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Estate, torna l'emergenza abbandoni: migliaia di cani lasciati al loro destino
VITERBO - Ci risiamo. È tornata l'estate e anche la più squallida, vile e ingiustificabile vigliaccheria umana. Le valigie sono pronte, l'itinerario è pianificato, e improvvisamente quel cane, che fino a ieri era 'uno di famiglia', diventa un ingombro. Un pacco postale da smaltire. Una zavorra di cui liberarsi per non rovinarsi le ferie. Guardateli, mentre li fate scendere dall'auto in una piazzola di sosta o li legate a un palo in una campagna deserta. Guardate i loro occhi. Non capiscono. Vi guardano con la solita fiducia incrollabile, convinti che stiate giocando, che tornerete subito. E invece ingranate la marcia e accelerate, lasciandovi alle spalle un'anima distrutta, condannata a una morte atroce per stenti, investimenti o crepacuore.
Un crimine travestito da vacanza.Non ci sono scuse, non ci sono giustificazioni economiche o logistiche che tengano. Chi abbandona un cane non sta compiendo una 'scelta difficile': sta commettendo un reato penale punito dall'articolo 727 del Codice Penale con l'arresto fino a un anno e multe che arrivano a 10.000 euro. Ma oltre alla legge formale, si sta consumando il tradimento più viscido del patto biologico e affettivo tra uomo e animale.
Il canile non è una scappatoia pulita per lavarsi la coscienza, e il ciglio di una strada è una condanna a morte immediata. Le strutture pet-friendly oggi abbondano, le pensioni esistono, le soluzioni si trovano. Se non avete la maturità di includere un essere vivente nei vostri piani di vita, semplicemente non prendetelo. Un animale non è un giocattolo stagionale da buttare quando stufa. Mentre vi godete il vostro cocktail in spiaggia, sappiate che quel cane sta vivendo un inferno di calore, terrore e disorientamento totale. Un cane abbandonato non sa sopravvivere da solo in mezzo al traffico; cerca disperatamente la via di casa, mettendo a rischio anche la sicurezza degli automobilisti e causando incidenti mortali. L'indignazione non basta più. Serve tolleranza zero.
Chi vede un abbandono deve denunciare immediatamente, prendendo targa e dettagli. Chi commette questo scempio deve essere isolato socialmente e punito duramente dalla giustizia, con il ritiro della patente e sanzioni raddoppiate se usa un veicolo. In caso di avvistamento di un cane randagio, la priorità è garantire la sicurezza dell'animale e delle persone. L'intervento spetta alle autorità pubbliche e al servizio sanitario locale. Non chiamare i canili privati, poiché non possono recuperare animali sul territorio senza autorizzazione. Solo le autorità pubbliche e i servizi sanitari possono attivare legalmente il servizio pubblico di recupero e accalappiamento. Si possono contattare anche le associazioni animaliste per un supporto logistico o consigli, ma non hanno l'autorità legale per il prelievo forzato del cane. Se possibile e sicuro, rimani a distanza a monitorare il cane per evitare che si allontani prima dell'arrivo dei soccorsi.
Si ricorda che le forze dell'ordine hanno l'obbligo di legge di intervenire in caso di segnalazione di un cane randagio. La responsabilità primaria spetta alla Polizia Locale (Municipale) del Comune competente, ma in caso di emergenza, ore notturne o giorni festivi, l'obbligo si estende a tutte le forze di polizia (Carabinieri, Polizia di Stato) tramite il Numero Unico di Emergenza 112.
Il rifiuto di intervenire o di attivare i soccorsi costituisce un illecito ed è punibile per legge:
La Legge Quadro sul Randagismo (Legge 281/1991) stabilisce che i Comuni e le Regioni sono i responsabili diretti della tutela degli animali d'affezione e della gestione del randagismo;
Il regolamento di Polizia Veterinaria (D.P.R. 320/1954) obbliga le autorità locali e i Servizi Veterinari delle ASL a intervenire per la cattura e la custodia dei cani vaganti;
Il Codice della Strada (Art. 189, comma 9-bis) impone invece l'obbligo di soccorso in caso di animale ferito, coinvolgendo direttamente le forze di polizia per garantire l'intervento medico.
Se un pubblico ufficiale o un agente di polizia si rifiuta senza giustificato motivo di ricevere la segnalazione o di attivare il servizio di recupero, rischia una denuncia penale. (Omissione di atti d'ufficio- Art. 328 Codice Penale-). Buone vacanze a chi parte con tutta la famiglia, zampe comprese. E a voi, che avete lasciato il vostro cuore e la vostra dignità sull'asfalto rovente: l'augurio che il rimorso e la vergogna vi tolgano il sonno per tutto il resto della vostra misera vita.
ENPA SEZIONE DI VITERBO E PROVINCIA
Corchiano, pedone investito in via Roma: anziano ricoverato in codice rosso
CORCHIANO – Momenti di apprensione nella mattinata di oggi, lunedì 20 luglio, a Corchiano, dove un anziano è stato investito mentre percorreva a piedi via Roma. L'incidente si è verificato intorno alle 10:30.
Secondo le prime informazioni, ancora al vaglio delle forze dell'ordine, il pedone sarebbe stato colpito da un'autovettura per cause e con una dinamica che restano da chiarire.
L'uomo ha riportato un trauma cranico e, dopo le prime cure prestate sul posto dal personale sanitario del 118, è stato trasferito in ospedale in codice rosso. Nonostante la gravità delle ferite riportate, le sue condizioni non sarebbero tali da far temere per la vita.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i carabinieri, impegnati nei rilievi necessari a ricostruire con precisione quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità.
Per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi e la rimozione del veicolo coinvolto, via Roma è stata temporaneamente chiusa alla circolazione, per poi essere riaperta al termine degli interventi.
Vitorchiano, finto maresciallo tenta di truffare un’anziana: arrestato dai Carabinieri
Caprarola, successo per la cena solidale di 'Liberi di Volare': una serata di inclusione, ...
CAPRAROLA - Sabato 18 luglio, in Piazza P. Cuzzoli a Caprarola, si è svolta una cena solidale a favore dell'associazione 'Liberi di Volare'.
In quella serata così calda, le numerose persone presenti hanno potuto respirare una ventata fresca e ristoratrice di amore, amicizia, solidarietà, vicinanza e disponibilità.
Sì, ognuno nel proprio 'ruolo' di 'attore'.
Grazie:
- Agli operatori e alle volontarie dell'associazione e ai 'ragazzi'* che insieme a tanti altri hanno servito le pietanze della serata e per ognuno dei presenti hanno realizzato un segnaposto artigianale con scritto: _'Niente Limiti, Solo Orizzonti'_.
Hanno voluto ribadire e augurare a tutti che ogni giorno è l'occasione di lasciare un limite alle spalle e aprire un nuovo orizzonte!
- Ai commensali*, per la loro sensibilità, partecipazione e sostegno.
- Ai magnifici componenti della Pro Loco di Caprarola*, con il loro presidente Luca Cristofori, che ci sostengono con un lavoro professionale, ineccepibile e unico.
- Al Comune e alla Polizia Municipale*, per la disponibilità e la puntualità nel risolvere le varie esigenze per la realizzazione dell'evento.
- Al Comitato Soci Coop Etruria di Caprarola*, che ha donato l'occorrente per la preparazione delle varie portate.
- Ai commercianti e ai privati* che hanno donato i premi per la piccola lotteria.
- Alla Protezione Civile*, per la fornitura del gruppo elettrogeno.
- Alle instancabili e disponibili volontarie della Caritas e ai parrocchiani* intervenuti.
Uno spazio particolare va alla 'C'era una Nota Band', un gruppo musicale che ha allietato magistralmente la serata con svariati generi e brani musicali.
I suoi componenti, giovanissimi liceali, ragazze e ragazzi dei Comuni di Fabbrica di Roma, Carbognano, Civita Castellana e Formello hanno suonato e cantato in modo straordinario, lasciando tutti a bocca aperta:
Edoardo Fratoni
Enrico Fratoni
Alessandro Cafolla
Sofia Selli
Gabriele Di Michele
Marika Rinchi
Natalia Giaccio
Vittoria Cerreti
Letizia Passini
Dario Mazzasette
Martina Ambrosio
Vincenzo Nizi
Presentatore Pierluigi Paesani
Ospite il chitarrista Alessio Lodesani
Sono questi i ragazzi che, secondo noi, vanno valorizzati e pubblicizzati: per il loro talento, per la costanza e per il 'sacrificio' nelle ore di prova.
Il loro entusiasmo e la loro gioia hanno contagiato tutti!
I loro occhi pieni di vivacità, voglia di stare insieme, di esserci e di aiutare gratuitamente sono stati l'esempio di tanti giovani che abbiamo e di cui vorremmo si parlasse di più.
Grazie anche ai loro genitori, presenti e attenti, e al simpatico amico delle famiglie, bravo presentatore del gruppo, che credono nel sostenere queste esperienze: proposte alternative per i loro figli e utili contro l'isolamento e le dipendenze virtuali attuali.
'Liberi di Volare' augura a questi giovani talenti di 'volare sempre più in alto', di continuare a 'spolverare' e diffondere sempre di più questi valori fondamentali e stupendi che sono alla base della società in cui vorremmo tutti vivere.
Sì! NIENTE LIMITI, SOLO ORIZZONTI!
Niente limiti definiti, ma mossi dagli orizzonti che tutti insieme scegliamo e speriamo di raggiungere!
Il Direttivo, i Soci - Genitori dell'Associazione LDV
Ospedale di Acquapendente, il segretario del PD Loriano Ronca: 'Servono battaglie vere, non ...
ACQUAPENDENTE - A chiusura di una settimana caratterizzata da un acceso dibattito sul futuro dell'ospedale di Acquapendente, torna a intervenire il Partito Democratico. Dopo le prese di posizione che hanno coinvolto Asl Viterbo, Comune e Comitato a difesa dell'ospedale, è il segretario del PD di Acquapendente, Loriano Ronca, a diffondere un nuovo comunicato per ribadire la posizione del partito.
Secondo Ronca, nelle ultime settimane si sarebbe assistito a un tentativo di alimentare confusione sul destino del presidio ospedaliero. Nel comunicato il segretario dem osserva come vi sia chi si presenta come un 'comitato spontaneo' a difesa della sanità ma che, a suo giudizio, 'non si è mai distinto per una vera opposizione alle scelte che hanno progressivamente indebolito la sanità dell'Alta Tuscia'.
Per il segretario del PD, difendere l'ospedale significa chiedere con determinazione il mantenimento dei servizi, opporsi a qualsiasi ipotesi di depotenziamento e pretendere investimenti concreti per il territorio. 'Non basta organizzare conferenze stampa o alimentare polemiche', afferma Ronca nella nota.
Il segretario dem rivendica quindi l'azione portata avanti dall'amministrazione comunale guidata dalla sindaca Alessandra Terrosi, sottolineando il percorso di confronto istituzionale con Asl e Regione. Un lavoro che, secondo il PD, ha già prodotto risultati come l'avvio della progettazione del nuovo ospedale, l'arrivo dell'unità mobile per lo screening mammografico e l'apertura di un confronto sul futuro della struttura sanitaria esistente.
Ronca richiama inoltre l'attenzione sulla vicenda relativa alla guardia medica, ritenendo che sia proprio su decisioni come questa che debbano concentrarsi gli sforzi di chi vuole difendere la sanità dell'Alta Tuscia.
'La salute dei cittadini non può diventare terreno di propaganda', conclude il segretario del Partito Democratico, invitando a rivolgere le richieste agli enti competenti in materia sanitaria e a lavorare insieme alle istituzioni locali per rafforzare i servizi. 'La battaglia per la sanità dell'Alta Tuscia è troppo importante per essere ridotta a uno scontro politico', conclude il comunicato.
Terminillo, stanziati 200mila euro dalla Regione Lazio per lofferta sciistica
ROMA – La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, di concerto con l’assessore alla Tutela del Territorio, Fabrizio Ghera, ha approvato una delibera che stanzia 200 mila euro per interventi e iniziative che possano rafforzare l’offerta sciistica del Terminillo e migliorare la promozione per la stagione invernale, con l’obiettivo di rendere l’area più attrattiva, più fruibile e maggiormente in grado di sostenere il movimento turistico e sportivo che caratterizza questo importante comprensorio.
Nel territorio del Comune di Rieti si concentrano le principali infrastrutture sciistiche e le aree operative di accesso, servizio e manutenzione del comprensorio del Terminillo e per questo l'amministrazione comunale reatina è quella maggiormente competente e strutturata per garantire la gestione, la sicurezza e la piena operatività degli impianti, assicurando al contempo la funzionalità dell’intera area sciistica, anche a beneficio dei Comuni limitrofi sui cui territori insistono porzioni minori del comprensorio.
Gli interventi, sui quali verte la richiesta di finanziamento del Comune di Rieti, riguarderanno ristrutturazione, ammodernamento, messa in sicurezza, manutenzione straordinaria e funzionalizzazione delle infrastrutture e degli impianti sciistici del comprensorio del Monte Terminillo.
Al Castello Baglioni Santacroce va in scena 'Il Fiume e la Spada'
GRAFFIGNANO – Venerdì 24 luglio 2026, alle ore 18.30, il suggestivo scenario del Castello Baglioni Santacroce ospiterà 'Il Fiume e la Spada', il racconto teatrale scritto e interpretato da Jean Bruschini, scrittore, divulgatore e autore teatrale.
Uno spettacolo che conduce il pubblico in un viaggio sorprendente tra documenti, curiosità e vicende realmente accadute, riportando in vita uomini e donne che hanno segnato la storia di Graffignano e del suo castello.
Ogni storia raccontata è vera. Ogni personaggio è realmente esistito. Ogni episodio è tratto da documenti d'archivio dell'epoca, atti notarili, processi, cronache e testimonianze storiche. Nulla è inventato: ciò che rende queste vicende straordinarie è proprio il fatto che siano realmente accadute.
Il pubblico incontrerà così il medico che medico non era, il ladro di polli che fece tremare Sipicciano e Graffignano, la principessa che scambiò un bidet per un raffinato piatto da portata, donne accusate di avvelenare i mariti, cardinali innamorati, intrighi di corte, duelli, tradimenti e colpi di scena che sembrano usciti da un romanzo, ma che appartengono tutti alla storia.
Con uno stile brillante, coinvolgente e ricco di ironia, Jean Bruschini accompagnerà gli spettatori attraverso pagine poco conosciute della storia locale, trasformando antichi documenti in racconti vivi, emozionanti e spesso divertenti. Tra questi spiccano anche le celebri vicende del cardinale François-Joachim de Bernis e della principessa Giuliana Falconieri Santacroce, protagonisti di una delle storie più affascinanti e chiacchierate del Settecento romano.
'Il Fiume e la Spada' non è una conferenza di storia, ma uno spettacolo di narrazione che unisce il rigore della ricerca storica al piacere del racconto. Un'occasione per scoprire come gli archivi conservino storie capaci ancora oggi di sorprendere, divertire e commuovere.
L'evento è organizzato dalla Pro Loco di Graffignano, con il patrocinio del Comune di Graffignano.
L'appuntamento è per venerdì 24 luglio, alle ore 18.30, presso il Castello Baglioni Santacroce di Graffignano. Ingresso libero.
Perché la storia non è fatta soltanto di date: è fatta di persone vere, passioni, scandali, misteri, processi e colpi di scena. E alcuni dei più incredibili sono rimasti nascosti per secoli tra le pagine degli archivi, in attesa di essere raccontati.
Leonessa, positivo al test antidroga, rifiuta gli accertamenti clinici: i carabinieri ...
LEONESSA - I Carabinieri della Stazione di Leonessa hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria un uomo di 45 anni, originario di Roma e già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile della violazione prevista dal Codice della Strada in materia di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
L’episodio si è verificato durante la notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio, quando i militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio e della circolazione stradale nel comune di Leonessa finalizzato alla prevenzione degli incidenti e al contrasto delle condotte di guida pericolose, hanno intimato l'alt a un’autovettura.
Fin dai primi momenti del controllo, il conducente ha manifestato atteggiamenti e sintomi chiaramente compatibili con un possibile stato di alterazione psicofisica. Sottoposto immediatamente agli accertamenti preliminari su strada mediante dispositivo 'Drugwipe', l’uomo è risultato positivo alla cocaina.
Come previsto dalla normativa vigente, il conducente è stato quindi invitato a sottoporsi agli ulteriori accertamenti sanitari presso l’Ospedale Civile di Rieti, necessari per confermare ufficialmente lo stato di alterazione dovuto all’assunzione di stupefacenti. L’uomo, tuttavia, si è rifiutato di sottoporsi agli esami clinici.
Tale condotta costituisce essa stessa reato ed è equiparata dalla legge alla guida in stato di alterazione psicofisica, comportando pesanti conseguenze penali e amministrative. Per il 45enne è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell'art. 187 comma 8 del Codice della Strada, con contestuale ritiro immediato della patente di guida.
L’attività svolta dai militari di Leonessa si inserisce nel più ampio piano di controlli predisposto dal Comando Provinciale per garantire la sicurezza sulle strade, soprattutto nelle ore notturne e nei fine settimana, periodi in cui aumenta in modo esponenziale il rischio di incidenti legati all’abuso di alcol o all'assunzione di sostanze stupefacenti.
Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
Diego Sileoni commemora Falcone e Borsellino
TARQUINIA - Il 19 luglio 1992 l'Italia ha perso un servitore dello Stato. In via D'Amelio, a Palermo, la mafia uccise Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina.
A trent'anni da quella strage, la loro memoria continua a chiamarci all'impegno. Borsellino ha incarnato la giustizia, il coraggio, la fedeltà alle istituzioni. Ha scelto di non arretrare, di non tacere, di non scendere a compromessi.
Domenica 19 luglio abbiamo ricordato il suo sacrificio con rispetto e con fermezza. La lotta alla criminalità organizzata non è un ricordo: è un dovere quotidiano. La verità non è un traguardo da celebrare, ma un percorso da difendere. La Repubblica vive anche grazie a chi ha dato la vita per proteggerla. Paolo Borsellino è ancora qui: nelle scelte di chi crede nella legalità, nella voce di chi non accetta l'indifferenza, nella coscienza di un Paese che non dimentica.
Concluso il restauro del murale dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
VITERBO - Si è concluso nella giornata di ieri, domenica 19 luglio, in occasione del 34° anniversario della strage di via D'Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, il restauro del murale dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, al quartiere Riello
L'intervento, finanziato dall'amministrazione comunale di Viterbo, ha riportato alla sua originaria forza espressiva i volti dei due magistrati simbolo della lotta alla mafia. Il restauro è stato eseguito dall'artista Luca Oroni di Grafflab Studio, autore anche del rinnovamento grafico dell'opera, che ha scelto di rappresentare Falcone e Borsellino con un'espressione sorridente, mantenendo anche il ricordo degli agenti delle loro scorte caduti nelle stragi del 1992.
'Abbiamo voluto che questo restauro si concludesse proprio il 19 luglio – dichiara la sindaca Chiara Frontini – perché la memoria non può essere confinata alle ricorrenze, ma ha bisogno di gesti concreti che la rendano viva e visibile ogni giorno. Restituire decoro a questo murale, realizzato nel 2020 su volontà dell'on. Mauro Rotelli, significa restituire forza a un messaggio che continua a parlarci: quello del coraggio, del senso dello Stato e della responsabilità individuale. Falcone e Borsellino – prosegue la sindaca – non appartengono soltanto alla storia italiana, ma rappresentano un patrimonio morale da consegnare alle nuove generazioni. La legalità non si celebra soltanto con le parole: si costruisce quotidianamente attraverso le istituzioni, l'educazione civica, il rispetto delle regole e la cura dei luoghi che custodiscono la nostra memoria. Per questo il Comune ha scelto di investire nel recupero di questo murale, affinché continui a essere uno spazio di riflessione, di testimonianza e di impegno civile. Ringrazio gli assessori Aronne e Martinengo e la consigliera Croci per il lavoro svolto su questa importante iniziativa'.
Un sentito e sincero ringraziamento al comando provinciale dei Carabinieri per la collaborazione e la disponibilità dimostrata.
Con questo intervento Viterbo rinnova il proprio impegno nel custodire la memoria di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e degli uomini e delle donne delle loro scorte, affinché il loro esempio continui a ispirare la comunità e a ricordare che la lotta alla mafia è una responsabilità collettiva che riguarda ogni cittadino.
Pestaggio all'alba sul litorale di Tarquinia, giovane aggredito da un gruppo: al vaglio video e ...
TARQUINIA - Nel corso delle prime ore della mattinata di domenica 19 luglio, il litorale di Tarquinia è stato teatro di una violenta aggressione che ha coinvolto diversi giovani. L'episodio si è verificato nelle vicinanze di uno stabilimento balneare, proprio mentre numerosi ragazzi stavano lasciando i locali della zona dopo aver trascorso la serata.
Secondo quanto emerso finora, una discussione, le cui cause sono ancora oggetto di accertamento, sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in una rissa. Nel parapiglia, un ragazzo sarebbe stato preso di mira da più persone, riportando una serie di violenti colpi.
Alcuni presenti hanno ripreso la scena con i propri telefoni cellulari. I video, diffusi successivamente sui social network, mostrano il giovane mentre viene raggiunto da pugni che lo fanno cadere a terra. Anche una volta riverso sull'asfalto, la vittima continuerebbe a essere colpita con calci nel tentativo di rialzarsi.
Tra le immagini circolate online si distingue anche un ragazzo con capelli ricci, maglietta bianca e pantaloncini corti che, dopo essersi avvicinato alle spalle della vittima, la colpisce prima di allontanarsi. Poco dopo torna sui propri passi e, mentre il giovane è ancora a terra, gli sferra un calcio al volto.
Le registrazioni amatoriali rappresentano uno degli elementi al centro dell'attività investigativa, ma da sole non sono sufficienti a chiarire l'esatta successione dei fatti. Gli inquirenti stanno infatti analizzando anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell'area e raccogliendo eventuali testimonianze per identificare tutti i partecipanti e ricostruire con precisione quanto accaduto. Restano ancora da chiarire le ragioni che hanno dato origine allo scontro.
Movimento 5 Stelle: Quella scritta non racconta la storia. ...
VITERBO - C’è chi difende la scritta “Casa del Balilla” ricomparsa sulla facciata del liceo Mariano Buratti sostenendo che si tratti semplicemente di “storia”.
Ma quale storia?
Quella scritta non racconta il fascismo. Racconta il modo in cui il fascismo voleva essere raccontato.
Racconta le uniformi, non i cadaveri.
Racconta la disciplina, non la libertà cancellata.
Racconta i bambini schierati, non gli adulti che sarebbero diventati carne da macello.
Racconta l’ordine delle parate, non il disordine delle macerie.
“Casa del Balilla” non è la storia del fascismo.
È la réclame del regime, è il fascismo visto dal balcone, non dalle carceri.
Visto nelle fotografie ufficiali, non nelle camere di tortura.
Visto prima della guerra, senza mostrare la distruzione e la morte prodotte da quella pedagogia fondata sull’obbedienza, sul culto del capo e sulla militarizzazione dei giovani.
Per questo il problema non può essere ridotto alla falsa alternativa tra conservare e cancellare.
Il problema è che, lasciata lì da sola, quella scritta cancella tutto ciò che venne dopo.
Trasforma uno spaventoso progetto politico di indottrinamento in una curiosità architettonica.
Trasforma una dittatura in un’epoca storica come un’altra.
Trasforma il simbolo dei carnefici in un elemento decorativo, mentre il nome della vittima rischia di diventare soltanto la targa appesa all’ingresso di una scuola.
E non stiamo parlando di una vittima qualsiasi.
Stiamo parlando di Mariano Buratti, docente, antifascista e partigiano, torturato e fucilato dai nazifascisti.
Riportare in evidenza la propaganda del regime sull’edificio che porta il suo nome, senza raccontare ciò che quel regime fece e dove condusse il Paese, non è neutralità storica.
È una scelta.
Una scelta culturale, politica e simbolica.
Chi continua a ripetere che “è storia” dovrebbe avere almeno il coraggio di raccontarla tutta, perché la storia non finisce con una scritta restaurata sulla facciata. Continua con le leggi liberticide, le persecuzioni, la guerra, le torture, le fucilazioni e le città ridotte in macerie.
Mariano Buratti non ha bisogno che nascondiamo la storia.
Ha bisogno che nessuno la riscriva sopra il suo nome.
Chiediamo quindi alla Provincia di Viterbo e alla Soprintendenza di rendere immediatamente pubblici il progetto, le autorizzazioni, le relazioni tecniche, la documentazione fotografica e i criteri storici utilizzati per l’intervento.
E chiediamo che, fino a quando non sarà chiarito ogni passaggio, quella scritta non venga presentata alla città come un innocente recupero del passato.
Perché salvare la facciata del fascismo cancellandone le rovine non significa tutelare la memoria.
Significa tradirla.
Massimo Erbetti
Coordinatore provinciale Movimento 5 Stelle
Regione, Sabatini (Fdi): 'Avanzamento Rocca nei sondaggi conferma buon lavoro del centrodestra'
ROMA - 'Accogliamo con favore il monitoraggio condotto da Lab21 per 'Affaritaliani' che registra un avanzamento del gradimento del presidente Francesco Rocca, settimo nella classifica dei governatori più apprezzati al 60,1% con il miglior progresso percentuale. (+0,9%).
Quella di Rocca è la crescita più marcata dell'intera classifica grazie soprattutto al lavoro intenso e senza sosta per migliorare una sanità che solo tre anni fa era allo sbando più totale.
Non siamo ossessionati dalle rilevazioni e l'unico sondaggio che ci interessa davvero sarà il voto degli elettori alla fine del mandato. Il grande lavoro del presidente Rocca, della Giunta e di tutta la maggioranza di centrodestra, proprio in questi ultimi giorni ha portato a casa risultati eccellenti; in primo luogo la parifica della Corte dei Conti sull'esercizio 2025, con un avanzo di circa 322 milioni, e in secondo i bilanci della sanità chiusi in positivo per il terzo anno consecutivo dopo anni di disavanzi strutturali. Risultati che si tradurranno in maggiori investimenti sul territorio e i servizi.
I numeri odierni ci dicono che i cittadini vogliono risposte concrete ai propri bisogni e vogliono soprattutto vedere i risultati, che nel caso del Lazio stanno progressivamente arrivando. Andremo avanti con il massimo impegno'.
Capogruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Lazio Daniele Sabatini
Scritta fascista al Liceo Buratti, Rifondazione Comunista e Sinistra Europea: E un insulto ...
VITERBO - La riproduzione ex novo di una scritta fascista sul frontone dell’attuale Liceo Buratti, che ‘qualcuno’ vorrebbe giustificata da fumosi quanto insostenibili criteri filologici, è un insulto intollerabile.
È gravissimo che su una scuola intitolata a un eroico partigiano vengano ridisegnati da zero i simboli del ventennio. A chi sventola la retorica del 'pezzo di storia da tutelare', ricordiamo che anche l'intenzionale cancellazione di quella scritta, avvenuta dopo la Liberazione, costituisce un atto storico: quella rimozione, espressione della riconquistata democrazia, andava e va preservata per il suo valore di testimonianza fondamentale della rinascita del nostro Paese, senza nostalgici e arbitrari ripristini.
Se una ‘innovazione’ è giusto fare, deve piuttosto riguardare la pluridecennale e continuativa destinazione dell’edificio, mediante la semplice intitolazione: “Liceo Mariano Buratti”.
Ogni diversa determinazione (da parte di chi? presa dove e quando?) sarebbe un inaccettabile scempio, peraltro non isolato, che si inserisce in un clima cittadino preoccupante.
Da mesi, infatti, in piazzale Gramsci (!) campeggia uno striscione con il truffaldino neologismo 'remigrazione' — esibito da un ‘comitato’ spudoratamente razzista — rimasto al suo posto nonostante un’ordinanza di rimozione, che l’Amministrazione comunale non è ancora riuscita – o non vuole – rendere esecutiva. A ciò si aggiunga lo spazio concesso da Ombre Festival al conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani, noto per le sue reiterate posizioni sessiste e discriminatorie.
Come comunisti, torniamo ad unire la nostra voce alle prese di posizione di denuncia – già espresse in città – di un degrado culturale e istituzionale ormai intollerabile.
Nel denunciare tale deriva, chiediamo con forza l’immediata rimozione della scritta arbitraria dalla facciata del liceo e dell’altrettanto arbitrario striscione xenofobo.
La memoria della Resistenza e l’antifascismo non si toccano.
Irene Massimi
Circolo di Viterbo della Rifondazione Comunista /Sinistra Europea