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Incidente sulla Cassia, strada chiusa in entrambe le direzioni a Nepi
VITERBO – Disagi alla circolazione lungo la strada statale 2 “Via Cassia”, temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni all’altezza del km 42,800, nel territorio comunale di Nepi, a causa di un incidente che ha coinvolto due veicoli.
La chiusura si è resa necessaria per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area. Per chi viaggia in direzione Nord, le deviazioni sono state predisposte al km 41,000 con uscita sulla Cimina. Per chi procede verso Sud, il traffico viene deviato al km 46,800 sulla Nepesina.
Sul posto sono intervenute le squadre Anas e le Forze dell’Ordine, impegnate nella gestione della viabilità e nelle operazioni necessarie al ripristino della normale circolazione nel più breve tempo possibile.
Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulle condizioni delle persone coinvolte né sulla dinamica dell’incidente.
Grande partecipazione alla riunione del Dipartimento Famiglia di Fratelli d'Italia
VITERBO - Partecipazione e grande interesse alla riunione provinciale del Dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili, dal titolo 'Politiche per la famiglia – Sfide e opportunità in un mondo in evoluzione', che si è svolta ieri presso la sede di Fratelli d'Italia, a Viterbo. Un momento di confronto e approfondimento dedicato ai temi centrali per il presente e il futuro delle famiglie italiane, in un contesto sociale ed economico in costante trasformazione.
Ad aprire i lavori, l'eurodeputata FdI-Ecr e vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna, che ha sottolineato l'importanza di rafforzare il dialogo tra territorio e istituzioni sui temi della natalità, del sostegno alla genitorialità e delle politiche familiari. L'introduzione è stata affidata a Donatella Amantini, responsabile provinciale del Dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili, che ha evidenziato la necessità di promuovere iniziative concrete a tutela della famiglia, riconosciuta quale nucleo fondamentale della società e pilastro della coesione sociale. Nel corso dell'incontro sono intervenute Maddalena Morgante, componente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e responsabile nazionale del Dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili, e Maria Chiara Iannarelli, vicepresidente della Commissione Lavoro, Formazione, Politiche giovanili, Pari opportunità, Istruzione e Diritto allo studio della Regione Lazio. Al centro degli interventi, le misure a sostegno della natalità, dell'occupazione femminile e giovanile, delle famiglie numerose e il rafforzamento dei servizi educativi promosse in questi anni dal Governo guidato da Giorgia Meloni e dalla Giunta Rocca.
'La sinergia tra i diversi livelli istituzionali rappresenta la condizione imprescindibile per costruire politiche realmente efficaci e orientate al bene comune. Solo attraverso un confronto costante e strutturato tra le istituzioni è possibile garantire interventi coerenti, integrati e capaci di rispondere in modo concreto ai bisogni delle famiglie e dei cittadini', ha affermato la vicepresidente Sberna.
Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, il capogruppo al Consiglio regionale del Lazio, Daniele Sabatini, i consiglieri comunali Gianluca Grancini e Matteo Achilli e il presidente di Azione Studentesca Riccardo Ponzio: una platea qualificata che ha confermato l'attenzione e l'impegno del partito sui temi della famiglia e delle politiche sociali, nella prospettiva di un'azione sempre più coordinata tra livello locale, regionale, nazionale ed europeo.
Sgarbi assolto dallaccusa di riciclaggio del quadro di Rutilio Manetti
VITERBO – Vittorio Sgarbi è stato assolto dall’accusa di riciclaggio in relazione al caso del dipinto “La cattura di San Pietro”, attribuito a Rutilio Manetti. La decisione è arrivata ieri dal giudice dell’udienza preliminare di Reggio Emilia, al termine del rito abbreviato, con la formula della vecchia insufficienza di prove. La procura aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.
L’inchiesta era stata inizialmente aperta dalla procura di Macerata, dove Sgarbi ha il domicilio a San Severino Marche, per poi essere trasferita a Reggio Emilia. Al centro delle indagini il racconto del pittore reggiano Lino Frongia, che riferì agli investigatori – e anche durante servizi giornalistici – di aver aggiunto una fiammella al dipinto su incarico del critico d’arte.
Secondo l’accusa, l’opera sarebbe stata rubata nel febbraio 2013 dal castello di Buriasco, in provincia di Torino, per poi riapparire nel 2021 come presunto inedito di Manetti nella mostra “I pittori della luce” a Lucca, curata dallo stesso Sgarbi. I carabinieri che hanno condotto le indagini avevano ricostruito che fosse stata realizzata anche una riproduzione 3D del dipinto in un laboratorio grafico di Correggio.
Sgarbi, già assessore a Viterbo e sindaco di Sutri, ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver rinvenuto il quadro all’interno di villa Maidalchina, nel capoluogo della Tuscia, acquistata dalla sua famiglia nel 2000.
Con l’assoluzione pronunciata dal gup si chiude, almeno in primo grado, una vicenda giudiziaria che aveva suscitato ampio dibattito nel mondo dell’arte e non solo.
Muro sul Fiume Fiora a Montalto Marina, lopposizione presenta interrogazione al Sindaco
MONTALTO DI CASTRO - I consiglieri comunali di opposizione del Comune di Montalto di Castro — Eleonora Sacconi, Angelo Brizi, Luca Benni e Francesco Corniglia — hanno ufficialmente presentato un’interrogazione al Sindaco riguardo alla variante sul Fiume Fiora che ha portato all’avvio dei lavori per la costruzione di un muro in cemento armato alto oltre 2 metri a Piazzale dei Pescatori.
L’opera, realizzata in variante rispetto al progetto originale, sta sorgendo nell’area più visibile e frequentata di Montalto Marina, dove fino a poco tempo fa non era prevista alcuna barriera di tali dimensioni. I consiglieri sottolineano come questa soluzione rappresenti un profondo cambiamento rispetto alle precedenti ipotesi di protezione idraulica meno impattanti, già discusse in passato.
Secondo i firmatari dell’interrogazione, la decisione di costruire il muro presenta diverse criticità:
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il cantiere è stato avviato senza un confronto pubblico sul paesaggio, l’ambiente e la fruibilità dell’area;
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cittadini, Consiglio comunale e forze politiche sono stati tenuti all’oscuro delle scelte decisive riguardanti un luogo simbolico e strategico;
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la Sindaca aveva promesso in campagna elettorale di opporsi alla realizzazione di una barriera così invasiva, a tutela dell’accesso al lungofiume e del paesaggio;
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la variante è stata approvata e i lavori già partiti senza chiarezza sulle motivazioni tecniche e amministrative, né su chi abbia firmato e autorizzato i passaggi fondamentali dell’iter.
Con l’interrogazione, i consiglieri chiedono al Sindaco di:
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spiegare le motivazioni tecniche e politiche alla base della decisione;
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chiarire perché il cantiere sia partito senza informare consiglieri e cittadini;
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dettagliare i possibili impatti sulla fruibilità dell’area, sul paesaggio e sull’identità storica di Montalto Marina;
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fornire conto delle azioni amministrative intraprese, inclusa la mancata valutazione di eventuali ricorsi.
“Non intendiamo accettare che decisioni di tale portata vengano prese nel silenzio, senza confronto con l’istituzione più rappresentativa dei cittadini: il Consiglio comunale”, affermano i quattro consiglieri.
L’opposizione annuncia che continuerà a vigilare e a sollecitare risposte chiare e trasparenti, nell’interesse della comunità di Montalto di Castro.
Montefiascone, un incontro per tornare a riflettere sul Giorno della Memoria
MONTEFIASCONE – Ricordare non è soltanto un atto formale, ma un esercizio di consapevolezza collettiva. L'Istituto universitario IPU di Montefiascone ha ospitato un incontro per commemorare le vittime della Shoah e le persecuzioni del Novecento, e per parlare del valore del ricordo.
Nonostante la giornata della memoria sia caduta quest'anno il 27 gennaio, l'incontro è stato pensato come momento di riflessione e dialogo. centrale la presentazione del volume “Febbre dal passato. Trieste 1972” del professor Gianni Bosi. Attraverso la forma del romanzo, l’autore intreccia indagine poliziesca e memoria storica, riportando l’attenzione sugli eventi legati alle Beazioni di Trieste e sul peso che il passato continua ad avere nel presente.
Al centro dell’incontro, tuttavia, non solo la narrazione letteraria, ma una riflessione più ampia sul significato stesso della memoria. A guidarla è stato il professor Pietro Grassi, docente di psicologia sociale, che ha scelto di partire da suggestioni letterarie: da Marcel Proust e la madeleine come detonatore del ricordo, a Charles Baudelaire e il tempo che scorre incessante, fino a Luigi Pirandello e alla coscienza capace di sospendere la percezione del tempo.
“La memoria non è un semplice archivio ma un processo che misura chi siamo: siamo ciò che abbiamo vissuto, ciò che abbiamo amato, ciò che ricordiamo”. Un passaggio che ha aperto un capitolo sul delicato equilibrio tra ricordo e dolore, tra la necessità di custodire la verità storica e quella di non restare prigionieri del trauma.
Nel corso dell’incontro sono emerse testimonianze personali e richiami a figure come Primo Levi, simbolo di una memoria che salva ma che può anche pesare profondamente. Alla fine, il messaggio più importante rimane quello più semplice: coltivare spazi di dialogo, praticare l’ascolto, costruire comunità capaci di affrontare il passato senza restarne schiacciate.
Caccia e fauna selvatica nella Tuscia, stagione venatoria segnata da cifre importanti
VITERBO - La stagione venatoria 2025-2026 si è chiusa in provincia di Viterbo con numeri significativi sul fronte del controllo della fauna selvatica, che evidenziano sia l’intenso impegno per il contenimento degli ungulati sia un quadro naturale in evoluzione. Secondo i dati emersi nelle ultime ore, durante il periodo venatorio in Tuscia sono stati abbattuti circa 12 000 cinghiali, un dato che rappresenta un aumento rispetto alle annate precedenti e riflette sia lo sforzo per arginare i danni alle colture e mitigare i rischi sanitari legati alla peste suina africana, sia la forte presenza di questa specie sul territorio provinciale.
La pressione venatoria sugli ungulati si è svolta nel rispetto del calendario venatorio regionale vigente, che prevede periodi e modalità di prelievo stabiliti dall’Regione Lazio per la stagione 2025-2026.
Parallelamente all’attività di contenimento dei cinghiali, sul territorio della Tuscia si registra una progressiva presenza di lupi, con segnalazioni di avvistamenti e branchi sempre più visibili anche in prossimità delle aree antropizzate. Questa dinamica — attribuita in parte alla disponibilità di prede come i cinghiali e alla capacità di adattamento dell’animale — contribuisce a riaprire il dibattito sul rapporto tra uomo e fauna selvatica, sulla conservazione delle specie protette e sulle strategie di coesistenza tra comunità locali e carnivori.
La gestione delle popolazioni di cinghiali rimane un tema centrale per le autorità locali e regionali, non solo per gli impatti agricoli e sanitari ma anche per l’equilibrio complessivo degli ecosistemi. Allo stesso tempo, la presenza di lupi, specie tutelata da normative nazionali e internazionali, è osservata con maggiore attenzione in alcune aree boschive, con interlocuzioni aperte tra enti faunistici, agricoltori e ambientalisti sul modo migliore di armonizzare esigenze differenti.
Con la conclusione formale della stagione venatoria, l’attenzione ora si sposta verso la programmazione delle attività future e verso l’affinamento delle politiche di gestione della fauna, in vista di nuove sfide che riguardano la biodiversità, la sicurezza e la convivenza tra specie selvatiche e comunità umane.
Parcheggio di via Pecorelli, i camperisti: Esclusi senza confronto dallamministrazione
CIVITAVECCHIA - Da settimane l'Associazione Camperisti Civitavecchiesi chiede un confronto con l'Amministrazione Comunale in merito all'esclusione delle autocaravan dal nuovo parcheggio di via G. Pecorelli, senza aver ricevuto alcun riscontro.
Nessuna risposta è pervenuta neanche alla richiesta di accesso agli atti presentata dal Club — sia tramite PEC sia mediante accesso civico — relativa alla documentazione sul parcheggio, che non risulta pubblicata nella sezione 'Amministrazione Trasparente' del sito comunale. Sembra mancare la volontà di consentire la visione degli atti, la loro eventuale formale contestazione e, soprattutto, di aprire un reale spazio di dialogo.
La situazione richiama alla memoria dei nostri soci quanto accaduto anni fa, quando il Comune di Civitavecchia installò sbarre a un'altezza tale da impedire il transito delle autocaravan. Anche in quell'occasione non vi fu alcuna disponibilità al confronto: l'Associazione venne ignorata e, per ottenere la rimozione delle barriere ritenute illegittime, fu necessario rivolgersi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che impose al Comune la loro eliminazione. Ancora una volta si rese indispensabile l'intervento di un organo superiore per essere ascoltati.
Oggi la situazione appare analoga. Preso atto che le autocaravan non possono essere discriminate in base all'altezza, sembra profilarsi una diversa strategia: limitarne l'accesso attraverso la riduzione della lunghezza degli stalli oppure mediante l'apposizione, all'ingresso dei parcheggi, di cartelli integrativi recanti la dicitura 'solo autovetture'.
Eppure il quadro normativo è chiaro ed è stato più volte richiamato dalla nostra Associazione: il Ministero ha precisato che le autocaravan possono sostare negli spazi destinati alle autovetture e non possono essere oggetto di discriminazioni né per altezza né per lunghezza.
L'art. 185 del Codice della Strada stabilisce, inoltre, che le autocaravan sono soggette alla stessa disciplina prevista per gli altri veicoli e che la loro sosta non costituisce attività di campeggio quando: il veicolo poggia sul suolo esclusivamente con le ruote; non vi sono deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico; non viene occupata la sede stradale oltre il proprio ingombro.
È triste constatare come, troppo spesso, sembri che solo il cittadino sia tenuto al rigoroso rispetto delle regole, talvolta costretto a intraprendere percorsi giudiziari tortuosi per far valere i propri diritti, mentre elevare sanzioni amministrative appare sempre molto semplice.
Il principio di non discriminazione delle autocaravan, ribadito dal Ministero e difeso dalle associazioni di categoria da anni, anche nelle aule dei tribunali, non può essere ignorato. La nostra Associazione continuerà a lavorare attivamente per garantirne il rispetto. Si richiama l'ultima sentenza n. 921 del 26 maggio 2025 del TAR Toscana, che ha condannato il Comune di Pisa al pagamento delle spese legali per aver adottato un provvedimento discriminatorio nei confronti delle autocaravan.
I soci del nostro Club, presente sul territorio dal 2012, infine, vicini al gruppo che sta contestando il parcheggio di via Pecorelli anche per ulteriori ragioni oggettive — tra cui il rapporto non equilibrato tra parcheggi a pagamento e stalli gratuiti — evidenziano come, se un tempo le aree a pagamento rappresentavano un'eccezione, oggi costituiscano quasi la regola, rendendo sempre più difficile reperire spazi di sosta gratuiti in tutta la citta'. Riteniamo legittimo interrogarci sulle reali motivazioni che orientano tali scelte.
Auspichiamo un cambio di direzione da parte dell'Amministrazione Comunale.
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