i cittadini non hanno alternative se non ricorrere all’acquisto di acqua minerale o al trasporto di acqua potabile per cucinare e bere.

In alcuni centri, come Ronciglione e Caprarola, l’acqua prelevata dal lago di Vico risulta spesso sconsigliata persino per l’uso igienico. I residenti sono così costretti a sostenere ulteriori spese per l’approvvigionamento idrico, nella speranza che i lavori annunciati conducano finalmente alla risoluzione delle criticità e all’abbandono dell’attingimento dal lago di Vico. Un bacino che, come noto, è interessato dalla proliferazione dell’alga rossa Planktothrix rubescens, capace di rilasciare tossine potenzialmente cancerogene.

Le microcistine prodotte da questa alga, classificate dall’IARC come cancerogene di classe 2B, possono provocare gravi danni alla salute umana e all’ambiente, con effetti su fegato, reni, polmoni e sull’ecosistema nel suo complesso. L’esposizione può avvenire attraverso l’ingestione di acqua contaminata, l’inalazione di aerosol o l’utilizzo di alimenti trattati con acque non idonee.

Alla luce di tutto ciò, riteniamo illegittime le richieste di pagamento avanzate da Talete per importi non correttamente calcolati in periodi in cui è stata erogata acqua non potabile. La Corte di Cassazione si è espressa chiaramente sul punto, stabilendo – tra le altre – con la sentenza n. 2182 del 4 febbraio 2016 che, in caso di disservizio, l’utente ha diritto non solo alla riduzione del canone, ma anche al risarcimento dei danni subiti.

A questo si aggiunge il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva europea in materia di acqua potabile, estendendo la responsabilità del gestore fino al rubinetto dell’utente e introducendo un sistema di gestione del rischio lungo l’intera filiera. La normativa ribadisce che, in presenza di acqua non potabile, l’utente ha diritto a una riduzione del canone e al risarcimento dei danni.

Ne consegue che il gestore non può pretendere il pagamento integrale di un servizio di cui l’utente non ha potuto effettivamente usufruire.

Per questi motivi chiediamo formalmente a Talete di ritirare le fatture emesse in violazione delle normative vigenti e di procedere all’emissione di nuove bollette con importi legittimi, corredate da informazioni chiare e corrette sulla qualità dell’acqua distribuita.

 

Raimondo Chiricozzi

per le associazioni Aduc Ronciglione – Comitato Acqua Potabile – Aics Viterbo

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