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Capodanno a Montalto: pioggia e freddo non fermano il tradizionale tuffo in mare
MONTALTO DI CASTRO - Nemmeno il cielo grigio e la pioggia battente sono riusciti a spezzare una delle tradizioni più radicate del litorale viterbese. Anche il 1° gennaio 2026, a Montalto Marina, si è ripetuto l’atteso Tuffo di Capodanno, appuntamento che ogni anno richiama residenti, villeggianti e curiosi pronti a sfidare il freddo pur di non rinunciare a un gesto carico di significato.
Come da tradizione, allo scoccare delle 12, decine di partecipanti si sono ritrovate sulla spiaggia per entrare in acqua, trasformando una giornata dal meteo tutt’altro che favorevole in un momento di allegria, condivisione e spirito di gruppo. Un rito che va oltre la semplice prova di coraggio: per molti rappresenta un modo simbolico per iniziare l’anno nuovo con energia e ottimismo.
L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale Fischi di Tramontana, è diventata nel tempo uno degli eventi più riconoscibili del Capodanno montaltesco. Negli anni passati il tuffo si è svolto anche con il sole e temperature più miti, mentre in altre edizioni il mare mosso o il vento forte non hanno comunque scoraggiato i partecipanti, confermando la forza di una tradizione che resiste a ogni condizione atmosferica.
C’è chi racconta di non aver mai saltato un’edizione negli ultimi dieci o quindici anni e chi, invece, sceglie proprio il primo tuffo dell’anno come “battesimo” personale, spesso accompagnato da risate, foto di gruppo e brindisi improvvisati sulla spiaggia subito dopo l’uscita dall’acqua.
Il motto non cambia mai: “Il tuffo si fa, con qualsiasi tempo”. Una frase che racchiude perfettamente lo spirito dell’evento e che continua a rendere il Tuffo di Capodanno di Montalto Marina un simbolo di identità, appartenenza e amore per il mare, anche nel pieno dell’inverno.
Addio a Vittorio Puri, custode della viticoltura del lago di Bolsena
BOLSENA - Si è spento all’età di 80 anni Vittorio Puri, agronomo e produttore vinicolo di grande rilievo, considerato una delle figure più autorevoli della viticoltura dell’area del lago di Bolsena. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo non solo nel mondo agricolo locale, ma anche in quello culturale ed economico legato alla tradizione enologica della Tuscia.
Appartenente a una famiglia storica di Bolsena, documentata sul territorio da secoli, Puri ha dedicato l’intera vita allo studio e alla cura della terra. Dopo una solida formazione tecnica, ha messo le sue competenze agronomiche al servizio dell’agricoltura locale, diventando negli anni un punto di riferimento per viticoltori e operatori del settore.
A partire dagli anni Settanta, Vittorio Puri ha avviato un importante lavoro di impianto e recupero dei vigneti di famiglia, dando origine ai vini di Villa Puri, realtà che si è affermata nel tempo per qualità e coerenza produttiva. Il suo nome è indissolubilmente legato alla crescita e alla reputazione dell’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone Doc, interpretato attraverso una visione rigorosa, attenta al territorio e lontana da logiche puramente commerciali.
Al centro del suo lavoro c’erano lo studio dei suoli, il microclima dell’area vulcanica bolsenese e il rispetto degli equilibri naturali. Una viticoltura pensata come espressione autentica del luogo, capace di raccontare il territorio attraverso il vino. Non a caso, Puri è stato spesso consultato anche come consulente agronomico, apprezzato per l’approccio scientifico unito a una conoscenza diretta e profonda dei campi.
I funerali si svolgeranno domani, venerdì 2 gennaio, a Bolsena, nella basilica di Santa Cristina, dove amici, familiari e rappresentanti del mondo agricolo potranno dare l’ultimo saluto a un uomo che ha saputo coniugare tradizione, competenza e amore per la propria terra.
Il primo nato del 2026 nella Tuscia è Raffaele alle 2:03
VITERBO - Il 2026 si è aperto con un fiocco azzurro a Viterbo. Il primo nato del nuovo anno nella Tuscia si chiama Raffaele ed è venuto alla luce nella notte del 1° gennaio, alle 2:03, all’ospedale Santa Rosa, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia.
Il piccolo è nato con parto spontaneo e pesa 2 chili e mezzo. Fin dai primi istanti è stato circondato dall’affetto dei genitori, Valentina e Ferdinando, che hanno accolto con grande emozione l’arrivo del loro bambino, primo simbolico “figlio” del 2026 per la città e il territorio.
A chiudere idealmente l’anno appena trascorso è stato invece Ibrahim, nato sempre al Santa Rosa nel pomeriggio del 31 dicembre, alle 17:50. Il neonato pesa 3,62 chili ed è stato accolto dall’abbraccio commosso di mamma Fatima e papà Allal, diventando l’ultimo nato del 2025 a Viterbo.
Come da tradizione, il personale del reparto di Ostetricia e Ginecologia, diretto dal dottor Giorgio Nicolanti, insieme alla Direzione strategica della Asl, ha voluto rivolgere un messaggio di augurio ai due neonati e alle loro famiglie, salutando Raffaele e Ibrahim come i piccoli protagonisti del passaggio da un anno all’altro nella Tuscia.
Attenti al Pregiudizio: uno spot internazionale per celebrare il lupo buono
Supermercati Intermarché, spot lupo buono - Guarda qui lo spot: https://www.youtube.com/watch?v=vPebHXmfvwg
VITERBO - 2025, silente e affilato… Ci hai lanciato secchiate gelide tra perdite e conflitti, mollandoci nel tiepido bagnomaria dell’impotenza e di certi ingorghi impossibili da dirimere. Almeno nel mondo cattolico, ci hai introdotti a un papato clemente; nelle case di troppe famiglie, portacenere senza sole, hai filtrato i raggi con dovizia. Perché questa chirurgica precisione, figlia di vecchie disparità?
La risposta è semplice: il tempo non è in grado di spazzare via il dolore, di rincuorare dolcemente l’agnello, di ammansire o redarguire il lupo. Nella nostra frenesia di umanizzare le stagioni, abbiamo dato corpo anche a scacchiere senza voce, da cui solo noi possiamo smarcare le coordinate scomode. In cui noi soltanto noi, immensi e bisognosi, sappiamo impiantare la gioia sul male.
Intermarché, catena di supermercati nata e cresciuta in Francia, ha deciso di ribaltare le concezioni consolidate attraverso una speciale campagna pubblicitaria: “Unloved” – questo il titolo del girato misto tra riprese in interni e formato cartoon – sa scardinare gli stereotipi a cui siamo sottoposti, forte dell’espediente della visual communication.
Un sunto della sua mission? Proporre una didattica del consumo intelligente, che tenga conto della vita e dei bisogni delle altre creature. Un fil rouge che la nazione francese sembra aver esteso a tutti gli abitanti, come è visibile dall’impegno animalista di una diva recentemente scomparsa: l’inimitabile Brigitte Bardot. Un personaggio che, tra luci di scena e tracolli emotivi, incarna il superstite solidarismo del suo popolo, nonostante dichiarazioni e posizioni spiazzanti.
Cosa fa lo spot? Un bambino è a tavola con la famiglia a Natale. Durante lo scambio dei doni, rimane atterrito dal pupazzo di un lupo, portatogli da un convitato. La mamma, in un moto di piaggeria – o forse di ansia – caro a noi italiani, ricorda all’artefice del dono che il piccolo è spaventato dai lupi.
La serata sembra procedere, fino a questo punto, come spesso e volentieri pronosticato: regali inattesi, espressioni deluse e famigliari “paraurti”. Lo sconosciuto parente del bimbo, però, ha in serbo una storia per calmarlo e destare la sua empatia: è la fiaba di un lupo evitato da tutti, senza branco, senza ingordigia famelica, senza pretese di trionfo sulle altre specie. La sua passione? La cucina vegetariana, questo l’ancora scomodo messaggio sommesso dal claim.
In una sequela di incomprensioni con gli altri animali, di sonore estromissioni e di soprusi, riesce a realizzare con animo docile una quiche di verdure buonissima, anche per i suoi più aperti detrattori. Un messaggio che incarna l’essenza del cattolicesimo francescano, in cui la presunzione di ricchezza e la paura dell’emarginato sono sì, nel concreto, equiparabili alla miseria. Il bimbo finisce per addormentarsi col lupachiotto, abbracciandolo tra gli occhi sbigottiti del parente e il sorriso decisamente rafforzato di sua madre.
Risulta piacevole e positiva la linea che accompagna tutto l’esperimento: quella del caldo suggerimento, ben distante dall’imposizione di diete mal bilanciate, di atteggiamenti remissivi verso l’ignoto, delle tradizioni culinarie (si noti come la quiche sia tessuto connettivo, richiamo a una Francia fedele soprattutto ai suoi giorni di comunità nazionale).
Non ci sono particolari elementi stornanti e anche i toni colpevolizzanti sono stati scongiurati: non c’è nessuno di più mansueto e meno muscolare di un dolce lupo che, in una vita fantastica, diventa il custode dei sogni di un bambino e, nel proseguo del suo cammino, è invece accogliente e premuroso con i suoi simili.
Le lenti della finzione narrativa – il banchetto con gli altri animali, il lupo completamente vegetariano, lo charme accomodante dello stesso e la sua postura eretta – preannunciano e mediano l’impatto positivo della réclame sugli immaginari, vista l’accoglienza favorevole della gran parte dei suoi spettatori. Un invito leggiadro e promettente ad affermare con amore i propri principi, per un 2026 che sia memorabile per le cuciture, anziché per le crepe.
L’elemento che la produzione video focalizza è il pregiudizio: sano se iniziale, amorfo se condiviso, dannoso se imperterrito, soprattutto davanti ai dimostrati “buoni” del club. O di fronte ai piccoli semi che, se annaffiati con cura, diventano radici di coraggio e alleanze.
Nepi, Vita: 'Un 2026 ricco di progetti grazie alla solidità delle casse comunali'
NEPI - (A.S.) Un altro anno di intenso lavoro e di investimenti concreti attende la città di Nepi, che si conferma un Comune dinamico e operoso, capace di programmare e realizzare interventi strategici per la crescita e la valorizzazione del territorio. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franco Vita ha infatti avviato un percorso di sviluppo solido e lungimirante, fondato su una gestione attenta delle risorse e su una visione chiara delle priorità.
Entro i primi giorni di gennaio, ha annunciato Vita: ' Prenderanno il via importanti opere pubbliche finanziate con fondi comunali, per un importo complessivo superiore a 1,8 milioni di euro. Gli interventi interesseranno diversi ambiti fondamentali della vita cittadina, dalla manutenzione e riqualificazione delle strade esterne e interne al centro abitato, al totale recupero di una storica struttura come l’acquedotto comunale. È inoltre prevista la costruzione di una nuova passerella pedonale in via XX Settembre, opera attesa e strategica per la sicurezza e la fruibilità urbana, oltre a rilevanti lavori di miglioramento all’interno del cimitero comunale'.
Lo sguardo dell’amministrazione, però, va ben oltre l’immediato. Il 2026 sarà un anno particolarmente significativo per Nepi, poiché segnerà l’avvio delle procedure per il recupero dell’altra parte del Castello dei Borgia, grazie a un contributo di 3,5 milioni di euro ottenuto dall’attuale amministrazione comunale. Un intervento di grande valore storico, culturale e turistico, destinato a rafforzare ulteriormente l’identità della città e la sua attrattività, così come messo nero su bianco sul programma elettorale.
'Nei giorni scorsi - ha ribadito il primo cittadino - è stato inoltre approvato il bilancio di previsione 2026, che ha confermato la solidità dei conti comunali. Le risorse disponibili consentiranno di realizzare interventi significativi in numerosi settori,dal turismo alla cultura, politiche sociali, sport, pubblica istruzione, tutela dell’ambiente, parità di genere e sostegno alle attività produttive. Da sottolineare, in ambito ambientale, il risultato già raggiunto nel 2025, che ha visto Nepi primeggiare come primo Comune del Lazio per percentuale di raccolta differenziata. Il bilancio prevede inoltre un assestamento urbanistico del piano regolatore, fondamentale per uno sviluppo ordinato e sostenibile del territorio, e una riduzione dei tributi comunali, con il taglio dell’Imu e dell’addizionale Irpef'.
Tarquinia apre il 2026 tra le meraviglie etrusche: visite guidate gratuite
TARQUINIA - Il 2026 si apre all’insegna della storia e della cultura a Tarquinia, uno dei luoghi simbolo dell’eredità etrusca nel territorio della Tuscia. Il Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia ha infatti programmato per venerdì 3 e domenica 5 gennaio una serie di visite guidate gratuite che permetteranno al pubblico di riscoprire alcuni dei siti più affascinanti del patrimonio archeologico locale.
A Tarquinia, le iniziative interesseranno la Necropoli dei Monterozzi e il Museo Archeologico Nazionale, offrendo un percorso completo tra i luoghi che hanno reso la città famosa nel mondo. I visitatori saranno accompagnati dagli archeologi e dagli esperti del Parco alla scoperta delle tombe dipinte, considerate tra le più importanti del Mediterraneo, e dei reperti conservati nel museo, che raccontano attraverso immagini, simboli e manufatti la vita, le credenze e l’arte degli Etruschi.
Le visite, in programma alle ore 10 e alle ore 12, rappresentano un’occasione unica per approfondire la conoscenza di una civiltà che ha lasciato un segno indelebile nella storia del territorio viterbese, valorizzando al tempo stesso il ruolo centrale di Tarquinia come polo culturale e turistico della provincia.
Il calendario del Parco prevede anche appuntamenti a Cerveteri, presso la Necropoli della Banditaccia, dove per la prima volta sarà possibile visitare l’area interessata dagli scavi del progetto PACT, condotti tra luglio e ottobre 2025. L’area, estesa per circa 800 metri quadrati, comprende nuove tombe a fossa infantili e tre tombe a camera del IV secolo a.C., ricavate in una cava riutilizzata e caratterizzate da banchine funerarie e pilastri decorati.
Le iniziative sono pensate per un pubblico ampio e non richiedono prenotazione: sarà sufficiente presentarsi alle biglietterie 15 minuti prima dell’inizio delle visite. Un’opportunità preziosa per residenti e visitatori di iniziare il nuovo anno immergendosi nella storia millenaria della Tuscia, con Tarquinia protagonista di un viaggio culturale di grande fascino.
Capodanno in piazza: Viterbo accoglie il 2026 con i Gemelli DiVersi
VITERBO - Viterbo ha salutato l’arrivo del 2026 tornando a riempire piazza della Rocca, che per la notte di San Silvestro si è trasformata in un grande palcoscenico a cielo aperto. Musica, luci ed effetti scenografici hanno fatto da cornice a un evento molto atteso, che ha richiamato cittadini e visitatori di tutte le età nel cuore del capoluogo.
La serata ha preso il via intorno alle 22 con un primo dj set firmato Hit, che ha scaldato l’atmosfera fin dalle prime ore, coinvolgendo soprattutto il pubblico più giovane con remix e brani del momento. La piazza si è progressivamente riempita, diventando il centro della festa cittadina.
Il momento clou è arrivato con l’esibizione dei Gemelli DiVersi, protagonisti assoluti del Capodanno viterbese. Il gruppo ha proposto un viaggio nei brani che hanno segnato la loro carriera, da Mary a Fotoricordo, passando per Un attimo ancora, accompagnando il pubblico fino al conto alla rovescia di mezzanotte. Un concerto capace di unire generazioni diverse, tra nostalgia e voglia di festeggiare.
Allo scoccare del nuovo anno, sul palco sono saliti la sindaca Chiara Frontini e i rappresentanti dell’amministrazione comunale per il tradizionale augurio alla città. Il countdown collettivo, seguito da applausi e brindisi, ha segnato ufficialmente l’ingresso nel 2026.
La festa è poi proseguita senza sosta: le fontane danzanti, illuminate e coreografate, hanno regalato uno spettacolo visivo che ha accompagnato il secondo dj set, prolungando la musica e il divertimento fino a notte inoltrata. Piazza della Rocca è rimasta animata a lungo, tra balli, incontri e selfie di fine anno.
Nonostante l’ordinanza comunale che invitava a limitare l’uso di botti e petardi, allo scoccare della mezzanotte in molti punti della città non sono mancati fuochi d’artificio e scoppi, segno di una tradizione ancora difficile da contenere.
Nel complesso, il Capodanno 2026 a Viterbo ha restituito alla città una grande festa popolare, confermando piazza della Rocca come uno dei luoghi simbolo per gli eventi di richiamo e offrendo un inizio d’anno all’insegna della musica e della condivisione.
È Salvatore Colonna, il 27enne trovato senza vita sulle rive del lago di Bolsena
MONTEFIASCONE - È Salvatore Colonna, 27 anni, residente a Montefiascone, il giovane rinvenuto privo di vita nel pomeriggio di oggi lungo una spiaggia del lago di Bolsena, nel territorio comunale falisco. Una scoperta che ha profondamente scosso la comunità locale.
Il corpo del ragazzo è stato notato da un passante, che ha immediatamente allertato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma per il giovane non c’era ormai più nulla da fare: il personale medico ha potuto soltanto constatarne il decesso.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane si trovava a pochi metri dall’acqua. Accanto al corpo sarebbe stata rinvenuta una pistola, mentre l’autovettura di Salvatore Colonna era parcheggiata non lontano dal luogo del ritrovamento. Elementi che sono ora al vaglio degli investigatori.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Montefiascone, insieme ai militari dell’aliquota radiomobile, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti per chiarire le circostanze della morte. L’area è stata messa in sicurezza per consentire i rilievi e la raccolta di ogni elemento utile alle indagini.
Da quanto trapela, il giovane non dava notizie di sé dalla serata di ieri, circostanza che aveva già fatto scattare l’apprensione tra familiari e conoscenti. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, compresa quella di un gesto volontario, ma saranno gli approfondimenti investigativi e gli esiti degli accertamenti tecnici a fare piena luce sull’accaduto.
La notizia si è rapidamente diffusa a Montefiascone e nei comuni limitrofi, lasciando sgomento un intero territorio ora in attesa di risposte su una tragedia ancora tutta da chiarire.
Carnevale Civitonico 2026, presentato il programma. Sfilate 8, 15 e 17 febbraio
CIVITA CASTELLANA - E' stato presentato nei giorni scorsi il programma del Carnevale 2026 le cui sfilate sono previste nei giorni 8, 15 e 17 febbraio. Tra le novità più importanti c'è sicuramente quella delle maschere libere che a partire da quest'anno saranno tenute a pagare una quota di iscrizione per sfilare, 5euro per ogni singola sfilata, a sostegno dei premi finali.
Torneranno di nuovo i braccialetti? Chissà. Per il resto il programma resta più o meno invariato: si sfilerà lungo il percorso nuovo (via Minio, via Mazzini, via della Repubblica, via Terni, Via Giovanni XXIII, piazza Liberazione), mentre l'evento conclusivo si terrà come da tradizione in piazza Matteotti con l'estrazione delle lotterie, il rogo del Puccio e la proclamazione dei vincitori. Il carnevale dei bambini si terrà come di consuetudine il giovedì grasso. Anche quest'anno è stata scelta la figura del Domino come logo ufficiale del Carnevale e il coinvolgimento diretto degli studenti per la realizzazione del Puccio (che avrà come tema l'Arte) e la gestione social e turistica dell'evento.
Insieme al programma è stato elaborato anche il budget previsionale con i costi (che ammonteranno a 156mila euro sulla base delle evidenze relative al 2025) e le entrate che oltre ai contributi comunali e sovracomunali (50mila il comune + 24.500 del ministero e altri 9mila della Regione), prevedono 'stime prudenziali' relative ai proventi dei parcheggi a pagamento, il contributo delle maschere libere, la lotteria, la vendita dei biglietti delle tribune e sponsorizzazioni varie. Il tutto dovrebbe servire a coprire le spese vive della manifestazione. Dovrebbe.
Intanto nella città della ceramica c'è già aria di festa. Il carnevale è sicuramente la festa più sentita dai civitonici e la più amata. Racconta una storia centenaria di passione e dedizione. Una storia fatta essenzialmente di tradizione che tuttavia, negli anni, a causa di leggi e direttive sempre più stringenti, sta subendo un vero colpo nella sua anima più intima.
